La notizia ci arriva da un comunicato congiunto di Arcigay Napoli e Salerno.
E riguarda il calvario che le persone transessuali subiscono quando vengono ricoverate in ospedale. La loro dignità è calpestata senza se e senza ma. Ecco quanto accaduto in un ospedale partenopeo qualche giorno fa.
“Una donna transessuale – si legge nel comunicato- è ricoverata per un ictus da diversi giorni presso l’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, e come accade sempre in questi casi, è ricoverata in un reparto maschile. E’ lancinante lo sconcerto per il disorientamento che si legge negli occhi di questa persona, costretta, da norme che non riconoscono il suo corpo ma solo un nome su un documento non ancora “normalizzato”, a subire un sopruso di fronte al quale siamo impotenti.
Invochiamo il rispetto della dignità di questa persona, ed allo stesso tempo ci chiediamo se sia ancora possibile che si debba intervenire, ogni volta, confidando nel buon cuore e nella disponibilità del responsabile di reparto di turno.
Chiediamo che si intervenga affinchè sia regolamentato l’accesso alle strutture sanitarie pubbliche per le persone transessuali con documenti non ancora corrispondenti alla loro identità, attesa anche l’incredibile complessità delle procedure previste dalla legge vigente per la riattribuzione anagrafica. Sono procedure che prevedono tempi lunghissimi, un doppio procedimento giudiziario, e l’obbligo della sterilizzazione preventiva, con liste d’attesa oramai proibitive nei nostri ospedali.
Alcune amiche assistono la ricoverata, mettendo una coperta tra lei e gli uomini con cui condivide la stanza, mentre il personale sanitario la spoglia per le operazioni di pulizia.
Questo è rispetto? Al momento la paziente non è in grado di intendere e rispondere, nemmeno ha l’uso della parola. È sola da diversi giorni, abbandonata a se stessa in un reparto maschile Ancora solitudine e sofferenza.
Importante è averla trovata (D.L. Falanga). Manlio Converti ha segnalato un altro caso, quello di Claudia, ricoverata dopo essere stata aggredita in piena notte. Claudia è stata ricoverata in un reparto maschile, chiamata con nome maschile, trattata come se la sua persona non ci fosse.
“Quanti e quante di noi – sottolineano dall’Arcigay- trovandosi in ospedale, per emergenza o procedure legate alla transizione, si sono sentit* ferit* e pres* in giro, anche in quei reparti dove le persone transessuali ci sono ogni giorno?
Quanti uomini FtM, per affrontare l’isterectomia, si sono visti mettere in isolamento in una stanza di ginecologia e sono stati invitati a non vagare per i corridoi, essendo un reparto femminile che ospita un uomo?
Per l’organizzazione mondiale della sanità salute significa: stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia.
Lo stato ci nega i documenti. La sanità ci nega la dignità.
E’ ora di dire basta. Siamo persone, non oggetti in riparazione da tenere nascosti”.
Per dire basta a questo stato di cose Michela Angelini di Livorno ha lanciato in rete una petizione di firme per una proposta di legge da presentare al presidene del Senato Piero Grasso.
Eccone il contenuto:
Mi chiamo Michela e sono una donna nata maschio. Vivo come donna da ormai tre anni e ho una relazione stabile con un ragazzo che ha fatto il percorso inverso al mio (da donna a uomo) che è anche un ottimo genitore.
Abbiamo una vita tranquilla e felice, finché non abbiamo necessità di utilizzare i nostri dati anagrafici.In Italia, infatti, per cambiare l’indicazione di sesso e nome sui documenti viene richiesto un lungo e costoso iter medico e giuridico che può durare anche 6 anni e che troppo spesso viene concesso solo dopo l’avvenuta sterilizzazione chirurgica.
Durante questo periodo è inevitabile l’obbligo di convivere per anni con l’aspetto desiderato ma con documenti che non ci rappresentano più, con inevitabili problemi e continue violazioni della privacy.Io, come tante altre persone transessuali, non ho intenzione di subire mutilazioni genitali, perché sono in perfetta sintonia con il mio corpo attuale.
Io, come tante persone transessuali, sono stanca di perdere tempo, energie e soldi per colpa di una legge scritta 32 anni fa, che nessuno intende rinnovare.
In questi anni me ne sono capitate diverse, la più frequente è il dover spiegare perché sui documenti che mostro c’è un nome maschile quando pago con la carta di credito, quando ritiro le analisi, quando passo un check-in, quando mi intestano una fattura, ritiro un pacco o prelevo dei soldi allo sportello delle poste e, ovviamente, tutti i presenti ne vengono così a conoscenza.
Sono veterinaria, quanti clienti avrei timbrando ogni prescrizione e ogni fattura con un nome ed un codice fiscale maschili?
Quanti colloqui di lavoro sono stati bruciati dall’essere transessuale?
Qualche mese fa ho superato ben tre selezioni, con tanto di complimenti da parte dell’ultimo esaminatore.
Nessuno aveva pensato di chiedermi i documenti.
Quando sono stata obbligata a svelarmi come donna transessuale sono iniziate le scuse e il lavoro è andato a qualcun altro.
Quanto tutto questo incide sulla transfobia che porta l’Italia ad essere il primo paese in Europa per omicidi di persone transessuali?
Quanto tutto questo incide sui suicidi e sull’isolamento che quotidianamente avvengono nel nostro paese?
Per garantire dignità ed inserimento sociale alle persone transessuali e transgender e per vietare gli interventi mutilativi sui neonati nati intersessuali, chiedo alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Pietro Grasso che tale proposta venga celermente avviata all’iter di approvazione e convertita in legge.
Per firmare basta cliccare su questo link:
https://www.change.org/it/petizioni/per-l-approvazione-di-una-legge-che-tuteli-le-persone-transessuali
Noi di NEWS DAL MONDO LGBT abbiamo firmato!..Che tu sia etero gay o lesbica anche la tua firma è importante....
fonte http://www.unavoceperledonne.it By Viviana Pizzi
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
sabato 5 aprile 2014
Lgbt Libri: "Appena il tempo di andar via" Il romanzo di Fabio Morici
E’ un romanzo pieno, un’opera in cui confluiscono molti elementi diversi, e così quello che in un qualsiasi altro libro creerebbe dissonanze, qui diventa armonia grazie ad uno stile leggero, fluido e al tempo stesso deciso e d’impatto.
E’ lo stile di Fabio Morìci a rendere tutto armonico e a far sì che elementi, apparentemente distanti tra loro, si sposino in modo naturale e spontaneo.
Eccellente la tecnica dell’autore nell’assemblare i pezzi, le varie sequenze, molto vicina nelle scelte e nei tagli a quella usata da un regista che si accinge a dirigere un film… di cui ha precedentemente scritto soggetto e sceneggiatura.
E così conclusa la lettura del romanzo si prova un senso di duplice soddisfazione: buona lettura e buona visione! L’intreccio dei destini di tre individui diversi e distanti tra loro, nei comportamenti, nei pensieri e nel bagaglio di esperienze, lo spuntare dal “dietro le quinte” del racconto di altre vite, appartenenti a vecchi e nuovi personaggi… ha richiamato alla mia memoria film di spessore come Babel e 21 grammi.
Nella scrittura di Fabio Morìci, in questo particolare contesto, incontriamo i tempi di un verbo che comunque vengano usati, mantengono la forza, la carica e la capacità di impatto propri del tempo presente.
In quest’opera non si incontrano solo esseri umani con personalità ben delineate, ma si intersecano le vite di questi personaggi e ciascuna di queste con la funzione di legare ancor più la trama, in alcuni passaggi, ed accentuare il mistero che aleggia…e altre volte, invece, intervengono per sciogliere nodi, offrire un diverso punto di osservazione, dando al lettore nuove visioni e nuove chiavi di lettura.
La voce narrante è quella di Seth, a lui è destinato il ruolo di colonna vertebrale della narrazione ma non sempre il ruolo di protagonista principale. Spesso, infatti, Duncan, incontrato per caso, ruba a Seth la scena, lasciandogli il ruolo di spalla degli eventi normali e paranormali che investono questo personaggio carismatico, il tutto a favore dell’azione scenica e della narrazione.
Duncan è un concentrato di carisma che seduce, potere di attrazione incredibile, inquietante ed affascinante nella stessa misura e come sostiene in un passo lo stesso Seth “potenza fisica e psichica inestimabile”, in lui sembra insediarsi la rappresentazione di un leader. E fin dalle prime pagine Seth ne resta ammaliato al punto da non riuscire a scegliere liberamente cosa fare o non fare, ma a seguirlo senza farsi domande.
Seth e Duncan, affiancati l’uno all’altro, si prestano alla trama in maniera splendida perché, come avviene per i complementari, si completano e presi insieme riescono a valorizzare e sottolineare la sorprendente varietà di pensiero e di comportamento della natura umana. Fabio Morìci, per ottenere questo risultato ha sicuramente sfruttato la sua predisposizione innata nell’osservazione dell’esterno, la sua capacità di introspezione ed analisi del sé.
Il personaggio di Lana, che si unisce al viaggio dei due improvvisati amici, è il personaggio femminile che maggiormente domina la scena, anche se altre donne si muovono sul fondo del racconto riemergendo dal passato o riaffacciandosi nel futuro. E’ una figura anarchica in senso lato, non sottostà a regole morali, a tabù, a convenzioni e al precostituito e al “già deciso”: libera e istintiva in ogni situazione, vive la vita per come viene, senza pensarci troppo, senza pensarci su. E forse è proprio per questo che l’autore gli affida uno dei tanti momenti più carichi di pathos e successivamente momenti di intensa riflessione attraverso cui crescere e confrontarsi.
Non potrei chiudere l’analisi di APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA senza menzionare l’abilità di Morìci nell’ottenere il superamento dello spazio reale a favore del fantastico, il sorpasso del normale a favore del paranormale, senza far sentire la distanza tra le diverse dimensioni. Così il lettore si trova davanti a fatti assolutamente verosimili, ancorati solidamente a terra, e comuni all’esperienza umana e, un attimo dopo, si trova a sconfinare in una dimensione fantastica, ma senza strappi, senza buchi dimensionali. Tutto questo è possibile grazie alla sapienza dell’autore di guardare la realtà oggettiva in modo soggettivo, di estrapolarla dal contesto che l’ha generata dandole la possibilità di volare alto e nel saper dosare il ritmo dell’alternarsi di reale e fantastico, di normale e paranormale.
APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA è un’opera curata in ogni suo dettaglio capace di catturare l’attenzione del lettore, dalla prima all’ultima pagina… chi si accinge a leggerlo fin dalle prime pagine si accorge che è un romanzo fatto di colpi di scena, in sequenze imprevedibili, che si succederanno… e che apriranno altre scene, altri viaggi, altre esplorazioni… insomma un romanzo che potrebbe superare anche la stessa parola fine.
fonte http://paolathinkntellgraffiti.wordpress.com di Paola Tinchitella
E’ lo stile di Fabio Morìci a rendere tutto armonico e a far sì che elementi, apparentemente distanti tra loro, si sposino in modo naturale e spontaneo.
Eccellente la tecnica dell’autore nell’assemblare i pezzi, le varie sequenze, molto vicina nelle scelte e nei tagli a quella usata da un regista che si accinge a dirigere un film… di cui ha precedentemente scritto soggetto e sceneggiatura.
E così conclusa la lettura del romanzo si prova un senso di duplice soddisfazione: buona lettura e buona visione! L’intreccio dei destini di tre individui diversi e distanti tra loro, nei comportamenti, nei pensieri e nel bagaglio di esperienze, lo spuntare dal “dietro le quinte” del racconto di altre vite, appartenenti a vecchi e nuovi personaggi… ha richiamato alla mia memoria film di spessore come Babel e 21 grammi.
Nella scrittura di Fabio Morìci, in questo particolare contesto, incontriamo i tempi di un verbo che comunque vengano usati, mantengono la forza, la carica e la capacità di impatto propri del tempo presente.
In quest’opera non si incontrano solo esseri umani con personalità ben delineate, ma si intersecano le vite di questi personaggi e ciascuna di queste con la funzione di legare ancor più la trama, in alcuni passaggi, ed accentuare il mistero che aleggia…e altre volte, invece, intervengono per sciogliere nodi, offrire un diverso punto di osservazione, dando al lettore nuove visioni e nuove chiavi di lettura.
La voce narrante è quella di Seth, a lui è destinato il ruolo di colonna vertebrale della narrazione ma non sempre il ruolo di protagonista principale. Spesso, infatti, Duncan, incontrato per caso, ruba a Seth la scena, lasciandogli il ruolo di spalla degli eventi normali e paranormali che investono questo personaggio carismatico, il tutto a favore dell’azione scenica e della narrazione.
Duncan è un concentrato di carisma che seduce, potere di attrazione incredibile, inquietante ed affascinante nella stessa misura e come sostiene in un passo lo stesso Seth “potenza fisica e psichica inestimabile”, in lui sembra insediarsi la rappresentazione di un leader. E fin dalle prime pagine Seth ne resta ammaliato al punto da non riuscire a scegliere liberamente cosa fare o non fare, ma a seguirlo senza farsi domande.
Seth e Duncan, affiancati l’uno all’altro, si prestano alla trama in maniera splendida perché, come avviene per i complementari, si completano e presi insieme riescono a valorizzare e sottolineare la sorprendente varietà di pensiero e di comportamento della natura umana. Fabio Morìci, per ottenere questo risultato ha sicuramente sfruttato la sua predisposizione innata nell’osservazione dell’esterno, la sua capacità di introspezione ed analisi del sé.
Il personaggio di Lana, che si unisce al viaggio dei due improvvisati amici, è il personaggio femminile che maggiormente domina la scena, anche se altre donne si muovono sul fondo del racconto riemergendo dal passato o riaffacciandosi nel futuro. E’ una figura anarchica in senso lato, non sottostà a regole morali, a tabù, a convenzioni e al precostituito e al “già deciso”: libera e istintiva in ogni situazione, vive la vita per come viene, senza pensarci troppo, senza pensarci su. E forse è proprio per questo che l’autore gli affida uno dei tanti momenti più carichi di pathos e successivamente momenti di intensa riflessione attraverso cui crescere e confrontarsi.
Non potrei chiudere l’analisi di APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA senza menzionare l’abilità di Morìci nell’ottenere il superamento dello spazio reale a favore del fantastico, il sorpasso del normale a favore del paranormale, senza far sentire la distanza tra le diverse dimensioni. Così il lettore si trova davanti a fatti assolutamente verosimili, ancorati solidamente a terra, e comuni all’esperienza umana e, un attimo dopo, si trova a sconfinare in una dimensione fantastica, ma senza strappi, senza buchi dimensionali. Tutto questo è possibile grazie alla sapienza dell’autore di guardare la realtà oggettiva in modo soggettivo, di estrapolarla dal contesto che l’ha generata dandole la possibilità di volare alto e nel saper dosare il ritmo dell’alternarsi di reale e fantastico, di normale e paranormale.
APPENA IL TEMPO DI ANDAR VIA è un’opera curata in ogni suo dettaglio capace di catturare l’attenzione del lettore, dalla prima all’ultima pagina… chi si accinge a leggerlo fin dalle prime pagine si accorge che è un romanzo fatto di colpi di scena, in sequenze imprevedibili, che si succederanno… e che apriranno altre scene, altri viaggi, altre esplorazioni… insomma un romanzo che potrebbe superare anche la stessa parola fine.
fonte http://paolathinkntellgraffiti.wordpress.com di Paola Tinchitella
mercoledì 2 aprile 2014
Roma: Mariela Castro, oggi a Montecitorio sui temi dei diritti LGBT
Mariela Castro, figlia del presidente cubano Raul, divenuta ormai una vera e propria icona nel mondo dei diritti civili, parteciperà oggi alle 14:00 a un’audizione sui temi dei diritti LGBT presso il Comitato Permanente dei Diritti Umani della Camera dei Deputati, sotto invito dei deputati della Commissione Affari esteri del MoVimento 5 Stelle.
Mariela Castro – annunciano i deputati M5S – terrà il suo intervento al fianco regista italiano Gianni Torres, con il quale ha collaborato per la realizzazione del documentario “Unique”, in anteprima mondiale proprio in Italia in occasione dell’apertura del Bifest di Bari.
La delegazione cubana invitata sarà composta, oltre che dalla stessa Castro, anche dall’ambasciatrice di Cuba in Italia Milagros Carina Soto Aguero e dal Console Roger Lopez Garcia.
Mariela Castro, protagonista di uno dei 5 episodi del documentario Unique, ha nella sua vita condotto numerose battaglie nell’isola caraibica, sia in qualità di parlamentare che di direttrice del Centro di Educazione Sessuale a L’Avana.
La Castro è infatti riuscita a far abrogare leggi omofobiche, garantire ogni trattamento sanitario gratuito, modificare l’approccio del corpo docente e degli studenti verso le persone LGBT nelle scuole e ha permesso la piena integrazione sociale in un’isola dal passato fortemente machista.
fonte http://www.agenparl.it/
Mariela Castro – annunciano i deputati M5S – terrà il suo intervento al fianco regista italiano Gianni Torres, con il quale ha collaborato per la realizzazione del documentario “Unique”, in anteprima mondiale proprio in Italia in occasione dell’apertura del Bifest di Bari.
La delegazione cubana invitata sarà composta, oltre che dalla stessa Castro, anche dall’ambasciatrice di Cuba in Italia Milagros Carina Soto Aguero e dal Console Roger Lopez Garcia.
Mariela Castro, protagonista di uno dei 5 episodi del documentario Unique, ha nella sua vita condotto numerose battaglie nell’isola caraibica, sia in qualità di parlamentare che di direttrice del Centro di Educazione Sessuale a L’Avana.
La Castro è infatti riuscita a far abrogare leggi omofobiche, garantire ogni trattamento sanitario gratuito, modificare l’approccio del corpo docente e degli studenti verso le persone LGBT nelle scuole e ha permesso la piena integrazione sociale in un’isola dal passato fortemente machista.
fonte http://www.agenparl.it/
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Lgbt: Il 4 maggio a Firenze la festa delle famiglie, di tutte le famiglie
Le organizzazioni familiari LGBT di tutto il mondo uniranno le forze, per la terza volta, per aumentare la visibilità internazionale delle famiglie di ogni tipo.
Firene rappresenterà l'Italia
Una giornata per festeggiare le famiglie di tutti i tipi, da quelle tradizionali a quelle composte da due persone dello stesso sesso, magari con i loro figli: è la Festa delle famiglie, che si celebrerà domenica 4 maggio, a Firenze.
Un'idea nata nel 2009, spiega l'associazione di genitori omosessuali Famiglie Arcobaleno, "dalla voglia di pensare ad una festa dove tutti si sentano inclusi.
Un momento di aggregazione tra tutte le persone che si riconoscono in un'idea di societa' fondata sul dialogo, sullo scambio, sul rispetto di tutte le differenze. Una giornata per festeggiare le famiglie con giochi, fiabe, musica e teatro e far divertire insieme bimbe e bimbi".
Dal 2013 la Festa delle famiglie è stata inserita nelle celebrazioni dell'Ifed (International Family Equality Day), la Giornata Internazionale per l'Uguaglianza tra le Famiglie che si festeggia in contemporanea in decine di paesi in tutto il mondo.
Quest'anno in Italia l'appuntamento è di quelli speciali: per la prima volta infatti la Festa si terrà in un'unica città, a Firenze. "Abbiamo sentito la necessità di riunirci per un grande evento nazionale visibile - spiegano - per mettere in campo nuove energie positive e nuova grinta e prepararci a un'altra stagione di impegno per il riconoscimento di tutele e diritti per i nostri figli e per noi papà e mamme".
Alla festa aderiscono organizzazioni come Legambiente, Amnesty, il Coordinamento genitori democratici. "Mai come in questi ultimi tempi in Italia, fanalino di coda per i diritti lgbt, si sente l'esigenza di mostrare le nostre famiglie, in un momento in cui gli attacchi si sono fatti più sistematici e intimidatori.
Si pensi al caso del consigliere comunale di Trento che ha proposto di schedare tutte le famiglie con almeno un genitore omosessuale e segnalarle ai servizi sociali, fino a chiedere l'allontanamento dei bambini e l'affidamento a famiglie 'tradizionali" concludono".
fonte http://iltirreno.gelocal.it/ VIDEO: Le famiglie arcobaleno
Firene rappresenterà l'Italia
Una giornata per festeggiare le famiglie di tutti i tipi, da quelle tradizionali a quelle composte da due persone dello stesso sesso, magari con i loro figli: è la Festa delle famiglie, che si celebrerà domenica 4 maggio, a Firenze.
Un'idea nata nel 2009, spiega l'associazione di genitori omosessuali Famiglie Arcobaleno, "dalla voglia di pensare ad una festa dove tutti si sentano inclusi.
Un momento di aggregazione tra tutte le persone che si riconoscono in un'idea di societa' fondata sul dialogo, sullo scambio, sul rispetto di tutte le differenze. Una giornata per festeggiare le famiglie con giochi, fiabe, musica e teatro e far divertire insieme bimbe e bimbi".
Dal 2013 la Festa delle famiglie è stata inserita nelle celebrazioni dell'Ifed (International Family Equality Day), la Giornata Internazionale per l'Uguaglianza tra le Famiglie che si festeggia in contemporanea in decine di paesi in tutto il mondo.
Quest'anno in Italia l'appuntamento è di quelli speciali: per la prima volta infatti la Festa si terrà in un'unica città, a Firenze. "Abbiamo sentito la necessità di riunirci per un grande evento nazionale visibile - spiegano - per mettere in campo nuove energie positive e nuova grinta e prepararci a un'altra stagione di impegno per il riconoscimento di tutele e diritti per i nostri figli e per noi papà e mamme".
Alla festa aderiscono organizzazioni come Legambiente, Amnesty, il Coordinamento genitori democratici. "Mai come in questi ultimi tempi in Italia, fanalino di coda per i diritti lgbt, si sente l'esigenza di mostrare le nostre famiglie, in un momento in cui gli attacchi si sono fatti più sistematici e intimidatori.
Si pensi al caso del consigliere comunale di Trento che ha proposto di schedare tutte le famiglie con almeno un genitore omosessuale e segnalarle ai servizi sociali, fino a chiedere l'allontanamento dei bambini e l'affidamento a famiglie 'tradizionali" concludono".
fonte http://iltirreno.gelocal.it/ VIDEO: Le famiglie arcobaleno
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Lgbt: Maria Laura Annibali è la nuova presidente dell'Associazione Di'Gay Project
Maria Laura Annibali è la nuova presidente dell'Associazione Di'Gay Project: una signora che, sotto i suoi mille cappelli, nasconde idee, grinta e spirito indomabile
Il consiglio direttivo dell'Associazione Di'Gay Project (DGP) ha nominato all'unanimità come nuovo presidente Maria Laura Annibali e come vicepresidente Danilo Martarelli.
La presidente uscente, Imma Battaglia, continuerà il suo meritorio ed insostituibile lavoro nell'Associazione in qualità di presidente onorario.
Garante della Consulta femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio, per Arcidonna Onlus, storico membro del direttivo DGP, Maria Laura Annibali si distingue per la poliedricità delle sue attività, con particolare vocazione per il mondo del sociale e della cultura.
E' promotrice e responsabile DGP per l'iniziativa Microcredito della Regione Lazio - che nasce con l'obiettivo di combattere la povertà e l'esclusione sociale attraverso la concessione di piccoli prestiti alle persone che hanno difficoltà ad ottenere credito con il sistema tradizionale - e responsabile del Gruppo di Autocoscienza e del laboratorio teatrale di DGP. E' autrice di due film-documentari ("L'Altra Altra Metà del Cielo" e "L'Altra Altra Metà del Cielo... continua") e dei saggi omonimi editi da Edizioni Libreria Croce.
'Sono onorata per questo nuovo incarico che è un po' il coronamento di tanti anni di dedizione all'Associazione DGP e alla causa dei diritti lgbt - dichiara la neopresidente - e il fatto di succedere ad una leader come Imma Battaglia mi rende particolarmente orgogliosa.
Lavorerò per tenere alto l'impegno che da sempre l'Associazione porta avanti per realizzare attività, campagne, progetti di volontariato in difesa dei diritti umani, contro ogni forma di discriminazione.
Soprattutto farò in modo che la mia sensibilità per il sociale possa trovare nuove forme di espressione a servizio delle persone, in un momento così difficile per il Paese, in cui la solidarietà e la passione possono davvero fare la differenza'.
fonte http://www.digayproject.org
Il consiglio direttivo dell'Associazione Di'Gay Project (DGP) ha nominato all'unanimità come nuovo presidente Maria Laura Annibali e come vicepresidente Danilo Martarelli.
La presidente uscente, Imma Battaglia, continuerà il suo meritorio ed insostituibile lavoro nell'Associazione in qualità di presidente onorario.
Garante della Consulta femminile per le Pari Opportunità della Regione Lazio, per Arcidonna Onlus, storico membro del direttivo DGP, Maria Laura Annibali si distingue per la poliedricità delle sue attività, con particolare vocazione per il mondo del sociale e della cultura.
E' promotrice e responsabile DGP per l'iniziativa Microcredito della Regione Lazio - che nasce con l'obiettivo di combattere la povertà e l'esclusione sociale attraverso la concessione di piccoli prestiti alle persone che hanno difficoltà ad ottenere credito con il sistema tradizionale - e responsabile del Gruppo di Autocoscienza e del laboratorio teatrale di DGP. E' autrice di due film-documentari ("L'Altra Altra Metà del Cielo" e "L'Altra Altra Metà del Cielo... continua") e dei saggi omonimi editi da Edizioni Libreria Croce.
'Sono onorata per questo nuovo incarico che è un po' il coronamento di tanti anni di dedizione all'Associazione DGP e alla causa dei diritti lgbt - dichiara la neopresidente - e il fatto di succedere ad una leader come Imma Battaglia mi rende particolarmente orgogliosa.
Lavorerò per tenere alto l'impegno che da sempre l'Associazione porta avanti per realizzare attività, campagne, progetti di volontariato in difesa dei diritti umani, contro ogni forma di discriminazione.
Soprattutto farò in modo che la mia sensibilità per il sociale possa trovare nuove forme di espressione a servizio delle persone, in un momento così difficile per il Paese, in cui la solidarietà e la passione possono davvero fare la differenza'.
fonte http://www.digayproject.org
lunedì 31 marzo 2014
Lgbt Palermo: Al Teatro Biondo la nuova edizione del "SICILIA QUEER FILMFEST" in scena dal 5 all’11 giugno
Presentata la quarta edizione del Sicilia Queer Filmfest, il festival cinematografico e non solo che, da anni, offre al pubblico siciliano incontri e punti di vista di fortissima attualità e interesse.
Presentazione, al Teatro Biondo Stabile di Palermo della quarta edizione del SiciliaQueer Filmfest, il festival cinematografico diretto, come quello dello scorso anno, da Andrea Inzerillo (direttore artistico) e Tatiana Lo Iacono (direzione organizzativa) e che sarà in scena dal 5 all’11 giugno a Palermo.
La sede scelta per il Festival 2014 è quella dei locali del cinema De Seta ai Cantieri Culturali alla Zisa, potenziale centro nevralgico della città nonché ideale luogo di cultura. Ma un altro e nuovo luogo sarà anche protagonista del festival: il Teatro Biondo, adottato – in una prospettiva ribaltata – dal SQFF nel mese di maggio, per un Maggio Queer, all’insegna di incontri e iniziative inerenti al tema delle famiglie omogenitoriali.
Il programma del Maggio Queer prevede quattro importanti appuntamenti: il laboratorio teatrale A fondo (del costo di 50 euro), dal 13 al 25 maggio, a cura di Giovanni Lo Monaco e condotto da Enrico Roccaforte; la celebrazione della giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia, il 17 maggio, attraverso proiezioni mattutine per le scuole, una tavola rotonda pomeridiana con le Famiglie Arcobaleno e in serata lo spettacolo Ballarini di Emma Dante; lo spettacolo You know..di Dio e del sesso il 30 e 31 maggio; infine, serata inaugurale del SQFF il 4 giugno.
Il Teatro Biondo, così come i Cantieri Culturali alla Zisa, può divenire un autentico e concreto luogo dell’identità culturale, attraverso l’apertura dei propri spazi non solo ai fedeli abbonati, ma a un pubblico ancora più ampio e variegato.
Il percorso del SQFF prenderà il via con la proiezione in anteprima regionale del film Il tocco del peccato, del regista cinese Jia Zhang-Ke la sera del 5 aprile (ore 21:00), in versione originale con sottotitoli. A maggio seguirà un’altra anteprima straniera (al momento sono al vaglio circa quattro proposte).
Il nuovo trailer della quarta edizione porta la prestigiosa firma del regista Paul Vecchiali. Nuovo anche il sito web, realizzato da Antonio Mirabella e Leonardo Durante. Non mancheranno, inoltre, ospiti illustri come il regista Alain Guiraudie, che sarà a Palermo per l’intera durata del Filmfest, che gli dedicherà una retrospettiva; lo scrittore Walter Siti e gli autori teatrali Stefano Ricci e Gianni Forte.
Partner, anche quest’anno, del SQFF l’Università degli Studi di Palermo, impegnata nella realizzazione della Prospettiva Queer: un ciclo di seminari sulle diverse forme di discriminazione, accompagnati dalla visione guidata di film; il tema sarà quello del tabù.
L’Università palermitana è, inoltre, partner anche della seconda edizione della Summer School, differenze e identità plurali, in collaborazione col Sicilia Queer e Sole Luna Festival, e dedicata quest’anno al tema “corpi, linguaggi, culture”. Il programma della Summer School, che si snoderà dal 3 all’8 giugno nei locali dell’ex convento di Sant’Antonino, si intreccerà, quindi, a doppio filo alla programmazione del Filmfest.
Immancabile, infine, come gli altri anni il Queer Short, una selezione competitiva di cortometraggi di registi (o aspiranti tali) provenienti da tutto il mondo, legati alle tematiche sostenute dal Festival e dalla nostra città: tematiche lgbt, diritti della persona, discriminazioni, il tutto alla luce di una prospettiva rigorosamente queer.
fonte http://palermo24h.com/Scritto da Silvia Buffa
Presentazione, al Teatro Biondo Stabile di Palermo della quarta edizione del SiciliaQueer Filmfest, il festival cinematografico diretto, come quello dello scorso anno, da Andrea Inzerillo (direttore artistico) e Tatiana Lo Iacono (direzione organizzativa) e che sarà in scena dal 5 all’11 giugno a Palermo.
La sede scelta per il Festival 2014 è quella dei locali del cinema De Seta ai Cantieri Culturali alla Zisa, potenziale centro nevralgico della città nonché ideale luogo di cultura. Ma un altro e nuovo luogo sarà anche protagonista del festival: il Teatro Biondo, adottato – in una prospettiva ribaltata – dal SQFF nel mese di maggio, per un Maggio Queer, all’insegna di incontri e iniziative inerenti al tema delle famiglie omogenitoriali.
Il programma del Maggio Queer prevede quattro importanti appuntamenti: il laboratorio teatrale A fondo (del costo di 50 euro), dal 13 al 25 maggio, a cura di Giovanni Lo Monaco e condotto da Enrico Roccaforte; la celebrazione della giornata mondiale per la lotta contro l’omofobia, il 17 maggio, attraverso proiezioni mattutine per le scuole, una tavola rotonda pomeridiana con le Famiglie Arcobaleno e in serata lo spettacolo Ballarini di Emma Dante; lo spettacolo You know..di Dio e del sesso il 30 e 31 maggio; infine, serata inaugurale del SQFF il 4 giugno.
Il Teatro Biondo, così come i Cantieri Culturali alla Zisa, può divenire un autentico e concreto luogo dell’identità culturale, attraverso l’apertura dei propri spazi non solo ai fedeli abbonati, ma a un pubblico ancora più ampio e variegato.
Il percorso del SQFF prenderà il via con la proiezione in anteprima regionale del film Il tocco del peccato, del regista cinese Jia Zhang-Ke la sera del 5 aprile (ore 21:00), in versione originale con sottotitoli. A maggio seguirà un’altra anteprima straniera (al momento sono al vaglio circa quattro proposte).
Il nuovo trailer della quarta edizione porta la prestigiosa firma del regista Paul Vecchiali. Nuovo anche il sito web, realizzato da Antonio Mirabella e Leonardo Durante. Non mancheranno, inoltre, ospiti illustri come il regista Alain Guiraudie, che sarà a Palermo per l’intera durata del Filmfest, che gli dedicherà una retrospettiva; lo scrittore Walter Siti e gli autori teatrali Stefano Ricci e Gianni Forte.
Partner, anche quest’anno, del SQFF l’Università degli Studi di Palermo, impegnata nella realizzazione della Prospettiva Queer: un ciclo di seminari sulle diverse forme di discriminazione, accompagnati dalla visione guidata di film; il tema sarà quello del tabù.
L’Università palermitana è, inoltre, partner anche della seconda edizione della Summer School, differenze e identità plurali, in collaborazione col Sicilia Queer e Sole Luna Festival, e dedicata quest’anno al tema “corpi, linguaggi, culture”. Il programma della Summer School, che si snoderà dal 3 all’8 giugno nei locali dell’ex convento di Sant’Antonino, si intreccerà, quindi, a doppio filo alla programmazione del Filmfest.
Immancabile, infine, come gli altri anni il Queer Short, una selezione competitiva di cortometraggi di registi (o aspiranti tali) provenienti da tutto il mondo, legati alle tematiche sostenute dal Festival e dalla nostra città: tematiche lgbt, diritti della persona, discriminazioni, il tutto alla luce di una prospettiva rigorosamente queer.
fonte http://palermo24h.com/Scritto da Silvia Buffa
"Coming out" nuovo programma tv lgbt da giovedì 3 Aprile sul digitale terrestre
Che il coming out fosse un gesto assai difficile da compiere si sapeva. Ciò che non si sapeva ancora era quanto, per certe persone, questo possa risultare quasi impossibile.
E così viene in soccorso un nuovo programma televisivo.
Il titolo racconta già tutto: Coming out. E già questi, per molti, è un successo data la comune confusione fra i termini coming out e outing.
Ciò che ci aspetta sono le migliaia di storie di ragazzi e ragazze, donne e uomini che hanno deciso, una volta per tutte, di essere sè stessi.
Ecco allora che il giocoliere svela a sua mamma di non essere un manager. Questa è solo una delle stupefacenti vicende dei protagonisti che urlano SOS.
La mente che ha ideato il programma tv lgbt è Chiara Salvo, che si dichiara soddisfatta. Come biasimarla: Francia e Inghilterra sono già in coda per avere lo stesso tipo di conduzione televisva in versione nazionale.
A fare da spalla ai nostri piccoli eroi ci sarà lui, Marco Carta. E chi se no? Quindi, segnatevelo in agenda: Giovedì 3 Aprile. Canale 30 del Digitale Terrestre. Canale 12 di TivùSat.
fonte http://www.pianetagay.com/By Carlo Bartolini
E così viene in soccorso un nuovo programma televisivo.
Il titolo racconta già tutto: Coming out. E già questi, per molti, è un successo data la comune confusione fra i termini coming out e outing.
Ciò che ci aspetta sono le migliaia di storie di ragazzi e ragazze, donne e uomini che hanno deciso, una volta per tutte, di essere sè stessi.
Ecco allora che il giocoliere svela a sua mamma di non essere un manager. Questa è solo una delle stupefacenti vicende dei protagonisti che urlano SOS.
La mente che ha ideato il programma tv lgbt è Chiara Salvo, che si dichiara soddisfatta. Come biasimarla: Francia e Inghilterra sono già in coda per avere lo stesso tipo di conduzione televisva in versione nazionale.
A fare da spalla ai nostri piccoli eroi ci sarà lui, Marco Carta. E chi se no? Quindi, segnatevelo in agenda: Giovedì 3 Aprile. Canale 30 del Digitale Terrestre. Canale 12 di TivùSat.
fonte http://www.pianetagay.com/By Carlo Bartolini
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Lgbt: Grande Fratello 2014, Vladimir Luxuria: "Basta con la puzza sotto il naso, partecipare al Gf non è disdicevole"
Le parole della showgirl, a poche ore dal suo debutto come opinionista nel reality di Canale 5
Da L’isola dei famosi al Grande Fratello. Anzi, per maggiore completezza: dal Parlamento al Gf, passando per L’isola, come se non vi fosse differenza.
Vladimir Luxuria questa sera debutta nel ruolo di opinionista nel reality di Canale 5, sostituendo gli evanescenti Manuela Arcuri e Cesare Cunaccia.
L’ex inviata di Nicola Savino ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa, per esempio rispondendo all’accusa spesso rivolta al Gf di essere una trasmissione diseducativa:
Io trovo più diseducative le risse in Parlamento o i cori razzisti negli stadi. Basta con questa puzza sotto il naso nei confronti delle trasmissioni meno impegnate. Poi esiste sempre il telecomando, c’è libertà di scelta.
La showgirl, da sempre in prima linea in difesa dei diritti dei gay e reduce dalla disavventura a Sochi, dove è stata fermata dalla polizia mentre sventolava la bandiera arcobaleno, ha spiegato perché ha accettato di fare l’opinionista da Alessia Marcuzzi:
La vita non è fatta solo di cose serie, c’è anche l’intrattenimento. Io non criticherei mai il politico che segue le partite di pallone e non credo affatto che partecipare al GF sia intellettualmente disdicevole.
La Luxuria non ha risparmiato critiche alla Rai, che due anni fa ha deciso di chiudere l’Isola dei famosi perché ritenuta inadatta al servizio pubblico - reality che potrebbe sbarcare a Mediaset nei prossimi mesi (con la conduzione della d’Urso?):
"L’ho trovata una scelta autolesionista. Voglio ricordare che nell’ultima edizione, quando io sono partita c’erano già i manifesti a lutto. Invece, i risultati sono stati molto buoni, la mia striscia pomeridiana è arrivata al 14% di share su Rai2."
Infine, il proposito di intenti. Che opinionista sarà Vladimir e come interagirà con i concorrenti?
"Sarò ironica, pungente, critica, tirerò fuori gli artigli.
Parlerò dei rapporti tra di loro, delle loro tresche, cercherò di far divertire. Secondo me quest’anno, a differenza degli scorsi anni quando erano un pò sguaiati, gli ospiti della casa sono troppo abbottonati.
C’è troppo self control. Li inviterò a lasciarsi andare.
Tutti abbiamo bisogno di lasciarsi andare un po’."
fonte http://www.tvblog.it/Scritto da: Massimo Galanto
Da L’isola dei famosi al Grande Fratello. Anzi, per maggiore completezza: dal Parlamento al Gf, passando per L’isola, come se non vi fosse differenza.
Vladimir Luxuria questa sera debutta nel ruolo di opinionista nel reality di Canale 5, sostituendo gli evanescenti Manuela Arcuri e Cesare Cunaccia.
L’ex inviata di Nicola Savino ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa, per esempio rispondendo all’accusa spesso rivolta al Gf di essere una trasmissione diseducativa:
Io trovo più diseducative le risse in Parlamento o i cori razzisti negli stadi. Basta con questa puzza sotto il naso nei confronti delle trasmissioni meno impegnate. Poi esiste sempre il telecomando, c’è libertà di scelta.
La showgirl, da sempre in prima linea in difesa dei diritti dei gay e reduce dalla disavventura a Sochi, dove è stata fermata dalla polizia mentre sventolava la bandiera arcobaleno, ha spiegato perché ha accettato di fare l’opinionista da Alessia Marcuzzi:
La vita non è fatta solo di cose serie, c’è anche l’intrattenimento. Io non criticherei mai il politico che segue le partite di pallone e non credo affatto che partecipare al GF sia intellettualmente disdicevole.
La Luxuria non ha risparmiato critiche alla Rai, che due anni fa ha deciso di chiudere l’Isola dei famosi perché ritenuta inadatta al servizio pubblico - reality che potrebbe sbarcare a Mediaset nei prossimi mesi (con la conduzione della d’Urso?):
"L’ho trovata una scelta autolesionista. Voglio ricordare che nell’ultima edizione, quando io sono partita c’erano già i manifesti a lutto. Invece, i risultati sono stati molto buoni, la mia striscia pomeridiana è arrivata al 14% di share su Rai2."
Infine, il proposito di intenti. Che opinionista sarà Vladimir e come interagirà con i concorrenti?
"Sarò ironica, pungente, critica, tirerò fuori gli artigli.
Parlerò dei rapporti tra di loro, delle loro tresche, cercherò di far divertire. Secondo me quest’anno, a differenza degli scorsi anni quando erano un pò sguaiati, gli ospiti della casa sono troppo abbottonati.
C’è troppo self control. Li inviterò a lasciarsi andare.
Tutti abbiamo bisogno di lasciarsi andare un po’."
fonte http://www.tvblog.it/Scritto da: Massimo Galanto
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giovedì 27 marzo 2014
Napoli: E' nato l’osservatorio vesuviano lgbt
Nasce Vesuvio Rainbow, l’osservatorio vesuviano lgbt, che si propone come una piattaforma progettuale ed informativa nel comprensorio vesuviano sui temi sociale e culturale riguardanti l’universo omosessuale e trans: un presidio territoriale per la piena integrazione delle persone gay, lesbiche e trans, di contrasto alla misoginia, alla violenza di genere e contro ogni tipo di discriminazione
L’osservatorio, nato da un rapporto di rete sinergico tra le Arcigay Napoli, Catena Rosa, Federconsumatori e Verso Sud, sarà presentato mercoledì 26 marzo nei giardini dell’associazione L’isola di Poppea a Torre Annunziata (Na): parteciperanno Christian Thimonier (Console di Francia), Luigi Amodio (Fondazione IDIS, Città della Scienza), Rosario Stornaiuolo (Federconsumatori Campania), Paolo Valerio (Centro Sinapsi, Onig); interventi artistici di Gea Martire, Ciro Cascina e Gerardo Amarante.
Gli obiettivi e i programmi dell’osservatorio si sintetizzano in 3 parole: cittadinanza (contrastare fenomeni di discriminazione, omofobia, transfobia ed esclusione sociale nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nella sanità pubblica, sui luoghi di lavoro e nel mondo dello sport); culture (realizzare iniziative per far emergere e valorizzare la culture, l’identità e la tradizione secolare prodotte dalle comunità omosessuale e transessuale) e comunità (promuovere reti cittadine di servizi e gruppi locali per sostenere le istanze delle persone gay, lesbiche e trans).
L’associazione L’isola di Poppea si trova a Torre Annunziata (Na) in corso Umberto I 90.
fonte http://www.napoligaypress.it/
L’osservatorio, nato da un rapporto di rete sinergico tra le Arcigay Napoli, Catena Rosa, Federconsumatori e Verso Sud, sarà presentato mercoledì 26 marzo nei giardini dell’associazione L’isola di Poppea a Torre Annunziata (Na): parteciperanno Christian Thimonier (Console di Francia), Luigi Amodio (Fondazione IDIS, Città della Scienza), Rosario Stornaiuolo (Federconsumatori Campania), Paolo Valerio (Centro Sinapsi, Onig); interventi artistici di Gea Martire, Ciro Cascina e Gerardo Amarante.
Gli obiettivi e i programmi dell’osservatorio si sintetizzano in 3 parole: cittadinanza (contrastare fenomeni di discriminazione, omofobia, transfobia ed esclusione sociale nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nella sanità pubblica, sui luoghi di lavoro e nel mondo dello sport); culture (realizzare iniziative per far emergere e valorizzare la culture, l’identità e la tradizione secolare prodotte dalle comunità omosessuale e transessuale) e comunità (promuovere reti cittadine di servizi e gruppi locali per sostenere le istanze delle persone gay, lesbiche e trans).
L’associazione L’isola di Poppea si trova a Torre Annunziata (Na) in corso Umberto I 90.
fonte http://www.napoligaypress.it/
Lgbt Radio: Giochi di genere: una scelta dei/lle bambini/e o dei genitori? Se ne parla a Oltre le Differenze
Venerdì 28 marzo nuovo appuntamento con il format radiofonico sul mondo LGBTQI condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini
Azzurro per i maschietti e rosa per le femminucce. La differenziazione di genere nei giocattoli è giusta o contribuisce a creare stereotipi e possibili discriminazioni? Non sarebbe forse meglio lasciare bambini e bambine liberi e libere di esprimersi senza condizionamenti? Sarà questo l'approfondimento della puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, che andrà in onda venerdì 28 marzo alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
Dopo un breve excursus delle ultime notizie in materia di diritti LGBT, in primis l'entrata del comune di Siena della rete RE.A.DY., sarà approfondito il tema della separazione di genere nei giocattoli insieme al presidente di Arcigay Pisa, esperto formatore sul tema, Giacomo Guccinelli che farà esempi concreti e spiegherà come la pubblicità e le scelte di marketing contribuiscono ad alimentare stereotipi legati al genere e ai ruoli di genere. Un approfondimento particolare sarà dedicato anche ai cartoni animati e alle maschere di carnevale, insieme a Giuliano Foca nella rubrica Trans-Corsi, per riflettere su come le animazioni Disney in particolare forniscono a* bambin* modelli standardizzati a cui assomigliare o ad esempio canoni di bellezza precisi, che creano stereotipi di genere.
In chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Per interagire con la redazione del programma: telefono 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com, è attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
Azzurro per i maschietti e rosa per le femminucce. La differenziazione di genere nei giocattoli è giusta o contribuisce a creare stereotipi e possibili discriminazioni? Non sarebbe forse meglio lasciare bambini e bambine liberi e libere di esprimersi senza condizionamenti? Sarà questo l'approfondimento della puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, che andrà in onda venerdì 28 marzo alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
Dopo un breve excursus delle ultime notizie in materia di diritti LGBT, in primis l'entrata del comune di Siena della rete RE.A.DY., sarà approfondito il tema della separazione di genere nei giocattoli insieme al presidente di Arcigay Pisa, esperto formatore sul tema, Giacomo Guccinelli che farà esempi concreti e spiegherà come la pubblicità e le scelte di marketing contribuiscono ad alimentare stereotipi legati al genere e ai ruoli di genere. Un approfondimento particolare sarà dedicato anche ai cartoni animati e alle maschere di carnevale, insieme a Giuliano Foca nella rubrica Trans-Corsi, per riflettere su come le animazioni Disney in particolare forniscono a* bambin* modelli standardizzati a cui assomigliare o ad esempio canoni di bellezza precisi, che creano stereotipi di genere.
In chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Per interagire con la redazione del programma: telefono 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com, è attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
mercoledì 26 marzo 2014
Lgbt: La squadra di football americano italiana i "Lions Bergamo" contro omofobia
Lions Bergamo contro l’omofobia: il video per Le Cose Cambiano
Una squadra di football americano italiana che prende posizione contro l’omofobia.
E lo fa in modo deciso, ironico e sexy, con questo video, dove i Lions Bergamo si divertono a sfatare i luoghi comuni sulla virilità e a lanciarci un messaggio di sfida:
“Tra di noi c’è un gay, ma se provate a toccarlo, il cu*o ve lo facciamo tutti”.
Il video è stato realizzato dall’antropologo Federico De Musso con gli input di Carlo Gabardini (sì, quello de La Marmellata e La Nutella). E domenica 23 marzo, nella partita tra i Lions e i Warriors Bologna, è stato proprio Gabardini a dare il calcio d’inizio. Inoltre, ci sarà uno stand dove sarà possibile trovare informazioni sul progetto Le Cose Cambiano.
Un messaggio importante dal mondo dello sport. E tu, cosa aspetti a dire la tua?
Le Cose Cambiano è un progetto internazionale contro omofobia e bullismo, basta un video per cambiare le cose!
QUI PUOI INVIARE IL TUO VIDEO: http://lecosecambiano.org/caricavideo/
Fonte http://www.gay.tv/
Una squadra di football americano italiana che prende posizione contro l’omofobia.
E lo fa in modo deciso, ironico e sexy, con questo video, dove i Lions Bergamo si divertono a sfatare i luoghi comuni sulla virilità e a lanciarci un messaggio di sfida:
“Tra di noi c’è un gay, ma se provate a toccarlo, il cu*o ve lo facciamo tutti”.
Il video è stato realizzato dall’antropologo Federico De Musso con gli input di Carlo Gabardini (sì, quello de La Marmellata e La Nutella). E domenica 23 marzo, nella partita tra i Lions e i Warriors Bologna, è stato proprio Gabardini a dare il calcio d’inizio. Inoltre, ci sarà uno stand dove sarà possibile trovare informazioni sul progetto Le Cose Cambiano.
Un messaggio importante dal mondo dello sport. E tu, cosa aspetti a dire la tua?
Le Cose Cambiano è un progetto internazionale contro omofobia e bullismo, basta un video per cambiare le cose!
QUI PUOI INVIARE IL TUO VIDEO: http://lecosecambiano.org/caricavideo/
Fonte http://www.gay.tv/
Lgbt: Come Rispettare una Persona Transgender spiegato in 9 passaggi
Se hai recentemente appreso di conoscere una persona transgender, è probabile che tu non sia in grado di comprendere appieno la sua identità ed è possibile che tu non sappia come agire senza offenderla e senza ferire i suoi sentimenti.
Il termine transgenere o transgender, in questo articolo, viene inteso come: persona che non si identifica con il sesso di nascita.
Vi sono transgender in tutto il mondo (negli Stati Uniti, in Messico, in India) e hanno un riconoscimento specifico in molteplici culture (come presso i Nativi Americani o i Thai). Per queste persone non è sempre facile spiegare la propria situazione nelle società in cui vivono. Con questo articolo ti aiutiamo a capire e a rispettare una persona che sfida le tue idee di identità sesussale non rientrando nelle categorie di "maschi" e "femmine".
1- Rispetta la sua identità di genere.
Pensa alle persone transgender in base all'identità che hanno scelto e dirigiti loro con il nome che preferiscono (non importa l'apparenza fisica). Fai eccezione solo se vi sono altri presenti ai quali il tuo amico transgenere non abbia confessato la cosa o qualora te lo chieda. Chiedigli quando e come puoi trattarlo nel pieno rispetto del sesso a cui sente di appartenere.
2- Fai attenzione quando ti riferisci al passato.
Quando parli al passato, fai attenzione a non usare frasi come "Quando appartenevi all'altro genere" o "sei nato uomo/donna", perchè le persone transgenere sentono di essere da sempre del sesso che rappresentano attualmente, anche se furono obbligati a occultarlo per svariate ragioni. Chiedi come gli/le piacerebbe che parlassi di lui/lei al passato. Una soluzione è evitare riferimenti al sesso quando parli di avvenimenti passati, usando piuttosto frasi come "durante la tua infanzia" o "quando andavi alle medie" ecc. Se devi, in specifico, riferirti al cambio di identità sessuale utilizza frasi come: "prima che cambiassi al tuo vero genere" oppure "prima di iniziare la trasformazione".
3- Usa un linguaggio adatto al genere scelto.
Chiedi che pronome preferisce. Per esempio, qualcuno che si identifica come donna può preferire l'utilizzo di parole e pronomi femminili, come lei, sua, attrice, cameriera, ecc. Al contrario, se si identifica in un uomo, usa: lui, suo, ecc. Alcune persone transgenere hanno cominciato a utilizzare pronomi neutri, ma si tratta comunque di preferenze personali.
Il tuo amico Gianni si è appena dichiarato e ora vorrebbe essere chiamato Maria. Quindi non dirai più "questo è il mio amico Gianni, che ho conosciuto alle elementari". Dirai invece "è la mia amica Maria, la conosco dalle elementari". Qualunque disagio mettilo da parte, per rimanere amici devi rispettare i desideri di Maria e dirigerti a lei per ciò che è ora, non a ciò che tu pensavi fosse. Del resto una persona transgender resta, comunque, la persona che conoscevi, solo che ora la conosci meglio.
4- Non aver paura di fare domande.
Non aspettarti, però, che una persona transgender debba essere il tuo educatore. È tua la responsabilità di informarti. Inoltre, se vedi che la persona con cui parli non si sente a suo agio rispondendo alle tue domande, non continuare e non forzare. Infine, le domande relazionate con i genitali, le operazioni, e il nome precedente, dovrai farle solo se è necessario per dare qualche tipo di assistenza medica, se hai una relazione sessuale o se ti occorre il nome antico per qualche motivo legale o amministrativo.
5- Rispetta la sua privacy.
Non divulgare la sua identità sessuale senza permesso. Dire in giro di essere transgender è una decisione difficile, da non prendere alla leggera. Rivelarla senza permesso è un tradimento e potrebbe minare la relazione tra voi. Può anche mettere a rischio la persona transessuale, potrebbe perdere molto o anche trovarsi in pericolo. Questa persona deciderà a chi dirlo, se dirlo, e quando sarà il momento di dirlo. Questo consiglio è valido nel caso in cui la persona non abbia ancora svelato la sua situazione o qualora non sia fisicamente palese. Molti di coloro che ancora vivono nei parametri del sesso col quale nacquero, non vogliono che si sappia nulla fino all'ultimazione della transizione.
6- Non pensare di sapere come si possa sentire.
Vi sono molte diverse forme per esprimere l'identità di genere. L'idea che si sentano "intrappolati in un corpo da uomo/donna", che le donne siano super femminili e gli uomini supermascolini, e la credenza che prenderanno ormoni e faranno operazioni chirurgiche, sono tutti stereotipi che si applicano ad alcuni ma non a tutti. Lasciati guidare da ciò che la persona ti dice sulla sua situazione, ascolta senza pregiudizi. Non imporre teorie che hai preso a prestito dal sapere comune e non presupporre che l'identità sessuale derivi da un trauma o dal desiderio di rifuggire dal proprio corpo.
7- Comincia a riconoscere le differenze tra "identità di genere" e "sessualità".
Non presupporre che il genere sia relazionato con la sessualità, non è così. Vi sono persone transgender eterosessuali, omosessuali, lesbiche o bisessuali. Se la persona ti confessa anche il suo orientamento sessuale, utilizza i suoi stessi termini.
8- Non fare differenze.
Mentre a volte le persone transgenere possono apprezzare un po' di attenzione extra, non amano essere sempre al centro dell'attenzione. Una volta che sei informato, non strafare. Le persone transgender hanno la stessa personalità che avevano prima di dichiararsi. Trattale come faresti con chiunque altro.
9- Coloro che hanno iniziato a manifestarsi in un genere diverso da quello di nascita, solitamente passano per cambi di vita enormi.
Rispetto alla persona che conosci: pazienza, comprensione e desiderio di parlare dei problemi che sta affrontando con questi cambiamenti, sono ingredienti essenziali per aiutarla in questo momento difficile. È meglio fare domande aperte, permettendo così alla persona di condividere ciò che desidera. Per esempio potresti dirle: "come sta andando?", "Ti vedo stanco/a, vuoi parlarne?", "ti vedo felice, è successo qualcosa di positivo?", "Come posso aiutarti durante questi cambiamenti?", "Sono tutt'orecchi, nel caso volessi parlare".
Consigli:
->Non tutte le persone transgender desiderano fare un'operazione genitale ricostruttiva. Non presupporre che sia appopriato chiedere i suoi progetti su una chirurgia, una terapia ormonale o altre opzioni mediche. Non dedurre nemmeno che vi sia un unico percorso per la transizione (per essere una persona transgender non è necessario sottoporsi a interventi).
->Se non hai una stretta e intima relazione, può essere maleducato chiedere il "vero" nome o quello di nascita. Spesso le persone transgenere considerano il nome scelto, e che le rappresenta, il loro vero nome e vogliono essere pensate con quel nome.
->Chiedere dei genitali e del modo di fare sesso, non è appopriato almeno quanto non lo è chiederlo a un cisgender (un cisgender ha un corpo e una identità alla nascita che rappresentano naturalmente il genere percepito).
->Molti ritengono che la parola "transgender" o "transgenere" sia un aggettivo, e una parola descrittiva, non un nome o un verbo. Altri ritengono il contrario. Comunque, così come non chiameresti una persona anziana "vecchio", o "invecchiato", è inappropriato chiamare una persona transgender "transgender", senza aggiungere "persona", "donna", "uomo", o qualunque sostantivo appropriato. Potrebbe essere considerata un'offesa e un atteggiamento disumanizzante.
->Dal punto di vista medico, questa condizione venne denominata Disordine dell'Identità Sessuale, ma questa definizione è stata particolarmente contestata. Molti ritengono che il problema risieda nel rifiuto della società di riconoscere le variazioni di sesso e di genere presenti in natura (compreso il genere umano). Altre criticano questa definizione in quanto tenderebbe a rendere patologica la condizione della comunità transgender, implicando che essere transgenere significhi avere un disordine dell'identità. In questo momento il termine più accettato dai medici è Disforia di Genere.
->Se per sbaglio ti confondi e dici "lui" o "lei" quando avresti dovuto dire l'opposto, non chiedere scusa eccessivamente, solo correggiti e continua con quello che stavi dicendo.
->Alcune persone ritengono che la sola "cura" sia correggere l'apparenza fisica (con chirurgia e/o ormoni) così da accordare l'identità mentale con quella apparente. Queste persone ritengono che vi sia un problema fisico, non mentale. Alcune prove mediche e varie autorità confermano l'efficacia di questi trattamenti. Alcune persone ritengono che il vero problema risieda nella aspettative sociali e nei limiti dell'uomo e della donna e vedono la necessità di riflettere un'accettazione più ampia dell'espressione di genere maschile e femminile.
->Alcune persone transgender si trovano a proprio agio rispondendo a domande, altre no. Se fosse il secondo caso, lascia perdere. Se senti l'esigenza di saperne di più, fai una ricerca o utilizza i siti indicati a seguire
->Siti web com My True Gender, PlanetOut o MySpace hanno gruppi transgender o altre sezioni dedicate; entra, parla con le persone, imparerai qualcosa in più.
Avvertenze:
>Evita l'uso di termini transfobici come "travestiti". Queste parole sono maleducate, disumanizzanti
>Non fare comparazioni chiamando le persone non transgender "vere" o "normali". Ciò che rende un uomo un "vero" uomo - e lo stesso dicasi di una donna - è il modo in cui si identifica, non una classificazione stereotipata del corpo. Un uomo transgenere non è meno uomo di un cisgender, e lo stesso dicasi di una donna.
>Non dire Mai a una persona transgenere che le persone non capiranno o che non la ameranno a causa della sua identità. Fa male e non è vero. Molte persone transgender sono capite, accettate e amate.
>Anche qualora tu avessi obiezioni rispetto all'identità di una persona transgenere, devi sempre rispettare la persona e non desiderare mai di umiliarla pubblicamente. Imbarazzare e umiliare non è positivo nè per te nè per lei. E per la persona transgenere può perfino costituire un rischio.
>Devi essere prudente nel riferirti all'identità sessuale come a una "scelta". La disforia di genere non lo è. Alcune persone transgenere descrivono la loro identità come scelta, altre no. Per alcuni la "scelta" è cambiare o no il proprio corpo per adeguarlo all'identità percepita. Trova un modo per rispettare l'identità della persona.
>"Intersessuale" è un termine generico utilizzato per una gamma di condizioni nelle quali una persona è nata con un sistema riproduttivo o sessuale che non si adegua alla definizione tipica di maschile o femminile. Alcune persone intersessuali sono transgenere, ma i due termini non indicano la stessa cosa e non devono essere confusi.
fonte http://it.wikihow.com/Rispettare-una-Persona-Transgender Modificato da WikiHow tradurre, Amalucelli, Ciccio Veronese
Il termine transgenere o transgender, in questo articolo, viene inteso come: persona che non si identifica con il sesso di nascita.
Vi sono transgender in tutto il mondo (negli Stati Uniti, in Messico, in India) e hanno un riconoscimento specifico in molteplici culture (come presso i Nativi Americani o i Thai). Per queste persone non è sempre facile spiegare la propria situazione nelle società in cui vivono. Con questo articolo ti aiutiamo a capire e a rispettare una persona che sfida le tue idee di identità sesussale non rientrando nelle categorie di "maschi" e "femmine".
1- Rispetta la sua identità di genere.
Pensa alle persone transgender in base all'identità che hanno scelto e dirigiti loro con il nome che preferiscono (non importa l'apparenza fisica). Fai eccezione solo se vi sono altri presenti ai quali il tuo amico transgenere non abbia confessato la cosa o qualora te lo chieda. Chiedigli quando e come puoi trattarlo nel pieno rispetto del sesso a cui sente di appartenere.
2- Fai attenzione quando ti riferisci al passato.
Quando parli al passato, fai attenzione a non usare frasi come "Quando appartenevi all'altro genere" o "sei nato uomo/donna", perchè le persone transgenere sentono di essere da sempre del sesso che rappresentano attualmente, anche se furono obbligati a occultarlo per svariate ragioni. Chiedi come gli/le piacerebbe che parlassi di lui/lei al passato. Una soluzione è evitare riferimenti al sesso quando parli di avvenimenti passati, usando piuttosto frasi come "durante la tua infanzia" o "quando andavi alle medie" ecc. Se devi, in specifico, riferirti al cambio di identità sessuale utilizza frasi come: "prima che cambiassi al tuo vero genere" oppure "prima di iniziare la trasformazione".
3- Usa un linguaggio adatto al genere scelto.
Chiedi che pronome preferisce. Per esempio, qualcuno che si identifica come donna può preferire l'utilizzo di parole e pronomi femminili, come lei, sua, attrice, cameriera, ecc. Al contrario, se si identifica in un uomo, usa: lui, suo, ecc. Alcune persone transgenere hanno cominciato a utilizzare pronomi neutri, ma si tratta comunque di preferenze personali.
Il tuo amico Gianni si è appena dichiarato e ora vorrebbe essere chiamato Maria. Quindi non dirai più "questo è il mio amico Gianni, che ho conosciuto alle elementari". Dirai invece "è la mia amica Maria, la conosco dalle elementari". Qualunque disagio mettilo da parte, per rimanere amici devi rispettare i desideri di Maria e dirigerti a lei per ciò che è ora, non a ciò che tu pensavi fosse. Del resto una persona transgender resta, comunque, la persona che conoscevi, solo che ora la conosci meglio.
4- Non aver paura di fare domande.
Non aspettarti, però, che una persona transgender debba essere il tuo educatore. È tua la responsabilità di informarti. Inoltre, se vedi che la persona con cui parli non si sente a suo agio rispondendo alle tue domande, non continuare e non forzare. Infine, le domande relazionate con i genitali, le operazioni, e il nome precedente, dovrai farle solo se è necessario per dare qualche tipo di assistenza medica, se hai una relazione sessuale o se ti occorre il nome antico per qualche motivo legale o amministrativo.
5- Rispetta la sua privacy.
Non divulgare la sua identità sessuale senza permesso. Dire in giro di essere transgender è una decisione difficile, da non prendere alla leggera. Rivelarla senza permesso è un tradimento e potrebbe minare la relazione tra voi. Può anche mettere a rischio la persona transessuale, potrebbe perdere molto o anche trovarsi in pericolo. Questa persona deciderà a chi dirlo, se dirlo, e quando sarà il momento di dirlo. Questo consiglio è valido nel caso in cui la persona non abbia ancora svelato la sua situazione o qualora non sia fisicamente palese. Molti di coloro che ancora vivono nei parametri del sesso col quale nacquero, non vogliono che si sappia nulla fino all'ultimazione della transizione.
6- Non pensare di sapere come si possa sentire.
Vi sono molte diverse forme per esprimere l'identità di genere. L'idea che si sentano "intrappolati in un corpo da uomo/donna", che le donne siano super femminili e gli uomini supermascolini, e la credenza che prenderanno ormoni e faranno operazioni chirurgiche, sono tutti stereotipi che si applicano ad alcuni ma non a tutti. Lasciati guidare da ciò che la persona ti dice sulla sua situazione, ascolta senza pregiudizi. Non imporre teorie che hai preso a prestito dal sapere comune e non presupporre che l'identità sessuale derivi da un trauma o dal desiderio di rifuggire dal proprio corpo.
7- Comincia a riconoscere le differenze tra "identità di genere" e "sessualità".
Non presupporre che il genere sia relazionato con la sessualità, non è così. Vi sono persone transgender eterosessuali, omosessuali, lesbiche o bisessuali. Se la persona ti confessa anche il suo orientamento sessuale, utilizza i suoi stessi termini.
8- Non fare differenze.
Mentre a volte le persone transgenere possono apprezzare un po' di attenzione extra, non amano essere sempre al centro dell'attenzione. Una volta che sei informato, non strafare. Le persone transgender hanno la stessa personalità che avevano prima di dichiararsi. Trattale come faresti con chiunque altro.
9- Coloro che hanno iniziato a manifestarsi in un genere diverso da quello di nascita, solitamente passano per cambi di vita enormi.
Rispetto alla persona che conosci: pazienza, comprensione e desiderio di parlare dei problemi che sta affrontando con questi cambiamenti, sono ingredienti essenziali per aiutarla in questo momento difficile. È meglio fare domande aperte, permettendo così alla persona di condividere ciò che desidera. Per esempio potresti dirle: "come sta andando?", "Ti vedo stanco/a, vuoi parlarne?", "ti vedo felice, è successo qualcosa di positivo?", "Come posso aiutarti durante questi cambiamenti?", "Sono tutt'orecchi, nel caso volessi parlare".
Consigli:
->Non tutte le persone transgender desiderano fare un'operazione genitale ricostruttiva. Non presupporre che sia appopriato chiedere i suoi progetti su una chirurgia, una terapia ormonale o altre opzioni mediche. Non dedurre nemmeno che vi sia un unico percorso per la transizione (per essere una persona transgender non è necessario sottoporsi a interventi).
->Se non hai una stretta e intima relazione, può essere maleducato chiedere il "vero" nome o quello di nascita. Spesso le persone transgenere considerano il nome scelto, e che le rappresenta, il loro vero nome e vogliono essere pensate con quel nome.
->Chiedere dei genitali e del modo di fare sesso, non è appopriato almeno quanto non lo è chiederlo a un cisgender (un cisgender ha un corpo e una identità alla nascita che rappresentano naturalmente il genere percepito).
->Molti ritengono che la parola "transgender" o "transgenere" sia un aggettivo, e una parola descrittiva, non un nome o un verbo. Altri ritengono il contrario. Comunque, così come non chiameresti una persona anziana "vecchio", o "invecchiato", è inappropriato chiamare una persona transgender "transgender", senza aggiungere "persona", "donna", "uomo", o qualunque sostantivo appropriato. Potrebbe essere considerata un'offesa e un atteggiamento disumanizzante.
->Dal punto di vista medico, questa condizione venne denominata Disordine dell'Identità Sessuale, ma questa definizione è stata particolarmente contestata. Molti ritengono che il problema risieda nel rifiuto della società di riconoscere le variazioni di sesso e di genere presenti in natura (compreso il genere umano). Altre criticano questa definizione in quanto tenderebbe a rendere patologica la condizione della comunità transgender, implicando che essere transgenere significhi avere un disordine dell'identità. In questo momento il termine più accettato dai medici è Disforia di Genere.
->Se per sbaglio ti confondi e dici "lui" o "lei" quando avresti dovuto dire l'opposto, non chiedere scusa eccessivamente, solo correggiti e continua con quello che stavi dicendo.
->Alcune persone ritengono che la sola "cura" sia correggere l'apparenza fisica (con chirurgia e/o ormoni) così da accordare l'identità mentale con quella apparente. Queste persone ritengono che vi sia un problema fisico, non mentale. Alcune prove mediche e varie autorità confermano l'efficacia di questi trattamenti. Alcune persone ritengono che il vero problema risieda nella aspettative sociali e nei limiti dell'uomo e della donna e vedono la necessità di riflettere un'accettazione più ampia dell'espressione di genere maschile e femminile.
->Alcune persone transgender si trovano a proprio agio rispondendo a domande, altre no. Se fosse il secondo caso, lascia perdere. Se senti l'esigenza di saperne di più, fai una ricerca o utilizza i siti indicati a seguire
->Siti web com My True Gender, PlanetOut o MySpace hanno gruppi transgender o altre sezioni dedicate; entra, parla con le persone, imparerai qualcosa in più.
Avvertenze:
>Evita l'uso di termini transfobici come "travestiti". Queste parole sono maleducate, disumanizzanti
>Non fare comparazioni chiamando le persone non transgender "vere" o "normali". Ciò che rende un uomo un "vero" uomo - e lo stesso dicasi di una donna - è il modo in cui si identifica, non una classificazione stereotipata del corpo. Un uomo transgenere non è meno uomo di un cisgender, e lo stesso dicasi di una donna.
>Non dire Mai a una persona transgenere che le persone non capiranno o che non la ameranno a causa della sua identità. Fa male e non è vero. Molte persone transgender sono capite, accettate e amate.
>Anche qualora tu avessi obiezioni rispetto all'identità di una persona transgenere, devi sempre rispettare la persona e non desiderare mai di umiliarla pubblicamente. Imbarazzare e umiliare non è positivo nè per te nè per lei. E per la persona transgenere può perfino costituire un rischio.
>Devi essere prudente nel riferirti all'identità sessuale come a una "scelta". La disforia di genere non lo è. Alcune persone transgenere descrivono la loro identità come scelta, altre no. Per alcuni la "scelta" è cambiare o no il proprio corpo per adeguarlo all'identità percepita. Trova un modo per rispettare l'identità della persona.
>"Intersessuale" è un termine generico utilizzato per una gamma di condizioni nelle quali una persona è nata con un sistema riproduttivo o sessuale che non si adegua alla definizione tipica di maschile o femminile. Alcune persone intersessuali sono transgenere, ma i due termini non indicano la stessa cosa e non devono essere confusi.
fonte http://it.wikihow.com/Rispettare-una-Persona-Transgender Modificato da WikiHow tradurre, Amalucelli, Ciccio Veronese
Lgbt Omofobia: cosa pensa il governo dei questionari dell’Unar?
In Italia abbiamo un grosso problema, ed è l’omofobia diffusa.
Lo dicono i dati statistici raccolti qualche anno fa dall’Istat, e lo dice anche l’Ilga Europe, per voce del post di Jacopo Ottaviani di qualche mese fa, che pone l’Italia al 36mo posto nella classifica dei Paesi europei, con un indice di omofobia tra i peggiori del continente, con una performance che ci pone più vicino alla Russia che agli altri Paesi civili europei.
Di fronte a questi dati, un governo che si rispetti dovrebbe correre ai ripari, a cominciare dalle scuole pubbliche, dove il problema del bullismo, come del resto in tutte le scuole, è pane quotidiano per studenti e docenti. Ci si aspetterebbe insomma che qualcuno introduca negli istituti scolastici degli strumenti per affrontare il tema, coinvolgendo appunto studenti e docenti.
A questo riguardo, attraverso una serie di atti normativi nei mesi passati il governo ha autorizzato l’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, a realizzare azioni conformi a questa finalità.
Cosa che l’ente ha fatto diffondendo un questionario e una serie di proposte operative per combattere l’ostilità alla diversità che si nasconde tra le pieghe della scuola. Un’iniziativa, questa, che non viene da sola ma si accompagna a un monito del Consiglio d’Europa, che si augura che l’Italia prenda pronta ed efficace posizione sul problema del bullismo e più in generale dell’omofobia.
Tutto questo funziona, dunque? Abbiamo fatto contento il Consiglio d’Europa, preoccupato del nostro essere fuori da ogni standard minimo di protezione dei diritti delle persone omosessuali? Beh, non possiamo saperlo, visto che, come spiega bene questo post, l’Avvenire, Tempi e altri giornali non proprio gay-friendly, seguiti a ruota dai soliti esponenti politici di ogni fazione e livello, hanno scatenato contro l’Unar una vera e propria guerra mediatica, fatta addirittura di diffide legali firmate dall’associazione Giuristi per la Vita.
E ci mette di suo anche il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, che del tutto inopportunamente, in un’intervista, spara a zero sul progetto.
Viene da pensare che l’omofobia non sia un problema per questo governo, come non lo è stato effettivamente per i precedenti, che prima hanno delegato l’Unar a svolgere una funzione così importante, e poi l’hanno lasciato solo ad affrontare il fuoco incrociato delle critiche, feroci quanto ingiuste, dei neocon di casa nostra.
Peraltro, nessuna delle argomentazioni sollevate è degna del minimo pregio. Sinceramente, sentirsi dire da sedicenti cattolici che parlare di omosessualità nelle scuole lede il loro diritto a educare i loro figli fa quantomeno sorridere, dal momento che, se l’omofobia esiste ancora oggi in Italia come problema diffuso e se migliaia di adolescenti vivono ancora nel buio dell’incertezza, del silenzio e dello sgomento di sentirsi “diversi”, lo si deve proprio a un’educazione familiare che non ha saputo e non sa dare risposte concrete ai propri figli. Un’educazione familiare tutt’altro che cristiana, mi sento di poter dire.
Inoltre, nessun diritto costituzionale viene leso. I genitori possono sempre educare i loro figli dicendo che l’omosessualità è una malattia, che i gay sono dei pervertiti dai quali stare lontano, persino educarli a menare le mani, ma ciò che non possono fare è scaricarsi dalle loro responsabilità morali, giuridiche e politiche nei confronti di tutti i ragazzi gay e tutte le ragazze lesbiche che, nel pieno della loro infanzia e adolescenza, aspettano con ansia delle risposte. Qualcuno di loro, nell’attesa, decide di farla finita.
Qualcuno dovrebbe ricordare a questi signori catto-censuristi che la censura non è un diritto, e soprattutto non è una risposta. È silenzio, e il silenzio non allevia la sofferenza o i problemi sociali, ma li alimenta.
Che dire, infine, dei diritti degli studenti e delle studentesse di crescere in un ambiente sano, libero da istigazioni alla discriminazione, all’insulto e alla violenza? Sembriamo averlo dimenticato, ma anche i minori hanno dei diritti e, forse vale la pena di rammentarlo, sono persone dotate di sensibilità e cervello. Trattarli come dei minus habens è forse una delle cose che impedisce a questo Paese di crescere, civilmente ma soprattutto moralmente.
Ieri sera sono uscito con amico, qui negli Stati Uniti dove mi trovo per un soggiorno di studio. Parlavamo dell’Italia e lui se n’è uscito con una battuta: “Is Italy homophobic, isn’t it?” Ho fatto fatica, molta fatica, a contrastare con le parole questa sua impressione.
p.s.: mi ha fatto ridere a crepapelle leggere che Avvenire ha rimproverato al governo di aver speso dei soldi sul progetto dell’Unar, a suo dire 250mila euro. Loro, proprio loro, che ingoiano dal bilancio italiano milioni di euro e godono di privilegi inimmaginabili in una società che si rispetti. Già, proprio loro.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/di Matteo Winkler
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/24/omofobia-cosa-pensa-il-governo-dei-questionari-dellunar/923903/
Lo dicono i dati statistici raccolti qualche anno fa dall’Istat, e lo dice anche l’Ilga Europe, per voce del post di Jacopo Ottaviani di qualche mese fa, che pone l’Italia al 36mo posto nella classifica dei Paesi europei, con un indice di omofobia tra i peggiori del continente, con una performance che ci pone più vicino alla Russia che agli altri Paesi civili europei.
Di fronte a questi dati, un governo che si rispetti dovrebbe correre ai ripari, a cominciare dalle scuole pubbliche, dove il problema del bullismo, come del resto in tutte le scuole, è pane quotidiano per studenti e docenti. Ci si aspetterebbe insomma che qualcuno introduca negli istituti scolastici degli strumenti per affrontare il tema, coinvolgendo appunto studenti e docenti.
A questo riguardo, attraverso una serie di atti normativi nei mesi passati il governo ha autorizzato l’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, a realizzare azioni conformi a questa finalità.
Cosa che l’ente ha fatto diffondendo un questionario e una serie di proposte operative per combattere l’ostilità alla diversità che si nasconde tra le pieghe della scuola. Un’iniziativa, questa, che non viene da sola ma si accompagna a un monito del Consiglio d’Europa, che si augura che l’Italia prenda pronta ed efficace posizione sul problema del bullismo e più in generale dell’omofobia.
Tutto questo funziona, dunque? Abbiamo fatto contento il Consiglio d’Europa, preoccupato del nostro essere fuori da ogni standard minimo di protezione dei diritti delle persone omosessuali? Beh, non possiamo saperlo, visto che, come spiega bene questo post, l’Avvenire, Tempi e altri giornali non proprio gay-friendly, seguiti a ruota dai soliti esponenti politici di ogni fazione e livello, hanno scatenato contro l’Unar una vera e propria guerra mediatica, fatta addirittura di diffide legali firmate dall’associazione Giuristi per la Vita.
E ci mette di suo anche il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, che del tutto inopportunamente, in un’intervista, spara a zero sul progetto.
Viene da pensare che l’omofobia non sia un problema per questo governo, come non lo è stato effettivamente per i precedenti, che prima hanno delegato l’Unar a svolgere una funzione così importante, e poi l’hanno lasciato solo ad affrontare il fuoco incrociato delle critiche, feroci quanto ingiuste, dei neocon di casa nostra.
Peraltro, nessuna delle argomentazioni sollevate è degna del minimo pregio. Sinceramente, sentirsi dire da sedicenti cattolici che parlare di omosessualità nelle scuole lede il loro diritto a educare i loro figli fa quantomeno sorridere, dal momento che, se l’omofobia esiste ancora oggi in Italia come problema diffuso e se migliaia di adolescenti vivono ancora nel buio dell’incertezza, del silenzio e dello sgomento di sentirsi “diversi”, lo si deve proprio a un’educazione familiare che non ha saputo e non sa dare risposte concrete ai propri figli. Un’educazione familiare tutt’altro che cristiana, mi sento di poter dire.
Inoltre, nessun diritto costituzionale viene leso. I genitori possono sempre educare i loro figli dicendo che l’omosessualità è una malattia, che i gay sono dei pervertiti dai quali stare lontano, persino educarli a menare le mani, ma ciò che non possono fare è scaricarsi dalle loro responsabilità morali, giuridiche e politiche nei confronti di tutti i ragazzi gay e tutte le ragazze lesbiche che, nel pieno della loro infanzia e adolescenza, aspettano con ansia delle risposte. Qualcuno di loro, nell’attesa, decide di farla finita.
Qualcuno dovrebbe ricordare a questi signori catto-censuristi che la censura non è un diritto, e soprattutto non è una risposta. È silenzio, e il silenzio non allevia la sofferenza o i problemi sociali, ma li alimenta.
Che dire, infine, dei diritti degli studenti e delle studentesse di crescere in un ambiente sano, libero da istigazioni alla discriminazione, all’insulto e alla violenza? Sembriamo averlo dimenticato, ma anche i minori hanno dei diritti e, forse vale la pena di rammentarlo, sono persone dotate di sensibilità e cervello. Trattarli come dei minus habens è forse una delle cose che impedisce a questo Paese di crescere, civilmente ma soprattutto moralmente.
Ieri sera sono uscito con amico, qui negli Stati Uniti dove mi trovo per un soggiorno di studio. Parlavamo dell’Italia e lui se n’è uscito con una battuta: “Is Italy homophobic, isn’t it?” Ho fatto fatica, molta fatica, a contrastare con le parole questa sua impressione.
p.s.: mi ha fatto ridere a crepapelle leggere che Avvenire ha rimproverato al governo di aver speso dei soldi sul progetto dell’Unar, a suo dire 250mila euro. Loro, proprio loro, che ingoiano dal bilancio italiano milioni di euro e godono di privilegi inimmaginabili in una società che si rispetti. Già, proprio loro.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/di Matteo Winkler
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/24/omofobia-cosa-pensa-il-governo-dei-questionari-dellunar/923903/
venerdì 21 marzo 2014
Lgbt: Al cinema "Yves Saint Laurent" il film sullo stilista francese. Diretto da Jalil Lespert, arriverà nelle sale italiane il 27 marzo
Yves Saint Laurent è il film sul celebre stilista francese morto nel 2008. Diretto da Jalil Lespert, è l'unico lungometraggio approvato da Pierre Bergé, ex compagno del celebre creatore di moda, al suo fianco per cinquant'anni.
Nei panni di Yves Saint Laurent c'è il ventiquattrenne Pierre Niney, a cui è affidato il compito di mostrare sul grande schermo come il giovane designer, nonostante le incertezze e le paure, sia riuscito a trasformare e innovare radicalmente il mondo della moda, diventando lui stesso un'icona del XX secolo.
Nel 1957 a Parigi, a soli 21 anni, Yves Saint Laurent (Niney) è chiamato a dirigere la grande casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso.
Da quel momento tutti gli occhi e riflettori sono puntati su di lui: il mondo del fashion è impaziente di scoprire il talento del promettente stilista.
Durante la presentazione della sua prima collezione Yves conosce Pierre Bergé (Guillaume Gallienne) che da quel momento diventerà suo compagno di vita e di affari.
A tre anni da quel magico incontro i due fondano insieme la Yves Saint Laurent Company, destinata a divenire uno dei marchi di moda più famosi.
Il film arriverà nelle sale italiane il 27 marzo distribuito da Lucky Red.
fonte http://cultura.panorama.it/di Simona Santoni
Yves Saint Laurent - Trailer Ufficiale Italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=B4rbKq7yEv4#t=56
Nei panni di Yves Saint Laurent c'è il ventiquattrenne Pierre Niney, a cui è affidato il compito di mostrare sul grande schermo come il giovane designer, nonostante le incertezze e le paure, sia riuscito a trasformare e innovare radicalmente il mondo della moda, diventando lui stesso un'icona del XX secolo.
Nel 1957 a Parigi, a soli 21 anni, Yves Saint Laurent (Niney) è chiamato a dirigere la grande casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso.
Da quel momento tutti gli occhi e riflettori sono puntati su di lui: il mondo del fashion è impaziente di scoprire il talento del promettente stilista.
Durante la presentazione della sua prima collezione Yves conosce Pierre Bergé (Guillaume Gallienne) che da quel momento diventerà suo compagno di vita e di affari.
A tre anni da quel magico incontro i due fondano insieme la Yves Saint Laurent Company, destinata a divenire uno dei marchi di moda più famosi.
Il film arriverà nelle sale italiane il 27 marzo distribuito da Lucky Red.
fonte http://cultura.panorama.it/di Simona Santoni
Yves Saint Laurent - Trailer Ufficiale Italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=B4rbKq7yEv4#t=56
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«Firenze» ancora protagonista con Dimitri Milopulos. Al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino dal 22 al 30 marzo
FIRENZE – Torna in scena alla Limonaia di Sesto «Firenze» di Dimitri Milopulos, in versione riveduta e perfezionata rispetto alla scorsa stagione.
La leggenda, la città che tanto ha dato alla civiltà, all’arte, allo sviluppo, alla storia; la città che tutti amano anche solo perché esiste; la città magnete; la città che tutti sognano di vedere un giorno; la città “d’ingegni arditi”, il culto, il sogno, la “griffe”.
Una città che oggi sembra impigliata nel filo della sua storia, come se lei stessa l’avesse tessuto e ne fosse rimasta prigioniera, svanita nei fumi del tempo, tra meandri burocratici e strani e perversi intrighi che oggi diventano baratri non facili da colmare. Quale terribile presagio si prospetterebbe se alla città d’arte per eccellenza venisse a mancare l’arte?
Dimitri Milopulos, che ha esordito come scenografo, ha sempre coltivato una grande passione per le miniature e i modellini. Forse sono stati proprio questi la causa scatenante del suo svilupparsi come artista e del suo far teatro oggi. Così ha pensato una sorta di Firenze-“Metropolis”, in uno spettacolo scandito in tre tempi come il film: preludio, intermezzo e furioso.
A trent’anni dal suo arrivo in città, Milopulos le dedica uno spettacolo–performance tutto creato in scala, portando così in scena il suo bagaglio artistico, questa volta interamente rivolto alla città d’arte per eccellenza (la sua città), che farà rivivere in tutto il suo (non) splendore.
Dimitri Milopulos, non più solo scenografo ma drammaturgo, ancor oggi sviluppa ogni sua idea teatrale attraverso la creazione di elaborati modellini; a questi ultimi è stata dedicata nel 2007 una mostra per il 20° anniversario di «Intercity Festival», la prestigiosa rassegna annuale che lui stesso, con Barbara Nativi e altri collaboratori, ha creato, collaborando alla fondazione dello stesso Teatro della Limonaia che dirige dal 2005.
Teatro della Limonaia – via A. Gramsci 426 – Sesto Fiorentino
22 – 23 – 29 – 30 marzo 2014 ore 21
infoline 055 440852
fonte http://www.firenzepost.it/di Roberta Manetti
La leggenda, la città che tanto ha dato alla civiltà, all’arte, allo sviluppo, alla storia; la città che tutti amano anche solo perché esiste; la città magnete; la città che tutti sognano di vedere un giorno; la città “d’ingegni arditi”, il culto, il sogno, la “griffe”.
Una città che oggi sembra impigliata nel filo della sua storia, come se lei stessa l’avesse tessuto e ne fosse rimasta prigioniera, svanita nei fumi del tempo, tra meandri burocratici e strani e perversi intrighi che oggi diventano baratri non facili da colmare. Quale terribile presagio si prospetterebbe se alla città d’arte per eccellenza venisse a mancare l’arte?
Dimitri Milopulos, che ha esordito come scenografo, ha sempre coltivato una grande passione per le miniature e i modellini. Forse sono stati proprio questi la causa scatenante del suo svilupparsi come artista e del suo far teatro oggi. Così ha pensato una sorta di Firenze-“Metropolis”, in uno spettacolo scandito in tre tempi come il film: preludio, intermezzo e furioso.
A trent’anni dal suo arrivo in città, Milopulos le dedica uno spettacolo–performance tutto creato in scala, portando così in scena il suo bagaglio artistico, questa volta interamente rivolto alla città d’arte per eccellenza (la sua città), che farà rivivere in tutto il suo (non) splendore.
Dimitri Milopulos, non più solo scenografo ma drammaturgo, ancor oggi sviluppa ogni sua idea teatrale attraverso la creazione di elaborati modellini; a questi ultimi è stata dedicata nel 2007 una mostra per il 20° anniversario di «Intercity Festival», la prestigiosa rassegna annuale che lui stesso, con Barbara Nativi e altri collaboratori, ha creato, collaborando alla fondazione dello stesso Teatro della Limonaia che dirige dal 2005.
Teatro della Limonaia – via A. Gramsci 426 – Sesto Fiorentino
22 – 23 – 29 – 30 marzo 2014 ore 21
infoline 055 440852
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Torino LGBT Film Festival: omaggio a Jarman e Philip Seymour Hoffman
Previsto anche il focus 'Dalla Russia con amore'. La kermesse si svolgerà dal 30 aprile al 6 maggio 2014.
129 film provenienti da 40 nazioni diverse, questi i numeri della 29a edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF), in programma a Torino dal 30 aprile al 6 maggio 2014, a testimonianza della sempre maggiore internazionalità di questa kermesse cinematografica. Fra i paesi con il maggior numero di pellicole, gli Stati Uniti d'America con 27 film, seguiti da Francia (14), Spagna (13), Italia (11), Germania (8) e Svizzera (8).
Degna di nota è la presenza della Corea del Sud, presente con 7 pellicole, di cui quattro del regista LeeSong Hee-il, molto attento alle problematiche sociali del suo paese. Classe 1971, Lee Song Hee-il tra il 1995 e il 2000 ha diretto un buon numero di cortometraggi, affrontando sin da subito in maniera decisa i principali problemi sociali della Corea del Sud contemporanea.
Tra i lungometraggi successivi, è da ricordare No Regret (2006), una delle prime pellicole apertamente gay del cinema coreano. Fra i suoi film presenti al festival, è di particolare interesse il recentissimo Night Flight (2014), che sarà al centro di una serata dedicata al tema del bullismo.
Questo melò duro e violento, presentato all'ultimo Festival di Berlino, racconta le vicende di tre studenti sudcoreani in un crescendo di sopraffazioni e tensioni, fino alla resa dei conti con il passato e con le proprie identità.
Dalla Russia con amore è il titolo di un'intera sezione dedicata alla confederazione di stati dell'ex Unione Sovietica. Con questo omaggio, il TGLFF vuole porre l'attenzione e dare solidarietà a un momento sociale tutt'altro che facile, proponendo non solo film di finzione ma anche documentari a testimonianza e denuncia della situazione attuale della comunità LGBT in questo paese.
I titoli in programma comprendono due lungometraggi, Sayat Nova (Il colore del melograno) di Sergej Parajanov - precursore della cinematografia gay in Russia già negli anni del regime, più volte arrestato - e Campaign of Hate: Russia and Gay Propaganda di Michael Lucas, e tre cortometraggi, The Beginning di Eleonora Zbanke, I Love Her di Darya Perelay e I've Only Just Begun di Elias Koskimes.
derek Jarman Tre gli omaggi che vedono protagoniste due diverse nazioni. Il Regno Unito, paese natale di Derek Jarman, del quale nel 2014 ricorre il ventennale della scomparsa e di cui sarà proposto Caravaggio (1986) in versione restaurata.
Toccherà poi agli Stati Uniti d'America. Sarà ricordato Philip Seymour Hoffman, recentemente scomparso, con la proiezione di Flawless - senza difetti (USA, 1999) diretto da Joel Schumacher, che lo vede accanto a un grandissimo Robert De Niro.
Il terzo omaggio, sempre statunitense, è per Lou Reed, a meno di un anno dalla scomparsa. Il suo storico concerto del 2006 a New York, nel corso del quale eseguì per la prima volta live i brani del suo celebratissimo album Berlin, è al centro di Lou Reed's Berlin (2007), diretto da Julian Schnabel.
fonte http://www.movieplayer.it notizia a cura di Fabio Fusco
129 film provenienti da 40 nazioni diverse, questi i numeri della 29a edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (TGLFF), in programma a Torino dal 30 aprile al 6 maggio 2014, a testimonianza della sempre maggiore internazionalità di questa kermesse cinematografica. Fra i paesi con il maggior numero di pellicole, gli Stati Uniti d'America con 27 film, seguiti da Francia (14), Spagna (13), Italia (11), Germania (8) e Svizzera (8).
Degna di nota è la presenza della Corea del Sud, presente con 7 pellicole, di cui quattro del regista LeeSong Hee-il, molto attento alle problematiche sociali del suo paese. Classe 1971, Lee Song Hee-il tra il 1995 e il 2000 ha diretto un buon numero di cortometraggi, affrontando sin da subito in maniera decisa i principali problemi sociali della Corea del Sud contemporanea.
Tra i lungometraggi successivi, è da ricordare No Regret (2006), una delle prime pellicole apertamente gay del cinema coreano. Fra i suoi film presenti al festival, è di particolare interesse il recentissimo Night Flight (2014), che sarà al centro di una serata dedicata al tema del bullismo.
Questo melò duro e violento, presentato all'ultimo Festival di Berlino, racconta le vicende di tre studenti sudcoreani in un crescendo di sopraffazioni e tensioni, fino alla resa dei conti con il passato e con le proprie identità.
Dalla Russia con amore è il titolo di un'intera sezione dedicata alla confederazione di stati dell'ex Unione Sovietica. Con questo omaggio, il TGLFF vuole porre l'attenzione e dare solidarietà a un momento sociale tutt'altro che facile, proponendo non solo film di finzione ma anche documentari a testimonianza e denuncia della situazione attuale della comunità LGBT in questo paese.
I titoli in programma comprendono due lungometraggi, Sayat Nova (Il colore del melograno) di Sergej Parajanov - precursore della cinematografia gay in Russia già negli anni del regime, più volte arrestato - e Campaign of Hate: Russia and Gay Propaganda di Michael Lucas, e tre cortometraggi, The Beginning di Eleonora Zbanke, I Love Her di Darya Perelay e I've Only Just Begun di Elias Koskimes.
derek Jarman Tre gli omaggi che vedono protagoniste due diverse nazioni. Il Regno Unito, paese natale di Derek Jarman, del quale nel 2014 ricorre il ventennale della scomparsa e di cui sarà proposto Caravaggio (1986) in versione restaurata.
Toccherà poi agli Stati Uniti d'America. Sarà ricordato Philip Seymour Hoffman, recentemente scomparso, con la proiezione di Flawless - senza difetti (USA, 1999) diretto da Joel Schumacher, che lo vede accanto a un grandissimo Robert De Niro.
Il terzo omaggio, sempre statunitense, è per Lou Reed, a meno di un anno dalla scomparsa. Il suo storico concerto del 2006 a New York, nel corso del quale eseguì per la prima volta live i brani del suo celebratissimo album Berlin, è al centro di Lou Reed's Berlin (2007), diretto da Julian Schnabel.
fonte http://www.movieplayer.it notizia a cura di Fabio Fusco
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lunedì 17 marzo 2014
Lgbt RightsAddict: Iniziativa etero per i diritti gay. “Reading #RightsAddict”
La campagna #RightsAddict continua proponendo nuove idee.
Dopo i primi 3 video della “Campagna per la sensibilizzazione dei veterosessuali”
(1°: http://youtu.be/YzjBIByhcCA -
2°: http://youtu.be/o_EIYyrHDvQ -
3°: http://youtu.be/GBv1E_Xg_8U),
e dopo la simbolica marcia del “Cake Pride”, l'“Iniziativa etero per i diritti gay”, condotta da Fabio Morici, si unisce all'importante progetto “Le Cose Cambiano”.
Le Cose Cambiano, affiliato italiano del progetto americano It Gets Better, è un progetto no profit di Isbn Edizioni - in collaborazione con il Corriere della Sera - che tramite le storie vuole contribuire a combattere tutti i tipi di bullismo e discriminazione.
Il sito www.lecosecambiano.org, raccoglie infatti le testimonianze video di chiunque voglia condividere la propria esperienza e raccontare come le cose sono cambiate per lui: i destinatari sono gli adolescenti e ai giovani LGBT che, in un momento critico come quello della scoperta della propria identità sessuale, si sentono soli, non compresi, discriminati.
Il 3 ottobre 2013 il sito è diventato un libro, “Le cose cambiano.
Storie di coming out, conflitti, amori e amicizie che salvano la vita”, (www.isbnedizioni.it/libro/293) e raccoglie i racconti e le testimonianze più belli provenienti dal progetto italiano e da quello americano.
Proprio dal libro parte la nuova avventura di Fabio Morici: realizzerà 3 video targati #RightsAddict nei quali leggerà 3 di queste testimonianze. I video verranno caricati sul canale youtube di “Le cose cambiano”. Si parte lunedì 17 marzo, con la videolettura del racconto “Sposi” di Federico Novaro.
Ecco il video: http://youtu.be/e3M76l3AVhA
(Molti ricorderanno Federico per il video realizzato insieme al fidanzato Stefano, nel quale raccontavano – con dei cartelli, senza parlare - la loro storia. Il video fu poi riprodotto dal vivo sul palco del Festival di San Remo 2013.)
Gli altri due “Reading #RightsAddict” usciranno nei successivi lunedì.
Chiusa la trilogia per “Le cose cambiano”, uscirà, come annunciato, il quarto capitolo dell'ironica serie “#RightsAddict - Campagna per la sensibilizzazione dei veterosessuali”, nel quale Morici cercherà di chiarire i principali dubbi, in materia di diritti LGTB, che sembrano tormentare i sonni dei veterosessuali.
fonte https://www.facebook.com/fabiomoricipublic
Dopo i primi 3 video della “Campagna per la sensibilizzazione dei veterosessuali”
(1°: http://youtu.be/YzjBIByhcCA -
2°: http://youtu.be/o_EIYyrHDvQ -
3°: http://youtu.be/GBv1E_Xg_8U),
e dopo la simbolica marcia del “Cake Pride”, l'“Iniziativa etero per i diritti gay”, condotta da Fabio Morici, si unisce all'importante progetto “Le Cose Cambiano”.
Le Cose Cambiano, affiliato italiano del progetto americano It Gets Better, è un progetto no profit di Isbn Edizioni - in collaborazione con il Corriere della Sera - che tramite le storie vuole contribuire a combattere tutti i tipi di bullismo e discriminazione.
Il sito www.lecosecambiano.org, raccoglie infatti le testimonianze video di chiunque voglia condividere la propria esperienza e raccontare come le cose sono cambiate per lui: i destinatari sono gli adolescenti e ai giovani LGBT che, in un momento critico come quello della scoperta della propria identità sessuale, si sentono soli, non compresi, discriminati.
Il 3 ottobre 2013 il sito è diventato un libro, “Le cose cambiano.
Storie di coming out, conflitti, amori e amicizie che salvano la vita”, (www.isbnedizioni.it/libro/293) e raccoglie i racconti e le testimonianze più belli provenienti dal progetto italiano e da quello americano.
Proprio dal libro parte la nuova avventura di Fabio Morici: realizzerà 3 video targati #RightsAddict nei quali leggerà 3 di queste testimonianze. I video verranno caricati sul canale youtube di “Le cose cambiano”. Si parte lunedì 17 marzo, con la videolettura del racconto “Sposi” di Federico Novaro.
Ecco il video: http://youtu.be/e3M76l3AVhA
(Molti ricorderanno Federico per il video realizzato insieme al fidanzato Stefano, nel quale raccontavano – con dei cartelli, senza parlare - la loro storia. Il video fu poi riprodotto dal vivo sul palco del Festival di San Remo 2013.)
Gli altri due “Reading #RightsAddict” usciranno nei successivi lunedì.
Chiusa la trilogia per “Le cose cambiano”, uscirà, come annunciato, il quarto capitolo dell'ironica serie “#RightsAddict - Campagna per la sensibilizzazione dei veterosessuali”, nel quale Morici cercherà di chiarire i principali dubbi, in materia di diritti LGTB, che sembrano tormentare i sonni dei veterosessuali.
fonte https://www.facebook.com/fabiomoricipublic
Lgbt Petizione: "Per garantire dignità e inserimento sociale alle persone transessuali e transgender." Sei etero? gay? lesbica? Anche la tua Firma è importante ..
Questa petizione sarà consegnata a:Presidente del Senato Pietro Grasso e a vari Deputati Senatori Capigruppo etc
Approvazione della proposta di legge "Modificazione dell’attribuzione di sesso" Atto Camera n.246, Atti Senato n.392 e n.405
Ad oggi la L. 164/82 impone il ricorso al giudice per poter cambiare l'indicazione di sesso e nome. Tale procedura, costringe le persone transessuali a convivere per anni con documenti di nascita ed una nuova identità cui essi non corrispondono più.
Ogni giorno, quando occorre mostrare un documento, siamo costrett* a dichiararci transessuali, ogni giorno quando mostriamo un documento siamo possibili vittime di transfobia: quando cerchiamo un lavoro, al pagamento con un pos, all'iscrizione in una palestra o ad un qualsiasi corso, ad un controllo di polizia, alla stipula di un contratto d'affitto, alla richiesta di una qualsiasi prestazione sanitaria, ad un controllo doganale.
Già nel 2003, 2006 e 2008 sono state avanzate proposte di legge per ovviare al disagio psicologico ed alla difficoltà di inserimento sociale e lavorativo che questa situazione comporta. Nessuna di queste è stata presa in considerazione dal parlamento.
L'80,3% degli italiani è consapevole che le persone transessuali sono vittime di discriminazione*. Nel 2013 l'Italia si è confermata al primo posto in Europa** per omicidi di persone transessuali vittime dell'odio transfobico.
Amnesty international, in accordo con il rapporto Lunacek, redatto dall'unione Europea chiede “una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani”***
Ad inizio legislatura è stata depositata una nuova proposta di legge, modificazione dell'attribuzione di sesso (Atto Camera n.246 Scalfarotto - PD, Atto Senato n.392 Airola - M5S Atto Senato n.405 - Lo Giudice - PD)**** che permetterebbe il cambio anagrafico semplice e rapida procedura amministrativa e senza obbligo di chirurgie genitali di riattribuzione o interventi mutilativi e sterilizzanti.
Chiediamo che nel più breve tempo possibile tale proposta venga avviata all'iter di approvazione e convertita in legge.
PER MAGGIORI INFO E FIRMARE LA PETIZIONE VAI AL LINK:
http://www.change.org/it/petizioni/per-l-approvazione-della-proposta-di-legge-modificazione-dell-attribuzione-di-sesso?share_id=kvqJwdNRAy&utm_campaign=autopublish&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&v&x=~open_graph_autopublish_experiment
Approvazione della proposta di legge "Modificazione dell’attribuzione di sesso" Atto Camera n.246, Atti Senato n.392 e n.405
Ad oggi la L. 164/82 impone il ricorso al giudice per poter cambiare l'indicazione di sesso e nome. Tale procedura, costringe le persone transessuali a convivere per anni con documenti di nascita ed una nuova identità cui essi non corrispondono più.
Ogni giorno, quando occorre mostrare un documento, siamo costrett* a dichiararci transessuali, ogni giorno quando mostriamo un documento siamo possibili vittime di transfobia: quando cerchiamo un lavoro, al pagamento con un pos, all'iscrizione in una palestra o ad un qualsiasi corso, ad un controllo di polizia, alla stipula di un contratto d'affitto, alla richiesta di una qualsiasi prestazione sanitaria, ad un controllo doganale.
Già nel 2003, 2006 e 2008 sono state avanzate proposte di legge per ovviare al disagio psicologico ed alla difficoltà di inserimento sociale e lavorativo che questa situazione comporta. Nessuna di queste è stata presa in considerazione dal parlamento.
L'80,3% degli italiani è consapevole che le persone transessuali sono vittime di discriminazione*. Nel 2013 l'Italia si è confermata al primo posto in Europa** per omicidi di persone transessuali vittime dell'odio transfobico.
Amnesty international, in accordo con il rapporto Lunacek, redatto dall'unione Europea chiede “una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla propria identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani”***
Ad inizio legislatura è stata depositata una nuova proposta di legge, modificazione dell'attribuzione di sesso (Atto Camera n.246 Scalfarotto - PD, Atto Senato n.392 Airola - M5S Atto Senato n.405 - Lo Giudice - PD)**** che permetterebbe il cambio anagrafico semplice e rapida procedura amministrativa e senza obbligo di chirurgie genitali di riattribuzione o interventi mutilativi e sterilizzanti.
Chiediamo che nel più breve tempo possibile tale proposta venga avviata all'iter di approvazione e convertita in legge.
PER MAGGIORI INFO E FIRMARE LA PETIZIONE VAI AL LINK:
http://www.change.org/it/petizioni/per-l-approvazione-della-proposta-di-legge-modificazione-dell-attribuzione-di-sesso?share_id=kvqJwdNRAy&utm_campaign=autopublish&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&v&x=~open_graph_autopublish_experiment
Lgbt Danza: "Swan Lake reloaded" e il balletto diventa fetish, a Milano Teatro Arcimboldi dal 17 al 19 marzo
Il Lago dei cigni più dinamico, euforico e abbagliante finalmente per la prima volta in Italia.
Swan Lake reloaded, fin dal suo debutto a Stoccolma nel dicembre 2011, è diventato un fenomeno di straordinario successo sia per il pubblico che per la critica.
Grazie al perfetto e originale mash up di musica, danza e design, lo spettacolo continua a registrare sold-out nei principali teatri di tutta Europa (The Coliseum, Londra – Casino de Paris, Parigi – Admiralspalast, Berlino – Maaghalle, Zurigo, solo per citarne alcuni) e il 17 marzo 2014 debutta per la prima volta in Italia al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Lo spettacolo è vietato agli under 12
SWAN LAKE, LA VERSIONE RELOADED DI RYDMAN
Ovvero: come da un negozio fetish di Londra si può trarre ispirazione per un’opera d’arte.
“Stavo dando un'occhiata a Camden Market e ho visto queste gonne di pelle nera con nappe intrecciate”, racconta Rydman. “La cosa strana è che mi hanno ricordato dei cigni scuri e ho pensato: e se i cigni ne Il lago dei cigni fossero prostitute drogate e il cattivo Rothbart il loro protettore? Ero totalmente rapito dall'idea che ho verificato subito su Google se qualcuno avesse già riflettuto su questa interpretazione”. Nessuno lo aveva fatto.
È così che nasce Swan lake reloaded, una riscrittura audace del più celebre tra i balletti classici di Čajkovskij, con la sua avventurosa unione tra street dance e danza classica.
È la versione de Il lago dei cigni che ognuno di noi può comprendere, perché “se tutti sanno cosa sta succedendo, allora si può ballare intono a quell’emozione”, continua Rydman. Non vi è dunque traccia di stregoneria o di eventi soprannaturali in questa interpretazione.
La storia è ambientata nel presente, con Rothbart, nientemeno che uno spacciatore tossicodipendente, che usa la droga per ottenere e esercitare potere intorno a sé.
I cigni sono prostitute in pellicce bianche, stivali di vernice e tacchi a spillo, soggiogate dal protettore/pusher Rothbart. Nella lotta tra bene e male il desiderio di droga e amore svolge un ruolo centrale. Riuscirà il vero amore a spezzare l’incantesimo come nella versione originale? Come finirà la storia questa volta?
ČAJKOVSKIJ A PASSO DI STREET DANCE
La commistione tra stili di danza apparentemente agli antipodi fra loro, street dance e danza classica, si ritrova anche nella scelta delle musiche.
Per questa produzione, infatti, Rydman ha utilizzato, insieme alle musiche originali di Čajkovskij, brani composti ad hoc da musicisti pop e rock svedesi e internazionali.
L’intuizione del coreografo svedese si è rivelata vincente. Rydman, membro e fondatore della compagnia svedese di danza Bounce, vede nel successo dello show la conferma che la street dance può finalmente essere considerata uno stile di danza a tutti gli effetti, in grado di attirare e soddisfare un pubblico sempre più vasto.
“Voglio creare il mio linguaggio, una danza contemporanea e urbana che possa fondersi perfettamente con alcuni riferimenti classici. Perché tutto è danza”.
PER INFO E BIGLIETTI:
http://teatroarcimboldi.it/event.php?id=455
fonte http://teatroarcimboldi.it/
Swan Lake reloaded, fin dal suo debutto a Stoccolma nel dicembre 2011, è diventato un fenomeno di straordinario successo sia per il pubblico che per la critica.
Grazie al perfetto e originale mash up di musica, danza e design, lo spettacolo continua a registrare sold-out nei principali teatri di tutta Europa (The Coliseum, Londra – Casino de Paris, Parigi – Admiralspalast, Berlino – Maaghalle, Zurigo, solo per citarne alcuni) e il 17 marzo 2014 debutta per la prima volta in Italia al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Lo spettacolo è vietato agli under 12
SWAN LAKE, LA VERSIONE RELOADED DI RYDMAN
Ovvero: come da un negozio fetish di Londra si può trarre ispirazione per un’opera d’arte.
“Stavo dando un'occhiata a Camden Market e ho visto queste gonne di pelle nera con nappe intrecciate”, racconta Rydman. “La cosa strana è che mi hanno ricordato dei cigni scuri e ho pensato: e se i cigni ne Il lago dei cigni fossero prostitute drogate e il cattivo Rothbart il loro protettore? Ero totalmente rapito dall'idea che ho verificato subito su Google se qualcuno avesse già riflettuto su questa interpretazione”. Nessuno lo aveva fatto.
È così che nasce Swan lake reloaded, una riscrittura audace del più celebre tra i balletti classici di Čajkovskij, con la sua avventurosa unione tra street dance e danza classica.
È la versione de Il lago dei cigni che ognuno di noi può comprendere, perché “se tutti sanno cosa sta succedendo, allora si può ballare intono a quell’emozione”, continua Rydman. Non vi è dunque traccia di stregoneria o di eventi soprannaturali in questa interpretazione.
La storia è ambientata nel presente, con Rothbart, nientemeno che uno spacciatore tossicodipendente, che usa la droga per ottenere e esercitare potere intorno a sé.
I cigni sono prostitute in pellicce bianche, stivali di vernice e tacchi a spillo, soggiogate dal protettore/pusher Rothbart. Nella lotta tra bene e male il desiderio di droga e amore svolge un ruolo centrale. Riuscirà il vero amore a spezzare l’incantesimo come nella versione originale? Come finirà la storia questa volta?
ČAJKOVSKIJ A PASSO DI STREET DANCE
La commistione tra stili di danza apparentemente agli antipodi fra loro, street dance e danza classica, si ritrova anche nella scelta delle musiche.
Per questa produzione, infatti, Rydman ha utilizzato, insieme alle musiche originali di Čajkovskij, brani composti ad hoc da musicisti pop e rock svedesi e internazionali.
L’intuizione del coreografo svedese si è rivelata vincente. Rydman, membro e fondatore della compagnia svedese di danza Bounce, vede nel successo dello show la conferma che la street dance può finalmente essere considerata uno stile di danza a tutti gli effetti, in grado di attirare e soddisfare un pubblico sempre più vasto.
“Voglio creare il mio linguaggio, una danza contemporanea e urbana che possa fondersi perfettamente con alcuni riferimenti classici. Perché tutto è danza”.
PER INFO E BIGLIETTI:
http://teatroarcimboldi.it/event.php?id=455
fonte http://teatroarcimboldi.it/
sabato 15 marzo 2014
Lgbt: A Bologna la settima edizione"DIVERGENTI" festival internazionale di cinema trans, dal 22 al 25 maggio
Dal 22 al 25 maggio a Bologna la settima edizione del festival di cinema trans Divergenti
Si svolgerà al cinema Lumiere di Bologna da giovedì 22 a domenica 25 maggio 2014 la settima edizione di Divergenti, l’unico festival cinematografico in Italia, e uno dei pochi in tutto il mondo, interamente dedicato alla narrazione e rappresentazione dell’esperienza transessuale e transgender.
Il festival, organizzato dal M.I.T., Movimento Identità Transessuale, con la direzione artistica di Luki Massa e Porpora Marcasciano, seleziona e propone le migliori produzioni narrative e documentaristiche internazionali, allo scopo di diffondere una maggiore conoscenza dell’esperienza transessuale e stimolare un cambiamento culturale diffuso che contrasti gli stereotipi e i pregiudizi verso le persone trans.
Le persone trans vivono in un corpo sbagliato o in un mondo sbagliato? Per tentare di rispondere a questo annoso quesito, Divergenti proporrà 4 giorni di programmazione cinematografica internazionale, seminari, dibattiti, presentazione di libri.
La settima edizione di Divergenti sarà dedicata al tema del transito e al complesso intreccio tra percorso medico ed esperienza reale.
A/TRAVERSAMENTI... verso la felicità, oltre il bisturi i sogni, le storie, l’amore è il titolo di questa edizione, che interroga la relazione tra la sala operatoria e la vita con tutti i suoi risvolti: un percorso, a volte baratro altre ponte, che nella vita delle persone trans rischia di restare frammentato, scisso, senza un senso vero, ma che, se intrecciato a una forte coscienza di sé, permette alle persone di dirsi soggetti attori della propria vita.
Nel 2014 inoltre il Mit prosegue e rafforza la collaborazione con Arcigay Napoli per la realizzazione della edizione partenopea del festival di cinema trans: dal 2 al 6 giugno presso l’Institut Français de Naples "Le Grenoble" Consolato di Francia si svolgerà infatti Divergenti Speciale Napoli, una finestra sul Mediterraneo con una selezione di programmi e contenuti del festival bolognese.
Il programma sarà disponibile a breve sul sito del M.I.T. http://www.mit-italia.it/.
fonte www.mit-italia.it
Si svolgerà al cinema Lumiere di Bologna da giovedì 22 a domenica 25 maggio 2014 la settima edizione di Divergenti, l’unico festival cinematografico in Italia, e uno dei pochi in tutto il mondo, interamente dedicato alla narrazione e rappresentazione dell’esperienza transessuale e transgender.
Il festival, organizzato dal M.I.T., Movimento Identità Transessuale, con la direzione artistica di Luki Massa e Porpora Marcasciano, seleziona e propone le migliori produzioni narrative e documentaristiche internazionali, allo scopo di diffondere una maggiore conoscenza dell’esperienza transessuale e stimolare un cambiamento culturale diffuso che contrasti gli stereotipi e i pregiudizi verso le persone trans.
Le persone trans vivono in un corpo sbagliato o in un mondo sbagliato? Per tentare di rispondere a questo annoso quesito, Divergenti proporrà 4 giorni di programmazione cinematografica internazionale, seminari, dibattiti, presentazione di libri.
La settima edizione di Divergenti sarà dedicata al tema del transito e al complesso intreccio tra percorso medico ed esperienza reale.
A/TRAVERSAMENTI... verso la felicità, oltre il bisturi i sogni, le storie, l’amore è il titolo di questa edizione, che interroga la relazione tra la sala operatoria e la vita con tutti i suoi risvolti: un percorso, a volte baratro altre ponte, che nella vita delle persone trans rischia di restare frammentato, scisso, senza un senso vero, ma che, se intrecciato a una forte coscienza di sé, permette alle persone di dirsi soggetti attori della propria vita.
Nel 2014 inoltre il Mit prosegue e rafforza la collaborazione con Arcigay Napoli per la realizzazione della edizione partenopea del festival di cinema trans: dal 2 al 6 giugno presso l’Institut Français de Naples "Le Grenoble" Consolato di Francia si svolgerà infatti Divergenti Speciale Napoli, una finestra sul Mediterraneo con una selezione di programmi e contenuti del festival bolognese.
Il programma sarà disponibile a breve sul sito del M.I.T. http://www.mit-italia.it/.
fonte www.mit-italia.it
Lgbt: Omofobia, il tempo dei buoni propositi è scaduto
E' stata licenziata alla Camera lo scorso settembre con un sub-emendamento - proposto dall'on. Gitti e approvato dalla Maggioranza - che introduceva una formulazione di fatto incostituzionale, consentendo a organizzazioni di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, di religione o di culto di continuare a discriminare senza conseguenza alcuna.
Il tutto stravolgendo il senso della Legge Mancino e trasformando il provvedimento in una sterile discussione sulla libertà di opinione anti-gay.
Sto parlando della legge contro l'omofobia: si era partiti dalla piena estensione della Legge Mancino ai reati d'odio contro le persone LGBT e alla fine si è arrivati a introdurre una postilla che rischia di aggravare violenze e discriminazioni ai danni di cittadini sempre più considerati di serie B. Per questo il Senato deve calendarizzarla al più presto e ridiscuterla, con il chiaro impegno del Partito Democratico a stralciare quell'emendamento-vergogna.
Il tempo dei buoni propositi ormai è scaduto e c'è bisogno di fatti concreti, non di compromessi con chi continua a maltrattare l'uguaglianza e la non discriminazione. Matteo Renzi e il suo Governo si sono forse dimenticati dei diritti delle persone LGBT? Voglio augurarmi che il premier non faccia passare questa legislatura mettendo al centro solo riforme costituzionali, dimenticandosi di una fetta importante di cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con atteggiamenti degradanti solo per il fatto di essere diversi.
Si sta continuando a rinviare la discussione per trovare un accordo politico dentro le larghe intese: in un'altra Italia diritti fondamentali come quello alla non discriminazione sarebbero già patrimonio del nostro ordinamento, assieme al matrimonio egualitario, al riconoscimento dell'omogenitorialità, al cambiamento dei dati anagrafici per le persone transessuali senza il bisogno di interventi chirurgici. E, invece, siamo condannati all'oblio da una classe politica che, rispetto a questi temi, si gira dall'altra parte da anni.
Vorrei ricordare al Governo e al Parlamento che i diritti non sono un'opinione, ma un baluardo contro aberranti discriminazioni che da troppo tempo, ormai, macchiano la dignità del nostro Paese e ci rendono tra gli ultimi in Europa in tema di diritti civili.
Renzi rappresenta davvero il cambiamento? Allora lui e il suo partito lo dimostrino, cominciando dal mettere sullo stesso piano le discriminazioni verso le minoranze religiose, razziali o per orientamento sessuale e identità di genere.
Compiendo, insomma, un primo passo dovuto per una vera democrazia, senza compromessi.
Alessandro Zan Attivista per i diritti delle persone LGBT, deputato di Sel
fonte http://www.huffingtonpost.it
Il tutto stravolgendo il senso della Legge Mancino e trasformando il provvedimento in una sterile discussione sulla libertà di opinione anti-gay.
Sto parlando della legge contro l'omofobia: si era partiti dalla piena estensione della Legge Mancino ai reati d'odio contro le persone LGBT e alla fine si è arrivati a introdurre una postilla che rischia di aggravare violenze e discriminazioni ai danni di cittadini sempre più considerati di serie B. Per questo il Senato deve calendarizzarla al più presto e ridiscuterla, con il chiaro impegno del Partito Democratico a stralciare quell'emendamento-vergogna.
Il tempo dei buoni propositi ormai è scaduto e c'è bisogno di fatti concreti, non di compromessi con chi continua a maltrattare l'uguaglianza e la non discriminazione. Matteo Renzi e il suo Governo si sono forse dimenticati dei diritti delle persone LGBT? Voglio augurarmi che il premier non faccia passare questa legislatura mettendo al centro solo riforme costituzionali, dimenticandosi di una fetta importante di cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con atteggiamenti degradanti solo per il fatto di essere diversi.
Si sta continuando a rinviare la discussione per trovare un accordo politico dentro le larghe intese: in un'altra Italia diritti fondamentali come quello alla non discriminazione sarebbero già patrimonio del nostro ordinamento, assieme al matrimonio egualitario, al riconoscimento dell'omogenitorialità, al cambiamento dei dati anagrafici per le persone transessuali senza il bisogno di interventi chirurgici. E, invece, siamo condannati all'oblio da una classe politica che, rispetto a questi temi, si gira dall'altra parte da anni.
Vorrei ricordare al Governo e al Parlamento che i diritti non sono un'opinione, ma un baluardo contro aberranti discriminazioni che da troppo tempo, ormai, macchiano la dignità del nostro Paese e ci rendono tra gli ultimi in Europa in tema di diritti civili.
Renzi rappresenta davvero il cambiamento? Allora lui e il suo partito lo dimostrino, cominciando dal mettere sullo stesso piano le discriminazioni verso le minoranze religiose, razziali o per orientamento sessuale e identità di genere.
Compiendo, insomma, un primo passo dovuto per una vera democrazia, senza compromessi.
Alessandro Zan Attivista per i diritti delle persone LGBT, deputato di Sel
fonte http://www.huffingtonpost.it
Lgbt Bergamo: Convegno "Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale nell’ambito giuslavoristico." il 21 marzo
Strumenti processuali e profili giurisdizionali.
Il tema delle discriminazioni in ambito giuslavoristico a causa dell’orientamento sessuale del lavoratore rappresenta una questione di stringente attualità.
A fronte di una disciplina legislativa che, a partire dall’anno 2003, ha introdotto un divieto esplicito di trattamenti differenziati e previsto sanzioni e regole processuali ad hoc, la realtà restituita dalle cronache mostra la persistenza di un considerevole numero di casi di discriminazioni nei luoghi di lavoro.
Tuttavia, a questi eventi non corrisponde, se non in rari casi, un seguito giudiziario, a differenza di quanto accade per altre condizioni ritenute dall’ordinamento a rischio di discriminazione (es. disabilità o origine etnica).
Gli studiosi che si sono occupati del tema hanno ricondotto questa anomalia del nostro sistema anche alla ridotta conoscenza, da parte degli operatori del diritto, del dato normativo e in particolare degli strumenti processuali introdotti in questo settore.
Simile aspetto rende fondamentale proporre una formazione ad hoc per avvocati che affronti il tema e illustri il quadro normativo, approfondendo altresì regole processuali e profili giurisdizionali.
Sulla scorta di queste considerazioni l’associazione Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, in collaborazione con il Centro Studi Europeo sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, ha organizzato il convegno “Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale nell’ambito giuslavoristico: strumenti processuali e profili giurisdizionali”.
Il convegno intende proporre una riflessione che, partendo dall’approvazione del d. lgs. 216 del 2003 di recepimento della Direttiva dell’Unione europea nr. 78 del 2000 di introduzione di misure di contrasto alle discriminazioni in ambito lavorativo per questioni legate all’orientamento sessuale, approfondisca gli strumenti processuali e i più recenti profili giurisdizionali.
In particolare, verrà affrontata la questione della parziale inversione dell'onere della prova (che ha richiesto un secondo intervento del legislatore per adeguare la normativa interna alle prescrizioni della Direttiva, dopo l’apertura di un procedimento di infrazione della Commissione europea per non corretto recepimento) che talvolta, paradossalmente, ha un effetto deterrente nell’esigere una tutela contro le condotte discriminatorie.
Verrà inoltre affrontato il relativo procedimento sommario, mettendo in luce quali ne sono gli effetti positivi e negativi.
Da ultimo, ma non per ordine di importanza, verrà approfondito se e in quali termini è possibile utilizzare nelle argomentazioni la giurisprudenza riguardante gli altri fattori di discriminazione normati dal medesimo d. lgs. 216/2003 (disabilità, età, religione o convinzioni personali) o da altre normative antidiscriminatorie (razza e origine entica, di cui al d. lgs. 215/2003).
Programma:
Saluti: Avv. Ermanno Baldassarre, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo
Avv. Antonella Rosso di San Secondo, Consigliera coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Bergamo
Relazioni:
Avv. Caterina Caput, Avvocata giuslavorista del Foro di Roma: La tutela contro le discriminazioni sul lavoro fondate sull’orientamento sessuale
Avv. Federico Ferraris, Avvocato del Foro di Milano, Dottore di Ricerca e Assegnista presso il dipartimento delle Scienze Giuridiche Nazionali e Internazionali dell’Università degli Studi di Milano Bicocca: Le questioni processuali, alla luce delle novelle recate dal d.lgs 150/2011
Dott.ssa Monica Bertoncini, Magistrato del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro: La giurisprudenza in materia di discriminazioni sul lavoro: quali possibili estensioni all’orientamento sessualeù
Modera: Avv. Antonio Rotelli, Co-Presidente Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford
Dibattito
Il convegno avrà luogo presso la sala Auditorium Sant’Alessandro in via Garibaldi n. 3, Bergamo, il giorno 21 marzo 2014, dalle 15.00 alle 18.00.
L'evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Bergamo con il riconoscimento di n. 3 crediti formativi, l'accreditamento avviene attraverso il sistema SFERA o scrivendo a info@retelenford.it
In allegato è consultabile la locandina del Convegno:
http://www.retelenford.it/discriminazioniorientamentosessuale
fonte http://www.retelenford.it
Il tema delle discriminazioni in ambito giuslavoristico a causa dell’orientamento sessuale del lavoratore rappresenta una questione di stringente attualità.
A fronte di una disciplina legislativa che, a partire dall’anno 2003, ha introdotto un divieto esplicito di trattamenti differenziati e previsto sanzioni e regole processuali ad hoc, la realtà restituita dalle cronache mostra la persistenza di un considerevole numero di casi di discriminazioni nei luoghi di lavoro.
Tuttavia, a questi eventi non corrisponde, se non in rari casi, un seguito giudiziario, a differenza di quanto accade per altre condizioni ritenute dall’ordinamento a rischio di discriminazione (es. disabilità o origine etnica).
Gli studiosi che si sono occupati del tema hanno ricondotto questa anomalia del nostro sistema anche alla ridotta conoscenza, da parte degli operatori del diritto, del dato normativo e in particolare degli strumenti processuali introdotti in questo settore.
Simile aspetto rende fondamentale proporre una formazione ad hoc per avvocati che affronti il tema e illustri il quadro normativo, approfondendo altresì regole processuali e profili giurisdizionali.
Sulla scorta di queste considerazioni l’associazione Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, in collaborazione con il Centro Studi Europeo sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, ha organizzato il convegno “Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale nell’ambito giuslavoristico: strumenti processuali e profili giurisdizionali”.
Il convegno intende proporre una riflessione che, partendo dall’approvazione del d. lgs. 216 del 2003 di recepimento della Direttiva dell’Unione europea nr. 78 del 2000 di introduzione di misure di contrasto alle discriminazioni in ambito lavorativo per questioni legate all’orientamento sessuale, approfondisca gli strumenti processuali e i più recenti profili giurisdizionali.
In particolare, verrà affrontata la questione della parziale inversione dell'onere della prova (che ha richiesto un secondo intervento del legislatore per adeguare la normativa interna alle prescrizioni della Direttiva, dopo l’apertura di un procedimento di infrazione della Commissione europea per non corretto recepimento) che talvolta, paradossalmente, ha un effetto deterrente nell’esigere una tutela contro le condotte discriminatorie.
Verrà inoltre affrontato il relativo procedimento sommario, mettendo in luce quali ne sono gli effetti positivi e negativi.
Da ultimo, ma non per ordine di importanza, verrà approfondito se e in quali termini è possibile utilizzare nelle argomentazioni la giurisprudenza riguardante gli altri fattori di discriminazione normati dal medesimo d. lgs. 216/2003 (disabilità, età, religione o convinzioni personali) o da altre normative antidiscriminatorie (razza e origine entica, di cui al d. lgs. 215/2003).
Programma:
Saluti: Avv. Ermanno Baldassarre, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo
Avv. Antonella Rosso di San Secondo, Consigliera coordinatrice della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Bergamo
Relazioni:
Avv. Caterina Caput, Avvocata giuslavorista del Foro di Roma: La tutela contro le discriminazioni sul lavoro fondate sull’orientamento sessuale
Avv. Federico Ferraris, Avvocato del Foro di Milano, Dottore di Ricerca e Assegnista presso il dipartimento delle Scienze Giuridiche Nazionali e Internazionali dell’Università degli Studi di Milano Bicocca: Le questioni processuali, alla luce delle novelle recate dal d.lgs 150/2011
Dott.ssa Monica Bertoncini, Magistrato del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro: La giurisprudenza in materia di discriminazioni sul lavoro: quali possibili estensioni all’orientamento sessualeù
Modera: Avv. Antonio Rotelli, Co-Presidente Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford
Dibattito
Il convegno avrà luogo presso la sala Auditorium Sant’Alessandro in via Garibaldi n. 3, Bergamo, il giorno 21 marzo 2014, dalle 15.00 alle 18.00.
L'evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Bergamo con il riconoscimento di n. 3 crediti formativi, l'accreditamento avviene attraverso il sistema SFERA o scrivendo a info@retelenford.it
In allegato è consultabile la locandina del Convegno:
http://www.retelenford.it/discriminazioniorientamentosessuale
fonte http://www.retelenford.it
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giovedì 13 marzo 2014
A Napoli: 5 Stelle Campania una giornata dedicata ai diritti lgbt il 29 marzo
Una giornata interamente dedicata ai diritti lgbt quella organizzata dal Movimento 5 Stelle Campania per sabato 29 marzo a Napoli.
Sarà possibile infatti incontrare, presso il Centro di Cultura Domus Ars, i parlamentari grillini tra i quali Roberto Fico (presidente Commissione per la vigilanza Rai) che nei giorni scorsi, a proposito delle posizioni del Governo renzi sui diritti civili, aveva affermato “i diritti sono diritti e quindi non si fanno compromessi”.
Con lui ci saranno Roberto Airola (Commissione Giustizia al Senato), Nunzia Catalfo (Commisone Giustizia e previdenza sociale al Senato), Silvia Chimenti (Commissione Cultura alla Camera), Silvia Giordano (Commissione Affari sociali alla Camera) e Loredana Lupo (Commissione Agricoltura alla Camera).
L’appuntamento è fissato per sabato 29 marzo a partire dalle ore 16.00. Il Centro di Cultura Domus Aurs si trova presso la Sala San Francesco delle Monache in via Santa Chiara 10 a Napoli
fonte http://www.napoligaypress.it
Sarà possibile infatti incontrare, presso il Centro di Cultura Domus Ars, i parlamentari grillini tra i quali Roberto Fico (presidente Commissione per la vigilanza Rai) che nei giorni scorsi, a proposito delle posizioni del Governo renzi sui diritti civili, aveva affermato “i diritti sono diritti e quindi non si fanno compromessi”.
Con lui ci saranno Roberto Airola (Commissione Giustizia al Senato), Nunzia Catalfo (Commisone Giustizia e previdenza sociale al Senato), Silvia Chimenti (Commissione Cultura alla Camera), Silvia Giordano (Commissione Affari sociali alla Camera) e Loredana Lupo (Commissione Agricoltura alla Camera).
L’appuntamento è fissato per sabato 29 marzo a partire dalle ore 16.00. Il Centro di Cultura Domus Aurs si trova presso la Sala San Francesco delle Monache in via Santa Chiara 10 a Napoli
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Lgbt Radio: A Oltre le Differenze ospite la cantautrice Silvia Vavolo e Nicole Braida del collettivo Intersexioni, venerdì 14 marzo
Venerdì 14 marzo nel format radiofonico sul mondo LGBTQI si parla di intersessualità insieme a Nicole Braida del collettivo Intersexioni
Le variazioni intersessuali sono ancora un tabù? E’ possibile accogliere i/le bambini/e che nascono con un certo grado di atipicità genitale senza interventismo o sensazionalismi mediatici? Di questo si parlerà nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 14 marzo alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura ospite speciale la cantautrice fiorentina Silvia Vavolo che presenta il suo ultimo singolo “Sara e Francesca” uscito il 22 febbraio nella compilation Area Sanremo 2013.
Con Nicole Braida, studiosa del collettivo Intersexioni, commenteremo il recente caso di un* bimb* nat* a Gela con un certo grado di aticipità genitale e sui cui è intervenuto anche il presidente Crocetta, oltre a fare il punto sulla situazione e sulla legislazione in materia di intersessualità, ribadendo il diritto all’autodeterminazione delle persone intersex.
In chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Per interagire con la redazione del programma: 3662809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com, è attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
Le variazioni intersessuali sono ancora un tabù? E’ possibile accogliere i/le bambini/e che nascono con un certo grado di atipicità genitale senza interventismo o sensazionalismi mediatici? Di questo si parlerà nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 14 marzo alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it).
In apertura ospite speciale la cantautrice fiorentina Silvia Vavolo che presenta il suo ultimo singolo “Sara e Francesca” uscito il 22 febbraio nella compilation Area Sanremo 2013.
Con Nicole Braida, studiosa del collettivo Intersexioni, commenteremo il recente caso di un* bimb* nat* a Gela con un certo grado di aticipità genitale e sui cui è intervenuto anche il presidente Crocetta, oltre a fare il punto sulla situazione e sulla legislazione in materia di intersessualità, ribadendo il diritto all’autodeterminazione delle persone intersex.
In chiusura spazio alle segnalazioni di letture, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Per interagire con la redazione del programma: 3662809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com, è attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"
mercoledì 12 marzo 2014
Lgbt: Primavera Sacra a Milano. Klimt a Palazzo Reale “A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà” Dal 12 marzo al 13 luglio 2014
“Primavera Sacra” a Milano. Gustav Klimt sarà la primizia espositiva della nuova stagione.
Il padre della Secessione Viennese (e di almeno 14 figli) arriva a Palazzo Reale il 12 marzo sulle note del Ludovico Van, dopo la barzelletta espositiva di due anni fa “intorno al fregio di Beethoven” allo Spazio Oberdan per il 150esimo dalla nascita e qualche comparsata nel Super-Egon “Schiele e il suo tempo” del 2010 dal Leopold Museum.
Una mostra realizzata in collaborazione con il Belvedere di Vienna (che “presta” il suo vicedirettore Alfred Weidinger come curatore) che va “alle origini di un mito” esplorando gli inizi della carriera di Gustav alla Scuole di Arti Applicate di Vienna, la sua grande passione per il teatro e la musica e le collaborazioni artistiche con i due fratelli Ernst e Georg.
Per la prima volta a Milano arrivano alcuni grandi classici klimtiani come “Adamo ed Eva”, “Salomè”, “Girasole” e “Acqua mossa”: “seduzioni dorate” che scandalizzarono i benpensanti Belle Époque, sublimando e liberando la libido sulla tela alla ricerca dell’ideale Gesamtkunstwerk che fondesse insieme tutte le arti.
Così l’ultima sala sarà totalmente occupata dalla ricostruzione originale del “Fregio di Beethoven”, esposto nel 1902 a Palazzo della Secessione a Vienna, immergendo il visitatore nell’opera d’arte totale, massima aspirazione degli artisti della Secessione.“Ver Sacrum“: “Primavera Sacra“, aspettando le notti stellate di Van Gogh e le passeggiate oniriche di Chagall in autunno.
INFORMAZIONI UTILI:
KLIMT. Alle origini di un mito
Dal 12 marzo al 13 luglio 2014
Palazzo Reale di Milano
Orari
Lunedì 14.30-19.30
Martedì-Mercoledì-Venerdì-Domenica 9.30-19.30 Giovedì-Sabato 9.30-22.30
Infoline e prevendita: 0254917
fonte http://www.artslife.com di Luca Zuccala
Il padre della Secessione Viennese (e di almeno 14 figli) arriva a Palazzo Reale il 12 marzo sulle note del Ludovico Van, dopo la barzelletta espositiva di due anni fa “intorno al fregio di Beethoven” allo Spazio Oberdan per il 150esimo dalla nascita e qualche comparsata nel Super-Egon “Schiele e il suo tempo” del 2010 dal Leopold Museum.
Una mostra realizzata in collaborazione con il Belvedere di Vienna (che “presta” il suo vicedirettore Alfred Weidinger come curatore) che va “alle origini di un mito” esplorando gli inizi della carriera di Gustav alla Scuole di Arti Applicate di Vienna, la sua grande passione per il teatro e la musica e le collaborazioni artistiche con i due fratelli Ernst e Georg.
Per la prima volta a Milano arrivano alcuni grandi classici klimtiani come “Adamo ed Eva”, “Salomè”, “Girasole” e “Acqua mossa”: “seduzioni dorate” che scandalizzarono i benpensanti Belle Époque, sublimando e liberando la libido sulla tela alla ricerca dell’ideale Gesamtkunstwerk che fondesse insieme tutte le arti.
Così l’ultima sala sarà totalmente occupata dalla ricostruzione originale del “Fregio di Beethoven”, esposto nel 1902 a Palazzo della Secessione a Vienna, immergendo il visitatore nell’opera d’arte totale, massima aspirazione degli artisti della Secessione.“Ver Sacrum“: “Primavera Sacra“, aspettando le notti stellate di Van Gogh e le passeggiate oniriche di Chagall in autunno.
INFORMAZIONI UTILI:
KLIMT. Alle origini di un mito
Dal 12 marzo al 13 luglio 2014
Palazzo Reale di Milano
Orari
Lunedì 14.30-19.30
Martedì-Mercoledì-Venerdì-Domenica 9.30-19.30 Giovedì-Sabato 9.30-22.30
Infoline e prevendita: 0254917
fonte http://www.artslife.com di Luca Zuccala
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Lgbt: “L’ultimo harem” di scena al Teatro di Rifredi di Firenze dal 13 al 30 marzo
Il palcoscenico del Teatro di Rifredi di Firenze si trasforma, per il decimo anno consecutivo, in un lussuoso harem-hammam per accogliere, dal 13 al 30 marzo, “L'ultimo harem”, lo spettacolo dei record: 167 repliche e 22mila spettatori solo a Firenze.
Lo spettacolo - Nato da una folgorazione artistica, da una scintilla d’amore (complice Ferzan Ozpetek) tra Angelo Savelli, la Turchia e la magnetica Serra Yilmaz, lo spettacolo racconta la fuga impossibile di una donna dalla sua prigione interiore, tra il fastoso passato ottomano e un presente pieno di contraddizioni.
Accomodati, in palcoscenico, seduti su tappeti e cuscini, gli spettatori, affascinati dalla vicinanza fisica degli attori e coinvolti dal loro affabulare meraviglioso e reale al tempo stesso, assistono allo spettacolo immersi in un'atmosfera sensuale fatta di profumi, vapori, musiche che provengono da paesi lontani, per poi essere catapultati in una contemporaneità ricca d’ironia e di inquietanti rimandi al passato.
Una sera del 1909 ad Istanbul, alla vigilia della definitiva chiusura degli harem, nel palazzo di Yildiz una seducente favorita circassa attende, insieme all’anziana guardiana ed al capo degli eunuchi imperiali, l’incerta visita del sultano, ingannando l’attesa con il racconto di storie fantastiche.
Quasi cento anni dopo, una casalinga dimessa e la sua spumeggiante amica sognano improbabili fughe dalla prigione del loro indecifrabile malessere quotidiano. L’harem visto non solo come una cinta di mura invalicabili, ma piuttosto come luogo dello spirito, un’attitudine vischiosa e pericolosa in cui cadere prigionieri, sia ieri che oggi, sia in Oriente che in Occidente, sia uomini che donne.
Il libro – “L’ultimo harem”, in occasione del suo decimo compleanno, è diventato un libro edito da Titivillus che, oltre al testo di Angelo Savelli, illustrato da una selezione delle più belle fotografie dello spettacolo, comprende in contrappunto i ricordi e le testimonianze dei protagonisti di questa singolare avventura, produttori, attori e tecnici, oltre a un mosaico di impressioni dei critici.
La presentazione è in programma sabato 15 marzo alle 12 al Teatro di Rifredi e vedrà la partecipazione del ministro Maria Elena Boschi, della giornalista Valentina Grazzini, della docente di letteratura turca Ayse Saracgil, le attrici Serra Yilmaz e Valentina Chico.
Info – tel. 055 4220361/2 | intero € 14 - ridotto € 12 |
Orario degli spettacoli: feriali ore 21, domenica ore 16:30, lunedì 17 e 24 riposo | Punto Box Office: dal lunedì al sabato ore 16-19 | www.toscanateatro.it | biglietteria@toscanateatro.it
fonte http://www.toscanalibri.it
Lo spettacolo - Nato da una folgorazione artistica, da una scintilla d’amore (complice Ferzan Ozpetek) tra Angelo Savelli, la Turchia e la magnetica Serra Yilmaz, lo spettacolo racconta la fuga impossibile di una donna dalla sua prigione interiore, tra il fastoso passato ottomano e un presente pieno di contraddizioni.
Accomodati, in palcoscenico, seduti su tappeti e cuscini, gli spettatori, affascinati dalla vicinanza fisica degli attori e coinvolti dal loro affabulare meraviglioso e reale al tempo stesso, assistono allo spettacolo immersi in un'atmosfera sensuale fatta di profumi, vapori, musiche che provengono da paesi lontani, per poi essere catapultati in una contemporaneità ricca d’ironia e di inquietanti rimandi al passato.
Una sera del 1909 ad Istanbul, alla vigilia della definitiva chiusura degli harem, nel palazzo di Yildiz una seducente favorita circassa attende, insieme all’anziana guardiana ed al capo degli eunuchi imperiali, l’incerta visita del sultano, ingannando l’attesa con il racconto di storie fantastiche.
Quasi cento anni dopo, una casalinga dimessa e la sua spumeggiante amica sognano improbabili fughe dalla prigione del loro indecifrabile malessere quotidiano. L’harem visto non solo come una cinta di mura invalicabili, ma piuttosto come luogo dello spirito, un’attitudine vischiosa e pericolosa in cui cadere prigionieri, sia ieri che oggi, sia in Oriente che in Occidente, sia uomini che donne.
Il libro – “L’ultimo harem”, in occasione del suo decimo compleanno, è diventato un libro edito da Titivillus che, oltre al testo di Angelo Savelli, illustrato da una selezione delle più belle fotografie dello spettacolo, comprende in contrappunto i ricordi e le testimonianze dei protagonisti di questa singolare avventura, produttori, attori e tecnici, oltre a un mosaico di impressioni dei critici.
La presentazione è in programma sabato 15 marzo alle 12 al Teatro di Rifredi e vedrà la partecipazione del ministro Maria Elena Boschi, della giornalista Valentina Grazzini, della docente di letteratura turca Ayse Saracgil, le attrici Serra Yilmaz e Valentina Chico.
Info – tel. 055 4220361/2 | intero € 14 - ridotto € 12 |
Orario degli spettacoli: feriali ore 21, domenica ore 16:30, lunedì 17 e 24 riposo | Punto Box Office: dal lunedì al sabato ore 16-19 | www.toscanateatro.it | biglietteria@toscanateatro.it
fonte http://www.toscanalibri.it
Lgbt TV: A "L’eredità" dopo il coming out arriva la commovente lettera di ringraziamento ai suoceri
L’Eredità, il programma preserale di Rai 1 condotto da Carlo Conti, è sicuramente il più seguito del panorama televisivo, e sono stati quindi moltissimi i telespettatori che hanno seguito nella serata di domenica una bella parentesi.
Un concorrente omosessuale, Davide, ha letto una lettera di ringraziamento, sia ai suoi genitori, scomparsi da poco tempo, che al fidanzato ed anche ai ” suoceri “.
Davide, infatti, ha voluto rendere omaggio in pubblico ai genitori del fidanzato, presenti alla trasmissione ed inquadrati dalle telecamere, che dopo la morte dei suoi, lo hanno accolto in casa, dandogli di nuovo il piacere di sentirsi in famiglia.
La lettera è stata molto commovente. In un primo momento il conduttore del programma Carlo Conti non aveva compreso in pieno ed ha domandato al concorrente di chi fossero i genitori Franco e Maria che lui aveva nominato, ottenendo come risposta ” i genitori del mio fidanzato “.
Il programma di Carlo Conti aveva già avuto a che fare con un outing lo scorso anno a Febbraio, quando un altro concorrente in studio, rispondendo alla classica domanda sulla fidanzata, aveva ammesso la sua omosessualità, dicendo di essere in cerca di un ragazzo e di avere partecipato anche al Gay Pride.
Il programma di Carlo Conti non ha certo bisogno di colpi a sorpresa, visto il grande seguito, confermato anche dal premio che lo stesso conduttore ha conquistato proprio nella serata di domenica nell’ultima edizione del premio ” Regia televisiva “, ma sicuramente questo caso, come quello dello scorso anno, hanno contribuito ad innalzare ulteriormente lo share.
Corsa allo share attraverso le notizia su amore omosessuali, che nello scorso mese di Febbraio aveva visto protagonista anche Maria De Filippi, che si era aggiudicata la vittoria tra i programmi del sabato sera il 15 Febbraio, con la storia di due ragazzi gay.
fonte http://www.befan.it/by Giuseppe Genova
Un concorrente omosessuale, Davide, ha letto una lettera di ringraziamento, sia ai suoi genitori, scomparsi da poco tempo, che al fidanzato ed anche ai ” suoceri “.
Davide, infatti, ha voluto rendere omaggio in pubblico ai genitori del fidanzato, presenti alla trasmissione ed inquadrati dalle telecamere, che dopo la morte dei suoi, lo hanno accolto in casa, dandogli di nuovo il piacere di sentirsi in famiglia.
La lettera è stata molto commovente. In un primo momento il conduttore del programma Carlo Conti non aveva compreso in pieno ed ha domandato al concorrente di chi fossero i genitori Franco e Maria che lui aveva nominato, ottenendo come risposta ” i genitori del mio fidanzato “.
Il programma di Carlo Conti aveva già avuto a che fare con un outing lo scorso anno a Febbraio, quando un altro concorrente in studio, rispondendo alla classica domanda sulla fidanzata, aveva ammesso la sua omosessualità, dicendo di essere in cerca di un ragazzo e di avere partecipato anche al Gay Pride.
Il programma di Carlo Conti non ha certo bisogno di colpi a sorpresa, visto il grande seguito, confermato anche dal premio che lo stesso conduttore ha conquistato proprio nella serata di domenica nell’ultima edizione del premio ” Regia televisiva “, ma sicuramente questo caso, come quello dello scorso anno, hanno contribuito ad innalzare ulteriormente lo share.
Corsa allo share attraverso le notizia su amore omosessuali, che nello scorso mese di Febbraio aveva visto protagonista anche Maria De Filippi, che si era aggiudicata la vittoria tra i programmi del sabato sera il 15 Febbraio, con la storia di due ragazzi gay.
fonte http://www.befan.it/by Giuseppe Genova
Lgbt Danza: Il film segreto di Pina Bausch. Una scoperta d’eccezione, che svela passaggi e dettagli del metodo di lavoro della grande coreografa tedesca
Scomparsa prematuramente nel 2009, Pina Bausch ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della danza e del teatro contemporanei.
Una perdita immensa, che ha privato il mondo della cultura di una figura carismatica, di un’artista potentissima e di un’autentica innovatrice dell’estetica coreutica.
Dal giorno della sua morte è in corso un complesso progetto di recupero e digitalizzazione dell’Archivio Pina Bausch: un modo per salvare, organizzare e condividere tutto il materiale esistente relativo al suo lavoro internazionale e a quello del Tanztheater Wuppertal.
A coordinare il tutto è la Pina Bausch Foundation, diretta da Rolf-Salomon Bausch, figlio di Pina.
Un percorso lungo e necessario, che ha condotto di recente a una scoperta d’eccezione.
È stato infatti rinvenuto un lungometraggio, dal titolo AHNEN ahnen, realizzato da Pina Bausch nel 1987 mentre era impegnata a girare Il Lamento dell’Imperatrice, uscito nel 1990, sua unica altra produzione cinematografica conosciuta.
Il film, rimasto sepolto tra gli scaffali della Fondazione per decenni, racconta dell’originale, intenso, minuzioso metodo di lavoro attuato dalla coreografa con la sua compagnia.
AHNEN ahnen era nato per un’esigenza pratica, quasi una sfida: Pina volle dimostrare ai produttori de Il Lamento dell’Imperatrice che era capace di girare un intero film senza avvalersi di un copione.
Dall’ideazione alla creazione, fino alla messa in scena, le sue opere – che fossero spettacoli o lavori cinematografici per il grande schermo – nascevano grazie a una maniera tutta personale di approcciare la danza e il rapporto con i danzatori.
Un processo mai svelato, lontano dai tradizionali format, che l’artista aveva deciso di fissare su pellicola: da lei diretto e montato, il film è un documentario sulla genesi dell’omonimo spettacolo teatrale Ahnen (1987), ancora inedito in Italia.
AHNEN ahnen è stato presentato unicamente a Wuppertal, lo scorso 18 gennaio, nell’ambito del festival che celebra – fino a maggio 2014 – i quarant’anni dalla nascita del mitico Tanztheater Wuppertal.
Fonte http://www.artribune.com/ Scritto da Helga Marsala
Una perdita immensa, che ha privato il mondo della cultura di una figura carismatica, di un’artista potentissima e di un’autentica innovatrice dell’estetica coreutica.
Dal giorno della sua morte è in corso un complesso progetto di recupero e digitalizzazione dell’Archivio Pina Bausch: un modo per salvare, organizzare e condividere tutto il materiale esistente relativo al suo lavoro internazionale e a quello del Tanztheater Wuppertal.
A coordinare il tutto è la Pina Bausch Foundation, diretta da Rolf-Salomon Bausch, figlio di Pina.
Un percorso lungo e necessario, che ha condotto di recente a una scoperta d’eccezione.
È stato infatti rinvenuto un lungometraggio, dal titolo AHNEN ahnen, realizzato da Pina Bausch nel 1987 mentre era impegnata a girare Il Lamento dell’Imperatrice, uscito nel 1990, sua unica altra produzione cinematografica conosciuta.
Il film, rimasto sepolto tra gli scaffali della Fondazione per decenni, racconta dell’originale, intenso, minuzioso metodo di lavoro attuato dalla coreografa con la sua compagnia.
AHNEN ahnen era nato per un’esigenza pratica, quasi una sfida: Pina volle dimostrare ai produttori de Il Lamento dell’Imperatrice che era capace di girare un intero film senza avvalersi di un copione.
Dall’ideazione alla creazione, fino alla messa in scena, le sue opere – che fossero spettacoli o lavori cinematografici per il grande schermo – nascevano grazie a una maniera tutta personale di approcciare la danza e il rapporto con i danzatori.
Un processo mai svelato, lontano dai tradizionali format, che l’artista aveva deciso di fissare su pellicola: da lei diretto e montato, il film è un documentario sulla genesi dell’omonimo spettacolo teatrale Ahnen (1987), ancora inedito in Italia.
AHNEN ahnen è stato presentato unicamente a Wuppertal, lo scorso 18 gennaio, nell’ambito del festival che celebra – fino a maggio 2014 – i quarant’anni dalla nascita del mitico Tanztheater Wuppertal.
Fonte http://www.artribune.com/ Scritto da Helga Marsala
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