martedì 11 febbraio 2014

Lgbt: Cambiare sesso all’anagrafe in Europa fra trattamenti degradanti e discriminazione

Joshua è un transgender nato negli Stati Uniti che ora vive in Danimarca con i figli avuti da un precedente matrimonio negli Usa e l’attuale moglie danese. Sebbene negli Stati Uniti sia legalmente riconosciuto come uomo, in Danimarca risulta ancora registrato come donna. Le autorità danesi non riconoscono il suo genere maschile perché non ha accettato di farsi sterilizzare.

Joshua si rifiuta di sottoporsi alla procedura attualmente in vigore in Danimarca per ottenere il riconoscimento legale di genere poiché prevede la sterilizzazione. Non si capacita del fatto che le identità transgender sono considerate malattie mentali.

“Essere incastrato tra due identità per me è un grosso ostacolo. Non è bello dover andare alla scuola dei bambini ed essere costretto ogni volta a fornire spiegazioni. Per il sistema scolastico sono ancora la loro mamma. A scuola gli altri bambini fanno domande perché vedono il nome [femminile, eppure ho un aspetto maschile]. È davvero molto imbarazzante per me e per i miei figli”.

La storia di Joshua, insieme ad altre storie analoghe, è contenuta in un rapporto di oltre 100 pagine che Amnesty International ha presentato ieri a Bruxelles:
http://www.amnesty.org/en/library/asset/EUR01/001/2014/en/13af83a1-85f5-476f-9fe9-b931f2b2a9f3/eur010012014en.pdf Copenhagen e Dublino.
Secondo il documento, in Europa le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all’anagrafe sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.

“Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità. Gli stati non dovrebbero forzare le loro scelte facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni” – ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.

Il rapporto, intitolato “Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa”, prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.

L’esatto numero delle persone transgender in Europa non è ufficialmente noto. Secondo alcune stime, nei paesi dell’Unione europea sarebbero 30.000 quelle che si sono sottoposte a interventi chirurgici di rassegnazione del genere o hanno fatto trattamenti ormonali. Le persone transgender che non si sono sottoposte a tali operazioni o trattamenti e che non si identificano, in tutto o in parte, col sesso all’anagrafe, sarebbero un milione e mezzo.

Nonostante già nel 1992 la Corte europea dei diritti umani abbia stabilito che il rifiuto di uno stato di consentire a una persona transgender di modificare il marcatore del genere sul documento d’identità per modificare il sesso all’anagrafe costituisce una violazione della Convenzione, le persone transgender continuano a incontrare numerosi ostacoli.
QUI IL DOCUMENTO: http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-57770#{%22itemid%22:[%22001-57770%22]}

In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all’anagrafe. Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile. In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.

Così, molte persone transgender si trovano a dover prendere un’odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità.

Il riconoscimento legale dell’identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all’anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere

Amnesty International chiede agli stati europei di assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d’imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani.

Pochi minuti fa, il Parlamento europeo ha approvato oggi un documento contenente una serie di misure anti-discriminazione
QUI IL DOCUMENTO: http://www.lgbt-ep.eu/wp-content/uploads/2013/12/EU-Roadmap-against-homophobia-and-discrimination-on-grounds-of-sexual-orientation-and-gender-identity-Adopted-in-LIBE.pdf
Vedremo se sarà un primo passo positivo.
fonte http://lepersoneeladignita.corriere.it di Riccardo Noury

Lgbt: La star di "Arrow" Stephen Amell prende posizione sulle Olimpiadi in Russia

La star di Arrow ha recentemente usato Facebook per esprimere la sua opinione sull’atteggiamento anti LGBT in Russia e sul fatto che ospitare i Giochi in un Paese omofobo stia avendo un impatto negativo sullo spirito olimpico.

In un post su Facebook, discutendo la sospensione della programmazione di Arrow per lasciare spazio alle Olimpiadi Invernali, Amell ha annunciato che la serie avrebbe preso ‘ una breve pausa così che la gente possa stringere i denti e soffrire guardando dei Giochi rovinati dall’omofobia e da un livello mediocre di interesse da parte del pubblico’.

Non è la prima volta che Stephen Amell utilizza i social network per sostenere i diritti LGTB, infatti, ha precedentemente affermato che ‘ il matrimonio dovrebbe essere possibile per tutti. Alcune delle relazioni più amorevoli e potenti, di cui sono stato testimone, sono tra due persone dello stesso sesso’. La sua co-star John Barrowman potrebbe essere un esempio perfetto: dopo aver celebrato l’unione civile nel 2006, lui e il partner Scott Gill si sono sposati nel 2013.

Il post di Amell ha avuto un riscontro positivo su più di 14.000 persone; speriamo che questi strumenti vengano usati sempre più spesso per rendere le persone più coscienti riguardo a questioni importanti.
fonte http://www.telefilm-central.org by Chiara

Sochi 2014: ONU invita a difendere i diritti LGBT

Le dichiarazioni del segretario ONU Ban Ki-moon, fatte alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici invernali a Sochi, sono più che chiare e, seppure non facciano riferimento alle leggi contro la “propaganda di rapporti non tradizionali” varate in Russia, invitano il mondo a difendere i diritti LGBT.

Le olimpiadi invernali di Sochi 2014 proseguono con successi e medaglie consegnate. Tra queste Irene Wust, che ha avuto nel pattinaggio la medaglia d’oro: lei lesbica dichiarata, olandese, 27enne, già campionessa a Torino nel 2006, e vincitrice a Vancouver nel 2010, ha raggiunto il record di tempo di 4 minuti e 34 secondi.

Il risultato è eccellente e garantisce un riconoscimento in quel Paese che ha visto in giugno approvare ed emanare, con la firma del presidente Putin, la legge contro la “propaganda di rapporti non tradizionali ai minori”: una dizione che vuole dire tutto, definendo, come avviene ormai da tempo, una repressione delle associazioni lgbt, così come una persecuzione delle persone lgbt.

Il presidente russo ha cercato di rimediare alle denunce giustamente fatte da diverse organizzazioni per i diritti civili e governi circa la legge anti-gay da lui stesso firmata e non sospesa, contrariamente a quanto richiesto, durante le Olimpiadi invernali, con una mossa che è risultata alquanto superficiale: all’inaugurazione ha fatto cantare il duetto russo delle t.A.T.u., costituito da Lena e Julia, su cui sembrano esserci voci di una loro relazione lesbica, ma che non hanno mai inscenato un bacio saffico per non disturbare le dirigenze.

Il segretario generale dell’ONU non ha lasciato, invece, con le sue parole spazio a nessun fraintendimento, alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici, riguardo le leggi contro la “propaganda di atti non tradizionali ai minori”, usando frasi forti e chiare: «Il mondo si sollevi contro gli attacchi a lesbiche e gay».
Ban Ki-Moon ha potuto, così, esprimere, senza citare direttamente le leggi russe, un invito alla società civile internazionale, quella che ha a cuore i diritti delle persone LGBT e la dignità di ogni essere umano: «l’odio – ha considerato – non ha alcun posto nel 21° secolo».

Un discorso, è stato il suo, più che universale e generale, valido per ogni periodo, anche in futuro, soprattutto quando sottolinea la necessità di opporsi «agli arresti, alla detenzione e alle restrizioni discriminatorie” che le persone «lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali devono affrontare».

Le dichiarazioni di Ban Ki-moon, che non lasciano margini ad alcun tipo di interpretazione, sono state subito riviste da Dimitry Chernyshenko, organizzatore delle Olimpiadi invernali 2014 e che ha potuto, così, smorzare l’auspicio del segretario ONU considerando che durante le Olimpiadi sia vietata dalla carta olimpica ogni tipo di propaganda: Sochi, secondo il dirigente del Comitato Olimpico, «è una festa dello sport». Una festa su cui l’arcobaleno difficilmente, anche per il clima fortemente rigido, potrà splendere.
fonte http://www.pianetagay.com By Alessandro Rizzo

Lgbt: La Regione Sicilia e le persone intersex/dsd

Comunicato stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti e del collettivo Intersexioni


Dopo il caso del bimb* nat* a Gela con un certo grado di atipicità genitale, l'Associazione Radicale Certi Diritti e il collettivo Intersexioni hanno scritto una lettera aperta al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che si è espresso con sensibilità e apertura sulla vicenda, per chiedergli che la Sicilia diventi un esempio di buone prassi sulla questione intersex/dsd per tutta l'Italia.

Le richieste avanzate vanno dall'emanazione di un decreto o legge regionale che vieti il ricorso a trattamenti medico-farmacologici non necessari o trattamenti chirurgici cosmetici e non vitali su genitali sani solo perché atipici al monitoraggio del fenomeno, dalla creazione di centri qualificati all'interno delle strutture sanitarie per la tutela della salute e del benessere delle persone intersex/dsd e dei loro familiari all'organizzazione di corsi di aggiornamento e formazione.

Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: «Il diritto del bambino all'integrità fisica è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea e dal Consiglio d'Europa, ma che troppo spesso viene violato, in Italia, ai danni dei bambini intersex/dsd. È ora che la politica se ne occupi in maniera seria sollevando il velo di silenzio che copre questa realtà. La sensibilità dimostrata dal Presidente Crocetta, fa ben sperare che la Sicilia possa diventare un esempio di buone prassi per tutta l'Italia».

Michela Balocchi
, ricercatrice e tra le fondatrici di intersexioni, dichiara: «mi auguro che anche attraverso queste comunicazioni pubbliche i genitori del neonato, così come qualsiasi altro genitore che si trovi in una situazione simile, possano avere accesso a fonti d'informazione alternative e non si sentano costretti a prendere decisioni affrettate, come interventi irreversibili e potenzialmente dannosi per la salute psico-fisica del bimbo, e che sappiano che ci sono gruppi di volontari/e, attiviste/i, associazioni di pazienti ed ex pazienti, persone adulte intersex/dsd con cui possono parlare e confrontarsi, pronte ad accoglierli e a condividere esperienze senza pressioni».
fonte http://www.certidiritti.it

lunedì 10 febbraio 2014

Lgbt Cinema: Jared Leto, l'attore di "Dallas Buyers Club" viene accusato di trans-misoginia

Jared Leto è nell'occhio del ciclone.
Candidato agli Oscar 2014 come miglior attore protagonista per la sua interpretazione nel film Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée, l'attore e cantante statunitense si trovaa al Festival Internazionale del Film di Santa Barbara per ricevere il Virtuosus Award, destinato alle migliori performance del 2013.

Durante l'evento Jared Leto viene colpito dalle parole di una donna che lo ha accusato di non meritare alcun riconoscimento per il ruolo interpretato nella pellicola.


Jared Leto, che ha sottoposto il suo fisico ad un cambiamento estremo per meglio calarsi nel ruolo della transessuale sieropositiva al fianco di Matthew McConaughey, non dovrebbe ricevere né candidature né premi per vestire i panni di una donna essendo uomo.

Sull'Hollywood Reporter vengono rese note le parole d'accusa della donna non meglio identificata: La trans-misoginia non merita un premio.

L'attore ha così replicato, dimostrando di sapersi difendere con estrema dignità: Con questo vorrebbe dire che non assegnerebbe un premio per l'interpretazione di una transessuale perché sono un uomo? Dato che sono un uomo non mnerito di resitare questo ruolo? Così si dovrebbe mantenere un ruolo contro chi è gay o lesbica e non si potrebbe interpretare un personaggio forte?

Nominato per il ruolo di Rayon in "Dallas Buyers Club", Jared Leto sembra uno dei principali fovoriti per la conquista della statuetta d'oro, dopo le vittorie già ottenute per i Critics' Choice, i Golden Globe e i SAG awards.
Le accuse della donna sono continuate mentre l'attore si è difeso affermando che i ruoli tanto forti sono destinati ad attori altrettanti forti.

Leto ha continuato: Così si sta affermando che le persone che sono gay, le persone che appaiono più fragili, come la figura di Rayon, non meriterebbero l'opportunità di compiere una svolta e dedicarsi all'arte?
Sulle sue ultime parole un applauso dalla folla ha reso evidente il feedback positivo del pubblico riguardo alla stima concessa all'attore.
fonte http://cinema.excite.it/di Marta Gasparroni

Lgbt USA: Promessa del Football americano: "sono gay" Michael Sam sarà primo giocatore professionista dichiaratamente omosessuale

"Quando il coach di Missouri a inizio stagione ci ha messo in circolo e ci ha chiesto di raccontare chi eravamo, è arrivato il mio turno e ho cominciato: "Io sono gay".

Così Michael Sam, promessa dell'Università del Missouri in procinto di passare al football Usa professionistico, con la Nfl, ha fatto coming out in un'intervista televisiva al New York Times e ad Espn.

"Ammiriamo il coraggio e l'onestà di Sam - l'immediata dichiarazione della Nfl - Michael è un giocatore di football: e qualsiasi giocatore con le capacità e la determinazione giusta può avere successo in Nfl: saremo lieti di accogliere e sostenere Michael Sam nella prossima stagione".

Il 24 difensore, che ha vinto il Cotton Bowl con la sua università, e' stato infatti eletto miglior giocatore nel suo ruolo e ora passerà tra i professionisti, diventando così il primo giocatore Nfl dichiaratamente omosessuale.
fonte http://www.ansa.it/web/notizie

A Ferrara va in scena il musical lgbt interamente costruito attorno alle canzoni di Cher

Si intitola "Dov'è l'amore?" ed è il musical che Arcigay Ferrara presenterà questa sera (alle ore 21) presso la prestigiosa Sala Estense in Piazza Municipale della città emiliana.

Sarà la compagnia teatrale Fa'Broadway a portare in scena uno spettacolo interamente costruito sulle canzoni di Cher, la cui trama ruoterà attorno alle vicende di Cherry Medford.

La protagonista, una ragazza di uno sperduto paesino del Tennessee deciderà letteralmente di scappare dalla monotonia quotidiana del suo matrimonio con Jim Silkwood per provare a a costruirsi una nuova vita lavorando come cameriera nella locanda di sua Zia Flo e del cugino Molly nella grande città di Memphis.

Il regista ed ideatore del musical, Fabrizio Pareschi, avrà anche il duplice ruolo di attore nei panni del Cugino Molly, un gay dichiarato un po' matto e palesemente sopra le righe.
Lo spettacolo verrà replicato il 21 marzo 2014 al teatro del Quadrifoglio di Pontelagoscuro (FE) e maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Arcigay Ferrara: http://www.arcigayferrara.blogspot.it/2014/01/dove-lamore.html
Fonte: http://gayburg.blogspot.com

Lgbt "Biglietti da camere separate" uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli dal 11 al 16 febbraio a Teatri di Vita

Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli negli anni amari, in quel finire di secolo che ha sterminato le menti che ho amato di più nella mia prima giovinezza.
Sì, gli anni ’80 sono questo per me: anni amari.
L’Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi… ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad un’intera generazione.

Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent’anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d’ospedale.
Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo morire. Almeno in apparenza.
L’ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l’anima.
Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha percorso il suo tempo spaventato dall’essere considerato troppo giovanilista, troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta, secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni non l’ho amato.
Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo, miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni.
Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent’anni dopo, sentendone proprio ora tutta la straordinaria potenza e attualità.
Andrea Adriatico

Un romanzo intimo che racchiude il Tondelli segreto di fronte ai misteri dell’amore e della morte. E’ Camere separate, storia bruciante e autobiografica, pubblicata due anni prima della scomparsa del suo autore, avvenuta nel 1991.
A Tondelli, enfant terrible della letteratura italiana degli anni ’80, Adriatico rende omaggio con uno spettacolo che nasce da quel suo romanzo. Due uomini in scena raccontano la storia di Leo, scrittore omosessuale che deve fare i conti con un lutto importante nella sua esistenza.
Sarà l’occasione per inseguire le tracce di sé disseminate nel tempo di una vita, dall’adolescenza inquieta in un paese della provincia padana ai viaggi per l’Europa mentre la geografia politica ed emozionale di un intero continente cambia pelle.
Ma le “camere separate” sono anche la richiesta di un modello d’amore, capace di esprimersi solo per prossimità e mai per convivenze troppo opprimenti.

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sabato 8 febbraio 2014

LGBT: Amnesty International: in Europa le persone transgender subiscono discriminazione e trattamenti disumani e degradanti

In un rapporto presentato oggi in alcune capitali europee, Amnesty International ha affermato che le persone transgender che intendono cambiare il loro sesso all'anagrafe subiscono violazioni dei diritti umani: sono costrette a subire interventi chirurgici invasivi, sterilizzazioni, terapie ormonali o test psichiatrici prima di poter modificare i loro documenti.

"Naturalmente, vi sono persone transgender che intendono usufruire dei trattamenti medici disponibili, ma molti altri non vogliono. Gli stati non dovrebbero forzare le scelte delle persone transgender facendo dipendere il riconoscimento legale della loro identità di genere da interventi chirurgici, trattamenti ormonali o sterilizzazioni" - ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International in materia di discriminazione.

"Molte persone transgender devono superare enormi ostacoli prima di conciliarsi con la loro identità e i problemi aumentano a causa di una manifesta discriminazione di stato".

Il rapporto di Amnesty International, intitolato "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa", prende in esame sette paesi europei evidenziando come le procedure per ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere violino i diritti umani fondamentali in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania e Norvegia mentre in Irlanda non esista alcuna procedura, sebbene una legislazione in materia sia in cantiere.

Si stima che le persone transgender nei paesi dell'Unione europea siano circa un milione e mezzo.

In molti stati sono in vigore procedure rigorose attraverso le quali una persona può cambiare il sesso all'anagrafe.
Le persone transgender possono ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere solo se viene loro diagnosticato un disturbo mentale o se accettano di sottoporsi a procedure mediche come i trattamenti ormonali o interventi chirurgici che determinino una sterilità irreversibile.
In alcuni casi, devono dimostrare di essere single. Il tutto può durare anni.

"Gli stati devono assicurare che le persone transgender possano ottenere il riconoscimento legale della loro identità di genere attraverso una procedura veloce, accessibile e trasparente nel rispetto di ciò che la singola persona sente rispetto alla sua identità di genere, proteggendo il diritto alla riservatezza ed evitando d'imporre requisiti obbligatori che violino i diritti umani" - ha sottolineato Perolini.

"Le persone si trovano a dover prendere un'odiosa decisione: o accettano di essere sottoposte a una serie di trattamenti e misure degradanti per volere dello stato o sono costrette a vivere con un genere basato sul sesso loro assegnato alla nascita, anche quando ciò contraddice il loro aspetto e la loro identità" - ha aggiunto Perolini.

In Irlanda non esiste ancora alcuna procedura per consentire alle persone transgender di cambiare il loro sesso all'anagrafe. Victoria, una transgender di Dublino, ha detto ad Amnesty International: "Il riconoscimento legale è importante perché finalmente non dovrei combattere per ottenere qualcosa cui ho diritto, come l'assistenza pubblica. Io voglio essere riconosciuta per chi maledettamente sono. È ridicolo che lo stato non mi riconosca per ciò che sono".

Il riconoscimento legale dell'identità di genere è fondamentale affinché le persone transgender beneficino dei loro diritti umani. Esse rischiano di essere discriminate ogni volta che devono esibire un documento in cui sono indicati nome e sesso all'anagrafe che non corrispondono alla loro identità ed espressione di genere.

Leggi le storie del nostro rapporto:
http://www.amnesty.it/europa-identita-negate-casi-di-persone-transgender

Scarica il rapporto in inglese "Lo stato decide chi sono: la mancanza di riconoscimento legale per le persone transgender in Europa"
:
http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR01/001/2014/en
FONTE http://www.amnesty.it

Lgbt Roma: 7° FESTIVAL INTERNAZIONALE FILM CORTO A TEMA “TULIPANI DI SETA NERA: UN SORRISO DIVERSO” 8-9-10 febbraio

Torna uno dei più importanti e prestigiosi Festival di cinema breve che punta i riflettori sulla valorizzazione di tutte le diversità.

Giunto alla sua 7° edizione “Tulipani di Seta Nera: Un Sorriso Diverso” inizierà l’8 Febbraio dalle ore 9.30 alle 13,30 e il 9 febbraio dalle 15,00 alle 20,00 presso la Casa del Cinema di Roma concludendosi con un grande gala di premiazione il 10 febbraio dalle ore 19.00 al Teatro Olimpico.

La serata sarà introdotta dal giornalista Bruno Vespa

La conduzione della serata e delle due giornate di proiezioni è affidata ai conduttori Metis Di Meo e Christian Floris


Presidente del Festival Andrea Roncato
Presidente di Giuria Sara Iannone

Vice Presidente di Giuria Corrado Veneziano
Vice Presidente di Giuria Carlo Brancaleoni

Madrina dell’evento Giulia Electra Gorietti
Padrino dell’evento Flavio Parenti

Al termine della serata conclusiva l’ ORCHESTRA SINFONICA SAN MARCO DALL'AQUILA, diretta dal Maestro JACOPO SIPARI di PESCASSEROLI, terrà uno splendido concerto di beneficenza, in omaggio alle colonne sonore di grandi film, riproponendo brani tratti da pellicole indimenticabili come Titanic, Schindler’s list, Star Wars, Il signore degli anelli e molti altri.

Tante sono le nuove sorprese da non perdere, la serata sarà contornata da molti ospiti provenienti dal mondo del cinema e dello spettacolo.

Il “Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera” (TSN) in programma a Roma dall’8 al 10 febbraio si è affermato ormai come uno dei più prestigiosi e significativi eventi di cinema sociale realizzati in Italia.

Nato da un’idea di Paola Tassone, e prodotto dall’Associazione studentesca universitaria “l’Università Cerca Lavoro” presieduta da Ilaria Battistelli, la rassegna, unica nel suo genere, vuole focalizzare e contrastare i pregiudizi legati al termine diversità, attraverso la promozione dei lavori dei registi e degli autori di cinema che sappiano raccontare tramite le immagini, non il semplice racconto di una diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare.

Elemento interessante che, per il secondo anno il comitato artistico ha deciso di potenziare, è quello di premiare il lavoro dei giovani talenti: oltre al vincitore del festival, che riceverà il riconoscimento di Miglior Film, il festival vuol premiare il miglior regista emergente istituendo un premio in denaro al Miglior Sorriso Nascente.

Infine verrà assegnato il Premio Sorriso dei Giovani, questo premio il quale sarà conferito da una rosa di circa una decina di allievi di scuole e/o accademie che hanno preso parte al Tour Tulipani di Seta Nera, ed autorevoli ospiti provenienti dal mondo della cultura e vari professionisti, che andranno a costituire la Giuria di Giovani di VariEtà, presidente di questa giuria Serena Gray.

Infine all’interno del concorso sono state istituite due sezioni speciali dedicate all’Infanzia ed al valore della Sicurezza sul Lavoro: nella prima si sottolinea l’importanza dell’universo infantile, privo di pregiudizi e ricco di ingenuità e innocenza; nella seconda si mette in risalto la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro, fondamento per un futuro migliore dei lavoratori e dei datori di lavoro.
fonte https://www.facebook.com/events/244095502427938/

venerdì 7 febbraio 2014

Lgbt Sochi: Cosa significa la protesta di Google per la Carta Olimpica?

Google protesta contro la discriminazione dei gay a Sochi 2014 e contro la strumentalizzazione della propaganda russa

La Carta Olimpica è un doodle arcobaleno: Google ricorda il giorno di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi visualizzando sulla sua homepage un logo con i colori della comunità gay e un estratto della Carta olimpica.

CARTA OLIMPICA: IL DOODLE ARCOBALENO
L’iniziativa è indirizzata sia verso gli atleti che verso gli spettatori che ieri sono stati ammoniti a non partecipare alla propaganda gay durante le Olimpiadi dal vice primo ministro russo Dmitry Kozak. Secondo Kozak tutto in conformità con la Carta Olimpica e la legge russa che vieta la propaganda durante un evento sportivo. E allora Google ricorda proprio citando la Carta olimpica che: «La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione con spirito di amicizia, solidarietà e fair play», come recita il messaggio pubblicato in tutte le lingue del mondo da Google nel suo primo doodle sottotitolato.

Clicca per vedere la protesta di Google in tutte le lingue:
http://www.giornalettismo.com/archives/1343933/carta-olimpica-doodle-arcobaleno-carta-olimpica-gay/

CARTA OLIMPICA: IL DOODLE CHE NON NOMINA SOCHI
La protesta di Google contiene la citazione della Carta Olimpica, senza però mai nominare esplicitamente Sochi. Si tratta davvero di un’aperta presa di posizione nei confronti dei diritti degli omosessuali, dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell’omosessualità”. Anche i risultati a cui rimanda Google non hanno nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi antidiscriminatori della Carta Olimpica.

CARTA OLIMPICA: COSA E’
Tutti i clic sul doodle Google di oggi rimandano ai link relativi alla Carta Olimpica. La Carta Olimpica completa in italiano si può trovare a questo indirizzo. Redatta nel 1894 da Pierre de Coubertin e poi sottoposta ad ulteriori modifiche, è la principale fonte regolatrice delle attività e dell’organizzazione del movimento olimpico, e stabilisce che il suo scopo principale è costruire un mondo pacifico attraverso l’educazione dei giovani allo sport praticato senza discriminazioni di nessun tipo.

LA CARTA OLIMPICA, SOCHI E I GAY
Il presidente Barack Obama ha annunciato di aver nominato atleti gay come membri della delegazione americana che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per dimostrare che gli Stati Uniti rifiutano di «conformarsi alle discriminazioni». Inoltre il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha fatto un appello invitando a sollevarsi contro gli attacchi a lesbiche e gay nel suo discorso durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale.

CARTA OLIMPICA: IL VIDEO DEL DOODLE
Il doodle arcobaleno che riporta la citazione della Carta Olimpica viene riassunto e spiegato in un video
fonte http://www.giornalettismo.com di Maria Teresa Mura

Lgbt: Ban Ki-Moon a Sochi alla vigilia: "Il mondo si sollevi in difesa dei gay"

Il segretario generale dell'Onu fa sentire la sua voce durante la riunione del Comitato internazionale olimpico. Ma Mosca va avanti sulla sua strada. Il vicepremier: "Fare propapaganda politica durante un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa"

SOCHI - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha raccolto e rilanciato la polemica durissima che accompagna l'apertura, domani, dei giochi olimpici a Sochi. Ha detto che "tutti dovrebbero alzare la loro voce" contro gli attacchi ai gay. E per lanciare il suo monito ha scelto una occasione di primo piano, il suo intervento durante la riunione del Comitato internazionale olimpico, alla vigilia dell'apertura domani dei Giochi Invernali di Sochi.

"Molti atleti professionisti, gay ed eterosessuali, sono contro il pregiudizio", ha osservato il 'numero uno' del Palazzo di Vetro. "Noi tutti dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transgender e gli androgini. Dobbiamo essere contrari -ha aggiunto - all'arresto, l'imprigionamento e le restrizioni discriminatorie che fronteggiano".

I Giochi Invernali di Sochi sono stati fortemente voluto dal presidente russo, Vladimir Putin, e le parole di Ban appaiono come un monito contro la legge russa che punisce con il carcere la "propaganda" dell'omosessualità con i minori.

Mosca però va avanti sulla sua strada: il vicepremier russo, Dmitry Kozak, ha messo in guardia spettatori e atleti contro la promozione dei diritti degli omosessuali durante le Olimpiadi. Parlando con la stampa, Kozak ha ricordato che "fare propaganda politica nel corso di un evento sportivo è contrario alla Carta olimpica e alla legge russa". Il vicepremier ha ribadito che nel Paese non esiste discriminazione basata sull'orientamento sessuale. "Siamo adulti qui e possiamo condurre la nostra vita privata come riteniamo necessario", ha detto, spiegando poi che "(i gay) possono fare propaganda della loro sessualità tra gli adulti, ma non c'è bisogno di coinvolgere i bambini".
fonte http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/sochi2014/2014/02/06/news/ban_ki-moon_difende_gay_a_sochi-77820964/?ref=HREA-1

Il giornalista Paolo Colombo e il cantante Davide Papasidero ospiti di Oltre le Differenze si parla di sport e omosessualità

Su Antenna Radio Esse, Venerdì 7 febbraio alle 21, nel format radiofonico sul mondo LGBTQI si parla delle Olimpiadi invernali di Sochi

Venerdì 7 febbraio si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali 2014 a Sochi, in Russia, Olimpiadi che stanno molto facendo parlare di sé da mesi a causa delle tensioni e delle preoccupazioni rispetto al clima omofobico e alle leggi anti-gay in vigore nel paese di Putin. Questo sarà il tema centrale della puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, che andrà in onda venerdì 7 febbraio alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it, con la partecipazione anche del giornalista sportivo di La7 Paolo Colombo.

Apertura dedicata alla musica con il cantante romano Davide Papasidero, concorrente di X-Factor 5 e vincitore del Festival di Castrocaro 2013, che presenta il suo ultimo EP “Adesso oppure mai”. Un’approfondita riflessione sul legame tra Olimpiadi e quesioni politiche sarà affrontata insieme al vice-caposervizio della redazione sportiva del TG La7 Paolo Colombo, noto giornalista sportivo che da tempo solleva la questione dell’omofobia anche nel calcio italiano. Uno sguardo infine al locale insieme a Francesco Micheli, vice allenatore e preparatore del Siena Rugby 2000, che testimonierà un esempio di unione tra sport e diritti, si tratta del calendario contro omofobie e bullismo realizzato insieme al Movimento Pansessuale Arcigay Siena.

In chiusura consueto spazio alle segnalazioni di libri, film e appuntamenti a tema nello scaffale LGBT. Come sempre, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma ai contatti: 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ attiva una pagina fan su Facebook e il blog è www.oltreledifferenze.wordpress.com dove è possibile riascoltare tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

mercoledì 5 febbraio 2014

Lgbt: Il sindaco di New York, Bill De Blasio sceglie i gay e diserta la sfilata irlandese

Il 17 marzo la tradizionale sfilata di San Patrizio. Ma il sindaco protesta contro il divieto di esporre simboli dell'orgoglio omosex

Solidarietà alla comunità omosessuale. Il sindaco di New York, Bill de Blasio non parteciperà alla parata del St.

Patrick's Day, per protesta contro il divieto di esporre simboli dell'orgoglio gay. Il 17 marzo de Blasio non camminerà lungo la Quinta strada, dove è tradizione che ogni anno sfili il corteo della Festa di San Patrizio più grande degli Stati Uniti e dove quest'anno gli organizzatori si aspettano più di un milione di persone.

Il suo predecessore alla carica di sindaco di New York, Michael Bloomberg, non è mai mancato all'evento, mentre de Blasio aveva già rifiutato di sfilare quando era difensore civico. Gli organizzatori della parata hanno dichiarato che gli omosessuali sono i benvenuti, ma che i simboli dell'orgoglio gay non lo sono altrettanto: sostengono che distrarrebbero dal reale significato della sfilata, l'eredità irlandese.

Dopo il cosiddetto «scandalo pizza-gate», Bill de Blasio ha anche rotto gli indugi e la tradizione di famiglia e mangiato la pizza con le mani: l'iniziazione è avvenuta in tv, durante il «Daily Show» con Jon Stewart. Si tratta della prima apparizione per il sindaco di New York ad un «late night show», un programma di seconda serata, a un mese dal suo insediamento a City Hall.

Perfettamente a suo agio, de Blasio ha esordito con una battuta sulla neve a New York e le polemiche per come è stata gestita nell'Upper East Side, dove i cittadini si sono lamentati per la mancanza di un pronto intervento. Con la città di nuovo coperta dalla neve, Stewart ha fatto notare che questa è la terza pesante nevicata da quando de Blasio è sindaco.

«Durante i 12 anni di mandato del milionario Bloomberg - ha detto - non ha mai nevicato una volta». «Credo che lui abbia pagato l'uomo giusto - ha replicato il sindaco - ha i soldi per farlo». Ma in realtà è stato l'argomento pizza a tenere banco. Stewart ha invitato il sindaco a mangiarla nel modo «giusto»: «Lei è un uomo del popolo, mangi come uno di loro», gli ha detto.

E invece, de Blasio ha tirato fuori dalla giacca forchetta e coltello. «Come sindaco di Napoli, intendo di New York, siamo sempre pronti per la nostra pizza», ha spiegato scherzando, e aggiungendo che il mangiare la pizza in quel modo gli viene dai suoi antenati italiani. A quel punto, sono partiti dei fischi dalla platea e messo alle strette il sindaco de Blasio ha afferrato un pezzo di pizza con le mani e ha iniziato a mangiarlo.

Intanto, la forchetta «incriminata» - quella usata da de Blasio per mangiare la pizza in una pizzeria di Staten Island, dando così il via al «pizza-gate» finito su tutti i giornali - andrà addirittura all'asta, ma per beneficenza: il ricavato andrà a favore del Sandy Relief, il fondo per le vittime dell'uragano Sandy.
fonte http://www.ilgiornale.it

Florida: Disney World ospiterà il Family Outfest, festival delle famiglie LGBT

Continuano le aperture della Disney verso la comunità LGBT.
Dopo che nelle scorse settimane aveva fatto molto scalpore la scelta di inserire due madri lesbiche nella fortunata serie televisiva “Buona fortuna Charlie” (Good Luck Charlie) in onda su Disney Channel, ora tocca a “Walt Disney World” di Orlando, in Florida: il più famoso parco divertimenti del mondo è pronto ad ospitare il primo Family Outfest, dal primo al sette di luglio, un evento per celebrare tutti i tipi di famiglia, a prescindere dalla loro composizione.

L’occasione darà la possibilità ai più piccoli di divertirsi nei diversi parchi a tema, mentre i genitori avranno l’opportunità di confrontarsi in una atmosfera friendly.

L’evento, organizzato dalle associazioni gay di Orlando, avrà come giornata principale il 4 luglio, giorno nel quale negli Usa si celebra la festa dell’Indipendenza, con il “Purple Shirt Day”, durante il quale migliaia di famiglie indosseranno una maglia viola, trasformando tutto il Disney’s Magic Kingdom in un grande oceano viola per celebrare “l’amore, la famiglia e l’equità”.

La direttrice dell’evento, Gabrielle Shulruff, ha dichiarato alla stampa: «Siamo semplicemente genitori, la sessualità non conta, abbiamo famiglie normali come tutti gli altri».

Non è la prima volta che il parco Disney ospita eventi a tematica LGBT, ma è la prima volta che la cosa viene ufficializzata. Il logo Disney, infatti, compare come partner principale della manifestazione assieme ai prestigiosi hotel Nickelodeon Suites Resort e Hilton, che offrono tariffe vantaggiose “a misura di famiglia”, oltre ai grandi magazzini Macy’s già noti per l’attivismo verso la comunità LGBT.

L’intero programma è disponibile sul sito Orlandogaytravel.com. Secondo i media americani sono attese migliaia di famiglie provenienti da tutto il mondo che potrebbero spendere oltre 2 milioni di dollari in una settimana.
fonte http://ilreferendum.it di Riccardo Rocca

martedì 4 febbraio 2014

Lgbt: Danza "Momix Alchemy" Al Teatro Verdi di Firenze dal 11 al 16 febbraio 2014

Replica a grande richiesta ‘Momix Alchemy’, ultima straordinaria opera multimediale del ‘Mago dei Maghi’ Moses Pendleton, sul palco del Verdi dall’11 al 16 febbraio (sempre ore 20.45, venerdì e domenica anche 16.45).

Ad ispirare l’immaginazione di Pendleton è stata l’eterna ricerca dell’oro segreto che vive nel profondo della nostra essenza, rivelato solo dagli uomini capaci di scrutare il mondo con occhi creativi.

"Da qualche parte c’è sempre l’oro, se scavi a fondo"
Moses Pendleton

È uno spettacolo multimediale realizzato dai suoi superbi ballerini, un lavoro pieno di fantasia, ironia, bellezza e mistero.
Mentre con Bothanica il pubblico era trascinato in un viaggio surreale attraverso le stagioni dell’anno, in ALCHEMY Pendleton svela i segreti dei quattro elementi primordiali – terra, aria, fuoco, acqua – e crea uno spettacolo che sprigiona arcane suggestioni e attira lo spettatore in una dimensione surreale.

Miscelando le sostanze base nei loro alambicchi e fornaci, gli antichi alchimisti cercavano l’elisir di lunga vita o la formula dell’oro. Gli alchimisti non lavoravano da soli; evocavano gli spiriti, perchè li aiutassero nei loro riti segreti. Allo stesso modo si dispiega il processo creativo di ALCHEMY, con gli "apprendisti - stregoni" MOMIX nel ruolo di supporti. Riusciranno a trovare la formula dell’elisir? Creeranno l’oro?

Sicuramente, per chi crede nell’arte dell’illusione e nell’illusione dell’arte.
Una cosa è certa: dopo ALCHEMY nessuno sarà uguale a prima!
Questa è la promessa alchemica di Moses Pendleton ...
“Quando l’occhio è rapito da una alchimia di suoni, luci, colori, visioni, inizia a vedere cose che altrimenti sarebbe impossibilitato a vedere”.
Info - 055.212320 www.teatroverdionline.it
fonte http://www.danzadance.com

Sochi: Katy Perry e Madonna in difesa dei diritti LGBT: il video per #GayPropaganda

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, Katy Perry e Madonna hanno unito le forze (e la loro popolarità mondiale) per portare all’attenzione del pubblico la questione delle discriminazioni alla comunità LGBT in Russia, protestando in particolare contro una legge del governo che vieta la cosiddetta “propaganda gay”.

Un mese fa la popstar californiana era stata scelta da Madonna per collaborare al suo progetto of Art For Freedom, un’iniziativa digitale globale impegnata a promuovere attraverso l’arte la questione dei diritti umani e delle loro violazioni. Insieme hanno dato vita ad un nuovo progetto lanciato in rete, con la pubblicazione di una serie di video di protesta legati all’hashtag “(We Are) #GayPropaganda”.

La nuova iniziativa, come spiegato dal comunicato stampa che l’ha annunciata, “cerca di ridefinire la ‘propaganda gay’ chiedendo alla comunità LGBT e ai loro sostenitori in tutto il mondo: Cos’è #PropagandaGay per te?“. L’iniziativa invita ad unirsi a questo movimento d’opinione caricando i propri progetti (foto, opere d’arte e narrazione) su Artforfreedom.com, o diffondendo la notizia attraverso i social media con l’hashtag #GayPropaganda, così da fare luce sulla situazione della comunità LGBT della Russia.

Il terzo video della serie, ispirato dalle recenti immagini di violenza contro la comunità LGBT in Russia, è stato pubblicato su Twitter da Katy Perry, guest curator di gennaio sulla piattaforma lanciata da Madonna. Ecco il video dal titolo The Peace Sign.

Madonna ha lanciato Art For Freedom in collaborazione con Vice magazine come “un’iniziativa globale per incoraggiare l’espressione creativa” e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani. Katy Perry, che era stata criticata proprio per aver ceduto i diritti di una sua canzone per lo spot dei Giochi Olimpici di Sochi, si è unita con entusiasmo al progetto: “Credo che il 2014 possa essere un anno di grandi cambiamenti sociali. Insieme possiamo tutti lottare per i diritti umani – ha spiegato la popstar, invitando tutti a partecipare – Lascia che la tua arte sia la tua voce“.
fonte http://www.optimaitalia.com di Claudia Gagliardi

lunedì 3 febbraio 2014

Sochi, Letta: "Andrò a cerimonia per difendere i diritti dei gay, e per aiutare Roma 2024" Invito a ripensarci da senatori Pd e dal gay Center

Il premier Enrico Letta ha chiarito i motivi della sua partecipazione alal cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi invernali di Sochi. “Ho preso questa decisione dopo una consultazione con il presidente della Repubblica, il ministro dello Sport e il presidente del Coni”, ha detto nel corso di una conferenza stampa a Doha.

“Riteniamo che questa presenza sia utile per sottolineare soprattutto la candidatura italiana di Roma alle olimpiadi del 2024, cui crediamo tantissimo. Bisogna essere a Sochi per cominciare a far marciare questa candidatura”, ha detto. Tuttavia, ha spiegato citando le ‘polemiche’ in Italia, “nella mia partecipazione sia qui sia lì ribadirò con assoluta nettezza la nostra contarierà a qualsiasi normativa discriminatoria contro gli atleti gay. Questo fa parte della cultura italiana”, ha aggiunto.

SENATORI PD: LETTA NON VADA
“Ci auguriamo che il Premier Letta ci ripensi. I principali leader europei non andranno all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, incomprensibile che l’Italia partecipi al massimo livello.
Non si contrasta certo così la politica discriminatoria nei confronti di gay e minoranze perpetuata da Putin”. Lo affermano i senatori del Pd Isabella De Monte, Nadia Ginetti, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia.
“Stiamo per assumere la guida del semestre europeo-sottolineano i parlamentari- e ci distinguiamo subito con la presenza del Presidente del Consiglio ad una inaugurazione disertata da molti altri leader.
Il rispetto dei diritti civili è una battaglia che riguarda le nostre stesse radici culturali, abbandonarla per ottenere l’appoggio russo alla candidatura di Roma nel 2024 è sbagliato”, concludono i senatori.

GAY CENTER A LETTA: ERRORE ANDARE CERIMONIA SOCHI
“Che dirà Letta a Putin andando a Sochi? Che l’Italia è l’unico Paese europeo a non avere leggi contro l’omofobia e sui matrimoni gay? Vedremo.
Letta avrebbe dovuto disertare l’inaugurazione, la sua decisione diversa da quella di Merkel, Hollande, Cameron e Obama è un errore.
Mentre Letta sarà a Sochi all’inaugurazione noi manifesteremo davanti all’Ambasciata russa a Roma esponendo una grande bandiera gay di sette metri per protestare contro le leggi omofobe di Putin”. Lo dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
fonte http://qn.quotidiano.net

domenica 2 febbraio 2014

Lgbt Mosca: Amnesty fa volteggiare ballerina in manette. Contro Putin. In tutù, nel gelo della capitale russa

Raccolta di firme per una petizione destinata a Vladimir Putin, presidente della Russia, sui diritti umani coronata da una ballerina - in manette - che danza in un giardino di Mosca nel gelo di gennaio.

Così si è conclusa la campagna di Amnesty International, il cui scopo era l'abolizione delle nuove leggi varate da putin, sulla propaganda gay e sugli agenti stranieri, la criminalizzazione della diffamazione e l'insulto di sentimenti religiosi nella legislazione russa.

"Una Russia commovente ma priva di libertà", registra il giornale di opposizione Novaja Gazeta, diventato famoso perchè ci lavorava Anna Politkovskaia.

La ballerina è Aleksandra Portiannikova. Mentre ballava, con lei c'erano alcuni militanti che esponevano una citazione di Putin: "Una delle priorità dello Stato e della società deve essere il sostegno del movimento per la difesa dei diritti umani".

Secondo gli attivisti per i diritti umani di Amnesty International, le parole del presidente della Russia non corrispondono alla situazione reale del Paese.
fonte http://www.tmnews.it fonte foto http://video.repubblica.it/

GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK:

http://video.repubblica.it/mondo/mosca-balla-con-le-manette-a-20-gradi/154420/152919

sabato 1 febbraio 2014

Lgbt Campania: Candelora, Carlo Cremona: Irpinia faro del nostro cammino. L’intervista

Il responsabile I-Ken Campania: la violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati

Domani saliremo tutti insieme a Montevergine e, come ogni anno da quando siamo nati, abbiamo celebrato la vigilia della Candelora con Carlo Cremona, responsabile campano di I Ken Campania.

«Celebrare un Candelora day - ci ha detto Cremona - è solo la rappresentazione di un’Italia libera e democratica, che si scontra contro una realtà politica che non riconosce l’uguaglianza sociale agli LGBT. Salire a Montevergine significa rinnovare il nostro orgoglio gay di volta in volta: si va lì principalmente per entrare in Chiesa, accendere le luci ed esprimere a Mamma Schiavona i nostri desideri, ballando e cantando».

Cremona, però, mette in guardia dalla dannosa parcellizzazione che sta interessando il movimento: «non dobbiamo più perdere il tempo a studiare l’evento o i femminielli, ma lavorare insieme per la creazione di hub, di sportelli per la tutela degli LGBT, insieme alle donne e ai minori. La violenza di genere passa in Italia attraverso il femminicidio, ma la realtà in cui viviamo è misogina a tutti gli effetti, e passa attraverso il disprezzo contro femmine, femminielli ed effemminati». A tal proposito, il protocollo d’intesa del Comune di Avellino fatto con due assessorati è certamente indice di una sensibilità maggiore, ma la vera priorità è l’avvio di un percorso di comunicazione, fatto di dialogo e confronto.

Quella di I Ken è una realtà unica, ma è principalmente la voce dell’Irpinia in Italia, un modello autonomo e forte. «Prima dell’effetto mediatico - ha aggiunto Cremona - l’Irpinia non aveva ben capito che gli LGBT sono presenti anche qua. Noi vogliamo essere solo noi stessi, e dire al mondo “IO ESISTO”, e chiediamo solo la libertà di poter salire da Mamma Schiavona per pregarla, e chiederle aiuto contro le discriminazioni».
fonte http://www.orticalab.it/ di Marco Staglianò

venerdì 31 gennaio 2014

Lgbt New York: Barneys a sorpresa: 17 modelli e modelle transgender per la nuova campagna

Lea T e Andrej Pejic hanno fatto scuola.
Il mondo della moda apre sempre più le porte all’Universo Transgender, con Barneys che ha dedicato un’intera campagna, ‘Brothers, Sisters, Sons & Daughters’, a questa realtà troppo spesso taciuta e nascosta.

Lo scopo della campagna è proprio quello di incrementare la visibilità trans, con 17 modelli e modelle fotografati da Bruce Weber e intervistati da Patricia Bosworth di Vanity Fair.

Storie condivise sul sito ufficiale di Barneys New York, con Weber che ha così commentato il tutto:
“Spero che le mie fotografie e i miei filmati di questi 17 nuovi amici, che sono uomini e donne trans, possano trasmettere il rispetto che ho per loro e la soggezione che ho nei confronti del loro coraggio nell’affrontare il mondo“.

Arin Andrews, Katie Hill, Edie Charles, Valentijn de Hingh, Ashley de la Cruz, Sawyer Devuyst, Peche Di, Dezjorn Gauthier, Trevon Haynes, Eve Lindley, Niki M’nray, Ryley Pogensky, Ines Rau, May Simon, Ahya Taylor, Maxie Ne e Gisele Xtravaganza. Questi i nomi. Complimenti a Barneys.
QUI foto e storie: http://thewindow.barneys.com/tag/brothers-sisters/
fonte http://www.spetteguless.it/

“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” il film documentario LGBT diretto da Enzo Facente

“Vorrei ma non posso – it’s wedding time” è il film documentario diretto da Enzo Facente, che tenta di ricostruire la storia di questo Paese nel campo del riconoscimento dei diritti civili, a partire dalla prima manifestazione omosessuale, avvenuta nel Belpaese nel 1980.

Il nome proviene da una manifestazione avviata tra il 2012 e il 2013 da due associazioni di Torino, Quore e Queever, le quali hanno raccolto le firme per richiedere la parità dei diritti per le unioni omosessuali e la compilazione di alcune cartoline, che poi sono state inviate al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha ricevuto un totale di quindi mila.

Questo gesto era per chiedere al Capo dello Stato, oltre al riconoscimento dei diritti, anche di pensare e far riflettere le istituzioni sulla necessità di eguagliare i diritti anche per le unioni omosessuali, delle quali se ne sono svolte alcune simboliche durante i vari gay pride.

Il documentario raccoglie le dichiarazioni di grandi personaggi politici, da Bersani alla Bindi, fino a D’Alema e la Concia, passando per Don Antonio Gallo, che non è un politico ma si è attivato per tutta la vita a difesa dei diritti meglio della politica italiana. Ed è proprio la politica una dei protagonisti di questo documentario, per la quale si cerca di capire la sua posizione, che in tutti questi anni è riuscita a elaborare solo una smilza legge contro l’omofobia, ora ferma in Senato e che non tutela la comunità come dovrebbe.

Nulla di nuovo quindi? Non proprio. Il film sarà proiettato questa sera a Siracusa, in una zona dove l’omosessulità non è ancora vista di buon occhio. Un passo in avanti, si, ma soprattutto un richiamo per la politica, vera destinatario di questo documentario, il quale viene usato come strumento per richiedere, ancora una volta, una mobilitazione delle istituzione per una tutela e riconoscimenti per la comunità LGBT.
GUARDA IL TRAILER A QUESTO LINK:
http://www.youtube.com/watch?v=Ikzg-2lJYlg

fonte http://www.justnews.it di Alessandro Bovo

Lgbt Radio: A "Oltre le Differenze" Papa Francesco apre al mondo gay? oggi venerdì 31 dalle 21

A Oltre le Differenze si parla delle ultime esternazioni di Papa Bergoglio sui temi lgbt con il vaticanista di Repubblica Paolo Rodari e il gruppo Kairos di Firenze

In merito alle esternazioni di Papa Francesco su omosessuali e nuove famiglie, si intravedono aperture della Chiesa sui temi lgbt? Se ne parla venerdì 31 gennaio dalle 21 in una nuova puntata di Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .

“Chi sono io per giudicare un omosessuale?” questa una delle frasi più eclatanti pronunciate da Papa Francesco che, benché non siano scritte né dette in occasioni formali, dimostrano se non altro un cambio di atteggiamento da parte di un Pontefice. Rifletteremo sul tema insieme allo scrittore e giornalista di Repubblica, esperto vaticanista, Paolo Rodari, autore tra gli altri del libro “La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro” edito da Giunti.

Ascolteremo anche la testimonianza di Annamaria, referente del gruppo di cristiani omosessuali di Firenze Kairos, che nei mesi scorsi ha scritto una lettera a Papa Francesco chiedendo maggiore apertura e accoglienza alla Chiesa e, inaspettatamente, hanno ricevuto la risposta dalla segreteria di Stato Vaticana.

Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

giovedì 30 gennaio 2014

Lgbt: Disney, prime mamme gay nella sit-com "Buona Fortuna Charlie"

Prima apparizione di una coppia di lesbiche nelle serie tv per ragazzi.Svolta epocale nel mondo Disney, che finora non aveva mai aperto il suo mondo alle famiglie omosessuali.

Nella sit-com "Buon fortuna Charlie" hanno infatti fatto il loro debutto Susan e Cheryl, una coppia di mamme che va a fare visita ai genitori di Charlie insieme alla loro bambina. Il cambiamento è stato apprezzato in particolar modo dalle ex stelline Miley Cyrus e Evan Rachel Wood, da sempre in prima linea per i diritti civili.

Nell'episodio Amy e Bob Duncan (interpretati da Leigh-Allyn Baker e Eric Allan Kramer) organizzano un appuntamento di gioco tra Charlie e un'amichetta, che ha per genitori due mamme.
Il portavoce di Disney Channel ha fatto sapere che "l'episodio è stato sviluppato per rispecchiare i bambini e le famiglie di tutto il mondo, oltre che per far riflettere sul tema della diversità e dell'apertura verso il prossimo".
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it

mercoledì 29 gennaio 2014

Lgbt Roma: Di'Gay Project "LABORATORIO TEATRALE 2014" le iscrizioni entro il 15 Febbraio


E' ripartito anche quest'anno il Laboratorio Teatrale di DGP, tenuto da Maria Chiara Cucinotta e con la direzione artistica di Maria Laura Annibali.

L'ARTE DEL MUTAMENTO
Trasformarsi, apparire all’improvviso, truccarsi, cambiare sé stessi… Sono attività che affondano la loro memoria nella nostra infanzia, quando nessuno ci sgridava se le nostre giornate erano dedicate al nostro corpo ed all’affetto che dedicavamo alla nostra anima.
Quando una forma di espressione, la parola, il gesto e la finzione non erano la radice della vergogna, ma il gioco più bello che potessimo “mettere in scena”, a casa ed a scuola, complici gli insegnanti ed i genitori.

Il Nostro Laboratorio, quest’anno, si prefigge un risultato alla portata di tutti: tornare bambini. Apprendere, attraverso l’Arte Teatrale, fatta di regole ma anche di tanta follia, come il nostro istinto possa essere coccolato e produrre risultati meravigliosi.

Un Laboratorio basato sull’emozione e sull’apprendimento della tecnica, per chi vuole smettere di arrossire parlando in pubblico e cominciare di nuovo a conoscersi.
Perché è nella finzione che veramente possiamo ritrovare noi stessi.

Un Laboratorio che trova il suo completamento nello spettacolo di fine anno, nel quale ognuno potrà dare un contributo.
Fatto in casa, come le maschere dei carnevali delle feste alle elementari, nel quale però si impara il trucco scenico, la mimesi, dizione ed emissione, cucito, fotografia, musica ed interpretazione.

La partecipazione è a numero chiuso, le adesioni potranno pervenire entro e non oltre il 15 Febbraio 2014.

Incontri settimanali a partire da Mercoledì 22 Gennaio!
Dalle ore 19.00 alle 20.30: dizione, emissione ed interpretazione.
A seguire e fino alle 22.30: studio di messa in scena ed allestimento Teatrale.
Aperto a tutti! Vi aspettiamo!

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare a tutte le attività di Di'Gay Project è necessario tesserarsi: il costo della tessera è di 15 € e ha validità per tutto l'anno solare.
Per informazioni e iscrizioni: 06.5134741 (lun-ven 10-18)segreteria@digayproject.org
fonte http://www.digayproject.org

Lgbt Milano: Più attenzione alle famiglie omogenitoriali

Si discute di politiche sociali, per cui invito le istituzioni a tenere in sempre maggiore considerazione i diritti della comunità Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) milanese e italiana tutta.

Molto è stato fatto ma la strada verso un completo e totale riconoscimento dei bisogni e delle necessità di chi è omosessuale e magari ha costituito un nuovo nucleo famigliare, è ancora lunga e irta di difficoltà

Purtroppo, chi oggi fa parte dei gruppi lgbt rappresenta una categoria sociale a rischio è necessario, quindi, che chi si occupa delle cosiddette ‘politiche sociali’ affronti la questione senza trascurarne la delicatezza, ma agendo in modo deciso e con obiettivi precisi. Il primo passo sarà il completo riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Come sappiamo a Milano, da questo punto di vista, è stato fatto molto; ma nuovi traguardi sono assolutamente da raggiungere.

Penso alle tante problematiche, molte di natura burocratica, che devono affrontare le ‘nuove famiglie’ dove, la presenza di figli (avuti dalla coppia stessa o in arrivo da matrimoni precedenti) possono purtroppo rappresentare una complicazione. Un esempio è il calcolo dell’Isee, necessaria per l’iscrizione a scuola o per godere delle agevolazioni di cui si avrebbe diritto.
Operazione banale e semplice per la stragrande maggioranza dei cittadini, ma estremamente complesse per le nuove famiglie omosessuali. Il mio lavoro in Consiglio comunale va verso, per esempio, la semplificazione di questo aspetto.

Saremo la città che ospiterà l’Expo del 2015 e avremo gli occhi dell’intera comunità internazionale addosso. Dobbiamo quindi presentarci come un Paese moderno ed al passo coi tempi, nel quale non devono esistere categorie sociali di serie B o meno importanti.
di Rosaria Iardino, Consigliere Comunale PD
fonte http://www.affaritaliani.it

Due nuovi soci per l’associazione Aitgl dedicata al turismo lgbt-friendly in Italia e all'estero

L'International Camping Valledoria e il wedding planner Say I Do Weddings arricchiscono l'offerta dell'associazione che raggruppa vari partner nazionali ed internazionali nell’ambito del turismo Lgbt

L’associazione Aitgl, che raggruppa vari partner nazionali ed internazionali nell’ambito del turismo Lgbt e promuove in Italia ed all’estero prodotti, servizi e mete gay-friendly, annuncia l’adesione di due nuovi soci italiani.


L’uno un campeggio multi attrezzato in Sardegna, nel sassarese, per vacanze libere e semplici al mare; l’altro un wedding planner che pone l’accento sull’originalità tutta italiana.

International Camping Valledoria è situato sulla costa settentrionale della Sardegna, tra Stintino e Santa Teresa di Gallura, Sassari. Il villaggio camping aderisce all’Aitgl con la sua proposta di servizi per turisti internazionali ed italiani in cerca di svago, semplicità, libertà a piccoli prezzi.

E’ ben attrezzato, provvisto anche di noleggio bungalow di legno in pineta, attrezzati con mobili, letti e biancheria, sanitari, e spazio cucina ben equipaggiata, nonché caravan completi di attrezzature e veranda esterna ombreggiata.
Say I Do Weddings, wedding planner, sostiene la diversità, tutelando ed organizzando il matrimonio di coppie omosessuali. Il sito internet è esplicativo in quattro lingue, tra le quali inglese, russo e tedesco.
fonte http://www.guidaviaggi.it

Lgbt Collettivo Wand: il 1 Febbraio abbracci gratis a Benevento contro l'omofobia

Sabato 1 Febbraio alle ore 18.00 a Piazza Castello a Benevento, il collettivo WAND – LGBT ha organizzato, a tre anni dalla nascita, il Free Hugs contro l’omofobia.

Il Free Hugs è stato riproposto, come tradizione del collettivo, ogni anno in questo periodo perché è stata la prima attività del WAND.

Il Free Hugs ha lo scopo di lanciare un messaggio: dire stop all’omofobia. L’abbraccio è un gesto d’amore simbolico che si contrappone all’odio, alla diffidenza, alla discriminazione e quindi anche all’omofobia.

Abbracciare uno sconosciuto non è semplice, ed ancor più difficile è abbracciare un passante che porta avanti delle idee non sempre condivise ed ancora nascoste e segregate perché tabù. L’omosessualità non può esser considerata ancora un argomento da cui starsi alla larga. L’omosessualità ed anche, purtroppo, l’omofobia, ci circonda!!

Regaleremo abbracci ai beneventani – scrive Luca Pedicini, portavoce del WAND unico collettivo LGBT di Benevento – in un gesto simbolico contro ogni forma di odio e di discriminazione. La corsa agli abbracci partirà dalla Rocca dei Rettori e continuerà in giro per Benevento, sul corso Garibaldi e nelle piazze più frequentate.
Alla fine dell’evento festeggeremo insieme in Piazzetta Vari i tre anni di attività del collettivo. “
fonte http://www.informatoresannita.it

martedì 28 gennaio 2014

Lgbt: Gianni Amelio gay, il coming out del regista: "Chi ha una vita pubblica ha il dovere di dirlo"

Gianni Amelio ha dichiarato a Vanity Fair di essere pansessuale: “Io non sono omosessuale. Sono pansessuale, nel senso che ho avuto molte esperienze, talvolta casuali e altre provocate, con uomini ma non solo.
Vede, alla mia età non si hanno più remore, e credo che chi fa il mio mestiere faccia bene ad ammettere pubblicamente di essere omosessuale, se lo è, perché può aiutare altre persone a venire allo scoperto in modo sereno. Però non è il mio caso.
E poi io non ho mai creduto alla convivenza, ma solo alla seduta momentanea, legata al piacere, che certo può durare anche un sacco di tempo. Oggi sto molto bene con me stesso, e sono comunque sempre pronto ad aprire la porta di casa”.

L'argomento non è nuovo: il regista 69enne non ne ha mai fatto mistero, ma torna prepotentemente alla ribalta perché a breve il regista porterà al Festival del Cinema di Berlino il documentario Felice chi è diverso, un viaggio attraverso le vite degli omosessuali italiani dall'inizio del Novecento fino agli anni '80.

Il film "raccoglie le storie di uomini che sono stati giovani quando gli omosessuali non esistevano, se non in una vita clandestina temuta, perseguitata, irrisa".
Il che porta a una riflessione sull'omosessualità, sul coming out, sulle reazioni da parte degli altri a questa notizia.

"Alla mia età sarebbe un po' tardivo, forse ridicolo. Altri dovrebbero essere i coming out davvero importanti, di chi froda il fisco per esempio, di chi usa la politica per arricchirsi. Comunque credo che chi ha una vita molto visibile abbia il dovere della sincerità: e allora sì, lo dico per tutti gli omosessuali, felici o no, io sono omosessuale.
Omofobia è ancora imperante, capita anche che ragazzi si uccidano perché froci o ritenuti tali, e quindi scherniti, isolati, picchiati. Insomma la battaglia non è vinta, non c'è da noi un riconoscimento giuridico delle coppie.
C'è poi ancora la difficoltà di farsi accettare dalla famiglia, soprattutto dai padri, ancora immersi in una cultura maschilista".
fonte http://gossip.excite.it/di Silvia Tozzi foto Getty

Lgbt: "Looking", la nuova serie tv "gay friendly" in onda su Hbo

Bollato come un "Sex and the City per omosex", la serie tv racconta con realismo le vicende di un gruppo di 30enni omosessuali di San Francisco

Una nuova serie tv in prima serata racconta la storia di un gruppo di omosessuali di San Francisco, una delle città più gay-friendly del mondo.
La Hbo ha iniziato a trasmettere “Looking”, otto episodi che vedono protagonisti Patrick, un giovane sviluppatore di videgiochi interpretato da Jonathan Groff, alla ricerca del principe azzurro, e il suo miglior amico dai tempi del college Augustin (Frankie J.Alvarez) e il cameriere quarantenne Dom (Murray Bartelett), il più anziano del gruppo.

La serie tv è stata accolta dalla critica americana con diffidenza e bollata come “un ‘Girls’ per gay”, come ha scritto il Daily Beast, o un “Sex and the City’ omosex”, secondo il NY Post. Il rischio legato al progetto c’è e infatti la Hbo non ha ancora confermato la serie per una terza stagione.

“Il nostro show non si basa sulla semplice ricerca di se stessi - ha detto lo sceneggiatore Michael Lannan al Los Angeles Times, spiegando le connessione con serie tv storiche come ‘Queer as Folk’ e “The L Word - Non parliamo di coming you, accettazione della propria sessualità da parte di ventenni o poco più. Volevamo raccontare un punto di arrivo nella vita di persone già formate. Persone che ormai hanno 30 anni e sanno già di essere gay, sono maturati e hanno delle aspettative”.

Da parte sua, “Looking” prova a raccontare storie di uomini omossessuali con realismo e sincerità, evitando censure e giocando ironicamente con gli stereotipi.
fonte http://www.today.it/