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martedì 3 novembre 2020

Libri: "Nessuna causa è persa" di Cathy La Torre. Dal 10 novembre in tutte le librerie

I diritti civili e sociali nel nostro paese sono costantemente sotto attacco, mentre le leggi che cercano di includere e integrare vengono messe in discussione, procrastinate. Intanto, quasi ogni giorno le cronache raccontano di violenze e aggressioni nei confronti di chi incarna una diversità. 

Ma dietro ogni ingiustizia si celano sempre un volto e una storia. Cathy La Torre dà voce a queste storie, sottraendole al silenzio e all'indifferenza. E ci racconta di Michele, nato Michela, e del suo dolore di sentirsi lacerato perché si sente un uomo. Oppure di Luca, omosessuale e cattolico, padre meraviglioso di una splendida bambina con la sindrome di Down. Ma anche di Ada e della sua battaglia per diventare magistrato benché non vedente. E di Alice, vittima di uno «stupro virtuale» a causa di alcune sue immagini finite su Telegram. 

O ancora di suor Mariachiara, che si batte per vedere riconosciuta l'«autorevolezza» delle donne di Chiesa e intanto tiene sempre aperta la porta per chi ha bisogno del suo aiuto. «Accompagnare le persone lungo un percorso di giustizia vuol dire anche questo: fare casino. Trasgredire regole ingiuste, e rendere accessibili i diritti a un numero sempre più grande di persone.» 

Nata e cresciuta in Sicilia, Cathy ha vissuto da sempre sul proprio corpo una battaglia tra generi e stereotipi. Un percorso complesso il suo, che ci racconta in questo libro insieme alle battaglie che le hanno valso, nel 2019, la nomina di migliore avvocata pro bono d'Europa. Ne risulta un intreccio di storie che ci parla di diritti negati e crimini d'odio, di omotransfobia e 'revenge porn', di nuove forme di genitorialità e leggi ancora tutte da scrivere. Per raggiungere un diritto extralarge così «comodo e confortevole» da non escludere nessuno.

IL LIBRO E' PRENOTABILE >> QUI 

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Chi è Cathy La Torre

Metà sicula, metà statunitense Cathy La Torre nasce a Erice nel 1980.

Nel 1999 si trasferisce a Bologna dove quattro anni più tardi si laurea in giurisprudenza, per poi diventare avvocato e fondare il primo studio legale interamente dedicato alla tutela e all'affermazione dei diritti che lei definisce “XXL”: extralarge, così comodi che entrano tutti.

Genderfluid e lesbica, è attivista per i diritti, nonché la prima persona non transessuale a diventare vicepresidente della più grande Associazione Trans d’Europa, il "Movimento Identità Trans”.
Nel 2008 fonda il Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione e nel 2013 GayLex, rete di
avvocati e attivisti per la tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali, Transgender.  È attualmente senior legal presso Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Presidenza del Consiglio nonché Ceo di “Legali Associate Wildside Human First”.

Da anni si occupa di quello che definisce “il lato selvaggio dei diritti” perché meno praticato come il antidiscriminatorio, gli illeciti digitali e i diritti umani in generale.
Svolge anche attività di Formazione in Diversity management e Diversity Inclusion ed è Data Protection Officer per diverse Pubbliche Amministrazioni. Nel luglio del 2019 assieme alla filosofa Maura Gancitano ha fondato “Odiare Ti Costa": una iniziativa contro l’odio in rete che in pochi mesi ha catalizzato l’attenzione di migliaia di persone. Sempre nel 2019, è stata insignita del premio “The Good Lobby Awards” come “Miglior avvocato pro bono d’Europa” per il suo impegno nelle battaglie per i diritti umani e civili.  Pagina Facebook >> QUI

fonte: ph. twitter   www.mondadoristore.it

domenica 15 dicembre 2019

Lgbt: Cathy La Torre è la migliore avvocata pro bono del 2019

L'avvocata, attivista per i diritti civili e cofondatrice di Odiare Ti Costa, ha vinto il primo premio nella categoria «professionisti pro bono» ai The Good Lobby Awards

Un premio enorme. Non poteva annunciare meglio Cathy La Torre, avvocata, attivista per i diritti civili, cofondatrice della campagna Odiare Ti Costa, il riconoscimento ottenuto ai The Good Lobby Awards 2019 consegnati venerdì 13 dicembre a Bruxelles.

Un primo premio nella categoria «professionisti pro bono» che è enorme proprio come l’impegno che da sempre La Torre dedica alla battaglia per i diritti civili delle persone gay, lesbiche, transgender. Centinaia di battaglie pro bono a sostegno di eguaglianza, parità di trattamento e contro il fenomeno dell’odio in rete.

 «Sono vittima ogni giorno di odio in rete», ci aveva raccontato La Torre in occasione del lancio della campagna Odiare Ti Costa. «E da 14 mesi assillata da uno stalker che mi minaccia di morte nei modi più impensabili. Non ho mai ottenuto alcuna “giustizia” per tutto questo odio che mi riversano addosso, ma nessuno pensa mai alle conseguenze». Così è nata l’iniziativa online, ideata cinque mesi fa assieme alla filosofa Maura Gancitano, che in pochissimi giorni ha ricevuto migliaia di segnalazioni: una valanga di richieste d’aiuto a cui Cathy la Torre insieme ad altri professionisti ha iniziato a rispondere.

Odiareticosta è diventata talmente virale che a sceglierla fra i migliori progetti in Europa sono stati proprio i cittadini europei che hanno espresso la propria preferenza nella community social dei Lobby Awards, un riconoscimento su scala europea ideato da The Good Lobby: organizzazione non profit impegnata a rendere più democratica, unita ed equa la società.

«Questo premio significa veder riconosciuta la bontà e la necessità urgente di una battaglia che non poteva più essere rinviata» ci spiega La Torre al telefono, subito dopo la premiazione a Bruxelles. «Prendo, prendiamo questo premio come un abbraccio di migliaia di persone che in tutta Europa ci dicono: “Grazie, avevamo bisogno di questo. Andate avanti per il bene di tutti”. E colgo l’occasione per ringraziare un’altra grande iniziativa, e cioè “The Good Lobby”, che mette assieme a livello europeo tutte le voci, tutti i gruppi che chiedono maggiore democrazia e maggiore unità. Per me rappresenta il coronamento di un percorso. Ma non una meta».

Grazie a Odiare Ti Costa, un pool di avvocati e informatici lavora h24 a titolo volontario e spiega alle vittime cosa possono fare per tutelarsi. «Di certo impegnarsi su un fronte tanto difficile quale è la lotta contro l’odio online sfibra, spossa, lascia a volte senza forze. Poi però arriva un riconoscimento del genere e senti di non essere sola, capisci che ciò che stai facendo ha un senso e che tanti, anche fuori dai confini nazionali, ti osservano. E lo fanno col cuore pieno di speranza».

Negli ultimi tre anni l’odio in rete è praticamente raddoppiato. Solo l’anno scorso Facebook ha rimosso 7,9 milioni di discorsi di odio in tutto il mondo, mentre YouTube cancella in media più di 15mila canali a trimestre. «Il mio prossimo grande obbiettivo è Far crescere Odiare Ti Costa, portare a casa i primi fondamentali successi anche sul piano dei risarcimenti nei confronti delle vittime, ma soprattutto vedo nel mio futuro immediato un duro lavoro per portare in Parlamento una legge contro l’odio online. Questo sarà il passo più importante per noi e soprattutto per il Paese».
fonte: di Alessia Arcolaci  www.vanityfair.it

mercoledì 17 maggio 2017

Lgbt: FAI LA CAUSA GIUSTA, il fondo per le vittime di omotransfobia ideato da GayLex

“FAI LA CAUSA GIUSTA”
IL FONDO PER LE VITTIME DI OMOTRANSFOBIA
In occasione della Giornata contro le discriminazioni omotransfobiche, GayLex – la rete di avvocati e attivisti LGBT – dà vita a un Fondo per le vittime di odio e discriminazione omotransfobica.

In un contesto in cui l’omotransfobia, nel linguaggio pubblico e talvolta istituzionale, è fuori controllo, in cui crescono i crimini motivati da odio e da discriminazione, il fondo aiuterà le vittime a sostenere le spese per denunciare episodi di violenza, bullismo, diffamazione, incitamento e istigazione omotransfobica.

Un sostegno concreto a chi denuncia e a chi vuole affermare il proprio diritto a non essere discriminato.
Un modo efficace per far tremare i polsi agli istigatori di mestiere di odio omotransfobico.
Fai la Causa giusta: noi ti sosterremo!

 A CHI E’ RIVOLTO
Fai la Causa Giusta è rivolto a chiunque abbia subito una violenza o una discriminazione in ragione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.
Con il fondo, la mancanza di risorse economiche per denunciare l’omotransfobia non sarà più un problema.

COSA FINANZIA?
– Spese legali e processuali per denunce contro episodi di discriminazione e omotransfobia.
– Diretta settimanale su Facebook sui diritti delle persone LGBT.
– Counseling per l’orientamento in casi di discriminazione o mobbing in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.
– Spese legali per azioni di contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole.

COME ACCEDERE AL FONDO?
Scrivendo a info@gaylex.it o inviando un messaggio sulla nostra pagina Facebook GayLex.

COME SOSTENERE IL FONDO?
– Offrendo supporto come attivisti, legali o consulenti volontari
– Donando sul nostro sito www.gaylex.it
– Acquistando il merchandising di GayLex
fonte:  http://www.gaylex.it/

lunedì 10 giugno 2013

Lgbt Salerno: Al "Marcella Di Folco" Assistenza legale gratuita per ogni controversia legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere


La consulenza sarà svolta, in remoto e in maniera gratuita, dall'avvocato Miguel Coraggio: soddisfatto il presidente di Arcigay "Marcella Di Folco" Ottavia Voza

Uno sportello di assistenza legale per ogni controversia di tipo civile, penale ed amministrativo legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere: questa l'iniziativa messa in campo dal circolo Arcigay "Marcella Di Folco" di Salerno.

Il servizio di prima consulenza gratuita sarà garantito e gestito, si apprende da una nota, dall'avvocato Miguel Coraggio, già operatore di “Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT”.
Il legale offrirà in remoto un supporto di tipo giuridico a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di Salerno e provincia.

“Lo sportello – spiega Miguel Coraggio - offre assistenza legale e tutela giudiziaria nei percorsi di transizione e riattribuzione anagrafica del sesso, riconoscimento delle unioni delle coppie omosessuali, successione ereditaria, discriminazioni sul luogo di lavoro e, in generale, in qualsiasi altro ambito in cui la propria identità e l'orientamento sessuale possano rappresentare cause ostative al pieno godimento dei propri diritti. Il servizio viene reso mediante un parere legale gratuito inerente alla problematica concreta di cui si chiederà lo studio”.

“Una misura importante e concreta – conferma Ottavia Voza, presidente Arcigay “Marcella Di Folco” - per la tutela e il sostegno dei diritti delle persone LGBT, promossa dal nostro coordinamento provinciale.
Siamo soddisfatti della sinergia creatasi con l’avvocato Coraggio, che si è offerto di fornire un primo supporto legale gratuito a quanti ne faranno richiesta”.

Per ricevere assistenza è possibile contattare, riferisce Arcigay, l'avvocato Miguel Coraggio al recapito 3493615857 il lunedì e mercoledì dalle 16 alle 21 o scrivere all'indirizzo mail sportellolegale@arcigaysalerno.it.
fonte

mercoledì 20 febbraio 2013

Nasce Il Primo Studio Legale LGBT A Viareggio. Sarà Punto Di Riferimento Per L’intera Regione Toscana.


Questa mattina è stato inaugurato lo Studio legale Versilia Friendly il primo studio legale in Toscana per Gay, Lesbo, Trans e Bisex.

Di fronte a un’affollata conferenza stampa, il progetto è stato dettagliatamente presentato dalle quattro persone cardini: Avv.Silvia Gorini, l’imprenditrice Regina Satariano (Presidente del Mit Toscana), Avv. Cathy La Torre (Vice-Presidente Mit Bologna) e la Dott.ssa Silvia Visibelli.

Dopo una breve introduzione sul Mit (Movimento d’identità Transessuale) e i suoi scopi, è stata spiegata la natura dell’attivitàubicata al numero civico 48 di Via Cavallotti: nato per l’attenzione ultradecennale data dal territorio alla comunità, è previsto uno scambio reciproco di aiuti nelle consulenze (con la partecipazione dell’ex consigliere comunale Avv. Chiara Romanini) un bagaglio di esperienza di consulenza in rete per la comunità Lgbt (oltre 2000 contatti nell’ultimo anno) e nel territorio Emiliano-Romagnolo (la sede di Bologna è aperta dal 2007) lo studio avrà il grande vantaggio di fornire la prima consulenza gratuita per tutti coloro che si ritroveranno a dover affrontare problemi di omofobia e discriminazione, a partire da episodi sul posto di lavoro.

In un paese come l’Italia, molto indietro rispetto al resto d’Europa per temi analoghi, vige una grande confusione tra leggi e sentenze della magistratura relativi a questi casi.

Abbiamo il triste primato di più alto numero di omicidi di transessuali, una ignoranza globale sulla legge (sia all’interno degli organi giudiziari, che per i diretti interessati sopratutto per diritti sul luogo di lavoro) e la frustrazione del quieto vivere tolta da questi variegati vuoti, per i quali lo studio si è dato obiettivo di riuscire a colmare per la risoluzione.

Siamo in campagna elettorale, quindi periodo di tante promesse multicolore, e si spera che qualcuno, finalmente, sarà in grado di portare a termine qualcosa di concreto, andando oltre le solite chiacchiere per il bene della comunità e il progresso di un intero paese.

Contatti:
Tel: 3294172408
Fax: 051.0412714
mail: studiolegaleversilia@gmail.com

Fonte: Viareggio Free World via http://www.free-italia.net Matteo Provvidenza

giovedì 24 maggio 2012

LGBT ROMA: SPORTELLO LEGALE GRATUITO @ DGP

Vuoi un consiglio in materia di eredità o testamento?
Ti viene impedito di vedere i tuoi figli?
Ti creano problemi sul posto di lavoro?
Sei intenzionato a cambiare sesso?
Hai contratto una malattia sessualmente trasmissibile dal partner?
Hai subito delle aggressioni omofobiche fisiche o verbali?

Se hai questi o altri problemi di natura giuridica, vieni a trovarci per una consulenza. Ci saranno i nostri avvocati disposti ad aiutarti.

FAI VALERE I TUOI DIRITTI: FAI VALERE L'UGUAGLIANZA!!

Il secondo e il quarto giovedì di ogni mese, dalle 17.30 alle 19.30 in via Costantino 82 (Metro B - Basilica San Paolo).
Prossimo appuntamento: giovedì 24 maggio 2012.

Per info: 06 5134741 - segreteria@digayproject.org
FONTE http://www.digayproject.org

mercoledì 18 aprile 2012

Intervista all'Avv. Francesco Bilotta di Rete Lenford Avvocatura per i diritti LGBTI

Di recente la Corte di cassazione ha emesso una sentenza che potremmo definire rivoluzionaria in merito alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Potresti riassumerci la vicenda dei due ragazzi coinvolti?

Il caso deciso dalla Cassazione nasce per iniziativa di due uomini, Antonio Garullo e Mario Ottocento, che nel 2002 si sono sposati in Olanda. In seguito, assistiti dall'Avvocato Alessandro Mariani, di Latina, hanno chiesto la trascrizione del matrimonio presso il loro Comune di residenza: Latina. Allora gli fu risposto che non era possibile, in quanto il matrimonio tra due persone dello stesso sesso in Italia era inesistente e comunque contrario all'ordine pubblico. Cominciò un percorso giudiziario che li ha portati prima davanti al Tribunale di Latina, poi davanti alla Corte d'Appello di Roma e infine dinanzi alla Cassazione. Mi sono affiancato alla difesa del Collega Mariani dal secondo grado, dopo cioè che ero venuto a conoscenza, per ragioni di studio, della sentenza di primo grado e avevo analizzato quella sentenza su una rivista giuridica, con una nota dal titolo "Matrimonio gay all'italiana".

Potresti spiegare ai nostri lettori cosa è stato deliberato?


La Corte di cassazione, con questa sentenza, pur rigettando il nostro ricorso e in definitiva impedendo la trascrizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto all'estero, ha fatto tre affermazioni importanti:
a) ha considerato superata “la concezione secondo la quale la diversità di sesso dei nubendi è un presupposto indispensabile per la stessa esistenza giuridica del matrimonio”;
b) ha confermato che non esiste un ostacolo costituzionale che impedisca l’introduzione in Italia di un matrimonio egualitario da parte del Parlamento;
c) infine, ha chiarito che la coppia formata da persone dello stesso sesso ha “diritto alla vita famigliare” e quindi deve godere delle stesse tutele di una coppia coniugata eterosessuale, potendo in caso di discriminazione rivolgersi ad un giudice per chiedere tutela.

Quali scenari credi che potrebbero aprirsi adesso? E' difficile fare previsioni ma, secondo te, c'è da essere ottimisti?


L'ottimismo è come il coraggio: se uno non ce l'ha non se lo può dare! Ma battute a parte, a me sembra che questa decisione abbia tra gli altri meriti quello di aver squarciato definitivamente quel velo di silenzio che continua a impedire la legittimazione sociale delle famiglie formate da persone dello stesso sesso. Quante più lesbiche e gay, che vivono una vita di coppia, saranno consapevoli che sono giuridicamente una famiglia al pari di una coppia eterosessuale, tanto più saranno vigili contro le discriminazioni e reagiranno. E' ora di finirla di far parlare altri al nostro posto. La dignità non è una concessione, è un diritto di noi tutte e tutti, ed è pertanto ovvio, in uno Stato di diritto, che si possa ricorrere alla magistratura quando quella dignità viene violata.

Da un punto di vista legislativo, quale credi sia il primo passo che bisognerebbe fare?

Prima di tutto, bisognerebbe fare chiarezza e distinguere le coppie conviventi eterosessuali dalle coppie formate da persone dello stesso sesso. Le si mette tutte in un gran calderone perchè in questo modo è socialmente più accettabile una riforma normativa che includa le coppie formate da persone dello stesso sesso. Un atteggiamento del genere che aveva qualche senso dieci anni fa, oggi è del tutto superato, perchè tanto la Corte costituzionale quanto la Corte di cassazione hanno ribadito che il livello di tutela delle coppie formate da persone dello stesso sesso deve essere quello delle coppie coniugate eterosessuali, pena la violazione del principio di uguaglianza.
Anche volendosi intestardire a non usare la parola matrimonio, il numero dei diritti che ad essa ricolleghiamo deve essere lo stesso tanto per le coppie coniugate eterosessuali quanto per le coppie formate da persone dello stesso sesso.

Oggi la strada più inclusiva e quella legislativamente più semplice da intraprendere è l'allargamento dell'istituto matrimoniale alle coppie formate da persone dello stesso sesso.

Fai parte di Rete Lenford (Avvocatura per i diritti LGBTI), quali sono i vostri obiettivi e come vi state muovendo sul territorio?

La nostra associazione nasce con due principali finalità: sensibilizzare il mondo forense sui diritti delle persone LGBTI e fornire un'assistenza tecnicamente elevata alle stesse. Siamo abbastanza omogeneamente presenti sul territorio italiano, anche se ci vorrebbe qualche collega in più nelle regioni centro-meridionali. Per fortuna, internet ci aiuta e siamo in grado di entrare in contatto con le persone attraverso il nostro indirizzo di posta sos@retelenford.it

Noi ovviamente non ci occupiamo solo del riconoscimento del diritto a un matrimonio aperto a tutte e a tutti, anzi sono molto più numerosi casi di diversa natura. Su questo specifico versante credo sia opportuno continuare sulla strada intrapresa facendo riconoscere una ad una alle coppie formate da persone dello stesso sesso quelle tutele di cui oggi automaticamente godono le coppie coniugate eterosessuali. Si arriverà al paradosso che a parità di tutele una sola cosa le distinguerà: il nome del loro legame.

E ciò a dimostrazione del fatto che il NO è esclusivamente figlio di un pregiudizio.
fonte http://www.tolleranzazeroglbt.it intervista di Marta Manna & Davide Clara

venerdì 16 marzo 2012

Lgbt: Sentenza della Cassazione sulla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, la sentenza n. 4184 del 2012 decide un caso iniziato nel 2004

Sentenza storica per le coppie formete da persone dello stesso sesso: “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere ne’ il diritto a contrarre matrimonio ne’ il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia - a prescindere dall’intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla vita famigliare e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”. In questi termini si è pronunciata oggi la prima sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4184.

Pur negando la trascrizione delle nozze celebrate all'estero, la Suprema Corte ha stabilito che per le coppie formate da persone dello stesso sesso devono valere sia il diritto "di vivere liberamente" una condizione di coppia, sia il diritto "alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali".

La sentenza chiude una vicenda giudiziaria partita da Latina, quando una coppia, che nei Paesi Bassi aveva contratto matrimonio all'Aja, chiese la trascrizione delle nozze nel nostro Paese.

"Ci riserviamo di pubblicare una nota a commento della sentenza dopo aver letto le motivazioni, con le quali i giudici hanno negato la trascrizione.

Da quanto riportato tra virgolette, ci sembra che la Corte compia una rivoluzione copernicana riconoscendo che l'identità di sesso non è presupposto naturalistico e ragione di insesistenza del matrimonio.

Congratulazioni al collega Francesco Bilotta, nostro socio e co-fondatore che ha difeso il caso dinanzi alla Cassazione".
Con queste parole si è espresso l'avv. Antonio Rotelli, Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI - Rete Lenford.
fonte http://www.retelenford.it Ufficio Stampa

venerdì 15 luglio 2011

LGBT PISA: TUTELA DIRITTI, L’IMPORTANZA DEL LINGUAGGIO GIURIDICO


In un mestiere come quello dell'avvocato le parole ed il linguaggio hanno un ruolo fondamentale, chi esercita una professione in ambito giuridico quindi, ne deve avere una piena conoscenza e consapevolezza.

Nella conferenza dedicata al tema del linguaggio presso l'aula magna della Sapienza di Pisa, il presidente dell'associazione Avvocatura per i diritti Lgbt, rete Lenford, Antonio Rotelli ha posto l'accento sulla discriminazione attraverso le parole e il linguaggio in ambito giuridico.

L'Associazione avvocatura per i diritti Lgbt è stata fondata con lo scopo di diffondere una maggiore informazione per i diritti delle persone omosessuali nel nostro paese e promuove la costituzione di una rete di avvocati su tutto il territorio nazionale che si occupano della tutela giudiziaria delle persone omosessuali.

È un'associazione che mette in contatto professionisti che operano in diverse regioni d'Italia per creare una rete di contatti e di supporto. Una base utile per chi vuole scambiare informazioni e svolgere una funzione sociale di sostegno e tutela delle persone discriminate.

Scopo principale dell'incontro è stato quello di far riflettere sull'uso del linguaggio da parte degli operatori della giustizia a partire proprio da un corretto uso delle parole; spesso infatti un linguaggio scorretto alimenta e amplifica i pregiudizi derivati dall'orientamento sessuale.

Come ha spiegato l'avvocato Antonio Rotelli in Italia il percorso per avere il pieno rispetto dei diritti per le persone gay, lesbiche o trans è appena iniziato, anche se già dal 1982 con la legge 164 è possibile avere una riassegnazione del sesso e del genere per i transessuali, c'è ancora molto lavoro da fare per raggiungere quella parità di diritti presente in altri paesi dell'Unione Europea.

Il convegno ha avuto un notevole riscontro da parte dei partecipanti, numerosi sono stati i relatori che hanno esposto le loro riflessioni sul tema del linguaggio la discriminazione e l'argomentazione, ma anche sulle tecniche dell'espressione e la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale nel linguaggio giuridico statunitense.
fonte www.justicetv.it