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lunedì 13 ottobre 2025

Firenze: a Palazzo Pitti il Novecento in quaranta abiti da sogno: nuovo allestimento al Museo della Moda

Nove sale appena inaugurate (con molti capi mai esposti fino ad oggi) raccontano gli stili dello scorso secolo dal Charleston degli anni Venti agli scintillanti anni Ottanta di Enrico Coveri, passando per le creazioni mozzafiato di Elsa Schiaparelli, Yves Saint Laurent, Pierre Cardin e Roberto Capucci.

Un secolo di moda, dalla vivacità del Charleston agli scintillanti anni Ottanta di Enrico Coveri, passando per le creazioni mozzafiato di Elsa Schiaparelli, Yves Saint Laurent, Pierre Cardin e Roberto Capucci. A raccontarlo - attraverso 40 abiti simbolo della più elevata sartorialità mondiale (molti dei quali mai esposti), posti in elegante dialogo con opere di maestri della pittura del Novecento quali Galileo Chini, Felice Casorati, Alberto Burri - è il nuovo allestimento realizzato dal Museo della Moda di Palazzo Pitti.  

A un anno esatto dalla riapertura totale della Galleria, interamente rinnovata, la selezione novecentesca esposta ‘gira’, per offrire al pubblico un nuovo capitolo da sogno della storia del costume. Forte di una collezione di 15.000 capi storici e accessori, dal Settecento a oggi, il Museo della Moda ha stabilito di rinnovare a cadenza annuale le collezioni in mostra, facendo riemergere a rotazione dai depositi abiti straordinari, inediti e accuratamente restaurati per poter essere offerti alla visione del pubblico. Restano invariate le sale della moda Sette-Ottocentesca e degli Abiti Medicei.

Il primo dei nuovi spazi, dedicato alla ‘Moda Charleston’ tra avanguardie ed esotismo, apre la nuova selezione: lo straordinario Trittico di Galileo Chini trasforma la sala in un set scenografico di pucciniana memoria con l’abito indossato dalla moglie del pittore in occasione della prima di Turandot al Teatro La Scala di Milano il 25 aprile 1926. Altri abiti preziosi realizzati con sete pregiate arricchiti da motivi decorativi ispirati alla Cina, al Giappone e all’India rammentano come l’orientalismo si intrecciasse con il desiderio di emancipazione e sperimentazione tipico delle flapper, giovani donne dell’epoca che rompevano con la tradizione.

Seguono due sale dedicate alla Moda tra le due Guerre: una infilata di abiti mozzafiato che spaziano dalla cultura Déco, a quella delle avanguardie, al razionalismo, al glamour cinematografico degli anni Trenta del Novecento. In tale contesto, il dipinto di Felice Casorati, Lo straniero, fa da controcanto a capi di Elsa Schiaparelli e Madeleine Vionnet.

La rassegna continua con un viaggio nella Moda nel dopoguerra, con un rarissimo abito del giovane Yves Saint Laurent, nominato, dopo la morte di Christian Dior nel 1957, direttore creativo della prestigiosa Maison e tre abiti, tra cui un Gattinoni, appartenuti a Ingrid Bergman.

A seguire tre sale interamente dedicate agli anni Sessanta e Settanta del Novecento, che culminano con una incursione nello Space Age Movement, caratterizzato da un’estetica futuristica e minimalista ispirata alle esplorazioni spaziali e alle innovazioni tecnologiche dell’epoca, grazie a designer iconici come André Courreèges, André Laug e Pierre Cardin, tutti rappresentati in mostra.

Spazio poi a Roberto Capucci, uno dei protagonisti più audaci e innovativi della moda italiana. In un’epoca dominata dalla rivoluzione giovanile, dalla minigonna e dal prêt-à-porter emergente, rimase fedele a una visione quasi architettonica e scultorea dell’abito, che lo rese famoso sulla scena internazionale.

Finale ‘esplosivo’ con Enrico Coveri, che a partire dagli anni Ottanta fece delle paillettes il simbolo del suo stile scintillante, ironico e anticonformista.

Annualmente ci saranno rotazioni, per far riemergere dai depositi della galleria pezzi storici mai visti prima.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde: “Questa nuova selezione di abiti del Museo della Moda e del Costume racconta la moda del Novecento come linguaggio visivo e culturale, in dialogo costante con la pittura e le arti. Dai ricami esotici delle flapper all’immaginario decorativo di Galileo Chini, dalla sintesi formale di Casorati e della moda degli anni Trenta fino al minimalismo dello Space Age, accostato ai bianchi e neri di Alberto Burri. La moda si rivela così non solo specchio della trasformazione del femminile, ma anche patrimonio di forme, materiali e visioni che affianca e arricchisce la narrazione figurativa dell’arte”.

La curatrice del Museo della Moda e del Costume Vanessa Gavioli: “Nel Novecento la moda racconta la donna tra libertà ed eleganza. Dalle flapper degli anni Venti con abiti leggeri e accenti esotici, si passa agli anni Trenta, con una femminilità più classica e tradizionale. Chanel rivoluziona il tailleur, poi rielaborato da Galitzine e Schön. Negli anni Sessanta e Settanta esplodono minigonne, grafismi e subculture, mentre lo Space Age guarda al futuro e Capucci scolpisce l’abito. Negli anni Ottanta, Coveri esalta luce e colore con le paillettes”.

fonte e Info: www.uffizi.it 

lunedì 9 dicembre 2024

A Roma la mostra "En Scène: Yves Saint Laurent. Costumi e Scene per Balletto, Teatro e Cabaret" Fino a venerdì 7 marzo 2025

La Fondazione Nicola Del Roscio in collaborazione con il Musée Yves Saint Laurent Marrakech e il Musée Yves Saint Laurent Paris presenta il progetto espositivo En Scène: Yves Saint Laurent. Costumi e Scene per Balletto, Teatro e Cabaret, da sabato 6 dicembre 2024 a venerdì 7 marzo 2025, presso i propri spazi di Via Francesco Crispi a Roma, con la curatela del designer Stephan Janson.

Questa straordinaria esposizione, porta per la prima volta a Roma una selezione di disegni e bozzetti di costumi e decori per il balletto, il teatro e il cabaret, realizzati della celebre leggenda della moda Yves Saint Laurent (1936-2008), ripercorrendo la profonda passione dello stilista per il mondo dello spettacolo, durata tutta la vita.

Le opere presentate provengono dalla vasta collezione di tessuti, disegni, fotografie e documenti del Musée Yves Saint Laurent Paris / Fondation Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, Paris. In mostra sono esposti circa sessanta disegni che rappresentano modelli di scenografie e costumi datati tra il 1959, per il balletto Cyrano de Bergerac, ed il 1978, anno in cui fu presentata l’opera teatrale di Jean Cocteau L’aquila a due teste al Théâtre de l’Athénée di Parigi. Anche il cabaret è presente in vari bozzetti, tra cui quelli de Le spectacle Zizi Jeanmaire, presentato in anteprima al Teatro Eliseo di Roma nel novembre 1963.

Yves Saint Laurent, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi stilisti del XX secolo, ha influenzato generazioni di artisti e lasciato un segno indelebile nella cultura internazionale. Fin da bambino, il futuro couturier ammirava molto il teatro e sognava di entrare nel mondo dello spettacolo.

Nel 1950 a Oran, sua città natale in Algeria, il giovane Saint Laurent assistette a una rappresentazione de L’école des femmes di Molière realizzata da Louis Jouvet (1887-1951) e la sua compagnia teatrale. Fu allora che scoprì la magia del teatro; rimase affascinato dagli incantevoli costumi e dalle scenografie disegnate dal pittore Christian Bérard (1902-1949), che divenne per lui una sorta di idolo.

La sua formazione e le vicissitudini che hanno caratterizzato gli anni a venire, lo hanno indirizzato verso il mondo della moda, dove incontra Christian Dior, il suo primo e unico capo, che lo incoraggia a essere sempre curioso, a uscire, andare a teatro, vedere mostre e concerti. Se Dior aveva immediatamente capito il talento commerciale del giovane Saint Laurent, è stato il coreografo Roland Petit a scoprire il suo talento artistico e a commissionargli i primi costumi per il balletto Cyrano de Bergerac nel 1959. Petit rimarrà anche successivamente una figura a lui molto vicina che lo aiuterà a superare il licenziamento dalla Maison Dior nel 1960 e lo sosterrà quando la casa di moda di Yves Saint Laurent verrà lanciata nel 1962. Nel corso di soli due anni, affidò al giovane couturier la progettazione di costumi e decori per ben otto balletti.

L’amicizia di Yves con la moglie di Roland Petit, ovvero la celebre ballerina Zizi Jeanmaire, ha dato vita a una miriade di sfilate rimaste nella storia, con creazioni indimenticabili come il costume del “Mon truc en plumes”, un costume del 1961, recentemente omaggiato da Lady Gaga all’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi.

Se l’eccezionale contributo al mondo della moda è ben noto, questa mostra sul suo lavoro di costumista e scenografo per il teatro e il balletto getta una nuova luce sul genio di Yves Saint Laurent, evidenziando la profonda comprensione, il talento artistico e l’impegno del couturier in ambiti che vanno oltre il mondo dell’alta moda. La sua comprensione della luce, il senso del colore, la sua linea, il suo movimento e il suo fascino sono elementi che insieme compongono ritratti perfetti di personaggi che il maestro avrebbe vestito di volta in volta.

Migliaia di donne possono testimoniare la naturale disinvoltura che i suoi abiti trasmettono, così come attori e ballerini possono provare la forza intrinseca dei suoi costumi.  La grande Maya Mikhailovna Plisetskaya ha detto che ballare con un costume di Saint Laurent era un prezioso aiuto per entrare nel personaggio. Catherine Deneuve riconosceva quanto i costumi di Saint Laurent per Belle de jourl’abbiano aiutata aiuto a entrare perfettamente in sintonia con il suo personaggio, in parte appianando i rapporti tesi con il regista del film Luis Buñuel.

Se alcuni balletti di Petit sono stati rappresentati alla Scala di Milano e da compagnie teatrali italiane – come quelle del Piccolo di Milano e dell’Argentina di Roma, che hanno utilizzato le sue coreografie – questa mostra alla Fondazione Nicola Del Roscio di Roma, la prima dedicata al grande couturier in Italia, è una presentazione e una delineazione approfondita di un universo che gli era molto caro, ma che fino ad oggi è rimasto sconosciuto al pubblico italiano.

La scelta di realizzare questa mostra in Italia, patria della Commedia dell’arte, è il miglior omaggio che si potesse offrire a un uomo che ha dedicato la sua intera esistenza all’arte, alle sue passioni e alla loro condivisione con il pubblico.

Il progetto espositivo En Scène. Yves Saint Laurent. Costumi e Scene per Balletto, Teatro e Cabaret costituisce un’ulteriore tappa della collaborazione tra il Musée Yves Saint Laurent Marrakech e la Fondazione Nicola Del Roscio. Nel 2023 infatti, il Musée Yves Saint Laurent Marrakech ha organizzato la mostra Cy Twombly, Marocco, 1952/1953, in collaborazione con la Cy Twombly Foundation e la Fondazione Nicola Del Roscio, poi trasferita al Virginia Museum of Fine Arts nel 2023-2024, accompagnata da un catalogo pubblicato in italiano/inglese e francese/arabo da Humboldt Books e Éditions Jardin Majorelle.

Fondazione Nicola Del Roscio. Via Francesco Crispi, 18 – Roma

roma@fondazionenicoladelroscio.it

+39 06-89168819
lun – ven 11:00 – 17:30

fonte: https://fondazionenicoladelroscio.it/

lunedì 27 marzo 2023

Books: "YVES SAINT LAURENT AT HOME. Life with Yves and Pierre" by Marianne Haas

Yves Saint Laurent and Pierre Bergé were worldbuilders of an unparalleled caliber; true tastemakers who approached each interior project with imagination and rigeur, crafting grand spaces infused with personality and provenance. 

Connoisseurs in every sense of the word with a deep knowledge and appreciation for art and interior design, the two built and lived among a spectacular and carefully-considered collection. In close collaboration with world-class designer Jacques Grange, they crafted private spaces full of wonder and enchantment.

Readers are invited to discover the couple’s savoir-faire through the most exquisite photographs of the interiors and gardens of Yves’s Château Gabriel, the dacha in Deauville; the Villa Majorelle in Marrakech; the apartment on rue de Babylone and his maison de couture on avenue Marceau. 

With photographs by Marianne Haas, and texts and special contributions from Jacques Grange, Catherine Deneuve, Betty Catroux, Laurence Benaïm, Louis Benech and other members of Yves’ tribe, the creative couple’s legacy lives on.

"Yves and Pierre are true collectors—the kind of humanists who have survived into the present—who collect with a concern for literary and historical knowledge. Their homes seem to be haunted by countless storybook characters."
Jacques Grange

Jacques Grange is an interior designer and decorator and a graduate of the École Boulle and the École Camondo in Paris. He began his career in the 1970s working alongside Henri Samuel, Didier Aaron and Alain Demachy. His interior design projects have included many private residences in Europe and the United States, including those of H.R.H. Princess Caroline of Hanover, Jean and Terry de Gunzburg, Israel Englander, Robert Agostinelli, Pauline Karpidas, Paloma Picasso, Daniela Memmo d’Amelio, Jérôme and Sophie Seydoux, François Pinault and Ronald Lauder; several hotels, including the Mark Hotel in New York, the Hotel Cappuccino in Palma de Mallorca, Francis Ford Coppola’s Palazzo Margherita in Bernalda in Italy, the Villa Maïa in Lyon and the Cheval Blanc St-Barth; and yachts such as the Pacha III and Pamela V.

Over the course of his long-standing friendship and collaboration with Yves Saint Laurent and Pierre Bergé, Jacques Grange oversaw the interior design of their homes in Paris, the Villa Majorelle in Marrakech, the Villa Mabrouka in Tangier, the Château Gabriel in Benerville as well as the décor of Yves Saint Laurent’s haute couture house in Paris. He has also staged several exhibits for Yves Saint Laurent around the world. Jacques Grange approaches each project with the same enthusiasm, be it a palace, a hotel or cabanas in Portugal.

Photographer Marianne Haas was born in Sursee, Switzerland, and is based between Paris and Zurich. She specializes in portraits of artists and designers, and interiors and gardens.Her work has appeared in Elle Décor, Elle Decoration, Elle, Vogue, Paris Match, Madame Figaro and Architectural Digest. She studied photography in Paris, working for photographer Jean-Marie Périer, before directing the short film “Point le Chat,” which was shown at Cannes Film Festival, the Montreal Film Festival and New York Film Festival, where it received the bronze medal. Her work has been shown at Pierre Passebon’s Galerie du Passage, Gallery Tino Zervudachi and Gallery Pierre-Alain Challier, among others.

Laurence Benaïm is a journalist, writer, publisher, fashion curator and expert who is based in Paris. She has written a number of books and biographies, on Yves Saint Laurent, Marie Laure de Noailles and Jean-Michel Frank, among other subjects. She has written a number of books for Assouline, including Orientalism Style, Yves Saint Laurent: The Impossible Collection, Dior by Yves Saint Laurent and other titles.

source:  https://eu.assouline.com

mercoledì 9 febbraio 2022

Mostre > Yves Saint Laurent: sessant’anni di moda e di arte

Sarà la mostra “Yves Saint Laurent Aux Musées” dal 29 gennaio al 15 maggio del 2022, in sei diversi musei di Parigi, che celebrerà 60 anni di moda del marchio. L’evento espositivo vuole festeggiare il 60° anniversario dalla nascita della maison francese e il talento del suo fondatore. Il soprannominato “genio della moda” fonda nel 1961, all’età di 25 anni, insieme al suo compagno e socio Pierre Bergè, l’omonima casa di moda, ancora oggi tra le più importanti al mondo. Tema emergente dalla mostra è, l’influenza dell’arte nel lavoro creativo dell’illustre couturier. L’esposizione, a 13 anni dalla sua scomparsa, ne celebra l’incredibile lascito artistico.

Saint Laurent Aux Musées è il titolo della mostra che celebra 60 anni di moda firmati dal leggendario couturier.

Proprio il 29 gennaio 1962, Yves Saint Laurent porta in passerella nella Ville lumière la sua prima collezione e, per questo, il nome dell’exhibition non potrebbe essere più adatto. L’opera del fondatore della casa di moda, oggi guidata allo stile da Anthony Vaccarello e nel portfolio da Kering, è, all’interno della mostra, collegata a multiformi ambiti artistici.

I nomi dei musei, chiamati ad ospitare l’ambizioso progetto, comprendono il Museo d’Arte Moderna di Parigi,

il Louvre, il Picasso, il Museo Yves Saint Laurent, il Centro Pompidou e il Musée d’Orsay. Come un eterno spirito innovativo e avanguardista il Presidente della Fondazione Pierre Bergè-Yves Saint Laurent dipinge l’essenza sui generis di Yves. Spiega la definizione motivandola con la necessità, propria dello stilista, di guardare la moda da prospettive e in modalità sempre differenti. Yves proietta le sue creazione artistiche nel futuro e, allo stesso tempo, guarda il suo lavoro a ritroso nel tempo, al fine di renderlo, in ogni caso, rilevante.

 

Un’esistenza molto intensa, fatta di eccessi, invenzioni, provocazioni e intuizioni, è quella vissuta dal primo stilista celebrato al Costume Institute del Metropolitan Museum of Art.

“La moda non è arte, ma per fare vestiti bisogna essere artisti, io non sono un sarto, ma un fabbricante di felicità“

recita una celebre citazione del designer. Tra gli abiti in mostra, non puo’ mancare l’iconico tubino Mondrian che Yves realizza nel 1965. Viene esposto al centro Pompidou, abbinato al dipinto originale da cui l’abito eredita il nome.  Il couturier si ispira, infatti, per questo modello, all’arte del pittore olandese e alle sue famose geometrie colorate. Il connubio tra arte e moda prosegue al Musèe d’Orsay, in cui Le Dèjeuner sur L’herbe di Monet fa da cornice ad una creazione del 1986 dello stilista.

Il museo menzionato espone anche il legame che il couturier intesse ininterrottamente, durante la sua carriera, con la letteratura di Marcel Proust. 

Il Louvre, invece, immortala il rapporto che il designer, creatore dell’idea moderna di fascino glamour, coltiva con l’elemento dorato e la luce in generale. 

Un’apposita esposizione nella Galerie d’Apollon rappresenta la tematica attraverso un accostamento visivo dei capi ai gioielli della corona francese e alla preziosità delle collezioni permanenti.

 

L’idea di una coralità museale, che mescola più voci artistiche, crea uno storytelling encomiastico del patrimonio offerto dai maggiori musei parigini.

 

Tra le creazioni esposte, firmate Yves Saint Laurent, spicca sicuramente lo smoking femminile, capo dalla forte innovazione stilistica. Con esso la donna raggiunge, nel vestiario, la stessa credibilità dell’uomo.

“Chanel ha liberato le donne e io ho dato loro potere”,

afferma lo stesso couturier. Simbolo della rivoluzione sessuale degli anni ‘70, Yves sfida i codici di genere e forgia una nuova immagine di donna, libera, spavalda, sensuale e indipendente. Da consacrazione nell’Olimpo degli stilisti gli vale sicuramente l’invenzione del vestito a trapezio. Un abito privo di punto vita, dalle spalle strette e leggermente svasato che incarna una nuova bellezza, androgina e quasi, bambinesca, incarnata dalla modella Twiggy. Emerge il quadro di Yves Saint Laurent come un uomo profondamente in sintonia con i più importanti movimenti artistici del XX secolo, con un vis à vis con Pablo Picasso.

Nelle gallerie del Musée d’art moderne si può apprezzare un alternanza di ritmi e colori, luci e texture che mette in correlazione lo stilista con molteplici discipline artistiche e scuole di pensiero dell’epoca. 

L’intento della mostra, proposta come una sorta di arcipelago in cui muoversi il libertà, è, infatti, il superamento della conoscenza tradizionale dell’opera di Yves Saint Laurent. 

Un superamento possibile attraverso una nuova dimensione che lo raffigura in qualità di eclettico protagonista di innumerevoli affinità e insospettabili connessioni con il poliedrico mondo dell’arte.

Leggi anche –  Buon compleanno Yves Saint Laurent inimitabile genio della moda  

fonte > Scritto da:   www.lifeandpeople.it

mercoledì 1 gennaio 2020

Moda: A Firenze "Celebration" il film su Yves Saint Laurent. Cinema La Compagnia dal 02-11 gennaio 2020

Gli ultimi due anni di Yves Saint Laurent lo stilista parigino che ha rivoluzionato la moda. IN Collaborazione con il Festival dei popoli

Mentre Yves Saint Laurent, tra i più grandi stilisti parigini di alta moda, disegna i bozzetti della sua collezione finale, Pierre Bergé gestisce dietro le quinte una serie di eventi per celebrarlo come mito moderno. Immergendosi all’interno della casa di moda durante gli ultimi due anni di YSL, il documentarista Olivier Meyrou filma la coppia YSL-Bergé. In questo ritratto di quegli ultimi anni di YSL, il film offre una panoramica di osservazioni dietro le quinte, in cui Saint Laurent sembra fragile e a volte un po’ distante.  

Il film racconta la storia di un qualcosa che sta arrivando alla fine, passando anche attraverso un deterioramento sul piano fisico; quel momento preciso in cui la creazione stessa sembra impossibile. È difficile vedere finire il mondo che tu stesso hai creato. 
Presentato in anteprima all’interno della 60° edizione del Festival dei Popoli

"CELEBRATION"
ANNO: 2018
REGIA: Olivier Meyrou
PAESE: Francia
DURATA: 73 min
INGRESSO: 6€ intero / 5€ ridotto
v.o. sot ita

CLICCA QUI PER IL TRAILER  

SPETTACOLI | VAI AL PROGRAMMA

GIOVEDì 2, ORE 19.00, VENERDì 3, ORE 15.00
DOMENICA 5, ORE 19.00, MARTEDì 7, ORE 21.00
GIOVEDì 9, ORE 17.00, VENERDì 10, ORE 21.15, SABATO 11, ORE 19.00

giovedì 17 marzo 2016

Lgbt: Due musei per Yves Saint Laurent da Parigi a Marrakech

Da Parigi a Marrakech: due musei raccontando l’opera immortale di Yves Saint Laurent

Cinquemila creazioni couture. Quindicimila accessori. E poi ancora migliaia e migliaia di disegni, fotografie, oggetti… un tesoro enorme, un’eredità mastodontica che il genio di Yves Saint Laurent ha lasciato dietro di sé. E che oggi può finalmente avere non una ma ben due “case”: una a Parigi e l’altra a Marrakech.

Due grandi musei raccoglieranno e racconteranno l’opera e il genio di Saint Laurent e questo grazie anche alla lungimirante scelta dello stesso grande couturier che ha, unico nella sua generazione, deciso di catalogare in maniera sistematica il suo intero lavoro a partire dal suo esordio datato 1961. Il primo sarà allestito nell’atelier storico di 5 avenue Marceau, dove Yves Saint Laurent ha lavorato per 30 anni (dal 1974 al 2002) e che dal 2004 è la casa della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent.

Uno spazio che verrà ripensato completamente da Nathalie Crinière e Jacques Grange (già collaboratori della fondazione) e che vedrà esposizioni in costante aggiornamento. All’opening -che avverrà nel 2017- del museo parigino corrisponderà anche l’apertura del secondo spazio espositivo a Marrakech, città che Saint Laurent, dal 1966, aveva ribattezzato come sua seconda casa e fonte di ispirazione. Quattromila metri quadri in Rue Yves Saint Laurent conterranno un’esposizione permanente curata da Christophe Martin, uno spazio per delle mostre temporanee, un auditorium, una bibliteca per la ricerca, e un ristorante. I due musei saranno aperti a partire dal 2017
fonte: http://www.vogue.it/

lunedì 23 marzo 2015

Lgbt: La scandalosa collezione di Yves Saint Laurent del '71 è tornata

La sua collezione ispirata al periodo della Seconda guerra mondiale terrorizzò il mondo della moda, da domani sarà nuovamente proiettata a Parigi.

Nel gennaio del 1971, Yves Saint Laurent presentò la sua collezione couture per la primavera/estate a 180 clienti e giornalisti. Il vestito corto dal profondo collo a v, le zeppe, i turbanti e il trucco hanno creato un insieme talmente forte e scioccante da scatenare il panico. Oltretutto, i riferimenti al guardaroba femminile della Seconda guerra mondiale erano talmente ovvi nella collezione Quarante o Libération che facevano tornare in mente i giorni bui dell'occupazione nazista.

"Assolutamente tremenda" disse Eugenia Sheppard del New York Times. Di tutte le varie critiche, forse la più forte è stata: "Yves Saint Laurent esamina il 'look da donnaccia" del periodo della Seconda guerra mondiale," o anche "Un triste ricordo dei giorni del Nazismo."

Yves si in verità fatto ispirare dalla sua amica Paloma Picasso. Negli anni Settanta, lei era a corto di denaro e poteva comprare abiti solo al mercato delle pulci dove venivano venduti molti vestiti degli anni Trenta e Quaranta.

Dopo un boicottaggio generale all'epoca, tutti adesso sono concordi nel dire che la collezione del 1971 fu un grande momento nella carriera di Saint Laurent, così come conferma lla sua capacità di previsione del gusto della moda, essendo stato tra i primissimi ad anticipato lo stile retrò.

Yves Saint Laurent 1971: la collection du scandale verrà mostrata alla Fondazione Pierre Bergé et Yves Saint Laurent.
INFO A QUESTO LINK:
http://www.fondation-pb-ysl.net/fr/Accueil-Fondation-Pierre-Berge-Yves-Saint-Laurent-575.html
fonte: Testo Oscar Heliani - https://i-d.vice.com/it

venerdì 21 marzo 2014

Lgbt: Al cinema "Yves Saint Laurent" il film sullo stilista francese. Diretto da Jalil Lespert, arriverà nelle sale italiane il 27 marzo

Yves Saint Laurent è il film sul celebre stilista francese morto nel 2008. Diretto da Jalil Lespert, è l'unico lungometraggio approvato da Pierre Bergé, ex compagno del celebre creatore di moda, al suo fianco per cinquant'anni.

Nei panni di Yves Saint Laurent c'è il ventiquattrenne Pierre Niney, a cui è affidato il compito di mostrare sul grande schermo come il giovane designer, nonostante le incertezze e le paure, sia riuscito a trasformare e innovare radicalmente il mondo della moda, diventando lui stesso un'icona del XX secolo.

Nel 1957 a Parigi, a soli 21 anni, Yves Saint Laurent (Niney) è chiamato a dirigere la grande casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso.

Da quel momento tutti gli occhi e riflettori sono puntati su di lui: il mondo del fashion è impaziente di scoprire il talento del promettente stilista.

Durante la presentazione della sua prima collezione Yves conosce Pierre Bergé (Guillaume Gallienne) che da quel momento diventerà suo compagno di vita e di affari.
A tre anni da quel magico incontro i due fondano insieme la Yves Saint Laurent Company, destinata a divenire uno dei marchi di moda più famosi.

Il film arriverà nelle sale italiane il 27 marzo distribuito da Lucky Red.
fonte http://cultura.panorama.it/di Simona Santoni
Yves Saint Laurent - Trailer Ufficiale Italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=B4rbKq7yEv4#t=56