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lunedì 11 maggio 2026

Moda - Una moneta celebrativa per Valentino Garavani, Giammetti 'straordinario gesto simbolico'. Sarà realizzata dall'Istituto Poligrafico in oro e in argento

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Il ministero dell'Economia e delle Finanze emetterà nel corso dell'anno la "Moneta Celebrativa Valentino Garavani", realizzata dall'Istituto Poligrafico e dalla Zecca dello Stato in due versioni, d'oro e d'argento.

A darne notizia in una nota, l'ufficio stampa della Fondazione Valentino Garavani Giancarlo Giammetti.

 "La moneta - spiega la nota - rende omaggio a una figura simbolo dell'eccellenza italiana, protagonista assoluto della storia della moda internazionale grazie a una visione creativa che ha saputo coniugare eleganza, bellezza e straordinaria maestria artigianale". "La Moneta Celebrativa Valentino Garavani - ha dichiarato Giancarlo Giammetti - rappresenta un gesto di straordinaria valenza simbolica. Per me, e per la nostra Fondazione, è motivo di grande emozione vedere riconosciuto, anche attraverso un'iniziativa così significativa, il contributo che Valentino (di cui ricorre il compleanno l'11 maggio prossimo ndr ) ha dato allo stile, alla cultura e all'immagine dell'Italia nel mondo". 

"Con questa emissione - ha spiegato Michele Sciscioli, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - celebriamo non soltanto il talento creativo di uno straordinario maestro della moda, ma un simbolo autentico dell'eccellenza italiana nel mondo. È il tributo più alto che possiamo offrirgli: una moneta della Collezione numismatica della Repubblica italiana, capace di tradurre la memoria in un segno destinato a durare nel tempo. La sua arte, la sua visione, il suo stile, ancora una volta eterni".

fonte: Redazione ANSA    www.ansa.it    RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

lunedì 19 gennaio 2026

Moda - È morto lo stilista Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda. Mercoledì e giovedì la camera ardente, venerdì i funerali a Roma

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È morto a 93 anni lo stilista Valentino Garavani, gigante della moda.

Il mondo della moda piange il suo Ultimo Imperatore: protagonista dell'haute couture internazionale.

Il mondo glamour di Valentino Clemente Ludovico Garavani, alias Valentino, nato a Voghera, l'11 maggio 1932, scompare con lui, il creatore dell'omonimo marchio, che amava il lusso e Roma, dove aveva lasciato il cuore, pur scegliendo Parigi per sfilare. E a Roma si è spento oggi, nella serenità della sua residenza sull'Appia Antica, circondato dall'affetto dei suoi cari. La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18 in piazza Mignanelli, storica sede della maison; i funerali venerdì alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. In piazza Mignanelli, appena dietro piazza di Spagna, Valentino aprì l'atelier nei primi anni Sessanta, il più frequentato dalle lady del jet set internazionale. 

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Un punto fermo almeno quello, rispetto ai passaggi di proprietà del marchio, venduto nel 1998 alla casa tedesca Hdp, rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto, passato al fondo Permira e infine nel 2007, alla moglie dell'emiro del Qatar, la potente sceicca Sheikha Mozah. Ultimo passaggio di mano nel 2023 con il gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l'opzione di raggiungere la totalità dell'acquisizione entro il 2029. Ed è sempre al civico 23 di piazza Mignanelli che Valentino e il suo socio Giancarlo Giammetti hanno aperto nel febbraio 2025 la Fondazione Garavani Giammetti, con lo scopo di ospitare mostre di arte e moda e dare sostegno alla formazione di giovani stilisti.

L'ultima mostra quella inaugurata il 18 gennaio, Venus-Valentino visto dagli occhi dell'artista portoghese Joana Vasconcelos. Valentino non ha mai lasciato il suo lavoro di stilista. "Disegna abiti anche la notte" confidava nel 2007 Giancarlo Giammetti, suo socio ed ex compagno di vita. "Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. Inorridisco a vedere due uomini baciarsi in strada. Io e Giancarlo non ci siamo mai neppure sfiorati una mano in pubblico. E' una questione di stile", diceva. Il suo addio alla moda a Roma durò tre giorni. Fu una festa faraonica, l'evento più glamour mai progettato nel mondo della moda. Furono invitati principi, dive di Hollywood, principesse e capi di stato.

A Roma il 45/o di Valentino è ricordato ancora come tre giorni di feste sfarzose, comprensive di una retrospettiva di abiti d'archivio all'Ara Pacis, di una sfilata di alta moda nel complesso di S. Spirito in Sassia, di un galà tra le colonne del Tempio di Venere, mai concesso prima di allora, con il Colosseo sullo sfondo e il premio Oscar Dante Ferretti a curare la scenografia. Infine, di un galà con ballo e concerto live di Annie Lennox in una finta pagoda cinese nei toni oro, nero e rosso (il suo colore preferito, un incrocio fra carminio, porpora e cadmio) allestita nel Parco dei Daini, nel cuore nobile di Villa Borghese. Mille invitati vi ballarono fino all'alba. Valentino ballava circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrities.

Una festa kolossal, che gli fece meritare appieno il soprannome di 'Ultimo Imperatore' della moda. Stesso epiteto che diede in seguito il titolo al docu-film, The Last Emperor, diretto dal regista Matt Tyrnauer, pellicola sugli ultimi due anni di attività dello stilista, girata tra passerelle, backstage e interviste. "Sono sempre andato avanti per la mia strada. Mai seguito il minimalismo, il grunge, un'offesa alle donne vedere come le conciano" rispondeva a chi gli chiedeva di commentare le mode del momento. Lui le donne le voleva rendere eleganti e sempre perfette. Dopo un breve periodo di direzione della Valentino da parte di Alessandra Facchinetti, la maison è stata diretta dai due stilisti che avevano affiancato Valentino negli ultimi anni, Pierpaolo Piccioli, attuale direttore creativo, e Maria Grazia Chiuri, passata nel 2016 a dirigere come prima donna, la maison Christian Dior. Piccioli ha diretto la maison da solo dal 2016 al 2024.

Al couturier che ora disegna Balenciaga è subentrato subito Alessandro Michele che ancora è in carica. Il giovane Valentino aveva frequentato una Scuola di figurino a Milano e studiato francese alla Berlitz School. A Parigi aveva seguito un corso di stilismo all'École de La Chambre Syndicale de la Couture.

Negli anni Cinquanta aveva collaborato con la maison Jean Dessès e con l'atelier di Guy Laroche. Nel 1957 aveva fondato la Valentino assieme al padre. Ma gli alti costi di gestione avevano messo in crisi l'attività. Fu risolutivo l'ingresso in società di Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura con cui Garavani avviò una nuova maison occupandosi solo dell'aspetto creativo e lasciando a lui quello finanziario.

Nel 1959 Valentino aprì il suo atelier a Roma in via dei Condotti e nel 1960 iniziò la collaborazione con Giammetti. Nel 1962 dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino divenne uno dei più popolari couturiers del mondo. Nel 1967 presentò la prima collezione maschile. Nel 1968 iniziò ad usare come logo la lettera V e creò l'abito da sposa di Jacqueline Bouvier per le nozze con Onassis. Dagli anni Settanta aprì boutique nelle più importanti città del pianeta. Il profumo che porta il suo nome nacque nel 1991. Nel 1990 diede vita all'Associazione L.I.F.E, con Giammetti, a supporto della ricerca per l'Aids.

Meloni: 'Valentino simbolo eterno dell'alta moda italiana'

"Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell'alta moda italiana. Oggi l'Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

"Maestro di eleganza, simbolo del genio italiano conosciuto in tutto il mondo. Il nostro Paese perde un protagonista assoluto dello stile e della creatività, inimitabile e insostituibile. Una preghiera". Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

"Con Valentino Garavani l'Italia perde un protagonista assoluto della moda mondiale. Il suo talento ha portato il Made in Italy sulle passerelle internazionali, rendendolo simbolo di stile, creatività e prestigio. Un'eredità che resterà nella storia. Ci ha lasciato un'icona del Made in Italy, che ha reso il nostro Paese un'eccellenza mondiale e la cui visione e la creatività hanno illuminato le sfilate in tutte le città. Sentite condoglianze alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi collaboratori". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

"Se ne va una vera leggenda, la storia del nostro stile e dell'eccellenza italiana che ha conquistato il mondo. Ciao Valentino". Così il presidente del M5S Giuseppe Conte.

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fonte: di PatriziVacalebri   www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

lunedì 24 marzo 2025

Moda: Fondazione Garavani Giammetti, a Roma nuovo polo di arte a moda. PM23 aprirà a primavera con una mostra in un'ala del palazzo Mignanelli sede della storica maison

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La bellezza è sempre stata la nostra guida e ispirazione più profonda.

Abbiamo dedicato le nostre vite a celebrarla, a scoprirne le infinite sfumature e a condividerla con il mondo.

La Fondazione nasce da questo stesso amore per la bellezza, con l'intento di preservarla, promuoverla e trasmetterla alle future generazioni, rappresentando la naturale prosecuzione del nostro percorso. Crediamo che la bellezza abbia il potere di elevare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone. 

Con la Fondazione vogliamo condividere e restituire al mondo ciò che la bellezza ci ha donato, sostenendo il talento, la creatività e la cultura, affinché possano essere fonte di ispirazione come lo sono stati per noi. Crediamo fermamente che sostenere il talento, promuovere la cultura e aiutare chi ha bisogno siano modi concreti per rendere il mondo un posto migliore". Con questa dichiarazione di amore per la bellezza dell'arte, intesa come concetto e sintesi di una forza motrice capace di trasformare, creare e ispirare progresso, ma anche con la conferma di voler sostenere i giovani talenti della moda e dell'arte, Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti annunciano la Fondazione che porta i loro nomi (FVG). La sede è a Roma a Piazza Mignanelli, nello stesso palazzo storico dove ha ancora sede la maison fondata negli anni Sessanta dal maestro couturier di Voghera. 

La Fondazione, che è stata costituita da Garavani e Giammetti nel 2016 con una missione filantropica, s'identifica nel principio "Beauty creates Beauty", un manifesto di crescita, innovazione e impatto culturale, che eleva la bellezza a forza propulsiva. 

Dopo un anno di lavori di restauro, si apriranno al pubblico le porte di un'ala del Palazzo Gabrielli Mignanelli 23, costruito a fine Ottocento come scuola e tipografia di Propaganda Fide, ora trasformato dalla Fondazione Garavani Giammetti in un polo internazionale per le arti, la moda e la cultura. Lo spazio sarà inaugurato a primavera con una mostra che segnerà l'inizio di una programmazione espositiva di moda e arte. Ospiterà le attività culturali sostenute dalla Fondazione, mostre, eventi, workshop e iniziative educative e si chiamerà PM23, dalle iniziali di Palazzo Mignanelli e del civico.   

L'altro aspetto importante dell'arrivo della Fondazione a Roma determinante anche per riassegnare un ruolo nella moda alla capitale, è quello che vede il palazzetto storico messo nello spazio PM23 a disposizione delle generazioni future, come cuore pulsante delle attività culturali supportate dalla Fondazione dedicate all'arte e alla moda. La scelta di lasciare la sede della Fondazione a Roma dimostra il grande amore per la capitale da parte di Garavani e Giammetti, che dagli anni Sessanta, con la loro visione estetica, hanno elevato la moda a linguaggio universale di armonia, grazia e perfezione. 

Oggi la Fondazione si fa custode e interprete della loro filosofia, traducendola in un impegno concreto attraverso tre pilastri: sostegno a iniziative filantropiche e sociali, valorizzazione artistica e culturale, educazione e supporto del talento. La Fondazione si pone l'obiettivo di intrecciare collaborazioni con organizzazioni locali e internazionali. Tra i progetti promossi negli ultimi anni dalla Fondazione il sostegno a famiglie bisognose e i progetti speciali per gli ospedali Bambino Gesù e il Policlinico Gemelli di Roma. Inoltre, la Fondazione è impegnata nella valorizzazione e salvaguardia di istituzioni culturali, come il Teatro Valentino Garavani di Voghera.  

fonte: (di Patrizia Vacalebri)   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

sabato 9 luglio 2022

Alta Moda: Per Valentino a Roma arrivano Anne Hathaway e Naomi Campbell. Gran finale a Trinità de' Monti con 103 abiti e tutte le sarte dell'atelier. In platea anche Pausini e Elodie

Gran finale per Valentino a Trinità dei Monti che ha chiuso la sfilata della collezione di haute couture Fw 2022/23 rimandando in passerella tutti i 103 abiti disegnati dal direttore creativo Pierpaolo Piccioli e tutte le sue sarte dell'atelier di piazza Mignanelli in camice bianco.


Ad applaudire la sfilata che si è snodata su un percorso di 600 metri partendo dalla prima sede della Valentino in via Gregoriana, passando sulla scalinata di Trinità dei Monti e finendo a piazza Mignanelli un pubblico di 700 ospiti, tra i quali spiccavano, in prima fila, Giancarlo Giammetti vestito di bianco, seduto vicino ad Anne Hathaway in rosa Valentino.

Più in là direttrice di Vogue Usa, Anna Wintour, e Naomi Campbell. Nel parterre de roi anche Drusilla Foer in lungo verde smeraldo, Laura Pausini in rosso Valentino, Elodie in rosa Valentino. 

Dopo la sfilata cena alla Terme di Caracalla per 500 invitati.

 
 
 

Gli abiti di Valentino scendono la Scalinata di Trinità dei Monti, nel segno dell'inclusività. "Il mio sogno che si realizza" aveva detto il direttore creativo Pierpaolo Piccioli nella conferenza stampa di presentazione dell'evento in Campidoglio.
 
 
fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA