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venerdì 16 gennaio 2026

"Inside Marangoni. Dove nascono i talenti" è il nuovo documentario di SKY Arte. Dietro le quinte della scuola per i futuri big della moda. In prima visione sabato 17 gennaio ore 20:30

INSIDE MARANGONI. DOVE NASCONO I TALENTI: un nuovo documentario che esplora i talenti emergenti della moda, nel cuore dell’eccellenza che li forma: Istituto Marangoni.

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti. Sabato 17 gennaio – ore 20:30
IN PRIMA VISIONE SU SKY ARTE IL 17 GENNAIO 2026 ALLE 20:30
IN STREAMING SOLO SU NOW E DISPONIBILE ON DEMAND
 

Cosa accade all’interno di una scuola di moda di alto livello subito prima del Fashion Show conclusivo? A questa domanda risponde il documentario Inside Marangoni. Dove nascono i talenti, in onda su Sky Arte sabato 17 gennaio.

Il prestigioso Istituto Marangoni di Milano accoglie eccezionalmente le telecamere per raccontare le piccole e grandi sfide che attendono i fashion designer in formazione. Gli spettatori sono così invitati dietro le quinte della scuola per scoprire ogni aspetto del lavoro di 250 studenti del corso di fashion design: dall’ideazione degli abiti alle dure prove di selezione per l’evento conclusivo.

Dopo una prima scrematura, solo 40 ragazzi possono mostrare le proprie idee a una giuria composta da esperti del calibro di Sara Sozzani Maino, Francesca Ragazzi, Vincenzo Ferrante, Alessandro Sartori e Stefania Valenti. Sono loro a indicare i nomi dei dieci talenti ammessi all’ambito Fashion Show finale. I protagonisti delle riprese provengono da ogni parte del mondo, e proprio l’unione di influenze culturali rende il corso di studi un’esperienza unica e di respiro internazionale.

Il cuore del documentario è tutto nel backstage delle lavorazioni, dove regnano la precisione assoluta e la ferrea gestione dei tempi. Qui, accanto agli studenti, troviamo insegnanti e tutor, pronti nel guidare la creatività dei giovani allievi per aiutarli a diventare i prossimi protagonisti dell’alta moda. Inside Marangoni lascia emergere così l’aspetto più personale e intimo di un percorso di formazione tanto rigoroso, quanto studiato per condurre questi giovani talenti verso la realizzazione dei loro sogni.

Inside Marangoni. Dove nascono i talenti racconta il viaggio degli studenti di Istituto Marangoni Milano verso il momento più atteso: il Fashion Show. Soltanto 10 di loro saranno scelti per sfilare durante l’evento finale.

Il documentario segue da vicino il lavoro di questi giovani talenti internazionali, provenienti da Paesi come Italia, Corea, Romania e Bielorussia. Le loro collezioni riflettono temi profondi e personali: la ricerca dell’identità, la critica sociale, il sogno e l’arte.

Nel backstage, tra fitting e prove coordinate dalla Director of Education Diana Marian Murek e dal Program Leader Antonio Patruno Randolfi, tutto deve funzionare come un orologio svizzero.

Ne emerge un ritratto autentico e pulsante di creatività, passione e determinazione: un racconto corale che celebra la moda come forma d’arte e linguaggio universale, con uno stile visivo contemporaneo e dinamico.

Il documentario nasce all’interno dalla Content Factory di Sky, il nuovo laboratorio creativo trasversale che mette in dialogo news, sport, cultura e intrattenimento con l’obiettivo di sviluppare format originali, in sintonia con le nuove abitudini di consumo e con l’evoluzione del linguaggio audiovisivo.

fonte: https://arte.sky.it 

lunedì 19 maggio 2025

Alta Moda: registrati a BE OUR GUEST PM23 PREVIEW INVITATION Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti

Nell'ambito delle iniziative culturali ed educative promosse dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, PM23 è lieto di invitare in forma privata la propria community a una preview esclusiva dedicata a studenti e appassionati di arte, moda, creatività e cultura contemporanea.

Gli inviti sono riservati esclusivamente agli iscritti alla newsletter di PM23 e verranno assegnati a seguito di una selezione.
Invitiamo calorosamente tutti coloro che condividono la nostra passione per le arti e la moda a iscriversi e a manifestare il proprio interesse. Gli inviti saranno inviati all’indirizzo email indicato in fase di registrazione.
Situato nello storico edificio di Piazza Mignanelli 23, PM23 è stato trasformato in uno spazio espositivo d’eccezione, pensato per accogliere progetti culturali, mostre e percorsi educativi innovativi, capaci di generare un dialogo tra arti visive, moda e creatività contemporanea.

A inaugurare questo nuovo capitolo è ORIZZONTI | ROSSO —una mostra immersiva che esplora il colore rosso come codice estetico, simbolico e identitario. L’installazione introduce il pubblico al linguaggio creativo e curatoriale di PM23.

DETTAGLI PREVIEW

25 maggio – 10 giugno
12:00 – 18:00
(solo su invito, fino a esaurimento posti)


A partire dall'11 giugno, l’accesso sarà disponibile solo su prenotazione e con biglietto d’ingresso.

Iscriviti QUI

fonte: https://piazzamignanelli23.com

mercoledì 5 febbraio 2025

Moda: la mostra "Anna Piaggi: Parole e Taffetà." MinervaHub partecipa a Milano Unica con un progetto culturale a cura di Daniela Fedi

È stata una grande poetessa del vestire, capace di leggere abiti e accessori come libri, iscrizioni, fonti di un sapere universale. Nata a Milano il 23 marzo 1931, Anna Piaggi scopre l’immenso potere del look ad appena 4 anni, quando sua madre la veste con un costume da olandesina per una festa di Carnevale. Anna non volle indossare altro nei giorni seguenti e in quel momento è nata la sua magnifica ossessione per l’immagine costruita ad arte grazie a un continuo assemblaggio di dettagli speciali.

Proprio per questo MinervaHub, principale Gruppo industriale italiano del settore moda specializzato in finiture, materiali e processi all’avanguardia per accessori fashion-haut de gamme, ha deciso di organizzare una mostra su questa donna straordinaria e sul suo incredibile lavoro di collisione tra l’abito, il cappello, le scarpe, i gioielli, il bastone e quel che stava vivendo/scrivendo in quel momento storico.

Nel padiglione15 di Milano Unica verranno esposti alcuni tra i 150 capi raccolti da Jacopo Tonelli per JATO 1991, azienda del Gruppo MinervaHub. Il direttore artistico di MinervaHub ha poi integrato questa accurata selezione con altri vestiti e accessori recuperati dall’Associazione Culturale Anna Piaggi fondata dal nipote Stefano e assemblati con l’aiuto di Mirko Tomei, ultimo assistente della mitica signora.

>>> Anna Piaggi: Parole e Taffetà a Milano Unica il 4, 5 e 6 febbraio 2025

fonte e info: www.milanounica.it

lunedì 20 gennaio 2025

Mostre: a Milano "THE CREATION OF A DIVA" al Mudec • Museo delle Culture dal 17 gennaio – 3 marzo 2025

THE CREATION OF A DIVA

17 gennaio – 3 marzo 2025
Mudec Photo
Ingresso gratuito

In occasione del quarantesimo anniversario del brand, la mostra fotografica “THE CREATION OF A DIVA”, promossa da GUESS, costituisce un viaggio immersivo nell’universo estetico del marchio, attraverso le campagne fotografiche e volti più iconici che hanno contribuito a definirne l’identità unica e inconfondibile.

Un percorso tra moda, fotografia e video che svela il processo creativo dietro un’estetica immediatamente riconoscibile, in cui il fascino glamour della vecchia Hollywood incontra il carisma delle donne moderne.
Strutturato in quattro sezioni tematiche, il percorso ripercorre oltre quattro decenni di storia, dal 1981 a oggi, riflettendo sul ruolo che GUESS ha assunto nella cultura visiva contemporanea ed esplorando le sue campagne pubblicitarie leggendarie, realizzate da maestri della fotografia come Ellen Von Unwerth, Wayne Maser, Bryan Adams e Dewey Nicks.

Dalla prima “GUESS Girl”, Estelle Lefebure, alle supermodelle che hanno segnato un’epoca – tra cui Claudia Schiffer, Eva Herzigova, Naomi Campbell e Anna Nicole Smith – il brand ha dato vita a carriere straordinarie, trasformando giovani promesse in icone glamour internazionali, autentiche “Dive” della moda capaci di incarnare l’inconfondibile estetica di GUESS.

Oltre alle fotografie, il percorso espositivo si arricchisce con stanze esperienziali che raccontano la storia di GUESS attraverso installazioni interattive, effetti luminosi e la vibrante tonalità di rosso simbolo del marchio, offrendo un’esperienza coinvolgente e multisensoriale.

TUTTE LE INFO > QUI 

fonte: www.mudec.it

lunedì 4 novembre 2024

Mostre: a Firenze "Salvatore Ferragamo 1898-1960" Palazzo Spini Feroni. Prorogata fino al 27 aprile 2025

Sono trascorsi cent’anni da quando Salvatore Ferragamo, nel 1923, aprì il primo negozio a Hollywood, di fronte al Grauman’s Egyptian Theater, confermando il successo raggiunto negli Stati Uniti, dove era emigrato nel 1915: nella grande sala cinematografica infatti venivano organizzati spettacoli teatrali e tutte le première dei film, come quella di The Ten Commandments con la regia di Cecil B. DeMille, che aveva affidato il disegno e la realizzazione delle scarpe dei protagonisti proprio a Ferragamo. 
 
Da quel momento il giovane irpino venne infatti soprannominato “Shoemaker to the stars”, il calzolaio delle dive, diventando uno dei protagonisti della moda internazionale. Da quel momento la produzione di Ferragamo si diversifica in scarpe per il cinema, per il teatro e per il balletto.

Per celebrare lo speciale anniversario è nato questo progetto, che ripercorre la storia del grande artigiano e ricorda la prima esposizione retrospettiva su Salvatore Ferragamo presentata nel 1985 a Palazzo Strozzi, una mostra itinerante, ospitata in ulteriori prestigiose sedi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museum Bellerive di Zurigo, il Los Angeles County Museum in California, la Sogetsu Kai Foundation a Tokyo, il Museo de Bellas Artes di Città del Messico. La mostra su Ferragamo si rivelò pioneristica dal momento che rappresentò senza dubbio l’inizio di un nuovo modo di vedere la moda come portatrice di un messaggio culturale, denso di valori e di significati. L’arco temporale preso in esame nella mostra Salvatore Ferragamo 1898-1960 è il medesimo e copre gli anni che corrono dal 1898, data di nascita di Ferragamo, alla sua morte, avvenuta precocemente nell’estate del 1960. Tuttavia, la prospettiva e la scelta dei contenuti suggeriscono e propongono considerazioni differenti.

Allora le calzature realizzate da Ferragamo erano state esposte in ordine cronologico come opere d’arte, riferendosi solo marginalmente al contesto creativo e sociale in cui erano state ideate. Oggi queste creazioni sono presentate non solo per il loro valore estetico, ma anche come documenti che attestano la capacità imprenditoriale e innovativa, la passione per i colori, la conoscenza anatomica dello scheletro e del piede umano, l’abilità artigianale delle lavorazioni, la ricerca dei materiali e la molteplicità d’ispirazioni, tratte dal mondo dell’arte e della cultura antica e contemporanea, che hanno contraddistinto il lavoro e la vita di Salvatore Ferragamo. Continua a leggere >> QUI 

Tutte le Info QUI 

fonte:  https://museo.ferragamo.com

mercoledì 3 aprile 2024

Mostre: “Dal Cuore alle Mani – Dolce&Gabbana” a Palazzo Reale di Milano, dal 7 aprile al 31 luglio 2024

Una lettera d’amore aperta alla cultura italiana, ispirazione dello spirito di Dolce&Gabbana sin dalle sue origini, a ripercorrere lo straordinario processo creativo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana: dal cuore, da cui scaturiscono le idee, alle mani, strumento attraverso cui prendono forma.

"Dal Cuore alle Mani: Dolce&Gabbana" presenta, per la prima volta in mostra, le creazioni uniche della casa di moda. Una lettera d’amore aperta alla cultura italiana, ispirazione dello spirito di Dolce&Gabbana sin dalle sue origini, a ripercorrere lo straordinario processo creativo di Domenico Dolce e Stefano Gabbana: dal cuore, da cui scaturiscono le idee, alle mani, strumento attraverso cui prendono forma.

La mostra, che verrà inaugurata a Milano per poi toccare diverse tappe internazionali, celebrerà il brand come simbolo dello stile italiano attraverso il sogno dell’Alta Moda, ed esplorerà il suo approccio non convenzionale al mondo del lusso: elegante, sensuale e unico, ma allo stesso tempo divertente, irriverente e rivoluzionario.

Curata da Florence Müller e prodotta da IMG, la mostra presenterà inoltre diverse espressioni artistiche in dialogo con l’universo creativo di Dolce&Gabbana.

L'archivio e le nuove collezioni saranno esposti in un susseguirsi di sezioni tematiche che metteranno in risalto i vari aspetti della cultura italiana che da sempre ispirano il lavoro di Dolce&Gabbana – tra questi, arte, architettura, artigianato, le città e la loro topografia regionale, la musica, l’Opera e il Balletto, le tradizioni popolari, il teatro e la dolce vita.

Una mostra Comune di Milano - Cultura | Palazzo Reale | IMG. 

A cura di  Florence Müller.

Info e prenotazioni www.palazzorealemilano.it    https://milano.dolcegabbanaexhibition.com/it

“Dal Cuore alle Mani – Dolce&Gabbana” a Palazzo Reale di Milano, dal 7 aprile al 31 luglio 2024.
Dal 7 aprile al 31 luglio 2024
Orari: Da martedì a domenica ore 10:00-19:30, lunedì chiuso.
giovedì chiusura alle 22:30. Ultimo ingresso un’ora prima.

Per maggiori informazioni sulla mostra visita dolcegabbanaexhibition

 fonte: www.palazzorealemilano.it

lunedì 25 marzo 2024

Mostre: al Museo del Tessuto a Prato "Walter Albini. Il talento, lo stilista" dal 23 marzo - 22 settembre 2024

Dal 23 marzo al 22 settembre 2024, la Fondazione Museo del Tessuto celebra lo stilista Walter Albini con una grande mostra curata da Daniela Degl’Innocenti ed Enrica Morini

Walter Albini. Il talento, lo stilista” vuole offrire una rilettura di tutto il percorso professionale di un protagonista della moda italiana tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, nata da un lungo lavoro di ricerca condotto dalle curatrici allo scopo di delineare un ritratto dello stilista, per molti quasi sconosciuto.

Per la prima volta la mostra affianca a materiali grafici – disegni, bozzetti, schizzi, fotografie, riviste di moda e documenti d’archivio – moltissimi abiti, accessori e tessuti spesso inediti e mai esposti, permettendo così di ricostruire l’intera storia creativa di Albini, dalle prime esperienze come illustratore e disegnatore di moda alle ultime collezioni degli anni Ottanta.

Punto di partenza per la realizzazione del progetto è stata la Collezione Walter Albini del Museo del Tessuto, acquisita grazie a una cospicua donazione di Paolo Rinaldi, collaboratore di Albini, pervenuta tra il 2014 e il 2016: un patrimonio che comprende oltre 1.700 oggetti tra bijou, bozzetti, disegni, fotografie, documenti, libri, abiti e tessuti appartenuti allo stilista, che documentano gli interessi, la creatività e la grande capacità progettuale dello stilista.

Arricchiscono il progetto espositivo anche importanti prestiti provenienti da istituzioni pubbliche come il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell’Università di Parma e Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano, e dai prestatori privati: Archivio A.N.G.E.L.O., Archivio Nicoletta Canu, Collezione Carla Sozzani – Fondazione Sozzani, Collezione Doris Beretta, Collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, Collezione Francesco Campidori, Collezione Ilaria De Santis, Collezione Massimo Cantini Parrini, Collezione Simona Morini, Collezione Tiziana Vintageafropicks, Collezione Vito De Serio, Madame Pauline Vintage Archivio.

Tra i celebri fotografi che hanno dato accesso ai loro archivi per la mostra e il catalogo si ricordano Maria Vittoria Backhaus, Archivio Alfa Castaldi, Archivio Ballo&Ballo, Fiorenzo Niccoli, Franco Bottino – Archivio Storico Fondazione Fiera Milano, Fondazione Gian Paolo Barbieri, Aldo Liverani.

Fondamentale per l’attività di ricerca è stata la collaborazione con l’Archivio storico Camera Nazionale della Moda Italiana conservato presso l’Università Bocconi di Milano oltre all’importante patrimonio documentario su Walter Albini conservato presso lo CSAC di Parma.

Una grande mostra che attraverso più di 300 oggetti – molti dei quali inediti – tra disegni, fotografie, bijou, tessuti e abiti, racconta oltre un ventennio di produzione di un pioniere assoluto del Made in Italy: stilista, padre nobile del prêt-à-porter e del total look.

La mostra si snoda in tutti gli spazi del museo – su una superficie di oltre 1.000 metri quadrati – e, parallelamente alla carriera da stilista, approfondisce anche altri aspetti dell’estro creativo di Albini, come la passione per il teatro, per il cinema e per il design di interni.

Nella sala delle collezioni storiche al piano terra saranno ripercorsi gli anni della formazione, dagli esordi come disegnatore per riviste di settore alle collezioni unitarie, passando per le collaborazioni con Baldini, Krizia, Billy Ballo, Cadette, Paola Signorini, Princess Luciana, Glans, Annaspina, Cole of California, Ideacomo, Montedoro, Diamant’s, Misterfox, Sportfox, Basile, Callaghan, Escargot (dal 1959 al 1972).

Al piano superiore, le creazioni a marchio WA presentate a Londra, Venezia e Roma tra il 1973 e il 1974, e capi della seconda linea Misterfox.

Infine, nell’ultima sala espositiva del primo piano, trovano spazio gli anni da 1975 al 1983 con l’Alta Moda, le collezioni realizzate in collaborazione con Trell, Mario Ferrari, Lanerossi e Lane Grawitz.

La figura di Walter Albini è stata oggetto di una ricerca puntuale e di uno studio interdisciplinare che hanno potuto avvalersi di documenti archivistici inediti, utili a ricondurla nella cultura del suo tempo – sottolinea Daniela Degl’Innocenti, co-curatrice della mostra. La formazione giovanile di Albini, unita a un eccezionale talento naturale, lo vedono protagonista di quella progettualità che, in parallelo allo specializzarsi dell’industria, gli ha permesso di tracciare le linee guida del prêt-à-porter italiano e di costruire, con l’esperienza, l’immagine dello stilista. Oltre ogni mito, il suo percorso professionale segue i tempi della sua ricerca personale.

Studiare di nuovo Walter Albini dopo quarant’anni è stata un’opportunità straordinaria, di cui sono grata al Museo del Tessuto – dichiara Enrica Morini, co-curatrice della mostra. È stata l’occasione per capire le complessità di un autentico creatore di moda che ha vissuto l’entusiasmo, le fragilità e le contraddizioni di un sistema che sarebbe diventato il Made in Italy, ma che all’epoca stava nascendo e cercando la propria identità. Le risposte sono venute da un approfondito (e lungo) lavoro di ricerca in cui sono stati coinvolti studiosi di diverse specializzazioni che ringrazio per l’impegno, ma soprattutto per la passione con cui hanno affrontato il lavoro del grande stilista.

Walter Albini. Il talento, lo stilista” la cui importanza è attestata dal patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, si completa con un ricco catalogo edito da Skira, curato da Daniela Degl’Innocenti e Enrica Morini e corredato da contributi che ricostruiscono le sfaccettature della figura di Albini. 

Accanto ai saggi delle curatrici Daniela Degl’Innocenti, storica del tessuto, conservatrice del Museo del Tessuto e Enrica Morini storica della moda, docente all’Università IULM di Milano, il volume raccoglie gli interventi di Paolo Volontè, sociologo, professore associato al Politecnico di Milano; Antonio Mancinelli, giornalista professionista e docente universitario; Margherita Rosina, storica del tessuto e curatrice; Bianca Cappello, storica del gioiello, docente e curatrice di mostre; Samuele Magri, storico della moda e docente universitario; Lucia Miodini, responsabile Sezione Media e Moda, CSAC, Università degli Studi di Parma; Alberto Zanoletti, giornalista di moda e design, docente di Styling alla Naba Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e Roma; Elena Gipponi, ricercatrice in Cinema, Fotografia e Televisione all’Università IULM di Milano; Valentina Garavaglia, storica del teatro e dello spettacolo, professore ordinario presso Università IULM di Milano. Conclude il volume un’appendice documentaria sulle società che hanno interessato il percorso professionale dello stilista, curata da Michela Taloni, ricercatrice in ambito storico.

Hashtag:    #WalterAlbiniMdT

Museo del Tessuto
Via Puccetti 3
59100 Prato (PO)
+39 0574 611503
info@museodeltessuto.it
museodeltessuto@pec.uipservizi.it

fonte articolo e foto: www.museodeltessuto.it

giovedì 12 gennaio 2023

Moda, Pitti Uomo 103: le novità e cosa non perdere assolutamente

Ufficio stampa
A Firenze il primo grande evento del 2023, la manifestazione più importante sulla moda maschile e il lifestyle contemporaneo

Anche scegliere come vestirsi significa intraprendere una direzione.

È questo il messaggio alla base della nuova edizione di Pitti Uomo, la numero 103, che apre i battenti a Firenze martedì 10 gennaio e prosegue fino a venerdì 13, quando di fatto cederà il testimone alla Fashion Week di Milano dedicata alla moda uomo. Cosa aspettarsi da questo primo, grande evento del 2023?

Pitti Uomo è la manifestazione di riferimento per la moda maschile e il lifestyle contemporaneo a livello globale. Ospita i protagonisti del menswear internazionale, i brand di riferimento che presentano le loro nuove collezioni, i progetti più innovativi, con un programma di anteprime, eventi, appuntamenti da non perdere

Tema di questa edizione è Pittiways, risultato del lavoro congiunto di creativi e artisti. “Sottolinea le tante scelte che siamo portati a valutare per uscire dal complicato ingorgo globale”, spiega Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine. Ripartire è il desiderio di tutti ma decidere la direzione, orientarsi, fare delle scelte non è semplice. Indicazioni, stimoli, sollecitazioni ed esigenze non sempre convergono e il procedere non può essere lineare. “I saloni Pitti Immagine saranno una bussola per ipotizzare percorsi”, sottolinea ancora.

Pitti Uomo, ospitato negli spazi della Fortezza da Basso di Firenze, è un luogo capace di creare connessioni sempre nuove tra mondi diversi ma non distanti, un crossover di moda e lifestyle che offre, anno dopo anno, un ventaglio sempre più attuale di contenuti e proposte. Circa 800 i brand presenti, di cui il 40% proviene dall’estero

I nomi delle sezioni espositive raccontano le anime del menswear: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling. Guest designer è Martine Rose, stilista di origini anglo-giamaicane, che presenta in anteprima la collezione autunno inverno 2023-2024. 

Tra le novità di questa edizione, da segnalare the SIGN, un’area speciale dedicata al design con oggetti, complementi di arredo e di stile più innovativi, e Pittipets, spazio riservato agli accessori per gli amici a quattro zampe

Il capitolo delle collaborazioni internazionali, sempre per questa edizione, vede due nuovi progetti sulla creatività che viene dal Giappone e la conferma di Scandinavian Manifesto, selezione di collezioni firmate da brand di riferimento e fashion designer emergenti provenienti da Danimarca, Svezia e Norvegia.

fonte:  www.tgcom24.mediaset.it

martedì 22 giugno 2021

Moda: al via sfilate Altaroma, dal 7 al 10 luglio in calendario a Cinecittà

Al via il 5 luglio a Cinecittà la Roma Fashion Week

Sarà un’edizione phygital quella che si terrà dal 7 al 10 luglio presso gli studi di Cinecittà di Roma, per la stagione estiva della Roma Fashion Week, organizzata da Altaroma, grazie al supporto dei soci e in particolare di Camera di Commercio di Roma e Regione Lazio, e al sostegno di Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, dei soci e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

In presenza per i designer e per una ristretta selezione di addetti ai lavori - per garantire le distanze di sicurezza secondo le normative anti-covid - la manifestazione sarà contemporaneamente visibile sulla piattaforma digitale Altaroma Digital Runway (https://digitalrunway.altaroma.it), anche tramite una nuova app scaricabile per tablet e smartphone. Un’edizione che supera e sublima gli esperimenti digitali di questo ultimo anno per andare incontro alle esigenze non solo di chi lavora nel settore, ma di quel pubblico che ha sempre desiderato seguire le sfilate e scoprire tutte le anticipazioni e i trend delle prossime stagioni.

Dagli studi cinematografici più iconici del mondo - che vedono rinnovato il sodalizio con l’Istituto Luce-Cinecittà - Altaroma è pronta a lanciare un calendario ricco di sfilate, performance e che aprirà ogni giorno con i Fashion Talk organizzati con la 24Ore Business School e trasmessi in live-streaming. Si potranno seguire le selezioni e la finale di Who is on Next?, promosso da Altaroma e Vogue Italia, che premia le collezioni e i designer più talentosi e visionari. Non solo, sarà possibile inoltre conoscere i brand che faranno parte di Showcase, il progetto di punta della manifestazione, che ha selezionato 72 designer - di cui oltre 30 nuovi -, e che permette di entrare in contatto e avviare nuove collaborazioni con buyer, grandi gruppi e stampa.

"Nonostante le incertezze e i ritardi dovuti all’emergenza sanitaria, stiamo riscontrando un grande interesse da parte dai brand - racconta Adriano Franchi, direttore generale di Altaroma - I nostri designer sono gli ambasciatori delle più alte espressioni dell’artigianato e sartorialità del made in Italy, e tornare a sfilare in presenza è un segnale forte che vogliamo dare per ribadire l’importanza di Altaroma, come punto di incontro e di promozione per tutte quelle giovani realtà indipendenti che vogliono iniziare il loro percorso all’interno del sistema moda".

fonte:  Riproduzione riservata © Copyright Adnkronos www.adnkronos.com

sabato 29 maggio 2021

L'alta moda di Valentino sfilerà il 15 luglio a Venezia. Piccioli, è cornice perfetta per la mia nuova collezione

La collezione Valentino Haute Couture Autunno/Inverno 2021-22, sarà presentata il 15 luglio a Venezia. Lo annuncia una nota della maison dove viene precisato che la decisione è stata presa con il direttore creativo Pierpaolo Piccioli, "afferrando l' opportunità del ritardo nella produzione dovuto ai tempi senza precedenti, per creare qualcosa di ambizioso e unico".

"Uno degli aspetti più impegnativi del mio lavoro in questi tempi senza precedenti - spiega Piccioli - è stato dover riprogrammare il posto per i miei spettacoli della Couture. L'attuale modalità "viaggia con la fantasia" in cui ci troviamo mi ha spinto sognare più in grande. 

La mia prossima collezione Couture s'intitolerà Valentino Des Ateliers e l'approccio generale a questo progetto ha molto a che fare con il nome stesso. Mi sono messo alla prova nell'orchestrare una sinfonia di anime, menti e input creativi diversi. Tutte queste energie hanno portato la mia visione a Venezia, una città genera genuinamente e spontaneamente vibrazioni su arte, teatro, musica, architettura, cinema e tutto ciò che ha a che fare con la creatività. 

Ecco perché è stata una decisione naturale optare per questa idea. Sono un designer, un creatore di moda e bisogno di visualizzare le mie creazioni in cornici specifiche. Venezia è la cornice perfetta della collezione Valentino Des Ateliers". 

L'evento sarà trasmesso in live streaming sulla piattaforma della Federation de la Haute Couture et de la Mode, poiché la sfilata è compresa nell'ambito della settimana della moda francese, oltre ai canali digitali. Un selezionato numero di ospiti sarà invitato a Venezia, nel rispetto delle norme di sicurezza. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 14 gennaio 2021

Fashion: Pitti Uomo n.99 apre on line, edizione digitale fino a marzo

Pitti Uomo n.99  approda online: tra special events in streaming, anticipazioni e progetti speciali, focus su sostenibilità e scenari internazionali. L’evento di apertura in live streaming è stata oggi la sfilata di Brunello Cucinelli, inaugurando il salone digitale e presentando in anteprima la nuova collezione autunno-inverno 2021/22 con un evento direttamente dal borgo di Solomeo (Perugia), sede dell’azienda. > Fotogramma dell'evento di apertura dell'edizione 99 di Pitti Uomo

L’intervento dello stesso Cucinelli e di Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine > QUI

Pitti Uomo n.99 apre online: tra special events in streaming, anticipazioni e progetti speciali, focus su sostenibilità e scenari internazionali. L’evento di apertura in live è stata oggi la sfilata di Brunello Cucinelli. Cucinelli, uno dei marchi di riferimento di Pitti Uomo e campione del menswear italiano riconosciuto a livello globale, inaugura il salone digitale e presenta in anteprima la nuova collezione autunno-inverno 2021/22 con un esclusivo evento direttamente dal borgo di Solomeo (Perugia), sede dell’azienda.

“Apriamo il formato digitale della 99esima edizione di Pitti Uomo – dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – che resterà online sino a fine marzo, grazie anche al prezioso appoggio che Agenzia Ice e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ci hanno confermato. Al tempo stesso stiamo tenendo aperta l’opzione fisica (ma sarebbe meglio chiamarla ibrida, viste le possibilità offerte in parallelo dalla dimensione digitale per ampliare la copertura mediatica, approfondire i contenuti, rafforzare l’impatto promozionale e commerciale) dal 21 al 23 febbraio, in attesa delle disposizioni in materia di fiere del prossimo Dpcm, previsto per la fine della prossima settimana. Siamo pronti su entrambi i fronti, consapevoli della situazione e orgogliosi delle circa 250 aziende che ci hanno dato fiducia in questa temperie e vogliono lavorare con noi”.

“In questa edizione Pitti Uomo sarà articolato in tre macro aree – sottolinea Agostino Poletto, direttore generale – per dare rappresentanza al mondo classico-contemporaneo (Fantastic Classic), lo sportswear e l’outdoor (Dynamic Attitude) e la ricerca (SuperStyling). Il baricentro di questa edizione è giocoforza italiano – sottolinea Agostino Poletto – e siamo felici dell’impegno profuso da un gruppo molto qualificato di campioni nazionali per animare il salone con live streaming, eventi speciali e una costante comunicazione. Ma voglio ringraziare quegli espositori esteri che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di partecipare: alla scena estera dedicheremo i Pitti Olympics, un progetto online che valorizza una serie di interessanti brand selezionati per paese”.

“La piattaforma Pitti Connect è molto rinnovata rispetto alla scorsa estate – conclude Poletto – le nuove funzionalità sono state pensate e realizzate per le necessità delle aziende nel rapporto con i compratori. Il principio è dare ai nostri espositori l’opportunità di rilasciare più contenuti durante il periodo in cui saranno online”.

Mercoledì 13 gennaio, alle ore 10.30 – Claudio Marenzi racconta in diretta dallo show room di Milano il prossimo AW 21-22 per le diretta dallo show room di Milano il prossimo AW 21-22 per le collezioni Herno e Laminar. Focus su Herno Globe, etichetta dedicata ai prodotti green del marchio, con la partecipazione speciale di Oscar Farinetti in linea da Torino, dove da poco si è inaugurato il primo Green Retail park – Green Pea – in cui è presente la collezione Herno. Giovedì 14 gennaio, alle ore 14.30 – Kiton rinnova il lungo rapporto di stima e affetto con Pitti e lo fa nel modo più autentico che conosce: in diretta apre al pubblico le porte dell’atelier di Napoli condividendo la missione di essere il brand di elezione per sofisticati intenditori di ogni generazione, restando fedele alla tradizione con l’anima costantemente proiettata sull’innovazione.

Giovedì 21 gennaio, alle ore 10.30: presentazione della collezione Lardini Autunno-Inverno 2021-2022. Life in The Woods: la collezione Lardini Autunno-Inverno 2021 vuole essere un invito a ricercare un rapporto intimo con la natura, e allo stesso tempo ritrovare sé stessi. Un tour sorprendente, guidato dalla famiglia degli imprenditori marchigiani, attraverso gli spazi produttivi della sede

fonte:  www.controradio.it

lunedì 7 settembre 2020

Fashion: Giorgio Armani, le sue sfilate saranno in TV e sui social

Per presentare le prossime collezioni uomo e donna per la primavera/estate 2021, lo stilista sperimenta due modalità diverse e inedite: la sfilata Giorgio Armani sarà trasmessa in tv, mentre quella di Emporio si trasformerà in un corto con protagonisti cantanti, sportivi e attori. Foto courtesy of Giorgio Armani

Lo scorso febbraio, quando ancora in molti consideravano il Coronavirus un falso problema, lui è stato il primo a decidere di sfilare a porte chiuse, trasmettendo lo show in diretta streaming sui social media del brand, e adesso Giorgio Armani si conferma ancora una volta un apripista del settore. 

Visto che i rischi legati al Covid-19 non consentono di presentare le collezioni come avviene di solito, il designer ha optato per due soluzioni diverse per lanciare le collezioni per la primavera/estate 2021. 

Quella di Emporio Armani sarà presentata giovedì 24 settembre alle 11 e mezzo con il progetto Building Dialogues, un video a cui parteciperanno, oltre ai modelli, gli atleti, i cantanti e gli attori da anni volto del marchio; il progetto sarà visibile sui social network del brand, sulla piattaforma della Camera della Moda (risulta nel calendario ufficiale di Milano Moda Donna) e sul minisito creato per l'occasione. 

Per quanto riguarda invece Giorgio Armani, in programma alle 21 del 26 settembre (un sabato), il mezzo scelto è forse meno futuribile, ma parecchio sorprendente: lo show, a porte chiuse, sarà infatti trasmesso da La7, con la presentazione di Lilli Gruber. Nonostante numerosi precedenti della moda in TV (un esempio su tutti, "Donna sotto le Stelle", leggendario programma di sfilate trasmesso dalla scalinata di Trinità dei Monti) sarà la prima volta che una sfilata viene presentata "al mondo" attraverso un programma televisivo.

fonte:   https://d.repubblica.it

sabato 5 settembre 2020

Moda: DOLCE & GABBANA. Femminilità e rinnovamento, per una spinta alla rinascita italiana

Un set magico e romantico a Villa Bardini in quel di Firenze, che così illuminata permette una visuale stupenda di sé anche dal Lungarno sottostante.

 

Le modelle, rigorosamente senza tacco per ragioni di sicurezza, hanno percorso la scalinata calzando delle essenziali ballerine, accarezzate da rose e da cavalieri sempre pronti a sostenerle durante la discesa. Mix di bellezza, fascino e galanteria.

Lo stile delle collezioni, accompagnato anche dalla musiche di Rota, è quello degli anni ’40,’50 e 60 con pizzi, turbanti, copricapi e veli.
La creatività dei due Maestri  è tutta rivolta ad esaltare una interpretazione elegante e femminile della donna.

Abiti di alta sartorialita’, che con i loro colori e tagli donano allure e sensualità. Per una donna che riscopre femminilità e fascino nella società contemporanea.

Colori vivaci come il fucsia, il giallo, il verde, il rosso, il pizzo nero ed i quasi sempre immancabili tulle e chiffon per un effetto vedo non vedo di magica seduzione.
Una serata sfavillante in questa cornice fiorentina, che ha incantato il pubblico presente e quello virtuale che in streaming ha potuto seguire il defilé da tutto il mondo.

Puro stile italiano onnipresente, quasi a voler ricordare, tra le rose di questi giardini stupendi lasciati in dono alla città dall’omonimo antiquario, quante location esistano non solo a Firenze ma in tutto il nostro Paese. Auspichiamo quindi che si possa continuare in questo solco così brillantemente tracciato da Dolce & Gabbana, tra arte e moda, tra Rinascimento e rinascita di un Italia che ha voglia di riprendersi da un un periodo così duro.


Molto intelligente ed ispirato il tour dei due stilisti, volto a presentare le proprie collezioni valorizzando al tempo stesso il territorio e le sue eccellenze. Arte, artigianato, storia, cultura, tradizione ed innovazione.

Grazie quindi al Comune di Firenze, per la sua piena adesione a questa iniziativa che simboleggia la rinascita delle nostre eccellenze, motore ed identita’ del nostro paese.

Ed un grazie a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per questa iniziativa di grande pregio, e per una collezione di Alta Moda semplicemente strepitosa.  

Alessandro Sicuro

fonte:  https://alessandrosicurocomunication.com

lunedì 20 luglio 2020

Moda: Pitti Connect al via con 400 aziende ma l'export cala del 26,6%

Il portale lanciato il 16 luglio trasporta le fiere in showroom virtuali in cui scambiarsi informazioni, pianificare incontri, impostare gli ordini e consultare report aggiornati con dati e trend
 
'Out of The Blue' è questo l'evocativo titolo del salone totalmente online lanciato lo scorso 16 luglio a cura di Angelo Figus che riunisce Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati. La piattaforma 'Pitti Connect' che sarà online fino al prossimo ottobre mette in mostra 400 aziende dentro showroom virtuali in cui è possibilescambiarsi informazioni in chat, pianificare incontri, impostare gli ordini e consultare report aggiornati con dati e trend.

Il salone prevede collaborazioni artistiche per le varie fiere: per Pitti Uomo, Wolfgang Tillmans, uno dei fotografi contemporanei più influenti, ha scelto l'opera "Man with clouds" del 1998; per Pitti Bimbo è della coreana Jeong Mee Yoon la foto tratta dall'acclamato "The Pink and Blue Project" del 2017; a Pitti Filati dà immagine l'istantanea della performance "As Is" realizzata nel 2016 dal ballerino e scultore Nick Cave.

Ci sono anche un programma di eventi speciali, poi 12 percorsi per illustrare i trend di stagione, The Sustainable Style con 13 designer green e lo special guest Y/Project che mostrano collezioni sostenibili. Debutta anche una biblioteca online con i più grandi look maschili raccontati da mannequin di Haute Couture, curata da Olivier Saillard.
 
Lo scoppio dell'emergenza Covid-19 in Cina e la diffusione poi della pandemia in Italia, in Europa e via via nel resto del mondo hanno consegnato la moda maschile italiana a uno scenario inaspettato. I dati economici sui primi tre mesi del 2020 raccolti da Sistema Moda Italia, diffusa da Pitti Immagine mettono in luce il fatto che a gennaio-febbraio il commercio con l'estero si è chiuso a +3,3%, l'import a +3,2%. Il trimestre presenta, invece, una dinamica negativa: il gennaio-marzo cala infatti del 7,4% in termini di import e del 6% in termini di export.

Più in particolare, il solo mese di marzo assiste ad una contrazione del 31% (corrispondente a 135 milioni di euro in meno) rispetto al mese di marzo 2019. L'export cede in un solo mese il 26,7% bruciando 147,7 milioni di euro rispetto al marzo 2019.
 
Nel primo trimestre Regno Unito, Germania e Francia perdono rispettivamente il -4,1%, il -1,3% e il -8,0%; anche la Spagna, pur su livelli inferiori, cala del -2,5%. Restano, invece, in aumento i flussi destinati alla Svizzera, nell'ordine del +8,5%. Arretramenti ben più marcati si riscontrano in America ed Asia: l'export di moda maschile verso gli Usa cede il -11,4%; nel Far East calo dell'8-1% il Giappone, ma sono Hong Kong e la Cina ad accusare il peggior risultato, ovvero una flessione rispettivamente pari al -24,7% e al -36,8%In controtendenza resta la Corea del Sud, in aumento del +15,8%.

Venendo all'Italia, il sell-out di moda maschile da gennaio ad aprile arretra del 34%, con un bimestre marzo-aprile che ha raggiunto, a causa della chiusura delle attività, punte del 75,4%. In controtendenza, si è mosso l'e-commerce, che nei primi quattro mesi dell'anno cresce del +14% per il totale tessile-abbigliamento-calzature.

Un colpo duro per un settore che invece aveva archiviato l'anno 2019 in area positiva, facendo registrare una crescita del +6,6% e un fatturato che ha sfondato la soglia dei 10 miliardi di euro. Proprio le esportazioni avevano performato bene (+9,9%) con 7 miliardi di euro (+633 milioni in un anno); nel caso dell'import si era registrata una prosecuzione della crescita nell'ordine del +7,8%. (4,7 miliardi di euro). 

martedì 17 marzo 2020

Fashion: Anna Wintour rimanda il Met Gala 2020 (e attacca Trump)

L'iconica caporedattrice di Vogue America ha annunciato che l'attesissimo evento previsto per il 4 maggio è stato rinviato a tempo indeterminato a causa dell'emergenza Coronavirus. Con un attacco, poco velato, alla gestione della crisi da parte del Presidente USA


Il Met Gala, la serata fashion più attesa dell’anno, è stata ufficialmente rimandata a causa dell’emergenza Coronavirus, per cui ogni parte del mondo sta prendendo delle misure con l’obiettivo di rallentare la pandemia: dovremo attendere ancora un po’ quindi, prima di ammirare il patinato red carpet sulla scalinata del museo newyorkese, con i look più eleganti, stravaganti e scenografici sfoggiati dalle celebrity. Ph. Getty Images
La tragica ironia della sorte ha voluto che il tema di quest’anno fosse proprio il valore del tempo, quello che milioni di persone si trovano a riscoprire in questo periodo di quarantena. Il gala si sarebbe dovuto tenere infatti il 4 maggio, ma visto che molti Paesi, tra cui gli Stati Uniti, stanno iniziando solo in queste ore ad adottare provvedimenti più severi, ci sono alte probabilità che tra un mese e mezzo numerose istituzioni culturali saranno ancora chiuse.

Il Metropolitan Museum of Art aveva già annunciato la chiusura «fino a nuovo avviso» lo scorso giovedì, dopo che due dipendenti hanno mostrato i sintomi del virus: i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie in America hanno poi avvertito nel fine settimana che non sarebbero più stati permessi incontri con più di 50 persone per le prossime otto settimane, e in virtù di queste nuove informazioni il museo ha deciso che tutti gli eventi in programma sino al 15 maggio verranno annullati o rinviati.

A dichiarare invece, nello specifico, il rinvio del Met Gala 2020, è stata Anna Wintour, direttore di Vogue America e storica madrina dell’evento: «Come tutti gli altri, ho sperimentato questa crisi COVID-19 come una serie di sviluppi frenetici, in cui non si sa mai cosa porterà ogni nuovo giorno» ha scritto sul sito del magazine. Photographed by Daniel Arnold

L’ennesima dimostrazione di quante sfide il mondo della moda e della cultura si trovano ad affrontare, come ripercussione di questioni globali e politiche ben più ampie: «Un fatto, tuttavia, rimane ostinatamente invariato» ha proseguito infatti la Wintour «il presidente Trump. Io, come molti di noi, sono rimasta sconvolta da come ha risposto alla pandemia. Le rassicurazioni ottimistiche e prive di fatti (…) le rivendicazioni su un “virus straniero”, la facilità narcisistica con cui ha passato la colpa agli altri, la sua disonestà con il popolo americano e, peggio ancora, la sua scioccante mancanza di empatia e compassione per coloro che soffrono e hanno paura». Un attacco deciso da parte dell’imperatrice indiscussa della moda. Che ha dato lezioni – e questa non è la prima volta – su quanto la presa di posizione e il pensiero critico non solo non passino mai di moda, ma siano fondamentali per chi ha un impatto mediatico, nella moda e nei media. 
fonte:  di Essia Sahli   www.vanityfair.it

sabato 15 febbraio 2020

Milano Fashion Week 2020: "LA MODERNA ALCHIMIA DI CONTRASTI DI JENNY MONTEIRO" L'evento giovedì 20 Febbraio con il DJ SET di Cori Amenta

L'alchimia, l'antica arte che trasforma il piombo in oro, è in egual misura scienza e magia, è stata definita anche la grande arte, perché con essa si cerca di trasformare la vita umana, nel modo di fare e di essere, in una vera e propria opera d’arte.
La collezione autunno inverno 2020-21 di JMonteiro, definisce quest'alchimia "un turbinio trasformato che riassembla frammenti, codici e storie, tutti proiettati su un nuovo orizzonte di senso.”

La designer come un alchimista permette alla donna di ampliare la visione di se stessa, creando attraverso la collezione, un arcobaleno che si disfa e si ricompone, in un gioco infinito di culla donna non si stanca mai di essere protagonista.

Poliedrica, contemporanea e con uno spiccato gusto raffinato ed eclettico Jenny Monteiro, fashion designer milanese, nata in Brasile, coniuga l’alta qualità artigianale e sartoriale italiana ispirandosi ad un nuovo concetto di stile e tendenza, con originalità.
Per la sua collezione  a/i 2020-21 ha scelto motivi che ricordano i giardini e gli orti degli antichi alchimisti, ma anche elementi dalle culture vecchie e nuove della moda che la circondano, celebrando il suo Re-Invention Tour.

I colori sono elementi di novità per dare entusiasmi alla vita e per soddisfare un bisogno di armonia nel proprio involucro.
il colore non è solo un regalo per la fantasia ma è cuore, emozione e vibrazione che tocca l’interiorità.


Forme curve e aeree, linee che si rincorrono, asimmetrie architettoniche sulle scollature e sugli orli, spacchi a onda, leggerezze che si ergono su eleganti silhouette, grazie a tagli e tecniche tipiche dell’alta moda e che sono diventati il leit motiv dello stile JMonteiro.
Torna il shantung una seta (un must della Maison) per dare vita ad abiti dotati di volume, corpo e carattere, a cui si alternano e sovrappongono tessuti come il velluto o la Georgette in seta. I grandi volumi che contraddistinguono le silhouette sono sempre dominati da una sensuale leggerezza che dona un’aura sognante e magica, un caleidoscopio riverbera sugli abiti gli accessori più glam, i colori esaltano le silhouette e le rendono speciali.

Un tripudio di colori che esplodo in passerella long dress in stampe floreali, un sublime abito oro a rouche, il vestito da sera color sky illuminato da riflessi argento e i completi di velluto. Vestiti svolazzanti, si alternano a completi ricamati dall’aria retrò. 
Le linee i colori che vanno oltre il dove oltre il quando. la parola d’ordine di questa passerella?
Stupire… Ça va sans dire!


Lisa Del Greco ha contattato Cori Amenta e le ha chiesto a chi si ispira il suo mood musicale: "La mia nuova scommessa è comunicare attraverso la musica e la scoperta della consolle mi attrae moltissimo. Lavoro già alla serata Escandalo di Milano ed al Q_dove mi cimento in una eterna contaminazione tra la musica pop contemporanea e i miei ricordi, da Diana Ross a Grace Jones, fino agli anni 90. Per Jenny Montero cercherò di ricreare 
l'alchimia del suo mood Board, con sonorità esotiche ( come le origini della designer ) e morbide, fino ad arrivare al glamour più sfrenato di un magico Studio54. L'unica cosa importante è riuscire a fare parlare, ballare, divertirsi. Farò dei cambi d'abito da far impallidire le co conduttrici del festival di Sanremo..." 
In foto Cori Amenta in uno scatto di Karel Losenicky



Milano Fashion Week
Jenny Montero Special Preview A / W 20-21
Giovedì 20 Febbraio h. 18:30
DJ SET  > CORI AMENTA
LIVE SHOW  > JESSICA MAZZOLI
Spazio Poggen Pohl: Via Galileo Galilei, 12 – 20124 Milano
fonte: comunicato stampa evento

domenica 8 dicembre 2019

Fashion: La mostra di Alexander McQueen a Londra dove le rose profumano per sempre

Dal vestito di fiori freschi del 2007 a quello firmato da Sarah Burton con volumi scultorei: l'ossessione di McQueen per il "giardinaggio" è nella mostra Roses a Old Bond Street.

Gli abiti di Alexander McQueen fanno da sempre parte del reame dell'arte, più che della sola moda, e per questo hanno meritato negli anni più di una mostra. L'esposizione che ha appena aperto le porte nel suo store di Old Bond Street, però, non è una delle tante celebrazioni dell'irriverente stilista britannico morto tragicamente nel 2010.

Ad organizzarla, è proprio la donna che ne ha preso il testimone alla guida del brand omonimo, Sarah Burton, che ha voluto dedicare un intero piano del negozio a esposizioni temporanee che riflettano sull'artigianalità e sul talento assoluto di McQueen.

E la mostra Alexander McQueen Roses, appena inaugurata, racconta senza parole, ma con gli abiti e i tessuti, una delle ossessioni dello stilista, quella rivolta all'elemento naturale. Educati giardini all'inglese o rovi incolti, esplosioni di ortensie e copricapi vistosi, ricamati su vestiti see-through, i fiori hanno sempre fatto parte dell'estetica del creativo inglese, che ne ha rivisitato lo stereotipo, stravolgendolo. La natura è bellissima perché violenta e senza un ordine apparente, prende il sopravvento all'improvviso e si appropria di vestiti interi, caricandoli di peso e significato.

Per questo motivo sono esposte due delle creazioni sinonimo di questa teoria: se da una parte c'è l'abito Red Rose realizzato dalla Burton per la collezione autunno/inverno 2019, dall'altra c'è la poesia con la quale McQueen chiuse la sfilata Sarabande del 2007.

Carico all'epoca di fiori freschi, il look fu salutato da applausi scroscianti, come succedeva in tutte le occasioni nelle quali McQueen dava prova della sua genialità nel giocare con tessuti e consistenze, trasformandole e plasmandole, camminando costantemente in perfetto equilibrio tra violenza e poesia. La genealogia e la tecnica dietro queste creazioni, work in progress e ricerche, sono disposte su un tavolo, "alla mercé" degli studenti, ai quali Sarah Burton si rivolge dall'inizio dell'opening del nuovo store. Per la scorsa collezione, infatti, sui suoi abiti sono finite delle stampe realizzate dagli studenti della Central Saint Martins durante un corso di illustrazione di Julie Verhoeven organizzato proprio nella boutique. 

Apprendere le tecniche elaborate del drappeggio, del ricamo, e svelare i misteri sui quali camminava l'arte e la moda di Alexander McQueen, vuol dire, essenzialmente, tenerla in vita, e passarla alla prossima generazione di creativi. Nella speranza che, tra quella folla, ci sia qualcuno irriverente abbastanza da prendere quei lemmi estetici divenuti dogmi, e rivoluzionarli, ancora. Come sarebbe piaciuto a Lee Alexander.
fonte: Di   www.marieclaire.com

sabato 5 ottobre 2019

Lgbt: Underwear brand Marco Marco features all trans models at New York Fashion Week

The groundbreaking runway show featured some of our favourite transgender stars.
Underwear brand Marco Marco pushed the fashion envelope in more ways than one during it's New York Fashion Week showcase with an all transgender line-up of models.
The groundbreaking runway show saw established transgender models including Gigi Gorgeous, Carmen Carrera, Aydian Dowling and former Attitude cover star Laith Ashley sport the brand's latest designs, as well as others including Transparent actress Trace Lysett and Pose stars Dominique Jackson and Angelica Ross.

Designer Marco Morante told Mic: "I wanted to create a space to celebrate trans bodies. This was an opportunity for their presence to be undeniable and reinforce that trans is beautiful."
Morante's LA-based brand has long catered to the LGBT community, but the all transgender show marks an important landmark for an industry in which many brands only pay lip service to diversity.

 28-year-old Laith Ashley, who shot to prominence as the face of a national campaign for Barney's in 2014, said it was an "honour to appear" in the landmark runway.
What an honor to walk for @marcomarco_la with all my brothers and sisters," he wrote as he shared a series of backstage images from the show. "I love you all so much."

Fellow model Aydian Dowling also shared a picture of himself the morning after the night before writing: "Last night was HISTORY making and I am so so happy and proud be a part of it." He added: "Still trying to get this eye liner off!"

Among the attendees at the Marco Marco New York Fashion Week show was Orange Is the New Black star founder of the #TransIsBeautiful campaign Laverne Cox, who heaped love on the inclusive showcase.
"When I started #TransIsBeautiful 3 years ago I wanted it to be a way for trans folks to celebrate what makes us uniquely and beautifully trans" Cox wrote on Instagram alongside a video of the show.
"It wasn't about how cis we can look but rather about celebrating those things about us that are uniquely and beautifully trans.

"The #marcomarcoshow last night which featured a cast or all trans models feels like yet another fulfillment of the empowerment of trans beauty this hashtag is meant to celebrate and engender.
"Congratulations to everyone in the historic Marco Marco Show last night."
Watch the Marco Marco show in full below:  CLICK HERE 
fonte:  www.attitude.co.uk/

mercoledì 14 marzo 2018

Lgbt: "Vogliamo anche le rose" il fashion film di Marco Rambaldi con Valérie Taccarelli

Marco Rambaldi, giovane stilista bolognese, presenta la sua terza collezione con il cortometraggio "Vogliamo anche le rose"

 

 

 

Diretto da Mattia Colombo, il fashion film ha come protagonista Valérie Taccarelli (che ne è anche sceneggiatrice insieme ad Andrea Batilla), una delle prime transessuali italiane, attivista per i diritti LGBT. 

 

Il fashion film, che mostra la collezione autunno-inverno 2018, racconta attraverso le parole di Valérie Taccarelli l'importante passaggio generazionale e culturale tra i giovani rivoluzionari degli anni Settanta e i ragazzi di oggi. 

 

Un impegno civile che si riflette anche negli abiti, visti da Rambaldi come armi per le donne che da oggetto diventano soggetto attivo nella costruzione del proprio mondo. 

Clicca QUI per il video

fonte: https://d.repubblica.it/

mercoledì 14 settembre 2016

Lgbt: A Venezia la mostra CULTURE CHANEL "La donna che legge" dal 17 settembre all’8 gennaio 2017

Dal 17 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, ospiterà la mostra CULTURE CHANEL, La donna che legge. Settimo episodio di un progetto espositivo che vuole evocare l’universo creativo di Gabrielle Chanel, nell’ottica inedita del suo rapporto con il libro e la lettura.

Il pubblico avrà, per la prima volta, accesso alla biblioteca della stilista. La mostra gioca su analogie e corrispondenze visive che mettono in luce, in una prospettiva contemporanea, le relazioni di Chanel con l'arte della scrittura.

Fin dall'esordio avvenuto nel 2007, il progetto CULTURE CHANEL si definisce “una collezione di mostre”: ogni singolo evento fa parte di un progetto unico ideato ed elaborato dal direttore artistico Jean-Louis Froment.

Il percorso non poteva che approdare a Venezia, fra i principali luoghi d’ ispirazione della fashion designer, dopo aver toccato Mosca, Shanghai, Pechino, Canton, Parigi e Seul. Mediante la scelta di un tema, di volta in volta diverso, il progetto affronta la storia singolare di Gabrielle Chanel e della maison omonima. Un itinerario che attraversa il XX secolo e continua, ancor oggi, a scrivere capitoli di stile nel “volume” della contemporaneità, traendo gran parte della sua forza dal radicamento nella cultura del proprio tempo.

In scena, in Laguna, una poetica che trova echi nell'estetica e in una peculiare visione dell'atto della creazione. Dediche, archivi, fotografie, quadri, disegni si mescolano con realizzazioni di moda che svelano, proprio come in un racconto stampato, il vocabolario estetico di Mademoiselle, il suo gusto per il classicismo e il barocco, l’amore per la Russia e per gli ori di Venezia. Dai classici greci ai poeti moderni, la fornitissima biblioteca di Chanel svela opere che ne hanno segnato la vita e modellato la personalità di quella che fu, non solo un'icona di stile, fondatrice di un impero di moda, ma anche un'accanita lettrice. Il risultato è una riscrittura visuale espressa attraverso il linguaggio della moda. Determinanti i rapporti che Mademoiselle ha coltivato, per tutta la vita, con alcuni tra i più grandi artisti della sua epoca. Amicizie, conversazioni, scambi hanno nutrito le sue riflessioni quindi le sue creazioni. Un vocabolario formale che ha forgiato lo stile CHANEL, un'identità singolare sviluppata e costantemente arricchita a partire dai suoi principi costitutivi.

Oggetti d’arte provenienti dall'appartamento parigino saranno esposti per la prima volta insieme a gioielli e a profumi, per un totale di circa 350 pezzi che vanno considerati come tessere di un puzzle che ricostruisce il ritratto intimo di una donna, e creativa, che ha saputo fare della propria vita un racconto seducente e accattivante, abbellito da tratti leggendari.
Nell'appartamento al 31 di rue Cambon, di fronte agli scaffali di libri si trovano le iscrizioni dei pannelli di lacca di Coromandel, presenza rassicurante degli scritti che l'hanno sempre accompagnata, rivelando ciò che può significare la costruzione di un progetto di vita e di un'opera imprenditoriale.

Dalla solitudine degli anni trascorsi nell’orfanotrofio di Aubazine, fino alla fine dei suoi giorni, alcuni libri e i loro autori hanno guidato il percorso di vita e professionale della stilista, nutrendo il suo immaginario e istruendola su come imporre la propria visione nel tempo, e non solo nel suo tempo.
Questo dialogo attraverso le epoche, che va dall’antichità fino ad autori più contemporanei, è costellato di riferimenti agli scritti di Omero, Platone, Virgilio, Sofocle, Lucrezio, Dante, Montaigne, Cervantes, Madame de Sévigné, Stéphane Mallarmé, ed entra in relazione con gli scrittori e poeti che la stessa Chanel ha frequentato e apprezzato, come Pierre Reverdy, Max Jacob o Jean Cocteau.
Fonte: scritto da Maura Babusci per http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli