martedì 8 febbraio 2011

Lgbt USA: Hillary Clinton condanna l'omicidio di David Kato


Siamo profondamente rattristati per la perdita del difensore dei diritti umani ugandese David Kato, che è stato brutalmente ucciso nella sua casa vicino a Kampala.

Con queste parole il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton ha personalmente deplorato l’omicido di Kato, esprimendo vicinanza alla sua famiglia e agli amici.

La Clinton si è poi rivolta espressamente alle autorità dell’Uganda per chiedere indagini rapide e assicurare in fretta i colpevoli alla giustizia.

Il segretario di Stato ha ricordato le battaglie di Kato in difesa delle persone lgbt e per lo stato di diritto, con i risultati che aveva ottenuto, come la bocciatura di alcune norme anti-gay grazie a una sentenza dell’Alta Corte ugandese.

Al governo e al popolo dell’Uganda, poi, ha chiesto di esprimersi con chiarezza contro ogni discriminazione, criminalizzazione e persecuzione delle persone lgbt, per assicurare a tutti pari diritti. E da ultimo si è rivolta

ai giovani e agli attivisti come David, che cercano di costruire un futuro migliore, più sicuro per le loro comunità.

Voglio che sappiano che l’America è con loro e che le loro idee e il loro impegno sono indispensabili per raggiungere quel progresso che tutti noi ricerchiamo.

Parole, per adesso; ma è importante che queste parole, chiare e nette, siano pronunciate dal ministro degli Esteri degli Stati Uniti.
fonte queerblog.it

lunedì 7 febbraio 2011

Lgbt: Donne Transessuali, demoni in Italia, persone in Thailandia


In nessun paese come in Thailandia non si sente quasi nominare la parola homophobia (dal greco homo= uomo, phobia=paura -> paura dell’uomo).

Infatti in Thailandia non c’è il concetto ‘europeo’ di fare coming-out, ovvero quando un personaggio o una persona decide di svelare la propria tendenza sessuale come per esempio recentemente ha fatto Tiziano Ferro.

Lì, sin dalla pubertà, quando si nota che un ragazzo ha degli atteggiamenti femminili si capisce la situazione e si accetta il tutto molto più facilmente.

Esempio di questo sono le cosìdette LadyBoys, uomini nati in corpi femminili, che parteciparono al campionato di pallavolo nazionale nel 1996 e vinsero.

Passeggiando a Bankok nessuno si stupisce se si incontrano per strada transessuali dai lunghi capelli intenti nel fare la spesa o shopping.

Ma anche lì non è tutto rose e fiori, c’è chi non riesce ad accettare la loro se vogliamo chiamarla così diversità e i Kathoeys (così vengono chiamati) vengono derisi e presi in giro ma più che per una forma di disprezzo per una forza di compassione perché secondo un’antica leggenda i kathoeys sono la reincarnazione di qualcuno che in una vita precedente aveva commesso un grave peccato e come punizione verrebbe introdotto in un ‘corpo sbagliato’.

Sicuramente però, da questo punto di vista, in Thailandia sono molto più civili che in altri stati del mondo verso i transessuali.
fonte www.donna10.it

Iniziative: Chely Wright aprirà un centro LGBT a Kansas City


Chely Wright ha annunciato l’intenzione di aprire il suo primo centro LGBT a Kansas City, affiliato al gruppo LIKE ME, un’associazione che sostiene gay e lesbiche abbandonate dalla famiglia:

Il bisogno di comprensione e la mancanza d’istruzione sono tra i più grandi problemi della nazione.

Tutti saranno accolti e potranno visitare il cuore dell’informazione, per orientarsi sulle risorse della comunità lgbt statunitense.

Il gruppo offrirà anche fino a cinque borse di studio 1.250 dollari per la ricerca e l’educazione dei giovani.

La cantante country, che funge da portavoce della corporazione benefica, ha detto che l’ente no profit si concentrerà sulla prevenzione del bullismo omofobo e i continui suicidi degli adolescenti.
fonte gayprider.com

Libri lgbt: “Si fa presto a dire madre” di Valentina Furlanetto


E' stato presentato al Melbookstore, con l’autrice Valentina Furlanetto, con Lidia Ravera e Ivan Scalfarotto.
a Roma, la giornalista radiofonica Valentina Furlanetto il suo libro
“Si fa presto a dire madre”
(Melampo Editore, pag.169, 14 euro).

Si tratta di un libro inchiesta sulla maternità, raccontato attraverso tredici storie-interviste.
Tredici storie di madri diversissime l’una dall’altra, dalle donne in carcere con i figli piccoli, alle case famiglia di Napoli senza fondi, dalle difficili adozioni di bimbi rumeni alle coppie omosessuali con prole. Ne parleranno con l’autrice Lidia Ravera e Ivan Scalfarotto.

Tredici per tredici capitoli.

Tredici madri diversissime l’una dall’altra: Silvana che accudisce il figlio in coma, l’ultraottantenne Norina che nutriva i braccianti di Rosarno, Doretta che ha perso le due figlie in un incidente stradale.

E poi Liliana, che gestisce una casa famiglia di Napoli, e ancora Silvia e Francesca, che hanno quattro bambini.

C’è Antonella, che un tempo era Antonio e si è trasformata da padre in madre di una figlia adolescente. E Anna, che ha dimenticato la figlia in automobile causandone la morte, come avviene, tragicamente, a genitori di ogni parte del mondo.

Valentina Furlanetto, giornalista radiofonica, ha voluto sfidare lo stereotipo della maternità, fortissimo in un paese che, pure, alla maternità riserva ben poco sostegno, e raccontare con una serie di incontri quanto la realtà sia diversa dalle icone: Si fa presto a dire madre (Melampo, pagg. 169, euro 14)
testimonia come variegato sia il legame che lega una madre a un figlio, in un’inchiesta romanzata coraggiosa e controcorrente.
fonte gaynews24.com

domenica 6 febbraio 2011

Lgbt Bologna concorso fotografico "Tutte le forme dell'amore" in uno scatto per il Cassero


Il concorso fotografico del centro culturale della comunità Lgbt di Bologna.
Bianco e nero, a colori, autoscatto: tutto vale.

Gli utenti di Facebook sceglieranno le tre immagini finaliste, una giuria selezionerà la vincitrice, che sarà esposta nel locale

Uno scatto che racconta un'emozione. Il bianco e nero che rende eterno un abbraccio, il colore che ravviva occhi e labbra.

In posa, oppure con l'autoscatto, con la mano tesa.
Ogni fotografia vale: "Love and Pics" è il concorso lanciato dal Cassero di Bologna per festeggiare San Valentino fuori dai canon degli innamoratini di Peynet.

Perché l'amore assume molte forme, occupa spazi e tempi diversi, caso per caso. L'importante è non avere paura di mostrarlo.

Le immagini raccolte da CasseroFuori verranno caricate sulla pagina di Facebook intitolata Love And Pics dove i fan potranno votare l'immagine che preferiscono tramite il pulsante "mi piace" presente sotto ogni scatto.

Le tre fotografie che hanno ottenuto più voti saranno valutate da una giuria di esperti che proclamerà la vincitrice.

I vincitori saranno invitati alla serata di mercoledì 16 febbraio al Cassero e in quell'occasione avverrà la premiazione della foto che, stampata in grande formato, sarà esposta per due settimane.

Sono ammesse fotografie di coppie, realizzate con qualsiasi stile, preferibilmente in formato jpeg. La parola d'ordine, scattandole, è: "Sentitevi liberi e libere!".

Le fotografie che saranno caricate sulla pagina del concorso, vanno inviate a casserofuori@gmail.com
entro domenica 13 febbraio 2011 alle ore 12 indicando obbligatoriamente un titolo e lasciando una mail di riferimento; i nomi delle persone fotografate
e/o di chi ha scattato la foto sono facoltativi.
Le votazioni termineranno alle ore 12 del 14 febbraio, giorno di San Valentino.
fonte bologna.repubblica.it/

Venezia l'osservatorio LGBT non riapre


La richiesta, dopo otto mesi di attesa, suona più che legittima.
Che fine ha fatto l'Osservatorio LGBT (lesbiche, gay, transgender, bisex)del Comune di Venezia?
A sollevare la domanda è Camilla Seibezzi (in foto), consigliera comunale di In Comune:

«Non c'è a tutt'oggi alcuna declinazione operativa di progetti che afferiscano alla cultura delle differenze, dice Seibezzi, sono passati ben otto mesi però dall'avvio della nuova giunta, mi sembrano più che sufficienti».

E infatti se l'osservatorio attivato da Franca Bimbi nella giunta precedente ha chiuso le porte ad un mese dalla fine del mandato dopo essere diventato un punto di riferimento cittadino con 28 eventi alle spalle, 4 progetti artistici e molti contatti diretti, finora di sicuro non le ha riaperte.

«Ripartirà, ancora non sappiamo quando ma ripartirà, assicura Tiziana Agostini, assessora alla cultura del Comune di Venezia, con la delega alla cultura delle differenze, per la parte che ci compete, daremo vita ad un nuovo servizio all'interno del Centro donna.

Ci sono grossi problemi di budget, e se lo sposteremo lì non ci sarà bisogno di assumere altro personale.
Entro marzo faremo la nuova consulta delle donne poi vedremo.

Al Centro donna ci sarà un punto di ascolto, di raccolta delle esigenze e l'osservatorio diventerà così uno spazio condiviso con le realtà associazionistiche del territorio.

Per quanto compete invece la parte delle politiche giovanili partiranno dei percorsi formativi antidiscriminazione nelle scuole che saranno programmati dall'assessore alle politiche giovanili Bettin».
Come a dire insomma, l'idea c'è, ma di date e progetti precisi ancora non si parla.

E così, invece che attenuarsi, la perplessità riprende vigore: «Penso che un ufficio di questo tipo abbia bisogno di figure competenti che non si occupino solo della lotta alla discriminazione ma anche della valorizzazione delle differenze,
dice Camilla Seibezzi, non c'è traccia di progetti così.

Se affrontata in questo modo la questione non riconoscerà minimamente le esigenze dei potenziali fruitori dell'osservatorio e questo è grave anche perché l'attenzione a queste problematiche era stata inserita nel programma elettorale del sindaco».
fonte gaynews.it via Il Corriere del Veneto di Alice D'Este

Cinema lgbt: il film lesbico “Viola di mare” conquista il Gay Festival di Bilbao


Il nostro paese può ritenersi più che soddisfatto per i riconoscimenti ottenuti al Gay Film Festival di Bilbao dall’italianissimo Viola di Mare, lungometraggio del 2009 diretto da Donatella Maiorca.

La giuria basca ha riconosciuto al grande cast che ha illuminato questo film, tra i tanti nomi citiamo Ennio Fantastichini, Gisella Volodi e Maria Grazia Cucinotta, che in questo caso ha rivestito anche il ruolo della produttrice, due premi importanti: l’eccezionale Valeria Solarino è stata insignita della statuetta come miglior attrice e alla bravissima Isabella Ragonese è stata riconosciuta una menzione speciale.

Ambientato nella Sicilia dell’ 800, sospesa sulle note della canzone Sogno di Gianna Nannini come colonna sonora, Viola di Mare racconta la storia d’amore tra Sara (Isabella Ragonese) e Angela (Valeria Solarino) e del travestimento in uomo di quest’ultima per poter restare accanto alla donna amata.

Per sopravvivere allo scandalo, Angela sarà infatti costretta a fingersi un ragazzo, portando i capelli corti e occultando la propria femminilità, come sfida alle mentalità chiuse di quella antica terra arcaica.Il film era stato presentato al Festival del Cinema di Roma nel 2009 e nell’autunno dello stesso anno venne distribuito sui grandi schermi.

Viola di mare ha riscosso un grande successo tra il pubblico, soprattutto giovani, che ne hanno apprezzato la semplicità e il romanticismo insito nella storia d’amore nascosta tra le due donne lesbiche.

I due premi assegnati dal Gay Film Festival di Bilbao sono una sorta di rivincita internazionale per il lungometraggio italiano, che ha avuto una produzione complicata,
vuoi per il tema saffico, visto quasi mai di buon occhio dai produttori di casa nostra, vuoi per il periodo di crisi che il cinema nostrano sta affrontano in questo decennio,
e che, a distanza di due anni,
continua a ricevere riconoscimenti importanti, grazie anche all’impegno della troupe, della regista e di chi ha sempre creduto in questo progetto non semplice da realizzare nell’omofoba Italia.
fonte gaymagazine.it da ANDREA CAMMARATA/ Via – Paid2write

venerdì 4 febbraio 2011

Viaggi: Bormio dedica una settimana bianca al mondo lgbt «Scelta turistica e non provocazione»


Il direttore dell'Apt: «Una strategia per riempire gli alberghi e le piste da sci».
«Non è solo una trovata comunicativa: da uomo di marketing mi rivolgo ad un target specifico».

Sono queste le parole di Laurent Samou, direttore commerciale dell'Apt di Bormio, intervistato dalla redazione di Vaol.it in merito alla settimana bianca dedicata al mondo gay in programma in Alta Valtellina dal 10 al 17 aprile.

SENZA DISCRIMINAZIONE

«L'idea è nata dal mio brain storming – ha spiegato -. Nel riflettere in generale, ho realizzato che, come vengono organizzati pacchetti dedicati agli studenti universitari oppure ai guru dell'economia, è possibile aprire le porte anche al mondo gay, un target di persone come un altro.

È una scelta fatta non in maniera discriminatoria: sono persone che incontriamo nella nostra quotidianità e per questo bisogna rispettarli e far capire loro che sono i benvenuti».

RIEMPIRE IL PAESE

«Tra le iniziative che attiveremo nella settimana in questione – continua Samou - ci sono una shopping card apposita, una gara e una cena di gala. Tutti i ristoranti e i locali, inoltre, verranno coinvolti nell'evento.

Come ho spiegato prima non è una trovata rivolta a fare solo del sensazionalismo: il turismo è anche questo. È un modo per riempire il paese, per occupare gli alberghi e le piste».

RITORNO TURISTICO NON PROVOCAZIONE

«Da questa offerta non mi aspetto nulla di diverso dal solito: vorrei vedere i clienti divertirsi, sciare. Vederli felici, insomma, e che, magari, facciano una bella pubblicità a Bormio.

L'anno prossimo potrei persino organizzare la settimana dei single: le persone possono pensare che questa sia una provocazione, ma non lo è. Questo è fare turismo».
fonte www.vaol.it di Viviana Bonetti

Lgbt iniziative: Donne Pensanti, un’arma contro le discriminazioni sul lavoro


Oggi voglio parlarvi di Donne Pensanti, un progetto creato dalle donne per le donne e che tra i vari progetti si propone anche di aiutare e offrire un valido sostegno a chi ha subito discriminazioni sul lavoro.

Per noi donne la situazione non sempre è molto felice, spesso veniamo discriminate per i motivi più disparati ma soprattutto per il fatto di essere madri, di dover rincorrere un ideale di bellezza, gioventù, insomma al giorno d’oggi si viene licenziate anche perchè si resta incinta o perchè non si vuole mettere una gonna corta o un determinato make up!

Donne Pensanti è un progetto a tutto tondo che si occupa di noi ragazze a 360 gradi, vi invito intanto a visitare il sito andando all’indirizzo www.donnepensanti.net, e magari potreste anche diventare socie!

Sul sito di Donne Pensanti c’è un’apposita sezione chiamata “Consulenza lavoro”, tramite un form apposito potete scrivere quello che vi è successo e la discriminazione che avete subito, riceverete una consulenza gratuita dalla Dott.ssa Di Lonardo Mirella, consulente del lavoro che vi aiuterà a risolvere il vostro problema. Con tante voci le cose possono cambiare!

A voi è mai capitato di subire discriminazioni sul lavoro? se si, cosa è successo e soprattutto, avete risolto in qualche modo?
fonte pourfemme.it di Serena Vasta

Lgbt Cinema: L'italiano "Io sono l'amore" miglior film agli "Oscar gay" americani


Per il secondo anno i critici cinematografici gay e lesbiche degli Stati Uniti, riuniti nella Gay and Lesbian Entertainment Critics Association (GALECA), hanno assegnato i Dorian Awards e hanno scelto come miglior film una pellicola italiana: Io sono l’amore di Luca Guadagnino.

Il film, che ha ottenuto grandi consensi fuori dall’Italia anche più che in patria, è stato preferito a titoli molto noti e soprattutto a opere americane come Black Swan, The Kids Are All Right, The Social Network e Toy Story 3.

Ma oltre al film di Guadagnino, ci sono tutti i premiate nelle altre categorie.

Si va da Annette Bening, miglior interprete per The Kids, il documentario Joan Rivers: A Piece of Work, al miglior film a tematica Lgbt, I Love You Phillip Morris, fino a Burlesque, trionfatore come miglior film “camp” dell’anno.

Per la tv, migliori serie The Good Wife come dramma e Glee tra le commedie.
fonte queerblog

Trama :
Casa Recchi: specchi, fiori, denaro e freddezza. Emma e Tancredi, i loro figli, Elisabetta, Edoardo, Gianluca, i compagni e promessi sposi, i nonni, la genealogia e le future generazioni celebrano, tra le camere e i corridoi, i giardini innevati, le grandi cucine di Villa Recchi, passaggi di consegne, avvicendamenti alla guida dell'impresa strategie familiari e consolidamenti.

Consolidamenti progressivi di ruoli sempre più raggelati dalla consapevolezza della classe di appartenenza, la grande borghesia industriale lombarda. Estraneo a quel mondo Antonio giovane cuoco poco avvezzo al compromesso, condensa emozioni in piatti che non hanno diritto di cittadinanza nella trattoria di famiglia.

Emma e Antonio, due creature inorganiche agli universi in cui gravitano.
La passione che li porta in rotta di collisione. Spezzando i legami e mettendo entrambi in diretto contatto con la natura.
Da cui Antonio trae vita per le sue creazioni, da cui Emma ha preso le distanze costruendo una nuova identità. Altissimo il prezzo da pagare. Una sola possibilità di redenzione: l'amore.

giovedì 3 febbraio 2011

Libri Lgbt: Scrivere sulla diversità, "Evviva la neve, vite di trans e transgender" di Delia Vaccarello


Delia Vaccarello ha scritto e scrive su omosessualità e transgenderismo, ha curato le antologie "Principesse azzurre" e successive uscite per la Oscar Mondadori e ora con "Evviva la neve" ha scritto invece di transessualità.

Nuovasocietà ha scambiato due parole con lei, sulla scrittura e sulla diversità.

Vuoi presentare il tuo ultimo libro e spiegare perché ti occupi di transgenderismo, argomento tabù anche presso certi ambienti omosessuali?

Ho compiuto un viaggio appassionato scrivendo "Evviva la neve, vite di trans e transgender", e ho voluto prendere il lettore per mano portandolo dove altrimenti non sarebbe giunto, visitando le persone in attesa dell'operazione, indagando sul dopo, entrando in luoghi di lavoro, blog, famiglie.

Al centro della mia ricerca c'è il concetto di rinascita, chi adegua il corpo al genere sentito come proprio spessissimo è spinto da un fortissimo sentire, la persona trans non è un corpo muto come vorrebbero il pregiudizio e la morbosità, non è quello che ci hanno mostrato con il caso Marrazzo.

La transessualità è una vicenda umana che ci riguarda, perché allargare l'area del nostro sentire vuol dire essere più libero.

Cosa vuol dire, in termini di difficoltà ma anche di vantaggi, scrivere di omosessualità e transessualità, in un Paese come l'Italia che non riconosce queste realtà per una serie di ragioni?

Non c'è nessun vantaggio. Campeggia un grande rischio, il pericolo che il pregiudizio, che ama etichettare e non comprendere, spinga a creare categorie che azzerano l'impatto del messaggio. Così un autore che si occupa di temi scomodi viene spesso liquidato come autore di nicchia.

Insegni media e cultura della differenza alla scuola di giornalismo di Bologna: in che cosa consiste la tua materia e come è importante per formare i nuovi professionisti dell'informazione?

Cerco di far comprendere il valore di concetti come "orientamento sessuale" e "identità di genere". Si tratta di concetti che illuminano il vivere di ciascuno e devono far parte del bagaglio di chi si occuperà di informazione.

Spesso diciture come "mondo gay", "realtà trans" congelano la narrazione di un fatto veicolando sottotesti che sono frutto di stereotipi.

Di recente abbiamo fatto una scoperta: in oltre dieci mesi le agenzie stampa avevano lanciato numerose notizie sotto la testatina "inchiesta trans", ma si parlava di Brenda, di pusher, di prostituzione trans. Il termine trans veniva usato come equivalente di prostituzione.

Ho fatto decine di inchieste trans nella pagina Liberi tutti dell'Unità, raccontando storie, vissuti, operazioni, proposte di legge, difficoltà sul lavoro, non parlando di prostituzione.

I ragazzi che domani racconteranno il mondo non devono cadere nelle trappole tese dai media oggi che deformano la realtà.

Hai curato le antologie Principesse azzurre, che parlano di donne omosessuali. Come ti sembra quest'universo, di cui si parla relativamente meno rispetto a quello degli uomini gay?

Ci sono fragilità e delicatezze che domani potrebbero diventare forze, ma che ancora adesso temono il dialogo aperto e la libera iniziativa.
La paura di essere libere e coraggiose frena molte nel dare tutta la fertilità di cui sarebbero capaci.
di Elena Romanello
fonte associazioneculturalegalilea.blogspot.com, via nuovasocieta.it

Lgbt Arte: Dal Moma agli Uffizi, viaggio virtuale nei maggiori musei digitalizzati da Google

La visita virtuale nel sito di Google al Metropolitan di New York

Fra le missioni di Google non c’è solamente di trovarvi la migliore ricetta per fare il risotto ai funghi, o informazioni su come combattere il raffreddore o le ultime notizie sulla rivolta in Egitto: il gigante di Internet ha tra i proprio scopi anche quello di digitalizzare la massima parte possibile della cultura umana.

Una scommessa gigantesca. Che di quando in quando compie un nuovo passo avanti. Proprio ieri, a Londra, la società californiana ha presentato il primo “capitolo” di un nuova straordinaria creazione: la visita in alta definizione all’interno di alcuni dei più noti e amati musei del mondo.

Nel sito googleartproject.com si aprono le porte dei primi 17 musei che hanno collaborato con la società di Mountain View.
C’è la Tate Modern di Londra, dove il progetto è stato presentato alla stampa, e il Moma di New York, l’Hermitage di San Pietroburgo e il Rijksmuseum di Amsterdam.

E ci sono gli Uffizi di Firenze: «Gli Uffizi sono il museo più vecchio del mondo - ha spiegato la direttrice Cristina Acidini, ora il nostro Museo può essere visto dovunque, a ogni ora».

E non sarà il solo museo italiano a venire proiettato nell’universo digitale: Google continuerà ad ampliare il sito dedicato ai musei e includerà anche il Museo Capodimonte a Napoli, la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, la Galleria Borghese di Roma e la Pinacoteca di Brera di Milano.

Allo stato attuale, Google ha applicato agli interni dei musei la stessa tecnologia già sperimentata per la Street View. Si può cioè entrare dentro le stanze dei musei, e guidando i propri spostamenti con il mouse del computer ci si può avvicinare ai quadri, guardarli da vicino, godendo dell’alta risoluzione che li rende limpidi come mai era accaduto prima.

In totale i quadri presenti in queste gallerie virtuali sono oltre mille, in 385 stanze, e 17 sono riprodotti al livello di “gigapixel”, cioè ad altissima risoluzione e un livello di chiarezza superiore a quello della migliore macchina fotografica digitale oggi esistente. Agli Uffizi, l’onore dell’altissima definizione è andata alla “Nascita di Venere” di Botticelli.

La missione dei “Musei in Casa”, viene dopo altre iniziative di digitalizzazione, o di “democratizzazione” come talvolta i “creativi” di Google amano descrivere queste iniziative.

Google ha già digitalizzato 15 milioni di libri, e il direttore del progetto, Santiago de la Mora, sostiene che nel pubblico c’è un’altissima richiesta di cultura digitalizzata: «Almeno l’80 per cento dei libri viene consultato regolarmente» spiega de la Mora.

L’opinione è condivisa in Italia, al Ministero dei Beni Culturali, dal direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Mario Resca, che ha dichiarato: «Con Google abbiamo un rapporto privilegiato, visto che il nostro Paese resta depositario del più grande patrimonio culturale del mondo».

Non solo, a sentire Resca, questa iniziativa dovrebbe avere anche «un aumento nell’indotto del turismo».

Difatti, i direttori dei grandi Musei pensano che diffondere i loro capolavori in modo facilmente accessibile e allo stesso tempo limpido e solleticante, servirà a spingere la gente del mondo a voler andare di persona a vedere quello che hanno guardato e assaporato virtualmente, sullo schermo di un computer.

D’altro canto, c’è chi si chiede se Van Gogh o Botticelli abbiano mai sospettato che un giorno le loro opere sarebbero state guardate con tale precisione di particolari, che un singolo capello nella capigliatura della Venere potrebbe diventare oggetto di studio ossessivo.
fonte .ilmessaggero.it di Anna Guaita

LGBT DANZA: LONDRA, SCOPERTO UNICO FILMATO BALLETTI RUSSI DIAGHILEV


L'unico filmato al mondo dei Balletti Russi di Serge Diaghilev è stato scoperto quasi per caso da un'appassionata di ballo britannico in un archivio online.

Secondo Jane Pritchard, curatrice di una mostra sul celebre corpo di ballo conclusasi il mese scorso al Victoria and Albert Museum di Londra, i trenta secondi di performance sarebbero stati catturati nel 1928 a Montreux, in Svizzera, da una telecamera con molta probabilità nascosta.

Nell'archivio britannico della casa di produzione e distribuzione Pathé, il filmato in bianco e nero era stato etichettato come di origine sconosciuta. Ma dopo essersi recata alla mostra del Victoria and Albert, a Susan Eastwood, membro di un club di fan della danza, era venuto il sospetto che si trattasse dei Balletti Russi.

Quando le è stato mostrato il video, la Pritchard ha potuto confermare che si trattava proprio del corpo di ballo di Diaghilev e che la performance in questione era Le Sylphides con Serge Lifar nelle vesti di primo ballerino.

Forse nel timore che tutti potessero vedere le rivoluzionarie performance dei suoi Balletti Russi senza recarsi a teatro, Diaghilev proibiva tassativamente alle telecamere di filmare i balletti e proprio per questo finora si credeva qualsiasi documentazione video fosse inesistente.

Ma qualcuno a Montreux era riuscito ad entrare con una telecamera e a filmare, sebbene da lontano e per pochi secondi, i ballerini sul palco.

"Mi rimangio tutto! ha scritto la Pritchard sul suo blog,ho sempre detto che se la Fete de Narcisses venisse rappresentata oggi tutti la filmerebbero di nascosto e che purtroppo all'epoca nessuno non era riuscito a farlo.

Il film è di cattiva qualità (girato da lontano e quasi certamente senza permesso); molto breve, ma ora posso dire che i balletti Russi di Diaghilev sono stati filmati!".
fonte (ANSA).

Short documentary featuring the Joffrey Ballet's celebration of the 100th anniversary of the Ballets Russes.
With special guests Millicent Hodson and Kenneth Archer.

mercoledì 2 febbraio 2011

Lgbt Thailandia: Se la hostess è una Ladyboy, al debutto una compagnia aerea che "prima al mondo" arruolerà persone transessuali


Thailandia, al debutto una compagnia aerea che "prima al mondo" arruolerà transessuali come assistenti di volo. Voli da Bangkok a Seoul, Tokyo e Osaka

Le pari opportunità devono valere anche per la gente dell'aria, e anche per chi è spinto dalla natura a cambiare sesso.
La piccola rivoluzione viene dalla Thailandia. Debutta una nuova compagnia aerea, P.C.Air, la cui specialità sarà una scelta radicale in questo senso.

La P.C.Air si è posta l'obiettivo di assumere sistematicamente transessuali come hostess. Cosa che finora nessuna airline del mondo aveva avuto il coraggio di fare. P.C. Air ha già assunto sei "ladyboys" come membri dei suoi equipaggi, e la campagna assunzioni prosegue a ritmo serrato.

P.C. Air debutterà con voli commerciali in aprile, e vuole dare l'esempio di una vera parità di diritti tra i sessi.

E'quanto sottolinea il suo numero uno, Peter Chan, elogiando i transessuali: "Penso", egli ha dichiarato a Bild online (l'edizione digitale del quotidiano più letto d'Europa, la quale ha dedicato un ampio servizio al tema) "che queste persone (i transessuali appunto, ndr) possano svolgere al meglio molti lavori, e non soltanto nel campo dello spettacolo e dell'intrattenimento come si tende a pensare.

E molti di loro hanno un sogno: appunto, diventare hostess. Io voglio tradurre il loro sogno in realtà".

Thanyarat Jiraphathorn, ventitreenne, e famosa in Thailandia per essere stata eletta reginetta dell'edizione 2007 di "Miss Tiffany", un noto concorso di bellezza per transessuali, e per essere la protagonista di diverse soap operas di successo, è una delle vincitrici dei primi posti di lavoro di hostess assegnati da P.C.Air tra gli oltre cento transessuali che hanno risposto al bando d'assunzione presentando domanda.

Secondo Peter Chan, quel che conta per essere assunticome hostess transessuali non è aver effettuato o meno l'operazione chirurgida per il cambio di sesso. Le doti importanti sono la gentilezza e la buona conoscenza dlele lingue.

La Thailandia, la cui economia attraversa da anni una fase di boom economico e di accelerata industrializzazione, è famosa non solo come grande mèta del turismo internazionale, ma anche per la bellezza, lo stile e l'eleganza delle sue signore. E anche dei transessuali, perché il regno è tra i paesi col più alto numero di transessuali nel mondo, in rapporto al totale della popolazione.

Molti di loro si sottopongono all'operazione per il cambio di sesso, e diversi chirurghi thailandesi offrono la possibilità di effettuarla a prezzi modici.

La nuova compagnia aerea P.C. Air comincerà i suoi servizi regolari con due jet a larga capacità del tipo Airbus A 310, acquistati di seconda mano. La sua base sarà il modernissimo aeroporto internazionale Suvarnabhumi, che è il più nuovo e importante dei due scali di Bangkok.

Da Suvarnabhumi i jet di P.C.Air effettueranno tra gli altri voli per Seoul, la capitale sudcoreana, Tokyo e Osaka. In seguito la compagnia progetta di espandere la sua rete con altri collegamenti in Asia.
fonte viaggi.repubblica.it di Andrea Tarquini

Lgbt Teatro: "Tutto su mia madre" tutto su tutti


“Tutto su mia madre” di Pedro Almodovar, una favola perfetta per il teatro, dopo il debutto al Goldoni di Venezia con la carismatica partecipazione di Elisabetta Pozzi nel ruolo della protagonista e di Eva Robin’s nei panni, ben calzati, di Agrado il transessuale prestato a voce narrante nella storia, è al Teatro comunale di Ferrara per la stagione di prosa 2011 .

“Tutto su mia madre”, film di Pedro Almodovar uscito nelle sale italiane nel ’99 e premio miglior regia a Cannes, dopo il debutto al Goldoni di Venezia con il linguaggio meta teatrale di Samuel Adamson e la regia di Leo Muscato torna alla ribalta nella platea del Teatro Comunale di Ferrara per la stagione di prosa 2011.

Il cast con la partecipazione già certa di una interprete di grande carisma come Elisabetta Pozzi nel ruolo della protagonista, non manca di attrarre il pubblico grazie anche alla straordinaria presenza di Eva Robin’s nei panni, ben calzati, di Agrado il transessuale prestato a voce narrante nella storia.

Una storia con un dolore di fondo, che non impedisce tra risa e gioia di affrontare, e con un pubblico sicuramente più maturo dall’epoca dell’esordio del film, temi come la differenza sessuale, giustificata, compresa soprattutto vissuta da donne sempre capaci di amare senza giudizi o condanne.

“La storia, tra favola e solidarietà - come racconta la stessa Pozzi a La Repubblica è un mondo in cui gli incontri fanno nascere e scoprire nuove affettività e nuove possibilità di raccontarci”.

La protagonista Manuela torna a confrontarsi con il passato alla ricerca di quel padre a cui poter raccontare tutto su suo figlio e a mantenere la stessa promessa fatta a quest'ultimo Esteban poco prima di morire di raccontargli tutta la verità su suo padre….

Come la visione dell'antica tragedia greca, la visione della vita umana coincide nella rappresentazione tragica di un sacrificio simbolico in cui è l’essere maschile a morire e le donne vive ne piangono la morte.

Esteban e Lola suo padre, il transessuale che sparge attorno a sé l’Aids come un'epidemia e ne muore, sono coloro attorno i quali ruotano i colpi di scena del concetto di famiglia naturale e allargata e la consapevolezza dell’azione dell’arte come terapia sulle persone, non a caso Manuela entra in contatto con l’ambiente del palcoscenico, le scene di Un Tram del desiderio di Tennessee Williams e Nozze di sangue di Garcia Lorca il cui pianto della donna sul figlio è ciò lega la consapevolezza del dramma, al suo superamento nell’ode finale.
fonte agoravox.it

Lgbt: Padre Cosimo Scordato, il prete "gay friendly"


"Bisogna avere rispetto per gli omosessuali perché quello che conta è l'amore, loro amano al pari degli etero. E dove c'è amore c'è Dio".

"Gli omosessuali sono persone normali, non errori di natura o dei malati. Sono persone che hanno tutto il diritto di amare e di essere amati e in quanto tali di formare delle famiglie".

Queste le semplici parole di padre Cosimo Scordato, parroco della chiesa San Francesco Saverio all'Albergheria, uno dei quartieri più poveri di Palermo, partecipando alla presentazione del progetto "PROSPETTIVA QUEER".

Il parroco del quartiere popolare dell'Albergheria chiede alla Chiesa di rivedere le sue posizioni: "Bisogna avere rispetto per gli omosessuali perché quello che conta è l'amore, loro amano al pari degli etero. E dove c'è amore c'è Dio".

Padre Scordato non è nuovo a prese di posizioni 'forti' e in controtendenza: è stato, infatti, in prima fila negli anni Ottanta quando ha fondato il "Comitato popolare antimafia" a Casteldaccia (PA).

E ancora sull'onda del caso di Eluana Englaro ha organizzato in chiesa un referendum per fare decidere all'assemblea ecclesiale l'orientamento della comunità sulla sospensione della nutrizione in questo e in altri casi.

Adesso, come già avvenuto in passato, il sacerdote torna a parlare dei Dico e dell'omosessualità: "L'omosessualità non è un 'peccato contro natura' - sottolinea il parroco palermitano, né un elemento di disordine.

Conta la persona con la sua capacità di amare e in quanto tale deve essere rispettato". Per padre Scordato "è la persona, infatti, che qualifica la dignità umana. E dove c'è amore c'è Dio.

Per questo la Chiesa dovrebbe rivedere radicalmente il suo pensiero".
La parrocchia di San Saverio ospita, non a caso, la sede dell'Agedo (Associazione genitori di omosessuali)
fonte .guidasicilia.it

domenica 30 gennaio 2011

Lgbt: “Anche i/le trans si possono unire civilmente”


Rivoluzionaria sentenza della Corte costituzionale tedesca, che ha definito gravemente discriminatoria l’attuale legislazione

Una transessuale di 62 anni, nata come maschio ma che da molto tempo vive come una donna, si potrà unire civilmente con la sua compagna. Dopo molte cause perse la Corte Costituzionale tedesca ha sancito che la trans avrà diritto a contrarre la “partnership registrata” prevista in Germania per le coppie gay.

Finora la transessuale non aveva potuto farlo perchè solo due persone dello stesso stesso potevano unirsi civilmente, ma la sentenza della Corte potrà cambiare la giurisprudenza in modo significativo. Il massimo tribunale tedesco ha inoltre smantellato la legge sui transessuali vigente in Germania, definendola discriminatoria.

DIRITTI ANCHE AI TRANS - Finora i transessuali dovevano cambiare sesso per poter accedere come coppia gay ad un’unione civile. I giudici hanno stabilito che una simile imposizione era una discriminazione contraria al dettato costituzionale. Nella decisione la Corte ha rimarcato come non contino tanto gli aspetti fisici, ma come una persona senta la propria sessualità, e se questo sentimento sia coerente con la sua fisicità.

Manfred Bruns dell’unione delle lesbiche e dei gay tedeschi ha salutato il giudizio della magistratura costituzionale con parole di soddifsfazione : ” I diritti fondamentali non sono più dipendenti dal sesso biologico, ma dalla sessualità vissuta dalla persona.” Questa è la sesta volta che la Corte di Karlsruhe ha criticato la legge sui transessuali, in vigore in Germania dal 1980.

“E’ tempo che arrivi una nuova legge, moderna, che assicuri i diritti anche ai trans e non che li discrimini come finora è stato”. Una richiesta condivisa anche dal deputato ecologista Volker Beck, che ha rimarcato come la Corte abbia dato uno schiaffo al governo Merkel, immobile su questi temi per la divisione che corre tra i liberali, laici, e i conservatori della Cdu, contrari a riconoscere nuovi diritti alla comunità LGBT tedesca.

LEGGE DISCRIMINATORIA - Finora la normativa sui transessuali offre due possibilità alle persone di cambiare il loro sesso. Due percorsi chiamati piccola soluzione, oppure grossa soluzione. Nel primo caso una persona ha bisogna di una prova che certifichi la diversa sessualità biologica vissuta dal soggetto. Con la testimonianza di due persone indipendenti è possibile cambiare il proprio nome, adeguandolo alla sessualità del soggetto.

La soluzione grossa consiste invece nella trasformazione del sesso, possibile solo attraverso operazioni di rimozione dell’apparato genitale, o comunque cambiamenti significativi del proprio corpo.

Simili interventi sono potenzialmente pericolosi per le persone che si sottopongono, e la Corte costituzionale tedesca ha stabilito come una simile predisposizione normativa costituisca un’indebita discriminazione.
fonte giornalettismo.com di Andrea Mollica

Lgbt Colombia: tribunale reintegra una tenente di polizia licenziata perché lesbica


Il Tribunale Amministrativo del Dipartimento del Meta in Colombia ha ordinato alla Policía Nacional il reintegro della tenente Sandra Yaneth Mora Morales (in foto), che era stata licenziata nel 2000 perché lesbica.

La sentenza, che conferma la decisione già adottata da un altro tribunale nel 2009, specifica, inoltre, che non solo Sandra Yaneth Mora Morales dovrà essere reintegrata con lo stesso grado che aveva al momento del licenziamo o con uno superiore valutato in base all’anzianità di servizio ma le dovranno essere versati gli stipendi arretrati a partire dalla data di licenziamento.

La tenente Mora fu licenziata con l’accusa di avere legami con il narcotraffico ma non sono mai state fornite prove di questo presunto legame. Al contrario, aveva ricevuto sempre attestazioni di merito mentre prestava servizio.

Tutto indica che la vera ragione del licenziamento, invece, sia stata l’omofobia dei suoi superiori, divampata quando si venne a sapere che la Mora Morales aveva una relazione stabile con una pilota.

Stando alle informazioni raccolte, infatti, la tenente venne messa dinanzi a un aut aut da parte dei suoi superiori: o lasciava la sua compagnia o sarebbe stata licenziata.

Una reintegrazione, questa, che ne ricorda un altro avvenuto a marzo 2010, quando un tribunale di Bogotà ordinò la riassunzione di Juan Carlos Hernández Urueña, che era stato licenziato per via del suo orientamento sessuale, dopo essere stato vittima di attacchi omofobi.

Sembra che gradualmente l’uguaglianza sul posto di lavoro per le persone lgbt viene sempre più riconosciuta dalla giustizia nelle istituzioni pubbliche e private della Colombia.
fonte queerblog.it Foto | La F.m.

venerdì 28 gennaio 2011

Lgbt medicina: Ricerca mostra differenze nel cervello delle persone trans


Un team di scienziati ha scoperto che esistono differenze sostanziali nel cervello delle persone transgender.

I ricercatori, presso l’Università Nazionale d’Istruzione a Distanza di Madrid, Spagna, sono convinti che la loro tecnica potrebbe aiutare i medici ad identificare le persone transgender in tenera età, dando loro maggiori possibilità di trattamento, come ad esempio il ritardo della pubertà.

Lo studio ha esaminato la materia bianca del cervello e le diversità strutturali tra uomini, donne e transgender femminili e maschili. Gli esaminati si sono sottoposti alla risonanza magnetica.

I risultati hanno mostrato che gli uomini trans, i nati biologicamente donna, ma che vivono come maschio, hanno materia bianca localizzata nella stessa parte del cervello maschile. Il craino delle donne trans ha la materia bianca a metà strada tra le meningi di un tipico ragazzo e quello di una signora.

Un caso emblematico, come confermato dallo stesso Antonio Guillamon, a capo del progetto:

I loro cervelli non sono completamente mascolinizzati e nemmeno femminilizzati, ma si sentono sicuramente più vicini al sesso femminile.

E’ interessante notare come il lobo parietale [coinvolto nel processo sensoriale] si connetta quello frontale [utilizzato nella pianificazione del movimento], possa avere implicazioni nella percezione del corpo.
fonte gayprider.com

Lgbt Cinema: “Black Swan”, furiosa prima ballerina Royal Ballet, “quel film fa male alla danza”


“Noi non siamo così”. Sfogo di Tamara Rojo, prima ballerina del Royal Ballet, sul film ”Black Swan” di Darren Aronofsky, con protagonista l’attrice Natalie Portman, fresca vincitrice del Golden Globe come migliore attrice proprio per la pellicola di Aronofsky.

“Quel film fa male alla danza, racconta un mondo diverso dal nostro, ma spingerà tutti a credere che siamo davvero noi.

Invece è esagerato e oltraggioso”, e aggiunge “per essere la prima devi imparare a perdere. E con il tuo corpo non puoi avere il rapporto malato che c’è in Black Swan”.

E’ furiosa, “stavamo lentamente uscendo dagli stereotipi, questo lavoro pieno di bugie ci seppellisce ancora sotto un cumulo di ovvietà.

Anche tra di noi c’è qualche ragazza con dei problemi, proprio come nel mondo del cinema e dello spettacolo”, concede senza frenare il flusso delle parole. “Ma il corpo lo dobbiamo difendere, curare e proteggere”.
Fonte dichiarazioni La Stampa, giornalista Andrea Malaguti, via rbcasting.com

Lgbt Cinema: Oscar 2011, da Hollywood le Nomination


Oscar 2011: protagonisti “Il discorso del re” con 12 nomination, Il Grinta con 10, “Inception” e “The Social Network” con 8, “The Fighter” con 7 e “Il cigno nero” con 5 candidature

Sono state rese note alle 14 e 35 (5 e 35 per Los Angeles) i nomi dei candidati agli Oscar 2011.

Sono stati annunciati dal presidente dell’Academy, Tom Sherak e da Mo’nique, vincitrice della scorsa edizione con il film “Precious” nella categoria Miglior Attrice non Protagonista.

L’Academy sembra premiare, almeno con le nomination cinque film in particolare: il bellissimo “Il discorso del re” di Tom Hooper, che concorre in 12 categorie; “Il Grinta” dei fratelli Coen presente in 10; “Inception” di Christopher Nolan e “The Social Network” di David Fincher con 8 e “The Fighter” di David O’ Russell con 7.

Ottimi risultati anche per “Il cigno nero - Black Swan” nelle nostre sale a partire dal prossimo 18 febbraio. Ma andiamo a vedere nel dettaglio i titoli e i nomi delle maggiori categorie.

Miglior Film

Sono dieci le pellicole che si contenderanno l’ambita statuetta: “Il cigno nero – Black Swan”, “The Fighter”, “Il discorso del re”, “The Social Network”, “Il Grinta”, “I ragazzi stanno bene”, “Toy Story 3”, “Dragon Trainer”, “Winter’s Bone”, “L’illusionista”.

Miglior Film Straniero

Purtroppo, come già detto alcuni giorni fa, “La prima cosa bella” di Paolo Virzì non concorrerà nella categoria di Miglior Film Straniero, per la quale sono stati scelti: il canadese “La donna che canta”, il danese “In un mondo migliore”, il greco “Dogtooth”, l’algerino “Outside the Law” e il messicano “Biutiful”.

Miglior regia

Anche in questa categoria sono cinque i prescelti per concorrere agli Oscar: Darren Aronofsky per “Il cigno nero – Black Swan"; Tom Hooper per “Il discorso del re”; David O’ Russell per “The Fighter”; i fratelli Coen per “Il Grinta” e David Fincher per “The Social Network”.

Miglior Attori/Attrici Protagonisti

Poche novità anche in questa categoria che vede concorrere per ciò che concerne il titolo di Miglior Attore Protagonista: Colin Firth per “Il discorso del re”; Javier Bardem, bravissimo interprete del messicano “Biutiful”; Jesse Eisenberg per “The Social Network”; James Franco, presente anche in veste di presentatore, per “127 ore” e Jeff Bridges, vincitore della scorsa edizione con “Crazy Heart”, per “Il Grinta”.

Concorrono invece come Miglior Attrice Protagonista: la bellissima Natalie Portman per "Il cigno nero", la sempre giovane Nicole Kidman per "Rabbit Hole", Jennifer Lawrence per "Winter's bone", Michelle Williams per "Blue Valentine" e Annette Benning per "I ragazzi stanno bene".

Miglior Attore/Attrice Non Protagonista

Concorrono per l’Oscar come Miglior Attore non Protagonista: Mark Ruffalo per "I ragazzi stanno bene", Christian Bale per "The Fighter", l’impeccabile Geoffrey Rush per "Il discorso del re", John Hawkes per "Winter's Bone", Jeremy Renner per "The Town".

Per ciò che concerne invece il gentile sesso, le fortunate concorrenti nella categoria di Miglior Attrice Non Protagonista sono: la trasformista Helena Bonham Carter per "Il discorso del re"), Amy Adams per "The Fighter", Melissa Leo per "The Fighter", Jacki Weaver per "Animal Kingdom" e Hailee Steinfeld per "Il Grinta".

Aspettiamo con trepidanza la scintillante Notte degli Oscar che si terrà il prossimo 27 febbraio come sempre presso il Kodak Theatre di Los Angeles per scoprire i vincitori di questa edizione.
fonte ecodelcinema.com di Isabella Gasparutti

giovedì 27 gennaio 2011

Lgbt: Giornata della memoria 2011, le iniziative di Arcigay


Pubblichiamo un elenco di iniziative locali per la commemorazione delle vittime glbt di nazismo e fascismo. L'elenco è costantemente aggiornato, ultimo aggiornamento 26

Emiliano Zaino, presidente di Arcigay “Il Cassero”, e Elisa Manici, presidente di Arcilesbica Bologna, dichiarano: “Siamo profondamente convinti che onorare la Memoria significhi non solo tramandare il ricordo degli orrori del nazifascismo, ma anche rendere questo ricordo deterrente solido e concreto al ripetersi di quelle violenze. Perciò invitiamo tutte le forze politiche, le associazioni, i rappresentanti istituzionali (Comune, Provincia, Regione) e i singoli cittadini a sottoscrivere l’appello per i due ragazzi iraniani, di 20 e 21 anni, condannati alla lapidazione a causa della loro omosessualità (http://www.arcigay.it/appello-contro-lapidazione-due-gay-iraniani).

Negli ultimi anni sono stati segnalati diversi casi simili dagli attivisti LGBT iraniani e dalla associazioni internazionali che lottano per i diritti umani. La situazione delle persone LGBT in Iran è molto difficoltosa, e, quando accusate di reati legati all’omosessualità, non hanno molte speranze di ricevere un processo equo e giusto. L’appello si rivolge quindi al Governo italiano e alla Commissione Europea affinché con il loro intervento sia scongiurata questa tremenda esecuzione”. Inoltre, in occasione del Giorno della Memoria, il prossimo 27 gennaio, Arcigay Il Cassero e ArciLesbica Bologna mettono in programma tre appuntamenti per ricordare lesbiche, gay e persone transessuali perseguitate dal nazifascismo.

Mercoledì 26 gennaio alle ore 21, al Cassero, verranno proiettati un documentario sul confino degli omosessuali e una slide roll con materiali tratti dalla graphic novel “In Italia sono tutti maschi” ( De Sanctis-Colaone, Bologna, Kappa Edizioni, 2008), entrambi a cura di Luca De Sanctis e Fabio Fiandrini.

Come ogni anno Arcigay Il Cassero e ArciLesbica Bologna parteciperanno, insieme alle altre associazioni della comunità lgbt cittadina, alla comunità ebraica e all’Anpi alla commemorazione presso il monumento dedicato alle vittime LGBT del nazifascismo, nei giardini di Villa Cassarini, di fronte a porta Saragozza. L’appuntamento è fissato per giovedì 27 gennaio alle 9.30. Sempre giovedì 27, ma alle ore 21, è prevista la conferenza di Luca Scarlini: “Aldo Mieli, pioniere del movimento di liberazione omosessuale nell’Italia fascista”, a cura di Sara De Giovanni e del Centro di Documentazione. Aldo Mieli (1879-1950) storico della scienza livornese di famiglia ebraica è stato in Italia il pioniere degli studi moderni sulla sessualità, rivelando in tempi assai precoci la propria omosessualità, per cui venne fatto oggetto di numerose discriminazioni.

Noto internazionalmente come storico della scienza, tutto il suo pensiero fu sotto il segno della differenza. Legato a Magnus Hirschfeld, resta soprattutto celebre per aver fondato la Rassegna di Studi Sessuali, in cui comparivano interventi di personalità rilevanti della scienza e della cultura.

Scrisse un saggio su L'amore omosessuale e descrisse in modo preciso e puntuale l'ambiente berlinese dopo la prima guerra mondiale nel suo saggio Viaggio in Germania. Spinto a lasciare l'Italia dal fascismo, che di fatto mutò in modo radicale gli orientamenti della sua rivista, fu prima in Francia e poi, in fuga dall'Europa come molti intellettuali ebrei, approdò in Argentina, dove si spense, dimenticato dai più, nel 1950.

Cuneo

La Scuola di Pace di Boves organizza in collaborazione con il C.P. Arcigay "Figli della Luna" di Cuneo l'esposizione della mostra: "Omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali". La mostra sarà visitabile dal 22 al 27 Gennaio compresi, sarà liberamente accessibile ogni pomeriggio dalle ore 16:30 alle ore 18:00, mentre al mattino è prevista l'apertura dalle 10 alle 12 nei soli giorni di Sabato e Domenica. Per inaugurare l'esposizione della mostra Omocausto a Boves i Figli della Luna assieme alla Scuola di Pace di Boves organizzano la proiezione del documentario "Paragraph 175" la sera di Venerdì 21 Gennaio alle 21:00, presso il Teatro Borelli di Boves Nel percorso espositivo i visitatori potranno approfondire le proprie conoscenze sulla storia della persecuzione nazifascista di omosessuali e lesbiche. A partire dalla quadro storico sul nazismo e dal tristemente famoso paragrafo 175 la mostra si sviluppa ripercorrendo l’approccio del fascismo all’omosessualità, fino ad arrivare alle discriminazioni dei regimi comunisti, per chiudersi infine con l’elenco dei paesi che, al momento della stampa, prevedono norme contro l’omosessualità.

Gorizia

In occasione della Giornata della Memoria il Circolo Arcobaleno Arcigay/Arcilesbica è coinvolto in un’iniziativa tematica presso il Comune di Turriaco, il 26 gennaio 2011 a partire dalle ore 18 (Sala Consiliare di Piazza Libertà) sul tema: L’Omocausto: lo sterminio degli omosessuali Presentazione della mostra nell’atrio del Municipio
Intervengono:
DAVIDE ZOTTI Presidente del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste
MARCO REGLIA, referente nazionale per la Memoria Storica Arcigay e Dottorando di
ricerca presso l’Università del Litorale di Capodistria
[Con la collaborazione del Consorzio Culturale del Monfalconese]

Mantova

Il Comitato Arcigay "La Salamandra" di Mantova propone, in occasione delle commemorazioni per la Giornata della Memoria due iniziative:

LUNEDI' 31 GENNAIO 2011:
"Il Presente della Memoria"
Presentazione del Rapporto Annuale dell'Osservatorio sulle Discriminazioni "Articolo3" (di cui Arcigay è una delle 4 associazioni fondatrici)
Interverranno:
LORENZO GUADAGNUCCI: Giornalista del Quotidiano Nazionale
MASSIMO LANZINI: Caporedattore del Giornale di Brescia
Massimiliano Monnanni - direttore UNAR
Info:
Inizio previsto ore 17
Sala Plenipotenziario - P.zza Sordello (MN)
Ingresso Libero

MARTEDI' 1 FEBBRAIO 2011:
Le rose di Jürgen
di Giacomo Fanfani
con Lorella Serni e Rafael Porras Montero
Spettacolo teatrale promosso da Arcigay "La Salamandra" in collaborazione con circolo ArciTom e Arci Provinciale Mantova:
Le rose di Jürgen tratta della diversità come elemento di esclusione. Jürgen, deportato gay nel campo di sterminio di Sachsenhausen, è la voce utilizzata come emblema di tutte le forme di emarginazione che, ancora oggi, persistono inverosimilmente.
Il linguaggio poetico e brutale del testo è l‘elemento su cui si punta per portare il dramma ad essere musica e rumore: più che di un teatro di denuncia si tratta di un teatro che vuole essere poesia mentre tratta tematiche drammatiche e crudeli. L‘abbattimento delle frontiere, dei pregiudizi, dei moralismi viene offerto senza proporre una soluzione ma suggerendo una urgente presa di coscienza e – soprattutto – di posizione, che oggi non può più permettersi di restare taciuta.
Info:
Inizio ore 21.15
c/o ArciTom
p.zza Tom Benetollo, 1
Borgochiesanuova (MN)
Ingresso libero con tessera Arcigay/Arci

Milano

l 27 gennaio è il Giorno della Memoria, giornata di commemorazione delle vittime del Nazionalsocialismo e del Fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Il C.I.G. Arcigay Milano Onlus vuole ricordare ebrei, lesbiche, testimoni di Geova, zingari, immigrati e tutti i diversi vittime delle barbarie e delle follie naziste. Vogliamo ricordare anche la storia dell’omocausto, cioè della persecuzione delle persone omosessuali, una storia spesso ingiustamente taciuta: la storia di tante persone che per anni sono state represse, torturate e uccise, perché si discostavano da una norma voluta da un regime.
A queste persone veniva appuntato un triangolo rosa, un simbolo che ancora resiste idealmente nella cultura e nella politica: ancora oggi, alle persone omosessuali, lesbiche e transessuali sono negati i diritti ed è di fatto impedita la piena cittadinanza.
Anche quest’anno prosegue la nostra campagna di sensibilizzazione in occasione della Giornata della Memoria, con la distribuzione di migliaia di triangoli rosa.
Inizieremo questa sera con lo spettacolo "Suoni in codice" durante la consueta cena sociale presso la nostra sede, per proseguire
con due presidi a Milano, tra Corso Buenos Aires e Porta Venezia, giovedì 27 e sabato 29 gennaio per tutto il pomeriggio.
Rivolgiamo un invito a tutte le persone che auspicano uno stato di diritto, laico e libero dalle ideologie portatrici d’odio, ad indossare ogni giorno e in modo visibile il triangolo rosa.
Insieme ai triangoli rosa sarà distribuita una piccola cartolina da tenere con sè che si conclude con questa frase:
“Indosso il triangolo rosa perché sono gay, sono lesbica, sono trans*, sono extracomunitario, sono meridionale, sono ebreo, sono cristiano, sono musulmano, sono hiv positivo, perché sono ciò che sono e sono contro ogni discriminazione. Sono un essere umano e pretendo di essere appieno cittadino italiano. E tu?”
Perché il ricordo non sbiadisca, per trasformare così un simbolo di odio in un’azione politica permanente. Per non dimenticare, per non arrendersi!

Palermo
Giovedì 27 alle 19.00 Arcigay Palermo ricorderà i gay, le lesbiche, i/le trans e tutti gli altri "diversi" vittime dell'olocausto. Al Blow Up, proieazione di "Bent", un film del 1997 con Clive Owen, Mick Jagger e Jude Law.

La trama di “Bent”
A Berlino nel 1934, Max (Clive Owen) frequenta i luoghi loschi della capitale del Reich e convive con Rudy (Brian Webber), un ballerino da cabaret. Il 29 giugno, dopo l'assassinio brutale di un SA con cui era appena diventato compagno — da parte delle SS — comincia una fuga tragica dove anche Rudy è ucciso e che lo porta a Dachau. Max, che porta la stella gialla degli Ebrei, incontra Horst che porta il triangolo rosa degli omosessuali. Insieme cercano di sopravvivere nel campo di concentramento. (Wikipedia)

Perugia

Il Comitato Provinciale Arcigay Omphalos e l'Associazione Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia organizzano una serie di iniziative in occasione della giornata della memoria.
Quest'anno si terrà una campagna di sensibilizzazione (vedi immagine) rivolta alla cittadinanza di Perugia.
A Perugia poi, presso la Sala Dei Notari si terrà una mostra con dei pannelli con foto e testi relativi all'omocausto.

Piacenza

A Piacenza è organizzata la proiezione del film documentario "Paragraph 175" con inizio alle 21 di giovedì 27.
La proiezione si terrà presso la sede del Cai alla Cavallerizza, nell'ambito della serata "Omocausto: l'omosessualità ai tempi del nazismo". Interverrà - nel dibattito con il pubblico - anche il presidente di Arcigay L'Atomo, Valeriano Scassa.

Ravenna
Arcigay Ravenna in occasione della gioanata della memoria ha organizzato la mostra Omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali che avrà luogo a Palazzo Rasponi, in via D'Azeglio, 2 - Ravenna, mercoledì 26 gennaio dalle ore 17:30. La mostra, a cura di Arcigay Frida Byron, rappresenta un breve percorso nella tragedia dimenticata degli omosessuali e vuole rendere omaggio alla memoria di quelle persone, alle loro sofferenze, alle loro vite spezzate. Per non dimenticare. Nessuno. La mostra sarà aperta dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18:30 fino a mercoledì 2 febbraio. Le commemorazioni proseguiranno il giorno seguente con l’incontro pubblico organizzato congiuntamente dal Coordinamento RavennaStudenti e Arcigay Frida Byron: GIORNATA DELLA MEMORIA di ieri e della coscienza di oggi - Giovedì 27 Gennaio ore 17:30 - Via Paolo Costa, 38 (casa RavennaStudenti)

Programma
17.30 - Shoah: origini e ripercussioni del dramma
Luca Dubbini - Ricercatore indipendente
18.30 - Porajimos e Aktion T4: l’eccidio degli zingari e dei disabili
Ilir Mato - Coordinamento Ravennastudenti
19.00 - Pausa
20.00 - Omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali
Roberto Cascioli - Arcigay Frida Byron
20.30 - proiezione di Paragraph 175
(documentario USA, 2000, 81’, Rob Epstein, Jeffrey Friedman)

Trieste

In occasione della cerimonia ufficiale della Giornata della Memoria prevista il 27 gennaio alle ore 11 alla Risiera di S. Sabba, una delegazione del Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste sara' presente per deporre una corona di fiori a ricordo delle vittime omosessuali perseguitate e sterminate dal regime fascista e nazista. La corona, a forma di triangolo rosa, vuole ricordare il simbolo con cui venivano ''marchiate'' le persone omosessuali internate nei campi di concentramento, la destinazione finale di un tragico percorso segnato dallo stigma e dalla discriminazione, teorizzato e voluto da regimi razzisti e violenti che progettavano l'eliminazione delle minoranze in nome della purificazione del ''corpo sano della nazione".

Trento

Il presidente di Arcigay Trentino, Stefano Cò, parteciperà il 27 gennaio dalle dalle 9 alle 10,30-11 alla conferenza organizzata dal Liceo Rosmini di Rovereto incentrata sull'omosessualità durante il nazi-fascismo e la discriminazione degli omosessuali nella storia moderna e contemporanea e, alle 20.30, presso la Sala Comunale di Bondo Breguzzo, nella Valle delle Giudicarie, ad una serata dedicata alla memoria.

Verona

Mercoledì 26 Gennaio in prossimità della Giornata Mondiale della Memoria, Proietteremo il film: OGNI COSA E' ILLUMINATA Con presentazione e dibattito: ore 21 Milk Verona LGBT Community Center
La barbarie nazifascista fu uno degli eventi più devastanti della storia umana, non solo torturò e massacrò milioni di persone nei lager, ma cancellò per sempre anche fisicamente interi luoghi d'Europa. Paesi e villaggi sopravissuti per secoli a pogrom, pestilenze e guerre di ogni genere, furono cancellati per sempre nel giro di pochi giorni. Secoli di cultura e tradizioni spariti nel nulla, con gli abitanti deportati e interi paesi, luoghi, villaggi, cancellati.
Trama: Il giovane Jonathan Safran Foer (Elijah Wood) è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine ucraina. Essendo un "collezionista di ricordi di famiglia", decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio di Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale (interpretato da Boris Leskin) e a suo nipote Alex (Eugene Hütz), suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca attraversando i bellissimi paesaggi ucraini "on the road" a bordo di una Trabant.
La ricerca di Jonathan Safran Foer si trasformerà poco a poco in una ricerca intima di tutti e tre: il primo alla ricerca delle origini della famiglia, il nonno alla ricerca del suo passato e il nipote alla ricerca delle proprie origini ucraine.
Il giovane rimane sconvolto nell'apprendere che anche la popolazione slava ucraina era responsabile delle persecuzioni, ancor prima che vi arrivassero i tedeschi.I tre, alla fine, arrivano al capolinea e Jonathan scopre, grazie ad un'anziana signora che conosceva suo nonno, che il villaggio che sta cercando non esiste più da quando i nazisti ne hanno sterminato gli abitanti. Tutto ciò che rimane del luogo è tenuto religiosamente a casa di questa donna, poiché abitava anche lei a Trachimbrod, e, come lui, ha conservato il ricordo di ogni abitante di Trachimbrod. Jonathan scopre quindi che suo nonno aveva avuto una famiglia precedente in Ucraina e che si era salvato andando in America per cercare del denaro per sua moglie Augustina ed il bambino che aspettava, ma quando tornò dal viaggio trovò tutti uccisi dai nazisti.Conclusa la sua ricerca, il giovane ritorna negli Stati Uniti con il suo bagaglio di nuove esperienze e con il dono dell'anziana donna di Trachimbrod: una scatola di ricordi chiamati "casomai".
Le serate inizieranno alle 21 con una breve presentazione del film, e al termine della proiezione, che inizierà alle 21.15, per chi lo desidererà, ci sarà spazio per un dibattito
MILK Verona Lgbt Community Center - Via Antonio Nichesola, 9 - VERONA (San Michele Extra)
fonte argigay Stefano Bolognini, Ufficio stampa Arcigay

Lgbt: iKen Avellino inaugura il primo sportello LGT con Luxuria e Gravano


Dopo tre anni dalla Candelora Day, i Ken concretizza il primo servizio LGT dell’irpinia con l’impegno di ragazzi e ragazze omosessuali irpine che apriranno un dialogo con il territorio per struttrare politiche di sostegno e sviluppo delle persone gay lebiche e transgender della provincia di Avellino.

L’iniziativa è il nostro concreto impegno al servizio non solo della comunità omosessuale e transgender, ma un servizio alle famiglie ed ai lavoratori e lavoratrici che subiscono Mobing o discriminazione a causa del proprio genere, orientamento sessuale o identità di genere.
fonte www.i-ken.org/blog

mercoledì 26 gennaio 2011

Lgbt Danza: Firenze il "Sogno" di Francesco Ventriglia al Teatro del Maggio Musicale, dal 27 al 30 Gennaio

Francesco Ventriglia, foto A. Giovampietro

Giovedì 27 gennaio 2011, ore 20.30, andrà in scena al Teatro Comunale di Firenze un balletto in 2 atti, ispirato alla più nota commedia di William Shakespeare

Sogno di una notte di mezza estate, (A Midsummer Night's Dream del 1595), per la coreografia del più giovane Direttore di Corpo di Ballo italiano, il celebre ballerino e coreografo Francesco Ventriglia (classe 1978).

Il rinnovato corpo di ballo di Maggio Danza schiera per l’occasione 43 danzatori, per alcuni di loro si tratta del debutto nella compagnia del Maggio Musicale Fiorentino, per altri un debutto come primi ballerini.

Un celebre brano di Felix Mendelssohn Bartholdy, ovvero la famosa ‘Marcia Nuziale’, è parte dell’opera 61, Ein Sommernachtstraum (titolo tedesco per il nostro Sogno di una notte di mezza estate).

Il pretesto che incastona tutte le intricate vicende dei personaggi è infatti quello delle nozze di Teseo, Duca di Atene, ed Ippolita, Regina delle Amazzoni.
Le musiche di scena sono dunque composte in parte dall’op. 61 e op. 21 di Mendelssohn, in parte attinte da The Fairy Queen di Henry Purcell, del 1692.

La trama è complicata ed avvincente, come una favola popolata da creature fantastiche: elfi, fate, amazzoni, personaggi mitologici; fra questi basti menzionare il folletto Puck, Oberon, re delle fate, Titania, regina delle fate, Lisandro e Demetrio innamorati di Ermia, e la bella Elena.

Se nel testo di Shakespeare la parola ‘sogno’ ricorre a scandire ogni vicenda, la dimensione onirica è quella che, a perfetto pendant della fonte, caratterizza le scene di Filippo Tonon, sulle quali si staglia la coreografia di Francesco Ventriglia.

Va segnalato il grande ritorno di Alessandro Riga come étoile ospite residente.

Ruoli ed interpreti principali:
Puck: Alessandro Riga 27, 28, 29 gennaio 2011;
Michelangelo Chelucci 29 (pom.), 30 (pom.)
Titania: Letizia Giuliani 27, 28, 29 gennaio 2011;
Gisela Carmona 29 (pom.), 30 (pom.)
Oberon: Zhani Lukaj 27, 28, 29 gennaio 2011;
Michele Satriano 29 (pom.), 30 (pom.)

“Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti
ci aveste in sogno, e come una visione
di fantasia la nostra apparizione.”
William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, Puck, atto V
fonte www.intoscana.it

Coreografia Francesco Ventriglia
Musica Felix Mendelssohn Bartholdy e Henry Purcell
Scene Filippo Tonon

MAGGIODANZA Direttore Francesco Ventriglia
Assistente coreografico Maria Pia Di Mauro
Maître de Ballet Giampiero Galeotti

Giovedì 27 gennaio, ore 20.30
Venerdì 28 gennaio, ore 20.30
Sabato 29 gennaio, ore15.30 e ore 20.30
Domenica 30 gennaio, ore 15.30

Info e Prenotazioni: Biglietteria del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
info 055 2779350, dal martedì al venerdì 10.00-16.30;

prevendita 055 28722, da martedì a venerdì 10.00 -16.30 / sabato 9.00-13.00;
Biglietteria Teatro Comunale, Corso Italia 16 - Firenze - fax: +39 055 287222;
Biglietteria on line, www.maggiofiorentino.com; tickets@maggiofiorentino.com

Lgbt Candelora day: incontri, letture e la «juta»


Ad Avellino Massimo Saveriano legge le «Favole non Dette» di Valdimir Luxuria,
a cura di «ka nisciun è chef»

NAPOLI La Rete per la Candelora ha illustrato gli appuntamenti in calendario e sono stati raccontati gli intenti che animano questa edizione del Candelora Day.

E proprio in quella sede si era ribadito lo spirito di accoglienza, accettazione e non belligeranza che porta gli attori del movimento al Santuario.

«Montevergine e L'irpina possono essere identificati come un volano di trasfomazione, ha dichirato Carlo Cremona alla conferenza stampa che si è tenuta a In Campus di Via Mezzocannone a Napoli.

Noi siamo sempre saliti da laici, perché a noi interessava la piazza, quella piazza in cui in anticipo rispetto al Pride Nazionale a Napoli si potesse essere se stessi alla luce del sole.

A Montevergine c'era un patto di non belligeranza che in passato era riferito solo ai femminielli, una figura che un tempo aveva questa rappresentazione bucolica di ibrido, e che perché unione di due sessi era in qualche modo asessuato, e quindi veniva accettato nelle case per aiutare le donne.

Quel femminiello oggi non esiste più ed ha lasciato il posto ad una questione più problematica che è quella dell'identità di genere, ovvero uomini e donne che riconoscono, e vogliono venga riconosciuto, il mancato allienamento tra identità di genere ed aspetto biologico».

I- KEN - Ci aspettiamo che come nel 1968 con Sylvia Rivera si aprì la questione lgbt, noi speriamo che da Montevergine si avvii il riconoscimento dei diritti delle eprsone gay lesbiche e trans».

A Carlo Cremona, presidente di i-ken a eco Loredana Rossi, presidentessa dell'Associaizone Trans Napoli che rinnova l'invito alla partecipazione a questa tradizione di fede con un desiderata: «Saliremo dalla madonna di Montevergine chiedendo una grazia, ovvero che ci vengano riconosciuti i nostri diritti».

LE ASSOCIAZIONI E IL PROGRAMMA Alla conferenza stampa erano presenti anche i rappresentanti delle altre associazioni della Rete per la Candelora, ovvero Rossofisso, Rouge, Zia Lidia Social Club e Famiglie Arcobaleno.

Il programma della Candelora 2011 prede il via domenica 30 gennaio alle 18.30 con il Trans bus in sosta davanti alla villa Comunale di Avellino che diventa un info point con aperitivo musicale per promuovere parità di diritti.

Martedì primo febbraio. Alle 19.00 presso Onsite Design in Via Brigata 41-43 ad Avellino Massimo Saveriano legge le Favole non Dette di Valdimir Luxuria, sarà presente l'autrice.
L'aperitivo è a cura di "ka nisciun è chef".

Mercoledì 2 febbraio di mattina l'appuntamento alle 9.30 alla funicolare di Mercogliano (Av) per la tradizonale juta al Santuario di Montervegine.

Alle 18.00 al Circolo della Stampa di Avellino in Corso Vittorio Emanuele verrà proiettato il documentario "Femminielli"di Michele Buono, seguirà il dibattito con Porpora Marcasciano presidentessa del Mit di Bologna, Loredana Rossi di Atn
e Monica Ceccarelli autrice del libro Mamma Schioavona- La madonna di Montevergine e la Candelora.
La religiosità e devozione popolare di persone omosessuali e transessuali".

Il 5 febbraio alle 23 "Closing Party" al Rancho del Tio di Monteforte Irpino in via Taverna Campanile. Absolutely Queer Night con Muccassassina open by Vinyl Giampy Dj.
fonte corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Lgbt social network: Rapporti di coppia, attenzione a Facebook se state divorziando


Il vostro rapporto di coppia è giunto al capolinea e state per separarvi o intentare una causa di divorzio? Allora state alla larga da Facebook e tutte le tentazioni della rete.

Il web, e soprattutto il mondo dei social networks, costituiscono infatti non solo un gran mare invitante in cui andare a pescare possibili nuovi amori, ma soprattutto un tracciato evidente e impugnabile di tutti i vostri veri, presunti o virtuali tradimenti.

Nelle aule dei tribunali, sempre più spesso si assiste all’utilizzo di Facebook come “terza parte” nelle cause di separazione tra coniugi.

A tal proposito sentite come commenta l’entrata in campo dei social networks in qualità di terzo incomodo tra marito e moglie, l’avvocato americano Emma Patel, della Hart Scales & Hodges Sollicitors: “… Facebook è da biasimare per il numero crescente di rotture coniugali che ha causato.

La sua vasta popolarità, unita al fascino di sito come “Second Life”, “Illicit Encounters” e “Friends Reunited”, rappresentano una tentazione per le coppie, che vengono spinte a tradirsi reciprocamente.

Molti coniugi sospettosi hanno usato questi siti per spiarsi l’un l’altro e per trovare le prove di flirt o relazioni extra coniugali che hanno poi portato alla rottura, come messaggi sulla bacheca di Facebook giudicati inappropriati o chat tenute nascoste”.

Tanto per farvi un’idea del peso che il più frequentato social network del globo ha raggiunto nelle cause di divorzio in America, vi basti qualche dato.

Nel luglio scorso l’American Academy of Matrimonial Lawyer ha promosso una indagine statistica dalla quale è emerso che addirittura l’81% delle coppie in via di separazione vi è giunta proprio a causa di Internet, mentre una ricerca britannica risalente al 2009 (quindi, verosimilmente ormai superata alla grande), evidenziava come 1/5 dei divorzi dipendesse da Facebook.

Tuttavia, non mancano le voci contrarie, che criticano questa demonizzazione dei social network in quanto sintomo e non causa di divisione tra innamorati:

“E’ una vera sciocchezza dire che Facebook rovini le relazioni amorose, chi parla è un portavoce del social network, per cui la sua posizione è ovviamente di parte, anche se, a mio avviso, condivisibile, perchè sarebbe come dare la colpa al vostro telefonino o alle mail“.

Come sempre, in questi casi, la verità sta nel mezzo.
Ovvero, dato che sappiamo bene che l’occasione fa l’uomo ladro, evitare le tentazioni sarebbe, quantomeno, un atto di buon senso, se si vuole davvero salvare la propria relazione.

E comunque, in ogni caso, quando tra due persone c’è l’amore, difficilmente viene voglia di andare a cercare distrazioni altrove, fossero anche “virtuali“. Voi, che ne pensate?
fonte pourfemme.it

Lgbt sport Brasile: arbitro trans non si sente discriminato


Arriva dal Brasile, la storia di Valerio Fernandes Gama, 32 anni, che da dieci anni è arbitro nei campionati regionali del suo stato.

La trans che, di notte, frequenta locali come addetta all’animazione, non si sente affatto discriminata dall’ambiente calcistico

Sono l’unico omosessuale tra gli arbitri dello stato di Cearà.
Nessuno mi ha mai detto niente, tutti mi rispettano, nel mondo del calcio brasiliano non mi sono mai sentito discriminato.

Il mio nome di donna è Laleska, ma lo uso solo di notte, quando vado a ballare nella mia città, Beberibe.

Ricordo che, in una partita, i giocatori della squadra del Ferroviario mi hanno riconosciuto: ho raccontato che di notte ero una donna, e loro hanno subito ammesso che dovevo avere molto coraggio per arbitrare partite a livello professionistico, fatto per il quale mi hanno fatto i complimenti.
Fonte gayprider.com, via Il Corriere dello Sport

lunedì 24 gennaio 2011

Lgbt sport: omosessualità nel calcio, tabù per gli uomini nessun problema per le calciatrici

la calciatrice Nadine Angerer

Le recenti dichiarazioni sulla propria sessualità di due giocatrice tedesche mostrano il differente atteggiamento dello sport femminile

La prossima estate in Germania si svolgeranno i campionati mondiali di calcio femminile.
La manifestazione della Fifa sta attraendo grande curiosità da parte della stampa teutonica, anche perché la squadra tedesca ha vinto le ultime due edizioni e cerca uno storico tris in casa.
fonte mosinforma.org

In questo contesto, come nota la Sueddeutsce Zeitung, si inseriscono i recenti coming out di due giocatrici della Nationalmannschaft che giocano in porta.

La titolare Nadine Angerer (foto), bicampione del mondo, ha dichiarato la propria bisessualità, mentre la sua sostituta Ursula Holl ha rivelato di essere lesbica, in contemporanea all’annuncio del suo matrimonio.

RIVELAZIONI SENZA CLAMORE Nel calcio femminile l’omosessualità viene accettata senza alcun problema come è giusto che sia, mentre nel calcio è ancora un tabù, e l’appello di Mario Gomez, punta del Bayern Monaco, è rimasto totalmente inascoltato.

Un pregiudizio purtroppo ancora duro da battere, quello del mondo del calcio verso i gay.

Nadine Angerer ha dichiarato allo Zeit Magazin di essere da tempo bisessuale, e di non aver alcun timore ad affrontare l’argomento in pubblico.
La sua collega portiere, Ursula Holl, ha deciso di dichiarare il proprio orientamento sessuale dopo essersi sposata.

Alla Bild Zeitung la ventottenne ha rimarcato come se non si fosse sposata la sua omosessualità sarebbe rimasta una cosa privata,ma la decisione di contrarre matrimonio ha portato anche una esplicita ammissione in pubblico.

La Holl rimarca di non aver alcun problema sul fatto che il proprio orientamento sessuale sia conosciuto dal mondo esterno, anzi in vista dei mondiali ha preferito chiudere alla porta a stupide speculazioni o gossip senza senso.

La reazione dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori ha dimostrato come l’omosessualità sia assolutamente accettata nel mondo del calcio al femminile, cosa che non si può certo affermare per la controparte maschile.

DONNE AVANTI ANNI LUCE L’allenatrice della Germania Silvia Neid ha apprezzato la decisione delle sue giocatrici, una scelta che conferma la sconfitta dei pregiudizi in materia di orientamento sessuale.

Ursula Holl però non consiglierebbe un coming out ad un calciatore gay, perché tra gli uomini il tema è ancora tabù. “ I tifosi allo stadio possono essere terribili, certe offese potrebbero far male alle persone”.

Una valutazione condivisa dalla sua allenatrice, che teme le reazioni degli appassionati, che potrebbero essere molto cattive.

Un atteggiamento che ha trovato conferma nella mancata reazione alle parole di Mario Gomez.
Il centravanti della nazionale e del Bayern Monaco aveva invitato i suoi colleghi gay a dichiarare la propria omosessualità per cercare di superare i pregiudizi ancora presenti nel calcio.

Nessuno però ha risposto al suo appello, e la Holl ritiene ancora problematico affrontare con sincerità questo tema nel mondo del football maschile.

Anche Siegfried Dietric, manager dell’1. FFC Frankfurt, la squadra di maggior successo del calcio femminile tedesco degli ultimi anni, condivide le valutazioni della Holl, e auspica che nei prossimi anni anche il mondo del football maschile si adegui all’atteggiamento che già si riscontra tra le donne.
fonte mosinforma.org

Cinema: "Femmine contro maschi" primo trailer della commedia di Fausto Brizzi


Il 4 febbraio 2011 uscirà Femmine contro maschi, il “seguito” di Maschi contro Femmine, visto nel 2010. Anche questo film è diretto da Fausto Brizzi (da noi intervistato pochi mesi fa) e sarà interpretato da Serena Autieri, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Luciana Littizzetto, Ficarra, Picone, Lorenzo Cesari, Wilma De Angelis, Emilio Solfrizzi, Francesca Inaudi.
Vediamo insieme la trama ufficiale:

In ‘Femmine contro Maschi’ si intrecciano tre storie dedicate ai buffi difetti delle donne, intorno al tema generale della disperata ricerca dell’uomo ideale. Qui si ritrovano tutti i personaggi di ‘Maschi contro femmine’, insieme ad alcuni, importanti, nuovi acquisti.

Nella prima, l’androloga Anna (Luciana Littizzetto) e il benzinaio Piero (Emilio Solfrizzi) sono alle prese con il noioso tran-tran di un matrimonio ventennale. Lei colta e affettuosa, lui ignorante e traditore.

Quando un provvidenziale incidente fa perdere a Piero la memoria, Anna lo riformatta, cercando di trasformarlo nell’uomo perfetto.

Piero diventa così un maggiordomo-amante-cuoco, insomma, il marito che lei aveva sempre sognato. Ma un giorno… Nella seconda storia, il bidello Rocco e l’impiegato Michele (Ficarra e Picone) suonano in una cover band dei Beatles.

Rocco è osteggiato dalla compagna (Francesca Inaudi), maestra nella stessa scuola, mentre Michele, grazie ad una sapiente bugia, riesce a tenere all’oscuro sua moglie (Serena Autieri), una donna manager che crede che abbia smesso con la musica.

Quando Rocco, dopo l’ennesimo litigio in famiglia, viene ospitato da Michele, la bugia rischia di essere svelata.

Il tutto mentre la moglie di Michele aspetta un bambino e i due amici si stanno preparando per una importante gara di cover band che sognano di vincere…

Nella terza storia, il chirurgo plastico Marcello (Claudio Bisio) e l’impiegata Paola (Nancy Brilli) sono una coppia divorziata da anni.

I due fingono di essere una famiglia felice solo quando vanno a trovare la mamma di lui (Wilma De Angelis) ottantenne e malata di cuore.

Quando un cardiologo diagnostica pochi giorni di vita alla nonna, quest’ultima chiede di poterli passare con la sua famiglia a casa loro.

I due divorziati si ritrovano a vivere forzatamente insieme e a recitare la parte 24 ore su 24. Mentre la presenza della nonna si fa sempre più invadente, il figlio più piccolo Lorenzo (Edoardo Cesari), si innamora di una sua compagna di quinta elementare e sceglie proprio un bidello (Ficarra) come suo ispirato mentore in amore!
fonte cineblog.it