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sabato 16 maggio 2020

Teatro > Festival Arena 2021: Aida in forma di Concerto, a VERONA nel 2021

Il 98° Arena di Verona Opera Festival, posticipato a causa del Coronavirus, inizierà il 19 giugno 2021 con l’«Aida» in forma di concerto, omaggio per il 150° della prima rappresentazione dell’opera al Cairo.



Così afferma in conferenza stampa la sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, Cecilia Gasdia. Gasdia ribadisce inoltre che era prevista una nuova produzione di "Aida", ma, considerato che la stagione del 2020 è diventata quella del 2021, verrà riproposta la regia di Franco Zeffirelli, e la nuova produzione slitterà al 2022.

"Aida in forma di concerto" avrà un cast eccezionale e sarà proposta per due serate». Nel frattempo, arrivano sempre maggiori conferme sulla massima capienza per le serate di agosto 2020: 3.000 spettatori». La distanza interpersonale di un metro, fanno sapere da fondazione, sarà fatta rispettare sia sulle gradinate, sia nelle fasi di accesso.
fonte: Filippo Avesani  www.veronaeconomia.it

sabato 9 maggio 2020

Teatro: Il nuovo festival areniano 2020 è una vittoria per Verona

Se è vero che non c’erano altre soluzioni per proporre le “solite” opere nel “solito” format, è da lodare la decisione di proporre un festival musicale totalmente nuovo in piena emergenza coronavirus.


Preso atto che molti teatri apriranno nel 2021, ben che vada, il nostro anfiteatro potrebbe essere la prima sfida della nuova stagione umana della musica classica, interrotta bruscamente per cause di forza maggiore. Ecco perchè il progetto che ha preso forza, il Festival d’estate - Nel cuore della musica è stato voluto e sostenuto anche da innumerevoli artisti che hanno voluto manifestare il loro amore per l’Arena di Verona nonché dare un messaggio all’intero mondo della musica.

Potremo bearci di vedere dal vivo una parata di stars internazionali della lirica che vede in prima linea, fra gli altri, i direttori Daniel Oren e Marco Armiliato, ed i cantanti Francesco Meli, Marcelo Álvarez, Leo Nucci, Plácido Domingo, Luca Salsi, Fabio Sartori, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Anna Netrebko, Maria José Siri, Michele Pertusi, Marina Rebeka. 

Il cartellone definitivo dovrebbe prevedere una decina di spettacoli lirico-sinfonici collocati nei week-end di agosto e di settembre.

E, come se non bastasse, il 98° Festival non viene cancellato, bensì spostato al prossimo anno arricchiti di altri eventi imperdibili, tra cui Aida in forma di concerto, atto d’amore sacro per Verdi, festa per il 150° dell’opera e sobrietà impeccabile per rispetto di chi quest’anno ha e sta soffrendo, nonché una monumentale Messa da Requiem che a Verona non si sentiva da anni.

Questa volta Fondazione Arena si è mossa in anticipo e nel migliore dei modi possibili, anticipando altri grandi teatri di cui diventerà il modello per la “rifioritura” che il sovrintendente, Cecilia Gasdia, ha più volte sottolineato in conferenza stampa.
fonte: Filippo Avesani www.veronaeconomia.it

lunedì 8 luglio 2019

Lgbt: Fondazioni lirico-sinfoniche, 15 luglio presidio a Roma

Lunedì 15 luglio presidio a Roma dei lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche. L'appuntamento è alle ore 10 davanti al ministero dei Beni culturali (in via del Collegio Romano 27).

"Scenderemo in piazza - spiegano i segretari nazionali Slc Cgil (Emanuela Bizi), Fistel Cisl (Giovanni Pezzini), Uilcom Uil (Giovanni Di Cola) e Fials Cisal (Enrico Sciarra) - per protestare contro la precarietà nelle Fondazioni e chiedere che si avvii un vero percorso di stabilizzazione per dare certezza a questi lavoratori che da troppo tempo stanno aspettando risposte".

I sindacati rilevano che "con estremo senso di responsabilità hanno sottoscritto un accordo per permettere ai lavoratori precari di avere un altro contratto a termine in attesa delle stabilizzazioni promesse. Il limite posto dal decreto legge 95, ovvero un massimo di 48 mesi per poter lavorare a termine, avrebbe di fatto impedito a chi aveva maturato un'anzianità maggiore di lavorare.
Ma crediamo che servano anche risorse per le stabilizzazioni, il rischio altrimenti sarà che si stabilizzeranno solo quanti potranno rientrare nei costi previsti dai bilanci".

Anche il ccnl, prosegue la nota, "è ancora fermo, e non abbiamo certezze circa l'ottenimento delle autorizzazioni prima della scadenza prevista per il 31 dicembre 2019. Da troppi anni il comparto non vede rinnovato il contratto, mentre le varie leggi mettono in discussione proprio la contrattazione aziendale se non si riesce a trovare gli equilibri di bilancio.

La precarietà riguarda in modo particolare i corpi di ballo rimanenti, ma tocca tutti i settori che negli anni hanno visto, proprio per la crisi dei teatri lirici, ridurre i posti stabili a favore di quelli precari. C'è infine anche il tema degli amministrativi, che non è relativo agli effetti della sentenza della Corte europea, ma che invece presenta le stesse criticità degli altri settori".
fonte:  https://www.rassegna.it/