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mercoledì 13 febbraio 2013

Roma "Cambia Italia" Convention il 16 febbraio ore 11.00 "Necessità e urgenza: piena cittadinanza e pari diritti alle persone LGBT e alle loro famiglie"


Roma, 16 febbraio 2013, ore 11.00, CGIL Lazio – Sala Fredda, Via Buonarroti 51.
Le associazioni nazionali lgbt chiamano a un incontro con la politica


Vogliamo che l’Italia cambi finalmente e non sia più la patria dell’arretratezza civile.
Milioni di cittadini e cittadine vivono in nuclei familiari che sono tuttora privi di riconoscimento legale e che per questo sono discriminati giuridicamente ed economicamente.

Lo sguardo sulla carta dell’Europa occidentale ci mostra desolatamente soli a non avere riconoscimenti per le famiglie omosessuali, mentre la Francia è l’ultimo paese in ordine di tempo ad aprire ilmatrimonio civile alle persone dello stesso sesso e la Gran Bretagna si appresta a farlo. Anche in Italia c’è necessità e urgenza di legiferare.

Il 16 febbraio, durante la Convention “CAMBIA ITALIA”, trasmessa in streaming, faremo ai leader ed esponenti politici dei partiti che si sono posti come le forze del cambiamento, la nostra richiesta: piena cittadinanza per le persone LGBT e per le loro famiglie.

Chiederemo ai partiti che nel loro programma prevedono l’emanazione di leggi a favore delle persone LGBT e delle loro famiglie di rispondere alle nostre richieste e di impegnarsi a legiferare nel primo anno di legislatura.
Il momento della svolta è adesso.

Interverranno:
- ITALIA.BENE COMUNE: coalizione che include Partito democratico (PD), Sinistra Ecologia Libertà (SEL), Centro Democratico
- MoVimento 5 Stelle
- Rivoluzione Civile: Lista sostenuta da Italia dei Valori (IdV), Movimento Arancione, Verdi, Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani

Agedo – Rita De Santis
Arcigay – Flavio Romani
ArciLesbica – Paola Brandolini
Equality Italia – Aurelio Mancuso
Famiglie Arcobaleno – Giuseppina La Delfa

Twitter: #CambiaItaliaLGT
Per adesioni: ufficiostampa@arcilesbica.it

DIRETTA STREAMING DALLE ORE 11.00 DEL 16 Febbraio 2013 sul sito:
www.equalityitalia.it

fonte http://www.digayproject.org

lunedì 11 aprile 2011

Lgbt Firenze Omofobia: "Contro le discriminazioni c'è ancora tanto da fare"

in foto l'assessore Rosa Maria Di Giorgi

In Palazzo Vecchio il convegno nazionale 'Omofobia e transfobia a scuola'.
Rosa Maria Di Giorgi (in foto): "Portiamo questo tema anche nei corsi dell'Università dell'età libera"
"In un paese sempre più violento, dove sembra ci si possa esprimere solo con l'arroganza e la prepotenza, sul tema delle differenze c'è bisogno di un grande impegno e di una grande responsabilità, c'è da fare un grande lavoro soprattutto con i giovani, ma non solo.

"E' quanto ha detto stamani l'assessore Rosa Maria Di Giorgi, aprendo in Palazzo Vecchio il convegno 'Omofobia e transfobia a scuola. Esperienze di intervento a confronto', iniziativa organizzata dall’assessorato all’Educazione in collaborazione con Ireos, un’associazione di volontariato che si occupa di discriminazioni nell'ambito dell'identità sessuale e della difesa dei diritti di persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender, intersessuali.

"Contro l'omofobia - prosegue la Di Giorgi, il Comune di Firenze con coraggio e determinazione si sta impegnando da tempo: in tre anni abbiamo coinvolto nel nostro progetto oltre 1.500 studenti, dalle scuole materne alle medie.

Ma vogliamo fare anche di più, proponendo questo tema anche nei corsi dell'Università dell'età libera, che ogni anno coinvolgono migliaia di cittadini over 40".

Da tre anni Ireos, in collaborazione il Comune ed Arcilesbica Firenze, ha proposto all'interno de ‘Le Chiavi della Città’ (il pacchetto di iniziative che l’assessorato all’educazione offre ai ragazzi delle scuole dell’infanzia, delle primarie e delle secondarie di primo grado) un progetto contro le discriminazioni legate agli stereotipi di genere denominato ‘Da Giove a Giunone a Barbie e Ken’ rivolto alle classi della scuola secondaria di primo grado.
fonte lanazione.it/firenze
fonte foto: STUDIO ASSOCIATO CGE FOTOGIORNALISMO

sabato 26 marzo 2011

Lgbt Salute: Aids, a Firenze il convegno internazionale Icar 2011


L’Aids, dalla prevenzione alla diagnosi fino al trattamento della malattia, i vaccini. Si svolgera’ al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 27 al 29 marzo (la cerimonia di apertura dei lavori e’ alle 17 nel salone dei Cinquecento di palazzo vecchio con le autorita’) il terzo convegno internazionale Icar (Italian Conference on Aids and Retroviruses) sull’Aids.

La tre giorni e’ stata presentata questa mattina in Palazzo Vecchio dal presidente della commissione politiche sociali Maurizio Sguanci (Pd) insieme al presidente e coordinatore di Icar Francesco Mazzotta.

Al Palazzo dei Congressi saranno riuniti i maggiori infettivologi e specialisti di fama mondiale con 9 letture magistrali sui temi della prevenzione, della terapia, dei vaccini.

Icar focalizzera’ l’attenzione su tematiche biomediche con particolare attenzione alla diagnostica innovativa e al suo inserimento nei percorsi diagnostico terapeutici della pratica clinica.

Ci saranno anche spazi dedicati alle novita’ terapeutiche ed ai corsi pre-congressuali destinanti soprattutto ai giovani.

Saranno presenti anche le associazioni Lila, Arcigay, Anlaids, Nadir Onlus che ancora una volta vogliono ricordare alle istituzioni quali sono le urgenze in materia di lotta all’Aids nel Paese, per invitare l’Italia a rispettare gli impegni internazionali in materia di lotta all’Aids, a cominciare dall’adesione al Fondo Globale per la lotta a Aids, Tubercolosi e Malaria.
fonte gaynews24.com Adv

mercoledì 23 marzo 2011

Lgbt Firenze: Convegno nazionale OMOFOBIA e TRANSFOBIA a scuola, esperienze di intervento a confronto, sabato 9 aprile ore 9.00


ESPERIENZE DI INTERVENTO A CONFRONTO Sabato, 9 aprile 2011, ore 9.00

Firenze, Palazzo Vecchio
Sala de’ Dugento

DA GIOVE E GIUNONE A BARBIE E KEN
Un intervento sui bullismi e le discriminazioni legati agli stereotipi ed ai ruoli di genere.

Dal 2008 il Comune di Firenze, grazie a psicologi e volontari dell’Associazione IREOS, ha avviato nelle scuole secondarie di primo grado fiorentine, nell’ambito de Le Chiavi della Città, un importante progetto educativo sul tema degli stereotipi di genere.

Attraverso la riflessione sulle dinamiche di pregiudizio e discriminazione ed un atteggiamento critico verso gli stereotipi di genere (in particolare quelli veicolati dai Media), il progetto mira a promuovere nei ragazzi e nelle ragazze un atteggiamento aperto verso i generi ed i ruoli di genere.

In tre anni di attività oltre 1500 studenti, dagli 11 ai 14 anni, hanno preso parte al progetto anche grazie alla fondamentale sinergia stabilita con i docenti delle scuole fiorentine.

Il progetto si è avvalso della supervisione dell’Università di Firenze (Facoltà di Psicologia – Responsabile scientifico:
Prof. Davide Dèttore) e della collaborazione di Arcilesbica Firenze.

SCARICA TUTTO IL PROGRAMMA E LA SCHEDA D’ISCRIZIONE:
http://www.ireos.org/img/pdf/pieghevole_convegno.pdf

PROGRAMMA

9:00 Registrazione dei partecipanti

9:30 Apertura del Convegno
Rosa Maria Di Giorgi, Assessore all’Educazione
Comune di Firenze

Fabrizio Ungaro, Presidente IREOS
centro servizi autogestito Comunità Queer (Firenze)

10:00 “DA GIOVE E GIUNONE A BARBIE E KEN
(Le Chiavi della Città): Idea, ricerca e realizzazione”
Barbara Santoni, IREOS (Firenze)

10:40 “DA GIOVE E GIUNONE A BARBIE E KEN:
(Le Chiavi della Città): Valutazione”
Davide Dèttore, Università di Firenze

11:00 Pausa caffè

11:45 TAVOLA ROTONDA:
GLI INTERVENTI IN AMBITO SCOLASTICO.
GLI ALTRI PROGETTI IN ITALIA.
Interventi:
Modelli psicosociali di intervento per la riduzione
dell’omofobia
Luca Pietrantoni, Università di Bologna

Chi ha paura del lupo cattivo?
Orientamento sessuale e identità di genere
nella scuola primaria
Margherita Graglia, CIS – Centro Italiano di Sessuologia, Cesipc (Firenze)

Fare educazione al genere:
l’esperienza de “Il progetto Alice”
Giulia Selmi, Ass. Il progetto Alice (Bologna)

Io e la mia identità sessuale: l’alfabetizzazione di insegnanti ed alunni … dalla scuola dell’infanzia all’università
Federico Batini, Università di Perugia, Pratika (Arezzo)

“Un amore all’improvviso”. Un cortometraggio
per prevenire il bullismo omofobico
Anna Lisa Amodeo, Università di Napoli Federico II
Modera: Paolo Valerio, Università di Napoli Federico II

13:00 PAUSA PRANZO

14:00 PRESENTAZIONE VIDEO SUGLI INTERVENTI NELLE SCUOLE
Questioni di genere
(Lorenzo Galeazzi e Il progetto Alice)

Gli Stereotipi di Genere
(Tuia Chierici e IREOS)

Un amore all’improvviso
(classe IV B Liceo Statale Niccolò Braucci di Caivano – NA)

14:30 TAVOLA ROTONDA:
LA FORMAZIONE DI INSEGNANTI ED EDUCATORI
Interventi:
Le tematiche LGBT nelle scuole e nei servizi educativi: l’esperienza del Comune di Torino
Luca Cipriani, Servizio LGBT Comune di Torino

Il tema dell’identità sessuale nella formazione degli insegnanti
Giovanna Ceccatelli Gurrieri, Università di Firenze

“M&F Maschi e Femmine”:
un intervento nel Sud-Est fiorentino
Elisa Brigiolini, Coop 21, Associazione IREOS (Firenze)

Cultura e formazione contro il pregiudizio, esempi di buone pratiche
Porpora Marcasciano,
MIT – Movimento Identità Trans (Bologna)

Modera: Barbara Santoni
15.30 DIBATTITO
16.15 Conclusioni
fonte www.ireos.org

mercoledì 2 marzo 2011

Lgbt Liguria, convegno sull'omosessualità/Barbini (Arcigay): "Grazie all'Ordine Psicologi"


Valerio Barbini, presidente Arcigay di Genova, interviene in merito al convegno sull’omosessualità promosso dall’ordine degli psicologi della Liguria.

"Voglio ringraziare l'Ordine degli Psicologi della Liguria per il loro lavoro volto a fare chiarezza, che arriva nel momento giusto, fuori dalla bufera delle polemiche alla quale siamo stati costretti le settimane scorse.

Il convegno, continua Barbini, con importanti presenze di livello nazionale come il dott. Vittorio Lingiardi, il Dott. Ferranini, genovese ma Presidente Nazionale della Società Italiana di Psichiatria, interventi di testimonianza dal mondo LGBT come la Presidente Nazionale di Agedo Rita De Santis, Rebecca Zini resp. Nazionale Salute Arcigay e Gianni Geraci in rappresentanza delle persone LGBT Credenti, oltre che i presidenti genovesi degli Ordini del Medici e degli Psicologi sarà una grande occasione di confronto sul caso e di chiarimento scientifico sicuramente di ottimo livello alla quale invito tutte le genovesi e tutti i genovesi che sono interessati a capire.

So che l'Ordine, ancora Barbini, ha invitato anche Mons. Rigon, spero che la mediazione dell'ordine, dopo i segnali di apertura giunti dall'avv. Ispodamia, possa essere la giusta garanzia per poterci finalmente incontrare e chiarire di persona, sarebbe una grande opportunità per noi e per la Chiesa, e daremmo davvero insieme un bel segnale alla Città".
fonte cittadellaspezia.com

mercoledì 17 novembre 2010

Lgbt Convegni: La minoranza delle minoranze: disabilità, omosessualità e omofobia


Centro Studio di Psicologia “Paul Goodman” Dott. Fabio Meloni

Di seguito, il testo dell’intervento al Convegno “Omofobia. Atteggiamenti, pregiudizi e strategie di intervento“. Napoli, Teatro di San Carlo, 18 Ottobre 2010.

La minoranza delle minoranze: omofobia e disabilità nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale

Fabio Meloni1,2, Maria Laura Mele1,2 Stefano Federici1,3,

1CIRID, Centro Interdisciplinare per la Ricerca Integrata sulla Disabilità, Sapienza Università di Roma,

2Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma

3Dipartimento di Scienze Umane e dell’Educazione, Università di Perugia

Il nostro lavoro “LA MINORANZA DELLE MINORANZE: omofobia e disabilità nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale” illustra l’incarnazione di un ossimoro ovvero una sfida esistenziale: quella dei disabili LGBTQI.

I disabili LGBTQI rappresentano una minaccia al mito culturale della “asessualità del disabile” e sfidano due dei valori fondanti della cultura non solo occidentale: quello della compulsory able bodiedness e quello della compulsory heterosexuality.

La prima indica l’ossessione compulsiva al corpo perfettamente funzionante, perfettamente abile, ed è fondata su una presunzione: se la disabilità non è visibile, allora la persona non è disabile. La seconda, analogamente, afferma che tutte le persone sono, in modo innato, eterosessuali.

Entrambi questi valori, due facce di una stessa medaglia, sono il terreno di coltura, l’humus, su cui prosperano sia l’omofobia sia i pregiudizi contro la disabilità.

Sono due facce di una stessa medaglia, dunque, ma solo dividendole, scindendole, è possibile che accada quanto nella realtà accade: gli omosessuali, per raggiungere l’emancipazione sociale, esaltano l’able bodiedness, sino all’estremo che Tom Shakespeare definisce come “body fascism”, mentre la comunità dei disabili, per conquistare l’accettazione, riproduce al suo interno eterosessismo e omofobia.

Nel mezzo, l’ossimoro, la doppia contradictio in adiecto: il disabile LGBTQI. Il disabile omosessuale non solo è vittima di pregiudizi incrociati da parte delle due comunità ma è perfino, esso stesso, “entità” logicamente impossibile: se si assume che le persone disabili siano asessuate, allora non si può concepire l’esistenza di omosessuali disabili.

Cioè, come dire, se le persone disabili sono considerate come esseri asessuati, e se le identità LGBTQI sono identità sessuate, allora le identità LGTBQI disabili sono concettualmente impossibili (non esistono).

Solo oscurando la profonda embricazione dei due miti o valori che ho esposto sopra è possibile – come avviene, che le due comunità confliggano e che i disabili LGBTQI rimangano confinati in un limbo che Federici definirebbe con Shakespeare del “desiderio inespresso”. In-espresso perché culturalmente in-concepibile e, dunque, desiderio malato, deviante e perverso.

Ma è una perversione che è anche funzionale alla cultura che ufficialmente la rigetta: Nora Groce sottolinea come, specialmente in Asia e in Africa, sia diffusa la credenza che la presunta asessualità e, dunque, verginità, dei disabili consenta di “ripulirsi” dal virus dell’HIV/AIDS se si hanno dei rapporti sessuali con loro.

E questo spiega l’alto numero di abusi e violenze sessuali nei loro confronti. Sempre la Groce riporta che, di solito, i disabili che hanno rapporti sessuali con non disabili nei bagni pubblici non si definiscano omosessuali ma spieghino le loro attività con la solitudine e con l’ansia di piacere a nuovi “amici”.

Non diversamente, insomma – e questo è interessante – da come diversi operatori socio sanitari da me intervistati proprio qui a Napoli qualche mese fa spiegano i rapporti omosessuali tra alcuni loro assistiti.

Per concludere, quali prospettive di sviluppo future?

Sul piano operativo, seguendo gli studi che indicano nel disabile LGBTQI ricoverato nei centri o nelle residenze la persona più sofferente, sarebbe opportuno investire con urgenza in iniziative formative rivolte prevalentemente agli operatori e ai caregivers impiegati in tali centri.

Sul piano teorico, sarebbe invece interessante risalire alle cause dell’eterosessismo e dell’integrità corporea compulsive. La loro diffusione universale potrebbe suggerire qualcosa sul significato evolutivo di questi miti e ciò potrebbe indicare strategie culturalmente efficaci per un loro effettivo superamento.

Ed infine, riprendendo le parole di Stefano Federici, esprimiamo la nostra speranza di studiosi, donne e uomini, che le comunità dei disabili e dei LGBTQI sappiano lottare per “riconoscere bella la diversità altrui, che non ne abusino mai per liberarsi dalle proprie paure, e che non lottino per una qualche uguaglianza, ma per il diritto alla propria, irrepetibile diversità, dei corpi, della sessualità e della mente”.
fonte gaylib.it