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giovedì 28 maggio 2015

Lgbt: Diritti gay: caro Citati, le differenze esistono e le rivendichiamo

Egregio professor Citati, le scrivo – anche se lei non mi conosce e io sono solo un blogger – perché ho registrato un certo disappunto sui social per il suo commento apparso sul Corriere della Sera, dal titolo ‘Se gli omosessuali ora si riscoprono banali‘ dove sembra suggerire a noi persone Lgbt di evitare di chiedere il matrimonio perché perderemmo la nostra specificità. Temo che lei abbia capito poco di ciò che siamo e vogliamo e per spiegarglielo meglio vorrei soffermarmi su quanto ha detto.

Lei parte da una considerazione: «Non ci sono più né maschi né femmine, né eterosessuali né omosessuali, ma soltanto persone». Ebbene, qui forse c’è il primo malinteso. Nessuno di noi – tra militanti e semplici membri della gay community – ha l’arroganza di pensare che non esistano differenze tra i generi. La nostra battaglia affonda le sue radici nel pensiero opposto: ci sono gli uomini e ci sono le donne, con le loro imprescindibili differenze. Alcuni di loro obbediscono a una rappresentazione, altri se ne discostano. Ci sono “machi” e “donne con le gonne”, ma anche quelle con i pantaloni o che guidano il camion (senza essere per forza lesbiche) o ragazzi che ricamano e del tutto eterosessuali. Insomma: esistono le differenze e le rivendichiamo. Non tutti i maschi poi sono per forza rudi né le femmine necessariamente fragili o destinate a essere madri. È un concetto un po’ complicato, che lei ha sicuramente afferrato in virtù della sua levatura culturale. Certi discorsi lasciamoli al grigiore delle sentinelle e delle loro piazze silenziose. E, la stupirò, lasci tale pensiero anche a quegli omosessuali (purtroppo non pochi) che si vedono al di fuori di una normalità che fanno coincidere, loro sì, con l’eterosessualità.

Andando avanti, lei afferma: «Mentre conquistano i propri diritti, gli omosessuali pretendono di essere come gli altri: ciò che certo non sono; tanta è la singolarità di condizioni che li distingue». Anche qui però sbaglia. Grossolanamente. Noi non vogliamo essere come gli altri, combattendo una natura avversa. Noi chiediamo diritti proprio per come siamo e non perché abbiamo il dovere all’eguaglianza. È appunto una questione di accesso alle stesse prerogative di fronte alla legge. Perché la stupirà anche questo, i miei amici Dario e Andrea (sposati altrove e con prole a carico) le tasse le pagano esattamente come me (che sono gay) e lei (che presumibilmente non lo è). A parità di doveri, parità di diritti. E non chiediamo l’accesso al matrimonio per essere più vicini agli etero, ma perché quel diritto diventi più grande. E se i diritti sono più grandi, il mondo è più giusto.

Ancora: la rivendicazione «è un’offesa a loro stessi: un’offesa alla loro vita quotidiana». Strano, noi vorremmo solo poter mantenere casa se il nostro partner muore anzi tempo. Salvaguardarla, cioè, quella quotidianità. E ci offende semmai sentire qualcuno che ci dice cosa dobbiamo fare o meno delle nostre vite. E a tal proposito: lei cosa ne sa in merito? Ha mai vissuto da gay? Ha mai avuto un compagno? Si è mai sentito dire da un Giovanardi qualsiasi che il suo amore non può nemmeno definirsi tale?

Prosegue: «Gran parte di loro conserva la coscienza della propria natura di élite: la superbia di essere una minoranza, che nessuna eguaglianza di diritti può avvicinare al resto degli uomini». Ma ciò che lei chiama superbia, è solo fierezza. Un bel giorno ci siamo svegliati e abbiamo perso il nostro sguardo ferito. Per questo celebriamo i pride: gli stessi per cui gente come lei poi dice che ostentiamo troppa diversità per ottenere i diritti civili. E l’uguaglianza non ci rende per niente “normali, comuni e banali” come lei teme. Semmai ci tutela da chi fa discorsi come il suo non per dipingerci come supereroi (che non aspiriamo ad essere) ma come subumani (che non siamo).

In conclusione, egregio Citati, è tipico in questo paese parlare di persone Lgbt senza saperne molto in merito. È successo in passato con nomi molto noti, tra dichiarazioni stupide e ignoranti e scandalo conseguente. Serve per fare audience o vendere giornali. Temo sia finito nello stesso meccanismo perverso. Contrariamente all’attricetta e al calciatore senza congiuntivi che si cimentano in tali prodezze, lei è un intellettuale. Eviti di prestare il fianco a operazioni del genere. Non è dignitoso della sua singolarità. Non solo è comune e banale, ma anche patetico. Nessun uomo di cultura può permetterselo. E lei ci è arrivato tremendamente vicino, mi creda.
fonte: di Dario Accolla http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/27/diritti-gay-caro-citati-le-differenze-esistono-e-le-rivendichiamo/1724079/

giovedì 5 febbraio 2015

Lgbt Verona: Unioni gay, il leghista Flavio Tosi apre ai registri per le coppie di fatto

Il Comune di Verona rilascerà un attestato "alle famiglie anagrafiche unite da vincolo affettivo" caratterizzate da una convivenza stabile e duratura. "Possibilità prevista già nell'89, ora verrà attuata", sottolinea il sindaco. Ora si attendono le reazioni nel partito

Dopo i sindaci delle più grandi città italiane, da Milano a Napoli, da Bologna a Torino, anche un primo cittadino della Lega Nord apre al riconoscimento delle coppie di fatto.
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha infatti annunciato che il suo comune consegnerà un attestato “alle famiglie anagrafiche unite da vincolo affettivo” caratterizzate da una convivenza stabile e duratura. È il primo sindaco del Carroccio a seguire l’esempio dei comuni di Roma, Milano e Torino, che hanno dato il via libera al riconoscimento delle unioni civili.

“Questa possibilità – ha ricordato il sindaco – era già prevista “da una legge del 1989″ che a Verona “sarà adesso attuata. Si tratta – ha spiegato – di un primo passo nel riconoscimento delle cosiddette coppie di fatto, date le mutate esigenze della società contemporanea e l’evidente discrasia tra realtà sociale e disciplina giuridica”. In altre occasioni, aveva ricordato che la questione investe migliaia di persone, che non si può far finta che non esistano.
“Nel giro di qualche settimana, il Comune – ha sottolineato – sarà in grado di rilasciare un attestato a tutte le coppie conviventi da almeno due anni per il riconoscimento di alcuni diritti, senza interferire con la vigente normativa in materia di anagrafe e di stato civile, con il diritto di famiglia e con altre leggi di tipo civilistico”.

Il documento, che sarà rilasciato dopo un anno di convivenza se uno dei due partner ha più di settanta anni o immediatamente nel caso di conviventi con figli in comune o di coppie che hanno già ottenuto un medesimo riconoscimento in un altro Comune, “permetterà ai conviventi di far valere i propri diritti, quale coppia, per ottenere informazioni sullo stato di salute del convivente, per l’assistenza in strutture sanitarie in caso di degenza o per l’accesso a documentazione presso le Pubbliche Amministrazioni“, ha aggiunto Tosi.

“L’attestato inoltre – ha continuato il segretario della Lega Nord Liga Veneta – permetterà di fruire di agevolazioni per i servizi rivolti a coppie, giovani, genitori e anziani, per lo sport e il tempo libero, e di aver accesso ai servizi sociali e ad attività di sostegno e aiuto nell’educazione”.

Tosi ha poi ricordato che a Verona da tempo “le coppie con figli, a prescindere dal fatto che siano o meno sposate, hanno pari diritti per l’accesso ai nidi, ai servizi per l’infanzia e per la richiesta di case popolari”. Proprio per quanto riguarda quest’ultimo punto una precisazione: “la normativa per l’assegnazione di alloggi popolari non verrà modificata per le coppie conviventi senza figli; sono così tante le richieste avanzate da famiglie con bambini che comunque le prime non entrerebbero in graduatoria”, ha concluso.
fonte di F. Q.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/04/unioni-gay-leghista-flavio-tosi-si-registri-per-coppie-fatto/1398315/

giovedì 29 gennaio 2015

Lgbt: Roma approva il registro delle unioni civili: da ieri la capitale è una città più giusta

«La statua di Giulio Cesare sembrava che annuisse» mi sussurra Vladimir Luxuria al telefono, mentre conversiamo sull’approvazione del registro delle unioni civili a Roma, il 28 gennaio, all’indomani della Giornata della Memoria.
«D’altronde anche lui era uno di noi…» e mi sembra di vederla sorridere, con quel suo solito modo di fare, un po’ malizioso e delicato al momento stesso. L’ex deputata di Rifondazione e storica attivista per i diritti civili delle persone LGBT ha voluto esserci, nell’aula consiliare, a portare il suo sostegno al provvedimento voluto dal sindaco, Ignazio Marino.

«Ero stata lì anche la sera prima» dice ancora «ma qualcuno deve aver scambiato l’aula per uno stadio. Ho visto militanti di estrema destra strumentalizzare la religione solo per giustificare la loro omofobia. Fomentati, per altro, dai consiglieri dell’opposizione. Una scena brutta, scomposta e offensiva. Per questa ragione ho sentito la necessità di essere presente anche nel giorno della votazione». Vladimir Luxuria non nasconde l’entusiasmo: «dopo tante sconfitte e delusioni, oggi è il giorno della vittoria». E – ci tiene a dirlo – non è un “trionfo gay”, non solo, ma anche il successo «della civiltà, dell’inclusione. È l’affermazione di una città “civile”, prima ancora del registro delle unioni civili».

In effetti sembrano passati secoli da quando Walter Veltroni, allora sindaco, fece naufragare un precedente analogo tentativo, portando il suo partito a non approvare la proposta di legge popolare e facendo convergere i suoi voti con quelli della destra di Storace, allora all’opposizione. E non nascondono la felicità e l’ottimismo neppure le associazioni LGBT, presenti anch’esse in Campidoglio.

«Oggi il Sindaco Ignazio Marino, insieme alle forze politiche della maggioranza capitolina e con il Movimento Cinque Stelle, mantengono l’impegno preso con la città tutta, in modo solenne e pubblico, proprio in occasione dello scorso pride.
È un momento storico per la Capitale, che per anni è stata incapace di legiferare in questa direzione», dichiara Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli e rappresentante del Coordinamento Roma Pride, i cui attivisti e le cui attiviste hanno sostenuto, con la loro presenza, dentro e fuori l’aula, la scelta di Marino. «È segnale molto importante non solo per Roma, ma per l’Italia tutta. È un evento che il governo non può più ignorare» dice ancora Maccarrone, nel comunicato stampa diramato dalla sua associazione.

Dello stesso avviso anche l’ex vincitrice dell’Isola dei famosi, che aggiunge: «In parlamento c’è una maggioranza possibile su questo tema, fatta da Pd, Sel e l’ala laica di Scelta Civica.
Insieme al movimento di Grillo, naturalmente. Se Renzi vuole approvare davvero le unioni civili alla tedesca deve rivolgersi alla stessa maggioranza che ieri c’è stata in aula consiliare. Se vuole, lo può fare».

Una legge, ricorda Luxuria, che se approvata così com’è stata realizzata, analoga al matrimonio e con la stepchild adoption, può essere un buon punto di partenza per arrivare alle nozze egualitarie: «Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro obiettivo finale. Se dipendesse da me, tuttavia, non me la sentirei di respingere una buona legge sulle civil partnership. Una legge, ovviamente, senza sconti e annacquamenti di sorta».

Certo, la strada è ancora lunga e pare che l’agenda parlamentare sia fitta di impegni e scadenze che sembrano allungare i tempi per un’ulteriore conquista di eguaglianza. Ma “la Vladi” si dichiara ottimista. E poi, ripensando alla bellezza della giornata di ieri, gelida e dal cielo azzurrissimo, sorride di nuovo, a distanza, sempre con quel fare un po’ irriverente: «L’altra sera, tra i vari cartelli degli integralisti, ce ne era uno che mi ha colpito: “maschio e femmina Dio li creò”. All’inizio pensavo si riferissero a me, poi ho capito che non riguardavano maschile e femminile in un’unica persona…» sorrido anch’io, stavolta.

Poi, a telefono spento, mi lascio avvolgere dalla sera e da una strana sensazione di tepore, nonostante questo gelido inverno. Sarà la prospettiva di vivere, proprio da ieri – all’indomani del giorno che ricorda di cosa è capace la follia umana quando crea cittadinanze privilegiate e umanità da discriminare – in un luogo che si avvicina un po’ di più all’idea che hanno le persone di buona volontà riguardo a democrazia, giustizia e futuro.
fonte di Dario Accolla http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/roma-approva-il-registro-delle-unioni-civili-da-ieri-la-capitale-e-una-citta-piu-giusta/1379655/

sabato 22 febbraio 2014

Lgbt: A "C'è posta per te" l'amore di Andrea e Antonio, coppia di Cecina: grandi ascolti

Un bacio in tv tra i due durante il popolare show del sabato sera ha fatto discutere, ma tante persone hanno inviato messaggi di vicinanza e affetto alla coppia-

Due "Romeo" cecinesi all’arrembaggio: «Dopo il bacio in tivù — raccontano — ci tampinano come stars e sul web il bilancio di commenti è positivo (neo-fans più che altro “etero”, perché il peggior nemico di un gay è gay)».

Alla trasmissione «C’è posta per te», sabato scorso: tra «postini», «Cupido» in erba e davanti alla De Filippi, la Pausini, il «mito» di entrambi, intona col groppo in gola «Dove resto solo io» prima di tirar fuori due biglietti per Parigi («la vacanza dei sogni rimandata tante volte»).

Protagonisti assoluti della serata Andrea (Fioretti, 44 anni, cecinese doc e Oss all’ospedale) e Antonio (Storace, 40, originario di Livorno e responsabile della struttura alberghiera «Fonte alla Lepre» a Riparbella), insieme da 11 anni e sotto lo stesso tetto da 9, che tolgono «la busta» per gettarsi l’uno nelle braccia dell’altro con uno slancio a dire il vero un po’ goffo (che ricorda l’autocensura di un vecchio film d’amore). Risultato? In pochi minuti lo «share» schizza al 25% che, in soldoni, equivale a un’impennata da 5milioni e 680mila telespettatori.

Insomma, è bastato il loro «apostrofo rosa shocking» per scalare la hit parade delle news tricolori («primo bacio tra uomini in diretta: De Filippi e Pausini le madrine» ha titolato il Messaggero sopra un pezzo «un po’ forte») e far bollire due cellulari. Così, alla prima intervista dopo l’uscita in tv, mettono subito le mani avanti: «Dopo gli attacchi di chi ci ha aggrediti senza conoscerci, abbiamo preferito fermarci un attimo…». Contenti «di aver vinto la bambolina», conveniamo.

Il ragionamento non fa una grinza, anzi: è la reazione naturale di chi vive nella provincia di un Paese «conservatore per quel che gli pare», dove due Sanremo fa persino la «farfalla» di Belen, per giorni, sollevò inquietanti interrogativi (tipo: «ma le mutande c’erano o no?»). Alla fine, la coppia affronta a testa alta il secondo debutto mediatico: «Siamo due innamorati ed è questo che conta».

Poi precisano che la «comparsata» su Canale 5, al di là del boom di ascolti, deve uscire per quello che è. «Solo un gesto d’amore» verso Andrea di Antonio, l’artefice della «carrambata»: «Si fosse trattato almeno di un “coming out” (la dichiarazione pubblica della propria omosessualità, ndr) avrei capito di più il polverone, ma conviviamo da 9 anni... Il mio obiettivo era solo stupire Andrea, una persona straordinaria che ha avuto tante ganciate dalla vita (ha perso la madre 16 anni fa e il padre da 9…).

«Siamo fan sfegatati della Pausini, sono partito da lì…», ammette, raccontando mesi di contatti con la redazione e il colloquio finale con Maria. Andrea è più timido: «Lo conosco, non regge nemmeno l’acqua… e invece ha tenuto fino all’ultimo facendo finta di accompagnarmi a Roma per far pace con dei parenti. Solo 48 ore prima di ricevere la busta, guardando la trasmissione a casa d’amici, gli avevo detto: non c’andrei neanche sotto tortura».

E invece poi… Nel loro grazioso appartamento al 6° piano, vicino alla Coop, si arriva al dunque tra una carezza a Camillo (meticcio di 8 anni) e un sorriso. Magari, alla fine ci scappa pure un film. Da toscani sparano subito un titolo possibile: «Galeotto fu il bacio? Chissà, vedremo. Non escludiamo niente, ma intanto ci preme aprire, al più presto, un blog (c’è già il nome pronto Antonio e Andrea per te…”) per aiutare i ragazzi gay che non riescono ad accettarsi…».
fonte http://www.lanazione.it/livorno-di Arianna Valentino

martedì 28 maggio 2013

Lgbt Milano: Dopo il registro, arriva il vademecum per le coppie di fatto


La convivenza dalla A di acquisti alla V di violenza, passando per la C di casa, alla E di eredità, alla F di figli, alla P di pensione e a tutte quelle voci che possono riguardare la vita di una coppia non sposata.

È il vademecum dei diritti dei conviventi che il Comune di Milano distribuirà a tutte le coppie iscritte al Registro delle unioni civili ed è stato redatto dallo studio legale di Laura Logli, giovane avvocata specializzata in Diritto di famiglia.

Istituito nell’agosto del 2012, il Registro conta oggi a Milano 650 coppie (1.300 persone) che hanno deciso di dichiarare il proprio status attraverso questo atto. Un quarto delle coppie sono omosessuali, l’età degli iscritti va dai 25 ai 55 anni e la nazionalità è in maggioranza italiana, anche se ci sono diverse coppie miste. Molte le coppie con figli, spesso con alle spalle matrimoni finiti in un divorzio o in una separazione.

A che cosa serve questo vademecum, che l’avvocata Logli ha redatto e offerto gratuitamente al Comune? A far conoscere alle coppie di fatto diritti e doveri che derivano dall’essere persone semplicemente legate da relazioni affettive. E a evitare disagi e abusi, soprattutto nelle coppie omosessuali, a tutt’oggi fortemente discriminate come rileva la Corte Europea dei diritti dell’uomo che da tempo esercita pressione sullo Stato italiano affinché anche nel nostro Paese siano riconosciuti i diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso.

Il vademecum dispensa consigli anche su atti che possono tutelare le coppie laddove la semplice iscrizione al Registro delle unioni civili non arriva. Per non trovarsi in difficoltà in caso di malattia e ricoveri in ospedale, il manuale consiglia per esempio di registrare preventivamente un semplice atto dal notaio con cui ognuno dei componenti della coppia autorizza il partner ad assisterlo e ad avere accesso alle informazioni sulle sue condizioni sanitarie.

Molti e diversificati i consigli sulla casa, che sia in affitto o di proprietà. Se per esempio l’abitazione è di proprietà di uno solo dei due conviventi, è possibile che il proprietario stipuli un contratto di locazione con il convivente al fine di tutelarlo in caso di morte. In tal caso, alla dipartita del proprietario, i suoi legittimi eredi saranno obbligati a rispettare la naturale scadenza del contratto d’affitto e il partner non si troverà, come spesso accade, buttato fuori da un giorno all’altro.

Molto importante la voce sui figli. La casistica è ampia e va dai figli naturali a quelli generati con il ricorso alla fecondazione eterologa ai figli di una precedente unione: per tutti, il manuale spiega modalità di riconoscimento, affidamento mantenimento.

Il vademecum prevede anche la possibilità di “divorzio” per una coppia di fatto. Se per mettere la parola fine basta un semplice comunicazione al Comune e all’Ufficio Registro delle Unioni civili, gli strascichi di una convivenza fallita possono essere complessi, ma anche per questi il manuale offre risposte e consigli.
fonte http://www.ilfattoquotidiano.it di Valeria Gandus

lunedì 15 aprile 2013

Lgbt Stati Uniti: Gay arrestato per essersi rifiutato di lasciare la stanza d'ospedale dove era ricoverato il compagno


Una triste storia di discriminazione conclusasi addirittura con l'arresto in Missouri.
Gay arrestato per essersi rifiutato di lasciare la stanza d'ospedale dove era ricoverato il compagno.

La coppia al centro di questa vicenda è unita civilmente da ben cinque anni ma non è servito a niente in una caso di discriminazione che è stato riportato dalla stampa americana.

Siamo nel Missouri e all’uomo, presente nella stanza in cui era ricoverato il compagno, viene chiesto di andarsene. A fare questa richiesta è un membro della famiglia del paziente che non voleva l’uomo insieme a loro.

Lui, Roger Gorley (in foto alla FOX), ha detto di no, rifiutandosi di andarsene.
Così, le guardie del Research Medical Center gli hanno ordinato di accomodarsi fuori dopo aver chiamato la polizia.
Alla Fox, che ha riportato la notizia, l’uomo ha dichiarato amaramente:

"Io non sono stato riconosciuto come marito, non sono stato riconosciuto come partner."

Alla base di tutto questo, un’indifferenza che sicuramente provoca dolore:

[L’infermiera] non si è nemmeno preoccupata di andare a guardare per controllare. Il mio compagno è stato diverse volte presso l’unità psichiatrica”

L’ospedale si è giustificato escludendo qualsiasi motivo di discriminazione sessuale alla base dell’accaduto.
fonte http://www.queerblog.it/Desperate Gay Guy

venerdì 22 marzo 2013

Lgbt Gran Bretagna: Arcivescovo Canterbury, alcune coppie gay esempio di armonia


Londra, "Vediamo alcune coppie gay che colpiscono per la qualita' della loro relazione". E' quanto ha detto il nuovo arcivescovo di Arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in un'intervista alla Bbc poche ore prima della celebrazione di insediamento.

La massima autorita' spirituale della Chiesa anglicana ha aggiunto che ha "alcuni amici che mostrano questo carattere e questa cosa mi fa riflettere profondamente".
fonte (Adnkronos/Dpa) via http://www.sassarinotizie.com

venerdì 15 marzo 2013

Lgbt Radio: A "Oltre le Differenze" si parla di famiglie omogenitoriali con Francesca Vecchioni, oggi venerdì 15 alle 21


Su Antenna Radio Esse, nuovo appuntamento con il mondo arcobaleno
Venerdì 15 alle 21 va in onda il format radiofonico dedicato al mondo LGBTQI condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini

Nonostante la totale mancanza di tutele giuridiche sono sempre di più le coppie omosessuali che decidono di avere figli, fra queste ci sono anche Francesca Vecchioni e la sua compagna, madri di due gemelline, che racconteranno la loro storia a Oltre le Differenze, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, nella puntata che andrà in onda venerdì 15 marzo alle 21, e in replica sabato 16 alle ore 15, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o anche in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it.

Dopo un po’ di rassegna stampa sulle notizie LGBT che vengono da tutto il mondo, si parlerà di desiderio di genitorialità per le coppie omosessuali con l’intervista a Francesca Vecchioni che racconterà la sua storia, il percorso affrontato con la compagna per diventare madri attraverso la fecondazione eterologa e la vita oggi, con le due gemelline.

Immancabile l’appuntamento con la rubrica “Famiglie come noi” a cura di Irene Ciulli, referente toscana dell’associazione Famiglie Arcobaleno, anche lei neo-mamma insieme alla compagna che racconterà come è stata accolta la loro “famiglia moderna”, dai primi momenti in ospedale, poi nel quartiere in cui vivono e nei rapporti con scuole e istituzioni pubbliche.

Nel finale i consueti consigli su lettura, cinema e appuntamenti a tema, inoltre c'è sempre la possibilità di interagire con la redazione del programma scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com o visitando la pagina fan su facebook e il blog oltreledifferenze.wordpress.com in cui si trovano i video di tutte le puntate già andate in onda.
fonte redazione "Oltre le Differenze"

martedì 12 febbraio 2013

Lgbt Musica: Sanremo 2013, Stefano e Federico, e la loro storia d’amore stasera al Teatro Ariston

Tra circa un’ora avrà inizio la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2013 e in questi minuti continuano ad arrivare nuove indiscrezioni legate agli ospiti.

Nel corso della prima serata di martedì 12 febbraio sul palco del Teatro Ariston potrebbero arrivare anche Stefano e Federico, due fidanzati torinesi conosciuti grazie ad un video pubblicato in rete in cui raccontano la loro storia d’amore.

Stefano e Federico il prossimo 14 febbraio si sposeranno a New York e nel video hanno spiegato di aver preso questa decisione “perché le leggi del nostro Paese non lo consentono”.

Circa un settimana fa il sito de La Repubblica ha riportato il video della loro storia e adesso sembra che potrebbero anche essere tra gli ospiti del Festival di Sanremo 2013.

Sembra infatti che la loro storia riportata da Repubblica abbia molto colpito il conduttore e direttore artistico della kermesse, Fabio Fazio, che avrebbe così deciso di invitarli. Ovviamente al riguardo non vi è ancora alcuna conferma da parte degli organizzatori del Festival.

Il sito de La Repubblica invece riporta una dichiarazione di Stefano e Federico. “Sì, è tutto confermato: martedì sera saliamo sul palco dell’Ariston a raccontare la nostra storia.
E vorremmo baciarci, come alla fine del nostro video.
Fazio ci ha chiamato chiedendoci di riproporre dal vivo e in diretta televisiva quel video che avevamo realizzato per rendere pubblico un momento cruciale della nostra vita e per evidenziare un’anomalia dello Stato italiano.
La Rai contribuirà solo a pagare lo spostamento dei nostri due voli per New York, che avevamo già acquistato proprio per il 12”.

Sempre al quotidiano La Repubblica la coppia ha spiegato il motivo per il quale volerà fino a New York per sposarsi: “perché ci sembrava che il nostro rapporto meritasse un salto, e per formalizzare anche simbolicamente la nostra relazione.
A New York, a differenza della Spagna, si può fare anche senza avere la residenza: compili i moduli online poi vai e aspetti un giorno, due al massimo” e inoltre hanno fatto sapere di aver annunciato le loro nozze in rete “Perché è ingiusto che non possiamo sposarci nel Paese dove viviamo, lavoriamo e paghiamo le tasse”.

Questo rappresenta un segnale che sta ad indicare che qualcosa sta veramente cambiando in Italia? Come reagiranno i telespettatori del Festival di Sanremo?
fonte http://www.musica10.itAlice