Visualizzazione post con etichetta festival del cinema LGBTQI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festival del cinema LGBTQI. Mostra tutti i post

lunedì 25 novembre 2024

Firenze: la ventiduesima edizione del Florence Queer Festival BENVENUT* A CASA! dal 27 novembre al 1 dicembre, al Cinema La Compagnia,

La ventiduesima edizione del Florence Queer Festival quest’anno ha luogo in concomitanza con alcune delle ricorrenze più sentite dalla nostra comunità: il Trans Day of Remembrance, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Giornata mondiale contro l’AIDS. Queste celebrazioni, quando non strumentalizzate o avvertite come fini a se stesse, ci aiutano a ricordare, a ritrovarsi nelle piazze, a dare fiato alla rabbia, alle rivendicazioni, alla memoria.

Per noi che abbiamo lavorato alla programmazione di questa edizione del festival, sono servite a darci una direzione, sono state la linea rossa sulla quale costruire una narrazione, che se da un lato guarda ad una produzione cinematografica di estrema qualità, dall’altro non può esimersi da presentare un carattere militante. I ventitré film che presentiamo in questa edizione spaziano tra i generi e tra le narrazioni, dando luogo ad una composita rappresentazione della comunità queer.

Iniziamo e terminiamo la nostra rassegna con una doppia riflessione sull’AIDS: la première di Vivre, Mourir, renaître (Vivere, morire, vivere ancora) – alla presenza del regista Gaël Morel – , e il documentario fuori concorso su Jürgen Baldiga, fotografo queer della Berlino anni ‘80, Baldiga – Unlocked Heart. La pellicola ricostruisce attraverso diari, poesie, immagini e i ricordi dei suoi compagni, un ritratto sfaccettato dell’artista, inteso non solo come fotografo pioniere, ma anche come attivista per l’AIDS, impegnato nella lotta contro la stigmatizzazione degli stili di vita gay. Al documentario seguirà una conversazione con il regista Markus Stein in collaborazione con l’Istituto Europeo di Firenze.

Guardare alla storia ci serve anche per confrontarsi con una contemporaneità nella quale lo stigma sulle persone sieropositive è ancora presente, dandoci la possibilità di immaginare una nuova e alternativa realtà. Daphne Bohémien, attivista e drag queer performer, autric* del libro Trauma. La mia storia di rinascita Queer, sarà durante il festival una presenza continua: una sorta di compagna di viaggio che oltre ad introdurre il festival, presenterà il documentario, Daphne: un racconto sulla sua vita di persona trans e HIV+, tra la paura di non appartenere a nessuna realtà e l’accettazione di sé.

La visibilità trans e l’omolesbotransfobia della società contemporanea sono tematiche che attraversano molte delle attività proposte dal festival: dalla presentazione del documentario sperimentale Desire Lines, alla matineé per le scuole incentrato sulla serie Prisma, condotto dai responsabili dei progetti educativi dell’Associazione Ireos e Lanterne Magiche, all’incontro con Valentina Petrillo, prima atleta transgender ad aver partecipato alle Paraolimpiadi, che ci racconterà la sua storia e la sua lotta per essere riconosciuta nel documentario 5 nanomoli.

Anche per questa edizione continuano le collaborazioni con le realtà formative del territorio: oltre a quella ormai storica con lo IED – Istituto Europeo di Design, quest’anno si aggiunge quella con l’Accademia di Belle Arti e con l’Istituto Europeo di Firenze: un modo per il festival per uscire dai propri spazi, coinvolgere diverse soggettività, fare comunità.

Chiude questa edizione del festival il film Photo Booth, un’opera surreale che ci racconta l’attivismo del queer BDS (boicottaggio, disinvestimenti, sanzioni) come movimento globale guidato dai palestinesi. A più di anno dall’inizio dell’ultima guerra a Gaza, denunciare il genocidio in corso ad opera di Israele ci pare un atto necessario: come persone queer che lottano per una giustizia globale, per i diritti delle minoranze, contro il razzismo e lo sfruttamento, affermiamo con forza che non ci può essere orgoglio nel genocidio.

giovedì 6 ottobre 2022

XX edizione del "Florence Queer Festival" al Cinema La Compagnia di Firenze. Da martedì 11 a domenica 16 ottobre

Florence Queer Festival presenta la sua ventesima edizione. 

Da martedì 11 a domenica 16 ottobre 2022 torna al Cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50r) con la sua ricca programmazione culturale che si snoda tra cinematografia internazionale a tematica LGBTQIA+, mostre, incontri ed eventi, sotto la Direzione Artistica di Bruno Casini e Barbara Caponi. 

Bruno Casini: "Scocca la scintilla del ventennale del Florence Queer Festival a Firenze. Venti anni di avventure culturali, di cinema, passioni, progetti e vite vissute. Dalla prima edizione quasi “carbonara” al Teatro Puccini a Firenze fino alle ultime edizioni affollate e ricche di eventi culturali al Cinema La Compagnia. Non solo cinema ma anche editoria, mostre, happening, musica, incontri: un viaggio coloratissimo che ci ha accompa-gnato fino ad oggi. Un enorme ringraziamento va al nostro meraviglioso pubblico che ci segue con affezione, dolcezza e sintonia. Un pubblico che ha sempre voluto stare accanto a noi divertendosi ma anche riflettendo sulle tante problematiche che affollano questa nostra società postmoderna. In questo grande viaggio nel mon-do della “cultura Queer” abbiamo sempre voluto mettere insieme intrattenimento, riflessione e coinvolgimento nelle nostre scelte editoriali e cinematografiche, adot-tando un messaggio ben preciso. Andiamo avanti nel nostro percorso in mezzo a tante difficoltà anche per questa ragione: il nostro festival è se vogliamo un piccolo Pride che per una settimana sveglia ed anima questa città e non solo. Vi aspettiamo!"

Barbara Caponi: "Ricordo la prima volta che sono entrata nella sede di Ireos, balbettando qualcosa del tipo “passavo di qui e ho pensato di fermarmi per chiedere cosa fate”... Uscii con la borsa piena di volantini e di programmi del Florence Queer Festival, emozionata e felice di aver varcato quella soglia e di aver incontrato qualcun* che mi somigliava. Questo 2022 per noi è un anno speciale, un anno celebrativo con due traguardi im-portanti come i 25 anni di Ireos e le 20 edizioni di Florence Queer Festival.
Tante le persone come me che sono arrivatə nella nostra associazione, hanno portato nuove idee e punti di vista diversi, si sono incuriositə appassionatə, hanno contribuito a mantenere attivi i numerosi servizi e progetti di Ireos, uno tra tutti il Florence Queer Festival, la “nostra” settimana di cinema. Una 6 giorni fatta di storie che raccontano di noi, le nostre vite, uno spazio dove poter dar voce alle nostre molteplici identità, dove è importante poter costruire reti e collaborazioni e dove la voglia di stare insieme e di incontrarsi ancora oggi dà senso a quello che facciamo. Quindi tenetevi liberə nei giorni tra l’11 ed 16 ottobre e venite a trovarci al cinema La Compagnia, vi aspettiamo!"

20 ANNI DI STORIE A COLORI
La programmazione di quest’anno è stata immaginata a partire da tre concetti: in-novazione, partecipazione e contemporaneità.
Nell’anno del ventennale il Florence Queer Festival celebra la propria storia e si dà uno slancio per il futuro, inaugurando nuove collaborazioni, nuove sezioni e nuovi premi: la categoria animazione, unica nel panorama dei festival LGBTQ italiani; il premio Pride, che dà risalto all’attivismo locale e internazionale; la collaborazione con le piattaforme di streaming come Netflix e STARZPLAY, senza distinzioni tra pic-colo e grande schermo. 

Uno sforzo di allargare il nostro sguardo a quanti più formati,pubblici e linguaggi possibile, per andare oltre gli sche(r)mi. Il tutto con una serie di importanti anteprime nazionali e eventi collaterali, come la nuova area baby a cura di Famiglie Arcobaleno, che invitano a sperimentare lo spazio del cinema nel modo più vivo e plastico possibile: un modo anche per riappropriarsi di un’esperienza col-lettiva che per la comunità queer è sempre stata centrale. Ma ciò che più ci rende orgogliosi è aver creato un festival che, sopra ogni altra cosa, sa leggere il presente. Pochi strumenti come il queer sono in grado di decodificare ciò che ci circonda, ed è per questo che il nostro festival attraversa in maniera inter- sezionale tutti gli eventi e gli argomenti che più hanno segnato gli ultimi anni: dalla pandemia alla guerra in Ucraina a Black Lives Matter. Non in un artificioso sforzo di barrare ogni casella, ma sempre con l’occhio attento di chi ama il cinema e raccoglie la visione dei propri volontar*.
Un percorso cinematografico cangiante e multiforme, rispecchiato nel flusso arco-baleno del nostro poster; il simbolo di un’identità in costante movimento, che evolve grazie alla forza dei propri desideri.

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE A FIRENZE
A gestire e animare la rassegna è Ireos Comunità Queer Autogestita, Associazione di volontariato attiva sui temi della cultura, della salute e del benessere della po-polazione queer fiorentina e toscana. Nata nel 1997, Ireos festeggia i primi 25 anni insieme al ventennale del suo Florence Queer Festival, un traguardo che trova le fondamenta più solide nella voce dei suoi volontar*. 

COMUNICATO PORTALE GIOVANI FIRENZE > QUI

PROGRAMMA > QUI  versione > PDF

Per ulteriori informazioni:

www.florencequeerfestival.it - www.facebook.com/FQF.Firenze - info@florencequeerfestival.it

Direzione: Bruno Casini, Barbara Caponi
Coordinamento:
Giacomo Brotto, Gaia Dedola
Segreteria:
Sofia Carandini
Responsabile selezione:
Valentina Ferrari
Comunicazione:
Alice Marrani e Elisabetta Vagaggini (Stampa); Giulia Del Sere (SMM)
Coordinamento sottotitoli:
Giulia Bozza

Ringraziamenti: Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, Cinema La Compa-gnia, Comune di Firenze, Festival dei Diritti, Rete Ready, Baker Hughes, Nosotras, Terra di tutti Film Festival, COSPE onlus, Berberé Pizzerie, Music Pool, IED Istituto Europeo di Firenze, Lanterne  Magiche, TheSign - Comics & Arts Academy, Netflix, Famiglie Arcobaleno, Spazio Co-Stanza, STARZPLAY, Federico Sacchi, Firenze Jazz Festival, Chore-os, Comitato Toscana Pride, ass. Il Giardino dei Ciliegi, Sentiero Film Factory, Erika Lust Films, The Shade, Writing Monkeys. I volontari e le volontarie di Ireos, tutto lo staff del Cinema La Compagnia, il coordina-mento dei festival italiani di cinema LGTBQ.

fonte: www.florencequeerfestival.it

martedì 27 luglio 2021

Giovedì 29 luglio, si terrà l'ultimo appuntamento della rassegna cinema, (ingresso libero) curata dal Florence Queer Festival, nel cortile dello Student di Firenze.

The Student Hotel Florence e il Florence Queer Festival presentano un calendario di proiezioni, presentazioni e djset open air a tema LGBTQI+ nella corte arcobaleno dell'albergo realizzata in occasione del #PrideMonth dal collettivo di street artist carrarese A m’l rum da me e dal duo di designer Studio Sofa. 

La rassegna apre uno spiraglio su mondi tutti da scoprire, pieni di musica,colori e desiderio di rivoluzione, dal tributo a Paolo Nieri dell'Anatrà, uno dei pionieri del calcio gay-friendly in Italia, al documentario di Gabriella Romano sulla vita di Lucy, unica transessuale sopravvissuta in Italia ai campi di sterminio. 

The Student Hotel Florence Lavagnini e Florence Queer Festival lanciano la
rassegna estiva Florence Queer Summer che si terrà nella corte interna della
struttura fino al 30 Luglio con presentazioni, proiezioni, musica e Street Art. 

A introdurre la proiezione saranno i registi stessi.
L'ingresso è libero ma la capienza è limitata.
The Student Hotel Florence Lavagnini si trova in Viale Spartaco Lavagnini 70-72, 50129 Firenze.

"Essere Lucy" (documentario, 1h 09 min.) di Gabriella Romano

Con il contributo di:

Arcigay - Il Cassero e Comitato Pride Bologna 2008, Arcigay Milano – C.I.G. - Fondazione Museo della Shoah, Roma, SPI - CGIL Emilia Romagna, SPI - CGIL Roma e Lazio Regione Lazio
SPI – CGIL Torino, CGIL – Camera del Lavoro di Torino. 

Il Comitato Patrocinatore del progetto è composto da: Assessorato Cultura del Comune di Bologna, Assessorato Pari Opportunità del Comune di Bologna, Assessorato Cultura della Provincia di Bologna

Cineteca di Bologna, Istituto Gramsci, Istituto Studi Storici Ferruccio Parri Emilia Romagna, IS.RE.BO. (Istituto Studi Storici sulla Resistenza della Provincia di Bologna)

M.I.T. (Movimento Identità Transessuale)

On. Katia Zanotti

Sinossi
Lucy può narrare quasi tutto il ventesimo secolo partendo da un punto di vista decisamente inascoltato: il suo racconto è la preziosa e unica testimonianza della vita di una transessuale che ha vissuto i momenti più drammatici e dolorosi del Novecento, come la guerra e il campo di concentramento, la sua è una delle pochissime voci che ricordano la condizione degli omosessuali durante il fascismo in Italia.
Luciano, classe 1924, è stato consapevole della propria “diversità” sin da piccolo ed ha vissuto in prima persona le ipocrisie della morale e della propaganda fascista nel suo paese d’origine, in Piemonte. Sulla fine degli Anni Trenta la famiglia si trasferisce a Bologna e qui vive la propria adolescenza, i primi amori, la consapevolezza sempre più chiara di essere attratto dagli uomini e proprio qui entra in contatto con il circuito gay bolognese, che nonostante la repressione del regime, ha una discreta libertà di movimento e visibilità. 

Poi è chiamato alle armi, parte soldato nel 1943: dopo l’8 settembre diserta.
Viene catturato e, costretto a scegliere tra l’esercito repubblichino e quello tedesco, sceglie quello tedesco per sfuggire alle ritorsioni. Scappa di nuovo, torna a Bologna dove vive di espedienti: sorpreso dalla polizia in una stanza d’albergo insieme ad un ufficiale tedesco, viene mandato in campo di lavoro e, dopo un tentativo di evasione, a Dachau, dove resterà fino alla liberazione, nel 1945, con il triangolo rosso in quanto disertore. Da questa esperienza indelebile e traumatizzante Luciano esce anche con una rinnovata, disperata voglia di vivere, di recuperare il tempo e l’energia che hanno tentato di rubargli.

Il ritorno in Italia per lui, però, non coincide con i festeggiamenti riservati ai suoi compagni di sventura: un ragazzo che ama gli abiti femminili, si trucca ed è stato un disertore non è un figlio di cui andare fieri, specialmente a quei tempi. Luciano decide perciò di cambiare aria e si trasferisce prima a Roma, dove ha una breve esperienza lavorativa come ballerino nel teatro di rivista, e poi a Torino dove fa il tappezziere e l’arredatore. 

Ormai è sempre più Lucy che Luciano e a Torino respira aria nuova: stanno arrivando gli Anni Sessanta, Lucy frequenta sempre più assiduamente il giro trans torinese, i locali notturni. Nella Torino del boom economico, del Fuori!, del movimento femminista e studentesco, tra feste, viaggi a Parigi, amori e tresche arrivano gli Anni Ottanta e il ritorno a Bologna.

Il documentario è un viaggio a ritroso nei luoghi più significativi della vita della protagonista: Torino, Fossano, Dachau e Bologna. Si tratta di un racconto più che di un’intervista. Partendo dalla visita al campo di concentramento di Dachau, in occasione del 65esimo anniversario della liberazione del campo, questo viaggio risveglia antichi ricordi e consente di fare paragoni tra il presente ed il passato. Alle varie parti di dialogo è affiancato materiale di repertorio fotografico e cinematografico per illustrare i giorni e gli eventi rievocati e per inserire la vicenda personale nel suo contesto storico. La voce di Lucy sulle immagini della “Storia Ufficiale” crea un interessante contrasto e fa da controcanto, con il suo essere sì, sempre al centro degli eventi, ma conservando un suo punto di vista molto particolare.

Prossimi eventi:

29 Luglio ORE 21
"Nietta’s Diary" + "Lucy" Doppia proiezione di Gabriella Romano
“Nietta’s Diary” Il documentario “Nietta’s Diary” è liberamente tratto dai diari di Antonietta-Nietta Aprà, la storica italiana dell'arte che visse ed operò tra Milano e due paesini del Piemonte, Sciolze e Cinzano. Nelle centinaia di pagine vergate a mano la donna narrò il suo quarantennale amore per Linda Mazzuccato, da lei soprannominata Flafi. La Romano mostra la vita quotidiana di due donne che si amarono in
silenzio.

“Essere Lucy”
Lucy può narrare quasi tutto il ventesimo secolo partendo da un punto di vista decisamente inascoltato: il suo racconto è la preziosa e unica testimonianza della vita di una transessuale che ha vissuto i momenti più drammatici e dolorosi del Novecento, come la guerra e il campo di concentramento,la sua è una delle pochissime voci che ricordano la condizione degli omosessuali durante il fascismo in Italia.
il 30 Luglio al The Student Hotel Florence

30 Luglio
ORE 21
Videoqueer: Serata di Cortometraggi a cura del Florence Queer Festival

fonte: Ufficio Stampa. Florence Queer Festival

lunedì 14 giugno 2021

A Torino il 36° Lovers Film Festival. Al Cinema Massimo dal 17 al 20 giugno 2021

Il più antico festival sui temi LGBTQI d’Europa e terzo nel mondo diretto da Vladimir Luxuria, giunge alla 36° edizione.  A Torino, dal 17 al 20 giugno 2021, Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema)

Sandra Milo, Malika Ayane, Dori Ghezzi, Federica Sciarelli, Vincenzo De Lucia, Costantino della Gherardesca e Alessandro Zan ospiti d’eccezione

Il Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi LGBTQI (lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) si svolgerà interamente in presenza dal 17 al 20 giugno 2021 presso il Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Fondata da Giovanni Minerba e Ottavio Mai, dallo scorso anno la storica rassegna è diretta da Vladimir Luxuria. La celebre attivista, scrittrice, personaggio televisivo, attrice, cantante e drammaturga è affiancata da Angelo Acerbi, responsabile della selezione e dai selezionatori Elsi Perino e Alessandro Uccelli.

Gli ospiti

La manifestazione, come ogni anno, può contare su un ricco parterre di ospiti. Ad inaugurare il festival, giovedì sera in Mole Antonelliana (ingresso su prenotazione e a inviti), l’icona del cinema Sandra Milo che dialogherà con Vladimir Luxuria. Lovers, per coloro che non potranno seguire l’evento dal vivo, renderà disponibile il video della serata sul proprio canale YouTube il giorno successivo.

Venerdì sera, alle 22.15, in sala Cabiria, interverrà Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, la celebre fumettista che ha creato l’immagine guida di quest’anno del festival.

Sabato 19 giugno, alle 15.15, sempre in sala Cabiria, la giornalista e conduttrice di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli sarà protagonista del talk con Vladimir Luxuria sul caso di Luigi Cerreto e Alessandro Sabatino.

Sempre sabato e sempre in sala Cabiria, ma alle 20, Dori Ghezzi, cantante e storica compagna di vita di Fabrizio De Andrè sarà protagonista di un focus con punto di partenza il famoso pezzo del cantautore genovese Princesa.

Domenica alle 20.00 in sala Cabiria, l’attesa ospite musicale sarà Malika Ayane una delle cantautrici italiane più celebri sulla scena musicale internazionale.

L’attore comico Vincenzo De Lucia sarà, invece, protagonista sul palco di Lovers tutte le sere, da giovedì 17 giugno (ore 20.45, sala Cabiria) a domenica 20 giugno, alle 20.00 (sala Cabiria) durante la closing night.

Sarà ospite di Lovers anche Malika Chalhy, la ventiduenne recentemente cacciata da casa perché lesbica (domenica 20, ore 16.45, sala Rondolino).

I premi

Il festival ha 3 sezioni competitive: All The Lovers, concorso internazionale lungometraggi; Real Lovers, concorso internazionale documentari e Future Lovers, concorso internazionale cortometraggi. Le tre giurie sono presiedute e coordinate rispettivamente da: Costantino della Gherardesca, Adele Tulli e Francesco Foschini.

Una giuria di giovani studenti assegnerà poi il premio Young Lovers scegliendo un film del Concorso Internazionale Lungometraggi. Verranno anche assegnati il premio speciale dedicato a Giò Stajano che Lovers, da un’idea dello scrittore Willy Vaira e di Claudio Carossa, dedica alla memoria di Giò Stajano e il premio Torino Pride che verrà assegnato al film giudicato più efficace nell’esprimere il passaggio di senso tra generazione diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie. Novità 2021 il premio TikTok Lovers. Con l’hashtag #ilmiofilmarcobaleno ogni membro della comunità del social potrà partecipare alla selezione del migliore filmato sul social dedicato al cinema LGBTQI. I tre migliori corti saranno proiettati al Festival nella serata di apertura e il vincitore verrà premiato, anche in diretta sul social. Quest’anno, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, Lovers assegnerà anche il premio Riflessi nel buio, dedicato a registi di film a tematica LGBTQI+ che lavorino o abbiano lavorato in un Paese a forte rischio di discriminazione, o – nei casi peggiori – di incarcerazione, tortura o morte. A venire insignito del riconoscimento sarà il documentario bosniaco Let There Be Colour.

I temi

Vladimir Luxuria, insieme al responsabile della selezione Angelo Acerbi e ai selezionatori Elsi Perino e Alessandro Uccelli, hanno selezionato pellicole che affrontano temi di attualità nodali per la comunità LGBTQI e per i suoi alleati come i rapporti con la famiglia, l’omofobia, i ricordi del passato, la militanza, la scoperta e l’accettazione di sé e l’amore.

Mai come quest’anno la programmazione è caratterizzata da titoli che mettono al centro della narrazione la componente identitaria, di comunità e nuovi linguaggi di ricerca autoriale.

I documentari selezionati delineano in maniera netta l’attualità delle istanze della collettività LGBTQI+, ma anche i punti nevralgici in cui la richiesta di diritti, di riconoscimento e di visibilità diventano convergenze di lotte e intenti.

Fumetti Brutti per il Lovers Film festival

È Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, fra le più celebri fumettiste e attiviste d’Italia, ad aver creato e donato al festival l’immagine 2021.

“Ho disegnato il manifesto pensando alla mia adolescenza e a quanto sarebbe stata significativa un’immagine come questa, che ribadisce l’importanza dell’accettare corpi diversi. Mi sono ispirata al film “Io ballo da sola”, in cui la protagonista passa all’età adulta consapevolmente e fiera di sé stessa, mettendo però al centro una ragazza transgender non operata che prende confidenza con la sua meravigliosa diversità contro l’omologazione di una società eteronormata” commenta l’artista.

Vladimir Luxuria

Per il secondo anno, la storica rassegna è diretta da Vladimir Luxuria, attivista, scrittrice, personaggio televisivo, attrice, cantante e drammaturga, celebre anche per la sua attività politica.

Luxuria commenta così questa nuova edizione: “Lovers è il festival della rinascita e dell’ottimismo. Tutto in presenza. I diritti e la cultura non vanno in lockdown e noi vorremmo che dopo la riapertura delle sale potessimo assistere alla riapertura delle menti.

Sono anche davvero orgogliosa che Yole di Fumettibrutti abbia scelto di donarci una sua creazione perché, a mio avviso, rispecchia perfettamente i nostri tempi e il nostro festival che è una rassegna positiva e solare come il giallo scelto per l’immagine. Il colore del sole, di chi vuole vivere alla luce del sole e di chi rinasce dopo un lungo periodo di lockdown. Lovers è, però, anche un festival di introspezione che tocca temi scottanti come la violenza o l’omofobia e per questo l’immagine scelta credo lo rappresenti davvero al meglio”.

I film

40 titoli tra lungometraggi, documentari e cortometraggi in concorso e fuori concorso provenienti da tutto il mondo, di cui 32 anteprime nazionali. Fra i Paesi rappresentati: Stati Uniti, Francia, Cipro, Finlandia, Serbia, Ungheria, Israele e Brasile.

Il film di chiusura del festival sarà Sublet di Eytan Fox, il regista israeliano celebre per Yossi e Yagger e The Bubble. Veterano del festival subalpino propone quest’anno al pubblico di Lovers un film dolce e amaro che narra la storia di un giornalista che a Tel Aviv scopre la città e sé stesso grazie all’incontro con un giovane del luogo. Questo incontro darà ad entrambi una nuova prospettiva e una nuova visione del passato e del futuro.

Fra i film fuori concorso: Petite Fille di Sebastien Lifshitz, autore dell’acclamato Quasi Niente (Presque Rien) e di La Traversée. Petite Fille, accorato e struggente, narra le traversie di una bambina transgender, e della sua famiglia che combatte per farla accettare e riconoscere dalla società. Una storia di amore assoluto, totale, inamovibile e invincibile di una madre e di una famiglia.

Il Lovers Film Festival dal 2005 è integrato nel Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiC, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.

fonte:  www.loversff.com

martedì 13 ottobre 2020

Firenze: Parte stasera la XVII Edizione del Florence Queer Festival 2020 #SUPERA LE DISTANZE, dal 13 al 18 ottobre

Dal 13 al 18 ottobre 2020, torna a Firenze il Florence Queer Festival, con la sua ricca programmazione culturale, tra cinema internazionale a tematica LGBTQ, mostre, incontri ed eventi. 

Per questa XVIII edizione il festival, diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci, si presenta in una veste inedita, con un format che affianca alle consuete proiezioni in sala al Cinema La Compagnia di Firenze quelle online, nella sala virtuale Più Compagnia www.cinemalacompagnia.it

 

Il programma virtuale si estende inoltre alle presentazioni di libri e ai dibattiti, con la sezione Queer focus online. Con la scelta di rendere i contenuti di questa edizione accessibili anche sul web, il festival si propone di superare le distanze e creare un’importante occasione di partecipazione, lanciando l'hastag #superaledistanze.

Tra gli eventi collaterali del Festival ci saranno due mostre: SuperWomen, di Lediesis, in collaborazione con MUS.E Firenze e il Festival dei Diritti del Comune di Firenze e Supera le distanze, realizzata in collaborazione con IED – Istituto Europeo di Design di Firenze. Quest'ultima sarà visibile per tutta la durata del Festival nel foyer del Cinema La Compagnia e vedrà in esposizione i progetti degli studenti IED che hanno partecipato al contest per realizzare l’immagine 2020 del Festival (i dettagli nei comunicati dedicati alle mostre). Non mancheranno inoltre i dj set e il Dragqueen show al Twist Bistrot del Cinema La Compagnia e l’appuntamento con le stelle, a novembre, con il nuovo libro di Simon & the Stars.

Quest’anno il programma del festival include 17 film, di cui 11 in concorso, la sezione LGBTQ Senior Life con titoli che affrontano il tema dell’omosessualità nella terza età, il concorso per cortometraggi Videoqueer che mette in palio 1.000 euro per il vincitore. Da non perdere tre documentari fuori concorso: The Ballad of Genesis and Lady Jaye di Marie Loisier, che ritrae il performer, musicista e pioniere del gender-fluid Genesis P-Orridge (13 ottobre, ore 18.15, presenta il film Vittore Baroni, critico musicale), The Capote Tapes, di Ebs Burnough sull’ascesa e caduta dell’iconico scrittore gay Truman Capote (anteprima italiana, 18 ottobre ore 16.00) e Baci rubati, di Fabrizio Laurenti e Gabriella Romano, che attraverso lettere, diari e resoconti personali, racconta le esperienze degli italiani LGBTQ durante il fascismo (18 ottobre, ore 18.15 e online, alla presenza dei registi).

Serata di inaugurazione

Ad aprire il festival, martedì 13 ottobre alle 21.00 (anche online), sarà il film Il caso Braibanti, di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, che saranno presenti in sala insieme all’autore della colonna sonora, Pivio. Ricco di inediti assoluti, il documentario di Giardina e Palmese è dedicato alla figura di Aldo Braibanti, partigiano, poeta, drammaturgo, (“genio straordinario” secondo Carmelo Bene), ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto con l’accusa di aver plagiato il suo amante ventunenne. Il processo a Braibanti può essere definito come “un processo a Oscar Wilde con un secolo di ritardo”. Durante la serata il film riceverà il premio speciale del Florence Queer Festival, con la seguente motivazione:“Per aver scelto di raccontare e dare visibilità a una storia da non dimenticare, nel ricordo del valore indelebile di un poliedrico intellettuale italiano”.

Concorso lungometraggi

Sono 11 i titoli in concorso per il miglior film Florence Queer Festival 2020, opere che esplorano le diverse sfaccettature della cultura LGBTQ. Storie di coraggio, amore e arte.

Her Name is Bo, di Marion Vagner & Christophe Deborsu, la testimonianza di Bo van Spilbeeck, noto reporter televisivo belga con moglie e figli, che si è dichiarato transessuale all’età di 58 anni e ha deciso di filmare l'intero processo (15 ottobre, ore 16.30, prima italiana).

Presentato alla Berlinale 2020, Suk Suk, di Ray Yeung è la storia d’amore tra due anziani gay non dichiarati, ispirato al libro Oral Histories of Older Gay men in Hong Kong, del sociologo Travis Kong (14 ottobre ore 21.00, in sala e online).

Variações - Guardian Angel, di João Maia, un biopic dedicato a uno dei cantanti più importanti della storia della musica portoghese, António Variações (15 ottobre ore 18.15, prima italiana).

Ahead of the Curve, di Jen Rainin, la visibilità e la cultura lesbica, raccontate attraverso la nascita e la storia del celebre magazine Curve (15 ottobre ore 21 e online. Anteprima italiana). Im Stillen Laut, (A quiet distance), di Therese Koppe: Erika e Christine sono una coppia da più di 40 anni e oggi, all'età di 81 anni, ripercorrono un periodo turbolento della loro storia. Un film sull'amore e l'invecchiamento, l'autonomia e l'espressione artistica in spazi all'interno della DDR (17 ottobre ore 18.15. Anteprima italiana, alla presenza della regista).

Welcome to Chechnya, di David France, un documentario potente e illuminante sulla storia di un gruppo di attivisti che rischiano la vita per combattere le persecuzioni anti-LGBTQ nella repressiva Cecenia (14 ottobre ore 18.15).

Ellie & Abbie (& Ellie’s Dead Aunt), di Monica Zanetti racconta la storia della giovane Ellie che, per conquistare la sua compagna di classe, sarà aiutata dal fantasma della zia Tara, un’attivista lesbica tragicamente morta negli anni '80 (16 ottobre, ore 21.00 e online).

Luciérnagas, di Bani Khoshnoudi: Ramin è un trentenne iraniano che, fuggito dalla Turchia su nave cargo a causa della persecuzione subita in quanto gay, si ritrova a Veracruz in Messico (16 ottobre, ore 18.15).

Margen de error, di Liliana Paolinelli: quando un'amica di sua figlia le confessa di essere innamorata di una donna anziana, Iris sospetta che si tratti di lei e ne è lusingata. Ma ben presto inizia ad avere qualche dubbio...(17 ottobre, ore 16.00).

Breaking Fast, di Mike Mosallam, sull’incontro tra un medico gay musulmano e un affascinante attore americano, in una commedia che oltrepassa le barriere culturali (16 ottobre ore 16). Vento Seco, è un omaggio alla cultura bear: la vita di Sandro prende una nuova direzione quando Maicon, un motociclista che sembra uscito da Tom of Finland, arriva nella sua piccola città brasiliana (17 ottobre ore 21.00 e online).

La giuria concorso lungometraggi è composta da Elisa Giobbi, operatrice culturale, Tzeli Hadjidimitriou, regista, fotografa e scrittrice, Monica Manganelli, regista, sceneggiatrice e designer, Gianpaolo Silvestri, giornalista ed ecopacifista, Jurgen Ureña, regista.

Fuori concorso

In programma anche il film fuori concorso L'altra altra metà del cielo. Donne, di Maria Laura Annibali, regia di Filippo Soldi. Presentato all’ultima Berlinale, il film intreccia interviste a donne molto diverse tra loro, che hanno in comune la scelta lesbica (14 ottobre ore 16.30, alla presenza della regista).

LGBTQ Senior Life

Tra i titoli in programma quest’anno il festival ne ha selezionati cinque che affrontano il tema dell’omosessualità durante l’invecchiamento. La scelta è dettata dall’importanza di proporre una riflessione su un tema delicato e molto attuale, ma anche nel tentativo di dare visibilità a una generazione che, invecchiando, incontra un rischio maggiore di emarginazione, solitudine e discriminazione. La sezione LGBTQ Senior Life include i film in concorso: Suk Suk di Ray Yeung, Im Stillen Laut (A quiet distance), di Therese Koppe, Her Name is Bo di Marion Vagner & Christophe, Margen de error, di Liliana Paolinelli, insieme al corto Fabiu, di Stefan Langthaler, storia di un ottantenne che scopre di provare sentimenti a lungo repressi per Fabiu, l’aiutante ungherese assunto per occuparsi della moglie malata (16 ottobre ore 21.00 e online).

I corti Videoqueer in concorso

Arrivano da diversi Paesi i cortometraggi per il concorso Videoqueer che mette in palio 1.000 euro per il vincitore. A scegliere il miglior corto, tra i 24 in concorso, sarà una giuria di studenti. Tutti i cortometraggi saranno visibili sulla piattaforma Più Compagnia dal 13 al 18 ottobre.

Serata di chiusura - 18 ottobre ore 21.00 

Premiazione dei vincitori. Dopo la premiazione la chiusura del Festival sarà affidata al film Advokatas - The Lawyer di Romas Zabarauskas (anteprima italiana, anche online). Marius è un avvocato gay che lavora come consulente di prestigiose aziende. La sua vita borghese va in crisi quando incontra  Ali,  rifugiato siriano che vive a Belgrado e che si guadagna da vivere facendo il sex worker. La presentazione in collaborazione con l’associazione Nosotras.

Queer focus online

Le presentazioni dei libri e gli incontri che arricchiscono il programma del Festival, per quest’anno si spostano online, sulla pagina Facebook del FQF: fb/FQF.Firenze. Si parte martedì 13 ottobre alle 16.30 con l’incontro Anni ‘80 a Firenze, la svolta dopo la rivolta, alla presenza di Betty Barsantini, Stefano Fabbri, Andrea Sbandati e Vincenzo Striano. Musica, teatro, moda, design, architettura, fotografia, nuovi media. Nascono nuove professioni e si sperimentano linguaggi destinati a fare storia. Gli anni ‘80 ebbero una loro capitale: Firenze. 40 anni dopo, di quella rivoluzione creativa, restano ancora testimonianze vive e vivaci, ma molto rischia di perdersi e di non riuscire quindi a rappresentare uno stimolo per la ripresa di una stagione che sappia essere il nuovo e necessario motore della città e non solo. Un gruppo di allora giovanissimi ha lanciato un appello alle istituzioni, sottoscritto da 200 protagonisti di quella straordinaria avventura, proponendo idee e progetti per una nuova contemporaneità che sappia restituire alla città un'identità lontana dalle solite “cartoline”.

Giovedì 15 ottobre, alle 19.30, si terrà la presentazione del libro Quelle come me. La storia di Splendori e miserie di Madame Royale (PM Editore, 2020), di Andrea Meroni e Luca Locati Luciani, con la collaborazione di Giovanbattista Brambilla. Saranno presenti gli autori Andrea Meroni e Luca Locati Luciani. Il 17 settembre 1970, usciva nelle sale un film destinato a diventare un cult: Splendori e miserie di Madame Royale. Fu il primo lungometraggio italiano con protagonista assoluto un personaggio omosessuale: Alessio, interpretato da Ugo Tognazzi, Il libro ricostruisce la genesi del film, con un minuzioso lavoro di ricerca per scoprire l’identità degli interpreti anche minori. A chiudere Queer focus online sarà la presentazione del libro La Traviata Norma. Ovvero: vaffanculo... ebbene sì! del Collettivo teatrale Nostra signora dei fiori (Asterisco Edizioni, 2020) a cura di Mauro Muscio (17 ottobre alle 19.30, alla presenza del curatore). Rappresentato la prima volta il 9 marzo 1976 presso il teatro CTH di Milano, è considerato lo spettacolo inaugurale della stagione del “teatro frocio” italiano, costruito e vissuto da attori non professionisti legati all’esperienza dei C.O.M., collettivi omosessuali milanesi.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’Associazione Ireos in collaborazione con Arcilesbica Firenze e MusicPool e il sostegno di Fondazione Sistema Toscana. La direzione artistica è di Bruno Casini e Roberta Vannucci.

Cinema La Compagnia – via Cavour 50/R, 50121 Firenze
Giornaliero
: € 10, ridotto € 8 Serale: € 7, ridotto € 6 Pomeridiano: € 3 (biglietto per singola proiezione) Abbonamento intero: € 35 (tutte le proiezioni pomeridiane e serali)
Sala Virtuale Più Compagnia
Abbonamento: € 9,90 I film online saranno visibili a partire dall’orario di programmazione in sala e per le successive 24 ore. Tutte le proiezioni sono vietate ai minori di 18 anni.

Tutte le proiezioni ed eventi si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid. 

PER TUTTE LE INFO E PROGRAMMAZIONE:  www.florencequeerfestival.it   www.facebook.com/FQF.Firenze  info@florencequeerfestival.it  

fonte:  ufficio stampa stampa@florencequeerfestival.it

mercoledì 7 ottobre 2020

Torino il 35° "Lovers Film Festival" > Fra gli ospiti del più antico festival LGBTQI d’Europa: Luca Tommassini

L’immagine 2020 progettata e donata al Festival da: Leo Ortolani
Un nuovo premio del Torino Pride

Il Lovers Film Festival, il più antico festival sui temi LGBTQI (lesbici, gay, bisessuali, trans, queer e intersessuali) diretto da Vladimir Luxuria, che si svolgerà interamente dal vivo dal 22 al 25 ottobre 2020 a Torino presso il Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema, può contare su un nuovo visual d’artista, su un nuovo premio e sulla partecipazione di numerosi ospiti d’eccezione fra cui Luca Tommassini.

Leo Ortolani per il Lovers Film festival

È Leo Ortolani, celebre fumettista italiano, ad aver creato e donato al festival l’immagine guida 2020 in occasione del trentacinquesimo compleanno (cfr. file allegato). Ispirata alla Dolce Vita felliniana, è una ricostruzione iconica della mitologia LGBTQ con tutti i suoi più caratteristici elementi fondanti. Al centro, Cinzia, la protagonista biondo platino che fa il bagno nella fontana: iconica e immaginifica trasposizione trans di Anita Ekberg.

Leo Ortolani è un fumettista molto noto per la serie Rat-Man tutt'ora prodotta da Panini Comics. Nel 1990 Leo Ortolani, per Le sconvolgenti origini del Rat-Man, ha vinto il premio come migliore sceneggiatore esordiente al Lucca Comics. Nel 2006 RatMan approda in televisione, con i cartoni animati trasmessi da Rai Due. Nel 2011 l’autore stampa il suo primo libro, Due figlie e altri animali feroci a cui seguono numerosissimi lavori. Tra le sue pubblicazioni si ricorda: Luna 2069 (Feltrinelli Comics, 2019); Andrà tutto bene (Feltrinelli, 2020) e Dinosauri che ce l'hanno fatta (Laterza, 2020). Dal libro Cinzia è stata realizzata una riduzione teatrale, Io sono cinzia, per la regia di Nicola Zavagli, applauditissima al Teatro del Giglio di Lucca durante Lucca Comics 2019.

Luca Tomassini ospite di Lovers

Il Lovers Film Festival può contare su molte presenze d’eccezione fra cui il ballerino, attore, coreografo, regista e direttore artistico Luca Tommassini che il 24 ottobre alle 22,30 (Sala Cabiria) sarà protagonista del talk con Vladimir Luxuria Una vita in movimento durante il quale sarà ripercorsa la sua carriera di successo internazionale da ballerino e coreografo attraverso i suoi video e film.

Luca Tommassini, volto televisivo molto amato, ha lavorato fra gli altri e le altre con Prince, Michael Jackson, Madonna, Bjork, Whitney Houston, Kylie Minogue, Ricky Martin, Jamiroquai, Robbie Williams, Beyoncé, Johnny Depp e Angelina Jolie e ha recentemente dato il proprio contributo coreografico all’ultimo film di Ferzan Ozpetek, La Dea Fortuna.

Sempre in Sala Cabiria, l’appuntamento sarà preceduto, alle 21, dalla proiezione fuori concorso di And then we danced di Levan Akin (Francia, 2019) che narra il rigido, conservatore e omofobo mondo della danza tradizionale georgiana. Molto apprezzato alla Quinzaine des Réalisateurs durante la settantaduesima edizione del Festival di Cannes e candidato dalla Svezia agli Oscar 2020, è il racconto di un percorso di formazione, di accettazione e consapevolezza, sullo sfondo di una società conservatrice e patriarcale.

Il premio del Torino Pride

Alle 3 sezioni competitive del festival – All The Lovers, Concorso Internazionale Lungometraggi; Real Lovers, Concorso Internazionale Documentari; Future Lovers, Concorso Internazionale Cortometraggi – e al premio speciale dedicato a Giò Stajano che Lovers, da un’idea dello scrittore Willy Vaira e di Claudio Carossa, dedica alla memoria di Giò Stajano, si aggiunge il premio Torino Pride che verrà assegnato al film in concorso e fuori concorso giudicato più efficace nell’affrontare i temi dell’attivismo e/o dell’autodeterminazione. Il premio in denaro fortemente voluto dal Coordinamento Torino Pride – la realtà che riunisce le associazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender del Piemonte, insieme ad associazioni non LGBT impegnate nel sostegno dei valori della laicità, del rispetto delle differenze e che da anni fa parte di  Ilga Europe – nasce per sancire il ruolo cardine che ha il cinema nella lotta per i diritti.

Il Lovers Film Festival dal 2005 è integrato nel Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT, della Regione Piemonte e del Comune di Torino. 

 

L'iniziativa fa parte di ‘Torino Città del Cinema 2020. Un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino. www.torinocittadelcinema2020.it

fonte:  Lovers Film Festival ufficio stampa: con.testi – Torino & Roma