Apre al pubblico dal 23 ottobre
ROMAISON 2020 - Roma, una Maison straordinaria: archivi e produzioni dei laboratori di Costume, prima edizione del progetto fortemente voluto dalla
Sindaca Virginia Raggi,
per valorizzare e sistematizzare quel prezioso unicum creativo che
caratterizza la città, come uno straordinario laboratorio progettuale
diffuso.
ROMAISON, Exhibition view I Ph. Simon d'Exéa"
Roma capitale della creatività. ROMAISON 2020
racconta una città unica dove moda e cinema generano da sempre un
sistema creativo apprezzato in tutto il mondo. Grandi registi e
produzioni internazionali scelgono Roma per i loro capolavori. Anche in
questo momento storico la nostra città rappresenta uno scenario perfetto
per realizzare opere cinematografiche, un laboratorio dove poter fare
ricerca continua e realizzare costumi. Il cinema ispira la moda e la
moda ispira il cinema in un continuum temporale unico. ROMAISON 2020,
innovativo progetto curato con garbo e tenacia da Clara Tosi Pamphili, è
un omaggio alla storia e alla capacità delle sartorie romane,
eccellenze del made in Italy.Questa mostra è un evento che
esalta la produzione stilistica capitolina e le grandi firme che da
sempre vestono le icone del cinema. Questa grande industria è un esempio
di eccellenza e di economia circolare concreta: un patrimonio di
cultura grazie al quale i costumi si riadattano, coniugando innovazione,
sostenibilità e conservazione. Una cura di patrimoni, anche di terza
generazione: è così che migliaia di abiti divengono oggetto di studio e
ricerca per molte realtà, soprattutto per le “case” e le scuole
internazionali di moda.Un ringraziamento va alla straordinaria Tilda Swinton,
artista poliedrica che ha scelto Roma per una performance unica:
“Embodying Pasolini". Segno della centralità e della continua attenzione
che cinema e moda hanno per Roma e l’Italia” afferma la
Sindaca Virginia Raggi.
Allestita negli spazi del
Museo dell’Ara Pacis e curata dalla storica e critica della moda
Clara Tosi Pamphili, la mostra riunisce le più importanti sartorie di Costume romane:
Annamode,
Costumi d’Arte - Peruzzi,
Sartoria Farani,
Laboratorio Pieroni,
Tirelli Costumi, con la presenza di bozzetti dall’archivio personale di
Gabriele Mayer - un fondo di riconosciuta importanza storica, che sarà donato alla Galleria Nazionale - e con una sezione dedicata a
Mensura, storico produttore di manichini.
Il
percorso si apre con una mappa che permette di visualizzare la presenza
degli atelier sul territorio, disegnando un ipotetico museo d’impresa
in itinere. Successivamente il visitatore si trova immerso nell’ambiente
di un grande atelier, ricreato per l’occasione: qui la dimensione del
lavoro, della tecnica, dell’artigianalità e dell’ispirazione - tipiche
dell’ambito laboratoriale - dialoga con l’aspetto della ricerca e
della conservazione, sviluppato dagli archivi delle singole maison.
Tavoli,
strutture metalliche a muro, pedane, tracciano le direttrici per i
continui rimandi tra la produzione e le straordinarie raccolte di pezzi
storici originali delle collezioni delle sartorie: un corpus alimentato
con cura e passione, in quasi un secolo di attività.
Veri e propri
tesori compongono una raccolta di capi spesso inediti, arricchita dalle
continue donazioni effettuate da privati, che contribuiscono a rendere
vive e a rinnovare queste straordinarie collezioni. In un gioco di
rimandi tra pezzi d'epoca e costumi, abiti eccezionali che vanno da
Charles Frederick Worth, il sarto inglese a cui dobbiamo la nostra concezione di moda, fino a
Paul Poiret; dalla romana
Maria Monaci Gallenga di cui sono esposti anche i blocchi per la speciale tecnica di stampo a oro e argento su velluto, fino a
Madame Gres e agli atelier di alta moda romani come
Schubert e
Zecca. E, ancora, i grandi dell'alta moda francese come
Christian Dior e
Balenciaga dialogano tra loro con i costumi straordinari de “Il Conformista” e “L'Ultimo Imperatore” di
Bernardo Bertolucci, ma anche con la famosa “Cleopatra” interpretata da
Elizabeth Taylor, con gli abiti di “Salò” di
Pasolini,
o con quelli di “Miss Marx”, presentato con successo all’ultima Mostra
del Cinema di Venezia, fino alle serie tv di grido, come “Penny
Dreadful”.
I Costumi dei grandi nomi come Pescucci, Canonero, Atwood, Squarciapino, Donati, Tosi, fino ai più giovani Catini Parrini e Torella, per citarne alcuni, sono messi a confronto diretto con i magici archivi di questi luoghi, per loro fonte di ispirazione.
Il rapporto tra Moda e Costume “meravigliosamente ambiguo, in una dimensione parallela di ispirazione reciproca soprattutto a Roma” -
come scrive la curatrice nel testo che introduce alla mostra - è il
filo sotteso a questo insieme eterogeneo di storie affascinanti, che si
snodano per oltre un secolo, dalla nascita di Cinecittà nel 1937 alle
prime produzioni internazionali girate negli studi romani, come il
"Principe delle Volpi” del 1949, dalla stagione dorata del cinema
italiano ad oggi.
Un corto circuito che irrompe nella rappresentazione di alcune icone cinematografiche, di bellezza e fascino atemporale: Florinda Bolkan che indossa un vero abito di Gallenga come costume nel film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, Donyale Luna - la prima modella di colore che compare sulla copertina di Vogue nel 1966 - in “Satyricon”, Silvana Mangano,
icasticamente glamour mentre indossa le sue parure Bulgari con
ametiste, quarzi e diamanti in “Gruppo di Famiglia in un Interno”, Jane Fonda nel celebre “Barbarella”.
Con l’obiettivo di evidenziare una continuità tra il passato e il futuro di questo genius loci, ROMAISON dedica
una sezione alle scuole e accademie di moda che, attraverso una
didattica che unisce lo studio della tradizione alla sperimentazione,
formano i nuovi talenti: con cadenza settimanale, a rotazione, saranno
esposti i migliori progetti realizzati dagli studenti di: Accademia
di Alta Moda Koefia, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia di
Costume e Moda, IED Istituto Europeo di Design, NABA Nuova Accademia di
Belle Arti.
In occasione dell’apertura della mostra, ROMAISON lancia il suo prossimo progetto, in programma per il 2021: “Embodying Pasolini” performance ideata e curata da Olivier Saillard, fashion curator ed ex direttore del Museo Galliera di Parigi, intorno ai costumi realizzati dalle sartorie romane per i film di Pasolini, con un’icona del cinema internazionale attuale, Tilda Swinton.
L’attrice scozzese, Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di
Venezia, sarà protagonista di un’azione che rifletterà sul potere
evocativo dell’abito, che di volta in volta diventa alter ego, partner,
opposto.
Grazie alla preziosa collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, la mostra ROMAISON 2020 sbarca all’Auditorium Parco della Musica in occasione della Festa del Cinema di Roma,
con un percorso fotografico promozionale creato ad hoc. Fino al 25
ottobre un’esclusiva selezione di immagini fotografiche provenienti
dalle prestigiose sartorie di Costume romane sono esposte nella Galleria
tra Foyer Petrassi e Teatro Studio.
A seguire, grazie al contributo tecnico di Rinascente,
il percorso fotografico sarà esposto nel Cavedio Interno del Flagship
Store di Via del Tritone. Anche le vetrine degli Store romani di
Rinascente saranno un piccolo palcoscenico promozionale.
L’iniziativa è promossa da Roma Capitale. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Contributo tecnico di Rinascente. Si ringraziano Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Fondazione Cinema per Roma.
Dal 23 Ottobre 2020 al 29 Novembre 2020
Luogo: Museo dell’Ara Pacis - Indirizzo: Lungotevere in Augusta
Orari: tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Curatori: Clara Tosi Pamphili - Enti promotori: Roma Capitale
Costo del biglietto:
integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra: intero € 12, ridotto € 10
(residenti € 11 / € 9); gratuito per le categorie previste dalla
tariffazione vigente
Telefono per informazioni: +39 060608 - Sito ufficiale: http://www.romaison.it
fonte: www.arte.it