giovedì 30 aprile 2015

Lgbt: A Firenze "Magnificent" mostra digitale alla Sala d’Arme con la voce narrante di Andrea Bocelli

Dal 1 maggio 2015 sarà aperta "Magnificent", mostra digitale alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, curata da Felice Limosani e con la voce narrante di Andrea Bocelli.

Fino al 31 ottobre 2015 ci sarà un motivo in più per visitare Firenze e le sue sorprendenti bellezze. Palazzo Vecchio, che da sette secoli racchiude la storia della città, oggi aggiunge un nuovo tassello a questo racconto, ospitando nella Sala d'Arme "Magnificent" opera digitale creata da Felice Limosani e narrata dal Maestro Andrea Bocelli.

Magnificent, l'incredibile storia della bellezza che ha rivoluzionato il mondo non è un film, né documentario o una mostra. È un’esperienza visiva e sonora vicina ai nuovi linguaggi espressivi a metà tra l'animazione d'autore e la video-installazione artistica.

Un progetto rivolto a tutti, pensato per essere fruito da un pubblico di ogni età. Magnificent è aperta ogni giorno dal lunedì alla domenica con orario 9-19 (ultimo spettacolo ore 18,30); il giovedì 9-14 (ultimo spettacolo ore 13,30). Saranno alternate, ogni 30 minuti, proiezioni in lingua italiana e in lingua inglese.

Lun-Dom 9-19; Gio 9-14 Versione Italianaore 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18
Acquista il biglietto presso la biglietteria del Museo di Palazzo Vecchio.
Costo 8€ (ridotto 5€; gratuito con Firenze Card).
"Magnificent", mostra digitale a Palazzo Vecchio 1 maggio - 31 ottobre 2015
Mon-Sun 9am-7pm; Thu 9am-2pm

​English Version h. 9.30am, 10.30am, 11.30am, 12.30am, 1.30pm, 2.30pm, 3.30pm, 4.30pm, 5.30pm,
6.30pm English version Purchase your ticket at the Ticket Office of the Palazzo Vecchio Museum.
Price 8€ (reduced price 5€; free with Firenze Card)

Convenzione Trenitalia: i possessori di Cartafreccia o di biglietto ferroviario delle Frecce
(Frecciarossa, Frecciargento, Freccia bianca) con destinazione Firenze hanno diritto al biglietto ridotto.
Per ulteriori informazioni: http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/
fonte http://www.firenzetoday.it/

mercoledì 29 aprile 2015

Lgbt: Al via oggi il 30° TGLFF a Torino madrina dell'evento Carolina Crescentini ospite musicale Irene Grandi

Il TGLFF – Torino Gay & Lesbian Film Festival inaugurerà la propria 30a edizione mercoledì 29 aprile, alle ore 21, nella Multisala Cinema Massimo.
Sul palco, insieme al direttore Giovanni Minerba, ci sarà anche l’attrice Carolina Crescentini, in veste di madrina.
La serata proseguirà con l’esibizione di Irene Grandi, ospite musicale d’eccezione per il trentennale del TGLFF, e si concluderà con la proiezione di 54: The Director’s Cut, diretto da Mark Christopher, che sarà presente in sala e risponderà alle domande del pubblico al termine della proiezione.

Presentato in anteprima al Festival di Berlino, 54: The Director’s Cut è una riedizione della pellicola realizzata dal regista nel 1998 con il titolo di Studio 54. In quell’occasione, la Miramax, che aveva prodotto il film, obbligò Mark Christopher a tagliare circa 36’ di girato e a rimontare la pellicola, edulcorando la bisessualità del protagonista. Di recente, invece, è arrivato il via libera per ripristinare la versione originale del film, a distanza di 17 anni dalla prima uscita. In contemporanea, saranno proiettati Happy End?! di Petra Clever, e Onthakan (The Blue Hour) di Anucha Boonyawatana, quest’ultimo in gara per il Premio Queer.

Giunto alla 30a edizione, il TGLFF si chiuderà il 4 maggio e propone quest’anno 115 titoli. 30 lungometraggi, che concorreranno per il Premio del pubblico, di cui 9 per il Concorso lungometraggi (premio “Ottavio Mai”) e 7 per il Premio Queer. 23 titoli nel Concorso cortometraggi.
Tra gli extra, oltre ai film di apertura e di chiusura, ci saranno gli omaggi ad Amos Guttman e a Max Croci, la sezione dedicata ai film di animazione scelti da Massimo Fenati, i film per Torino incontra Berlino, Torino capitale europea dello sport 2015 e una selezione di circa 20 film italiani.

FulboyIl Torino Gay & Lesbian Film Festival si svolge con il patrocinio del Mibac – Direzione generale per il Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino e dal 2005 è amministrato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.

I numeri del TGLFF rendono immediatamente comprensibile perché il festival sia oggi una delle principali rassegne cinematografiche del mondo a tematica GLBT: 30 edizioni, 115 titoli in programma di cui 49 anteprime italiane, 5 anteprime europee, 3 anteprime internazionali e ben 9 anteprime mondiali. Circa 30 i Paesi di provenienza delle pellicole: dagli Usa alla Francia, dal Messico alle Filippine, dal Senegal al Sudafrica.

4 saranno invece i premi: il Premio Ottavio Mai, individuato da una giuria d’eccezione composta dall’attore Lorenzo Balducci, da Yair Hochner, direttore del Tel Aviv LGBT International Film Festival, e dalla mecenate Beatrice Merz, presidente del Premio internazionale Mario Merz; il Premio del Pubblico, assegnato a uno dei 30 lungometraggi in concorso; il Premio Queer e il Premio al miglior Cortometraggio, con due giurie – entrambe guidate da un “tutor” – composte da studenti del Dams dell’Università di Torino e dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
La giovane giuria del Premio Queer sarà guidata dal regista Sebastiano Riso mentre Antony Hickling, regista e attore anglo-francese, coordinerà invece i giurati del Premio al miglior Cortometraggio.
fonte: http://www.terzapagina.it/2015/04/tglff-2015/

Lgbt: Il caso di Alessandra & Alessandra: il sì dei giudici alle "nozze trans"

I giudici: "Il matrimonio è valido anche dopo il cambio di sesso". Ma solo finché ci sarà una legge sulle unioni omosessuali
Rimane valido a tutti gli effetti il matrimonio di una coppia eterosessuale anche nel caso in cui uno dei due coniugi cambi la sua identità sessuale.

A stabilirlo è stata la Cassazione, ma solo in attesa che il parlamento legiferi sulle unioni omosessuali. Il verdetto, tuttavia, non determina "l'estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive".
La vicenda è quella di una coppia emiliana - Alessandro B. e Alessandra T. -, sposata con nozze concordatarie, nei confronti della quale su reclamo del Viminale era stata dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio in seguito alla "domanda di rettificazione e attribuzione di sesso femminile" avanzata dal marito al quale il "prenome" era stato modificato in Alessandra.
La coppia si è battuta contro il "divorzio imposto", andando anche alla Consulta, la Cassazione le ha dato la massima tutela. Nel 2014 la Consulta aveva già dichiarato l'illegittimità del divorzio "forzato" in casi come questo.

Per gli ermellini non è stata solo un "monito" ma una decisione "autoapplicativa e non meramente dichiarativa". Pertanto l’adeguamento alle indicazioni della Consulta "non può che comportare la rimozione degli effetti della caducazione automatica del vincolo matrimoniale sul regime giuridico di protezione dell’unione, fino a che il legislatore non intervenga a riempire il vuoto normativo, ritenuto costituzionalmente intollerabile, costituito dalla mancanza di un modello di relazione tra persone dello stesso sesso all’interno del quale far confluire le unioni matrimoniali contratte originariamente da persone di sesso diverso e divenute, mediante la rettificazione del sesso di uno dei componenti, del medesimo sesso".

Secondo la Cassazione, quindi, "tale opzione ermeneutica è costituzionalmente obbligata e non determina l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive, svolgendo esclusivamente la funzione temporalmente definita, e non eludibile, di non creare quella condizione di massima indeterminatezza stigmatizzata dalla Corte Costituzionale in relazione ad un nucleo affettivo e familiare che, avendo goduto legittimamente dello statuto matrimoniale, si trova invece in una condizione di assenza radicale di tutela".

Così la Suprema corte ha ritenuto "necessario" accogliere il ricorso delle due "Alessandre" e "conservare" loro "il riconoscimento dei diritti e doveri conseguenti al vincolo matrimoniale legittimamente contratto fino a quando il legislatore non consenta ad esse di mantenere invita il rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che ne tuteli adeguatamente diritti ed obblighi".
fonte: di Sergio Rame http://www.ilgiornale.it/

Lgbt: Ecco Andreja Pejic, la prima modella transessuale in copertina di Vogue

“La società non ti dice che puoi essere trans. Ho pensato di essere gay, ma non andava bene… Ho pensato – Beh, magari il pensiero di vivere come una donna era solo una cosa su cui stavo fantasticando – Ho pensato prova ad essere un ragazzo e ad essere normale”.

Queste sono le parole di Andreja Pejic, modella serba ventitreenne, la prima modella transgender a posare per la rivista di moda Vogue. Nonostante le sia stato più volte sconsigliato, Andreja si è sottoposta all’intervento chirurgico che l’ha resa definitivamente donna l’anno scorso.

“Mi dicevano di non farlo, che di belle ragazze in giro ce ne sono tante e in questo modo avrei perso quel che c’era di speciale in me”. Ma i consigli sono serviti a poco.
Presto potrete vederla immortalata da Patrick Demarchelier su Vogue, nel numero di maggio che uscirà negli USA.
fonte http://www.darlin.it/

giovedì 23 aprile 2015

Lgbt: Al Teatro della Cometa in Roma va in scena "Nessuno Muore" Testo e regia Luca De Bei dal 5 al 24 maggio

NESSUNO MUORE
Testo e regia Luca De Bei
con Andreapietro Anselmi, Maria Vittoria Argenti, Chiara Augenti, Michele Balducci, Federica Bern, Giulio Forges Davanzati, Alessandro Marverti, Arianna Mattioli.

Sarà in scena al Teatro della Cometa dal 5 al 24 maggio 2015 NESSUNO MUORE, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Luca De Bei (Premio Le Maschere 2011 "Miglior Autore di Novità Italiana" per Le Mattine 10 alle 4). In scena: Andreapietro Anselmi, Maria Vittoria Argenti, Chiara Augenti, Michele Balducci, Federica Bern, Giulio Forges Davanzati, Alessandro Marverti, Arianna Mattioli.

Nessuno Muore racconta le storie di otto personaggi che si incrociano sul palcoscenico, componendosi e ricomponendosi sempre in scene a due, così che lo spettatore comprende i legami che li uniscono, e le dinamiche tra di loro man mano che procede lo spettacolo. Si arriva così a comporre un puzzle, uno spaccato di vita contemporanea basato su rapporti burrascosi, alienati, in conflitto aperto o sotterraneo, ma in situazioni in cui alberga anche ironia, dissacrazione, leggerezza. Sono rappresentati così i nostri tempi, futili e impegnativi al tempo stesso, i disagi del vivere, di relazionarsi, di capire quale sia lo scopo di questa esistenza così frenetica ma spesso così priva di significati. Su tutto, un occhio impietoso, ma anche benevolo: quello di un drammaturgo che non intende giudicare nessuno; ma che vuole dar vita ai suoi personaggi nella certezza che abbiano sempre e comunque il diritto di esistere e di raccontare se stessi.

La difficoltà delle coppie ovvero: le violenze dei mariti, le vendette delle mogli, gli abbandoni, i cani indesiderati lasciati dagli ex. Le soap opera ovvero: le raccomandazioni, la censura, i diktat produttivi. Il disagio del vivere ovvero: le violenze in famiglia, le lotte per realizzare sogni e passioni, l’essere stuprati di notte in un parco, il sentirsi alieni e anzi rapiti dagli extraterrestri. Tutto questo e molto altro nelle vite di otto personaggi. Ma tranquilli: alla fine nessuno muore.

Personaggi e interpreti:
Marco, un ragazzo in contatto con gli alieni: MICHELE BALDUCCI.
Lidia, fidanzata di Marco, lavora in un supermercato: MARIA VITTORIA ARGENTI.
Francesca, si fa chiamare Jean, una ragazza con problemi di droga, sorella di Lidia: CHIARA AUGENTI.
Sandro, un uomo violento che si sta separando dalla moglie: ANDREAPIETRO ANSELMI.
Federico sceneggiatore dialogista di soap opera, che sogna di fare il cinema: ALESSANDRO MARVERTI.
Guido, poliziotto, amante di Federico ed ex amante di Francesca: GIULIO FORGES DAVANZATI.
Teresa, psicologa, ex moglie di Sandro: FEDERICA BERN.
Claudia, sceneggiatrice di soap opera e sorella di Marco: ARIANNA MATTIOLI.

Note di Regia
“Nessuno muore nasce come una sfida. In questo momento di crisi generale in cui si chiede agli autori teatrali di scrivere storie con un massimo di due o tre personaggi, storie semplici, accattivanti e scacciapensieri - collocate magari in un unico ambiente - io ho deciso di scrivere un testo con otto personaggi che incrociano le loro vite e i loro destini in un microcosmo variopinto. Un testo che affronti, anche con ironia, argomenti come la censura, la libertà, la violenza, la diversità, la solidarietà, la malattia, l’alienazione, la speranza, la solitudine, il degrado di una società che non sembra più in grado di offrire possibilità agli individui che la compongono. E la sfida risiede soprattutto nel tentativo di creare uno spettacolo che appassioni e diverta il pubblico, fornendo però anche spunti di riflessione sui tempi che viviamo. Tutto ciò sulla scia di un altro mio spettacolo presentato tre anni fa alla Cometa: “Le mattine dieci alle quattro”. Quella esperienza gratificante mi ha confermato che la strada giusta per raggiungere il cuore degli spettatori è quella di affrontare temi importanti e urgenti puntando sulla Verità e cercando di suscitare emozioni”.
Luca De Bei

Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo : dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00 - giovedì 14 ore 17.00
Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Ufficio Stampa Compagnia
“Maya Amenduni Comunicazione”
mayaamenduni@gmail.com
fonte https://m.facebook.com/events/982641071746540?acontext={%22ref%22%3A3}&aref=3

Lgbt Radio: Francesca Vecchioni e Alessandra Nicita ospiti di "Oltre le Differenze" Venerdì 24 aprile alle 21

Venerdì 24 aprile alle 21 torna il format sul mondo LGBT di Antenna Radio Esse Francesca Vecchioni e il suo primo libro nel quale si racconta torna ospite di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico di informazione sul mondo LGBT, nella puntata di venerdì 24 aprile in onda alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) e in replica sabato 25 dalle ore 15 circa.

Ospite speciale della puntata Francesca Vecchioni, figlia del celebre cantante, che ha deciso di raccontarsi e testimoniare la sua vita di figlia, di donna e anche di madre omosessuale in un libro: "T'innamorerai senza pensare" edito da Mondadori, un inno alla felicità e a scegliere di vivere essendo se stessi senza compromessi.
Ospite della puntata anche la scrittrice, musicista e psicoterapeuta Alessandra Nicita, autrice di un libro di poesie che racconta la storia d'amore tra due donne, un amore non convenzionale che sfida i pregiudizi, il tutolo è “Arrivò l'amore e non fu colpa mia” edito da Besa.
Non mancheranno in apertura le news dal mondo LGBT, con approfondimenti e notizie invece da "Passare Oltre" e in chiusura la rubrica Rainbow Life Style con i consigli su libri, film e appuntamenti a tema da non perdere. Sul blog www.oltreledifferenze.wordpress.com è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda, mentre per interagire con la redazione del programma e restare sempre informati è attiva la pagina fan su Facebook “Oltre le Differenze”.
fonte Comunicato stampa Oltre le Differenze & Antenna Radio Esse

lunedì 20 aprile 2015

Lgbt: "Italian Glamour" 60 anni di moda italiana in un libro

Il glamour è italiano: un nuovo volume di due collezionisti di abiti - Enrico Quinto e Paolo Tinarelli - fa il punto su 60 anni di creatività nazionale. Articolo scritto da Antonio Mancinelli

Collezionare abiti significa mettere insieme il tempo e i tempi. Se da un lato è perfino ovvio che, stagione dopo stagione, la moda modella e si fa modellare dallo Zeitgeist, dall'altro lato la dimensione temporale - che soprattutto nell'haute couture è un dato fondamentale - del "quanto ci si mette", diventa valore inestimabile di fronte alla vorticosa rapidità con cui il sistema-moda oggi sforna prodotti su prodotti a ritmi sempre più insensati (e no, purtroppo non ci riferiamo solo alle catene di fast-fashion).

Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, un po' per hobby un po' per gioco e molto per passione, nel corso degli anni hanno costituito uno dei più importanti archivi privati di creazioni italiane: tutto ha avuto inizio quando i due hanno inventato a Roma il mercatino del Borghetto Flaminio, primo spazio capitolino che dava la possibilità ai privati di disfarsi di quanto era superato, superfluo e inutile nelle loro cantine e nei loro armadi. Ora ne rendono visibile la sezione più importante nel libro Italian Glamour - L'essenza della moda italiana dal dopoguerra al XXI secolo (Skira).

Un volume ricco di immagini e di contributi di penne d'eccezione, da Adriana Mulassano a Bonizza Giordani Aragno, da Maria Luisa Frisa a Beppe Modenese, che esplica una doppia funzione: una più "superficiale", ma non per questo meno importante, di coffee table book bello da vedere e interessante da leggere e un'altra più "profonda", che permette di riflettere sul dato di un'identità nazionale rispetto a un'attività espressiva, quella del disegnare e fare vestiti, che nel corso di oltre cinque decenni assume caratteri sempre più specifici e "italiani" proprio mentre diventa più internazionale e globale.

Per una volta, la scansione cronologica - di solito sempre noiosa e prevedibile - è l'unica direttrice lungo la quale si può muovere un'idea, si può coagulare un pensiero: ovvero che il Made in Italy non è soltanto l'espressione di alcuni creativi illuminati dalla luce demiurgica dell'estro, ma è una procedura estetica che ha antenati aristocratici, protagonisti fuori dagli schemi, grandissimi outsider e ancor più grandi "facitori del gusto" in un viaggio ideale che porta dalle Sorelle Fontana a Miuccia Prada passando per Giorgio Armani, Valentino, Versace, Ferré, Krizia e un artista che dà forma allo spazio in sculture tessili intorno al corpo: Roberto Capucci.
Sono solo alcune delle figure che hanno dato vitalità e forza alla moda italiana, ma soprattutto le hanno dato un senso sotteso a tutti i capi fotografati in Italian Glamour: la vocazione irrinunciabile alla modernità, la volontà di misurarsi con il contemporaneo senza quasi mai indulgere in ripescaggi o nostalgie.

Una ricchezza di cui, naturalmente, oggi finiamo per - quasi volutamente - perdere la memoria, quasi come se per una strana e bizzarra maledizione il nostro fashion-system sia andato a un corso di autorinnegamento. Un grazie a Quinto e a Tinelli per costringerci ad aprire gli occhi su quel passato in cui immaginavamo il mondo con gli occhi del futuro. E un monito a tutti gli stilisti italiani a tenere duro affinché non perdano la priorità acquisita.
fonte: http://www.marieclaire.it/Moda/Il-blog-di-Antonio-Mancinelli/italian-glamour-libro-moda-skira

Lgbt USA: Barack Obama vuole porre fine ai trattamenti per correggere l'orientamento sessuale di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali

Il presidente Barack Obama ha condannato l’utilizzo di terapie psichiatriche volte a correggere l’orientamento sessuale di gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer.

Obama ha rilasciato questa dichiarazione in seguito a una petizione online dello scorso gennaio, pubblicata con lo scopo di porre fine all’utilizzo delle terapie di conversione sessuale.

L’iniziativa, che ha raccolto 120mila firme in soli tre mesi, è stata diffusa in seguito alla morte di Leelah Alcorn, transgender suicidatasi lo scorso dicembre dopo che i genitori cristiani conservatori si erano rifiutati di riconoscere la sua sessualità.

“Condividiamo i vostri timori riguardo gli effetti potenzialmente devastanti di queste terapie sulle vite dei transgender nonché su quelle dei gay e delle lesbiche”, ha commentato Valerie Jarrett della Casa Bianca, riferendosi al contenuto della petizione

"Visto l’impegno dell'amministrazione Obama nella protezione dei giovani statunitensi, è nostra intenzione sostenere gli sforzi necessari per evitare l’uso delle terapie di conversione dei minori”, ha aggiunto Valerie Jarrett.

Alcuni stati federali americani, tra cui la California e il New Jersey, hanno già sospeso queste pratiche. Altri invece, come l’Oklahoma, di stampo più conservatore, stanno adottando provvedimenti legislativi a tutela delle terapie di conversione sessuale, con l’intento di scongiurare eventuali azioni legali.

La Casa Bianca ha tuttavia chiarito che le terapie psichiatriche volte a correggere l'orientamento sessuale non verranno bandite con una legge applicabile a livello federale, ma verranno piuttosto modificate le singole legislazioni previste per ogni singolo stato americano.
fonte: http://www.thepostinternazionale.it

Lgbt: Al via la campagna di comunicazione della Gay Help Line 2015. Quest'anno punta alla felicità

Parte la campagna di comunicazione 2015 della Gay Help Line 800.713.713, la linea verde antiomofobia nata per volontà del Comune di Roma che ormai ha un respiro nazionale e che con i suoi circa 20mila contatti l´anno da tutta Italia ed ormai quasi 200 mila contatti dall´inizio del servizio nel 2006 rappresenta un vero osservatorio del mondo di gay, lesbiche e trans in Italia.

Qui il Link dello spot: https://youtu.be/sm9sY7RVw9Q

"Siamo partiti nove anni fa, e oggi siamo il contact center più sviluppato a livello nazionale per gestire casi di discriminazioni,di violenze, di bullismo, ma anche per rappresentare un centro di ascolto per chi è in difficoltà o ha bisogno di aiuto per vivere liberamente con sé stesso, con gli amici o con la propria famiglia la sua omosessualità. Sul territorio di Roma e del Lazio siamo attivi con il servizio di consulenza psicologica, legale e di counselling, ma anche con iniziative svolte negli anni in oltre 70 scuole o direttamente con le famiglie o i luoghi di lavoro delle persone discriminate, per cambiare dall´interno il clima ostile in cui lesbiche, gay e trans spesso vivono.

Nella campagna di comunicazione di quest´anno abbiamo voluto puntare sul concetto di "felicità" - dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, l´associazione a cui fa capo il servizio d´ascolto - perché è importante soprattutto verso i giovani capovolgere i messaggi di paura e violenza verso l´ambizione a essere felicemente sé stessi. Solo facendo passare il concetto che la felicità è un diritto, come lo è essere gay, possiamo riuscire a sconfiggere l´omofobia".

Slogan della campagna è infatti "Sei gay, lesbica, trans. La felicità è un tuo diritto. Chiama Gay Help Line, 800.713.713 . Siamo pronti ad ascoltarti".

La campagna ha il sostegno dalla Regione Lazio ed è visibile con spot programmati sulla piattaforma Sky, sulle frequenze radio di Radio Globo ed M100, a cui si affiancherà la campagna 2.0 sui social network, youtube e tutti i canali web. Nel Lazio saranno anche affissi manifesti e i volontari del Gay Center stanno organizzando punti informativi per la distribuzione di materiale informativo. La campagna è stata realizzata con la regia di Alessandro Guida, fotografia di Edoardo Carlo Bolli e Stefano Moretti, il montaggio di Giacomo Lalli.

Oltre alla Regione Lazio, anche il Comune di Roma partecipa alla comunicazione con con le affissioni di manifesti, con gli spazi sugli autobus, gli spot video trasmessi nella metro, radio, etc..
"Roma è in prima fila per il rispetto dei diritti civili. Pensiamo sia fondamentale lavorare quotidianamente affinché le persone LGBT che vivono o frequentano la nostra città si sentano pienamente cittadine, senza alcuna discriminazione. Per questo ci siamo dotati di un Piano LGBT che prevede la realizzazione di molte attività e servizi, tra cui la Gay Help Line che, nel corso degli anni, si è dimostrata essere uno strumento utile di contatto e di supporto per molte persone", dichiara, in una nota diffusa dal Gay Center, l´Assessora alle pari opportunità di Roma Capitale Alessandra Cattoi.
fonte http://www.gaycenter.it

giovedì 16 aprile 2015

"NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..." Oltre 200.000 visite ! Un Grazie a tutti i nostri lettori

Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...

Ringrazio a chi passa casualmente...

Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....

Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 16 Aprile 2015 nel momento in cui scrivo siamo oltre le 200.000 visite ...potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e nel secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.

Ricordo benissimo quando nel 2010 pubblicavo i miei primi post, con la speranza e un pò col dubbio che qualcuno li avesse mai letti. Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...

Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori.
Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Moda e Stile, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, e tanto altro...
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger essere seguiti e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, essendo tradotto in circa 50 lingue, anche dal resto del mondo.

Colgo l'occasione per ringraziare anche i collaboratori del mio blog
Ringrazio inoltre le varie associazioni,enti e artisti, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.

Un grazie speciale va anche a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio uno per uno per il vostro apporto !
A tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più voglia e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...

Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/

Lgbt Torino: Al 30° TGLFF Il cortometraggio “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori

Il cortometraggio “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori sarà presentato domenica 3 maggio al prossimo Torino Gay & Lesbian Film Festival.

Il 30° TGLFF, che si è consolidato come un punto di riferimento irrinunciabile per il panorama cinematografico nazionale e internazionale, si svolgerà come di consueto presso al Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 20 aprile al 4 maggio 2015, con una formula innovativa, “30/30/30″, pensata appositamente per l’anniversario di quest’anno: 30 lungometraggi, 30 cortometraggi e 30 eventi extra. Parallelamente, si svolgerà la sesta edizione di A qualcuno piace libro,l’appuntamento letterario del TGLFF, ospitato dal Circolo dei Lettori durante i giorni del festival.

OFFICIAL SELECTION CONTATTO FORZATO - DANIELE SARTORI
“Contatto forzato” narra la vicenda di due soldati catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

"Nel puzzle che compone il quadro narrativo – dice Sartori – ho volutamente tolto un tassello per lasciare più libertà d’interpretazione allo spettatore. Il finale si può quindi leggere in numerosi modi, compreso quello queer.”

Oltre ai protagonisti Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, il Fonico Enrico Lenarduzzi, Anna Lazzarini, Mauro Tuveri, Cristina Morello, Damiano Bertazzo, Remo Buosi, Massimiliano Giunta, Studio Magoga, Equipe Sartoria Storica di Ferrara e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora.

La proiezione di “Contatto forzato” a Torino è prevista per domenica 3 maggio 2015, alle ore 14.30, presso il Multisala Cinema Massimo, sala 3.
fonte http://lostinvauxhall.com

Lgbt Radio: A Oltre le Differenze si parla di coming-out con l'attore Carlo Gabardini

Nella puntata di venerì 17 aprile del format radio sul mondo LGBT anche il video progetto FUORi! con Chiara Tarfano

E' ancora difficile nell'Italia del 2015 parlare della propria omosessualità? Di coming-out e visibilità si parlerà nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico di informazione sul mondo LGBT, venerdì 17 aprile in onda alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) e in replica sabato 18 dalle ore 15 circa.

Ospite d'eccezione della puntata l'attore e autore Carlo G. Gabardini noto al grande pubblico per il personaggio Olmo nella sit-com CameraCaffè, e che lo scorso anno si è esposto per i diritti delle persone omosessuali pubblicando il video "la marmellata e la nutella - ci si innamora di chi si innamora", oggi presenta il suo primo libro edito da Mondadori "Fossi in te io insisterei" una lettera aperta al padre nella quale si parla anche di coming-out.

Di uscire allo scoperto e scendere per strada ci parla anche Chiara Tarfano ideatrice del video progetto FUORI!, un documentario ed episodi in cui protagonisti sono persone gay, lesbiche, bisessuali o transgender che scendono per le strade a raccontare la propria storia, il primo episodio è dedicato a Nicole Bonamino, portiere della nazionale di hockey in line. E' attivo un crowdfunding per sostenere la realizzazione dell'intero progetto sulla piattaforma Produzioni dal basso, maggio info www.fuoridoc.it
Non mancheranno le notizie dal mondo LGBT, approfondimenti e curiosità sul coming-out e la rubrica Rainbow Life Style con i consigli su libri, film e appuntamenti a tema da non perdere. Sul blog www.oltreledifferenze.wordpress.com è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda, mentre per interagire con la redazione del programma e restare sempre informati è attiva la pagina fan su Facebook “Oltre le Differenze”.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

venerdì 10 aprile 2015

Lgbt Radio: A Oltre le Differenze si parla di violenza sulle donne lesbiche e trans

Oggi Venerdì 10 aprile, nel format sul mondo LGBT, intervista alla neo-presidente di ArciLesbica Roberta Vannucci

Alla violenza sulle donne lesbiche e transessuali, argomento ancora poco indagato, è dedicato il progetto “Bleeding Love”, di cui si parlerà nella puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico di informazione sul mondo LGBT, venerdì 10 aprile in onda alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) e in replica sabato 11 dalle ore 15 circa.

In apertura rassegna delle castronerie più grosse che si dicono sul mondo LGBT con la rubrica “Passiamo Oltre...” poi intervista alla neo-presidente nazionale di ArciLesbica Roberta Vannucci eletta durante il 7° Congresso che si è tenuto a Cagliari a fine marzo e dal quale sono uscite le linee guida dell'azione dei prossimi anni dell'associazione di riferimento delle donne lesbiche italiane.

Approfondimento con Giacomo Viggiani di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBT - sul progetto europeo “Bleeding Love” che si pone l'obiettivo di studiare il fenomeno della violenza domestica sulle donne lesbiche e transessuali e di realizzare campagne e strategie di sensibilizzazione su questo tema.

In chiusura la rubrica Rainbow Life Style con i consigli su libri, film, curiosità e appuntamenti a tema da non perdere. Sul blog www.oltreledifferenze.wordpress.com è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda, mentre per interagire con la redazione del programma e restare sempre informati è attiva la pagina fan su Facebook “Oltre le Differenze”.
fonte: Comunicato stampa di Oltre le Differenze e Antenna Radio Esse

martedì 7 aprile 2015

A Firenze "UN NUOVO TRA L'USATO SPECIAL ART EDITION" A Villa Romana 11 e 12 APRILE

Sabato 11 e domenica 12 aprile torna l'attesissimo appuntamento con l'evento nonsolovintage più glamour della città, promosso e organizzato da Mid Firenze.
A far da cornice alla manifestazione la splendida struttura neoclassica di Villa Romana, centro di produzione di arte contemporanea e di scambio internazionale di qualsiasi forma di espressione artistica.


Un’edizione speciale, che insieme alla variopinta moda del passato e all’estro creativo delle produzioni artigianali, vedrà protagoniste anche le opere di alcuni dei più significativi artisti contemporanei emergenti.

L’evento, ad ingresso libero, si svolgerà a Villa Romana (via Senese, 68) sabato 11 aprile dalle 10,30 alle 24 e domenica dalle 10,30 alle 22.

Un connubio divertente in un luogo deputato all’arte, dove le opere dialogheranno con abbigliamento d’epoca, capi e accessori usati, bijoux fatti a mano, vestiti per bambini, modernariato, oggetti da collezione e creazioni artigianali.
Mid Firenze sosterrà la Fondazione Villa Romana contribuendo al viaggio e al soggiorno a Firenze di 6 studenti egiziani in occasione del progetto “Open Studios”, che si terrà il 5 settembre a Villa Romana.

“sVèstiti ad Arte” sarà il titolo della mostra collettiva di pittura scultura, fotografia e istallazioni. Alcune opere saranno realizzate ad hoc per l'evento.
All'interno della villa saranno protagoniste pittura e fotografia con le tele a olio di Rita Pedullà (www.ritapedulla.it); i nudi di Cosimo Frezzolini (www.cosimofrezzolini.com ), tra cui le lunette “Le Baccanti” site specific; le foto di Masha Knyazeva- Trotzy, vincitrice del Premio Nazionale Miglior Fotografo della Russia 2010” (https://www.facebook.com/art.knyazeva?fref=t ); le giacche e i corsetti “Finzioni - Memorie”, creazioni di Gianna Scoino (www.giannascoino.com).
In giardino verranno esposte le sculture, per elenco completo si veda scheda in calce al comunicato.
Gian Marco Lamuraglia (www.gianmarcolamuraglia.it) e Moradi (https://www.facebook.com/moradi.ilsedicente), Luca Matti (www.lucamatti.it) e Andrea Guastavino (https://www.facebook.com/andrea.guastavino.3?fref=ts), Anna e Rosaria Corcione (https://www.facebook.com/RosariaeAnnaCorcione) realizzeranno delle opere 'a quattro mani'.
Tra le opere site specific: “Il Leone e La Gazzella” di Moradi/Muraglia, “Kunst Macht Frei” di Matti/Guastavino e “Politically-Correct” di Anna e Rosaria Corcione, ma non mancheranno sorprese dell'ultim'ora.
In esposizione anche le favolose giacche dipinte, dall'estro creativo di Beppe Aloe (https://www.facebook.com/beppe.aloe?fref=ts).

A fare da colonna sonora all'evento vintage una carrellata di dj's ben noti in ambito toscano e fiorentino come Andrea Anedda, Tony Topazio, Pise dj Club, Lorenzo Hugolini, Stefano Red Moon.
La musica live sarà riservata all'aperitivo del sabato con la performance dei The Twisters sulle cui note si scateneranno i ballerini di Tuballoswing ((https://www.facebook.com/tuballoswingpage/info?tab=page_info).

Durante l'evento a Villa Romana sarà possibile partecipare - su prenotazione - ai laboratori per adulti e bambini 'sMani ad Arte' a cura di Lofoio e Cuntala.
Saranno 7 i laboratori proposti da Lofoio, la comunità di artigiani di Santo Spirito con cuoio, tessuti, cartapesta, mosaico, pittura, legno, resina http://www.lofo.io
info e prenotazioni ancheio@lofo.io Mattia Sullini.
Barbara Imbergamo giocherà con i più piccoli con le carte di Cuntala per inventare e rinventare storie http://cuntala.com/wp/i-nostri-giochi/cuntala-card/
Laura Roselli, 'la truccabimbi', penserà a creare look variopinti per i più piccoli.
Il corner “Trucco & Parrucco” ad offerta libera sarà invece curato da Valeria Borrello e Lucia D'Alessandro, che si sbizzariranno con acconciature e make up retrò, per fare del vostro look il più vintage dell'evento.
Potrete così farvi immortalare dall'obbiettivo del nostro fotografo Fabio Rosseti nella favolosa edicola in giardino che verrà allestita a set fotografico dall'estro di “I Fiori di Monica” (https://www.facebook.com/ifioridimonica?fref=ts).
All'evento parteciperanno i fantastici ballerini di Tuballoswing (https://www.facebook.com/tuballoswingpage/info?tab=page_info)
Food & drink a cura di Caffè Notte (https://www.facebook.com/pages/Caff%C3%A8-Notte/182381958454652?fref=ts): sarà possibile gustare stupendi manicaretti e ottimi drink.
In villa servizio di colazione, pranzo, aperitivo e cena.

PROGRAMMA MUSICALE:
Sabato 11 aprile:
13/16 dj set by Lorenzo Hugolini
16/18 dj set by Pise dj Club
18/20 musica live by The Twisters
21/24 dj set by Andrea Anedda
Domenica 12 aprile:
13/16 dj set by Stefano Red Moon
16/18 dj set by Pise dj Club
18/21 dj set by Tony Topazio
Per variazioni sul programma e aggiornamenti segui su facebook la pagina dell'evento
“Un Nuovo tra l'Usato 11 -12 aprile Special Art Edition”
https://www.facebook.com/events/401807486663782/
o la pagina di Mid Firenze https://www.facebook.com/midfirenze?fref=ts

MOSTRA COLLETTIVA “sVéstiti ad Arte”, OPERE ESPOSTE.

IN VILLA:
RITA PEDULLA' [“Appesa a un filo” 190x150, “Pathos” 168x167, “Abito bianco” 100x140, “Con le i” 82x120, “Tutù fondo rosa” 79x108, “Nell'abito bianco” 70x100, olio su tela]
COSIMO FREZZOLINI [ “L'eta di passaggio” 150x120, “Baccanti” 2 lunette 120x200, acrilico]
MASCHA KNYAZEVA-TROTZY [ “People in Baskets”, 9 foto 30x40, “Bellezza Project” 10 foto 30x40]
GIANNA SCOINO [Istallazioni "Padre"- pastelli su carta intelata, tarlatana, ovatta, filo, grucce e "Corpetti"- cartamodelli e pastelli su tela, ovatta, filo, grucce]
IN GIARDINO:
GIANMARCO LAMURAGLIA [“Giovane Pan”, h cm 70, “Il Giovane Minotauro” h cm.50, “Madonna con Bambino”h cm.150, “Leonessa” cm 130x80x50, materiali misti di recupero e materiale organico]
MORADI&GIANMARCO LAMURAGLIA[“Il Leone e la Gazzella”, opera realizzata ad hoc per l'evento]
LUCA MATTI [“La Bestia” - tubi polietene e fascette di cablaggio 115x275x70, “Nike” - polietene, ferro, fascette 195x123x140]
ANDREA GUASTAVINO&LUCA MATTI [Istallazione “Kunst Macht Frei”, opera realizzata ad hoc per l'evento]
ANNA&ROSARIA CORCIONE [Istallazione “Politically-Correct”, opera realizzata ad hoc per l'evento]
In esposizione anche le favolose giacche dipinte, dall'estro creativo di BEPPE ALOE.
fonte: https://www.facebook.com/midfirenze - www.villaromana.org

mercoledì 25 marzo 2015

Lgbt: “Savage Beauty” Alexander McQueen viene ricordato a Londra con una mostra al Victoria & Albert Museum

Il Victoria & Albert Museum mette in scena il genio di Alexander McQueen, con duecento abiti e accessori che raccontano la carriera del geniale stilista, interpretati dai manichini Bonaveri.

La mostra “Savage Beauty” si terrà a Londra dal 14 marzo al 2 agosto 2015 ed è un omaggio al genio creativo dello stilista inglese, riedizione di quella vista al Metropolitan Museum di New York nel 2011, subito dopo la sua scomparsa nel febbraio 2010.

L’esposizione è curata da Claire Wilcox, e porta anche una traccia della capacità del made in italy di dare sostegno alle visioni più estrose della contemporaneità. Bonaveri ha collaborato con il V&A per sviluppare una serie di manichini con soluzioni ad hoc, capaci di esaltare le opere in mostra. Bonaveri del resto aveva collaborato anche per la prima esposizione al Metropolitan di NY.

Alexander Mc Queen: The Savage Beauty è destinata ad essere una delle mostre che passeranno alla storia con oltre 70mila biglietti già venduti in prevendita: presenta oltre 200 tra costumi e accessori realizzati dal 1999 al 2010. 30 dei quali prestati da privati e collezionisti come Katy England e Annabelle Neilson, nonché pezzi della collezione Isabella Blow e della Maison Givenchy. Si tratta perlopiù di capi rari del primo periodo di McQueen.
Un vero viaggio nella mente del visionario designer britannico, nelle sue suggestioni, ossessioni, ispirazioni.
fonte http://www.sfilate.it

Lgbt: “Non chiedere. Non dire” Poliziotti diversamente uniformi di Gabriele Ametrano

Donne che amano donne. Uomini che amano uomini. In divisa è ancora difficile dirsi omosessuali. Molti pensano sia meglio tacere ma qualcuno ha cominciato a raccontare la propria storia...

L’ascensore sale al terzo piano della questura. L’ufficio è vicino alla dirigenza della Squadra Mobile. L’appuntamento lo abbiamo preso qui, nella stanza in cui lavora quotidianamente tra i fascicoli e la burocrazia che tratta. Il calendario della Polizia appeso al muro, alcune carte sulla scrivania, un portapenne, un computer, un telefono. Siamo in uno dei tanti luoghi della questura, l’ufficio di un assistente della Polizia di Stato, una donna che da più di dodici anni è in servizio. La chiameremo Elena perché sebbene non ci siano segreti della sua vita preferisce non essere messa in vetrina. Elena è una donna di 36 anni che lavora con passione, che ha i suoi interessi fuori dal servizio, che si diverte e vive le sue giornate come chiunque.
Elena è anche una donna che ama un’altra donna. Da quasi otto anni convive con la sua compagna, Francesca, operaia di una ditta di calzature nella provincia di Pistoia.
“Non ho nessun problema a parlare della mia storia” dice, “ma certamente non ne faccio un argomento pubblico”.

Nel 2013 l’omosessualità nella Polizia di Stato non è più un tabù: sdoganato, l’oggetto sessualità diversa non fa saltare più nessuno sulla sedia sebbene qualcosa di strano ancora avviene. “Don’t ask don’t tell” era il motto nell’Esercito americano fino a quando essere accettati come omosessuali non è diventata una norma. In Italia, nella Polizia di Stato, sembra vigere questo tacito accordo. “Non chiedere, non dire”.

Essere omosessuali non è facile in un’Amministrazione la cui identità - sebbene sempre più paritaria è comunque ordinata secondo regole e concetti di origine militare e con sensibilità che richiamano la mascolinità e, a volte, il machismo. “I tempi sono sicuramente cambiati in questi anni: oggi non c’è più lo sguardo inquisitore dei colleghi, le risatine in corridoio o quelle voci da cui era difficile difendersi”. Oggi lei è più serena rispetto a quando è entrata dodici anni fa. “Forse sono più matura io ma sicuramente la mia sessualità non è più fonte di parole da bar”.

Negli ultimi mesi l’assistente Elena ha vissuto un periodo di grande preoccupazione. Alla sua compagna era stato diagnosticato un tumore al seno e negli ultimi tempi i dottori hanno provveduto alle cure prima di arrivare all’operazione per l’asportazione del male. Oggi Francesca è fuori pericolo ma il periodo non è stato dei più facili, soprattutto perché la possibilità di essere tutelati e agevolati nelle cure sembrava non esistere.
La chemioterapia rendeva Francesca fragile, spossata, stanca ed Elena voleva starle vicino, come era giusto che fosse. “Ho dovuto utilizzare tutte le mie ferie per starle accanto. Fortunatamente il mio dirigente ha avuto comprensione della situazione e mi ha permesso di starle vicino il più possibile, ma senza il suo consenso sarebbe stato impossibile”. L’ordinamento e regolamento della Polizia di Stato non prende in considerazione casi di coppie non riconosciute dalla legge. Così, come nella società, anche nella Polizia di Stato manca una legislazione che possa mettere sullo stesso piano i diritti di chi si ama, convive e vive la quotidianità e coloro che invece hanno potuto dichiararsi per legge uniti.
“I colleghi mi sono stati vicini: molti chiedevano senza mai essere invadenti, altri hanno offerto il loro aiuto”. Durante il momento di necessità “il gruppo” si stringe e non esistono differenze.

Ma prima com’era? Appena entrata in Polizia?
“Diciamo che non ne parlavo. Preferivo tenere separate la sfera lavorativa e quella privata. Naturalmente continuo a farlo sebbene ci siano, dopo tanti anni di lavoro nella stessa questura, persone che sanno della mia sessualità. Ora non ne faccio un segreto ma sono anche una persona discreta. All’inizio era difficile non incontrare il sorrisino: in alcuni momenti ho dovuto tenere duro per non esplodere. Comprendi subito lo sguardo di chi ti vede diversa, di chi se potesse ti metterebbe alla porta solo perché tu hai un amore dello stesso sesso del tuo.
Oggi quelle stesse persone non mi guardano più nello stessa maniera: il rispetto si guadagna mostrandosi con convinzione del proprio essere e con la serietà sul lavoro”. E siamo sicuri che tutto ciò non è sicuramente facile. Oggi Francesca sta bene: l’intervento è andato bene e con Elena è riuscita anche a fare qualche giorno di vacanza. È una coppia che va avanti come tante altre, che hanno dovuto vivere e combattere il male del secolo ma fortunatamente ce l’hanno fatta. Oggi Elena ce lo racconta col sorriso. Come una donna dopo la tempesta.

Emanuele lo incontriamo a Torre del Lago sebbene avremmo potuto incontrarlo un po’ ovunque nelle sue abituali trasferte fuori sede. Anche Emanuele non vuole rivelare la sua identità.
“Certo un po’ di pubblicità mi ci vorrebbe ma preferisco evitare altri problemi con i miei funzionari”.
Non è un ragazzo, ha già superato la quarantina, ma diciamo che i suoi anni li porta bene. Originario della Campania, è oggi in servizio in una piccola questura dopo essere stato per anni in una città Toscana. Lo potremmo incontrare in uno dei corpi di guardia della città: la divisa ci farebbe capire che è un appartenente della Polizia di Stato non le sue parole però, né tantomeno i suoi atteggiamenti. Qui a Torre del Lago, in una delle tante serate estive del “Mamamia” lo potremmo benissimo confondere con i tanti ragazzi che sono qui per divertirsi. Emanuele ama divertirsi, ama giocare con gli sguardi degli altri ragazzi, capisce quando questi posso essere interessati e parte alla ricerca di un momento di felicità.
Non ha una storia e nemmeno l’ha mai cercata. Ama gli uomini ma nelle sue parole cerca sempre di non ammetterlo chiaramente. Purtroppo, però, basta un poco di simpatia e leggerezza che allunga la sua mano sull’avambraccio. “Mmmm, non sai che idee che ho!” dice senza imbarazzo. Alziamo l’indice e ordiniamo un altro drink. Lui sorride e ricominciamo a parlare.

Come vivi la tua sessualità in Polizia?
“Ora che sono qui non ho problemi: in questura ci sono tanti colleghi omosessuali. Dov’ero prima, invece, ho avuto diverse questioni con la dirigenza”. Non diciamo dov’era perché le “questioni” di cui parla Emanuele sono di natura disciplinare e ci sono dei processi in corso. “Mi avevano preso di mira, soprattutto un dirigente, e sono riusciti a farmi trasferire”.
I processi diranno cosa è accaduto realmente, noi in questo articolo riportiamo solo ciò che al tavolo è stato accennato. “Non accettavano il mio modo di fare, le mie amicizie fuori dal servizio, i locali che frequentavo. Non sono mai andato contro i regolamenti della Polizia ma certamente esistono delle regole che non sono più al passo coi tempi. Se pensiamo che per ordinamento dovremmo darci tutti del Lei fa capire come qualcosa dovrebbe essere rivisto”.
Nell’altra città si sentiva oppresso, deriso, a volte insultato. “Alcuni colleghi non mi salutavano neanche, altri mi evitavano. Naturalmente alcuni mi offendevano ma ho sempre cercato di non farmene un problema”.

Ma secondo te perché? Magari i tuoi atteggiamenti erano troppo invadenti?
“Io sono una persona che ama il contatto fisico, anche se stiamo parlando di astronomia. Probabilmente ad alcuni colleghi non piace questo modo di fare ma sempre meglio di alcune cafonate che nelle Squadre dei Reparti avvengono”. Emanuele è laureato in Giurisprudenza, potrebbe essere uno dei tanti funzionari che oggi dirigono gli uffici di Polizia ma dopo aver provato una volta il concorso ha desistito ed è invece riuscito ad entrare nel ruolo Agenti ed Assistenti vincendo il concorso. Non è una persona impreparata. Ha un linguaggio forbito, si veste con eleganza. Ha solo dei modi più gentili degli altri e una soglia di imbarazzo molto bassa.

Oggi invece come vivi il tuo lavoro?
“Io amo il mio lavoro e sebbene non sia un poliziotto operativo, svolgo con perizia il mio servizio. Faccio corpi di guardia, alcune volte sono impegnato in pratiche d’ufficio e spesso sono in servizio fuori sede quando sono previste aggregazioni. Mi piace girare l’Italia e la Polizia ti permette questa possibilità. Qui mi trovo bene, mi sento a mio agio sebbene la città sia piccola. Durante il lavoro non parlo mai della mia vita privata ma con alcuni colleghi i segreti esistono. A volte, senza neanche darci appuntamento, ci ritroviamo negli stessi locali e così capisci che anche l’agente della porta affianco si diverte come te. Durante il servizio taci ma poi ridi al solo pensiero che stai custodendo una verità che nell’ambiente lavorativo dev’essere tenuta sotto chiave”.

Così i colleghi diventano amici?
“No, anzi. Alcuni ti evitano appositamente. L’apparenza in Polizia è tutto: solo uno come me se ne disinteressa, naturalmente sempre nelle regole imposte. Vedere che scambiano qualche parola con me diventa pericoloso per la loro immagine.
Ci sono tante persone interessanti in Polizia ma il collega medio deve mantenere uno status ben preciso: deve essere il miglior amante della terra, avere tante donne, sapere tutto di calcio e motori e, soprattutto, conoscere perfettamente i luoghi dove si mangia di più e a meno costo. Finiti questi argomenti sei considerato un marziano. Quindi più ti omologhi a queste argomentazioni più diventi invisibile e hai possibilità di vivere il lavoro con serenità e farti la tua vita in grande privacy. Figurati se non nascondi la voglia di divertirti come faccio io”.

Divertirti con altri uomini?
“No, divertirti in generale. Prendiamo un altro bicchiere?”
Emanuele lo lasciamo al “Mamamia”: la serata sta per cominciare e noi non vogliamo distogliere la sua attenzione da un bel ragazzo fermo al bancone. Naturalmente lo conoscerà, ci ballerà ma la notte è ancora lunga per sapere quale sarà il suo vero divertimento.

Potremmo incontrare tanti altri appartenenti alla Polizia di Stato che, omosessuali, lavorano al servizio del cittadino e vivono la propria vita nella maniera più serena possibile. Naturalmente il ruolo ricoperto necessita di accortezze negli atteggiamenti e nella deontologia professionale, che va sempre e in ogni momento seguito.
Le problematiche nel vivere la propria sessualità sia dentro che fuori l’Amministrazione pubblica sono quelle che le cronache ci riportano e a cui alcuni politici cercano di dar voce durante il proprio mandato, oggi come nel passato: in Italia manca una legislazione adatta ai tempi, che riconosca i diritti delle coppie omosessuali e ne applichi le regole nella vita civile. Sicuramente superato questo scoglio anche nella Polizia potranno esistere possibilità uguali per tutti.

Nel frattempo, dal 2005, alcuni operatori delle Forze di Polizia e dell’ordine hanno deciso di unirsi in un’associazione chiamata “Polis Aperta”, il cui intento è quello di lottare contro tutte le discriminazioni e in special modo quelle sull’orientamento sessuale.
Parte del European Gay Police Network (Egpa), rete europea di associazioni Lgbt (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali e transgender), “Polis Aperta” mantiene vigile la sua attenzione su quelli che potrebbero essere casi di omofobia all’interno del mondo militare e delle Forze di Polizia, collaborando attivamente con l’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro tutti gli atti discriminatori istituito per permettere alle minoranze la possibilità di godere a pieno dei propri diritti di uguaglianza dinanzi alla legge.
Al motto di “diversamente uniformi” questa associazione è attiva sul territorio nazionale con riunioni e viaggi che mettono in luce la possibilità di vedere la Polizia con altri occhi. Ultima azione è stata la partecipazione al Gay Pride 2013 di Palermo, con una delegazione di iscritti che ha portato la propria esperienza alla manifestazione ma anche in momenti di riflessione internazionale come la conferenza biennale dell’Egpa in Montenegro del 2012, nella quale Simonetta Moro, presidente di “Polis Aperta”, è stata chiamata a partecipare come relatrice. Un’associazione attiva, quindi, che cerca di essere al fianco di chi porta la divisa in ogni sua possibile difficoltà ad essere riconosciuto anche per la sua integrità di donna e di uomo. Non è facile essere omosessuali nella Polizia di Stato.

Ciò che ci hanno raccontato Elena ed Emanuele ha sicuramente un taglio netto con la diffidenza e le discriminazioni che un tempo erano connotazione di una società meno pronta culturalmente ad accettare una simile sessualità. Ma ancor oggi devono essere fatti passi importanti per l’uguaglianza civile.
Sicuramente finché la politica non si accorderà in un progetto di legge le coppie omosessuali non potranno vivere con serenità la loro unione, all’interno della Polizia di Stato così come in ogni altro ambito lavorativo. Dovrà essere superato, come lo fu negli Stati Uniti d’America con l’amministrazione Obama nel 2011, anche il famigerato “Don’t ask, don’t tell” che in Italia e nella Polizia sembra una regola di cui è necessaria l’osservazione per poter essere rispettati nel proprio lavoro.
“Gli omosessuali non vogliono il silenzio” era uno slogan che circolava in un Pride di alcuni anni fa. Ecco, forse oggi, per comprendere pienamente cosa vuol dire non avere pieni diritti dovremmo imparare a chiedere ma soprattutto ascoltare.
Articolo scritto da Gabriele Ametrano
Fonte: http://www.poliziaedemocrazia.it/live/index.php?domain=ricerca&action=articolo&idArticolo=3137

lunedì 23 marzo 2015

Lgbt Genova: Omofobia: «A teatro non c'è spazio per i pregiudizi» L'intervista a Fiona Dovo

In foto un momento dello spettacolo Urlo libero (2007) © www.teatrodelleformiche.it

L'intervista a Fiona Dovo. Che presenta alla Claque lo spettacolo Per colpa di Nevio.
Il 26 marzo con la presentazione del libro Resto umano, di Lacatena. Con Laura Guglielmi
La rassegna teatrale Occhiali d’Oro, a tematica omosessuale, è stata ideata e organizzata dal comitato territoriale Arcigay Genova Approdo - Ostilia Mulas, in collaborazione con il Teatro della Tosse. Iniziata il 29 gennaio alla Claque, offre spettacoli e presentazione di libri. Terminerà lunedì 13 aprile.

Giovedì 26 marzo si terrà il terzo appuntamento. La serata avrà inizio alle 19 con un aperitivo al bar della Claque. Alle 20, la direttora di mentelocale.it Laura Guglielmi presenterà il libro Resto umano di Anna Paola Lacatena (Ed. Chinaski). Alle 21.15, infine, andrà in scena lo spettacolo Per colpa di Nevio, a cura della Compagnia Teatro delle Formiche, scritto, diretto e interpretato dall'autrice e attrice Fiona Dovo.

Fiona ha studiato presso la Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi di Milano, e ha acquisito notevole formazione ed esperienza. Si occupa con passione anche di teatro per ragazzi, e lavora come cabarettista. Nel 2011, per esempio, la ricordiamo in Colorado Cafè.

Nel 2005, dal suo desiderio di portare a Genova la propria esperienza, è nata la compagnia e associazione culturale Teatro delle Formiche, il cui elemento fondamentale è l’uso della drammaturgia contemporanea.

Parlare di Per colpa di Nevio, diventa occasione di approfondimento insieme a Fiona Dovo. Che ruolo ricopre il teatro nel trattare tematiche LGBT? Ed è vero che, nel suo ambito, l’omofobia sia sconosciuta?
«Sì, è decisamente sconosciuta. Il lungo e continuo lavoro sull'interiorità, sviluppa la sensibilità di ognuno. Sul palco si indossano esperienze e sensazioni di un personaggio, accompagnando il pubblico nell’intimità delle proprie. Questo implica apertura verso se stessi e gli altri. Non c'è spazio, quindi, per esclusioni e pregiudizi».

Fiona usa l'ironia per stimolare riflessioni in profondità: «La sensazione più bella è quando, dopo i miei spettacoli, tante persone mi confidano di avere sia riso che pianto. Vuol dire che, insieme a me, hanno attraversato interamente i loro sentimenti, scoprendone e vivendone gli opposti, senza remore. Ogni volta che si rapisce il cuore altrui attraverso l'emozione, filtrano anche i concetti che fanno paura. Magari più efficacemente di tante parole e spiegazioni, che, spesso, si infrangono su compatti muri difensivi».

Per colpa di Nevio prende spunto da un monologo autobiografico dell'autrice e attrice inglese Claire Dowie, che racconta con coraggio la propria storia. Fiona Dovo, invece, mette in scena una protagonista inventata, Lorenza, ma la colloca in situazioni verosimili. Anche gli altri personaggi risultano plausibili, e i luoghi familiari. Spazi ed espressioni sono talmente vivi e reali che il pubblico pensa sia la vita stessa della nostra attrice.

Un po' di trama, quindi. Lorenza è una trentenne lesbica che vive nella società odierna, fra il lavoro in un supermercato e la sua vita da single. Un giorno la sua esistenza viene sconvolta da una novità: incontra il primo amore, una donna che, nel frattempo è diventata sia mamma che la perfetta mogliettina di un certo Nevio, appunto. L'inevitabile scombussolamento interiore porterà Lorenza a vivere una notte di sesso, un po' imbarazzato per entrambi, con un amico gay. Dopo questa esperienza la donna resterà, a sua volta, incinta.

Il significato dello spettacolo è che la nostra interiorità non è etichettabile. Per capire una persona occorre guardare fra le crepe della sua anima. E osservarla nel modo più ampio possibile, nelle sfumature della vita che affronta, che sceglie. Ognuno di noi, sia donne che uomini, in qualsiasi modo ci percepiamo, non siamo un’essenza sola, ma tante e molteplici, senza percorsi precostituiti. Noi tutte e tutti siamo. Ecco ciò che conta.

Fiona tiene molto a precisare che Per colpa di Nevio nel 2009 è stato selezionato dall'organizzazione del Genova Gay Pride, come unico spettacolo teatrale della manifestazione. «Ma tutto si evolve, e il mio Nevio non fa eccezione. Quella odierna è un’altra versione. Per chi lo ha visto allora, sarà bello verificarne i cambiamenti».

La conclusione è che il teatro si riveli, ancora una volta, imprescindibile. «Smentisce gli stereotipi, non annoia mai, sorprende ogni volta. Con il passare degli anni, poi, mi sono innamorata del lavoro con i ragazzi. Con i più giovani tutto questo viene amplificato. La trovo un'esperienza incredibile. Quando stimoliamo le loro risorse, anche noi adulti diventiamo più consapevoli e rivolti verso una nuova libertà interiore, con cui creare un mondo arricchito da multiculturalità e rispetto per ogni differenza».
fonte: di Geraldina Morlino
http://genova.mentelocale.it/63905-genova-omofobia-teatro-non-c-spazio-pregiudizi/

Lgbt: Eros e sensualità, l’arte di Tamara de Lempicka arriva a Torino dal 19 marzo al 30 agosto a Palazzo Chiablese

La carica erotica dell’arte contemporanea trova nei lavori di Tamara de Lempicka una delle testimonianze più espressive e appaganti.

Le sue opere tra pochi giorni arrivano a Torino, nella cornice di Palazzo Chiablese, dal 19 marzo al 30 agosto. L’allestimento della rassegna dedicata all’artista polacca (1898 – 1980) conosciuta per la sua trasgressione e per le sue donne sensuali in puro stile Art Decò, una costante nella sua poetica, oltre che per la sensualità e il glamour del suo temperamento, segue un percorso di tipo tematico: I mondi di Tamara, Natura morta, Devozione, Ritratti, Nudo, Moda, che portano proprio ad approfondire diversi aspetti della sua vita attraverso la sua produzione pittorica.

In esposizione anche fotografie di Brassai, Joffé, Maywald, la ricostruzione dell’allestimento della mostra del 1933 a New York, i filmati degli anni Trenta che la fanno rivivere all’interno della mostra, le sue illustrazioni di moda e le opere che hanno ispirato al sua produzione (www.ticket.it/tamara). La rassegna si sposterà in seguito a Budapest, all’Hungarian National Gallery.

PER INFO VAI AL LINK:
http://www.piemonte.beniculturali.it/index.php/it/i-luoghi-della-cultura/residenze-e-castelli/palazzo-chiablese
fonte: http://insideart.eu

Lgbt: La scandalosa collezione di Yves Saint Laurent del '71 è tornata

La sua collezione ispirata al periodo della Seconda guerra mondiale terrorizzò il mondo della moda, da domani sarà nuovamente proiettata a Parigi.

Nel gennaio del 1971, Yves Saint Laurent presentò la sua collezione couture per la primavera/estate a 180 clienti e giornalisti. Il vestito corto dal profondo collo a v, le zeppe, i turbanti e il trucco hanno creato un insieme talmente forte e scioccante da scatenare il panico. Oltretutto, i riferimenti al guardaroba femminile della Seconda guerra mondiale erano talmente ovvi nella collezione Quarante o Libération che facevano tornare in mente i giorni bui dell'occupazione nazista.

"Assolutamente tremenda" disse Eugenia Sheppard del New York Times. Di tutte le varie critiche, forse la più forte è stata: "Yves Saint Laurent esamina il 'look da donnaccia" del periodo della Seconda guerra mondiale," o anche "Un triste ricordo dei giorni del Nazismo."

Yves si in verità fatto ispirare dalla sua amica Paloma Picasso. Negli anni Settanta, lei era a corto di denaro e poteva comprare abiti solo al mercato delle pulci dove venivano venduti molti vestiti degli anni Trenta e Quaranta.

Dopo un boicottaggio generale all'epoca, tutti adesso sono concordi nel dire che la collezione del 1971 fu un grande momento nella carriera di Saint Laurent, così come conferma lla sua capacità di previsione del gusto della moda, essendo stato tra i primissimi ad anticipato lo stile retrò.

Yves Saint Laurent 1971: la collection du scandale verrà mostrata alla Fondazione Pierre Bergé et Yves Saint Laurent.
INFO A QUESTO LINK:
http://www.fondation-pb-ysl.net/fr/Accueil-Fondation-Pierre-Berge-Yves-Saint-Laurent-575.html
fonte: Testo Oscar Heliani - https://i-d.vice.com/it

lunedì 16 marzo 2015

Attrici: Lucrezia Valia, intervistata da Fabrizio Imas

Bella, alta, austera, misteriosa e risoluta. Questa è stata la mia prima impressione di Lucrezia Valia quando l'ho incontrata tempo fa. Sagittario ascendente Capricorno (l'esatto contrario di me). Qui in una foto di Gianluca Gabrielli

Una magnifica presenza su questa terra che ho avuto la fortuna di intervistare per voi.
Una vita trascorsa tra il lavoro di attrice, artista e vendeuse. Scelte difficili, per tante irraggiungibili, ma lei è la dimostrazione che con una buone dose di coraggio e dedizione si può fare.

Cosa ti ha spinto a trasferirti a Roma dalla Calabria?
Premetto che sono di Catanzaro Lido, un posto meraviglioso dove però ci si può sentire molto soli. Forse anche per una mancanza di cultura, non so, ma ho sentito il bisogno di andarmene. Non la mia diversità. Non la fuga dalla mia diversità. Non la paura di vivere liberamente al sud, dove tutt'ora le cose sono più difficili. 

Ero certa che ci fosse qualcosa di più da scoprire nella mia vita e se non fossi venuta Roma non avrei incontrato Ferzan, non avrei incontrato Milena Canonero e non avrei incontrato te.
Sono nata sognando di lavorare in una boutique.
A quei tempi ero un bambino e lo posso dire serenamente, mia madre mi chiamava Pinuccio, diminutivo di Giuseppe. La mia migliore amica aveva un negozio ed io passavo ore ed ore a guardare le vetrine senza mai stancarmi. Appena arrivata nella capitale son stata premiata dalla mia scelta venendo assunta nel negozio più bello ed avantgard dei primi anni novanta.

Sui documenti come sei?
Ho appena vinto una causa grazie agli avvocati di mia sorella e posso cambiare il mio nome di battesimo senza aver fatto l'intervento di riassegnazione di genere. Ho trovato un giudice donna molto intelligente tutto lì. Non sono la prima in Italia ma purtroppo siamo davvero poche, ci si può contare su due mani. Certo non è facile, bisogna dimostrare di avere una maturità psicologica e soprattutto una collocazione sociale sul piano lavorativo. Inoltre quando entri in hotel presentando un documento che non rispecchia le tue sembianze, crea ancora un po' di confusione. Mettiamo il caso che mi dovesse succedere qualcosa e mi ricoverano in ospedale...che fanno mi mettono nel reparto maschile? Potessi scegliere, andrei in quello trans/gay ma non c'è! Non vorrei mai essere ne' uomo ne' donna, sono orgogliosa di essere una transessuale.

Come sono stati il tuo e quello di Ferzan “[..] due destini che si uniscono [..]” ? (cit. Tiromancino)
E' stato proprio lui insieme a Serra (grande interprete di molti film di Ozpetek) il primo a dirmi : “niente succede per caso". Ero giovane ed inesperta e aggiungerei anche non all'altezza. In negozio da me venivano a comprare Pino Pellegrino (il più temuto tra i Casting Director) e Bruno Tarallo (Produttore) dicendomi: "sei così bella ed elegante che è un peccato che Ferzan stia cercando una smallappata” come si dice a Roma! Tutta la storia del condominio delle Fate Ignoranti è completamente autobiografica, ed il mio personaggio di Mara in realtà si chiamava Vera, una trans primo stampo: molto siliconata, molto tirata e anche grassa e decisamente anziana.

Il ruolo lo avevano già assegnato ad un altra persona, Francesca Vivaldi, una trans di Milano molto popolare all'epoca nel modo dello spettacolo. Aveva già fatto tutte le prove con gli altri attori, prova costumi e trucco, ma due giorni prima delle riprese non mi cade dalla bicicletta e si rompe una gamba! Non pensate che sia una fattucchiera! Assolutamento no! Era venerdì sera e l'indomani ci sarebbe stato il primo “Gay Pride” a Roma quello del 2000. 

Mi hanno chiamata ed il giorno successivo mi sarei dovuta presentare in Via Del Porto Fluviale per le riprese. Sono stata avvolta dalla confusione totale! Anche perché mi son detta se non vado a lavorare in negozio penseranno che voglio andare a fare la pazza al pride! Ho seguito l'istinto e sono andata da Ferzan. Catapultandomi in un mondo nuovo e bellissimo.(foto tratte dal film "Le fate ignoranti")

Che tipo di percorso è stato il tuo?
E' stato “sereno”, ma non sono mancati i momenti in cui mia madre si è disperata, perché fin da subito ho dichiarato la mia omosessualità senza indugi.
Ahime' i tempi non erano maturi e non avevo punti di riferimento in Calabria. Qui a Roma invece ho conosciuto una trans di Spoleto, di una bellezza sconvolgente, a cui devo molto... aveva il mio stesso nome si chiamava Lucrezia.
Ora non c'e più ma rimarrà sempre nel mio cuore. Credo che la bellezza esteriore debba rispecchiare la bellezza interiore e a bilanciare il tutto deve esserci una piccola dose di sofferenza .
Il mio è stato un percorso lunghissimo, ho avuto molti momenti difficili, ma ora parlando con te e' come se non me li ricordassi più, questo succede quando le energie positive superano quelle negative. Lo yoga è stato fondamentale per me.
Bisogna riconoscere l'utile e l'inutile, dare e avere senza mai sfruttare. Questo ho imparato dalla vita. Gli “incontri” sono alla base di tutto ciò che è successo fino ad oggi ma non sarebbero mai accaduti se non fossi stata quello che sono.

Sei un artista, ma sei stata anche molto concreta scegliendo un lavoro stabile come “vendeuse” in un negozio del centro di Roma. Quale di queste carriere ti gratifica di più?
Il sacro fuoco dell'arte vince sempre. Meglio una posa oggi che mille buste paga domani. Non lo dico per sputare nel piatto dove mangio, figuriamoci! Ma solo chi ha una una passione può capirmi.

Non si inventa nulla, e questo è un dato certo ad oggi, infatti la foto dello scandalo di Lea T. dove mostra i suoi genitali prima dell'intervento... mi sembra che tu la abbia interpretata per Panorama quasi vent'anni prima?
Mi è stato chiesto di fare questo scatto nel 98' circa, poco dopo lo spettacolo teatrale “ Le Bisce” di Adele Caprio, che abbiamo fatto al Colosseo. La foto si intitolava “il terzo sesso” di Pasquale Modica, subito censurata in Italia , ma uscita in Germania. (Peccato non possiate vedere la faccia di Lucrezia quando gliel'ho chiesto! “ E tu come fai a saperlo”?; ho i miei informatori top secret).

Secondo te perché molte trans scelgono la prostituzione?
La risposta è sempre solo una: i soldi facili piacciono a molte. Non a tutte. Se non semini è difficile raccogliere! Se ti chiudi in casa puoi fare 300 euro in in un'ora poi diventa dura accontentarsi di 1500 euro al mese... e questo se sei di un certo livello! Ci vuole sacrificio per buttarsi nel mondo normale. Mica tutte possiamo essere attrici o prime ballerine, ci sono tanti altri lavori.

So che tieni molto alla forma fisica “ mens sana in corpore sano” e hai una passione per lo yoga vero?
Amore... adoro! Pratico Ashtanga yoga da dieci anni in un istituto di ricerca qui a Roma, sono stata due volte in India e potrei anche insegnarlo, ma ora mi diverto a praticarlo insieme a due mie amiche in palestra. Vale di più un grammo di pratica che un chilo di teoria.

Sei innamorata in questo momento?
Di me stessa, della mia vita, la mia famiglia e i miei amici si. Vedo amore dappertutto. Di un uomo no. E' troppo difficile per me. L' uomo si mette quasi sempre in gioco solo per sesso. Se mai mi scioglierò sarà per qualcosa di più. Credo che sarà difficile in questa vita. Forse dovrei andare all'estero?

C'è un'attrice in particolare che porti dentro di te come musa per la tua carriera artistica?
Senza dubbi Eva Robin's, solo lei che è anche una mia amica ed è una persona colta, istruita e molto sensibile. Ognuno di noi ha fatto delle cose di cui poi si è pentito. Ma ben vengano, siamo umani. Lei è strepitosa, una vera icona per me.

Pensi che sia più importante avere un buon insegnante di Yoga o un buon chirurgo plastico?
Questa è facile! Un buon insegnante di yoga! E soprattutto una buona base naturale. Adesso, non che io mi dia tutta quest'importanza, ma anche una bella statua viene da un ottimo blocco di marmo, e io ho un corpo che ricorda la Magna Grecia!

Cosa ne pensi di molte trans che cercano di nascondere la loro identità dietro a un dito per tutta la vita?
Perché ce ne sono ancora? Forse perché non si accettano e non si amano. Poi esiste anche quella sfumatura di transessualità che vuole veramente essere una donna, che vorrebbe essere una moglie, una mamma e che soffre molto il fatto di non esserlo. Non siamo tutte uguali.

Che ruolo ha la moda nella tua vita? Come scegli il tuo outfit la mattina?
La mattina vado in divisa a lavoro! Quando ero più giovane ho avuto un momento molto glamour, ho anche degli amici molto importanti nella moda, come Alessandro Michele (nuovo direttore creativo di Gucci). Ma alla soglia dei cinquant'anni ho capito che lo stile è qualcosa che ti crei tu mescolando un pezzo vintage, un pezzo firmato e un pezzo low cost che ti piace e basta.
Oggi scelgo uno stile che va per sottrazione. Così come faceva Coco Chanel.
Qui in una foto di Michele De Andreis

Vivi in uno dei quartieri più belli e incontaminati di Roma, come hai scelto di abitare al Pigneto?
Per caso. All'inizio io e Vladimir Luxuria eravamo gli unici artisti ad abitare qui e non ti dico quello che ci urlavano! Ora tutto e cambiato ed è una gara per gli attori venire a vivere qui.

La persona più importante della tua vita?
La mamma sicuramente. Quella che ho amato ed odiato di più. Quando verrà a mancare farò un balzo di maturità in avanti. Ti tranquillizzo, non sta male, ma tendo a sprecare il presente pensando al futuro. E' una donna molto sensibile e solitaria come me, ed io le somiglio molto, e forse è proprio questo che mi fa incazzare. Non mi ha mai fatto dei grandi complimenti, ma io la amo.

Chi ti ha fatto soffrire di più?
(Subito dice di non ricordare, ma questo succede a tutti, la mente tende a cancellare le cose che non gli piacciono... ma poi...) La scuola è il momento più difficile dell'adolescenza . I ragazzini sanno essere cattivi anche senza sapere di esserlo e mi sembra di sentire ancora quelle voci con l'accento spiccatamente calabrese che nei corridoi urlavano: frocio! Ricchione! Parli come una femmina! Mi vergognavo al pensiero che mio padre venisse a sapere che mi prendevano in giro. Il paradosso (se la ride) è che tutti quelli che mi offendevano ora mi seguono su facebook e instagram. Sono traumi che mi porterò sempre dietro.

Credi di avere più talento o fortuna?
Fortuna, non credo di avere molto talento.

Concludiamo con un tuo vizio e una tua virtù.
Dedizione ed umiltà sono le mie virtù. Unico vizio: il tabacco... ogni tanto una sigaretta… ma che ti devo dire mi chiamano “La Santa”!

Fonte: Scritto da Fabrizio Imas per www.starssystem.it 

Lgbt: Giovanni Licchello: Vi racconto la mia lotta contro gli stereotipi

A soli 27 anni Giovanni Licchello ha girato intorno al mondo della comunicazione sempre in prima persona.
Si è avviato a una promettente carriera da calciatore, militando in serie D e C e in A in Svizzera, poi si è trovato al centro di un ciclone mediatico quando ha rivelato la sua omosessualità. Da lì ha iniziato a interessarsi a campagne di sensibilizzazione, facendo interviste e servizi fotografici, vincendo il titolo di Mr Gay Italia nel 2013, e viaggiando come ambasciatore contro l'omofobia in giro per le scuole d'Italia.
Ora che è conteso dalla tv (recentemente al programma di Nicola Savino su Rai Due e ad aprile su Sky Sport Uno nel programma di Gianluca Vialli), lo abbiamo incontrato per farci spiegare il suo percorso.

Che storia è la tua?
«Se ci ripenso è una storia di grandi passi in avanti in un mondo che mi sembra sempre più difficile. Ho fatto outing nel calcio e mi sono sentito sollevato. Le persone mi hanno dato ragione e sui miei social network mi ringraziano, alcuni dicono anche che grazie a me hanno trovato il coraggio di fare tante scelte. Ma ci sono tanti tabù ancora da infrangere.»

Quali?
«Che non tutti i i gay si vestono in un certo modo o hanno le stesse passioni. Io posso essere gay e rappresentare un'altra parte di questo mondo, senza fanatismi e senza esagerazioni. Esistono vari modi di essere, in generale, e ognuno aderisce al modello che più gli piace. Basta con gli stereotipi.»

Come sei oggi come persona?
«Sono cosciente di essere diventato un personaggio riconoscibile e spesso mi sembra strano che la visibilità ti tolga alcune cose normali. Pochi si avvicinano per parlarmi, chissà perché. Ma sono molto solido, ho la mia famiglia che mi conosce adesso al 100% e sono diventato solare e positivo. Faccio molte conoscenze da quando mi sono trasferito a Milano, conduco una vita mia indipendentemente da quello che viene scritto su di me. E come tutti i ragazzi del Sud ho le mie difficoltà ad adeguarmi a una nuova realtà, ma mi piace.»

Cosa ti porti dietro del tuo passato nel calcio?
«Il ricordo di tanta chiusura, dei pomeriggi interminabili a interrogarmi su quale fosse il momento giusto per fare il passo e dire a tutti quello che ero. Ma anche tanta disciplina, le trasferte nelle città diverse, l'essere coccolato dalle società che è una condizione bella ma che non ti insegna a vivere da solo. E anche l'approccio istintivo e pragmatico alla vita. La purezza che avevo quando ho iniziato a giocare, forse è calata un po', perché poi la vita ti insegna molto altro.»

Sei una web celebrity, seguito su internet da tante persone. Che effetto ti fa?
«Quando ho preso la decisione di dichiararmi non potevo confrontarmi con nessuno, ero io contro il muro. Ora vedo che molte persone a volte chiedono consigli a me tramite il web e mi fa piacere. Ho avuto l'idea di scrivere un libro sulle storie che mi raccontano i miei follower, magari lo scriverò col mio amico Alessandro Cecchi Paone.»

Sei ambasciatore contro l'omofobia, ti pesa questo ruolo?
«La campagna si chiama Diamo un calcio all'omofobia, c'è molto da fare ancora in Italia, anche nelle scuole dove a volte mi invitano a parlare. Dico agli studenti: non abbiate paura della diversità. Le cose più sorprendenti sono successe nelle discoteche dove a volte mi hanno chiamato per delle serate. I gestori volevano che mi spogliassi per attirare gente, ma i presenti spesso erano più contenti di farmi domande, di dialogare con me. Ti immagini, fermare la musica per parlare in una discoteca? È successo.»

Però hai fatto un concorso di bellezza, quindi non sei un tipo schivo...
«Beh certo una dose di narcisismo ce l'ho anche io, non lo nego. È solo che penso che per poter veicolare un messaggio non bisogna essere per forza protagonisti. Io penso che il vero successo sia la libertà di poter dire quello che vuoi. E anche per questo mi è capitato di rifiutare delle offerte in tv, volevano obbedissi a un copione. Ho fatto tutto questo percorso per ottenere la verità, in primis con me stesso, figurati se posso mai accettare un ruolo che non sento mio.»
fonte Scritto da Christian D'Antonio - http://www.mydreams.it/

Lgbt: Al Teatro Elicantropo di Napoli va in scena "VIOLA DI MARE" dal 19 al 22 marzo

Rovine Circolari presenta VIOLA DI MARE dal romanzo Minchia di re di Giacomo Pilati scene Giancarlo Gentilucci costumi Stefania Cempini interventi sonori Alfredo Laviano ass.alla regia Mariella Lo Sardo disegno luci Daniela Vespa foto di scena Paolo Porto, di e con Isabella Carloni.


La scena si apre su un tempo sospeso.
Pina/Pino è in attesa. Aspetta di posare per un ritratto che la immortali, finalmente, dopo tutta una vita, con indosso un abito femminile. In quell’attesa riaffiorano, come soprassalti di memoria, tracce della sua esistenza.
A tratti, improvvise scritte di luce titolano i passaggi di vita della protagonista, la costringono a precipitare in storie rimosse, a svelarne risvolti segreti o nascosti.
La memoria, allora, diventa una resa dei conti con se stessa.

La scrittura drammaturgica si sviluppa con la medesima essenzialità del lavoro attorale: sedimenta, dal testo originale di Giacomo Pilati, quelle sequenze indispensabili a coagulare la vicenda sulla scena, a renderne memorabili i passaggi.

Le sonorità, create da Alfredo Laviano, segnano nello spettacolo il tempo dell’azione, individuano i passaggi, interrompono o spiazzano il fluire della memoria, come una partitura drammaturgica parallela.
Nello spazio, pensato da Giancarlo Gentilucci, si staccano come affioranti dalla crosta del tempo pochi elementi scenici che, assieme alla luce, creano i luoghi della memoria, inventano squarci che diventano luoghi, tagli che ospitano spazi, che si fanno botola, mare, ritratto.

INFO
Al Teatro Elicantropo dal 19 al 22 marzo per informazioni 081296640 3491925942 - promozionelicantropo@libero.it
fonte evento facebook

martedì 10 marzo 2015

Lgbt: L'attore premio Oscar Eddie Redmayne alza il tiro: sarà la prima trans della storia

Ha vinto il premio Oscar 2015 come Miglior attore protagonista nel film La teoria del tutto (e ancor prima il premio Bafta e il Golden Globe), vestendo i panni del fisico Stephen Hawking e recitando su una sedia a rotelle, e adesso Eddie Redmayne(in foto)è pronto a dare una nuova prova della sua versatilità. Questo ragazzo si trasforma con una destrezza ammirevole, che lascia incantati.
E stavolta si fa davvero fatica a riconoscerlo. Interpreta infatti il ruolo di una transessuale in The Danish girl, nuova pellicola di Tom Hooper (Il discorso del Re). Biopic su Lili Elbe, la prima transessuale storicamente riconosciuta.
La prima persona che, negli anni Trenta, si sottopose a un’operazione per cambiare sesso.

Pur essendo molto complessa, questa parte non creerà alcun disagio nell’attore britannico: come lui stesso ha raccontato, infatti, nel college per soli uomini che ha frequentato con il principe William gli venivano spesso affidati ruoli femminili a causa della mancanza di attrici. Il motivo va senz’altro cercato nei suoi lineamenti molto delicati. Lineamenti che però lui sa utilizzare nei modi più svariati. Sta nascendo una stella?
fonte http://velvetcinema.it/2015/03/01/eddie-redmayne-e-una-trans-nel-nuovo-film/ FOTO by twitter

Lgbt: The Voice of Italy 3, il trans Daniel Petrarulo incanta con la sua voce

Grande sorpresa a The Voice of Italy 3, dove i coach si sono girati all’unisono, ascoltando la voce di Daniel Petrarulo, transgender che ha incantanto con la sua voce lo studio del programma musicali.

Le Blind Auditions stupiscono ancora con l’arrivo di un talento sicuramente unico, che affascina anche per la storia di vita particolare che c’è dietro alle sue spalle. Dopo Suor Cristina, all’interno del programma arriva una nuova personalità che ha tanto da raccontare e da dare. Daniel Petrarulo ha 29 anni e viene da Grottaglie, un paese in provincia di Taranto. All’anagrafe, il ragazzo si chiama Daniela. La “a” finale, però, al giovane è stata sempre stretta e, con tante difficoltà, è riusciuto ad intraprendere un percorso di transizione per diventare ciò che lui aveva sempre desiderato: un uomo.

I coach non si sarebbero mai aspettati che, dietro quella voce calda e accattivante, ci fosse un transgender. Daniel ha colpito davvero tutti e, alla fine, ha scelto di far parte del team Noemi. Prima dell’esibizione Daniel ha spiegato la sua decisione di cambiare sesso e identità: “Il mio è un percorso di transizione da donna a uomo, è molto delicato e duro da affrontare. All’inizio pensavo che la mia voce sarebbe sparita, invece adesso sono convinto che l’avrò per sempre. Sogno di realizzarmi e comunicare con la musica: partecipare a The Voice potrebbe voler dire aprire delle menti. Vado a testa alta perché non rinnego nulla di come sono, alla fine sono sempre me stesso“.
Dopo l’esibizione ha raccontato ai coach la sua storia: “All’anagrafe sono Daniela, ma sto cercando di eliminare quell’ultima vocale che mi stava scomoda“. Sul palco, Daniel si è esibito portando la canzone Always di Bon Jovi. Ecco il video dell’esibizione di Daniel a The Voice of Italy 3
A QUESTO LINK IL VIDEO DELL'ESIBIZIONE DI DANIEL
https://www.youtube.com/watch?v=sRFFsxoqov8

FONTE: Daniela Caruso http://www.quotidianamente.net/65691/life-style/the-voice-of-italy-3-il-trans-daniel-petrarulo-incanta-con-la-sua-voce-video/