martedì 4 febbraio 2014

Lgbt: Danza "Momix Alchemy" Al Teatro Verdi di Firenze dal 11 al 16 febbraio 2014

Replica a grande richiesta ‘Momix Alchemy’, ultima straordinaria opera multimediale del ‘Mago dei Maghi’ Moses Pendleton, sul palco del Verdi dall’11 al 16 febbraio (sempre ore 20.45, venerdì e domenica anche 16.45).

Ad ispirare l’immaginazione di Pendleton è stata l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi.

"Da qualche parte c’è sempre l’oro, se scavi a fondo"
Moses Pendleton

È uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, ironia, bellezza e mistero.
Mentre con Bothanica il pubblico era trascinato in un viaggio surreale attraverso le stagioni dell’anno, in ALCHEMY Pendleton svela i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – e crea uno spettacolo che sprigiona arcane suggestioni e attira lo spettatore in una dimensione surreale.

Miscelando le sostanze base nei loro alambicchi e fornaci, gli antichi alchimisti cercavano l’elisir di lunga vita o la formula dell’oro. Gli alchimisti non lavoravano da soli; evocavano gli spiriti, perchè li aiutassero nei loro riti segreti. Allo stesso modo si dispiega il processo creativo di ALCHEMY, con gli "apprendisti - stregoni" MOMIX nel ruolo di supporti. Riusciranno a trovare la formula dell’elisir? Creeranno l’oro?

Sicuramente, per chi crede nell’arte dell’illusione e nell’illusione dell’arte.
Una cosa è certa: dopo ALCHEMY nessuno sarà uguale a prima!
Questa è la promessa alchemica di Moses Pendleton ...
“Quando l’occhio è rapito da una alchimia di suoni, luci, colori, visioni, inizia a vedere cose che altrimenti sarebbe impossibilitato a vedere”.
Info - 055.212320 www.teatroverdionline.it
fonte http://www.danzadance.com

Sochi: Katy Perry e Madonna in difesa dei diritti LGBT: il video per #GayPropaganda

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, Katy Perry e Madonna hanno unito le forze (e la loro popolarità mondiale) per portare all’attenzione del pubblico la questione delle discriminazioni alla comunità LGBT in Russia, protestando in particolare contro una legge del governo che vieta la cosiddetta “propaganda gay”.

Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.

La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.

Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.

Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.
fonte http://www.optimaitalia.com di Claudia Gagliardi

lunedì 3 febbraio 2014

Sochi, Letta: "Andrò a cerimonia per difendere i diritti dei gay, e per aiutare Roma 2024" Invito a ripensarci da senatori Pd e dal gay Center

Il premier Enrico Letta ha chiarito i motivi della sua partecipazione alal cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi invernali di Sochi. “Ho preso questa decisione dopo una consultazione con il presidente della Repubblica, il ministro dello Sport e il presidente del Coni”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Doha.

“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.

SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.

GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net

domenica 2 febbraio 2014

Lgbt Mosca: Amnesty fa volteggiare ballerina in manette. Contro Putin. In tutù, nel gelo della capitale russa

Raccolta di firme per una petizione destinata a Vladimir Putin, presidente della Russia, sui diritti umani coronata da una ballerina - in manette - che danza in un giardino di Mosca nel gelo di gennaio.

Così si è conclusa la campagna di Amnesty International, il cui scopo era l'abolizione delle nuove leggi varate da putin, sulla propaganda gay e sugli agenti stranieri, la criminalizzazione della diffamazione e l'insulto di sentimenti religiosi nella legislazione russa.

"Una Russia commovente ma priva di libertà", registra il giornale di opposizione Novaja Gazeta, diventato famoso perchè ci lavorava Anna Politkovskaia.

La ballerina è Aleksandra Portiannikova. Mentre ballava, con lei c'erano alcuni militanti che esponevano una citazione di Putin: "Una delle priorità dello Stato e della società deve essere il sostegno del movimento per la difesa dei diritti umani".

Secondo gli attivisti per i diritti umani di Amnesty International, le parole del presidente della Russia non corrispondono alla situazione reale del Paese.
fonte http://www.tmnews.it fonte foto http://video.repubblica.it/

GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:

http://video.repubblica.it/mondo/mosca-balla-con-le-manette-a-20-gradi/154420/152919

sabato 1 febbraio 2014

Lgbt Campania: Candelora, Carlo Cremona: Irpinia faro del nostro cammino. L’intervista

Il responsabile I-Ken Campania: la violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati

Domani saliremo tutti insieme a Montevergine e, come ogni anno da quando siamo nati, abbiamo celebrato la vigilia della Candelora con Carlo Cremona, responsabile campano di I Ken Campania.

«Celebrare un Candelora day - ci ha detto Cremona - è solo la rappresentazione di un’Italia libera e democratica, che si scontra contro una realtà politica che non riconosce l’uguaglianza sociale agli LGBT. Salire a Montevergine significa rinnovare il nostro orgoglio gay di volta in volta: si va lì principalmente per entrare in Chiesa, accendere le luci ed esprimere a Mamma Schiavona i nostri desideri, ballando e cantando».

Cremona, però, mette in guardia dalla dannosa parcellizzazione che sta interessando il movimento: «non dobbiamo più perdere il tempo a studiare l’evento o i femminielli, ma lavorare insieme per la creazione di hub, di sportelli per la tutela degli LGBT, insieme alle donne e ai minori. La violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati». A tal proposito, il protocollo d’intesa del Comune di Avellino fatto con due assessorati è certamente indice di una sensibilità maggiore, ma la vera priorità è l’avvio di un percorso di comunicazione, fatto di dialogo e confronto.

Quella di I Ken è una realtà unica, ma è principalmente la voce dell’Irpinia in Italia, un modello autonomo e forte. «Prima dell’effetto mediatico - ha aggiunto Cremona - l’Irpinia non aveva ben capito che gli LGBT sono presenti anche qua. Noi vogliamo essere solo noi stessi, e dire al mondo “IO ESISTO”, e chiediamo solo la libertà di poter salire da Mamma Schiavona per pregarla, e chiederle aiuto contro le discriminazioni».
fonte http://www.orticalab.it/ di Marco Staglianò

venerdì 31 gennaio 2014

Lgbt New York: Barneys a sorpresa: 17 modelli e modelle transgender per la nuova campagna

Lea T e Andrej Pejic hanno fatto scuola.
Il mondo della moda apre sempre più le porte all’Universo Transgender, con Barneys che ha dedicato un’intera campagna, ‘Brothers, Sisters, Sons & Daughters’, a questa realtà troppo spesso taciuta e nascosta.

Lo scopo della campagna è proprio quello di incrementare la visibilità trans, con 17 modelli e modelle fotografati da Bruce Weber e intervistati da Patricia Bosworth di Vanity Fair.

Storie condivise sul sito ufficiale di Barneys New York, con Weber che ha così commentato il tutto:
“Spero che le mie fotografie e i miei filmati di questi 17 nuovi amici, che sono uomini e donne trans, possano trasmettere il rispetto che ho per loro e la soggezione che ho nei confronti del loro coraggio nell’affrontare il mondo“.

Arin Andrews, Katie Hill, Edie Charles, Valentijn de Hingh, Ashley de la Cruz, Sawyer Devuyst, Peche Di, Dezjorn Gauthier, Trevon Haynes, Eve Lindley, Niki M’nray, Ryley Pogensky, Ines Rau, May Simon, Ahya Taylor, Maxie Ne e Gisele Xtravaganza. Questi i nomi. Complimenti a Barneys.
QUI foto e storie: http://thewindow.barneys.com/tag/brothers-sisters/
fonte http://www.spetteguless.it/

“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” il film documentario LGBT diretto da Enzo Facente

“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” è il film documentario diretto da Enzo Facente, che tenta di ricostruire la storia di questo Paese nel campo del riconoscimento dei diritti civili, a partire dalla prima manifestazione omosessuale, avvenuta nel Belpaese nel 1980.

Il nome proviene da una manifestazione avviata tra il 2012 e il 2013 da due associazioni di Torino, Quore e Queever, le quali hanno raccolto le firme per richiedere la parità dei diritti per le unioni omosessuali e la compilazione di alcune cartoline, che poi sono state inviate al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha ricevuto un totale di quindi mila.

Questo gesto era per chiedere al Capo dello Stato, oltre al riconoscimento dei diritti, anche di pensare e far riflettere le istituzioni sulla necessità di eguagliare i diritti anche per le unioni omosessuali, delle quali se ne sono svolte alcune simboliche durante i vari gay pride.

Il documentario raccoglie le dichiarazioni di grandi personaggi politici, da Bersani alla Bindi, fino a D’Alema e la Concia, passando per Don Antonio Gallo, che non è un politico ma si è attivato per tutta la vita a difesa dei diritti meglio della politica italiana. Ed è proprio la politica una dei protagonisti di questo documentario, per la quale si cerca di capire la sua posizione, che in tutti questi anni è riuscita a elaborare solo una smilza legge contro l’omofobia, ora ferma in Senato e che non tutela la comunità come dovrebbe.

Nulla di nuovo quindi? Non proprio. Il film sarà proiettato questa sera a Siracusa, in una zona dove l’omosessulità non è ancora vista di buon occhio. Un passo in avanti, si, ma soprattutto un richiamo per la politica, vera destinatario di questo documentario, il quale viene usato come strumento per richiedere, ancora una volta, una mobilitazione delle istituzione per una tutela e riconoscimenti per la comunità LGBT.
GUARDA IL TRAILER A QUESTO LINK:
http://www.youtube.com/watch?v=Ikzg-2lJYlg

fonte http://www.justnews.it di Alessandro Bovo

Lgbt Radio: A "Oltre le Differenze" Papa Francesco apre al mondo gay? oggi venerdì 31 dalle 21

A Oltre le Differenze si parla delle ultime esternazioni di Papa Bergoglio sui temi lgbt con il vaticanista di Repubblica Paolo Rodari e il gruppo Kairos di Firenze

In merito alle esternazioni di Papa Francesco su omosessuali e nuove famiglie, si intravedono aperture della Chiesa sui temi lgbt? Se ne parla venerdì 31 gennaio dalle 21 in una nuova puntata di Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .

“Chi sono io per giudicare un omosessuale?” questa una delle frasi più eclatanti pronunciate da Papa Francesco che, benché non siano scritte né dette in occasioni formali, dimostrano se non altro un cambio di atteggiamento da parte di un Pontefice. Rifletteremo sul tema insieme allo scrittore e giornalista di Repubblica, esperto vaticanista, Paolo Rodari, autore tra gli altri del libro “La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro” edito da Giunti.

Ascolteremo anche la testimonianza di Annamaria, referente del gruppo di cristiani omosessuali di Firenze Kairos, che nei mesi scorsi ha scritto una lettera a Papa Francesco chiedendo maggiore apertura e accoglienza alla Chiesa e, inaspettatamente, hanno ricevuto la risposta dalla segreteria di Stato Vaticana.

Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

giovedì 30 gennaio 2014

Lgbt: Disney, prime mamme gay nella sit-com "Buona Fortuna Charlie"

Prima apparizione di una coppia di lesbiche nelle serie tv per ragazzi.Svolta epocale nel mondo Disney, che finora non aveva mai aperto il suo mondo alle famiglie omosessuali.

Nella sit-com "Buon fortuna Charlie" hanno infatti fatto il loro debutto Susan e Cheryl, una coppia di mamme che va a fare visita ai genitori di Charlie insieme alla loro bambina. Il cambiamento è stato apprezzato in particolar modo dalle ex stelline Miley Cyrus e Evan Rachel Wood, da sempre in prima linea per i diritti civili.

Nell'episodio Amy e Bob Duncan (interpretati da Leigh-Allyn Baker e Eric Allan Kramer) organizzano un appuntamento di gioco tra Charlie e un'amichetta, che ha per genitori due mamme.
Il portavoce di Disney Channel ha fatto sapere che "l'episodio è stato sviluppato per rispecchiare i bambini e le famiglie di tutto il mondo, oltre che per far riflettere sul tema della diversità e dell'apertura verso il prossimo".
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it

mercoledì 29 gennaio 2014

Lgbt Roma: Di'Gay Project "LABORATORIO TEATRALE 2014" le iscrizioni entro il 15 Febbraio


E' ripartito anche quest'anno il Laboratorio Teatrale di DGP, tenuto da Maria Chiara Cucinotta e con la direzione artistica di Maria Laura Annibali.

L'ARTE DEL MUTAMENTO
Trasformarsi, apparire all’improvviso, truccarsi, cambiare sé stessi… Sono attività che affondano la loro memoria nella nostra infanzia, quando nessuno ci sgridava se le nostre giornate erano dedicate al nostro corpo ed all’affetto che dedicavamo alla nostra anima.
Quando una forma di espressione, la parola, il gesto e la finzione non erano la radice della vergogna, ma il gioco più bello che potessimo “mettere in scena”, a casa ed a scuola, complici gli insegnanti ed i genitori.

Il Nostro Laboratorio, quest’anno, si prefigge un risultato alla portata di tutti: tornare bambini. Apprendere, attraverso l’Arte Teatrale, fatta di regole ma anche di tanta follia, come il nostro istinto possa essere coccolato e produrre risultati meravigliosi.

Un Laboratorio basato sull’emozione e sull’apprendimento della tecnica, per chi vuole smettere di arrossire parlando in pubblico e cominciare di nuovo a conoscersi.
Perché è nella finzione che veramente possiamo ritrovare noi stessi.

Un Laboratorio che trova il suo completamento nello spettacolo di fine anno, nel quale ognuno potrà dare un contributo.
Fatto in casa, come le maschere dei carnevali delle feste alle elementari, nel quale però si impara il trucco scenico, la mimesi, dizione ed emissione, cucito, fotografia, musica ed interpretazione.

La partecipazione è a numero chiuso, le adesioni potranno pervenire entro e non oltre il 15 Febbraio 2014.

Incontri settimanali a partire da Mercoledì 22 Gennaio!
Dalle ore 19.00 alle 20.30: dizione, emissione ed interpretazione.
A seguire e fino alle 22.30: studio di messa in scena ed allestimento Teatrale.
Aperto a tutti! Vi aspettiamo!

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare a tutte le attività di Di'Gay Project è necessario tesserarsi: il costo della tessera è di 15 € e ha validità per tutto l'anno solare.
Per informazioni e iscrizioni: 06.5134741 (lun-ven 10-18)segreteria@digayproject.org
fonte http://www.digayproject.org

Lgbt Milano: Più attenzione alle famiglie omogenitoriali

Si discute di politiche sociali, per cui invito le istituzioni a tenere in sempre maggiore considerazione i diritti della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) milanese e italiana tutta.

Molto è stato fatto ma la strada verso un completo e totale riconoscimento dei bisogni e delle necessità di chi è omosessuale e magari ha costituito un nuovo nucleo famigliare, è ancora lunga e irta di difficoltà

Purtroppo, chi oggi fa parte dei gruppi lgbt rappresenta una categoria sociale a rischio è necessario, quindi, che chi si occupa delle cosiddette ‘politiche sociali’ affronti la questione senza trascurarne la delicatezza, ma agendo in modo deciso e con obiettivi precisi. Il primo passo sarà il completo riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Come sappiamo a Milano, da questo punto di vista, è stato fatto molto; ma nuovi traguardi sono assolutamente da raggiungere.

Penso alle tante problematiche, molte di natura burocratica, che devono affrontare le ‘nuove famiglie’ dove, la presenza di figli (avuti dalla coppia stessa o in arrivo da matrimoni precedenti) possono purtroppo rappresentare una complicazione. Un esempio è il calcolo dell’Isee, necessaria per l’iscrizione a scuola o per godere delle agevolazioni di cui si avrebbe diritto.
Operazione banale e semplice per la stragrande maggioranza dei cittadini, ma estremamente complesse per le nuove famiglie omosessuali. Il mio lavoro in Consiglio comunale va verso, per esempio, la semplificazione di questo aspetto.

Saremo la città che ospiterà l’Expo del 2015 e avremo gli occhi dell’intera comunità internazionale addosso. Dobbiamo quindi presentarci come un Paese moderno ed al passo coi tempi, nel quale non devono esistere categorie sociali di serie B o meno importanti.
di Rosaria Iardino, Consigliere Comunale PD
fonte http://www.affaritaliani.it

Due nuovi soci per l’associazione Aitgl dedicata al turismo lgbt-friendly in Italia e all'estero

L'International Camping Valledoria e il wedding planner Say I Do Weddings arricchiscono l'offerta dell'associazione che raggruppa vari partner nazionali ed internazionali nell’ambito del turismo Lgbt

L’associazione Aitgl, che raggruppa vari partner nazionali ed internazionali nell’ambito del turismo Lgbt e promuove in Italia ed all’estero prodotti, servizi e mete gay-friendly, annuncia l’adesione di due nuovi soci italiani.


L’uno un campeggio multi attrezzato in Sardegna, nel sassarese, per vacanze libere e semplici al mare; l’altro un wedding planner che pone l’accento sull’originalità tutta italiana.

International Camping Valledoria è situato sulla costa settentrionale della Sardegna, tra Stintino e Santa Teresa di Gallura, Sassari. Il villaggio camping aderisce all’Aitgl con la sua proposta di servizi per turisti internazionali ed italiani in cerca di svago, semplicità, libertà a piccoli prezzi.

E’ ben attrezzato, provvisto anche di noleggio bungalow di legno in pineta, attrezzati con mobili, letti e biancheria, sanitari, e spazio cucina ben equipaggiata, nonché caravan completi di attrezzature e veranda esterna ombreggiata.
Say I Do Weddings, wedding planner, sostiene la diversità, tutelando ed organizzando il matrimonio di coppie omosessuali. Il sito internet è esplicativo in quattro lingue, tra le quali inglese, russo e tedesco.
fonte http://www.guidaviaggi.it

Lgbt Collettivo Wand: il 1 Febbraio abbracci gratis a Benevento contro l'omofobia

Sabato 1 Febbraio alle ore 18.00 a Piazza Castello a Benevento, il collettivo WAND – LGBT ha organizzato, a tre anni dalla nascita, il Free Hugs contro l’omofobia.

Il Free Hugs è stato riproposto, come tradizione del collettivo, ogni anno in questo periodo perché è stata la prima attività del WAND.

Il Free Hugs ha lo scopo di lanciare un messaggio: dire stop all’omofobia. L’abbraccio è un gesto d’amore simbolico che si contrappone all’odio, alla diffidenza, alla discriminazione e quindi anche all’omofobia.

Abbracciare uno sconosciuto non è semplice, ed ancor più difficile è abbracciare un passante che porta avanti delle idee non sempre condivise ed ancora nascoste e segregate perché tabù. L’omosessualità non può esser considerata ancora un argomento da cui starsi alla larga. L’omosessualità ed anche, purtroppo, l’omofobia, ci circonda!!

Regaleremo abbracci ai beneventani – scrive Luca Pedicini, portavoce del WAND unico collettivo LGBT di Benevento – in un gesto simbolico contro ogni forma di odio e di discriminazione. La corsa agli abbracci partirà dalla Rocca dei Rettori e continuerà in giro per Benevento, sul corso Garibaldi e nelle piazze più frequentate.
Alla fine dell’evento festeggeremo insieme in Piazzetta Vari i tre anni di attività del collettivo. “
fonte http://www.informatoresannita.it

martedì 28 gennaio 2014

Lgbt: Gianni Amelio gay, il coming out del regista: "Chi ha una vita pubblica ha il dovere di dirlo"

Gianni Amelio ha dichiarato a Vanity Fair di essere pansessuale: “Io non sono omosessuale. Sono pansessuale, nel senso che ho avuto molte esperienze, talvolta casuali e altre provocate, con uomini ma non solo.
Vede, alla mia età non si hanno più remore, e credo che chi fa il mio mestiere faccia bene ad ammettere pubblicamente di essere omosessuale, se lo è, perché può aiutare altre persone a venire allo scoperto in modo sereno. Però non è il mio caso.
E poi io non ho mai creduto alla convivenza, ma solo alla seduta momentanea, legata al piacere, che certo può durare anche un sacco di tempo. Oggi sto molto bene con me stesso, e sono comunque sempre pronto ad aprire la porta di casa”.

L'argomento non è nuovo: il regista 69enne non ne ha mai fatto mistero, ma torna prepotentemente alla ribalta perché a breve il regista porterà al Festival del Cinema di Berlino il documentario Felice chi è diverso, un viaggio attraverso le vite degli omosessuali italiani dall'inizio del Novecento fino agli anni '80.

Il film "raccoglie le storie di uomini che sono stati giovani quando gli omosessuali non esistevano, se non in una vita clandestina temuta, perseguitata, irrisa".
Il che porta a una riflessione sull'omosessualità, sul coming out, sulle reazioni da parte degli altri a questa notizia.

"Alla mia età sarebbe un po' tardivo, forse ridicolo. Altri dovrebbero essere i coming out davvero importanti, di chi froda il fisco per esempio, di chi usa la politica per arricchirsi. Comunque credo che chi ha una vita molto visibile abbia il dovere della sincerità: e allora sì, lo dico per tutti gli omosessuali, felici o no, io sono omosessuale.
Omofobia è ancora imperante, capita anche che ragazzi si uccidano perché froci o ritenuti tali, e quindi scherniti, isolati, picchiati. Insomma la battaglia non è vinta, non c'è da noi un riconoscimento giuridico delle coppie.
C'è poi ancora la difficoltà di farsi accettare dalla famiglia, soprattutto dai padri, ancora immersi in una cultura maschilista".
fonte http://gossip.excite.it/di Silvia Tozzi foto Getty

Lgbt: "Looking", la nuova serie tv "gay friendly" in onda su Hbo

Bollato come un "Sex and the City per omosex", la serie tv racconta con realismo le vicende di un gruppo di 30enni omosessuali di San Francisco

Una nuova serie tv in prima serata racconta la storia di un gruppo di omosessuali di San Francisco, una delle città più gay-friendly del mondo.
La Hbo ha iniziato a trasmettere “Looking”, otto episodi che vedono protagonisti Patrick, un giovane sviluppatore di videgiochi interpretato da Jonathan Groff, alla ricerca del principe azzurro, e il suo miglior amico dai tempi del college Augustin (Frankie J.Alvarez) e il cameriere quarantenne Dom (Murray Bartelett), il più anziano del gruppo.

La serie tv è stata accolta dalla critica americana con diffidenza e bollata come “un ‘Girls’ per gay”, come ha scritto il Daily Beast, o un “Sex and the City’ omosex”, secondo il NY Post. Il rischio legato al progetto c’è e infatti la Hbo non ha ancora confermato la serie per una terza stagione.

“Il nostro show non si basa sulla semplice ricerca di se stessi - ha detto lo sceneggiatore Michael Lannan al Los Angeles Times, spiegando le connessione con serie tv storiche come ‘Queer as Folk’ e “The L Word - Non parliamo di coming you, accettazione della propria sessualità da parte di ventenni o poco più. Volevamo raccontare un punto di arrivo nella vita di persone già formate. Persone che ormai hanno 30 anni e sanno già di essere gay, sono maturati e hanno delle aspettative”.

Da parte sua, “Looking” prova a raccontare storie di uomini omossessuali con realismo e sincerità, evitando censure e giocando ironicamente con gli stereotipi.
fonte http://www.today.it/

sabato 25 gennaio 2014

LGBT: A Milano "I diritti di tutte e di tutti. Il movimento internazionale contro le discriminazioni." Oggi 25 Gennaio alle ore 18

All'interno delle attività proposte dal Comune di Milano, nel ciclo di eventi del “Forum Milano”, si colloca una riflessione sulle condizioni della comunità LGTB, in Itala come all’estero, organizzata da una collaborazione tra PoliEdro e Agedo.

L’evento ha luogo il 25 Gennaio, ore 18:00, presso la Casa Dei Diritti, in via De Amicis 10, su gentile concessione dell’Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute Pierfrancesco Majorino.

L’evento prevede un dibattito sulla tematica dei diritti per le persone LGBT nel panorama internazionale e la proiezione del film documentario “INVANO MI ODIANO - Racconto sui cristiani LGBT”, introdotto dalla stessa regista: Yulia Matsiy.

Dopo il saluto degli organizzatori, di Matteo Romano e Fiorenzo Gimelli, presidenti delle Associazioni PoliEdro e Agedo, rispettivamente, e la proiezione del film, il dibattito sarà condotto da Yuri Guaiana, Segretario Nazionale dell’associazione Certi Diritti.

Inoltre, interverranno:
il Console degli Stati Uniti
il Console del Cile (o un suo delegato)
un rappresentante di Amnesty International
Flavio Romano, Presidente Nazionale Arcigay
una rappresentante di Arcilesbica
Antonia Monopoli, ALA Milano Onlus, Sportello Trans
Leonardo Meda, Circolo Harvey Milk Milano
Gabriella Frisio, responsabile coppie omosessuali in Italia

L’Assessore Majorino sarà presente secondo le proprie disponibilità, intervenendo prima o dopo la proiezione.
Al termine dell’evento restate con noi per un piccolo rinfresco!
fonte evento fb https://www.facebook.com/events/491236800986701/

venerdì 24 gennaio 2014

Lgbt Radio: Omofobia dilagante in Uganda, se ne parla a “Oltre le Differenze” oggi venerdì 24 alle 21

Nella puntata del format radiofonico sul mondo LGBTQ che andrà in onda venerdì 24 dalle 21 ospite anche il segretario dell’associazione Certi Diritti

Discriminazioni, repressione, carcere o addirittura pena di morte, ecco cosa si rischia in Uganda e in altri paesi in cui l’omosessualità è considerata un reato. Approfondimento sul tema a Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – nella puntata di venerdì 24 gennaio alle 21, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .

Ospite di Oltre le Differenze sarà Yuri Guaiana, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti, attivista per i diritti civili nel mondo ed esperto di politica estera che illustrerà la situazione di grave pericolo per tutte le persone lgbt e non solo in Uganda, alla luce dell’approvazione in Parlamento di una legge che inasprirebbe ancora di più la repressione dell’omosessualità. Parleremo ancora di omofobia, nelle sue diverse forme, e in particolare delle conseguenze a livello psicologico sulle persone lgbt nella rubrica “A far l’amore comincia tu…” con la psicologa dott.ssa Eleonora Motta, che focalizzerà il suo intervento anche sull’omofobia interiorizzata.

Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

mercoledì 22 gennaio 2014

Lgbt: "Candelora" pride invernale ad Avellino da domenica 26 gennaio

Prenderà il via domenica 26 gennaio, sotto la direzione artistica di Massimo Saveriano, il programma di eventi culturali in occasione della Candelora 2014 e della tradizionale Juta dei Femminielli che, come accade già da qualche anno, per volontà dell’associazione iKen onlus si trasforma in un Pride invernale e diviene l’occasione per riaccende l’attenzione sulla mancanza di diritti delle persone omosessuali e transessuali italiane, attraverso vari incontri politici e culturali.

Si comincia domenica alle 18.30
presso l’Associazione Salamandra di Ospedaletto d’Alpinolo (Av) con l’Aperitivo dei diritti, un incontro dibattito sul tema dei diritti lgbt. Il programma di incontri riprenderà poi venerdì 31 gennaio alle ore 19.00 presso On Site - Architettura e design (via De Renzi 61/68, Avellino) con la presentazione del libro “Diario di una vecchia checca” di Nino Spirlì (Minerva edizioni) con letture di Francesca Battista e la partecipazione di don Vitaliano Della Sala.

Sabato 1 Febbraio, invece, al Teatro 99 posti (ore 20.30, in via Cannaviello 34, Torelli di Mercogliano, Avellino) andrà in scena “Tragico Ammore” di Canio Loguercio, con Canio Loguercio e Alessandro d’Alessandro. Proiezioni video a cura di Antonello Matarazzo.

Il programma si chiuderà domenica 2 febbraio alle ore 18.00 nella sede dell’associazione Zia Lidia Social Club pressi Teatro Carlo Gesualdo di Avellino con la proiezione dei film vincitori della VI edizione di Omovies, il festival di cinema omosessuale e questioning di Napoli
Per info: i-ken.org/candeloraday.htm
fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt: A Bologna il film "Il Rosa nudo" di Giovanni Coda al cinema Odeon venerdì 24 gennaio alle 19.00

Venerdì 24 gennaio alle 19.00 sarà proiettato al cinema Odeon di Bologna Il Rosa Nudo, film sperimentale di Giovanni Coda ispirato alla drammatica storia di Pierre Seel, internato e torturato dai nazisti nel 1941, appena diciassettenne, a causa della sua omosessualità.

In occasione delle iniziative dedicate al Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio, Some Prefer Cake Bologna Lesbian Film Festival, Divergenti Festival internazionale di cinema Trans, Gender Bender (payoff?) e DER – Documentaristi Emilia Romagna presentano, per la prima volta a Bologna, il film del regista cagliaritano per continuare a ricostruire e diffondere la memoria dell’omocausto, la persecuzione e lo sterminio di lesbiche, gay e trans nei campi di sterminio nazisti.

Interverranno il regista Giovanni Coda, Luki Massa, direttrice di Some Prefer Cake, Porpora Marcasciano, direttrice di Divergenti, e Enza Negroni, presidente di DER.

A metà tra documentario e opera di video arte, Il Rosa Nudo prende spunto da Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel, l’autobiografia che Pierre Seel scrisse nel 1982 insieme a Jean Le Bitoux, uno dei più importanti attivisti per i diritti LGBT in Francia e in Europa. Nel suo toccante racconto, mai tradotto in italiano, Seel ricostruisce la drammatica vicenda del suo internamento nel campo di Schirmeck, a 30 km da Strasburgo, dove assisterà all'atroce morte del suo compagno.

Da questo racconto prende spunto il film, che, in 70 minuti di immagini teatrali ed evocative, racconta con delicatezza e poesia gli orrori compiuti dai nazisti nei confronti di chi era schedato come omosessuale, soffermandosi anche sulle teorie scientifiche per la cura dell'omosessualità di Carl Peter Veernet, che aprirono di fatto la strada alle persecuzioni naziste.

Dopo la Première Nazionale alla 28ma edizione del Torino GLBT Film Festival 2013, la proiezione quale Evento Speciale "per il suo alto valore artistico, storico e morale" alla 7ª edizione del Queer Lion Award nel corso della 70ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2013 e la partecipazione all’11ma edizione del Florence Queer Festival 2013, lo scorso ottobre il film di Giovanni Coda ha vinto il Gold Jury Prize quale Miglior Film al Social Justice Film Festival 2013 di Seattle.

Videoartista, fotografo e regista cinematografico, Giovanni Coda nasce artisticamente nel 1990. Nel 1995 fonda l’Associazione Socio-culturale Labor e nel 1996 il V-art (Festival Internazionale Immagine d’Autore). Ha 45 opere video all’attivo, diverse collezioni fotografiche e una vasta attività espositiva suddivisa fra pittura, fotografia e videoinstallazioni.

Negli ultimi anni ha realizzato mostre e performance di video arte presentate e premiate in Italia e all'estero. Dopo la realizzazione de Il Rosa Nudo, è attualmente è impegnato nella pre-produzione del suo nuovo film La Donna di Carta e, in contemporanea con l’ultima parte della trilogia cinematografica sulla violenza, il film Good As You, entrambi in uscita per il 2014.
fonte http://www.lgbtitalia.it/

Lgbt: Mister Gay Italia, Giovanni Licchello: "Ho detto no al Grande Fratello" Oggi è impegnato in un'iniziativa nelle scuole per combattere l'omofobia

Il 26enne Giovanni Licchello è stato incoronato Mister Gay Italia a settembre.

Tutto d'un tratto la popolarità e i contatti per entrare nel mondo della tv. "Inizialmente ho partecipato ai casting de Il Grande Fratello - spiega a Tgcom24 l'ex calciatore -.
Poi siamo arrivati ad una fase avanzata. Ho declinato l'invito per non distogliere l'attenzione sulla mia missione: raccontare il mio percorso personale nelle scuole e combattere l'omofobia".

E' stata una scelta difficile?
Abbastanza. Ma ero sicuro che se avessi partecipato al reality show poi si sarebbe distolta l'attenzione sul percorso e su quello che avrei voluto comunicare ai ragazzi che incontro nelle scuole. Sarei stato identificato troppo con la televisione.

Ti piacerebbe comunque condurre un programma?
Sono stato in televisione e ho osservato molto. Comunque non mi piacciono certi meccanismi, sono un ragazzo semplice e tale voglio rimanere.

Alludi a proposte indecenti?

Ci sono state, è vero, ma le ho rifiutate con fermezza.

Come mai hai deciso di occuparti della sensibilizzazione nelle scuole dei temi contro l'omofobia?
La spinta me l'ha data la partecipazione al concorso di bellezza di Mister Gay Italia. Mi sono ricreduto perché è stata una bella esperienza. Dopo la vittoria ho ricevuto un sacco di messaggi di persone che mi hanno raccontato le loro toccanti storie. Ci sono stati anche alcuni personaggi del mondo dello sport che si sono confidati con me, visto che sono stato un ex calciatore. Così ritengo sia importante oggi che si parli di certi temi alla comunità.

Nato a Ferrara, hai vissuto a Brindisi. Perché ti sei trasferito a Milano?

Ho lasciato il lavoro come rappresentante a Brindisi per andare in una città che offre molte più opportunità. E un po' anche per amore, dal momento che sono fidanzato con Manuel che lavora in un'azienda di comunicazione.
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/di ANDREA CONTI-foto ufficio stampa

Bangladesh, fondata la prima rivista LGBT

Lo scorso sabato a Dacca, capitale del Bangladesh, è stata lanciata la prima rivista dedicata alla comunità LGBT bengalese, il cui scopo principale è promuovere l’accettazione delle persone LGBT in un Paese che presenta il 90% della popolazione di religione musulmana.

In foto Roopbaan, logo della rivista (fonte: Dhaka Tribune)

Si intitola Roopbaan, dal nome di un personaggio di un racconto popolare che parla del “potere dell’amore”. Il primo numero della rivista, che avrà pubblicazione trimestrale, è di 56 pagine scritte interamente in lingua bengalese. Per evitare tensioni nel Paese, la pubblicazione non sarà disponibile nelle edicole, ma si potrà ordinare telefonicamente.

All’evento inaugurale hanno partecipato esponenti della comunità LGBT locale, attivisti per il diritti umani e l’Alto Commissario britannico in Bangladesh Robert Gibson, il quale, intervistato dal Dhaka Tribune, ha menzionato la triste vicenda della reintroduzione del reato di omosessualità in India.

Il caporedattore 25enne Rashel Ahmed ha dichiarato: «Lo scopo principale di questa pubblicazione è quello di promuovere ‘l’amore’ e il ‘diritto di amare’ […] Speriamo che tutto questo faccia aumentare la consapevolezza nelle persone riguardo l’esistenza della comunità LGBT e porti ad una più ampia tolleranza sociale dei gay e delle lesbiche».

In Bangladesh è attualmente in vigore una legge anti-sodomia, ereditata dall’epoca coloniale britannica, che punisce l’omosessualità, considerata contro natura. Chi viene accusato di questo reato rischia multe severe e pene detentive che vanno dai 10 anni fino all’ergastolo.
fonte http://ilreferendum.it/di Guglielmo Cigolini

Lgbt Teatro: Il Carro dell’Orsa presenta "SISSY BOY (La conferenza del Signor S.B.)" a Roma dal 28 gennaio al 9 febbraio

Il Carro dell’Orsa, in collaborazione con Di’ Gay Project, Circolo Mario Mieli e GaiaItalia presenta

SISSY BOY(La conferenza del Signor S.B.)
di Franca De Angelis
Con Galliano Mariani
Regia di Anna Cianca
Scene di Claudio Lopez – Video di Leonardo Ottaviani

Teatro Lo Spazio
Roma, Via Locri 42 - 06 77204149
dal 28 gennaio al 9 febbraio 2014

Un uomo, solo sulla scena, racconta, rivivendole, le tappe della propria vita in una tragicomica conferenza.
Il signor S. B., Sergio Bello, da bambino, ha subito una terapia correttiva a causa del suo amore per le Barbie e per Maga Maghella, l’allora popolare personaggio televisivo interpretato da una giovane Raffaella Carrà.
Da quel momento in poi, la sua esistenza diventa una costante e faticosa lotta per riappropriarsi della propria personalità e dei propri desideri.
Fra pesanti sconfitte e qualche piccola vittoria, ora il signor S. B. pensa di essere guarito dagli effetti della devastante terapia e la conferenza dovrebbe esserne la dimostrazione. Ma, ripercorrendo con il pubblico la propria vita, S.B. scivolerà in trappole emotive e la sua storia approderà verso un esito inaspettato.

Il testo è liberamente ispirato alla storia vera di Kirk Andrew Murphy, il quale nel 1974 fu sottoposto ad un esperimento condotto dallo psicologo George Rekers dell’Università di Los Angeles, California. Tale esperimento era volto a correggere i comportamenti effeminati nei bambini maschi prevenendo la loro eventuale omosessualità.

Lo spettacolo esplora il tema della manipolazione e del soffocamento di sogni e desideri in una versione, però, tutta italiana.

Il termine inglese sissy deriva da sister (sorella) e, associato a boy (ragazzo), sta ad indicare, con una connotazione negativa, un bambino o ragazzo che si pone in contrasto alle tradizionali regole di condotta del sesso di appartenenza. Il termine, sissyphobia denota una reazione culturale negativa verso i "sissy boys".

Teatro Lo Spazio.it - Roma, Via Locri 42/44, (traversa di Via Sannio)
Dal martedì al sabato ore 20.45 - Domenica ore 17.00 - Info Tel. 06 77076486
Intero € 13,00 Ridotto € 10,00 Tessera € 3,00
fonte Ufficio Stampa Carla Fabi

martedì 21 gennaio 2014

Lgbt: Robert De Niro: "Mio papà pittore era gay". Al Sundance Film Festival con "Remembering the Artist" doc a lui dedicato

Presentato al festival di Park City il doc "Remembering The Artist Robert De Niro Sr." di Perry Peltz e Geeta Gandbhir in cui si rivela l'omosessualità del padre del celebre attore.

Si chiamano entrambi Robert ma il figlio non ha certo bisogno di presentazioni. Robert De Niro ieri al Sundance Film Festival ha presentato il doc Remembering The Artist Robert De Niro Sr. diretto da Perry Peltz e Geeta Gandbhir per il canale televisivo via cavo HBO (lo stesso che ha finanziato Behind The Candelabra).

Pittore eclettico, prima espressionista e poi interessato all'astrattismo, oscurato dall'avvento della Pop Art che lo fece cadere in depressione, Robert De Niro Senior si separò dalla moglie Virginia Admiral, anche lei pittrice, poco dopo la nascita del figlio omonimo, nel 1943.

Nel documentario di quaranta minuti si parla esplicitamente della sua omosessualità e delle storie d'amore con Tennessee Williams e Jackson Pollock: "L'ho fatto per lui - ha dichiarato Robert figlio allo Yarrow Theatre dopo la proiezione (in sala era presente il celebre attore Bradley Cooper) -.
Volevo che i miei figli più giovani, che sono nati dopo la sua morte (nel 1993 a 71 anni, ndr), sapessero chi fosse loro nonno.
Ho persino lasciato intatto il suo studio di pittura intatto affinché lo potessero vedere. Ai miei occhi mio padre era un grande artista, mi piace tutto quello che ha dipinto. Non scendeva mai a compromessi, mandava al diavolo i galleristi se non gli piacevano. Non ho mai posato per lui: non avevo pazienza. Un po' mi dispiace. Non ho voluto ignorare la sua lotta con la propria sessualità. Spero che ne sia venuto a patti prima di morire".

"I movimenti artistici sono potenti - spiega una nota stampa promozionale -. Sono così potenti che possono oscurare grandi artisti che non collimano col loro genere. L'unica speranza dell'artista è essere 'riscoperto' dopo la morte. Questo è il caso di un pittore il cui lavoro è tornato sotto i riflettori grazie all'uomo che lo conosceva meglio, uno dei più famosi attori del mondo che è capitato essere il figlio dell'artista".

Il progetto inizialmente era stato concepito per un uso privato ma la HBO, entusiasta dell'idea, lo trasmetterà in tv a giugno.
È in corso a Park City una personale di De Niro senior presso la Julie Nestor Gallery e la consulente artistica Megan Fox Kelly ha annunciato che prossimamente ne verrà allestita un'altra a New York.
De Niro junior dedicò il suo primo film da regista, 'A Bronx Tale', proprio al padre scomparso durante la realizzazione.
fonte http://www.gay.it/di Roberto Schinardi

Lgbt: "Splendore" il libro sull’amore gay di Margaret Mazzantini

Una storia clandestina dall'autrice di "Non ti muovere" e "Venuto al mondo"
Un amore omosessuale.
Difficile, clandestino, a tratti straziante. È la storia raccontata da “Splendore”, l’ultimo libro della scrittrice, drammaturga e attrice Margaret Mazzantini.

L’autrice di “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” sperimenta la narrazione in prima persona nei panni di un uomo, discendente della migliore borghesia nostrana ma legato a un figlio della Roma proletaria.

I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio.

L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.

Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Una libro che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è.
fonte http://www.cinquequotidiano.it/

Danza: A Verona lo stage con Yanis Marshall l'eclettico ballerino KING OF HEELLS!!

Yanis Marshall, nazionalità inglese ma parigino di adozione, è uno dei massimi esponenti della moda del momento: HEELS ovvero danzare sui tacchi!

Tale moda conosciuta a livello mediatico grazie al gruppo Kazaki, e potenziata nel video Girl Gone Wild di Madonna che li ha voluti al suo fianco, trova una naturale evoluzione con YANIS MARSHALL eclettico ballerino con forte base classica e modern jazz.


Yanis insegna a Parigi durante la settimana e nel weekend gira il mondo intero, avendo in agenda workshops in Argentina, Brasile, Paesi Arabi e anche in Italia, e a VERONA dove insegnerà la prossima domenica, 26 gennaio 2014.

La location è lapalestra Athleta, in via Edison 8 a San Pietro in Cariano a 20 minuti da Verona.
Per info sulle lezioni di Yanis, telefonare al cell 348 2619927
o scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it


Le lezioni proposte a Verona sono: JAZZ FUNK alle 13:00 e la richiestissima lezione di HEELS alle 15:00.
Durante le sue classi, sarà presente l’agenzia di spettacolo SPOTLIGHT alla ricerca di ballerini/e per lavori nei più prestigiosi clubs della Cina.

La sera invece, Yanis e i suoi 2 ballerini con cui gira i suoi seguitissimi e apprezzatissimi video, saranno in scena alla festa MILORD organizzata da LUCLA’ CAFFE’ presso la discoteca BERFI’S in via Lussemburgo, 1 a Verona.

Per accedere al party, occorre ritirare l’invito al bar Luclà Caffè in via Bentegodi 4/a Verona.

Per info sulle lezioni di Yanis, scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it

Per info sul party MILORD scrivere a: luclacafeverona@yahoo.it o sul sito www.luclacafe.it

fonte palestra AthletaVerona/Nando De Bortoli

lunedì 20 gennaio 2014

Lgbt Libri: "DIRITTI IN TRANSITO. LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLE PERSONE TRANSESSUALI" di Anna Lorenzetti

Come cantava Fabrizio De Andrè in ‘Smisurata preghiera’ c’è “chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”.

È di questa umanità (o, meglio, della verità ultima che c’è nell’umanità di ognuno di noi) di cui discute Anna Lorenzetti nel percorso di analisi che emerge dalla sua brillante monografia ‘Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali’, di recente pubblicazione presso Franco Angeli.

Già il titolo dice molto: racconta della complessità di tale condizione, che si presta a molteplici letture testuali e semantiche. Così se i diritti sono di per sé materia viva, magmatica, mai vinta; i diritti delle persone transessuali, proprio per la loro condizione, divengono il paradigma di una transizione non conclusa, ancora da realizzare e che necessità di essere sedimentata nel sentire sociale e nel contesto giuridico.

Al contempo – come scrive l’Autrice – è proprio la stessa condizione della persona transessuale a far sì che i diritti che la riguardano vengano a proporsi come transitori, dovendosi adattare alla situazione di disallineamento fra genere, ossia la percezione che un individuo ha del proprio sé in quanto uomo o in quanto donna, e il sesso, cioè il dato biologico e cromosomico per cui convenzionalmente gli individui sono contrassegnati come maschi o come femmine.

Senza lasciare spazio alla poesia, l’Autrice ci offre un vivido affresco, a volte a tinte forti, della situazione di conflitto, anomala e speciale, che spesso comporta sensazioni di vulnerabilità, umiliazione e angoscia, in cui si vengono a trovare le persone transessuali annullate, appiattite dal conformismo sociale. Una condizione questa che necessita forza e tenacia (“direzione ostinata e contraria”) per veder affermati i propri diritti fondamentali (il cd. ‘caso Bernaroli’ ne è l’emblema).

Dalla lettura del volume si comprende inoltre l’inedita stratificazione di saperi, trasversale ai vari settori del diritto, che caratterizza la materia trattata: laddove, pur principiando e svolgendosi l’analisi entro le coordinate della scienza costituzionalistica, l’Autrice non dimentica di approfondire tutti i settori (salute, lavoro e famiglia) in cui il diritto si intreccia con il prisma esistenziale che è espressione della ‘nuda vita’ delle persone ‘in transito’.

Quello descritto dalla Lorenzetti è quindi un diritto prospettico che «uniforme nei suoi enunciati, anche se cangiante nell’interpretazione e nella concreta applicazione, sta al centro delle correnti evolutive che fanno nascere, maturare e tramontare atteggiamenti e credenze, e mentre anticipa e trascina i più lenti e vischiosi vortici del fiume, è anticipato e trascinato dal flusso del più vivace costume» (P. Zatti, Familia, Familiae – Declinazioni di un’idea. I. La privatizzazione del diritto di famiglia, in Familia, 2002, I, 11).

Al contempo il suo approccio alla tematica sembra ispirarsi a quel “diritto dal basso” che proprio Paolo Cendon ha teorizzato, laddove la protezione dei soggetti deboli è affidata più alle forme flessibili del diritto giurisprudenziale (dal basso) che non agli archetipi legislativi e codicistici (dall’alto) o ancora a quel “costituzionalismo dei bisogni”, proposto da Stefano Rodotà, che fa della lotta per i diritti l’unica vera grande narrazione del millennio appena iniziato.

Ma si tratta di suggestioni o di letture che aggiungono significati ad uno studio già di per sé ricco, e di cui – sono certo – l’Autrice rivendicherebbe fortemente l’impronta e il metodo proprio essenzialmente del diritto costituzionale, sia nell’approccio ai temi affrontati che nel rilievo conferito al dato normativo.

Rivendicazione che peraltro è espressione anche di appartenenza ad una ‘scuola’, quella costituitasi attorno a Barbara Pezzini, che dei temi dell’uguaglianza, declinata attraverso l’analisi di genere, del diritto alla salute sino ai cd. ‘nuovi diritti’ (dal matrimonio omosex al biodiritto) ha fatto oggetto di percorso collettivo di analisi critica volto ad esplorarne le frontiere.

Concludendo, come De Andrè in ‘Princesa’, anche la Lorenzetti analizza, con rigore, una condizione drammatica (Fernando è una donna nata con il corpo da uomo), racchiudendo nelle parole ‘miti’ della nostra Costituzione l’intera vita di persone reali, la loro fuga da una realtà bigotta, il sogno di una femminilità completa, le speranze prima nella chimica e poi nel bisturi, la ribellione/contraddizione di un corpo maschio che diventa corpo femminile. Tutto ciò è reso attraverso una narrazione chiara e piacevole, che rifugge dai dogmatismi dell’accademia per accostarsi alla concretezza della vita vissuta.

"Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali"
di Anna Lorenzetti, Franco Angeli Editore
fonte http://www.personaedanno.it/Rossi Stefano

Lgbt Danza: Il 27 gennaio al cinema "Giselle" in diretta dalla Royal Opera House di Londra

Anche nel 2014 la Royal Opera House di Londra dà appuntamento sul grande schermo a tutti i curiosi e gli appassionati, con un ricco calendario di opere e balletti in diretta dal celebre teatro inglese.

Il 27 gennaio QMI porterà nei cinema di tutta Italia “Giselle”, uno dei più amati balletti romantici di tutti i tempi che vede protagonista la ballerina russa Natalia Osipova, e il 12 febbraio “Don Giovanni”, l’opera più celebre di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta dal maestro Nicola Luisotti, già direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli.

“Giselle” include una combinazione travolgente di passioni umane, forze sovrannaturali e il potere trascendente dell'amore. Questa è una delle più apprezzate e ammirate produzioni del Royal Ballet, fedele allo spirito originale del 1841, eppure sempre fresca e moderna.

Il “Don Giovanni” è interpretato da Mariusz Kwiecien, il sensuale baritono polacco, noto per aver eccezionalmente incarnato questo ruolo sui palchi dei più grandi teatri del mondo. Con lui in scena il bergamasco Alex Esposito nel ruolo di Leporello e l'acclamata soprano francese Véronique Gens, nel ruolo di Donna Elvira.

Questi i prossimi appuntamenti: il 19 marzo La bella addormentata; il 28 aprile Il racconto d'inverno; il 24 giugno Manon Lescaut.

Per tutte le informazioni, la lista dei cinema aderenti e per acquistare i biglietti, consultare il sito www.rohalcinema.it.
fonte http://www.primapress.it scritto da RED

Lgbt: Essere gay e vivere in provincia (al Sud): meglio scappare

Essere gay e vivere in provincia non è la stessa cosa che essere gay e vivere in città.
Ancora oggi è così.
E, ancora oggi, c’è chi decide di spostarsi dal paese in cui è nato solamente perché esausto da anni di umiliazioni e prepotenze scontate solo perché omosessuale.
E’ il caso di Pasquale (nella foto), studente 25enne nato a Canosa di Puglia ma che, ormai da quattro anni, vive a Milano.

“Ho iniziato a riflettere sulla mia omosessualità più o meno quando avevo 12 anni, certo, allora non avevo le idee chiare. La domanda che mi facevo era: perché non sono come gli altri ragazzi? Sapevo di essere diverso, ma non capivo in cosa”. “Diversità” è sempre stato il termine più sfruttato per definire l’omosessualità. Lo pensavano anche i suoi parrocchiani.

Pasquale racconta che, probabilmente soprattutto al Sud, “l’omosessualità è ancora un tabù, una cosa di cui è meglio non parlare. Tutti sanno cos’è, ovviamente, ma nessuno ha il coraggio di affrontare l’argomento. Senza contare che tutti credono che il gay sia l’incarnazione di una serie di stereotipi e non sia invece un individuo che vive la vita a modo suo”. L’iniziale ritrosia può diventare così nel tempo il terrore di vivere in un paese di appena 40.000 anime, in cui regna un’imbarazzante chiusura culturale e un senso religioso antico e mal interpretato.
In qeul contesto, Pasquale ha avuto le sue prime esperienze omosessuali. Sempre nella clandestinità. Poi, il primo passo: scappare da Canosa e trasferirsi a Sarzana, in provincia di La Spezia, lavorando come commesso nel negozio dello zio.

“In quel periodo della mia vita non mi andava di studiare. Il solo obiettivo era diventato quello di allontanarmi a tutti i costi dal mio paese, dove ero costretto a rispettare regole che non condividevo e non deludere le aspettative di chi mi conosceva fin da quando ero bambino”. Un’esistenza difficile in un posto dove se non parlavi di ragazze, se non eri appassionato di calcio e non prendevi di mira gli atteggiamenti dei ragazzi meno virili rischiavi di essere isolato o, peggio, vessato. Eppure, ripensando agli atti di bullismo subìti alle scuole medie, Pasquale sfodera un inatteso ottimismo:
“Sono stato picchiato, così dal nulla e senza un motivo, diverse volte, eppure, se rincontrassi oggi quel ragazzo che lo faceva, lo ringrazierei perché è stato anche grazie a lui che sono quello che sono”.

Che la discriminazione possa rendere più forti non è scontato e anche Pasquale ammette che la vita in una realtà più grande – come Sarzana prima e Milano dopo - è molto più facile e semplice. A Milano è arrivato nel 2010, per frequentare il Corso di Laurea Triennale in Infermieristica all’Ospedale San Paolo, senza rimpianti per aver lasciato il posto in cui è nato: “Me ne sono andato perché non riuscivo più a mentire e speravo di trovare una vita nuova, di crearmene una nuova, di incontrare persone differenti da quelle che avevo incontrato, e con una visione più simile alla mia”.

E’ bastato trasferirsi a Milano dunque, per farcela: “Milano è sempre stata il mio sogno. Ancora oggi, quando torno giù, al Sud, non mi sento libero, a prescindere dalla mia sessualità. Vivere a Milano è diverso e posso fare quello che mi pare senza il timore di essere giudicato”. Un fatto che non cancella le sporadiche manifestazioni di omofobia che, anche a Milano, hanno purtroppo dato prova dell’ignoranza e della violenza gratuita di alcune persone. Ma, ancora oggi, nel 2014, sembra che la città riesca ad assicurare quello che la provincia ancora non è riuscita a garantire: la libertà di vivere secondo il proprio orientamento sessuale. Pasquale conferma: “Non rinnego la mia terra, ma sono contento di essere qua adesso”.

Quindi è proprio così? Essere gay e vivere in provincia è ancora oggi complicato? Cambieranno le cose? O se si è giovani e gay non resta che trasferirsi in una città?
fonte http://solferino28.corriere.it/di MARIO MANCA

Lgbt: X-Factor Romania: italiano vittima di discriminazione perché gay

Paolo Lagana, 27enne italiano, è stato vittima di discriminazione ad X-Factor Romania dove ha preso parte.


Vittima di discriminazione, un italiano è stato offeso perché gay ad X-Factor Romania, dove ha preso parte: il nome del ragazzo in questione è Paolo Lagana, un ragazzo omosessuale che vive in Romania e che, per il momento, non ha alcuna intenzione di tornare in Italia.

“Sono gay. Non è un segreto e, quando l’anno scorso ho deciso di partecipare alle selezioni organizzate da X-Factor in Romania, l’ho dichiarato nel modulo online dedicato alle iscrizioni. Mai avrei immaginato di poter essere discriminato ed insultato a quel modo in diretta TV“, ha raccontato Paolo come riporta l’Huffington Post. Il 27enne immaginava, infatti, che la produzione avrebbe tentato di “sfruttare” la sua omosessualità per aumentare gli ascolti, ma non avrebbe mai immaginato un tale attacco per via del suo orientamento sessuale.

Lagana racconta di come sia stato offeso davanti a tutti e di essere stato eliminato dal talent show perché gay; l’accusa è arrivata ieri dal quotidiano “Il Mattino di Padova“, dove il ragazzo – originario di Monselice, in provincia di Padova – ha raccontato la vicenda che lo ha coinvolto.

Durante il programma musicale, infatti, Paolo è stato attaccato in diretta dal rapper Cheloo – componente della giuria e membro di un gruppo hip-hop – che pare abbia pronunciato le seguenti parole: “Io disprezzo tutto ciò che sei, quello che voi rappresentate e questa nazione ti manderà a casa“, rifiutandosi poi di esprimere un giudizio professionale sul 27enne.

Come se non bastasse, secondo quanto dichiarato da Lagana, anche il pubblico presente in studio lo avrebbe insultato ed il 27enne continuerebbe a ricevere insulti pesanti per strada, come l’episodio avvenuto in piazza a Bucarest, dove Paolo ha addirittura ricevuto degli sputi. Pare che il canale TV “Antenna 1” sia stato sanzionato con una multa dal CNA. Il 27enne non ha, comunque, intenzione di tornare in Italia, arrendendosi alle discriminazioni.
fonte http://www.ultimenotizieflash.com Scritto da Elena Arrisico

domenica 19 gennaio 2014

"NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..." Oltre 185.000 visitatori al nostro Blog...Un Grazie a tutti i nostri lettori

Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...

Ringrazio chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....

Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 19 gennaio 2014 nel momento in cui scrivo siamo a
oltre 185.000 lettori...e 3906 articoli pubblicati.

Potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro in home-page, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e il secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.

Forse non sarà un record, ma per me è un successo..
Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post, con la speranza...e un pò col dubbio..che qualcuno li avesse mai letti.

Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...

Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori...

Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..

Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger vedere che è seguito, e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione di google è tradotto in 50 lingue.

Ringrazio inoltre le varie redazioni di Associazzioni, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed interessanti iniziative.

Un grazie speciale va alla mia famiglia e a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio, uno per uno per il vostro supporto.

E a tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più forza e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...

Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/