lunedì 24 marzo 2025

Moda: Fondazione Garavani Giammetti, a Roma nuovo polo di arte a moda. PM23 aprirà a primavera con una mostra in un'ala del palazzo Mignanelli sede della storica maison

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La bellezza è sempre stata la nostra guida e ispirazione più profonda.

Abbiamo dedicato le nostre vite a celebrarla, a scoprirne le infinite sfumature e a condividerla con il mondo.

La Fondazione nasce da questo stesso amore per la bellezza, con l'intento di preservarla, promuoverla e trasmetterla alle future generazioni, rappresentando la naturale prosecuzione del nostro percorso. Crediamo che la bellezza abbia il potere di elevare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone. 

Con la Fondazione vogliamo condividere e restituire al mondo ciò che la bellezza ci ha donato, sostenendo il talento, la creatività e la cultura, affinché possano essere fonte di ispirazione come lo sono stati per noi. Crediamo fermamente che sostenere il talento, promuovere la cultura e aiutare chi ha bisogno siano modi concreti per rendere il mondo un posto migliore". Con questa dichiarazione di amore per la bellezza dell'arte, intesa come concetto e sintesi di una forza motrice capace di trasformare, creare e ispirare progresso, ma anche con la conferma di voler sostenere i giovani talenti della moda e dell'arte, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti annunciano la Fondazione che porta i loro nomi (FVG). La sede è a Roma a Piazza Mignanelli, nello stesso palazzo storico dove ha ancora sede la maison fondata negli anni Sessanta dal maestro couturier di Voghera. 

La Fondazione, che è stata costituita da Garavani e Giammetti nel 2016 con una missione filantropica, s'identifica nel principio "Beauty creates Beauty", un manifesto di crescita, innovazione e impatto culturale, che eleva la bellezza a forza propulsiva. 

Dopo un anno di lavori di restauro, si apriranno al pubblico le porte di un'ala del Palazzo Gabrielli Mignanelli 23, costruito a fine Ottocento come scuola e tipografia di Propaganda Fide, ora trasformato dalla Fondazione Garavani Giammetti in un polo internazionale per le arti, la moda e la cultura. Lo spazio sarà inaugurato a primavera con una mostra che segnerà l'inizio di una programmazione espositiva di moda e arte. Ospiterà le attività culturali sostenute dalla Fondazione, mostre, eventi, workshop e iniziative educative e si chiamerà PM23, dalle iniziali di Palazzo Mignanelli e del civico.   

L'altro aspetto importante dell'arrivo della Fondazione a Roma determinante anche per riassegnare un ruolo nella moda alla capitale, è quello che vede il palazzetto storico messo nello spazio PM23 a disposizione delle generazioni future, come cuore pulsante delle attività culturali supportate dalla Fondazione dedicate all'arte e alla moda. La scelta di lasciare la sede della Fondazione a Roma dimostra il grande amore per la capitale da parte di Garavani e Giammetti, che dagli anni Sessanta, con la loro visione estetica, hanno elevato la moda a linguaggio universale di armonia, grazia e perfezione. 

Oggi la Fondazione si fa custode e interprete della loro filosofia, traducendola in un impegno concreto attraverso tre pilastri: sostegno a iniziative filantropiche e sociali, valorizzazione artistica e culturale, educazione e supporto del talento. La Fondazione si pone l'obiettivo di intrecciare collaborazioni con organizzazioni locali e internazionali. Tra i progetti promossi negli ultimi anni dalla Fondazione il sostegno a famiglie bisognose e i progetti speciali per gli ospedali Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli di Roma. Inoltre, la Fondazione è impegnata nella valorizzazione e salvaguardia di istituzioni culturali, come il Teatro Valentino Garavani di Voghera.  

fonte: (di Patrizia Vacalebri)   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 17 marzo 2025

Books: Linda Evangelista Photographed by Steven Meisel

A fashion milestone, Linda Evangelista is one of the few "supermodels" to have risen to fame in the 80s, when fashion was at its height. Needless to say, she was photographed by the greatest fashion photographers, amongst them Steven Meisel.

 

This book presents over 180 images taken during a twenty-five-year relationship between the photographer and his muse. It depicts the evolution of the photographer's vision, as well as his admiration and friendship for the supermodel, whom he photographed in a variety of imaginative contexts and occasions.


Art direction by Jason Duzansky, introduction by William Norwich.

  • DIMENSIONS: 37 CM X 45.5 CM
  • PAGES: 232
  • SLRD CURATED

  • 100% PAPER
  • ID stile 809077YCL098486
  • Regno Unito
  • fonte:  https://www.ysl.com

Moda > Da Miu Miu a Versace, arriva Vitale da Versace, prende il posto di Donatella. Lei rimarrà Chief Brand Ambassador, lui è il nuovo direttore creativo della maison

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Non è un addio, ma segna comunque la fine di un'epoca: dal primo aprile non sarà più un Versace il direttore creativo della maison della Medusa, oggi controllata da Capri Holdings.

Dal primo aprile Donatella lascerà il posto a Dario Vitale, che era Design and Image Director da Miu Miu, brand del gruppo Prada.

Una nomina che pare quindi confermare le voci sempre più insistenti che vorrebbero ormai imminente il passaggio della casa di moda fondata da Gianni Versace al gruppo Prada. 

Le voci su un possibile cambio ai vertici della creatività del brand, parallelamente a quelle della sua vendita, avevano iniziato a circolare da tempo, quando era emerso che il contratto della direttrice creativa era in scadenza a febbraio. Il 13 marzo la conferma, con una nota di Capri Holdings: Donatella, che il prossimo due maggio compirà 70 anni, non abbandonerà definitivamente la maison, di cui aveva preso la guida nel 1997, dopo la morte del fratello Gianni, ma ne diventerà la Chief Brand Ambassador, sempre dal primo aprile. In questo nuovo ruolo, si dedicherà a sostenere le iniziative filantropiche e di beneficenza di Versace e rimarrà advocate del brand a livello globale. 

"È stato il più grande onore della mia vita - scrive l'iconica designer - portare avanti l'eredità di mio fratello Gianni. Lui era il vero genio, ma spero di avere un po' del suo spirito e della sua tenacia. Nel mio nuovo ruolo di Chief Brand Ambassador, rimarrò la più appassionata sostenitrice di Versace, che è parte del mio DNA ed è sempre nel mio cuore". "Sostenere la prossima generazione di designer è sempre stato importante per me" dice ancora Donatella, che lo scorso mese alla Milano fashion week ha svelato la sua ultima collezione fall-winter 2025/26. Oggi si dice "entusiasta che Dario Vitale si unisca a noi" per "guardare Versace attraverso nuovi occhi".  

Da parte sua Vitale, che dopo anni nell'ufficio stile di Miu Miu nel gennaio 2023 era subentrato a Fabio Zambernardi, si dice "onorato di far parte di questa unica e potente casa di moda di lusso creata da Gianni e Donatella. C'è in questa maison un'eredità che è un lessico orgoglioso e inconfondibile da investigare, un patrimonio che ha attraversato i decenni e la storia della moda, verso cui sento una grande responsabilità unita al desiderio di costruire insieme un nuovo inizio". "Un sincero ringraziamento a Donatella - scrive ancora il nuovo direttore creativo della maison fondata nel 1978 - per la fiducia e l'instancabile lavoro con cui ha custodito e fatto evolvere questo brand che è oggi Versace. È un privilegio contribuire alla crescita futura di Versace e al suo prestigio attraverso la mia visione, esperienza e dedizione". 

Dal punto di vista economico, gli annunci di oggi, afferma John D. Idol, Presidente e Amministratore Delegato di Capri Holdings, che nel 2018 aveva rilevato il brand dalla famiglia Versace e da Blackstone per oltre 1,8 miliardi di euro, "fanno parte di un attento piano di successione per Versace". Vitale, aggiunge, "è un eccezionale design leader e siamo certi che il suo talento e la sua visione saranno fondamentali per la crescita futura di Versace." "Ho fiducia nell'azienda e nel suo posizionamento attuale, poiché - aggiunge Emmanuel Gintzburger, CEO di Versace - siamo ben preparati per scrivere questo nuovo capitolo di Versace". 

Un capitolo che presto, oltre a un nuovo volto e a una nuova direzione artistica, potrebbe avere una nuova proprietà: secondo gli esperti, l'acquisizione della maison da parte del gruppo Prada dovrebbe essere finalizzata entro la fine di marzo per una cifra intorno a 1,5 miliardi di euro. Di certo c'è il tentativo di Capri Holdings di cedere l'azienda fondata da Gianni Versace, così come Jimmy Choo, per concentrarsi sul brand Michael Kors. 

Oggi secondo le ultime indiscrezioni il dubbio non è più se la trattativa andrà in porto, ma se Prada - che detiene i marchi Miu Miu, Church's, Car Shoe, oltre a Luna Rossa e Marchesi 1824 - acquisirà dagli americani anche Jimmy Choo, per una cifra totale di 2 miliardi di euro. Se l'operazione andasse in porto il gruppo guidato da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, secondo gli analisti, riuscirebbe a creare un colosso del lusso italiano in grado di competere con big come Kering e Lvmh.  

fonte: (di Gioia Giudici)   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

Mostre: alla Gagosian Gallery di Roma "Richard Avedon Italian Days" fino al 12 maggio 2025

Richard Avedon Italian Days, 2025, installation view © The Richard Avedon Foundation Photo: Martina Magno, M3 Studio Courtesy Gagosian

Gagosian presenta una mostra di fotografie di Richard Avedon scattate in Italia, che evidenzia quanto siano state fondamentali per il suo lavoro successivo Italian Days a Roma dal 12 marzo 2025

Gagosian è lieta di annunciare Italian Days, una mostra in cui più di venti fotografie scattate da Richard Avedon per le strade di Roma, della Sicilia e di Venezia—diciotto delle quali della serie Italy (1946–48), presentata qui per la prima volta nella sua interezza—dialogano con ritratti di figure iconiche che incarnano il suo stile distintivo. In mostra anche alcune immagini di una serie del 1946, che ritraggono Zazi, una performer di strada romana. Gagosian rappresenta il lavoro di Richard Avedon globalmente dal 2011.

Dal suo primo arrivo a Roma nel 1946 subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando l’Italia era ancora in gran parte inaccessibile ai visitatori, Avedon compì diversi viaggi nel Paese nel corso del decennio successivo. Le molteplici serie di fotografie realizzate durante questi viaggi esplorativi sono state cruciali per lo sviluppo del suo sofisticato approccio al ritratto. Avedon era particolarmente attratto dalla bellezza e dalla devastazione dell’Italia dell’epoca, dalla grandiosità e dalla potenza della sua storia e dall’enorme varietà di espressioni umane e di resilienza che osservava ovunque volgesse lo sguardo. Rivelando il suo interesse per un’autentica interazione tra fotografo e soggetto, il lavoro italiano di Avedon ha esercitato una forte influenza sulla sua pratica, infondendo in ogni immagine una profondità di spirito e una gamma di emozioni inimitabili.

Ogni coppia e gruppo più ampio di fotografie esposte a Roma riflettono una tecnica o una strategia compositiva diversa che trae origine dalle immagini italiane di Avedon. Il famoso ritratto del 1957 di una Marilyn Monroe dallo sguardo smarrito, ad esempio, e l’immagine del 1980 di Ruby Holden, impiegata del banco dei pegni, dell’iconica serie In the American West (1979–84), sembrano entrambi essere stati anticipati da un ritratto di strada romano scattato nel 1947. Le radici di gioia e disperazione che Avedon ha catturato nella sua rappresentazione della Monroe si possono trovare a Roma, così come il suo autoritratto del 1963 ricorda la fotografia di un giovane siciliano fiero e simpatico, apparso dalle ceneri della guerra e pronto ad iniziare una nuova vita.

Le numerose corrispondenze presenti in Italian Days—tra soggetti, estranei e momenti—enfatizzano la costante attenzione di Avedon verso un’umanità comune che trascende la tecnica o le circostanze. 

Lo sguardo verso il basso che caratterizza una delle due immagini del famoso drammaturgo in Samuel Beckett, writer, Paris, April 13, ad esempio, è preannunciato dall’antecedente Italy #6, Rome, 1946, in cui un ragazzo si porta le mani sul viso mentre rivolge lo sguardo ai sampietrini assolati di una strada metropolitana. 

Un altro gruppo di immagini trasmette uno stato d’animo più leggero, tracciando una linea che va dalla giocosa figura danzante di Italy #8, Palermo, Sicily, 1947 alle successive immagini della modella americana Dorian Leigh in posa con un ciclista sugli Champs-Elysées e di Audrey Hepburn che balla con Fred Astaire sul set di Funny Face. L’Italia, con il suo cuore spezzato e il suo spirito indomito, ha indicato la strada.

L’allestimento è stato ideato da Cécile Degos, responsabile anche di quello di Iconic Avedon: A Centennial Celebration of Richard Avedon, presentata presso Gagosian Parigi nel 2024. Una mostra di Richard Avedon inaugurerà alla Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi il 30 aprile 2025.  

Photo courtesy Gagosian Gallery.

La mostra è alla Gagosian Gallery, in Via Francesco Crispi 16, sarà visitabile fino al 17 maggio 2025        >> INFO

Via Francesco Crispi 16
00187 Rome

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+39 06 4208 6498
rome@gagosian.com

Contatti 

fonte: https://gagosian.com   Photo courtesy Gagosian Gallery. 

lunedì 10 marzo 2025

Teatro Maggio Musicale Fiorentino > Accademia del Maggio: Corso per truccatori teatrali

PERCORSO PROFESSIONALIZZANTE PER LA REALIZZAZIONE DEL MAKE UP PER GLI ATTORI TEATRALI 

Progetto 9012809, n. edizione 2, matricola 20252A90653

Corso per truccatori teatrali

DESTINATARI: N. da 8 a 11 ALLIEVI

Il corso è promosso nell’ambito di GiovaniSì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani. È finanziato con i fondi del PNRR, tramite il programma GOL.

DESCRIZIONE DEI CONTENUTI

Il percorso formativo si configura come un aggiornamento di breve durata e dai contenuti e dalle finalità professionalizzanti in relazione alle mansioni principali del truccatore teatrale. Obiettivo del percorso è fornire alcune capacità e conoscenze per permettere all’allievo/a di approcciarsi alla professione di make-up artist. Il percorso fornirà le competenze tecniche per realizzare delle ipotesi di trucco elaborate in funzione del contesto e della storia rappresentata, in coerenza con le caratteristiche delle acconciature di scena.

UNITÀ FORMATIVE

  1. Introduzione al make-up teatrale, 20 ore
  2. Le tecniche del trucco teatrale, 14 ore
  3. Team Working e la comunicazione efficace, 8 ore
  4. Lavorare in Sicurezza, 4 ore

STRUTTURA DEL PERCORSO

Il corso prevede n° 46 ore di aula. Le lezioni potranno svolgersi in orario 9.00-13.00 e 14.00-18.00 dal lunedì al venerdì. Il calendario dettagliato sarà comunicato a inizio corso. Il percorso è finalizzato al rilascio di una Dichiarazione degli apprendimenti. In caso di mancato conseguimento di attestazione finale è previsto, al superamento delle prove di verifica intermedie di fine UF da parte del discente, il rilascio di apposita attestazione parziale, così come previsto dall’Avviso di cui al DD 27478 del 22/12/2023.

COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI

Le competenze professionali previste in uscita dal percorso formativo sono:

  • Applicare standard televisivi o cinematografici conoscendo e valutando le richieste di produzione.
  • Capire ed interpretare le richieste emozionali ed il risultato atteso dalla Regia e dalla Produzione attraverso lo studio in dettaglio della sceneggiatura.
  • Analizzare ed intervenire sulla qualità delle relazioni interne/esterne (customer care e customer satisfaction) come strumento di potenziamento delle competenze individuali e organizzative.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI

Il percorso di aggiornamento professionale, di breve durata, fornisce competenze spendibili nel settore delle produzioni teatrali e dello spettacolo.

BENEFICIARI DEI PERCORSI FORMATIVI

Il presente avviso si rivolge a:

  • Beneficiari di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: le specifiche categorie di lavoratori sono individuate dalla Legge di Bilancio 2022 (legge n. 234/2021, art. 1, comma 200);
  • Beneficiari di ammortizzatori sociali in assenza di rapporto di lavoro: disoccupati percettori di NASPI o DIS-COLL;
  • Beneficiari di sostegno al reddito di natura assistenziale: percettori del Reddito di cittadinanza;
  • Beneficiari di sostegno al reddito di natura assistenziale: percettori di Supporto per la Formazione e il Lavoro e Assegno di Inclusione (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85);
  • Lavoratori fragili o vulnerabili: giovani NEET (meno di 30 anni), donne in condizioni di svantaggio, persone con disabilità, lavoratori maturi (55 anni e oltre);
  • Disoccupati senza sostegno al reddito: disoccupati, altri lavoratori con minori opportunità occupazionali (giovani e donne, anche non in condizioni di fragilità), lavoratori autonomi che cessano l’attività o con redditi molto bassi;
  • Lavoratori con redditi molto bassi (i cosiddetti working poor): il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo sia inferiore alla soglia dell’incapienza secondo la disciplina fiscale

INDENNITÀ DI FREQUENZA

Per la partecipazione ai percorsi è prevista una specifica indennità, pari a 3,50 euro/ora corso (calcolata sulle sole ore di aula e FAD sincrona) a titolo di indennità di frequenza. L’indennità di frequenza è corrisposta solo a chi ha ottenuto l’attestazione finale prevista dal percorso frequentato (o abbia assolto alla frequenza minima prevista dal percorso), per il solo primo percorso frequentato, nel limite massimo di euro 100,00 e fino ad esaurimento delle risorse indicate nell’avviso. L’importo previsto ai fini dell’indennità così come risultante dall’avviso per ogni singolo progetto non può in nessun caso essere superato.

ISCRIZIONI

Fase 1 - ACCESSO AL PROGRAMMA GOLcoloro che sono interessati ad iscriversi al corso debbono effettuare l’iscrizione al programma GOL  esclusivamente presso i Centri per l’Impiego del territorio toscano (https://www.regione.toscana.it/-/recapiti-e-orari-degli-uffici-sul-territorio). Presso il Centro per l’Impiego prescelto ogni beneficiario sarà indirizzato verso uno specifico percorso sulla base degli esiti dell’orientamento.

Fase 2 – ISCRIZIONI AL CORSO: il beneficiario potrà iscriversi al corso presente nelle misure 2 Upskilling o 3 Reskilling verso le quali è stato indirizzato. Per l’effettuazione della fase 2 il beneficiario potrà recarsi presso un Centro per l’Impiego o presso un’Agenzia per il lavoro. (https://www.regione.toscana.it/documents/10180/22570120/Elenco%20Agenzia%20approvate%2016_gennaio_2023/d65c389a-a6d7-6fbd-b577-88657897b566)

>>> Scarica la locandina

>>> INFO

Accademia del Maggio Musicale Fiorentino – ETS
Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze (FI) – Italia
Tel. (+39) 055 2779276
E-mail: segreteria.accademia@maggiofiorentino.com

Pec: accademia@pec.maggiofiorentino.academy 

fonte: www.maggiofiorentino.com

Mostre > Firenze a Palazzo Strozzi: Tracey Emin "Sex and Solitude" dal 16 marzo 2025 al 20 luglio 2025

Palazzo Strozzi presenta Tracey Emin. Sex and Solitude, la più grande mostra mai realizzata in Italia dedicata a una delle più famose e influenti artiste nel panorama contemporaneo.

Curata da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’esposizione permette di immergersi nella poliedrica attività di un’artista che spazia tra pittura, disegno, video, fotografia e scultura, sperimentando tecniche e materiali come il ricamo, il bronzo e il neon. Il titolo fa riferimento a due parole chiave, sesso e solitudine, che permeano le oltre 60 opere di un percorso che attraversa diversi momenti della carriera di Tracey Emin, dagli anni Novanta a oggi, in un intenso viaggio sui temi del corpo e del desiderio, dell’amore e del sacrificio. Molte delle opere sono presentate in Italia per la prima volta, assieme a nuove produzioni, in diversi media, realizzate in occasione dell’esposizione.

Celebre per un approccio diretto e crudo nella sua arte, Tracey Emin dà vita a opere in cui momenti intimi e privati si trasformano in metafore esistenziali che riflettono sulla sessualità o la malattia, sulla solitudine o l’amore. Attraverso una ricerca onesta e fortemente autobiografica, Emin traduce esperienze personali in opere intense e potenti, in cui il linguaggio diretto ed esplicito delle sue celebri frasi al neon si unisce alla forte materialità dei suoi dipinti e delle sue sculture.

 Tracey Emin. Sex and Solitude
è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi. Sostenitori pubblici: Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze. Sostenitori privati: Fondazione CR Firenze, Intesa Sanpaolo, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi.
Main Sponsor: Gucci.
Tracey Emin

 Tracey Emin DBE RA è nata nel 1963 a Croydon, Londra, ed è cresciuta nella città costiera di Margate. Nell’arco della sua carriera ha sviluppato una pratica artistica che spazia tra disegno, pittura, arazzi, ricami, film, sculture in bronzo e installazioni al neon. L’artista trae ispirazione dalla propria vita, facendo riferimento a esperienze profondamente intime: dalla sua storia sessuale agli abusi subiti, dall’aborto alle relazioni affettive, fino, più recentemente, al cancro e alle sfide legate alla sua salute.

Nel 1999 ha attirato enorme attenzione mediatica quando è stata candidata al Turner Prize e ha esposto My Bed alla Tate Gallery di Londra. Da quel momento la carriera di Emin ha conosciuto una crescita costante: nel 2007 ha rappresentato il Regno Unito alla 52° Biennale di Venezia e nel 2011 è stata nominata Professore di Disegno presso la Royal Academy, diventando una delle due prime donne a ricoprire questo ruolo nella storia dell’istituzione.

Oggi Emin è ampiamente riconosciuta a livello istituzionale. Recentemente ha inaugurato a Margate i Tracey Karima Emin (TKE) Studios, uno spazio professionale per artisti interamente da lei sovvenzionato, che include anche la Tracey Emin Artist Residency (TEAR), una residenza artistica gratuita in studio.

Nel 2024 è stata insignita del titolo di “Dame” nell’ambito dei premi conferiti in occasione del compleanno del re, come riconoscimento del suo contributo all’arte.

La mostra presenta contenuti che includono rappresentazioni della sessualità e del corpo che potrebbero risultare sensibili per alcune persone. Si raccomanda l’accesso ai minori di 14 anni solo se accompagnati da una persona adulta.

In copertina: Tracey Emin, I waited so Long (det.), 2022. Photo: HV-Studio. Courtesy of the Artist and Xavier Hufkens, Brussels ©Tracey Emin. All rights reserved, DACS 2024.

Orario mostra
Dal 16 marzo 2025
Tutti i giorni 10.00-20.00
Giovedì fino alle 23.00 >> Acquista ora

fonte: www.palazzostrozzi.org

Ferragamo partner della mostra "Lo sguardo nascosto. La danza dietro il sipario" al Museo Teatrale alla Scala fino al 14 settembre 2025.

Ferragamo partner della mostra Lo sguardo nascosto. La danza dietro il sipario, al Museo Teatrale alla Scala dal 12 febbraio al 14 settembre 2025.

Attraverso le immagini di Gérard Uféras, l’esposizione esplora l’intimità della danza, rivelando la disciplina e la poesia del Corpo di Ballo della Scala. Un mondo che riflette lo spirito di Ferragamo, dove grazia e rigore, estetica e funzionalità si incontrano. 

Un dialogo tra arte e artigianalità, simbolizzato dalla ballerina, modello di perfezione tra forma e movimento.

Fin dagli anni Venti, Salvatore Ferragamo ha creato scarpe per attrici, ballerine e artiste legate alla danza, tra cui Katherine Dunham, Alicia Markova e Anna Pavlova, attratte dall’equilibrio tra bellezza e comfort. L'archivio Ferragamo conserva una preziosa collezione di ballerine, incluse quelle con il logo Ballerina by Ferragamo, simbolo di un patrimonio che continua a ispirare. La ballerina creata per Audrey Hepburn nel 1954 è uno degli esempi più celebri, emblema dell'incontro tra eleganza e praticità. Anche icone come Greta Garbo, Marilyn Monroe e Ingrid Bergman hanno scelto queste scarpe, unendo moda e arte del movimento.

Vito Lorusso © Teatro alla Scala
La mostra, curata da Paola Calvetti e Livia Corbò, con l’allestimento di Margherita Palli e Valentina Dellavia, invita il pubblico a varcare il confine tra scena e retroscena, a scoprire la bellezza custodita nei silenzi della preparazione, negli sguardi d’intesa tra i danzatori, nei rituali che precedono ogni debutto. Un viaggio che rispecchia la filosofia dell’azienda, dove la vera essenza della bellezza risiede nel processo creativo, nell’impegno e nella passione che la rendono eterna.
Ferragamo è orgogliosa di sostenere questa celebrazione della danza e dell’arte, riaffermando il proprio impegno nella valorizzazione della cultura e dell’eccellenza artigianale. Un omaggio alla bellezza del gesto, alla perfezione della forma e alla storia di un’icona senza tempo.

Ogni passo di danza nasce da un’incessante ricerca dell’armonia, frutto di rigore e dedizione. Allo stesso modo, la maestria artigianale della maison si fonda sulla perfezione del dettaglio e sulla tensione costante verso l’eccellenza. Così come i ballerini affinano ogni gesto fino a renderlo pura espressione, gli artigiani plasmano la materia con la stessa meticolosità, dando vita a creazioni che racchiudono un’anima. Un parallelismo che si riflette anche nella collezione Primavera-Estate 2025 di Maximilian Davis, dove il balletto diventa ispirazione per silhouette fluide e morbide, immerse in tonalità che evocano la penombra del sipario e il chiaroscuro delle quinte teatrali. >> Scopri di più

fonte: www.ferragamo.com

Scala: 'Lo sguardo nascosto', un libro e una mostra sul ballo. Il fotografo Uféras racconta quello che il pubblico non vede

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Un libro con 160 immagini che raccontano il Corpo di ballo della Scala nei momenti sconosciuti al pubblico, dietro le quinte o in sala prove, e una mostra sul balletto scaligero, che presenta quelle stesse immagini, ma non solo, allestita nelle sale del Museo teatrale.

Il titolo di questa duplice iniziativa, presentata oggi alla Scala, è 'Lo sguardo nascosto - La danza dietro il sipario'. 

È la conclusione di un lavoro che il fotografo Gérard Uféras, già autore di importanti volumi sui corpi di ballo dell'Opéra di Parigi e del Bolshoi, ha cominciato nel 2017.

Il libro, edito da Il Saggiatore (in libreria il 27 febbraio), mostra quello che il pubblico non vede, incrocia momenti di vita quotidiana dietro le quinte, cogliendo attimi intenso lavoro, ma anche di riposo, sorrisi, chiacchiere, documenta insomma la vita di un ballerino della Scala, al di fuori di ciò che poi davanti al pubblico diventa perfezione estetica.

Lo ha curato Paola Calvetti, che firma anche il testo sul fotografo e la danza, mentre Valeria Crippa approfondisce storia e caratteristiche della compagnia. 

Le immagini del libro costituiscono anche il cuore della mostra, curata da Paola Calvetti e Livia Corbò. Il percorso, ideato da Margherita Palli insieme a Valentina della Via, ricrea la sala prove e il retropalcoscenico nella giornata tipo di un ballerino fino al momento prima di entrare in scena. 

Accanto alle foto, una serie di oggetti e installazioni: ad esempio una scarpetta da ballo calzata dalla leggendaria Fanny Elsser (contestata perché austriaca nei giorni precedenti le 'cinque giornate' di Milano) a San Pietroburgo in una 'Giselle' del 1848. Ma ci sono anche i costumi di Carla Fracci e Rudolf Nureyev nello 'Schiaccianoci' e diverse 'ballerine di carta' create da Caterina Crepax. A rappresentare la danza contemporanea la videoinstallazione 'Oltre il velo' della coreografa e regista Valentina Moar, che trasforma il movimento in un flusso di immagini e suoni e un video curato da Paola Calvetti e Vito Lorusso. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

lunedì 3 marzo 2025

Libri: "La mezz'ora della verità" di Yari Selvetella

Yari Selvetella, con pungente umorismo e dando vita a una serie di personaggi memorabili, mette in scena le fragilità della nostra epoca, con un romanzo in cui il ritmo incalzante della commedia cresce fino a gettare inattesi scorci di luce, sulle contraddizioni della contemporaneità.

Si insinuano nell'intimità degli appartamenti, rimbalzano tra le facciate dei palazzi, aleggiano nelle vie, nei giardini della piazza dell'Acquario: sono i responsi di Varami, l'app in grado di confermare o smentire la veridicità di ciò che le persone affermano. All'inizio sembra la realizzazione di un desiderio proibito: poter accedere ai pensieri altrui. 

Varami soddisfa ogni curiosità, anche la più inconfessata: si può verificare se il nostro coniuge ci è fedele, se una vecchia zia intende lasciarci l'appartamento in eredità, se la ragazza di cui siamo innamorati ci vuole bene sul serio; si possono smascherare i bluff dei politici e tutte le meschine ipocrisie del vivere quotidiano. Intanto, però, altri interrogativi prendono corpo: trovarci così esposti a questo nuovo oracolo ci renderà più sinceri o solo più reticenti? 

Quali sono i criteri utilizzati dall'app? E qual è il suo vero scopo? Di settimana in settimana, anziché chiarirsi, la questione si complica. Prima Varami prende possesso degli spazi domestici e, approfittando di smartphone e tablet, di impianti stereo e tv, inizia a emettere le sue sentenze. Poi la situazione precipita. Ogni giorno alle 18, sfruttando gli altoparlanti a disposizione in tutta la città, Varami propala per trenta minuti esatti i suoi giudizi universali: è la mezz'ora della verità. Per i protagonisti viene il tempo di porsi le domande più scomode: quanto c'è di credibile in questa storia? E quanto di autentico nella verità che stiamo vivendo? 

Yari Selvetella (1976) è un giornalista e scrittore romano. Collabora con vari programmi della Rai. È un esperto di storia della criminalità romana, un tema su cui lavora da molti anni attraverso articoli e libri, tra cui il bestseller Roma criminale (scritto con Cristiano Armati, Newton Compton 2005). Tra gli altri suoi libri ricordiamo Banditi, criminali e fuorilegge di Roma. Storie di assassini, rapinatori e ribelli nella città eterna (Newton Compton 2010), Roma. L'impero del crimine. I padroni e i misfatti della capitale (Newton Compton 2011), La maschera dei gladiatori (Carta Canta 2014), La banda Tevere (Mondadori 2015), Rino Gaetano. Il figlio unico della canzone italiana (Bizzarro Books 2017), Le stanze dell'addio (Bompiani 2018).

fonte: www.lafeltrinelli.it

Libri: "Demon Copperhead" di Barbara Kingsolver

Barbara Kingsolver si ispira all’opera iconica di Dickens con questo romanzo vincitore del Pulitzer, ambientato nel Sud degli Stati Uniti, per gettare luce sulle vite marginali di oggi, con la stessa rabbia, la stessa profonda compassione. La stessa fiducia nel potere di trasformazione di una bella storia.

«Un David Copperfield trapiantato negli Appalachi devastati dalla povertà e dalla droga. Un romanzo sfolgorante». - Times Literary Supplement

«Demon è una voce che risuonerà negli anni a venire, come quella di Huck Finn e Holden Caulfield, ma ancora più resiliente». - Beth Macy

«Ironica e toccante, questa è la storia di un ragazzo che nessuno vuole ma che i lettori adoreranno. La dimostrazione perfetta di come un romanzo possa divertire, straziare, reclamare a gran voce il cambiamento». - The Washington Post

«Straordinario. Come Shuggie Bain o David Copperfield, il monologo interiore di Demon, disgraziato dal cuore d’oro, è pieno di colpi di trama che si susseguono senza sosta». - San Francisco Chronicle

Questa è la storia di un ragazzo che tutti chiamano Demon Copperhead, un eroe dei nostri tempi. Un ragazzo che può contare solo sulla bella faccia ereditata da suo padre, una criniera di capelli color rame, lo spirito aguzzo e il vizio di sopravvivere. Il suo esordio nell’universo – mamma di diciott’anni che partorisce sola con una bottiglia di gin, anfetamine e oppioidi –, in una casa mobile sperduta negli Appalachi meridionali, dà il la a ciò che verrà dopo. 

Demon inizia la sua corsa a perdifiato attraverso la vita, sfreccia per le selve oscure dell’affido, del lavoro minorile, delle scuole fatiscenti, fino al sogno, e poi all’ebbrezza del successo atletico, con la conseguente caduta nella dipendenza. Nel mentre, si ossessiona con gli eroi della Marvel, si disegna i suoi fumetti riempiendoli di cattivi veri, si inerpica per le vette vertiginose del grande amore e sprofonda nel dolore straziante della perdita. Attraverso tutto questo, Demon deve combattere, armato del suo caustico umorismo e poco altro, contro la propria invisibilità in un mondo dove persino i suoi amati supereroi hanno abbandonato le terre selvagge per la città. La sua voce è quella di una generazione di ragazzi perduti, nati in posti splendidi e maledetti che neanche per un istante concepiscono di abbandonare. Ma Demon è un combattente, un sopravvissuto, come era un sopravvissuto David Copperfield nella sua disgraziata Londra. 

Barbara Kingsolver è un'autrice statunitense. Laureata in biologia, è considerata una delle scrittrici americane contemporanee più importanti. Nel 2000 le è stata assegnata la massima onorificenza statunitense in campo artistico, la National Humanities Medal, e nel 2010 ha vinto l'Orange Prize. Nel 2023 si è aggiudicata anche il Premio Pulitzer con Demon Copperhead, pubblicato in Italia da Neri Pozza. Tra i suoi titoli ricordiamo anche, Il canyon dei sogni (Sperling & Kupfer, 1997), L' albero dei fagioli (Sperling & Kupfer, 2002), Un nuovo mondo (Sperling & Kupfer, 2020 - Nuova edizione: Neri Pozza, 2025) e La collina delle farfalle (Beat, 2023).

fonte: www.ibs.it 

Roma: domenica 9 Marzo al termine della proiezione delle 19.00 al Nuovo Cinema Aquila. Incontro con Valerie Taccarelli e Porpora Marcasciano per "Valery Alexanderplatz" e "Essere Valerie"

Tuba, libreria femminista assai nota e frequentata al Pigneto,  presenta – a seguito della proiezione dei cortometraggi ‘Valery Alexanderplatz’ di Silvia Maggi e ‘Essere Valerie’ di Simone Cangelosi – un incontro con Valerie Taccarelli  e Porpora Marcasciano, le massime rappresentanti del movimento trans in Italia. Porpora Marcasciano, già Presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale) e attuale Consigliera del Comune di Bologna è anche quest’anno candidata al Premio Nobel per la Pace. Valerie e Porpora saranno pronte a rispondere alle domande del pubblico presente. Modera Cristina Petrucci di Tuba Bazar.

E’ la stessa libreria Tuba a presentare con eloquenza l’evento da loro organizzato presso il Nuovo Cinema Aquila. “Negli ultimi tempi un dibattito ormai globale investe le soggettività trans, lo spettro della cosiddetta ideologia gender viene demonizzato, i primi giorni della seconda presidenza Trump hanno messo al centro azioni di cancellazione delle persone trans, dalle politiche di inclusione, alle riviste scientifiche di ambito medico, allo Stonewall National Munument, il monumento che celebra la rivolta da cui sono nati i movimenti lgbtiq+, dove è stato cancellato ogni riferimento alle persone trans e queer; anche nel nostro paese il dibattito sul gender prende di mira le persone trans. Eppure, incredibilmente, in mezzo a tanto rumore, rimangono fuori da questo dibattito i vissuti delle persone trans, le loro esperienze di vita, la loro voce. I due film che vi proponiamo danno invece la parola alle persone trans, accendono una luce sul vissuto di una di loro, Valerie, che con altre, ha attraversato gli ultimi cinquant’anni di storia sempre lottando per la libertà di essere se stessa.”

VALERY ALEXANDERPLATZ di Silvia Maggi (Germania/Italia, 28’)

Cortometraggio sperimentale girato tra Berlino Mitte e la famosa Alexanderplatz, racconta la vita dell’attivista trans italiana Valérie Taccarelli. La storia inizia con Milva, la celebre diva italiana, e la sua canzone più nota, Alexanderplatz. Pochi sanno, però, che questa canzone è in realtà un adattamento di Valery, brano di Alfredo Cohen pubblicato nel 1978. Valery era un’adolescente trans di 15 anni, oggi conosciuta come Valérie Taccarelli.

“Valery Alexanderplatz” è scritto, diretto e montato da Silvia Maggi Con Valérie Taccarelli. Registrazione sonora e sound design: Stellan Veloce. Color grading: Sally Shamas. Finanziato dal Bezirkskulturfonds Mitte.

ESSERE VALERIE di Simone Cangelosi (30’)

“Pochi anni fa, quando abbiamo cominciato a pensare di raccogliere le voci della militanza del movimento lesbico, omosessuale e trans in Italia abbiamo pensato di proporlo per prima a Valérie Taccarelli. Alcuni di noi hanno avuto il privilegio e la fortuna di incrociare Valérie sulla propria strada già oltre trent’anni fa, nel contesto dei movimenti studenteschi a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Abbiamo pensato a lei perché consapevoli che la sua voce, i suoi racconti di sé e  delle lotte a cui ha contribuito, un pezzo di storia recente della politica e della società italiana, sono sempre fuori dal discorso comune, sono eccentriche, cariche di  una intelligenza per gli aspetti politici, nel senso più ampio, dell’umano fuori dal comune. Per questo la ringraziamo.” Archivio OUT-TAKES, Bologna

Il prezzo del biglietto è di 7 euro.

L’evento è promosso da Roma Culture. Informazioni e programmazione  www.cinemaaquila.it

fonte: www.cinemaaquila.it

Libri: "I giapponesi sono fuori di testa. Segreti, costumi e follie di un meraviglioso popolo" di Kenta Suzuki

Perché ogni prima domenica di aprile a Kawasaki, prefettura di Kanagawa, i giapponesi se ne vanno in giro con un enorme pene di ferro in testa? 

Qual è il motivo per cui le persone, in Giappone, si inchinano così frequentemente? 

E perché nessuno si soffia il naso in metropolitana? 

Dove e quando nasce la secolare arte del tatuaggio? E quella dei manga? Nonostante la conoscenza sempre più approfondita e dettagliata che abbiamo della cultura nipponica, sono ancora moltissime le peculiarità del popolo giapponese che molti di noi ignorano. 

Una distanza che Kenta Suzuki, giapponese di nascita e italiano - anzi, romano - d'adozione, misura ogni giorno cercando di rispondere alle infinite domande che gli vengono sottoposte attraverso i suoi seguitissimi canali social. 

Curiosità e interrogativi che Kenta ha deciso di soddisfare mettendo assieme una vera e propria enciclopedia illustrata delle unicità e delle stramberie che rendono i giapponesi uno dei popoli più eccentrici e affascinanti del pianeta. 

fonte: https://giuntialpunto.it

domenica 23 febbraio 2025

Milano: dal 21 febbraio al 2 marzo, in occasione della Fashion Week, Palazzo Morando ospita la mostra “Balenciaga | Shoes from Spain Tribute”.

L’innovazione: valori che hanno definito BALENCIAGA e che, ancora oggi, ispirano il settore a livello internazionale.

Per la prima volta, l'Italia ospita una mostra monografica dedicata al genio di Cristóbal Balenciaga.

Il progetto, promosso dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole (FICE) e curato da Javier Echeverría Sola, consentirà di ammirare l’opera del maestro couturier attraverso gli occhi di oggi, con uno sguardo rivolto al futuro.

La mostra presenterà al pubblico una selezione di abiti tra i più rappresentativi provenienti da collezioni museali e private. A questi sono abbinate una serie di calzature realizzate appositamente da venticinque aziende calzaturiere spagnole.

L’eleganza, la raffinatezza e l’atemporalità proprie delle creazioni di Cristóbal Balenciaga arrivano a Milano, in occasione della sua prima mostra monografica in Italia.

Promosso dalla Federazione delle Industrie Calzaturiere Spagnole e curato da Javier Echeverría Sola, ‘Cristóbal Balenciaga| Shoes from Spain Tribute’ è un progetto che permette di ammirare la creatività del couturier attraverso gli occhi di oggi, con uno sguardo rivolto al futuro.

I principali musei e selezionate collezioni private spagnole offrono per l’occasione i loro capi più prestigiosi, per ricordare che Cristóbal Balenciaga è “il Maestro di tutti noi”: un aspetto fondamentale nella diffusione della sua opera, come da sempre sostiene Sonsoles Diez de Rivera, alla quale questa esposizione deve molto.

La mostra presenta una selezione curata delle creazioni più rappresentative e atemporali di Cristóbal Balenciaga, mostrandole come se fossero indossate oggi. Un omaggio reso possibile grazie alle venticinque aziende calzaturiere spagnole che hanno creato le scarpe che accompagnano i pezzi di Cristóbal Balenciaga.

Questo dialogo tra le creazioni del couturier e le calzature esalta l’artigianalità, l’eccellenza del “fatto a mano” e l’innovazione: valori che hanno definito BALENCIAGA e che, ancora oggi, ispirano il settore a livello internazionale.

Cristóbal Balenciaga
Getaria, 1895 – Jávea, 1972
“Un couturier deve essere un architetto per la forma, un pittore per il colore, un musicista per l’armonia e un filosofo per la misura”

Tutte le info >> QUI

La mostra info  >> QUI 

Ingresso gratuito senza prenotazione.

Venerdì 21 febbraio, giorno di apertura, la mostra sarà visitabile dal pubblico a partire dalle ore 12.00.

Eccezioni all’orario di apertura:

24 febbraio 10:00 – 14:00 (ultimo ingresso ore 13.30)

27 febbraio 10:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18.30)

Per maggiori informazioni visitate il sito dedicato.


MILANO CORTINA 2026 | RED CANZIAN COMPONE L'INNO UFFICIALE CHE ACCOMPAGNA IL VIAGGIO DELLA FIAMMA OLIMPICA E PARALIMPICA

RED CANZIAN compone l’inno ufficiale che accompagnerà il viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica di Milano Cortina 2026

CUORI A TEMPO
interpretato insieme alla BIG FAMILY BAND
Il brano, trasmesso in anteprima durante la seconda serata del festival di Sanremo, è ora disponibile su spotify
spoti.fi/CuoriATempo_innoMC26

Milano, 20 febbraio 2025 – Si intitola Cuori a tempo l’inno ufficiale destinato ad accompagnare il viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica verso l’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e porta la firma di Red Canzian. Il brano, presentato in anteprima durante la seconda serata del 75° Festival di Sanremo, annunciando l’ingresso sul palco della campionessa Carolina Kostner, è ora disponibile su Spotify al link spoti.fi/CuoriATempo_innoMC26.

Sulla genesi di Cuori a tempo, racconta Red Canzian: “Quando ho saputo che i Giochi Olimpici Invernali 2026 si sarebbero svolti tra Milano e Cortina ho immediatamente pensato che dovevo regalare qualcosa di mio a questa manifestazione, perché Cortina è nella mia terra, il Veneto, e Milano mi ha accolto fin dalla fine degli anni ’60 come una seconda madre. In Veneto ho cominciato a suonare e in Lombardia, a Milano, ho concretizzato il mio sogno, la mia carriera… e allora mi sentivo un po’ in debito con queste due regioni e volevo scrivere qualcosa che accompagnasse questo straordinario evento. Ho pensato subito al batticuore che segna il ritmo di ogni gara sportiva, quel cuore pulsante, motore di tante imprese fatte di passione, grinta e voglia di dare, sempre, il massimo. Così, prima ancora della musica, è nato il titolo, e intorno a quei ‘cuori a tempo’ è cresciuto poi tutto il resto.

Una volta finito di comporre il brano, ho contattato la Fondazione MilanoCortina, e ho fatto ascoltare loro una demo, solo musica, ma già con quel bum bum bum che avevo in testa, ed è piaciuta molto. Così ho chiesto loro di suggerirmi i principali concetti dello spirito olimpico, che ho prontamente condiviso con Miki Porru, per la scrittura del testo”.

Anche in questa occasione, per registrare il brano Red Canzian si è circondato di musicisti e collaboratori fidatissimi, riuniti per l’occasione nella Big Family Band. È di nuovo Red a presentarcela: “Chiara Canzian canta le parti centrali, Phil Mer che ha curato anche l’arrangiamento del pezzo suona la batteria. I vocalist sono Jacopo Sarno, Joe Romano e Giancarlo Genise. Alberto Milani alle chitarre e Gabriele Cannarozzo al basso completano la band. Qua e là mescolata ai cori e in mezzo a tutti loro c’è anche la mia voce”.

Cuori a tempo è stato inciso e mixato da Antonio Nappo presso lo Studio Q di Milano.

Prima di ascoltare l’inno ufficiale in mondovisione durante la corsa dei 10.502 tedofori che porteranno la Fiamma Olimpica e Paralimpica attraverso le 110 province italiane verso l’apertura delle Olimpiadi Invernali del 2026, un altro appuntamento altrettanto portentoso attende Red Canzian: il prossimo 5 luglio 2025 il suo Casanova Operapop approda in Piazza San Marco a Venezia, primo musical nella storia ad essere rappresentato lì. I biglietti sono disponibili dal 25 febbraio prossimo nel circuito Ticketone, online e nei punti vendita sul territorio.

fonte: Ufficio Stampa pantarei 3.0 - Elena Pantera elena.pantera@pantarei.me  

lunedì 17 febbraio 2025

Musica: Robbie Williams in concerto in Italia, Trieste è l'unica data italiana del tour 2025

©IPA/Fotogramma
Il cantautore britannico torna in Italia a distanza di due anni dai concerti del 2023 allo Stadio Nereo Rocco. 

Robbie Williams tornerà in Italia per un imperdibile live giovedì 17 luglio 2025, lo ha appena annunciato il cantautore attraverso i suoi canali ufficiali dove sono comparse le date del "Robbie Williams Live 2025", un tour che porterà l'icona del pop mondiale sui palchi delle città del Regno Unito, dell'Irlanda e dell'Europa la prossima estate.
Williams manca in Italia dall'estate 2023. Per i fan l'appuntamento è già uno dei più attesi dell'intera stagione.

In Italia una sola data a luglio 2025

Per i fan di Robbie Williams questa sarà una settimana importante.
Con l'annuncio delle date del tour 2025 inizia il conto alla rovescia per gli appuntamenti live col cantante, icona mondiale del pop britannico, che sarà impegnato sui palchi d'Europa e del Regno Unito per tutta l'estate, dalla fine di maggio alla seconda metà di settembre.
L'inizio del tour “Robbie Williams Live 2025”, infatti, è fissato per il 31 maggio prossimo, ad Edimburgo, al Murrayfield Stadium.

Da lì inizierà una grande stagione ricca di musica dal vivo, con concerti che toccheranno le principali città e capitali d'Europa, da Parigi a Berlino, a Vienna, ad Amsterdam, a Barcellona, un lungo viaggio da Overst ad Est fino a Praga, Cracovia, Riga e Kaunas.

In Italia il cantante ex Take That arriverà nel cuore dell'estate, giovedì 17 luglio.
I riflettori si accenderanno per lui allo Stadio Nereo Rocco di Trieste, una tappa i cui biglietti saranno messi in vendita dalle ore 11 di venerdì 15 novembre.

Questa settimana, però, apre anche il pre-order della della colonna sonora di Better Man, film biografico musicale dell'artista, al cinema dal 1° gennaio 2025.
Per chi parteciperà all'appuntamento, ci sarà l'accesso alla prevendita dei biglietti per il tour a partire da mercoledì 13 novembre (per le date nel Regno Unito) e da giovedì 14 novembre (per le date in Europa).

 La vendita generale  sui canali ufficiali, ovvero, ticketmaster.it   ticketone.it e vivaticket.com

Il 2025 inizia col biopic Better Man

Robbie Williams manca dall'Italia dall'estate 2023, ovvero dal concerto del mese di luglio del Lucca Summer Festival (LA RECENSIONE), che era stato preceduto da una data nel mese di gennaio all'Unipol Arena di Bologna.
Se quella tournée era stata una imperdibile occasione per ascoltare il meglio dello straordinario repertorio della popstar globale, per la prossima estate Williams ha promesso ai fan nuova musica, inclusa quella di Better Man, titolo molto atteso in cui il protagonista è ritratto come una scimmia in CGI, uno spunto creativo che ha origine dal modo in cui il cantante vede se stesso.
La pellicola, che cattura lo spirito brillante e unico di Robbie Williams, è basata sulla storia della sua vita.
Diretto da Michael Gracey, il biopic, già attesissimo, rappresenta l'inizio per Williams di una nuova stagione di successi.

fonte: https://tg24.sky.it

mercoledì 12 febbraio 2025

Books: Dior by Peter Lindbergh. An homage to fashion’s most beloved photographer

Peter Lindbergh photographed Dior’s most exceptional muses, Marion Cotillard and Charlize Theron among them, and signed campaigns for Lady Dior and J'Adore with his inimitable style. Throughout his career, the photographer was one of the house’s closest collaborators. This final book was an original cocreation that was close to the artist’s heart—and to ours.

Seventy years of Dior history projected against the effervescence of Times Square, New York: this was the concept behind Lindbergh’s project, extraordinary both in scope and dimension, for which Dior, in an unusual move, allowed an unprecedented number of priceless garments to be taken from its vaults in Paris and shipped across the Atlantic.

The result is electric. Amid the frenzy of Times Square, Alek Wek glows in the immaculate 1947 Bar suit, the storied ensemble that launched the House of Dior. In snatches of street scenes, models Saskia de Brauw, Karen Elson, and Amber Valletta flit through crowds and scaffolding, are reflected in building façades, and draped in haute couture, from pieces hand-sewn by Christian Dior to more recent designs by Maria Grazia Chiuri. Lindbergh’s trademark monochrome and color photographs masterfully highlight the intricacies, silhouettes, and textures of each garment.

The contributing author

Martin Harrison is a historian of art and photography and an exhibition curator who has collaborated with the likes of Linda McCartney and Peter Lindbergh on numerous projects and exhibitions. He has been working on Francis Bacon for twenty years, and most recently edited the artist’s catalogue raisonné (2016).

The photographer

Peter Lindbergh (1944–2019) was a master of his craft who made his mark in the halls of photography history, with such credits as shooting the first American Vogue cover under Editor-in-Chief Anna Wintour, bringing together for the first time a group of young women who would become the ’90s supermodels. His work has been presented in solo exhibitions at Hamburger Bahnhof, the Berlin Museum for Contemporary Art, Bunkamura Museum of Art in Tokyo, the Pushkin Museum of Fine Arts in Moscow, and Kunstpalast in Düsseldorf.

70 years of Dior history set against the bustle of Times Square: this was Peter Lindbergh’s concept, for which the fashion house allowed an unprecedented number of its most iconic garments to travel across the Atlantic. This volume is the legendary photographer’s final book project and a tribute to an electrifying partnership between two pillars of fashion.

“The cycle of fashion photography turns again, and this unusual and edgy collection constitutes one of the rare triumphs of its recent history.”
Martin Harrison

“You just want to keep watching it.” Frankfurter Allgemeine Zeitung

“A true slice of fashion life, Dior at its finest by the great Peter Lindbergh.”
Harper’s Bazaar

>>> Peter Lindbergh. Dior. 40th Ed.
Hardcover, 15.6 x 21.7 cm, 1.28 kg, 504 pages

ISBN 978-3-8365-9876-7

Edition: Multilingual (English, French, German)
 

Francesca Ragazzi, il sogno di Vogue Italia in un libro. La direttrice parla del volume fotografico tratto dal magazine

- RIPRODUZIONE RISERVATA
Francesca Ragazzi, head of editorial content di Vogue Italia, per noi direttrice del prestigioso magazine edito da Condé Nast, annuncia in un'intervista con l'ANSA l'arrivo di un libro fotografico, intitolato "Il sogno", che celebra la storia della testata italiana.

Un volume che va ad aggiungersi alle mostre celebrative sui primi 60 anni che Vogue Italia ha già presentato a Milano e a Roma.

Il libro, in uscita il 7 febbraio, contiene le immagini più iconiche del magazine dal 1988 a oggi, un omaggio alla fotografia di moda e alla visione creativa e audace di Vogue Italia, attraverso oltre 150 scatti, firmati da artisti come Steven Meisel, Peter Lindbergh, Steven Klein e molti altri. Ma anche i testi inediti di Francesca Ragazzi, Anna Wintour, Hamish Bowles, Edward Enninful, sull'eredità di Vogue Italia e l'impatto della leadership visionaria di Franca Sozzani.  

"C'è una cosa - spiega Francesca Ragazzi - che nessuna rivoluzione digitale può rubare all'essere umano: l'emozione che si prova nel vivere, toccare con sguardo e con mano un'immagine.  

Il profumo della carta, il fruscio delle pagine che sussurrano storie, il tocco dei grandi fotografi che hanno plasmato oltre sessant'anni di storia della moda, della fotografia di moda e della società all'interno di Vogue Italia". "Vogue un tempo era solo cartaceo - prosegue - e si rivolgeva a un pubblico limitato. Ora ci sono tanti contenitori grazie al digitale e un pubblico più vasto. Non vedo negatività nel digitale - ribadisce- che è un modo di fruire diverso dal cartaceo. Con questo libro abbiamo creato invece un oggetto che può diventare un testo di studio, di approfondimento, che allarga la platea.  

Questo libro, che può essere il primo di una serie, s'intitola "Il sogno", perché è ciò che Vogue Italia ha cercato di stimolare nel pubblico nei suoi primi 60 anni".  

"Nel libro celebriamo il passato - conclude - ma bisogna poter traghettare Vogue verso il futuro. Pensiamo di conquistare un nuovo pubblico con incontri ravvicinati, come abbiamo fatto a Roma e a Milano. Poi nel futuro di Vogue vedo una grande diversificazione. Condé Nast ha appena acquistato Vogue Arabia ed è importante per uno scambio, per una visione globale".  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 10 febbraio 2025

Musica: Francesco Tricarico al 75° Festival di Sanremo nella serata delle cover, duetta con Francesco Gabbani

Dopo il successo al Premio Tenco 2024, con tre esibizioni diverse in tre sere,FRANCESCO TRICARICO
torna sul palco del Teatro Ariston al 75° Festival di Sanremo il 14 febbraio, nella serata delle cover  per cantare IO SONO FRANCESCO in duetto con FRANCESCO GABBANI

Intanto è partito con successo il tour nei teatri BUONASERA, IO SONO TRICARICO prossimamente a Milano il 6 marzo e a Firenze il 27.
Biglietti in vendita su Ticketone.it e nei circuiti vendita dei singoli teatri

Milano, 7 febbraio 2025 – Dopo l’incursione al Premio Tenco 2024, con tre esibizioni diverse e applauditissime nelle tre serate, Francesco Tricarico ritorna sul palco del Teatro Ariston al 75° Festival di Sanremo nella serata delle cover. Venerdì 14 febbraio duetta con Francesco Gabbani, in gara con Viva La Vita, e il brano scelto dai due per l’occasione non poteva essere che IO SONO FRANCESCO, l’esordio discografico di Tricarico, nonché la prima hit che esattamente 25 anni fa lo mise in luce per la prima volta come l’artista poetico e visionario che ancora oggi conosciamo. Per Tricarico questo è un ritorno anche al Festival che lo ha visto tre volte in gara, la prima delle quali nel 2008 con Vita Tranquilla, recentemente riproposta durante l’ultima puntata de Gli Occhi del Musicista, il programma di Enrico Ruggeri su RAI 2.

Nel frattempo ha preso il via con grande successo “BUONASERA, IO SONO TRICARICO”, il tour nei teatri (organizzato da Musiche Metropolitane di Luca Zannotti, con la regia di Franco Godi) pensato per condividere pensieri, parole e canzoni in libertà, intrise della sua poetica surreale e salvifica. I prossimi appuntamenti già in calendario saranno il 22 febbraio al Teatro Salvini di Pieve di Teco (IM), il 1° marzo al Teatro Sacro Cuore di Romano D’Ezzelino (VI), il 6 marzo al Teatro Filodrammatici di Milano e il 27 marzo al Teatro Puccini di Firenze.

Il nuovo live, nel quale Tricarico è accompagnato da Michele Fazio al pianoforte, non è solo un concerto, non è semplicemente un reading, ma è un concept show musicale, durante il quale l’artista si racconta, legge appunti suoi o altrui, condivide pensieri limpidi e intimi, suona il flauto, canta le sue canzoni fra lucida follia e spiazzante razionalità (oltre a Io sono Francesco e Vita Tranquilla, fra le più note Il Bosco delle Fragole, A Milano non c’è il mare, Amo, Musica, La Pesca, Non mi parlare d’amore, Formiche, Mi manchi negli occhi, Mi state tutti immensamente…). Invita il pubblico a seguirlo in un percorso “estremamente soggettivo, ma che per certi aspetti rappresenta quello di un'intera umanità alla ricerca di un perché e di un senso, nel momento in cui apparentemente tutto sembra sgretolarsi. La musica, la poesia, la pittura e i colori sono le armi che ci permettono di ancorarci alla vita, a una vita che fa di tutto per sradicare in noi ogni certezza, per portarci all'essenza, alla redenzione, al senso ultimo capace di spiegare ogni evento, ogni cosa, ogni fatto e riportarci così alla fiducia in armonia con l'umanità e il mondo”.

Francesco Tricarico, alle soglie dei 25 anni di carriera fra musica e arte - ha all’attivo 11 album, 2 libri e innumerevoli successi - dimostra che la sua luce continua a brillare, puntando il faro sulla “ricerca di senso della vita che trova ragione nella poesia, nella musica e nell'arte, al di là di meccanismi di narrazione standard della realtà, dove ci si accorge che la finzione, la fantasia, l'immaginazione divengono concrete più di ogni realtà considerata tale”.

Il recente periodo è stato scandito da un’intensa attività live e dalla pubblicazione di nuove canzoni, prodotte da Franco Godi, pubblicate da Best Sound e distribuite da SAAR Records: un primo assaggio nel febbraio del 2023 con la provocatoria Mi state tutti immensamente e profondamente sul cazzo 1, diventato in breve un piccolo mantra, è stato seguito da Faccio di Tutto, uscito alla fine del 2023, Telefono Fisso nel marzo 2024, Un’estate bellissima in giugno e ora l’anno si chiude con In Fiamme, un ulteriore grido addolorato e di iper-realismo immaginifico per il poeta metropolitano del terzo millennio. Il brano è disponibile sui social network di Tricarico in formato videoclip, rappresentato da uno schizzo pittorico originale di Tricarico realizzato in diretta.

“BUONASERA, IO SONO TRICARICO - TEATRI TOUR” (in aggiornamento)

21.12   SAN VITO al Tagliamento (PN) – Antico Teatro Sociale “GianGiacomo Arrigoni” (anteprima)
25.01   ASPARETTO (VR) - Teatro di Asparetto
22.02   PIEVE DI TECO (IM) - Teatro Tommaso Salvini
01.03   ROMANO D’EZZELINO (VI) - Teatro Sacro Cuore
06.03   MILANO - Teatro Filodrammatici

23.03   FIRENZE - Teatro Puccini

Youtube: www.youtube.com/@tricarico88        IG: tricarico_official

Fonte: Ufficio Stampa Best Sound: pantarei 3.0 – Elena Pantera – pantera.tre.zero@gmail.com