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lunedì 4 marzo 2024

Film Festivals: Marlon Brando Centennial Retrospective Set for Italy’s Torino Film Festival

Italy’s Torino Film Festival will celebrate the centennial of Marlon Brando‘s birth with a 24-title retrospective of films featuring the groundbreaking two-time Oscar winner, known for his naturalistic acting style and rebellious streak. By Nick Vivarelli

The Brando retro will be “the backbone” of the fest, according to its new artistic director, Italian actor/director Giulio Base. Accordingly, an image of Brando – photographed when he was shooting Bernardo Bertolucci’s “Last Tango in Paris” – is featured on the poster for the fest’s upcoming 42nd edition, which will run Nov. 22-30.

Torino is Italy’s preeminent event for young directors and indie cinema, and is where Matteo Garrone and Paolo Sorrentino screened their first works. The festival’s lineup will be announced at a later date. 

“As an actor, Brando has always been my guiding star and I had been wondering for a while – since way before being appointed at Torino – how I would be able to celebrate his work,” Base, who was named Torino chief last July, told Variety.

The Torino Film Festival is run by Italy’s National Film Museum in Turin, a cinematic shrine housed in the iconic Mole Antonelliana domed tower, which is the Northern city’s main landmark. The museum staff has assembled the 24 titles selected by Base and his collaborators amid Brando’s vast filmography.

This includes Fred Zinneman’s 1950 drama “The Men,” the movie in which Brando made his big-screen debut playing a paraplegic war veteran, after having made a splash on on Broadway playing the Stanley Kowalski character in Tennessee Williams’ “A Streetcar Named Desire.” 

A 1950 Variety review somewhat tersely concluded: “Brando, a newcomer from Broadway stage, where he starred in ‘Streetcar Named Desire,’ plays his role realistically, often without sympathy but certainly with a feeling for the part. He is a new type of leading man, and as such must be accepted.”

Other titles selected by Torino to celebrate Brando, who was born in Omaha, Neb., on April 3, 1924, include Elia Kazan’s 1951 film adaptation of “A Streetcar Named Desire”; Joseph L. Mankiewicz’s “Julius Caesar” (1953); Kazan’s “On the Waterfront,” for which Brando won his first Oscar in 1954; Sydney Lumet’s “The Fugitive Kind” (1959); and Brando’s directorial debut “One-Eyed Jacks” (1961), in which he also starred.

Subsequent movies starring Brando set for the Torino retro comprise his unforgettable roles in Francis Ford Coppola’s “The Godfather” (1972) and “Apocalypse Now” (1979); Bertolucci’s “Last Tango in Paris” (1972); Richard Donner’s “Superman” (1978); Euzhan Palcy’s “A Dry White Season” (1989); Jeremy Leven’s “Don Juan De Marco” (1994); and John Frankenheimer and Richard Stanley’s “The Island of Dr. Moreau” (1996). 

fonte: articolo scritto da Nick Vivarelli  https://variety.com

mercoledì 15 novembre 2017

Lgbt: "Favola" il film di Sebastiano Mauri in concorso al Torino Film Festival 35

Favola, commedia surreale diretta da Sebastiano Mauri, sarà presentanta in concorso alla 35esima edizione del Torino Film Festival.


La commedia fantastica Favola, diretta dallo scrittore ed artista Sebastiano Mauri, sarà presentata nella sezione After Hours alla 35esima edizione del Torino Film Festival. Il film, una produzione Palomar con la collaborazione di Rai Cinema, è interpretato da Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Santagostino, Sergio Albelli e Piera Degli Esposti.

Favola è una commedia fantastica e surreale che affronta l’attualissima tematica dell’identità attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente. Siamo negli States degli anni Cinquanta: Mrs. Fairytale, il cui cognome è già tutto un programma, trascorre le sue giornate in una gabbia dorata tra barboncini impagliati, tè corretti al whisky, minacce d’imminenti invasioni aliene e peccaminose lezioni di mambo.
Nella meravigliosa e sfarzesca dimora di Mrs. Fairytale, che si scambia ricette e segreti con l’intima amica Mrs. Emerald, prendono corpo, si realizzano e s’infrangono sogni e aspirazioni: ciascun personaggio è libero di essere ciò che vuole, ma dietro la patina dorata e scintillante si nasconde una realtà ben diversa. Favola è l’adattamento cinematografico dell’omonima versione teatrale scritta e messa in scena dallo stesso Filippo Timi nel 2011.

giovedì 16 aprile 2015

Lgbt Torino: Al 30° TGLFF Il cortometraggio “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori

Il cortometraggio “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori sarà presentato domenica 3 maggio al prossimo Torino Gay & Lesbian Film Festival.

Il 30° TGLFF, che si è consolidato come un punto di riferimento irrinunciabile per il panorama cinematografico nazionale e internazionale, si svolgerà come di consueto presso al Multisala Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dal 20 aprile al 4 maggio 2015, con una formula innovativa, “30/30/30″, pensata appositamente per l’anniversario di quest’anno: 30 lungometraggi, 30 cortometraggi e 30 eventi extra. Parallelamente, si svolgerà la sesta edizione di A qualcuno piace libro,l’appuntamento letterario del TGLFF, ospitato dal Circolo dei Lettori durante i giorni del festival.

OFFICIAL SELECTION CONTATTO FORZATO - DANIELE SARTORI
“Contatto forzato” narra la vicenda di due soldati catturati dai partigiani sul finire della Seconda guerra mondiale. La storia si snoda all’interno di un centro di riconoscimento di prigionieri di guerra dove il tenente Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il soldato Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

"Nel puzzle che compone il quadro narrativo – dice Sartori – ho volutamente tolto un tassello per lasciare più libertà d’interpretazione allo spettatore. Il finale si può quindi leggere in numerosi modi, compreso quello queer.”

Oltre ai protagonisti Alberto Onofrietti e Diego Facciotti, fanno parte del cast Roger Mazzeo, Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon, Davide Strava e Guido Laurjni. Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, il Fonico Enrico Lenarduzzi, Anna Lazzarini, Mauro Tuveri, Cristina Morello, Damiano Bertazzo, Remo Buosi, Massimiliano Giunta, Studio Magoga, Equipe Sartoria Storica di Ferrara e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora.

La proiezione di “Contatto forzato” a Torino è prevista per domenica 3 maggio 2015, alle ore 14.30, presso il Multisala Cinema Massimo, sala 3.
fonte http://lostinvauxhall.com

sabato 22 novembre 2014

"Una nobile rivoluzione" Al Torino Film Festival il documentario del regista Simone Cangelosi dedicato a Marcella Di Folco la leader del movimento LGBT scomparsa nel 2010

"Una nobile rivoluzione" Al Torino Film Festival il documentario dedicato a Marcella Di Folco la leader del movimento LGBT scomparsa nel 2010. La storia della prima transessuale eletta a una carica pubblica e della sua vulcanica attività politica.
Il regista Simone Cangelosi: "Una personalità straordinaria, di portata storica"

Marcella Di Folco è stata la prima transessuale al mondo eletta a una carica pubblica. Era il 1995, il suo ingresso al consiglio comunale di Bologna fu una tappa, non l'ultima, di una vita di battaglie. Prima nel privato, poi il privato è diventato politico, pubblico.

Una nobile rivoluzione è il titolo del film documentario che racconta la vita della leader del MIT, Movimento Identità Transessuale, una delle figure più significative della lotta per i diritti civili in Italia negli ultimi quarant'anni.
Lo ha diretto Simone Cangelosi, scritto insieme a Roberto Nisi in collaborazione con Fulvia Antonelli e Silvia Silverio, sarà distribuito dalla Fondazione Cineteca di Bolgna e presentato al Torino Film Festival il 22, in concomitanza con la data fissata quest'anno - il 20 - per il Transgender Day of Remembrance, la giornata che commemora le vittime della transfobia.
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"Una nobile rivoluzione" è il titolo del film documentario che racconta la vita della leader del MIT, Movimento Identità Transessuale, una delle figure più significative della lotta per i diritti civili in Italia negli ultimi quarant'anni. Lo ha diretto Simone Cangelosi, scritto insieme a Roberto Nisi in collaborazione con Fulvia Antonelli e Silvia Silverio, sarà distribuito dalla Fondazione Cineteca di Bolgna e presentato al Torino Film Festival il 22, in concomitanza con la data fissata quest'anno - il 20 - per il Transgender Day of Remembrance, la giornata che commemora le vittime della transfobia

Marcella Di Folco è morta nel 2010 dopo aver attraversato molte vite. Figlia di un gerarca fascista, famiglia "parolina" caduta in disgrazia dopo la morte del genitore, è stata uomo poi è stata donna, protagonista delle notti romane degli anni Sessanta e caratterista al cinema con Fellini (prima Satyricon, poi Amarcord, nel ruolo del Principe), Rossellini, Petri.

Poi è arrivata la politica, è iniziata la nobile rivoluzione.
Prima, però, c'è il cambio di sesso. Succede alla fine di un grande amore che non funziona. La delusione, la crisi d'identità. Nell'estate del 1980 Marcello va a Casablanca, torna Marcella. Sempre per inseguire l'amore, la sua città diventa Bologna.

E lì, nell'arco di vent'anni circa, diventa una delle leader del movimento LGBT italiano. Il pubblico e il privato si fondono definitivamente. "La chiave di questo film è proprio questa - spiega Simone Cangelosi - lei era convinta che non ci fossero confini fra la dimensione politica e quella personale, quando l'ho incontrata per la prima volta ho avuto la percezione netta che fosse già da viva un personaggio storico. La sua morte mi ha fatto sentire l'urgenza di raccontare la sua storia. Ha influenzato moltissimo chi le stava accanto, aveva una personalità straordinaria, riuscivi a sentire, appunto, la sua portata storica".

Marcella Di Folco è stata la prima transessuale al mondo eletta a una carica pubblica. Era il 1995, il suo ingresso al consiglio comunale di Bologna fu una tappa, non l'ultima, di una vita di battaglie. Il 22 novembre, al Torino Film Festival, sarà presentato "Una nobile rivoluzione", documentario che racconta la vita della leader del MIT, il Movimento Identità Transessuale.

Cangelosi l'ha conosciuta bene, il suo percorso è simile a quello di Marcella Di Folco, ripete che per lui ha rappresentato "un punto di riferimento".
Per questo nel film i diversi piani narrativi sono sempre filtrati da quello intimo, affettivo.
Anche nella scelta dei materiali: accanto a quelli ufficiali si affiancano quelli dei suoi amici e compagni bolognesi. "Sono filmati girati con lei presente, con lei accanto, Marcella si vede, si sente la sua voce. Non si tratta solo di testimonianze, volevamo che fosse lei a parlare in prima persona, oltre che chi ha documentato le sue battaglie.

L'obiettivo era costruire una scena che interloquisse col presente, aprendo confini fra dimensioni temporali. Tutto si mischia, passato e presente, nulla è privilegiato rispetto ad altro". Ci sono i ricordi di chi le stava accanto e i filmati delle manifestazioni, il digitale non c'era ancora e la grana fa sembrare tutto più antico e familiare, come un Super8 di famiglia. "Subiamo continuamente violenza - dice Di Folco nel suo intervento sul palco a 'Emilia Romagna delle differenze', nel 2010, era maggio, a settembre se ne sarebbe andata per sempre - non solo violenza fisica, anche la violenza degli sguardi che ci seguono quando passiamo e ci spaccano il cuore come un infarto". In quell'occasione annunciò che una delegazione del Movimento, da lei guidata, sarebbe stata ricevuta da Napolitano, "il primo a darci un riconoscimento, e sono così emozionata".

Dal film emerge un'attività vulcanica di attivista, "la sua era una battaglia per il diritto di tutti all'amore, lei s'era fatta strumento di lotta politica per gli altri", continua Cangelosi, che ricorda quando la seguiva "nelle mille occasioni dei Pride, delle interviste, delle campagne elettorali, negli interventi pubblici, dei comitati politici e delle emergenze politiche cittadine o nazionali cui prendeva parte.
I racconti della sua vita erano talmente sorprendenti che all'inizio stentavi a credere che fossero veri. L'atteggiamento delle istituzioni e della società nei riguardi delle persone LGBT è cambiato rispetto ad allora, è vero, ma molto deve ancora cambiare e quel che s'è ottenuto anche grazie alle battaglie di Marcella serve a chiarire qual è la direzione da prendere.
Le conquiste sono quotidiane, c'è ancora parecchia strada da fare".
fonte http://www.repubblica.it/di ALESSANDRA VITALI