martedì 3 luglio 2012

Lgbt: Il coming out

Da dizionario, il "coming out" è il dichiarare agli altri la propria omosessualità, bisessualità o identità di genere.

Questa espressione deriva dalla frase inglese coming out of the closet (letteralmente "uscire dall'armadio a muro"), intesa nel senso di "uscire allo scoperto".
Questo processo avviene in due fasi distinte.

La prima è chiamata "coming out interiore" ed è il momento in cui una persona, dopo aver essersi resa conto di provare sentimenti per persone dello stesso sesso o di avere un'identità di genere psichica non corrispondente a quella fisica, raggiunge uno stato di consapevolezza che gli consente di accettare quelle caratteristiche come una parte integrante della propria personalità.

Non si tratta di un processo semplice: nell'età in cui ci si ritrova ad esplorare la propria identità sessuale si ha già la piena consapevolezza di una certa avversione della società nei confronti dell'omosessualità.

Questo può portare a sviluppare sentimenti di negazione verso la propria identità o a sviluppare comportamenti in cui ci si ritrova ad isolarsi, sentendosi diversi e inadeguati. La difficoltà nell'accettarsi è direttamente proporzionale all'avversione che si percepisce nel proprio ambiente o all'assenza di esempi positivi da seguire.

Solo una volta raggiunta la piena consapevolezza ed accettazione di sé (un processo che può concludersi in fasce d'età anche molto diverse tra loro a seconda dei soggetti e dei contesti), può aver luogo la seconda fase del coming out, ossia il dichiararsi alla società.

Il punto di partenza è generalmente una situazione in cui si si ritrova ad essersi nascosti dietro uno stile di vita "convenzionale" e in cui esiste un divario tra l'identità pubblica e identità privata. Ciò porta inevitabilmente al doversi rimettere in discussione con gli altri, con eventuali timori riguardo ad un possibile rifiuto.

Si tratta di un processo graduale e mai concluso (si verrà sempre a contatto con nuove conoscenze e di volta in volta si potrà decidere se dichiararsi o meno), che può avvenire in momenti diversi della propria vita e che non necessariamente avviene con tutti. I prerequisiti fondamentali sono l'aver concluso il processo di auto-accettazione e che ci si senta pronti a farlo.

Le motivazioni possono essere molteplici (spesso si tratta delle voglia di eliminare lo stress legato al doversi nascondere o il desiderio di poter vivere la propria vita alla luce del sole) e generalmente risulta più semplice in età adulta, quando un individuo è psicologicamente più forte e le motivazioni hanno a che fare con il proprio vissuto.

Pur non esistendo regole sulle modalità del proprio coming out, si è soliti suggerire di farlo gradualmente, magari prima con un amico o un familiare fidato, e successivamente con gli altri.

C'è chi sceglie di valutare i singoli ambiti in cui ci si trova o di dichiararsi in ufficio e non in in famiglia e viceversa. Come ribadito più volte, l'importante è che ci si senta pronti e motivati a farlo, in caso contrario non è da escludere l'ipotesi di attendere il momento in cui lo si sarà (ammesso che la situazione non ci faccia star male, in quel caso non c'è nulla da vergognarsi nel chiedere aiuto a qualcuno).

Il buonsenso suggerisce anche di evitare di fare coming out momenti di stress (ad esempio durante un litigio) o nel caso in cui si rischino delle gravi conseguenze (come nel caso di adolescenti senza indipendenza economica che hanno il sentore di potersi vedersi togliere il sostentamento o il supporto necessario al proseguo dei propri studi).

Nella comunità gay sono in molti a ritenere che il coming out favorisca la propria salute e stabilità, oltre a portare a benefici per la società (maggiore è il numero di gay e lesbiche dichiarati, minore è l'influenza che può essere esercitata da moralisti e bigotti).

Altri credono, invece, che fare coming out nel modo tradizionale non sia sempre l'opzione più appropriata dal punto di vista personale o culturale (da qui nascono pratiche come il cosiddetto "coming home", ossia il presentare il proprio partner omosessuale a famiglia e amici come un amico stretto).

Alla fine dei conti, però, è importante ribadire come sia il singolo individuo a dover decidere quale opzione sia per lui la più adatta.
fonte http://gayburg.blogspot.it

Lgbt: Il libro “Mamma, papà: devo dirvi una cosa” per parlare di omosessualità in famiglia di Paola e Giovanni Dall’Orto

Un libro gay per parlare di omosessualità in famiglia.

Questa è l’ultima fatica ad opera di Paola e Giovanni Dall’Orto, che hanno presentato un libro scritto a quattro mani, dal titolo
“Mamma, papà: devo dirvi una cosa“, un libro nato per la voglia di offrire un valido aiuto a tutti quei ragazzi e a quelle ragazze che per la prima volta devono affrontare il tema dell’omosessualità in famiglia.

Sembra incredibile, ma ancora oggi, nel nostro Paese, fare coming out in famiglia rappresenta in molti casi un’esperienza davvero difficile.

Più volte abbiamo parlato di ragazzi e ragazze italiane cacciate dalla propria casa, dai propri genitori, padri e madri che non riuscivano a comprendere ed accettare con amore l’omosessualità dei propri figli.

“Mamma, papà: devo dirvi una cosa” mira ad offrire un valido aiuto non solo ai ragazzi che vogliono affrontare tale tema insieme alla famiglia, ma anche ai genitori, ai quali si cerca di fornire gli strumenti adatti per comprendere e – se necessario – aiutare, i propri figli.

Paola Dall’Orto, mamma e autrice (insieme a Giovanni Dall’Orto) del libro presentato in occasione della 26° edizione del FESTIVAL MIX Milano, ha parlato del suo ultimo libro in un’intervista rilasciata a ”Vanity Fair”, dove la donna parla giustamente della necessità di conoscere un libro come quello da lei realizzato, soprattutto in un Paese come il nostro, dove i diritti lgbt scarseggiano ancora!

“Senz’altro. Continuano a mancare i diritti fondamentali, e questa è una violenza. Tutti noi ragioniamo seguendo stereotipi; se non riusciamo a incasellare una persona nei nostri cliché, non la vediamo”, ammette giustamente la scrittrice, dipingendo un quadro che non riguarda solo l’omosessualità, ma ogni aspetto della nostra vita.

Dal canto suo, Paola racconta di aver deciso di scrivere un libro del genere perché reduce dalla sua personalissima esperienza: “Nei primi anni 80, quando mio figlio mi parlò della sua omosessualità, caddi dalle nuvole.
Un’eventualità del genere non l’avevo neppure messa in conto, era un periodo in cui parlarne era un’eccezione.

Non avevo modelli, non sapevo cosa fare e inoltre, come madre cattolica, ero piena di pregiudizi”, ammette la donna.

Di certo la situazione sarà radicalmente cambiata per Paola, che dopo aver avuto una reazione molto forte, è comunque riuscita a superare la diffidenza, facendo ciò che ogni genitore al mondo dovrebbe fare di fronte al coming out del proprio figlio o della propria figlia.

Ma oggi le condizioni di vita degli adolescenti gay, saranno più semplici rispetto che al passato? La Dall’Orto ritiene di no: “Non proprio.

Parlarne resta un tabù e in un’età già complicata come l’adolescenza i ragazzi spesso tendono alla fuga, si chiudono, non riescono a vivere la loro sessualità alla luce del sole, spiega giustamente la donna e mamma.
Un manuale come questo può aiutare genitori e figli a comprenderla e viverla con più serenità”.
fonte http://www.gaywave.it

Lgbt Musica: Sabato 7 luglio nella splendida Villa Corridi un appuntamento imperdibile Kaki King al Livorno Rock Village, in un evento targato The Cage

Da quando ha fatto coming out in alcune interviste è diventata un’icona rock del mondo gay, amatissima da pubblico e critica

Suona la sua chitarra a sei corde come se fosse una batteria.
Per sopravvivere a New York, dove si era trasferita dalla nativa Atlanta, si esibiva nelle stazioni della metropolitana, lungo le linee L o F nel Village.

Dopo la prima demo “fatta in casa” e il lavoro come cameriera al Mercury Lounge, club famoso per aver lanciato nuove band della scena rock newyorkese, arriva la grande occasione: ad ascoltare Kaki King al Tap Bar c’era anche la persona che le avrebbe cambiato la vita, con la pubblicazione nel 2004 dell’album di esordio "Everybody Loves You".

All’epoca il LA Weekly la definì "la più giovane e sorprendente musicista che emerge dopo decenni". E da allora Katherine Elizabeth King, questo il suo vero nome ha suonato incessantemente con una serie di headliners quali Marianne Faithful, David Byrne, Robert Randolph, Keb Mo, Soulive, Mike Gordon Charlie Hunter e Stanley Jordan per nominarne alcuni.

Ha suonato al Bonaroo e si è esibita al Late Night Show di David Letterman e al Conan O'Brien Show, collezionando una fitta agenda di impegni in tutto il mondo e riportando l'arte della chitarra acustica solista, alle sue origini, con una frenesia che si identifica con il temperamento della sua generazione.

Nel 2007 appare nel film “La musica nel cuore” e collabora alle musiche di “Into the Wild” di Sean Penn, con i brani del suo secondo album “Legs to Make Us Longer”. Seguono “Dreaming of Revenge” (2008) e “Junior” (2010).

Da quando ha fatto coming out in alcune interviste, è diventata un’icona rock del mondo gay, amatissima da pubblico e critica.

Sabato 7 luglio, sarà al Livorno Rock Village nella splendida cornice di Villa Corridi (via di Collinaia / Quartiere La Leccia - a pochi metri dal The Cage Theatre) per un concerto da non perdere targato THE CAGE (ingresso € 12 - apertura porte ore 21.00 - inizio show ore 22.00 - no prevendita).

Sul palco di Livorno, la vedremo cantare e suonare ed essere un tutt’uno con la sua chitarra che accarezza, percuote, pizzica, tirandone fuori tutti i suoni possibili. Buona parte della sua ispirazione, infatti, deriva dalla musica classica del 20° secolo, che come le stessa ha confessato in un’intervista, non aveva mai sentito prima di arrivare a New York.

Ma è grande la sua capacità di sperimentare e spaziare fino all’ascolto di Vespertine di Bjork o Rid of Me di PJ Harvey o The Rite of Spring. Kaki King che - da giovane promessa è diventata ormai una realtà - non smette mai di sorprendere nella sua continua ricerca di orizzonti nuovi per la sua musica.
Ufficio stampa The Cage Theatre
Agenzia Freelance Siena
tel. 0577-219228 o 272123 info@agfreelance.it
fonte redazione di "Oltre le Differenze"

lunedì 2 luglio 2012

Omofobia: Amnesty International Italia sollecita interventi sul piano legislativo, appello al ministro Fornero per la difesa della comunità Lgbti

Amnesty International Italia si è detta profondamente turbata per le notizie relative ad atti di violenza che, ancora una volta in Italia, hanno colpito la comunita’ delle persone Lgbti
(lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), gia’ oggetto nei giorni scorsi di affermazioni palesemente discriminatorie da parte del calciatore della nazionale Antonio Cassano, largamente amplificate dagli organi d’informazione.

L’organizzazione per i diritti umani ha piu’ volte espresso preoccupazione, in questi anni, per gli attacchi fisici e verbali che in Italia ripetutamente colpiscono persone e gruppi discriminati perche’ ritenuti diversi dalla maggioranza della popolazione.

In questo contesto, Amnesty International Italia ha apprezzato l’istituzione dell’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, incardinato presso la Direzione centrale di polizia criminale, all’interno del Dipartimento di pubblica sicurezza.

“È piu’ che mai urgente che si agisca anche a livello legislativo: se le istituzioni italiane intendono mostrare una sincera fermezza contro questo tipo di violenza, che in Italia colpisce persone inermi con allarmante frequenza, devono fare tutto quanto nelle proprie responsabilita’ affinche’ le vittime di reati motivati da odio verso l’orientamento sessuale o l’identita’ di genere abbiano la stessa tutela garantita alle vittime di reati motivati da altri fattori di discriminazione” – ha dichiarato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia.

Al momento, l’incitamento verbale all’omofobia e alla transfobia non è perseguibile sul piano penale.
Inoltre, i crimini di odio omofobico e transfobico non sono puniti con pene aggravate, a differenza di quelli basati su etnia, razza, nazionalita’, lingua o religione.

Questo favorisce l’aumento di atteggiamenti di intolleranza verso le persone Lgbti ed è contrario al principio di non discriminazione sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, vincolante per l’Italia.

In occasione dell’ultimo Pride nazionale a Bologna, Amnesty International Italia ha lanciato un appello al ministro del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunita’ Elsa Fornero e ai presidenti delle Camere per chiedere che questo pericoloso vuoto legislativo sia colmato al piu’ presto e che le vittime di omofobia e transfobia siano protette al pari di tutte le altre vittime di discriminazione, anche attraverso indagini efficaci che assicurino i responsabili alla giustizia.

Amnesty International Italia si è detta profondamente turbata per le notizie relative ad atti di violenza che, ancora una volta in Italia, hanno colpito la comunita’ delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate), gia’ oggetto nei giorni scorsi di affermazioni palesemente discriminatorie da parte del calciatore della nazionale Antonio Cassano.
di Amnesty International Italia
fonte http://www.senigallianotizie.it

Lgbt: "Stonewall" Sylvia Rivera e un grazie alle transessuali

Penso che tutti, qui dentro, abbiano sentito parlare dei Moti di Stonewall
(http://www.civilrights.org/archives/2009/06/449-stonewall.html)
e dell’inizio della ribellione di gay e transgender all’oppressione da parte della polizia di New York.

La rivolta – che segna simbolicamente la nascita del movimento Glbt,
avviene la notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969.


A guidarla è Sylvia Rivera, attivista deceduta nel 2002.
In questo video, ricorda quella notte, gli scontri con la polizia, la loro rabbia, ma, cosa assai più importante, risponde ai gay che vorrebbero dei Gay Pride “sobri”, senza le “carnevalate”.

Rivera rivendica il ruolo delle persone transgender nella nascita del movimento:
“Mi fa arrabbiare il fatto che la comunità gay non rispetti il fatto che una delle persone che lottò per la libertà di ogni omosessuale fosse una transessuale.

Capisco che molti gay abbiano dei problemi, ma se quelle persone non fossero state quella sera allo Stonewall, non sarebbe mai esistita alcuna liberazione gay”.
Il Gay Pride deve essere libertà: di sfilare in giacca e cravatta e con le tette al vento. E nessuno persona deve ergersi a giudice. Abbiamo tutt* la stessa dignità.
fonte http://www.river-blog.com/

Londra: Vladimir Luxuria al Global LGBT Workplace Summit

In occasione del World Pride a Londra, venerdì 6 luglio,
Luxuria interverrà al Global LGBT Workplace Summit, dibattito sul lavoro organizzato da OUT and EQUAL l’organizzazione americana che lavora per l’uguaglianza LGBT nei luoghi di lavoro.

Oltre a Vladimir Luxuria, tra gli ospiti anche:
Martina Navratilova (attivista e atleta)
Jane Hill (corrispondente BBC)
Anna Grodzka (parlamentare trans polacca)
John License (VP Sales & Mkt Marriott Int.)
Judy Dlugacz (CEO, Olivia Travel)
Michael Cashman (Capo dell’Esecutivo del Partito Laburista inglese)
John Amaechi (Star del basketball e allenatore)

Si ringrazia Ivan scalfarotto per il contatto
Per maggiori informazioni il sito ufficiale:
www.globallgbtworkplacesummit.org

fonte http://www.vladimirluxuria.it/

Lgbt Cinema: "Outing, fidanzati per sbaglio" il film gay con Nicolas Vaporidis

“Outing. Fidanzati per sbaglio“
è questo il titolo del nuovo film diretto da Matteo Vicino, un film che vedrà cimentarsi in ruoli nuovi e divertenti alcuni dei più famosi attori del nostro Paese, da Nicolas Vaporidis ad Andrea Bosca, da Massimo Ghini a Claudia Potenza, Giulia Michelini e Camilla Ferranti, per un film che si preannuncia davvero brillante e divertente.


Sono cominciate proprio pochissimi giorni fa le riprese romane del nuovo film di Vicino (vincitore del premio «Miglior Regia» al ”Film Festival Internazionale di Milano 2012” per il lungometraggio ”Young Europe”), che ha registrato il suo primo ciak a Roma, ma che presto si trasferirà in Puglia, tra Monopoli e Polignano a Mare, per poi ritornare, ad Agosto, a Roma e a Milano per completare le riprese del film che segna il suo ‘debutto in sala’.

Ma scopriamo insieme la trama di questa attesissima commedia gay!
Il film “Outing. Fidanzati per sbaglio” narra la storia di Federico e Riccardo (rispettivamente interpretati dall’attore Nicolas Vaporidis e dal collega Andrea Bosca), due amici entrambi originari della Puglia, due ragazzi molto diversi l’uno dall’altro, ma fra i quali vi sarebbe un profondissimo rapporto di amicizia che dura praticamente da tutta la vita.

Mentre Federico conduce la sua vita da eterno scapestrato playboy nella sua Puglia, Riccardo vive invece a Milano, dove – nonostante sia un vero e proprio talento del design – non svolge un lavoro che lo gratifica.

“Venuti a conoscenza della possibilità di ottenere un finanziamento della Regione Puglia a sostegno delle attività imprenditoriali nel campo della moda,- si legge nella sinossi ufficiale nel film – i due amici decidono di tentare la grande avventura. Solo in un secondo momento capiranno che il bando era riservato alle coppie di fatto omosessuali e, a quel punto, l’unico modo per non far crollare tutto sarà quello di fingersi gay per ottenere i sovvenzionamenti e realizzare il sogno di Riccardo: aprire un atelièr di moda“.

Come potrete immaginare, i due giovani amici saranno protagonisti di una serie di divertenti avventure, avventure che li vedranno alle prese anche con un tema molto delicato, quello della dilagante discriminazione sessuale.

Il tutto verrà trattato con un “umorismo dissacrante”, che permetterà però di riflettere su alcuni argomenti di grande importante.

Il film “Outing. Fidanzati per sbaglio” uscirà nelle sale cinematografiche a Natale, e sarà distribuito da “AI Entertainment“. Voi cosa ne pensate ragazzi? Siete curiosi di scoprire come andrà a finire la vicenda?
fonte http://www.gaywave.it/

Lgbt: A Buenos Aires "Mocha Celis" una scuola per trans, e per tutte le persone che hanno abbandonato gli studi a causa di discriminazione o di altri problemi

In Argentina, primo Paese latinoamericano che ha riconosciuto il matrimonio gay (con i voti dei parlamentari cattolici), e che consente di cambiare nome e sesso sui documenti con una semplice procedura amministrativa, ha aperto la prima scuola per trans.

Gli insegnamenti sono specifici: in biologia, per esempio, ci si concentra sul sistema ormonale, l’utilizzo di ormoni sintetici, l’ermafroditismo…

BUENOS AIRES
È un edificio anonimo accanto alla stazione ferroviaria di avenida Lacroze, a Buenos Aires.
Ma all’entrata, un cartello colorato testimonia la volontà di essere visibili e di farsi trovare.

È il bachillerato popular (scuola superiore per adulti che hanno abbandonato precedentemente gli studi) Mocha Celis, rivolto in particolare a transessuali, transgender, travestiti, ma aperto a tutte le persone che, dopo i 16 anni, vogliono recuperare gli anni scolastici persi e ottenere un titolo di studio valido per l’iscrizione all’università. La frequenza è totalmente gratuita.

Succede in Argentina, primo Paese latinoamericano che ha riconosciuto il matrimonio tra coppie dello stesso sesso, grazie a una legge approvata anche con i voti di parlamentari cattolici («Si trattava solo di porre fine a vecchie ingiustizie verso coppie che oggi sono garantite dalla legge in tutti i loro diritti e di garantire il pieno diritto al rispetto della scelta sessuale di ogni persona, non solo a livello informale, in penombra, ma nella piena luce pubblica», ha dichiarato a questo proposito la presidente del Senato Beatriz Rojkés de Alperovich). Succede in un Paese che – poche settimane fa – ha approvato una nuova legge sull’identità di genere che consente di cambiare nome e indicazione del sesso, all’anagrafe e sui documenti, con una semplice procedura amministrativa, senza bisogno del decreto di un giudice.

«L’idea di questo bachillerato è nata vari mesi fa», spiega David Cáceres Bergonzi, professore di matematica che, come tutti gli altri colleghi, collabora gratuitamente. «Abbiamo ottenuto l’approvazione del ministero dell’Educazione e siamo partiti con questo primo anno di corso. La scuola è intitolata a un’attivista per i diritti dei trans, uccisa dalla polizia, che era analfabeta. Ci siamo chiesti quali risultati avrebbe potuto raggiungere se avesse ricevuto un’educazione. Anche se il nostro progetto è indipendente dall’approvazione della legge sull’identità di genere, lavoriamo per darle contenuti, per far sì che i diritti siano reali e non solo sulla carta».

L’insegnamento delle varie materie è orientato a tematiche trans. In biologia, per esempio, ci si concentra sul sistema ormonale, l’utilizzo di ormoni sintetici, l’ermafroditismo.

«Viviamo in una cultura che tende a patologizzare tutto ciò che si discosta dalla cosiddetta normalità», dice David. «Nascere con due sessi, per esempio, non è una patologia. È una condizione rara, ma che in natura esiste». Oltre alle materie classiche (lingua e letteratura, storia e geografia, matematica…) si studia la storia del movimento trans, diritti umani, cooperativismo, arte ed espressione corporea.

«L’idea non è costruire un nuovo ghetto, ma offrire pari opportunità», continua David. «A tutti piacerebbe che la scuola secondaria fosse inclusiva e accogliente per tutti e che non ci fosse bisogno di creare una struttura rivolta specificamente a persone trans o travesti. Ma sappiamo che non è così. Il nostro sogno è che tra qualche anno di una scuola come la nostra fosse più bisogno del nostro bachillerato. Nel frattempo offriamo la possibilità di studiare chi ha già vissuto una storia di abbandono scolastico – e non solo per questioni legate al genere sessuale – e rischierebbe di restare fuori da qualsiasi percorso educativo».

È la storia, ad esempio della trans Laura, 28 anni, della provincia di Corrientes, che ha lasciato l’istituto tecnico al terzo anno «perché non mi permettevano di entrare con abiti femminili. Vengo da una famiglia di politici, molto in vista, ho infranto tutte le regole della mia famiglia, ma alla fine sono stata accettata. Ora sono pronta a conquistare il mondo».

Arrivata a Buenos Aires per cercare lavoro, è stata indirizzata al Mocha Celis, dove sta recuperando gli anni scolastici perduti. «Questa scuola è una seconda casa, il ‘nostro’ posto. I professori sono attenti a noi, ai nostri progressi, ai nostri ritmi, ai nostri problemi. Con altre compagne stiamo formando una cooperativa per la produzione e la vendita di abiti.

Sto anche frequentando un corso per tecnico di radiologia e spero che questo diventi il mio lavoro futuro».
Sono le cinque del pomeriggio, i ragazzi e le ragazze del Mocha Celis finiscono le lezioni ed escono a gruppetti, come accade nelle scuole di tutto il mondo. «Non ci riferiamo a loro come alumnos e alumnas», dice David.

«Usiamo un termine generale e neutro: lxs alumnxs».
Ognuno, in quella x, ci metta ciò che crede.
fonte http://www.linkiesta.it/trans di Francesca Capelli

A margine di questo articolo il blog riporta un commento e replica dell'insegnante intervistato, che troverete allegato all'articolo originale leggibile a questo link:
http://www.linkiesta.it/trans
in quanto il titolo iniziale era:
"A Buenos Aires a scuola si studia da trans"

"Inviato da SirLOGOS il 1 luglio 2012 - 19:21

Cari lettori,
Il mio nome è A. David Caceres Bergonzi e io sono l'insegnante che è stato intervistato dal giornalista.
Volevo chiarire che il titolo non è corretto. Né Argentina né in alcun altro paese del mondo stanno studiando per essere trans. Trans è nato.
Come viene spiegato nell'articolo, la scuola è stata creata per i travestiti e altre persone che hanno abbandonato gli studi a causa di discriminazione o di altri problemi.
Spero che il nostro è un esempio di parità di diritti e che non c'è nessuno al mondo che ad essere negati i loro diritti a causa de i loro orientamento sessuale o altre questione.
Grazie."

Lgbt: Aspettando il Toscana Pride "Riconoscete i nostri diritti"

In attesa del Gay Pride di Viareggio, è stato presentato il documento Toscana Pride.
Un testo importante, nella Giornata Mondiale dei diritti LGBT Giornata mondiale diritti LGBT Pisa 28 giugno 2012(lesbiche, gay, bisessuali e transgender)"

"Le battaglie per i diritti superano le identità di appartenenza delle singole comunità e diventano patrimonio comune - ha affermato il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, durante la presentazione del documento - A Pisa abbiamo una lunga tradizione nell'impegno per l'affermazione dei diritti e proprio il 7 luglio prossimo saranno 15 anni dall'istituzione del registro delle Unioni Civili. Proprio quel giorno sarò a Viareggio per testimoniare che Pisa nel tempo è stata, e continua a essere, un luogo legato alla promozione dei diritti e del rispetto".“

"Manifesteremo - si legge nel documento Toscana Pride - perché siano riconosciuti i nostri amori e sia garantita la nostra salute: vogliamo i matrimoni, i registri delle unioni civili e l'equiparazione anagrafica per nuclei familiari dello stesso sesso vogliamo riconosciuto il nostro pieno diritto e ruolo di genitori, quali che siano le nostre famiglie vogliamo un personale sanitario formato alle differenze".

Nel testo si guarda anche a fatti concreti e si criticano fortemente i divieti imposti ai locali gay della Marina di Torre del Lago: "Ricorrere all'accusa di incompatibilità ambientale per mettere i sigilli ai locali è odioso.

Fa specie vedere il tema ineludibile e complesso della tutela del'ambiente e della biodiversità ridotto a un groviglio di divieti usati come dolce manganello".

Infine, sui registri civili si chiedono impegni concreti da parte dei Comuni: "Istituirli senza promuoverli con provvedimenti che diano alle coppie che vi si iscrivono diritti su sanità, welfare, accesso alla pubblica amministrazione o altri servizi comunali, rende tale iscrizione un atto meramente simbolico che sul lungo periodo si svuota di significato, portando al fallimento del registro sotto il profilo del numero delle coppie iscritte".
Fonte Ansa via http://www.pisatoday.it/

Lgbt: L'Università Cattolica di Milano non discrimina i gay? Il Giornale grida allo scandalo

Nell'articolo 1 del nuovo Codice Etico dell'Università Cattolica di Milano, che dovrà necessariamente essere sottoscritta da docenti e studenti dell'ateneo, si legge:

«Tutti i membri dell'Università Cattolica hanno il diritto ad essere trattati come soggetti portatori di diritti e di valori, con spirito di comprensione ed eguale rispetto e considerazione, e a non essere ingiustamente discriminati, direttamente o indirettamente, in ragione di uno o più fattori, inclusi la religione, il genere. l'orientamento sessuale, la coscienza e le convinzioni personali, l'aspetto fisico e il colore della pelle, la lingia, le origine etniche o sociali, la cittadinanza, le condizioni personali e di salute, la gravidanza, le scelte familiari, l'età».


Un articolo semplice, basato su diritti fondamentali e che pare quasi impossibile non condividere.
Eppure questa volta Il Giornale ha superato sé stesso ed è riuscito a dirsi scandalizzato da quel testo.

In un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi, infatti, quelle parole vengono così riassunte: «All'articolo 1 del Codice Etico si assume il principio di non discriminazione, nel quale si fa rientrare il genere e l'orientamento sessuale, che notoriamente è un modo per tacciare di omofobia chiunque metta in discussione la cultura gay».

Insomma, secondo l'autore dell'articolo le aggressioni omofobe, il bullismo, i pestaggi e tutta un'altra serie di realtà non esistono e l'omofobia sarebbe solo un termine "inventato" per impedire a chiunque di poter criticare una fantomatica "cultura gay".

E non sono: il delirio dell'articolo non si ferma qui ed arriva ad affermare che
«È un chiaro cedimento all'ideologia dominante, in palese contrasto con l'insegnamento della Chiesa» e che «includere la "tendenza omosessuale" fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l'omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, vale a dire si traduce facilmente nella promozione dell'omosessualità».
Pura follia.

Nell'articolo non mancano anche attacchi al Codice Etico per l'assenza di cenni al Papa e al Magistero, nonché per la presenza di riferimenti al Trattato di Lisbona, un documento che a parere del quotidiano non sarebbe da tenere in considerazione dato che non include i riferimenti espliciti alle origini cristiane dell'Europa richiesti ai tempi dai Vescovi.

In altre parole, si tratta di una cozzaglia di offese gratuite, opinioni discutibili spacciate come verità assolute e di un vero e proprio incitamento all'odio che non si capisce bene dove voglia andare a parare.

La speranza è che non si tratti di una strategia atta ad ottenere il favore dei Vescovi nel caso di un ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi, magari ottenuta attraverso la promozione dell'ingerenza vaticana nella politica interna e la diffamazione della comunità gay (e delle carte che stabiliscono i loro diritti) in modo da tentare di bloccare ogni eventuale processo di legalizzazioni delle unioni fra persone dello stesso sesso.
fonte http://gayburg.blogspot.it/2012/06/luniversita-cattolica-di-milano-non.html

domenica 1 luglio 2012

Lgbt "Amare, volare, sposare": a Napoli la sfilata del Gay Pride 2012

Un momento del Gay Pride 2012 © Tm NewsInfophoto

Gay Pride 2012 a Napoli: la parata Cinque carri, il primo quello di I-Ken, associazione organizzatrice presieduta da Carlo Cremona.

E poi bandiere arcobaleno, striscioni colorati, drag queen e tanti giovani

È partito sotto il sole cocente il corteo del Napoli Made in Pride 2012.

Cinque carri, il primo quello di I-Ken, associazione organizzatrice presieduta da Carlo Cremona.

E poi bandiere arcobaleno, striscioni colorati, drag queen e tanti giovani.

Lo slogan scelto quest'anno è 'Amare, volare, sposare' per rivendicare, come spiega Cremona, "il diritto delle coppie lgbtqi di vivere come tutti gli altri".

"Sosteneteli, aiutateli, accettateli".
Lucia ha 70 anni e tra le mani un cartello: "Etero o gay sono figli miei".
"Ne ho cinque - racconta - e uno di loro, il secondo, è gay".
Si chiama Marco, continua, e "da 19 anni ha una storia con Carlo".
"Una coppia molto unita - sottolinea - una relazione, la loro, stabile".
"Mi piange il cuore quando sento di ragazzi trattati male perché omosessuali - afferma - Alle loro mamme dico di stare vicino ai propri figli, senza avere paura".


"È una manifestazione straordinaria", ha commentato Luigi De Magistris che rivendica "con orgoglio" l'istituzione del registro delle unioni civili che "colma il vuoto di una legge" che non c'é.

Arrivati sul lungomare, il sindaco è salito sul carro che ha fatto da palco, indossando una corona a fiori arcobaleno.

"Ci sono pervenute molte richieste di iscrizione al registro, ha fatto sapere Pina Tommasielli, assessore del Comune di Napoli alle Pari opportunità
La sua istituzione è un passo avanti nell'attuale che arrivi finalmente una legge nazionale".

L'auspicio del vicesindaco Tommaso Sodano è che "anche altre città, dopo le tante che l'hanno già fatto, istituiscano il registro", che considera un "punto di partenza per il Governo pet seguite quello che hanno fatto già molti Paesi". Madrina della manifestazione Ornella Muti, accompagnata dalla figlia Naike Rivelli.
fonte Ansa via http://www.napolitoday.it/

Lgbt: Gay Pride Parigi, affluenza record dopo le promesse del governo

Record di affluenza previsto per l'evento più colorato dell'anno.

Il gay pride di Parigi si è svolto questo pomeriggio, all'indomani delle dichiarazioni del Primo ministro francese Jean-Marc Ayrault, che ha promesso matrimonio e adozione alle coppie omosessuali.

È una giornata speciale per il mondo lgbt.

Non è soltanto un giorno di allegria, di solidarietà e di orgoglio. Quello del 2012 non sarà un gay pride della speranza, ma un gay pride della possibilità.

Poprio ieri, Jean- Marc Ayrault, Primo ministro e Dominique Bertinotti, ministro della Famiglia, hanno assicurato che, nel corso del quinquennio governativo, le coppie omosessuali vedranno concretizzato il loro diritto al matrimonio e l'opportunità di adottare dei bambini.

Un sapore diverso si intuisce nelle voci dei manifestanti, che già si apprestano a raggiungere Montparnasse, dove intorno alle 14 avrà inizio la marcia.

È il sapore di qualcosa che si è atteso a lungo e che finalmente s'intravede alla fine della strada.

Il percorso si snoderà su Boulevard Royal, Boulevard Saint-Michel, passando poi per Boulevard Saint-Germain, Pont de Sully e Boulevard Henry IV.

Il corteo si fermerà a Place de la Bastille e da lì si dividerà per raggiungere i vari club dove la festa si protrarrà fino a notte inoltrata.

Vi prenderanno parte ben 80 assciazioni, tra cui Les Gaie retraités, omosessuali della terza età, Têtu, associazione di genitori e futuri genitori omosessuali, Beit Haverim, gruppo ebreo gay e lesbico, Homosexualité et socialisme e molti altri.

Quella di oggi sarà l'ultima parata prima dell'uguaglianza? Certamente sarà un evento indimenticabile, vissuto con la sensazione di un sogno che si sta per avverare.
E spesso le vigilie, come sappiamo, sono più belle dei giorni di festa.
fonte http://www.net1news.org
video François Hollande: «Nous ouvrons une voie de liberté et d'égalité»

Lgbt: Sì convinto del PD della Versilia e provincia di Pisa al Toscana Pride per il 7 luglio

Il Partito Democratico vuole fare sentire il sostegno "senza ambiguità alcuna" e proseguire nella sensibilizzazione sociale su questi temi

Sabato 7 luglio Viareggio ospiterà la prima edizione del Toscana Pride, iniziativa cui come Pd della provincia di Pisa e della Versilia aderiamo in maniera convinta.

È importante che la comunità Lgbt senta la vicinanza e il sostegno di tutti i cittadini toscani, senza ambiguità alcuna.

Anche nella nostra regione c'è bisogno di rafforzare l'impegno sul fronte dei diritti, in un momento in cui l'attenzione pubblica è concentrata sull'economia e le "altre" emergenze restano ai margini. Eppure non c'è alcun contrasto tra l'impegno per il diritto al lavoro e quello per i diritti civili.

L'Italia soffre di un grave ritardo sull'intero fronte dei diritti, dal voto agli immigrati al testamento biologico, dal mancato riconoscimento dell'omofobia come reato, unico paese in Europa, alla disciplina delle unioni civili per le coppie eterosessuali ed omosessuali.

Siamo indietro rispetto alle altre democrazie occidentali e abbassiamo continuamente l'asticella, pensiamo ad esempio alla sterile discussione sui Pacs e sui Dico, che non ha portato a nulla.

Recentemente la Corte di Cassazione ha espresso la necessità che le persone omosessuali siano "considerate titolari del diritto alla vita familiare".

E il Parlamento europeo si è rammaricato "dell'adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di famiglia con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli".

Viviamo tutt'ora nell'onda lunga del ventennio della destra berlusconiana, che ci ha lasciato in eredità un Paese degradato dal punto di vista etico e regredito sul piano dei diritti e della dignità delle persone.

Non possiamo dimenticare come poco più di un anno fa la Lega e il Pdl affossarono in commissione la proposta di legge del Pd contro l'omofobia, nonostante il palese dissenso dell'allora ministra Carfagna.

Ma anche al centrosinistra, che si candiderà a governare l'Italia, chiediamo di avere più coraggio. Di segnare un avanzamento sul piano della tutela dei cittadini e della piena affermazione del principio di uguaglianza.

È il coraggio che ha mostrato ancora una volta la città di Pisa, dove anche quest'anno la bandiera rainbow sventolerà sul Ponte di Mezzo, la stessa Pisa che aderisce convintamente al Pride di Viareggio al pari della Regione Toscana.

Il coraggio di Cascina, dove qualche giorno fa due uomini, conviventi da più di dieci anni, hanno sancito la loro unione firmando il registro delle Unioni civili.

L'impegno in questa lotta dei comuni della Versilia che si è concretizzata nell'approvazione della mozione contro l'omofobia.
Ne siamo orgogliosi, ancor di più perché si tratta di amministrazioni di centrosinistra, e ci auguriamo che altre adesioni al Pride si aggiungano a breve.

Ma chiaramente, ancorché importanti, gli atti amministrativi non bastano.

C'è bisogno di un impegno sul piano legislativo che può avvenire solo a livello nazionale; per questo come Partito Democratico vogliamo e dobbiamo proseguire nella formazione politica e sensibilizzazione sociale su questi temi.
Alberto Corsetti, segretario PD Versilia e Francesco Nocchi, segretario PD Provincia di Pisa
fonte http://www.gonews.it

sabato 30 giugno 2012

Lgbt: Napoli Pride 2012

Il 30 Giugno è la data che abbiamo individuato, come movimento per i diritti omosessuali e trans, per la convocazione del Pride dell'Area Metropolitana di Napoli, insieme alla rete di associazioni ed sindacati.

Noi lesbiche, gay, trans, vogliamo costruire una manifestazione aperta a tutti i soggetti politici, sociali e culturali della regione e del Sud che condividono la necessità di costruire una proposta laica che si ponga l’obiettivo di difendere la sovranità dello Stato Italiano, dell'autodeterminazione delle scelte civili e libertarie.

Noi, cittadini e cittadine omosessuali e trans ci riconosciamo portatori e portatrici di pari dignità a tutti e tutte. Rivendichiamo il nostro diritto - dovere di cittadinanza manifestando affinché le forze sociali, culturali e politiche ci riconoscano e ci garantiscano uguale dignità e parità di diritti, nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e nel rispetto del principio della laicità dello Stato italiano e della sua autonomia da ogni ingerenza confessionale.

Le nostre rivendicazioni si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante ed omofobo. Il clima sociale e culturale di intolleranza sostenuto dalla politica di una destra arretrata e repressiva e dalle gerarchie cattoliche stanno alimentando sempre di più pericolose e vergognose campagne d'odio nei confronti delle nostre comunità, smarrendo completamente i valori liberali e democratici fondati sulla pacifica convivenza, sul pluralismo tra i gruppi sociali emergenti, sulla cultura delle differenze.

È in atto una vera e propria operazione di istigazione al conflitto e alla tensione sociale di cui noi oggi vogliamo assumerci l’onere dell'opposizione.

La violenza, l’ostilità e la discriminazione crescente verso donne, omosessuali, transessuali, comunità immigrate, Rom, persone clandestine, persone con disabilità, tutti i gruppi etnici e religiosi, ecc. trovano, infatti, false risposte nelle inutili derive securitariste realizzate per tutelare l’immagine, ma che in realtà mascherano la volontà di perpetrare il radicamento di un pensiero unico, dell’affermazione di un paradigma conservatore che contempla l’arretramento, se non la cancellazione, di importanti conquiste storiche e sociali nonché l’impedimento giuridico e culturale del raggiungere nuovi e fondamentali obiettivi di libertà e di emancipazione.

C’è, in Italia, un vuoto di proposta e di impegno politico nazionale affinché milioni di cittadine e di cittadini possano finalmente vivere liberamente e degnamente in Italia cosà come possono farlo in altre nazioni, in particolare in quelle europee.

Per questo, riteniamo che le pari dignità e i pari diritti per le persone LGBTQ rimangono centrali e assumono il valore di paradigma del conflitto tra i cittadini omologati (corrispondenti all'idea razzista, sessista, sessuata e vaticanista del governo) e la cultura delle differenze che cerca di esprimersi in uno Stato laico e che si oppone ad un'Italia da Medioevo del diritto, in cui sono a rischio le libertà fondamentali dell’individuo, come il diritto alla salute, il diritto di parola, il diritto alla libertà di sciopero, il diritto alla libertà di stampa.

È per questo che riteniamo che non abbiamo più nulla da dire a questo Parlamento ed a questo Governo o ad altri sostenuti da maggioranze di questa legislatura.

Riteniamo che in Italia occorrano più persone omosessuali e transgender elette nelle Istituzioni o in luoghi di Potere intesi come luoghi in cui poter cambiare gli atteggiamenti discriminatori verso i non inclusi ed attuare politiche di inclusione sociale e lavorativa di tutte e tutti.

Non si deve più mettere nessuna persona nelle condizioni di essere l’unica rappresentate istituzionale di un gruppo politico e ridurre la sua capacità ad una mera lotta. Non si deve più trovare nessuna persona LGBT in una condizione in cui si venga interpellati non per proprie competenze e pensiero ma solo in relazione alla propria condizione di orientamento sessuale o d'identità di genere come se non vi fossero contenuti pensieri od opinioni su altri temi.

Non siamo oggetto ma soggetto. Da Napoli, dalla manifestazione d’area metropolitana vogliamo costruire una prospettiva nuova che proponga il modello Napoli all’Italia nella prossima Legislatura, che veda un programma politico chiaro nel quale vi siano proposte di legge che contengano disegni di legge di parità nel matrimonio civile, di estensione della legge Mancino sulle aggravanti omofobiche e transfobiche.

Vogliamo leggi che progettino investimenti nelle infrastrutture materiali ed immateriali, nelle libertà delle persone; vogliamo disegni di legge che progettino investimenti nella Cultura e nel Turismo come fonte di sviluppo territoriale e sociale; vogliamo disegni di legge che ridisegnino i trasporti locali per renderli funzionanti, precisi e strategici, perchè indispensabili per le interconnessioni culturali; vogliamo disegni di legge che indichino strategie d'investimento nelle formazione dei saperi e nelle opportunità di auto impiego e di lotta alla precarietà.

Per questo vogliamo sollecitare la costruzione di reti e relazioni affinché il Napoli Pride del 30 Giugno 12, sia un grande appuntamento dell’Area Metropolitana di Napoli e per tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia, la non violenza e le libertà dell’esercizio dei diritti fondamentali dell’uomo.

Ed ancora, per questo motivo, il Napoli Pride si propone di essere un punto di partenza e non un punto di arrivo per una futura collaborazione costante tra forze sociali (associazioni, comitati, sindacati, istituzioni, rappresentanza sociale non organizzata ecc.) e i cittadini che hanno a cuore la rinascita della città e la partecipazione attiva alla vita collettiva.

È necessario il superamento attraverso una trasformazione con metodologia non violenta, ma determinata e duratura. Chiediamo al Sindaco de Magistris, unico sindaco d’Italia sceso in piazza ad un Pride nel 2011, di essere in piazza con i napoletani e le napoletane anche quest'anno e d'invitare i sindaci di tutti i comuni del napoletano, perché solo tutti insieme si può sconfiggere l’omofobia e la transfobia ,e solo insieme possiamo festeggiare l’istituzione del Registro delle Unioni Civili di Napoli e di Portici e chiedere che vengano realizzati ovunque in segno di civiltà e di lotta per la parità e per il superamento delle disciminazioni (ex Art 3 Costituzione Italiana).

Insieme ai sindaci de Magistris e Cuomo speriamo che saranno in tanti a seguire il nostro Pride (Orgoglio napoletano), per invadere pacificamente le strade, i vicoli e vicarielli della nostra provincia per ricordare che la convivenza, le pluralità, le libertà sono valori da difendere e da vivere alla luce del sole, negli spazi e nelle strade della civiltà moderna.

Le nostre vite sono un fatto dirompente perché svelano che non esistono modelli unici, ma libertà individuali, autodeterminazioni, famiglie culturali e non naturali e che possono trovare nelle regioni e negli enti locali il primo accoglimento delle richieste per i diritti civili di chi non condivide la politica della discriminazione sociale o la condizione della persona come fatto invalidante o come limite al diritto ed alla libertà della persona.

Piattaforma Rivendicativa
L'approvazione del disegno di Legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere depositata al Consiglio Regionale della Campania e non messa ancora in discussione;
il riconoscimento dell’attestazione di Famiglia Anagrafica (D.P.R. 223/89) dei Registri delle Unioni Civili con tutte le tutele ad essi collegate
che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico attraverso interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione, apertura di sportelli di sostegno ed attraverso la sottoscrizione della carta di intendi per la costituzione di una rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (rete RE.A.DY);
la piena attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, attraverso il potenziamento e l’applicazione di ogni forma di tutela possibile per quanto attiene l’accesso di lesbiche, gay e transessuali/transgender al mercato del lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la tutela dell’occupazione e delle garanzie contrattuali frutto di battaglie e conquiste sociali;
che venga garantito il diritto alla salute delle persone lgbt ponendo fine alle discriminazioni in ambito sanitario, riattivando le campagne regionali d’informazione sulla prevenzione, garantendo i diritti delle persone sieropositive;
la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’intersessualità.

Chiediamo inoltre:
il riconoscimento della cittadinanza ai minori nati in Italia ed ai cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio, così come previsto dalla proposta di legge di iniziativa popolare che va sotto il nome L’Italia sono anch’io;
una migliore applicazione della direttiva europea 85 del 2005 riguardo allo status di rifugiato anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali/transgender perseguitati nei paesi d’origine;
soluzioni urgenti per quanto attiene il dramma della condizione carceraria (resa ancora più dolorosa per gli aspetti discriminatori legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere ) e il ripristino della legalità con l’applicazione di normative sul reinserimento e il recupero socio- occupazionale dei detenuti.

Auspichiamo che tutte le amministrazioni locali assumano un ruolo propositivo per:
produrre una legge nazionale che chiaramente definisca e persegua il reato di violenza a sfondo omo-trans fobico attraverso l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
rimuovere gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transessuali/transgender attraverso il recepimento pieno e sostanziale della Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 e delle Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000; - la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali;
il pieno recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;
il rispetto dei diritti umani nel mondo, per l’abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nelle legislazione di decine di Paesi.

Clicca qui per leggere il manifesto integrativo di Link Napoli:
http://www.napolipride.com/#

Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti di Napoli.
fonte http://www.centroaltriluoghi.blogspot.it

Lgbt: Malta si dota di una legge contro la violenza omofobica e transfobica

Giunge una buona notizia da Malta:
il Parlamento ha approvato l’inclusione dei reati commessi per motivi di orientamento sessuale o identità di genere tra i crimini di odio.

Come ricorderete l’iter di questa legge ha avuto un forte impulso recentemente a seguito di alcune aggressione omofobe avvenute nel paese.

Altre buone notizie sono in cantiere: agli inizi di aprile il ministro della Giustizia ha annunciato la presentazione di un progetto di legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso, progetto che ha avuto la via spianata a partire da novembre dello scorso anno quando il Partito Nazionalista maltese (principale forza politica del paese) si era pronunciato a favore (il Partito Laburista già era pro unioni civili gay).

Agli inizi di giugno, inoltre, è stata annunciata la presentazione di una legge per semplificare l’iter per la riassegnazione del sesso delle persone transessuali, iter che non richiederebbe più l’autorizzazione da parte del tribunale ma solo quella amministrativa e non si richiederebbe più di essere single.

La legge, inoltre, assicurerebbe i diritti parentali a quelle persone transessuali che, prima di iniziare il processo di transizione, avrebbero dei figli.

Non dimentichiamo che Malta è uno stato, di fatto, cattolico e che negli ultimi tempi sta facendo grandi passi in avanti per quel che riguarda i diritti di tutti, non solo della comunità lgbt. Nell’indice rainbow stilato dall’ILGA il piccolo paese ha racimolato 0 punti: se continua di questo passo nella prossima edizione dell’indice ci supererà (noi ci siamo attestati a 2,5).
fonte http://www.queerblog.it da Roberto Russo /Via | Dos Manzanas Foto Flickr

giovedì 28 giugno 2012

Lgbt: Giornata Mondiale contro l'Omofobia: Vladimir Luxuria presenta a Pisa il suo libro oggi alle 18

All'incontro ha partecipato Vladimir Luxuria che nel pomeriggio sarà alla Feltrinelli per presentare il suo libro.

In autunno è prevista una convention proprio a Pisa per difendere i diritti dei gay e rilanciare le unioni civili

Si batte per i diritti dei gay anche la città della Torre.

La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento gay, è stata affissa sul pennone del Ponte di Mezzo dal sindaco di Pisa Marco FIlippeschi, che, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia, ha indossato una fascia arcobaleno, invece di quella tradizionale tricolore.

All'incontro, avvenuto stamattina in Logge dei Banchi, ha partecipato come testimonial dei diritti dei gay anche Vladimir Luxuria, che presenterà oggi, alle 18 alla libreria Feltrinelli di Corso Italia, il suo ultimo romanzo.

"Mi auguro che la battaglia contro l'omofobia possa far risplendere negli occhi dei gay, lesbiche e transessuali la luce fiera di chi ha il futuro davanti - ha affermato Luxuria - e non lo sguardo smarrito di chi ha paura".


Al dibattito è intervenuta la deputata del Pd Paola Concia che ha lanciato la proposta, subito accolta da Filippeschi, di far diventare Pisa capitale dei diritti civili e di accogliere in autunno all'ombra della Torre una convention di tutti i comuni italiani che hanno istituito il registro delle Unione civili, per rilanciare dal basso una battaglia di civiltà.

"Un appuntamento come quello di autunno - ha aggiunto Concia - servirà a mantenere alta l'attenzione sul dibattito intorno alle unioni civili e a smuovere il Parlamento su un tema che non si può continuare a dimenticare".
fonte http://www.pisatoday.it/

Giornata mondiale dei diritti LGBT: a Pisa sventola la bandiera rainbow

Nella giornata mondiale dei diritti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), a Pisa verrà presentato il documento Toscana Pride mentre nel Ponte di Mezzo è stata issata la bandiera rainbow come simbolo di libertà“

In occasione della Giornata Mondiale dell'orgoglio LGBT e all'interno della Campagna "Omofobia Vituperio delle genti", il Comune di primo corteo 1979-3Pisa fa sventolare anche quest'anno sul Ponte di Mezzo la bandiera rainbow.

Stamattina, nella sala regia di Palazzo Gambacorti, le associazioni LGBT hanno presentato il documento Toscana Pride, a cui il Comune di Pisa aderisce per le azioni che competono agli enti locali.

La città ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell'ambito dei diritti LGBT: infatti è importante sapere che il primo corteo in Italia contro le violenze subite da persone omosessuali fu organizzato proprio a Pisa nel 1979 dal Collettivo Orfeo.

Nel periodo c'erano stati numerosi episodi di violenza razzista e proprio nell'estate di quello stesso anno due ragazzi gay erano stati uccisi a Livorno.

Al corteo pisano parteciparono circa 500 gay e lesbiche, tanto che fino al 1994 rimase la manifestazione con maggiore affluenza.

Pisa è sempre stata una città che ha sostenuto il movimento omosessuale, schierandosi apertamente a favore dei diritti e del rispetto, elemento fondamentale per la convivenza civile e sociale. Nel 1997, il Consiglio Comunale, istituì il Registro delle Unioni Civili. Attualmente i Comuni che adottano questo Registro sono circa 60.
fonte http://www.pisatoday.it di Elisa Piras“

Lgbt: Francesca Vecchioni, figlia di Roberto: “Ho avuto due gemelle con la mia compagna”

La figlia di Roberto Vecchioni svela di essere diventata madre con la fecondazione artificiale.
E racconta il suo amore per Alessandra
(in foto Francesca Vecchioni con la compagna e le bimbe)

Francesca vecchioni, figlia di Roberto, sceglie Oggi, in edicola da mercoledì, per raccontare il suo amore per la compagna Alessandra.

E per svelare che hanno avuto due gemelle con la fecondazione eterologa, in Olanda.

Pratica vietata in Italia, un divieto che recentemente la Corte europea ha giudicato legittimo, come confermato anche dalla Corte costituzionale italiana.

“SIAMO UNA FAMIGLIA”
“Voglio rendere pubblica la mia storia”, dice Francesca Vecchioni a Oggi, “per dimostrare che la famiglia nasce da un’unione sentimentale onesta e profonda che prescinde dal sesso dei suoi componenti”. Il parto delle due gemelle è avvenuto due mesi fa. “Mi sembra superfluo sottolineare che l’omosessualità non è una malattia, né un devianza. Io e la mia compagna Alessandra ci amiamo, abbiamo due figlie e vorremmo che fossero tutelate attraverso l’affermazione dei nostri diritti. È assurdo che, per esempio, nel caso io venissi a mancare la mia compagna per la legge italiana sarebbe una perfetta estranea rispetto alle bambine, le quali sarebbero le prime vittime di una situazione ingiusta”. E tornano in mente le le recenti parole di Antonio Cassano sui gay, con polemiche annesse e connesse.

IN OLANDA
Racconta a Oggi Francesca Vecchioni: “Io e Alessandra siamo andate in Olanda dove nessuno si è meravigliato per la nostra unione, trovando strano solo il fatto che non fossimo sposate. Abbiamo scelto l’Olanda perché in questo Paese la donazione è considerata un servizio sociale. Chi dona il seme lo fa gratuitamente e non può restare nell’anonimato. Se le nostre figlie vorranno, al compimento del sedicesimo anno potranno conoscere il loro padre biologico”.

L’editoriale del direttore – LEGGI:
http://www.oggi.it/direttore/editoriale/2012/06/27/cose-una-famiglia/


E IL PADRE?
Non crede che ogni bambino dovrebbe avere un padre e una madre, chiede Oggi. “La domanda è inevitabile, ma tutte le recenti ricerche dimostrano che la capacità genitoriale prescinde dal sesso. Non per niente le più avanzate democrazie occidentali, come il Canada, la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio hanno da tempo leggi che tutelano genitori e figli nella situazione mia e di Alessandra”, risponde Francesca. Che aggiunge: “Spero tanto che un giorno potremo sposarci. Potremmo farlo subito, a New York o a Oslo, dove il matrimonio omosessuale è consentito anche alle coppie non residenti. Ma io e Alessandra vogliamo sposarci in Italia. Ormai di famiglie come la nostra ce ne sono tante e non possono essere ignorate”.

FISICHELLA: “NON E’ RISPETTOSO PER I FIGLI”
All’intervista-confessione, Oggi accompagna un’inchiesta con il parere di sessuologi, psicologi, esperti di infanzia. E con l’autorevole opinione di monsignor Rino Fisichella. “Quando nasce una nuova vita il primo sentimento deve essere sempre quello della gioia. Sono contento per Nina e Cleo e le benedico”, scrive monsignor Fisichella. Che però precisa la posizione della Chiesa: “Un figlio non può essere solo la conseguenza del desiderio irrefrenabile di una persona adulta, ma frutto di un amore che, nella complementarità, permette la crescita e lo sviluppo armonico dei figli. Ciò che si ritiene un diritto per sé, non sempre è rispettoso del diritto del figlio che vorrebbe avere anche un padre!”.
fonte http://www.oggi.it/focus/personaggi/2012/06/26/francesca-vecchioni-figlia-di-roberto-ho-avuto-due-gemelle-con-la-mia-compagna/

Lgbt Roma: Dj Francesco posa per un bacio gay, è lo spot del gay village 2012

Presentato a Roma il Gay Village 2012: nel video Facchinetti interpreta un babysitter omosex in cerca di lavoro. E i manifesti della kermesse ironizzano sui calciatori

Un bacio omosex tra un idolo della tv, l’eterosessuale Francesco Facchinetti, protagonista dello spot-video di lancio della manifestazione e scelto anche come padrino della rassegna.

E un ipotetico calciatore «azzurro» con tacchi a spillo rossi su un prato di calcio per la campagna pubblicitaria che recita così: «Naturalmente attaccanti».

Il Gay Village, l’ormai storica manifestazione dell’Estate Romana che quest’anno compie undici anni, inaugura la sua programmazione giovedì 21 giugno al Parco del Ninfeo dell’Eur, ma martedì si è presentato alla stampa e con tutte le carte in regola per accendere l’attenzione del pubblico.

E soprattutto con una clip destinata ad attirare l'attenzione del pubblico.
Facchinetti e il partner (nello spot) si baciano Facchinetti e il partner (nello spot) si baciano

DJ FRANCESCO E LA RUSIC
Il video con deejay Francesco, diretto da Gaia Gorrini e Rita Rusic (la bionda produttrice sarà a sua volta sul palco dell’Eur il 7 luglio per presentare un omaggio a Donna Summer, regina della disco music recentemente scomparsa), mostra Facchinetti nel ruolo di un «tato» gay che, insieme al suo giovane compagno, cerca di farsi assumere per fare da babysitter ai figli di una coppia etero.
Il bacio tra i due suggella l’ottenimento del posto di lavoro.

MANIFESTI E AFFAIRE CASSANO
Nella campagna di affissioni pubblicitarie del Gay Village 2012, ogni riferimento all’affaire-Cassano e alle polemiche sorte dopo l’uscita poco felice del calciatore della Nazionale nei confronti di eventuali omosessuali nel mondo del calcio e nella squadra azzurra «è del tutto casuale», hanno ironizzato le fondatrici e organizzatrici della kermesse, Imma Battaglia e Annachiara Marignoli.

«Ovvio che il lavoro sulla campagna è partito molti mesi fa – ha sottolineato Imma Battaglia - ma evidentemente sappiamo fiutare l’aria e siamo in grado di cogliere anche in anticipo spunti di attualità e cronaca».

300 MILA VISITATORI
Spot e testimonial a parte, il Gay Village 2012 - forte di 300 mila visitatori in questi anni, manifestazione imitatissima e premiata nel 2011 come evento pubblico dell’anno con il «Best Event Awards» – presenta un programma pieno di star e con un occhio particolare ai nuovi fenomeni di massa del web.

La chiusura, il 15 settembre, vedrà sul palco un'icona gay, Amanda Lear, da anni assente dalla scena italiana. Ci sarà poi una serata con Franca Valeri, leggendaria Signorina Snob e Sora Cecioni, il 12 luglio; quidi l'omaggio a Pier Vittorio Tondelli con Wladimir Luxuria il 21 luglio.

IDOLI DELLA RETE
Nella neonata rassegna «Web Heroes», arriveranno gli idoli della Rete: il 13 settembre concerto della Sora Cesira, colei che grazie a video in inglese e spagnolo maccheronici ha spopolato su internet trasformando canzoni pop in vera e propria satira politica (dieci milioni di contatti); il 30 giugno tocca invece a Charlie Hides, drag queen regina di Youtube e autrice di esilaranti parodie di Madonna e Lady Gaga.
fonte http://roma.corriere.it/ di Edoardo Sassi

Lgbt Firenze: Matteo Renzi: Ecco il mio programma per i diritti gay

Il sindaco di Firenze snocciola gli interventi per la comunità lgbt in caso di discesa in campo nazionale: civil partnership, tutela per i figli di coppie gay, legge contro l'omofobia.

Fresco del suo appuntamento col Big Bang nel quale ha parlato della politica che vorrebbe, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi parla con Gay.it degli interventi per la comunità lgbt nel caso di una sua discesa in campo, ventilata da tutti ma non ancora confermata dall'interessato, per le primarie del Partito Democratico e quindi per la premiership nazionale.

Per la prima volta, un esponente democratico snocciola uno ad uno i provvedimenti che intenderebbe prendere nel campo dei diritti gay: dal progetto di civil partnership sul modello inglese, alla tutela per i figli delle coppie di fatto alla legge contro l'omofobia con la legge Concia come punto da cui ripartire.
E poi: l'alleanza con Casini e il rapporto con la religione cattolica.

Nel punto 89 del wiki-programma dedicato alle unioni civili non si citano le coppie gay. Omissione voluta o le coppie lgbt non sono destinatarie di quella parte di programma?

Non scherziamo. È evidente che le unioni civili nascono per dare risposte innanzitutto alle coppie dello stesso sesso. Personalmente penso che la politica non possa continuare a prendere in giro le persone. Da anni si discute di un provvedimento di legge sulle unioni civili.

Eppure alle parole non seguono i fatti. Forse perché c'è chi trova comodo brandire certi argomenti in campagna elettorale per lucrare qualche voto, in un senso o nell'altro. Questo modo di fare mi risulta insopportabile: abbi il coraggio di dire come la pensi, non strumentalizzare temi che coinvolgono in profondità i sentimenti delle persone.

Nel merito, noi siamo tra quelli che propongono di portare in Italia il modello della “Civil Partnership”: l'hanno fatta i laburisti di Tony Blair nel Regno Unito, possiamo farla noi in Italia anche se con quindici anni di ritardo.

Quali diritti sarebbero acquisiti dalle coppie lgtb in quanto tali?

Diritti e doveri come per tutti i cittadini: di cittadinanza, di assistenza, di successione e equiparazione a livello fiscale e pensionistico. Lo Stato, di fronte a un impegno che due persone, anche dello stesso sesso, prendono, non può tirarsi indietro e far finta di nulla.
Certamente occorre trovare il modo di distinguere tra il legame vero e profondo, basato sull'amore e sull'affetto tra due persone, anche dello stesso sesso, e quello finto, che nasce per convenienza o per raggiro, magari tra coppie eterosessuali con grandissima differenza di età. I romani sostenevano che 'ubi societas, ibi ius'. Oggi potremmo dire che 'ubi amor, ibi societas'.

Crede che in qualche modo vadano tutelati i figli delle coppie omosessuali?

Un punto è chiaro, indiscutibile: i bambini sono tutti uguali. E certo vanno tutelati. Mettere in discussione questo principio significa mettere in discussione la civilità di una comunità. le famiglie Arcobaleno - ade sempio - sono una realtà presente ormai in tutte le città.

Tutto il resto è molto complesso ed interpella in profondità i cambiamenti della società. Sull'adozione invece non sono d'accordo. Iniziamo piuttosto dal semplificare le regole del gioco: ancora adesso una famiglia eterosessuale che vuole adottare un figlio deve sottoporsi ad un iter butocratico controverso ed assurdo.

Una legge simile la si potrebbe realizzare soltanto con un'alleanza che non comprenda Casini...

Non credo che il problema sia Casini. Né sono interessato al grande risiko delle alleanze, che spesso è solo un trappolone mediatico per non parlare delle questioni serie, quelle reali. Il centrosinistra ha scelto le primarie come modello di selezione di una classe dirigente e del suo programma: chi le vincerà avrà l'onere – e l'onore – di costruire un progetto per il Paese degno di questo nome.

In questo progetto noi metteremo tante piccole e grandi proposte. E ci sarà già in modo chiaro la Civil Partnership.
L'importante è evitare che il giorno dopo si alzi uno e chieda la convocazione dell'ennesimo tavolo di lavoro, l'ennesima commissione con tutti i pezzi grossi del partito, che discute, rielabora, riflette, analizza, propone, eccetera...
Questo è il classico ambito in cui dobbiamo smettere di fare i tavoli e iniziare a fare le leggi. Non possiamo continuare a fare campagna elettorale sulla pelle della gente.

Altra parte che sembra mancare nel wiki-programma è la previsione di un provvedimento di legge che punisca gli atti omofobi. Qual è la sua posizione? Estensione della legge Mancino sui reati d'odio o aggravante generica?

Non ne abbiamo parlato, ma credo che come in tutti i Paesi civili servano tutele contro tutte le discriminazioni, non solo quelle sessuali.
Si tratta del minimo garantito e del resto la proposta Concia andava in questa direzione.

Dobbiamo stare ovviamente attenti a non creare meccanismi che criminalizzino la libertà di pensiero, e dobbiamo soprattutto far passare il messaggio che la vera sfida contro l'intolleranza è una sfida educativa, prima ancora che normativa. Penso infatti che la vera partita si giochi non sul diritto penale, ma sul terreno della cultura e dell'educazione. Sarà un caso che la prima campagna contro l'omofobia su giornali e tv l'ha fatta un governo di centrodestra – che pure ha avuto tantissimi limiti su questi temi – o forse questo è anche la conseguenza di una certa propensione della sinistra a fare battaglie spesso solo di principio?

Come concilia la sua fede cattolica con i grandi temi laici?

Sono un uomo cattolico che cerca di essere praticante e osservante. Noto fermento, più di quanto si immagini, nella Chiesa Cattolica. Cito un esempio tra tanti: qualche settimana fa il cardinale di Vienna Christoph Schonborn, di fronte allo 'scandalo' di un giovane eletto a gran maggioranza nel consiglio pastorale della sua parrocchia e poi 'scomunicato' dal parroco perché gay, non lo aveva additato come 'peccatore' ma anzi lo aveva voluto conoscere, aveva parlato con lui, si era convinto della fermezza della sua fede e ne aveva confermato l'elezione.

Questo mi ha fatto molto riflettere anche per la grande stima che ho in Schonborn. Quando faccio politica, comunque, vivo la sfida della mia laicità.

Non accetterò mai che qualcuno ponga pregiudizi su di me per la mia fede.
La fede cristiana è elemento costitutivo della mia identità, della mia sensibilità e della mia vocazione.

Se qualcuno non vuole votarmi perché cattolico è liberissimo di farlo: certo non mi vergognerò del Vangelo per questo. Ma Cristo per primo ha detto 'Date a Cesare quel che è di Cesare'. Non le pare una bellissima professione di laicità? Quando vado in chiesa a confessarmi, il mio riferimento è il catechismo.
Ma se devo amministrare, guardo alla Costituzione e alle leggi dello Stato.
fonte http://www.gay.it, intervista di Alessio De Giorgi e Giuliano Gasparotti

Lgbt Rimini: attivato sportello contro l’omofobia chiamando lo 0541-363989

A partire da quest’anno, grazie alla collaborazione con il Comitato provinciale Arcigay di Rimini “Alan Turing”, il Servizio Per Lei della Provincia di Rimini amplia le sue possibilità di consulenza e d’interevento e offre anche uno sportello di consulenza e sostegno specifico per le difficoltà vissute dalle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) denominato “Ascolti Arcobaleno”.

Omofobia, transfobia sono sempre di più parole chiave di un fenomeno diffuso che è oggi all’ordine del giorno per gravi fatti di cronaca di cui si ha notizia, ma che è solo la punta dell’iceberg delle molte forme di discriminazione e violenza fondata sull’orientamento sessuale e identità di genere di cui possono essere vittime persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e transgender.

Come noto il Servizio Per Lei, servizio di accompagnamento ed inclusione sociale per donne in difficoltà, attivo dal 2005, promosso e finanziato dal Settore pari Opportunità della Provincia di Rimini e gestito dalla Fondazione S. Zavatta Enaip di Rimini, offre ascolto, consulenza e orientamento a tutte le donne del territorio della provincia di Rimini che possono trovarsi a vivere una situazione di difficoltà familiare, personale e lavorativa con particolare attenzione alla promozione e tutela dei diritti e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione fondata sull’appartenenza di genere.

Dal 2009 il Servizio è anche nodo di raccordo provinciale della Rete Regionale antidiscriminazione collegata agli Uffici UNAR del Dipartimento alla Pari Opportunità.

Lo sportello “ascolti arcobaleno consulenze LGBT” è attivo presso il servizio per lei, P.le Bornaccini 1 e che al Servizio si accede solo su appuntamento telefonando al 0541-363989.
fonte http://www.laltrapagina.it/

Lgbt: "Certi Diritti" Radicali posano nudi per il rinnovo delle iscrizioni

Gli iscritti dell'associazione lgbt dei radicali, Certi Diritti, si mettono a nudo "per dare corpo ai tuoi diritti".



Si tratta di parlamentari, artisti, ex porno divi, disabili, studenti, rifugiati e attivisti politici che danno vita con queste foto alla campagna iscrizioni 2012 dell'associazione che da anni si batte per i diritti civili e la libertà sessuale.



"Chiunque, fanno sapere da Certi Diritti, può partecipare inviando la propria foto a info@certidiritti.it"
fonte http://www.gay.it

Lgbt: Calcio, Francesco Coco: «Ben vengano gli omosessuali in Nazionale»

Dopo essersi scusato dicendo di essere stato frainteso, Antonio Cassano è tornato a parlare delle proprie dichiarazioni sui gay dagli studi di Mediaset, questa volta sostenedo che stesse solo scherzando («Ora ho capito la differenza tra le parole ha dichiarato: Davvero, non volevo offendere nessuno, era in buona fede in un momento scherzoso»).

Ma quella una brutta pagina per il calcio italiano ha avuto anche degli effetti positivi, come una serie di dichiarazioni contro l'omofobia rilasciata da altri campioni nostrani.

Dopo quelle di Claudio Marchisio, questa volta è il turno di Francesco Coco.

In un'intervista rilasciata al settimanale Chi, ha raccontato di quando nel 2009 in pieno scandalo Vallettopoli era stato fotografato a torso nudo in compagnia di alcuni amici e di una transessuale: «Sostenevano che fossi gay, ma io dico: "E allora?". Anzi, ben vengano gli omosessuali in Nazionale, hanno una marcia in più».

fonte http://gayburg.blogspot.it

lunedì 25 giugno 2012

Lgbt: Emilia Romagna "Adotta una scuola" nuova iniziativa per aiutare le zone colpite dal terremoto

Promuovere gemellaggi tra gli istituti scolastici per favorire la ricostruzione degli istituti colpiti dal sisma

Iniziative di solidarietà per le zone colpite dalle scosse di terremoto, ultime notizie Emilia Romagna.
L’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna promuove l’iniziativa “Adotta una scuola”, per sostenere le classi dell'Emilia Romagna colpite dal sisma.

L’appello è stato lanciato dalla direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi alla comunità degli istituti del piano nazionale scuola digitale affinché si adoperino in iniziative di solidarietà a favore delle scuole dell'Emilia-Romagna impegnate nello stesso piano.

Con "Adotta una scuola", l'Usr dell'Emilia-Romagna offre la possibilità a scuole e associazioni di tutta Italia di 'adottare' un istituto, tra quelli danneggiati dal sisma, al quale destinare una raccolta fondi, offrire ospitalità e borse di studio anche attraverso gemellaggi tra istituti.

In questi giorni, grazie al lavoro di coordinamento dell'Usr nelle province interessate dal sisma (Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, Parma), si stanno individuando le necessità delle scuole terremotate.

Le proposte di solidarieta' possono essere inviate all'indirizzo adottaunascuola@istruzioeer.it.

In seguito, saranno smistate alle scuole del cratere dallo stesso Usr.

I risultati dell'iniziative e l'elenco delle scuole gia' adottate sono consultabili all'indirizzo www.istruzioneer.it

fonte http://www.unonotizie.it

Lgbt: San Marino e il diritto di convivenza per i gay, Michele Pazzini "Bene cosi', ma c'e' ancora molta strada da fare"

David Oddone, L'Informazione di San Marino: Convivenza gay, Pazzini: “Esempio anche per l’Italia, ma strada e’ lunga” / “Omosessuali ancora vittime di insulti che spesso sono peggio delle botte”

Da qualche giorno i cittadini sammarinesi omosessuali hanno lo stesso diritto a convivere degli etero.
(http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-e-il-diritto-di-convivenza-per-i-gay-marco-bollini-la-tribuna-sammarinese/63728/1.html)

E’ stata approvata con 33 voti favorevoli e 20 contrari l’istanza d’Arengo che proponeva l’estensione della possibilità di convivenza senza discriminazione. La decisione che avvicina San Marino all’Europa è l’occasione per un intervista al responsabile sammarinese dell’associazione Lgbt del Titano, Michele Pazzini.

Michele che cosa ne pensi della decisione del Consiglio?

“Si tratta di un enorme passo per San Marino: relativamente piccolo ma se si pensa al contesto sociale del Titano è una cosa molto grande.

Tutto questo non ha nulla a che vedere naturalmente con le coppie di fatto sia chiaro.
Viene al contrario parificato il trattamento delle persone che chiedono un permesso di soggiorno per convivenza, sia esso uomo donna o qualsiasi altro genere di convivenza.

Fino ad oggi la legge sui permessi di soggiorno dava la possibilità di fare richiesta solo alle coppie eterosessuali”.


Come va la situazione a San Marino rispetto a insulti e episodi di violenza?

“Episodi di violenza per l’orientamento sessuale non ne sono stati denunciati all’associazione, me difficilmente certe cose si raccontano.

Gli insulti invece sono all’ordine del giorno e in molti casi sono comunque peggio delle botte: smisi di studiare all’epoca per non andare a scuola e non essere insultato.

Leggi che vadano a contrastare queste situazioni vanno promosse e le persone vittime devono fare segnalazioni, anche se la violenza che si consuma fra le mura domestiche e riguarda famigliari.
San Marino si deve impegnare con una promozione della cultura della differenza già dalle scuole medie”.
fonte http://www.libertas.sm

Lgbt Palermo: Gli organizzatori "Il Pride, un grande successo"

40mila partecipanti al corteo Lgbt di chiusura; oltre 50 eventi (tra dibattiti, concerti, film e documentari, spettacoli teatrali, mostre, workshop) nella settimana del Pride Village a Villa Pantelleria in collaborazione con decine di artisti/e e associazioni e con la partecipazione di tante migliaia di palermitane/i.

La quasi totalità della nuova Giunta comunale presente al Pride Lgbt, dal giorno della conferenza stampa a Palazzo Ziino presso l'assessorato alla Cultura fino al corteo del 23 giugno con lo striscione del Palermo Pride portato in giro per la città da 6 assessori.

Questi sono alcuni dei numeri che raccontano il grandissimo successo dell'edizione 2012 del Pride Lgbt palermitano.

Ma i numeri non riescono a raccontare la vera straordinaria peculiarità di un Pride "unico" nella tradizione del nostro Paese: cioè quella di essere una festa di Libertà e di rivendicazione gioiosa di Diritti negati che vede protagonista l'intera città di Palermo.

Il Pride è sempre più vissuto come la casa non solo delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans, ma anche delle studentesse e degli studenti, delle lavoratrici e dei lavoratori, di chi non ha lavoro, delle persone migranti, delle persone portatrici di handicap.

L'unica manifestazione in cui donne e uomini lottano per il diritto alla piena espressione di sé, scegliendo la gioia e l'esposizione serena e festosa del proprio volto e del proprio corpo piuttosto che la violenza.

Nel ringraziare tutte le artiste e gli artisti, le/i volontarie/i, le associazioni, i Partiti, i Movimenti, i Sindacati, le realtà commerciali e tutte le persone il cui lavoro e la cui partecipazione hanno reso possibile questo straordinario evento (dall'inizio del percorso che chiamiamo "Verso il Pride" sino al corteo Lgbt ed alla festa di chiusura), non possiamo non esprimere un ringraziamento particolare al nostro Sindaco Leoluca Orlando.

Non solo per la sua partecipazione al corteo ed ai comizi finali, ma soprattutto per il suo appello che non ha precedenti in Italia: per la prima volta è la Città, attraverso le sue istituzioni, e non il Movimento Lgbt, a chiedere di poter ospitare il Pride Nazionale dell'anno successivo.

Riteniamo, con grande soddisfazione per il valore del lavoro svolto in tanti anni di militanza, che questo sia stato reso possibile dall'aver costruito un Pride che, attraverso la visibilità dell'orgoglio della Comunità Lgbt, celebra in realtà l'orgoglio di un'intera città e di tutte le donne e tutti gli uomini che la abitano e la vivono.
fonte http://livesicilia.it di Comitato Palermo Pride

Lgbt: E anche il sindaco Orlando balla insieme ai 40mila del Palermo Pride

Un successo, il Pride 2012 di Palermo con 40mila presenze.

E a rivendicare parità, insieme alla comunità lgbt,
anche il sindaco Orlando e cinque assessori: "Nel 2013, Pride nazionale a Palermo"


Gli organizzatori non esitano a definirlo un successo. Per il terzo anno di seguito il Palermo Pride ha oprtato per le strade del capoluogo migliaia di persone. Le stime ufficiali parlano di 40 mila.

"Sono sul carro che apre e non riesco a vedere la coda del corteo" ci dice emozionata Daniela Tomasino dell'ufficio stampa mentre il corteo sfida il caldo africano diretto verso Piazza Verdi, dove si concluderà.

Ma quello che, probabilmente, fa la differenza in questa edizione del Pride di Palermo è la presenza istituzionale.

Più di mezza giunta comunale, infatti, rappresentata dagli assessori Giuseppe Barbera, Agata Bazzi, Giusto Catania, Agnese Ciulla, Francesco Giambrone e Barbara Evola, ha sfilato insieme alla comunità lgbt reggendo lo striscione d'apertura e a loro si è aggiunto, a metà corteo anche il sindaco, Leoluca Orlando che ha ballato al suono della musica che giungeva dai carri.

Su Twitter, Arcigay Palermo ha commentato: "il sindaco Orlando balla al #palermopride! E il pride lo abbraccia". Un fatto senza precedenti a Palermo, ma che non stupisce data la partecipazione di diversi assessori alle attività che hanno preceduto il Pride stesso e la presenza del Sindaco all'inaugurazione del Queer Festival.

"Oggi è un grande giorno per Palermo - ha detto Orlando - perché oggi mandiamo all'Italia e al mondo un messaggio chiaro sulla città che vogliamo: una città in cui il riconoscimento e la tutela dei diritti vanno di pari passo con la valorizzazione delle differenze". E dal palco di Piazza Verdi Orlando ha detto: "Qui c'è la giunta. qui c'è Palermo.

Il prossimo anno si faccia il Pride nazionale qui". Tra gli altri rappresentati delle istituzioni, c'era anche Rosario Crocetta, eurodeputato del Pd e primo sindaco (di Gela) dichiaratamente omosessuale d'Italia.

Ragazzi e ragazze di ogni età, appartenenti alla comunità Lgbt, ma anche eterosessuali solidali con le ragioni di gay, lesbiche e trand si sono radunati sul lungomare del capoluogo siciliano intorno alle 15 di questo pomeriggio.

Il corteo, formato da 15 carri con a bordo dj, drag queen, gogo boys e animatori ha percorso poi corso Vittorio Emanuele, Via Roma, Piazza Castelnuovo, via Ruggero Settimo fino a Piazza Verdi. Davanti al Teatro Massimo è previsto un momento di spettacolo conclusivo che, mentre scriviamo, non è ancora iniziato.
fonte http://www.gay.it