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lunedì 3 agosto 2026

Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky. La storia basata sul libro della figlia, dopo il film di Scott

>ANSA-FOCUS/ Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky - RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Marisa Alagia) Cominceranno a primavera 2026 le riprese di quella che si preannuncia come una delle serie originali Sky più attese, dedicata a Maurizio Gucci, l'imprenditore ucciso nel 1995, basata sul libro scritto dalla figlia Allegra, Gucci-Fine dei giochi.

Sei episodi prodotti da Sky Studios e Lucky Red e diretti da Gabriele Muccino, annunciati durante il lancio dei palinsesti della piattaforma televisiva a Milano, presenti il regista e l'autrice.

    "Ho iniziato a scrivere il libro approfittando del periodo del Covid e devo dire che il motore è stato mio marito che mi ha spronato a scrivere la verità", ha spiegato Allegra Gucci. 

 "La verità, ripeto, perché soprattutto con House of Gucci io sono rimasta molto delusa - ha aggiunto riferendosi al film di Ridley Scott con Lady Gaga - si è persa l'occasione di raccontare un'importante storia, una storia vera potente. La verità è molto meglio della finzione che è stata raccontata". 

"Io ho vissuto dei momenti molto intensi - ha continuato -. Nel raccontarli mi sono basata solo ed esclusivamente sui fatti per poter lasciare come una sorta di testamento di verità per le future generazioni, ma soprattutto per i miei figli". 

"E' una vicenda complessissima che parte lontano nel tempo, ma che che noi raccontiamo dal punto di vista di Allegra - ha detto Muccino -. E' stata la bussola per una vicenda così ampia, piena di conflitti, di sgomitate fortissime tra tanti membri della famiglia, conflitti che fanno implodere padri, i figli che poi si vendicano, madri che non riescono sopportare". 

Proprio la madre, l'ex moglie di Gucci Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di reclusione per l'omicidio dell'imprenditore, sarà 'il contrappunto di Allegra con la sua verità che alla fine diventerà una sola verità'. "Questa è una storia che ha tanto dolore, ma anche tanto glamour tanti soldi, tanto potere che poi è il motivo per cui l'aggregazione familiare arriva a cannibalizzarsi - ha concluso il regista -. E' la fine di un impero, di un matrimonio anche di molto altro e i Gucci hanno sempre fatto tutto il massimo, sono cresciuti al massimo della loro possibilità e dell'umana possibilità e sono caduti anche altrettanto al massimo". 

Il cast sarà interamente italiano e molto interesse l'annuncio della serie sta suscitando anche all'estero. 

fonte: di Marisa Alagia  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

mercoledì 15 luglio 2026

Moda: Gianni Versace, una retrospettiva a Parigi a 30 anni dalla morte. 450 capi e accessori, dal 5 giugno al 6 settembre nel Musée Maillol

ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Patrizia Vacalebri) Nell'anno in cui Gianni Versace avrebbe comoiuto 80 anni (il 2 dicembre) e in vista del 30/o anniversario della scomparsa (15 luglio 1997), Parigi dedica una grande mostra alla figura iconica e visionaria della moda che ha lasciato il segno nella sua epoca con un'estetica audace in cui glamour, sensualità e opulenza barocca convergono.

Dal 5 giugno e per tutta l'estate il Musée Maillol ospiterà la prima grande retrospettiva francese dedicata allo stilista dal 1986. Esposti quasi 450 pezzi: creazioni originali e silhouette, accessori, bozzetti, oggetti decorativi, fotografie, video e rare interviste in grado di offrire una panoramica completa dell'opera di Gianni Versace.

In una scenografia pop, curata da Nathalie Crinière, la mostra ripercorre un'intera carriera dedicata alla creazione e svela le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo Versace: gli esordi nella sartoria di famiglia in Calabria, l'iconografia della religione cattolica, l'ispirazione della statuaria greca, l'opera italiana e il suo fascino per il Barocco e le sue opulente stampe. 

Già acclamata a Londra, Berlino e Malaga, così come in diverse altre città europee, la mostra trova ora naturalmente la sua collocazione a Parigi, dove la moda si afferma come un linguaggio artistico e culturale. La mostra è una produzione Dreamrealizer, non è collegata né associata alla società Gianni Versace S.r.l. o alla famiglia Versace. Curatori della mostra sono Saskia Lubnow e Karl von der Ahé. 

"È nel mio lavoro che mi troverete": collocata sotto la scritta di questa citazione di Versace, la mostra esplora le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo dello stilista attraverso la presentazione di oltre 120 silhouette e manichini. Dal modernismo italiano ai riferimenti all'antichità della Magna Grecia, dallo splendore del Barocco alle influenze della Pop Art, la mostra rivela una moda nutrita di storia, arte e cultura popolare. Le creazioni dialogano con i mondi di Botticelli, Canova e Picasso, ma anche con l'energia grafica della Pop Art, incarnata da Andy Warhol, mentre artisti contemporanei come Julian Schnabel dimostrano il profondo legame dello stilista con la cultura visiva del suo tempo. 

L'esposizione esplora anche come questa estetica sia stata catturata da grandi fotografi di moda, tra cui Richard Avedon, Irving Penn, Helmut Newton, Patrick Demarchelier e Mario Testino, le cui fotografie hanno contribuito a diffondere l'immagine sensuale delle sue creazioni in tutto il mondo. La mostra mette inoltre in luce gli stretti legami tra Versace e le figure di spicco della cultura popolare, da icone della musica come Madonna, Elton John, George Michael, Grace Jones e Prince, a personalità del cinema e del palcoscenico internazionale come la Principessa Diana ed Elizabeth Hurley. Ricorda inoltre il ruolo fondamentale nel lanciare le prime top model, da Carla Bruni a Naomi Campbell, da Cindy Crawford a Claudia Schiffer, da Karen Mulder a Linda Evangelista. Video delle sfilate, servizi fotografici e riviste riportano in vita quel periodo. 

Dalle ispirazioni punk e degli anni '90 alle silhouette più minimaliste della fine della sua carriera, passando per l'energia solare di Miami e l'iconografia mediterranea delle sue stampe su seta, la mostra ripercorre l'evoluzione di uno stile audace che ha rinnovato il dialogo tra moda e arte. 

Per lo stilista nato in Calabria nel 1946, Parigi era la passerella del mondo. Alla fine degli anni '70, Gianni contribuì a spostare il centro di gravità della moda verso Milano, ma Parigi restava il palcoscenico storico dove le più grandi case di haute couture presentavano le loro collezioni. Così scelse Parigi per far sfilare la sua nuova linea di haute couture, "Atelier Versace", nel 1989. Da quel momento le sue sfilate al Ritz Hotel di Place Vendôme divennero leggendarie. Fino all'ultima apparizione, circondato dalle sue supermodelle, prima della sua tragica scomparsa a Miami nel 1997. 

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati        

lunedì 13 luglio 2026

Mostre: "After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985" AFTER STEPS THROUGH WORK.

Dal 10 luglio al 25 ottobre 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea apre al pubblico After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, che ripropone la mostra inaugurata il 5 ottobre del 1985 nelle sale del museo, per celebrare i primi vent’anni della collaborazione tra FENDI e Karl Lagerfeld. Una collaborazione destinata a durare fino alla morte del designer, nel 2019. 

La mostra, realizzata da FENDI, che ha festeggiato 100 anni di storia, è ideata da Maria Grazia Chiuri e curata da Maria Luisa Frisa ed è stata inaugurata il 9 luglio in occasione della sfilata di Fendi Couture, che è stata ospitata nelle sale dedicate alle opere del ‘900 della GNAMC. 

La mostra odierna segue il più fedelmente possibile le orme dell’esposizione del 1985, nello stesso museo ma in spazi diversi. Concepita per illustrare i diversi passaggi che conducono dall’ideazione alla progettazione e alla produzione del capo, si articola nelle sezioni Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer attraverso una sequenza narrativa basata su quella studiata dallo stesso Lagerfeld quarant’anni fa. 

Riproporre una mostra che ha fatto epoca significa indagare la storia della moda e farla rivivere attraverso una ricontestualizzazione critica degli oggetti e dei disegni originali, cercando di utilizzare le strutture allestitive storiche e di sostituire solo gli oggetti mancanti con heritage reproductions. Chiude la mostra una selezione della vastissima rassegna stampa del 1985, che offre una preziosa occasione per riflettere sull’evoluzione della museologia della moda in Italia.

«Questa mostra è un tassello della storia del nostro Paese e di quella della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che è stata pioniera nell’ospitare la moda, anticipando una visione curatoriale multidisciplinare, che oggi si rafforza anche con l’introduzione del design all’interno del museo», dichiara la direttrice Renata Cristina Mazzantini. «La creatività contemporanea, che spesso si fonda sulla cultura del progetto, tende ad assottigliare i confini tra le discipline e vive di contaminazioni. Questa mostra celebra la tradizione del “bello e ben fatto” che insieme danno vita a oggetti di straordinaria qualità.»

After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985

A cura di Maria Luisa Frisa 

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma

Date: dal 10 luglio al 25 ottobre 2026
Orari: da martedì a domenica ore 9:00 – 19:00, lunedì chiuso

Biglietti: La mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

fonte: https://gnamc.cultura.gov.it 

lunedì 13 ottobre 2025

Mostre: "Alaïa e Balenciaga. Scultori della forma" al Museo del Tessuto di Prato, dal 25 ottobre 2025 al 3 maggio 2026

Dal 25 ottobre 2025, il Museo del Tessuto celebra due stilisti iconici della moda francese – Azzedine Alaïa e Cristobal Balenciaga – con una grande mostra curata da Olivier Saillard.

25 ottobre 2025 – 3 maggio 2026

In occasione del suo cinquantesimo anniversario, la Fondazione Museo del Tessuto di Prato in collaborazione con la Fondazione Azzedine Alaïa, annuncia come progetto speciale la mostra “ALAÏA e BALENCIAGA. Scultori della forma“.

Concepita nel 2020 da Olivier Saillard presso la Fondation Alaïa di Parigi per assecondare il desiderio di Hubert de Givenchy di una mostra che riunisse due storici talenti della haute couture francese, l’esposizione arriva per la prima volta in Italia al Museo del Tessuto di Prato.

La mostra ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Cinquanta abiti provenienti dalla Fondazione Azzedine Alaïa, saranno esposti nelle sale suggestive della ex fabbrica Campolmi, accompagnati da documenti e video originali dell’Archivio Balenciaga per mettere a confronto la creatività dei due stilisti.

Venticinque creazioni di Azzedine Alaïa (1935-2017) – considerato dai più l’ultimo Couturier in grado di saper padroneggiare ogni fase della progettazione e della realizzazione di un abito – dialogano in mostra con altrettanti capi del grande Cristobal Balenciaga (1895-1972), in un confronto senza tempo tra due abilissimi sperimentatori di forme e volumi.

Solo per citare un esempio, lo spencer di Alaïa della collezione Couture Autunno/Inverno 1986 trova ispirazione nella giacca Haute Couture 1938 di Balenciaga, così come i bolero delle collezioni Autunno/Inverno 1986 e 1989 citano il bolero della Haute Couture 1940.

È ormai risaputo come, una volta chiusa definitivamente la Maison Balenciaga nel 1968 per mano dello stesso Balenciaga, Alaïa – giovane stilista emergente – sia stato chiamato dalla vice-direttrice vendite, Mademoiselle Renée, a scegliere liberamente una selezione di creazioni del Maestro, che solo le sue abili mani avrebbero potuto rielaborare per dar loro un nuovo aspetto. Il giovane Alaïa restò talmente stupito dalle forme, dall’architettura dei tagli e dall’abilità tecnica di ogni capo, che da allora coltivò per tutta la vita un profondo rispetto per la storia della moda e considerò l’incontro con il lavoro di Balenciaga il punto di partenza per la riscoperta dai grandi maestri del taglio che lo avevano preceduto.

“Le clienti mi portavano abiti di Balenciaga e mi chiedevano di accorciare l’orlo: io chiedevo loro se potevo tenere gli abiti e fare invece qualcosa di nuovo per loro. E’ in quel periodo che ho iniziato a prendere coscienza del fatto che la moda è un patrimonio culturale: è importante dare ai giovani stilisti l’opportunità di scoprire il lavoro e le tecniche dei loro predecessori. E’ così che ho iniziato a collezionare moda, ma anche arte e design. Ho intenzione di creare una fondazione per ospitare la mia collezione oltre ai miei archivi”. Azzedine Alaïa, Revue des Deux Mondes, 2014

Tutti i capi presenti in mostra appartengono alla Fondazione Azzedine Alaïa, creata nel 2007 dallo stesso Couturier francese per preservare e valorizzare i suoi archivi personali e la sua ricchissima collezione di abiti dei più grandi stilisti che hanno segnato la storia della moda.

Con questa mostra, la Fondazione Museo del Tessuto di Prato prosegue il suo percorso di studio e valorizzazione della Moda e dei protagonisti che ne hanno fatto la storia, affrontando per la prima volta il tema della couture francese; questo all’indomani del recente omaggio al padre del prêt-à-porter italiano Walter Albini (2024), all’inedita retrospettiva su Ossie Clark e Celia Birtwell (2022), protagonisti della scena londinese degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, e – ancora prima – della prima grande mostra dedicata alla camicia bianca di Gianfranco Ferré (2014).

La mostra è realizzata con il supporto di: Comune di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Saperi, Estra; Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, Regione Toscana.

Un sentito ringraziamento a Pitti Immagine.

Si ringraziano inoltre per l’importante supporto al progetto le aziende tessili Arché, Marini Industrie, Balli il Lanificio, oltre che Gruppo Colle, Lyria, Faliero Sarti e le aziende del Museo del Tessuto Textile Lovers.

Museo del Tessuto
Via Puccetti 3
59100 Prato (PO)
+39 0574 611503
info@museodeltessuto.it
museodeltessuto@pec.uipservizi.it 

fonte: www.museodeltessuto.it

lunedì 22 settembre 2025

Cinemoda Club, la prima rassegna di film a tema cinema e moda di Vogue Italia e Kering

Dal 25 al 27 settembre 2025, 3  sale storiche di Milano – Arlecchino, Mexico e Palestrina – ospitano Cinemoda Club, rassegna Gian Luca Farinelli, critico e direttore della Cineteca di Bologna, insieme all’attrice e regista Valeria Golino, madrina dell’iniziativa. In programma oltre 36 film, da Vacanze romane a In the Mood for Love, da Tacchi a spillo a Il diavolo veste Prada, fino a rarità come Rapsodia Satanica. Una celebrazione del dialogo  tra moda e cinema, specchio dei desideri e delle metamorfosi collettive.

Il sipario si apre a Milano, capitale del design e del sogno sartoriale. Dal 25 al 27 settembre, mentre la Fashion Week invade le strade con passerelle e flash, tre storiche sale si trasformano in atelier dell’immaginario. 

Cinemoda Club – voluto da Vogue Italia e Kering, con il patrocinio di Camera Nazionale della Moda Italiana e Comune di Milano – è molto più di una rassegna: è un dialogo sensuale tra due linguaggi che hanno lo stesso lessico, fatto di metamorfosi, desiderio, illusioni di luce.

Valeria Golino, madrina dell’iniziativa, confessa: «Il cinema e la moda parlano lo stesso linguaggio: quello dell’immaginazione, della trasformazione, del desiderio». E in fondo non esiste tappeto rosso senza abito, né costume senza storia.

Il programma: icone, stilisti e mondi possibili

Il cartellone curato da Gian Luca Farinelli è una macchina del tempo che porta lo spettatore dalle dive del muto alle icone pop. Qui segnaliamo solo alcuni titoli, un assaggio del ricco palinsesto:

  • Giovedì 25 settembre si parte con Vacanze romane di William Wyler e Moulin Rouge di John Huston, ma anche con rarità come Rapsodia Satanica di Nino Oxilia e le preziose Mode de Paris, piccoli scrigni colorati a pochoir. La sera, spazio ad Almodóvar con Tacchi a spillo e al documentario Franca: Chaos and Creation.

  • Venerdì 26 settembre brilla In the Mood for Love di Wong Kar-wai, i tailleur di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, gli sguardi di Agnès Varda in Cléo dalle 5 alle 7, fino a Do the Right Thing di Spike Lee. In serata, la vertigine felliniana di 8 ½.

  • Sabato 27 settembre è il giorno delle contaminazioni: Funny Face di Stanley Donen, Piccole donne di Greta Gerwig, il biopic Yves Saint Laurent, Marie Antoinette di Sofia Coppola e, a mezzanotte, l’irriverente rito collettivo di The Rocky Horror Picture Show.

L’elenco completo delle proiezioni, con orari e sale, è disponibile > QUI

Le sale come templi

Cineteca Milano Arlecchino, Cinema Mexico e Cinema Palestrina non sono solo spazi, ma scrigni della memoria collettiva. Qui lo spettatore può vivere la moda come un racconto in pellicola: Audrey Hepburn che scende la scalinata dell’Opéra Garnier in Givenchy, Greta Garbo che ride in Ninotchka, Tony Manero che danza in Saturday Night Fever, fino al corsetto pop di Sofia Coppola. Ogni abito è una battaglia identitaria, ogni costume un manifesto politico.

Moda come resistenza, cinema come specchio

Il percorso di Cinemoda Club non si limita a celebrare la bellezza: racconta anche le cicatrici. Dallo streetwear di Spike Lee alla ribellione queer del Rocky Horror, dagli abiti borghesi che imprigionano Cléo ai qipao di Maggie Cheung che trasformano l’amore in sospensione metafisica. Sono vestiti che graffiano, che liberano, che raccontano una società in continua mutazione.

Per Farinelli, «Cinemoda Club è un racconto della magica relazione che da 130 anni nutre cinema e moda». Una storia di fascinazioni e di infedeltà creative, che continua a reinventarsi.

Biglietti e informazioni

Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli. I biglietti costano 5 euro, disponibili in cassa (e online per il Cinema Arlecchino). Il 25 settembre, alle ore 17, l’inaugurazione con la conversazione tra Golino e Farinelli aprirà ufficialmente la rassegna.

Un brindisi finale

Se il cinema è l’arte di vestire il tempo, la moda è il modo in cui lo stesso tempo si lascia indossare. Insieme creano un abito senza cuciture, che scivola tra epoche e desideri. Cinemoda Club è il cocktail perfetto: un Negroni con un tocco di velluto, un Boulevardier illuminato dai flash, un Martini servito in celluloide. A Milano, per tre giorni, moda e cinema si specchiano l’uno nell’altra e ci ricordano che siamo anche ciò che abbiamo sognato di indossare.

fonte: https://tg24.sky.it 

lunedì 15 settembre 2025

Moda: Marie Antoinette Style, una grande mostra a Londra celebra Maria Antonietta, la regina più stilosa. Al Victoria & Albert Museum da settembre 250 tra abiti e oggetti della sovrana di Francia

Ansa - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Victoria & Albert Museum di Londra celebra la regina di Francia Maria Antonietta con la prima mostra che il Regno Unito dedica alla sovrana più alla moda che la storia abbia finora conosciuto.

Si intitola infatti "Marie Antoinette Style", la grande esposizione sponsorizzata dalla griffe di calzature Manolo Blahnik - che tra l'altro realizzò un modello di scarpe indossate da Kirsten Dunst nei panni della regina fashionista nel cult-movie premio Oscar "Maria Antonietta", di Sofia Coppola, esposte con i costumi del film nella mostra - in programma dal 20 settembre al 22 marzo 2026 nel prestigioso museo londinese.

Marie Antoinette Style presenterà 250 oggetti, tra abiti, gioielli e oggetti appartenuti alla sovrana, inclusi prestiti eccezionali mai visti prima al di fuori di Versailles e della Francia. Saranno esposti rari oggetti personali appartenuti e indossati da Maria Antonietta, tra cui le pantofole di seta della regina, la sua sedia, gioielli della sua collezione privata, frammenti riccamente decorati di abiti di corte. E ancora altri oggetti di spicco che non hanno mai lasciato Versailles o la Francia prima d'ora, tra cui effetti personali come il servizio da tavola della regina dal Petit Trianon, i suoi accessori e oggetti intimi dalla sua trousse. 

La mostra presenterà anche abiti contemporanei ispirati alla celebre sovrana, tra cui capi di alta moda di maison come Moschino, Dior, Chanel, Erdem, Vivienne Westwood e Valentino. Ma anche costumi realizzati per il grande schermo, come quello per il film di Sofia Coppola. L'esposizione sarà la prima nel Regno Unito dedicata alla regina francese ed esplorerà le origini e le innumerevoli rivisitazioni dello stile plasmato dalla sovrana. 

Icona della moda del suo tempo e celebrità della prima età moderna, gli abiti e gli interni indossati e adottati dalla sfortunata regina di Francia negli ultimi decenni del XVIII secolo hanno avuto un'influenza duratura su oltre 250 anni di design, moda, cinema e arti decorative. Spazio a installazioni audiovisive e a un allestimento immersivo per capire come e perché Maria Antonietta sia stata una fonte costante di ispirazione, ieri come oggi. 

La mostra considererà anche in modo nuovo l'eredità di una figura complessa il cui stile, la cui giovinezza e la cui notorietà hanno contribuito al suo fascino senza tempo. Tanto che Maria Antonietta può essere considerata la prima influencer ante litteram. 

"Il nome di Maria Antonietta, la regina più alla moda - commenta la curatrice della mostra Sarah Grant - scrutata e controversa della storia, evoca sia visioni di eccesso che oggetti e interni di grande bellezza. L'arciduchessa austriaca, divenuta regina di Francia, ebbe un enorme impatto sul gusto e sulla moda europea del suo tempo, creando uno stile distintivo che oggi gode di un fascino e di un'applicazione universali". L'esposizione cercherà di raccontare come la regina già nella sua epoca dettava la moda, inventando con la sua sarta di corte Rose Bertin un certo stile nel vestire imitato da tutte le corti europee, introducendo ad esempio le tournure, una struttura sotto la gonna che dava volume ai fianchi, e i paniers, strutture più ampie che davano forma alla gonna. 

Così come a lei si devono le acconciature alte ed elaboratissime dell'epoca e la diffusione dell'uso dei profumi. Nella mostra, un'esperienza olfattiva ricreerà i profumi di corte e la fragranza preferita dalla regina stessa. 

 fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 8 settembre 2025

Giorgio Armani, oggi i funerali in forma privata. Negozi gruppo chiusi in tutto il mondo

L'ultimo saluto allo stilista morto il 4 settembre è a Rivalta, nel Piacentino. Alle esequie presente solo la famiglia. Lutto cittadino nel paese, rimangono chiusi i punti vendita e il sito della casa di moda. Ieri alla camera ardente a Milano seconda giornata del lungo addio ad Armani, con un totale di 16mila persone che hanno reso omaggio al re della moda. Attesa per l'apertura del testamento

Si tengono a Rivalta, nel Piacentino, i funerali di Giorgio Armani, lo stilista e imprenditore re della moda, morto il 4 settembre a 91 anni. Le esequie sono in forma privata con solo la famiglia, che gli è stata sempre vicino. Intanto nei due giorni in cui è rimasta aperta la camera ardente a Milano, nel suo teatro in via Bergognone, sono state oltre 16mila le persone che si sono messe in coda per dare un ultimo saluto ad Armani. 

I funerali nella Chiesa di San Martino

Lo stilista torna nella sua terra d'origine per l'ultimo addio. Nel primo pomeriggio si aprono le porte deella piccola Chiesa di San Martino, dove a celebrare i funerali è don Giuseppe Busani, sacerdote amico di Giorgio Armani. Il paese è blindato con rigorose misure di sicurezza per assicurare la privacy. Alla cerimonia sono ammesse solo poche decine di persone, fra familiari, collaboratori e amici. A quanto si apprende, al termine delle esequie la salma dovrebbe essere cremata.

La camera ardente

Anche ieri Milano si è messa in coda fin dalla prima mattina per omaggiare Giorgio Armani. Circa 6mila persone sono andate sabato, quasi 10mila domenica. Tanti i suoi dipendenti presenti. Ma anche amici e vip, da Santo e Donatella Versace, a Federica Pellegrini, da Margherita Buy a Stefano Accorsi, da Isabella Ferrari ad Aurelio De Laurentiis. E ancora gli ex calciatori Paolo Maldini e Marco Tardelli, i tennisti Flavia Pennetta e Fabio Fognini, gli stilisti Dean e Dan Caten, Rocco Iannone, Andrea Incontri, Antonio Riva, Neil Barrett, la ministra Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, gli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, il presentatore Alessandro Cattelan, il compositore Ludovico Einaudi. Un lungo e composto addio che si è concluso alle 18, quando le porte si sono chiuse, per riaprirsi poco dopo per lasciare uscire il feretro, accompagnato da un grande applauso.

fonte: https://tg24.sky.it    ©Ansa

lunedì 30 giugno 2025

Rivoluzione a Vogue, Anna Wintour lascia la guida. Resterà in Condé Nast come responsabile dei contenuti globali

Anna Wintour - RIPRODUZIONE RISERVATA ANSA
Anna Wintour lascia la direzione di Vogue.

Dopo aver dettato la moda per 37 anni, la regina che ha ispirato Hollywood e una delle giornaliste più potenti al mondo fa un passo indietro. L'annuncio lo ha dato di persona nel corso di una riunione con il suo staff, al quale ha comunicato di essere alla ricerca di un nuovo leader per l'edizione americana del magazine. Wintour continuerà comunque a ricoprire i suoi incarichi di responsabile dei contenuti globali di Condé Nast e di direttore editoriale globale di Vogue.

La sua uscita è trapelata con indiscrezioni riportate da diversi media e poi confermata da Condé Nast al New York Post. Londinese di Hampstead, ma dagli anni'70 negli Usa, la 75enne Anna è un'icona nel mondo della moda e non solo. Iconico è il taglio a caschetto, iconici sono gli occhiali da sole indossati anche in ufficio, e iconiche sono le fughe dai party abbandonati dopo solo venti minuti con la sola eccezione di quello del primo lunedì di maggio sul tappeto rosso del Metropolitan Museum. Iconica anche la passione per il tennis (gioca all'alba, prima di andare in ufficio), iconici i "September issues".

La sua prima copertina ha immortalato la modella Michaela Bercu con un paio di jeans da 50 dollari: era la prima volta che un capo denim arrivava sulla cover di Vogue. Uno dei suoi primi lavori da fashion editor fu con Viva, una rivista erotica per "donne adulte" creata dall'allora moglie dell'editore di Penthouse Bob Guccione. Fu a Viva che Anna per la prima volta potè assumere una segretaria personale, da cui la reputazione di essere una boss esigente e difficile come in "Il Diavolo Veste Prada", il film da lei ispirato con Meryl Streep e Anne Hathaway. Sguardi glaciali, giudizi trancianti e insindacabili.

La Wintour è stata al timone di Vogue dal 1988, dal 2013 direttore artistico di tutti i mensili del gruppo e da dall'estate del 2019 global content advisor, un titolo che le ha consentito di cementare il suo ruolo di protettrice del Dna di Conde' Nast dopo la morte dell'editore storico e mecenate Si Newhouse. Durante i cambiamenti che si sono succeduti nel corso degli anni, Anna è rimasta una costante in Condé Nast e nell'editoria, riuscendo a salvaguardare il suo posto anche di fronte alle profonde crisi di settore che si sono succedute.

fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati       

lunedì 26 maggio 2025

Moda: Il Teatro della Cometa rinasce con Maria Grazia Chiuri. Stilista riapre alle arti il "salotto" di Mimì Pecci Blunt

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I colori eletti: bianco, verde e oro.
    La massima cura per ogni dettaglio, quasi fosse un abito sartoriale, con quella stella che ricorre dallo stemma del casato Pecci.

E poi il palcoscenico, unico nel suo genere, con le finestre che affacciano direttamente sul Campidoglio.

Riapre così, dopo anni di triste chiusura, e grazie al lavoro di Maria Grazia Chiuri, il Teatro della Cometa, per oltre mezzo secolo salotto di Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì, nipote di Papa Leone XIII, e "casa" di artisti da Monica Vitti a Eugène Ionesco La direttrice creativa di Dior lo ha acquistato e, dopo un anno di demolizioni e ricostruzioni e un lungo lavoro di ricerca negli archivi Pecci Blunt, seguendo i progetti originali dell'architetto Tommaso Buzzi, debutta ora come nuovo centro dedicato alle arti: non solo prosa, ma anche mostre, musica, eventi, presentazioni, sotto la guida di un comitato scientifico guidato da Rachele Regini. 

Primo appuntamento, la performance curata da Lorenzo Salveti, dal 25 al 28 maggio. E la mostra dedicata a Mimì Pecci Blunt e alla storia del teatro, fino al 25 luglio. 

"Mimì era una donna che ha veramente seguito le sue passioni - dice Chiuri - Oltre all'idea di restaurare il teatro c'è anche la voglia di raccontare lei". La riapertura, commenta il sindaco Roberto Gualtieri, "è una bellissima notizia per tutta la città", soprattutto per "uno spazio da sempre votato all'innovazione e alla sperimentazione". Il teatro aggiunge l'assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport, Alessandro Onorato, "sarà anche un hub di riferimento in occasione della sfilata Dior a Villa Albani il 27 maggio, con l'opportunità di portare qui invitati da ogni parte del mondo".  

fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

lunedì 24 marzo 2025

Moda: Fondazione Garavani Giammetti, a Roma nuovo polo di arte a moda. PM23 aprirà a primavera con una mostra in un'ala del palazzo Mignanelli sede della storica maison

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La bellezza è sempre stata la nostra guida e ispirazione più profonda.

Abbiamo dedicato le nostre vite a celebrarla, a scoprirne le infinite sfumature e a condividerla con il mondo.

La Fondazione nasce da questo stesso amore per la bellezza, con l'intento di preservarla, promuoverla e trasmetterla alle future generazioni, rappresentando la naturale prosecuzione del nostro percorso. Crediamo che la bellezza abbia il potere di elevare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone. 

Con la Fondazione vogliamo condividere e restituire al mondo ciò che la bellezza ci ha donato, sostenendo il talento, la creatività e la cultura, affinché possano essere fonte di ispirazione come lo sono stati per noi. Crediamo fermamente che sostenere il talento, promuovere la cultura e aiutare chi ha bisogno siano modi concreti per rendere il mondo un posto migliore". Con questa dichiarazione di amore per la bellezza dell'arte, intesa come concetto e sintesi di una forza motrice capace di trasformare, creare e ispirare progresso, ma anche con la conferma di voler sostenere i giovani talenti della moda e dell'arte, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti annunciano la Fondazione che porta i loro nomi (FVG). La sede è a Roma a Piazza Mignanelli, nello stesso palazzo storico dove ha ancora sede la maison fondata negli anni Sessanta dal maestro couturier di Voghera. 

La Fondazione, che è stata costituita da Garavani e Giammetti nel 2016 con una missione filantropica, s'identifica nel principio "Beauty creates Beauty", un manifesto di crescita, innovazione e impatto culturale, che eleva la bellezza a forza propulsiva. 

Dopo un anno di lavori di restauro, si apriranno al pubblico le porte di un'ala del Palazzo Gabrielli Mignanelli 23, costruito a fine Ottocento come scuola e tipografia di Propaganda Fide, ora trasformato dalla Fondazione Garavani Giammetti in un polo internazionale per le arti, la moda e la cultura. Lo spazio sarà inaugurato a primavera con una mostra che segnerà l'inizio di una programmazione espositiva di moda e arte. Ospiterà le attività culturali sostenute dalla Fondazione, mostre, eventi, workshop e iniziative educative e si chiamerà PM23, dalle iniziali di Palazzo Mignanelli e del civico.   

L'altro aspetto importante dell'arrivo della Fondazione a Roma determinante anche per riassegnare un ruolo nella moda alla capitale, è quello che vede il palazzetto storico messo nello spazio PM23 a disposizione delle generazioni future, come cuore pulsante delle attività culturali supportate dalla Fondazione dedicate all'arte e alla moda. La scelta di lasciare la sede della Fondazione a Roma dimostra il grande amore per la capitale da parte di Garavani e Giammetti, che dagli anni Sessanta, con la loro visione estetica, hanno elevato la moda a linguaggio universale di armonia, grazia e perfezione. 

Oggi la Fondazione si fa custode e interprete della loro filosofia, traducendola in un impegno concreto attraverso tre pilastri: sostegno a iniziative filantropiche e sociali, valorizzazione artistica e culturale, educazione e supporto del talento. La Fondazione si pone l'obiettivo di intrecciare collaborazioni con organizzazioni locali e internazionali. Tra i progetti promossi negli ultimi anni dalla Fondazione il sostegno a famiglie bisognose e i progetti speciali per gli ospedali Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli di Roma. Inoltre, la Fondazione è impegnata nella valorizzazione e salvaguardia di istituzioni culturali, come il Teatro Valentino Garavani di Voghera.  

fonte: (di Patrizia Vacalebri)   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 17 marzo 2025

Moda > Da Miu Miu a Versace, arriva Vitale da Versace, prende il posto di Donatella. Lei rimarrà Chief Brand Ambassador, lui è il nuovo direttore creativo della maison

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Non è un addio, ma segna comunque la fine di un'epoca: dal primo aprile non sarà più un Versace il direttore creativo della maison della Medusa, oggi controllata da Capri Holdings.

Dal primo aprile Donatella lascerà il posto a Dario Vitale, che era Design and Image Director da Miu Miu, brand del gruppo Prada.

Una nomina che pare quindi confermare le voci sempre più insistenti che vorrebbero ormai imminente il passaggio della casa di moda fondata da Gianni Versace al gruppo Prada. 

Le voci su un possibile cambio ai vertici della creatività del brand, parallelamente a quelle della sua vendita, avevano iniziato a circolare da tempo, quando era emerso che il contratto della direttrice creativa era in scadenza a febbraio. Il 13 marzo la conferma, con una nota di Capri Holdings: Donatella, che il prossimo due maggio compirà 70 anni, non abbandonerà definitivamente la maison, di cui aveva preso la guida nel 1997, dopo la morte del fratello Gianni, ma ne diventerà la Chief Brand Ambassador, sempre dal primo aprile. In questo nuovo ruolo, si dedicherà a sostenere le iniziative filantropiche e di beneficenza di Versace e rimarrà advocate del brand a livello globale. 

"È stato il più grande onore della mia vita - scrive l'iconica designer - portare avanti l'eredità di mio fratello Gianni. Lui era il vero genio, ma spero di avere un po' del suo spirito e della sua tenacia. Nel mio nuovo ruolo di Chief Brand Ambassador, rimarrò la più appassionata sostenitrice di Versace, che è parte del mio DNA ed è sempre nel mio cuore". "Sostenere la prossima generazione di designer è sempre stato importante per me" dice ancora Donatella, che lo scorso mese alla Milano fashion week ha svelato la sua ultima collezione fall-winter 2025/26. Oggi si dice "entusiasta che Dario Vitale si unisca a noi" per "guardare Versace attraverso nuovi occhi".  

Da parte sua Vitale, che dopo anni nell'ufficio stile di Miu Miu nel gennaio 2023 era subentrato a Fabio Zambernardi, si dice "onorato di far parte di questa unica e potente casa di moda di lusso creata da Gianni e Donatella. C'è in questa maison un'eredità che è un lessico orgoglioso e inconfondibile da investigare, un patrimonio che ha attraversato i decenni e la storia della moda, verso cui sento una grande responsabilità unita al desiderio di costruire insieme un nuovo inizio". "Un sincero ringraziamento a Donatella - scrive ancora il nuovo direttore creativo della maison fondata nel 1978 - per la fiducia e l'instancabile lavoro con cui ha custodito e fatto evolvere questo brand che è oggi Versace. È un privilegio contribuire alla crescita futura di Versace e al suo prestigio attraverso la mia visione, esperienza e dedizione". 

Dal punto di vista economico, gli annunci di oggi, afferma John D. Idol, Presidente e Amministratore Delegato di Capri Holdings, che nel 2018 aveva rilevato il brand dalla famiglia Versace e da Blackstone per oltre 1,8 miliardi di euro, "fanno parte di un attento piano di successione per Versace". Vitale, aggiunge, "è un eccezionale design leader e siamo certi che il suo talento e la sua visione saranno fondamentali per la crescita futura di Versace." "Ho fiducia nell'azienda e nel suo posizionamento attuale, poiché - aggiunge Emmanuel Gintzburger, CEO di Versace - siamo ben preparati per scrivere questo nuovo capitolo di Versace". 

Un capitolo che presto, oltre a un nuovo volto e a una nuova direzione artistica, potrebbe avere una nuova proprietà: secondo gli esperti, l'acquisizione della maison da parte del gruppo Prada dovrebbe essere finalizzata entro la fine di marzo per una cifra intorno a 1,5 miliardi di euro. Di certo c'è il tentativo di Capri Holdings di cedere l'azienda fondata da Gianni Versace, così come Jimmy Choo, per concentrarsi sul brand Michael Kors. 

Oggi secondo le ultime indiscrezioni il dubbio non è più se la trattativa andrà in porto, ma se Prada - che detiene i marchi Miu Miu, Church's, Car Shoe, oltre a Luna Rossa e Marchesi 1824 - acquisirà dagli americani anche Jimmy Choo, per una cifra totale di 2 miliardi di euro. Se l'operazione andasse in porto il gruppo guidato da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, secondo gli analisti, riuscirebbe a creare un colosso del lusso italiano in grado di competere con big come Kering e Lvmh.  

fonte: (di Gioia Giudici)   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

mercoledì 12 febbraio 2025

Francesca Ragazzi, il sogno di Vogue Italia in un libro. La direttrice parla del volume fotografico tratto dal magazine

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Francesca Ragazzi, head of editorial content di Vogue Italia, per noi direttrice del prestigioso magazine edito da Condé Nast, annuncia in un'intervista con l'ANSA l'arrivo di un libro fotografico, intitolato "Il sogno", che celebra la storia della testata italiana.

Un volume che va ad aggiungersi alle mostre celebrative sui primi 60 anni che Vogue Italia ha già presentato a Milano e a Roma.

Il libro, in uscita il 7 febbraio, contiene le immagini più iconiche del magazine dal 1988 a oggi, un omaggio alla fotografia di moda e alla visione creativa e audace di Vogue Italia, attraverso oltre 150 scatti, firmati da artisti come Steven Meisel, Peter Lindbergh, Steven Klein e molti altri. Ma anche i testi inediti di Francesca Ragazzi, Anna Wintour, Hamish Bowles, Edward Enninful, sull'eredità di Vogue Italia e l'impatto della leadership visionaria di Franca Sozzani.  

"C'è una cosa - spiega Francesca Ragazzi - che nessuna rivoluzione digitale può rubare all'essere umano: l'emozione che si prova nel vivere, toccare con sguardo e con mano un'immagine.  

Il profumo della carta, il fruscio delle pagine che sussurrano storie, il tocco dei grandi fotografi che hanno plasmato oltre sessant'anni di storia della moda, della fotografia di moda e della società all'interno di Vogue Italia". "Vogue un tempo era solo cartaceo - prosegue - e si rivolgeva a un pubblico limitato. Ora ci sono tanti contenitori grazie al digitale e un pubblico più vasto. Non vedo negatività nel digitale - ribadisce- che è un modo di fruire diverso dal cartaceo. Con questo libro abbiamo creato invece un oggetto che può diventare un testo di studio, di approfondimento, che allarga la platea.  

Questo libro, che può essere il primo di una serie, s'intitola "Il sogno", perché è ciò che Vogue Italia ha cercato di stimolare nel pubblico nei suoi primi 60 anni".  

"Nel libro celebriamo il passato - conclude - ma bisogna poter traghettare Vogue verso il futuro. Pensiamo di conquistare un nuovo pubblico con incontri ravvicinati, come abbiamo fatto a Roma e a Milano. Poi nel futuro di Vogue vedo una grande diversificazione. Condé Nast ha appena acquistato Vogue Arabia ed è importante per uno scambio, per una visione globale".  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 9 dicembre 2024

Moda > Moschino: la visione irriverente di un genio creativo al centro di una mostra a Milano

Franco Moschino Io non sono una sarta © 2024 Stefano Pandini “Iconoclasta”
MILANO – Una figura che ha saputo riscrivere le regole della moda con ironia tagliente e un’immaginazione sconfinata: Franco Moschino è al centro di una mostra che ne esplora l’eredità artistica e culturale. FRANCO MOSCHINO. IL GENIO VISIONARIO, aperta dal 22 novembre al 19 dicembre 2024 presso MyOwnGallery di Superstudio, porta alla luce un ritratto sfaccettato di uno stilista che continua ancora a ispirare.

L’allestimento della mostra trasforma lo spazio espositivo in un percorso visivo e narrativo oltre i confini della moda. Curata da Giuseppe Mastromatteo e Pierpaolo Pitacco, la mostra presenta pannelli fotografici tratti dall’archivio di Stefano Pandini, video interviste con protagonisti della cultura pop degli anni ’80 e ’90, e pezzi originali che appartenevano a Moschino.

L’obiettivo non è semplicemente raccontare uno stilista, ma rivelare il suo pensiero: un ribelle creativo che ha usato l’ironia come strumento di critica sociale, sfidando convenzioni e stereotipi attraverso un linguaggio visivo tra moda, pubblicità e arte.

Il linguaggio dissacrante di Moschino: una rivoluzione senza tempo

Noto per aver trasformato ogni capo e ogni messaggio pubblicitario in un atto di sfida, Franco Moschino ha reso la moda un mezzo di espressione politica e culturale

 Le sue creazioni giocavano con i simboli del potere, con la frivolezza della società consumistica e persino con la struttura stessa del fashion system. 

Il suo approccio, radicale e dissacrante, si traduceva in campagne pubblicitarie che oggi sono considerate veri e propri manifesti di rottura.

La mostra evidenzia questo spirito attraverso un dialogo tra immagini, video e opere originali. Ogni pezzo rivela l’essenza anticonformista di Moschino, capace di unire l’ironia più graffiante a un’incredibile raffinatezza sartoriale.

Moschino e la sua eredità

In collaborazione con l’Istituto Marangoni, gli studenti di moda più promettenti hanno reinterpretato lo stile Moschino, dando vita a creazioni che attualizzano il suo linguaggio provocatorio. Questi lavori dialogano con le opere originali, dimostrando come l’approccio del designer continui a essere un punto di riferimento per chi vuole innovare senza compromessi.

La mostra si lega anche a un importante progetto charity. I visitatori avranno la possibilità di acquistare fotografie e un libro dedicato, il cui ricavato sarà devoluto all’Hospice di Abbiategrasso, sostenuto dalla Fondazione Moschino. Questo gesto sottolinea un altro aspetto del designer: un uomo capace di combinare la leggerezza creativa con un profondo senso di responsabilità sociale.

Moschino, l’uomo dietro il mito

In un momento storico in cui l’industria della moda tende sempre più a standardizzare l’estetica e i messaggi, Franco Moschino rimane una figura fuori dal tempo. La mostra consente di riflettere su quanto sia ancora attuale il suo approccio alla creatività: coraggioso, dissacrante e, soprattutto, libero.

Vademecum

FRANCO MOSCHINO. IL GENIO VISIONARIO

22 Novembre – 19 Dicembre 2024

MyOwnGallery, Superstudio, Milano

fonte: Autore: Redazione  https://artemagazine.it

Tributo a Balenciaga, una mostra a Milano. Abiti dello stilista basco e scarpe made in Spain a Palazzo Morando in occasione della Fashion Week

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Abiti di Balenciaga, calzature 100% 'made in Spain'.

Il connubio considerato vincente in terra iberica è pronto a sbarcare a Milano, a partire dal prossimo 21 febbraio: 25 creazioni originali di questo celebre maestro della moda saranno infatti esposte a Palazzo Morando, in combinazione con 25 paia di scarpe disegnate per l'occasione da altrettante marche spagnole.

Una mostra che, fino al 2 marzo, punterà a mettere in risalto uno dei principali mercati del settore in Europa, sfruttando la vetrina della Fashion Week e della fiera specializzata Micam. 

Percorrere questa esposizione, intitolata 'Balenciaga / Shoes from Spain Tribute', sarà come una passeggiata lungo la via per eccellenza delle boutique di moda a Madrid, la 'calle Serrano': a spiegarlo sono i principali promotori del progetto, la Federazione dell'Industria delle Calzature spagnole (Fice) e l'istituto pubblico per il commercio estero iberico (Icex). 

Anche se, in questo caso, il tocco "riconoscibile e meravigliosamente creativo" dello stilista basco garantisce un'esperienza ancora più esclusiva.
    "Abbiamo scelti capi molto spettacolari, basandoci soprattutto sulla loro atemporalità", sottolinea il curatore della mostra, Javier Echevarría. Vestiti da cocktail o da sera, tutti femminili, risalenti a un periodo che va dagli anni '30 agli anni '60 del secolo scorso, ma di cui è appunto "difficile indovinare l'anno di produzione": perché l'opera di Balenciaga "resta attuale anche oggi" e uno dei suoi marchi di fabbrica è proprio la capacità di sopravvivere al succedersi delle tendenze. 

Tra i pezzi esposti, ci sarà anche la cappa rossa indossata dalla regina Letizia nel suo recente ritratto della fotografa Annie Leibovitz, così come capi prestati da collezioni pubbliche e private. Le scarpe abbinate ad ogni vestito sono invece state selezionate da una giuria: un concorso in cui sono risultate vincitrici marche come Alohas, Casteller, Defloresyfloreros, Hispanitas, Mascaró, Pikolinos o Ria Menorca.
    "Sono omaggi alle creazioni di Balenciaga", spiega Echevarría.
    La presidente della Fice, Rosana Perán Bazán, sottolinea che quella di Milano sarà "la prima mostra monografica su Balenciaga in Italia", un progetto ideato per "aprire una strada alla visibilità dell'arte, dell'innovazione e della straordinaria qualità dell'industria delle calzature spagnola". Da parte sua, la ad di Icex, Elisa Carbonell, mette invece l'accento sul fatto che sarà allestita "non in un palcoscenico qualsiasi", bensì in quello in grado di garantire "il massimo impatto sia a livello di immagine sia di commercio internazionale". L'esposizione è sponsorizzata anche dal Comune di Milano e dalla Camera Nazionale della Moda.  

fonte: di Francesco Rodella www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati  

domenica 2 giugno 2024

Moda > Lo stilista Capucci e 'Le Creature di Prometeo', un film alla Camera dei Deputati. Anteprima il 6 giugno, il 13 andrà in onda su Rai 5

Il maestro Roberto Capucci al lavoro nel suo atelier - (foto Massimo Danza)
Anteprima il 6 giugno, il 13 andrà in onda su Rai 5, l'opera è realizzata con il contributo del Mic, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, 

Roberto Capucci e la danza, sintesi perfetta tra passione, armonia, bellezza. Nasce dall'incontro tra il grande stilista, che Christian Dior definì 'Il miglior creatore italiano', e Daniele Cipriani il film 'Le Creature di Prometeo/ Le Creature di Capucci' che sarà presentato in anteprima alla Camera dei Deputati il 6 giugno (ore 17) alla presenza dello stesso Capucci, di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura alla Camera, del sovrintendente del Carlo Felice di Genova Claudio Orazi, del giovane regista di origine russa regista Maxim Derevianko. L'incontro sarà coordinato da Gian Luca Bauzano, autore del libro "Roberto Capucci, Lo scultore della seta". Il film, realizzato con il contributo del Mic, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, sarà trasmesso il 13 giugno (ore 22.05) su Rai 5. 

"Il film nasce in piena pandemia nel 2020 per il 63esimo Festival di Spoleto - racconta Daniele Cipriani, 'autore' del progetto - Un'idea non priva di 'grandeur', scegliere una serie di bozzetti nati dalla fantasia di Roberto Capucci, 'immagini di follia', come li definisce lo stesso stilista, e trasformarli in sculture viventi grazie anche alla maestria di una storica sartoria romana e commissionando la coreografia dello spettacolo, pensato sulle 'Creature di Prometeo', l'unico balletto 'composto' da Beethoven, a Simona Bucci che ha trasformato quei preziosi disegni, tra plissé, sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere e carapaci, in un turbinio di creature danzanti" 

"Il film è anche un'esplorazione dell'amore - aggiunge Cipriani - Quella fonte da cui sgorga l'arte in tutte le sue declinazioni, quella forza inesauribile che permette il superamento degli ostacoli per poter vedere poi realizzati quelli che sembravano solo sogni o impossibili aspirazioni".  

fonte: Redazione Adnkronos   www.adnkronos.com

martedì 28 maggio 2024

Moda > Tra i Premi Margutta 2024 Chiara Boni e Drusilla Foer. Anche Gramellini e il direttore del Tg2 Preziosi

Chiara Boni per la sua moda, Drusilla Foer per il Teatro, Massimo Gremellini per la Letteratura, Antonio Preziosi, direttore del Tg2, per il Giornalismo, sono alcuni tra i destinatari del Premio Margutta - La Via delle Arti" Anno 2024, che si terrà a Roma il 29 maggio nella Terrazza della Sala della Protomoteca del Campidoglio.

L'appuntamento culturale ideato da Antonio Falanga, organizzato da Grazia Marino, prodotto da Spazio Margutta, è giunto alla XVIII edizione, che l'assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Alessandro Onorato, ha ritenuto opportuno promuovere e ospitare nell'esclusiva terrazza capitolina, con vista sui Fori Imperiali.

Al "Premio Margutta - La Via delle Arti" anche per l'Edizione 2024, l'Associazione Internazionale di Via Margutta ha concesso il suo patrocinio. Il premio consiste in una scultura realizzata dal maestro orafo Gerardo Sacco, ispirata ai due mascheroni della "Fontana degli Artisti" che l'architetto Pietro Lombardi pose in opera nel 1927 a metà percorso di Via Margutta. 

La giornalista Cinzia Malvini, memoria storica della manifestazione, anche quest'anno anche quest'anno sarà la madrina e conduttrice dell'evento, coadiuvata nell'introduzione dal critico d'arte Mirko Baldassarre. 

Tra i premiati, per la sezione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli, presidente dell'Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (AICI); a Giovanni Veronesi sceneggiatore e regista reduce dal successo del film di quest'anno "Romeo è Giulietta" il premio per la Sezione Cinema; per la sezione Musica sarà premiata la cantante Tosca; tra le protagoniste della serie Doc-Nelle tue mani, per la sezione Serie Televisive il premio andrà a Sara Lazzaro; per la sezione Imprenditoria, sarà premiato Claudio Boso, fondatore e presidente di Careisgold, società per azioni veronese che si occupa di oro puro fisico da investimento. Infine per la sezione Luxury Creation il premio verrà conferito alla maison francese St Dupont, nella persona di Sarah Giordano, brand manager Italy & Malta.

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

sabato 27 gennaio 2024

Moda > Dior omaggia la danza: abiti per lui che può indossare anche lei

Ufficio stampa - Dior Men Winter 2024-2025 Collection (credit: Adrien Dirand)
In passerella look ispirati al grande danzatore Rudolf Nureyev. Per il prossimo inverno, il prêt-à-porter sposa la teatralità della couture

Dior omaggia l’arte del balletto per la collezione maschile per il prossimo inverno.

A Parigi è andato in scena un atto d’amore da parte del direttore creativo per l’uomo Kim Jones nei confronti di Rudolf Nureyev, tra i più grandi ballerini classici di tutti i tempi. Il prêt-à-porter sposa la teatralità della haute couture: il risultato è la quintessenza dell’eccellenza, dai confini di genere sempre più labili.

È così che la collezione Dior per l’inverno 2024-205 dedicata all’uomo segna la convergenza tra funzionale e poetico, tra utilità e grazia. Sono look permeati di eleganza, nati dalla reinterpretazione degli archivi della maison. La sartoria si reinventa con nuovi volumi, spacchi, pieghe e scollature.

A ricordare lo stile di Nureyev sono le tute, gli shorts in lana con zip, le maglie a coste aderenti, le fasce per capelli, i collant, le scarpe modello ballerina. Un’occasione, per Kim Jones, per ricordare anche un affetto a lui carissimo: suo zio Colin, amico del danzatore russo che scelse Parigi tra le sue città di residenza, diresse il Balletto dell’Opéra e fu partner dell’étoile Margot Fonteyn, amica a sua volta di Monsieur Christian Dior.

fonte: www.tgcom24.mediaset.it

venerdì 17 febbraio 2023

Moda: Lavinia Biagiotti, torno al Piccolo con Abbagnato. Sfilata film Balletto con Tissi per 25 anni sinergia con teatro

"Sono grata di poter tornare al Piccolo Teatro, un luogo così amato, e di testimoniare la forza di un legame che dura da 25 anni insieme alla bellissima sinergia che lega la mia famiglia e la mia azienda ad uno dei luoghi simbolo della cultura italiana ed internazionale nella sua ottica più innovativa e sperimentale".

Lavinia Biagiotti, presidente e ceo del Biagiotti Group, ha annunciato oggi al telefono all'ANSA, che tornerà a presentare la sua moda nel Piccolo Teatro di Milano, con un evento che si terrà lunedì 20 febbraio sullo storico palcoscenico meneghino, dove oltre a presentare la collezione Laura Biagiotti autunno/inverno 2023/24, ospiterà con un format innovativo e immersivo, un evento di moda, teatro e danza.

Ad esibirsi sul palcoscenico del Piccolo sarà Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma e Jacopo Tissi, già primo ballerino del teatro Bolshoi, primo ballerino ospite del Teatro alla Scala, etoile ospite al teatro dell'Opera di Roma". 

La sinergia tra presentazione digital e show fisico verrà declinata con codici nuovi: un fashion film con l'intera collezione Autunno/Inverno verrà girato al Teatro Studio Melato e rivelato nell'ambito della Milano Fashion Week lunedì 27 febbraio alle ore 12.00. Un evento al termine delle riprese offrirà la visione di un'anteprima dell'inverno Biagiotti 23/24 e suggellerà i 25 anni delle sfilate del marchio romano nel Piccolo Teatro. (ANSA)

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 29 gennaio 2023

Moda, Sabato De Sarno è il nuovo direttore creativo di Gucci. Prenderà il posto di Alessandro Michele

Ancora una volta Gucci sorprende la comunità della moda e, dopo due mesi di indiscrezioni e supposizioni, annuncia oggi con una nota del gruppo di cui fa parte, Kering, il nome del nuovo direttore creativo: il giovane stilista Sabato De Sarno, origini napoletane e un passato nel pret-a-porter, prima da Prada nel 2005, poi Dolce & Gabbana e infine Valentino, dove è approdato nel 2009 e ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, fino alla nomina di fashion director delle collezioni maschili e femminili.

Da Gucci prenderà in mano tutte le categorie di prodotto (donna, uomo, pelletteria, accessori e lifestyle) e debutterà con la sua prima collezione a Milano, in occasione della settimana della moda donna, a settembre 2023.

Un nome noto, in sostanza, tra gli addetti ai lavori ma sconosciuto al grande pubblico.

Un po' come era accaduto nel gennaio 2015, quando Kering aveva nominato Alessandro Michele alla guida di Gucci (era già in azienda da ben 13 anni) e fu scelto dal Ceo Marco Bizzarri ''sulla base della sua visione contemporanea del marchio'' e dopo ''un processo di selezione attento e ponderato''. 

Anche questa volta l'azienda ha puntato su un talento con una vasta esperienza nel Made in Italy e soprattutto nel pret-a-porter, un nome però che non era mai stato fatto tra le possibili scelte. Era infatti il 23 novembre 2022, quando Kering aveva annunciato l'addio ad Alessandro Michele, e lasciato aperta la posizione. Ma quale sarà il compito di De Sarno? Certamente ridefinire i codici della maison, riportando al Ceo Marco Bizzarri ed esprimendo una visione creativa del marchio con collezioni 'desiderabili', all'insegna di un 'lusso moderno', ma con un occhio attento all'heritage. E' un po' questo ciò che il gruppo del lusso, che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 17,6 miliardi di euro, sembra aspettarsi da lui.

''Sono certo che, grazie alla sua profonda comprensione e al suo apprezzamento per il patrimonio unico del nostro marchio - ha infatti spiegato Bizzarri -, guiderà il team creativo con una visione distintiva che contribuirà a scrivere il prossimo capitolo di Gucci, rafforzando l'autorità della maison nel campo della moda e capitalizzando il suo heritage indiscusso." 

L'idea è quella di dare valore appunto alla storia del brand, fondato nel 1921 a Firenze, ma puntando su dettagli contemporanei. ''Con Sabato De Sarno alla guida creativa, siamo certi che la maison continuerà a influenzare la moda e la cultura attraverso prodotti e collezioni altamente desiderabili e a contribuire con una prospettiva unica e contemporanea al lusso moderno'', ha dichiarato François-Henri Pinault, Presidente e Ceo di Kering. 

De Sarno inizierà a ricoprire il suo nuovo incarico non appena avrà adempiuto ai suoi obblighi nel corrente ruolo. Si è dichiarato ''onorato'' e ''orgoglioso'' di entrare a far parte di una maison ''con una storia e un patrimonio straordinari, che nel corso degli anni ha saputo accogliere e custodire valori in cui credo''. E' ''emozionato ed entusiasta'' di dare il suo contributo al brand, ma adesso tutti sono in attesa di scoprire come la sua visione creativa scriverà il nuovo capitolo della maison Gucci.

fonte: di Beatrice Campani  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 12 gennaio 2023

Moda: Addio a Tatjana Patitz, una delle prime supermodelle

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 NEW YORK: Per Anna Wintour, era "un incrocio tra Romy Schneider e Monica Vitti"

 Tatjana Patitz, una modella di Vogue la cui ascesa nel mondo della moda inaugurò negli anni Ottanta e Novanta l'epoca delle supermodelle, è morta a 56 anni.

 Ne dà notizia la rivista americana diretta ad Anna Wintour. Cresciuta in Svezia da madre estone e padre tedesco, la Patitz cominciò a posare a 17 anni: "E' sempre stata il simbolo europeo di cosa è chic", ha detto la Wintour paragonando la modella a "un mix tra Romy Schneider e Monica Vitti".

 Tatjana, la più riservata tra le dive della passerella, non aveva scelto New York, Londra o Parigi come base, ma un ranch in California nella Santa Ynez Valley dove Peter Lindbergh, il suo mentore fin dagli esordi, l'aveva fotografata con il figlio Jonah.

E' con Jonah la sua ultima immagine pubblica scattata da Tina Barney alla fine del 2019. Parlando del figlio l'anno scorso, la Patitz aveva detto che era la sua "fonte di felicità".

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA