Arcigay ha diffuso la video testimonianza di Vladimir Luxuria a sostegno di TEMPO SCADUTO, l’agenda di impegni che l’associazione sta sottoponendo ai candidati alle prossime elezioni politiche.
L’associazione chiede ai candidati un “sì” o un “no” all’accesso a gay e lesbiche al matrimonio civile, la cancellazione della Legge 40, l’estensione della legge Mancino ai reati commessi per omo-transfobia e la revisione della legge 164/82 sulla possibilità di effettuare il cambio dei documenti di identità senza che sia necessaria la riattribuzione chirurgica.
Luxuria, nell’esprimere il suo sostegno alla campagna dell’associazione, non usa giri di parole: “Strano a dirsi c’è una cosa che rende uguali eterosessuali, gay, lesbiche e trans: la paura di essere i… un’altra volta dai nostri politici”.
“Siamo abbastanza stufi di essere delusi dai nostri politici. Chi si candida e chi vuole il nostro voto – continua – deve dire un sì senza ambiguità ad alcune questioni importanti: esiste una larga fetta della popolazione di transessuali che decide di non rettificare i genitali. Io credo che questa scelta di genere e la possibilità di scegliere il nome debba poter essere data a queste persone”.
Per Luxuria oltre alla revisione quindi della legge 164 del 1982 gli eletti dovranno dare risposta alle difficoltà lavorative della popolazione trans anche per “evitare che lo Stato costringa a battere sui marciapiedi, la prostituzione di Stato”.
Le persone trans infatti, sono spesso tra le prime sacrificate sul lavoro in tempo di crisi.
L’onorevole vorrebbe dai politici “un sì scritto a caratteri cubitali” al matrimonio gay e ad una legge contro l’omo-transfobia.
Intanto una petizione appena lanciata da Arcigay sul sito change.org su questi temi sta sfiorando in queste ore il sostegno di 4 mila cittadini. E i primi sì alle richieste di Arcigay ai candidati incominciano a essere a disposizione di tutti gli elettori sul sito http://temposcaduto.com/.
fonte http://www.arcigay.it Stefano Bolognini, ufficio stampa Arcigay
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venerdì 15 febbraio 2013
Festival di Sanremo, Luciana Littizzetto, l'appello dopo l'ironia "Rispetto per le donne"

Minuti di intensa partecipazione nel teatro Ariston quando le parole - queste pesanti come macigni - sono state solo contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio.
Per alcuni minuti, il Festival di Sanremo, la canzone, il gossip, le critiche o gli entusiasmi per questo o quel cantante in gara si sono fatti da parte, lo spazio era tutto per un messaggio importante nel giorno di San Valentino, per tradizione considerato il giorno dell'amore.
Parole affidate a Luciana Littizzetto, con un monologo, decisamente lungo ma doveva esserlo, perche' di grande spessore per i contenuti espressi, fondati sui diritti in genere e sulla richiesta di rispetto verso le donne.
San Valentino "e' la festa dell'amore, declinato in tutte le sue forme. L'amore delle persone che si amano.
Anche delle donne che amano le donne e degli uomini che amano gli uomini.
Ma che ci interessa quello che fanno a letto...
L'importante e' che le persone si vogliano bene, solo questo conta...
Pensa che bello sarebbe vivere in un Paese dove tutti i diritti fossero riconosciuti.
Ma non solo i diritti dei soldi. Quelli dell'anima.
Quelli che mi dicono che posso vegliare la persona che ho amato per anni in un letto d'ospedale senza nessuno che mi cacci via perche' non siamo parenti".
"E poi vorremmo un San Valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle.
Dirci che siamo donne con le palle non e' un complimento.
Non le vogliamo. Abbiamo gia' le tette. Tra l'altro sono due e sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto".
E qui e' entrata la parte tutta incentrata sul no alla violenza.
"In Italia in media ogni due o tre giorni un uomo uccide una donna, compagna, figlia, amante, sorella, ex.
Magari in famiglia. Perche' non e' che la famiglia sia sempre, per forza, quel luogo magico in cui tutto e' amore.
La uccide perche' la considera una sua proprieta'.
Perche' non concepisce che una donna appartenga a se stessa, sia libera di vivere come vuole lei e persino di innamorarsi di un altro..
E noi che siamo ingenue spesso scambiamo tutto per amore, ma l'amore con la violenza e le botte non c'entrano un tubo.
L'amore, con gli schiaffi e i pugni c'entra come la liberta' con la prigione.
Noi a Torino, che risentiamo della nobilta' reale, diciamo che e' come passare dal risotto alla merda".
E infine,
"Un uomo che ci mena non ci ama.
Mettiamocelo in testa. Salviamolo nell'hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE.
Non e' questo l'amore. Un uomo che ci picchia e' uno stronzo.
Sempre. E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo. Perche' tanto arrivea' anche il secondo, e poi un terzo e un quarto.
L'amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia...
Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via".
Standing ovation dell'Ariston.
fonte http://www.agi.it
mercoledì 13 febbraio 2013
Roma "Cambia Italia" Convention il 16 febbraio ore 11.00 "Necessità e urgenza: piena cittadinanza e pari diritti alle persone LGBT e alle loro famiglie"

Roma, 16 febbraio 2013, ore 11.00, CGIL Lazio – Sala Fredda, Via Buonarroti 51.
Le associazioni nazionali lgbt chiamano a un incontro con la politica
Vogliamo che l’Italia cambi finalmente e non sia più la patria dell’arretratezza civile.
Milioni di cittadini e cittadine vivono in nuclei familiari che sono tuttora privi di riconoscimento legale e che per questo sono discriminati giuridicamente ed economicamente.
Lo sguardo sulla carta dell’Europa occidentale ci mostra desolatamente soli a non avere riconoscimenti per le famiglie omosessuali, mentre la Francia è l’ultimo paese in ordine di tempo ad aprire ilmatrimonio civile alle persone dello stesso sesso e la Gran Bretagna si appresta a farlo. Anche in Italia c’è necessità e urgenza di legiferare.
Il 16 febbraio, durante la Convention “CAMBIA ITALIA”, trasmessa in streaming, faremo ai leader ed esponenti politici dei partiti che si sono posti come le forze del cambiamento, la nostra richiesta: piena cittadinanza per le persone LGBT e per le loro famiglie.
Chiederemo ai partiti che nel loro programma prevedono l’emanazione di leggi a favore delle persone LGBT e delle loro famiglie di rispondere alle nostre richieste e di impegnarsi a legiferare nel primo anno di legislatura.
Il momento della svolta è adesso.
Interverranno:
- ITALIA.BENE COMUNE: coalizione che include Partito democratico (PD), Sinistra Ecologia Libertà (SEL), Centro Democratico
- MoVimento 5 Stelle
- Rivoluzione Civile: Lista sostenuta da Italia dei Valori (IdV), Movimento Arancione, Verdi, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani
Agedo – Rita De Santis
Arcigay – Flavio Romani
ArciLesbica – Paola Brandolini
Equality Italia – Aurelio Mancuso
Famiglie Arcobaleno – Giuseppina La Delfa
Twitter: #CambiaItaliaLGT
Per adesioni: ufficiostampa@arcilesbica.it
DIRETTA STREAMING DALLE ORE 11.00 DEL 16 Febbraio 2013 sul sito:
www.equalityitalia.it
fonte http://www.digayproject.org
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Torino LGBT Film Festival: la 28esima edizione ad aprile dal 19 al 25

Il Festival diretto da Giovanni Minerba si svolgerà a Torino dal 19 al 25 aprile.
L'immagine della kermesse è firmata dal fumettista Ralf König.
La 28esima edizione di Da Sodoma a Hollywood Torino GLBT Film Festival, diretto da Giovanni Minerba, si svolgerà dal 19 al 25 aprile 2013 al Cinema Massimo.
Anche quest'anno l'immagine del Festival è frutto della creazione di un grande artista: Ralf König, fumettista e scrittore tedesco, uno dei più celebri autori di fumetti a tematica gay al mondo.
Nelle sue opere König rappresenta in modo fedele e ironicamente dissacrante la vita quotidiana dei gay in Germania così come altre tematiche omosessuali. Il suo stile è quello dei cartoons.
Inizialmente limitatosi a brevi storie della durata di una o poche pagine, dal 1987 (anno di Kondom des Grauens, Il condom assassino) si dedica anche a interi libri di fumetti con storie più elaborate.
I fumetti di König sono stati tradotti in numerose lingue e l'autore è stato insignito di parecchi premi e onorificenze, tra cui nel 1992 il Premio Max e Moritz come miglior disegnatore di fumetti nel mondo tedesco.
In Italia molte delle opere di König sono pubblicate dalla rivista Linus e dall'editore Kappa Edizioni.
Il comitato di selezione del Festival - composto da Fabio Bo, Angelo Acerbi, Christos Acrivulis, Alessandro Golinelli, Silvia Novelli e dai consulenti Flavio Armone, Nancy K. Fishman, Pierre Hombrebueno, Simone Morandi, e guidato dal direttore Giovanni Minerba - conferma la volontà di indagare e proporre al pubblico film e tematiche, spesso scottanti e controverse, di grande attualità e, soprattutto, di grande interesse per l'intera società, offrendo al pubblico e agli addetti ai lavori film, provenienti da tutto il mondo, altrimenti "invisibili".
Tra le prime anticipazioni di questa edizione un Focus tematico di estrema attualità, dedicato alle questioni dei diritti civili e delle pari opportunità, del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, dell'omogenitorialità e delle adozioni, ovvero i grandi temi di dibattito e sviluppo politico in Europa e nel resto del mondo proprio in questi giorni.
Il Torino GLBT Film Festival nasce nel 1986 e dal 2005 è amministrato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il sostegno degli Assessorati alla Cultura della Provincia e della Città di Torino, e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione CRT.
fonte http://www.movieplayer.it di Fabio Fusco
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LGBT TV: EVA ROBINS A DOMENICA LIVE: "NON MI OPERO NON SONO PIÙ TRANS: ORA TRANSGENDER"

«Ora sono una transgender, ossia possiedo più generi insieme. Ero una trans e mi sono trasformato».
Eva Robins come sempre femminilissima e trasgressiva con eleganza e ironia, ospite di Barbara D'Urso a Domenica Live.
«Non ho intenzione di operarmi: ci sono molte altre cose che dovrei ritoccare, prima» dice a mo' di battuta.
E poi, Eva confessa che 'Pippo', la sua parte maschile è sempre con lei: «È una parte del mio ego e non me ne separarei mai: è una parte di me. Posso fare giusto un lifting!».
E poi, ammette: «Il tempo ci porta a cambiare di continuo: non so quello che diventerò in futuro».
E l'amore?
«Sono innamorata della vita: un uomo può farti del male, venti insieme no. Il problema dell'amore è che mi lascia sfinita, mi coinvolge troppo. Prima ero attratta dai randagi senza arte né parte. Poi mi sono innamorata. E il miracolo è stato che ci siamo innamorati nello stesso momento e della stessa persona ed è andata benissimo.
Fino a che ho compiuto 40 anni e mi sono innamorata di uno di 20, e non avevo le armi per fronteggiare una storia così. Ho fatto due anni di psicanalisi in cui non facevo che parlare di questo ragazzo».
E alla domanda della D'Urso: «Sei innamorata» risponde con una piccola esitazione: «Innamorata? Non sono innamorata nel senso di una fissazione».
Ma non è un no.
fonte http://www.leggo.it/ di Isabella Pascucci
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Lgbt Cinema: Daniel Radcliffe parla di "Kill Your Darlings" l’amore gay è come quello eterosessuale

Un trionfo di critiche. Daniel Racliffe è stato inondato dai giudizi positivi per il suo ritorno in sala con Kill Your Darling, presentato all'ultimo Sundance Film Festival.
Chiamato a vestire i panni poeta americano Allen Ginsberg, celebre icona e attivista per i diritti gay, l'ex Harry Potter troneggia sull'ultimo numero della rivista glbtq Out.
Qui, intervistato sull'argomento, l'attore inglese ha sottolineato come non abbia trovato difficoltà a dover interpretare un omosessuale, perché...
"Non si chiede mai a un attore gay come sia recitare nei panni di un personaggio etero. Per come la vedo in non c'è alcuna differenza nel modo in cui un etero o un omosessuale si innamorano".
Sagge parole quelle di Daniel, costretto per obblighi di sceneggiature a dover vivere molte scene di sesso gay anche particolarmente esplicite. Ma non per questo preoccupato. Perché da che mondo e mondo un attore deve esser pronto a tutto, compreso sposare l'amore gay, sfacciatamente uguale a quello eterosessuale. Checché se ne dica.
fonte http://it.cinema.yahoo.com da federico_boni
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Lgbt: L'amore gay sale sul palco del Festival, Federico e Stefano si sposeranno il 14 febbraio a New York e, ormai famosi sul web, sono stati invitati anche a Sanremo
Stefano Olivari e Federico Novaro sono una coppia gay torinese che sta insieme da 11 anni, sono pronti al “sì" in quel di New York il 14 febbraio perché, come recita l’ultimo dei cartelli sollevati dai due nel video messaggio diffuso in rete, “le leggi di questo Paese non ce lo lasciano fare”.La coppia, su invito di Fabio Fazio ha calcato ieri sera il palco del Teatro Ariston per raccontare la propria storia servendosi della testimonianza dei cartelli che hanno già esibito in rete.
Una storia semplice, come qualsiasi altra, che inizia da un incontro, prosegue con una frequentazione e termina con un fidanzamento.
Malgrado qualche omissione nei commenti, come il riferimento all’approccio sessuale nel corso degli appuntamenti che illustrano mediante i cartelli, i due lanciano il loro appello all’Italia e alla mancata legittimazione delle coppie di fatto migrando fino alla Grande Mela per convolare a nozze.
Nel filmato originale, quello su Repubblica.it e Youtube, quello che ha fatto scoprire la coppia al team del Festival, i due innamorati chiudono il loro “annuncio” con un bacio appassionato. Ma questo ieri sera non è successo.
Federico e Stefano sono solo andati via tenendosi per mano. Dentro gli applausi.
fonte http://www.romagnanoi.it
Lgbt Bologna: San Valentino, domani 14 febbraio gay si baciano in piazza per i diritti "Gay Lesbiche Trans: E' il nostro turno!"
Si svolgera' contemporaneamente in 4 luoghi della citta' di Bologna (Il supermercato Pam di via Marconi, le Poste di piazza Minghetti, il Cup del Sant'Orsola e in Piazza Maggiore) il flash mob pensato dalle volontarie e dai volontari del Cassero lgbt center, riuniti nel gruppo PeopAll, organizzato in occasione di San Valentino per rivendicare piu' diritti sociali e giuridici delle coppie omosessuali. L'azione, programmata per le 16 di domani, si intitola infatti 'E' il nostro turno'.
"Vogliamo affermare con forza - spiegano gli attivisti - vista anche la vicinanza alle elezioni politiche, che e' il nostro turno: per i diritti, per il riconoscimento sociale e giuridico delle nostre coppie, per l'affermazione delle nostre famiglie e delle nostre quotidianita', per la reale parita' di tutta la comunita' Lgbt".
Nei luoghi del flash mob si terranno in simultanea 4 'kiss-in', vale a dire coppie che si baciano in pubblico, e verra' esposto uno striscione con la scritta
'Gay Lesbiche Trans: E' il nostro turno!'.
fonte http://www.liberoquotidiano.it (Adnkronos)
martedì 12 febbraio 2013
Lgbt Musica: Sanremo 2013, Stefano e Federico, e la loro storia d’amore stasera al Teatro Ariston
Tra circa un’ora avrà inizio la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2013 e in questi minuti continuano ad arrivare nuove indiscrezioni legate agli ospiti.
Nel corso della prima serata di martedì 12 febbraio sul palco del Teatro Ariston potrebbero arrivare anche Stefano e Federico, due fidanzati torinesi conosciuti grazie ad un video pubblicato in rete in cui raccontano la loro storia d’amore.
Stefano e Federico il prossimo 14 febbraio si sposeranno a New York e nel video hanno spiegato di aver preso questa decisione “perché le leggi del nostro Paese non lo consentono”.
Circa un settimana fa il sito de La Repubblica ha riportato il video della loro storia e adesso sembra che potrebbero anche essere tra gli ospiti del Festival di Sanremo 2013.
Sembra infatti che la loro storia riportata da Repubblica abbia molto colpito il conduttore e direttore artistico della kermesse, Fabio Fazio, che avrebbe così deciso di invitarli. Ovviamente al riguardo non vi è ancora alcuna conferma da parte degli organizzatori del Festival.
Il sito de La Repubblica invece riporta una dichiarazione di Stefano e Federico. “Sì, è tutto confermato: martedì sera saliamo sul palco dell’Ariston a raccontare la nostra storia.
E vorremmo baciarci, come alla fine del nostro video.
Fazio ci ha chiamato chiedendoci di riproporre dal vivo e in diretta televisiva quel video che avevamo realizzato per rendere pubblico un momento cruciale della nostra vita e per evidenziare un’anomalia dello Stato italiano.
La Rai contribuirà solo a pagare lo spostamento dei nostri due voli per New York, che avevamo già acquistato proprio per il 12”.
Sempre al quotidiano La Repubblica la coppia ha spiegato il motivo per il quale volerà fino a New York per sposarsi: “perché ci sembrava che il nostro rapporto meritasse un salto, e per formalizzare anche simbolicamente la nostra relazione.
A New York, a differenza della Spagna, si può fare anche senza avere la residenza: compili i moduli online poi vai e aspetti un giorno, due al massimo” e inoltre hanno fatto sapere di aver annunciato le loro nozze in rete “Perché è ingiusto che non possiamo sposarci nel Paese dove viviamo, lavoriamo e paghiamo le tasse”.
Questo rappresenta un segnale che sta ad indicare che qualcosa sta veramente cambiando in Italia? Come reagiranno i telespettatori del Festival di Sanremo?
fonte http://www.musica10.itAlice
Nel corso della prima serata di martedì 12 febbraio sul palco del Teatro Ariston potrebbero arrivare anche Stefano e Federico, due fidanzati torinesi conosciuti grazie ad un video pubblicato in rete in cui raccontano la loro storia d’amore.
Stefano e Federico il prossimo 14 febbraio si sposeranno a New York e nel video hanno spiegato di aver preso questa decisione “perché le leggi del nostro Paese non lo consentono”.
Circa un settimana fa il sito de La Repubblica ha riportato il video della loro storia e adesso sembra che potrebbero anche essere tra gli ospiti del Festival di Sanremo 2013.
Sembra infatti che la loro storia riportata da Repubblica abbia molto colpito il conduttore e direttore artistico della kermesse, Fabio Fazio, che avrebbe così deciso di invitarli. Ovviamente al riguardo non vi è ancora alcuna conferma da parte degli organizzatori del Festival.
Il sito de La Repubblica invece riporta una dichiarazione di Stefano e Federico. “Sì, è tutto confermato: martedì sera saliamo sul palco dell’Ariston a raccontare la nostra storia.
E vorremmo baciarci, come alla fine del nostro video.
Fazio ci ha chiamato chiedendoci di riproporre dal vivo e in diretta televisiva quel video che avevamo realizzato per rendere pubblico un momento cruciale della nostra vita e per evidenziare un’anomalia dello Stato italiano.
La Rai contribuirà solo a pagare lo spostamento dei nostri due voli per New York, che avevamo già acquistato proprio per il 12”.
Sempre al quotidiano La Repubblica la coppia ha spiegato il motivo per il quale volerà fino a New York per sposarsi: “perché ci sembrava che il nostro rapporto meritasse un salto, e per formalizzare anche simbolicamente la nostra relazione.
A New York, a differenza della Spagna, si può fare anche senza avere la residenza: compili i moduli online poi vai e aspetti un giorno, due al massimo” e inoltre hanno fatto sapere di aver annunciato le loro nozze in rete “Perché è ingiusto che non possiamo sposarci nel Paese dove viviamo, lavoriamo e paghiamo le tasse”.
Questo rappresenta un segnale che sta ad indicare che qualcosa sta veramente cambiando in Italia? Come reagiranno i telespettatori del Festival di Sanremo?
fonte http://www.musica10.itAlice
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Napoli, San Valentino lgbt con Poetè, il 13 febbraio Gianluca Pirozzi presenta il suo libro “Nell’altro”
Appuntamento speciale mercoledì 13 febbraio nel salottino del Chiaja Hotel De Charme in occasione di San Valentino con Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina.
Claudio Finelli incontra Gianluca Pirozzi che presenta il suo libro “Nell’altro” (I libri di Emil). L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini. Letture di Paolo Coletta.
Con un ritmo scandito da andate e ritorni, nuove partenze, soste e improvvise riprese, Francesco, Pietro, Lucia, Viola, Gianni, Zoe e tutti gli altri protagonisti, passano da un’epoca all’altra, da una città italiana a un paese straniero, da un accadimento improvviso a eventi che prendono forma con tempi più lenti, il tutto seguendo un itinerario emozionale che, proprio perché reale, mantiene intatta un’assoluta purezza, capace di incarnare alla perfezione una delle massime più belle di Goethe:
“Vivere con qualcuno o vivere in qualcuno fa gran differenza. Vi sono individui nei quali si può vivere senza vivere con essi, e viceversa. Riunire le due cose è dato solo all’amore e all’amicizia pura”
Appuntamento mercoledì 13 febbraio alle ore 18.30.
Il Chiaja Hotel De Charme si trova al primo piano di via Chiaia 216.
Evento realizzato in collaborazione con: Centro di Poesia, Napoligaypress.it, ArciGay Napoli, ArciGay Salerno, Associazione Vololibero, iKen Onlus, Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per info e prenotazioni: 349 478 45 45 | claudiofinelli1@virgilio.it
fonte http://www.napoligaypress.it
Claudio Finelli incontra Gianluca Pirozzi che presenta il suo libro “Nell’altro” (I libri di Emil). L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini. Letture di Paolo Coletta.
Con un ritmo scandito da andate e ritorni, nuove partenze, soste e improvvise riprese, Francesco, Pietro, Lucia, Viola, Gianni, Zoe e tutti gli altri protagonisti, passano da un’epoca all’altra, da una città italiana a un paese straniero, da un accadimento improvviso a eventi che prendono forma con tempi più lenti, il tutto seguendo un itinerario emozionale che, proprio perché reale, mantiene intatta un’assoluta purezza, capace di incarnare alla perfezione una delle massime più belle di Goethe:
“Vivere con qualcuno o vivere in qualcuno fa gran differenza. Vi sono individui nei quali si può vivere senza vivere con essi, e viceversa. Riunire le due cose è dato solo all’amore e all’amicizia pura”
Appuntamento mercoledì 13 febbraio alle ore 18.30.
Il Chiaja Hotel De Charme si trova al primo piano di via Chiaia 216.
Evento realizzato in collaborazione con: Centro di Poesia, Napoligaypress.it, ArciGay Napoli, ArciGay Salerno, Associazione Vololibero, iKen Onlus, Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per info e prenotazioni: 349 478 45 45 | claudiofinelli1@virgilio.it
fonte http://www.napoligaypress.it
Lgbt Politica: Pier Ferdinando Casini: «Il matrimonio è solo tra uomo e donna». E poi tira in ballo la pedofilia...
Pier Ferdinando Casini, ai microfoni di Rtl 102,5, è tornato a ribadire il suo «No» ai matrimoni gay.
Iniziando a parlare delle proprie amicizie (in quello che sembra divenuto ormai un cliché, in cui basta vantare amicizie gay per poter scagliare anatemi sulla comunità omosessuale), ha affermato: «Ho tantissimi amici gay, rispetto molto le opzioni sessuali di ciascuno, non mi permetto di dare giudizi, ma ritengo che il matrimonio sia tra uomo e donna e che qualsiasi omologazione tra il matrimonio gay e il matrimonio per come io lo intendo, e per come lo si intende comunemente, è una cosa profondamente sbagliata».
Poi, in quello che curiosamente appare quasi un riassunto del contestatissimo documento
(http://gayburg.blogspot.it/2013/01/il-prof-di-religione-agli-studenti.html) distribuito agli studenti da un professore di religione di Venezia, ha aggiunto: «Non è detto che l'Europa sia sempre e comunque da imitare. Ad esempio, alcuni Paesi del Nord Europa hanno legalizzato dei movimenti che facevano anche apologia della pedofilia: non credo che per questo l'Europa sia un esempio da imitare.
Detto questo, sulla concessione dei diritti, sulle coppie di fatto, problemi ereditari, di assistenza sanitaria, certamente, però poi stop: il matrimonio è tra uomo e donna».
Di fonte a quelle parole, Flavio Romani di Arcigay ha tuonato: «Arcigay esprime sdegno per le gravissime parole di Pier Ferdinando Casini che mettono in discussione la bontà delle leggi sul matrimonio gay in via di approvazione in tutta Europa, accampando pretestuosi paralleli con la pedofilia.
Casini usa giochetti argomentativi già percorsi in passato dalla gerarchia cattolica che credevamo scomparsi dopo gli scandali che l'hanno coinvolta direttamente proprio su questo fronte.
Avvicinare l'omosessualità alla pedofilia, oltre ad essere assurdo, è offensivo per gli affetti di migliaia di persone che, oltre a non vedersi riconosciute nella legge con il matrimonio civile, sono gravemente dileggiate ad un politico che si dice moderato. Omosessualità e pedofilia non hanno nulla da spartire, Casini lo sa benissimo ma ugualmente svende la vita e la dignità di milioni di persone con argomentazioni che grondano ignoranza e disprezzo, e che non gli faranno guadagnare nessun tipo di consenso».
Critiche sono giunte anche dal Gay Center che, attraverso il portavoce Fabrizio Marrazzo, ha aggiunto:
«Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini oggi tira in ballo l'Europa pedofila per giustificare il suo no ai matrimoni gay.
Che c'entra la pedofilia con le unioni gay? Casini forse non sa più come argomentare il suo no ai matrimoni gay, su cui tutta Europa sta legiferando. Vorremmo ricordare a Casini, anche, che la pedofilia è fenomeno principalmente eterosessuale. Casini non sa di cosa parla. E tira fuori uno dei tanti luoghi comuni allarmistici».
Per Grillini, infine, «Casini è ossessionato dai matrimoni gay, non fa che parlare di questo, forse se li sogna anche la notte. Sarà che i sondaggi lo danno a numeri da prefisso telefonico e che non ha più nulla da dire su tutto il resto. Sta di fatto che stavolta ha esagerato tirando in ballo presunte leggi pro pedofilia che sarebbero state approvate in Europa: di grazia dove? E da chi? Naturalmente non è vero nulla».
FONTE http://gayburg.blogspot.it/2013/02/pier-ferdinando-casini-il-matrimonio-e.html
Iniziando a parlare delle proprie amicizie (in quello che sembra divenuto ormai un cliché, in cui basta vantare amicizie gay per poter scagliare anatemi sulla comunità omosessuale), ha affermato: «Ho tantissimi amici gay, rispetto molto le opzioni sessuali di ciascuno, non mi permetto di dare giudizi, ma ritengo che il matrimonio sia tra uomo e donna e che qualsiasi omologazione tra il matrimonio gay e il matrimonio per come io lo intendo, e per come lo si intende comunemente, è una cosa profondamente sbagliata».
Poi, in quello che curiosamente appare quasi un riassunto del contestatissimo documento
(http://gayburg.blogspot.it/2013/01/il-prof-di-religione-agli-studenti.html) distribuito agli studenti da un professore di religione di Venezia, ha aggiunto: «Non è detto che l'Europa sia sempre e comunque da imitare. Ad esempio, alcuni Paesi del Nord Europa hanno legalizzato dei movimenti che facevano anche apologia della pedofilia: non credo che per questo l'Europa sia un esempio da imitare.
Detto questo, sulla concessione dei diritti, sulle coppie di fatto, problemi ereditari, di assistenza sanitaria, certamente, però poi stop: il matrimonio è tra uomo e donna».
Di fonte a quelle parole, Flavio Romani di Arcigay ha tuonato: «Arcigay esprime sdegno per le gravissime parole di Pier Ferdinando Casini che mettono in discussione la bontà delle leggi sul matrimonio gay in via di approvazione in tutta Europa, accampando pretestuosi paralleli con la pedofilia.
Casini usa giochetti argomentativi già percorsi in passato dalla gerarchia cattolica che credevamo scomparsi dopo gli scandali che l'hanno coinvolta direttamente proprio su questo fronte.
Avvicinare l'omosessualità alla pedofilia, oltre ad essere assurdo, è offensivo per gli affetti di migliaia di persone che, oltre a non vedersi riconosciute nella legge con il matrimonio civile, sono gravemente dileggiate ad un politico che si dice moderato. Omosessualità e pedofilia non hanno nulla da spartire, Casini lo sa benissimo ma ugualmente svende la vita e la dignità di milioni di persone con argomentazioni che grondano ignoranza e disprezzo, e che non gli faranno guadagnare nessun tipo di consenso».
Critiche sono giunte anche dal Gay Center che, attraverso il portavoce Fabrizio Marrazzo, ha aggiunto:
«Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini oggi tira in ballo l'Europa pedofila per giustificare il suo no ai matrimoni gay.
Che c'entra la pedofilia con le unioni gay? Casini forse non sa più come argomentare il suo no ai matrimoni gay, su cui tutta Europa sta legiferando. Vorremmo ricordare a Casini, anche, che la pedofilia è fenomeno principalmente eterosessuale. Casini non sa di cosa parla. E tira fuori uno dei tanti luoghi comuni allarmistici».
Per Grillini, infine, «Casini è ossessionato dai matrimoni gay, non fa che parlare di questo, forse se li sogna anche la notte. Sarà che i sondaggi lo danno a numeri da prefisso telefonico e che non ha più nulla da dire su tutto il resto. Sta di fatto che stavolta ha esagerato tirando in ballo presunte leggi pro pedofilia che sarebbero state approvate in Europa: di grazia dove? E da chi? Naturalmente non è vero nulla».
FONTE http://gayburg.blogspot.it/2013/02/pier-ferdinando-casini-il-matrimonio-e.html
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Lgbt Calcio: Ecco i "Pochos" La prima squadra gay di Napoli
Sono prima di tutto tifosi del Napoli e fan di Lavezzi.
Cecchi Paone: "Assurdo che i gay siano costretti ad andare all'estero per avere riconosciuti i loro diritti"
Si chiamano Pochos, perché sono prima di tutto tifosi del Napoli e fan di Lavezzi.
Sono la prima squadra gay di Napoli che si è presentata alla città in un incontro al quale sono intervenuti anche Alessandro Cecchi Paone, l’ex calciatore del Napoli Gianni Improta e l’assessore comunale allo Sport Giuseppina Tommasielli.
Il 23 febbraio i Pochos faranno il loro esordio in un torneo organizzato a Firenze proprio per celebrare l’arrivo di Napoli nel novero delle città che hanno una squadra gay e che combattono l’omofobia nel mondo del calcio.
"L’Inghilterra conservatrice riconosce le unioni gay ed evidenzia che la laicità non è né di destra né di sinistra. Laicità significa libertà. E un Paese che si ostina a negare il riconoscimento dei diritti della persona è un Paese che ha un deficit di libertà", ha dichiarato Riccardo Nencini, segretario nazionale Psi.
Cecchi Paone definirsce "assurdo che i gay italiani siano costretti ad andare all’estero per vedersi riconosciuto un diritto che ha acquisito piena cittadinanza in tutte le democrazie avanzate".
fonte http://www.ilgiornale.it Luisa De Montis
Cecchi Paone: "Assurdo che i gay siano costretti ad andare all'estero per avere riconosciuti i loro diritti"
Si chiamano Pochos, perché sono prima di tutto tifosi del Napoli e fan di Lavezzi.
Sono la prima squadra gay di Napoli che si è presentata alla città in un incontro al quale sono intervenuti anche Alessandro Cecchi Paone, l’ex calciatore del Napoli Gianni Improta e l’assessore comunale allo Sport Giuseppina Tommasielli.
Il 23 febbraio i Pochos faranno il loro esordio in un torneo organizzato a Firenze proprio per celebrare l’arrivo di Napoli nel novero delle città che hanno una squadra gay e che combattono l’omofobia nel mondo del calcio.
"L’Inghilterra conservatrice riconosce le unioni gay ed evidenzia che la laicità non è né di destra né di sinistra. Laicità significa libertà. E un Paese che si ostina a negare il riconoscimento dei diritti della persona è un Paese che ha un deficit di libertà", ha dichiarato Riccardo Nencini, segretario nazionale Psi.
Cecchi Paone definirsce "assurdo che i gay italiani siano costretti ad andare all’estero per vedersi riconosciuto un diritto che ha acquisito piena cittadinanza in tutte le democrazie avanzate".
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Lgbt Milano: Al Teatro Litta "LA MOGLIE DEL SOLDATO" liberamente ispirato all’omonimo film dal 19 febbraio al 10 marzo
Uno spettacolo di: Pasquale Marrazzo - con: Emiliano Brioschi, Giulio Baraldi, Riccardo Buffonini e Valeria Perdonò - assistente alla regia: Marilisa Cometti e Davide Silvestri - scene: Daniele Mariconti - costumi: Lucia Lapolla - lighting designer: Marilisa Cometti
sound designer: Roberto Mozzarelli - foto: Valentina Bianchi
Liberamente ispirato alla pellicola britannica The Crying Game (titolo inglese originale del film) del ’92 che valse innumerevoli riconoscimenti internazionali per la coraggiosa sceneggiatura originale di Neil Jordan e come miglior film straniero.
Un soldato dell'esercito inglese, Jody, viene rapito da un gruppo dell’IRA allo scopo di usarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di un loro capo catturato dagli inglesi, o giustiziarlo, se la trattativa fallisse.
Durante la prigionia il soldato inglese stringe amicizia con uno dei suoi rapitori, Fergus.
Una volta intuito il suo destino, Jody lascia a Fergus il compito di adempiere alle sue ultime volontà, in particolar modo quella di cercare la sua donna, informarla dell'accaduto e prendersene cura in qualche modo.
La bellissima donna, Dil, di cui Fergus si innamora a sua volta, nasconde però un inatteso segreto …
Note di regia:
Dil e il suo segreto creano un’affascinante figura fenomenica e in quanto tale merita di essere ascoltata. Il tutto fa pensare ad un certo tipo di melò atipico e per questo motivo atipica sarà la costruzione della messa in scena.
Costumi, luci, scenografia, musiche e rumori di fondo saranno protagonisti tanto quanto i personaggi, perché il contesto in cui si svolge la storia è la vera condizione in cui il dramma si crea e si evolve.
Dil non è nulla senza i suoi abiti e i terroristi ancor meno privati delle loro armi. Eppure, quando Dil si mette a nudo e svela il suo segreto, i suoi vestiti diventano storia e raccontano in profondità il suo essere nel mondo, che la accoglie e la respinge, proprio come tutti gli esseri “dannati” o come gli angeli di Wim Wenders costretti a restare sospesi fra cielo e terra. [Pasquale Marrazzo]
ORARIO SPETTACOLI
martedì-sabato ore 20.30
domenica ore 16.30
lunedì riposo
PREZZI € 19,00
9 ABBONAMENTI LUNATICA €54,00 (€ 9,00 a ingresso) - Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
LITTACARD €72,00 (€ 8 a spettacolo) - Carta nominale valida per tutte le 9 produzioni Litta in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
OFFERTE A TEATRO IN BICI!
per tutti coloro che verranno a teatro in bicicletta e mostreranno alla cassa la chiave del lucchetto o l’abbonamento al Bike Milano ATM, ingresso ridotto a 10 €
BIGLIETTERIA informazioni e prenotazioni (da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19.30): tel 02 86 45 45 45 email: promozione@teatrolitta.it; ritiro e acquisto biglietti (da lunedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00): Corso Magenta 24;
vendita online su: www.vivaticket.it
PER MAGGIORI INFO:
http://www.teatrolitta.it/teatro-spettacoli-teatrali/stagione-teatrale-2012-2013/la-moglie-del-soldato-321.html#prettyPhoto
fonte http://www.teatrolitta.it
sound designer: Roberto Mozzarelli - foto: Valentina Bianchi
Liberamente ispirato alla pellicola britannica The Crying Game (titolo inglese originale del film) del ’92 che valse innumerevoli riconoscimenti internazionali per la coraggiosa sceneggiatura originale di Neil Jordan e come miglior film straniero.
Un soldato dell'esercito inglese, Jody, viene rapito da un gruppo dell’IRA allo scopo di usarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di un loro capo catturato dagli inglesi, o giustiziarlo, se la trattativa fallisse.
Durante la prigionia il soldato inglese stringe amicizia con uno dei suoi rapitori, Fergus.
Una volta intuito il suo destino, Jody lascia a Fergus il compito di adempiere alle sue ultime volontà, in particolar modo quella di cercare la sua donna, informarla dell'accaduto e prendersene cura in qualche modo.
La bellissima donna, Dil, di cui Fergus si innamora a sua volta, nasconde però un inatteso segreto …
Note di regia:
Dil e il suo segreto creano un’affascinante figura fenomenica e in quanto tale merita di essere ascoltata. Il tutto fa pensare ad un certo tipo di melò atipico e per questo motivo atipica sarà la costruzione della messa in scena.
Costumi, luci, scenografia, musiche e rumori di fondo saranno protagonisti tanto quanto i personaggi, perché il contesto in cui si svolge la storia è la vera condizione in cui il dramma si crea e si evolve.
Dil non è nulla senza i suoi abiti e i terroristi ancor meno privati delle loro armi. Eppure, quando Dil si mette a nudo e svela il suo segreto, i suoi vestiti diventano storia e raccontano in profondità il suo essere nel mondo, che la accoglie e la respinge, proprio come tutti gli esseri “dannati” o come gli angeli di Wim Wenders costretti a restare sospesi fra cielo e terra. [Pasquale Marrazzo]
ORARIO SPETTACOLI
martedì-sabato ore 20.30
domenica ore 16.30
lunedì riposo
PREZZI € 19,00
9 ABBONAMENTI LUNATICA €54,00 (€ 9,00 a ingresso) - Carta non nominale, libera, a scalare, valida per tutti gli spettacoli in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
LITTACARD €72,00 (€ 8 a spettacolo) - Carta nominale valida per tutte le 9 produzioni Litta in cartellone, in tutti gli spazi: Sala Teatro Litta e Sala La Cavallerizza (escluse recite straordinarie e festival)
OFFERTE A TEATRO IN BICI!
per tutti coloro che verranno a teatro in bicicletta e mostreranno alla cassa la chiave del lucchetto o l’abbonamento al Bike Milano ATM, ingresso ridotto a 10 €
BIGLIETTERIA informazioni e prenotazioni (da lunedì a sabato dalle 14.30 alle 19.30): tel 02 86 45 45 45 email: promozione@teatrolitta.it; ritiro e acquisto biglietti (da lunedì a sabato dalle 18:00 alle 20:00): Corso Magenta 24;
vendita online su: www.vivaticket.it
PER MAGGIORI INFO:
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lunedì 11 febbraio 2013
Lgbt TV: "The Fosters" una nuova serie incentrata su una coppia gay della ABC, prodotta da Jennifer Lopez
Jennifer Lopez produttrice di una serie incentrata su una coppia gay
Nonostante le polemiche suscitate dall’argomento della serie “The Fosters”, incentrata sulle vicende di una coppia gay, prodotta da Jennifer Lopez, la divisione Family dell’ABC l’ha integrata nel suo prossimo palinsesto estivo.
Il nuovo progetto di J Lo ruota intorno alla storia di una famiglia composta da una coppia di mamme gay, la poliziotta Stef (Teri Polo), e la vicepreside di una scuola, Lena (Sherry Saum).
Le due donne hanno tre figli, in più Lena, dalla sensibilità più spiccata decide di prendere in affidamento una scapestrata ragazzina appena uscita dal carcere minorile, Callie.
All’inizio Stef è riluttante all’idea, ma poi capisce insieme a tutta la famiglia di doverla aiutare.
Bradley Bredeweg ha firmato il soggetto e si occupa della produzione insieme alla Lopez.
Non ci resta che aspettare!
fonte http://www.ecodelcinema.com Paola Rulli
Nonostante le polemiche suscitate dall’argomento della serie “The Fosters”, incentrata sulle vicende di una coppia gay, prodotta da Jennifer Lopez, la divisione Family dell’ABC l’ha integrata nel suo prossimo palinsesto estivo.
Il nuovo progetto di J Lo ruota intorno alla storia di una famiglia composta da una coppia di mamme gay, la poliziotta Stef (Teri Polo), e la vicepreside di una scuola, Lena (Sherry Saum).
Le due donne hanno tre figli, in più Lena, dalla sensibilità più spiccata decide di prendere in affidamento una scapestrata ragazzina appena uscita dal carcere minorile, Callie.
All’inizio Stef è riluttante all’idea, ma poi capisce insieme a tutta la famiglia di doverla aiutare.
Bradley Bredeweg ha firmato il soggetto e si occupa della produzione insieme alla Lopez.
Non ci resta che aspettare!
fonte http://www.ecodelcinema.com Paola Rulli
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Lgbt: Trans e Università, anche a Pisa problema ignorato: il racconto di uno studente (FTM)
Essere transessuali in Italia non è una cosa facile.
Dopo il dibattito intitolato “Chiamami per nome” organizzato qualche giorno fa dall’associazione Antéros all’Università di Padova sul “doppio libretto”, un ragazzo trans che sta compiendo il percorso da donna a uomo (FTM) di 29 anni studente dell’Università di Pisa ci ha voluto raccontare la sua storia: i suoi problemi, le difficoltà nell’ambiente universitario ma anche le grandi conquiste della sua vita.
Nella speranza che chi di dovere prenda a cuore la questione e si metta in moto per trovare rapide soluzioni.
Per rispettare la sua privacy (richiesta rivolta anche alla sua università) lo chiameremo semplicemente S.
Innanzitutto qual è stata la tua esperienza? Sei nato donna, quando hai capito capito che il tuo corpo biologico non era quello giusto?
S: Sono nato donna ventinove anni fa, un po’ lo sai da sempre magari lo ignori, ma sai di non essere come gli altri, e quando cominciano a dividere i maschi dalle femmine ti chiedi perché io devo stare qua? A quattro anni ho fatto una mezza rivoluzione alla scuola materna perché non volevo vestirmi da ballerina di charleston, l’ho spuntata.
Ne hai parlato in famiglia?
S: No, non ne ho ancora parlato in famiglia perché economicamente sono dipendente dalla mia famiglia, mia mamma sa di un mio amico, ma non è positiva. Non è negativa ma non capisce, continua a non capire.
Quando hai deciso di fare il grande passo?
S: Ho conosciuto un amico FTM e ci siamo visti e abbiamo parlato tutta una notte e poi ci ho pensato; erano ormai tre anni fa, una cosa del genere, ma un po’ mi ero già costruito un me maschio nel web dal 2004, quando sono andato a vivere da solo, anche se poi mi è toccato tornare a casa per motivi economici. Ho fatto la parte psichiatrica e psicologica del percorso, ma non ancora il percorso ormonale.
Hai provato a chiedere alla segreteria dell’Università di Pisa se fosse possibile ottenere un libretto temporaneo, cosa ti hanno detto?
S: Si, ho parlato con una delle responsabili che mi ha detto che il libretto è un documento, come potrebbe essere la carta di identità e non è possibile abbreviare il nome.
Perché la richiesta di avere un nuovo libretto?
S: Per non impazzire, oltre tutto anche sulla tessera della mensa c’è nome cognome numero di matricola e foto. Ora non basterebbe scrivere Numero di Matricola: 4XXXX7 Nome: M. Cognome FXXXX e foto?
Insomma sarei riconoscibile ma non sarebbe così imbarazzante da togliere dal portafoglio.
Non mangio mai a mensa. L’idea del doppio libretto è per la biblioteca, per le questioni “esterne”.
Unipi funziona col portale di Alice, dove è legato al tuo username, ed ai tuoi dati personali completi, il libretto online che vale ai fini della richiesta dell’esame di Laurea, vale più del libretto.
Sulla verbalizzazione dell’esame userò i dati personali, nome femminile ecc, che andrà sul portale nella medesima forma.
Ma per le altre cose ci potrebbe essere il doppione con gli esami e simili. Fosse per me potrei portare anche ad ogni esame la perizia psichiatrica in mio possesso.
Che richieste fai alla tua Università per migliorare la tua vita di studente?
S: Mi piacerebbe avere un modo per non dovermi presentare ogni volta col nome anagrafico.
Delle volte si creano situazioni imbarazzanti in cui devo tirare fuori i documenti perché non sono sempre credibile con un nome femminile.
Avrei da raccontare i numeri fatti dai carabinieri al posto di blocco, che mi hanno preso per un ragazzino minorenne.
Dalla patente non mi riconoscevano, e mi hanno chiesto anche la carta di identità.
Questo è molto spiacevole.
Ti iscrivi agli esami con nome e cognome, e viene fatto l’appello, o vieni chiamato attraverso quello. Mi crea fastidio perché non posso vivere liberamente la mia vita universitaria al meglio, a lezione potrei presentarmi benissimo come S., ma poi vengo chiamato per nome agli esami. Sembra che prenda in giro le persone.
Hai parlato di privacy, sei preoccupato che i docenti sappiano della tua condizione? Credi che possano valutarti in modo diverso?
S: Sul valutare diversamente non so, questo in realtà non mi preoccupa troppo.
I tuoi compagni di corso sanno di te?
S: In università non sanno di me, gli amici un po’ se lo aspettavano, si capisce un po’, non sono mai sembrato lo stereotipo della barbie tutta rosa.
Hai amici o amiche in condizioni simili alla tua che hanno deciso di non frequentare l’Università per non essere discriminati?
S: Ho amici che hanno problemi a richiedere la borsa di studio, perché poi indirizzata a nome femminile.
fonte http://ilreferendum.it di Riccardo Rocca
Dopo il dibattito intitolato “Chiamami per nome” organizzato qualche giorno fa dall’associazione Antéros all’Università di Padova sul “doppio libretto”, un ragazzo trans che sta compiendo il percorso da donna a uomo (FTM) di 29 anni studente dell’Università di Pisa ci ha voluto raccontare la sua storia: i suoi problemi, le difficoltà nell’ambiente universitario ma anche le grandi conquiste della sua vita.
Nella speranza che chi di dovere prenda a cuore la questione e si metta in moto per trovare rapide soluzioni.
Per rispettare la sua privacy (richiesta rivolta anche alla sua università) lo chiameremo semplicemente S.
Innanzitutto qual è stata la tua esperienza? Sei nato donna, quando hai capito capito che il tuo corpo biologico non era quello giusto?
S: Sono nato donna ventinove anni fa, un po’ lo sai da sempre magari lo ignori, ma sai di non essere come gli altri, e quando cominciano a dividere i maschi dalle femmine ti chiedi perché io devo stare qua? A quattro anni ho fatto una mezza rivoluzione alla scuola materna perché non volevo vestirmi da ballerina di charleston, l’ho spuntata.
Ne hai parlato in famiglia?
S: No, non ne ho ancora parlato in famiglia perché economicamente sono dipendente dalla mia famiglia, mia mamma sa di un mio amico, ma non è positiva. Non è negativa ma non capisce, continua a non capire.
Quando hai deciso di fare il grande passo?
S: Ho conosciuto un amico FTM e ci siamo visti e abbiamo parlato tutta una notte e poi ci ho pensato; erano ormai tre anni fa, una cosa del genere, ma un po’ mi ero già costruito un me maschio nel web dal 2004, quando sono andato a vivere da solo, anche se poi mi è toccato tornare a casa per motivi economici. Ho fatto la parte psichiatrica e psicologica del percorso, ma non ancora il percorso ormonale.
Hai provato a chiedere alla segreteria dell’Università di Pisa se fosse possibile ottenere un libretto temporaneo, cosa ti hanno detto?
S: Si, ho parlato con una delle responsabili che mi ha detto che il libretto è un documento, come potrebbe essere la carta di identità e non è possibile abbreviare il nome.
Perché la richiesta di avere un nuovo libretto?
S: Per non impazzire, oltre tutto anche sulla tessera della mensa c’è nome cognome numero di matricola e foto. Ora non basterebbe scrivere Numero di Matricola: 4XXXX7 Nome: M. Cognome FXXXX e foto?
Insomma sarei riconoscibile ma non sarebbe così imbarazzante da togliere dal portafoglio.
Non mangio mai a mensa. L’idea del doppio libretto è per la biblioteca, per le questioni “esterne”.
Unipi funziona col portale di Alice, dove è legato al tuo username, ed ai tuoi dati personali completi, il libretto online che vale ai fini della richiesta dell’esame di Laurea, vale più del libretto.
Sulla verbalizzazione dell’esame userò i dati personali, nome femminile ecc, che andrà sul portale nella medesima forma.
Ma per le altre cose ci potrebbe essere il doppione con gli esami e simili. Fosse per me potrei portare anche ad ogni esame la perizia psichiatrica in mio possesso.
Che richieste fai alla tua Università per migliorare la tua vita di studente?
S: Mi piacerebbe avere un modo per non dovermi presentare ogni volta col nome anagrafico.
Delle volte si creano situazioni imbarazzanti in cui devo tirare fuori i documenti perché non sono sempre credibile con un nome femminile.
Avrei da raccontare i numeri fatti dai carabinieri al posto di blocco, che mi hanno preso per un ragazzino minorenne.
Dalla patente non mi riconoscevano, e mi hanno chiesto anche la carta di identità.
Questo è molto spiacevole.
Ti iscrivi agli esami con nome e cognome, e viene fatto l’appello, o vieni chiamato attraverso quello. Mi crea fastidio perché non posso vivere liberamente la mia vita universitaria al meglio, a lezione potrei presentarmi benissimo come S., ma poi vengo chiamato per nome agli esami. Sembra che prenda in giro le persone.
Hai parlato di privacy, sei preoccupato che i docenti sappiano della tua condizione? Credi che possano valutarti in modo diverso?
S: Sul valutare diversamente non so, questo in realtà non mi preoccupa troppo.
I tuoi compagni di corso sanno di te?
S: In università non sanno di me, gli amici un po’ se lo aspettavano, si capisce un po’, non sono mai sembrato lo stereotipo della barbie tutta rosa.
Hai amici o amiche in condizioni simili alla tua che hanno deciso di non frequentare l’Università per non essere discriminati?
S: Ho amici che hanno problemi a richiedere la borsa di studio, perché poi indirizzata a nome femminile.
fonte http://ilreferendum.it di Riccardo Rocca
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Lgbt: La principessa e lo scrittore gay, Victoria di Svezia premia Jonas Gardell
Durante il QX Gaygala, la principessa Victoria, accolta da un'ovazione, è salita sul palco per premiare il "gay dell'anno", lo scrittore Jonas Gardell: "Una grande allegria nell'essere qui stasera".
E' già di per sé un evento molto atteso dalla comunità lgbt svedese, ma il QX Gaygala di qiest'anno, appuntamento durante il quale la rivista QX assegna il premio "Gay dell'anno" resterà nella storia del gala.
Ospite d'onore, infatti, è stata la principessa Victoria, amatissima dal popolo svedese e da adesso ancora di più dalla comunità lgbt.
La principessa non si è limitata a partecipare al gala, ma ha anche consegnato personalmente il premio allo scrittore Jonas Gardell.
Gardell, visibilmente commosso, ha dichiarato al microfono sul palcoscenico del Circus Concert di Stoccolma: "Victoria, tu sei la principessa, ma stasera la regina sono io".
"Sento una grande allegria per essere qui stasera" ha commentato Victoria, mentre il suo livello di popolarità, come ha sottolineato la stampa nordica, cresceva a dismisurae il pubblico in sala la accoglieva con un calore che molte altre case reali d'Europa non vivono più da anni.
fonte http://www.gay.it
E' già di per sé un evento molto atteso dalla comunità lgbt svedese, ma il QX Gaygala di qiest'anno, appuntamento durante il quale la rivista QX assegna il premio "Gay dell'anno" resterà nella storia del gala.
Ospite d'onore, infatti, è stata la principessa Victoria, amatissima dal popolo svedese e da adesso ancora di più dalla comunità lgbt.
La principessa non si è limitata a partecipare al gala, ma ha anche consegnato personalmente il premio allo scrittore Jonas Gardell.
Gardell, visibilmente commosso, ha dichiarato al microfono sul palcoscenico del Circus Concert di Stoccolma: "Victoria, tu sei la principessa, ma stasera la regina sono io".
"Sento una grande allegria per essere qui stasera" ha commentato Victoria, mentre il suo livello di popolarità, come ha sottolineato la stampa nordica, cresceva a dismisurae il pubblico in sala la accoglieva con un calore che molte altre case reali d'Europa non vivono più da anni.
fonte http://www.gay.it
Lgbt Musica: Sanremo, l'amore gay sul palco dell'Ariston, a cantarlo sarà Renzo Rubino
L'amore gay tornerà ad essere celebrato sul palco dell'Ariston.
A cantarlo sarà Renzo Rubino, in gara nella sezione giovani di Sanremo con il brano "Il Postino (amami uomo)".
Il testo racconta la storia di un ragazzo che decide di lasciare mamma e papà per vivere una storia d'amore con un altro uomo.
Mettendo da parte "Luca era gay" (l'orrido brano omofobo che sosteneva la possibilità di poter "guarire" dall'omosessualità) che Povia portò sul palco di Sanremo nel 2009, sino ad oggi sono ben poche le canzoni in concorso che hanno parlato di amore gay.
Il primo a farlo fu Federico Salvatore nel 1996, con il brano intitolato "Sulla porta".
Anche in quel caso il testo raccontava l'abbandono della famiglia per seguire un amore con un altro uomo: «Mammà son qui con le valigie sulla porta -recitava- e in macchina c'è un uomo che mi sta ad aspettare. La verità lo so ti lascerà sconvolta, quell'uomo è il mio primo vero amore». Da notare che la Rai non volle che la parola "omosessuale" venisse pronunciata ed impose la modifica del verso «Sono un diverso, mamma, un omosessuale» in «Sono un diverso, mamma e questo ti fa male».
Nel 2001, nella categoria "nuove proposte", il gruppo Principe e Socio M. si presentarono con la canzone "Targato Na" (video), il racconto di ragazzo gay dell'hinterland napoletano che passa dai movimenti No Global al servizio nell'arma dei Carabinieri ma, rifiutandosi di usare le armi da fuoco, si ritroverà ad essere freddato da un suo vecchio compagno di protesta.
Poi nel 2008 Anna Tatangelo gareggiò con "Il mio amico", classificandosi seconda.
In questo caso si parlava di un suo amico gay che era alla ricerca di un nuovo fidanzato dopo essere stato tradito. Il tutto mentre nel ritornello ci si chiedeva: «Dimmi che male c'è, se ami un altro come te? L'amore non ha sesso. Il brivido è lo stesso o forse un po' di più».
Nello stesso anno Valeria Vaglio portò a SanremoLab il brano "Ore ed ore" (video), un brano dedicato alla storia d'amore fra due donne.
Update: Il post è stato integrato con le informazioni su due ulteriori brani.
Un ringraziamento ai lettori che li hanno segnalati nei commenti.
fonte http://gayburg.blogspot.it
A cantarlo sarà Renzo Rubino, in gara nella sezione giovani di Sanremo con il brano "Il Postino (amami uomo)".
Il testo racconta la storia di un ragazzo che decide di lasciare mamma e papà per vivere una storia d'amore con un altro uomo.
Mettendo da parte "Luca era gay" (l'orrido brano omofobo che sosteneva la possibilità di poter "guarire" dall'omosessualità) che Povia portò sul palco di Sanremo nel 2009, sino ad oggi sono ben poche le canzoni in concorso che hanno parlato di amore gay.
Il primo a farlo fu Federico Salvatore nel 1996, con il brano intitolato "Sulla porta".
Anche in quel caso il testo raccontava l'abbandono della famiglia per seguire un amore con un altro uomo: «Mammà son qui con le valigie sulla porta -recitava- e in macchina c'è un uomo che mi sta ad aspettare. La verità lo so ti lascerà sconvolta, quell'uomo è il mio primo vero amore». Da notare che la Rai non volle che la parola "omosessuale" venisse pronunciata ed impose la modifica del verso «Sono un diverso, mamma, un omosessuale» in «Sono un diverso, mamma e questo ti fa male».
Nel 2001, nella categoria "nuove proposte", il gruppo Principe e Socio M. si presentarono con la canzone "Targato Na" (video), il racconto di ragazzo gay dell'hinterland napoletano che passa dai movimenti No Global al servizio nell'arma dei Carabinieri ma, rifiutandosi di usare le armi da fuoco, si ritroverà ad essere freddato da un suo vecchio compagno di protesta.
Poi nel 2008 Anna Tatangelo gareggiò con "Il mio amico", classificandosi seconda.
In questo caso si parlava di un suo amico gay che era alla ricerca di un nuovo fidanzato dopo essere stato tradito. Il tutto mentre nel ritornello ci si chiedeva: «Dimmi che male c'è, se ami un altro come te? L'amore non ha sesso. Il brivido è lo stesso o forse un po' di più».
Nello stesso anno Valeria Vaglio portò a SanremoLab il brano "Ore ed ore" (video), un brano dedicato alla storia d'amore fra due donne.
Update: Il post è stato integrato con le informazioni su due ulteriori brani.
Un ringraziamento ai lettori che li hanno segnalati nei commenti.
fonte http://gayburg.blogspot.it
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venerdì 8 febbraio 2013
Lgbt Televisione: A "L'eredità" un concorrente gay confessa: "Cerco un ragazzo"
A L'eredità su Rai1 il concorrente, Alessandro Grilli, ha risposto alla domanda di Carlo Conti sul perché non avesse ancora trovato una fidanzata: "Non si trova. Il paese è piccolo, sono più abituato alle grandi città".
Gli ha risposto il conduttore: "Come mai? Quando torni saranno contente le ragazze... ".
Alessandro ha replicato: "Non tanto le ragazze. Sono andato al Gay Pride, infatti. Quindi cercherei più un ragazzo".
IL PRECEDENTE
Nel tentativo di avere un campione di personaggi che rispecchiasse quanto più possibile la realtà italiana, nel gruppo di Mammoni-Chi vuole sposare mio figlio?, il reality trasmesso la scorsa estate su Italia 1, c'era anche un omosessuale.
Si chiama Pierpaolo Lisca, 34 anni di Pavia, vive con la mamma Franca Messere di anni 62 e fa il ballerino professionista. E' la prima volta che una madre italiana si rivolgeva a un programma televisivo per trovare il compagno di una vita al figlio omosessuale.
Un'autentica novità per il piccolo schermo che ha sdoganato così il tema delle nozze gay in prima serata dopo la decisione del presidente americano Barack Obama di regolarizzare i matrimoni omosessuali negli Stati Uniti.
E anche in altri Paesi, anche europei, questa è diventata una consuetudine codificata.
fonte http://realityshow.blogosfere.it Fabio Traversa
Gli ha risposto il conduttore: "Come mai? Quando torni saranno contente le ragazze... ".
Alessandro ha replicato: "Non tanto le ragazze. Sono andato al Gay Pride, infatti. Quindi cercherei più un ragazzo".
IL PRECEDENTE
Nel tentativo di avere un campione di personaggi che rispecchiasse quanto più possibile la realtà italiana, nel gruppo di Mammoni-Chi vuole sposare mio figlio?, il reality trasmesso la scorsa estate su Italia 1, c'era anche un omosessuale.
Si chiama Pierpaolo Lisca, 34 anni di Pavia, vive con la mamma Franca Messere di anni 62 e fa il ballerino professionista. E' la prima volta che una madre italiana si rivolgeva a un programma televisivo per trovare il compagno di una vita al figlio omosessuale.
Un'autentica novità per il piccolo schermo che ha sdoganato così il tema delle nozze gay in prima serata dopo la decisione del presidente americano Barack Obama di regolarizzare i matrimoni omosessuali negli Stati Uniti.
E anche in altri Paesi, anche europei, questa è diventata una consuetudine codificata.
fonte http://realityshow.blogosfere.it Fabio Traversa
Lgbt Cinema: Oscar 2013 al femminile con Barbra Streisand, Adele e Norah Jones
Manca sempre meno alla premiazione degli Oscar 2013 che si terranno Domenica 24 Febbraio.
L’Academy Award, meglio conosciuto come Oscar, è sicuramente il premio cinematografico più riconosciuto a livello mondiale.
Quest’anno la premiazione sarà condotta da Seth MacFarlane e si terrà al Dolby Theatre all’Hollywood & Highland Center di Hollywood.
Per quanto riguarda la musica, visto che per la parte cinematografica si è già detto molto, l’85esima edizione degli Academy Awards vedrà le esibizioni di Adele con “Skyfall”, Norah Jones con “Ted” e Barbra Streisand nonché molto probabilmente anche il cast de “Les Misérables”. Andiamo per gradi: le performance di Adele e di Norah Jones erano già ufficializzate ormai da tempo ma mancava ancora un tocco ulteriore di classe ed eleganza per completare il cartellone ed ecco Barbra Streisand.
La cantante, regista e attrice due volte Premio Oscar si esibirà durante la serata per la seconda volta, la prima risale ben al 1977.
I produttori Craig Zadan e Neil Meron hanno specificato che questa aggiunta al programma già ben congegnato degli Oscar era doverosa in quanto in una serata di celebrazione di film e musica la Streisand completa il panorama, con una performance che sicuramente sarà molto speciale; una nuova esibizione a distanza di ben trentasei anni.
L’85esima edizione degli Academy Awards si fa sempre più definita sotto molti punti di vista. Barbra Streisand, cantante, attrice e regista ha vinto in passato due Oscar, sia come Miglior Attrice sia per la Miglior Canzone Originale.
L’artista cosa proporrà sul palco degli Oscar? Ancora non si sa ma al momento si pensa ad un medley oppure “Everygreen” o ancora “Don’t Rain on your Parade“. Le scommesse sono ufficialmente aperte.
Il conduttore Seth MacFarlane, animatore, produttore televisivo nonché creatore delle serie animate come I Griffin, American Dad! e The Cleveland Show porterà sul palco molte presenze note di Hollywood e non solo, come Mark Wahlberg e altri nomi non ancora ufficializzati.
Passando invece al trio di voci femminili, i dettagli per ora noti sono i seguenti: Adele canterà il successo “Skyfall” e in un’ambientazione dove l’oro la fa da padrona, la reginetta inglese sembra essere perfettamente a proprio agio visto la fortuna degli ultimi periodi.
Un misto di eleganza musicale, classe ma soprattutto talento, Adele è certamente la star musicale degli ultimi anni; dove c’è lei in nomination, il premio è già assicurato. Per quanto riguarda Norah Jones, invece la canzone protagonista dell’esibizione sarà “Ted”, colonna sonora dell’omonimo prodotto cinematografico nonché scritta dallo stesso MacFarlane assieme a Walter Murphy. Ora che il nome di Barbra Streisand è stato ufficializzato, una delle serate cinematografiche e musicali più attese al mondo è finalmente completa.
Non ci resta che far partire il conto alla rovescia in attesa dell’arrivo della nottata del 24 Febbraio 2013 in una parata di stelle assolutamente da non perdere.
Quali saranno i film che strapperanno il maggior numero di statuette agli Academy of Motion Picture Arts and Sciences?
Quali saranno i look da approvare e quali quelli da bocciare? Sarà la canzone di Adele “Skyfall” ad uscire ancora una volta vittoriosa? Non ci resta che attendere i Premi Oscar 2013!
fonte http://www.melodicamente.com Violet
L’Academy Award, meglio conosciuto come Oscar, è sicuramente il premio cinematografico più riconosciuto a livello mondiale.
Quest’anno la premiazione sarà condotta da Seth MacFarlane e si terrà al Dolby Theatre all’Hollywood & Highland Center di Hollywood.
Per quanto riguarda la musica, visto che per la parte cinematografica si è già detto molto, l’85esima edizione degli Academy Awards vedrà le esibizioni di Adele con “Skyfall”, Norah Jones con “Ted” e Barbra Streisand nonché molto probabilmente anche il cast de “Les Misérables”. Andiamo per gradi: le performance di Adele e di Norah Jones erano già ufficializzate ormai da tempo ma mancava ancora un tocco ulteriore di classe ed eleganza per completare il cartellone ed ecco Barbra Streisand.
La cantante, regista e attrice due volte Premio Oscar si esibirà durante la serata per la seconda volta, la prima risale ben al 1977.
I produttori Craig Zadan e Neil Meron hanno specificato che questa aggiunta al programma già ben congegnato degli Oscar era doverosa in quanto in una serata di celebrazione di film e musica la Streisand completa il panorama, con una performance che sicuramente sarà molto speciale; una nuova esibizione a distanza di ben trentasei anni.
L’85esima edizione degli Academy Awards si fa sempre più definita sotto molti punti di vista. Barbra Streisand, cantante, attrice e regista ha vinto in passato due Oscar, sia come Miglior Attrice sia per la Miglior Canzone Originale.
L’artista cosa proporrà sul palco degli Oscar? Ancora non si sa ma al momento si pensa ad un medley oppure “Everygreen” o ancora “Don’t Rain on your Parade“. Le scommesse sono ufficialmente aperte.
Il conduttore Seth MacFarlane, animatore, produttore televisivo nonché creatore delle serie animate come I Griffin, American Dad! e The Cleveland Show porterà sul palco molte presenze note di Hollywood e non solo, come Mark Wahlberg e altri nomi non ancora ufficializzati.
Passando invece al trio di voci femminili, i dettagli per ora noti sono i seguenti: Adele canterà il successo “Skyfall” e in un’ambientazione dove l’oro la fa da padrona, la reginetta inglese sembra essere perfettamente a proprio agio visto la fortuna degli ultimi periodi.
Un misto di eleganza musicale, classe ma soprattutto talento, Adele è certamente la star musicale degli ultimi anni; dove c’è lei in nomination, il premio è già assicurato. Per quanto riguarda Norah Jones, invece la canzone protagonista dell’esibizione sarà “Ted”, colonna sonora dell’omonimo prodotto cinematografico nonché scritta dallo stesso MacFarlane assieme a Walter Murphy. Ora che il nome di Barbra Streisand è stato ufficializzato, una delle serate cinematografiche e musicali più attese al mondo è finalmente completa.
Non ci resta che far partire il conto alla rovescia in attesa dell’arrivo della nottata del 24 Febbraio 2013 in una parata di stelle assolutamente da non perdere.
Quali saranno i film che strapperanno il maggior numero di statuette agli Academy of Motion Picture Arts and Sciences?
Quali saranno i look da approvare e quali quelli da bocciare? Sarà la canzone di Adele “Skyfall” ad uscire ancora una volta vittoriosa? Non ci resta che attendere i Premi Oscar 2013!
fonte http://www.melodicamente.com Violet
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Lgbt: Trans e sacerdote con sette figli, una storia tedesca
La Welt racconta la storia di Elke Spoerkel, reverendo transessuale, padre di sette figli e accettata dalla comunità.
IL CASO
Hans Gerd ha sempre saputo di avere l’anima nel corpo sbagliato e nel corso degli anni ha deciso di riappropriarsi della sua vera natura.
Oggi è una donna sacerdote e ha sette figli.
Elke è il nome che ha scelto con coraggio nonostante la paura di essere respinta dalla comunità perché la sua professione la porta ad avere contatto continuo con la comunità ma la sua è una storia felice con un bel finale e la racconta la Welt.
CORAGGIO
Temeva i fischi ma gli applausi sono stati molto più forti per questa donna sacerdote che ha sfidato i pregiudizi per essere finalmente se stessa. Dice di essere “padre” e “madre” dei suoi sette figli e che i bambini hanno accettato la situazione. Certo, farsi accettare non è stato così semplice come sembra infatti racconta: “Mi fa male quando si lavora per decenni e si costruisce un rapporto di fiducia con le persone ma poi queste smettono di salutarti se ti incontrano per strada” dice Elke lasciando cadere lo sguardo nel vuoto.
Come ha vissuto questo cambiamento? “Io sono sempre la stessa persona, sono cambiata solo fuori”.
METAMORFOSI
Finalmente può vestirsi da donna, indossare sciarpe, tacchi, orecchini gesti semplici che prima non poteva permettersi ma che ha sempre avuto il desiderio di fare.
Elke ha faticato non poco per riuscire ad essere la donna che è oggi, per anni ha dovuto nascondere la sua identità: “Prima il matrimonio, poi i bambini, la professione – ma poi prosegue Elke – a cinquant’anni è arrivata la svolta dovuta a una crisi di mezza età. Due terzi della mia vita erano andati e non volevo più avere a che fare con le bugie.
Ho sognato la mia tomba con su scritto il mio nome da uomo e ho pensato avrei voluto una vita diversa”.
Elke parla della sua esperienza come di “un dono”.
La comunità come ha reagito? “I fedeli mi aiutano ad accettare e a tollerare ma non devono essere necessariamente fieri di me però possiamo crescere insieme”.
fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari
IL CASO
Hans Gerd ha sempre saputo di avere l’anima nel corpo sbagliato e nel corso degli anni ha deciso di riappropriarsi della sua vera natura.
Oggi è una donna sacerdote e ha sette figli.
Elke è il nome che ha scelto con coraggio nonostante la paura di essere respinta dalla comunità perché la sua professione la porta ad avere contatto continuo con la comunità ma la sua è una storia felice con un bel finale e la racconta la Welt.
CORAGGIO
Temeva i fischi ma gli applausi sono stati molto più forti per questa donna sacerdote che ha sfidato i pregiudizi per essere finalmente se stessa. Dice di essere “padre” e “madre” dei suoi sette figli e che i bambini hanno accettato la situazione. Certo, farsi accettare non è stato così semplice come sembra infatti racconta: “Mi fa male quando si lavora per decenni e si costruisce un rapporto di fiducia con le persone ma poi queste smettono di salutarti se ti incontrano per strada” dice Elke lasciando cadere lo sguardo nel vuoto.
Come ha vissuto questo cambiamento? “Io sono sempre la stessa persona, sono cambiata solo fuori”.
METAMORFOSI
Finalmente può vestirsi da donna, indossare sciarpe, tacchi, orecchini gesti semplici che prima non poteva permettersi ma che ha sempre avuto il desiderio di fare.
Elke ha faticato non poco per riuscire ad essere la donna che è oggi, per anni ha dovuto nascondere la sua identità: “Prima il matrimonio, poi i bambini, la professione – ma poi prosegue Elke – a cinquant’anni è arrivata la svolta dovuta a una crisi di mezza età. Due terzi della mia vita erano andati e non volevo più avere a che fare con le bugie.
Ho sognato la mia tomba con su scritto il mio nome da uomo e ho pensato avrei voluto una vita diversa”.
Elke parla della sua esperienza come di “un dono”.
La comunità come ha reagito? “I fedeli mi aiutano ad accettare e a tollerare ma non devono essere necessariamente fieri di me però possiamo crescere insieme”.
fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari
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Lgbt: "Matrimonio, il tempo è scaduto", la nuova campagna Arcigay a favore delle nozze omosessuali, e la possibilità di cambiare nome nella carta di identità alle persone transessuali senza ricorrere all'intervento chirurgico
Da domani mattina gli italiani che camminano svelti verso l'ufficio potranno vedere, accanto ai normali manifesti elettorali, poster con l'immagine di coppie omosessuali felici nel giorno del matrimonio e con l'anello nuziale al dito.
E uno slogan: “L'amore non fa differenze, il tuo voto sì”.
Con la campagna “Matrimonio, il tempo è scaduto” l'Arcigay inviterà dunque a votare soltanto quei partiti o quei politici che davvero sono impegnati nell'ottenimento delle nozze gay, scartando le forze politiche che negli anni hanno saputo soltanto promettere senza poi arrivare a legiferare sulle questioni che la comunità omosessuale, e non solo, ritiene urgenti: l'iter parlamentare della legge sull'omofobia e il dibattito pubblico sull'adozione per le coppie dello stesso sesso sono un esempio lampante.
Ed è proprio sull'inserimento dell'aggravante omofoba nel codice penale che viene dedicato uno dei poster della campagna: un cadavere con il cartellino all'alluce “gay”, per ricordare le vittime dell'odio contro omosessuali e transessuali.
Il senso della campagna è chiaro: i recenti primi passi del Parlamento inglese e francese verso le nozze gay, cronaca di questi giorni, mettono in chiara luce le gravissime lacune italiane in materia e rendono ancora più bruciante la certezza di vivere in un Paese arretrato. E allora è arrivato il momento di orientare il proprio voto in maniera proficua, per non perdere tempo ulteriore.
Quattro sono le richieste non più rinviabili formulate dall'Arcigay e che sono consultabili a partire da questa sera sul sito www.temposcaduto.com
matrimonio civile per tutti, legge sull'omofobia, revisione della legge 40 per consentire anche la fecondazione eterologa e la possibilità di cambiare nome genere sessuale nella carta di identità alle persone transessuali e transgender senza la necessità di ricorrere all'intervento chirurgico.
Nel sito saranno monitorati i candidati che saranno chiamati a esprimersi su questi cambiamenti legislativi, in modo da fornire agli elettori un quadro chiaro su coloro che andranno a votare.
“In queste elezioni politiche 2013 non firmeremo alcuna cambiale in bianco ai partiti”, promette il presidente dell'Arcigay Flavio Romani: “Le proposte che stiamo ricevendo da tutti i partiti, Pd e Pdl in primis, sono imbarazzanti quanto a timidezza se collocate nel percorso europeo di raggiungimento di totale uguaglianza che stiamo vivendo”.
Nella pagina dedicata ai programmi, infatti, è possibile mettere a confronto le promesse delle forze politiche impegnate nella campagna elettorale: il partito di Pierluigi Bersani pensa ad un generico “riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali” e ad una “legge contro l'omofobia”.
Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia aderisce al vago “contrasto all'omofobia e riconoscimento dei diritti civili degli individui delle coppie”, mentre Sinistra ecologia e libertà è l'unica formazione che dedica spazio a tutte le rivendicazioni lgbtq. Il Movimento 5 Stelle non menziona la questione nel programma nonostante Beppe Grillo durante un comizio abbia espresso parere favorevole alle nozze gay.
Nella Lista Civica di Monti manca totalmente il paragrafo sui diritti civili, così come nel Pdl e nella Lega. I leader dei tre partiti hanno chiarito durante la campagna che il matrimonio è quello “tra un uomo e una donna”.
fonte http://www.huffingtonpost.it Laura Eduati
E uno slogan: “L'amore non fa differenze, il tuo voto sì”.
Con la campagna “Matrimonio, il tempo è scaduto” l'Arcigay inviterà dunque a votare soltanto quei partiti o quei politici che davvero sono impegnati nell'ottenimento delle nozze gay, scartando le forze politiche che negli anni hanno saputo soltanto promettere senza poi arrivare a legiferare sulle questioni che la comunità omosessuale, e non solo, ritiene urgenti: l'iter parlamentare della legge sull'omofobia e il dibattito pubblico sull'adozione per le coppie dello stesso sesso sono un esempio lampante.
Ed è proprio sull'inserimento dell'aggravante omofoba nel codice penale che viene dedicato uno dei poster della campagna: un cadavere con il cartellino all'alluce “gay”, per ricordare le vittime dell'odio contro omosessuali e transessuali.
Il senso della campagna è chiaro: i recenti primi passi del Parlamento inglese e francese verso le nozze gay, cronaca di questi giorni, mettono in chiara luce le gravissime lacune italiane in materia e rendono ancora più bruciante la certezza di vivere in un Paese arretrato. E allora è arrivato il momento di orientare il proprio voto in maniera proficua, per non perdere tempo ulteriore.
Quattro sono le richieste non più rinviabili formulate dall'Arcigay e che sono consultabili a partire da questa sera sul sito www.temposcaduto.com
matrimonio civile per tutti, legge sull'omofobia, revisione della legge 40 per consentire anche la fecondazione eterologa e la possibilità di cambiare nome genere sessuale nella carta di identità alle persone transessuali e transgender senza la necessità di ricorrere all'intervento chirurgico.
Nel sito saranno monitorati i candidati che saranno chiamati a esprimersi su questi cambiamenti legislativi, in modo da fornire agli elettori un quadro chiaro su coloro che andranno a votare.
“In queste elezioni politiche 2013 non firmeremo alcuna cambiale in bianco ai partiti”, promette il presidente dell'Arcigay Flavio Romani: “Le proposte che stiamo ricevendo da tutti i partiti, Pd e Pdl in primis, sono imbarazzanti quanto a timidezza se collocate nel percorso europeo di raggiungimento di totale uguaglianza che stiamo vivendo”.
Nella pagina dedicata ai programmi, infatti, è possibile mettere a confronto le promesse delle forze politiche impegnate nella campagna elettorale: il partito di Pierluigi Bersani pensa ad un generico “riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali” e ad una “legge contro l'omofobia”.
Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia aderisce al vago “contrasto all'omofobia e riconoscimento dei diritti civili degli individui delle coppie”, mentre Sinistra ecologia e libertà è l'unica formazione che dedica spazio a tutte le rivendicazioni lgbtq. Il Movimento 5 Stelle non menziona la questione nel programma nonostante Beppe Grillo durante un comizio abbia espresso parere favorevole alle nozze gay.
Nella Lista Civica di Monti manca totalmente il paragrafo sui diritti civili, così come nel Pdl e nella Lega. I leader dei tre partiti hanno chiarito durante la campagna che il matrimonio è quello “tra un uomo e una donna”.
fonte http://www.huffingtonpost.it Laura Eduati
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mercoledì 30 gennaio 2013
Lgbt: Amnesty International Italia chiede ai politici di dire chiaramente come intendono fermare omofobia e transfobia "Ricordati che devi rispondere"
"Ricordati che devi rispondere"
http://www.ricordatichedevirispondere.it/
Firma l'appello
L’Italia e i diritti umani è la campagna lanciata da Amnesty International Italia in vista delle elezioni del 2013.
Il motivo di tale campagna è spiegato dalla presidente di Amnesty Italia Christine Weise
L’imparzialità è nel nostro DNA ma non vogliamo più stare lontano dal dibattito, vogliamo dire la nostra, confrontarci. E non ci accontenteremo di promesse elettorali, ma faremo verifiche rigorose e ripetute che saranno rese pubbliche.
Secondo Amnesty Italia, infatti c’è
una disattenzione storica verso i diritti umani, un atteggiamento di superficialità, l’argomento viene trattato sempre in modo generico e fumoso. Nei discorsi dei politici italiani spesso manca una cultura dei diritti umani, ancora oggi non c’è la dovuta serietà e si tende a considerarlo un tema che non riguarda l’Italia ma altri Paesi
Per questo motivo AI Italia ha sottoposto ai leader delle coalizioni e a tutti candidati dieci domande su vari aspetti dei diritti umani. La quinta domanda riguarda la lotta all’omofobia e alla transfobia come anche il garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti:
Negli ultimi anni, attacchi verbali e fisici nei confronti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate) si sono verificati in Italia con preoccupante frequenza, mentre diversi esponenti politici e istituzionali hanno continuato a fomentare un clima d’intolleranza e di odio con dichiarazioni palesemente omofobe. La legge antidiscriminazione prevede pene aggravate per crimini di odio basati sull’etnia, razza, nazionalità, lingua o religione, ma non tratta allo stesso modo quelli motivati da finalità di discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Inoltre, l’incitamento a commettere atti o provocazioni di violenza omofobica e transfobica non è perseguibile come altre forme di incitamento alla violenza discriminatoria.
Prosegue Amnesty Italia:
"Questa situazione rischia di favorire l’aumento di intolleranza e violenza verso le persone Lgbti, tuttavia la lacuna legislativa non è stata sinora colmata. Inoltre, nella legislazione italiana manca qualsiasi riconoscimento della rilevanza sociale delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso e dai loro figli. Ciò impedisce a molte persone di godere di diritti umani essenziali per l’autorealizzazione e alimenta la stigmatizzazione delle persone Lgbti."
Che ribadisce:
"Il principio di non discriminazione, sancito da numerose convenzioni internazionali, garantisce parità di trattamento tra le persone e stabilisce il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, anche quella basata sull’orientamento sessuale. Le autorità italiane hanno la responsabilità di proteggere e garantire la realizzazione dei diritti umani delle persone Lgbti affinché esse non siano vittime di discriminazione, possano godere degli stessi diritti di ogni altro individuo e possano esprimere liberamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere senza il rischio di subire abusi."
Al momento attuale solo Antonio Ingroia ha risposto a questa domanda:
http://www.queerblog.it/post/45167/elezioni-2013-le-politiche-sui-diritti-civili-proposte-da-rivoluzione-civile
fonte http://www.queerblog.it/ da Roberto Russo
http://www.ricordatichedevirispondere.it/
Firma l'appello
L’Italia e i diritti umani è la campagna lanciata da Amnesty International Italia in vista delle elezioni del 2013.
Il motivo di tale campagna è spiegato dalla presidente di Amnesty Italia Christine Weise
L’imparzialità è nel nostro DNA ma non vogliamo più stare lontano dal dibattito, vogliamo dire la nostra, confrontarci. E non ci accontenteremo di promesse elettorali, ma faremo verifiche rigorose e ripetute che saranno rese pubbliche.
Secondo Amnesty Italia, infatti c’è
una disattenzione storica verso i diritti umani, un atteggiamento di superficialità, l’argomento viene trattato sempre in modo generico e fumoso. Nei discorsi dei politici italiani spesso manca una cultura dei diritti umani, ancora oggi non c’è la dovuta serietà e si tende a considerarlo un tema che non riguarda l’Italia ma altri Paesi
Per questo motivo AI Italia ha sottoposto ai leader delle coalizioni e a tutti candidati dieci domande su vari aspetti dei diritti umani. La quinta domanda riguarda la lotta all’omofobia e alla transfobia come anche il garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti:
Negli ultimi anni, attacchi verbali e fisici nei confronti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate) si sono verificati in Italia con preoccupante frequenza, mentre diversi esponenti politici e istituzionali hanno continuato a fomentare un clima d’intolleranza e di odio con dichiarazioni palesemente omofobe. La legge antidiscriminazione prevede pene aggravate per crimini di odio basati sull’etnia, razza, nazionalità, lingua o religione, ma non tratta allo stesso modo quelli motivati da finalità di discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Inoltre, l’incitamento a commettere atti o provocazioni di violenza omofobica e transfobica non è perseguibile come altre forme di incitamento alla violenza discriminatoria.
Prosegue Amnesty Italia:
"Questa situazione rischia di favorire l’aumento di intolleranza e violenza verso le persone Lgbti, tuttavia la lacuna legislativa non è stata sinora colmata. Inoltre, nella legislazione italiana manca qualsiasi riconoscimento della rilevanza sociale delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso e dai loro figli. Ciò impedisce a molte persone di godere di diritti umani essenziali per l’autorealizzazione e alimenta la stigmatizzazione delle persone Lgbti."
Che ribadisce:
"Il principio di non discriminazione, sancito da numerose convenzioni internazionali, garantisce parità di trattamento tra le persone e stabilisce il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, anche quella basata sull’orientamento sessuale. Le autorità italiane hanno la responsabilità di proteggere e garantire la realizzazione dei diritti umani delle persone Lgbti affinché esse non siano vittime di discriminazione, possano godere degli stessi diritti di ogni altro individuo e possano esprimere liberamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere senza il rischio di subire abusi."
Al momento attuale solo Antonio Ingroia ha risposto a questa domanda:
http://www.queerblog.it/post/45167/elezioni-2013-le-politiche-sui-diritti-civili-proposte-da-rivoluzione-civile
fonte http://www.queerblog.it/ da Roberto Russo
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VERONA: INCONTRO GRUPPO GENITORI LGBT RAINBOW OGGI 30 GENNAIO ORE 21
Il gruppo genitori RAINBOW di Verona è un gruppo di incontro, scambio dialogo e ascolto aperto sia a “genitori di figli omosessuali” e sia a “genitori omosessuali” ovvero a persone gay, lesbiche che hanno avuto figli in precedenti relazioni eterosessuali o in altro modo.
Il gruppo è aperto anche a “figli” ovvero a persone, non necessariamente genitori, che desiderano confrontarsi sulle tematiche legate al rapporto genitori-figli in relazione agli aspetti LGBT.
La partecipazione è gratuita e non serve la prenotazione ma si raccomanda la puntualità.
Il conduttore del gruppo è Ermanno Marogna che da vari anni si occupa di counseling e formazione in ambito LGBT.
Per informazione di qualsiasi tipo contattare il numero 349 4641139 o scrivere a formazionelgbt@yahoo.it.
Per ulteriori informazioni vedi sito http://www.genitori-lgbt.it/
Mercoledì 30 gennaio ore 21.00
@ MILK Verona LGBT Community Center
via Nichelosa, 9 a San Michele Extra (Verona).
fonte http://www.digayproject.org
Il gruppo è aperto anche a “figli” ovvero a persone, non necessariamente genitori, che desiderano confrontarsi sulle tematiche legate al rapporto genitori-figli in relazione agli aspetti LGBT.
La partecipazione è gratuita e non serve la prenotazione ma si raccomanda la puntualità.
Il conduttore del gruppo è Ermanno Marogna che da vari anni si occupa di counseling e formazione in ambito LGBT.
Per informazione di qualsiasi tipo contattare il numero 349 4641139 o scrivere a formazionelgbt@yahoo.it.
Per ulteriori informazioni vedi sito http://www.genitori-lgbt.it/
Mercoledì 30 gennaio ore 21.00
@ MILK Verona LGBT Community Center
via Nichelosa, 9 a San Michele Extra (Verona).
fonte http://www.digayproject.org
Lgbt Spot: La pubblicità Ikea che fa arrabbiare le trans, accade in Thailandia
Ikea, il rivenditore di mobili più famoso al mondo, ha offeso la comunità delle trans con uno spot pubblicitario dalla facile ironia. Ecco cosa è successo.
IL CASO
Sono bastati venti secondi per far infuriare la comunità LGBT perché Ikea ha fornito una visione negativa e stereotipata delle trans.
“Una grave violazione dei diritti umani”: queste le parole di un gruppo thailandese transgender che ha scritto una lettera al colosso immobiliare.
LO SPOT
Nello spot compare una coppia impegnata a fare acquisti presso uno dei punti vendita Ikea ma quando la donna ha un brusco calo di voce, tanto da richiamare un timbro maschile, l’uomo si spaventa e alla fine fugge lasciandola nel negozio.
In Thailandia le trans sono largamente accettate nei settori della moda, della bellezza e del divertimento ma non sono riconosciute come donne, spiega Reuters:
http://www.reuters.com/article/2013/01/24/us-thailand-ikea-transgenders-idUSBRE90N0GW20130124?feedType=RSS&feedName=oddlyEnoughNews&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+reuters%2FoddlyEnoughNews+%28Reuters+Oddly+Enough%29
INDIGNAZIONE
La comunità si è detta indignata perché la pubblicità promuove un’ideale delle trans come di persone che cercano sempre di ingannare gli altri.
C’è stato uno scambio telefonico con un portavoce della sede thailandese aperta a novembre del 2011 e si attendono le evoluzioni, spiega The Inquisitr.
(http://www.inquisitr.com/493482/ikea-transgender-ad-upsets-lgbt-trans-communities/)
Non è la prima volta che Ikea inciampa nelle pubblicità, ad esempio, l’anno scorso l’azienda si è vista costretta a chiedere pubblicamente scusa per aver rimosso le donne da un catalogo arabo (ne abbiamo parlato qui).
fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari
IL CASO
Sono bastati venti secondi per far infuriare la comunità LGBT perché Ikea ha fornito una visione negativa e stereotipata delle trans.
“Una grave violazione dei diritti umani”: queste le parole di un gruppo thailandese transgender che ha scritto una lettera al colosso immobiliare.
LO SPOT
Nello spot compare una coppia impegnata a fare acquisti presso uno dei punti vendita Ikea ma quando la donna ha un brusco calo di voce, tanto da richiamare un timbro maschile, l’uomo si spaventa e alla fine fugge lasciandola nel negozio.
In Thailandia le trans sono largamente accettate nei settori della moda, della bellezza e del divertimento ma non sono riconosciute come donne, spiega Reuters:
http://www.reuters.com/article/2013/01/24/us-thailand-ikea-transgenders-idUSBRE90N0GW20130124?feedType=RSS&feedName=oddlyEnoughNews&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+reuters%2FoddlyEnoughNews+%28Reuters+Oddly+Enough%29
INDIGNAZIONE
La comunità si è detta indignata perché la pubblicità promuove un’ideale delle trans come di persone che cercano sempre di ingannare gli altri.
C’è stato uno scambio telefonico con un portavoce della sede thailandese aperta a novembre del 2011 e si attendono le evoluzioni, spiega The Inquisitr.
(http://www.inquisitr.com/493482/ikea-transgender-ad-upsets-lgbt-trans-communities/)
Non è la prima volta che Ikea inciampa nelle pubblicità, ad esempio, l’anno scorso l’azienda si è vista costretta a chiedere pubblicamente scusa per aver rimosso le donne da un catalogo arabo (ne abbiamo parlato qui).
fonte http://www.giornalettismo.com di Alessandra Cristofari
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Lgbt: «Gay nel calcio: è l'ora di cambiare» Renzo Ulivieri, ex allentatore candidato con Sel: «Io più a sinistra del Pd»
Anche Renzo Ulivieri, attualmente presidente dell'Associazione italiana allenatori di calcio, è candidato alle prossime elezioni politiche. Il suo nome è secondo nella lista di Sel al Senato per la Toscana.
«Ma in politica ci sono sempre stato», spiega.
Allenatore per 40 anni, è stato iscritto al Partito Comunista negli anni 60, partito con cui è stato eletto consigliere comunale ed assessore, per poi passare nei Democratici di Sinistra e al Pd. Due anni fa, la svolta con Sel. «Perché sono ancora più a sinistra del Pd, e le idee di Nichi Vendola sono anche le mie. Credo in tutte le sue battaglie, e le faccio anch'io con tanto entusiasmo».
Quindi, è anche a favore dei matrimoni gay?
«Si, certo. Sono favorevole a questa apertura, che non tutti ancora posseggono. Il tempo porterà in questa direzione, perché tutto il mondo sta muovendosi in tal senso, e la storia già lo dimostra. La parità di diritti per tutti è una cosa in cui credo molto. E sono sicuro che anche in Italia si arriverà a ottenerla».
Ma lei viene proprio da un ambiente in cui esiste ancora il tabù su una semplice dichiarazione di omosessualità...
«Purtroppo l'ambiente del calcio italiano è fatto da voci, che molto spesso corrono più veloci dei pensieri dei singoli. Le cose che si dicono e che girano sono molto ariose. Io sono molto per la libertà individuale, ma senza forzature esterne».
Ma lei ha allenato calciatori omosessuali?
«Vede, posso anche dire di sì, ma quello che conta è che nel calcio quelli che sbagliano siamo noi: l'immagine sbagliata la diamo noi per primi, perché siamo i primi che pensiamo male. Le forzature, da qualsiasi parte arrivano, fanno male. Deve essere tutto naturale, invece non lo è affatto».
Si ricorda che Lippi, quando era allenatore dell'Italia, aveva detto che «nel calcio non esistono gay»? Ha fatto male all'ambiente questa frase?
«Sì, me la ricordo anch'io quella frase. Non è vera, naturalmente, altrimenti sarebbe una cosa strana. Per fortuna, non è stato l'unico ad esprimersi sulla questione...».
Certo, c'è stato di recente Prandelli che ha detto che i tempi sono maturi per essere liberi di fare coming out.
«Infatti, noi siamo quelli che la pensano in questa maniera. Non ci sono dubbi su questo. Ma non deve essere presa come una crociata, deve venire naturale. Sono per la libertà di espressione, senza che si urti la suscettibilità di altre persone».
E voi, cosa ne pensate? Siete d'accordo con Ulivieri sulla necessità di un cambiamento sui temi civili anche nel calcio?
fonte http://www.vanityfair.it di Gabriella Greison
«Ma in politica ci sono sempre stato», spiega.
Allenatore per 40 anni, è stato iscritto al Partito Comunista negli anni 60, partito con cui è stato eletto consigliere comunale ed assessore, per poi passare nei Democratici di Sinistra e al Pd. Due anni fa, la svolta con Sel. «Perché sono ancora più a sinistra del Pd, e le idee di Nichi Vendola sono anche le mie. Credo in tutte le sue battaglie, e le faccio anch'io con tanto entusiasmo».
Quindi, è anche a favore dei matrimoni gay?
«Si, certo. Sono favorevole a questa apertura, che non tutti ancora posseggono. Il tempo porterà in questa direzione, perché tutto il mondo sta muovendosi in tal senso, e la storia già lo dimostra. La parità di diritti per tutti è una cosa in cui credo molto. E sono sicuro che anche in Italia si arriverà a ottenerla».
Ma lei viene proprio da un ambiente in cui esiste ancora il tabù su una semplice dichiarazione di omosessualità...
«Purtroppo l'ambiente del calcio italiano è fatto da voci, che molto spesso corrono più veloci dei pensieri dei singoli. Le cose che si dicono e che girano sono molto ariose. Io sono molto per la libertà individuale, ma senza forzature esterne».
Ma lei ha allenato calciatori omosessuali?
«Vede, posso anche dire di sì, ma quello che conta è che nel calcio quelli che sbagliano siamo noi: l'immagine sbagliata la diamo noi per primi, perché siamo i primi che pensiamo male. Le forzature, da qualsiasi parte arrivano, fanno male. Deve essere tutto naturale, invece non lo è affatto».
Si ricorda che Lippi, quando era allenatore dell'Italia, aveva detto che «nel calcio non esistono gay»? Ha fatto male all'ambiente questa frase?
«Sì, me la ricordo anch'io quella frase. Non è vera, naturalmente, altrimenti sarebbe una cosa strana. Per fortuna, non è stato l'unico ad esprimersi sulla questione...».
Certo, c'è stato di recente Prandelli che ha detto che i tempi sono maturi per essere liberi di fare coming out.
«Infatti, noi siamo quelli che la pensano in questa maniera. Non ci sono dubbi su questo. Ma non deve essere presa come una crociata, deve venire naturale. Sono per la libertà di espressione, senza che si urti la suscettibilità di altre persone».
E voi, cosa ne pensate? Siete d'accordo con Ulivieri sulla necessità di un cambiamento sui temi civili anche nel calcio?
fonte http://www.vanityfair.it di Gabriella Greison
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Lgbt Russia: La legge anti-gay è inaccettabile: Venezia rompe gli accordi con San Pietroburgo
Dopo Milano anche il consiglio comunale di Venezia ha deciso di sospendere l'accordo di cooperazione culturale stretto nel 1997 con San Pietroburgo.
La mozione, votata all'unanimità, mira a prendere le distanze dalla legge omofoba contro introdotta alcuni mesi fa nell'intera regione.
«È necessario che ci sia una ferma condanna di quanto sta accadendo in Russia -ha dichiarato la consigliere comunale Camilla Seibezzi- L'approvazione di una legge che vieta e punisce la propaganda omosessuale è segnale inequivocabile di una pericolosa regressione sui temi dei diritti umani [...]
Quali siano gli accordi presi in precedenza dalla nostra amministrazione, è giusto intervenire con la massima tempestività per esprimere fermamente il proprio biasimo. Non esistono accordi culturali laddove c'è una realtà di violenza e sopruso che mal celano il ritorno ad un vero e proprio regime dittatoriale».
fonte http://gayburg.blogspot.it/
La mozione, votata all'unanimità, mira a prendere le distanze dalla legge omofoba contro introdotta alcuni mesi fa nell'intera regione.
«È necessario che ci sia una ferma condanna di quanto sta accadendo in Russia -ha dichiarato la consigliere comunale Camilla Seibezzi- L'approvazione di una legge che vieta e punisce la propaganda omosessuale è segnale inequivocabile di una pericolosa regressione sui temi dei diritti umani [...]
Quali siano gli accordi presi in precedenza dalla nostra amministrazione, è giusto intervenire con la massima tempestività per esprimere fermamente il proprio biasimo. Non esistono accordi culturali laddove c'è una realtà di violenza e sopruso che mal celano il ritorno ad un vero e proprio regime dittatoriale».
fonte http://gayburg.blogspot.it/
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Lgbt Musica: Tiziano Ferro “Essere gay non è una scelta sessuale, si tratta di amore vero”
Tiziano Ferro è stato ospite della prima puntata delle Invasioni Barbariche, intervistato da Daria Bignardi, conduttrice del programma di La7.
“Un anno iniziato strano” per Tiziano Ferro: la morte del nonno, l’ospedale e l’inizio di “un periodo bellico tra lui e la persona con la quale stava“. Attenti a chiamarlo fidanzato, o compagno!
Una storia finita male, “un trauma, una sorta di lutto”.
E riprendendo il titolo del suo ultimo album afferma:
“L’amore è una cosa semplice perché semplicemente inizia e semplicemente finisce”
E sempre a proposito della relazione col suo ex ragazzo dice:
“Esistono dei metodi un po’ più dignitosi per lasciarsi. E’ stato la prima volta che mi sono innamorato”
E per quanto riguarda l’amore, il cantante afferma:
“L’amore vero è uno scambio di qualcosa. Ci spiegano sempre come scelta sessuale ma in realtà è una dimensione sentimentale; l’omosessualità è sempre amore, amore vero. Amore che ti nutre e ti priva, come l’amore eterosessuale”
E sul matrimonio dice:
“Non voglio più vivere all’estero. Io non me ne vado in Spagna a sposarmi; o si può fare qua o io non mi sposo! Penso che sia importante invece tener duro e rimanere qui e far vedere che ci si ama qui“
Chiede la Bignardi:
“Ma tu vorresti che si potesse?”
Risponde così Tiziano Ferro:
“Io la possibilità la lascerei, la scelta la lascerei all’individuo, innanzitutto, come in ogni società civile”
fonte http://www.gaymagazine.it
“Un anno iniziato strano” per Tiziano Ferro: la morte del nonno, l’ospedale e l’inizio di “un periodo bellico tra lui e la persona con la quale stava“. Attenti a chiamarlo fidanzato, o compagno!
Una storia finita male, “un trauma, una sorta di lutto”.
E riprendendo il titolo del suo ultimo album afferma:
“L’amore è una cosa semplice perché semplicemente inizia e semplicemente finisce”
E sempre a proposito della relazione col suo ex ragazzo dice:
“Esistono dei metodi un po’ più dignitosi per lasciarsi. E’ stato la prima volta che mi sono innamorato”
E per quanto riguarda l’amore, il cantante afferma:
“L’amore vero è uno scambio di qualcosa. Ci spiegano sempre come scelta sessuale ma in realtà è una dimensione sentimentale; l’omosessualità è sempre amore, amore vero. Amore che ti nutre e ti priva, come l’amore eterosessuale”
E sul matrimonio dice:
“Non voglio più vivere all’estero. Io non me ne vado in Spagna a sposarmi; o si può fare qua o io non mi sposo! Penso che sia importante invece tener duro e rimanere qui e far vedere che ci si ama qui“
Chiede la Bignardi:
“Ma tu vorresti che si potesse?”
Risponde così Tiziano Ferro:
“Io la possibilità la lascerei, la scelta la lascerei all’individuo, innanzitutto, come in ogni società civile”
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lunedì 28 gennaio 2013
Lgbt Ontario: Kathlenne Wynne la prima premier lesbica del Canada
Gli esponenti LGBT alla guida di una nazione sono ancora molto pochi.
Per la prima volta nella storia del Canada e dell’interno Nord America uno stato sarà guidato da una donna lesbica.
Nell’Ontario, la più popolosa delle Province canadesi, il prossimo primo ministro sarà Kathlenne Wynne, leader politica del partito liberale che ha fatto “coming out” da molti anni.
PRIMA PREMIER LESBICA
Kathlenne Wynne sarà la nuova primo ministro della Provincia dell’Ontario. L’esponente dei Liberali, partito di centro progressista nel sistema politico del Canada, si è affermata nel congresso della sezione locale della formazione che doveva procedere alla sostituzione del leader, e premier dimissionario, Dalton McGuinty.
In un aspro duello con la con la sua concorrente Sandra Pupatello, la Wynne si è imposta alla terza votazione, diventando così la nuova leader dei Liberali dell’Ontario, e futura prima ministra della Provincia più popolosa del Canada. Kathlenne Wynne è una politica di spicco della formazione dello stato, visto che nel corso del suo percorso ha già occupato tre posizioni ministeriali – Cultura, Trasporti ed Affari Municipali- al fianco del premier uscente McGuinty.
Con la sua affermazione al congresso di Toronto la Wynne diventerà così la prima politica lesbica nordamericana ad assumere la guida di uno stato.
L’Ontario è particolarmente rilevante in Canada, visto che è di gran lunga la prima Provincia per popolazione, ed è il punto di riferimento per l’area anglofona del paese.
ORIENTAMENTO SESSUALE DECISIVO
Il congresso dei Liberali è stato molto equilibrato, e le due favorite principali della vigilia, la Wynne e Sandra Pupatello, sono rimaste in campo fino alla terza, decisiva votazione.
Prima di procedere al decisivo ballottaggio l’ex ministro della Cultura ha parlato apertamente del suo orientamento sessuale, rimarcando come “la Provincia è cambiata, il nostro partito è cambiato.
Non credo che gli uomini in Ontario valutino i loro governanti in base alla loro provenienza, orientamento sessuale, colore della pelle o religione.
Non credo che abbiano simili pregiudizi nel loro cuore. Saremo giudicati secondo quanto saremo capaci di realizzare al governo”.
La futura primo ministro dell’Ontario convive apertamente con una donna, e da ormai più di vent’anni ha fatto coming out.
Prima della sua dichiarazione pubblica di omosessualità la Wynne era stata sposata con un uomo, con il quale aveva avuto tre figli che ora vivono con lei e la sua compagna, Jane Rounthwaite. Durante il suo mandato da ministro l’esponente dei Liberali si era battuta per alcuni progetti di supporto alla comunità LBGT, in particolar modo per quanto riguarda i più giovani.
NOVITA’ MONDIALE
La nomina di Kathleen Wynne come premier designato dell’Ontario costituisce una significativa novità per quanto riguarda i leader politici appartenenti alla comunità LGBT.
Finora pochi esponenti omosessuali hanno ricoperto gli incarichi apicali di un paese. All’interno dell’Unione Europea il primo gay ad assumere il ruolo di guida del governo è stato il belga, e socialista, Elio Di Rupo.
Nel Vecchio Continente Jóhanna Sigurðardóttir è stata la prima donna lesbica a diventare premier di un paese, ovvero l’Islanda.
La Sigurðardóttir è la leader del partito socialdemocratico dell’isola nordica. Kathlenne Wynne diventa così la prima omosessuale dichiarata a diventare premier di uno stato, e vista l’architettura istituzionale canadese, ispirata ad un federalismo ancora più spinto rispetto al modello americano, i suoi poteri saranno davvero vasti, assimilabili a quelli di un premier di una nazione.
Il partito della Wynne è però meno progressista rispetto alle altre due formazioni, i socialisti belgi ed islandesi, che esprimono un primo ministro LGBT.
I Liberali sono storicamente l’equivalente canadese dei democratici americani, leggermente più spostati a sinistra per quanto riguarda l’intervento statale a difesa dei diritti sociali. In questi anni di crisi dopo il lunghissimo periodo di governo dei decenni precedenti la formazione sta perdendo consensi rispetto ai più tradizionali laburisti del New Democratic Party, e un’ipotesi di fusione tra i due partiti è stata più volte ventilata.
fonte http://www.giornalettismo.com di Andrea Mollica
Per la prima volta nella storia del Canada e dell’interno Nord America uno stato sarà guidato da una donna lesbica.
Nell’Ontario, la più popolosa delle Province canadesi, il prossimo primo ministro sarà Kathlenne Wynne, leader politica del partito liberale che ha fatto “coming out” da molti anni.
PRIMA PREMIER LESBICA
Kathlenne Wynne sarà la nuova primo ministro della Provincia dell’Ontario. L’esponente dei Liberali, partito di centro progressista nel sistema politico del Canada, si è affermata nel congresso della sezione locale della formazione che doveva procedere alla sostituzione del leader, e premier dimissionario, Dalton McGuinty.
In un aspro duello con la con la sua concorrente Sandra Pupatello, la Wynne si è imposta alla terza votazione, diventando così la nuova leader dei Liberali dell’Ontario, e futura prima ministra della Provincia più popolosa del Canada. Kathlenne Wynne è una politica di spicco della formazione dello stato, visto che nel corso del suo percorso ha già occupato tre posizioni ministeriali – Cultura, Trasporti ed Affari Municipali- al fianco del premier uscente McGuinty.
Con la sua affermazione al congresso di Toronto la Wynne diventerà così la prima politica lesbica nordamericana ad assumere la guida di uno stato.
L’Ontario è particolarmente rilevante in Canada, visto che è di gran lunga la prima Provincia per popolazione, ed è il punto di riferimento per l’area anglofona del paese.
ORIENTAMENTO SESSUALE DECISIVO
Il congresso dei Liberali è stato molto equilibrato, e le due favorite principali della vigilia, la Wynne e Sandra Pupatello, sono rimaste in campo fino alla terza, decisiva votazione.
Prima di procedere al decisivo ballottaggio l’ex ministro della Cultura ha parlato apertamente del suo orientamento sessuale, rimarcando come “la Provincia è cambiata, il nostro partito è cambiato.
Non credo che gli uomini in Ontario valutino i loro governanti in base alla loro provenienza, orientamento sessuale, colore della pelle o religione.
Non credo che abbiano simili pregiudizi nel loro cuore. Saremo giudicati secondo quanto saremo capaci di realizzare al governo”.
La futura primo ministro dell’Ontario convive apertamente con una donna, e da ormai più di vent’anni ha fatto coming out.
Prima della sua dichiarazione pubblica di omosessualità la Wynne era stata sposata con un uomo, con il quale aveva avuto tre figli che ora vivono con lei e la sua compagna, Jane Rounthwaite. Durante il suo mandato da ministro l’esponente dei Liberali si era battuta per alcuni progetti di supporto alla comunità LBGT, in particolar modo per quanto riguarda i più giovani.
NOVITA’ MONDIALE
La nomina di Kathleen Wynne come premier designato dell’Ontario costituisce una significativa novità per quanto riguarda i leader politici appartenenti alla comunità LGBT.
Finora pochi esponenti omosessuali hanno ricoperto gli incarichi apicali di un paese. All’interno dell’Unione Europea il primo gay ad assumere il ruolo di guida del governo è stato il belga, e socialista, Elio Di Rupo.
Nel Vecchio Continente Jóhanna Sigurðardóttir è stata la prima donna lesbica a diventare premier di un paese, ovvero l’Islanda.
La Sigurðardóttir è la leader del partito socialdemocratico dell’isola nordica. Kathlenne Wynne diventa così la prima omosessuale dichiarata a diventare premier di uno stato, e vista l’architettura istituzionale canadese, ispirata ad un federalismo ancora più spinto rispetto al modello americano, i suoi poteri saranno davvero vasti, assimilabili a quelli di un premier di una nazione.
Il partito della Wynne è però meno progressista rispetto alle altre due formazioni, i socialisti belgi ed islandesi, che esprimono un primo ministro LGBT.
I Liberali sono storicamente l’equivalente canadese dei democratici americani, leggermente più spostati a sinistra per quanto riguarda l’intervento statale a difesa dei diritti sociali. In questi anni di crisi dopo il lunghissimo periodo di governo dei decenni precedenti la formazione sta perdendo consensi rispetto ai più tradizionali laburisti del New Democratic Party, e un’ipotesi di fusione tra i due partiti è stata più volte ventilata.
fonte http://www.giornalettismo.com di Andrea Mollica
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sabato 26 gennaio 2013
Domenica 27 Gennaio Giornata della Memoria: così la comunità lgbt ricorda l'Omocausto, il programma degli eventi in tutta Italia
Attività in tutta Italia per non dimenticare l'orrore del totalitarismo nazifascista che colpì duramente anche le persone lgbt.
"Ricordare deve servire per agire" dice il presidente di Arcigay Romani.
Si celebra domenica, come ogni anno, la Giornata della Memoria che ricorda le vittime della persecuzione nazista che, oltre agli ebrei, colpì anche omosessuali, rom e disabili.
Solo da pochi anni, però, si fa menzione anche alle vittime lgbt della ferocia di Hitler e dei suoi seguaci durante le celebrazioni ufficiali. I cosiddetti "triangoli rosa", dal pezzetto di stoffa rosa usati per identificarli in quanto omosessuali o trans, sono ormai a tutti gli effetti riconosciuti come vittime per via del loro orientamento sessuale o identità di genere.
“Ricordare deve servire per agire, le vicende del passato devono essere un monito continuo per analizzare il presente e progettare il futuro - dichiara Flavio Romani, presidente di Arcigay -.
Anche quest’anno, insieme ai triangoli rosa, piangiamo le vittime del pregiudizio e della violenza omo-transfobica: chiusi infatti i campi di sterminio, il sangue di fratelli e sorelle omosessuali e transessuali continua ad essere versato, in Italia e nel mondo, dalla stessa mano che arma l’odio sia esso religioso, etnico o per orientamento sessuale".
"Nel 2012 sono stati quattro gli omosessuali uccisi dall’odio omo-transfobico - continua Romani -. Solo tra il 1980 e oggi abbiamo contato almeno 140 omosessuali uccisi in Italia dall’odio. E’ un numero di vittime impressionante che dà testimonianza di una strage che continua.
Vorremmo che questo 27 gennaio 2013 diventasse un monito soprattutto per chi si candida a guidare il paese, perché prenda un impegno preciso per fermare questa strage di innocenti con iniziative concrete contro odio, pregiudizio e omo-transfobia”.
E i circoli Arcigay di tutta Italia hanno organizzato manifestazioni di ogni genere che, tra sabato e domenica, inviteranno attivisti e semplici cittadini a riflettere sulle conseguenze dell'odio e delle discriminazioni.
Ad Arezzo domenica 27 dalle ore 18,30 presso il Centro Giovani di Villa Severi proiezione di “Paragraph 175” ma prima, sabato 26 gennaio torna la serata lgbt-friendly “Why Not¿” al Karemaski.
Arcigay Bari, invece, commemora la giornata con la proiezione di un film che parla di una storia d'amore, tra campi di sterminio e omofobia: "Io e Miriam", alle 21 presso la Taverna Vecchia del Maltese.
Il circolo di Barletta Andria Trani invita alla visione del film "Paragraph 175" a partire dalle 19.00, così come Bergamo dove, inoltre, il 25 gennaio alle ore 20.30 presso la Sala Civica di Levate, sarà presentata la Rete RE.A.DY Rete Nazionale delle Pubbliche Anti Discriminazioni per orientamento sessuale identità di genere.
Sono tre gli appuntamenti che il circolo Arcigay "Il Cassero" di Bologna mette in programma. Sabato 26, dalle 23, presso la sede di via Don Minzoni 18, le volontarie e i volontari del Cassero animeranno la ricostruzione dello Schwanenburg, un locale da ballo berlinese dove, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso, periodicamente si tenevano feste gay.
Domenica mattina, 27 gennaio, alle 9.30 al Giardino di Villa Cassarini, a Porta Saragozza e associazioni lgbt e le istituzioni deporranno una corona di fiori presso il monumento che ricorda le vittime omosessuali e transessuali del nazifascismo. Sempre domenica, infine, dalle 18 alle 20 si terrà l'appuntamento quindicinale con Liberamente, il gruppo di accoglienza e confronto per gay, lesbiche e trans che in questa occasione affronterà il racconto dell'omocausto e della memoria lgbt.
Si inserisce nel calendario di attività previsto dall'Università della Calabria l'iniziativa prevista dal circolo Eos di Cosenza: oggi 25 Gennaio gli attivisti di EOS hanno partecipato alla marcia organizzata dalla città verso l’università, indossando i simboli che venivano dati a gay e lesbiche nei campi di sterminio (triangolo rosa e triangolo nero),e proponendo di indossarli a tutti i presenti.
Sabato 26 gennaio, il circolo Arcigay di Ferrara dà appuntamento alle ore 18.00 presso la libreria Ibs di P.zza Trento Trieste dove Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti guideranno i presenti in un viaggio nella storia italiana, ricostruendo un mondo che sembra scomparso nel nulla: quello dell’Italia omosessuale durante il fascismo, come raccontano nel loro saggio La città e l’isola (Ed. Donzelli).
A Foggia l'appuntamento è alle 18.30 di domenica in corso Vittorio Emanuele II per un flash mob seguito da un momento di raccoglimento.
Il circolo di Grosseto aspetta tutti domenica presso lo Spazio 72 per un triplice appuntamento.
Si inizia alle 18 con la presentazione del libro "La Libellula" di Bert d'Arragon, si prosegue alle 20 con un'apericena e si concluderà alle 21.30 con la proiezione di "Paragraph 175".
E' in teatro, invece, l'appuntamento previsto a Mantova con "Scusi signore, ha conosciuto mio padre?" lettura teatrale a quattro voci e piano di Elena Buccoliero, dalle 21.30 presso Cubostudio via XX Settembre 31, ingresso libero.
A Messina sarà un week end pieno di attività, a partire da questa sera con la serata disco Pink all’Amarcord sulla panoramica di Messina, mentre domani il circolo parteciperà al corteo del movimento antifascista e liberatore del Pinelli.
Partenza alle 14 da piazza Cairoli. Domenica, invece, alle 17 è prevista la proiezione di un film sulla memoria, alle 18,30 è previsto un dibattito sulla memoria a 360 gradi al Teatro in fiera Pinelli dove alle 19,30 si terrà cena sociale insieme alla comunità Rom. A seguire al Retronouvea via Croce Rossa 39 serata disco con triangolo Rosa.
Il C.I.G Milano, in collaborazione con Sportello Trans di ALA Milano Onlus e il Comitato Solidale Antirazzista LGBT di Milano “Alziamo la testa”, propone alle 20,30 presso il negozio civico ChiAmaMilano, in Largo Corsia dei Servi 11, la visione del film-documentario “Il colore del silenzio”.
Sono previsti dibattiti, invece, a Modena, dove il circolo Arcigay propone oggi fino alle 21 presso lo Spazio Pucci di via Canaletto 108, "L’omofobia nel mondo e il diritto di asilo in Italia" con Giorgio Dell’Amico Referente nazionale “Immigrazione ed Asilo” di Arcigay Nazionale.
Sempre nello stesso posto ma domenica dalle ore 18, si terrà un dibattito basato sul libro "Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità" con gli autori Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari.
Il Circolo Tralaltro di Padova parteciperà domenica 27 gennaio 2013, dalle ore 9:30 alla Cerimonia al Tempio dell’Internato Ignoto, mentre Pavia prepara, per il 28 gennaio, la seconda edizione di "La Memoria sono anch'io" a partire dalle 20.30 in Aula del ‘400.
“Essere Lucy“ è la pellicola proposta, domenica alle 21, dal circolo di Perugia per riflettere sull'omocausto, mentre il circolo di Pesaro Urbino dà appuntamento è a Urbino per domenica 27 gennaio, ore 21.00, presso la Sala Serpieri per la visione di “Paragraph 175”.
Torino ricorderà le vittime dell'Omocausto anche con una rappresentazione teatrale: alle ore 21.00 presso il Teatro Araldo di via Chiomonte 3 va in scena
"I Will Survive sul tema dell’Homocausto", mentre a Trento, alla stessa ora, sarà proiettato "Bent".
Tutti i dettagli degli appuntamenti dei circoli Arcigay in tutta Italia a questo link :
http://www.arcigay.it/39379/giornata-della-memoria-tutte-le-iniziative-di-arcigay/
fonte http://www.gay.it
"Ricordare deve servire per agire" dice il presidente di Arcigay Romani.
Si celebra domenica, come ogni anno, la Giornata della Memoria che ricorda le vittime della persecuzione nazista che, oltre agli ebrei, colpì anche omosessuali, rom e disabili.
Solo da pochi anni, però, si fa menzione anche alle vittime lgbt della ferocia di Hitler e dei suoi seguaci durante le celebrazioni ufficiali. I cosiddetti "triangoli rosa", dal pezzetto di stoffa rosa usati per identificarli in quanto omosessuali o trans, sono ormai a tutti gli effetti riconosciuti come vittime per via del loro orientamento sessuale o identità di genere.
“Ricordare deve servire per agire, le vicende del passato devono essere un monito continuo per analizzare il presente e progettare il futuro - dichiara Flavio Romani, presidente di Arcigay -.
Anche quest’anno, insieme ai triangoli rosa, piangiamo le vittime del pregiudizio e della violenza omo-transfobica: chiusi infatti i campi di sterminio, il sangue di fratelli e sorelle omosessuali e transessuali continua ad essere versato, in Italia e nel mondo, dalla stessa mano che arma l’odio sia esso religioso, etnico o per orientamento sessuale".
"Nel 2012 sono stati quattro gli omosessuali uccisi dall’odio omo-transfobico - continua Romani -. Solo tra il 1980 e oggi abbiamo contato almeno 140 omosessuali uccisi in Italia dall’odio. E’ un numero di vittime impressionante che dà testimonianza di una strage che continua.
Vorremmo che questo 27 gennaio 2013 diventasse un monito soprattutto per chi si candida a guidare il paese, perché prenda un impegno preciso per fermare questa strage di innocenti con iniziative concrete contro odio, pregiudizio e omo-transfobia”.
E i circoli Arcigay di tutta Italia hanno organizzato manifestazioni di ogni genere che, tra sabato e domenica, inviteranno attivisti e semplici cittadini a riflettere sulle conseguenze dell'odio e delle discriminazioni.
Ad Arezzo domenica 27 dalle ore 18,30 presso il Centro Giovani di Villa Severi proiezione di “Paragraph 175” ma prima, sabato 26 gennaio torna la serata lgbt-friendly “Why Not¿” al Karemaski.
Arcigay Bari, invece, commemora la giornata con la proiezione di un film che parla di una storia d'amore, tra campi di sterminio e omofobia: "Io e Miriam", alle 21 presso la Taverna Vecchia del Maltese.
Il circolo di Barletta Andria Trani invita alla visione del film "Paragraph 175" a partire dalle 19.00, così come Bergamo dove, inoltre, il 25 gennaio alle ore 20.30 presso la Sala Civica di Levate, sarà presentata la Rete RE.A.DY Rete Nazionale delle Pubbliche Anti Discriminazioni per orientamento sessuale identità di genere.
Sono tre gli appuntamenti che il circolo Arcigay "Il Cassero" di Bologna mette in programma. Sabato 26, dalle 23, presso la sede di via Don Minzoni 18, le volontarie e i volontari del Cassero animeranno la ricostruzione dello Schwanenburg, un locale da ballo berlinese dove, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso, periodicamente si tenevano feste gay.
Domenica mattina, 27 gennaio, alle 9.30 al Giardino di Villa Cassarini, a Porta Saragozza e associazioni lgbt e le istituzioni deporranno una corona di fiori presso il monumento che ricorda le vittime omosessuali e transessuali del nazifascismo. Sempre domenica, infine, dalle 18 alle 20 si terrà l'appuntamento quindicinale con Liberamente, il gruppo di accoglienza e confronto per gay, lesbiche e trans che in questa occasione affronterà il racconto dell'omocausto e della memoria lgbt.
Si inserisce nel calendario di attività previsto dall'Università della Calabria l'iniziativa prevista dal circolo Eos di Cosenza: oggi 25 Gennaio gli attivisti di EOS hanno partecipato alla marcia organizzata dalla città verso l’università, indossando i simboli che venivano dati a gay e lesbiche nei campi di sterminio (triangolo rosa e triangolo nero),e proponendo di indossarli a tutti i presenti.
Sabato 26 gennaio, il circolo Arcigay di Ferrara dà appuntamento alle ore 18.00 presso la libreria Ibs di P.zza Trento Trieste dove Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti guideranno i presenti in un viaggio nella storia italiana, ricostruendo un mondo che sembra scomparso nel nulla: quello dell’Italia omosessuale durante il fascismo, come raccontano nel loro saggio La città e l’isola (Ed. Donzelli).
A Foggia l'appuntamento è alle 18.30 di domenica in corso Vittorio Emanuele II per un flash mob seguito da un momento di raccoglimento.
Il circolo di Grosseto aspetta tutti domenica presso lo Spazio 72 per un triplice appuntamento.
Si inizia alle 18 con la presentazione del libro "La Libellula" di Bert d'Arragon, si prosegue alle 20 con un'apericena e si concluderà alle 21.30 con la proiezione di "Paragraph 175".
E' in teatro, invece, l'appuntamento previsto a Mantova con "Scusi signore, ha conosciuto mio padre?" lettura teatrale a quattro voci e piano di Elena Buccoliero, dalle 21.30 presso Cubostudio via XX Settembre 31, ingresso libero.
A Messina sarà un week end pieno di attività, a partire da questa sera con la serata disco Pink all’Amarcord sulla panoramica di Messina, mentre domani il circolo parteciperà al corteo del movimento antifascista e liberatore del Pinelli.
Partenza alle 14 da piazza Cairoli. Domenica, invece, alle 17 è prevista la proiezione di un film sulla memoria, alle 18,30 è previsto un dibattito sulla memoria a 360 gradi al Teatro in fiera Pinelli dove alle 19,30 si terrà cena sociale insieme alla comunità Rom. A seguire al Retronouvea via Croce Rossa 39 serata disco con triangolo Rosa.
Il C.I.G Milano, in collaborazione con Sportello Trans di ALA Milano Onlus e il Comitato Solidale Antirazzista LGBT di Milano “Alziamo la testa”, propone alle 20,30 presso il negozio civico ChiAmaMilano, in Largo Corsia dei Servi 11, la visione del film-documentario “Il colore del silenzio”.
Sono previsti dibattiti, invece, a Modena, dove il circolo Arcigay propone oggi fino alle 21 presso lo Spazio Pucci di via Canaletto 108, "L’omofobia nel mondo e il diritto di asilo in Italia" con Giorgio Dell’Amico Referente nazionale “Immigrazione ed Asilo” di Arcigay Nazionale.
Sempre nello stesso posto ma domenica dalle ore 18, si terrà un dibattito basato sul libro "Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità" con gli autori Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari.
Il Circolo Tralaltro di Padova parteciperà domenica 27 gennaio 2013, dalle ore 9:30 alla Cerimonia al Tempio dell’Internato Ignoto, mentre Pavia prepara, per il 28 gennaio, la seconda edizione di "La Memoria sono anch'io" a partire dalle 20.30 in Aula del ‘400.
“Essere Lucy“ è la pellicola proposta, domenica alle 21, dal circolo di Perugia per riflettere sull'omocausto, mentre il circolo di Pesaro Urbino dà appuntamento è a Urbino per domenica 27 gennaio, ore 21.00, presso la Sala Serpieri per la visione di “Paragraph 175”.
Torino ricorderà le vittime dell'Omocausto anche con una rappresentazione teatrale: alle ore 21.00 presso il Teatro Araldo di via Chiomonte 3 va in scena
"I Will Survive sul tema dell’Homocausto", mentre a Trento, alla stessa ora, sarà proiettato "Bent".
Tutti i dettagli degli appuntamenti dei circoli Arcigay in tutta Italia a questo link :
http://www.arcigay.it/39379/giornata-della-memoria-tutte-le-iniziative-di-arcigay/
fonte http://www.gay.it
Lgbt Canada: “Niente rifugio per le senzatetto trans” Un'associazione di Montreal denuncia un caso di discriminazione
Respinte dal rifugio per senzatetto perché transessuali.
Nonostante il freddo rigido e la necessità di un luogo sicuro.
In Canada a Montreal ad alcune transgender è stato impedito di ripararsi in un centro di accoglienza per donne perché legalmente non ancora compiuto il loro cambio di sesso.
TEMPERATURA A -30
Lo ha denunciato ieri un’associazione umanitaria locale. Lo riporta l’edizione canadese dell’Huffington Post.
La maggior parte dei rifugi in tutta la provincia – ha spiegato con un comunicato il gruppo in difesa dei diritti dei travestiti e delle transessuali – chiedeno alle persone trans di dimostrare di aver subito un intervento chirurgico e di aver legalmente cambiato sesso.
Un portavoce dell’associazione, Nora Butler Burke, ha sottolineato come il Quebec dovrebbe seguire l’esempio della vicina provincia canadese dell’Ontario, dove è possibile cambiare lo stato civile senza avere un intervento chirurgico.
I senzatetto chiedono protezione soprattutto in inverno.
A Montreal in questo periodo, le temperature raggiungono i -30 gradi centigradi.
fonte http://www.giornalettismo.com di Dario Ferri
Nonostante il freddo rigido e la necessità di un luogo sicuro.
In Canada a Montreal ad alcune transgender è stato impedito di ripararsi in un centro di accoglienza per donne perché legalmente non ancora compiuto il loro cambio di sesso.
TEMPERATURA A -30
Lo ha denunciato ieri un’associazione umanitaria locale. Lo riporta l’edizione canadese dell’Huffington Post.
La maggior parte dei rifugi in tutta la provincia – ha spiegato con un comunicato il gruppo in difesa dei diritti dei travestiti e delle transessuali – chiedeno alle persone trans di dimostrare di aver subito un intervento chirurgico e di aver legalmente cambiato sesso.
Un portavoce dell’associazione, Nora Butler Burke, ha sottolineato come il Quebec dovrebbe seguire l’esempio della vicina provincia canadese dell’Ontario, dove è possibile cambiare lo stato civile senza avere un intervento chirurgico.
I senzatetto chiedono protezione soprattutto in inverno.
A Montreal in questo periodo, le temperature raggiungono i -30 gradi centigradi.
fonte http://www.giornalettismo.com di Dario Ferri
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