sabato 9 maggio 2020

La regina Elisabetta e il nuovo storico discorso: «Mai arrendersi, mai disperare»

The Queen è tornata a parlare alla Gran Bretagna, in era Coronavirus, nello stesso giorno in cui il padre Giorgio VI aveva annunciato la fine della seconda guerra mondiale: «Le nostre strade oggi non sono vuote, sono piene dell'amore che proviamo l'uno per l'altro»

Un mese dopo lo storico discorso in era coronavirus, solo il quarto in quasi 70 anni di regno, Elisabetta II torna a parlare e lo fa in un giorno ben preciso: l’8 maggio 2020, ben 75 anni dopo da quell’8 maggio del 1945 quando il padre, re Giorgio VI aveva annunciato alla radio la fine della seconda guerra mondiale. All’epoca Elisabetta aveva 19 anni, oggi ne ha 94 ed è una monarca esperta e navigata. Sa che deve esserci nei momenti più delicati per la sua nazione. Ora la Gran Bretagna è in lockdown, sta affrontando – come il resto del mondo – la pandemia.

La regina, che aveva 13 anni quando scoppiò la guerra nel 1939, fa sapere oggi: «Può sembrare difficile non poter celebrare questo anniversario speciale come vorremmo. Ma lo ricordiamo dalle nostre case, dalle nostre porte. Le nostre strade non sono vuote, sono piene dell’amore e della cura che proviamo l’uno per l’altro», ha continuato Elisabetta, facendo riferimento all’invito del governo britannico: restare a casa, stare lontani oggi per riabbraciarci presto.

«E quando guardo il nostro Paese», ha continuato, con la foto del padre Giorgio VI in primo piano sulla scrivania, «E vedo quello che siamo disposti a fare per proteggerci e sostenerci a vicenda, dico con orgoglio che siamo ancora una nazione che quei coraggiosi soldati, marinai e aviatori riconoscerebbero e ammirerebbero».

Il discorso della regina è stato registrato nel salotto bianco di Windsor la scorsa settimana. Nel castello poco fuori Londra, lei e il marito Filippo, 98 anni, sono ormai in isolamento da oltre un mese. Parlando dell’inizio della guerra, la regina, allora principessa, ha detto: «La prospettiva sembrava desolante, la fine lontanissima, il risultato incerto. Ma abbiamo continuato a credere che la causa fosse giusta – e questa convinzione, come ha notato mio padre, ci ha portato avanti. “Mai mollare, mai disperarsi”, era quello il messaggio del V-E Day.

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«Ricordo vividamente le scene esultanti a cui io e mia sorella abbiamo assistito con i nostri genitori e Winston Churchill dal balcone di Buckingham Palace», ha continuato la sovrana, «Il senso di gioia della gente che si radunava fuori e in tutto il Paese, anche se mentre si celebrava la vittoria in Europa, sapevamo che ci sarebbero stati ulteriori sacrifici. Molte persone hanno perso la vita in quel terribile conflitto. Hanno combattuto per poter vivere in pace, in patria e all’estero. Sono morti per la speranza di poter vivere come persone libere in un mondo di nazioni libere. Hanno rischiato tutto in modo che le nostre famiglie e i nostri quartieri potessero essere al sicuro. Dovremmo e li ricorderemo».

La pace in Europa, ha aggiunto, la regina da allora è stata mantenuta. E questo è il modo migliore per onorare tutti quelli che dal campo di battaglia non sono mai tornati. Oggi il nemico è invisibile, la lotta è contro un virus, ma il messaggio di Elisabetta II alla Gran Bretagna non cambia: «Mai mollare, mai disperarsi».
fonte: di Stefania Saltalamacchia  www.vanityfair.it

Teatro: Il nuovo festival areniano 2020 è una vittoria per Verona

Se è vero che non c’erano altre soluzioni per proporre le “solite” opere nel “solito” format, è da lodare la decisione di proporre un festival musicale totalmente nuovo in piena emergenza coronavirus.


Preso atto che molti teatri apriranno nel 2021, ben che vada, il nostro anfiteatro potrebbe essere la prima sfida della nuova stagione umana della musica classica, interrotta bruscamente per cause di forza maggiore. Ecco perchè il progetto che ha preso forza, il Festival d’estate - Nel cuore della musica è stato voluto e sostenuto anche da innumerevoli artisti che hanno voluto manifestare il loro amore per l’Arena di Verona nonché dare un messaggio all’intero mondo della musica.

Potremo bearci di vedere dal vivo una parata di stars internazionali della lirica che vede in prima linea, fra gli altri, i direttori Daniel Oren e Marco Armiliato, ed i cantanti Francesco Meli, Marcelo Álvarez, Leo Nucci, Plácido Domingo, Luca Salsi, Fabio Sartori, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Anna Netrebko, Maria José Siri, Michele Pertusi, Marina Rebeka. 

Il cartellone definitivo dovrebbe prevedere una decina di spettacoli lirico-sinfonici collocati nei week-end di agosto e di settembre.

E, come se non bastasse, il 98° Festival non viene cancellato, bensì spostato al prossimo anno arricchiti di altri eventi imperdibili, tra cui Aida in forma di concerto, atto d’amore sacro per Verdi, festa per il 150° dell’opera e sobrietà impeccabile per rispetto di chi quest’anno ha e sta soffrendo, nonché una monumentale Messa da Requiem che a Verona non si sentiva da anni.

Questa volta Fondazione Arena si è mossa in anticipo e nel migliore dei modi possibili, anticipando altri grandi teatri di cui diventerà il modello per la “rifioritura” che il sovrintendente, Cecilia Gasdia, ha più volte sottolineato in conferenza stampa.
fonte: Filippo Avesani www.veronaeconomia.it

Cinema > David di Donatello 2020: il trionfo de «Il Traditore» in una cerimonia in smart working. Tutti i premi

Ad aggiudicarsi la 65esima edizione del premio è il film di Marco Bellocchio con ben sei riconoscimenti, incluso quello per il miglior attore protagonista a Pierfrancesco Favino. Ecco tutti i vincitori

 Il David di Donatello ai tempi dello smart working. Nessun red carpet, nessuna consegna e nessun abito lungo fatta eccezione per Roberto Benigni, l’unico che si video-collega con addosso lo smoking, e poche eccezioni come Luca Marinelli e Marco D’Amore, che optano per la cravatta.  

Gli Oscar del cinema italiano si adattano all’emergenza Covid-19 e vanno in onda rinunciando alla cerimonia in senso stretto, alla festa che sarebbe potuta essere. In uno studio spoglio, semideserto, Carlo Conti spiega che si tratta di un’edizione dei David «particolarissima» che, però, aveva senso non annullare (era stata già posticipata di un mese) per essere di «buon auspicio per riprendere la nostra normalità, andare al cinema e sognare».

 L’allegoria del Davide che lotta contro Golia, un tempo rappresentato dai colossi a stelle e strisce e oggi da un virus invisibile, è, dopotutto, perfetta per rappresentare il bisogno di tenere vivo il cinema che, al di là della chiusura forzata delle sale, resiste e «rende più lieve il nostro isolamento». L’Accademia del Cinema Italiano e Raiuno hanno, infatti, spinto affinché la cerimonia di assegnazione avesse comunque luogo, un simbolo di speranza e di ripartenza. Il caso, poi, ha voluto che a essere premiato fosse proprio un film prodotto anche da Rai Cinema: a trionfare ai 65esimi David di Donatello è, infatti, Il traditore di Marco Bellocchio.

Il biopic dedicato alla controversa figura di Tommaso Buscetta si porta a casa i premi più «pesanti» della serata: miglior film, miglior regia a Marco Bellocchio, miglior attore a Pierfrancesco Favino (è il suo primo David come protagonista), miglior attore non protagonista a Luigi Lo Cascio, migliore sceneggiatura originale e miglior montatore.
I David portati a casa da Il traditore sono 6. Lo segue a ruota Pinocchio, la versione del capolavoro di Carlo Collodi firmata da Matteo Garrone che conquista 5 premi spopolando nelle categorie tecniche, dagli effetti visivi ai costumi, dal trucco alla scenografia.

Nell’anno in cui il cinema italiano è costretto a fermarsi e a reinventarsi rimandando l’uscita di molti titoli in sala e rendendone disponibili altrettanti sulle piattaforme streaming a pagamento, i David non si fermano e regalano emozioni che, probabilmente, ricorderemo: dal bacio strappato da Anna Ferzetti al marito Pierfrancesco Favino in collegamento dalla sua casa di Roma all’abbraccio di Jasmine Trinca, miglior attrice protagonista per La Dea Fortuna, con la figlia Elsa; dal commosso omaggio a Franca Valeri, che non presenzia in video ma che, vicinissima ai 100 anni, conquista il primo David della sua carriera, al discorso di Roberto Benigni – che parla di «Covid di Donatello» e si rammarica che la sua categoria, quella di chi «abbraccia, tocca, accarezza e fa l’amore in scena», sia la più colpita – alla suoneria che Marco Bellocchio si dimentica di silenziare al momento della vittoria: «In tutta la mia carriera ho vinto 3 David, e ne ho presi 3 in una sola serata. Il mio film sono tante persone e ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di farlo: spero di continuare a fare film che mi entusiasmino». 

L’unica nota dolente della serata è, però, che tutte le maestranze tecniche, dagli scenografi ai montatori, dai truccatori ai direttori della fotografia, non abbiano potuto ringraziare in video per l’omaggio ricevuto. Un peccato: sarebbe stato il messaggio più forte per un cinema che riparte e che, soprattutto, ha bisogno di rimanere unito.

Ecco tutti i vincitori dei David di Donatello 2020:
Miglior film
Il traditore di Marco Bellocchio
Miglior regista
Marco Bellocchio, Il traditore
Migliore attore protagonista
Pierfrancesco Favino, Il traditore
Migliore attrice protagonista
Jasmine Trinca, La dea fortuna 
Migliore attrice non protagonista
Valeria Golino, 5 è il numero perfetto
Migliore attore non protagonista
Luigi Lo Cascio, Il traditore 
Migliore sceneggiatura originale
Marco Bellocchio – Ludovica Rampoldi – Valia Santella – Francesco Piccolo, Il traditore
Migliore sceneggiatura non originale
Maurizio Braucci – Pietro Marcello, Martin Eden 
Miglior produttore
Groenlandia – Rai Cinema – Gapbusters – Roman Citizen – Con Rai Cinema, Il primo re
Migliore canzone originale
La Dea Fortuna (“Che Vita Meravigliosa”)
Migliore musicista 
L’orchestra Di Piazza Vittorio – Il Flauto Magico Di Piazza Vittorio
Miglior regista esordiente 
Phaim Bhuiyan, Bangla
Migliore autore della fotografia 
Il primo re
Miglior scenografia
Dimitri Capuani, Pinocchio
Miglior costumista
Massimo Cantini Parrini, Pinocchio
Miglior truccatore
Dalia Colli – Mark Coulier (Trucco Prostetico), Pinocchio 
Miglior acconciatore
Francesco Pegoretti, Pinocchio
Miglior montatore
Francesca Calvelli, Il traditore
Miglior suono
Il primo re
Migliori effetti speciali visivi
Theo Demeris – Rodolfo Migliari, Pinocchio
Miglior documentario di lungometraggio
Selfie di Agostino Ferrente Citizen
David giovani
Mio fratello rincorre i dinosauri
fonte: di Mario Manca   www.vanityfair.it

La nuova opera di Banksy dedicata agli infermieri, eroi contro il coronavirus

Ecco l'ultimo lavoro dell'artista di cui non conosciamo l'identità. Illustrazione: Banksy Instagram

Batman e l’Uomo Ragno per il momento si facciano da parte. Gli eroi di oggi hanno sì il mantello, ma soprattutto la mascherina, occhi grandi e una croce rossa disegnata sulla divisa. Sono le infermiere e gli infermieri impegnati nella lotta quotidiana contro il coronavirus. Parola di Banksy, che agli operatori sanitari ha dedicato la sua ultima opera, Game Changer.

Il più noto artista di street art (controverso, tagliente, geniale e misterioso, dato che non si conosce la sua identità) ha pubblicato sul suo account Instagram il disegno di un bimbo che gioca con il pupazzo di una infermiera, con tanto di mantello, facendola volare proprio come un super eroe. Batman e Spider-Man possono solo osservare la scena, forse un po’ accigliati, dato che sono stati relegati in un cestino della spazzatura. Si facciano da parte, per adesso: ora è il momento della Super Nurse.

L’omaggio a chi lavora nella sanità non è il primo lavoro di Banksy creato durante la pandemia di Covid-19. A metà aprile, sempre attraverso Instagram, l’artista aveva pubblicato una divertente serie di foto sotto la didascalia “My wife hates when i work from home”, mia moglie odia quando lavoro da casa. Nelle immagini, infatti, il bagno di Banksy (o quello che supponiamo lo sia) si era trasformato nel set per murales popolati da topi, uno dei simboli del lavoro dell’artista.
fonte: di Federica Maccotta    www.wired.it

venerdì 8 maggio 2020

Grande successo per Lovers on line, la mini maratona di film italiani a tematica LGBTQI

Si è concluso Lovers On Line, la mini-maratona di film italiani a tematica LGBTQI messi a disposizione a titolo gratuito dal Lovers Film Festival. Un’opportunità per il pubblico della storica manifestazione cinematografica torinese (che avrebbe dovuto svolgersi negli stessi giorni dell’evento) per riscoprire o apprezzare per la prima volta titoli molto diversi fra loro ma tutti all’insegna dell’arcobaleno.


In cinque giorni Lovers On Line ha messo a disposizione 17 pellicole tra lungometraggi, cortometraggi e documentari per un totale di 18.114 visualizzazioni.

La direttrice Vladimir Luxuria è molto felice per “un risultato al di sopra di ogni aspettativa, considerato che è stato raggiunto in soli cinque giorni”.
Abbiamo deciso di comunicare il dato complessivo di visualizzazioni, e non per singoli titoli o categorie, al di fuori di una logica competitiva e intendendo questa iniziativa nella sua interezza. Sempre con il cliccattissimo hashtag #cimanteniamoinlinea: simbolo di un pubblico che ama il cinema e il nostro festival – prosegue Luxuria. Ringrazio un pubblico, più che virtuale, virtuoso, che ci ha dimostrato vicinanza e supporto scegliendo di vedere o rivedere lavori già proiettati o già disponibili in rete. Un segnale che consideriamo di incoraggiamento non solo per il Lovers Film Festival, ma anche per il cinema e l’inarrestabile voglia di emozionarci e crescere attraverso la cultura che purtroppo resta ancora in fase 1. Un grazie in particolare anche a tutti i registi che hanno risposto alla nostra richiesta con entusiasmo e collaborazione e al comitato artistico da me diretto – composto da Angelo Acerbi, Elsi Perino e Alessandro Uccelli – che ha gestito e seguito la realizzazione di questa piccola festa del cinema italiano”.

Questo risultato è molto importante in un momento difficile come questo, con le sale cinematografiche chiuse e l’impossibilità di fare un festival in maniera tradizionale – sottolinea Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema. Il mio augurio è che si possa tornare presto alla normalità, seppure con delle delimitazioni”.
fonte: ufficio stampa  Lovers Film Festival

Lgbt: Germania, approvata la legge che vieta la "conversione" degli omosessuali

Niente più esorcismi, elettroshok e stregonerie. Nel Paese si registrano ancora circa 1000-2000 casi di cure "anti-omosex" all'anno. Sanzioni fino a 30 mila euro e un anno di carcere per chi viola la nuova norma
 
BERLINO - Niente più esorcismi, indottrinamenti o "terapie della luce". Niente stregonerie, né elettroshock. La Germania ha approvato una legge che vieta ogni forma di conversione di persone lgbtqi, insomma qualsiasi forma di imposizione coatta di un orientamento sessuale. La sanzione per questo tipo di 'cure' barbariche, può raggiungere i 30 mila euro e un anno di carcere. In foto: Jens Spahn, 39 anni, ministro della Salute tedesco (ansa)  

Purtroppo, come attesta la Fondazione Magnus Hirschfeld, in Germania si registrano ancora circa 1000-2000 casi di cure 'anti-omosex' all'anno, e spesso le vittime ne ricavano danni psicologici e sviluppano tendenze suicide. Peraltro non c'è alcuna evidenza scientifica sull'efficacia delle 'terapie' di conversione, al di là di ogni considerazione sulla palese violazione della libertà sessuale sancita dalla Costituzione.

L'impulso a vietare queste pratiche primitive che avvengono per lo più in comunità fortemente religiose è venuto dal ministro della Sanità, Jens Spahn (Cdu), gay dichiarato. "L'omosessualità non è una malattia, e il termine terapia è fuorviante", ha scandito ieri davanti al Bundestag, durante la discussione sulla legge. Che ha registrato comunque l'astensione dei Verdi, della Linke e della Fdp che avrebbero voluto un testo più coraggioso. La legge limita il divieto di conversione alle persone sotto i 18 anni: secondo i tre partiti si tratta di una soglia troppo bassa.
fonte: www.repubblica.it  

Cinema: Vogue, copertina da record per Judi Dench. L'attrice britannica conquista la cover della rivista di moda a 85 anni

A 85 anni Judi Dench ha battuto un altro record: è la donna più anziana mai ritratta sulla copertina di Vogue. L'attrice apparirà sul numero di giugno della versione britannica della famosa rivista e dopo quasi 60 anni nel mondo dello spettacolo ha giurato che non smetterà mai. 
 
Dame Judi Dench ha calcato per la prima volta un palcoscenico nel 1957 e il suo debutto cinematografico è stato nel 1964 con 'Il terzo segreto'. Il primo ruolo importante è in Camera con vista di James Ivory; dal 1995 interpreta M, il capo dell'MI6, in James Bond. Il riconoscimento della critica arriva nel 1997 con Mrs Brown dove interpreta la Regina Vittoria. La statuetta arriva l’anno dopo per l’interpretazione di un’altra regina: Elisabetta I d’Inghilterra in Shakespeare in Love. 
 
Nel discorso pronunciato al ritiro del premio si disse sbalordita di averlo ottenuto per un ruolo di appena otto minuti. Judy Dench è una di quelle attrici in grado di interpretare di tutto. Per Chocolat e Iris - Un amore vero ottiene due candidature. Negli ultimi anni è stata la madre del presidente Hoover in J.Edgar di Clint Eastwood, M in Skyfall, di Sam Mendes e Philomena, una madre alla ricerca disperata del figlio. 
 
Chiusa a casa nel Regno Unito a causa delle misure restrittive anti-coronavirus, l'attrice ha dichiarato di sentirsi "come tutti, questi tempi senza precedenti sono abbastanza difficili da comprendere". "La cosa buona è che ha reso le persone consapevoli della situazione degli altri che sono completamente soli. Se da questo emergerà una grande gentilezza, allora sarà un vantaggio", ha aggiunto. 
fonte:  www.rainews.it

Cinema: A Franca Valeri il Premio David Speciale 2020, in onda stasera su RaiUno alle 21.25

Nel corso della 65ª edizione dei premi, in onda su RaiUno alle 21.25 di venerdì 8 maggio, sarà celebrata (per la prima volta) la donna che, più di tutte, ha «rivoluzionato la comicità e l’immagine femminile dal secondo dopoguerra con ironia scorrettissima»

I David di Donatello, con la tradizionale cerimonia di assegnazione dei premi, sono stati posticipati. Pareva impossibile che, ai tempi del Coronavirus, con il divieto categorico a riunirsi in assembramenti, si potesse festeggiare il cinema italiano. Invece, la tecnologia è corsa in soccorso dell’evento.


I David, come capitato ad altre manifestazioni corali, abituate ad avere un proprio contrappunto televisivo, verranno trasmessi su RaiUno, alle 21.25 di stasera venerdì 8 maggio. In studio, vi sarà solo Carlo Conti ed altri, ospiti e attori, saranno chiamati a collegarsi da casa, con quel mezzo ormai rodato che è il computer.

A farla da padrona, dunque, nella serata più cara al cinema italiano, sarà l’innovazione che, però, nel suo dipanarsi, non dimenticherà di rendere il giusto omaggio alla tradizione. Franca Valeri, ormai prossima al centenario, sarà insignita del Premio David Speciale 2020. Ad annunciarlo, è stata Piera De Tassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

 

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«Franca Valeri è un’icona dello spettacolo e della cultura italiana, tra radio, cinema, teatro e tv, finora mai candidata o premiata al David», ha spiegato la De Tassis, «Eppure, con un lampo unico di creatività, è stata proprio lei ad aver letteralmente rivoluzionato la comicità e l’immagine femminile dal secondo dopoguerra con l’invenzione di personaggi simbolo come La Signorina Snob, la sora Cecioni, Cesira la manicure. L’ironia scorrettissima, il tratto rapido, il soprassalto linguistico e surreale sono i suoi strumenti per raccontare le tante identità femminili in mutazione», ha concluso la De Tassis, suggellando in poche parole una donna sovversiva, coraggiosa, un’avanguardista alla quale si deve (buona parte) del presente artistico femminile.
fonte: di Claudia Casiraghi  www.vanityfair.it

martedì 5 maggio 2020

Danza: Una giornata, online, dedicata a Pina Bausch

Un evento per omaggiare la grandissima Pina Bausch: venerdì 8 maggio alle 20.30, sulla piattaforma MYMOVIESLIVE, Bim, Romaeuropa e MYmovies andrà in scena un evento esclusivo , dedicato ad un’importantissima artista che ha segnato, per sempre, il mondo della danza. In questa occasione verrà diffuso in streaming gratuito un dibattito in diretta tra esperti di danza, cinema, danzatrici e coreografe, seguito dal film, candidato al Premio Oscar, Pina di Wim Wenders. 


Attraverso un incontro live e un film rimasto nella memoria per la sua straordinaria potenza visiva, gli appassionati di cinema e danza potranno così assistere a un evento unico, che a partire dallo stile performativo senza precedenti di Pina Bausch, a 80 anni dalla sua nascita, cerca di rintracciarne il lascito nelle più recenti generazioni, senza dimenticare lo sguardo di chi scopre per la prima volta il suo lavoro o di chi, con un approccio differente alle arti coreutiche, lo osserva da lontano. 

L’incontro vedrà, tra gli altri, la testimonianza di Monique Veaute Presidente della Fondazione Romaeuropa, la partecipazione di Francesca Pennini, coreografa della compagnia CollettivO CineticO e oggi una delle menti più creative della danza contemporanea italiana.

Per partecipare gratuitamente online alla visione collettiva del film in streaming sarà sufficiente collegarsi dal proprio computer, tablet o device all’indirizzo https://www.mymovies.it/film/2011/pina/live/ e prenotare uno dei posti disponibili nella sala web.

Pinaè un film per Pina Bausch di Wim Wenders. 

Pina, con il Tannztheater Wuppertal Pina Bausch, è il tributo di Wim Wenders all’arte unica e visionaria della grande coreografa tedesca, scomparsa nell’estate del 2009.  Il regista ci guida in un viaggio sensuale e di grande impatto visivo, seguendo gli artisti della leggendaria compagnia sulla scena e fuori, nella città di Wuppertal, il luogo che per 35 anni è stato la casa e il cuore della creatività di Pina Bausch. 
fonte: www.giornaledelladanza.com

Arena di Verona: Il Festival 2020 diventa 2021

Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura.

Lo spostamento al 2021 del Festival stellare 2020, frutto di intensi anni  di lavoro, è stato per tutto il team areniano una sofferenza profonda, ma le prescrizioni normative, conseguenza delle evidenti condizioni sanitarie in Italia, non hanno lasciato altra possibilità se non quella di salvarla posizionandola nella sua sostanza nel 2021 che diventerà così, con l’aggiunta di altri eventi di grandissima caratura già programmati, un anno di straordinario livello, confermando Arena nel Pantheon dei migliori teatri del mondo.

Inoltre Fondazione Arena ha pensato in primis a tutelare tutti gli 80.000 spettatori affezionati che hanno già acquistato il biglietto per la Stagione 2020 e che fin da oggi potranno ottenere tutte le informazioni necessarie consultando il nostro sito internet www.arena.it o scrivendo all’indirizzo: ServizioClienti@geticket.it o telefonando allo 0458005151

Saranno possibili tre opzioni: spostare sin da subito il proprio biglietto sul titolo prescelto nel Festival 2021 o donare il proprio biglietto. A partire dal 15 giugno, secondo le regole che saranno stabilite dal Governo, sarà possibile richiedere un voucher per un importo pari a quello del biglietto in proprio possesso.

Dal 15 luglio invece sarà disponibile per tutti la vendita dei biglietti 2021. 
Le condizioni per i tour operator e per le agenzie di viaggio saranno comunicate direttamente ai partner del festival.
fonte:  www.arena.it

lunedì 4 maggio 2020

Cinema: Taika Waititi sarà il regista di un nuovo capitolo di Star Wars

Taika Waititi sarà regista di un nuovo film della saga di Star Wars. Della sceneggiatura si occuperà anche Krysty Wilson-Cairns, sceneggiatrice di 1917.



In occasione dello Star Wars Day arriva una gran bella notizia per i fan della saga. Taika Waititi sarà regista e co-sceneggiatore di un nuovo capitolo del franchise fantascientifico che, film dopo film, continua a registrare grandi successi al botteghino.

Il regista neozelandese, reduce dall’ultimo episodio della serie The Mandalorian, sarà quindi il sesto regista a dirigere un film della saga dopo George Lucas, Irvin Khershner, Richard Marquand, J.J. Abrams e Rian Johnson.

A gennaio vi erano stati diversi rumors che vedevano Taika Waititi come regista di un nuovo film della saga, rumors ai quali Taika Waititi aveva risposto così in un’intervista al Variety:
“Se ci sono discussioni su Star Wars? Certo nel 1996 discussi con i miei amici su quanto fosse bello Star Wars. Penso che le persone mi vedano spesso uscire con gli altri, specialmente con ‘Star Wars’ e sì, penso che si potrebbero fare delle grandi discussioni con lui.[…] Vorrei fare ogni film possibile solo se esso ha un senso, e se può non sembrare un suicidio artistico.”

Il nuovo capitolo della saga di Star Wars, oltre ad essere diretto da Taika Waititi, vedrà alla sceneggiatura, insieme al regista di Jojo Rabbit, Krysty Wilson-Cairns, sceneggiatrice dell’acclamato film di Sam Mendes 1917.
I produttori del film saranno invece David Benioff e D.B. Weiss, i due ideatori della serie Il Trono di Spade che avevano abbandonato lo show lo scorso ottobre proprio per dedicarsi ai nuovi film di Star Wars. Del film oltre a queste notizie non sappiamo altro. Sappiamo solamente che la Disney ha in programma l’uscita del primo capitolo della nuova trilogia nel dicembre del 2022 a cui seguiranno gli altri due capitoli nel 2024 e nel 2026.

Questa notizia è arrivata proprio nello Star Wars Day, nello stesso giorno in cui è uscito l’ultimo episodio della serie The Mandalorian diretto da Taika Waititi su Disney+ e il IX capitolo della saga sempre sulla neonata piattaforma. Questo 4 maggio è stato davvero ricco di sorprese per i fan della saga.
fonte:  Arturo Garavaglia     www.ciakclub.it

sabato 2 maggio 2020

Teatro> Progetti stoppati anche per Alessandro Bertolucci: “La crisi ha evidenziato le fragilità del nostro sistema”

Anche per Alessandro Bertolucci, attore e produttore lucchese che vive a Castelnuovo di Garfagnana, il lock down da coronavirus ha interrotto uno o più progetti, uno o più lavori. La sua, lo abbiamo scritto anche ieri, è stata una delle categorie più colpite e penalizzate, in un paese come l’Italia in cui manca spesso una visione aperta e le professioni legate a teatro e cultura sono considerate quasi di serie B o semplicemente hobbystiche.

Alessandro conosce bene questo mondo, ma anche quello del cinema e della tv dove ha lavorato in passato e continua a lavorare.

“L’effetto coronavirus – esordisce Bertolucci – ha colpito anche me, ovviamente. A marzo dovevano iniziare le riprese di un film americano sulla vita di San Francesco in cui recitavo, ovviamente è stato tutto stoppato.
Inoltre stavo producendo film con la mia casa di produzione DubLab e il progetto è slittato. Sul territorio avevo altri progetti, come le lezioni di teatro con le scuole e le lezioni di doppiaggio nei reparti di pediatria con il progetto “Doppio Sorriso”, che ovviamente sono stati interrotti. A dire il vero ci stiamo reinventando, proseguendo le attività on-line e magari il futuro andrà in questa direzione ma è evidente che non è la stessa cosa, dato che il teatro necessita del contatto umano, sia sul palcoscenico che con il pubblico”.

Periodo che sta dando a Bertolucci diversi spunti di riflessione. “La situazione attuale ha messo a nudo diverse fragilità del nostro paese, vedi la diffusione della tecnologia sul territorio. Svolgendo didattica on-line mi sono reso conto che oltre la metà delle famiglie ha problemi di connessione internet pessima o di mezzi informatici inadeguati. Non parlo delle nostre piccole realtà, è così anche in città: la gente magari spende in cellulari iper tecnologici e ha computer obsoleti”.

Altro nervo scoperto è legato al mondo dello spettacolo, dello show business italiano in generale, sul quale l’attore lucchese ha pubblicato un post – riflessione interessante sul proprio profilo: “Le problematiche messe in evidenza dal questa fase sono sostanzialmente due.

Una è attuale: fermo restando che i provvedimenti di contenimento dei rapporti umani e sociali sono stati doverosi per salvaguardare la salute e pertanto non si poteva agire diversamente, abbiamo capito, se ancora ce ne fosse bisogno, che in Italia nel 2020 l’arte, la cultura, lo spettacolo sono considerati lavori di serie B. Eppure, limitandomi al mio caso, io faccio questo mestiere da una vita e sono un contribuente. E’ una questione di dignità! L’altro aspetto è storico, e la responsabilità è di tutto il nostro mondo, da decenni vedo il nostro settore piegato ai desideri della politica o di poteri forti, invaso da raccomandati e poco capaci, i soldi pubblici spariscono presto o sono appannaggio di pochissime produzioni: così abbiamo contribuito a non rendere dignità al nostro mestiere e la mentalità generale ne risente”.

Per quanto riguarda i sostegni dello Stato al settore dello spettacolo, come li ritiene? “Personalmente ho ricevuto i 600 euro di bonus ma so che in tanti non li hanno ricevuti perché non rientrano nei parametri. Qua viene alla luce un’altra problematica, un settore poco se non per niente regolamentato, così sono proprio i lavoratori meno strutturati, che magari avrebbero più bisogno, a non poter accedere agli aiuti”.

Uno sguardo al futuro, come vedi la ripartenza del teatro, del cinema, dello spettacolo in generale? “Ritengo che il nostro settore sarà tra gli ultimi a ripartire, non so se sarà possibile prima del 2021. Non vedo possibile fare spettacoli teatrali dato che non è possibile fare assembramenti di persone e senza pubblico non è sostenibile. Diversa la situazione del cinema, ci si potrà affidare all’on-line ma anche in questo caso dovremo attendere le normative, magari sarà possibile recitare con certificato medico, non so! E’ evidente, in ogni maniera, che il problema economico c’è e ci sarà, non ci sarà lavoro per tutti”.
fonte:  di simone pierotti www.lagazzettadelserchio.it

Fashion> Balenciaga: passerella sott'acqua contro il climate change

La protesta di Demna Gvasalia: la sfilata AI 2020 2021 è sommersa per ricordare a tutti che il livello degli oceani si sta alzando


Sfilata sott'acqua per Demna Gvasalia che ha presentato l'autunno inverno 2020 di Balenciaga portando in passerella l'onnipresente minaccia del cambiamento climatico.

Dopo aver messo al centro della sua sfilata primavera estate 2020 il blu Unione Europea, il direttore artistico del brand e fondatore di Vetements ha invitato giornalisti e fashion people in uno studio cinematografico a Saint-Denis, che ha deliberatamente allagato con un riferimento inquietante al fatto che il livello degli oceani si stanno alzando.

Come conseguenza dell'allagamento, nessuno ha potuto sedersi in prima fila perché le sedie erano sott'acqua. Gli ospiti hanno preso posto dalla terza fila in su, anche per evitare di essere schizzati da modelli e modelle (è stato fatto uno street casting) mentre incedevano sulla passerella. Ancora più inquietante dell'acqua? L'ampio schermo a LED sospeso sul soffitto: vi sono state proiettate immagini preoccupanti in un montaggio serrato: da uno sciame di corvi hitchcockiani a lava e fiamme bollenti. 

Intanto, cappotti in pelle tipo Matrix, kit del Balenciaga Football Club e tute gym-glam sfilavano davanti agli spettatori, mentre l'acqua rifletteva le inquietanti scene presentate sullo schermo.
Qui potete vedere > tutti i look della sfilata  
fonte:  www.vogue.it

Made In Italy> Cambio Vita: la storia di Francesco Gentile e Chiara Catone, designers di moda ecosostenibile


Torna l'appuntamento di D.it con le donne e gli uomini capaci di reinventarsi puntando tutto sui propri sogni. Arrivano da tutto il mondo, si sono lasciati alle spalle vite e lavori molto diversi: ad accomunarli è la passione per la moda. Abbiamo incontrato Francesco Gentile e Chiara Catone: ecco cosa ci hanno raccontato

Francesco Gentile e Chiara Catone, (in foto) classe 1989, laurea in giurisprudenza uno, in lettere classiche l'altra, avvertono ad un certo punto della loro vita l'esigenza di evadere dalla prospettiva di un lavoro monotono e grigio, per dedicarsi totalmente ad un progetto fino a quel momento vagheggiato, ma mai messo in pratica: un marchio di prêt-à-porter, espressione ad un tempo della loro creatività e del valore della manifattura Made in Italy. Nasce così nel 2017 Gentile Catone, unione dei loro cognomi, brand noto per le stampe sofisticate e i materiali pregiati ed ecosostenibili.  

Come è nata l'idea di "mollare "tutto" e buttarvi in questa nuova impresa?
Cambiare vita significa delle volte progredire. E il progresso molto spesso nasce da un atto di ribellione. Questo è stato il nostro caso: una laurea in giurisprudenza e una in lettere classiche, un lavoro come avvocato e l'altro presso l'Accademia della Crusca, una vita già scritta senza possibilità di creare, di osare. Un giorno Francesco torna a casa e lancia un'idea: dobbiamo avere un progetto tutto nostro! È come se si fosse aperto un varco nella nostra vita, la possibilità finalmente di far esplodere quel germe creativo fin allora represso. Da lì ci siamo lanciati in quello che oggi rappresenta il core business della nostra azienda: camicie in seta stampate, che oggi esportiamo in tutto il mondo.

Cosa vi ha spinto a rischiare? A cambiare completamente?
Non è stato assolutamente facile, stavamo buttando all'aria anni e anni di studio e fatica e posizioni lavorative tutto sommato "sicure", per un lavoro a noi ignoto, uno "stupido" sogno. Che però non ci faceva dormire la notte. E allora realizzare se stessi è stato più forte della paura di fallire. Oggi le persone non investono nella propria felicità, ed è forse questo uno dei più grandi limiti della cultura occidentale. Noi ci abbiamo provato.

Il nome del brand da dove nasce? Ha una storia?
È l'unione dei nostri cognomi: Francesco Gentile e Chiara Catone, Gentile Catone. Come se fosse nostro figlio. 
Da dove arriva la vostra passione per la moda?
Da sempre siamo stati affascinati dal settore moda e forse il nostro destino era un po' scritto nel nostro DNA: mio nonno (di Chiara) era direttore commerciale della Necchi (azienda di macchine da cucire) negli anni 60 e la zia di Francesco aveva un'azienda di confezione tessile.

Chi ha creduto per primo nelle vostre creazioni?
Sicuramente le nostre mamme, certo, all'inizio sono rimaste sconvolte perché appartengono alla generazione che ha il mito del posto fisso ma non appena hanno visto sulla prima camicia l'etichetta con i nostri cognomi, hanno appoggiato il progetto. Lo ricordo come fosse ieri, era una sera d'estate e cenavamo fuori sul terrazzo. Abbiamo brindato.

Come usate i social media? Qual è quello che secondo voi aiuta di più nelle vendite?
I social media oggi sono molto importanti, rappresentano, se usati in modo corretto, una democratizzazione della pubblicità. Molti nostri clienti sono arrivati da Instagram, ci chiedevano in quali store fossimo presenti. E per alcuni di loro abbiamo anche realizzato dei capi bespoke. È bello vedere come delle signore di Melbourne o di Seul riescano a comunicare con noi e a ordinare i loro capi in "diretta". Lavoriamo spesso con stylist e fotografi che ci contattano direttamente sui nostri profili Instagram e Facebook per realizzare editoriali e campagne social. Il ritorno d'immagine è davvero enorme.

Il profilo Instagram Gentilecatone_official  > QUI 

In che modo hanno aiutato il vostro business?
Sicuramente il mondo del retail è ancora molto ancorato ad un sistema whole-sale legato agli show-room, anche se, a nostro parere, soprattutto dopo questa crisi socio-sanitaria globale, i rapporti verranno a ridefinirsi. Farà davvero la differenza una buona immagine social.

Dopo quanto tempo avete cominciato a guadagnare?
Il mondo della moda è sicuramente un settore dove all'inizio investi ingenti quantità di denaro senza vedere alcun ritorno economico. Sono semi lanciati in attesa dei frutti. Per quanto riguarda noi, abbiamo iniziato a guadagnare dopo la terza stagione, quando siamo riusciti ad ampliare la distribuzione. I clienti sono passati e ripassati in show-room e alla fine si sono convinti.

Dove producete?
Completamente nell'area di Pescara, nostra città di origine, in Abruzzo. A dirla tutta siamo stati molto fortunati, quest'area rappresenta un distretto di façon tessile di alto livello, con una straordinaria ramificazione di know-how nel settore dell'abbigliamento, dalla jeanseria all'haute couture. Definiamo la nostra "moda ecosostenibile" perché facciamo un’accurata selezione di aziende con specifiche certificazioni di sostenibilità ambientale che producono tessuti a basso impatto ambientale. Anche la manodopera è abruzzese, quindi locale, e tutelata.

Avete fatto corsi specifici prima di cominciare? Quali sono le difficoltà pratiche che avete dovuto affrontare?
In realtà all'inizio eravamo completamente inesperti, come dei bambini che mettono piede a scuola il primo giorno. I primi tempi è stata durissima, ricordo ancora quando in confezione ci parlavano dei singoli componenti di una camicia e ci guardavamo spaesati non sapendo di cosa stessero parlando. Ma andando ogni giorno in confezione, al ricamificio, allo studio di modellistica, al taglio, ci siamo perfettamente formati in "bottega": come avveniva una volta. Per perfezionare la nostra conoscenza nel campo abbiamo poi seguito un corso di graphic design che ci ha fornito le competenze per le nostre stampe.

Facendo un primo bilancio, siete contenti della vostra scelta?
La risposta è assolutamente si! Anzi, ci pentiamo di aver rimuginato a lungo. Ci svegliamo alla mattina con una voglia di fare e un'energia che non avevamo mai sperimentato, prima.

Progetti futuri?
Vorremmo sicuramente ampliare la nostra rete distributiva per quanto riguarda il settore fashion, ma abbiamo anche qualche altro sogno nel cassetto, ci piacerebbe molto riversare la nostra fantasia nel settore design, arredamento e oggettistica.

Dove vendete maggiormente?
Vendiamo soprattutto nei paesi asiatici: Corea e Giappone in primis. Anzi, è stato proprio questo mercato a darci fiducia per primo, con un grande cliente che ci ha scoperti per caso in fiera.
< Foto Collezione ss 20 Gentile Catone

Fondi per iniziare?
Abbiamo iniziato la nostra attività investendo i primi soldi guadagnati con il nostro lavoro, poi sono intervenute le nostre famiglie che ci hanno sostenuto sia moralmente sia economicamente.

Questa quarantena vi creerà problemi? Come ripartirete?
Dobbiamo ammettere che la quarantena ha creato una grande flessione delle vendite della collezione FW 20/21, interrotte a inizio campagna vendite lo scorso febbraio. Senza dubbio anche le vendite della SS 21 saranno condizionate dall'impossibilità o quantomeno difficoltà negli spostamenti dei buyer, ovvero i negozianti, che avranno i magazzini ancora pieni di capi invenduti. Ma il sistema moda, una volta tornati alla normalità, tenderà sicuramente a premiare la qualità sulla quantità. Noi ci crediamo ancora. Creeremo delle collezioni più piccole, come consigliatoci saggiamente anche da Sara Maino di Vogue Talents e Camera Moda/Buyer, e ci focalizzeremo sulle nostre peculiarità: stampati di alta qualità, ecosostenibili e sofisticati.

Cosa fate durante il lockdown?
Questa lunga quarantena è stata per noi come una vacanza forzata, ma benefica. Abbiamo ogni giorno cercato di darci degli obiettivi, ma anche di allentare un po' i ritmi pesanti delle scadenze del settore moda. E abbiamo riscoperto delle piccole gioie. Oltre a cucinare e mangiare in continuazione, leggere e cimentarci come TikToker, abbiamo coltivato due nostre passioni comuni: l'illustrazione e il set design.

venerdì 1 maggio 2020

Arte. Fondazione Pistoia Musei: proiezione online di “Robert Doisneau. La lente delle meraviglie”

In attesa di riaprire presto la mostra SEBASTIÃO SALGADO | EXODUS. In cammino sulle strade delle migrazioni, la FONDAZIONE PISTOIA MUSEI invita domenica 3 maggio 2020 alla proiezione online del film documentario ROBERT DOISNEAU La lente delle meraviglie di Clementine Deroudille.



Straordinario ritratto di uno dei più grandi fotografi del XX secolo, il film racconta la vita di Robert Doisneau, da giovane ragazzo di periferia a superstar della fotografia. Noto per capolavori come Il bacio e per un approccio profondamente umanista, Doisneau è stato definito il più grande ritrattista della felicità umana.

Per vedere gratuitamente il film CLICCA QUI e inserisci il codice Wanted2109.
Sarà possibile collegarsi dalle ore 24.00 di sabato 2 maggio alle ore 24.00 di domenica 3 maggio 2020.

Prossimi appuntamenti DomenicaDOC:

David Lynch: The Art Life – domenica 10 maggio
Bansky Does New York – domenica 17 maggio
In collaborazione con Wanted Cinema

INFO
Fondazione Pistoia Musei
info@fondazionepistoiamusei.it
www.fondazionepistoiamusei.it

fonte: www.buongiornoonline.it

Nel nuovo spot, ideato da Armando Testa, Lavazza ha deciso di affidarsi alla voce e alle parole ormai famose di Charlie Chaplin, pronunciate nel discorso finale del film “Il Grande Dittatore”

Si ispira ai valori raccontati nel famoso discorso all’umanità di Charlie Chaplin del 1940 tratto dal film “Il Grande Dittatore” il nuovo spot di Lavazza, firmato da Armando Testa.



Si tratta di una nuova campagna pubblicitaria globale che segna un capitolo importante nella comunicazione di Lavazza, grazie a un contenuto forte, un approccio creativo di grande impatto e un linguaggio contemporaneo che interpreta e promuove i valori universali, parte integrante della visione del brand.

“Vogliamo parlare al cuore delle persone con un messaggio positivo che arriva dal passato – ha dichiarato Carlo Colpo, group marketing communication director and brand home director dell’aziendaa -. Lavazza prende posizione e decide di andare oltre il ruolo affidato alla comunicazione di marca, facendosi portavoce di un appello potente a favore del risveglio della sensibilità individuale. È questo il buongiorno di una “nuova umanità” che fa del progresso, della sostenibilità e della tolleranza le basi sulle quali fondare il nostro prossimo rinascimento”.

#TheNewHumanity è il concept che ispirerà da oggi diversi progetti di Lavazza, tra cui il nuovo Calendario 2021, in un percorso coerente e integrato con la comunicazione della marca.
La campagna, che vede protagoniste anche le storiche immagini realizzate da Steve McCurry, oltre che da Dennis Stock e Jerome Sessini dell’agenzia Magnum Photos, è accompagnata dalle note di “Rain, in your black eyes” del musicista Ezio Bosso.

 Lavazza - il video Good morning Humanity cliccaQUI

Lo spot sarà in onda sulle principali emittenti televisive nazionali a partire dal primo maggio e sarà esteso ad altri mercati. Alla campagna hanno lavorato per Armando Testa il direttore creativo esecutivo Michele Mariani, i direttori creativi Andrea Lantelme (art) e Federico Bonenti (copy).
La casa di produzione è Movie Magic International. Consulenza di produzione e gestione licenze: The Producer International.
fonte:  www.brand-news.it

Moda, Anna Wintour ospite di Naomi Campbell: la fase 2 e una ‘profezia’

Dall'emergenza coronavirus al tema del Met Gala del 4 maggio prossimo, annullato per la pandemia.

Indietro non si torna. La pandemia di coronavirus farà da spartiacque decisivo per il mondo del fashion. Lo ha anticipato, nei giorni scorsi Re Giorgio (Armani), lo ha sancito anche nostra Signora della moda internazionale, Anna Wintour. 

Intervistata via Zoom da Naomi Campbell, la direttrice di Vogue Usa ha rivelato di aspettarsi un futuro che vedrà sì al centro la creatività, una maggiore attenzione alla sostenibilità e a meno sprechi, ma anche meno sfilate e meno lusso. Non è finita: in vista dell’arrivo del 4 maggio sembra di assistere, per giunta, all’avverarsi di una profezia
In foto: Anna Wintour e Naomi Campbell insieme a New York (in uno scatto di qualche anno fa)

IL LOCKDOWN COME “PAUSA DI RIFLESSIONE” - "Questo terribile evento ci ha fatto capire che dobbiamo cambiare e che saremo in grado di farlo", ha detto la Wintour. E quindi "ripensare agli sprechi, ai soldi, al consumismo e agli eccessi a cui tutti, me per prima, ci siamo abbandonati". L’occasione della chiacchierata online con la super top è stata l’ultima puntata dello show su YouTube ‘No Filter with Naomi’.
UN ‘PRESAGIO’ IMPRESSIONANTE - La storica direttrice (a vita) della rivista più prestigiosa del mondo fashion si è anche soffermata con la Venere nera (prima modella di colore a guadagnare la copertina della versione inglese di Vogue, nel 1987) su un particolare che avrebbe riguardato il prossimo Met Gala, previsto per lunedì 4 maggio a New York e rinviato a data da destinarsi per il coronavirus.

La Wintour, che è anche madrina della serata, ha infatti sottolineato come il tema scelto per questa edizione avesse un titolo che ora sembra premonitore: il rapporto tra moda e tempo e il suo continuo rinnovamento, in omaggio alla mostra ‘About Time: Fashion and Duration’. Organizzata dal Costume Institute del Met, il Metropolitan Museum of Art di New York che quest’anno festeggia il suo 150esimo anniversario, l’esposizione è stata spostata a ottobre. “Non riesco a immaginare un altro tema più in sintonia con i nostri tempi", ha detto Anna a Naomi.
fonte:  www.tgcom24.mediaset.it

giovedì 30 aprile 2020

Cultura: Il Teatro Alla Scala di Milano riapre a settembre

“Il Teatro ricorderà le vittime del Coronavirus con la Messa da Requiem di Verdi in un concerto al Duomo di Milano. Poi la Nona Sinfonia di Beethoven in omaggio al personale medico nella Sala Piermarini"



Nelle tenebre che avvolgono i lavoratori dello spettacolo e i loro destini, ad oggi più incerti che mai, pare affiorare una luce. Il Teatro Alla Scala di Milano riaprirà il sipario a settembre. Il Consiglio di Amministrazione riunitosi lunedì 27 aprile, infatti, ha approvato all’unanimità la proposta di programmazione autunnale presentata dal Sovrintendente Dominique Meyer. 

La programmazione sarà caratterizzata dalla presenza di alcuni tra i maggiori artisti del panorama internazionale: oltre al Direttore Musicale Riccardo Chailly saliranno sul podio tra gli altri Zubin Mehta e Christian Thielemann, e potremo ascoltare i pianisti Maurizio Pollini e Daniel Barenboim, la violinista Anne-Sophie Mutter e tra i cantanti Anna Netrebko.

“La Scala desidera innanzitutto rendere omaggio alle vittime della pandemia, una tragedia globale che ha colpito Milano e la Lombardia in modo particolarmente crudele” si legge nel comunicato. “Il Teatro le ricorderà con la  Messa daRequiem di Verdi eseguita dai complessi scaligeri diretti dal Direttore Musicale Riccardo Chailly. Il luogo d’elezione per questo concerto, da tenersi nei primi giorni di settembre, è il Duomo di Milano. Sono allo studio due repliche che la Scala desidera offrire a Bergamo e Brescia, tra le città lombarde più colpite dall’epidemia”.

La ripresa dell’attività nella sala del Piermarini avverrà nel pieno rispetto delle norme di sicurezza per gli artisti e per il pubblico: oltre a mantenere il coordinamento costante con il Sindaco di Milano e Presidente della Fondazione Giuseppe Sala, la direzione del Teatro è in contatto regolare con il Governo per mantenere l’aggiornamento sugli sviluppi della situazione sanitaria.   

Il ritorno nella sala del Piermarini dovrà avvenire con un forte messaggio di speranza e unità: la Nona Sinfonia di Beethoven, sempre diretta dal Direttore Musicale Riccardo Chailly, in una serata speciale dedicata al personale medico nell’anno beethoveniano. 
Altre presenze concertistiche di grande prestigio programmate per settembre sono il concerto della Staatskapelle Dresden diretta da Christian Thielemann e quello del pianista Maurizio Pollini mentre a novembre è previsto il recital di Anna Netrebko e a dicembre quello di Daniel Barenboim. Anche Anne-Sophie Mutter ha dato la sua disponibilità a partecipare a un concerto diretto da Riccardo Chailly.  

La programmazione operistica riprende dopo un lungo e drammatico periodo in cui il Teatro non ha potuto offrire al pubblico la propria voce, i propri spettacoli e gli artisti più prestigiosi, il che ha generato, tra l’altro, un grave azzeramento degli incassi di biglietteria che ha imposto riflessioni urgenti e inaspettate anche sotto il profilo economico e finanziario, La Scala programma la ripresa di tre grandi produzioni scaligere, spettacoli che hanno fatto la storia del nostro Teatro: La traviata, diretta da Zubin Mehta, nello spettacolo di Liliana Cavani a settembre, Aida, diretta da Riccardo Chailly, nello spettacolo di Franco Zeffirelli con le scene di Lila de Nobili a ottobre e La bohème, con direttore da definire e spettacolo di Franco Zeffirelli.

Anche per l’attività del corpo di ballo si prevede la ripresa a settembre con un Gala cui seguirà il ritorno di due spettacoli di grande storia e prestigio: a settembre La dame aux camelias, coreografia di John Neumeier e a ottobre Il lago dei cigni, coreografia di Rudolf Nureev.
 Il lavoro di programmazione prosegue e i dettagli sul calendario, i cast e le modalità di acquisto saranno comunicate successivamente.  
fonte: www.huffingtonpost.it   photo: Vincenzo Lombardo via Getty Images

Ed Sheeran, il suo pub chiude per il coronavirus e lui paga il personale di tasca sua: “Ed vuole fare quello che può per aiutare”

Nonostante il coronavirus, che ha imposto da marzo la chiusura di locali e ristornati in tutto il Regno Unito, Ed Sheeran ha deciso di continuare a pagare lo stipendio a tutto lo staff del suo pub “Bertie Blossoms”. Il cantante e il suo manager Stuart Camp, co-proprietario dell’attività, hanno inoltre deciso di non avvalersi degli aiuti governativi per non pesare sulle tasche dei contribuenti.

Nel Regno Unito i propretari dei locali possono infatti ridurre dell’80% la paga dei propri dipendenti e avere accesso ad alcune forme di sostegno da parte del Governo. Il portavoce del cantante ha però dichiarato che “l’attività non ha chiesto e non chiederà nessun contributo governativo. Inclusi congedi, assegni, prestiti o altro”.

MENTRE VICTORIA BECKHAM: Chiede aiuto al governo per pagare i dipendenti e rinuncia al suo salario (con un patrimonio da 384 milioni di euro)

Un milione di sterline in beneficenza – Ed Sheeran avrebbe anche messo mano al suo patrimonio personale per aiutare diversi enti benefici sparsi per il Paese. “Ed vuole fare quello che può per aiutare. Ha diviso la cifra a sei zeri tra vari enti caritatevoli locali per sostenere gli sforzi della comunità. Ed è molto coinvolto nell’area in cui vive e sa che la sua donazione può fare un’importante differenza. Tutti gli sono molto grati”, ha fatto sapere una fonte vicino al cantante.
fonte:  www.spyit.it

#iorestoacasa: su Chili arriva ‘Istmo’ il film con l’amata Agrado di ‘Tutto su mia madre’

In attesa di capire quale sarà il futuro dei cinema, dal 20 maggio arriva in prima assoluta su Chili per la campagna #iorestoacasa 'Istmo', il film di Carlo Fenizi con l'amatissima Antonia San Juan.

La pellicola diretta da Fenizi, con Michele Venitucci, Caterina Shulha e Timothy Martin (oltre alla già citata San Juan), segue la doppia vita di Orlando: traduttore e “influencer”. Lui è vittima e al tempo stesso specchio di una società che unisce solo in apparenza, separandoci inevitabilmente.
“In questo momento storico così delicato, il film rappresenta un ulteriore possibile spunto di riflessione sul valore delle relazioni autentiche e sul legame con la pienezza della vita”
Carlo Fenizi
Il nostro protagonista è come l’istmo di un fiume: Orlando o è un’anima sospesa, tra due generazioni, due esistenze, tra una solitudine autoindotta e claustrofobica e una tensione verso l’esterno. Il film prodotto da Tejo, di cui vi mostriamo il trailer in esclusiva, sarà disponibile in prima assoluta dal 20 Maggio su Chili.
Vi lasciamo al trailer e alla trama del film. Ecco il trailer in esclusiva, clicca QUI

 

Istmo il film: sinossi


Orlando lavora da casa, una gabbia da cui non esce mai, traducendo dallo spagnolo vecchi film latinoamericani e nella sua vita parallela è un influencer. Tra le trame della sua quotidianità rituale e monotona, caratterizzata da tante piccole manie, emicranie e incubi notturni, orbitano una serie di personaggi variopinti e misteriosi, tra cui il coinquilino Amad, con cui è costantemente in conflitto e che si rivelerà portatore di un’inattesa identità. Solo Marina, una rider che gli consegna regolarmente il cibo a domicilio, riuscirà ad aprirgli nuovi orizzonti verso il “fuori”.
fonte:      www.funweek.it   Crediti foto@Ufficio stampa Manzo&Piccirillo

Lgbt: IL MIT lascia l’ONIG. “Siamo pronte a trovare nuovi percorsi per tutelare la salute e il benessere trans in dialogo con tutti e tutte"

Il MIT Movimento Identità Trans è stato socio fondatore nel  1998 dell’ONIG Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere. L’Osservatorio, voluto fortemente dalle attiviste MIT, era nato come rete tra i vari professionisti che si occupano del percorso di affermazione di genere e l’attivismo trans per “favorire il confronto e la collaborazione di tutte le realtà interessate ai temi del transgenderismo [...] al fine di approfondire la conoscenza di questa realtà a livello scientifico e sociale e promuovere aperture culturali verso la libertà di espressione delle persone  transgender in tutti i loro aspetti”, come si legge nello statuto dell’Osservatorio. Per molti anni il lavoro dell’ONIG ha sicuramente permesso a molte persone di poter seguire il proprio transito seguendo quelli che all’epoca erano i criteri scientifici internazionali.

Dal 1998 il mondo è cambiato e sicuramente è cambiato quello trans. Nel mondo occidentale post-moderno si stanno affacciando nuove esperienze transgeneri che non fanno più riferimento alla cultura binaria di stampo patriarcale, anche se a nostro giudizio l’esperienza transgenere è sempre antibinaria. Soprattutto assistiamo ad una maggiore consapevolezza della nostra comunità su quali sono i propri bisogni e come raggiungere il proprio benessere.

Se negli anni ’90 era una comunità che si affidava completamente alla scienza perché si veniva da un passato dove i servizi di tutela della salute trans erano praticamente assenti e tutto era affidato al privato o al faidate, oggi le comunità trans e non binarie si pongono come interlocutrici della comunità scientifica dalla quale pretendono ascolto dei propri bisogni in un’ottica di autodeterminazione e della piena depatologizzazione. “Il corpo è mio e lo gestisco io” dichiaravano le femministe tra gli anni 60 e 70 del XX secolo.

Anche le persone trans vogliono tornare a gestire i propri corpi ma volendo continuare a tutelarsi. Infatti chiediamo che sia il servizio sanitario nazionale ad occuparsi della nostra salute ma dando a noi modo di compiere le nostre scelte sui nostri corpi. Vogliamo tornare alla storia dei consultori nati nel nostro Paese dopo le lotte condotte dalle donne e introdotti alla fine degli anni 1970.  Vogliamo che i nostri consultori siano luoghi non solo di cura in senso tradizionale ma anche di dialogo, luoghi di socializzazione, luoghi dove saperi scientifici e saperi trans trovano la modalità di potersi incontrare e produrre uno scambio proficuo che porti a nuove elaborazioni e idee per la tutela della nostra salute. Proprio per quanto esposto fin’ora come MIT abbiamo riflettuto profondamente sul nostro ruolo all’interno dell’ONIG e siamo arrivate alla conclusione che per noi quell’esperienza sia giunta al suo termine. Pur non facendo più parte dell’Osservatorio il MIT rimane aperto al dialogo con i/le professionisti/e, i/le ricercatori/trici e tutte e tutti le/gli altr* attivist* e siamo aperte a trovare nuovi percorsi per tutelare la salute e il benessere della nostra comunità.

martedì 28 aprile 2020

Cinema: Sean Penn paga i tamponi per i più poveri di Los Angeles

La sua associazione arriverà ad effettuare 100mila tamponi al mese.

Dall'inizio della diffusione dell'epidemia, sono molti i volti noti che hanno dedicato parte del proprio tempo a dirette social su questo tema o a raccolte fondi. Ma Sean Penn ha fatto di più, si è rimboccato le maniche ed è sceso in campo per combattere in prima linea.

Penn, infatti, ha scelto di lavorare insieme ai ragazzi della sua associazione caritatevole, la Core, recandosi nei quartieri meno abbienti della sua città, Los Angeles, per garantire l'accesso alle cure e ai tamponi alle persone più povere, che non hanno un'assicurazione sanitaria.

L'attore ha raccontato che i soccorritori sono ormai allo stremo delle forze: «Quindi mi è sembrata una mossa dovuta quella di aiutarli. Dopo due settimane, Core ha effettuato ben 30 mila tamponi. Con questo ritmo dovremmo arrivare a 100 mila al mese».

 
Trovandosi a stretto contatto con persone potenzialmente infette, lo stesso divo di Hollywood deve sottoporsi ogni giorno al tampone. Penn e la sua associazione stanno offrendo un contributo molto importante per fronteggiare il virus. 
fonte: Credits photo: Youtube/ Hindustan Times www.r101.it

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