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giovedì 2 giugno 2022

Giallo in Russia > Tre morti misteriose nel balletto di Mosca: Alesya Lazareva, 20 anni, trovata cadavere nel bagno

Alesya Lazareva (Credits social network russo VK)
 Pochi giorni prima, Anatoly Soi, 23 anni e primo ballerino del balletto del Cremlino, è morto asfissiato a causa di una fuga di gas. Prima ancora, è morta per cause sconosciute un studentessa 15enne di una delle scuole di coreografia di Mosca

 La ballerina Alesya Lazareva è stata trovata morta nel suo appartamento a Mosca il 29 maggio. Secondo i dati preliminari, la ragazza è caduta in bagno e ha perso conoscenza. I medici in arrivo hanno cercato di rianimare Lazareva, ma non sono riusciti a salvarla.

Lazareva era un artista della compagnia del Teatro del balletto classico Kasatkina e Vasilev.  Alesya aveva vinto il concorso internazionale "Arabesque" intitolato a Ekaterina Maksimova, e ha anche ricevuto il Premio Galina Ulanova "Per la spiritualità della danza". La ragazza si stava preparando per il XIV Concorso Internazionale di Danza Classica. L'evento si svolgerà al Teatro Bolshoi.

La ballerina è nata a Samara, ma ha studiato danza classica a Togliattigrad, per poi trasferirsi a Mosca, dove ha proseguito gli studi presso la Moscow Choreographic School presso il Gzhel State Dance Theatre. All'età di 14 anni, Lazareva ha vinto un premio speciale al Blue Bird All-Russian Competition for Young Talents e avrebbe potuto continuare i suoi studi all'Accademia del balletto di Monaco, ma è rimasta a Mosca.

Il gruppo ufficiale del Teatro di balletto classico nel social russo VKontakte ha ricordato Alesya Lazareva come una ballerina riconosciuta, artistica, raffinata e forte, e ha ricordato che due giorni prima della sua morte, il 27 maggio, la ballerina ha danzato nel balletto Don Chisciotte.

La morte improvvisa di Lazareva è la terza in una settimana tra gli artisti del balletto. Pochi giorni prima, Anatoly Soi, il 23enne primo ballerino del balletto del Cremlino, è morto asfissiato a causa di una fuga di gas e, prima ancora, è morta per cause sconosciute la 15enne studentessa di una delle scuole di coreografia di Mosca, il cui nome non è stato rivelato perché minorenne.

fonte:  www.rainews.it/

mercoledì 16 marzo 2022

Danza: Guerra Ucraina, la prima ballerina Olga Smirnova lascia il Bolshoi e la Russia

L'artista, che si era schierata apertamente contro il conflitto, è entrata nel Balletto nazionale olandese insieme al collega Victor Caixeta del Mariinskij Ballet. Una decisione che arriva dopo la scelta del primo ballerino Jacopo Tissi, che ha lasciato momentaneamente la compagnia moscovita, e del direttore Tugan Sokhiev. Foto pagina Facebook

Dopo le dimissioni del direttore Tugan Sokhiev e la decisione del primo ballerino Jacopo Tissi di lasciare il Bolshoi, anche la prima ballerina Olga Smirnova dice addio al teatro moscovita per entrare nel Balletto nazionale olandese. Smirnova si era apertamente schierata contro la guerra in Ucraina: “Non posso non dire che con ogni fibra della mia anima sono contro la guerra - aveva detto la prima ballerina, come riportato anche dal celebre coreografo russo Alexei Ratmansky - Non avrei mai pensato di vergognarmi della Russia, sono sempre stata orgogliosa dei talentuosi russi, dei nostri successi culturali, sportivi. Ma ora è stata tracciata una linea prima e dopo”

“Impossibile continuare a lavorare in Russia”

“Diamo il benvenuto alla prima ballerina Olga Smirnova del Russian Bolshoi Ballet e al solista Victor Caixeta del Mariinskij di San Pietroburgo nella nostra compagnia con effetto immediato - si legge in un post del Balletto nazionale olandese - Non è stato possibile per entrambi i ballerini continuare a lavorare in Russia a causa della guerra in Ucraina, motivo per cui entrambi hanno deciso di unirsi al Dutch National Ballet. Li accogliamo entrambi a braccia aperte. OIga danzerà il suo primo ruolo con la nostra compagnia nel balletto classico Raymonda (date da annunciare) che vedrà anche la partecipazione di Victor”. "Smirnova è stata esplicita nella sua recente denuncia dell'invasione russa dell'Ucraina che rende insopportabile per lei continuare a lavorare nel suo Paese", ha aggiunto il Balletto nazionale olandese.
 

Olga Smirnova è attesa anche al Teatro alla Scala nel gala che si terrà il prossimo 9 aprile in ricordo di Carla Fracci.

L’addio di Jacopo Tissi e Tugan Sokhiev

 Il 7 marzo era stato Jacopo Tissi, nominato primo ballerino lo scorso dicembre, ad annunciare via Instagram al corpo di ballo più famoso al mondo di lasciare "almeno per il momento". "Nessuna guerra può essere giustificata. Mai. E io sarò sempre contro ogni tipo di violenza. Sono scioccato da questa situazione che ci ha colpito da un giorno all'altro e, onestamente, per il momento, mi ritrovo impossibilitato a continuare la mia carriera a Mosca". 

Il giorno prima Tugan Sokhiev, direttore russo del Bolshoi di Mosca e dell'Orchestra nazionale del Capitole a Tolosa, ha scelto di dimettersi da entrambe le cariche, una "scelta obbligata ma impossibile" fra i suoi musicisti russi e quelli francesi. Sottoposto a diverse pressioni e invitato a esprimersi sul conflitto, Sokhiev ha diffuso un comunicato, riportandone parte del testo in un post su Facebook e premettendo di essere "contrario a tutti i conflitti, sotto qualsiasi forma". Ha definito "scioccante e offensivo che alcune persone rimettano in discussione il mio desiderio di pace e pensino che io, in quanto musicista, possa parlare di altro che non sia la pace sul nostro pianeta". "Noi musicisti, siamo qui per ricordare attraverso la musica di Shostakovich gli orrori della guerra. Noi musicisti siamo gli ambasciatori della pace. Invece di utilizzarci, noi e la nostra musica, per unire le nazioni e i popoli, veniamo divisi e ostracizzati".

fonte: https://tg24.sky.it

Danza> Guerra Russia-Ucraina, la lettera di Baryshnikov: "Gli ucraini lottano per tutti noi"

Mikhail Baryshnikov. Fabien Clairefond
 Il ballerino e coreografo, leggenda della danza, ha scritto in una lettera a Le Figaro che non riesce a comprendere come le persone possano fidarsi di Putin né come si sia arrivati a questo conflitto. "Non varrei molto come combattente ma, quando gli ucraini avranno vinto, per me sarà un onore andare a ringraziarli per come hanno combattuto"

 In una lettera esclusiva a Le Figaro, la leggenda della danza Michail Baryshnikov è tornato a schierarsi contro l'invasione russa dell'Ucraina. "Fin dall’inizio ho provato uno sgomento enorme e la certezza che sarebbe stato un conflitto sanguinoso e tremendo", ha scritto il ballerino e coreografo, che nacque in Lettonia quando faceva parte dell'Urss, aggiungendo di non riuscire a spiegarsi come si sia arrivati a questo punto. "Non varrei molto come combattente ma, quando gli ucraini avranno vinto, per me sarà un onore andare a ringraziarli per come hanno combattuto. In verità, non si stanno battendo soltanto per loro: si stanno battendo per noi tutti, che crediamo nelle società libere e aperte" (UCRAINA: GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE).

Il testo della lettera

Baryshnikov ha iniziato la lettera ricordando che da quasi cinquanta anni non vive più in Russia, ovvero da quando si rifiutò di tornare nell'Urss a seguito di una trasferta lavorativa. "Ho trascorso tutti questi anni della mia vita in una società libera, ma sono cresciuto in Lettonia, figlio di un ufficiale russo di quella che ai tempi era l’Urss. La mia famiglia prese parte a un’occupazione. Nonostante ciò, perfino la Lettonia occupata era più aperta e più europea della Russia di allora", ha ricordato il ballerino naturalizzato statunitense. "Ho capito subito che questa offensiva dell’esercito russo sarebbe stata più destabilizzante dell’annessione della Crimea e dell’insurrezione separatista nella regione del Donbass", prosegue la lettera. "Gli ucraini sono sempre stati amici, vicini, membri di famiglia – e lo sono ancora. Il rapporto tra popolo russo e popolo ucraino è una relazione fluida tra lingue, culture e frontiere. I due Paesi sono straordinariamente intrecciati tra loro, ma nella consapevolezza e con l’apprezzamento di sottili differenze culturali".

L'accusa a Putin

La leggenda della danza ammette di non riuscire a capire cosa possa aver spinto la Russia a invadere il Paese né i motivi per cui "alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi". "Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura", riflette. "Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli", prosegue, ricordando tuttavia che l'ignoranza della storia e il fervore nazionalista non sono un'esclusiva di Mosca ma hanno cambiato anche il Paese in cui lui vive: gli Stati Uniti.

La raccolta fondi per i profughi

Nella lettera Bayshnikov dice di non poter fare molto per influenzare la politica ma "il meno" che può fare è aiutare quanti più profughi possibile. Per questo, scrive di essere onorato del fatto che lo scrittore Boris Akunin e l’economista Sergueï Guriev lo abbiamo invitato a partecipare al lancio del fondo 'True Russia'. "Ignoro se i cittadini russi vedranno questo soccorso umanitario, ma la magia del cyberspazio rende tutto possibile. Devono sapere quello che Putin sta facendo in loro nome", scrive rimarcando che questa non è una guerra solo tra Kiev e Mosca, ma coinvolge tutti coloro che credono nelle società libere e aperte.

I precedenti

Baryshnikov si era già espresso contro l'invasione russa con un messaggio postato sui profili social del centro artistico che dirige a New York, dove vive da oltre 40 anni. "Gli artisti di ogni parte del mondo conoscono quanto la libertà politica, personale e artistica, sia essenziale per una società in salute e piena di vita. Questo è quello che il popolo ucraino vuole e che merita", si leggeva.

fonte:  https://tg24.sky.it foto via www.lefigaro.fr

lunedì 13 maggio 2013

Lgbt: Omofobia in Russia, giovane gay torturato a morte


L’hanno trovato nudo nel cortile di un palazzo a Volvograd, il corpo pieno di ferite, probabilmente inferte con pezzi di vestro, soprattutto nella zona dei genitali. ù

E’ l’ennesima vittima dell’omofobia in Russia, dove è in atto una vera e propria campagna contro gli omosessuali.
Il ragazzo di 23 anni è morto venerdì scorso e probabilmente ad ucciderlo sono stati due suoi amici. Secondo una prima ricostruzione la vittima stava festeggiando insieme ad altri la ricorrenza del 9 maggio, il giorno della vittoria degli alleati sui nazisti, quando ha deciso di rendere nota la sua omosessualità scatenando così la reazione violenta dei presenti.

La polizia sabato ha arrestato un 22enne e un 27enne, quest’ultimo ha precedenti penali. Gli investigatori hanno reso noto alla France Presse la particolare crudeltà del crimine: “La testa del ragazzo è stata fracassata con una pietra e il giovane è stato anche sodomizzato con una bottiglia”, hanno precisato.

E’ raro che le forze dell’ordine in Russia rendano noto il carattere omofobico di un crimine. Secondo gli attivisti di solito molti reati commessi contro i gay non sono descritti come tali dalla polizia.
Questa volta però è stato proprio chi conduce le indagini a far quel riferimento.
E le associazioni per la difesa dei diritti umani hanno subito puntato il dito sul clima anti-gay che sta pervadendo il Paese.

Lo scorso gennaio la Duma ha approvato in prima lettura una legge che vieta la propaganda omosessuale e che metterà al bando qualsiasi manifestazione gay di cui potete leggere qui.
Secondo Nikolai Alexeyev, uno dei principali attivisti pro-diritti omosessuali in Russia, se il provvedimento passasse in via definitiva gli omofobi potrebbero sentirsi più liberi di attaccare un gay.

“Il mostruoso delitto di Volgograd – ha detto Alexeyev - dimostra che la politica omofoba portata avanti dal governo sta dando i suoi frutti”.

Nelle prossime settimane la legge dovrebbe passare gli ultimi scogli alla Duma e, a quel punto, mancherà solo la firma di Putin perché entri in vigore. Russia Unita, il partito del presidente, sta anche pensando di presentare un emendamento che infligge multe sostanziose a chiunque dia sostegno pubblico agli omosessuali.

La posizione di Putin sull’argomento è nota: nega che il suo governo stia discriminando gli omosessuali ma critica chi è gay perché non contribuisce alla crescita demografica. Qualche settimana fa opo il sì del Parlamento francese alle unioni tra coppie dello stesso sesso e alla possibilità di queste di adottare bambini, Putin ha proposto di rivedere l’accordo sulle adozioni con Parigi.

In Russia l’omosessualità fino al 1993 l’omosessualità era un reato e fino al 1999 è stata considerata una malattia mentale.
Articolo di Monica Ricci Sargentini
fonte http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/05/13/russia-giovane-gay-torturato-a-morte/

sabato 13 aprile 2013

Russia: “Agens” Una rivista per lesbiche rilancia la sfida all’omofobia del Cremlino


“Agens” invita al “coming out” nonostante le leggi anti-gay

Più della metà dei russi prova nei confronti degli omosessuali «irritazione e disgusto», un terzo pensa che desiderare una persona dello stesso sesso sia il sintomo di una malattia e il 16% vorrebbe isolare i «diversi» dalla società.

In un Paese che da qualche mese punisce per legge la «propaganda dell’omosessualità», pubblicare nella modica tiratura di 999 copie una rivista che si rivolge dichiaratamente alle lesbiche è un atto di coraggio.

Un magazine «di donne e per donne», spiega la direttrice Milena Cernyavskaya:
«La comunità Lgbt russa vive in un black out informativo, e pensano di non poter essere felici perché incontrano solo abusi».

Perciò la rivista «Agens», oltre a dare consigli di lifestyle, presenta storie felici di donne che hanno deciso di vivere apertamente la loro omosessualità, sperando che le lettrici - «22-32 anni, con un lavoro, un reddito medio o sopra la media, istruite», è l’identikit che ne dà Cernyavskaya - possano seguire l’esempio.

Questo tentativo di rompere il silenzio segue di un mese un’altra iniziativa editoriale clamorosa, quando il settimanale «Afisha», la bibbia dei moscoviti trendy, ha pubblicato sotto una copertina arcobaleno 27 storie di omosessuali, con foto, nomi e cognomi, non solo personaggi dello spettacolo e «creativi», ma anche funzionari statali e operai.

Un atto senza precedenti, in un Paese dove perfino le star dello spettacolo e della moda dai comportamenti più stravaganti negano in pubblico la propria omosessualità, e dove due mesi fa il noto giornalista Anton Krasovsky è stato licenziato dalla tv dopo aver fatto outing in diretta.
Peraltro qualunque dichiarazione di «gay pride» adesso può ricadere sotto la legge sulla «difesa dei minori dalla pedofilia», con supermulte fino a 12 mila euro.

Perciò «Agens» esce con l’etichetta «vietato ai minori» e per ora si vende quasi solo nei gay club.
Un clima sempre più pesante, e i sondaggi del Levada Center testimoniano un drastico aumento dell’omofobia rispetto allo scorso decennio, dopo che la depenalizzazione dell’omosessualità nel 1993 (il regime comunista puniva i «sodomiti» con il carcere) aveva aperto nuovi orizzonti.

La svolta è incoraggiata dall’alto, con la terza presidenza Putin iniziata nel pieno della protesta di piazza, alla quale ha reagito con un giro di vite conservatore non solo politico ma anche morale.

La rivolta della giovane borghesia e intellighenzia delle grandi città ha reso «politici» comportamenti fino ad ora giudicati privati (come i comportamenti disinibiti di alcune delle Pussy Riot), mentre l’alleanza del «macho» Putin con la chiesa ortodossa, i militari, i dipendenti statali e delle grandi industrie ex sovietiche ha trasformato i vecchi pregiudizi in una sorta di dichiarazione di lealtà all’ordine e al potere.
E così, dopo aver approvato a livello federale la controversa legge di Pietroburgo sulla «propaganda dell’omosessualità», le autorità russe hanno respinto la richiesta ufficiale di una Pride House alle Olimpiadi di Soci.

Il Gay Pride a Mosca, da sempre negato dalle autorità, a questo punto appare impossibile.
Cernyavskaya ricorda che, «non tutti vogliono andare alle manifestazioni», e la sua rivista - unica pubblicazione cartacea destinata alla comunità Llgbt in tutta la Russia - vuole combattere «la paura che ciascuno prova» nella vita di ogni giorno.
fonte http://www.lastampa.it/anna zafesova video youtube

mercoledì 30 gennaio 2013

Lgbt Russia: La legge anti-gay è inaccettabile: Venezia rompe gli accordi con San Pietroburgo

Dopo Milano anche il consiglio comunale di Venezia ha deciso di sospendere l'accordo di cooperazione culturale stretto nel 1997 con San Pietroburgo.

La mozione, votata all'unanimità, mira a prendere le distanze dalla legge omofoba contro introdotta alcuni mesi fa nell'intera regione.

«È necessario che ci sia una ferma condanna di quanto sta accadendo in Russia -ha dichiarato la consigliere comunale Camilla Seibezzi- L'approvazione di una legge che vieta e punisce la propaganda omosessuale è segnale inequivocabile di una pericolosa regressione sui temi dei diritti umani [...]
Quali siano gli accordi presi in precedenza dalla nostra amministrazione, è giusto intervenire con la massima tempestività per esprimere fermamente il proprio biasimo. Non esistono accordi culturali laddove c'è una realtà di violenza e sopruso che mal celano il ritorno ad un vero e proprio regime dittatoriale».
fonte http://gayburg.blogspot.it/

sabato 26 gennaio 2013

Lgbt: Russia, Putin vara la legge anti-gay: "Sarà vietato persino parlarne" La Duma approva il divieto di propaganda

Arrestati i manifestanti che protestavano davanti al Parlamento.
Ma un sondaggio rivela che i due terzi dei russi sono d'accordo.
E l'opposizione tace.


MOSCA
Rappresentano da sempre la più fragile, la meno amata, delle tante opposizioni al governo di Vladimir Putin.
Adesso gli omosessuali di Russia stanno per essere definitivamente emarginati per colpa dell'ennesima legge dal gusto sovietico.

Con una maggioranza pressoché assoluta il Parlamento russo ha approvato ieri l'estensione a tutto il territorio nazionale di una legge già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo, Kaliningrad ed altre grandi città russe: il divieto di propaganda omosessuale.

Da ora in poi sarà dunque reato parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini gay.
La definizione, strategicamente un po' vaga, di "propaganda" darà al giudice la possibilità di punire con pesanti multe (fino a 15mila euro) artisti, attori ma anche comuni cittadini colti ad esprimere un'opinione in pubblico sulla situazione degli omosessuali.
Ma soprattutto mettere al bando o vietare preventivamente eventi, manifestazioni, concerti, che possano essere ritenuti a rischio di "propaganda gay".

Non siamo al famigerato articolo 121, imposto da Stalin nel '34 e abolito solamente nel '93, che prevedeva cinque anni di carcere per il reato di omosessualità ma l'evocazione del passato è evidente e pesante.

E tanti anni di omofobia di Stato hanno comunque lasciato un segno. Pochissimi contestatori ieri davanti alla Duma.

Solo un gruppetto di giovanissimi iscritti al semiclandestino movimento Russian Lgbt Network, l'unica cellula di attivisti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in tutto il paese, che da anni lotta inutilmente per rivendicare spazi e diritti.

Nell'indifferenza dei moscoviti e dei tanti movimenti di contestazione hanno sfidato le truppe speciali che facevano da guardia al Parlamento, provando a baciarsi in pubblico e a gridare qualche slogan.

E' bastato un solo furgone per portare in cella i trenta ragazzi catturati dopo qualche ben assestato colpo di manganello.

Mentre salivano sul cellulare hanno preso qualche calcio e qualche sputo anche dai soliti estremisti della Chiesa ortodossa, sempre in piazza in occasioni come queste. Gli stessi che esultavano davanti al tribunale per la condanna delle Pussy Riot.

In aula intanto si poteva ascoltare una raffica di pareri e di pregiudizi che sono purtroppo largamente diffusi nell'opinione pubblica. "Siamo in Russia, non a Sodoma e Gomorra", diceva uno particolarmente esaltato.

"Non è una legge contro gli omosessuali - spiegava in vena di giustificazioni - quanto una via per proteggere la nostra gioventù i cui valori sono minacciati da certi discorsi, certe immagini scandalose".

E i giornali più allineati riportavano con evidenza i risultati dell'istituto di sondaggi più serio del Paese, la Levada Center: quasi il 65 percento dei russi è d'accordo con la decisione del Parlamento.

E c'è di peggio: due terzi della popolazione ritiene che l'omosessualità sia una malattia e condivide la recente decisione dell'esercito russo di radiare ogni "sospetto omosessuale" dal servizio militare.

La mancanza di solidarietà nei confronti dei giovani malmenati e arrestati del resto parla da sola.
Il blogger anti corruzione Aleksej Navalnyj, ritenuto uno dei più coraggiosi oppositori del Cremlino e che attacca ogni giorno qualunque decisione del Parlamento, preferiva rimanere in silenzio.

Solo la scrittrice Ljudmilla Ulitskaja, accettava di mettere tra virgolette una dichiarazione contro "una legge medievale che gioca sull'ignoranza di una popolazione ancora dominata da pregiudizi e da retoriche machiste".

Anche Vladimir Putin tace. Sull'omosessualità ha sempre evitato di esprimere pareri ma ha sempre precisato: "La Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole".
fonte http://m.repubblica.it/mobile dal nostro corrispondente NICOLA LOMBARDOZZI

venerdì 25 gennaio 2013

Lgbt: Il Parlamento russo approverà la legge sull'omosessualità

L'approvazione finale della legge che proibisce la propaganda dell'omosessualità, potrebbe avvenire alla fine della sessione primaverile, ma anche in autunno, ha comunicato il capo della commissione della Duma per le famiglie, donne e bambini Elena Misulina.

Secondo le parole di Misulina, per preparare il disegno della legge alla seconda lettura verrà creata un task-force dove entrano rappresentanti della comunità di gay.

E' più efficace portare la discussione della legge dalle strade al livello del Parlamento per progettare la versione moderna del documento che nello stesso tempo proteggeva i minori dalla propaganda dell'omosessualità, ha commentato il capo della commissione.
fonte http://italian.ruvr.ru/2013_01_25/Il-Parlamento-russo-approvera-la-legge-sullomosessualita/