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lunedì 29 settembre 2025

Apre a Milano la mostra 'Italia di moda' di Andrea Varani, visitabile fino al 10 ottobre 2025

Nella suggestiva cornice della Galleria Deloitte, musa ispiratrice Ludmilla Voronkina Bozzetti un tributo alla bellezza e all’identita’ dell’Italia

Come può un abito raccontare l’abbraccio silenzioso di una terra che ti accoglie e ti fa sentire parte di sé? Come può la moda diventare voce di un Paese, della sua gente, della sua anima? A queste domande risponde “Italia di Moda”: il progetto fotografico di Andrea Varani con Ludmilla Voronkina Bozzetti, inaugurato oggi nella suggestiva cornice della Galleria Deloitte, all’interno della chiesa sconsacrata di San Paolo Converso nel cuore di Milano.

La mostra sarà presentata in anteprima presso la Galleria Deloitte, nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, un gioiello del XVI secolo che oggi fa parte del Campus Deloitte.

“Italia di Moda” nasce da un anno di lavoro e di viaggio attraverso le 20 regioni italiane, trasformando territori, tradizioni e suggestioni in un racconto visivo composto da 46 scatti. In ciascuna immagine, Ludmilla indossa creazioni delle più prestigiose maison italiane - da Giorgio Armani a Dolce & Gabbana, da Roberto Cavalli a Etro - immergendosi in scenari simbolici e unici: dalle Dolomiti alla Sicilia, dai borghi medievali dell’Umbria alla laguna veneta. Non solo moda, ma memoria e appartenenza: ogni fotografia diventa simbolo e racconto, un ponte tra eleganza e identità.

Un progetto fotografico e culturale che - con il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana, di Pitti Immagine, di Fondazione Deloitte e in collaborazione con Deloitte - unisce il linguaggio universale della moda con la ricchezza del paesaggio, delle tradizioni e delle eccellenze produttive italiane. Ogni immagine è un omaggio al Made in Italy, alla bellezza del territorio e al savoir-faire artigianale che rende l’Italia un’icona globale.

“Italia di Moda” è visitabile fino al 10 ottobre 2025, su prenotazione tramite il sito dedicato, nella Galleria Deloitte: spazio espositivo ricavato nella chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, gioiello del XVI secolo oggi restituito a funzioni culturali e artistiche.

“Italia di Moda per me non è solo una mostra, ma un diario emozionale. Ogni scatto racchiude un incontro: con un paesaggio, con una tradizione, con un gesto di accoglienza che mi ha fatto sentire parte di questa terra. Ho imparato che la moda non è soltanto tessuto o estetica, ma un linguaggio viscerale che si indossa; che si sente sulla pelle e che diventa appartenenza. In questo viaggio ho respirato la luce delle Dolomiti e il profumo del mare Adriatico, ho sentito il vento che scuoteva gli ulivi secolari della Puglia e il calore di una porta aperta in un borgo della Sicilia. L’Italia non mi ha accolto con parole solenni, ma con gesti semplici e potenti: un piatto condiviso, una chiave consegnata, un sorriso offerto. Oggi posso dire che non sono più un’ospite, ma una parte viva di questa terra. Italia di Moda è il mio modo di restituire tutto questo: un atto d’amore verso un Paese che mi ha insegnato che la bellezza non è solo ciò che si vede, ma ciò che si vive” – dichiara Ludmilla Voronkina Bozzetti. 

“Ho voluto raccontare con sensibilità artistica non solo l’eleganza della moda italiana, ma anche l’identità profonda dei luoghi, restituendo al pubblico immagini che diventano vere e proprie narrazioni visive. Con la mia Leica ho cercato di dipingere un mondo dove la moda è mezzo di connessione tra l’uomo e la bellezza del territorio”, dichiara Andrea Varani.

“Oggi nella nostra Galleria Deloitte vogliamo rendere tributo alla bellezza dell’Italia e alla moda Made in Italy”, dichiara Fabio Pompei, CEO Deloitte Central Mediterranean. “Italia di Moda racconta la creatività italiana e la sua capacità eccezionale di trasformare il bello in valore economico e sociale.  Oltre a essere una manifestazione del genio italiano, infatti, la moda Made in Italy custodisce una tradizione di saperi e “saper fare” che la rendono unica nel mondo. È a questo straordinario patrimonio che intendiamo continuare a dare impulso, valorizzandolo all’interno di un progetto più ampio che trova nella Galleria Deloitte un luogo d’eccellenza”.

“La valorizzazione dell’arte e della cultura sono da sempre al centro dell’azione della Fondazione”, afferma Guido Borsani, Presidente della Fondazione Deloitte. “Per questo abbiamo deciso di patrocinare Italia di Moda, un viaggio visuale che esprime al meglio l’amore per la bellezza dell’Italia. Come Fondazione, peraltro, stiamo puntando sempre di più sul linguaggio fotografico come mezzo espressivo della contemporaneità: il nostro sostegno alla mostra Italia di Moda si inserisce in questo impegno di lungo respiro”.

Accanto alla mostra prende forma il volume “Italia di Moda. Viaggio tra le bellezze italiane. Immagini ed emozioni” edito da Skira, in cui le fotografie di Andrea Varani e l’intensità di Ludmilla Voronkina Bozzetti diventano un atlante emozionale dell’Italia. Non un semplice catalogo, ma un libro che raccoglie luoghi, storie e tradizioni: un racconto in cui la moda si intreccia con la memoria e la luce che rende unica ogni regione. Un’opera che prolunga l’esperienza della mostra e ne custodisce lo spirito, trasformando ogni immagine in una poesia visiva dedicata al Paese e alla sua bellezza senza tempo.

Ludmilla ha indossato le creazioni di numerosi prestigiosi brand, quali Alessandro Angelozzi, Alessandro Enriquez, Antonio Riva, Boglioli, Borsalino, Brioni, Cesare Paciotti, Chantecler, Chiara Boni, Colmar, Cristina Ferrari, Dolce & Gabbana, Ermanno Scervino, Etro, Gas, Giorgio Armani, Giuseppe Zanotti, Herno, Il Tabarro, Kiton, Laura Biagiotti, Luisa Beccaria, Mila Schon by Franco Jacassi, Prada, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo e Versace. 

fonte: Redazione Adnkronos   www.adnkronos.com 

lunedì 22 settembre 2025

Cinemoda Club, la prima rassegna di film a tema cinema e moda di Vogue Italia e Kering

Dal 25 al 27 settembre 2025, 3  sale storiche di Milano – Arlecchino, Mexico e Palestrina – ospitano Cinemoda Club, rassegna Gian Luca Farinelli, critico e direttore della Cineteca di Bologna, insieme all’attrice e regista Valeria Golino, madrina dell’iniziativa. In programma oltre 36 film, da Vacanze romane a In the Mood for Love, da Tacchi a spillo a Il diavolo veste Prada, fino a rarità come Rapsodia Satanica. Una celebrazione del dialogo  tra moda e cinema, specchio dei desideri e delle metamorfosi collettive.

Il sipario si apre a Milano, capitale del design e del sogno sartoriale. Dal 25 al 27 settembre, mentre la Fashion Week invade le strade con passerelle e flash, tre storiche sale si trasformano in atelier dell’immaginario. 

Cinemoda Club – voluto da Vogue Italia e Kering, con il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana e Comune di Milano – è molto più di una rassegna: è un dialogo sensuale tra due linguaggi che hanno lo stesso lessico, fatto di metamorfosi, desiderio, illusioni di luce.

Valeria Golino, madrina dell’iniziativa, confessa: «Il cinema e la moda parlano lo stesso linguaggio: quello dell’immaginazione, della trasformazione, del desiderio». E in fondo non esiste tappeto rosso senza abito, né costume senza storia.

Il programma: icone, stilisti e mondi possibili

Il cartellone curato da Gian Luca Farinelli è una macchina del tempo che porta lo spettatore dalle dive del muto alle icone pop. Qui segnaliamo solo alcuni titoli, un assaggio del ricco palinsesto:

  • Giovedì 25 settembre si parte con Vacanze romane di William Wyler e Moulin Rouge di John Huston, ma anche con rarità come Rapsodia Satanica di Nino Oxilia e le preziose Mode de Paris, piccoli scrigni colorati a pochoir. La sera, spazio ad Almodóvar con Tacchi a spillo e al documentario Franca: Chaos and Creation.

  • Venerdì 26 settembre brilla In the Mood for Love di Wong Kar-wai, i tailleur di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, gli sguardi di Agnès Varda in Cléo dalle 5 alle 7, fino a Do the Right Thing di Spike Lee. In serata, la vertigine felliniana di 8 ½.

  • Sabato 27 settembre è il giorno delle contaminazioni: Funny Face di Stanley Donen, Piccole donne di Greta Gerwig, il biopic Yves Saint Laurent, Marie Antoinette di Sofia Coppola e, a mezzanotte, l’irriverente rito collettivo di The Rocky Horror Picture Show.

L’elenco completo delle proiezioni, con orari e sale, è disponibile > QUI

Le sale come templi

Cineteca Milano Arlecchino, Cinema Mexico e Cinema Palestrina non sono solo spazi, ma scrigni della memoria collettiva. Qui lo spettatore può vivere la moda come un racconto in pellicola: Audrey Hepburn che scende la scalinata dell’Opéra Garnier in Givenchy, Greta Garbo che ride in Ninotchka, Tony Manero che danza in Saturday Night Fever, fino al corsetto pop di Sofia Coppola. Ogni abito è una battaglia identitaria, ogni costume un manifesto politico.

Moda come resistenza, cinema come specchio

Il percorso di Cinemoda Club non si limita a celebrare la bellezza: racconta anche le cicatrici. Dallo streetwear di Spike Lee alla ribellione queer del Rocky Horror, dagli abiti borghesi che imprigionano Cléo ai qipao di Maggie Cheung che trasformano l’amore in sospensione metafisica. Sono vestiti che graffiano, che liberano, che raccontano una società in continua mutazione.

Per Farinelli, «Cinemoda Club è un racconto della magica relazione che da 130 anni nutre cinema e moda». Una storia di fascinazioni e di infedeltà creative, che continua a reinventarsi.

Biglietti e informazioni

Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli. I biglietti costano 5 euro, disponibili in cassa (e online per il Cinema Arlecchino). Il 25 settembre, alle ore 17, l’inaugurazione con la conversazione tra Golino e Farinelli aprirà ufficialmente la rassegna.

Un brindisi finale

Se il cinema è l’arte di vestire il tempo, la moda è il modo in cui lo stesso tempo si lascia indossare. Insieme creano un abito senza cuciture, che scivola tra epoche e desideri. Cinemoda Club è il cocktail perfetto: un Negroni con un tocco di velluto, un Boulevardier illuminato dai flash, un Martini servito in celluloide. A Milano, per tre giorni, moda e cinema si specchiano l’uno nell’altra e ci ricordano che siamo anche ciò che abbiamo sognato di indossare.

fonte: https://tg24.sky.it 

lunedì 4 agosto 2025

Milano: Echoes. Origini e rimandi dell’art rock britannico 3 settembre - 26 ottobre | Peter Gabriel. Frammentazione dell’identità

Al Padiglione d'arte della Fondazione Luigi Rovati inaugura il 3 settembre la mostra Peter Gabriel. Frammentazione dell’identità, ultimo capitolo del ciclo espositivo Echoes. Origini e rimandi dell'art rock britannico. Il progetto mette in luce la portata culturale e sociale di un fenomeno scaturito dalle sinergie fra musica, pittura, fotografia, illustrazione nella Gran Bretagna degli anni Sessanta e Settanta.

Il ciclo, curato da Francesco Spampinato, ha visto in sequenza due mostre, la prima dedicata ai Beatles e la seconda all’immaginario psichedelico legato alle band degli Yes, Genesis e Pink Floyd, e si conclude ora con l’ultima esposizione focalizzata interamente sulla figura di Peter Gabriel.

Radio Monte Carlo è radio ufficiale di Echoes. Origini e rimandi dell’art rock britannico e per l’occasione il music designer Marco Fullone ha composto, traendo ispirazione dai contenuti della mostra e dalle copertine degli album cui si fa riferimento, una playlist dedicata disponibile gratuitamente sul canale Spotify della radio e in mostra tramite QR Code.

I brani selezionati appartengono ad artisti molto amati a livello planetario: dal sound irripetibile dei Beatles al prog rock di Pink Floyd, Yes, Genesis che si sposa con le immagini di Roger Dean o dello studio Hipgnosis, alla ricerca sull'integrazione tra rock, elettronica e world music che hanno caratterizzato la carriera solista di Peter Gabriel. Suggestioni musicali che questa mostra e la playlist che la accompagna raccolgono e amplificano in un percorso unico.

Il ciclo espositivo è accompagnato da una pubblicazione di Francesco Spampinato edita da Fondazione Luigi Rovati.

Con il patrocinio del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna.

INFORMAZIONI

The Beatles. Il mito oltre la celebrità
17  aprile - 8 giugno

Pink Floyd, Yes, Genesis. Nuove percezioni della realtà
14 giugno - 27 luglio

Peter Gabriel. Frammentazione dell'identità
3 settembre - 26 ottobre

Fondazione Luigi Rovati
Padiglione d'arte
Ingresso gratuito
Da mercoledì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Fondazione Luigi Rovati
Corso Venezia, 52
20121 Milano Italia
T. 02.38.27.30.01 

fonte e info: www.fondazioneluigirovati.org 

lunedì 7 luglio 2025

Alla Scala torna il dress code: le regole su abbigliamento e accessi

Il Teatro alla Scala ripristina il dress code: vietato l’ingresso con canottiere, pantaloni corti e infradito. Una norma mai cancellata che ora torna a essere applicata per tutelare il decoro del teatro e degli spettatori

Il Teatro alla Scala di Milano ripristina ufficialmente il dress code per l’accesso alle sue rappresentazioni. Si tratta di una norma che, pur non essendo mai stata annullata, negli ultimi anni non veniva rigorosamente applicata. Ora, nuovi cartelli posizionati all’ingresso e in biglietteria ricordano le indicazioni relative all’abbigliamento da rispettare.

le  norme

Tra le disposizioni, si legge che non è consentito l’ingresso a chi indossa canottiere, pantaloni corti o infradito. La direzione invita il pubblico a scegliere un abbigliamento consono “al decoro del Teatro, nel rispetto del Teatro stesso e degli altri spettatori”. In caso di mancato rispetto delle regole, i biglietti non saranno rimborsati.

 

La gestione delle nuove disposizioni avverrà con buon senso da parte del personale, con eccezioni per casi specifici, come le spettatrici con abiti tradizionali che prevedono calzature particolari o abiti senza maniche. La Scala sottolinea che l’obiettivo non è imporre regole rigide, ma garantire un ambiente adeguato alla natura del luogo e dell’esperienza teatrale.

Il tema del comportamento a teatro, osserva la direzione, riguarda anche altre abitudini, come il divieto di introdurre cibo e bevande e il rispetto delle norme durante le rappresentazioni, comprese le indicazioni relative all’utilizzo dei dispositivi elettronici. Il teatro ha infatti ricordato che, con l’avvento degli smartphone, diventa necessario prestare attenzione all’uso dei dispositivi per evitare disturbi agli altri spettatori.

Un articolo dedicato a queste tematiche sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista del Teatro alla Scala, in uscita a settembre, e sarà disponibile anche online.

Il ripristino del dress code si inserisce in una più ampia riflessione sul rapporto tra pubblico e teatro, con l’obiettivo di preservare il valore culturale e simbolico delle serate alla Scala, promuovendo al contempo il rispetto e la partecipazione consapevole alle rappresentazioni.

fonte: https://tg24.sky.it 

lunedì 7 aprile 2025

Danza > La Scala: Frédéric Olivieri è il nuovo Direttore del Corpo di Ballo

Teatro alla Scala
“La scelta di Olivieri, attuale direttore del corpo di ballo dell’Accademia, non rappresenta una decisione temporanea, ma un’aspirazione per il futuro”, ha annunciato il sovrintendente Fortunato Ortombina

Frédéric Olivieri è il nuovo direttore del corpo di ballo della Scala. A dare l’annuncio, in occasione della riunione d’insediamento del nuovo consiglio d’amministrazione del Teatro, è stato Fortunato Ortombina, appena entrato in carica come sovrintendente, che ha spiegato che la decisione è stata presa dopo che, il mese scorso, il direttore uscente, Manuel Legris, ha deciso di lasciare alla fine del mandato di sovrintendente di Dominique Meyer

La nomina di Olivieri, attuale direttore del corpo di ballo dell'Accademia (incarico che manterrà), come direttore del corpo di ballo della Scala non è un ripiego, "non è come quando Moratti chiamava Suarez prima dell'arrivo di un nuovo allenatore", è stato spiegato ironicamente, ma "un’aspirazione per il futuro”.

Frédéric Olivieri che ha già diretto il Balletto Scaligero dal 2002 al 2007 e dal 2016 al 2020 e dirige la Scuola di Ballo dell’Accademia dal 2006, assumerà la Direzione del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala per due stagioni a partire dal 1° marzo 2025. 

fonte: www.rainews.it

domenica 23 febbraio 2025

Milano: dal 21 febbraio al 2 marzo, in occasione della Fashion Week, Palazzo Morando ospita la mostra “Balenciaga | Shoes from Spain Tribute”.

L’innovazione: valori che hanno definito BALENCIAGA e che, ancora oggi, ispirano il settore a livello internazionale.

Per la prima volta, l'Italia ospita una mostra monografica dedicata al genio di Cristóbal Balenciaga.

Il progetto, promosso dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole (FICE) e curato da Javier Echeverría Sola, consentirà di ammirare l’opera del maestro couturier attraverso gli occhi di oggi, con uno sguardo rivolto al futuro.

La mostra presenterà al pubblico una selezione di abiti tra i più rappresentativi provenienti da collezioni museali e private. A questi sono abbinate una serie di calzature realizzate appositamente da venticinque aziende calzaturiere spagnole.

L’eleganza, la raffinatezza e l’atemporalità proprie delle creazioni di Cristóbal Balenciaga arrivano a Milano, in occasione della sua prima mostra monografica in Italia.

Promosso dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole e curato da Javier Echeverría Sola, ‘Cristóbal Balenciaga| Shoes from Spain Tribute’ è un progetto che permette di ammirare la creatività del couturier attraverso gli occhi di oggi, con uno sguardo rivolto al futuro.

I principali musei e selezionate collezioni private spagnole offrono per l’occasione i loro capi più prestigiosi, per ricordare che Cristóbal Balenciaga è “il Maestro di tutti noi”: un aspetto fondamentale nella diffusione della sua opera, come da sempre sostiene Sonsoles Diez de Rivera, alla quale questa esposizione deve molto.

La mostra presenta una selezione curata delle creazioni più rappresentative e atemporali di Cristóbal Balenciaga, mostrandole come se fossero indossate oggi. Un omaggio reso possibile grazie alle venticinque aziende calzaturiere spagnole che hanno creato le scarpe che accompagnano i pezzi di Cristóbal Balenciaga.

Questo dialogo tra le creazioni del couturier e le calzature esalta l’artigianalità, l’eccellenza del “fatto a mano” e l’innovazione: valori che hanno definito BALENCIAGA e che, ancora oggi, ispirano il settore a livello internazionale.

Cristóbal Balenciaga
Getaria, 1895 – Jávea, 1972
“Un couturier deve essere un architetto per la forma, un pittore per il colore, un musicista per l’armonia e un filosofo per la misura”

Tutte le info >> QUI

La mostra info  >> QUI 

Ingresso gratuito senza prenotazione.

Venerdì 21 febbraio, giorno di apertura, la mostra sarà visitabile dal pubblico a partire dalle ore 12.00.

Eccezioni all’orario di apertura:

24 febbraio 10:00 – 14:00 (ultimo ingresso ore 13.30)

27 febbraio 10:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18.30)

Per maggiori informazioni visitate il sito dedicato.


lunedì 9 dicembre 2024

Moda > Moschino: la visione irriverente di un genio creativo al centro di una mostra a Milano

Franco Moschino Io non sono una sarta © 2024 Stefano Pandini “Iconoclasta”
MILANO – Una figura che ha saputo riscrivere le regole della moda con ironia tagliente e un’immaginazione sconfinata: Franco Moschino è al centro di una mostra che ne esplora l’eredità artistica e culturale. FRANCO MOSCHINO. IL GENIO VISIONARIO, aperta dal 22 novembre al 19 dicembre 2024 presso MyOwnGallery di Superstudio, porta alla luce un ritratto sfaccettato di uno stilista che continua ancora a ispirare.

L’allestimento della mostra trasforma lo spazio espositivo in un percorso visivo e narrativo oltre i confini della moda. Curata da Giuseppe Mastromatteo e Pierpaolo Pitacco, la mostra presenta pannelli fotografici tratti dall’archivio di Stefano Pandini, video interviste con protagonisti della cultura pop degli anni ’80 e ’90, e pezzi originali che appartenevano a Moschino.

L’obiettivo non è semplicemente raccontare uno stilista, ma rivelare il suo pensiero: un ribelle creativo che ha usato l’ironia come strumento di critica sociale, sfidando convenzioni e stereotipi attraverso un linguaggio visivo tra moda, pubblicità e arte.

Il linguaggio dissacrante di Moschino: una rivoluzione senza tempo

Noto per aver trasformato ogni capo e ogni messaggio pubblicitario in un atto di sfida, Franco Moschino ha reso la moda un mezzo di espressione politica e culturale

 Le sue creazioni giocavano con i simboli del potere, con la frivolezza della società consumistica e persino con la struttura stessa del fashion system. 

Il suo approccio, radicale e dissacrante, si traduceva in campagne pubblicitarie che oggi sono considerate veri e propri manifesti di rottura.

La mostra evidenzia questo spirito attraverso un dialogo tra immagini, video e opere originali. Ogni pezzo rivela l’essenza anticonformista di Moschino, capace di unire l’ironia più graffiante a un’incredibile raffinatezza sartoriale.

Moschino e la sua eredità

In collaborazione con l’Istituto Marangoni, gli studenti di moda più promettenti hanno reinterpretato lo stile Moschino, dando vita a creazioni che attualizzano il suo linguaggio provocatorio. Questi lavori dialogano con le opere originali, dimostrando come l’approccio del designer continui a essere un punto di riferimento per chi vuole innovare senza compromessi.

La mostra si lega anche a un importante progetto charity. I visitatori avranno la possibilità di acquistare fotografie e un libro dedicato, il cui ricavato sarà devoluto all’Hospice di Abbiategrasso, sostenuto dalla Fondazione Moschino. Questo gesto sottolinea un altro aspetto del designer: un uomo capace di combinare la leggerezza creativa con un profondo senso di responsabilità sociale.

Moschino, l’uomo dietro il mito

In un momento storico in cui l’industria della moda tende sempre più a standardizzare l’estetica e i messaggi, Franco Moschino rimane una figura fuori dal tempo. La mostra consente di riflettere su quanto sia ancora attuale il suo approccio alla creatività: coraggioso, dissacrante e, soprattutto, libero.

Vademecum

FRANCO MOSCHINO. IL GENIO VISIONARIO

22 Novembre – 19 Dicembre 2024

MyOwnGallery, Superstudio, Milano

fonte: Autore: Redazione  https://artemagazine.it

lunedì 2 settembre 2024

A Milano arriva la mostra che conduce a bordo del leggendario Titanic

Tecnologie multimediali e ricostruzione storica costituiscono i pilastri di "Titanic: An Immersive Voyage", la mostra che consentirà ai visitatori di "salire a bordo" del transatlantico più famoso di tutti i tempi, restituendo loro la sensazione di prendere parte a un imperdibile viaggio virtuale.

Il 10 aprile 1912 fa il transatlantico britannico RMS Titanic salpava dal porto di Southampton, in Inghilterra, diretto a New York, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. 

Com’è noto, la grande imbarcazione non giunse mai a destinazione, naufragando appena cinque giorni dopo a causa di una terribile collisione con un iceberg.

A distanza di oltre centododici anni, una mostra-evento presso il grande spazio dello Scalo Farini di Milano promette di far rivivere ai visitatori l’esperienza indimenticabile di un viaggio a bordo della nave più tristemente famosa del mondo. Aperta al pubblico dal 1° agosto al 10 novembre, l’esposizione Titanic: An Immersive Voyage ripercorre la breve e intensa storia del transatlantico attraverso un percorso espositivo che combina ricostruzioni tridimensionali e coinvolgenti animazioni video.

UN VIAGGIO VIRTUALE A BORDO DEL TITANIC

Grazie alle ricostruzioni tridimensionali degli ambienti di quello che era considerato il miglior piroscafo mai costruito, la mostra nello spazio milanese consentirà ai visitatori di “passeggiare” tra gli splendidi saloni e le cabine della nave. L’esperienza di viaggio virtuale comprende poi una visita al sito del relitto, posto oltre 4000 metri sotto il livello del mare, ricreato in modo convincente attraverso le realtà virtuale. L’inedita combinazione di dettagli storici e tecnologie all’avanguardia rende la mostra un potente racconto emotivo della storia del Titanic, dalla sua costruzione fino al momento del suo inabissamento.

UN'ESPERIENZA IMMERSIVA A MILANO

La mostra allo Scalo Farini è stata realizzata dagli stessi produttori della mostra multimediale Van Gogh: The Immersive Experience. Attraverso l’accurata ricostruzione delle vicende di una nave simbolo del progresso umano e dell’ineluttabilità del destino, Titanic: An Immersive Voyage promette di affascinare i visitatori proponendo loro un’esperienza innovativa. Il progetto si inserisce in un filone molto ricco di opere cinematografiche e letterarie che nel corso dell’ultimo secolo hanno reso omaggio alla tragica storia del Titanic.

[Immagine in apertura: Titanic - An Immersive Voyage. Immagine realizzate in AI da Fever e Exhibition Hub]

fonte:  https://arte.sky.it/

lunedì 21 novembre 2022

Fotografi > David LaChapelle torna a Milano: "Con la mia arte voglio toccare le persone"

www.deodato.com
Per mesi protagonista della personale al Mudec, David LaChapelle torna a Milano con la mostra ‘Poems and Fever’. Per un mese a partire dal 17 novembre la Galleria Deodato Arte ospita una selezione dei suoi scatti inconfondibili, curata da Gianni Mercurio.

GUARDA L'INTERVISTA > QUI

“Sono interessato alla comunicazione, al raccontare storie, soprattutto a connettermi con le altre persone. Non considero l’opera finita fino a quando lo spettatore non si connette con l’immagine e comprende la storia che tento di raccontare. Cerco di fare fotografie che siano comprensibili. Non mi interessa l’astrattismo, ma storie che si possano comprendere facilmente. E’ proprio questa connessione che mi interessa di più.”

A parlare è David LaChapelle, uno dei più famosi e discussi fotografi al mondo. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione della mostra alla Galleria Deodato Arte di Milano.

Una selezione di oltre ventisei pezzi significativi di vari periodi dell'opera dell'artista, quadri figurativi, nature morte ritratti, oltre alle più recenti fotografie ispirate alla fede dell'artista.

Fotografie che dialogano con la pittura, soprattutto con il Rinascimento.

“Sono sempre stato impressionato da Michelangelo, fin da quando ero bambino e molto prima di visitare la Cappella Sistina”, ci racconta David LaChapelle durante la nostra intervista.

“Amo il Rinascimento, soprattutto Michelangelo, da prima di diventare un fotografo. Ho sempre avuto l’ossessione di riprodurre la scena della Cappella Sistina e quando sono stato invitato a visitarla, senza folla con il museo chiuso, ho provato qualcosa di magico.”

Temi differenti ma un unico obiettivo, connettersi con le persone

Dai ritratti di Britney Spears, Leonardo Di Caprio e David Hockney realizzati attraverso un approccio ironico, alle opere piiù spirituali in cui pittura e fotografia si mescolano insieme, fino alle più recenti, quelle in cui protagonista è la natura incontaminata

La sua fotografia è difficile da etichettare in un genere, difficile da definire. Ma lessi una volta una definizione che mi è sembrò azzeccata e vorrei sapere se si trova d’accordo: “La fotografia di David LaChapelle è la vivisezione del presente per suggerire il futuro:’

"Sì, è fantasia, è spiritualità, è umorismo, sono lacrime. E’ un mondo di realtà ma anche un mondo di possibilità, di sogni."

Nelle sue opere più recenti è predominante il dialogo con la natura.

"La natura è religione, la natura è la cattedrale di Dio. Quando voglio incontrare Dio, io cerco la solitudine.

Le sue fotografie hanno ritratto negli anni temi differenti, ma in tutte c'è una sorta di fragilità umana. E’ però anche vero che alla fine quello che emerge è la fiducia nel futuro.

"Lo spero. Qui è dove entra in gioco la responsabilità dell’artista. Voglio portare ottimismo e speranza, voglio lasciare alle persone che guardano la mia opera una buona sensazione, voglio toccarle."

E’ influenzato oggi da quello che sta succedendo nel mondo? Dalla situazione internazionale?

"Molto. Viviamo in un momento storico particolare, un momento che non abbiamo mai vissuto. Siamo sull’orlo del precipizio. Si parla di bomba atomica, di terza guerra mondiale; il cambiamento climatico sta conducendo gli esseri umani all’estinzione e nessuno ha mai pensato che avrebbe potuto succedere così velocemente. Sono tempi molto complicati, pesanti. Le nuove fotografie che sto facendo sono molto più responsabili, voglio portare amore, vita."

fonte: di Nicoletta Di Feo https://tg24.sky.it/spettacolo

giovedì 17 novembre 2022

A Milano arriva la prima marcia Trans Lives Matter. Quando sarà, di cosa si tratta?

Sono passati quasi dieci anni dalla fondazione di Black Lives Matter, nato prima come un hashtag sui social network nel 2013 e poi diventato un vero e proprio movimento di protesta – che ha avuto una risonanza mondiale soprattutto dopo l’omicidio di George Floyd, il 25 maggio del 2020 –, mentre già a qualche anno prima risaliva la nascita negli Stati Uniti del Black Trans Lives Matter

Quest’ultima è un’iniziativa ancora più intersezionale, che ha come obiettivo la celebrazione delle vite di chi viene discriminato non solo in quanto afro-discendente, ma anche in quanto transgender: una sovrapposizione che per centinaia di persone ha reso ancora più difficile liberarsi da certi pregiudizi e non subire ingiustizie – com'è successo nel celebre caso della "drag mother" Marsha P. Johnson, l’attivista black e transessuale coinvolta nei moti di Stonewall.  Related Story Chi era Marsha P. Johnson, la “drag mother”

VUOI ADERIRE ALLA MARCIA?
SCRIVI A   INFO@ASSOCIAZIONETRANSGENERE.ORG

E ora che si sta avvicinando il 20 novembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale della Memoria dei Transgender, istituita per commemorare proprio le vittime della transfobia, nella città di Milano è stato deciso di organizzare la prima manifestazione Trans Lives Matter con l’intento di inserirsi in questo filone mandando un messaggio chiaro alla società. Il corteo è stato fortemente voluto dall’attivista Antonia Monopoli dello Sportello ALA Trans Milano e da Laura Caruso dell’ACET Associazione Transgenere, supportate da Monica J. Romano, consigliera comunale di Milano e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili. "In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio", è stata la loro dichiarazione ufficiale, "abbiamo deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese", che inizierà alle ore 17 in piazza Oberdan e arriverà in piazza della Scala, fuori da palazzo Marino, dove verrà dato spazio a diversi rappresentati delle istituzioni.

La lista delle realtà che aderiranno alla marcia, infatti, è in continuo aggiornamento e conta già diciassette enti partecipanti, oltre alla presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, alla presidente della Commissione per le pari opportunità, Diana De Marchi, e alla stessa Monica J. Romano, accompagnate dal primo sindaco transgender in Italia, Gianmarco Negri, e dalla prima parlamentare transgender in Europa, Vladimir Luxuria. 

“Porteremo le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie più centrali della città di Milano per dare un segnale preciso alla società, alla politica e alle istituzioni”, si legge nel comunicato. “Le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella società civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione”.

Un progetto simile è stato indetto a Napoli dal collettivo transfemminista I’m Queer Any Problem per le ore 16 a piazza del Gesù e a Bologna alle ore 18 in piazza XX Settembre, grazie all’associazione Rivolta PRIDE, mentre a Roma gli eventi in programma dureranno ben 48 ore e sono stati messi a punto dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Tutte idee che prendono vita in un momento particolarmente delicato, in cui sono sempre più all’ordine del giorno i casi di suicidio da parte di persone transgender che non si sentono accettate, preferendo farla finita anziché sottoporsi ad abusi e forme di emarginazione costante, come nel caso dell’insegnante Cloe Bianco – che ha suscitato un forte scalpore mediatico – o della più recente decisione di Chiara, una diciannovenne di Napoli che lo scorso 24 ottobre si è tolta la vita perché non sopportava più di essere presa in giro e umiliata. 

In Italia le stime al ribasso parlano di una comunità trans di almeno 400mila persone, come segnalato dalla ricercatrice del Centro di riferimento di Medicina di Genere dell'ISS, Marina Pierdominici, e la speranza è che scendere in piazza per rivendicare più tutele e diritti possa portare presto a delle condizioni di vita migliori per questa importante fetta della popolazione.  

fonte: Di

giovedì 3 novembre 2022

Teatro: "Zeffirelli, gli anni alla Scala" l’inaugurazione della mostra si terrà lunedì 7 novembre

 

Franco Zeffirelli: a cent’anni dalla sua nascita è il momento di sottrarre l’artista alla dimensione della cronaca, di cui è stato appassionato, battagliero, spesso criticato protagonista, e di considerare la sua figura e la sua opera attraverso l’epoca, o meglio, le epoche, in cui il suo talento si è espresso.

Attraverso le produzioni da lui firmate per il Teatro alla Scala (oltre mezzo secolo di attività: 1953-2006) è possibile ripercorrere una carriera che ha conosciuto diverse fasi e vari indirizzi stilistici, la continuità della quale risiede in un’idea forte del melodramma come teatro di tutti e per tutti, non giardino chiuso di un’élite ma espressione di un immaginario popolare.

L’inaugurazione della mostra si terrà lunedì 7 novembre dalle ore 18.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso) presso il Museo Teatrale alla Scala. Piazza della Scala, Milano


 

 Per confermare la vostra presenza, è gradita la prenotazione.  

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fonte:  www.museoscala.org

mercoledì 14 settembre 2022

Milano Fashion Week, debutti, grandi ritorni, anniversari e sostenibilità

10 appuntamenti, tra cui 68 sfilate, 104 presentazioni fisiche, 7 su appuntamento e 30 eventi. Il 20 settembre inaugura la Milano Fashion Week Women’s Collection

L’abbiamo definita così molte volte negli ultimi due anni ma quella che inaugurerà il prossimo 20 settembre sarà davvero l’edizione della ripartenza.

Un calendario ricco di appuntamenti che vede debutti interessanti, tra cui quello di Andrea Incontri alla direzione creativa di Benetton; grandi ritorni come quello di Salvatore Ferragamo; importanti anniversari, come i 30 anni di Anteprima e i 70 di Moncler. Una Fashion Week, poi, sempre più democratica. Diesel aprirà al pubblico le porte del suo show: previa registrazione online sarà infatti possibile per tutti assistere alla sfilata del brand di proprietà di OTB. Anche il defilé di Anteprima all’Arena Civica, occasione per celebrare i 30 anni del marchio, sarà visibile al pubblico nel bellissimo contesto di Parco Sempione.

Siamo anche questa stagione orgogliosi di presentare un programma ricco di attività e di grande respiro internazionale,” ha dichiarato il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana Carlo Capasa in conferenza stampa. “L’interesse verso la Milano Fashion Week è in costante crescita e questo si riflette nella varietà di progetti che ci accingiamo a portare in scena.”

Moda, un settore che rimane trainante

Cinque giorni dedicati alle tendenze femminili della prossima stagione ma anche e soprattutto alle eccellenze del Made in Italy, a quella creatività e savoir faire italiano che ci ha premiato nonostante il momento complicato.
“Le previsioni per il 2023 vedono una crescita superiore a quella del 2008, il fatturato più alto del settore in 20 anni”, spiega Capasa. “La prima metà dell’anno è stata straordinaria, ora potremo scontare un po’ il problema del rincaro dell’energia ed è per questo che occorre supportare le aziende, proprio per mantenere la nostra leadership. L’altro dato importante riguarda l’export che segna un +21,9% per la moda in senso stretto e +30,2 se aggiungiamo i settori collegati, grazie a mercati come quello degli Stati Uniti e della Corea del Sud.”

Vogliamo mantenere viva l’attenzione del mondo sulla moda, un settore tra gli ambasciatori più significativi del Made in Italy”, afferma Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia. “Le previsioni per il Sistema Moda contenute nel nostro Rapporto sul Commercio Estero presentato ieri, stimano una crescita, a fine 2022, delle importazioni mondiali a prezzi costanti dell’1,1%, tendenza che si rafforzerà nel 2023. Un quadro positivo, a cui però si affiancano le nuove sfide dei mercati post Covid e quelle legate al conflitto tuttora in corso ma anche i mega/trend, accelerati dalla pandemia, come digitale e sostenibilità. Creare e offrire prodotti di eccellenza è l’unica soluzione che funziona in tutti gli scenari, anche quelli più difficili, e le imprenditrici e gli imprenditori italiani lo sanno fare molto bene.”

Sintonia tra CNMI e la città di Milano

“E sulla visione futura della moda”, ha proseguito Capasa, “c’è grande sintonia anche con il Comune di Milano.

“E’ di nuovo un settembre di ripartenze”, ha dichiarato ai nostri microfoni il sindaco Beppe Sala, presente alla conferenza stampa. “Ci sarà il Gran Premio Formula 1, abbiamo appena inaugurato MiTo con un concerto alla Scala, ha aperto anche il nuovo il Museo Etrusco. Milano in questo momento sta cercando di respirare forte e dimostrare il suo lato migliore e la moda è il simbolo della città, dà tantissimo lavoro, è qualcosa che si rinnova sempre e questa è sicuramente un'edizione particolarmente importante.

La Milano Fashion Week con le sfilate, gli eventi, la creatività e l’innovazione che la contraddistinguono,” prosegue Sala, “sarà di aiuto alla ripresa della nostra città e del Paese. Se è vero che la moda è uno dei punti di forza dell’Italia nel mondo, Milano offre a questo settore una vetrina unica. Per questo motivo, soprattutto in questo periodo di forti preoccupazioni e criticità economiche e internazionali, la Milano Fashion Week può avere un ruolo strategico nel dare slancio e fiducia all’intero comparto”.

Al centro i talenti emergenti

Come ogni anno sarà forte il supporto ai giovani talenti.

“I giovani sono la linfa del futuro”, ci ha detto Carlo Capasa durante la nostra intervista, “per questo Camera Nazionale della Moda Italiana dedica moltissimi eventi ai talenti emergenti, sia italiani che internazionali.”

Ad aprire la Fashion Week il 20 settembre saranno proprio i giovani stilisti protagonisti della sfilata  Milano Moda Graduate, la manifestazione giunta alla sua ottava edizione, che valorizza il talento degli studenti provenienti dalle migliori scuole di moda italiane. Gli 8 finalisti dell’iniziativa presenteranno le loro collezioni davanti ad una giuria internazionale composta da imprenditori, giornalisti, buyer.

Il Fashion Hub, ospitato nell’ADI Design Museum, sarà la casa di moltissimi progetti. Tra questi:

- We Are Made in Italy (WAMI collective), frutto della collaborazione tra CNMI e BLACK LIVES MATTER IN ITALIAN FASHION COLLECTIVE.

- La 6° edizione del progetto Designer for the Planet, che mira a valorizzare il panorama della moda sostenibile italiana.

- L’8° edizione di Budapest Select che torna con il “Budapest Select SS 2023 Special Show”

All’interno del Fashion Hub poi, GILBERTO CALZOLARI, AUREA, MAXIVIVE, SAN ANDRÈS MILANO, ARA LUMIERE, EDITHMARCEL e MICHELE CHIOCCIOLINI FIRENZE avranno la possibilità di presentare le proprie collezioni in un ambiente dedicato, dove sarà organizzata una giornata speciale a supporto del progetto A Global movement to uplift underrepresented designers con l’obiettivo di dare visibilità internazionale alla nuova generazione di creativi, creando uno spazio per la moda inclusivo che celebri tutti i background.

Sempre nell’ottica del supporto ai talenti emergenti, il 20 settembre CNMI metterà a disposizione lo spazio presentazioni del Fashion Hub ai tre vincitori del progetto Who is on next? 2022, SETCHU, MOKOO e LESSICO FAMILIARE.

Il 25 settembre il Fashion Hub ospiterà invece la presentazione del progetto Hope Fashion Ukraine, iniziativa culturale finalizzata a dare visibilità internazionale al talento dei creativi ucraini nel mondo. 13 brand ucraini esporranno 15 capi esclusivi ed iconici, dando prova dell’unicità e del potenziale sviluppato dall’Industria Fashion Ucraina.

Attenzione ai giovani talenti anche da parte dei grandi brand. Maison Valentino, insieme a CNMI, ospiterà sul suo canale Instagram il live della sfilata di Act n°1, beneficiario del Grant del Camera Moda Fashion Trust. Mentre Dolce&Gabbana supporterà uno stilista inglese fornendo tessuti e materiali e finanziando la realizzazione della collezione e dello show.

Grande attenzione alla sostenibilità

“Crediamo che il futuro debba essere sostenibile, ha dichiarato Capasa, “lo dobbiamo alle nuove generazioni. Quindi spazio a tantissimi progetti, tra questi sicuramente quelli che sono ormai conosciuti come gli l’Oscar della moda sostenibile.”

A chiudere questa ricchissima edizione saranno infatti i CNMI Sustainable Fashion Awards, evento giunto alla sua quinta edizione. Nella cornice del Teatro alla Scala il gotha della moda celebrerà le personalità e i progetti realizzati nell’ultimo anno dedicati alla sostenibilità selezionati da una prestigiosa Giuria Internazionale.

In linea con il nostro operato di questi anni,” ha dicharato Capasa, “il programma della Milan Fashion Week riflette il nostro grande impegno verso tematiche di primaria importanza, tra cui la promozione della sostenibilità, il supporto ai giovani talenti e la costruzione di una cultura della moda inclusiva. Tutto questo sarà celebrato nel grande evento di domenica 25 settembre, in cui inaugureremo la nuova partnership con L’Ethical Fashion Initiative delle Nazioni Unite e l’accordo sull’economia circolare con la Ellen MacArthur Foundation attraverso il ritorno del nostro evento CNMI Sustainable Fashion Awards.

Questo importante evento sarà presentato da Rossy de Palma, poliedrica artista e performer del mondo del cinema, della moda, della musica e delle arti dello spettacolo.

Moda e cultura

La settimana della moda è da sempre anche l’occasione per inaugurare importanti mostre.

Il 20 settembre ci sarà il vernissage a Palazzo Reale della mostra dedicata a Richard Avedon. Via della Spiga, cuore del quadrilatero della moda, celebrerà invece la carriera di Giovanni Gastel mentre la Galleria Sozzani ospiterà The Witness |Il Testimone- Climate Change, un reportage di circa venti immagini di Max Vadukul interamente dedicato all’ambiente e agli effetti del cambiamento climatico.

fonte: di Nicoletta Di Feo https://tg24.sky.it

venerdì 9 settembre 2022

Mostre: Milano a Palazzo Reale "Richard Avedon - Relationships" dal 22/09/22 al 29/01/23

Nadja Auermann, Cindy Crawford, Stephanie Seymour, Claudia Schiffer, Christy Turlington, Maximo Morrone, Vladimir McCrary, Eric Etebari, Marcus Schenkenberg, Versace – FW 1994 © The Richard Avedon Foundation
La Mostra

Il 15 maggio del 1923 nasce a New York Richard Avedon, destinato a cambiare per sempre il concetto stesso di fotografia, di moda e non solo.

In oltre sessant’anni di carriera, il fotografo Richard Avedon ha prodotto foto di moda innovative e ritratti affascinanti. Nell’arco della sua vita ha lavorato con tante modelle e immortalato un’ampia gamma di soggetti, creando un poderoso corpus di opere che offre la possibilità di osservare da vicino attori, danzatori, celebrità, attivisti per i diritti civili, capi di stato, inventori, musicisti, artisti visivi e scrittori. Richard Avedon: Relationships presenta una selezione di queste fotografie, tratta dall’ampia collezione del Center for Creative Photography (CCP), che permetterà ai visitatori di approfondire il suo modo di fotografare le persone e di comprendere meglio, grazie a un confronto tra le opere, tanto la sua pratica quanto i soggetti da lui immortalati.

Due sono i temi esplorati nella mostra Richard Avedon: Relationships. In primo luogo, che cosa possiamo apprendere su Avedon, la persona nella foto e il rapporto tra i due quando il medesimo soggetto viene fotografato a distanza di tempo o è protagonista di una sequenza di immagini? Secondo: come cambiano i ritratti e le foto di moda quando Avedon vi include più persone? 

La struttura della mostra di Avedon

La mostra consente di approfondire le caratteristiche innovative dell’arte di Richard Avedon che ne hanno fatto uno degli autori più influenti del XX secolo. Se da un lato, ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando anche il loro lato umano, dall’altro i suoi sorprendenti ritratti di celebrità, in bianco e nero e spesso di grande formato, sono capaci di rivelare il lato psicologico più interiore della persona ritratta.

< Photo: Dovima with elephants, evening dress by Dior, Cirque d'Hiver, Paris, August 1955 © The Richard Avedon Foundation

Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni, si costruisce attorno alle due cifre più caratteristiche della sua ricerca: le fotografie di moda e i ritratti.

Quelle di moda si possono raggruppare in due periodi principali. 

Le immagini giovanili, realizzate prima del 1960, sono scattate “on location” e mettono in scena modelle che impersonano un ruolo per evocare una narrazione. Le opere successive, invece, si concentrano esclusivamente sulla modella e sui capi che indossa. In queste foto più tarde, Avedon utilizza spesso uno sfondo minimalista e uniforme, e ritrae il più delle volte il soggetto in pose dinamiche, utilizzando le forme fluide del corpo per rivelare la costruzione, il tessuto e il movimento dell’abito.

La mostra propone una nutrita selezione di ritratti di celebrità del mondo dello spettacolo, attori, ballerini, musicisti ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles (John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr), ma anche di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Warhol, dove il padre della Pop art americana decide di mostrare la sua intimità a Richard Avedon esibendo le sue cicatrici da arma da fuoco, dopo essere sopravvissuto a un tentativo di omicidio.

Per quanto tutti i ritratti di Avedon siano caratterizzati da uno specifico focus sul soggetto, da un’ossessiva attenzione al dettaglio e dalla staticità della composizione, il fotografo sviluppò il particolare stile per il quale è noto intorno al 1969. Fra i tratti salienti del suo approccio peculiare è da includere l’uso dello sfondo bianco, che gli consentiva di eliminare i potenziali elementi di distrazione di un dato set fotografico per enfatizzare le qualità della posa, dei gesti e dell’espressione. Inoltre, Avedon lavorava principalmente con una fotocamera di grande formato e riprendeva il soggetto abbastanza da vicino perché occupasse gran parte dell’inquadratura, rafforzando nell’osservatore la consapevolezza dello spazio negativo tra la figura e il margine. L’interazione tra figura e vuoto, tra corpo e spazio, tra forma solida e potere definente del bordo è la chiave della potenza delle sue immagini. 

Il fascino di queste foto non è legato solo alla composizione, ma anche al senso di intimità che esse evocano. Avedon dà vita a ritratti potentemente descrittivi che avvicinano l’osservatore ai soggetti effigiati. La capacità di vedere i singoli peli di un sopracciglio, i contorni di ogni ruga o la trama di un abito pone l’osservatore a una distanza generalmente riservata a coniugi, amanti, genitori o figli. In questo spazio privato, possiamo indugiare a nostro piacimento, assimilando lentamente i dettagli che definiscono il volto di una persona, le sue mani, il suo corpo, gli abiti che indossa. 

< Photo: Carmen (homage to Munkácsi), coat by Cardin, Place François-Premier, Paris, August 1957 © The Richard Avedon Foundation

Chiude il percorso una sezione interamente dedicata alla collaborazione tra Richard Avedon e Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l’esordio dello stilista, fino a quella della collezione primavera/estate 1998, la prima firmata da Donatella Versace.

Il lavoro di Avedon per Versace è l’espressione di quel rapporto unico tra designer e fotografo che genera immagini immortali, destinate a una zona fuori dal tempo, al di là del racconto circoscritto della stagionalità e capaci di rivoluzionarne la narrazione globale.   

INFO EVENTO >> Acquista qui i tuoi biglietti

Centosei immagini, che raccontano oltre sessant’anni di carriera di uno dei maestri della fotografia del Novecento. https://avedonmilano.it/

Dal 22 settembre 2022 al 29 gennaio 2023, Palazzo Reale di Milano celebra Richard Avedon (1923-2004), uno dei maestri della fotografia del Novecento, con la mostra dal titolo Richard Avedon: Relationships che ne ripercorre gli oltre sessant’anni di carriera attraverso 106 celebri immagini.

Una grande rassegna per approfondire l’arte innovativa del fotografo americano: se da un lato, Avedon ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando anche il loro lato umano, dall’altro, i suoi sorprendenti ritratti di celebrità, in bianco e nero e spesso di grande formato, sono capaci di rivelare il lato psicologico più interiore della persona ritratta.

Una sezione della mostra è dedicata alla collaborazione tra Richard Avedon e Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l’esordio dello stilista, fino a quella della collezione primavera/estate 1998, la prima firmata da Donatella Versace.

Le sezioni della mostra

I. The Artist
II. The Premise of The Show
III. Early Fashion
IV. Actors and Directors
V. Visual Artists
VI.  Performing Artists / Musicians and Writers / Poets
VII. Avedon’s People
VIII. Politics
IX. Late Fashion
X. Versace

fonte:  https://avedonmilano.it/

domenica 4 settembre 2022

Danza: Roberto Bolle maestro per 1.600 allievi, 'che emozione'. In Piazza Duomo a Milano l'evento più atteso di On Dance

Hanno cominciato a riempire la piazza del Duomo di Milano dalle 7 del mattino i 1.607 allievi, dai 5 anni in su, che hanno risposto all'invito di una lezione collettiva di danza con Roberto Bolle.

Si tratta dell'evento più atteso dell'edizione 2022 di On Dance, la manifestazione dedicata ad ogni forma di ballo, nata da un'idea dell'etoile della Scala nel 2018.

 "È stata un'emozione fortissima vedere questa piazza piena, tanto entusiasmo da parte di questi ragazzi e soprattutto tanta disciplina - ha detto alla fine Bolle -. E' l'immagine scelta quest'anno per lanciare a tutti, e soprattutto alle istituzioni, il messaggio dell'importanza della danza, come passione, come momento per stare insieme, e anche come lavoro: la danza deve essere difesa e sostenuta".

Per il Ballo in bianco, sono arrivati gli allievi di un centinaio di scuole di danza da 17 regioni italiane. Tutti vestiti di bianco per gli esercizi alla sbarra indicati da Bolle, al quale si è aggiunta a sorpresa, come prima allieva della lezione, anche la ballerina della Scala Nicoletta Manni, sul palchetto al centro di Piazza Duomo. 

Emozionantissimi e disciplinati per tutti i 40 minuti della lezione gli allievi, mentre tutto attorno sul sagrato si è assiepato il pubblico che ha applaudito ad ogni passaggio. Il Ballo in Bianco è stato realizzato in collaborazione con AssoDanza, associazione di tutela e rappresentanza del mondo della Danza che conta in Italia oltre 10.000 associazioni tutelate, rappresentando il 75% dell'intero comparto delle Scuole Private di danza, che sono circa 15.000. 

In esse operano 30.000 tra insegnanti, coreografi, educatori, in ambito culturale, sportivo, sociale e raggiungono con la propria attività circa 2,5 milioni di famiglie italiane. On Dance, cominciato il 2 settembre, si chiude domani sera con il Final Show al Castello Sforzesco.

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it photo RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 5 agosto 2022

Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale

Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalle immagini icone della moda a scrittori e cantanti

MILANO - Centosei scatti che raccontano oltre 60 anni di carriera di uno dei maestri delle fotografia del Novecento: dalle icone della moda ai ritratti delle celebrità, in bianco e nero, come i Beatles, Bob Dylan o lo scrittore Truman Capote. Milano celebra Richard Avedon, scomparso nel 2004, con una mostra a Palazzo Reale che si potrà visitare dal 22 settembre al 29 gennaio 2023.

Richard Avedon: Relationships, il titolo scelto per l'esposizione promossa dal Comune di Milano e Skira Editore, ripercorre la carriera dell'artista con le immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography di Tucson e dalla Richard Avedon Foundation. Avedon ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando il loro lato umano. Una sezione della mostra infatti è dedicata alla collaborazione con Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l'esordio dello stilista. 

Molte sono le top model con cui Avedon ha lavorato intensamente, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka. Dalla straordinaria affinità che aveva con Dovima, ad esempio, sono scaturite immagini spettacolari, come l'iconica Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d'Hiver, Parigi 1955. 

Il fotografo americano nella sua carriera ha ritratto i personaggi più famosi, in bianco e nero, su sfondo bianco e da vicino, per enfatizzare la qualità della posa. Ne è un esempio la fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente. Alcuni personaggi sono stati ritratti più volte a distanza di anni: il caso più eclatante è quello di Truman Capote ritratto per la prima volta nel 1949 e poi più volte fino all'ultimo ritratto del 1974, con lo scrittore cinquantenne. 

Il percorso espositivo propone una selezione di ritratti di celebrità dello spettacolo ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles, di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Warhol. 

fonte:Redazione ANSA www.ansa.it/canale_viaggiart/it  RIPRODUZIONE RISERVATA© Copyright ANSA  

lunedì 4 luglio 2022

LGBTQIA: Il Pride a Milano e Napoli, in piazza per i diritti di tutti

L'inizio del Milano Pride 2022 con la parata LGBTQIA, Milano, 2 luglioRIPRODUZIONE RISERVATA
Cortei anche in altre città. Arcigay, mobilitazione contro venti oscurantisti che arrivano da Oltreoceano

"I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi": la pensa come Gino Strada il sindaco di Milano Giuseppe Sala che, dal palco del Pride, ha annunciato ai 300mila manifestanti che da ieri è stato riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali.

Una notizia accolta con gioia dalla comunità Lgbt, a partire dalle famiglie arcobaleno che, con le loro bici e i loro bambini, hanno aperto il colorato e chiassoso corteo partito poco dopo le 15 dalla Stazione Centrale.

Insieme a loro, arrivati da tutta la Lombardia, giovani e non, per disegnare un mondo di 'diritti senza conflitti" come recita lo slogan del pride. Un'onda che travolge anche Napoli, Bari, Catania, Sassari e domani Padova. Un mondo senza conflitti lo chiedono anche gli attivisti arrivati nel capoluogo lombardo dalla Russia e dall'Ucraina per partecipare al Pride. 

"In questo momento a causa della guerra non possiamo cooperare con gli attivisti russi, ma li supportiamo perché si battono contro il regime di Putin" spiega Olena Shevchenko, leader di Inside, arrivata da Kiev. "Per noi è molto importante supportare i rifugiati e ricordare che i temi Lgbt sono nell'agenda del nostro Paese che, prima della guerra, aveva raggiunto molti risultati per la comunità". 

E' scappato invece dalla Russia Alexande Voconov, presidente di Coming out: "ci sono tante persone comuni nel nostro Paese che sentono la responsabilità per quello che fa il nostro governo, la mia organizzazione è impegnata per i diritti umani e per questo viene perseguitata". "Ancora un fine settimana attraversato dalle rivendicazioni di diritti e uguaglianza - sottolinea Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, parlando del Pride -. 

Se l'Italia non arretrerà in tema di diritti non è per le promesse di qualche politico, ma perché le persone di questo Paese non lo permetteranno. La nostra onda è stimolo, rivendicazione ma anche monito per la politica: la retromarcia sui diritti qui non passerà". 

"Si deve lottare ancora per la completa applicazione dell'uguaglianza delle persone come scolpito in Costituzione, soprattutto di fronte a un Parlamento che non ha la volontà di prevedere diritti per coloro che ne sono ancora privi", dice Luigi de Magistris, ex sindaco di Napoli, sceso in piazza ricordando che Napoli "è città dei diritti e delle libertà civili". 

La pensa allo stesso modo Antonio Decaro, sindaco di Bari, dove hanno sfilato in 6mila: "Bari è la città dei diritti - scrive -. Il diritto di amare. Il diritto di essere se stessi". Quello che è stato negato a Cloe, la professoressa suicida, cui i Sentinelli hanno dedicato il loro flashmob: "Voi esultate, Noi moriamo" il messaggio scritto sui cartelli innalzati dagli attivisti, mentre dal carro dell'associazione venivano diffuso le risate e gli applausi che si sono sentiti in Senato quando è stato bocciato il Ddl Zan.

Agenzia ANSA > Pride: in 10mila a Bari, 'nostre voci contro blocco di odio' - Puglia

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

mercoledì 16 febbraio 2022

Love Fiercely, il progetto di Chiara Ferragni per celebrare l’amore egualitario e contrastare l’omotransfobia – VIDEO


Grazie anche ad una sua donazione personale, Ferragni supporta il progetto Scuola di Arcigay Milano per raccontare storie d’amore queer e sensibilizzare i giovanissimi sulle tematiche del bullismo. 

Si chiama Love Fiercely e non poteva che uscire il 14 febbraio, giorno degli innamorati, la nuova campagna promossa da Chiara Ferragni a supporto di Cig Arcigay Milano per celebrare l’amore egualitario.  

IL VIDEO >> QUI

Ho a lungo pensato a cosa scrivere e come scriverlo per non essere fraintesa e non permettere di strumentalizzare il messaggio di amore in cui credo da sempre e con cui oggi voglio fare un passo ulteriore, personale e concreto“, ha scritto sui social l’imprenditrice. “Love Fiercely per me non è solo il motto del mio percorso di essere umano, ma un credo da condividere con tutti e un ideale per il quale battersi. Amare con fierezza, amare come vuoi e chi vuoi è il significato di tutto quello che ha spinto le mie scelte, sempre, tutto quello in cui ho sempre creduto, tutto quello che oggi mi permette di essere la persona innamorata delle della mia vita e di chi la popola“.

Con questa campagna, ha precisato Ferragni, “voglio dire a tutti di amare se stessi prima di tutto, perché solo cosí ci si sente liberi di amare come e chi si vuole. Io nella mia vita l’ho fatto, ho amato indipendentemente dal genere, senza farmi costringere dalle etichette che gli altri volevano darmi e lo stesso hanno fatto Loredane e Sara La Pignola, Nick Cerioni e Leandro Emede, Francesco Cicconetti e Chiara Pieri. La mia storia e le storie di queste tre coppie che stimo spero possano essere di esempio per tutti , perché amare in maniera pura è sempre la scelta più giusta che ognuno di noi può fare“.

Tre storie d’amore queer all’interno di un breve docu-social. “Grazie a questa iniziativa e ad una mia donazione personale supporteremo il progetto Scuola di Arcigay Milano“, ha concluso Ferragni. “Andremo nelle scuole di Milano e provincia per raccontare queste storie d’amore e sensibilizzare i giovanissimi sulle tematiche del bullismo. Adesso è il tuo turno, raccontami la tua storia di amore fiero taggami e utilizza #LoveFiercely così io possa vederla“.

fonte: Federico Boni  www.gay.it

domenica 5 dicembre 2021

Scala, a pochi giorni dal Macbeth, stato di agitazione in solidarietà al Corpo di ballo: "Ballerini e mimi arruolati all'esterno è aggravio di costi"

I lavoratori della Scala proclamano lo stato di agitazione in solidarietà al Corpo di ballo a pochi giorni dal Macbeth di Giuseppe Verdi che aprirà la stagione lirica del Piermarini il prossimo 7 dicembre. 

 

Motivo della protesta la decisione del teatro definita "inspiegabile"  di ricorrere a personale esterno circa 18-20 mimi/ballerini, per la "pantomima" del terzo atto del capolavoro verdiano, "escludendo il Corpo di Ballo con un notevole aggravio di costi per il teatro".

Si tratta dei mimi voluti dal regista dell'opera Davide Livermore che saranno tra i protagonisti della sua messa in scena in chiave contemporanea dell'opera. Sale la tensione anche tra i ballerini scaligeri e il direttore del ballo Manuel Legris. A poche settimane  dalla prima rappresentazione de La Bayadère con la storica coreografia di Rudolf Nureyev, che inaugurerà la stagione del balletto il prossimo 14 dicembre.

In un comunicato firmato dalle segreterie di Slc Cgil, Fiestel Cisl e Uilcom Uil e Fistal Cisal e dalle rappresentanze sindacali della Scala si legge che "In riferimento alle decisioni assunte dal Direttore del Corpo di Ballo di non riconoscere il ruolo di étoile e i conseguenti avanzamenti di ruolo nel classico e storico allestimento "La Bayadère", nonostante sia previsto dall'art 99 e dall'art 100 del contratto unico Teatro alla Scala, prendono atto anche della non disponibilità del direttore ad un confronto con i delegati e con il Corpo di Ballo".

Ecco perché i lavoratori riuniti in assemblea hanno deciso di aprire lo stato di agitazione. E di fare proprie le determinazioni dei lavoratori e dei delegati del Corpo di Ballo "con riserva di assumere tutte le iniziative che si rendessero necessarie".

Non è la prima volta che le danze del terzo atto di Macbeth sono protagoniste di una polemica. In occasione dell'apertura della stagione d'opera e balletto 1975/76  con il capolavoro di Verdi, diretto allora da Claudio Abbado il balletto del terzo atto fu cancellato, non per questioni sindacali, ma per volontà di Giorgio Strehler che firmava la regia dello spettacolo.   

fonte: