martedì 23 giugno 2015

Lgbt: Al MA-EC di Milano "LOVVISM. L'amore va di moda" di Angelo Cruciani. Dal 2 al 31 luglio 2015

In foto "United States of Love" di Angelo Cruciani, vernici su tela cm 100x150

A seguito di un intenso periodo di ricerca rivolto al simbolo dell'amore Angelo Cruciani espone presso il MA-EC - Milan Art & Events Center, prima Galleria Cinese in Italia per l'arte contemporanea, dal 2 al 31 luglio la mostra inserita negli eventi di Expo in città "LOVVISM. L'amore va di moda", un percorso che smembra e riassembla l'energia cosmica di un sentimento divino.

I lavori esposti offrono un messaggio che utilizza svariati stili e tecniche: dalla pittura ad olio agli inchiostri, dai quadri timbrici all'utilizzo dei capi di abbigliamento, dall'installazione alla street art.

Si tratta di opere pregne di simboli che interagiscono con il cuore: numeri, denaro, lettere, geometrie; contrasti che generano nuovi punti di vista e ampliano l'orizzonte interpretativo, come si osserva in Love Town, Rules of love e Money of love. Accanto ad esse si ammirano diverse bandiere, realizzate con la tecnica del dripping, fra cui quelle di America, Cina, Israele dove le stelle sono sostituite dai cuori al fine di diffondere un messaggio d'amore.
Sono inoltre presenti una decina di capi d'abbigliamento maschili, pezzi unici correlati alla performance di Cruciani per Pitti di gennaio 2015: divise di soldati dal taglio austero, ma cosparse di piccoli cuori.

Per concretizzare azioni collettive, concettuali ed estetiche in immagini l'artista ha collaborato con il fotografo Manuel Scrima, con il quale ha realizzato sei opere esposte in mostra. Il lavoro svolto a quattro mani ha permesso di oltrepassare le iconografie canoniche e di rielaborarle dando loro un nuovo significato.

Con l'esposizione "LOVVISM. L'amore va di moda" Angelo Cruciani si relaziona con il pubblico facendo ordine nel periodo in cui si era immerso in una spiritualità indipendente dalle religioni.
Nelle esposizioni precedenti l'artista aveva concentrato la sua attenzione sul rapporto sociale con la figura di Cristo, opere di denuncia etico morale fino ad arrivare all'ultima esposizione Apokalypse del 2010 che ha segnato la chiusura di un periodo espressivamente inquieto. Nel 2012 ha inizio una nuova visione artistica: l'esplorazione del simbolo dell'amore come energia comunicativa, da cui nascono spontaneamente installazioni, street art, flash mob, performance, moda, dipinti. Questa mostra è il segno di un momento di transizione in cui Cruciani attinge alla fonte delle soluzioni ritrovate nell'Amore, dove l'interesse è rivolto alla comunicazione del messaggio mentre la tecnica e il linguaggio passano in secondo piano.

Afferma l'artista: "le mie opere non sono dipinte con amore ma 'con' l'amore. Mi chiedo spesso: se l'amore fosse la regola e sostituisse le paure del nostro ego, come sarebbe la nostra vita oggi? Il cuore per me è l'essenza su cui costruisco l'immagine, è la possibilità dell'invisibile di diventare materia. Il simbolo diventa matrice, pixel che costruisce l'estetica; e il timbro rimane l'elemento trasversale che accomuna tra di loro gli elaborati".

Per Cruciani l'Amore resta vivo in una realtà sempre più virtuale dove è in atto una prepotente invasione mediatica, segnale di un indispensabile collettivo bisogno di dolcezza e umanizzazione.
L'artista cerca una forte connessione con il cosmo tramite la pratica del silenzio nella consapevolezza che conduce alla purezza dell'amore.

Angelo Cruciani nasce a Urbino e vive dal 1999 tra Europa e Asia. Fin da piccolo è affascinato da due mondi diversi: arte e moda. Nel 1997 si trasferisce a Roma dove inizia a lavorare come stilista, collaborando come creativo con molte aziende tra le quali: Energie, Phard, Miss Sixty, Piero Guidi, Refrigiwear, Murphy & Nye. Successivamente si dedica a collezioni più personali tra le quali Misael e la francese Beauvillon, di cui attualmente è direttore creativo.
Il suo percorso artistico nasce dalla street art nel 2006, anno in cui realizza il progetto dal titolo "Street Jesus", raffigurante l'immagine di Gesù Cristo, viene esposto in 33 sedi in Europa, Stati Uniti e Cina. L'interesse verso il mondo dell'arte lo porta a creare numerose opere e a realizzare mostre personali e collettive in Italia e all'estero.
A Milano, nel 2007 la mostra "Save Your Angel" è seguita da Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Tinto Brass.
Nel 2010, la sua esposizione "Apokalypse" viene patrocinata da Amnesty International per l'umanesimo della sua arte.
"LOVVISM. L'amore va di moda" al MA-EC - Milan Art & Events Center
Telefono per informazioni: +39 02 39831335
E-Mail info: staff@wepresentart.com - Sito ufficiale: http://www.angelocruciani.com/
fonte: http://www.arte.it/

lunedì 22 giugno 2015

Lgbt: Lorenzo Baglioni si esibirà a Le Murate Caffè Letterario con lo spettacolo “SELFIE!” a Firenze martedì 23 giugno alle ore 21.30

Attore e autore comico fiorentino, Lorenzo Baglioni lavora come attore teatrale presso il Teatro Stabile di Innovazione di Rifredi, presso la casa di produzione Tedavì 98, e la compagnia Magnoprog.
Nel 2013 esce il suo primo film da protagonista, "Sta Per Piovere", scritto e diretto dal regista Haider Rashid.

Nel Marzo 2014 debutta il suo primo spettacolo originale, "La Grammatica della Fantasia", scritto insieme al fratello Michele Baglioni, e dedicato a Gianni Rodari, in cui Lorenzo è in scena con Maria Paola Sacchetti, per la regia di Riccardo Giannini (prod. Magnoprog).
Nel Febbraio 2015 debutta il suo primo spettacolo di stand-up comedy, "SELFIE", anch'esso scritto col fratello Michele. Nella sua ricerca sull'arte della stand-up comedy guarda alla produzione di comedians come Louis CK, Ricky Gervais, Bill Hicks, George Carlin, Jerry Seinfeld, Roberto Benigni, Daniele Luttazzi, e tanti altri.

Nel maggio del 2015 spopola sul Web grazie al video “Le ragazze dei locali”,(il video a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=eObphB_xQkQ) moderno riadattamento del celebre stornello fiorentino di Narciso Parigi e Riccardo Marasco, ripercorrendo i locali più noti della città e il tipo “abituale” di frequentatori.
Attualmente lavora, sempre affiancato dal fratello, alla stesura di nuovo materiale comico, unendo la stand-up comedy più tradizionale a canzoni e musiche originali, e partecipa, fra le altre cose, alle serate organizzate dallo Zelig Lab di Livorno.

Martedì 23 giugno alle ore 21.30 Lorenzo Baglioni si esibirà nella piazzetta de Le Murate Caffè Letterario in Piazza delle Murate a Firenze con lo spettacolo “SELFIE!” a ingresso gratuito.
Sul palco ci saranno anche Michele Baglioni – Basso, Pietro Guarracino – Chitarre, Lorenzo Furferi – Pianole, Marco Sax Caponi – Sax, Emanuele Bonechi – Batteria.
fonte: http://www.firenzetoday.it

sabato 20 giugno 2015

Lgbt: Tilda Swinton dirige una fantastica scuola bohemian in scozia

Invece di fare esami, gli studenti fanno parkour, vanno a caccia di cibo e cantano canzoni medievali.
L'attrice e divinità aliena Tilda Swinton è la co-fondatrice di una scuola fantastica in Scozia, dove non ci sono esami e gli studenti passano più tempo possibile lontano dai banchi, cercando del cibo, cantando in gruppi e svolgendo attività manuali.

"Non ci sono voti, non ci sono verifiche… è incredibilmente basata sull'arte, sulla pratica," ha detto Tilda Swinton al Guardian, spiegando che "Per esempio, possono affinare la loro arte costruendo una canoa canadese, o facendo un coltello, o caramellando le cipolle."

Il preside Krzysztof Zajaczkowski - o Krzys per i suoi studenti, non si usa Signore, o Signor Zajaczkowski - dice, sul sito della scuola: "Il nostro sistema educativo è diventato, in gran parte, arido emozionalmente e a livello pratico, con l'idea quasi ossessiva di far avanzare rapidamente i bambini con l'alfabetizzazione e la capacità di calcolo, fatti e cifre a discapito delle capacità infinitamente più ampie dei bambini."

Per alimentare queste capacità, ogni giornata scolastica inizia cantando e facendo movimento, c'è tempo per i progetti personali e buona parte del venerdì è dedicata ad avventure all'esterno, sul bellissimo paesaggio marittimo della Moray Coastline scozzese.
Swinton manda i suoi bambini, Xavier e Honor, in questa scuola e spiega che, "Il progetto scolastico di Honor è danza interpretativa," aggiungendo che, "non ha mai fatto danza in tutta la sua vita. Sarà molto interessante." Dove ci possiamo iscrivere?
fonte: https://i-d.vice.com/it/Foto Alessio Costantino

Lgbt: "Padova Pride Village", il regista Daniele Sartori apre la rassegna cinematografica

Sabato 20 giugno, tornano al Padova Pride Village, gli appuntamenti con il “Cinevillage”, rassegna cinematografica organizzata in collaborazione con il Queer Lion Award di Daniel N. Casagrande.

Alla presenza del regista Daniele Sartori e del critico cinematografico Vincenzo Patanè, verranno proiettati i cortometraggi “L’appuntamento”, “Doris Ortiz” e “Contatto forzato”. Alla serata interverrà anche Maurizio Agosti, in arte Principe Maurice con una performance per introdurre il teaser di “Principe Maurice” tributo ai Maestri Klaus Nomi e Lindsay Kemp.


Si confermano anche nell’edizione 2015 gli appuntamenti con il “Cinevillage”, la rassegna cinematografica LGBTQ, del Padova Pride Village, festival di musica, cultura e divertimento che dal 19 giugno al 6 settembre animerà l’estate padovana con concerti, musica, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, talk show e dibattiti su temi di attualità.

Organizzato in collaborazione con il Queer Lion Award di Daniel N. Casagrande, premio collaterale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il “Cinevillage” proporrà ogni sabato sera il meglio della produzione cinematografica italiana e internazionale legato alle tematiche della queer colture. Il programma della rassegna è disponibile al link www.padovapridevillage.it

Protagonista del primo appuntamento del Cinevillage, sabato 20 giugno, sarà il regista veneziano Daniele Sartori, fondatore del progetto Lost In Vauxhall per la produzione di videoclip e short film, autore degli spot del Queer Lion Award, cui partecipa come giurato. In giuria per Short in Venice, partecipa come giurato a numerosi altri concorsi. Parallelamente cura eventi e mostre di videoarte. Ha inoltre creato gli effetti speciali dell’opera “Un ballo in maschera” diretta da Ivan Stefanutti.

Alla presenza dello stesso regista e del critico cinematografico Vincenzo Patanè, sabato verranno proiettati i cortometraggi “L’appuntamento” (Italia 2010 – 15’), “Doris Ortiz” (Italia 2012 – 20’) e “Contatto forzato” (Italia 2014 – 20’). Alla serata interverrà anche Maurizio Agosti, in arte Principe Maurice con una performance per introdurre il teaser di “Principe Maurice” tributo ai Maestri Klaus Nomi e Lindsay Kemp.

Premiato al Festival Omovies di Napoli come Miglior corto, Miglior attore, Miglior sceneggiatura e Miglior fotografia, Premio Mediateca S. Sofia, nonché Premio Festival dei Diritti Umani di Napoli, “L’appuntamento”, girato a Venezia nella splendida cornice di Palazzo Papadopoli, vede protagonista Francesco, reso fragile dalla scoperta del tradimento della fidanzata, e ossessionato dalla curiosità di incontrare il suo rivale. L’opera, spiega il regista «è una storia sui confini labili ed ambigui dell’emotività. Racconta di sentimenti forti ma sfumati facilmente confondibili tra loro. Talvolta ciò che ferisce può diventare desiderabile ed affascinante. Il film parla di un pensiero, identico nella mente e nel cuore di due persone distinte che, pur non conoscendosi, entrano in relazione al di là degli orientamenti sessuali».

Metafora sperimentale manga sull’omofobia e personale omaggio del regista ai b-movie splatter anni ’80 è il cortometraggio “Doris Ortiz” (Italia 2012 – 20’), che al Padova Village verrà presentato in versione non censurata. Nella notte la città è sconvolta dalla scia di sangue che il Ministro, all’inseguimento di due clown surreali, lascia dietro di sé. Il politico ha perso ogni contatto con la realtà e la sua corsa delirante terminerà in una zona industriale semideserta dove la pregiudicata Doris Ortiz gestisce un piccolo bar. La donna s’innamorerà fatalmente di lui. All’alba una telecamera di sicurezza svelerà alla Nazione l’epilogo della folle vicenda.

Direttamente dal Torino Gay & Lesbian Film Festival di quest’anno arriva l’opera “Contatto forzato” (Italia 2014 – 20’), interamente girato al Forte Carpenedo di Mestre e ambientato alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Al Centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann, catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

INFORMAZIONI:
sito ufficiale: http://www.padovapridevillage.it/
Biglietto di ingresso al Padova Pride Village
Ingresso gratuito dalle 20.00 alle 21.00
Euro 6 dalle 21.00 alle 23.30
Euro 15 (con 1 free drink in omaggio) dalle 23.30 alle 4.00
fonte: http://www.imbucatospeciale.it

giovedì 18 giugno 2015

Lgbt: 54 spettacoli con 6 titoli d’Opera: inaugurato il 93° Festival lirico dell'Arena di Verona

Il Nabucco darà il via alla stagione areniana venerdì 19 giugno e verrà poi riproposto per 14 serate secondo la regia ideata nel 1991 da Gianfranco de Bosio e le scene di Rinaldo Olivieri


E’ stato presentato il 93° Festival lirico dell’Arena di Verona, che sarà inaugurato venerdì 19 giugno con l’opera verdiana “Nabucco”, proposta per 14 serate secondo la regia ideata nel 1991 da Gianfranco de Bosio e le scene di Rinaldo Olivieri.

Fino al 6 settembre, 54 appuntamenti con 6 titoli d’Opera e 3 serate d’eccezione: Nabucco con primo spettacolo il 19 giugno, Aida il 20 giugno, Tosca il 26 giugno, Don Giovanni il 4 luglio, il Barbiere di Siviglia il 1 agosto, Romeo et Juliette l’8 agosto; il 22 luglio l’appuntamento è con lo spettacolo di ballo “Roberto Bolle and Friends”; il 24 luglio “Carmen gala Concert”, serata dedicata alle pagine più celebri ed amate di Carmen di Georges Bizet; infine, il 25 agosto la serata è dedicata ai Carmina Burana di Carl Orff.

“Un’edizione importante – ha sottolineato il Sindaco Flavio Tosi – che, nell’anno di Expo Milano 2015, sta già riscontrando l’interesse del pubblico, con un forte risultato in termini di prenotazioni e vendita di biglietti”.
In merito alla situazione gestionale della Fondazione Arena, il Sindaco Tosi ha ricordato “il non facile contesto economico attraversato, risultato di una stagione lirica 2014 fortemente penalizzata dalla pioggia e dai tagli immotivati ai trasferimenti effettuati dallo Stato.

Nonostante questo, grazie allo sforzo sostenuto da Fondazione ed il supporto riconosciuto da tutti gli enti ed istituzioni coinvolte, è stato possibile riportare tranquillità e continuità ad una attività artistico-culturale fondamentale per la città, che ogni anno porta a Verona oltre 500 milioni di indotto”.

Alla presentazione del Festival lirico sono intervenuti il Sovrintendente Francesco Girondini, il direttore artistico della Fondazione Arena Paolo Gavazzeni con il consigliere di amministrazione Sergio Cinquetti, il regista Gianfranco de Bosio, il direttore d’orchestra Riccardo Frizza, il soprano Martina Serafin, il baritono Luca Salsi e la responsabile Group Giving, Events&Art Management di Unicredit Carla Mainoldi.
fonte: http://www.veronasera.it - Foto Ennevi

sabato 13 giugno 2015

Lgbt: "MTV Awards 2015" a Firenze tutti gli artisti con Fedez, J-Ax, Pezzali, Mengoni e molti altri ospiti della tv e dello sport per la consegna dei premi

Si inaugura con gli "Mtv Awards 2015" un'Estate Fiorentina ricca di appuntamenti che vede come protagonista la musica.

Il sindaco Dario Nardella ha accolto con entusiasmo i presentatori Emis Killa e Brenda Lodigiani, entrambi molto legati alla nostra città: "Siamo contenti di essere qui, Firenze è indimenticabile".
Emis Killa celebra con Firenze la sua carriera come conduttore: "Il mio manager prima della conferenza stampa mi ha chiesto: sai cosa dire oggi? Certo, Amo Firenze e i fiorentini e non lo dico per paraculaggine".

Gli "MTV Awards 2015" quest'anno non saranno trasmessi solo MTV Italia (canale 8 del DTT) ma anche su MTV Music (canale 67 del DTT) e su MTV Hits (canale 704 di Sky).

FESTA - L’"MTV Awards Social Party" è la festa che precede l’inizio dello show. Un’ora di diretta nella quale, attraverso premiazioni, musiche, sfide e interviste, Brenda Lodigiani vivrà le emozioni dell'attesa insieme a star del web, della tv e della musica insieme al pubblico a casa, chiamato alla massima interazione attraverso i social.

LA SERATA - Saliranno sul palco per contendersi il premio: J-Ax, Max Pezzali, Marco Mengoni, Fedez, Malika Ayane, Nek, Annalisa, Lorenzo Fragola, Francesca Michelin e Feder feat. Lyse.
Mentre la band dei "The Colors", finalista dell'ultima edizione di "Amici", si esibirà live nel pre-show.

Oltre alle stelle della musica saliranno sul palco in qualità di presenter, coloro che consegneranno sul palco gli ambitissimi premi, molti personaggi del mondo dello sport, tra cui il comico Enrico Brignano, Gianmarco Pozzecco (allenatore di pallacanestro ed ex giocatore professionista), la ginnasta Francesca Deagostini, la show-girl Juliana Moreira, il presentatore tv Daniele Battaglia, il cuoco più controverso della tv, lo Chef Rubio, l’attore Fabrizio Rossi, Angelina il personaggio rivelazione della terza edizione di Pechino Express, la fashion blogger Chiara Nasti, lo speaker radiofonico Willwoosh e i comici e star del web PanPers.

Al termine della diretta tv
, gli MTV Awards continueranno ad animare il Parco delle Cascine con un attesissimo aftershow party che, dopo il successo dell’anno scorso, vedrà di nuovo protagoniste le dj Ema Stokholma & Andrea Delogu e il duo elettronico Pink is Punk che faranno ballare fino a notte fonda tutto il Parco di Firenze.

Gli Mtv Awards portano a Firenze anche la New Generation Night una serata di musica live che si svolgerà sabato 13 giugno a partire dalle 21.00 alle Pavoniere – presso Viale degli Olmi al Parco delle Cascine. La serata sarà ad ingresso totalmente gratuito, dove saliranno sul palco e si esibiranno live i quattro nominati della categoria TIM Best New Generation: Dardust, Canova, Ilaria Graziano e Francesco Forni e i Santa Margaret.
fonte http://www.firenzetoday.it

venerdì 12 giugno 2015

A Firenze per Pitti Immagine Uomo 88 "Culinary Couture". L'Evento (solo su invito) si terrà al Grand Amore Hotel and Spa

In occasione di Pitti Immagine Uomo 88, nel nuovissimo Grand Amore Hotel and Spa (http://www.grandamorehotel.com/) situato nel cuore di Firenze, dalle ore 18:00 alle 21:00 del 17 giugno, si terrà un cocktail/performance (solo su invito) che vedrà protagonisti Sabrina Querci, Gianluca Gigo Gori e Alessandro Floris.

Otto designers accompagnati da otto piatti, realizzati dallo chef Michael Antognozzi, otto quadri animati dai tre personaggi.

La direzione artistica è a cura di Francesco Bucciarelli e Daniela Meza Sigala, mentre la parte musicale sarà diretta da Andrea Rucci.



Gli otto brand presenti saranno:

ADDOSSO (Ginevra de Renzis Sonnino, Niccolò Celesti)

ALESSANDRO GAGGIO (Alessandro Gaggio)

GABRIELE PAPI (Gabriele Papi)

GUEN (Daniela Fiorilli)

MICHELE CHIOCCIOLINI (Michele Chiocciolini)

MRS. MACIS (Carla Macis)

NE/NO STEFANO MANETTI (Stefano Manetti, Nicola Cuppone)

SARA BENCINI JEWELS (Sara Bencini)


Grand Amore Hotel and Spa: http://www.grandamorehotel.com/
Per i vini si ringrazia Fattoria Ispoli
Un evento curato da Grand Amore Hotel and Spa e Q. Connections
fonte: evento Grand Amore Hotel and Spa

Lgbt: L'Estate Teatrale Veronese propone un cartellone ricchissimo di eventi di prosa, danza e musica al Teatro Romano e Teatro Camploy

E’ stato presentato il cartellone della 67ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese, il festival dedicato a prosa, danza e musica, in scena al Teatro Romano e al Teatro Camploy dal 18 giugno al 14 agosto.

L’evento proporrà dal 2 luglio al 14 agosto cinquanta serate di spettacoli di prosa e danza, oltre ad otto appuntamenti con la musica nel mese di giugno. Due i titoli del Festival Shakespeariano: dal 2 al 5 luglio in prima nazionale ‘Rosencratz e Guildestern sono morti’ di Tom Stoppard con la regia di Leo Muscato e, dal 22 al 26 luglio in prima nazionale ‘La bisbetica domata’ con regia di Cristina Pezzoli e con Nancy Brilli. Sempre nella sezione prosa saranno in cartellone, dal 9 al 14 luglio in prima nazionale ‘I Rusteghi’ con la regia di Giuseppe Emiliani.

Per la danza, rimanendo nell’ambito del Teatro Romano, ci sarà il ritorno dei Momix, dal 28 luglio al 9 agosto, presenti per dodici serate e che festeggiano col loro ultimo spettacolo i trentacinque anni di attività; ci saranno inoltre, il 17 e 18 luglio, i Ballets Jazz de Montréal e, il 14 agosto, il Balletto dell’Arena con due coreografie di Renato Zanella che rendono omaggio a Igor Stravinsky.

Prosa e danza andranno in scena anche al Camploy: l’1, 2, 3 e 4 luglio Cantieri Invisibili apriranno la rassegna con ‘Sogno di una notte di mezza estate’ con regia di Mario Gonzalez. Seguiranno due spettacoli, in prima nazionale, di Fondazione Aida, destinati a bimbi e ragazzi: ‘Il bruco mangiatutto’ (7 e 8 luglio) con la regia di Nicoletta Vicentini e ‘Sogno di una notte di mezza estate’ (9 e 10 luglio) con la regia di Mirco Cittadini. Dal 14 al 17 luglio Punto in Movimento / Shiftingpoint proporrà, in prima nazionale, ‘La guerra di Arlecchino’.

A inaugurare la sezione danza al Camploy sarà, l’11 luglio, la Spellbound Dance Company con tre coreografie di Mauro Astolfi. Sarà la volta, il 18 luglio, di Versiliadanza che proporrà ‘7th Sense’ di Angela Torriani Evangelisti. A seguire, il 25 luglio, la Compagnia Fabula Saltica proporrà ‘Ballades’ con coreografia di Claudio Ronda. Seguirà, il 28 luglio, ‘Sakura blues’ di Omid Ighani e Marisa Ragazzo nell’interpretazione della DaCru Dance Company. Il 31 luglio e il 1° agosto in prima nazionale, ‘De rerum natura’ di Ersiliadanza. Dal 21 al 24 luglio, nella Grotta delle Boccare (zona Santo Stefano, Madonna del Terraglio) Il Teatro Scientifico - Teatro / Laboratorio proporrà –in prima nazionale – ‘Mais n’est pas encore la nuit -de guerre e de mixitude’ con la regia di Isabella Caserta e di Cathy Marchand del Living Theatre.

Ad inaugurare il festival Estate Teatrale Veronese sarà anche quest’anno la musica con otto serate dedicate alla rassegna Verona Jazz e a Rumors.
Il programma Asaf Avidan (18 giugno), Patti Smith (19 giugno) Nina Zilli (20 giugno), Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura (21 giugno), Richard Galliano Quintet (22 giugno), Fabrizio Bosso Quartet, John De Leo ed Elisabetta Fadini con il progetto Village Vanguard ( il 23 giugno), Mauro Ottolini & Sousaphonix( 24 giugno ), Stefano Bollani( 25 giugno).
Per chi acquista i biglietti per gli spettacoli di prosa e danza ( esclusi i Momix ) entro la fine del mese di maggio è previsto uno sconto del 15 per cento Ulteriori informazioni sono a disposizione sul sito www.estateteatraleveronese.it alla mail spettacolo@comune.verona.it o al numero 045/8077500.
fonte http://www.veronasera.it/

lunedì 8 giugno 2015

Lgbt: A Firenze tra una settimana Pitti Uomo la bellezza maschile dal 16 al 19 giugno

E’ l’ultima settimana di preparativi: Firenze sta per varare l’88^ edizione di Pitti Uomo che dal 16 al 19 giugno terrà banco per tutto ciò che si riferisce alle novità per la moda maschile Primavera/Estate 2016.

In finale il “treno della moda” carico di stampa, espositori, organizzatori, PR e quant’altro ruota intorno al mondo dell’abbigliamento in queste grandi occasioni , partirà da Firenze per Milano dove comincia Milano Moda Uomo (in calendario dal 19 al 24 giugno).

Protagonisti a Pitti 1150 marchi con un aumento netto delle presenze estere. Ma Pitti Immagine non si limita alla sola esposizione del prodotto moda: come sempre il calendario di eventi culturali e spettacolari è ricco di occasioni, a cominciare dalla partita storica voluta da Stefano Ricci presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana che da anni si batte per il ritorno della cultura e della cultura storica soprattutto nella sua Firenze.
Calcio storico dunque in programma la sera di lunedì 15 giugno, con il contributo di Pitti Immagine, del Ministero per lo Sviluppo Economico e l’Agenzia ICE. Si tratta di una partita di calcio celebrativa e rievocativa che ripete una pagina rinascimentale scritta nella storia dai Fiorentini assediati dalle truppe di Carlo V° che imposero il rispetto per la loro città con questa risposta civile che esprimeva quanto di più importante e bello i Fiorentini sapessero fare.
Un trionfo anche dell’artigianato di oggi che continua la grande tradizione esaltata soprattutto nelle giornate di moda a Pitti.

Il corteo storico che sfilerà per Firenze la sera della vigilia dell’inaugurazione di Pitti Uomo conta sulla presenza in costumi d’epoca di 540 figuranti.
I programmi di questa edizione per la P/E 2016 annunciano quanto di più innovativo per il lifestyle uomo che si proporrà a Firenze con un anno di anticipo sulla prossima stagione calda.
“Open”, “Unconventional”, “Futuro maschile”, “Touch”, “L’altro uomo”: sono solo alcuni dei capitoli che ci consentiranno di guardare nel futuro del look maschile .

Oltre agli stands nella Fortezza, le giornate di Pitti si accendono di eventi programmati nelle più diverse location fiorentine. Nei giorni di vigilia, già Firenze registra il pieno di richieste di partecipazione per “Ovewr the Rainbow” , l’evento per “Firenze 4ever”: una cena spettacolare nella prestigiosa Limonaia di Boboli, appena restaurata: un omaggio - recita l’invito - al sapore , al profumo e al colore del cibo italiano nella sua massima espressione.

Sempre per Firenze 4 evere si terrà la sera del 15 giugno l’evento finale nella Manifattura Tabacchi.
Ottant’anni di Istituto Marangoni: l’anniversario dell’importante scuola di moda verrà festeggiato il 15 giugno con un evento in Palazzo Corsini.
La Seduzione della Bellezza sarà il tema di “My Vintage Academy” svolto con la consueta spettacolarità in Piazza della Repubblica il 16 giugno dalle 10.00 alle 14.00. In quella stessa sede, nei giorni di Pitti (dal 16 al 19 giugno) i maestri Artigiani più quotati presenteranno i loro lavori in Capsule Collecrtion.

Nel pomeriggio del 17 giugno Mason’s , al Conventino del Four Season presenterà la sua collezione P/E 2016.
Negli spazi dedicati agli stands, tra le più attese collezioni innovative , la proposta delle nuovissime calzature in vitello traforato anticato a mano di Testoni , e - sempre in Fortezza - i famosi calzini “storici”, “politici”, “musicali” , “ teatrali”, “ sentimentali”, “ sportivi” di Bresciani.
fonte: di Luciana Boccardi http://www.ilgazzettino.it/

mercoledì 3 giugno 2015

Lgbt: A Bologna "Biografilm Festival" dal 5 al 15 giugno

Biografilm Festival le proiezioni in collaborazione con Cassero e Bologna Pridesconto di due euro su TUTTI i film del festival presentando la tessera alle casse.L’edizione del 2015 del Biografilm vede il Cassero LGBT center e il Bologna Pride partner del festival: oltre ad uno sconto sconto di due euro su TUTTI i film del festival presentando la tessera alle casse per le socie e i soci del Cassero, queste sono le proiezioni col “bollino rainbow” – buona visione.

Torri, checche e tortellini
(Italia/2015/75′) di Andrea Adriatico
Alla proiezione del 7 Giugno sarà presente il regista
L’avventura più incredibile nella storia del movimento omosessuale italiano. Un gruppo di attivisti gay ottiene dal Comune di Bologna una sede per le proprie attività: un prestigioso monumento storico, per giunta di interesse religioso. Così, dal 1982 sul “Cassero di Porta Saragozza” sventola la bandiera LGBT, e in Europa si diffonde la leggenda. Attività culturali e politiche si mescolano al più oltraggioso divertimento in un’idea diversa di aggregazione e anche di battaglia, in anni in cui dagli Usa arriva lo spettro dell’Aids e i diritti, ancora più di oggi, si conquistano palmo a palmo. Per questo la storia scanzonata e commovente di quell’avventura è anche la storia di un momento cruciale del movimento LGBT: il passaggio dalla rivolta alla rivendicazione di spazi pubblici. E della città che, nonostante tutte le sue contraddizioni, disse sì.
domenica 7 giugno | ore 22.30 | Cinema Arlecchino
giovedì 11 giugno |ore 22:30 | Cinema Jolly
domenica 14 giugno | ore 20:00 | Cinema Europa

I Am Michael
(Stati Uniti/2015/98′) di Justin Kelly
Opera prima | Anteprima italiana
Michael Glatze è un fervente attivista gay, che si espone in prima persona per affermare i diritti della comunità LGBT con articoli, documentari, proteste di piazza, sensibilizzazione nelle scuole. Finché una violenta crisi personale lo induce ad abbracciare un credo religioso ortodosso nel quale non c’è posto per la sua omosessualità. Diventa un pastore mormone, si sposa con una donna. La sconvolgente storia vera di un’identità negata e di un uomo che diventa il primo nemico di se stesso.
domenica 7 giugno | ore 20.30 | Cinema Arlecchino
venerdì 12 | ore 20 | Cinema Jolly

Olya’s Love
(Russia, Austria/2014/67′) di Kirill Sakharnov
Anteprima italiana | Alla proiezione dell’8 Giugno sarà presente la produttrice Ksenia Sakharnova
Due delle Pussy Riot sono in prigione e la Duma, il Parlamento russo, ha approvato una legge che prevede pesanti multe per la “propaganda omosessuale”: nel Paese di Putin l’amore di Olya è pericoloso. In quel Paese ogni gesto di Olya, giovane attivista per i diritti LGBT, organizzatrice instancabile di eventi e proteste pubbliche, e Galiya nell’intimità del loro appartamento – anche cucinare, verniciare le pareti, parlare di avere un bambino – è un gesto politico. E come tale lo mostra questo film per mostrare come l’anormalità non sia vivere insieme e desiderare una famiglia, ma essere oppressi, insultati e minacciati per questo. In un film coraggioso, allegro e indomabile, il racconto di una ragazza disposta a rischiare la vita per un ideale: l’amore.
lunedì | 8 giugno | ore 21:30 | Cinema Lumière – sala Scorsese
martedì | 9 giugno | ore 18:00 | Cinema Europa
sabato | 13 giugno | ore 15:30 | Cinema Arlecchino

Best of Enemies
(Stati Uniti/2014/86′) di Roberto Gordon, Morgan Neville
Anteprima europea | alla proiezione del 9 Giugno sarà presente il regista Robert Gordon
Estate 1968: il repubblicano William Buckley e il democratico Gore Vidal si scontrano in diretta sulla ABC. Ciascuno di loro è convinto che le idee dell’altro porteranno gli Stati Uniti alla rovina. E tra raffinata dialettica politica e insulti personali, botte in pieno viso e colpi sotto la cintura, il loro faccia a faccia acquista il ritmo e la violenza di un match di boxe tra pesi massimi. Nulla di simile si era mai visto in tv, gli ascolti vanno alle stelle. E il concetto stesso di dibattito di idee sul piccolo schermo subisce una rivoluzione copernicana: al centro è lo scontro, non le idee. Questo racconto avvincente documenta la nascita della politica in televisione così come la conosciamo oggi: e nel farlo ne svela i meccanismi.
martedì 9 giugno | ore 19 | Cinema Arlecchino
martedì 16 giugno | ore 17.30 | Cinema Arlecchino

Voglio dormire con te
(Italia, Francia/2015/76′) di Mattia Colombo
Opera prima | Anteprima italiana | sarà presente il regista
Erodoto racconta che a Babilonia il malato veniva trasportato in piazza. Chi aveva sofferto dello stesso male si avvicinava e gli consigliava i rimedi che lo avevano fatto guarire. Questo film cerca di riproporre una simile via collettiva alla guarigione, focalizzando lo sguardo su un “male” assai diffuso: la fine di una relazione, con la sensazione di fallimento e l’incertezza che causa. Come sulla pubblica piazza, tre coppie, a partire da quella formata dal regista con il suo compagno, condividono le esperienze più intime, la crisi e l’individualismo, la paura di amare e la scoperta di nuovi modi per stare insieme. E mettendo in campo le paure che rendono fragile il rapporto a due, scoprono che da soli non si è più forti: è solo più facile illudersi di esserlo.
martedì | 9 giugno | ore 21:15 | Cinema Lumière – sala Scorsese

The Amina Profile
(Canada/2015/84′) di Sophie Deraspe
Anteprima Italiana
Tra i fiori insanguinati della primavera araba, sboccia un amore virtuale. Tra Amina e Sandra, una canadese e una siriana che si incontrano in una chat, dapprima è affinità, poi simpatia, e in breve passione. Nasce una relazione a distanza piena di promesse, tenerezza e, nel deteriorarsi del clima politico, angosce. Amina diventa una nota blogger coinvolta nell’opposizione al regime siriano, poi sparisce. Prigioniera? E dove? Sandra si muove per cercarla, appoggiata da attivisti e giornalisti. Ma qualcuno ha mai visto Amina dal vivo? In questo film la storia di un amore si trasforma sotto i nostri occhi in un mistero ancora più profondo: è difficile lottare per la verità, ma è ancora più difficile capire quale sia.
sabato 13 giugno | ore 21:30 | Cinema Europa
fonte http://www.cassero.it/biografilm-festival-le-proiezioni-in-collaborazione-col-cassero/

Lgbt: La bellezza del corpo, nelle foto di Howard Schatz - fino al 7 giugno, alla Triennale di Milano

Sino al 7 giugno, alla Triennale di Milano si celebra la bellezza e la potenza del corpo umano, negli scatti del fotografo americano Howard Schatz.

La bellezza, la perfezione e la potenza insite nel corpo umano sono in mostra alla Triennale di Milano, negli scatti di Howard Schatz. Sino al 7 giugno, la mostra Body Power attraversa ben 25 anni di attività del fotografo americano, in un evocativo allestimento curato da Peter Bottazzi. In mostra, ci sono 40 scatti in cui trionfano l’armonia e l’energia di corpi tanto perfetti da sembrare scolpiti nella pietra.

Le fotografie provengono da alcuni dei più noti progetti monografici di Howard Schatz: ci sono i danzatori di Dance, i pugili di At The Fight e Boxing; gli atleti di Athlete, i corpi di Human Body. Gli scatti sono in bianco e nero e allestiti in lightbox che, attraverso la retroilluminazione, sublimano i chiaroscuri di corpi umani disciplinati da anni di esercizio fisico.

La mostra è stata voluta dall’azienda internazionale Repower – attiva nel settore energetico – con cui Howard Schatz ha lavorato in precedenza, firmando lo spot e le immagini della loro campagna pubblicitaria. La collaborazione si è poi evoluta nella mostra Body Power, la prima italiana del fotografo americano.
Alla realizzazione di Body Power ha contribuito anche Sudest57, l’agenzia che rappresenta in Italia Howard Schatz. Biba Giacchetti, fondatrice dell’agenzia, è infatti la curatrice della mostra.

Howard Schatz è noto a livello internazionale per la sua ricerca attorno al corpo umano e per gli studi sulla luce e sulla cinetica in relazione ad esso. Ha lavorato con il New Yorker, il Time e Vogue. Della sua produzione, è celebre una versione subacquea e glamour dell’Ultima Cena di Leonardo, con modelle nei panni di Gesù e degli apostoli.
fonte http://arte.sky.it/

lunedì 1 giugno 2015

Lgbt: A Firenze nasce "Oltrarno" la scuola per attori diretta da Pierfrancesco Favino

"Non avrei accettato di farlo in altre città, perché Firenze per me rappresenta il tentativo che l'uomo ha fatto di creare bellezza in terra".

Sono parole di Pierfrancesco Favino, che è stato a Firenze per presentare la scuola di alto perfezionamento professionali per attori che apre nel cuore della città.
In foto l'attore alla presentazione del progetto

Si chiama Oltrarno e sarà diretta proprio da Favino, con il supporto del Teatro della Toscana, che ha inserito questo progetto nel novero della sua offerta didattica e come parte dell’attività di Teatro Nazionale. La partecipazione alla scuola sarà gratuita, previa selezione attraverso un bando.

"Sono particolarmente emozionato per questo viaggio iniziato mesi fa - spiega Favino - Rispetto ad altri paesi il nostro non ha una tradizione di formazione nella recitazione. Una delle straordinarietà di questo progetto è che chi verrà scelto potrà lavorare con grandi professionisti gratuitamente.
Ho scelto l'Oltrarno non a caso, perché la figura che nutre questa idea è che ragazzi attraversino il fiume col loro bagaglio e vadano verso il futuro. Oggi non possiamo pensare di formare attori e basta, ma di formarli perché lavorino, e faremo di tutto perché firenze diventi il centro di qualcosa che ancora nn esiste e che stiamo formando. Mi auguro di formare persone che saranno più brave di me".


Situata nella Galleria Pio Fedi in via dei Serragli, che prima di fare da studio all’omonimo scultore fu la chiesa del monastero di Santa Chiara, la Scuola presenterà un percorso di specializzazione e avviamento al lavoro per giovani attori capaci di recepire con duttilità un percorso di formazione innovativo.

Particolare importanza sarà data al lavoro su corpo e voce e sull’acquisizione di una forte tecnica di base che consenta agli allievi di maturare una libertà e un’autonomia espressive che li renda competitivi anche fuori dal nostro Paese. Non si lavorerà solo su discipline relative alla pratica attoriale, ma ci si aprirà anche a contributi di altri campi del sapere, dalla storia dell’arte alle scienze. Sono poi previsti numerosi momenti di incontro con i più affermati protagonisti della scena contemporanea.
L’obiettivo è quello di creare una bottega/apprendistato di qualità, profondamente connaturata con il teatro e la città, che possa avvalersi delle numerose collaborazione che il Teatro della Toscana ha messo in campo sul territorio.

Il percorso formativo avrà una durata triennale, dal mese di novembre al mese di giugno di ogni anno. Il numero massimo di ammessi è fissato a 16 partecipanti, che dovranno frequentare obbligatoriamente il 90% della totalità delle ore di lezione, pena l’esclusione dall’esame finale e il mancato ottenimento dell’attestato di frequenza.
Per poter accedere alle prove di selezione occorre essere cittadini italiani, avere un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, essere in possesso del diploma di scuola media superiore, possedere un’ottima conoscenza della lingua italiana parlata e scritta, possedere una sana e robusta costituzione fisica. È auspicabile, ma non obbligatoria, una buona conoscenza della lingua inglese.

Le prove di selezione prevederanno due fasi: nella prima, gli aspiranti dovranno presentare un monologo di drammaturgia teatrale classica (durata massima: 2 minuti), un monologo di drammaturgia teatrale moderna (durata massima: 2 minuti) e sostenere un colloquio attitudinale; nella seconda, ai selezionati sarà richiesto di partecipare a brevi sessioni di lavoro sotto la guida degli insegnanti. Le modalità con cui presentare la domanda e accedere alla prima fase di selezione saranno presto disponibili sul costituendo sito web: http://loltrarno.teatrodellatoscana.it./

Dopo i tre anni di formazione si terrà una presentazione finale del lavoro. Inoltre, si entrerà a far parte di un database che sarà messo a disposizione degli operatori culturali, con la creazione di un portale sperimentale in chiave di ‘ufficio di collocamento’ per le giovani leve del teatro.
fonte http://www.055firenze.it/art/123654/Oltrarno-scuola-attori-diretta-Pierfrancesco-Favino

Lgbt: "Dior and I" il film sulla genesi della prima collezione Dior by Raf Simons finalmente nei cinema in Italia il 3 giugno

Presentato in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival di New York nel 2014 - Dior & I nelle sale italiane il 3 giugno

"The new new look", così venne etichettata dalla stampa la prima collezione Dior immaginata dal designer belga Raf Simons, presentata con una sfilata straordinaria che ha scritto una pagina nella storia della moda come quel famoso 12 febbraio del 1947 quando sfilarono gli abiti fiore e le gonne a corolla sotto a strette giacchine chiamate Bar create da monsieur Christian Dior medesimo. Parallelismi tra due creatori, due mondi estetici, due epoche - e due sfilate - che palpitano nel film Dior and I, il docu-movie diretto da Frédéric Tcheng che descrive i dietro le quinte della prima stagione dell'era Dior by Raf Simons.
Presentato in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival di New York nel 2014 - il film arriverà finalmente nelle sale italiane il 3 giugno. Si tratta di un documentario appassionante che ripercorre passo dopo passo la genesi della collezione Dior, dai primi incontri di Raf Simons con le première e le "petits mains" dell'atelier (così vengono chiamate le sarte nell'alta moda) fino ai baci e alle lacrime di gioia nel backstage subito dopo la fine dello show.

Per tutto il film Dior and I, infatti seguiamo (e inseguiamo) Raf Simons tra gallerie d'arte e viaggi in macchina (o in elicottero) tra Parigi, Granville (città natale di monsieur Dior) e Anversa (dove Raf abita e insegna alla leggendaria Royal Academy), fitting e prove delle "toile", i cartoni degli abiti d'alta sartoria realizzati in un'apposita batista di cotone, schizzo in 3D di quei sogni sartoriali che poi in tessuto diventeranno i veri vestiti.

Dior and I, infatti, ripercorrere le sette settimane che hanno segnato il debutto di Raf Simons alla direzione creativa della Maison Dior. “Grazie per avermi accolto nella vostra famiglia”, confida Raf alla fine del film e noi - guardando questo fashion film assolutamente da non perdere - ci commuoviamo come tutte le sarte e lavoranti che hanno lavorato fino all'ultimo per il successo della sfilata. Una collezione che aveva avuto una cornice d'eccezione: come location ecco un hotel particulier dalle pareti ricoperte di fiori veri davvero straordinario.

“si è trattato di un’esperienza fortemente emotiva, poiché mi sono rivisto in un periodo della mia vita dove ho provato moltissime emozioni diverse, tra cui anche la paura. è stato strano rivedersi in quelle situazioni” - ha dichiarato Raf Simons a proposito del documentario – “nel film c’è un forte senso di intimità, il quale credo sia anche presente nell’azienda di Dior. non appena ho varcato le porte di quest’edificio mi sono reso conto che si tratta di una grande famiglia”.
fonte: di Luca Lanzoni http://www.elle.it/Showbiz/Dior-and-I-film-Raf-Simons#7

A Firenze “Don Giovanna” - dall’estasi all’abisso. La nuova produzione teatrale di Alessandro Riccio sbarca a Villa Caruso Bellosguardo. Dal 10 al 15 giugno

“Don Giovanna” scritto e diretto da Alessandro Riccio.
Riccio ci ha abituati a non abituarsi. Chi lo segue sa che ogni volta l’ambientazione, i temi, i personaggi saranno sempre diversi dallo spettacolo precedente. Ci ha abituati alla sorpresa.
Che poi questo il segreto del bravo prestigiatore.

E così il poliedrico attore-regista-autore fiorentino, dopo il successo del “Riccio d’Aprile” (la rassegna a lui dedicata dal Teatro di Rifredi) ci porta nei meandri del piacere carnale e della sensualità raccontando un archetipo della seduzione: Don Giovanni. Ma lo fa al femminile, trasformando la figura del terribile seduttore in una fanciulla spietata e egoista.
Una variazione sul tema, che racconta come si possa diventare schiavi del piacere fisico e come possa trasformarsi in un abisso senza fondo.

Non sarà Riccio a vestire i panni della candida pulzella seduttrice (ahinoi…) ma la bellissima Giannina Raspini, che, con i suoi occhi d’angelo farà innamorare e perdere il senno a più di uno spasimante. Accanto a lei la bravissima Claudia Borioni attrice di ritorno dal Brasile che, dopo una carriera oltreoceano che l’ha vista passare dal teatro alla televisione con una nochalance da far paura, veste i panni di una dolcissima balia pronta a perdonare tutto alla sua crudele padrona.

Nel cast anche Alberto Ceville, improvvisatore dall’energia vulcanica, protagonista dei Match alla Flog, e il dinamico Davide Arena che, nonostante la giovane età (appena ventenne) ha già collaborato con molte realtà teatrali fiorentine.
E poi lui, il nostro Alessandro Riccio che per una volta non sarà il protagonista dello spettacolo ma che saprà manovrare il cast in uno spettacolo sognante e crudele, comico e terribile, aiutato anche dalla location che è già di per sé, uno spettacolo: Villa Caruso Bellosguardo, dimora che il tenore partenopeo scelse sulle colline toscane.
Perciò, dimenticando tutto ciò che si è visto fino ad ora, pronti a prenotare che, si sa, si prevede il tutto esaurito: come da copione.

Dal 10 al 15 giugno ore 21.15
Villa Caruso Bellosguardo
Via di Bellosguardo, 32 - Lastra a Signa (Firenze)

Info e prenotazioni: 055/61.20.205
info@tedavi98.it - Ingresso: 10/12 euro
fonte: comunicato stampa

venerdì 29 maggio 2015

Lgbt: A Verona il 30 maggio una giornata con Marcella Di Folco

CIRCOLO PINK E TRANSFORMAZIONE PRESENTANO
Una giornata con Marcella Di Folco, storica figura del movimento Trans italiano.

ore 19.30 Inaugurazione
mostra fotografica con Apericena:
“Marcella torna a Verona” I passaggi veronesi di Marcella Di Folco, 2001-2007.

Sarà con noi Porpora Marcasciano, presidentessa del MIT di Bologna, con cui ripercorreremo la vita di Marcella, i suoi passaggi veronesi e il suo ruolo politico e culturale nel panorama trans italiano. Una vita spesa a spallate senza troppi riguardi, una figura anche controversa ma che sicuramente ha cambiato la vita di molte
e molti di noi, non solo veronesi. Tante son state le manifestazione e le iniziative a cui Marcella ha partecipato a Verona, l’ultima sua apparizione durante la campagna elettorale per le amministrative del 2007, quando venne per sostenere la candidatura di Laurella a Sindaca di Verona. Ma la ricordiamo anche alla Frocessione nel 2006 o alla manifestazione del 2005 sempre a Verona o ancora alla inaugurazione del Pink in Via Scrimiari sempre nel 2005.
La proiezione del film e la mostra vogliono essere il nostro “tributo” alla sua figura politica e umana nel 30° anniversario della costituzione del Pink, fondato nel 1985

ore 20.30 / 21.00 Proiezione del film:
“Una nobile rivoluzione” un film di Simone Cangelosi con Marcella Di Folco

Una nobile rivoluzione è un documentario di Simone Cangelosi sulla vita di Marcella Di Folco, leader del movimento LGBT italiano, scomparsa nel settembre 2010. Marcella ha avuto molte vite. Una maschile e una femminile. Una da “Cerbero” del Piper Club, nella Roma degli anni ‘60, e una da caratterista del cinema italiano, per i più grandi maestri, a cominciare da Fellini. E poi una vita da leader politica, simbolo delle battaglie per i diritti civili in Italia e all’estero, che la portò a diventare la prima transessuale al mondo a essere eletta a una carica pubblica.

Leader carismatica, ma anche attivista capace di realizzare progetti concreti e innovativi, Marcella è stata indimenticabile Presidente del Movimento Identità Transessuale, con il quale ha fondato il primo consultorio per la salute delle persone transessuali gestito da transessuali e riconosciuto dal servizio sanitario nazionale.
Il racconto della vita di Marcella non è solo la narrazione di un percorso individuale: è un modo per avviare una prima storicizzazione del movimento LGBT e delle grandi stagioni dell’impegno civile e politico vissute, nel recente passato, dal nostro Paese.

Presenta il film: Porpora Marcasciano
Circolo Pink e Transformazione
fonte http://www.pane-rose.it/

Lgbt Diritti: I transgender e la battaglia per cambiare nome

La comunità lgbt chiede una legge che permetta di poter aggiornare nome e sesso all'anagrafe senza l'intervento di sterilizzazione. E un parere di Palazzo Chigi e il dibattito in Cassazione sembrano aprire

La comunità transgender aspetta da tempo una legge che permetta di poter cambiare sesso e nome all'anagrafe senza l'obbligo di un intervento chirurgico di sterilizzazione: perché sul lavoro, negli uffici pubblici, in tante relazioni quotidiane se l'aspetto fisico è diverso dai dati dei documenti il rischio di discriminazione è molto alto.

Se il Parlamento sul punto è completamente fermo, pochi sanno che invece sulla questione qualche mese fa si è espresso Palazzo Chigi, con un parere sostanzialmente favorevole alle rivendicazioni delle associazioni: l'Atto di intervento del Presidente del consiglio è datato 30 dicembre 2014, è indirizzato alla Corte costituzionale (perché sul tema la Consulta è stata chiamata a pronunciarsi dal Tribunale di Trento, nell'agosto scorso), è stato redatto dall'Avvocatura generale dello Stato e controfirmato dall'allora sottosegretario Graziano Delrio.

Se da un lato quindi il governo Renzi prende posizione su un tema così delicato come quello del "gender", che crea contrasti nella sua stessa maggioranza, dall'altro, il 21 maggio scorso, si è aggiunto un altro importante tassello: il nodo della rettifica dei dati anagrafici delle persone transgender è arrivato per la prima volta in Cassazione, grazie al caso di Sonia Marchesi (sui documenti ancora Massimiliano), che si è vista rifiutare dal Tribunale di Piacenza e dalla Corte di Appello di Bologna la sua richiesta a essere iscritta come "Sonia" anche negli atti civili per il fatto che, pur avendo acquisito negli anni un'apparenza e una coscienza di sé come donna, non intende però operare i propri genitali, i cosiddetti "caratteri sessuali primari" (essendo definiti "secondari" altri tratti dell'aspetto fisico, dai seni agli zigomi, al timbro della voce, che contribuiscono a caratterizzare i i due sessi sul piano biologico e anatomico).

"LANCETTE FERME AGLI ANNI OTTANTA"
L'intervento della Presidenza del consiglio è stato allegato alla memoria difensiva del ricorso in Cassazione dall'avvocata di Sonia, Alessandra Gracis, a sua volta transgender e che difende una cinquantina di persone trans in diversi procedimenti giudiziari. Il documento firmato da Delrio si pronuncia sulla legge oggi in vigore, la 164 del 1982, interpretata storicamente e per prassi dai giudici con l'obbligo dell'intervento chirurgico per ottenere il cambio di sesso e di nome: tranne nel caso di alcune sentenze più recenti – tribunali di Roma, Siena, Rovereto e Messina – che invece hanno concesso la rettifica a prescindere dall'operazione ai genitali. Il governo si dichiara a favore di queste ultime interpretazioni, ritenendole più in linea con i tempi: "Si può, quindi, ritenere – recita il testo inviato dalla Presidenza del consiglio alla Consulta – che la nozione di identità sessuale non sia limitata ai caratteri sessuali esterni, ma possa essere determinata anche da elementi di carattere psicologico e sociale".

La pubblicazione della sentenza della Cassazione si attende a giorni, ma in udienza i magistrati sono apparsi abbastanza inclini ad accogliere le istanze di Sonia. La giudice relatrice, Maria Acierno, è la stessa che ha seguito il caso delle "due Alessandre": il 21 aprile scorso la Corte ha sentenziato che il vincolo coniugale contratto da Alessandra Bernaroli prima di cambiare sesso e nome, non viene annullato, e che quindi la donna resta a tutti gli effetti sposata con un'altra donna (la moglie si chiama anche lei Alessandra). La procuratrice generale, Francesca Ceroni, si è pronunciata per l'accoglimento della richiesta di Sonia, spiegando che a suo parere il giudice di Bologna che le ha negato la rettifica all'anagrafe "ha fermato le lancette ai primi anni Ottanta".

"NON SI PUO' RIVENDICARE UN TERZO GENERE"
"Il Tribunale di Piacenza ci aveva liquidate senza neanche ordinare delle perizie – spiega l'avvocata Gracis, che assiste Sonia Marchesi insieme al legale di Rete Lenford, Francesco Bilotta – All'appello di Bologna, al contrario, il giudice ha chiesto due consulenze tecniche d'ufficio, a un'endocrinologa e a una psicologa. Le conclusioni di queste perizie sono state a nostro favore: hanno riconosciuto entrambe che nonostante Sonia non si sia sottoposta a intervento chirurgico, è a tutti gli effetti una donna".

Eppure, nonostante questo, il giudice ha respinto la richiesta: questo perché in uno dei due pareri era scritto che dopo anni di terapia ormonale "l'azzeramento dell'attività testicolare" era "quasi completo", e che le caratteristiche femminili di Sonia erano "per lo più irreversibili". Inferendo da queste espressioni che la transizione non era completa al 100 percento, la Corte d'appello ha quindi motivato il rigetto spiegando che Sonia avrebbe potuto in futuro compiere il percorso inverso, sentendosi legittimata a ritornare maschio, e che non si può riconoscere il diritto "alla rivendicazione di un un terzo genere", fatto della "combinazione dei caratteri sessuali primari e secondari dei due generi".

La Pg della Cassazione Ceroni ha smontato l'interpretazione del giudice bolognese: "La teoria del terzo genere – ha spiegato – si basa sull'erroneo presupposto che l'identità di genere sia legata solo alle caratteristiche sessuali, e non anche a quelle psichiche, al contesto sociale e culturale, al diritto di autodeterminazione della persona". A proposito, la Pg ha citato due importanti sentenze europee: la Risoluzione 2048 (aprile 2015) “Discrimination against transgender people in Europe” dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo , che lo scorso marzo ha censurato la scelta della Turchia di imporre la sterilizzazione chirurgica a una persona transessuale FtM (in transizione da donna a uomo) che chiedeva di poter cambiare i documenti senza doversi operare.

Sia il Consiglio d'Europa che la Corte dei diritti di Strasburgo hanno posto alla base delle proprie decisioni il diritto all'autodeterminazione e quello alla salute, all'integrità psichica e fisica della persona. Principi sanciti anche dalla nostra Costituzione, agli articoli 2 e 32, come viene ricordato nella memoria in difesa di Sonia.
E la procuratrice Ceroni, dando infine parere per l'accoglimento della richiesta della donna transessuale (che ha sempre nominato al femminile), ha concluso con una citazione letteraria: "Come diceva Simone de Beauvoir: donne non si nasce, lo si diventa".
fonte: Articolo di Antonio Sciotto http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/05/25/news/i-transgender-e-la-battaglia-per-cambiare-nome-1.214409

Lgbt: “Io aggredita perchè trans”, il racconto shock di Aurora. Gay Center: “Lesbiche, gay e trans sono ancora persone di serie B”

Drammatico episodio di omofobia ad Aprilia, in provincia di Latina. Una giovane trans, Aurora M., ha raccontato con un toccante video a questo link su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=otmMougP4Z4 di essere stata aggredita da un branco.

“Mi hanno aggredita in cinque: mi hanno insultata, uno mi ha sputato addosso, hanno tirato fuori un coltello. Mi dicevano: fai schifo, mezzo uomo e mezza donna, trans di merda” ha denunciato visibilmente scossa.

“Ero uscita a fare una passeggiata, erano le 21,10 –ha spiegato – questi ragazzi mi sono venuti incontro e hanno cominciato a insultarmi. ‘Trans di merda’. ‘Fai schifo’. ‘Mezzo uomo e mezza donna’. ‘A quanto la fai una pompa’. Io ho cercato di proseguire, ma in due si sono avvicinati, parandosi davanti a me. Uno di loro mi ha sputato addosso”.

A questo punto, Aurora ha replicato ad alta voce e uno del branco ha estratto un coltello. Terrorizzata, allora, è fuggita. “Mi hanno inseguito in tre, io credo per fare in modo che potessero tenermi in due, mentre l’altro mi poteva accoltellare. Se non fossi fuggita temo che mi avrebbero ucciso, o ferito molto gravemente”. “Il mio palazzo ha molti cancelli di entrata, perché è situato in un grande condominio, quindi ho sperato che almeno uno fosse aperto, non avrei mai avuto il tempo di estrarre la chiave. Appena ne ho trovato uno aperto, sono riuscita a passare e a sbattergli il cancello in faccia. Loro hanno continuato a insultarmi, tentando di trovare un altro ingresso, ma a quel punto ho raggiunto casa attraversando il cortile e mi sono salvata” ha concluso.

“Quanto capitato ad Aurora – ha dichiarato in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay center – è un fatto molto grave, che purtroppo si ripete in forme simili tutti i giorni in tutta Italia. In questo Paese lesbiche, gay e trans sono ancora persone di serie B: basti pensare che in Parlamento sono al palo la legge contro l’omofobia e quella sulle unioni civili. Anche noi aderiamo alla campagna #iostoconaurora, mobilitarsi sui social network non è sufficiente. Ci vorrebbe subito un tavolo di confronto tra le associazioni Lgbt, il ministero dell’Interno e le prefetture. Le aggressioni sono un problema di ordine pubblico, non le unioni gay”.
La giovane transgender ha sporto denuncia ai Carabinieri, contro ignoti.
fonte: di Paola Ambrosino http://www.lazio24news.net/

giovedì 28 maggio 2015

Lavoratori Lgbt? Un’indagine conoscitiva

Lo studio è stato promosso dall'ANDDOS in collaborazione con il circolo Eagle Nest – RED, in vista del convegno “La condizione lavorativa nell’era del jobs act” che si terrà il 26 giugno a Bologna. Per rispondere al questionario, c’è tempo fino al 13 giugno.


Ci vogliono solo cinque minuti per rispondere alle domande e c’è tempo sino al 13 giugno per partecipare
.

Stiamo parlando di un’indagine statistica per i lavoratori Lgbt, in vista del Convegno “La condizione dei lavoratori LGBT nell’era del jobs act: tutele legali e buone prassi, che si terrà a Bologna il 26 giugno.

L'Associazione Nazionale ANDDOS, in collaborazione con il Circolo Eagle Nest-Red di Bologna, promuove la compilazione di un questionario online, assolutamente anonimo, che metterà in luce caratteristiche e problematiche della forza lavoro Lgbt in Italia.

In Italia, l’indagine scientifica di tipo quantitativo non è particolarmente sviluppata su questi temi.
Nel 2011 e 2012 sono stato pubblicati due studi, che ora questa ricerca mira ad approfondire ed aggiornare: Io Sono Io Lavoro (messa a punto da Arcigay nel 2011) e Lavoro e minoranze sessuali in Italia: il punto di vista della popolazione generale (realizzata dal sociologo Raffaele Lelleri nel 2012).

Questo breve sondaggio è rivolto principalmente alle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans) maggiorenni che lavorano o hanno lavorato in Italia.
Queste le principali domande che si troveranno sul questionario: Quanto siamo visibili sul posto di lavoro? Siamo mai stati discriminati in quanto lavoratori e lavoratrici LGBT? Essere LGBT è un vantaggio o uno svantaggio nel mercato del lavoro oggi in Italia? La situazione è cambiata negli ultimi 5 anni?


«Chiediamo di rispondere a tutte le domande e con sincerità, perché non esistono risposte giuste o sbagliate – spiegano gli organizzatori ANDDOS e Eagle Nest – Red – le domande del questionario sono 15, sono tutte chiuse a crocette ed, in media, sono necessari circa 5 minuti per compilarle.»
Gli organizzatori evidenziano che per raccogliere le risposte, è necessario arrivare alla fine del questionario e confermare l’invio.

«Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e di tutte per promuovere il questionario e raccogliere il maggior numero di questionari. - sottolineano i responsabili di ANDDOS - Più questionari raccoglieremo, e più diversi tra di loro, migliore sarà la fotografia che avremo del fenomeno.»

E aggiungono: «Il questionario è rivolto principalmente alle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, trans) maggiorenni che lavorano o hanno lavorato in Italia. In ogni caso, raccoglie l’opinione di tutti e tutte.
Abbiamo aperto anche una pagina su Facebook(https://www.facebook.com/lavoroLGBT2015) per diffondere l'informazione sullo studio e ricevere aggiornamenti.»

Per partecipare all'indagine, è necessario essere maggiorenni. Il questionario è on-line ed è, lo ricordiamo, assolutamente anonimo. Le informazioni raccolte saranno utilizzate con la massima riservatezza e soltanto ai fini della ricerca. I risultati verranno presentati in
lavoro-e-lgbt

forma aggregata, nel rispetto della normativa sulla privacy (decreto legislativo 196/2003,) a il 26 giugno a Bologna in occasione del convegno La condizione dei lavoratori LGBT nell'era del jobs act: tutele legali e buone prassi. Inoltre, verranno successivamente pubblicati sul sito di ANDDOS e su quello del sociologo Raffaele Lelleri, responsabile scientifico del progetto.

Partecipare è davvero molto semplice, basta andare sul sito:
http://www.lelleri.it/sondaggio-lavoro2015/
e rispondere alle domande, bastano pochi minuti.
Io l’ho fatto, fatelo anche voi.
fonte: di Marinella Zetti http://www.pianetaqueer.it/

Lgbt: Diritti gay: caro Citati, le differenze esistono e le rivendichiamo

Egregio professor Citati, le scrivo – anche se lei non mi conosce e io sono solo un blogger – perché ho registrato un certo disappunto sui social per il suo commento apparso sul Corriere della Sera, dal titolo ‘Se gli omosessuali ora si riscoprono banali‘ dove sembra suggerire a noi persone Lgbt di evitare di chiedere il matrimonio perché perderemmo la nostra specificità. Temo che lei abbia capito poco di ciò che siamo e vogliamo e per spiegarglielo meglio vorrei soffermarmi su quanto ha detto.

Lei parte da una considerazione: «Non ci sono più né maschi né femmine, né eterosessuali né omosessuali, ma soltanto persone». Ebbene, qui forse c’è il primo malinteso. Nessuno di noi – tra militanti e semplici membri della gay community – ha l’arroganza di pensare che non esistano differenze tra i generi. La nostra battaglia affonda le sue radici nel pensiero opposto: ci sono gli uomini e ci sono le donne, con le loro imprescindibili differenze. Alcuni di loro obbediscono a una rappresentazione, altri se ne discostano. Ci sono “machi” e “donne con le gonne”, ma anche quelle con i pantaloni o che guidano il camion (senza essere per forza lesbiche) o ragazzi che ricamano e del tutto eterosessuali. Insomma: esistono le differenze e le rivendichiamo. Non tutti i maschi poi sono per forza rudi né le femmine necessariamente fragili o destinate a essere madri. È un concetto un po’ complicato, che lei ha sicuramente afferrato in virtù della sua levatura culturale. Certi discorsi lasciamoli al grigiore delle sentinelle e delle loro piazze silenziose. E, la stupirò, lasci tale pensiero anche a quegli omosessuali (purtroppo non pochi) che si vedono al di fuori di una normalità che fanno coincidere, loro sì, con l’eterosessualità.

Andando avanti, lei afferma: «Mentre conquistano i propri diritti, gli omosessuali pretendono di essere come gli altri: ciò che certo non sono; tanta è la singolarità di condizioni che li distingue». Anche qui però sbaglia. Grossolanamente. Noi non vogliamo essere come gli altri, combattendo una natura avversa. Noi chiediamo diritti proprio per come siamo e non perché abbiamo il dovere all’eguaglianza. È appunto una questione di accesso alle stesse prerogative di fronte alla legge. Perché la stupirà anche questo, i miei amici Dario e Andrea (sposati altrove e con prole a carico) le tasse le pagano esattamente come me (che sono gay) e lei (che presumibilmente non lo è). A parità di doveri, parità di diritti. E non chiediamo l’accesso al matrimonio per essere più vicini agli etero, ma perché quel diritto diventi più grande. E se i diritti sono più grandi, il mondo è più giusto.

Ancora: la rivendicazione «è un’offesa a loro stessi: un’offesa alla loro vita quotidiana». Strano, noi vorremmo solo poter mantenere casa se il nostro partner muore anzi tempo. Salvaguardarla, cioè, quella quotidianità. E ci offende semmai sentire qualcuno che ci dice cosa dobbiamo fare o meno delle nostre vite. E a tal proposito: lei cosa ne sa in merito? Ha mai vissuto da gay? Ha mai avuto un compagno? Si è mai sentito dire da un Giovanardi qualsiasi che il suo amore non può nemmeno definirsi tale?

Prosegue: «Gran parte di loro conserva la coscienza della propria natura di élite: la superbia di essere una minoranza, che nessuna eguaglianza di diritti può avvicinare al resto degli uomini». Ma ciò che lei chiama superbia, è solo fierezza. Un bel giorno ci siamo svegliati e abbiamo perso il nostro sguardo ferito. Per questo celebriamo i pride: gli stessi per cui gente come lei poi dice che ostentiamo troppa diversità per ottenere i diritti civili. E l’uguaglianza non ci rende per niente “normali, comuni e banali” come lei teme. Semmai ci tutela da chi fa discorsi come il suo non per dipingerci come supereroi (che non aspiriamo ad essere) ma come subumani (che non siamo).

In conclusione, egregio Citati, è tipico in questo paese parlare di persone Lgbt senza saperne molto in merito. È successo in passato con nomi molto noti, tra dichiarazioni stupide e ignoranti e scandalo conseguente. Serve per fare audience o vendere giornali. Temo sia finito nello stesso meccanismo perverso. Contrariamente all’attricetta e al calciatore senza congiuntivi che si cimentano in tali prodezze, lei è un intellettuale. Eviti di prestare il fianco a operazioni del genere. Non è dignitoso della sua singolarità. Non solo è comune e banale, ma anche patetico. Nessun uomo di cultura può permetterselo. E lei ci è arrivato tremendamente vicino, mi creda.
fonte: di Dario Accolla http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/27/diritti-gay-caro-citati-le-differenze-esistono-e-le-rivendichiamo/1724079/

Lgbt: Quando il vino diventa arte. In mostra alla Gran Guardia di Verona centosettanta famose opere in gloria di Bacco, fino al 16 agosto

Disquisire sul connubio Arte e Vino si rischia di fare un’omerica bevuta di frasi fatte o di enfatiche celebrazioni enologiche, o uno sproloquio di baccanali e canti carnascialeschi, o di estetiche meditazioni sulla metafisica dell’ebbrezza e della follia.

Non è solo una questione di etichette, di Bacco e Arianna, o di Bacco in trionfo, o di Bacco disfatto dal bere o di Bacchini malati come nel celebre dipinto caravaggesco.
Ma se non si fa letteratura e se non ci riferiamo a celebri mitologie iconografiche, di cosa stiamo parlando?


Beh, alziamo i calici e brindiamo a questa eccezionale occasione celebrativa: una colossale mostra di centossettanta opere d’argomento, da Tiziano a Reni, da Carracci a Rubens, a Tiepolo, a Boccioni, a Balla, a Picasso, per un arco di tempo che va dal Cinquecento al Novecento, frutto espositivo di una novantina di prestiti italiani e stranieri.

Intorno a questa preziosa mole di capolavori si sono appassionati più di venti studiosi, curatori, membri di comitati scientifici, autori di testi e schede di catalogo. Ed ecco, dopo due anni di lavoro, con la sapiente attenzione dei curatori Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, l’evento “Arte e Vino” è pronto ad essere varato, alla Gran Guardia di Verona, dall’11 aprile al 16 agosto, sotto l’egida di Comune di Verona, Provincia di Trento, Veronafiere, Ermitage, Mart (produzione e organizzazione di Villaggio Globale International e Skira Editore).
L’avvenimento, destinato a un clamore ampliato dalla quasi concomitanza con l’Expo, è stato presentato al Circolo della Stampa di Milano, presenti tutti i responsabili, sindaco veronese Flavio Tosi in testa (in tono dimesso, ad onor del vero, viste le ambasce politiche che l’hanno coinvolto in questo periodo).
Sono state illustrate le grandi linee della mostra, suddivisa in tre sezioni, Vino e il sacro, Vino e il mito, Vino e il lavoro, in una organica successione di scuole, simbologie, interpretazioni e personalità artistiche.

La filosofia che sottende questa ricca e singolare mostra è la considerazione che la storia dell’arte è la storia dell’uomo, e la storia dell’uomo è la storia anche del vino, della socialità, della convivialità, come suscitatrici di emozione, di fantasia.
Un bicchiere di vino si fa arte e, sedendo a tavola, diventa cultura, diventa passione. Per tutto ciò, ogni dipinto esposto diventa un frammento della storia dell’uomo, del genio dell’uomo, quando ha saputo miscelare con amore i doni della terra in raffinate essenze degustative.
Come han saputo fare le aziende agricole che ora hanno sponsorizzato la mostra veronese “Arte e Vino”. Sono fra le più note in Italia e nel mondo: una trionfale esaltazione “artistica” di uve bianche, di grappoli neri, di spumeggianti bollicine, dall’Amarone al Recioto, dal Vermentino all’Aglianico, dal Brunello di Montalcino ai favolosi Chardonnay, ai prosecchi della Valdobbiadene.
Anche questa è una galleria d’imperdibili entusiasmanti occasioni: dall’ebbrezza degli occhi al trionfo delle papille. Sempre arte è.

“Arte e Vino”, Palazzo Gran Guardia, Piazza Bra, Verona –
Dall’11 aprile al 16 agosto.
Per informazioni e prenotazioni: www.mostraarteevino.it tel. +39 045 71 101 27

fonte http://www.lospettacoliere.it(di Paolo A. Paganini)

mercoledì 27 maggio 2015

Lgbt: "DARIO FO DIPINGE MARIA CALLAS" AMO - Arena Museo Opera, Palazzo Forti, Verona fino al 27 settembre

All’AMO – Arena Museo Opera di Verona dal 22 maggio al 27 settembre 2015 è aperta al pubblico la mostra Dario Fo dipinge Maria Callas.

In esposizione le opere realizzate dal Premio Nobel tra il 2013 e il 2015 dedicate alla grande soprano.
Dopo il libro uscito a ottobre 2014 intitolato Una Callas dimenticata (di Dario Fo e Franca Rame, edito da Franco Cosimo Panini) e a seguire l’omonimo spettacolo teatrale a novembre (scritto a quattro mani con la compagna Franca Rame), Fo omaggia ancora una volta con la più rappresentativa espressione d’arte – la pittura – la cantante più famosa del secolo scorso.

L’amore per la pittura in Dario Fo nasce dal desiderio – maturato nel corso della sua carriera – di metter mano personalmente alla parte illustrativa degli spettacoli, dipingendo e inserendo gli elementi iconografici nelle quinte delle sue opere che potessero raccontare ancor meglio la vita dei suoi celebri personaggi. Ed è da questo intento che scaturisce l’ardore di narrare la vita di Maria Callas.
Tra le sale di AMO il drammaturgo presenta un reportage di vita e palcoscenico che ripercorre tutta la biografia della Divina.
La mostra, realizzata con il Patrocinio del Comune di Verona, è accompagnata da un catalogo Skira ed è promossa dalla Fondazione Arena di Verona e prodotta e organizzata da Arthemisia Group.

Informazioni e prenotazioni
www.arenamuseopera.com - Tel +39 02 54913.

fonte http://www.bitculturali.it/

venerdì 22 maggio 2015

Lgbt: Al Salone del Libro 2015 con "Sei la mia vita" Ferzan Özpetek, si è messo a nudo

Sorprende per la sua incredibile capacità di provare dei sentimenti profondi, tanto profondi quanto semplici. E perchè non ha paura di raccontarli, di mettersi a nudo. Parla della sua vita, una vita di chi ama, senza fare tanti giri di parole, ricordando amici, aneddoti, delusioni e amori.

Il regista di diversi film emozionanti e di successo tra i quali “Le fate ignoranti, “La finestra di fronte” e “Saturno contro”, incanta il pubblico dei 600 fortunati che sono riusciti ad entrare nella sala gialla del Salone del libro di Torino. In troppi invece sono rimasti fuori, nonostante una lunga coda di fronte al cartello con la scritta “Incontro con Fernan Ozpetek in occasione della pubblicazione di Sei la mia vita”.

”Una cosa che mi commuove molto, che mi fa effetto – racconta Ferzan Ozpetek - è la condivisione; non quanto vendi, non quanto incassano i miei film, non sono importanti queste cose ... la cosa più importante è la condivisione che ho con delle persone. Per me, quando incontro qualcuno che mi dice “Ho visto il suo film, ho provato questa cosa” c'è uno scambio di emozioni e di pensieri che mi piace troppo, nel senso che mi sento meno solo. Non c'è il regista, non c'è lo scrittore, ma c'è una persona che condivide le sue emozioni con gli altri che la pensano come lui. Questa è la cosa più bella che posso fare nella vita e che mi piace davvero molto.”

Il libro è stato presentato il 17 maggio, alla rassegna letteraria torinese. La narrazione del romanzo autobiografico di “quel” diciottenne, che arriva dalla Turchia nella Roma degli anni 70 con il sogno del cinema, prosegue a ruota libera con le letture di Carolina Crescentini e con gli interventi mai banali di Elena Masuelli.

I ricordi dei primi approcci nel mondo dei film, con un regista che lo chiamava “Verza” e con il compito di portare i caffè dal bar al set, oppure di accendere e spegnere le luci di sala durante le riprese, con le dita che tremavano per il terrore di sbagliare a premere il tasto al momento giusto. La nostalgia per chi non c'è più, ”non cancello il suo numero sul telefonino, lo lascio lì e ogni tanto incontro quel suo numero e mi viene la tentazione di chiamare, perchè le persone vivono con noi con le emozioni che hanno provocato in noi e le portiamo sempre dentro” .

I personaggi che abitavano nel suo palazzo, come la Signora Vera che faceva la vita ed era un trans, il legame di affetto e di stima reciproca che li univa, le estati romane in una città che si svuotava nel mese di agosto, il vicino che si chiudeva in casa per 15 giorni e raccontava di essere andato in vacanza, le cene a casa di amici dove l'unico e solito piatto era una spaghettata, la confusione di identità che gli mette l'ansia: ”Io sono assolutamente per le cose multietniche, per il miscuglio di culture, tutto questo va benissimo, però non sopporto un posto dove Pizza e Kebab sono insieme!”

E poi c'è spazio anche per l'amarezza, per una legislatura in Italia che ancora non riconosce i diritti civile delle coppie di fatto: “Io non vorrei sposarmi, però vorrei che ci fosse una legge che invece tuteli chi vuole farlo. Io che condivido con il mio compagno da 14 anni le cose bruttissime e le cose bellissime, la malattia, i giorni felici, i giorni infelici, mille tipi di sentimenti, se mi succedesse qualcosa in questo momento vanno a chiamare un mio parente, con il quale magari non ci ho mai parlato... ma perchè questo?”

Un applauso spontaneo e caloroso del pubblico, su queste parole, abbraccia Fernan Ozpetek, che aveva affermato solo poco prima: “L'amore è una forma di malattia mentale, deve essere così, non può essere una cosa logica. In amore ci vuole follia, non può essere una cosa che calcoli, l'amore deve bruciarti”.
fonte http://www.targatocn.it/scritto da Valter Castellino

Lgbt: Ritorna al teatro Manzoni di Milano "Priscilla, la regina del deserto" il musical campione di incassi in tutto il mondo

Al teatro Manzoni fa tappa il musical tratto dall’omonimo film cult che nel 1995 vinse l’Oscar per i costumi. Tra piume, abiti di scena da favola e una irresistibile colonna sonora, lo spettacolo è a Milano dal 27 maggio

Ritorna il musical campione di incassi. Da mercoledì 27 maggio, Priscilla – La regina del deserto sarà al Teatro Manzoni di Milano. Il musical, firmato dal regista Simon Philipps è tratto dal film commedia “The Adventure of Priscilla Queen of Desert” e ha venduto oltre quattro milioni e mezzo di biglietti in tutto il mondo.

LA STORIA - E’ la storia di Tick, Bernadette e Adam, eccentrici artisti che, grazie ad un ingaggio, decidono di lasciare la noia e i problemi della loro vita a Sidney e portano il loro spettacolo di drag Queen nell’entroterra australiano ad Alice Springs. Inizia così la loro travolgente avventura “on the road”: i tre amici, a bordo di un vecchio bus, di nome Priscilla, viaggiano attraverso lo sconfinato deserto australiano alla ricerca di amicizia e amore, finendo per trovare più di quanto avessero mai sognato.

LO SPETTACOLO - La sceneggiatura dello spettacolo, con il suo messaggio sulla famiglia, la tolleranza e l’accettazione, è capace di raccontare e alternare momenti di puro divertimento ad altri più emozionanti, mantenendo uno stile originale, brillante e decisamente non convenzionale. Sul palco i protagonisti saranno Cristian Ruiz, Marzo D’Alberti, Riccardo Sinisi; una varietà di oltre cinquecento costumi, una raffica di battute esilaranti e una colonna sonora di venticinque intramontabili successi internazionali.

Tutte le info, prenotazioni e biglietti su
www.priscillailmusica.it - www.teatromanzoni.it
www.ticketmas.it - www.ticketone.it
fonte: Nicole Persico http://www.oggi.it/

mercoledì 20 maggio 2015

Lgbt: Sfarzo e grandezza nei 10 Teatri Lirici più belli del mondo

Dai soffitti affrescati ai palchi in oro zecchino, viaggio in giro per il mondo alla scoperta dei Teatri dell’Opera più famosi e maestosi che siano mai stati costruiti.

"Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita. […] Non c'è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea", scriveva Stendhal del Teatro San Carlo nel 1817.

E ancora oggi il Teatro di Napoli (in foto), già il più antico teatro d'opera in Europa e del mondo, resta uno dei teatri lirici più belli e prestigiosi che l'occhio umano possa vedere.
Accanto a Napoli, città del calibro di Parigi, New York, San Pietroburgo, aprono le porte dei propri teatri più belli allo sguardo fotografico di David Leventi che ci conduce dentro gli interni sacri di alcuni dei teatri più famosi del mondo.
Il suo lavoro fotografico, Opera, è riuscito a catturare il fascino, la magia e la ricchezza di dettagli architettonici dei teatri d'opera più prestigiosi del mondo (40 teatri situati in diciannove paesi e costruiti nel corso di quattro secoli, in quattro continenti), di cui vi proponiamo i più belli, dal Metropolitan Opera di New York al Palais Garnier, Paris; da La Fenice di Venezia al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo.
Si tratta di sale che hanno risuonato con le voci dei più grandi interpreti nel corso della storia e il loro design particolare ha servito come ispirazione per compositori, scrittori e artisti.

David Leventi
"David ha girato il mondo, catturando l'essenza di questi grandi templi dell'arte musicale e ha creato quello che è un'opera d'arte a sé stante – un lavoro di amore da parte di qualcuno che non ha solo occhi esperti di un fotografo, ma anche le orecchie di un amante della musica vera ", dice Plácido Domingo di Leventi. Figlio di due architetti, il fotografo americano David Leventi riesce con i suoi scatti, realizzati dal centro della scena in modo da far vedere ogni spazio dal punto di vista del cantante lirico, a catturare l'energia pulsante di questi luoghi, anche se vuoti, e trasferire un senso di attesa che qualcosa di straordinario sta per accadere. Leventi stesso scrive: "Il rendimento effettivo è solo una parte dell'esperienza ispiratrice di andare a teatro, io credo che lo spazio stesso può essere l'evento".

Opera
La storia personale di Leventi fa luce sulle origini di Opera. Il suo adorato nonno, Anton Gutman, era un cantore di talento formatosi dopo la seconda guerra mondiale con il famoso tenore operistico danese Helge Rosvaenge. Gutman incontrò Rosvaenge mentre erano entrambi internati in un campo sovietico come prigionieri di guerra. Le circostanze della liberazione di Gutman e la delocalizzazione in Israele dopo la guerra pose fine ai suoi sogni di una vita sul palcoscenico dell'opera.
Molti anni dopo, si recherà negli Stati Uniti, e Leventi ricorda "Sono cresciuto ascoltandolo cantare mentre camminava in giro per il nostro soggiorno".
Opera di Leventi documenta storicamente i simboli di ricchezza e grandezza di un popolo, la loro dedizione alla promozione degli artisti e di avvicinamento tra le comunità.
Forse il lavoro di Leventi getta anche nuova luce sul dibattito rinascimentale del "vedere in contrasto col sentire" come mezzo principale di percepire la bellezza.
Mentre le sale e le fotografie sono in silenzio, la mente si riempie di musica (Testi Marvin Heiferman e Thomas Mellins).
Un'esposizione di immagini tratte dal libro sarà in mostra presso la galleria Rick Wester Fine Art a New York dal 7 maggio al 10 luglio 2015.

Per informazioni sulla galleria, visitare il sito:
http://www.rickwesterfineart.com/
fonte : di Clara Salzano http://design.fanpage.it/

Lgbt: A Bologna "Divergenti, festival internazionale di cinema trans" Al Cinema Lumière dal 21 al 23 Maggio

Da giovedì 21 a sabato 23 maggio Bologna ospita l'ottava edizione di Divergenti, festival internazionale di cinema trans, per la direzione artistica di Mario Di Martino.

Si tratta del primo e unico festival cinematografico in Italia dedicato specificamente al tema del transessualismo/ transgenderismo e identità di genere, “un appuntamento prezioso nell'economia culturale della città – afferma l'assessore alla Cultura Alberto Ronchi- per la sempre altissima qualità delle pellicole presentate e per il valore intrinseco legato alla difesa dei diritti di tutte le persone”.

Ideato e realizzato dal MIT Movimento Identità Transessuale, l'associazione diretta da Porpora Marcasciano che dal 1981 difende e tutela i diritti, il benessere e la dignità delle persone trans, Divergenti propone quest'anno un programma internazionale, per rendere visibile l'immaginario e l'esperienza Trans. Un “brindisi favoloso” e aperto a tutti accompagnerà il 21 maggio l'inaugurazione del festival, nel cortile del MIT, in via Polese, a partire dalle 19 e poi, dal giorno seguente, le proiezioni dei sette film in programma, tutte al Cinema Lumière, a partire da Una nobile rivoluzione, il film di Simone Cangelosi, che traccia un ritratto intenso e allo stesso tempo delicato di Marcella Di Folco, fondatrice nel 1988 a Bologna della sezione emiliano romagnola del MIT, importante figura politica, ma anche attrice amata da registi del calibro di Fellini, Rossellini e Petri.

Sempre italiani i documentari Favolose!, di Roberta Ferraro e Luca Oliviero che riporta i corpi, le voci e i racconti dell’unico concorso di bellezza trans in Italia e Chi vuoi che sia, di Davide Vigore, racconto della vita di Maxximona nel quartiere palermitano di Ballarò e dei simpatici cortocircuiti che genera. E proprio Maxximona, quest'anno madrina di Divergenti, sarà presente in sala per la proiezione. Tra le produzioni internazionali invece Quebranto del messicano Roberto Fiesco, un poetico e pluri premiato ritratto familiare con ricordi e testimonianze di Fernando García, ora Coral Bonelli, attore bambino famoso negli anni Settanta, e di Doña Lilia Ortega, sua madre; Beautiful Darling dell'americano James Raisin che per primo approfondisce e racconta la storia di Candy Darling, icona trans warholiana, vera celebrità degli anni magici dello Studio 54 e della Pop Culture a cui è dedicata l'immagine di questa edizione del festival. E poi ancora Kumu Hina, il potente racconto che ha per protagonista un onorata e rispettata insegnate donna transgender hawaiiana e The Pearl of Africa progetto volto al sostegno delle comunità LGBT in Uganda che narra i viaggi e le problematiche della prima trans dichiarata ugandese.

Programma: proiezioni dei film al Cinema Lumiere
Giovedì 21 Maggio Cortile del MIT (Via Polese 22) alle ore 19.00 Inaugurazione del festival e BRINDISI!
Una Nobile Rivoluzione - Venerdì 22 Maggio ore 18.00
Quebranto - Venerdì 22 Maggio ore 20.30
Beautiful Darling - Venerdì 22 Maggio ore 22.15
The Pearl of Africa - Sabato 23 Maggio ore 18.00
Kumu Hina - Sabato 23 Maggio ore 18.00
Chi vuoi che sia - Sabato 23 Maggio ore 20.30
Favolose! Storie in passerella - Sabato 23 Maggio ore 22.15

Divergenti Festival internazionale di cinema trans, giunge alla sua ottava edizione. E’ il primo e unico festival cinematografico in Italia dedicato specificamente al tema del transessualismo/ transgenderismo e identità di genere. Un evento ideato e realizzato dal M.I.T. Movimento-Identità-Transessuale, associazione ONLUS impegnata nella difesa e tutela dei diritti, del benessere e della dignità delle persone trans* fin dal 1981. Divergenti quest’anno propone la proiezione di 7 documentari, provenienti da tutto il mondo, cercando di riprendere una narrazione, fino ad ora distorta, per riportarla nella logica di un’esperienza umana significativa qual è l’identità Trans*.

“Con il cinema, la letteratura, l’arte, lo spettacolo proviamo ad allargare un orizzonte piatto, limitato e limitante che nel tempo è stato costruito intorno alla nostra vita. Basta guardarsi intorno per scoprire le tante gabbie in cui sono stati costretti genere, sessualità e culture, senza bisogno di ricorrere a nessuna “teoria de/genere”. La degenerazione è piuttosto l’ingabbiamento della nostra “vitalità di genere” che Divergenti riprende e restituisce. Se è vero che il cinema è la macchina dei sogni, proviamo a metterla in moto per farla viaggiare libera sulle strade del nostro favoloso quotidiano”.
Porpora Marcasciano
fonte http://www.adnkronos.com +http://divergentifestival.com