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lunedì 9 dicembre 2024

Books: "In Vogue: An Illustrated History of the World's Most Famous Fashion Magazine" by Anna Wintour, Alberto Oliva, Norberto Angeletti

In Vogue is a fascinating look at the history of the world's most influential magazine. 

The complete compendium is illustrated with hundreds of covers and archival interiors of past Vogue editions, featuring the work of some of the twentieth century's most respected artists, cover illustrators, and photographers—from Edward Steichen, Toni Frissell, and Erwin Blumenfeld to Irving Penn, Richard Avedon, David Bailey, Helmut Newton, Annie Leibovitz, Mario Testino, Steven Klein, Bruce Webber, and Herb Ritts. 

In 1909, an entrepreneurial New Yorker named Condé Nast took charge of a struggling society journal and transformed it into the most glamorous fashion magazine of the twentieth century.  
In Vogue traces the history, development and influence of this media colossus—from its beginning as a social gazette in the late nineteenth century, to the exploration of modern fashion photography and new visuals in the mid-twentieth century, to its status as the top style magazine today. 

The book explains the makings of the magazine—from runways, to editorial meetings, to the pages of Vogue.The thoroughly researched story incorporates first-person accounts, interviews with editors and photographers, and excerpts from stories written in the magazine by many world-renowned writers, including Truman Capote, Aldous Huxley, Richard Burton, Federico Fellini, and Marcello Mastroianni.
Unparalleled in its scope and exceptionally illustrated, In Vogue is sure to be among the most important publications on the subjects of culture, art, fashion, photography, and media.

source: www.amazon.it  

martedì 20 settembre 2022

Attori: Timothée Chalamet è il primo uomo della storia sulla copertina di Vogue

Aria di rivoluzione con il giovane attore in copertina, ma cosa vuol dire per l’uomo del futuro? Nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna

“Chalamet incarna un tipo di uomo nuovo” ha scritto il direttore della rivista Vogue che per la prima volta dedica la copertina interamente a una star maschile. Il giovane attore reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia 2022 dove ha presentato il nuovo film di Luca Guadagnino, Bones and All, di cui è protagonista, ha incantato il mondo con gli scatti fotografici che sono stati pubblicati sulla celebre rivista per il numero di ottobre. 

Un evento storico per il mondo del glamour e dello spettacolo poiché nei 106 anni di pubblicazione pochi uomini sono stati presenti sulla cover di Vogue e sempre insieme a una donna. “Vogue è uno spazio che celebra le donne, tuttavia c’è qualcosa che mi sembra nel migliore dei casi old-fashion, nel peggiore rétro, nel suddividere i generi in scatole così chiuse…La moda oggi è espressione di sé, è politica, è gioco, riguarda cosa ci fa stare bene” ha scritto Edward Enninful nel suo editoriale.

Chi è Timothée Chalamet

26 anni, nato a New York da mamma americana e padre francese, Chalamet sta vivendo il suo momento di gloria iniziato con il grande successo di Chiamami col tuo Nome di Guadagnino in cui recitava al fianco di Armie Hammer. Il suo talento davanti alla macchina da presa è stato notato a Hollywood e sono cominciate a piovere richieste di produzioni grandi e piccole. Lo abbiamo visto nel kolossal Dune, nei film indipendenti Lady Bird e Beautiful Boy, in Piccole Donne, French Dispatch e nel film di Woody Allen Un Giorno di Pioggia a New York. Tutti lo vogliono e nelle varie occasioni pubbliche ha colpito anche la sua personalità solare, la sua energia travolgente e la disponibilità con i fan.

Come mai Timothée per la cover di Vogue?

“Timothée ispira donne e uomini ed è amato da adolescenti e da nonne. È un uomo che va bene per tutti” ha scritto Enninful, consapevole della sua scelta rischiosa che vuole rompere gli schemi. “Incanala l’energia di James Dean e Leonardo DiCaprio a vent’anni, ma con un approccio che smantella le vecchie nozioni di mascolinità” ha aggiunto. L’attore infatti gioca con la moda e lo stile, basti pensare al look con cui ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia con un completo rosso fuoco e la schiena scoperta. Le foto realizzate da Steven Meisel per Vogue lo ritraggono punk, rock, sexy, con outfit di pelle e capelli selvaggi e vaporosi colorati. Sopracciglia spettinate, un leggero monociglio, libero con le imperfezioni che non sono più da condannare ma da mettere in mostra.

La rivoluzione dell’uomo

La presenza di Timothée su Vogue ma anche in generale nel mondo dell’intrattenimento sta in un certo senso rivoluzionando lo stile maschile spingendo verso una maggiore autenticità che negli anni è passata sempre più in secondo piano per apparire sempre perfetti. Chalamet sta evitando di diventare un prodotto hollywoodiano studiato a tavolino, mantenendo il suo carattere, la sua anima e il suo temperamento e questo è apprezzato da un pubblico maschile e femminile di tutte le età.

>>>   Timothée Chalamet Instagram 

fonte: https://tg24.sky.it

domenica 21 agosto 2022

Moda: Linda Evangelista sfigurata torna in copertina, "ma con ritocco"

A 5 anni dalla criolipolisi la modella avverte: "Questo non è il mio vero volto'

Per cinque anni è scomparsa dai riflettori dopo che un intervento di rimodellamento del corpo  l'ha sfigurata, ma ora, dopo aver deciso di raccontare la sua storia, Linda Evangelista torna in copertina. Photo: Linda Evangelista su Vogue Uk fotografata da Steven Meisel RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/Ansa

La modella, una delle regine delle passerelle di tutto il mondo negli anni Ottanta e Novanta, è su British  Vogue di settembre dopo che un trattamento estetico le ha causato protuberanze su collo, braccia e gambe.

La sessione di foto con Steven Meisel è la sua prima copertina di Vogue e servizio fotografico di moda da un po' di tempo:  cinque anni a "nascondersi" da quando, sostiene, una procedura di congelamento del grasso, la criolipolisi, l'ha lasciata "brutalmente sfigurata". 
Così ha deciso che l'unica via d'uscita era raccontare la sua storia. "Non potevo più vivere quel dolore", dice. "Sapevo che dovevo fare un cambiamento e l'unico cambiamento era dire la mia verità."
 
57 anni, figlia di immigrati italiani, Evangelista è cresciuta in Canada, nella città di St Catharines in Ontario, dove il padre lavorava per la General Motors e la madre era contabile. Negli anni d'oro Linda, Naomi Campbell e Christy Turlington sono state etichettate come The Trinity, prima che Cindy Crawford e Claudia Schiffer si unissero alla formazione onnipotente delle super top model. Una carriera cominciata nel 1984 con l'ingaggio dell'Elite Model Management. 
 
L'anno successivo oltre che a New York aveva anche una casa a Parigi e aveva iniziato a lavorare per Chanel. "Karl [Lagerfeld] è stato un viaggio", ricorda. “Non c'era niente che non avrei fatto per lui." Arthur Elgort l'ha fotografata per Vogue Paris e subito dopo ha lavorato con tutti i grandi, da Meisel, Irving Penn e Richard Avedon a Herb Ritts e Peter Lindbergh (che ingegnosamente le ha suggerito di tagliarsi i capelli corti, quando tutti gli altri li portavano lunghi). È apparsa in campagne multimilionarie per Revlon e, grazie a Gianni Versace, è stata una delle prime modelle a fare il crossover tra la fotomodella e la passerella, che fino ad allora era un'industria separata. 
Della sua operazione non riuscita a febbraio aveva parlato per la prima volta con il magazine People dicendo che era stufa di nascondersi
 
"Ho finito di nascondermi". Dopo quasi cinque anni lontano dai riflettori, Linda Evangelista è pronta a condividere la propria storia. (ANSA)

E adesso è tornata davanti all'obiettivo del fotografo. E non ha nessun problema ad ammettere che le foto sono ritoccate: "Quelli non sono la mia mascella e il mio collo nella vita reale". Nelle immagini scattate da Steven Meisel, Evangelista porta sempre un foulard intorno al volto che le nasconde le orecchie e i capelli, mentre la truccatrice Pat McGrath ha tirato indietro delicatamente il suo viso, la mascella e il collo con nastro adesivo ed elastici.


    "Cerco di amarmi come sono, ma nelle foto di moda penso che il nostro compito sia creare fantasie, creare sogni", ha detto nell'intervista a Vogue, spiegando di essere stata attratta dalla procedura di CoolSculpting per la sua stessa vanità: "Quelle pubblicità erano in onda ovunque e chiedevano: 'Ti piace quello che vedi allo specchio?' Mi stavano parlando". 

 "Promettevano niente tempi morti, niente interventi chirurgici e... ho bevuto la pozione magica, l'ho fatto perché sono un po' vanitosa, e mi si è ritorta contro", ha continuato, rivelando: "Se avessi saputo che gli effetti collaterali potevano includere la perdita dei tuoi mezzi di sostentamento e il rischio di essere così depressa da odiarti... non avrei corso quel rischio".

Nel settembre 2021 la modella ha intentato una causa da 50 milioni di dollari contro la società che esegue il CoolSculpting, la Zeltiq Aesthetics, che ha poi risolto a luglio.

 Con Vogue, Evangelista ha ricordato i suoi primi giorni da modella e quando è diventata famosa. Alla domanda se fosse consapevole della sua bellezza, e se i ragazzi volessero uscire con lei, ha risposto: "No. Avevo un sacco di amici, ma no. Sai cosa c'era? Ero alta e la gente diceva a mia madre, 'Oh, è alta.    Dovrebbe fare la modella'. Poi ero ossessionata dalla moda". 

E quando le è stato chiesto se è guarita mentalmente, ha ammesso: "Assolutamente no, ma sono grata per il supporto che ho ricevuto dai miei amici e dal mio settore". Sostegno è arrivato dalle sue colleghe, da Gwyneth Paltrow e da Marc Jacobs. Il direttore artistico Kim Jones è stato uno dei primi a inviarle una lettera, il cui risultato la vede protagonista di una nuova campagna Fendi". Non mi vedrete in costume da bagno, questo è certo - ha concluso - E sarà difficile trovare lavoro con le protuberanze senza ritoccare, comprimere, o usare stratagemmi".

fonte: di Valeria Robecco https://www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Photo: Linda Evangelista su Vogue Uk fotografata da Steven Meisel 

sabato 11 luglio 2020

Legendary: il reality sulla ballroom scene tornerà con una seconda stagione

Qualche mese fa vi avevamo parlato di Legendary, reality targato HBO Max relativo alla cultura della ballroom scene e del voguing. Il programma ha debuttato sulla piattaforma a fine maggio, ed è stato un vero successo!

Ad oggi siamo definitivamente arrivati alla chiusura della prima stagione, e noi spettatori non stiamo più nella pelle! Tra le tre houses rimaste chi si sarà aggiudicato il titolo di Legendary House e gli annessi 100.000 dollari di premio.

La buona notizia è che questa non sarà certo l’ultima volta che vedremo una competizione del genere: Legendary è stata infatti rinnovata per una seconda stagione.

La notizia è giusto di ieri, e non si sa praticamente nulla in merito, specie riguardo a eventuali cambiamenti che potrebbero essere apportati al programma come anche no. Nell’arco di questi nove episodi abbiamo potuto notare una competizione serrata e senza esclusione di colpi.

Abbiamo visto sfidarsi la bellezza di otto grandi Houses del mondo della ballroom scene, e ognuna di loro ha dato il meglio possibile in ogni gara e per ogni singola categoria. Viene quindi spontaneo chiedersi a chi spetterà il premio finale?

legendarymax instagram QUI

Nel mentre, è vero che nulla sappiamo sulla seconda stagione, ma niente ci vieta di fantasticare. Quali altre houses parteciperanno per poter vincere l’ambito titolo di Legendary House? Una cosa invece sembra essere certa: la produzione verrà spostata totalmente a Los Angeles.

Stabile invece la giuria, comporta dalla rapper Megan Thee Stallion, l’attrice Jameela Jamil, lo stilista Law Roach e Leiomy Maldonado, ballerina grande esponente della ballroom scene internazionale e Mother della House of Amazon. A loro si aggiunge sempre un giudice ospite, che varia ogni puntata.
Che dire, attendiamo con ansia maggiori informazioni in merito, e speriamo in una nuova stagione pirotecnica quanto la prima.
fonte: Written by Elena Di Stasio    www.hallofseries.com

venerdì 24 aprile 2020

Vogue America, una rosa sulla copertina di Giugno 2020 🌹

Uno scatto di Irving Penn campeggia sullo sfondo bianco: il fiore che sboccia è un simbolo di speranza e risveglio

Il bianco di Vogue Italia e la rosa di Irving Penn per Vogue America: quando le copertine diventano potenti nell'estrema semplicità

Siamo abituati alle copertine patinate che con le loro scelte editoriali raccontano, evocano, stupiscono. La fotografia è un linguaggio visivo e attraverso questa forma d'arte si vuole comunicare un messaggio o far riflettere. La moda può parlare di sogni, regalare un momento di svago, ma non di meno può registrare il reale. E offrire una lettura antropologica capace di evidenziare una connessione tra il fashion e il tempo che viviamo, la realtà sociale e politica, l'economia. 

La pandemia scatenata dal Coronavirus ha rivoluzionato la vita sociale, familiare e professionale di tutti, segnando un nuovo capitolo della storia. Naturalmente neppure la moda ne è rimasta indenne: si pensi agli effetti del Convid-19 sul sistema e alle possibili conseguenze in fatto di tendenze e gusti (per esempio, potrebbe accadere che il minimalismo, con nuove sfumature e significati, segni il post quarantena). Ci si concentra già sul “dopo”, ma i media sono chiamati a raccontare la contemporaneità, quello che stiamo vivendo. 

Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, nel suo editoriale sul numero di aprile ha sottolineato che “Vogue parla al mondo attraverso la moda". “In tempi come questi, crediamo che una cover silenziosa dica molto di più di qualsiasi parola o immagine” - ha commentato Ferdinando Verderi, direttore creativo di Vogue Italia - “Il bianco è un messaggio universale di forza, purezza, rispetto e speranza”. La semplicità di quel bianco diventa un messaggio potente e universale.

Il coronavirus non ha risparmiato nemmeno l'America. Per lo stato di emergenza non è stato possibile realizzare servizi fotografici: la direttrice di Vogue US Anna Wintour ha condiviso la sua posizione, sollecitando lettori e community a rimanere a casa utilizzando l'hashtag #StayHome

Raul Martinez, direttore creativo di Condé Nast ha sottolineato che “Vogue ha sempre capito e risposto ai tempi”. Così, la nuova copertina di Vogue America di giugno/luglio - bianca con al centro una rosa rossa -  nasce dalla riflessione sulla lunga storia del giornale, sui 128 anni che la rivista ha affrontato tra guerre, crisi ed eventi politici-economici che hanno sconvolto e segnato la società. 

Il fiore è un'immagine dell'archivio di Vogue, realizzata da Irving Penn, il fotografo statunitense  famoso per le eleganti immagini moda del secondo dopoguerra e le nature morte, come la serie di bouquet con tulipani, i mazzi selvatici di Long Island e, appunto, le rose.

Qui la rosa si libera del suo significato più popolare, che riamanda ad amore, romanticismo e femminilità, per diventare un simbolo naturale di speranza, bellezza e risveglio. Una copertina che ccolpisce per la delicatezza estetica e che racchiude significati ben più profondi sull'esistenza: noi tutti ci rivediamo in quel piccolo miracolo naturale: una rosa che sta per sbocciare
fonte:     www.vogue.it

martedì 8 ottobre 2019

Cinema: "La scomparsa di mia madre" di Beniamino Barrese. Nelle sale da giovedì 10 ottobre 2019

Un corpo a corpo tra Benedetta Barzini, prima italiana a posare per Vogue, e la macchina da presa di suo figlio. Beniamino Barrese racconta sua madre, Benedetta Barzini, top model negli anni 60, musa di fotografi e artisti, da Irving Penn a Richard Avedon, da Andy Warhol a Salvador Dalì.

Durante il casting per un film a lei dedicato, alcune modelle cercano di entrare nel personaggio della top model Benedetta Barzini, la prima modella italiana a comparire nel 1963 su "Vogue" America per volere della leggendaria fashion editor Diana Vreeland (immortalata nel documentario di Lisa Ammordino). 
Ma quest'inizio in chiave fiction, con luce artefatta da photoshooting è un depistaggio: qualcosa che, per contrasto, faccia risaltare la reale natura di Barzini, imponendosi con forza su quella bidimensionale, amplificata dalle passerelle, dalle cover di riviste come "Harper's Bazaar" agli altri media.

"Ho passato la vita a filmare e fotografare mia madre, senza sapere perché. È stata la mia prima modella, la mia preferita. Quando mi ha detto di aver deciso di andarsene e di non tornare mai più, ho capito che non ero pronto a lasciarla andare".  Beniamino Barrese.  PER IL TRAILER CLICCA QUI

Come esergo al suo lungometraggio d'esordio, selezionato dal Sundance 2019 nella sezione World Cinema Documentary, Beniamino Barrese (1986), figlio della fotomodella di fama mondiale nata nel 1943, pone questa dichiarazione per spazzare via ogni equivoco: La scomparsa di mia madre non vuole essere biopic di fiction né documentario informativo, celebrativo o testamentario (alla Franca: Chaos and Creation di Francesco Carrozzini). Anzi, è quasi chirurgico nel non dare coordinate su famiglie e parentele, e sbrigativo nel sintetizzare il periodo newyorkese trascorso a braccetto con star dell'arte e del jet set tanto quanto nel motivare una recente sessione di lavoro alla London Fashion Week.

È molto concentrato sulla ricerca di riappropriazione di un'immagine nella sua autenticità, sul tentativo di sottrarre un viso, un corpo, allo sguardo del sistema moda e alla sua rappresentazione convenzionale per restituirlo ai momenti più ordinari, agli atteggiamenti meno glamour. Al tempo stesso è il sogno di comporre e trattenere, da figlio, l'essenza di una "super madre", per di più riluttante, per non dire recalcitrante, ad essere ripresa (anche se come attrice è comparsa come madre di Luca Marinelli in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì). Ad essere seguita nella sua quotidianità post hippie (che qui comprende anche una visita pseudo estemporanea della collega e coetanea Lauren Hutton), vissuta però con la stessa ieratica nonchalance di quando - cigno, donna aliena, scultura di Giacometti - posava davanti agli obbiettivi di noti fotografi. 

Mentre Edipo impazza e riecheggia quasi ad ogni inquadratura, il regista - ma meglio sarebbe dire i registi, visto che ciò che deve stare in campo è frutto di una negoziazione continua tra madre e figlio - rende conto della loro relazione fusionale ma anche di un percorso emblematico di emancipazione: l'evoluzione di una donna che si è sottratta consapevolmente allo stesso sistema capitalista di cui è stata meccanismo per oltre un decennio. E che poi da giornalista, docente di antropologia della moda, femminista (recuperare l'intervista in Lievito madre di Concita De Gregorio ed Esmeralda Calabria per approfondire le sue posizioni) ne ha smontato il linguaggio e la violenza.

Se al centro del discorso, oltre al desiderio di fuga e anonimato della protagonista, c'è un conflitto sui limiti del rappresentabile, non c'è dubbio che un elemento invisibile risalti con forza: l'amore incondizionato e parossistico tra i due.
Nell'ossessività connaturata a questo corpo a corpo, letteralmente esclusivo, tra il giovane filmmaker e la ex modella, che oggi sono agli antipodi quanto a desiderio di visibilità, il ritratto di donna anticonvenzionale, che qui gioca sempre a depotenziare, demistificare se stessa ("la mia faccia non è in vendita", o "la bellezza non è un merito", dice preparandosi a ricevere un'onorificenza ufficiale) trova una propria forma anche nella scelta di usare il più possibile la luce naturale e nell'armonia tra materiali e supporti diversi: il digitale della camera a mano, la pellicola a 16 e 35mm degli anni del successo e della prima maternità, gli home movies video sgranati di Barrese ragazzino, gli inserti televisivi.
Che il desiderio di scomparire sia effettivo o simbolico non è poi così rilevante: resta un insistente, liberatorio appello a rivendicare la propria indipendenza e individualità, che si muove tra filtratissimi cenni biografici, gesti prosaici in spregio all'ossessione estetica e rari, abbacinanti lampi di tenerezza e gioco.
fonte:  Recensione di Raffaella Giancristofaro www.mymovies.it

giovedì 23 febbraio 2017

Lgbt: Valentina Sampaio, la prima modella transgender sulla copertina di Vogue

Si chiama Valentina Sampaio, ha 19 anni, è brasiliana ed è la prima modella transgender a comparire sulla copertina di Vogue Francia il prossimo Marzo. Nata maschio, ma con atteggiamenti visibilmente molto femminili, ad 8 anni con un intelligente sostengo psicologico prende consapevolezza della sua vera natura. Aiutata dai genitori, madre insegnate e padre pescatore, che da sempre l’hanno sostenuta ed incoraggiata in questo forte percorso interiore, oltre che esteriore, intraprende una nuova vita da donna e cambia nome. È da quando aveva 16 anni che calca le passerelle dell’alta moda.

Per la copertina di Vogue di Marzo, in edicola dal 23 febbraio, sono stati i fotografi Mert Alas e Marcus Piggott ad immortalarla in due differenti immagini.

«Questo mese siamo fieri di celebrare la bellezza transgender – come scritto sul profilo Instagram della rivista – e il modo in cui le modelle come Valentina Sampaio, che qui posa per la sua prima copertina di Vogue, stanno cambiando il volto della moda, abbattendo i pregiudizi».
fonte: Luigi Frajese per http://neomag.it/

lunedì 20 luglio 2015

Lgbt: Vogue celebra la bellezza senza tempo: a luglio è Timeless Issue

Il mensile Condé Nast questo mese arriva in edicola con un numero speciale, The Timeless Issue, dedicato alla bellezza femminile senza tempo. Protagoniste, donne tra loro diverse raccontate attraverso l’obbiettivo del celebre Steven Meisel

Dopo il numero speciale sulla Cina, Vogue Italia torna in edicola a luglio con The Timeless Issue, dedicato alla bellezza femminile in qualsiasi stagione della vita.
Protagoniste sono donne giovani, giovanissime e meno giovani, perché l’età anagrafica non conta e perché non c’è un tempo per un certo tipo di bellezza.
Contano la personalità, le scelte e i traguardi raggiunti o quelli ancora da tagliare.

Steven Meisel, uno dei più grandi fotografi internazionali e contributor di “Vogue” Italia, ha ritratto con il suo sguardo unico e inconfondibile 17 donne dai background e dalle esperienze più diverse. Tra loro, Mariel Hemingway e Stockard Channing, Bambi e Anna Cleveland, Jan de Villeneuve, Verde Visconti,Kaia Gerber…

In questo numero di Vogue Italia, anche un portfolio con foto di Bruce Weber: dieci ritratti di donne che il fotografo ha realizzato nel corso della sua carriera, icone globali come Vanessa Redgrave e China Machado, negli anni 50 prima modella non caucasica fotografata su un magazine americano; come Marianne Faithfull, Alba Clemente e le attiviste per i diritti umani Edie Windsor e Marleine Bastien.

Donne dalla vita piena, felici di crearsi in ogni momento una personale bellezza, alle quali il passare del tempo non ha in alcun modo intaccato fascino e personalità. Vere ambasciatrici di quella bellezza appunto “senza tempo”. Inoltre, a proposito di vite vissute, The Timeless Issue ospita un portrait a tutto tondo di Deeda Blair, figura unica di filantropa e fundraiser, moglie dell’ambasciatore William McCormick Blair Jr. e amica dei Kennedy.
Competente di haute couture come di biotecnologie, il suo stile è leggendario, come pure il suo impegno sul fronte della ricerca scientifica. In The Timeless Issue ampio spazio è dedicato anche al tema Beauty: come prendersi cura di sé nelle diverse fasi della vita, dalla prevenzione, alla salvaguardia della bellezza, alla strategie anti-age.
fonte: http://www.gqitalia.it/

giovedì 7 maggio 2015

Lgbt: La "Vogue Fashion Night Out 2015" torna a settembre a Firenze e Milano

Le edizioni internazionali di Vogue annunciano le prime date dei prossimi appuntamenti con la Vogue Fashion’s Night Out. Gli eventi che celebrano lo shopping in tutto il mondo saranno in Italia a il 17 settembre a Firenze e il 22 settembre a Milano.

Ogni anno la Vogue Fashion’s Night Out coinvolge un numero sempre maggiore di Paesi e la partecipazione entusiasta di migliaia di persone. L’edizione del 2014, solo nel nostro Paese, ha registrato oltre 300mila presenze.

Tutte le più importanti griffe e le più rappresentative boutique cittadine sono coinvolte nell’iniziativa: allestimenti ad hoc nei punti vendita, appuntamenti culturali, cocktail party e concerti, fanno da cornice a questo attesissimo appuntamento.

Le edizioni internazionali di Vogue Fashion’s Night Out seguiranno il seguente calendario, molte altre città del mondo confermeranno a breve la loro adesione:
3 settembre: Mosca - 10 settembre: Berlino - 10 settembre: Lisbona
10 settembre: Madrid - 11 settembre: Düsseldorf - 17 settembre: Firenze
22 settembre: Milano - 22 settembre: Parigi - 17 ottobre: Osaka

Vogue Fashion’s Night Out, nata nel 2009 con l’obiettivo di festeggiare la moda e dare impulso all’economia del settore, offre infatti anche l’opportunità di partecipare attivamente a progetti charity: dalla prima edizione, i tanti brand che sono intervenuti all’evento hanno realizzato oggetti limited edition i cui ricavi delle vendite sono stati destinati a numerosi progetti benefici.

I fondi raccolti nel corso delle edizioni italiane di Vogue Fashion’s Night Out hanno contribuito nel 2009 alla piantumazione di alberi nel comune di Milano e alla realizzazione e sistemazione del giardino pubblico del Villaggio Barona, sempre a Milano nel 2010.

Il ricavato dei prodotti limited edition 2011 è stato messo a disposizione dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi. Con le edizioni VFNO 2012, in seguito al terribile sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, Vogue Italia è sceso in campo per le zone coinvolte e grazie alle vendite di Milano, Roma e Firenze, i fondi sono stati impiegati per iniziative rivolte all’infanzia e all’adolescenza: sono stati destinati al Comune di Finale per il ripristino del polo scolastico, al reparto pediatrico dell’ospedale di Carpi per l’acquisto di attrezzature – in particolare di una macchina ecografica per eco prenatale – e al Comune di Mirandola per la gestione di una nuova sezione della Scuola dell’infanzia Sergio Neri e per il progetto della scuola media F.Montanari “Scuola aperta per ricominciare”.

Grazie ai fondi raccolti nell’edizione 2013 è stato riqualificato il campo sportivo, gli spogliatoi e l’area verde annessa nel quartiere Quarto Oggiaro, a Milano. Nell’ultima edizione del 2014, i fondi sono stati devoluti ai centri comunali di formazione e per l’inserimento nel mondo del lavoro di ragazzi in difficoltà, “Milano Ti Forma Fleming e San Giusto” e a “Differenza Donna”, l’Associazione che si rivolge alle donne oggetto di violenza e in condizione di disagio e ai loro figli minori, mettendo a disposizione centri di accoglienza Solidea’ della provincia di Roma.
fonte http://www.radiowebitalia.it/

mercoledì 29 aprile 2015

Lgbt: Ecco Andreja Pejic, la prima modella transessuale in copertina di Vogue

“La società non ti dice che puoi essere trans. Ho pensato di essere gay, ma non andava bene… Ho pensato – Beh, magari il pensiero di vivere come una donna era solo una cosa su cui stavo fantasticando – Ho pensato prova ad essere un ragazzo e ad essere normale”.

Queste sono le parole di Andreja Pejic, modella serba ventitreenne, la prima modella transgender a posare per la rivista di moda Vogue. Nonostante le sia stato più volte sconsigliato, Andreja si è sottoposta all’intervento chirurgico che l’ha resa definitivamente donna l’anno scorso.

“Mi dicevano di non farlo, che di belle ragazze in giro ce ne sono tante e in questo modo avrei perso quel che c’era di speciale in me”. Ma i consigli sono serviti a poco.
Presto potrete vederla immortalata da Patrick Demarchelier su Vogue, nel numero di maggio che uscirà negli USA.
fonte http://www.darlin.it/