Zoolander 2, forse non è più il tempo per un sequel della pellicola del 2001 scritta e diretta da Ben Stiller. Un gruppo di attivisti LGBT ha chiesto di boicottare il sequel del fortunatissimo film a causa della presenza nel cast di un modello androgino e a prima vista asessuato di nome “All”, interpretato da Benedict Cumberbatch, personaggio che potrebbe incitare alla transfobia.
Zoolander 2. Vi ricordate Zoolander? I modelli che vogliono aiutare il prossimo perché la vita non è solo essere “belli-belli-belli” in modo assurdo” e che risolvono i loro dubbi esistenziali con la formula “Orange-Moka-Frappuccino”? Ecco, rischiate di dovervi dimenticare di questa scena. Se 14 anni fa andavano bene, oggi per qualcuno non più.
Si, perché come riportato dal Guardian on line esiste una petizione firmata da 9.000 persone che accusa la pellicola di prendersi gioco delle personalità androgine e dei transessuali nella moda. Questo perché in Zoolander 2 il personaggio di Benedict Cumberbatch si basa sulla figura di Andreja Pejić, modella transgender protagonista della pellicola: “In Zoolander 2 il modello androgino interpretato da Benedict Cumberbatch è oggetto di una domanda da parte di Derek Zoolander e Hansel -interpretato da Owen Wilson ndr- : entrambi chiedono se è uomo o donna e se ha l’hot dog o la farfallina. Inoltre il personaggio interpretato da Cumberbatch è eccessivamente stereotipato e si prende gioco dei transessuali”.
QUI LA PETIZIONE: http://www.thepetitionsite.com/it-it/549/222/494/boycott-zoolander-2-for-its-offensive-representation-of-non-binary-individuals/
“Se i produttori di Zoolander 2 -prosegue la petizione- avessero voluto proporre un modello sociale relativo all’esistenza di modelli transessuali o androgini nell’industria dello stile, avrebbero potuto ingaggiare come attore Andreja Pejić. Invece hanno scelto di presentare il modello transgender in un’accezione negativa incentivando una percezione negativa e pericolosa della comunità gay incentivando la transfobia”. Zoolander 2, diretto da Ben Stiller, dovrebbe uscire negli Usa il 12 febbraio 2016.
fonte: di Maghdi Abo Abia per http://www.giornalettismo.com
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
mercoledì 25 novembre 2015
Lgbt: Esce “Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” il film sul luogo dov’è nata la grande opera
“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” arriverà nelle sale italiane il 24 e 25 novembre nell’ambito del progetto della Grande Arte al cinema di Nexo Digital.
Il film racconta la storia del teatro che più di ogni altro ha catturato e legato a sé i più grandi nomi della scena musicale di tutti i tempi. Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Luchino Visconti hanno fondato il mito di un luogo, animato in anni più recenti da artisti come Claudio Abbado e Riccardo Muti, che ancora oggi suscita un senso di sacralità: nel film ce lo raccontano tra gli altri i direttori d’orchestra Daniel Barenboim e Riccardo Chailly, i cantanti Mirella Freni e Plácido Domingo, i ballerini Carla Fracci e Roberto Bolle oltre ai sovrintendenti Pereira, Lissner e Fontana.
Inaugurato nel 1778, il Teatro alla Scala di Milano è il luogo dove è nata la tradizione della grande opera italiana. Le videocamere, accompagnate dalla voce narrante di Sandro Lombardi, percorrono i corridoi e ci fanno respirare 237 anni di storia.
Gli autori Luca Lucini e Silvia Corbetta hanno dichiarato: “Immediatamente è stato chiaro che se avessimo voluto carpire i segreti di quasi 250 anni di storia del Teatro alla Scala di Milano, avremmo dovuto narrare ciò che la Scala è: una fabbrica di emozioni e un luogo unico al mondo, dove si concentrano passione, sacrificio, talento e dedizione. Abbiamo abbandonato la rigidità del racconto prettamente cronologico e ci siamo lasciati trasportare dalle rapide di un fiume fatto di luci, musiche, immagini, silenzi”.
“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” vede anche la fotografia di Luca Bigazzi e la partecipazione straordinaria di Bebo Storti nel ruolo di Domenico Barbaja, Francesca Inaudi nel ruolo di Marietta Ricordi, Filippo Nigro nel ruolo di Bartolomeo Merelli, Giuseppe Cederna nel ruolo dell’ingegnere Giuseppe Colombo, Andrea Bosca nel ruolo del concierge del Grand Hotel et de Milan, Gigio Alberti nel ruolo di Luigi Illica e Pia Engleberth nel ruolo di Biki.
Tra le location d’eccellenza che compaiono nel film anche il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia con la centrale termoelettrica Regina Margherita, che fa da sfondo alla ricostruzione di una scena in cui l’ingegner Colombo attiva la luce elettrica alla Scala.
“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie”, distribuito nel mondo da Nexo Digital, è prodotto da Skira Classica, Arte France, Rai Com e Camera Lucida e realizzato in associazione con Intesa Sanpaolo spa ai sensi delle norme sul Tax Credit e con il contributo di Pirelli ed Edison.
fonte: http://www.primaonline.it/
Il film racconta la storia del teatro che più di ogni altro ha catturato e legato a sé i più grandi nomi della scena musicale di tutti i tempi. Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Luchino Visconti hanno fondato il mito di un luogo, animato in anni più recenti da artisti come Claudio Abbado e Riccardo Muti, che ancora oggi suscita un senso di sacralità: nel film ce lo raccontano tra gli altri i direttori d’orchestra Daniel Barenboim e Riccardo Chailly, i cantanti Mirella Freni e Plácido Domingo, i ballerini Carla Fracci e Roberto Bolle oltre ai sovrintendenti Pereira, Lissner e Fontana.
Inaugurato nel 1778, il Teatro alla Scala di Milano è il luogo dove è nata la tradizione della grande opera italiana. Le videocamere, accompagnate dalla voce narrante di Sandro Lombardi, percorrono i corridoi e ci fanno respirare 237 anni di storia.
Gli autori Luca Lucini e Silvia Corbetta hanno dichiarato: “Immediatamente è stato chiaro che se avessimo voluto carpire i segreti di quasi 250 anni di storia del Teatro alla Scala di Milano, avremmo dovuto narrare ciò che la Scala è: una fabbrica di emozioni e un luogo unico al mondo, dove si concentrano passione, sacrificio, talento e dedizione. Abbiamo abbandonato la rigidità del racconto prettamente cronologico e ci siamo lasciati trasportare dalle rapide di un fiume fatto di luci, musiche, immagini, silenzi”.
“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” vede anche la fotografia di Luca Bigazzi e la partecipazione straordinaria di Bebo Storti nel ruolo di Domenico Barbaja, Francesca Inaudi nel ruolo di Marietta Ricordi, Filippo Nigro nel ruolo di Bartolomeo Merelli, Giuseppe Cederna nel ruolo dell’ingegnere Giuseppe Colombo, Andrea Bosca nel ruolo del concierge del Grand Hotel et de Milan, Gigio Alberti nel ruolo di Luigi Illica e Pia Engleberth nel ruolo di Biki.
Tra le location d’eccellenza che compaiono nel film anche il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia con la centrale termoelettrica Regina Margherita, che fa da sfondo alla ricostruzione di una scena in cui l’ingegner Colombo attiva la luce elettrica alla Scala.
“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie”, distribuito nel mondo da Nexo Digital, è prodotto da Skira Classica, Arte France, Rai Com e Camera Lucida e realizzato in associazione con Intesa Sanpaolo spa ai sensi delle norme sul Tax Credit e con il contributo di Pirelli ed Edison.
fonte: http://www.primaonline.it/
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Futuri leader Lgbt, nella classifica del Financial Times c'è anche un italiano
Nella top 30 della classifica del Financial Times “2015 Lgbt Future Leaders” che premia i futuri leader che si sono impegnati nel promuovere campagne a favore dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) c’è anche un italiano.
E’ Alessandro Commisso, responsabile Global Brand Operations alla Lush Cosmetics, azienda inglese di cosmetici freschi e fatti a mano, rinomata per le campagne mondiali sui diritti oltre che pro-Lgbt (la campagna #GayIsOk: http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/best_practice/2015/06/23/puo-una-saponetta-essere-illegale-campagna-gayisok-per-fondi-a-associazioni-lgbt_8e1ebaea-5104-473d-9b24-667f27cc14ee.html)
Commisso, unico italiano nella classifica internazionale, è al quattordicesimo posto. In testa c’è Aritha Wickramasinghe, consulente della company K&L Gates (studi legali). Il manager ha dichiarato “Essere leader Lgbt significa lanciare un messaggio ai giovani facendo capire che fare parte di questa comunità non è un freno alla loro carriera”. Mark McBride-Wright, Safety Engineer, KBR è al secondo; Cory Valente
Associate Scientist & Global Leader, The Dow Chemical Company al terzo.
Nei fatti però la discriminazione dilaga. Il premio del quotidiano inglese è infatti nato per sconfiggere lo stigma del ‘diverso’ ed esaltare le capacità professionali di tutti. Sviluppato in collaborazione con l’associazione OutStandind, si propone di mostrare al mondo modelli positivi per incoraggiare sempre più persone ad essere se stesse sui luoghi di lavoro.
Le diversità sono una ricchezza ed andrebbero celebrate e invece il 70% gli impiegati Lgbt lasciano l’azienda in cui lavorano entro il primo anno dall’assunzione, secondo i dati OutStanding. Si dice che per le nuove generazioni l’integrazione sia più facile ed invece il 62% dei laureati Lgbt della generazione Y ha lasciato il primo lavoro appena laureati. L’85% dei gay, lesbiche, bisessuali e transgender dichiara che i luoghi di lavoro non sono affatto ‘inclusivi’ e che l’aria che si respira ha un impatto negativo sul loro rendimento e danneggia la produttività.
Giunta alla terza edizione la classifica mondiale si divide in 3 categorie: i “100 Leading Lgbt Executive”, che premia i migliori manager senior che hanno contribuito a rendere l’ambiente di lavoro un luogo accogliente ed inclusivo; i “30 Leading Ally Executives” per i senior executive che hanno supportato le persone Lgbt in ufficio e, infine, i “30 Top Lgbt future leaders’ per i giovani che hanno apportato un contributo significativo all’inclusione delle persone Lgbt nelle aziende a qualsiasi livello dell’organizzazione aziendale.
Appena ricevuto il premio Alessandro Comisso ha detto: “Sono un ragazzo gay, ma sono anche italiano, giovane, testardo, iperattivo, leggermente ribelle e tutte queste cose hanno avuto maggior impatto sulla mia carriera lavorativa rispetto al mio orientamento sessuale!”. “Promuovere la diversità non si deve limitare al rispetto dei diritti Lgbt. Significa invece valorizzare la ricchezza di ogni individuo senza pregiudizi. In Lush essere gay è totalmente ok, ma anche essere tatuati, avere i capelli colorati o avere un passato da attivisti. Quando si parla di vera uguaglianza, si può davvero fare la differenza” ha concluso il giovane manager.
Commisso nel 2014 è stato determinante nella campagna #SignOfLove per i diritti Lgbt, che ha incluso una petizione di fotografie (migliaia di immagini raccolte in oltre 50 paesi) che furono stampate e consegnate alle ambasciate russe di oltre 20 paesi in occasione dei Giochi Olimpici in Russia. Più recentemente, il giovane manager ha lanciato la campagna #GayIsOk con l’obiettivo di evidenziare come in 76 paesi essere gay è considerato un crimine e in 10 può costare la vita.
La campagna ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti ed è diventata virale sui social. L’hasthag #GayIsOk ha raggiunto in pochi giorni 30 milioni di persone ed è stata usata in occasione delle celebrazioni per l’uguaglianza dei matrimoni negli Stati Uniti, raggiungendo 40 milioni di persone ed ha avviato la più grande conversazione a livello mondiale sulle leggi anti-gay.
La classifica completa dei 30 premiati si legge qui:
http://www.ft.com/intl/cms/s/0/c8981884-70dc-11e5-9b9e-690fdae72044.html#axzz3s3ppx7YS
fonte: di Agnese Ferrara per https://www.ansa.it/
E’ Alessandro Commisso, responsabile Global Brand Operations alla Lush Cosmetics, azienda inglese di cosmetici freschi e fatti a mano, rinomata per le campagne mondiali sui diritti oltre che pro-Lgbt (la campagna #GayIsOk: http://www.ansa.it/lifestyle/notizie/societa/best_practice/2015/06/23/puo-una-saponetta-essere-illegale-campagna-gayisok-per-fondi-a-associazioni-lgbt_8e1ebaea-5104-473d-9b24-667f27cc14ee.html)
Commisso, unico italiano nella classifica internazionale, è al quattordicesimo posto. In testa c’è Aritha Wickramasinghe, consulente della company K&L Gates (studi legali). Il manager ha dichiarato “Essere leader Lgbt significa lanciare un messaggio ai giovani facendo capire che fare parte di questa comunità non è un freno alla loro carriera”. Mark McBride-Wright, Safety Engineer, KBR è al secondo; Cory Valente
Associate Scientist & Global Leader, The Dow Chemical Company al terzo.
Nei fatti però la discriminazione dilaga. Il premio del quotidiano inglese è infatti nato per sconfiggere lo stigma del ‘diverso’ ed esaltare le capacità professionali di tutti. Sviluppato in collaborazione con l’associazione OutStandind, si propone di mostrare al mondo modelli positivi per incoraggiare sempre più persone ad essere se stesse sui luoghi di lavoro.
Le diversità sono una ricchezza ed andrebbero celebrate e invece il 70% gli impiegati Lgbt lasciano l’azienda in cui lavorano entro il primo anno dall’assunzione, secondo i dati OutStanding. Si dice che per le nuove generazioni l’integrazione sia più facile ed invece il 62% dei laureati Lgbt della generazione Y ha lasciato il primo lavoro appena laureati. L’85% dei gay, lesbiche, bisessuali e transgender dichiara che i luoghi di lavoro non sono affatto ‘inclusivi’ e che l’aria che si respira ha un impatto negativo sul loro rendimento e danneggia la produttività.
Giunta alla terza edizione la classifica mondiale si divide in 3 categorie: i “100 Leading Lgbt Executive”, che premia i migliori manager senior che hanno contribuito a rendere l’ambiente di lavoro un luogo accogliente ed inclusivo; i “30 Leading Ally Executives” per i senior executive che hanno supportato le persone Lgbt in ufficio e, infine, i “30 Top Lgbt future leaders’ per i giovani che hanno apportato un contributo significativo all’inclusione delle persone Lgbt nelle aziende a qualsiasi livello dell’organizzazione aziendale.
Appena ricevuto il premio Alessandro Comisso ha detto: “Sono un ragazzo gay, ma sono anche italiano, giovane, testardo, iperattivo, leggermente ribelle e tutte queste cose hanno avuto maggior impatto sulla mia carriera lavorativa rispetto al mio orientamento sessuale!”. “Promuovere la diversità non si deve limitare al rispetto dei diritti Lgbt. Significa invece valorizzare la ricchezza di ogni individuo senza pregiudizi. In Lush essere gay è totalmente ok, ma anche essere tatuati, avere i capelli colorati o avere un passato da attivisti. Quando si parla di vera uguaglianza, si può davvero fare la differenza” ha concluso il giovane manager.
Commisso nel 2014 è stato determinante nella campagna #SignOfLove per i diritti Lgbt, che ha incluso una petizione di fotografie (migliaia di immagini raccolte in oltre 50 paesi) che furono stampate e consegnate alle ambasciate russe di oltre 20 paesi in occasione dei Giochi Olimpici in Russia. Più recentemente, il giovane manager ha lanciato la campagna #GayIsOk con l’obiettivo di evidenziare come in 76 paesi essere gay è considerato un crimine e in 10 può costare la vita.
La campagna ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti ed è diventata virale sui social. L’hasthag #GayIsOk ha raggiunto in pochi giorni 30 milioni di persone ed è stata usata in occasione delle celebrazioni per l’uguaglianza dei matrimoni negli Stati Uniti, raggiungendo 40 milioni di persone ed ha avviato la più grande conversazione a livello mondiale sulle leggi anti-gay.
La classifica completa dei 30 premiati si legge qui:
http://www.ft.com/intl/cms/s/0/c8981884-70dc-11e5-9b9e-690fdae72044.html#axzz3s3ppx7YS
fonte: di Agnese Ferrara per https://www.ansa.it/
lunedì 23 novembre 2015
Lgbt: Firma la petizione "Salviamo il Corpo di Ballo dell'Arena di Verona" - Please sign the petition
Il Corpo di Ballo dell'Arena di Verona rischia di essere definitivamente chiuso, in nome di un fantomatico taglio dei costi che in realtà è un taglio della tradizione, della cultura e di un importante bene artistico che è importante tutelare per il bene di tutti. Salviamoli! È il momento di reagire.
The Corps de Ballet of Verona is in danger: italian politicians want to close it defenetly, in the name of phantomatic costs. The truth is that this is a cut of a great italian tradition of art and it's important for all of us to help them to survive. Please help us to save them. Sign the petition! It's time to react!
PUOI FIRMARE A QUESTO LINK - YOU CAN SIGN AT LINK:
https://www.change.org/p/flavio-tosi-francesco-girondini-salviamo-il-corpo-di-ballo-dell-arena-di-verona?recruiter=196726176&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg
Fonte: https://www.change.org
The Corps de Ballet of Verona is in danger: italian politicians want to close it defenetly, in the name of phantomatic costs. The truth is that this is a cut of a great italian tradition of art and it's important for all of us to help them to survive. Please help us to save them. Sign the petition! It's time to react!
PUOI FIRMARE A QUESTO LINK - YOU CAN SIGN AT LINK:
https://www.change.org/p/flavio-tosi-francesco-girondini-salviamo-il-corpo-di-ballo-dell-arena-di-verona?recruiter=196726176&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-reason_msg
Fonte: https://www.change.org
Lgbt: A Roma "VITE in Transito" alla Nuova Aula Dei Gruppi Parlamentari, giovedì 10 dicembre alle ore 16
L'evento è gratuito e l'iscrizione obbligatoria
Presso la Nuova Aula Dei Gruppi Parlamentari
giovedì 10 dicembre alle ore 16
Via di Campo Marzio 74, 00186 Roma
Troppo spesso temi delicati come la transessualità e il transgenderismo vengono affrontati con un taglio scandalistico e superficiale, tralasciando le paure e le difficoltà che le persone coinvolte vivono, subiscono e affrontano ogni giorno.
Il nostro obiettivo è di spostare l’attenzione, oltre che sull’informazione, sulla bellezza dell’essere umano che si manifesta nelle sue variopinte sfumature. Ogni essere umano libero di scrivere il romanzo della propria vita contribuisce attivamente a creare cultura e condivisione. Un esempio ne è la testimonianza di chi ha affrontato il difficile percorso di transizione per arrivare ad essere chi sapeva di essere già.
Transito inteso quindi come trasformazione, evoluzione, spinta verso la consapevolezza del proprio sé profondo.
Il Workshop è organizzato e promosso dalla Fondazione Italiana Gestalt, l'Associazione N.U.D.I., l'Associazione Tgenus, l'IISS Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica e AndroGiniArte,
con il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, la Federazione Italiana Sessuologia Scientifica, EDGE, PARKS, AIGA e l'Associazione Italiana Gestalt Analitica.
Intervengono al dibattito:
Paolo Greco psicoterapeuta Direttore della Scuola di Formazione per la Fondazione Italiana Gestalt
Antonella Palmitesta Psicologa e Sessuologa Presidente dell'Associazione Nazionale N.U.D.I.
Fabrizio Quattrini Psicoterapeuta Sessuologo Presidente dell'IISS Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica
Paola Biondi Psicoterapeuta Consigliera Segreteria Ordine degli Psicologi del Lazio
Delia Vaccarello Giornalista e Scrittice
Igor Suran Direttore esecutivo Parks - Liberi e Uguali.
A seguire proiezione del DocuFilm "Metamorfosi" di Paolo Lipartiti e dialogo con i protagonisti Stefania Zaini e Miki Formisano
L'evento è gratuito e l'iscrizione obbligatoria
per info e iscrizioni: info@associazionenudi.it
+39 3208045054 oppure +39 3406830449
fonte: evento facebook
Presso la Nuova Aula Dei Gruppi Parlamentari
giovedì 10 dicembre alle ore 16
Via di Campo Marzio 74, 00186 Roma
Troppo spesso temi delicati come la transessualità e il transgenderismo vengono affrontati con un taglio scandalistico e superficiale, tralasciando le paure e le difficoltà che le persone coinvolte vivono, subiscono e affrontano ogni giorno.
Il nostro obiettivo è di spostare l’attenzione, oltre che sull’informazione, sulla bellezza dell’essere umano che si manifesta nelle sue variopinte sfumature. Ogni essere umano libero di scrivere il romanzo della propria vita contribuisce attivamente a creare cultura e condivisione. Un esempio ne è la testimonianza di chi ha affrontato il difficile percorso di transizione per arrivare ad essere chi sapeva di essere già.
Transito inteso quindi come trasformazione, evoluzione, spinta verso la consapevolezza del proprio sé profondo.
Il Workshop è organizzato e promosso dalla Fondazione Italiana Gestalt, l'Associazione N.U.D.I., l'Associazione Tgenus, l'IISS Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica e AndroGiniArte,
con il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, la Federazione Italiana Sessuologia Scientifica, EDGE, PARKS, AIGA e l'Associazione Italiana Gestalt Analitica.
Intervengono al dibattito:
Paolo Greco psicoterapeuta Direttore della Scuola di Formazione per la Fondazione Italiana Gestalt
Antonella Palmitesta Psicologa e Sessuologa Presidente dell'Associazione Nazionale N.U.D.I.
Fabrizio Quattrini Psicoterapeuta Sessuologo Presidente dell'IISS Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica
Paola Biondi Psicoterapeuta Consigliera Segreteria Ordine degli Psicologi del Lazio
Delia Vaccarello Giornalista e Scrittice
Igor Suran Direttore esecutivo Parks - Liberi e Uguali.
A seguire proiezione del DocuFilm "Metamorfosi" di Paolo Lipartiti e dialogo con i protagonisti Stefania Zaini e Miki Formisano
L'evento è gratuito e l'iscrizione obbligatoria
per info e iscrizioni: info@associazionenudi.it
+39 3208045054 oppure +39 3406830449
fonte: evento facebook
sabato 21 novembre 2015
Lgbt: "Jackie e le altre. Un altro pezzo dedicato a Elfriede Jelinek” in scena a Milano da stasera 21 novembre
Jacqueline Kennedy rievoca la sua storia, il rapporto con John Kennedy, il tragico omicidio del Presidente seduto al suo fianco, le scappatelle del marito con Marilyn Monroe, i segreti del suo inconfondibile look, i vestiti e le acconciature... tutto questo nel fiume di parole scritto da Elfriede Jelinek, l’autrice austriaca premio Nobel per la letteratura.A portare in scena “Jackie e le altre. Un altro pezzo dedicato a Elfriede Jelinek” è Andrea Adriatico, dal testo “Jackie” di Elfriede Jelinek, traduzione Luigi Reitani.
Dopo il debutto al festival “Orizzonti” di Chiusi (Siena) e una tournée da Bologna a Roma e in altre città, lo spettacolo approda a Milano, al DiDstudio (via Procaccini 4; info 023450996 - 3472952916), sabato 21 novembre, ore 21, e domenica 22 novembre, ore 18.
In scena, Anna Amadori, Olga Durano, Eva Robin’s e Selvaggia Tegon Giacoppo.
Lo spettacolo è prodotto da Teatri di Vita, in collaborazione con Fondazione Orizzonti d’Arte; Festival Focus Jelinek; e il sostegno di Comune di Bologna – settore cultura; Regione Emilia Romagna – servizio cultura; Ministero per i beni e le attività culturali.
In quest’opera Elfriede Jelinek riesce a tratteggiare la storia di un paese in profonda mutazione, gli Usa, e nello stesso tempo a ricostruire il personaggio di Jackie Kennedy con grande dovizia di particolari. Una dimensione più popolare e aneddotica convive con un'analisi stratificata, che riporta a un periodo storico cruciale per le sorti del pianeta.
Nello spettacolo, le parole di Jackie sono riportate da quattro “cloni” della prima “diva” politica del dopoguerra, in una moltiplicazione corale dell’individualità espressa dalla “presidentessa”. Una sorta di oratorio post-pop, in cui i simboli iconici di Jacqueline Kennedy – i capelli, i vestiti, le pose – rimbalzano da una all’altra, diventando emblema assoluto di una moderna rappresentazione del potere, che esprime sé stesso attraverso segni folgoranti che seducono le masse.
Andrea Adriatico compone partiture della parola e dello spazio, facendo base nella “casa” bolognese di Teatri di Vita creata nel 1993: spettacoli che spesso incontrano drammaturgie dense come quelle di Bernard-Marie Koltès, Pier Paolo Pasolini, Samuel Beckett, Copi, Elfriede Jelinek, interlocutori privilegiati di un modo autorale di creare concerti di corpi e voci, attraversando con i suoi lavori numerosi festival dalla Biennale Teatro al Festival Orizzonti, dallo Short Theatre a Santarcangelo.
Al cinema racconta rimozioni intime (nei film drammatici Il vento, di sera; All’amore assente) e pubbliche (nei documentari +o- il sesso confuso, racconti di mondi nell’era aids, e Torri, checche e tortellini), presentate e premiate in festival internazionali.
fonte:Comunicato stampa Teatri di Vita- via http://www.milanotoday.it
Dopo il debutto al festival “Orizzonti” di Chiusi (Siena) e una tournée da Bologna a Roma e in altre città, lo spettacolo approda a Milano, al DiDstudio (via Procaccini 4; info 023450996 - 3472952916), sabato 21 novembre, ore 21, e domenica 22 novembre, ore 18.
In scena, Anna Amadori, Olga Durano, Eva Robin’s e Selvaggia Tegon Giacoppo.
Lo spettacolo è prodotto da Teatri di Vita, in collaborazione con Fondazione Orizzonti d’Arte; Festival Focus Jelinek; e il sostegno di Comune di Bologna – settore cultura; Regione Emilia Romagna – servizio cultura; Ministero per i beni e le attività culturali.
In quest’opera Elfriede Jelinek riesce a tratteggiare la storia di un paese in profonda mutazione, gli Usa, e nello stesso tempo a ricostruire il personaggio di Jackie Kennedy con grande dovizia di particolari. Una dimensione più popolare e aneddotica convive con un'analisi stratificata, che riporta a un periodo storico cruciale per le sorti del pianeta.
Nello spettacolo, le parole di Jackie sono riportate da quattro “cloni” della prima “diva” politica del dopoguerra, in una moltiplicazione corale dell’individualità espressa dalla “presidentessa”. Una sorta di oratorio post-pop, in cui i simboli iconici di Jacqueline Kennedy – i capelli, i vestiti, le pose – rimbalzano da una all’altra, diventando emblema assoluto di una moderna rappresentazione del potere, che esprime sé stesso attraverso segni folgoranti che seducono le masse.
Andrea Adriatico compone partiture della parola e dello spazio, facendo base nella “casa” bolognese di Teatri di Vita creata nel 1993: spettacoli che spesso incontrano drammaturgie dense come quelle di Bernard-Marie Koltès, Pier Paolo Pasolini, Samuel Beckett, Copi, Elfriede Jelinek, interlocutori privilegiati di un modo autorale di creare concerti di corpi e voci, attraversando con i suoi lavori numerosi festival dalla Biennale Teatro al Festival Orizzonti, dallo Short Theatre a Santarcangelo.
Al cinema racconta rimozioni intime (nei film drammatici Il vento, di sera; All’amore assente) e pubbliche (nei documentari +o- il sesso confuso, racconti di mondi nell’era aids, e Torri, checche e tortellini), presentate e premiate in festival internazionali.
fonte:Comunicato stampa Teatri di Vita- via http://www.milanotoday.it
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"Eroticanzoni 2015" incontro con Drusilla Foer al Teatro Politeama di Prato
Si terrà sabato 28 novembre al Teatro Politeama di Prato la quarta edizione di Eroticanzoni, il concorso/festival dedicato all’amore e all’eros nella canzone il link: http://www.politeamapratese.com/politeamapratese/ridotto/eroticanzoni/ che quest’anno si preannuncia ricca di artisti, a partire da Renzo Arbore, presidente della giuria composta dall’attrice Simona Marchini, dal coreografo e regista Franco Miseria, dal direttore artistico del Premio Tenco, Enrico De Angelis; dai discografici Stefano Senardi e Paolo Maiorino e dal direttore di Rockol, Franco Zanetti (www.politeamapratese.com).
Il concorso vuole privilegiare, all’interno della canzone, il tema di quell’impulso d’amore, quell’istinto primordiale che è l’eros. Arriveranno in finale quei concorrenti che con maggior creatività e originalità avranno scritto testi o canzoni dove l’eros è raccontato in modo ironico, elegante, originale ma non volgare.
Madrina d’eccezione e ospite d’onore della serata sarà Patty Pravo (ha accettato l’invito del supervisore artistico Franco Godi, figura centrale di questo progetto), che per l’occasione si concederà al pubblico con un set acustico in cui interpreterà alcuni dei brani che l’hanno resa un’icona evergreen, nonché pioniera in Italia ad affrontare il tema dell’erotismo nelle canzoni d’autore; Pazza idea e Pensiero Stupendo su tutte.
Poiché i giovani finalisti saranno i protagonisti della serata (i loro brani eseguiti dal Politeama Pratese MusicLab e interpretati dalle voci di Monica Demuru, Massimo Altomare e dei giovani talenti del Laboratorio di Musical Arteinscena) non poteva mancare sul palco un rappresentante della nuova generazione: Giovanni Caccamo, cantautore siciliano scoperto da Franco Battiato, che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo nelle nuove proposte con il brano Ritornerò da te e che si esibirà in alcuni suoi brani al pianoforte.
Ad accompagnare e a presentare sul palco gli aspiranti “eroticautori” sarà la divina Drusilla Foer, jetsetter negli anni ’70, tornata recentemente alla ribalta come “insolita presenza” nel film di Ferzan Özpetek Magnifica presenza. Attualmente sta preparando una serie di concerti per piano e voce. Le abbiamo rivolto alcune domande sul tema della serata, non prima di aver considerato la piacevole intervista 20 minuti di lei pubblicata sul suo profilo Facebook.
Qual è secondo lei, il segreto affinché una canzone d’amore possa diventare un’evergreen come alcune canzoni di Patty Pravo?
Sono convinta che dipenda dai contenuti e dal momento storico in cui vengono espressi. Patty ha interpretato canzoni che hanno scosso, incantato, sedotto. È una rivoluzionaria. La rivoluzione è evergreen.
Come si intratterrà sul palco con la nota star canora?
Chissà cosa accadrà sul palco, siamo due soggettini imprevedibili. Quello che certamente avrò è un grande rispetto per questo personaggio. Non mi sarà difficile, stimo Patty enormemente per il suo talento, la personalità ma più di tutto ammiro la libertà artistica che ha sempre avuto.
Quali secondo lei i segreti che vorreste carpire l’una dall’altra?
Patty è una grande artista e i grandi artisti non hanno segreti.
Perché al giorno d’oggi le canzoni d’amore sembrano tutte banali?
Non sono le canzoni ad essere banali spesso lo sono gli interpreti.
Se dovesse scegliere tra le migliaia di canzoni d’amore che ha ascoltato, a quale in particolare andrebbe la sua preferenza e perché?
Una canzone che amo moltissimo è Che cosa sono le nuvole di Modugno, parole di Pier Paolo Pasolini. Cruda, poetica e vera. Invito i più giovani ad ascoltarla, a farsi inghiottire dal testo e dalla musica. Love Is A Losing Game è un pezzo meraviglioso; perdere un artista come Amy Winehouse è stato gravissimo… nel concerto pianoforte e voce che sto preparando è il pezzo che amo di più cantare…
Quale quella erotica che l’ha più scioccata?
L’erotismo non mi sciocca mai.
I giovani sono ancora in grado di parlare d’amore e di erotismo senza essere volgari?
I giovani parlano molto d’amore, di disagio sociale, di disperazione, ma poco di erotismo o di sesso. Non so se pensare che le nuove generazioni siano più moraliste di come lo fosse la nostra o invece supporre che adesso la musica ha altre urgenze tematiche…
Per quanto riguarda la volgarità, la preferisco di gran lunga alla disonestà artistica. Laddove queste due cose non coincidano…
In Italia i cantanti gay, giovani e meno giovani, non sanno parlare d’amore se non rivolgendosi a una donna. Come considera questa “stranezza” tutta italiana?
È molto garbato chiamarla “stranezza”. Eccezionalmente non approvo questo garbo… È paura di non avere approvazione sociale e quindi commerciale. Mi è scoppiato il cuore di gioia quando Renzo Rubino ha cantato Il postino a Sanremo, il luogo dove più che fare musica, si vende.
È stata testimonial per Anlaids. In occasione della serata, che precederà di pochi giorni la giornata per la lotta contro l’AIDS, pensa che anche il luogo reputato a questa manifestazione possa essere un momento per sensibilizzare l’opinione pubblica per questa campagna?
Metterò il fiocchino rosso sul petto. Sarò in total black, si vedrà benissimo… Sul secondo cambio d’abito ricorderò la giornata internazionale contro la violenza sulle donne mettendo il fiocchino bianco. Sull’oro sta meglio…
fonte: di Roberto Cangioli http://www.prideonline.it/
Il concorso vuole privilegiare, all’interno della canzone, il tema di quell’impulso d’amore, quell’istinto primordiale che è l’eros. Arriveranno in finale quei concorrenti che con maggior creatività e originalità avranno scritto testi o canzoni dove l’eros è raccontato in modo ironico, elegante, originale ma non volgare.
Madrina d’eccezione e ospite d’onore della serata sarà Patty Pravo (ha accettato l’invito del supervisore artistico Franco Godi, figura centrale di questo progetto), che per l’occasione si concederà al pubblico con un set acustico in cui interpreterà alcuni dei brani che l’hanno resa un’icona evergreen, nonché pioniera in Italia ad affrontare il tema dell’erotismo nelle canzoni d’autore; Pazza idea e Pensiero Stupendo su tutte.
Poiché i giovani finalisti saranno i protagonisti della serata (i loro brani eseguiti dal Politeama Pratese MusicLab e interpretati dalle voci di Monica Demuru, Massimo Altomare e dei giovani talenti del Laboratorio di Musical Arteinscena) non poteva mancare sul palco un rappresentante della nuova generazione: Giovanni Caccamo, cantautore siciliano scoperto da Franco Battiato, che ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo nelle nuove proposte con il brano Ritornerò da te e che si esibirà in alcuni suoi brani al pianoforte.
Ad accompagnare e a presentare sul palco gli aspiranti “eroticautori” sarà la divina Drusilla Foer, jetsetter negli anni ’70, tornata recentemente alla ribalta come “insolita presenza” nel film di Ferzan Özpetek Magnifica presenza. Attualmente sta preparando una serie di concerti per piano e voce. Le abbiamo rivolto alcune domande sul tema della serata, non prima di aver considerato la piacevole intervista 20 minuti di lei pubblicata sul suo profilo Facebook.
Qual è secondo lei, il segreto affinché una canzone d’amore possa diventare un’evergreen come alcune canzoni di Patty Pravo?
Sono convinta che dipenda dai contenuti e dal momento storico in cui vengono espressi. Patty ha interpretato canzoni che hanno scosso, incantato, sedotto. È una rivoluzionaria. La rivoluzione è evergreen.
Come si intratterrà sul palco con la nota star canora?
Chissà cosa accadrà sul palco, siamo due soggettini imprevedibili. Quello che certamente avrò è un grande rispetto per questo personaggio. Non mi sarà difficile, stimo Patty enormemente per il suo talento, la personalità ma più di tutto ammiro la libertà artistica che ha sempre avuto.
Quali secondo lei i segreti che vorreste carpire l’una dall’altra?
Patty è una grande artista e i grandi artisti non hanno segreti.
Perché al giorno d’oggi le canzoni d’amore sembrano tutte banali?
Non sono le canzoni ad essere banali spesso lo sono gli interpreti.
Se dovesse scegliere tra le migliaia di canzoni d’amore che ha ascoltato, a quale in particolare andrebbe la sua preferenza e perché?
Una canzone che amo moltissimo è Che cosa sono le nuvole di Modugno, parole di Pier Paolo Pasolini. Cruda, poetica e vera. Invito i più giovani ad ascoltarla, a farsi inghiottire dal testo e dalla musica. Love Is A Losing Game è un pezzo meraviglioso; perdere un artista come Amy Winehouse è stato gravissimo… nel concerto pianoforte e voce che sto preparando è il pezzo che amo di più cantare…
Quale quella erotica che l’ha più scioccata?
L’erotismo non mi sciocca mai.
I giovani sono ancora in grado di parlare d’amore e di erotismo senza essere volgari?
I giovani parlano molto d’amore, di disagio sociale, di disperazione, ma poco di erotismo o di sesso. Non so se pensare che le nuove generazioni siano più moraliste di come lo fosse la nostra o invece supporre che adesso la musica ha altre urgenze tematiche…
Per quanto riguarda la volgarità, la preferisco di gran lunga alla disonestà artistica. Laddove queste due cose non coincidano…
In Italia i cantanti gay, giovani e meno giovani, non sanno parlare d’amore se non rivolgendosi a una donna. Come considera questa “stranezza” tutta italiana?
È molto garbato chiamarla “stranezza”. Eccezionalmente non approvo questo garbo… È paura di non avere approvazione sociale e quindi commerciale. Mi è scoppiato il cuore di gioia quando Renzo Rubino ha cantato Il postino a Sanremo, il luogo dove più che fare musica, si vende.
È stata testimonial per Anlaids. In occasione della serata, che precederà di pochi giorni la giornata per la lotta contro l’AIDS, pensa che anche il luogo reputato a questa manifestazione possa essere un momento per sensibilizzare l’opinione pubblica per questa campagna?
Metterò il fiocchino rosso sul petto. Sarò in total black, si vedrà benissimo… Sul secondo cambio d’abito ricorderò la giornata internazionale contro la violenza sulle donne mettendo il fiocchino bianco. Sull’oro sta meglio…
fonte: di Roberto Cangioli http://www.prideonline.it/
martedì 17 novembre 2015
Lgbt: "Uno Sguardo Normale Expo – Sardinia Queer Short Film Festival 2015" a Caglari dal 19 al 28 novembre
Uno Sguardo Normale Expo – Sardinia Queer Short Film Festival 2015 è un evento cinematografico dedicato a cortometraggi e lungometraggi a tematica gay, lesbica, transgender e queer, promosso dall’Associazione Culturale e di Volontariato ARC Onlus di Cagliari, dal Circolo del Cinema ARCinema, membro della F.I.C.C. – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e dall’Associazione Studentesca universitARC, con il Patrocinio del Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission e dell’E.R.S.U. –Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario e grazie al supporto della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, della F.I.C.C. nazionale e sarda, della C.G.I.L. Camera del Lavoro Metropolitana di Cagliari, del Centro Culturale “Thomas Sankara”, della Circola nel Cinema “Alice Guy” F.I.C.C., della L.I.L.A. Sardegna – Lega Italiana per la Lotta all’AIDS, con la partnership dei Festival “ZineGoak” di Bilbao, “Gender Bender” di Bologna, “BiG” di Bari e “Giacinto” di Noto e grazie alla media-partnership di Affaritaliani.it, Streamago Tiscali, EjaTV e La Donna Sarda.
Il Sardinia Queer Short Film Festival si terrà a Cagliari presso la Società Umanitaria-Cineteca Sarda in viale Trieste 126
I numeri di questa tredicesima edizione di USN sono entusiasmanti: sono stati iscritti 89 cortometraggi, per un totale di più di 18 ore di visione. 23 i Paesi rappresentati: Iraq, India, Marocco, Messico, Russia, Brasile, Taiwan, Regno Unito, Germania, Svezia, Spagna, Italia, Francia, Grecia, Danimarca, Canada, Belgio, U.S.A., Olanda, Israele, Portogallo, Australia, Polonia. Il Circolo ARCinema e la Segreteria del Festival hanno così preselezionato 33 corti, per un totale di 6 ore e mezza di proiezioni, che saranno valutati dalla Giuria del Pubblico e dalla Giuria del Festival: fra essi si nascondono i vincitori dei 2.000 € del Sardinia Queer Award 2015, dei 500 € del Sardinia Queer Audience Award 2015 e della Menzione dell’Associazione ARC 2015!
Eccezionalmente, quest’anno USN|expo realizza un evento unico: oltre 40 artisti di fama nazionale e internazionale hanno infatti realizzato, appositamente per questa edizione del Festival, una loro personale reinterpretazione di alcuni dei più grandi cult della storia del cinema a tematica omosessuale, lesbica, transessuale e queer, dando vita, grazie al loro talento e alla loro amichevole disponibilità, all’esposizione Uno sguardo in mostra nella quale i due diversi linguaggi artistici – quello del cinema e quello del disegno – possano contaminarsi e prestarsi l’uno all’altro, con risultati straordinari.
Anche quest’anno, il Festival è onorato di accogliere ospiti prestigiosi: Giovanni Minerba, fondatore e direttore del Torino Gay & Lesbian Film Festival, i registi Carlo Lavagna, Simone Cangelosi e Sergio Naitza, e una preziosissima giuria composta dal presidente Daniel Casagrande, ideatore e direttore del Queer Lion della Mostra del Cinema di Venezia, Valerie Taccarelli, fondatrice e attivista del Cassero ed esponente del M.I.T. – Movimento Identità Transessuale di Bologna, Lucia Cardone, docente di Storia del Cinema e dello Spettacolo presso l’Università di Sassari, Silvia Novelli, del gruppo di film-maker indipendenti BadHole e David Lambert, regista del pluripremiato Hors le Murs (Cannes 2012).
Con questo lungo evento l’ARC si propone, ancor più quest’anno, di sensibilizzare la società, attraverso l’universale mezzo di comunicazione del cinema, sui temi delle naturali differenze di orientamento sessuale e di identità di genere, e sulla necessità di raggiungere equivalenti diritti civili per tutti e tutte. Inoltre, attraverso il Festival, l’ARC persegue l’obiettivo di valorizzare e promuovere le produzioni cinematografiche, anche piccole e piccolissime, dedicate a questo tema; favorire il confronto e lo scambio culturale tra le produzioni di paesi diversi;consolidare la rete di collaborazioni tra associazioni, circoli del cinema, movimenti e realtà culturali della città e della Sardegna; offrire a Cagliari la possibilità di conoscere un mondo cinematografico per lo più inesplorato e, soprattutto, di discuterlo secondo il principio del “pubblico come autore” (1. Il pubblico ha diritto di ricevere tutte le informazioni ed espressioni audiovisive. Il pubblico deve avere i mezzi per esprimersi e far conoscere i propri giudizi e opinioni. Non vi sarà umanizzazione senza comunicazione – Carta dei Diritti del Pubblico, Tabor 18 settembre 1987).
USN|expo aderisce inoltre al calendario delle iniziative previste nel Mese dei Diritti Umani organizzato e coordinato dal comitato “Stop OPG” e a Differenza è bellezza. Cagliari contro la violenza, in occasione della Settimana contro la violenza sulle donne, coordinato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari.
SCARICA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL:
http://www.usnexpo.it/wp-content/uploads/2015/11/Programma_USN2015_SardiniaQueer.pdf
fonte: http://www.usnexpo.it/usn-festival/
Il Sardinia Queer Short Film Festival si terrà a Cagliari presso la Società Umanitaria-Cineteca Sarda in viale Trieste 126
I numeri di questa tredicesima edizione di USN sono entusiasmanti: sono stati iscritti 89 cortometraggi, per un totale di più di 18 ore di visione. 23 i Paesi rappresentati: Iraq, India, Marocco, Messico, Russia, Brasile, Taiwan, Regno Unito, Germania, Svezia, Spagna, Italia, Francia, Grecia, Danimarca, Canada, Belgio, U.S.A., Olanda, Israele, Portogallo, Australia, Polonia. Il Circolo ARCinema e la Segreteria del Festival hanno così preselezionato 33 corti, per un totale di 6 ore e mezza di proiezioni, che saranno valutati dalla Giuria del Pubblico e dalla Giuria del Festival: fra essi si nascondono i vincitori dei 2.000 € del Sardinia Queer Award 2015, dei 500 € del Sardinia Queer Audience Award 2015 e della Menzione dell’Associazione ARC 2015!
Eccezionalmente, quest’anno USN|expo realizza un evento unico: oltre 40 artisti di fama nazionale e internazionale hanno infatti realizzato, appositamente per questa edizione del Festival, una loro personale reinterpretazione di alcuni dei più grandi cult della storia del cinema a tematica omosessuale, lesbica, transessuale e queer, dando vita, grazie al loro talento e alla loro amichevole disponibilità, all’esposizione Uno sguardo in mostra nella quale i due diversi linguaggi artistici – quello del cinema e quello del disegno – possano contaminarsi e prestarsi l’uno all’altro, con risultati straordinari.
Anche quest’anno, il Festival è onorato di accogliere ospiti prestigiosi: Giovanni Minerba, fondatore e direttore del Torino Gay & Lesbian Film Festival, i registi Carlo Lavagna, Simone Cangelosi e Sergio Naitza, e una preziosissima giuria composta dal presidente Daniel Casagrande, ideatore e direttore del Queer Lion della Mostra del Cinema di Venezia, Valerie Taccarelli, fondatrice e attivista del Cassero ed esponente del M.I.T. – Movimento Identità Transessuale di Bologna, Lucia Cardone, docente di Storia del Cinema e dello Spettacolo presso l’Università di Sassari, Silvia Novelli, del gruppo di film-maker indipendenti BadHole e David Lambert, regista del pluripremiato Hors le Murs (Cannes 2012).
Con questo lungo evento l’ARC si propone, ancor più quest’anno, di sensibilizzare la società, attraverso l’universale mezzo di comunicazione del cinema, sui temi delle naturali differenze di orientamento sessuale e di identità di genere, e sulla necessità di raggiungere equivalenti diritti civili per tutti e tutte. Inoltre, attraverso il Festival, l’ARC persegue l’obiettivo di valorizzare e promuovere le produzioni cinematografiche, anche piccole e piccolissime, dedicate a questo tema; favorire il confronto e lo scambio culturale tra le produzioni di paesi diversi;consolidare la rete di collaborazioni tra associazioni, circoli del cinema, movimenti e realtà culturali della città e della Sardegna; offrire a Cagliari la possibilità di conoscere un mondo cinematografico per lo più inesplorato e, soprattutto, di discuterlo secondo il principio del “pubblico come autore” (1. Il pubblico ha diritto di ricevere tutte le informazioni ed espressioni audiovisive. Il pubblico deve avere i mezzi per esprimersi e far conoscere i propri giudizi e opinioni. Non vi sarà umanizzazione senza comunicazione – Carta dei Diritti del Pubblico, Tabor 18 settembre 1987).
USN|expo aderisce inoltre al calendario delle iniziative previste nel Mese dei Diritti Umani organizzato e coordinato dal comitato “Stop OPG” e a Differenza è bellezza. Cagliari contro la violenza, in occasione della Settimana contro la violenza sulle donne, coordinato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari.
SCARICA IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL:
http://www.usnexpo.it/wp-content/uploads/2015/11/Programma_USN2015_SardiniaQueer.pdf
fonte: http://www.usnexpo.it/usn-festival/
Lgbt: Il 21 novembre marcia a Torino per il TDOR - Transgender day of Remembrance
Anche quest'anno a Torino, il Coordinamento Torino Pride GLBT, in occasione del TDoR (Transgender Day of Remembrance), organizza la Trans Freedom March.
La giornata del TDor è una giornata, organizzata dalla comunità LGBT in tutto il mondo dal 1999, per il ricordo delle vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender (Transfobia).
Con la Trans Freedom March, il Coordinamento Torino Pride, sceglie di connotare il TDoR come una manifestazione di lotta per i diritti trans ed in particolare, quest'anno, incentrando il discorso sul rapporto problematico tra persone trans* e il mondo del lavoro.
Con questa marcia vogliamo puntare i riflettori dell'opinione pubblica sulla questione Trans* ed vogliamo, ancora una volta, ribadire questi concetti:
1) Le persone Trans* esistono e vanno rispettate nella loro diversità;
2) I pregiudizi anti-transgender sono basati su falsità e la transfobia non è accettabile;
3) Le persone Trans* hanno bisogno che gli vengano riconosciuti dei diritti;
4) Le persone Trans* non sono malate e di conseguenza la transessualità non deve più essere considerata una malattia.
Venite a manifestare con noi per far risuonare sempre più forte la nostra voce!
Appuntamento il 21/11/2015 - Partenza alle 16:30 da piazza Vittorio Veneto a Torino!
Alla fine della parata una piacevole sorpresa chiuderà la marcia!
fonte: https://m.facebook.com/TorinoPride/
La giornata del TDor è una giornata, organizzata dalla comunità LGBT in tutto il mondo dal 1999, per il ricordo delle vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender (Transfobia).
Con la Trans Freedom March, il Coordinamento Torino Pride, sceglie di connotare il TDoR come una manifestazione di lotta per i diritti trans ed in particolare, quest'anno, incentrando il discorso sul rapporto problematico tra persone trans* e il mondo del lavoro.
Con questa marcia vogliamo puntare i riflettori dell'opinione pubblica sulla questione Trans* ed vogliamo, ancora una volta, ribadire questi concetti:
1) Le persone Trans* esistono e vanno rispettate nella loro diversità;
2) I pregiudizi anti-transgender sono basati su falsità e la transfobia non è accettabile;
3) Le persone Trans* hanno bisogno che gli vengano riconosciuti dei diritti;
4) Le persone Trans* non sono malate e di conseguenza la transessualità non deve più essere considerata una malattia.
Venite a manifestare con noi per far risuonare sempre più forte la nostra voce!
Appuntamento il 21/11/2015 - Partenza alle 16:30 da piazza Vittorio Veneto a Torino!
Alla fine della parata una piacevole sorpresa chiuderà la marcia!
fonte: https://m.facebook.com/TorinoPride/
Lgbt: Terza edizione per il Detour on The Road Film Festival a Roma presso il Cineclub Detour dal 18 novembre al 6 dicembre
E’ arrivato alla terza edizione il festival internazionale Detour on The Road Film Festival 2015, sul cinema di viaggio e di frontiera, che si svolgerà a Roma dal 18 novembre al 6 dicembre 2015 presso il Cineclub Detour (via Urbana 107 Roma) e in altre località del Lazio con il contributo e il sostegno della Regione e il patrocinio del Comune, Municipio Roma I Centro. In foto il regista Claudio Caligari.
Le opere in CONCORSO sono divise in 3 sezioni - lungometraggi, cortometraggi narrativi, cortometraggi sperimentali e video d’arte che affrontano il tema del viaggio nelle sue varie forme: musicale, geografico, ecologicamente sostenibile e onirico.
Tra i 9 lungometraggi in concorso “LocalEuropa, Musica valida per l’espatrio” del regista Francesco Cordio documentario sul tour per l’Europa dei tre cantautori Nicolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazè; “In viaggio con le tabla” di Simone Mariani tra sonorità jazz, moderne ed etniche guidati del maestro indiano Sanjay Kansa Banik, componente dell’Orchestra di Piazza Vittorio; “Nemico dell'Islam? Un incontro con Nouri Bouzid” di Stefano Grossi documentario su Nouri Bouzid il più importante regista tunisino; “Gazzelle – The Love issue” di Cesar Terranova, storia vera di un assistente di volo transgender che ha portato in giro per il mondo le sue performance trasgressive. Al centro del Festival - in coincidenza con l’attesa Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) che si terrà a Parigi - anche i modelli di mobilità ecologica e sostenibile come risposta all’emergenza dell’inquinamento globale.
Il tema è affrontato in tre film – due in concorso “Cruzando el sentido” di Ivàn Fernàndez de Cordòba su un uomo che attraversa la Spagna su uno skateboard e “Transumanza” di Roberto Zazzara con le musiche originali di Ernst Reijseger (compositore del regista Werner Herzog) – e uno FUORI CONCORSO, “Bikes vs Cars”, film simbolo del festival, dello svedese Fredrik Gertten vincitore della XVIII edizione del Festival CinemAmbiente a Torino. Tra le altre pellicole fuori concorso “De Gallo Bellico” di Gianfranco Miglio viaggio nella vita di don Andrea Gallo attraverso i suoi compagni Moni Ovadia e Dario Fo.
Il Festival presenta poi un Focus sull’Algeria, le sue rivolte passate e contemporanee, attraverso quattro film, tra cui “Rivoluzione Zanj” di Tariq Téguia che aprirà il “Detour on the road 015” mercoledì 18 alle 20.30.
Sabato 21 invece serata omaggio al grande regista Claudio Caligari, scomparso a maggio e il cui ultimo film “Non essere Cattivo” è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. Saranno proiettati i suoi primi due lavori “Amore Tossico” e “L'Odore della Notte” alla presenza dei protagonisti del suo cinema: le attrici Roberta Mattei e Silvia d’Amico e Giordano Meacci sceneggiatore con di “Non essere Cattivo”.
Tutti i film – tra cui tre anteprime assolute, sei italiane e sei romane - saranno accompagnati da incontri in sala con autori o protagonisti. Tre diverse giurie, una per ogni sezione di concorso, assegneranno i premi alle migliori opere e saranno presiedute da Roberto Silvestri (sezione lungometraggi in concorso), il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì (sezione di corti narratvi) e l’artista Ida Gerosa, pioniera della “computer art” in Italia (corti sperimentali e video d’arte).
fonte: http://www.cinemaitaliano.info/news/33126/terza-edizione-per-il-detour-on-the-road.html
Le opere in CONCORSO sono divise in 3 sezioni - lungometraggi, cortometraggi narrativi, cortometraggi sperimentali e video d’arte che affrontano il tema del viaggio nelle sue varie forme: musicale, geografico, ecologicamente sostenibile e onirico.
Tra i 9 lungometraggi in concorso “LocalEuropa, Musica valida per l’espatrio” del regista Francesco Cordio documentario sul tour per l’Europa dei tre cantautori Nicolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazè; “In viaggio con le tabla” di Simone Mariani tra sonorità jazz, moderne ed etniche guidati del maestro indiano Sanjay Kansa Banik, componente dell’Orchestra di Piazza Vittorio; “Nemico dell'Islam? Un incontro con Nouri Bouzid” di Stefano Grossi documentario su Nouri Bouzid il più importante regista tunisino; “Gazzelle – The Love issue” di Cesar Terranova, storia vera di un assistente di volo transgender che ha portato in giro per il mondo le sue performance trasgressive. Al centro del Festival - in coincidenza con l’attesa Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) che si terrà a Parigi - anche i modelli di mobilità ecologica e sostenibile come risposta all’emergenza dell’inquinamento globale.
Il tema è affrontato in tre film – due in concorso “Cruzando el sentido” di Ivàn Fernàndez de Cordòba su un uomo che attraversa la Spagna su uno skateboard e “Transumanza” di Roberto Zazzara con le musiche originali di Ernst Reijseger (compositore del regista Werner Herzog) – e uno FUORI CONCORSO, “Bikes vs Cars”, film simbolo del festival, dello svedese Fredrik Gertten vincitore della XVIII edizione del Festival CinemAmbiente a Torino. Tra le altre pellicole fuori concorso “De Gallo Bellico” di Gianfranco Miglio viaggio nella vita di don Andrea Gallo attraverso i suoi compagni Moni Ovadia e Dario Fo.
Il Festival presenta poi un Focus sull’Algeria, le sue rivolte passate e contemporanee, attraverso quattro film, tra cui “Rivoluzione Zanj” di Tariq Téguia che aprirà il “Detour on the road 015” mercoledì 18 alle 20.30.
Sabato 21 invece serata omaggio al grande regista Claudio Caligari, scomparso a maggio e il cui ultimo film “Non essere Cattivo” è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. Saranno proiettati i suoi primi due lavori “Amore Tossico” e “L'Odore della Notte” alla presenza dei protagonisti del suo cinema: le attrici Roberta Mattei e Silvia d’Amico e Giordano Meacci sceneggiatore con di “Non essere Cattivo”.
Tutti i film – tra cui tre anteprime assolute, sei italiane e sei romane - saranno accompagnati da incontri in sala con autori o protagonisti. Tre diverse giurie, una per ogni sezione di concorso, assegneranno i premi alle migliori opere e saranno presiedute da Roberto Silvestri (sezione lungometraggi in concorso), il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì (sezione di corti narratvi) e l’artista Ida Gerosa, pioniera della “computer art” in Italia (corti sperimentali e video d’arte).
fonte: http://www.cinemaitaliano.info/news/33126/terza-edizione-per-il-detour-on-the-road.html
Lgbt: "Le Nuove Ragazze del Quartiere" ogni lunedì su Real Time per il ciclo “Vite Divergenti”
Continua la programmazione speciale del lunedì sera di Real Time (DTT 31, Sky 131) dal titolo Vite Divergenti, ciclo di appuntamenti per sensibilizzare il pubblico sul tema transgender: dal 16 novembre ogni lunedì alle 21.10 arriva Le Nuove Ragazze del Quartiere, la serie che segue le vite di sei donne transgender di Kansas City che affrontano gli ostacoli della loro trasformazione.
Ne Le Nuove Ragazze del Quartiere su Real Time, AiYana, Jaimie, Chloe, Kassidy, Macy e Robyn sono nate in un corpo da uomo, ma ora vogliono mostrare la loro femminilità: ogni episodio mostra un’analisi senza pregiudizi dei problemi che i transgender incontrano, dalle difficoltà sul lavoro, al rifiuto da parte delle famiglie, non dimenticando le toilette separate e i documenti di identità che non riflettono il proprio genere.
Nei primi episodi, dopo l’operazione per cambiare genere, Macy affronta i problemi della relazione con sua moglie. Chloe invece deve combattere contro la sua depressione.
fonte: Felice Catozzi http://www.cinetivu.com/
Ne Le Nuove Ragazze del Quartiere su Real Time, AiYana, Jaimie, Chloe, Kassidy, Macy e Robyn sono nate in un corpo da uomo, ma ora vogliono mostrare la loro femminilità: ogni episodio mostra un’analisi senza pregiudizi dei problemi che i transgender incontrano, dalle difficoltà sul lavoro, al rifiuto da parte delle famiglie, non dimenticando le toilette separate e i documenti di identità che non riflettono il proprio genere.
Nei primi episodi, dopo l’operazione per cambiare genere, Macy affronta i problemi della relazione con sua moglie. Chloe invece deve combattere contro la sua depressione.
fonte: Felice Catozzi http://www.cinetivu.com/
Università, nasce a Cagliari lo Sportello contro le discriminazioni Lgbt
Uno sportello dell’ateneo riservato alla comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender): a disposizione psicologi, medici e avvocati per un servizio di consulenza sia diretto sia telefonico.
“Vale sempre lo stesso principio – ha detto la rettrice dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo – sia per quanto sta accadendo in Francia e sia per iniziative come l’apertura di questo sportello: tolleranza e rispetto delle diversità sono fondamentali”. Presente all’inaugurazione anche la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.
Lo sportello si chiama Unicascolta: è realizzato dall’associazione Unica Lgbt grazie al contributo dell’Ateneo e dell’Ersu di Cagliari, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Ctm e della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids (Lila Cagliari).
Lo sportello affronterà le tematiche inerenti la comunità Lgbt. Si occuperà anche di integrazione con chi non si riconosce in tale sigla e di malattie sessualmente trasmissibili. I volontari dell’associazione Unica Lgbt si sono preparati a lungo con un periodo di formazione.
Presteranno servizio di consulenza e supporto a tutti gli studenti e studentesse.
Lo sportello sarà aperto a Cagliari ogni martedì, dalle 9:30 alle 13, in corso Vittorio Emanuele II, al n. 68, al secondo piano della sede dell’Ersu.
Ulteriori modalità di contatto, anche in forma completamente anonima, sono possibili tramite messaggi privati sulla pagina Facebook “UnicAscoltalgbt“, via email all’indirizzo di posta: unicalgbt@gmail.com e telefonicamente al numero 070-66206378.
E’ stato letto durante l’inaugurazione anche un messaggio del sottosegretario degli Esteri, Benedetto Della Vedova: “Come dimostra la cronaca di queste ore – è detto in un passaggio della nota – siamo tutti tenuti a tenere alta la guardia contro una minaccia esistenziale alle libertà dell’Occidente. Ma proprio per questa ragione non dobbiamo abbassare la guardia di fronte alle minacce che non attentano alla vita, ma alla dignità di persone emarginate o oltraggiate per le proprie preferenze o la propria identità sessuale”.
fonte: http://www.sardiniapost.it/
“Vale sempre lo stesso principio – ha detto la rettrice dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo – sia per quanto sta accadendo in Francia e sia per iniziative come l’apertura di questo sportello: tolleranza e rispetto delle diversità sono fondamentali”. Presente all’inaugurazione anche la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.
Lo sportello si chiama Unicascolta: è realizzato dall’associazione Unica Lgbt grazie al contributo dell’Ateneo e dell’Ersu di Cagliari, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Ctm e della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids (Lila Cagliari).
Lo sportello affronterà le tematiche inerenti la comunità Lgbt. Si occuperà anche di integrazione con chi non si riconosce in tale sigla e di malattie sessualmente trasmissibili. I volontari dell’associazione Unica Lgbt si sono preparati a lungo con un periodo di formazione.
Presteranno servizio di consulenza e supporto a tutti gli studenti e studentesse.
Lo sportello sarà aperto a Cagliari ogni martedì, dalle 9:30 alle 13, in corso Vittorio Emanuele II, al n. 68, al secondo piano della sede dell’Ersu.
Ulteriori modalità di contatto, anche in forma completamente anonima, sono possibili tramite messaggi privati sulla pagina Facebook “UnicAscoltalgbt“, via email all’indirizzo di posta: unicalgbt@gmail.com e telefonicamente al numero 070-66206378.
E’ stato letto durante l’inaugurazione anche un messaggio del sottosegretario degli Esteri, Benedetto Della Vedova: “Come dimostra la cronaca di queste ore – è detto in un passaggio della nota – siamo tutti tenuti a tenere alta la guardia contro una minaccia esistenziale alle libertà dell’Occidente. Ma proprio per questa ragione non dobbiamo abbassare la guardia di fronte alle minacce che non attentano alla vita, ma alla dignità di persone emarginate o oltraggiate per le proprie preferenze o la propria identità sessuale”.
fonte: http://www.sardiniapost.it/
lunedì 9 novembre 2015
Lgbt: Al XIII° Florence Queer Festival "Priscilla e Gloria Darling da Mykonos a Firenze" due video ritratti firmati dal regista Daniele Sartori
Tra le sorprese dalla tredicesima edizione del Florence Queer Festival, dall’11 al 17 novembre 2015 al Cinema Odeon di Firenze, segnaliamo i due video ritratti firmati da Daniele Sartori dedicati a Priscilla e Gloria Darling.
Il programma della rassegna cinematografica diretta da Roberta Vannucci e Bruno Casini comprenderà infatti due cortometraggi sulle drag italiane protagoniste assolute della party island queer per eccellenza: Mykonos.
“Si tratta di due corti nati e cresciuti a Mykonos, due work in progress sviluppati durante la mia permanenza sull’isola. Ho raccolto tantissimo materiale, indipendentemente dal suo utilizzo – dice Sartori – In passato ho lavorato con artisti drag per il Queer Lion, il Padova Pride Village, nel film Doris Ortiz e in What about Alice. Molti di loro sono ragazzi artisticamente davvero seri, preparati, che vanno sostenuti. Le drag queen sono i classici della queer culture e Mykonos è da sempre un riferimento. Lì, ho incontrato i due performer più talentuosi: Gloria Darling e Priscilla. Due interpreti italiani stilisticamente agli antipodi ma accomunati da talento e da qualcosa di veramente interessante da raccontare, sia artisticamente che umanamente parlando”.
I due cortometraggi saranno presentati al Florence Queer Festival domenica 15 novembre, ore 21 al Cinema Odeon di Firenze, alla presenza del Regista ed eccezionalmente di Priscilla e Gloria Darling. Per info e aggiornamenti consultare il sito ufficiale del Festival.
fonte: http://lostinvauxhall.com
Il programma della rassegna cinematografica diretta da Roberta Vannucci e Bruno Casini comprenderà infatti due cortometraggi sulle drag italiane protagoniste assolute della party island queer per eccellenza: Mykonos.
“Si tratta di due corti nati e cresciuti a Mykonos, due work in progress sviluppati durante la mia permanenza sull’isola. Ho raccolto tantissimo materiale, indipendentemente dal suo utilizzo – dice Sartori – In passato ho lavorato con artisti drag per il Queer Lion, il Padova Pride Village, nel film Doris Ortiz e in What about Alice. Molti di loro sono ragazzi artisticamente davvero seri, preparati, che vanno sostenuti. Le drag queen sono i classici della queer culture e Mykonos è da sempre un riferimento. Lì, ho incontrato i due performer più talentuosi: Gloria Darling e Priscilla. Due interpreti italiani stilisticamente agli antipodi ma accomunati da talento e da qualcosa di veramente interessante da raccontare, sia artisticamente che umanamente parlando”.
I due cortometraggi saranno presentati al Florence Queer Festival domenica 15 novembre, ore 21 al Cinema Odeon di Firenze, alla presenza del Regista ed eccezionalmente di Priscilla e Gloria Darling. Per info e aggiornamenti consultare il sito ufficiale del Festival.
fonte: http://lostinvauxhall.com
venerdì 6 novembre 2015
Lgbt Convegni: C.I.D.I.Ge.M. 10 anni di attivita' 2005-2015. A Torino il 26 novembre Aula Magna A.M. Dogliotti - Presidio Molinette
Centro Interdipartimentale Disturbi Identita' di Genere Molinette
Il 26 novembre 2015, ore 8:00-18:3O
Aula Magna A.M. Dogliotti - Presidio Molinette - C.so Bramante 88, Torino
PROGRAMMA
8.15 Apertura dei lavori
Moderatori: Filippo Bogetto, Ezio Ghigo, Dario Fontana
C.I.D.Ge.M. 10 anni diattività: introduzione Antonio Scarmozzino
Saluti Autorità
9.15 - 9.45 STORIA DEL CIDIGeM ED ORGANIZZAZIONE ATTUALE - Dario Fontana
9.45 - 10.15 Lectio Magistralis: LA DISFORIA DI GENERE FRA SCIENZA ED ETICA
Padre Maurizio Faggioni - Accademia Alfonsiana Roma
Moderatori: Bruno Frea, Paolo Valerio
10.15 - 12.00 LA PRESA IN CARICO PSICO-SESSUOLOGICA:
Moderatori: Mariateresa Molo, Donato Munno
ARGOMENTI:
1) Torino e la disforia di genere: una storia che parte da lontano - Sarah Finzi
2) 2005-2015 l’attività clinica integrata dell’equipe psicologico-psichiatrica - Anna Gualerzi
3) L’evoluzione dell’assessment psico-sessuologico - Valentina Mineccia, Giuseppina Zullo
4) La psicoterapia durante l’esperienza di vita reale: obiettivi e complessità - Chiara Crespi
5) L’ accoglienza alla persona in età evolutiva - Chiara Baietto
6) Discussione
12.00 - 12.30 Lectio Magistralis: AUTONOMIA E PROCESSO DECISIONALE IN BAMBINI ED ADOLESCENTI CON DISFORIA DI GENERE
Domenico Di Ceglie Tavistock & Portman Clinic - Londra
Moderatori: Damiana Massara, Roberto Rigardetto
PAUSA PRANZO 14.00 - 15.00
LA GESTIONE ENDOCRINOLOGICA
Moderatori: Emanuela Arvat, Adriana Godano
1) Il ruolo dell'endocrinologo - Giovanna Motta
2) Attività endocrinologica in 10 anni di CIDIGeM - Chiara Manieri, Elena Castellano
3) Sviluppi futuri - Silvia Einaudi, Esther Botto
15.00 - 17.40 I TRATTAMENTI CHIRURGICI
Moderatori: Luigi Rolle, Carlo Trombetta
1) La riassegnazione chirurgica (RCS) in senso MtF: evoluzione della tecnica Carlo Ceruti
2) Problemi, soluzioni, risultati - Marco Falcone
3) La RCS in senso FtM: complessità e opzioni tecniche di una chirurgia multi-step Massimiliano Timpano, Luca Petruzzelli
4) La mastoplastica additiva e la mastectomia: nuove strategie chirurgiche - Paolo Bogetti, Giacomo Datta
5) Il ruolo del ginecologo nel gender team - Paolo Petruzzelli
6) Adeguamento vocale: tecniche consolidate ed innovative - Andrea Cavalot, Diego Cossu
17.40 - 18.00 Proiezione film: “I nostri primi 10 anni”
18.00 - 18.30 CONCLUSIONI E QUESTIONARI ECM
fonte: http://www.cittadellasalute.to.it
Il 26 novembre 2015, ore 8:00-18:3O
Aula Magna A.M. Dogliotti - Presidio Molinette - C.so Bramante 88, Torino
PROGRAMMA
8.15 Apertura dei lavori
Moderatori: Filippo Bogetto, Ezio Ghigo, Dario Fontana
C.I.D.Ge.M. 10 anni diattività: introduzione Antonio Scarmozzino
Saluti Autorità
9.15 - 9.45 STORIA DEL CIDIGeM ED ORGANIZZAZIONE ATTUALE - Dario Fontana
9.45 - 10.15 Lectio Magistralis: LA DISFORIA DI GENERE FRA SCIENZA ED ETICA
Padre Maurizio Faggioni - Accademia Alfonsiana Roma
Moderatori: Bruno Frea, Paolo Valerio
10.15 - 12.00 LA PRESA IN CARICO PSICO-SESSUOLOGICA:
Moderatori: Mariateresa Molo, Donato Munno
ARGOMENTI:
1) Torino e la disforia di genere: una storia che parte da lontano - Sarah Finzi
2) 2005-2015 l’attività clinica integrata dell’equipe psicologico-psichiatrica - Anna Gualerzi
3) L’evoluzione dell’assessment psico-sessuologico - Valentina Mineccia, Giuseppina Zullo
4) La psicoterapia durante l’esperienza di vita reale: obiettivi e complessità - Chiara Crespi
5) L’ accoglienza alla persona in età evolutiva - Chiara Baietto
6) Discussione
12.00 - 12.30 Lectio Magistralis: AUTONOMIA E PROCESSO DECISIONALE IN BAMBINI ED ADOLESCENTI CON DISFORIA DI GENERE
Domenico Di Ceglie Tavistock & Portman Clinic - Londra
Moderatori: Damiana Massara, Roberto Rigardetto
PAUSA PRANZO 14.00 - 15.00
LA GESTIONE ENDOCRINOLOGICA
Moderatori: Emanuela Arvat, Adriana Godano
1) Il ruolo dell'endocrinologo - Giovanna Motta
2) Attività endocrinologica in 10 anni di CIDIGeM - Chiara Manieri, Elena Castellano
3) Sviluppi futuri - Silvia Einaudi, Esther Botto
15.00 - 17.40 I TRATTAMENTI CHIRURGICI
Moderatori: Luigi Rolle, Carlo Trombetta
1) La riassegnazione chirurgica (RCS) in senso MtF: evoluzione della tecnica Carlo Ceruti
2) Problemi, soluzioni, risultati - Marco Falcone
3) La RCS in senso FtM: complessità e opzioni tecniche di una chirurgia multi-step Massimiliano Timpano, Luca Petruzzelli
4) La mastoplastica additiva e la mastectomia: nuove strategie chirurgiche - Paolo Bogetti, Giacomo Datta
5) Il ruolo del ginecologo nel gender team - Paolo Petruzzelli
6) Adeguamento vocale: tecniche consolidate ed innovative - Andrea Cavalot, Diego Cossu
17.40 - 18.00 Proiezione film: “I nostri primi 10 anni”
18.00 - 18.30 CONCLUSIONI E QUESTIONARI ECM
fonte: http://www.cittadellasalute.to.it
Lgbt: La Corte costituzionale conferma la non necessarietà delle modifiche chirurgiche ai fini del cambio di sesso
Con sentenza n. 221 depositata oggi, la Corte Costituzionale, in adesione all'orientamento espresso dalla Corte di cassazione con sentenza n. 15138/2015 a seguito del ricorso promosso da Avvocatura per i diritti LGBTI - Rete Lenford, ha escluso il carattere necessario dell'intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica di sesso.
La Corte, riaffermando il principio per cui resta "ineludibile un rigoroso accertamento giudiziale delle modalità attraverso le quali il cambiamento è avvenuto e del suo carattere definitivo", ha precisato che, rispetto al cambiamento di sesso, "il trattamento chirurgico costituisce uno strumento eventuale, di ausilio al fine di garantire, attraverso una tendenziale corrispondenza dei tratti somatici con quelli del sesso di appartenenza, il conseguimento di un pieno benessere psichico e fisico della persona" e ha sottolineato che "la prevalenza della tutela della salute dell'individuo sulla corrispondenza fra sesso anatomico e sesso anagrafico porta a ritenere il trattamento chirurgico non quale prerequisito per accedere al procedimento di rettificazione", ma "come possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico".
Importante, infine, il riferimento della Consulta all'art 31 del d.lgs. n. 150 del 2011, che assume "il ruolo di garanzia del diritto all'identità di genere, come espressione del diritto all'identità personale (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU) e, al tempo stesso, di strumento per la piena realizzazione del diritto, dotato anch'esso di copertura costituzionale, alla salute".
La presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI, avv. Maria Grazia Sangalli, esprime la sua soddisfazione per l'esito di un giudizio tanto atteso: "si tratta di una pronuncia che chiarisce definitivamente le ambigue zone d'ombra della legge 164/82 in tema di rettificazione di attribuzione di sesso. La legge non impone la modifica chirurgica del sesso, secondo una interpretazione della stessa definitivamente orientata nei termini di una valorizzazione del diritto costituzionale alla salute. L'intervento è dunque solo un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico della persona".
Qui la copia della sentenza in formato pdf AL LINK:
http://www.retelenford.it/images/Corte_Cost_221-15_Rettificazione_anagrafica_senza_intervento.pdf
fonte: http://www.retelenford.it
La Corte, riaffermando il principio per cui resta "ineludibile un rigoroso accertamento giudiziale delle modalità attraverso le quali il cambiamento è avvenuto e del suo carattere definitivo", ha precisato che, rispetto al cambiamento di sesso, "il trattamento chirurgico costituisce uno strumento eventuale, di ausilio al fine di garantire, attraverso una tendenziale corrispondenza dei tratti somatici con quelli del sesso di appartenenza, il conseguimento di un pieno benessere psichico e fisico della persona" e ha sottolineato che "la prevalenza della tutela della salute dell'individuo sulla corrispondenza fra sesso anatomico e sesso anagrafico porta a ritenere il trattamento chirurgico non quale prerequisito per accedere al procedimento di rettificazione", ma "come possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico".
Importante, infine, il riferimento della Consulta all'art 31 del d.lgs. n. 150 del 2011, che assume "il ruolo di garanzia del diritto all'identità di genere, come espressione del diritto all'identità personale (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU) e, al tempo stesso, di strumento per la piena realizzazione del diritto, dotato anch'esso di copertura costituzionale, alla salute".
La presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI, avv. Maria Grazia Sangalli, esprime la sua soddisfazione per l'esito di un giudizio tanto atteso: "si tratta di una pronuncia che chiarisce definitivamente le ambigue zone d'ombra della legge 164/82 in tema di rettificazione di attribuzione di sesso. La legge non impone la modifica chirurgica del sesso, secondo una interpretazione della stessa definitivamente orientata nei termini di una valorizzazione del diritto costituzionale alla salute. L'intervento è dunque solo un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico della persona".
Qui la copia della sentenza in formato pdf AL LINK:
http://www.retelenford.it/images/Corte_Cost_221-15_Rettificazione_anagrafica_senza_intervento.pdf
fonte: http://www.retelenford.it
mercoledì 4 novembre 2015
Lgbt: In anteprima al XIII° Florence Queer Festival di Firenze. Il Film del regista Daniele Sartori “PRINCIPE MAURICE TRIBUTE” al Cinema Odeon il 15 novembre
In occasione della tredicesima edizione del Florence Queer Festival, in programma dall’11 al 17 novembre 2015 presso il Cinema Odeon di Firenze, il regista Daniele Sartori presenterà in anteprima il docufilm “Principe Maurice Tribute“.
Maurizio Agosti in arte Principe Maurice, icona della nightlife degli anni '90, si racconta in una versione inedita ripercorrendo l’esordio della sua carriera al Cocoricò di Riccione fino ad arrivare ai recenti impegni col Plastic di Milano e il Carnevale di Venezia.
“Maurice ha raccontato non solo la storia sua carriera – dice Sartori – ma ha affrontato anche aspetti inediti e intimi della sua vita privata. Per sette mesi, il tempo delle riprese, l’ho seguito in quasi tutti i suoi impegni artistici ed è stata un’esperienza davvero incredibile. Penso che Principe Maurice sia un performer straordinario e unico nel suo genere che ancora oggi non ha eguali in Italia – afferma il regista – Muovendomi in un ambito artistico indipendente e slegato da ogni politica commerciale, considero la mia attività una divulgazione culturale, posso permettermi di sperimentare e azzardare, quindi lo stile del film è il risultato di diverse contaminazioni tra videoclip, videoarte e backstage. Spesso ho utilizzato le sue esibizioni live al grezzo. Ne è risultato un video molto "vero" e volutamente imperfetto. Credo che la realtà sia soprattutto imperfezione e perciò in questo modo ho provato a restituire allo spettatore le stesse atmosfere delle situazioni che ho vissuto in prima persona. Dopo il successo di "Contatto forzato" invece della fiction ho scelto la vita vera".
Hanno partecipato al progetto, che dura circa 50 minuti, il Direttore della fotografia Luca Perotta, Matteo Santi, Francesca Marelli, Matteo Zonca, Damiano Bertazzo e Enrico Lenarduzzi.
Sono presenti inoltre due omaggi di Principe Maurice ai maestri Klaus Nomi e Lindsay Kemp.
Per le musiche si segnala la collaborazione dei Datura, protagonisti e precursori assoluti del panorama techno italiano. “Principe Maurice Tribute” sarà proiettato domenica 15 novembre 2015 in seconda serata nella sala del Cinema Odeon di Firenze.
Al link il video Teaser n°1 "PRINCIPE MAURICE: TRIBUTE TO KLAUS NOMI & LINDSAY KEMP"
Regia di Daniele Sartori: https://www.youtube.com/watch?v=063PCk_XIsg
Al termine della serata e in occasione del compleanno di Principe Maurice, la premiere del film sarà festeggiata con un Tribute Party nello storico locale YAB, situato vicino all’Odeon.
L’evento è aperto a tutti, con selezione all’ingresso e dresscode happy chic.
Info e lista VIP: info@principemaurice.com
Per aggiornamenti sul programma e maggiori informazioni consultare il website ufficiale del Festival: http://www.florencequeerfestival.it/
La rassegna cinematografica diretta da Bruno Casini e Roberta Vannucci, comprenderà, domenica 15 novembre alle ore 21, due brevi videoritratti firmati dal regista veneziano e dedicati a Priscilla e Gloria Darling, drag queen italiane di spicco e protagoniste assolute della party island queer per eccellenza: Mykonos. Entrambe presenzieranno alla proiezione.
fonte: http://lostinvauxhall.com/
Maurizio Agosti in arte Principe Maurice, icona della nightlife degli anni '90, si racconta in una versione inedita ripercorrendo l’esordio della sua carriera al Cocoricò di Riccione fino ad arrivare ai recenti impegni col Plastic di Milano e il Carnevale di Venezia.
“Maurice ha raccontato non solo la storia sua carriera – dice Sartori – ma ha affrontato anche aspetti inediti e intimi della sua vita privata. Per sette mesi, il tempo delle riprese, l’ho seguito in quasi tutti i suoi impegni artistici ed è stata un’esperienza davvero incredibile. Penso che Principe Maurice sia un performer straordinario e unico nel suo genere che ancora oggi non ha eguali in Italia – afferma il regista – Muovendomi in un ambito artistico indipendente e slegato da ogni politica commerciale, considero la mia attività una divulgazione culturale, posso permettermi di sperimentare e azzardare, quindi lo stile del film è il risultato di diverse contaminazioni tra videoclip, videoarte e backstage. Spesso ho utilizzato le sue esibizioni live al grezzo. Ne è risultato un video molto "vero" e volutamente imperfetto. Credo che la realtà sia soprattutto imperfezione e perciò in questo modo ho provato a restituire allo spettatore le stesse atmosfere delle situazioni che ho vissuto in prima persona. Dopo il successo di "Contatto forzato" invece della fiction ho scelto la vita vera".
Hanno partecipato al progetto, che dura circa 50 minuti, il Direttore della fotografia Luca Perotta, Matteo Santi, Francesca Marelli, Matteo Zonca, Damiano Bertazzo e Enrico Lenarduzzi.
Sono presenti inoltre due omaggi di Principe Maurice ai maestri Klaus Nomi e Lindsay Kemp.
Per le musiche si segnala la collaborazione dei Datura, protagonisti e precursori assoluti del panorama techno italiano. “Principe Maurice Tribute” sarà proiettato domenica 15 novembre 2015 in seconda serata nella sala del Cinema Odeon di Firenze.
Al link il video Teaser n°1 "PRINCIPE MAURICE: TRIBUTE TO KLAUS NOMI & LINDSAY KEMP"
Regia di Daniele Sartori: https://www.youtube.com/watch?v=063PCk_XIsg
Al termine della serata e in occasione del compleanno di Principe Maurice, la premiere del film sarà festeggiata con un Tribute Party nello storico locale YAB, situato vicino all’Odeon.
L’evento è aperto a tutti, con selezione all’ingresso e dresscode happy chic.
Info e lista VIP: info@principemaurice.com
Per aggiornamenti sul programma e maggiori informazioni consultare il website ufficiale del Festival: http://www.florencequeerfestival.it/
La rassegna cinematografica diretta da Bruno Casini e Roberta Vannucci, comprenderà, domenica 15 novembre alle ore 21, due brevi videoritratti firmati dal regista veneziano e dedicati a Priscilla e Gloria Darling, drag queen italiane di spicco e protagoniste assolute della party island queer per eccellenza: Mykonos. Entrambe presenzieranno alla proiezione.
fonte: http://lostinvauxhall.com/
lunedì 26 ottobre 2015
Lgbt: 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze dal 29 ottobre al 13 dicembre 2015
Annunciate le date della nuova edizione della 50 Giorni: la rassegna di nove festival cinematografici internazionali con sede a Firenze, organizzata per Regione Toscana da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana, si terrà dal 29 ottobre al 13 dicembre prossimi.
Apre il nuovo cinema francese di France Odeon (29 ottobre – 1 novembre).
Confermati, in cartellone, gli appuntamenti con:
Immagini e Suoni del Mondo. Festival del Film Etnomusicale (2 - 4 novembre)
Festival Internazionale di Cinema e Donne (5 – 10 novembre)
Florence Queer Festival (11 – 17 novembre)
Lo Schermo dell'Arte Film Festival (18 – 22 novembre)
Festival dei Popoli. Festival Internazionale del Film Documentario (27 novembre – 4 dicembre) River to River Florence Indian Film Festival (5 – 10 dicembre)
Una Finestra sul Nord, rassegna di cinema finlandese (11 – 13 dicembre)
e Premio NICE Città di Firenze, che chiude la rassegna il 13 dicembre.
Novità di quest'anno, una quattro giorni, dal 23 al 26 novembre, dedicata al Cinema Ritrovato, organizzata da Quelli della Compagnia con la Cineteca di Bologna, a conferma di una collaborazione attivata già da qualche anno e grazie alla quale sono stati proiettati a Firenze alcuni dei più bei titoli della storia del cinema, in versione restaurata dalla Fondazione bolognese. Partner della 50 Giorni, il Comune di Firenze e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
fonte: http://www.firenzetoday.it
Apre il nuovo cinema francese di France Odeon (29 ottobre – 1 novembre).
Confermati, in cartellone, gli appuntamenti con:
Immagini e Suoni del Mondo. Festival del Film Etnomusicale (2 - 4 novembre)
Festival Internazionale di Cinema e Donne (5 – 10 novembre)
Florence Queer Festival (11 – 17 novembre)
Lo Schermo dell'Arte Film Festival (18 – 22 novembre)
Festival dei Popoli. Festival Internazionale del Film Documentario (27 novembre – 4 dicembre) River to River Florence Indian Film Festival (5 – 10 dicembre)
Una Finestra sul Nord, rassegna di cinema finlandese (11 – 13 dicembre)
e Premio NICE Città di Firenze, che chiude la rassegna il 13 dicembre.
Novità di quest'anno, una quattro giorni, dal 23 al 26 novembre, dedicata al Cinema Ritrovato, organizzata da Quelli della Compagnia con la Cineteca di Bologna, a conferma di una collaborazione attivata già da qualche anno e grazie alla quale sono stati proiettati a Firenze alcuni dei più bei titoli della storia del cinema, in versione restaurata dalla Fondazione bolognese. Partner della 50 Giorni, il Comune di Firenze e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
fonte: http://www.firenzetoday.it
Lgbt: L’Associazione mondiale del medici condanna le cure per guarire le persone trans: «Definire il proprio genere è un diritto»
In questi giorni, a Mosca, si è riunita l’assemblea dell’Associazione mondiale del medici, con delegati provenienti da 60 paesi. Tra i temi affrontati, le nuove linee guida su come i medici dovrebbero trattare i pazienti transgender. Dal documento finale, emergono una sensibilità e un’attenzione alla salute mentale e fisica delle persone transessuali del tutto nuova rispetto al passato.
Per prima cosa i delegati hanno sottolineato la necessità di evitare qualsiasi cura che possa danneggiare le persone transessuali, perché – come ha dichiarato uno dei delegati – «La transessualità non è un disturbo. Ma bisogna impegnarsi affinché vengano realizzati trattamenti interdisciplinari, individuali e altamente professionali, dedicati alle persone transgender».
E nelle parole del presidente dell’Associazione mondiale del medici, Sir Michael Marmot, è evidente quanto ormai le questioni legate all’identità di genere non siano più considerate patologie psichiche da curare necessariamente con un intervento chirurgico, o con infinite sedute psichiatriche, ma definire il proprio genere è un diritto umano fondamentale:
"Condanniamo ogni forma di discriminazione, stigmatizzazione e violenza contro le persone transgender. Chiediamo misure legali adeguate per proteggere i loro diritti civili.
In quanto punto di riferimento, i medici dovrebbero utilizzare le loro conoscenze per combattere ogni tipo di pregiudizio in tal senso. Chiediamo alle associazioni mediche nazionali di intervenire per individuare e combattere ogni ostalo che impedisca alle persone transgender di essere assistite. Inoltre, è importante che i medici ricevano un’adeguata formazione in tutte le fasi della loro carriera per consentire loro di riconoscere ed evitare pratiche discriminatorie, e fornire un sostegno sanitario adeguato alle persone transgender."
fonte: http://www.lezpop.it/
Per prima cosa i delegati hanno sottolineato la necessità di evitare qualsiasi cura che possa danneggiare le persone transessuali, perché – come ha dichiarato uno dei delegati – «La transessualità non è un disturbo. Ma bisogna impegnarsi affinché vengano realizzati trattamenti interdisciplinari, individuali e altamente professionali, dedicati alle persone transgender».
E nelle parole del presidente dell’Associazione mondiale del medici, Sir Michael Marmot, è evidente quanto ormai le questioni legate all’identità di genere non siano più considerate patologie psichiche da curare necessariamente con un intervento chirurgico, o con infinite sedute psichiatriche, ma definire il proprio genere è un diritto umano fondamentale:
"Condanniamo ogni forma di discriminazione, stigmatizzazione e violenza contro le persone transgender. Chiediamo misure legali adeguate per proteggere i loro diritti civili.
In quanto punto di riferimento, i medici dovrebbero utilizzare le loro conoscenze per combattere ogni tipo di pregiudizio in tal senso. Chiediamo alle associazioni mediche nazionali di intervenire per individuare e combattere ogni ostalo che impedisca alle persone transgender di essere assistite. Inoltre, è importante che i medici ricevano un’adeguata formazione in tutte le fasi della loro carriera per consentire loro di riconoscere ed evitare pratiche discriminatorie, e fornire un sostegno sanitario adeguato alle persone transgender."
fonte: http://www.lezpop.it/
Lgbt: A Milano la mostra fotografica "Il tuo tabù è la mia famiglia" alla Biblioteca Crescenzago dal 4 al 30 novembre
ALA Milano Onlus in partnership con Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano e in collaborazione con il Consiglio di Zona 2 presentano la mostra fotografica curata da Valeria Abis denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”: Molte persone transessuali hanno un lavoro, un famiglia e degli amici … esattamente come tutti noi.
Il 4 novembre 2015 alle ore 18.30 presso la Biblioteca Crescenzago – Via Don Orione 19, Milano, si svolgerà l’inaugurazione con dibattito a seguire. La mostra sarà allestita dal 4 al 30 di novembre. Alle ore 19.30 si svolgerà un aperitivo con chiacchiera.
Interverranno:
Alessandra Gatti – Presidente della Commissione Pari Opportunità Politiche Femminili e di Genere del Consiglio di Zona 2
Miriam Pasqui – Responsabile Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano
Vincenzo Cristiano – Presidente Ass. ALA Milano Onlus
Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans – ALA Milano Onlus
Monica Ferrari – Counselour Unità Operativa “Via del Campo” – ALA Milano Onlus
…alcune/i delle/dei protagonisti con le loro storie.
La mostra potrà essere visitabile con i seguenti giorni e orari:
lun – ven 9 – 19.15 / mer 14 – 19.15 / sab 9 – 18.45. (lun – ven – sala lettura fino alle 23) raggiungibile con mezzi pubblici: MM2 Cimiano – Bus 44 – 51 – 53 – 56. Accessibile ai disabili.
fonte: http://www.sportellotransalamilano.it
Il 4 novembre 2015 alle ore 18.30 presso la Biblioteca Crescenzago – Via Don Orione 19, Milano, si svolgerà l’inaugurazione con dibattito a seguire. La mostra sarà allestita dal 4 al 30 di novembre. Alle ore 19.30 si svolgerà un aperitivo con chiacchiera.
Interverranno:
Alessandra Gatti – Presidente della Commissione Pari Opportunità Politiche Femminili e di Genere del Consiglio di Zona 2
Miriam Pasqui – Responsabile Ufficio Casa dei Diritti del Comune di Milano
Vincenzo Cristiano – Presidente Ass. ALA Milano Onlus
Antonia Monopoli – Responsabile Sportello Trans – ALA Milano Onlus
Monica Ferrari – Counselour Unità Operativa “Via del Campo” – ALA Milano Onlus
…alcune/i delle/dei protagonisti con le loro storie.
La mostra potrà essere visitabile con i seguenti giorni e orari:
lun – ven 9 – 19.15 / mer 14 – 19.15 / sab 9 – 18.45. (lun – ven – sala lettura fino alle 23) raggiungibile con mezzi pubblici: MM2 Cimiano – Bus 44 – 51 – 53 – 56. Accessibile ai disabili.
fonte: http://www.sportellotransalamilano.it
mercoledì 9 settembre 2015
Lgbt: Due AWARDS per “CONTATTO FORZATO” di Daniele Sartori al MACON FILM FESTIVAL 2015
“Contatto forzato” scritto e diretto dal Regista Daniele Sartori ha vinto il premio come miglior corto queer e il premio all’eccellenza per la fotografia, di Flavio Zattera, al Macon Film Festival che si è svolto in Georgia (USA) dal 16 al 19 luglio 2015.
fonte: http://lostinvauxhall.com
fonte: http://lostinvauxhall.com
Lgbt: Svolta Givenchy, sfilata aperta al pubblico
Riccardo Tisci. Photo by Peter Lindbergh for the 2013 CFDA International Fashion Award.
Givenchy si apre al pubblico. Per la prossima sfilata, durante la settimana della moda di New York, il prossimo 11 settembre, il designer Riccardo Tisci ha anticipato a Wwd la decisione di allargare il pubblico della kermesse riservando ben 1.200 inviti alla “gente normale”. Non solo addetti ai lavori, giornalisti e celebrities, ma ‘normal people’ a cui non è richiesto neppure di aver acquistato prodotti griffati dalla casa di moda.
Givenchy assegnerà la maggior parte dei biglietti (820) a ‘chi prima arriva’ su un sito web creato in partnership con nycgo.com, ufficio marketing della City. L’indirizzo del sito Web sarà pubblicati dal 1° settembre alle ore 10 (ora di New York) attraverso i social media di Givenchy, Nycgo, Cfda e Kcd, e si aprirà ai potenziali destinatari alle ore 10 di domani. I biglietti saranno disponibili per il ritiro prima della sfilata.
Un secondo blocco di 280 biglietti è stato invece riservato per studenti e docenti provenienti dalle scuole di moda come Fit, Parsons, Pratt Institute e la Scuola Superiore per la Moda. Inoltre, altri 100 biglietti saranno distribuiti ai residenti che vivono in prossimità della location, che verrà comunicata a ridosso dello show. “L’11 settebre – ha detto Tisci a Wwd – è un giorno molto delicato per l’America, e così la sfilata sarà una festa dedicata a una grande famiglia e all’amore”.
fonte: http://www.pambianconews.com
Givenchy si apre al pubblico. Per la prossima sfilata, durante la settimana della moda di New York, il prossimo 11 settembre, il designer Riccardo Tisci ha anticipato a Wwd la decisione di allargare il pubblico della kermesse riservando ben 1.200 inviti alla “gente normale”. Non solo addetti ai lavori, giornalisti e celebrities, ma ‘normal people’ a cui non è richiesto neppure di aver acquistato prodotti griffati dalla casa di moda.
Givenchy assegnerà la maggior parte dei biglietti (820) a ‘chi prima arriva’ su un sito web creato in partnership con nycgo.com, ufficio marketing della City. L’indirizzo del sito Web sarà pubblicati dal 1° settembre alle ore 10 (ora di New York) attraverso i social media di Givenchy, Nycgo, Cfda e Kcd, e si aprirà ai potenziali destinatari alle ore 10 di domani. I biglietti saranno disponibili per il ritiro prima della sfilata.
Un secondo blocco di 280 biglietti è stato invece riservato per studenti e docenti provenienti dalle scuole di moda come Fit, Parsons, Pratt Institute e la Scuola Superiore per la Moda. Inoltre, altri 100 biglietti saranno distribuiti ai residenti che vivono in prossimità della location, che verrà comunicata a ridosso dello show. “L’11 settebre – ha detto Tisci a Wwd – è un giorno molto delicato per l’America, e così la sfilata sarà una festa dedicata a una grande famiglia e all’amore”.
fonte: http://www.pambianconews.com
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Lgbt: Cambiamento anatomico e anagrafico in Italia: ecco come fare
Superati i contrasti sul carattere necessario dell'intervento chirurgico; si semplifica il processo di scelta.
Così come non si sono inasprite le polemiche a seguito del registro unico sulle unioni civili, ricorrono oggi confini incerti in merito al cambiamento anatomico e anagrafico.
Un individuo può modificare il proprio genere anatomico e anagrafico (da maschile a femminile e da femminile a maschile, rispettivamente definiti male to female e female to male), seguendo le incerte disposizioni fissate dalla legge 14 aprile 1982, n. 164 - norme in materia di rettificazione di attribuzioni di identità, consistenti in passaggi giudiziari volti ad ottenere l'autorizzazione del giudice all'intervento chirurgico quando necessario e nella fase successiva con la finalità di ottenere la modifica anagrafica sui documenti di identità.
Le attuali ambiguità ruotano attorno alla portata del termine necessità (necessità dell'operazione chirurgica). In primis, risiedono dubbi interpretativi su una correlazione tra il termine necessità e il parametro finale oggetto di tutela da parte del nostro ordinamento giuridico. Ci si chiede, se debbano essere presi in considerazione i valori, le aspirazioni, il vissuto o altro della persona richiedente il mutamento anagrafico o i principi dell'ordinamento, quali la certezza dei rapporti giuridici e dei vari status.
Un'altra lacuna riguarda la mancata definizione del trattamento medico-chirurgico necessario e dei caratteri primari. Alla luce di ciò, potrebbe, infatti, considerarsi sufficiente la sola somministrazione di ormoni.
Diatriba tra la chirurgia necessaria e il concetto di centralità della persona
Sul punto della necessità dell'intervento chirurgico, la giurisprudenza si è scissa fra un orientamento maggioritario ed uno minoritario.
Il primo configura l'intervento chirurgico sui caratteri primari unica condizione per il percorso del cambiamento anatomico e anagrafico; il secondo, invece, inquadra il detto intervento nell'ambito operativo del principio di autodeterminazione, spettante unicamente alla persona richiedente.
L'operazione chirurgica è meramente eventuale.
Il minoritario seppur radicale orientamento emerge in particolar modo da due decisioni (Tribunale di Genova, sent. 5 marzo 2015 e Tribunale di Messina, sent. 4 novembre 2014); nella prima, mettendo in atto un interpretazione ermeneutica della legge 164 del 1982, è stata accolta la richiesta di modifica anagrafica da parte di una donna sottoposta alla sola terapia ormonale e operazioni chirurgiche su caratteri secondari, puntando sull'importanza preminente della libertà di scelta e della non coincidenza dell'identità umana con il mero apparato genitale, allargando il campo argomentativo con una violazione dell'art. 32 Cost., nonché del richiamabile principio in virtù del quale nessuno può essere sottoposto ad un qualsivoglia intervento di chirurgia senza la sua volontà.
Ed è proprio quest'ultimo assunto che regna alla base della seconda decisione indicata: è stata accolta la domanda di riassegnazione anagrafica in virtù del solo intervento di carattere ormonale, adducendo alle proprie motivazioni, la reale e non putativa situazione di pericolosità e di nocività che potrebbe verificarsi a carico e ai danni del fondamentale bene costituzionalmente garantito, la salute. Quando entrano in gioco contrapposti bilanciamenti di interessi, è utile fare un raffronto con l'orientamento di altri Paesi, così come è stato per il caso dell'adozione del figlio del partner in una coppia gay.
Recente svolta epocale della Cassazione
La Cassazione ha affermato che grazie all'apporto della psicologia, è dato riscontrare il riconoscimento dei diritti delle persone che scelgono di procedere per il cambiamento anatomico e anagrafico , le quali godono di una non prestabilita scelta del percorso conclusivo del mutamento e che dette caratteristiche inducono a ritenere che il mutamento sia una scelta immutabile, sia sotto il profilo della percezione soggettiva, sia sotto il profilo delle oggettive mutazioni dei caratteri secondari estetico - somatici ed ormonali.
fonte: Eliana Gaito http://it.blastingnews.com/
Così come non si sono inasprite le polemiche a seguito del registro unico sulle unioni civili, ricorrono oggi confini incerti in merito al cambiamento anatomico e anagrafico.
Un individuo può modificare il proprio genere anatomico e anagrafico (da maschile a femminile e da femminile a maschile, rispettivamente definiti male to female e female to male), seguendo le incerte disposizioni fissate dalla legge 14 aprile 1982, n. 164 - norme in materia di rettificazione di attribuzioni di identità, consistenti in passaggi giudiziari volti ad ottenere l'autorizzazione del giudice all'intervento chirurgico quando necessario e nella fase successiva con la finalità di ottenere la modifica anagrafica sui documenti di identità.
Le attuali ambiguità ruotano attorno alla portata del termine necessità (necessità dell'operazione chirurgica). In primis, risiedono dubbi interpretativi su una correlazione tra il termine necessità e il parametro finale oggetto di tutela da parte del nostro ordinamento giuridico. Ci si chiede, se debbano essere presi in considerazione i valori, le aspirazioni, il vissuto o altro della persona richiedente il mutamento anagrafico o i principi dell'ordinamento, quali la certezza dei rapporti giuridici e dei vari status.
Un'altra lacuna riguarda la mancata definizione del trattamento medico-chirurgico necessario e dei caratteri primari. Alla luce di ciò, potrebbe, infatti, considerarsi sufficiente la sola somministrazione di ormoni.
Diatriba tra la chirurgia necessaria e il concetto di centralità della persona
Sul punto della necessità dell'intervento chirurgico, la giurisprudenza si è scissa fra un orientamento maggioritario ed uno minoritario.
Il primo configura l'intervento chirurgico sui caratteri primari unica condizione per il percorso del cambiamento anatomico e anagrafico; il secondo, invece, inquadra il detto intervento nell'ambito operativo del principio di autodeterminazione, spettante unicamente alla persona richiedente.
L'operazione chirurgica è meramente eventuale.
Il minoritario seppur radicale orientamento emerge in particolar modo da due decisioni (Tribunale di Genova, sent. 5 marzo 2015 e Tribunale di Messina, sent. 4 novembre 2014); nella prima, mettendo in atto un interpretazione ermeneutica della legge 164 del 1982, è stata accolta la richiesta di modifica anagrafica da parte di una donna sottoposta alla sola terapia ormonale e operazioni chirurgiche su caratteri secondari, puntando sull'importanza preminente della libertà di scelta e della non coincidenza dell'identità umana con il mero apparato genitale, allargando il campo argomentativo con una violazione dell'art. 32 Cost., nonché del richiamabile principio in virtù del quale nessuno può essere sottoposto ad un qualsivoglia intervento di chirurgia senza la sua volontà.
Ed è proprio quest'ultimo assunto che regna alla base della seconda decisione indicata: è stata accolta la domanda di riassegnazione anagrafica in virtù del solo intervento di carattere ormonale, adducendo alle proprie motivazioni, la reale e non putativa situazione di pericolosità e di nocività che potrebbe verificarsi a carico e ai danni del fondamentale bene costituzionalmente garantito, la salute. Quando entrano in gioco contrapposti bilanciamenti di interessi, è utile fare un raffronto con l'orientamento di altri Paesi, così come è stato per il caso dell'adozione del figlio del partner in una coppia gay.
Recente svolta epocale della Cassazione
La Cassazione ha affermato che grazie all'apporto della psicologia, è dato riscontrare il riconoscimento dei diritti delle persone che scelgono di procedere per il cambiamento anatomico e anagrafico , le quali godono di una non prestabilita scelta del percorso conclusivo del mutamento e che dette caratteristiche inducono a ritenere che il mutamento sia una scelta immutabile, sia sotto il profilo della percezione soggettiva, sia sotto il profilo delle oggettive mutazioni dei caratteri secondari estetico - somatici ed ormonali.
fonte: Eliana Gaito http://it.blastingnews.com/
mercoledì 2 settembre 2015
Lgbt: Mostra del Cinema di Venezia 2015: il trailer italiano di "The Danish Girl"
Protagonista del film Eddie Redmayne, già in profumo di secondo Oscar dopo "La teoria del tutto"
È uno dei film più attesi della Mostra del Cinema di Venezia 2015 e il suo protagonista è già in odore di (un altro) Oscar. Stiamo parlando di The Danish Girl, pellicola diretta da Tom Hooper (anch'egli premio Oscar per Il discorso del re e regista de Les Misérables) che ha come protagonista Eddie Redmayne in una parte che non mancherà di commuovere - e anche di fare discutere.
Il giovane attore che lo scorso anno si è portato a casa la statuetta più ambita di Hollywood per aver interpretato la parte dello scienziato Stephen Hawking nel film La teoria del tutto, ora si cimenta in un altro ruolo-limite come quello di Lili Elbe, alias Einar Wegener, uomo che tra gli anni 20 e 30 del secolo scorso decise di vivere come una donna: prima indossando abiti femminili e truccandosi e poi sottoponendosi a interventi chirurgici per cambiare definitivamente genere: una figura che viene presentata come la prima transessuale della storia.
Einar, infatti, visse la sua vita da donna con il nome di Lili, facendo la pittrice e restando sposata alla moglie Gerda (che nel film ha il volto dell'attrice Alicia Vikander), che per proteggere il marito lo presentava come sua sorella.
Una storia vera che è stata oggetto del romanzo The Danish Girl di David Ebershoff (pubblicato in Italia da Guanda nel 2001 con il titolo La danese) da cui il regista ha tratto il film.
La pellicola arriverà nei cinema a febbraio 2016 e sarà presentata in anteprima mondiale tra pochi giorni a Venezia: in attesa di conoscere la reazione di pubblico e critica, è tutto da vedere il primo trailer italiano.
THE DANISH GIRL di Tom Hooper - Al link Trailer italiano ufficiale:
https://www.youtube.com/watch?v=UpcjiDPrumE
fonte: Federica Palladini http://www.elle.it/Showbiz/the-danish-girl-trailer
È uno dei film più attesi della Mostra del Cinema di Venezia 2015 e il suo protagonista è già in odore di (un altro) Oscar. Stiamo parlando di The Danish Girl, pellicola diretta da Tom Hooper (anch'egli premio Oscar per Il discorso del re e regista de Les Misérables) che ha come protagonista Eddie Redmayne in una parte che non mancherà di commuovere - e anche di fare discutere.
Il giovane attore che lo scorso anno si è portato a casa la statuetta più ambita di Hollywood per aver interpretato la parte dello scienziato Stephen Hawking nel film La teoria del tutto, ora si cimenta in un altro ruolo-limite come quello di Lili Elbe, alias Einar Wegener, uomo che tra gli anni 20 e 30 del secolo scorso decise di vivere come una donna: prima indossando abiti femminili e truccandosi e poi sottoponendosi a interventi chirurgici per cambiare definitivamente genere: una figura che viene presentata come la prima transessuale della storia.
Einar, infatti, visse la sua vita da donna con il nome di Lili, facendo la pittrice e restando sposata alla moglie Gerda (che nel film ha il volto dell'attrice Alicia Vikander), che per proteggere il marito lo presentava come sua sorella.
Una storia vera che è stata oggetto del romanzo The Danish Girl di David Ebershoff (pubblicato in Italia da Guanda nel 2001 con il titolo La danese) da cui il regista ha tratto il film.
La pellicola arriverà nei cinema a febbraio 2016 e sarà presentata in anteprima mondiale tra pochi giorni a Venezia: in attesa di conoscere la reazione di pubblico e critica, è tutto da vedere il primo trailer italiano.
THE DANISH GIRL di Tom Hooper - Al link Trailer italiano ufficiale:
https://www.youtube.com/watch?v=UpcjiDPrumE
fonte: Federica Palladini http://www.elle.it/Showbiz/the-danish-girl-trailer
Il brand fiorentino Damai punta sui gioielli. Una nuova linea preziosa firmata dall'artista Sara Bencini
Si amplia la gamma di prodotti Damai in linea con i valori aziendali di innovazione e territorialità. Un rapporto stretto con la città di Firenze testimoniato dalla nuova serie di gioielli realizzati in esclusiva e a mano dall'artista fiorentina Sara Bencini (a sinistra fotografata da Francesco Ormando).
“Si tratta di gioielli che sposano la filosofia del nostro brand - ha dichiarato Mauro Fabbri fondatore dell'azienda - prima di tutto per l'alta qualità e la lavorazione a mano che rendono ogni articolo un pezzo unico. Una linea dal design suggestivo che ricorda gli ornamenti delle dame rinascimentali e che i clienti possono presto riconoscere come elementi in continuità rispetto alle borse Damai.”
“Artigiana di lusso” come amano definirla le riviste di moda e di arte, fiorentina di origine, con una famiglia di pittori e storici d'arte alle spalle, Sara Bencini ha lavorato a lungo a Parigi dove ha unito la passione per l'oreficeria e le pietre preziose al mondo del teatro. Divenuta riproduttrice di gioielli di scena, ha ottenuto importanti riconoscimenti e pubblicazioni.
Un nuovo segmento di prodotti si inserisce dunque e completa l'offerta di Damai nel settore accessori: l'azienda ha infatti lanciato alcuni mesi fa, tramite il proprio sito www.damaitaliana.it e in un selezionato numero di showroom, le tre linee di borse che si contraddistinguono per elementi di innovazione e di rottura.
I nuovi gioielli Damai, firmati Sara Bencini, sono acquistabili in esclusiva sul sito www.damaitaliana.it, ed è solo una delle novità: presto saranno presentati nuovi di accessori, introdotti altri colori per la Eva Bag e nuove forme per la Essenza.
fonte: http://www.firenzemadeintuscany.com/it/fashion/article/il-brand-fiorentino-damai-punta-sui-gioielli/
“Si tratta di gioielli che sposano la filosofia del nostro brand - ha dichiarato Mauro Fabbri fondatore dell'azienda - prima di tutto per l'alta qualità e la lavorazione a mano che rendono ogni articolo un pezzo unico. Una linea dal design suggestivo che ricorda gli ornamenti delle dame rinascimentali e che i clienti possono presto riconoscere come elementi in continuità rispetto alle borse Damai.”
“Artigiana di lusso” come amano definirla le riviste di moda e di arte, fiorentina di origine, con una famiglia di pittori e storici d'arte alle spalle, Sara Bencini ha lavorato a lungo a Parigi dove ha unito la passione per l'oreficeria e le pietre preziose al mondo del teatro. Divenuta riproduttrice di gioielli di scena, ha ottenuto importanti riconoscimenti e pubblicazioni.
Un nuovo segmento di prodotti si inserisce dunque e completa l'offerta di Damai nel settore accessori: l'azienda ha infatti lanciato alcuni mesi fa, tramite il proprio sito www.damaitaliana.it e in un selezionato numero di showroom, le tre linee di borse che si contraddistinguono per elementi di innovazione e di rottura.
I nuovi gioielli Damai, firmati Sara Bencini, sono acquistabili in esclusiva sul sito www.damaitaliana.it, ed è solo una delle novità: presto saranno presentati nuovi di accessori, introdotti altri colori per la Eva Bag e nuove forme per la Essenza.
fonte: http://www.firenzemadeintuscany.com/it/fashion/article/il-brand-fiorentino-damai-punta-sui-gioielli/
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lunedì 31 agosto 2015
Lgbt: H&M_un milione di euro a chi scopre come riciclare gli abiti
H&M dice addio alla filosofia del "take, make, waste": prendere, fare, sprecare. Con la sua fondazione lancia The Global Change Award, premio per chiudere il cerchio della moda e trovare il modo di riciclare i tessuti usati.
CI VUOLE una buona idea per riciclare i vestiti e il gioco è fatto: le cinque migliori selezionate accederanno per un anno a un acceleratore di impresa in collaborazione con Accenture e KTH Reale Institute of Technology: https://www.kth.se/en di Stoccolma con accesso esclusivo all'industria della moda per essere messe alla prova. In palio c'è un milione di euro, stanziato da H&M attraverso la sua Conscious Foundation:http://about.hm.com/en/About/sustainability/hm-conscious/conscious-foundation.html
è The Global Change Award: https://www.globalchangeaward.com/articles/
C'è tempo fino al 31 ottobre 2015 per partecipare a questo concorso internazionale. Metà dei soldi verrà attribuita secondo il giudizio di una giuria di otto esperti, tra cui Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, e la modella Amber Valletta. L'altra, secondo il voto online del pubblico, dal 1 al 7 febbraio 2016. Una cerimonia a Stoccolma proclamerà i vincitori il 10 febbraio 2016.
L'aziende svedese non è nuova a idee di questo tipo: per limitare lo spreco di rifiuti tessili che si producono ogni anno (il 95% di questi non viene riutilizzato) ha introdotto un'iniziativa che guarda all'ambiente e anche al portafoglio dei clienti del "lowcost": portando in negozio i propri capi usati si ottiene uno sconto di cinque euro su una spesa minima di 40 euro. Una delle maggiori sfide per l'industria della moda, infatti, sta nei milioni di tonnellate di rifiuti tessili che finiscono in discarica. "La domanda per la moda non è più 'qual è il nuovo nero?', ma piuttosto 'quali sono le idee innovative in grado di chiudere il ciclo?', spiega Rebecca Earley, docente all'Università delle Arti di Londrae e membro della giuria del premio. "The Change Global Award è alla ricerca di idee che proteggeranno le risorse naturali della terra, e io sono felice di esserne parte".
La Fondazione Conscious di H&M è una fondazione finanziata dalla famiglia Persson, proprietaria della società moda svedese H&M. La sua mission è quella di di creare moda a prezzi accessibili per una popolazione in crescita, riducendo però l'impatto sull'ambiente. "Sono impaziente di vedere come l'industria della moda nel suo complesso abbraccerà la sfida", dice Karl-Johan Persson, membro del consiglio della Fondazione e amministratore delegato di H&M.
fonte: http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/ambiente/2015/08/27/news/riciclare_gli_abiti_diventa_realta_-121715115/?ref=fbpd
CI VUOLE una buona idea per riciclare i vestiti e il gioco è fatto: le cinque migliori selezionate accederanno per un anno a un acceleratore di impresa in collaborazione con Accenture e KTH Reale Institute of Technology: https://www.kth.se/en di Stoccolma con accesso esclusivo all'industria della moda per essere messe alla prova. In palio c'è un milione di euro, stanziato da H&M attraverso la sua Conscious Foundation:http://about.hm.com/en/About/sustainability/hm-conscious/conscious-foundation.html
è The Global Change Award: https://www.globalchangeaward.com/articles/
C'è tempo fino al 31 ottobre 2015 per partecipare a questo concorso internazionale. Metà dei soldi verrà attribuita secondo il giudizio di una giuria di otto esperti, tra cui Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, e la modella Amber Valletta. L'altra, secondo il voto online del pubblico, dal 1 al 7 febbraio 2016. Una cerimonia a Stoccolma proclamerà i vincitori il 10 febbraio 2016.
L'aziende svedese non è nuova a idee di questo tipo: per limitare lo spreco di rifiuti tessili che si producono ogni anno (il 95% di questi non viene riutilizzato) ha introdotto un'iniziativa che guarda all'ambiente e anche al portafoglio dei clienti del "lowcost": portando in negozio i propri capi usati si ottiene uno sconto di cinque euro su una spesa minima di 40 euro. Una delle maggiori sfide per l'industria della moda, infatti, sta nei milioni di tonnellate di rifiuti tessili che finiscono in discarica. "La domanda per la moda non è più 'qual è il nuovo nero?', ma piuttosto 'quali sono le idee innovative in grado di chiudere il ciclo?', spiega Rebecca Earley, docente all'Università delle Arti di Londrae e membro della giuria del premio. "The Change Global Award è alla ricerca di idee che proteggeranno le risorse naturali della terra, e io sono felice di esserne parte".
La Fondazione Conscious di H&M è una fondazione finanziata dalla famiglia Persson, proprietaria della società moda svedese H&M. La sua mission è quella di di creare moda a prezzi accessibili per una popolazione in crescita, riducendo però l'impatto sull'ambiente. "Sono impaziente di vedere come l'industria della moda nel suo complesso abbraccerà la sfida", dice Karl-Johan Persson, membro del consiglio della Fondazione e amministratore delegato di H&M.
fonte: http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/ambiente/2015/08/27/news/riciclare_gli_abiti_diventa_realta_-121715115/?ref=fbpd
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Lgbt: L’appello di Elena Sofia, trans che rischia di morire
Raccogliamo l’appello di questa donna trans in pericolo di vita. Aiutiamola a diffonderlo.
Questa è la storia di Elena Sofia Trimarchi, donna trans anche per lo stato dal 2000 quando si sottopose all’intervento di riassegnazione del genere. Qualche anno dopo, però, le cose per Elena non sono andate bene dal punto di vista fisico. Una riduzione della profondità della vagina subentrata con gli anni e, poi, un grave problema di deviazione dell’intestino l’hanno costretta a ricorrere a nuovi interventi, che però non hanno risolto la situazione anzi l’hanno peggiorata. Elena racconta di essere rimasta da sola per una settimana in una stanza fatiscente dell’ospedale, senza che nessuno si prendesse cura di lei né che un medico la visitasse. Uscita dall’ospedale, Elena denuncia il medico e l’ospedale e si rivolge ad altri specialisti che, però, si rifiutano di curarla. Fino a quando denuncia tutto su Facebook. Elena viene sottoposta ad un nuovo intervento, in vista di altri che avrebbe già dovuto subire. Da un anno però, la donna non riceve cure e non ha più saputo niente. “Ho l’impressione che non mi vogliano curare”, dice nella testimonianza raccolta da Saverio Tommasi per FanPage. E lancia un appello al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore alla Sanità perché si facciano carico della sua situazione. Un appello che raccogliamo e diffondiamo. E invitiamo tutti a fare altrettanto.
fonte: http://www.gay.it/video/elena-sofia-trans-rischia-di-morire-appello
QUI IL LINK DELLA VIDEO INTERVISTA DI SAVERIO TOMMASI AD ELENA
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/Vdz9lOSwc0yAHP_I
Questa è la storia di Elena Sofia Trimarchi, donna trans anche per lo stato dal 2000 quando si sottopose all’intervento di riassegnazione del genere. Qualche anno dopo, però, le cose per Elena non sono andate bene dal punto di vista fisico. Una riduzione della profondità della vagina subentrata con gli anni e, poi, un grave problema di deviazione dell’intestino l’hanno costretta a ricorrere a nuovi interventi, che però non hanno risolto la situazione anzi l’hanno peggiorata. Elena racconta di essere rimasta da sola per una settimana in una stanza fatiscente dell’ospedale, senza che nessuno si prendesse cura di lei né che un medico la visitasse. Uscita dall’ospedale, Elena denuncia il medico e l’ospedale e si rivolge ad altri specialisti che, però, si rifiutano di curarla. Fino a quando denuncia tutto su Facebook. Elena viene sottoposta ad un nuovo intervento, in vista di altri che avrebbe già dovuto subire. Da un anno però, la donna non riceve cure e non ha più saputo niente. “Ho l’impressione che non mi vogliano curare”, dice nella testimonianza raccolta da Saverio Tommasi per FanPage. E lancia un appello al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore alla Sanità perché si facciano carico della sua situazione. Un appello che raccogliamo e diffondiamo. E invitiamo tutti a fare altrettanto.
fonte: http://www.gay.it/video/elena-sofia-trans-rischia-di-morire-appello
QUI IL LINK DELLA VIDEO INTERVISTA DI SAVERIO TOMMASI AD ELENA
http://youmedia.fanpage.it/video/aa/Vdz9lOSwc0yAHP_I
I film LGBT del prossimo autunno
L’autunno porterà al cinema una bella scelta di film a tematica LGBT. Andiamo con ordine: il 1° ottobre arriva finalmente uno dei film italiani più attesi: Io e lei di Maria Sole Tognazzi. Con un omaggio a Il vizietto del padre Ugo, la regista racconta una storia d’amore fatta di quotidianità e normalità. A impersonare le protagoniste due bellissime attrici del nostro cinema: Sabrina Ferilli e Margherita Buy. Come racconta alla rivista Ciak, la Tognazzi vuole colmare un vuoto importante nel cinema italiano, dove i pochi ruoli di ragazze omosessuali sono di solito giovani e marginali rispetto alla storia centrale del film. E dichiara anche che non si tratta solo di un impegno cinematografico, ma anche politico, nella speranza che si facciano dei passi in avanti nel nostro paese per quanto riguarda i diritti.
Sempre a ottobre, da Hollywood arriva un film sui diritti delle persone LGBT: Freeheld. Tratto dall’omonimo documentario del 2007 di Cynthia Wade, Freeheld racconta la vera battaglia per i diritti combattuta dalla coppia lesbica formata da Laurel Hester e Stacie Andree. Protagoniste saranno Julianne Moore, che abbiamo già apprezzato nel ruolo di lesbica in I ragazzi stanno bene (2010), ed Ellen Page (famosa per il film Juno del 2007), che tra l’altro ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità nel 2014.
Per Carol, la cui uscita era prevista nel 2015, dovremo aspettare gennaio 2016. Tratto dal cult The Price of salt (noto anche col titolo Carol), il film racconta l’appassionante storia d’amore tra una donna matura, interpretata da Cate Blanchett, e una giovane commessa, la bella Rooney Mara. Quest’ultima ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile (ex aequo con Emmanuelle Bercot di Mon Roi) allo scorso festival di Cannes, dove il film era in concorso.
Se invece decidete di rimanere a casa, potrete godervi dal vostro divano i tredici episodi di Grace and Frankie, la serie tv sulla singolare amicizia tra due donne (Jane Fonda e Lily Tomlin_in foto) che scoprono che i rispettivi mariti sono gay e si amano. La prima stagione sarà in onda su Netflix da ottobre
fonte: di Elisa Grimaldi http://www.pianetagay.com/i-film-lgbt-del-prossimo-autunno/
Sempre a ottobre, da Hollywood arriva un film sui diritti delle persone LGBT: Freeheld. Tratto dall’omonimo documentario del 2007 di Cynthia Wade, Freeheld racconta la vera battaglia per i diritti combattuta dalla coppia lesbica formata da Laurel Hester e Stacie Andree. Protagoniste saranno Julianne Moore, che abbiamo già apprezzato nel ruolo di lesbica in I ragazzi stanno bene (2010), ed Ellen Page (famosa per il film Juno del 2007), che tra l’altro ha dichiarato pubblicamente la propria omosessualità nel 2014.
Per Carol, la cui uscita era prevista nel 2015, dovremo aspettare gennaio 2016. Tratto dal cult The Price of salt (noto anche col titolo Carol), il film racconta l’appassionante storia d’amore tra una donna matura, interpretata da Cate Blanchett, e una giovane commessa, la bella Rooney Mara. Quest’ultima ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile (ex aequo con Emmanuelle Bercot di Mon Roi) allo scorso festival di Cannes, dove il film era in concorso.
Se invece decidete di rimanere a casa, potrete godervi dal vostro divano i tredici episodi di Grace and Frankie, la serie tv sulla singolare amicizia tra due donne (Jane Fonda e Lily Tomlin_in foto) che scoprono che i rispettivi mariti sono gay e si amano. La prima stagione sarà in onda su Netflix da ottobre
fonte: di Elisa Grimaldi http://www.pianetagay.com/i-film-lgbt-del-prossimo-autunno/
Lgbt: Estetica a sesso unico_dalla moda alla cultura la tendenza è genderless
Lui come lei, lei come lui: un segno dei tempi o un sogno che si realizza nella fusione di una sola irripetibile cultura?
Che gli steccati estetiti tra maschio e femmina stiano progressivamente sfumando, diciamolo: mica è una novità. Non staremo qui a esibirci in noiosi saggetti di storia della moda per rimembrare trascorse vanità maschili che hanno oltrepassato la decenza del termine “leziosità”, parola comunque dotata di assai elastici significati. Dal mito degli ermafroditi di cui parla Platone nel Simposio alle mise sfarzose di Luigi XVI, per approdare alla mistica del dandy à la Oscar Wilde e/o Charles Baudelaire fino ad arrivare alla “rivoluzione dei pavoni” (la “Peacock Revolution” londinese dei 60), al glam rock dei 70, alla cura maniacale del corpo degli 80, al makeup da uomo nei 90, alla banalità del “normcore” con felpe, tute, sneakers, cappellini e zaini indossati trasversalmente (e trasversalmente poco donanti) negli anni 00, abbiamo capito che le porte del guardaroba - anche nella coppia più etero del mondo - sono girevoli come quelle di un hotel e permettono di girovagare tra il suo (di lui) e il suo (di lei).
AGENDER SPECIALE
«I sessi sono diversi; eppure si confondono. Non c’è essere umano che oscilli così da un sesso all’altro, e spesso non sono che gli abiti a serbare l’apparenza virile o femminile, mentre il sesso profondo è l’opposto di quello superficiale».
(Virginia Woolf, Orlando)
Domanda: perché proprio oggi #genderless o #agender è l’hashtag che più ingolosisce i fashionisti con indosso bluse da segretaria stile Mad Men e le fashioniste con in- dosso giubbotti da motociclista e jeans stracciati? Che cosa succede? Si è diffuso un Alzheimer estetico oppu- re adesso è il momento storico ideale per imporre un modo di essere che vada al di là sia di una presunta “vi- rilità”, sia quello di una presunta “femminilità”?
Insom- ma: se Cara Delevingne solca il red carpet in completo da uomo e la coppia Brangelina - Brad Pitt e Angelina Jolie - si fanno paparazzare ai BAFTA Awards con uno smoking identico, il department store londinese Selfridge’s inaugura un intero piano di abbigliamento denominato #Agen- der, sulle passerelle ci sono modelli che stanno ridefinendo un concetto di bellezza disconnesso dagli organi intimi (come l’au- stralian* Andrej Pejic, che sfila indifferemente per le sfilate uomo e donna, mentre la lesbo-top Rain Dove definisce il suo lavoro «una forma di attivismo»), significa che questa non è una tenden- za passeggera.
Ma una maniera di stare al mondo e di apparire agli altri che oggi sta profondamente cambiando la società. E, insieme alla società, naturalmente dà un nuovo volto all’economia: ecco la prima, plausibile risposta.
Lo stile asessuale vuole vendere a una generazione di giovani clienti che, dalla Cina alla Cecenia (e pros- simamente, l’Iran?) cercano un abbigliamento che si distacchi dall’abito borghese giacca-e-cravatta o dalla consueta, sia pur sontuosa, crinolina da sera.
Lo stesso thecorner.com, luxury boutique online, da qualche tempo, con lo slogan No Attitude, No Entry, ha creato un’area di vendita denominata, guarda caso, “No Gender”.
NEUTRO, NON NEUTRALE
«Le persone di tutte le età, in tutti i mercati del mondo, stanno definendo la loro identità con una libertà prima sconosciuta. Il risultato è che i consumi non potranno più essere definiti da segmenti demografici come età, genere, residenza, stipendio, status familiare»
(Dal sito Trendwatching.com)
Sicuramente gli alfieri di questo movimento sono due: Alessandro Michele per Gucci, autore di un impressionante “revam- ping” della griffe fiorentina ed Hedi Slimane, che disegna Saint Laurent (senza dimenticare i pionieri Rad Hourani e Stephanie Hahn e il guru makeup artist Aaron de Mey). Per il primo, però, paradossalmente il concetto di “genderless” rimane sullo sfondo. «Promuovo il bello», dichiara. «La bellezza è una e prescinde dai generi. Qualcuno si è sentito quasi provocato, non era mia intenzione.
Il mondo è così, è la lettura estetica di qualcosa che vedo per strada. L’idea che alcune donne vogliano sentirsi libere di indos- sare gli abiti del fidanzato non è una rivoluzione. Come trovo belli degli uomini con qualcosa del guardaroba femminile».
La sua moda usa l’androginia per sottolineare il desiderio di artigianalità e tenerezza.
Hedi Slimane, invece, riconduce il suo stile al concetto di tribù unita dall’amore per certe (sub)culture musicali e/o artistiche che comprendono e superano i ruoli, e restituisce sensibilità a qualcosa che poco ha a che fare con la seduzione fisica. Che questo mandi nel dimenticatoio il concetto di “trasgressione”, beh: sappiate che, in questa fase storica, fare sesso è quanto meno di moda possa esserci.
fonte: articolo di Antonio Mancinelli per http://www.marieclaire.it/Moda/tendenze/genderless-tendenza-moda-inverno-2015#4
Che gli steccati estetiti tra maschio e femmina stiano progressivamente sfumando, diciamolo: mica è una novità. Non staremo qui a esibirci in noiosi saggetti di storia della moda per rimembrare trascorse vanità maschili che hanno oltrepassato la decenza del termine “leziosità”, parola comunque dotata di assai elastici significati. Dal mito degli ermafroditi di cui parla Platone nel Simposio alle mise sfarzose di Luigi XVI, per approdare alla mistica del dandy à la Oscar Wilde e/o Charles Baudelaire fino ad arrivare alla “rivoluzione dei pavoni” (la “Peacock Revolution” londinese dei 60), al glam rock dei 70, alla cura maniacale del corpo degli 80, al makeup da uomo nei 90, alla banalità del “normcore” con felpe, tute, sneakers, cappellini e zaini indossati trasversalmente (e trasversalmente poco donanti) negli anni 00, abbiamo capito che le porte del guardaroba - anche nella coppia più etero del mondo - sono girevoli come quelle di un hotel e permettono di girovagare tra il suo (di lui) e il suo (di lei).
AGENDER SPECIALE
«I sessi sono diversi; eppure si confondono. Non c’è essere umano che oscilli così da un sesso all’altro, e spesso non sono che gli abiti a serbare l’apparenza virile o femminile, mentre il sesso profondo è l’opposto di quello superficiale».
(Virginia Woolf, Orlando)
Domanda: perché proprio oggi #genderless o #agender è l’hashtag che più ingolosisce i fashionisti con indosso bluse da segretaria stile Mad Men e le fashioniste con in- dosso giubbotti da motociclista e jeans stracciati? Che cosa succede? Si è diffuso un Alzheimer estetico oppu- re adesso è il momento storico ideale per imporre un modo di essere che vada al di là sia di una presunta “vi- rilità”, sia quello di una presunta “femminilità”?
Insom- ma: se Cara Delevingne solca il red carpet in completo da uomo e la coppia Brangelina - Brad Pitt e Angelina Jolie - si fanno paparazzare ai BAFTA Awards con uno smoking identico, il department store londinese Selfridge’s inaugura un intero piano di abbigliamento denominato #Agen- der, sulle passerelle ci sono modelli che stanno ridefinendo un concetto di bellezza disconnesso dagli organi intimi (come l’au- stralian* Andrej Pejic, che sfila indifferemente per le sfilate uomo e donna, mentre la lesbo-top Rain Dove definisce il suo lavoro «una forma di attivismo»), significa che questa non è una tenden- za passeggera.
Ma una maniera di stare al mondo e di apparire agli altri che oggi sta profondamente cambiando la società. E, insieme alla società, naturalmente dà un nuovo volto all’economia: ecco la prima, plausibile risposta.
Lo stile asessuale vuole vendere a una generazione di giovani clienti che, dalla Cina alla Cecenia (e pros- simamente, l’Iran?) cercano un abbigliamento che si distacchi dall’abito borghese giacca-e-cravatta o dalla consueta, sia pur sontuosa, crinolina da sera.
Lo stesso thecorner.com, luxury boutique online, da qualche tempo, con lo slogan No Attitude, No Entry, ha creato un’area di vendita denominata, guarda caso, “No Gender”.
NEUTRO, NON NEUTRALE
«Le persone di tutte le età, in tutti i mercati del mondo, stanno definendo la loro identità con una libertà prima sconosciuta. Il risultato è che i consumi non potranno più essere definiti da segmenti demografici come età, genere, residenza, stipendio, status familiare»
(Dal sito Trendwatching.com)
Sicuramente gli alfieri di questo movimento sono due: Alessandro Michele per Gucci, autore di un impressionante “revam- ping” della griffe fiorentina ed Hedi Slimane, che disegna Saint Laurent (senza dimenticare i pionieri Rad Hourani e Stephanie Hahn e il guru makeup artist Aaron de Mey). Per il primo, però, paradossalmente il concetto di “genderless” rimane sullo sfondo. «Promuovo il bello», dichiara. «La bellezza è una e prescinde dai generi. Qualcuno si è sentito quasi provocato, non era mia intenzione.
Il mondo è così, è la lettura estetica di qualcosa che vedo per strada. L’idea che alcune donne vogliano sentirsi libere di indos- sare gli abiti del fidanzato non è una rivoluzione. Come trovo belli degli uomini con qualcosa del guardaroba femminile».
La sua moda usa l’androginia per sottolineare il desiderio di artigianalità e tenerezza.
Hedi Slimane, invece, riconduce il suo stile al concetto di tribù unita dall’amore per certe (sub)culture musicali e/o artistiche che comprendono e superano i ruoli, e restituisce sensibilità a qualcosa che poco ha a che fare con la seduzione fisica. Che questo mandi nel dimenticatoio il concetto di “trasgressione”, beh: sappiate che, in questa fase storica, fare sesso è quanto meno di moda possa esserci.
fonte: articolo di Antonio Mancinelli per http://www.marieclaire.it/Moda/tendenze/genderless-tendenza-moda-inverno-2015#4
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giovedì 27 agosto 2015
Lgbt: Vogue Fashion's Night Out a Firenze il 17 settembre 2015
Dopo il grande successo delle prime due edizioni, il Comune di Firenze e Vogue Italia annunciano la terza edizione fiorentina della Vogue Fashion’s Night Out prevista il prossimo 17 settembre: nata nel 2009, la manifestazione di respiro internazionale dedicata allo shopping e alla moda accenderà nuovamente i riflettori nella culla del Rinascimento con l'obiettivo di festeggiare la moda e dare impulso all'economia del settore.
VFNO rinnova il suo appuntamento anche a Milano il 22 settembre.
Vogue Fashion’s Night Out avvicina il mondo della moda, spesso percepito come lontano ed esclusivo, al grande pubblico, agli interessati o ai semplici curiosi, e si conferma un’occasione unica per conoscere il mondo del fashion vivendo le emozioni dello shopping in un’atmosfera festosa.
Ogni anno la Vogue Fashion’s Night Out coinvolge un numero sempre crescente di Paesi e la partecipazione entusiasta di migliaia di persone, oltre 300 mila solo in Italia nelle due città che hanno ospitato l’edizione 2014, Milano e Roma.
Grazie anche alla collaborazione di ConfCommercio di Firenze, scenari della manifestazione saranno le vie del centro, da Piazza della Signoria a Piazza Duomo, da Ponte Vecchio a Via del Corso, da Piazza della Repubblica a Via della Condotta, da Via Brunelleschi a Via delle Terme, da Via dei Medici a via Tosinghi, che saranno animate da party esclusivi e momenti musicali.
I negozi resteranno aperti fino alle ore 23 creando allestimenti ad hoc, dando a tutti la possibilità di incontrare alcuni dei più importanti stilisti.
Vogue Fashion's Night Out, offre infatti anche l’opportunità di partecipare attivamente a progetti charity: dalla prima edizione, i tanti brand che sono intervenuti all’evento hanno realizzato oggetti limited edition firmati VFNO i cui ricavi delle vendite sono stati destinati a numerosi progetti benefici.
Quest’anno i ricavati saranno devoluti a favore della Fondazione dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) per contribuire alla formazione e allo sviluppo della ricerca clinica e sperimentale, e a favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
fonte: http://www.firenzetoday.it/eventi/
VFNO rinnova il suo appuntamento anche a Milano il 22 settembre.
Vogue Fashion’s Night Out avvicina il mondo della moda, spesso percepito come lontano ed esclusivo, al grande pubblico, agli interessati o ai semplici curiosi, e si conferma un’occasione unica per conoscere il mondo del fashion vivendo le emozioni dello shopping in un’atmosfera festosa.
Ogni anno la Vogue Fashion’s Night Out coinvolge un numero sempre crescente di Paesi e la partecipazione entusiasta di migliaia di persone, oltre 300 mila solo in Italia nelle due città che hanno ospitato l’edizione 2014, Milano e Roma.
Grazie anche alla collaborazione di ConfCommercio di Firenze, scenari della manifestazione saranno le vie del centro, da Piazza della Signoria a Piazza Duomo, da Ponte Vecchio a Via del Corso, da Piazza della Repubblica a Via della Condotta, da Via Brunelleschi a Via delle Terme, da Via dei Medici a via Tosinghi, che saranno animate da party esclusivi e momenti musicali.
I negozi resteranno aperti fino alle ore 23 creando allestimenti ad hoc, dando a tutti la possibilità di incontrare alcuni dei più importanti stilisti.
Vogue Fashion's Night Out, offre infatti anche l’opportunità di partecipare attivamente a progetti charity: dalla prima edizione, i tanti brand che sono intervenuti all’evento hanno realizzato oggetti limited edition firmati VFNO i cui ricavi delle vendite sono stati destinati a numerosi progetti benefici.
Quest’anno i ricavati saranno devoluti a favore della Fondazione dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) per contribuire alla formazione e allo sviluppo della ricerca clinica e sperimentale, e a favore dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
fonte: http://www.firenzetoday.it/eventi/
Lgbt: La stampa estera punta il dito: "No pride con Mr Brugnaro in carica"
Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Venezia mercoledì a La Repubblica continuano a far discutere. Grande la risonanza anche nella stampa estera.
Non c'è tregua per il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che dopo le accuse per il rinvio della mostra sulle grandi navi di Berengo Gardin e il polverone sui libri di gender, viene preso di mira per la sua ferma opposizione ad una eventuale manifestazione del popolo gay tra i ponti e le calli di Venezia.
La principale stampa estera, infatti, ha dato parecchia risonanza alle parole del primo cittadino lagunare, che ha sostenuto come il gay pride sia una buffonata. Ed è il Time a muovere le accuse più marcate, sottolineando come Brugnaro consideri il pride una manifestazione kitsch, lui che è sindaco nella "patria del carnevale più kitsch che esista". Le affermazioni del sindaco sono servite anche per dare una stilettata all'Italia, "uno dei pochi paesi dell'Europa occidentale a negare i matrimoni gay e le unioni di fatto ai propri cittadini".
Per il britannico "The Guardian" è strano che il sindaco permetta il passaggio della navi da crociera e non regolamenti l'afflusso di turisti nella città, impedendo al contempo la manifestazione al popolo LGBT. "Non ci sarà un gay pride, finché Mr Brugnaro sarà in carica", si legge. La BBC, invece, non commenta la notizia, ma riporta esattamente le parole di Brugnaro rilasciate a "La Repubblica", ricordando anche la quérelle con Elton John dei giorni scorsi e la questione dei libri gender: "Il signor Brugnaro ha provocato una grande polemica, dopo aver ritirato dalle scuole i libri che raffigurano famiglie con genitori dello stesso sesso".
fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/gay-pride-stampa-estera-contro-brugnaro.html
Non c'è tregua per il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che dopo le accuse per il rinvio della mostra sulle grandi navi di Berengo Gardin e il polverone sui libri di gender, viene preso di mira per la sua ferma opposizione ad una eventuale manifestazione del popolo gay tra i ponti e le calli di Venezia.
La principale stampa estera, infatti, ha dato parecchia risonanza alle parole del primo cittadino lagunare, che ha sostenuto come il gay pride sia una buffonata. Ed è il Time a muovere le accuse più marcate, sottolineando come Brugnaro consideri il pride una manifestazione kitsch, lui che è sindaco nella "patria del carnevale più kitsch che esista". Le affermazioni del sindaco sono servite anche per dare una stilettata all'Italia, "uno dei pochi paesi dell'Europa occidentale a negare i matrimoni gay e le unioni di fatto ai propri cittadini".
Per il britannico "The Guardian" è strano che il sindaco permetta il passaggio della navi da crociera e non regolamenti l'afflusso di turisti nella città, impedendo al contempo la manifestazione al popolo LGBT. "Non ci sarà un gay pride, finché Mr Brugnaro sarà in carica", si legge. La BBC, invece, non commenta la notizia, ma riporta esattamente le parole di Brugnaro rilasciate a "La Repubblica", ricordando anche la quérelle con Elton John dei giorni scorsi e la questione dei libri gender: "Il signor Brugnaro ha provocato una grande polemica, dopo aver ritirato dalle scuole i libri che raffigurano famiglie con genitori dello stesso sesso".
fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/gay-pride-stampa-estera-contro-brugnaro.html
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