mercoledì 28 ottobre 2020

Roma > La Festa del Cinema: a Été 85 di François Ozon


La Festa del Cinema: a Été 85 di François Ozon è il Premio del Pubblico BNL e palmarès finale anche per Alice nella città dove la Giuria dei ragazzi ha premiato Kajillionaire con un Premio speciale a Punta Sacra. In chiusura Fuori era Primavera, film di memoria collettiva sull’Italia del lockdown firmato da Gabriele Salvatores. 

Été 85 di François Ozon è Premio del Pubblico BNL alla quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il riconoscimento, in collaborazione con il Main Partner della Festa del Cinema, BNL Gruppo BNP Paribas, premia ogni anno il film più votato dagli spettatori fra i titoli della Selezione Ufficiale: Été 85 è stato infatti votato dagli spettatori delle sale dove il film ha avito le repliche dopo il debutto all’Auditorium. Dalla Francia Ozon, bloccato dal Covid, ha inviato il suo grazie “per questo bel premio al pubblico di Roma” sottolineando in un suo commento che “Été 85 è stato girato in pellicola per consentire agli spettatori di condividere le emozioni dei personaggi in una sala cinematografica”, un’attenzione alle sale preziosa mentre anche la Festa del Cinema in chiusura ha vissuto l’ultima giornata di proiezioni  prima del lockdown che ha chiuso per decreto le sale al 24 Novembre.

E anche Alice nella Città, manifestazione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata ai bambini e ai ragazzi, anche sponsorizzata da BNL Gruppo Bnp Paribas, ha chiuso la maratona di questo difficile 2020 con l’anteprima de Le streghe di Robert Zemeckis nel nuovo spazio della Nuvola di Fuksas all’Eur e l’annuncio del suo palmarès: dal Premio Alice 2020 (assegnato da una Giuria di 16 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni) a Kajillionaire di Miranda July, al Premio  Speciale della Giuria a Punta Sacra di Francesca Mazzoleni , al Premio Raffaella Fioretta al Miglior Film Italiano – con un contributo di 3000 euro – scelto dalla Giuria composta da Dario Albertini, Valentina Lodovini e Riccardo Milani per Il mio corpo di Michele Pennetta. Tra gli altri riconoscimenti la Camera D’Oro Alice / MyMovies assegnata dan Eva Cools ,Agostino Ferrente, Caterina Guzzanti, Claudio Noce e Roberta Torre è andata a Ibrahim di Samir Guesmi con una  menzione speciale a Gagarine di Fanny Liatard, Jérémy Trouilh.

Il  Premio RB Casting al Miglior Giovane Interprete Italiano (in giuria Laura Muccino Roberto Proia, Tiziana Silvaggi è andato a Antonio Bannò con una  menzione speciale a Ludovica Francesconi per Sul più bello. Il DO Rising Star Award al Miglior Giovane Attore Internazionale l’ha avuto Enrik Enge per Tigers con una menzione speciale a  Alseni Bathily per Gagarine.  Miglior corto scelto da  Paola Minaccioni, Fabio Mollo e Carlotta Natoli El Silencio del Rio di Francesca Canepa, con una menzione speciale per la regia a Tropicana di Francesco Romano. Premio “Rolling Stone” alla Migliore Colonna Sonora, per Gagarine con una menzione speciale per la colonna sonora di Punta Sacra di Francesca Mazzoleni, firmata da Lorenzo Tomio e Theo Teardo, con brani originali del rapper Chiky Realeza.  Tra gli altri riconoscimenti la borsa di studio intitolata al fotografo Pietro Coccia, (1000 euro): a Giacomo Chapus per proseguire il percorso di studi.

Ultime battute prima di chiudere: per la Festa importante la qualità di film apprezzati unanimanente dalla critica e la ‘benedizione’, anche laica, di due assolute superstar di quest’edizione (il successo del film su Totti – pur in sua assenza – e del documentario su Papa Bergoglio che ha fatto parlare anche per le dichiarazioni sul tema delle unioni gay). L’impennata dei contagi è stata un nemico quotidiano, ma la Festa è riuscita a stare nelle sale, e a spalmarsi sul territorio, oltre l’Auditorium, come sul web attraverso la sua piattaforma in streaming dando attraverso il cinema anche  con grande attenzione al sociale, con le proiezioni a Rebibbia, al Policlinico Gemelli, a Tor Bella Monaca, nei musei, anche nelle case rifugio per le donne che hanno subito violenza. Con 260 talent, anche internazionali (tra loro Steve Mcqueen, John Waters dagli Stati Uniti, Vinterberg, Tom Yorke  Pete Docter, Damien Chazelle) ci sono stati spettatori eccellenti anche europei come Isabelle Huppert e Louis Garrel, a Roma per un set, e  molti nomi italiani, con la soddisfazione di aver mostrato 17 film di registe, scelti per la loro qualità, mostrando anche un piccolo film sorpresa come Le Eumenidi, opera prima superlow budget diventata un caso.

La pandemia sta cambiando anche le  nostre abitudini di spettatori ma Roma come Venezia ha dimostrato che al cinema si può andare in sicurezza. La Festa ha avuto infatti un’affluenza dell’85% sui posti disponibili, malgrado la paura. Il sistema delle prenotazioni e le conferenze stampa in streaming hanno funzionato e sono una strada da percorrere ancora.

Ultima foto di gruppo, ieri, quella per il film di Gabriele Salvatores (assente a causa del Covid, che ha contratto anche se è fortunatamente asintomatico)Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown, partecipato da migliaia di testimonianze video prodotte dagli italiani durante il lockdown del Paese, per raccontare i sentimenti e le emozioni di quei giorni. Un’operazione di memoria collettiva, Evento Speciale con la quale la Festa del Cinema ha dato l’appuntamento alla prossima edizione.

fonte:  https://welovecinema.it

Libri: "Merci, Monsieur Dior" di Agnès Gabriel

1946. In fuga da un fidanzamento infelice e dalle ristrettezze della vita di provincia, Célestine lascia la Normandia per cercare fortuna a Parigi. 

Qui è accolta dalla sua migliore amica Marie, che lavora come cameriera e la guida attraverso la città che sta risorgendo dagli orrori della guerra. Fingendo di fare shopping nelle lussuose Galeries Lafayette, le due sognano una vita diversa. 

Finché Célestine non si imbatte in un annuncio per un posto da segretaria: non immagina certo che di lì a poco si ritroverà nel sontuoso palazzo dello stilista Christian Dior, in crisi per la presentazione della sua prima collezione. 

La naturale grazia di Célestine incanta Dior, dandogli l’ispirazione per la nuova linea. In poco tempo la ragazza diventa la sua più stretta collaboratrice, la sua più intima confidente e infine la sua musa. 

In una città in cui la gente, dopo le privazioni della guerra, ha un disperato desiderio di ritrovare la bellezza, le creazioni di Christian Dior sbocciano come fiori, presentando uno stile e un’idea di femminilità completamente nuovi e incantando le parigine con la loro raffinatezza. 

In questo nuovo mondo sfavillante, Célestine conosce l’affascinante Jean-Luc, giornalista del Figaro, ma non sa che nel frattempo qualcuno sta tramando nell’ombra e potrebbe mettere a rischio il suo legame con Monsieur Dior… Tra meravigliosi abiti, stoffe e profumi, una vera immersione nell’atmosfera dell’epoca e della città.

fonte:  www.giunti.it

Concerti > Verona: La grande musica sinfonica dal Filarmonico gratis in streaming con Fondazione Arena, dal 30 ottobre 2020

L'attività della Fondazione Arena prosegue a tutela dell’arte, degli artisti, del lavoro, dei lavoratori e degli spettatori. A seguito del recente DPCM per la gestione e il contenimento dell’emergenza da Covid-19, che sospende gli spettacoli aperti al pubblico nelle sale teatrali, Fondazione Arena si è prontamente attivata per trovare una forma alternativa per godere della bellezza dei concerti in programma nelle prossime settimane. 

Il 9° appuntamento della Stagione Sinfonica, realizzato a porte chiuse, sarà infatti disponibile a titolo gratuito da venerdì 30 ottobre alle ore 20 sulla nuova webtv di Fondazione Arena al link arena.it/tv (disponibile da venerdì) e sulle piattaforme Facebook e Youtube. E la modalità dello streaming proseguirà per tutti i concerti in cartellone fino al 24 novembre. È un gesto fortemente voluto dal Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia e dalla Direzione del Teatro e che ha l’obiettivo sia mantenere viva l’attenzione sul Filarmonico che si consentire la prosecuzione delle attività per i complessi artisti del Teatro.

«Fondazione Arena non si ferma, nonostante divieti e limitazioni non spegnerà la musica - afferma il Sindaco Federico Sboarina, presidente di Fondazione Arena -. È un segnale importante che vogliamo dare in difesa della stagione invernale, che era appena ripartita in tutta sicurezza e proseguirà anche se con altre modalità. Lo dobbiamo al pubblico che, quest'estate sia in Arena sia durante i concerti gratuiti nelle piazze, ha dimostrato il grande attaccamento alla nostra storia e alla nostra cultura lirico-sinfonica. Ma anche ai lavoratori di un intero comparto, uno fra i più colpiti dalla pandemia. E' un momento buio ma continueremo a rischiaralo con la musica. Ecco perché nell'arco di poche ore dall'ultimo decreto, che ha fermato tutte le rassegne appena ripartite, ci siamo messi al lavoro per garantire una proposta alternativa. La tecnologia ci supporterà per il prossimo mese e tutti, gratuitamente, potranno godere di grandi concerti. Non abbassiamo il sipario del Filarmonico, ma proseguiamo a porte chiuse. Sono certo che i veronesi ci seguiranno, pronti a tornare a teatro quanto prima e a sostenere il loro teatro».

Grande determinazione traspare anche dalle parole del Sovrintendente Cecilia Gasdia: «Stiamo attraversando un momento davvero difficile per il mondo della cultura; avevamo riaperto il Teatro Filarmonico appena 10 giorni fa ed era stata una gioia immensa. Il pubblico, estremamente paziente e rispettoso delle regole, ci aveva premiati con un calore commovente. Per gli spettatori, per tutti i lavoratori e gli Artisti del Teatro, proponiamo quindi attraverso lo streaming una forma alternativa di fruizione dei concerti in programma nelle prossime settimane, nel costante monitoraggio dell’evolversi della situazione. Siamo consapevoli che questa iniziativa non può in alcun modo sostituire la bellezza e l’unicità delle esecuzioni dal vivo, ma in questo momento è un impegno concreto a non fermarsi, a non arrendersi nonostante le limitazioni imposte dal decreto. Invitiamo tutti a partecipare insieme a noi a questi eventi e a sostenerci con lo stesso calore che ci hanno riservato in Teatro».

Gli spettatori in possesso di abbonamenti e biglietti per i concerti cancellati avranno diritto ad un voucher come già accaduto in precedenza. La procedura voucher è già online e sarà attiva per 30 giorni. I voucher, validi 18 mesi dall'emissione, potranno essere richiesti anche in Biglietteria. Chi vorrà potrà donare il valore del proprio biglietto o del proprio rateo di abbonamento sia sul sito sia in biglietteria aderendo alla campagna #iorinuncioalrimborso.

Informazioni e contatti

La Biglietteria dell’Arena in via Dietro Anfiteatro 6/b sarà operativa con i seguenti orari: da lunedì a venerdì 10.30-16, sabato 9.15-12.45.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.arena.it, contattare la Biglietteria (biglietteria@arenadiverona.it - 045 596517) o chiamare il call center (045 8005151).

La Stagione Artistica del Teatro Filarmonico rappresenta, da anni, un momento molto atteso e aperto ad un vasto pubblico di appassionati, non solo veronesi. Sostenerla per Banco BPM, partner della stagione per l'undicesimo anno consecutivo, significa dare continuità alle proprie radici solidaristiche, promuovere la cultura in tutte le sue espressioni e al contempo unirsi al fermento di una città, Verona, parte integrante di Banco BPM.

fonte:  www.veronasera.it

Firma la petizione: Giù le mani da Rai Storia

E' notizia recente la proposta di cancellazione di Rai Storia, presentata dall'Amministratore Delegato della Rai Fabrizio Salini al CDA. La chiusura del canale e l'accorpamento della sua programmazione a Rai5, in nome della spending review e del taglio dei costi, rischia ulteriormente di marginalizzare la già ridotta funzione educativa e pedagogica del servizio pubblico italiano.

Fatti per la Storia, portale che fa dell'accessibilità della divulgazione storica in Italia la sua mission, intende rimarcare l'importanza culturale e la funzione sociale di un canale pubblico come Rai Storia, soprattutto in un contesto storico in cui si taglia continuamente su scuola, università e ricerca.

Con questa petizione vogliamo sottolineare come, a differenza della proposta presentata in CdA Rai, il canale Rai Storia vada potenziato, migliorato e maggiormente pubblicizzato.

La divulgazione storica può essere un antidoto ad una pericolosa deriva
antiscientifica e revisionista (quando non sfocia nel negazionismo complottista tout court). Una deriva a cui assistiamo sempre più spesso nel dibattito pubblico nazionale, soprattutto in merito a tragici periodi della nostra storia.

Difendiamo Rai Storia perché è la nostra voce sul piccolo schermo e perché senza conoscenza del passato non può esserci costruzione del futuro.

PER FIRMARE CLICCA >>> QUI 

fonte: www.change.org

lunedì 26 ottobre 2020

Cinema: “La vita davanti a sé” con Sophia Loren su Netflix dal 13 novembre

Un film girato in Puglia e diretto da suo figlio Edoardo Ponti.

“La vita davanti a sé” (The Life Ahead), il film con la grande diva premio Oscar Sophia Loren, diretto dal figlio Edoardo Ponti, arriverà su Netflix il 13 novembre 2020. 

Ph. Credit courtesy Netflix

“La vita davanti a sé” è la trasposizione al giorno d’oggi di uno dei romanzi francesi più famosi del ‘900. L’autore, Romain Gary, nel 1975 vinse con questo romanzo, scritto con lo pseudonimo di Émile Ajar, il suo secondo Premio Goncourt. Best-seller internazionale, tradotto in tutto il mondo è ormai diventato un classico.

Il film, ambientato nella città di Bari, racconta la storia di Madame Rosa (Sophia Loren), un’anziana ebrea ed ex prostituta che, seppur riluttante, accetta di prendersi cura di Momo, un turbolento dodicenne di strada di origini senegalesi. I due sono diversi in tutto e per questo all’inizio il loro rapporto è molto conflittuale, ma inaspettatamente la loro relazione si trasformerà in una profonda amicizia. Si renderanno infatti ben presto conto di essere anime affini, legate da un destino comune che cambierà le loro vite per sempre.

Fanno parte del cast anche Renato CarpentieriMassimiliano RossiBabak KarimiAbril Zamora e il giovane esordiente Ibrahima Gueye nel ruolo di Momo.

“La vita davanti a sé”, scritto da Ugo Chiti ed Edoardo Ponti, è prodotto da Palomar SpaImpact Partners Film Services LLCArtemis Rising FoundationFoothills Productions LLCAnother Chapter Productions LLCScone Investments Pty Ltd, in collaborazione con Macaia Film. Realizzato con il supporto logistico della Fondazione Apulia Film Commission.

La fotografia è di Angus Hudson (Star Wars – Gli Ultimi Jedi, Cashback, Assassin’s Creed), la scenografia di Maurizio Sabatini (La migliore offerta, Baarìa), i costumi di Ursula Patzak (Il giovane favoloso, Capri-Revolution), le acconciature di Enzo Angileri (Atomica Bionda, Fast & Furious 8) e il trucco di Frédérique Foglia (Lucy, I Fratelli Sisters, L’Amica Geniale).

Le riprese del film si sono svolte in Puglia.

fonte:  www.rbcasting.com

Teatro > Agis: "Lo spettacolo dal vivo è un luogo sicuro, dal 15 giugno rilevato un solo contagio"

Su quasi 350.000 spettatori, fra spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, dal 15 giugno si è registrato un solo caso di contagio da Covid 19.

Nonostante continui il quasi blocco totale delle attività teatrali e in generale dello spettacolo dal vivo (che a causa delle restrizioni è pressoché fermo), nei luoghi che dal 15 giugno hanno riaperto ad attività di teatro e spettacolo si è registrato un solo caso di contagio: è quanto emerge da uno studio dell'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. Vediamo in dettaglio quanto emerge dall'analisi svolta.

Il comunicato dell'AGIS

"Su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica. prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) ad inizio ottobre, si registra un solo caso di contagio da Covid 19 sulla base delle segnalazioni pervenute dalle ASL territoriali. Una percentuale, questa, pari allo zero e assolutamente irrilevante, che testimonia quanto i luoghi che continuano ad ospitare Io spettacolo siano assolutamente sicuri.

E' quanto emerge da un'indagine elaborata dall'AGIS — Associazione Generale Italiana dello Spettacolo su un campione interamente rappresentativo della pluralità dei generi e dei settori dello spettacolo dal vivo e che copre tutto il territorio nazionale.

Uno studio che, grazie all'APP IMMUNI. ha individuato un solo "caso positivo", e che in seguito ad accertamenti sanitari ha certificato la negatività di tutti gli spettatori entrati in contatto con lo stesso.

L'assenza di casi dal giorno in cui sono state riprese le attività di spettacolo, se correlata alla curva crescente di contagi che purtroppo sta colpendo il nostro Paese nelle ultime settimane, evidenzia quindi come il settore dello spettacolo sia stato, in termini di sicurezza, assolutamente "virtuoso", grazie alla professionalità degli operatori ed al senso civico degli spettatori.

L'esito dell'indagine dimostra, numeri alla mano, come il settore dello spettacolo, sempre nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie, ha dimostrato di essere capace di garantire la massima sicurezza ai propri lavoratori e al proprio pubblico"

fonte: 

Il mondo della cultura si mobilita: Cinema e teatri chiusi. Artisti e lavoratori dello spettacolo lanciano una petizione

Una decisione “difficile” per il presidente del Consiglio. “Un dolore” per il ministro Franceschini. Cinema, teatri e sale da concerto saranno chiusi fino al 24 novembre. Le misure restrittive anti-Covid imposte dal nuovo Dpcm colpiscono i luoghi della cultura e dello spettacolo in modo grave. E dal mondo della cultura si leva un coro di proteste.

 
Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini”: è il testo dell’appello lanciato dall’associazione Cultura Italiae che chiede di mantenere aperti tutti i luoghi della cultura, nel rispetto delle misure di sicurezza.  
 
Si sollevano gli assessori alla Cultura delle più grandi città italiane (Roma, Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Venezia, Ancona, Bari, Cagliari e Firenze) che in una lettera al governo sottolineano la necessità di una “revisione della disposizione” e di “un’immediata attivazione di ammortizzatori sociali”.
 
C.Re.S.Co., il coordinamento delle Realtà della Scena Contemponranea, chiede “l’attivazione immediata di tavoli specifici di confronto” per lo spettacolo dal vivo, mente per l’Associazione 100autori la decisione potrebbe essere mortale per il mondo della cultura. Unita (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) sostiene che “la chiusura di cinema e teatri fa sì che l’Italia diventi il primo Paese Europeo a non garantire ai suoi cittadini che l’industria delle cultura e dello spettacolo continui a produrre per loro”.
Intanto Riccardo Muti rivolge al Corriere il suo accorato appello per non chiudere i luoghi della cultura perché “l’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo”.
 
E’ disposibile la petizione su change.org >>>  Non chiudiamo Cinema e Teatri.

fonte:  www.arte.it

ROMAISON 2020. Roma, una Maison straordinaria: archivi e produzioni dei laboratori di Costume

Apre al pubblico dal 23 ottobre ROMAISON 2020 - Roma, una Maison straordinaria: archivi e produzioni dei laboratori di Costume,  prima edizione del progetto fortemente voluto dalla Sindaca Virginia Raggi, per valorizzare e sistematizzare quel prezioso unicum creativo che caratterizza la città, come uno straordinario laboratorio progettuale diffuso.  ROMAISON, Exhibition view I Ph. Simon d'Exéa

"Roma capitale della creatività. ROMAISON 2020 racconta una città unica dove moda e cinema generano da sempre un sistema creativo apprezzato in tutto il mondo. Grandi registi e produzioni internazionali scelgono Roma per i loro capolavori. Anche in questo momento storico la nostra città rappresenta uno scenario perfetto per realizzare opere cinematografiche, un laboratorio dove poter fare ricerca continua e realizzare costumi. Il cinema  ispira la moda e la moda ispira il cinema in un continuum temporale unico. ROMAISON 2020, innovativo progetto curato con garbo e tenacia da Clara Tosi Pamphili, è un omaggio alla storia e alla capacità delle sartorie romane, eccellenze del made in Italy.
Questa mostra è un evento che esalta la produzione stilistica capitolina e le grandi firme che da sempre vestono le icone del cinema. Questa grande industria è un esempio di eccellenza e di economia circolare concreta: un patrimonio di cultura grazie al quale i costumi si riadattano, coniugando innovazione, sostenibilità e conservazione. Una cura di patrimoni, anche di terza generazione: è così che migliaia di abiti divengono oggetto di studio e ricerca per molte realtà, soprattutto per le “case” e le scuole internazionali di moda.
Un ringraziamento va alla straordinaria Tilda Swinton, artista poliedrica che ha scelto Roma per una performance unica: “Embodying Pasolini". Segno della centralità e della continua attenzione che cinema e moda hanno per Roma e l’Italia” afferma la Sindaca Virginia Raggi.
 
Allestita negli spazi del Museo dell’Ara Pacis e curata dalla storica e critica della moda Clara Tosi Pamphili, la mostra riunisce le più importanti sartorie di Costume romane: AnnamodeCostumi d’Arte - PeruzziSartoria FaraniLaboratorio PieroniTirelli Costumi, con la presenza di bozzetti dall’archivio personale di Gabriele Mayer - un fondo di riconosciuta importanza storica, che sarà donato alla Galleria Nazionale - e con una sezione dedicata a Mensura, storico produttore di manichini.
 
Il percorso si apre con una mappa che permette di visualizzare la presenza degli atelier sul territorio, disegnando un ipotetico museo d’impresa in itinere. Successivamente il visitatore si trova immerso nell’ambiente di un grande atelier, ricreato per l’occasione: qui la dimensione del lavoro, della tecnica, dell’artigianalità e dell’ispirazione - tipiche dell’ambito laboratoriale  -  dialoga con l’aspetto della ricerca e della conservazione, sviluppato dagli archivi delle singole maison.
Tavoli, strutture metalliche a muro, pedane, tracciano le direttrici per i continui rimandi tra la produzione e le straordinarie raccolte di pezzi storici originali delle collezioni delle sartorie: un corpus alimentato con cura e passione, in quasi un secolo di attività.
Veri e propri tesori compongono una raccolta di capi spesso inediti, arricchita dalle continue donazioni effettuate da privati, che contribuiscono a rendere vive e a rinnovare queste straordinarie collezioni. In un gioco di rimandi tra pezzi d'epoca e costumi, abiti eccezionali che vanno da Charles Frederick Worth, il sarto inglese a cui dobbiamo la nostra concezione di moda, fino a Paul Poiret; dalla romana Maria Monaci Gallenga di cui sono esposti anche i blocchi per la speciale tecnica di stampo a oro e argento su velluto, fino a Madame Gres e agli atelier di alta moda romani come Schubert e Zecca. E, ancora, i grandi dell'alta moda francese come Christian Dior e Balenciaga dialogano tra loro con i costumi straordinari de “Il Conformista” e “L'Ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci, ma anche con la famosa “Cleopatra” interpretata da Elizabeth Taylor, con gli abiti di “Salò” di Pasolini, o con quelli di “Miss Marx”, presentato con successo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, fino alle serie tv  di grido, come “Penny Dreadful”. 

I Costumi dei grandi nomi come PescucciCanoneroAtwoodSquarciapinoDonatiTosi, fino ai più giovani Catini Parrini e Torella, per citarne alcuni, sono messi a confronto diretto con i magici archivi di questi luoghi, per loro fonte di ispirazione.
 
Il rapporto tra Moda e Costume “meravigliosamente ambiguo, in una dimensione parallela di ispirazione reciproca soprattutto a Roma” - come scrive la curatrice nel testo che introduce alla mostra - è il filo sotteso a questo insieme eterogeneo di storie affascinanti, che si snodano per oltre un secolo, dalla nascita di Cinecittà nel 1937 alle prime produzioni internazionali girate negli studi romani, come il "Principe delle Volpi” del 1949, dalla stagione dorata del cinema italiano ad oggi.
Un corto circuito che irrompe nella rappresentazione di alcune icone cinematografiche, di bellezza e fascino atemporale: Florinda Bolkan che indossa un vero abito di Gallenga come costume nel film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, Donyale Luna - la prima modella di colore che compare sulla copertina di Vogue nel 1966 - in “Satyricon”, Silvana Mangano, icasticamente glamour mentre indossa le sue parure Bulgari con ametiste, quarzi e diamanti in “Gruppo di Famiglia in un Interno”, Jane Fonda nel celebre “Barbarella”.
 
Con l’obiettivo di evidenziare una continuità tra il passato e il futuro di questo genius lociROMAISON dedica una sezione alle scuole e accademie di moda che, attraverso una didattica che unisce lo studio della tradizione alla sperimentazione, formano i nuovi talenti: con cadenza settimanale, a rotazione, saranno esposti i migliori progetti realizzati dagli studenti di: Accademia di Alta Moda Koefia, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia di Costume e Moda, IED Istituto Europeo di Design, NABA Nuova Accademia di Belle Arti.
 
In occasione dell’apertura della mostra, ROMAISON lancia il suo prossimo progetto, in programma per il 2021: “Embodying Pasolini” performance ideata e curata da Olivier Saillard, fashion curator ed ex direttore del Museo Galliera di Parigi, intorno ai costumi realizzati dalle sartorie romane per i film di Pasolini, con un’icona del cinema internazionale attuale, Tilda Swinton. L’attrice scozzese, Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà protagonista di un’azione che rifletterà sul potere evocativo dell’abito, che di volta in volta diventa alter ego, partner, opposto.
 
Grazie alla preziosa collaborazione con Fondazione Cinema per Roma, la mostra ROMAISON 2020 sbarca all’Auditorium Parco della Musica in occasione della Festa del Cinema di Roma, con un percorso fotografico promozionale creato ad hoc. Fino al 25 ottobre un’esclusiva selezione di immagini fotografiche provenienti dalle prestigiose sartorie di Costume romane sono esposte nella Galleria tra Foyer Petrassi e Teatro Studio.
A seguire, grazie al contributo tecnico di Rinascente, il percorso fotografico sarà esposto nel Cavedio Interno del Flagship Store di Via del Tritone. Anche le vetrine degli Store romani di Rinascente saranno un piccolo palcoscenico promozionale.
 
L’iniziativa è promossa da Roma Capitale. Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Contributo tecnico di Rinascente. Si ringraziano Fondazione Cineteca di Bologna, Istituto Luce  Cinecittà Fondazione Cinema per Roma.

Dal 23 Ottobre 2020 al 29 Novembre 2020

Luogo: Museo dell’Ara Pacis - Indirizzo: Lungotevere in Augusta

Orari: tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Curatori: Clara Tosi Pamphili  - Enti promotori: Roma Capitale

Costo del biglietto: integrato Museo dell’Ara Pacis + Mostra: intero € 12, ridotto € 10 (residenti € 11 / € 9); gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Telefono per informazioni: +39 060608 - Sito ufficiale: http://www.romaison.it

fonte:  www.arte.it

martedì 13 ottobre 2020

Cinema: "Due" di Filippo Meneghetti, il film sull’amore lesbico nella terza età che lascia senza fiato. Il trailer in esclusiva

Il regista italiano Filippo Meneghetti mostra con rara maestria l’impossibile fuga d’amore di due tranquille signore di Montpellier. Sublimi le interpretazioni di Martine Chevallier e Barbara Sukowa in un sottilissimo e compunto thriller psicologico, pentagramma hitchockiano imbevuto di acuti introspettivi bergmaniani.

Cerchi per un po’ di afferrare un attacco ad effetto per la recensione al film Due di Filippo Meneghetti. Quando all’improvviso ti accorgi che basterebbe esporre in tutta la sua rigorosa dolcezza il titolo. Due, così secco, o Deux, come in originale. 

Una sorta di guscio protettivo per una forma d’amore profonda, totale, infinita. Madeleine “Mado” (Martine Chevallier), la partner più anziana e introversa, madre, nonna, vedova apparentemente infelice agli occhi dei figli adulti. Nina (Barbara Sukowa), l’altra donna della coppia, più giovane e istintiva, dirimpettaia sullo stesso pianerottolo di Mado da decenni. 

Le due donne si amano da un tempo che sembra eterno, segretamente, in silenzio, di nascosto da parenti e conoscenti, tra lunghe notti d’amore e giornate fatte di chiacchiere da divano e letture sulla panchina di un lungo viale alberato di fianco a un fiume. 

IL TRAILER >> QUI

Fino a quando è giunto il momento per Mado di vendere casa, ricavarne un po’ di quattrini e trasferirsi a Roma, il sogno di una vita. Nina solitaria, fumatrice, intraprendente, preme. Vuole che finalmente tutto si riveli. Che Mado confessi anche in famiglia di essere lesbica e di vivere una relazione con lei. Ma un imprevisto nella salute di Madeleine rimette in gioco ogni prospettiva, anche solo quella del semplice amore quotidiano fatto di carezze e clamorose incazzature. Proviamo a dire poco, a girare attorno al colpo di scena che avviene dopo una mezzoretta di film. Perché da lì in avanti Mado si “ammutolisce” e Nina è costretta a vivere nuovamente separata dall’amata, questa volta accudita e curata in modo soffocante da una badante e dalla figlia.

Il punto di osservazione di Nina diventa l’occhiolino della porta da cui sbirciare le azioni compiute a casa dell’amata. Due diviso due del resto, e banalmente, fa uno. E quello che prima stava naturalmente insieme, ora l’ignoranza e la ritrosia conformista tendono a separarlo. Meneghetti giostra il distanziamento a pochi metri tra le protagoniste come fosse un sottilissimo e compunto thriller psicologico, un pentagramma hitchockiano imbevuto di acuti introspettivi bergmaniani. Due si fa così gioco di spazi sempre più angusti dove sopravvivere con le proprie emozioni e sentimenti. Come in quei film d’avventura dove la roccia sotto i piedi si assottiglia ad ogni secondo costringendo i coraggiosi avventurieri ad avvicinarsi fisicamente tra loro. Mado e Nina devono ripercorrere la strada da capo, riavviare e ricongiungere nuovamente corpi e anime, quando la vita pareva già aver concesso loro la quiete.

Così sulle note, anche immaginate, di Charlot – Sul mio carro cantato da Petula Clark, la relazione vitale tra le due donne si trasforma in qualcosa di universalmente assoluto come nemmeno in un melò anni cinquanta. Chevallier e Sukowa sono semplicemente superbe. Lea Drucker (la figlia di Mado) che ha scoperto da attrice la fama sui quarant’anni, cerca di stare loro dietro, ma si comprende che mentre queste due regine si mangiano la scena rimangono solo briciole per chiunque. Meneghetti è comunque capace di costruire un percorso visivo oltre il racconto, oltre l’intuizione narrativa della storia (sceneggiatura sua assieme a Malysone Boworasmy e Florence Vignon), esplorando, svuotando e ricostruendo continuamente questo spazio casa/appartamento di Mado – i crediti dicono 28 avenue Boisson Bertrand a Montpellier – come fosse un palco teatrale continuamente rimodulato senza cambio scena. In sala dal 5 novembre con Teodora. Guai a perderlo.

fonte: di     www.ilfattoquotidiano.it

Firenze: Parte stasera la XVII Edizione del Florence Queer Festival 2020 #SUPERA LE DISTANZE, dal 13 al 18 ottobre

Dal 13 al 18 ottobre 2020, torna a Firenze il Florence Queer Festival, con la sua ricca programmazione culturale, tra cinema internazionale a tematica LGBTQ, mostre, incontri ed eventi. 

Per questa XVIII edizione il festival, diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci, si presenta in una veste inedita, con un format che affianca alle consuete proiezioni in sala al Cinema La Compagnia di Firenze quelle online, nella sala virtuale Più Compagnia www.cinemalacompagnia.it

 

Il programma virtuale si estende inoltre alle presentazioni di libri e ai dibattiti, con la sezione Queer focus online. Con la scelta di rendere i contenuti di questa edizione accessibili anche sul web, il festival si propone di superare le distanze e creare un’importante occasione di partecipazione, lanciando l'hastag #superaledistanze.

Tra gli eventi collaterali del Festival ci saranno due mostre: SuperWomen, di Lediesis, in collaborazione con MUS.E Firenze e il Festival dei Diritti del Comune di Firenze e Supera le distanze, realizzata in collaborazione con IED – Istituto Europeo di Design di Firenze. Quest'ultima sarà visibile per tutta la durata del Festival nel foyer del Cinema La Compagnia e vedrà in esposizione i progetti degli studenti IED che hanno partecipato al contest per realizzare l’immagine 2020 del Festival (i dettagli nei comunicati dedicati alle mostre). Non mancheranno inoltre i dj set e il Dragqueen show al Twist Bistrot del Cinema La Compagnia e l’appuntamento con le stelle, a novembre, con il nuovo libro di Simon & the Stars.

Quest’anno il programma del festival include 17 film, di cui 11 in concorso, la sezione LGBTQ Senior Life con titoli che affrontano il tema dell’omosessualità nella terza età, il concorso per cortometraggi Videoqueer che mette in palio 1.000 euro per il vincitore. Da non perdere tre documentari fuori concorso: The Ballad of Genesis and Lady Jaye di Marie Loisier, che ritrae il performer, musicista e pioniere del gender-fluid Genesis P-Orridge (13 ottobre, ore 18.15, presenta il film Vittore Baroni, critico musicale), The Capote Tapes, di Ebs Burnough sull’ascesa e caduta dell’iconico scrittore gay Truman Capote (anteprima italiana, 18 ottobre ore 16.00) e Baci rubati, di Fabrizio Laurenti e Gabriella Romano, che attraverso lettere, diari e resoconti personali, racconta le esperienze degli italiani LGBTQ durante il fascismo (18 ottobre, ore 18.15 e online, alla presenza dei registi).

Serata di inaugurazione

Ad aprire il festival, martedì 13 ottobre alle 21.00 (anche online), sarà il film Il caso Braibanti, di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, che saranno presenti in sala insieme all’autore della colonna sonora, Pivio. Ricco di inediti assoluti, il documentario di Giardina e Palmese è dedicato alla figura di Aldo Braibanti, partigiano, poeta, drammaturgo, (“genio straordinario” secondo Carmelo Bene), ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto con l’accusa di aver plagiato il suo amante ventunenne. Il processo a Braibanti può essere definito come “un processo a Oscar Wilde con un secolo di ritardo”. Durante la serata il film riceverà il premio speciale del Florence Queer Festival, con la seguente motivazione:Per aver scelto di raccontare e dare visibilità a una storia da non dimenticare, nel ricordo del valore indelebile di un poliedrico intellettuale italiano”.

Concorso lungometraggi

Sono 11 i titoli in concorso per il miglior film Florence Queer Festival 2020, opere che esplorano le diverse sfaccettature della cultura LGBTQ. Storie di coraggio, amore e arte.

Her Name is Bo, di Marion Vagner & Christophe Deborsu, la testimonianza di Bo van Spilbeeck, noto reporter televisivo belga con moglie e figli, che si è dichiarato transessuale all’età di 58 anni e ha deciso di filmare l'intero processo (15 ottobre, ore 16.30, prima italiana).

Presentato alla Berlinale 2020, Suk Suk, di Ray Yeung è la storia d’amore tra due anziani gay non dichiarati, ispirato al libro Oral Histories of Older Gay men in Hong Kong, del sociologo Travis Kong (14 ottobre ore 21.00, in sala e online).

Variações - Guardian Angel, di João Maia, un biopic dedicato a uno dei cantanti più importanti della storia della musica portoghese, António Variações (15 ottobre ore 18.15, prima italiana).

Ahead of the Curve, di Jen Rainin, la visibilità e la cultura lesbica, raccontate attraverso la nascita e la storia del celebre magazine Curve (15 ottobre ore 21 e online. Anteprima italiana). Im Stillen Laut, (A quiet distance), di Therese Koppe: Erika e Christine sono una coppia da più di 40 anni e oggi, all'età di 81 anni, ripercorrono un periodo turbolento della loro storia. Un film sull'amore e l'invecchiamento, l'autonomia e l'espressione artistica in spazi all'interno della DDR (17 ottobre ore 18.15. Anteprima italiana, alla presenza della regista).

Welcome to Chechnya, di David France, un documentario potente e illuminante sulla storia di un gruppo di attivisti che rischiano la vita per combattere le persecuzioni anti-LGBTQ nella repressiva Cecenia (14 ottobre ore 18.15).

Ellie & Abbie (& Ellie’s Dead Aunt), di Monica Zanetti racconta la storia della giovane Ellie che, per conquistare la sua compagna di classe, sarà aiutata dal fantasma della zia Tara, un’attivista lesbica tragicamente morta negli anni '80 (16 ottobre, ore 21.00 e online).

Luciérnagas, di Bani Khoshnoudi: Ramin è un trentenne iraniano che, fuggito dalla Turchia su nave cargo a causa della persecuzione subita in quanto gay, si ritrova a Veracruz in Messico (16 ottobre, ore 18.15).

Margen de error, di Liliana Paolinelli: quando un'amica di sua figlia le confessa di essere innamorata di una donna anziana, Iris sospetta che si tratti di lei e ne è lusingata. Ma ben presto inizia ad avere qualche dubbio...(17 ottobre, ore 16.00).

Breaking Fast, di Mike Mosallam, sull’incontro tra un medico gay musulmano e un affascinante attore americano, in una commedia che oltrepassa le barriere culturali (16 ottobre ore 16). Vento Seco, è un omaggio alla cultura bear: la vita di Sandro prende una nuova direzione quando Maicon, un motociclista che sembra uscito da Tom of Finland, arriva nella sua piccola città brasiliana (17 ottobre ore 21.00 e online).

La giuria concorso lungometraggi è composta da Elisa Giobbi, operatrice culturale, Tzeli Hadjidimitriou, regista, fotografa e scrittrice, Monica Manganelli, regista, sceneggiatrice e designer, Gianpaolo Silvestri, giornalista ed ecopacifista, Jurgen Ureña, regista.

Fuori concorso

In programma anche il film fuori concorso L'altra altra metà del cielo. Donne, di Maria Laura Annibali, regia di Filippo Soldi. Presentato all’ultima Berlinale, il film intreccia interviste a donne molto diverse tra loro, che hanno in comune la scelta lesbica (14 ottobre ore 16.30, alla presenza della regista).

LGBTQ Senior Life

Tra i titoli in programma quest’anno il festival ne ha selezionati cinque che affrontano il tema dell’omosessualità durante l’invecchiamento. La scelta è dettata dall’importanza di proporre una riflessione su un tema delicato e molto attuale, ma anche nel tentativo di dare visibilità a una generazione che, invecchiando, incontra un rischio maggiore di emarginazione, solitudine e discriminazione. La sezione LGBTQ Senior Life include i film in concorso: Suk Suk di Ray Yeung, Im Stillen Laut (A quiet distance), di Therese Koppe, Her Name is Bo di Marion Vagner & Christophe, Margen de error, di Liliana Paolinelli, insieme al corto Fabiu, di Stefan Langthaler, storia di un ottantenne che scopre di provare sentimenti a lungo repressi per Fabiu, l’aiutante ungherese assunto per occuparsi della moglie malata (16 ottobre ore 21.00 e online).

I corti Videoqueer in concorso

Arrivano da diversi Paesi i cortometraggi per il concorso Videoqueer che mette in palio 1.000 euro per il vincitore. A scegliere il miglior corto, tra i 24 in concorso, sarà una giuria di studenti. Tutti i cortometraggi saranno visibili sulla piattaforma Più Compagnia dal 13 al 18 ottobre.

Serata di chiusura - 18 ottobre ore 21.00 

Premiazione dei vincitori. Dopo la premiazione la chiusura del Festival sarà affidata al film Advokatas - The Lawyer di Romas Zabarauskas (anteprima italiana, anche online). Marius è un avvocato gay che lavora come consulente di prestigiose aziende. La sua vita borghese va in crisi quando incontra  Ali,  rifugiato siriano che vive a Belgrado e che si guadagna da vivere facendo il sex worker. La presentazione in collaborazione con l’associazione Nosotras.

Queer focus online

Le presentazioni dei libri e gli incontri che arricchiscono il programma del Festival, per quest’anno si spostano online, sulla pagina Facebook del FQF: fb/FQF.Firenze. Si parte martedì 13 ottobre alle 16.30 con l’incontro Anni ‘80 a Firenze, la svolta dopo la rivolta, alla presenza di Betty Barsantini, Stefano Fabbri, Andrea Sbandati e Vincenzo Striano. Musica, teatro, moda, design, architettura, fotografia, nuovi media. Nascono nuove professioni e si sperimentano linguaggi destinati a fare storia. Gli anni ‘80 ebbero una loro capitale: Firenze. 40 anni dopo, di quella rivoluzione creativa, restano ancora testimonianze vive e vivaci, ma molto rischia di perdersi e di non riuscire quindi a rappresentare uno stimolo per la ripresa di una stagione che sappia essere il nuovo e necessario motore della città e non solo. Un gruppo di allora giovanissimi ha lanciato un appello alle istituzioni, sottoscritto da 200 protagonisti di quella straordinaria avventura, proponendo idee e progetti per una nuova contemporaneità che sappia restituire alla città un'identità lontana dalle solite “cartoline”.

Giovedì 15 ottobre, alle 19.30, si terrà la presentazione del libro Quelle come me. La storia di Splendori e miserie di Madame Royale (PM Editore, 2020), di Andrea Meroni e Luca Locati Luciani, con la collaborazione di Giovanbattista Brambilla. Saranno presenti gli autori Andrea Meroni e Luca Locati Luciani. Il 17 settembre 1970, usciva nelle sale un film destinato a diventare un cult: Splendori e miserie di Madame Royale. Fu il primo lungometraggio italiano con protagonista assoluto un personaggio omosessuale: Alessio, interpretato da Ugo Tognazzi, Il libro ricostruisce la genesi del film, con un minuzioso lavoro di ricerca per scoprire l’identità degli interpreti anche minori. A chiudere Queer focus online sarà la presentazione del libro La Traviata Norma. Ovvero: vaffanculo... ebbene sì! del Collettivo teatrale Nostra signora dei fiori (Asterisco Edizioni, 2020) a cura di Mauro Muscio (17 ottobre alle 19.30, alla presenza del curatore). Rappresentato la prima volta il 9 marzo 1976 presso il teatro CTH di Milano, è considerato lo spettacolo inaugurale della stagione del “teatro frocio” italiano, costruito e vissuto da attori non professionisti legati all’esperienza dei C.O.M., collettivi omosessuali milanesi.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’Associazione Ireos in collaborazione con Arcilesbica Firenze e MusicPool e il sostegno di Fondazione Sistema Toscana. La direzione artistica è di Bruno Casini e Roberta Vannucci.

Cinema La Compagnia – via Cavour 50/R, 50121 Firenze
Giornaliero
: € 10, ridotto € 8 Serale: € 7, ridotto € 6 Pomeridiano: € 3 (biglietto per singola proiezione) Abbonamento intero: € 35 (tutte le proiezioni pomeridiane e serali)
Sala Virtuale Più Compagnia
Abbonamento: € 9,90 I film online saranno visibili a partire dall’orario di programmazione in sala e per le successive 24 ore. Tutte le proiezioni sono vietate ai minori di 18 anni.

Tutte le proiezioni ed eventi si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid. 

PER TUTTE LE INFO E PROGRAMMAZIONE:  www.florencequeerfestival.it   www.facebook.com/FQF.Firenze  info@florencequeerfestival.it  

fonte:  ufficio stampa stampa@florencequeerfestival.it

lunedì 12 ottobre 2020

Petizione: Il Teatro è un luogo sicuro. Chiediamo revisione dei limiti

#TeatroLuogoSicuro

FIRMA LA PETIZIONE > QUI

Il settore dello spettacolo, duramente colpito dall'emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, si trova oggi a vivere una gravissima crisi che rischia di mettere in ginocchio l'intero settore produttivo e distributivo, con ricadute pesanti che potrebbero protrarsi ben oltre la crisi sanitaria. Con oltre 500 mila lavoratori e lavoratrici, oggi il mondo dello spettacolo è uno di quelli che soffre maggiormente questa crisi a causa di norme frettolose, divieti indifferenziati che non tengono conto delle specificità del settore e delle modalità di fruizione degli spettacoli dal vivo. 

Nei giorni scorsi ho pubblicato sul mio profilo social un post indirizzato al Presidente Giuseppe Conte, al MiBACT e ai Ministri Franceschini e Speranza, per condividere la mia recente esperienza diretta come spettatore e come utente del servizio del trasporto pubblico di Roma, trovando che vi sia un eccessivo accanimento nei confronti dell'attività teatrale e invitando ad una revisione dei limiti imposti alla stessa in ragione delle particolarità uniche dell'evento teatrale. Il post è stato attualmente condiviso da oltre 1200 persone che sposano la causa e credono che vi sia qualcosa da rivedere.

Perché il Teatro è diverso da altre attività al chiuso? 

Uno dei maggiori punti da analizzare è la valutazione di un indice di rischio oggettivo dell'evento teatrale. Non risultato, ad oggi, notizie di focolai esplosi partendo dalle platee teatrali e come riportato nella mia esperienza, il teatro è un luogo che si presta a pochi contatti diretti in quanto la sua fruizione avviene immobili:

- non vi sono contatti con altri spettatori;
- la fruizione dello spettacolo avviene senza spostamenti dal proprio posto; 
- non si parla e non si toccano gli altri spettatori;
- di norma vi è un solo evento al giorno e questo facilita le operazioni di sanificazione della sala tra un evento e l'altro.

Inoltre nelle sale teatrali ho potuto osservare la più rigorosa osservanza delle regole in fatto di: misurazione della temperatura, raccolta dei nominativi, utilizzo della mascherina, distanziamento e fila all'ingresso in sala. Noi lavoratori dello spettacolo, seppur categoria fragile, abbiamo messo in campo il massimo sforzo cooperativo con le autorità al fine di contenere l'epidemia. Alla luce delle crescenti difficoltà e in virtù dell'unicità degli eventi teatrali, nonché della serietà e collaborazione che noi operatori abbiamo dimostrato sia come parte attiva e produttiva, sia quando ci troviamo ad essere noi stessi spettatori, chiediamo che vengano valutate e adottate misure urgenti per salvare il settore da una crisi senza precedenti. Noi mettiamo il nostro sudore e il nostro sacrificio, alla politica chiediamo di non operare divieti indifferenziati ma di valutare delle norme specifiche per settori specifici. 

Pertanto chiediamo non solo che vengano innalzati i limiti all'ingresso in sala, ma che vengano valutate norme e obblighi specifici che non compromettano la gestione ma facilitino tracciamento e contenimento dell'epidemia.

Fermo restando l'obbligo della mascherina, della misurazione della temperatura e dell'igienizzazione delle mani all'ingresso, chiediamo e mettiamo sul tavolo della discussione:

 Innalzamento dei limiti al fino al 70/80% della capienza massima:

1) incondizionatamente per tutte le sale sotto i 200 posti;

2) per le sale oltre i 200 posti che adottino le seguenti misure:

  • interruzione del servizio di guardaroba per evitare assembramenti;
  • biglietti elettronici e prenotazioni online per evitare contatto col personale di sala (in larga misura questo già avviene); 
  • spettacoli privi di intervallo e/o limitata durata degli intervalli senza allontanamento del pubblico;
  • spettacoli che rientrino in un certo limite di durata;
  • ingressi scaglionati in gruppi per l'entrata e differenziati per settore;
  • uscita ordinata con il personale di sala che provvede a far uscire ordinatamente il pubblico una fila per volta;

Crediamo dunque che qualora vengano rispettati questi accorgimenti e si limitino le possibilità di contatto, la semplice vicinanza in sala non possa costituire da sola attività ad alto rischio, essendo la fruizione immobile, temporanea e priva di contatto. 

Abbiamo bisogno di interventi mirati, di autentiche soluzioni e per soluzioni intendiamo sedersi ad un tavolo con le parti, capire specificità e criticità di ogni attività e dare delle regole specifiche che permettano il regolare svolgimento in sicurezza, per limitare non solo i danni sanitari, ma anche quelli economici.

Siamo coscienti dell'enorme sforzo che le autorità stanno portando avanti per affrontare questa emergenza, ma al tempo stesso conosciamo il nostro lavoro. Al mondo politico chiediamo coraggio e scelte non unilaterali.  FIRMA LA PETIZIONE > QUI

Nasce "EQUAL" Il portale italiano di diritto antidiscriminatorio

Nel 2018, l’Ateneo di Udine ha investito nell’innovazione didattica promuovendo “un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento” per tutte e tutti (ONU, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, obiettivo n. 4). EQUAL è uno dei risultati di quegli investimenti. 

L’idea di costruire un portale internet è nata a margine di alcuni progetti sviluppati sia nell’ambito del Tavolo per l’innovazione didattica (TID), sia nell’ambito del Piano Strategico di Dipartimento (PSD) del Dipartimento di scienze giuridiche (DiSG) dell’Università degli studi di Udine. 

Ideare EQUAL è stata la naturale evoluzione di un percorso di ricerca interdisciplinare che condividiamo da tempo, il cui focus principale è il diritto antidiscriminatorio. 

Proprio l’approccio interdisciplinare ha reso possibile il coinvolgimento di un gruppo di ricerca più largo e composito, da qualche anno attivo presso il DiSG di Udine, denominato Laboratorio lavoro, guidato da Marina Brollo. 

Il portale ha due principali finalità: far circolare notizie, documenti, ricerche, anche non strettamente giuridiche, sulla lotta alle discriminazioni; sollecitare i nostri studenti, in particolar modo quelli che animano la Clinica legale di diritto antidiscriminatorio, a produrre ricerche e scritti sul diritto antidiscriminatorio. 

L’obiettivo è creare consapevolezza critica negli studenti dei corsi di laurea triennale, di laurea magistrale, di dottorato di ricerca e di master, che afferiscono al DiSG, nonché nei professionisti e negli operatori del diritto e dell’economia circa l’esistenza delle diseguaglianze, ma soprattutto circa gli strumenti giuridici per il loro superamento. 

EQUAL è stato concepito come ausilio per la didattica innovativa, come spazio per la condivisione di idee e la diffusione della ricerca e come strumento per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della società in cui viviamo. 

TUTTE LE INFO SUL SITO EQUAL >>> www.dirittoantidiscriminatorio.it

Abbiamo creato EQUAL come uno mezzo per la formazione, la ricerca e il trasferimento della conoscenza, convinti che questi tre obiettivi possano contaminarsi e rafforzarsi reciprocamente se perseguiti in maniera unitaria. 

L’auspicio è che EQUAL possa divenire un luogo aperto di confronto, pronto a ospitare i contributi di tutte le persone che in Italia e all’estero sono interessate ai temi dell’uguaglianza, dell’inclusione, della sostenibilità, dell’innovazione e della giustizia sociale.

fonte:  www.dirittoantidiscriminatorio.it

mercoledì 7 ottobre 2020

Torino il 35° "Lovers Film Festival" > Fra gli ospiti del più antico festival LGBTQI d’Europa: Luca Tommassini

L’immagine 2020 progettata e donata al Festival da: Leo Ortolani
Un nuovo premio del Torino Pride

Il Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi LGBTQI (lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) diretto da Vladimir Luxuria, che si svolgerà interamente dal vivo dal 22 al 25 ottobre 2020 a Torino presso il Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema, può contare su un nuovo visual d’artista, su un nuovo premio e sulla partecipazione di numerosi ospiti d’eccezione fra cui Luca Tommassini.

Leo Ortolani per il Lovers Film festival

È Leo Ortolani, celebre fumettista italiano, ad aver creato e donato al festival l’immagine guida 2020 in occasione del trentacinquesimo compleanno (cfr. file allegato). Ispirata alla Dolce Vita felliniana, è una ricostruzione iconica della mitologia LGBTQ con tutti i suoi più caratteristici elementi fondanti. Al centro, Cinzia, la protagonista biondo platino che fa il bagno nella fontana: iconica e immaginifica trasposizione trans di Anita Ekberg.

Leo Ortolani è un fumettista molto noto per la serie Rat-Man tutt'ora prodotta da Panini Comics. Nel 1990 Leo Ortolani, per Le sconvolgenti origini del Rat-Man, ha vinto il premio come migliore sceneggiatore esordiente al Lucca Comics. Nel 2006 RatMan approda in televisione, con i cartoni animati trasmessi da Rai Due. Nel 2011 l’autore stampa il suo primo libro, Due figlie e altri animali feroci a cui seguono numerosissimi lavori. Tra le sue pubblicazioni si ricorda: Luna 2069 (Feltrinelli Comics, 2019); Andrà tutto bene (Feltrinelli, 2020) e Dinosauri che ce l'hanno fatta (Laterza, 2020). Dal libro Cinzia è stata realizzata una riduzione teatrale, Io sono cinzia, per la regia di Nicola Zavagli, applauditissima al Teatro del Giglio di Lucca durante Lucca Comics 2019.

Luca Tomassini ospite di Lovers

Il Lovers Film Festival può contare su molte presenze d’eccezione fra cui il ballerino, attore, coreografo, regista e direttore artistico Luca Tommassini che il 24 ottobre alle 22,30 (Sala Cabiria) sarà protagonista del talk con Vladimir Luxuria Una vita in movimento durante il quale sarà ripercorsa la sua carriera di successo internazionale da ballerino e coreografo attraverso i suoi video e film.

Luca Tommassini, volto televisivo molto amato, ha lavorato fra gli altri e le altre con Prince, Michael Jackson, Madonna, Bjork, Whitney Houston, Kylie Minogue, Ricky Martin, Jamiroquai, Robbie Williams, Beyoncé, Johnny Depp e Angelina Jolie e ha recentemente dato il proprio contributo coreografico all’ultimo film di Ferzan Ozpetek, La Dea Fortuna.

Sempre in Sala Cabiria, l’appuntamento sarà preceduto, alle 21, dalla proiezione fuori concorso di And then we danced di Levan Akin (Francia, 2019) che narra il rigido, conservatore e omofobo mondo della danza tradizionale georgiana. Molto apprezzato alla Quinzaine des Réalisateurs durante la settantaduesima edizione del Festival di Cannes e candidato dalla Svezia agli Oscar 2020, è il racconto di un percorso di formazione, di accettazione e consapevolezza, sullo sfondo di una società conservatrice e patriarcale.

Il premio del Torino Pride

Alle 3 sezioni competitive del festival – All The Lovers, Concorso Internazionale Lungometraggi; Real Lovers, Concorso Internazionale Documentari; Future Lovers, Concorso Internazionale Cortometraggi – e al premio speciale dedicato a Giò Stajano che Lovers, da un’idea dello scrittore Willy Vaira e di Claudio Carossa, dedica alla memoria di Giò Stajano, si aggiunge il premio Torino Pride che verrà assegnato al film in concorso e fuori concorso giudicato più efficace nell’affrontare i temi dell’attivismo e/o dell’autodeterminazione. Il premio in denaro fortemente voluto dal Coordinamento Torino Pride – la realtà che riunisce le associazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender del Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto delle differenze e che da anni fa parte di  Ilga Europe – nasce per sancire il ruolo cardine che ha il cinema nella lotta per i diritti.

Il Lovers Film Festival dal 2005 è integrato nel Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT, della Regione Piemonte e del Comune di Torino

 

L'iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino. www.torinocittadelcinema2020.it

fonte:  Lovers Film Festival ufficio stampa: con.testi – Torino & Roma

In libreria "Il pollo di mezzanotte" di Ella Risberidger

Un libro che è prima di tutto un manifesto di momenti per i quali vale la pena vivere. Guido Tommasi pubblica un libro di ricette pieno di speranza, per tornare a osservare il mondo con occhi innamorati

Lei è Ella Risbridger e The Times l’ha definita “la nuova scrittrice di libri di cucina più talentuosa della sua generazione”.

Ma che cos’è il talento per chi scrive libri di cucina?
Ricette infallibili, scritte benissimo?
Immagini accattivanti per semplici piatti?

Sfogliandolo si trovano piatti talmente invitanti che sarete colti da un’irrefrenabile voglia di provare le sue ricette. Il suo è un tipo di cucina che probabilmente riesce meglio se potrete contare su una bottiglia di vino aperta e un boccone di pane per fare la scarpetta. Se però decidete di mettervi comodi e di leggere questo libro sorseggiando una tazza di tè (o un bicchiere di quel vino di cui sopra), scoprirete che è anche e soprattutto un elenco di cose per cui vale la pena vivere – un manifesto di momenti per i quali vale la pena vivere. Insomma, un libro di ricette per tornare a osservare il mondo con occhi innamorati.

“Era stato un giorno complicato, per motivi complicati, ed ero in lacrime. Erano giorni che non mangiavo seriamente, e non ero quasi mai nemmeno stata a casa. Ero stufa di caffè doppi sciropposi al posto della cena, ed ero lì che piangevo sul pavimento della cucina: quel genere di pianto che ti fa venire il sospetto che potresti perfino morirci.

In qualche modo sono riuscita a recuperare mezza pastiglia di Valium dai detriti dell’armadietto delle medicine, e poi, miracolo dei miracoli, una scatola di zuppa di pomodoro dal caos della dispensa della cucina. E ho preso il Valium, ho scaldato la zuppa, lentamente, su fuoco basso, l’ho versata in una mug e l’ho portata a letto con un pezzo di pane raffermo, tostato e carico di burro. Erano le due del mattino, stavo mangiando una zuppa a letto e mi sentivo meglio.

E così, più o meno, è come mi sento sempre per pane e zuppa. Nessuna cucina di alto livello ha mai risollevato la tristezza la metà di una ciotola colma di zuppa di zucca e di un buon pane con un buon burro. Ormai non è più molto di moda amare il pane. È un bene che io non sia mai riuscita a essere alla moda, perché il pane l’ho sempre amato: lo amo follemente e incondizionatamente. A volte credo che non ci sia nessun pasto, non importa quanto pensato, bello o buono che scambierei con una fetta di pane spalmata di burro o con la parte finale di una pagnotta fresca appena sfornata”.

fonte: di     www.linkiesta.it