Visualizzazione post con etichetta carla fracci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carla fracci. Mostra tutti i post

lunedì 26 gennaio 2026

Teatro alla Scala: "Gala Fracci" dal 31 gennaio al 3 febbraio

"Gala Fracci"  

Quinta edizione Direttore KEVIN RHODES

Primi ballerini, Solisti e Artisti del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Artisti ospiti
Con la partecipazione degli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
Orchestra del Teatro alla Scala

In breve

Prosegue il tributo della Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci che è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, fonte di ispirazione per generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. 

Il direttore Frédéric Olivieri porta avanti la tradizione istituita nel 2022 da Manuel Legris, per celebrare nel nome di questa grandissima stella la danza e il balletto. 

Sulla scia del tutto esaurito delle precedenti edizioni, l’appuntamento raddoppierà: saranno due le date nel 2026, anno che coincide con i 5 anni dalla scomparsa e con i 90 anni dalla nascita di Carla Fracci. Lo smisurato e ricchissimo repertorio dei suoi ruoli d’elezione e dei balletti da lei interpretati rivivrà con ospiti internazionali, con il Balletto della Scala al completo – étoile, primi ballerini, solisti e artisti del Corpo di Ballo – e con gli allievi della Scuola, presente e futuro della danza scaligera.

Tutte le Info >> QUI  

fonte: www.milanoperlascala.it

lunedì 10 marzo 2025

Scala: 'Lo sguardo nascosto', un libro e una mostra sul ballo. Il fotografo Uféras racconta quello che il pubblico non vede

- RIPRODUZIONE RISERVATA
Un libro con 160 immagini che raccontano il Corpo di ballo della Scala nei momenti sconosciuti al pubblico, dietro le quinte o in sala prove, e una mostra sul balletto scaligero, che presenta quelle stesse immagini, ma non solo, allestita nelle sale del Museo teatrale.

Il titolo di questa duplice iniziativa, presentata oggi alla Scala, è 'Lo sguardo nascosto - La danza dietro il sipario'. 

È la conclusione di un lavoro che il fotografo Gérard Uféras, già autore di importanti volumi sui corpi di ballo dell'Opéra di Parigi e del Bolshoi, ha cominciato nel 2017.

Il libro, edito da Il Saggiatore (in libreria il 27 febbraio), mostra quello che il pubblico non vede, incrocia momenti di vita quotidiana dietro le quinte, cogliendo attimi intenso lavoro, ma anche di riposo, sorrisi, chiacchiere, documenta insomma la vita di un ballerino della Scala, al di fuori di ciò che poi davanti al pubblico diventa perfezione estetica.

Lo ha curato Paola Calvetti, che firma anche il testo sul fotografo e la danza, mentre Valeria Crippa approfondisce storia e caratteristiche della compagnia. 

Le immagini del libro costituiscono anche il cuore della mostra, curata da Paola Calvetti e Livia Corbò. Il percorso, ideato da Margherita Palli insieme a Valentina della Via, ricrea la sala prove e il retropalcoscenico nella giornata tipo di un ballerino fino al momento prima di entrare in scena. 

Accanto alle foto, una serie di oggetti e installazioni: ad esempio una scarpetta da ballo calzata dalla leggendaria Fanny Elsser (contestata perché austriaca nei giorni precedenti le 'cinque giornate' di Milano) a San Pietroburgo in una 'Giselle' del 1848. Ma ci sono anche i costumi di Carla Fracci e Rudolf Nureyev nello 'Schiaccianoci' e diverse 'ballerine di carta' create da Caterina Crepax. A rappresentare la danza contemporanea la videoinstallazione 'Oltre il velo' della coreografa e regista Valentina Moar, che trasforma il movimento in un flusso di immagini e suoni e un video curato da Paola Calvetti e Vito Lorusso. 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati    

lunedì 18 novembre 2024

Opera Roma, il Corpo di Ballo debutta a Liegi con Giselle. La coreografia di Carla Fracci all'Opéra Royal de Wallonie

ANSA - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Corpo di Ballo dell'Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, debutta all'Opéra Royal de Wallonie di Liegi.

Dopo Parigi in aprile, Dubai a maggio e Barcellona a luglio, la quarta tournée internazionale del 2024 vede la compagnia della Fondazione capitolina dal 14 al 17 novembre in scena nella città belga con Giselle, la coreografia di Carla Fracci ripresa da Gillian Whittingham.

Nel 2025 sarà la volta di Carmen di Bubeníček, al Palais des Congrès di Parigi dal 21 al 23 febbraio, poco dopo le recite in programma al Teatro Costanzi dal 26 al 31 gennaio. Grazie al Corpo di Ballo, il nome della Fondazione capitolina è apparso per la prima volta nel cartellone del Gran Teatre del Liceu di Barcellona con Il lago dei cigni, e ora in quello dell'Opéra Royal de Wallonie di Liegi. Giselle va in scena nella versione firmata da Carla Fracci nel 2004, con costumi e scene di Anna Anni, le luci di Jean-Michel Désiré. 

Nei ruoli principali danzano le étoile Alessandra Amato, Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti Flavia Stocchi, Giacomo Castellana e Walter Maimone. La musica di Adolphe Adam è affidata all'Orchestra dell'Opéra Royal de Wallonie diretta da Alessandro Cadario.
    Il balletto, già portato con successo in Oman nel 2023, arriva nello storico Teatro di Liegi, che ha visto la posa della prima pietra nel 1818 e oggi ha una sala in stile italiano con mille posti a sedere e una macchina scenica tra le più moderne al mondo.  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati  

mercoledì 24 aprile 2024

Marito Fracci: 'alla Scala nato nostro amore, felice per sala ballo intitolata a lei'

Il maestro Beppe Menegatti accanto alla moglie Carla Fracci - (Fotogramma)
"Ha sempre sostenuto i giovani, ha lavorato per loro e con loro, una luce che non si è mai spenta'

"Sono felice, onorato, commosso per la nuova sala ballo scaligera intitolata a mia moglie Carla Fracci. Ha mosso i primi passi alla Scala come allieva, poi sono arrivati i successi, i trionfi internazionali, ma soprattutto tra le quinte del Teatro e grazie a Visconti è nato il nostro amore. In quel teatro è racchiusa tutta la nostra storia, intima, personalissima, professionale". 

E' quanto ha dichiarato all'Adnkronos il marito di Carla Fracci, Beppe Menegatti, alla notizia dell'intitolazione di una nuova sala ballo in ricordo della celebre étoile e alla vigilia del Gala Fracci in cartellone domani alla Scala. 

Ed ha aggiunto: "Che a Carla Fracci sia stata intitolata una sala ballo è fortemente emblematico. Mia moglie ha sempre sostenuto, aiutato i giovani, ha lavorato per loro e con loro. Mai un passo indietro. E' sempre stata d'esempio, un punto di riferimento importante, una luce che non si è mai spenta. Questo 'riconoscimento' lo dimostra", ha concluso Menegatti.

lunedì 25 marzo 2024

Teatro > sola e testarda sognandosi étoile, Abbagnato si racconta. Nel docufilm 'Una stella che danza' su Rai3 il 29 marzo

(Luciano Fioramonti) Bambina prodigio sulle punte, testarda già a tre anni e mezzo nel voler diventare grande ballerina affrontando sacrifici e rinunce, una vita diversa dalle coetanee per coronare il suo sogno, e la difficoltà poi di trovarsi sola all' estero nel tempio del balletto, superando gli ostacoli per diventare finalmente etoile dell' Opéra de Paris. 

E' un viaggio emozionante e una grande lezione di vita il docufilm ''Eleonora Abbagnato, una stella che danza'' firmato da Irish Braschi che sarà trasmesso in prima serata il 29 marzo su Rai3 e Raiplay per raccontare l' avventura e i successi dell' artista, oggi direttrice del corpo di ballo e della scuola di danza del Teatro dell'Opera di Roma.

Prodotto da Matteo Levi per la 11 Marzo Film in collaborazione con Rai Documentari, incrocia passato e presente, le parole dei genitori, dell' amica del cuore Evelina e della sua prima maestra di danza Marisa, le testimonianze di grandi cantanti che hanno lavorato con lei come Claudio Baglioni e Vasco Rossi e degli amici-attori Ficarra e Picone.

 Un puzzle che prende le mosse da Palermo dove la piccola Eleonora passava ore e ore a guardare i giovani della scuola di ballo che poi avrebbe frequentato sbaragliando tutti. Il padre la portò a vedere un balletto a teatro e la tenne in braccio fino a farsi venire i crampi perchè lei non voleva saperne di scendere. ''Ero entrata in una favola - dice la grande ballerina -. Ce la devi fare, devi entrare in quel teatro''. In un continuo rimando di ricordi e momenti di commozione, scorrono l'esperienza a 11 anni all' Accademia di Danza a Montecarlo e poi alla Scala. Ecco i grandi nomi del balletto, dal geniale Roland Petit, che la volle al Massimo di Palermo per La Bella Addormentata, a Carla Fracci - ''l' incontro che mi ha cambiato la vita''. E, infine, a 14 anni, l' approdo all' Opera di Parigi. Anni duri e di solitudine sofferta per 'la piccola mafiosa' - così la chiamavano le mamme delle sue giovani colleghe francesi - che trovò nella direttrice Claude Bessy appoggio e rassicurazioni. 

''Quando una è brava è sempre sola'', osserva la mamma. Nel tempio della danza parigino Eleonora è diventata prima ballerina a 23 anni ma la nomina ad ètoile tanto attesa tardava ad arrivare. E allora ecco le esperienze di cinema con Ficarra e Picone, gli incontri con Baglioni e Vasco Rossi, la partecipazione come ospite al Festival di Sanremo. 

Etoile dell' Opèra poi lo è diventata, punto di arrivo di un lavoro durato 30 anni coronato da una commovente serata d' addio. In un cerchio che nel docufilm si chiude con la figlia Julia, anche lei ballerina in erba, che interpreta la madre da ragazzina sulle note del pianoforte suonato da Dardust. ''Faccio la forte ma alla fine non lo sono'', ha ammesso Eleonora Abbagnato asciugandosi una lacrima al termine della proiezione. 

''L' idea di questo lavoro - ha detto il regista Irish Braschi - era raccontare il sogno della bambina che ha raggiunto l' Olimpo della danza. Nessun sogno è impossibile quando c' è questo fuoco''. 

fonte: (Luciano Fioramonti) Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

giovedì 12 ottobre 2023

Cinema: Codice Carla, l’omaggio sul grande schermo alla più grande étoile italiana

 Carla Fracci e Franco Zeffirelli © archivio OLYCOM/LAPRESSE
Da Roberto Bolle a Thom Yorke, un film evento dedicato alla centralità del corpo, del movimento e della musica nella carriera dell'artista e ballerina celebrata in tutto il mondo.

L’eleganza e l’arte in movimento di Carla Fracci arrivano in sala nel film omaggio alla grande étoile firmato da Daniele Luchetti, Codice Carla, dal 13 al 15 novembre. Fra le più grandi ballerine della storia contemporanea, Fracci ha fatto del suo corpo la sua forma massima di espressione e un punto di riferimento per gli artisti e le artiste venuti dopo e che a lei si sono ispirati.

Primi fra tutti Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato, che partecipano al film con le loro testimonianze d’eccezione insieme ad Alessandra Ferri e artisti come Jeremy Irons e Marina Abramović, la coreografa Carolyn Carlson e il compositore e musicista Enrico Rava. E se su Carla Fracci sembra essere già stato detto tutto, aspetti più privati della leggendaria étoile sono invece raccontati dal marito Beppe Menegatti e dal figlio Francesco, insieme alla storica collaboratrice Luisa Graziadei.

Codice Carla si propone di dare un quadro più completo della figura pubblica di Fracci, non solo come artista, svelando cosa si nasconde dietro le interviste e gli aneddoti continuamente ripetuti. O in che modo è diventata l’étoile che il mondo celebra ancora oggi.

Il film di Luchetti, distribuito come proiezione-evento da Nexo digital, mette così insieme diverse interviste per ricostruire un ritratto che non sia né cronologico né biografico, con l’obiettivo di spiegare la centralità del corpo, del movimento e della musica nella carriera di Carla Fracci e di tutte le persone a lei legate. Anche per questo motivo la colonna sonora di Codice Carla ha un ruolo fondamentale ed è composta dalle musiche degli Atoms For Peace edite da Thom Yorke e Sam Petts-Davies. Thom Yorke frontman dei Radiohead ricopre il ruolo di music supervisor del film.

fonte: Di THR ROMA  www.hollywoodreporter.it

Il cinema rende omaggio a Carla Fracci con CODICE CARLA. Un film documentario di Daniele Luchetti

Arriva nelle sale italiane solo il 13, 14, 15 novembre l’evento che ripercorre l’arte dell’étoile che ha fatto del corpo la sua massima espressione

e un riferimento per tutti gli artisti venuti dopo di lei

con la partecipazione straordinaria di
Roberto Bolle, Jeremy Irons, Marina Abramovic, Carolyn Carlson, Eleonora Abbagnato, Alessandra Ferri, Enrico Rava, Chiara Bersani, Beppe e Francesco Menegatti, Luisa Graziadei, Vittoria Regina, Gaia Straccamore, Hanna Poikonen

Su Carla Fracci sembra sia già stato raccontato tutto.

Tuttavia, c’è ancora qualcosa da dire su questa ballerina eccezionale. Cosa si nasconde dietro tutte le interviste e gli aneddoti continuamente ripetuti? In che modo è diventata l’étoile che il mondo celebra ancora oggi? E come la sua esperienza può essere utile a tutti coloro che sognano di diventare artista?

È da qui che prende vita CODICE CARLA, il film documentario scritto e diretto da Daniele Luchetti e prodotto da Anele e Luce Cinecittà con Rai Cinema che arriverà al cinema solo il 13, 14 e 15 novembre (elenco sale a breve su nexodigital.it e prevendite aperte dal 18 ottobre) per omaggiare la grande artista.

Intrecciando rare interviste e immagini di repertorio alle testimonianze d’eccezione di Roberto Bolle, Jeremy Irons, Marina Abramovic, Carolyn Carlson, Eleonora Abbagnato, Alessandra Ferri, Enrico Rava, Chiara Bersani, Beppe e Francesco Menegatti, Luisa Graziadei, Vittoria Regina, Gaia Straccamore, Hanna Poikonen, CODICE CARLA mostra come Carla Fracci (1936-2021) fosse molto più di una ballerina famosa. Era un’insegnante, un’attrice, un’interprete, una donna modesta e laboriosa. Ma cosa l’ha resa un’icona? Qual era il suo codice e qual è il codice di quegli artisti e performer che, col corpo,  il movimento e la musica, si confrontano ogni giorno? Per rispondere a queste domande, Daniele Luchetti si concentra sulla vita dell’artista anziché sulla sua biografia cronologica, con l’obiettivo di ispirare i giovani attraverso un’analisi di quella straordinaria esperienza. Ad accompagnarci in questo percorso di danza e parole, le musiche degli Atoms For Peace edite da Thom Yorke e Sam Petts-Davies, con Thom Yorke a ricoprire anche il ruolo di Music Supervisor del film.

CODICE CARLA è prodotto da  Gloria Giorgianni con Tore Sansonetti per Anele con Luce Cinecittà e con Rai Cinema ed è distribuito al cinema in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con i media partner RTL 102.5, DANZA & DANZA, MYmovies.

CODICE CARLA

 una produzione ANELE e LUCE CINECITTÀ con RAI CINEMA
una distribuzione NEXO DIGITAL
un film di DANIELE LUCHETTI
con CARLA FRACCI, FRANCESCO MENEGATTI, ROBERTO BOLLE, VITTORIA REGINA, ALESSANDRA FERRI, MARINA ABRAMOVIĆ, CHIARA BERSANI, ENRICO RAVA, BEPPE MENEGATTI, CAROLYN CARLSON, LUISA GRAZIADEI, GAIA STRACCAMORE, JEREMY IRONS, ELEONORA ABBAGNATO, HANNA POIKONEN 
scritto e diretto da DANIELE LUCHETTI
consulenza alla sceneggiatura BEPPE MENEGATTI e LUISA GRAZIADEI
consulenza storica GRAHAM SPICER e CARLO ORLANDI
music supervisor THOM YORKE
musiche ATOMS FOR PEACE
edite da THOM YORKE e SAM PETTS-DAVIES
fotografia IVAN CASALGRANDI (AIC Imago)
montaggio SILVIA DE ROSE
aiuto regia FRANCESCA BOSELLI
scenografia FABIO VITALE
suono FRANCESCO CUCINELLI e GIUSEPPE PANZANARO
ricerche di repertorio EMANUELA TOMASSETTI
produttore delegato Anele IOLANDA CIRILLO
produttore associato CARLOTTA SCHININÀ
prodotto da GLORIA GIORGIANNI con TORE SANSONETTI

fonte: www.nexodigital.it

venerdì 4 novembre 2022

Danza > Rai 5 l’8 dicembre in prima serata: Teatro dell’Opera di Roma, la Giselle di Carla Fracci

Andrà in onda in prima serata su Rai 5 l’8 dicembre 2022, Giselle di Carla Fracci la versione andata in scena recentemente al Teatro dell’opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato. La ripresa è stata realizzata da Rai Cultura la sera della prima al Teatro Costanzi.

Su Rai 5 per l’occasione verrà trasmessa la Giselle con l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano. Un omaggio alla grande danzatrice italiana con la sua meravigliosa versione coreografica di un classico del balletto romantico che ha chiude la stagione di danza dell’Opera di Roma.

La Giselle la sera della prima è stata anticipata dalle commosse parole di Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, sul palco insieme ad Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo capitolino, la prima di Giselle, balletto romantico proposto nellaversione coreografica creata nel 2004 da Carla Fracci, è andata in scena al Costanzi fino lo scorso ottobre.

Se il legame di Carla Fracci con il teatro romano è stato fortissimo (è stata direttrice del teatro per 10 anni, dal 2000 al 2010) il legame della danzatrice con Giselle è stato praticamente indissolubile perché Carla Fracci è stata la vera incarnazione di Giselle. 

È facile intuire perché la Giselle con la coreografia di Carla Fracci, che chiude la stagione di danza 2021-2022 del Costanzi, è stata semplicemente meravigliosa: una perla ripresa per l’occasione da Julio Bocca, ultimo partner della Fracci proprio in questo titolo e Gillian Whittingham, sua storica collaboratrice, che si ispira alla coreografia originale di Coralli e Perrot e inserisce anche le aggiunte di Petipa sulla base della partitura originale di Adolphe Adam recuperando anche i tagli che erano stati operati.

fonte: di Sara Zuccari https://giornaledelladanza.com

giovedì 26 maggio 2022

Carla Fracci, a un anno dalla scomparsa lo speciale di Sky Tg24 "La voce della danza"

E’ stata la più grande danzatrice italiana e tra le più importanti al mondo. Con le sue interpretazioni uniche ha rivoluzionato per sempre la storia della danza. 

Sky Tg24 ricorda Carla Fracci con uno speciale a cura di Chiara Ribichini. Per raccontare l’artista, la diva, la donna straordinaria e l’eredità che ha lasciato alle nuove generazioni. 

 

Con filmati e interviste esclusive. In onda venerdì 27 maggio alle 21 su Sky Tg24 e sabato 28 maggio alle 20.05 su Sky Arte

È stata la più grande danzatrice italiana della storia e tra le più importanti al mondo. Non soltanto per quella verità che è riuscita a portare sul palco ma anche per quella magia che, come un velo di tulle, l’ha sempre avvolta anche fuori dalla scena. A un anno dalla scomparsa di Carla Fracci Sky TG24 ricorda l’étoile con lo speciale “La voce della danza”, per raccontare l’artista, la diva, la donna straordinaria e l’eredità lasciata alle nuove generazioni.

Un talento immenso e purissimo costruito passo dopo passo con lavoro e sacrificio, come la stessa Carla Fracci aveva confessato in una lunga intervista rilasciata al canale di news poco prima di morire. Ed è proprio dalle sue parole che inizia lo speciale, per ripercorrere la vita eccezionale dell’étoile e cogliere i suoi insegnamenti. 

Nata nelle campagne lombarde da papà tranviere e mamma operaia, Carla Fracci si avvicina alla danza per caso su consiglio di un’amica dei genitori che nota la sua grazia e la sua musicalità. Comincia così il suo cammino sulle punte presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove supera l’esame di ammissione grazie al suo “bel faccin”. 

Una carriera unica che la porta ad essere definita dal New York Times prima ballerina assoluta e a danzare sui palcoscenici più importanti al mondo. Una vita fatta di grandi interpretazioni, come “Giselle”, il ruolo che più di tutti l’ha consacrata, di partner come Rudolf Nureyev o Mikhail Baryshnikov, di celebri coreografi di cui è stata musa ispiratrice, e di passione per la famiglia. Per Beppe Menegatti, il marito e regista che per lei ha composto tantissime opere, per suo figlio Francesco, che ha scelto di avere in piena carriera, e per i nipoti. 

Lo speciale “La voce della danza”, curato da Chiara Ribichini ed in onda domani alle 21 su Sky TG24, sabato 28 alle 20.05 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand, ripercorre la straordinarietà dell’icona della danza italiana nel mondo per scoprire l’eredità che ha lasciato attraverso contributi storici video e fotografici (gentilmente concessi dal Teatro alla Scala di Milano e dal Teatro dell’Opera di Roma) ed interviste esclusive per la regia di Flavio Maspes.

Nello speciale le testimonianze di Massimo Murru, étoile e maître del Teatro alla Scala che è stato il partner di Carla Fracci in “Chéri”, il balletto creato per lei da Roland Petit, Alessandra Ferri, prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala dal 1992 al 2007 ed étoile internazionale, Manuel Legris, direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Mario Marozzi, nominato étoile dalla stessa Carla Fracci negli anni in cui ha diretto il Teatro dell’Opera di Roma, i primi ballerini del Teatro alla Scala Martina Arduino, Claudio Coviello, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko che hanno lavorato in sala ballo con Carla Fracci in “Giselle” poco prima della sua scomparsa, Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, Francesco e Giovanni Menegatti, figlio e nipote dell’artista.

fonte: https://tg24.sky.it 

venerdì 25 marzo 2022

Danza: Scala, ci sarà Bolle ma niente Zakharova al Gala Fracci

Parata di stelle per la prima edizione del tributo a Carla

(ANSA) - MILANO, 23 MAR - Svetlana Zakharova, una delle ballerine più famose al mondo, étoile del Bolshoi, non parteciperà al gala in memoria di Carla Fracci in programma alla Scala il prossimo 9 aprile con grandi star del calibro di Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Marianela Nuñez e Carsen Jung.

Dal teatro hanno spiegato che vista la situazione politica mondiale e il conflitto fra Russia e Ucraina, Zakharova "ha deciso di ridurre i suoi impegni e, di comune accordo con il Teatro alla Scala, di rinviare la sua presenza" a Milano.

Al Gala Fracci non potrà essere presente nemmeno un'altra danzatrice russa, Olga Smirnova, in questo caso però il motivo è che da poco è stata nominata prima ballerina Dutch National Ballet, incarico che non le lascia il tempo per le prove. Si tratta solo del primo Gala dedicato a una donna che "è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, personaggio di riferimento per il Teatro alla Scala e per tutta la cultura italiana" come hanno spiegato dal Piermarini.

Il programma è un tributo ai balletti che Carla Fracci ha saputo rendere unici: Excelsior, Giselle, Chéri, Romeo e Giulietta, la Vedova allegra, ma anche La strada, Cachucha. Per la prima volta alla Scala, Ferri e Jung si esibiranno un estratto da L'heure exquise, ma non mancherà La bella addormentata e nemmeno Onegin con protagonisti Bolle e Nuñez. 

fonte: www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

lunedì 21 febbraio 2022

Milano: Danza, da Bolle alla Zakharova, gala Fracci alla Scala il 9 aprile


Una giovanissima Carla Fracci dal balcone di Romeo e Giulietta
 La Scala rende omaggio al mito di Carla Fracci. Il 9 aprile, infatti, è in programma la I edizione di un gala che vedrà in scena le maggiori stelle del panorama tersicoreo, da Alessandra Ferri a Svetlana Zakharova, da Marianela Nunez a Roberto Bolle, da Olga Smirnova e Carsten Jung. 

 La divina Fracci è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, personaggio di riferimento per il Teatro alla Scala e per tutta la cultura italiana. Una storia di talento, ostinazione e lavoro che ha ispirato e tuttora ispira generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. 

 Il direttore del ballo Manuel Legris ha voluto fortemente istituire questa spettacolare serata come tributo alla grandezza della divina Fracci, un omaggio a colei che ha lasciato un segno fortissimo nell'identità di tutti noi dando un contributo fondamentale al prestigio della cultura e della danza italiana nel mondo. Sarà un appuntamento fisso per convogliare e celebrare nel suo nome la danza e il balletto con un ampio respiro internazionale.

"Spirito che resta con noi, riempie le sale ballo, il palcoscenico e i nostri cuori, come la sua energia mai sopita, che ci ha catturato e affascinato quando è tornata a riabbracciare il Teatro e i suoi artisti. Un grande vuoto che, allo stesso tempo, ci fa sentire ricolmi e ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine". Con queste parole aveva commentato Manuel Legris alla notizia della scomparsa di Carla Fracci. E con questo spirito, la I edizione del Gala non poteva che essere avvolto dalla sua storia, e da suggestioni legate a titoli di repertorio che hanno visto in Carla Fracci una protagonista speciale, che ha saputo, con la sua cifra interpretativa, rendere unici e memorabili questi ruoli (Giselle, La Péri, Lo schiaccianoci, Symphony in C, Onegin, La vedova allegra, Cachucha, La morte del cigno, La Bella addormentata nel bosco), e titoli creati per lei che restano indissolubilmente legati alla sua iconica immagine (Excelsior, Chéri, La strada, L’heure exquise, Romeo e Giulietta). 

Protagonisti dell'appuntamento scaligero, che vedrà sul podio Valery Ovsyanikov a dirigere l’Orchestra della Scala, tutto il corpo di ballo con i suoi primi ballerini e solisti, e artisti internazionali del calibro di Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Olga Smirnova, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Carsten Jung. Alessandra Ferri, accanto a Carsten Jung, ballerino di punta per molti anni dell’Hamburg Ballett porta alla Scala per la prima volta un estratto da 'L’heure exquise', con cui ha celebrato lo scorso giugno i suoi 40 anni di carriera e che è diventato, con la scomparsa di Carla, un omaggio ancora più commosso a colei che creò con Maurice Béjart il personaggio di Winnie. 

L’eterea fragilità e la struggente eleganza della 'Morte del cigno' sarà impersonata da Svetlana Zakharova, mentre nell’Adagio della rosa dalla 'Bella addormentata' vedremo una inedita Aurora per la Scala, Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet che assieme a Roberto Bolle danzerà anche il passo a due da 'La vedova allegra'. Roberto Bolle avrà anche una altra partner d’eccezione, che per la prima volta si esibisce alla Scala nel passo a due dal primo atto di 'Onegin', Olga Smirnova, prima ballerina del Teatro Bol’ŝoj.

fonte:

domenica 24 ottobre 2021

"Carla - Il Film" dall'8 al 10 novembre al cinema

La straordinaria vita della più grande ballerina italiana di tutti i tempi.

Il film ripercorre il percorso umano e professionale di un'icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo.

Il racconto parte dalla storia di Carla bambina nell’immediato dopoguerra, poi adolescente e giovane donna nella Milano degli anni ‘50-‘60, ne racconta l’ascesa al successo e la difficile scelta di diventare mamma in un momento cruciale della sua carriera. Istinto, passione e sfida, gli elementi che caratterizzano la storia di una grande eccellenza femminile del nostro Paese. 

Liberamente ispirato all'autobiografia di Carla Fracci "Passo dopo passo - La mia storia" e realizzato con la consulenza diretta della stessa Carla Fracci, del marito Beppe Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, il film ripercorre il percorso umano e professionale di un'icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo e definita nel 1981 dal New York Times "prima ballerina assoluta". 

Il racconto parte dalla storia di una Carla bambina nell'immediato dopoguerra, poi adolescente e giovane donna nella Milano degli anni '50-'60, ne racconta l'ascesa al successo e la difficile scelta di diventare mamma in un momento cruciale della sua carriera.

Il film Carla - Il Film, diretto da Emanuele Imbucci, è distribuito da QMI e s
arà al cinema solo l’8, il 9 e il 10 novembre e successivamente andrà in onda su RaiUno.

Il film - di cui vediamo il trailer e il poster ufficiale in esclusiva su MYmovies - ripercorre il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo e definita nel 1981 dal New York Times “prima ballerina assoluta”. Nei panni della ballerina troviamo Alessandra Mastronardi, forse nel ruolo più difficile della sua carriera.  

Carla - Il film (trailer HD) clicca >> QUI

fonte: a cura della redazione  www.mymovies.it

martedì 28 settembre 2021

In ricordo: una targa per Carla Fracci nel quartiere di Milano dove visse da giovane

Inaugurata questa mattina sulla casa popolare di via Tommei la targa dedicata alla ballerina scomparsa lo scorso 27 maggio.

La scritta che compare sulla targa 'Qui visse dal 1945 al 1959 e mosse i primi passi di danza Carla Fracci, tra le più grandi ballerine nel 20esimo secolo, dai cortili di Calvairate al Teatro alla Scala fino ai palcoscenici di tutto il mondo' La cerimonia in via Tommei con il sindaco Sala e il marito di Carla Fracci, Beppe Menegatti (Foto Mianews)

Il sindaco Sala: "Un così grande affetto come per Carla Fracci non l’ho mai visto"

"A quattro mesi dalla scomparsa Milano continua a ricordarla. Da sindaco ho assistito a vari momenti di ricordo di grandi milanesi che ci hanno lasciato, ma un così grande affetto come per Carla Fracci non l’ho mai visto. Questo significa quanto la città voglia continuare a restituirle. Il momento del funerale è stato commovente, il tram dedicatole un altro segno, la targa ancora un altro segno, a breve arriverà anche il Famedio.

"Questa targa è delicata, attenta, gentile come era Carla"

Questa targa è delicata, attenta, gentile come era Carla, un modo molto milanese di essere. Credo che Milano continuerà a ricordare Carla mi viene da dire per sempre, è una persona che più milanese non si può. Ci ha dato tanto le restituiremo tanto", ha commentato il sindaco Giuseppe Sala, che ha preso parte allo svelamento della targa.

Il marito ha ricordato i bei tempi del fidanzamento con grande nostalgia

Il marito di Carla Fracci, Beppe Menegatti, ha ricordato il passato della ballerina quando viveva con la famiglia in via Tommei: "Non sono mai salito sopra nell'appartamento perché c’era un senso di assoluto rispetto: dopo le prove alla Scala con Carla si prendeva il tram in piazza Duomo, si arrivava qua e ci sedevamo nella panchina qui vicino a ‘volersi bene’ e a nascondersi dagli occhi indiscreti. La accompagnavo al portone e mi dava una carezza".

Rivolgendosi, poi, al pubblico che ha assistito all'inaugurazione Menegatti ha aggiunto: "Milano è questa che ho davanti, Milano con il cuore in mano. Milano è la capitale sentimentale d'Italia".

fonte:  https://primadituttomilano.it  Foto Mianews

lunedì 13 settembre 2021

Libri: Carla Fracci, si racconta in 'Più luminosa di una stella' con Marsotto esce postumo il 14 settembre

(ANSA) Carla Fracci si racconta ai più giovani in una delle sue ultime testimonianze scritte che esce postuma nel libro 'Più luminosa di una stella', firmato a quattro mani con Aurora Marsotto, giornalista esperta di danza e autrice per ragazzi, che sarà in libreria il 14 settembre per Il Battello a Vapore di Piemme con le illustrazioni di Giorgia Marras.

All'interno numerosi documenti fotografici delle tappe più importanti della vita e della carriera della grande etoile che provengono, tra l'altro, dall'Archivio del Teatro alla Scala, dall'Archivio della Famiglia Fracci, da Mondadori Portfolio e da Getty Images. 

"Insieme trovammo il luogo adatto a raccontarsi, forse inusuale, ma amatissimo, uno spazio temporale caro a tutti i danzatori: quei pochi giorni di riposo estivo durante i quali poteva godersi i suoi affetti. Ecco allora prendere forma la cornice di questo volume, che racchiude i suoi ricordi d'infanzia e di giovinezza, le prime gioie narrate a un gruppo di ragazzi, metafora del pubblico giovane, allievo, professionista o semplice pubblico amante della danza e delle sue interpretazioni" racconta la Marsotto che ha conosciuto Carla Fracci, morta il 27 maggio 2021, e nella prefazione spiega come è nata l'idea del libro. 

Il volume è un passaggio di testimone ai giovani sognatori fortemente voluto dall'"eterna fanciulla danzante" e dalla sua famiglia. E' la storia di una vita straordinaria e irripetibile fatta di danza, sogni e amicizia. In 'Più luminosa di una stella' una ragazzina appassionata di danza, Giulia, che sogna di diventare ballerina, sta trascorrendo le vacanze al mare con la sua famiglia e gli amici e scopre di essere vicina di casa dell'immensa Carla Fracci. 

Coglie così l'occasione, insieme ai suoi amici, per avvicinarla e conoscerla, e l'étoile, a sua volta, le racconta volentieri la sua vita, i successi, gli spettacoli e i personaggi indimenticabili della danza che ha magistralmente interpretato, non risparmiando consigli e segreti per diventare grandi danzatrici e danzatori. Lei che ha interpretato più di duecento personaggi, ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo, è amata dalla critica e dal pubblico di ogni dove, è stata partner dei più grandi danzatori di sempre e musa dei coreografi. Lei che, prima di tutto, era una ragazzina che ha creduto in un sogno: la danza.
    Ed è proprio ai ragazzi e alle ragazze che aspirano a grandi sogni che si rivolge questo libro. (ANSA) - ROMA, 12 SET - CARLA FRACCI - AURORA MARSOTTO 'PIÙ LUMINOSA DI UNA STELLA' (BATTELLO A VAPORE PIEMME, PP 208, EURO 15). 

fonte:  Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 1 luglio 2021

Backstage Notes: Conversations With Carla Fracci

Carla Fracci in Romeo and Juliet, 1968. Erio Piccagliani, Courtesy La Scala Ballet
Last month, the legendary Italian ballerina Carla Fracci passed away at the age of 84. A star whose name was eponymous for La Scala Ballet in Milan, she went on to have an international career with companies including The Royal Ballet and American Ballet Theatre. Over her five-decade career she developed partnerships with the greatest male stars of the age, including Rudolf Nureyev and Erik Bruhn. She also acted on television and in films, playing Tamara Karsavina in the 1980 movie Nijinsky, and would go on to direct ballet companies in Naples, Verona and Rome. Often called the "Duse of the dance" (referencing the great Italian actress Eleanora Duse), Fracci became famous for her bringing vivid spontaneity and depth to her roles, from her signature Giselle to The Accused (Lizzie Borden) in Agnes DeMille's Fall River Legend.

In October 2006, I had the pleasure of conducting a series of interviews with Fracci for my book, First Position: A Century of Ballet Artists (ABC-CLIO). After the interviews ended, she and her husband, Beppe Menegatti, graciously invited me to their home. Our conversation was wide-ranging (including our ideal casts of present-day dancers for various ballets, the role of the Alonsos in Cuba), and she shared anecdotes about partnering.

Below are some excerpts from First Position's final chapter. I deliberately chose the chapter on Fracci to be the book's "closer," as you would choose a particular ballet work to close a program. Her philosophy of sharing her experiences, while leaving space for dancers to shape their own, seemed singularly important to leave the reader with.

Childhood Inspiration

As a mandolin-bearing page in La Scala's The Sleeping Beauty, Carla Fracci stood along the stairs Aurora walks down. As she put it, "As Aurora, Margot Fonteyn descended straight into this young girl's heart!" Afterwards, she saw Frederick Ashton correct just one finger on Fonteyn's hand. Seeing that even someone as beautiful as Fonteyn could invite such a minute correction sparked Fracci's desire to be seen dancing precisely and carefully, through a teacher's eye.

"I wanted to be like Margot Fonteyn, to have that light in my eyes. I tried to form myself like her, working with [teachers] Edda Martignoni and Esmée Bulnes."

Never Take a Role for Granted

Fracci refers to Giselle as her "warhorse," but returns again and again to a single idea: "Never take a ballet for granted just because you have danced it many times. No! Look and learn from your [guest] artists. How does she approach the role? What does she bring from her culture? Notice and observe that, 'Ah, this one is Russian, very strong technically and beautiful.' There are so many approaches to learn from."

  
With Gheorghe Iancu in Giselle Lelli Masotti, Courtesy La Scala
 Studio Versus Stage

"Technique belongs there onstage, but don't show it as you would in the studio. Show what is behind that développé à la seconde. 

 Show that 'This arabesque is floating because she doesn't really touch the ground.' The reading you decide on determines the kind of coordination of arms and legs, what is inside the port de bras and you! 

 Each dancer arrives at a point where they make it their own. It's not nice to tell someone, 'I did it this way,' because it has to be theirs—even the counts. It's the transmission, a trasmettere, the tradition from [Carlotta] Grisi to today. We are taking care of something precious, like a diamond that gives off a certain light, keeping what we were taught. Legs must both gain and lose technique to achieve the line and feeling."

Listen and Respond

"Listen to the music as if for the first time to let it inspire you. Look in your partner's eyes each time, because you will respond differently than the night before. Erik, Rudy and [Vladimir] Vasiliev, from different cultures, worked with different concepts. Value and respond to what they each have, bring, and leave behind."

The Secret Lies in the Work

"It's not easy when you are young and hear that you have a beautiful face or costume. Work to show that you are also strong. That is where the teacher is so important in developing an eye that sees what to fix on and offstage the next day: the spine, the legs, the feet. Never rest because you have achieved a certain rank! You will never attain perfection, but taking class keeps you from losing ground. Working daily, and interacting with people who have richness, give you the concept of the role: Read the play if you dance Romeo and Juliet. How else will you understand what is happening between Romeo, the father and Tybalt? Read it! You don't have words, so informed gestures let you speak with your body."

Invest Each Beat With Life and Meaning

Relating a story about her friend Alicia Alonso, she notes Alonso's blindness. When Fracci danced La Sylphide at a Paris gala, Alonso sat in the balcony. Afterwards, she complimented Fracci, "I couldn't see you, but I saw your wrist, only your wrist!" Her use of the wrist was exquisite and made even the blind Alonso able to "see" the character. The point, Fracci explains, is that every onstage element assumes meaning. The light in Fonteyn's eyes that made her even more beautiful; where [Alicia] Markova might not have been a beauty, her lightness conferred it, making her work fascinating. In Fracci's first full-length as Cinderella, she danced with a broom—was "shy with it, then more daring, seeing it as a living person to make it work. Even a broom must be invested with life and meaning."

"That Dress"

She dives deeper, commenting on [Antony] Tudor's Juliet. "I had a difficult pas de deux. There were so many characters onstage, all intent on making Juliet marry Paris, someone she didn't love. They came with the white dress that I would wear at my wedding, and I saw right then that to put on that dress would spell my death. Marrying a man I didn't love! Suddenly I was in tears. Tudor liked that moment. 'That dress!' Beppe heard Tudor say. The dress was the tragedy of this girl. If you feel that, then the music is a part of it. There is no secret. It's just you, the approach you take, the decision to do new roles to discover who you are in them. Without them, you won't find the suffering that you don't know you are capable of to learn about that part of yourself you don't know, and that every life is not the same. I worked to involve everyone on the stage, to bring everyone with me. By the reaction of the corps de ballet, you know whether you've succeeded."

Fracci taking a bow Erio Piccagliani, Courtesy La Scala Ballet
 On Partners, and Sacrifice or Sacrament

 Beppe, who is charming, well-read, imaginative, interested in activism, and generous, invited me to join Carla and him for dinner at their Rome apartment  built into a ruin overlooking the  Colosseum. Also present were Carla's niece and aide, Barbara Gronchi, and ballet mistress Gillian Wittingham. Carla says of Rudolf Nureyev, "My God, he was so rough with me!" "How so?" we ask in unison. "He…" she hesitates, searching for an English word.  Frustrated, she finally says, "He bruscatami, dragged me between his legs!" We are all puzzled by the verb "bruscare." Beppe leaves the table, returning with a massive Italian-English dictionary. "Bruscare" is "to scrape a wooden ship's hull." We collapse in laughter at the visual of Rudy handling Carla so brutishly, aware that she harbors more sanguine memories of Nureyev's generosity and kindliness.

We speak again of Erik Bruhn and the irony that ballet partners often share a lifelong mutual love that is non pareil. It's an evening that promises to be unforgettable. You consider that if you overstay, there will be a surfeit of delightful details to recollect. Beppe asks about revolutionary activism. "Does it require too much sacrifice?" Earlier, Fracci has raised and dismissed the same question about the life of a dancer. Both pursuits aspire to leave the world a better place. Carla and I exchange glances, smile and agree that doing so falls more into the category of a sacrament than a sacrifice, especially if one's commitment and discipline are at the service of bringing and transmitting the best that humankind can create for generations to come.

 RELATED ARTICLES


sabato 29 maggio 2021

Addio Carla Fracci: il saluto dell'Arena di Verona

Nel triste giorno della scomparsa di Carla Fracci, l'Arena di Verona esprime il proprio cordoglio e ricorda gli spettacoli più memorabili che hanno visto la "prima ballerina assoluta" esibirsi per il pubblico dell'anfiteatro.

Fondazione Arena di Verona esprime il proprio cordoglio nel giorno della scomparsa di Carla Fracci, étoile, insegnante e coreografa, “prima ballerina assoluta” (New York Times), protagonista di ben trentatré produzioni diverse nei luoghi della musica della città scaligera: oltre al millenario Anfiteatro, il Teatro romano e il Teatro Filarmonico.

«Oggi è un giorno triste, perdiamo una Divina, una vera artista, una stella come poche nella nostra Storia. – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia GasdiaVogliamo omaggiare Carla Fracci ricordando una delle più fedeli e belle collaborazioni con questo grande Teatro, sempre all’insegna della perfezione. Con tutti i lavoratori dell’Arena di Verona voglio esprimere la nostra vicinanza al marito Beppe Menegatti e al figlio Francesco».

Carla Fracci ha intessuto con l’Arena di Verona un rapporto costante e privilegiato lungo cinquant’anni, in una carriera d’eccellenza in spettacoli memorabili, condividendo il palcoscenico con artisti di massimo livello quali Luciana Novaro, Mario Pistoni, Micha van Hoecke, James Urbain, Rudolf Nureyev, Oriella Dorella, Ekaterina Maksimova, Lawrence Rhodes, Vladimir Vassiliev, Luciana Savignano, Gheorghe Iancu, Giuseppe Picone, Roberto Bolle.

"Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze.
Sono stata una pioniera del decentramento.
Volevo che questo mio lavoro non fosse d'élite, relegato alle scatole d'oro dei teatri d'opera. A me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagato"  Carla Fracci

Dal 1954 al 2002 ha portato, spesso per la prima volta in assoluto, tutti i più grandi titoli della danza classica nel grande anfiteatro veronese, con le compagnie di balletto più importanti al mondo, e quindi con il Corpo di Ballo areniano, di cui è stata Direttrice dal 1996 al 1997. Spesso diretta da Beppe Menegatti, regista e compagno di vita, si è esibita sulle coreografie di Béjart, Fokine, Ivanov, Balanchine, Massine, MacMillan, Cranko, Martinez, Gai, Dell’Ara, Bouy, e molti altri.

Con i complessi artistici areniani ha interpretato diverse prime assolute di nuove creazioni contemporanee; nel 1990 ha reso omaggio alla nascita dell’Opera nelle sale dove nacque Orfeo, nella memorabile trasferta al Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2002, per il suo spettacolo inaugurale, Franco Zeffirelli creò appositamente per lei il personaggio di Akmen, narratrice silenziosa ed elegante delle vicende di Aida.

 Carla Fracci e l'Arena di Verona

 Spettacoli all’Arena di Verona, al Teatro Filarmonico, al Teatro romano

1954 – Il Lago dei cigni / Il Fiume innamorato

1954, 1982 – Il Lago dei cigni

1970, 1974, 1985, 1990 – Giselle

1971, 1991 – Romeo e Giulietta

1972 – Coppelia

1973 – Cenerentola

1976, 1979 – Lo Schiaccianoci

1977 – Bolero / Concerto lirico-sinfonico / Serata a tre

1978 – La Bella addormentata

1980 – Parata di stelle internazionali del balletto

1983, 1984 – Excelsior

1986 – Questa è l’Arena, qui è nata Maria Callas / Parata di stelle internazionali della danza

1989 – La Strada

1990 – Orfeo

1995 – Carmen / Sogno di una notte di mezza estate

1996 – Antonio e Cleopatra / Stravinskyana / Gala romantico

1997 – Macebth / La Signorina maestra e il teppista

1999 – Concerto di Gala per Katia Ricciarelli

2002 – Aida

fonte:  www.arena.it

domenica 7 febbraio 2021

TV: Alessandra Mastronardi sarà Carla Fracci, la prima foto sul set

Sono iniziate le riprese di “Carla”, film per la tv in onda prossimamente su Rai1 in cui l’attrice de L’allieva interpreterà la ballerina italiana più famosa di tutti i tempi. La lavorazione coinvolgerà anche il Teatro alla Scala di Milano, per la prima volta sede della produzione di una fiction.

Sono partite ufficialmente le riprese del film tv in cui Alessandra Mastronardi interpreterà il ruolo di Carla Fracci. Il titolo è "Carla" e la lavorazione si sta svolgendo a Roma: l'intento è raccontare la vita e la carriera della più famosa danzatrice italiana, colei che nel 1981 fu definita dal New York Times "prima ballerina assoluta". La messa in onda è prevista prossimamente su Rai1, probabilmente per l’autunno 2021. Sotto, la prima foto sul set.

"Carla", il cast e la trama

Al fianco della Mastronardi, nei panni della celebre étoile troveremo Stefano Rossi Giordani in quelli di suo marito Beppe Menegatti. I due hanno già lavorato insieme sul set de "L'allieva". La produzione è a cura di Rai Fiction e Anele, con la regia di Emanuele Imbucci: a curare la sceneggiatura sono Graziano Diana e Chiara Laudani, con la collaborazione di Emanuele Imbucci e Fabio Scamoni. 
 
Liberamente ispirato all'autobiografia di Carla Fracci "Passo dopo passo – La mia storia", il tv movie si avvale della consulenza diretta della stessa Carla Fracci, del marito e della loro storica collaboratrice Luisa Graziadei. "Carla" racconterà la storia della ballerina dall'infanzia nel dopoguerra nella campagna lombarda: quindi, la giovinezza nella Milano degli anni '50-'60, la carriera che la portò a esibirsi con tutti i più grandi da Rudolf Nureyev a Roberto Bolle, la scelta di diventare mamma.
 
La Scala di Milano per la prima volta set di una fiction

Dopo le prime settimane di riprese a Roma e Orvieto, il set si sposterà a Milano, dover il Teatro alla Scala per la prima volta nella sua storia diventerà la location di una fiction e metterà a disposizione i suoi spazi. Il prestigioso teatro meneghino, del resto, è stato un luogo fondamentale per la carriera della Fracci, che ha mosso i suoi primi passi nell’accademia di danza del Teatro alla Scala nel 1946, si è diplomata nel 1954 ed è diventata prima ballerina nel 1958. In foto: Beppe Menegatti e Stefano Rossi Giordani

lunedì 3 agosto 2020

Danza > Carla Fracci diventa un francobollo: La Live Show Collection Bitstamps

Bitstamps annuncia il primo francobollo della Live Show Collection realizzato in collaborazione con CARLA FRACCI.

La Live Show Collection è dedicata agli appassionati di teatro, opera, balletto, danza e altri spettacoli eccezionali ad alto contenuto artistico. Celebrando le sue icone e la loro straordinaria professionalità, questa collezione commemora le diverse forme di spettacolo che, nel tempo, sono diventate riferimenti culturali ed esperienze imperdibili.

Abbiamo l’onore di inaugurare la Live Show Collection con un omaggio alla Musa della Danza Carla Fracci, che con grazia ed eleganza, ha conquistato il pubblico mondiale.
Senza mai ostentare la sua tecnica perfetta, ha sempre trasmesso al suo pubblico grande sentimento e trasporto musicale, regalando emozioni che solo i grandi artisti riescono a suscitare.

Il sogno di Carla Fracci è divulgare e promuovere la danza e il balletto, che proprio grazie a lei ha raggiunto enorme visibilità al grande pubblico.
Carla Fracci rappresenta un’icona in Italia e nel mondo per la sua grande professionalità e la volontà di impostare la sua carriera sulla continua ricerca in ambito culturale, musicale e innovativo.

E ancora una volta “l’eterna fanciulla danzante” come direbbe Eugenio Montale, ci stupisce proprio sul piano dell’innovazione, contribuendo con questo francobollo digitale a comunicare gli straordinari valori della danza alle nuove generazioni.

Ogni francobollo è un oggetto digitale “singolo” la cui unicità̀, autenticità̀, provenienza e proprietà è garantita dalla tecnologia Blockchain. Il francobolli digitali possono essere acquistati, collezionati, rivenduti o usati per inviare una e-card esattamente come i loro antenati cartacei.
Tutti gli appassionati dello spettacolo, cominciando la collezione, potranno ammirare i loro francobolli, verificare l’andamento della loro raccolta e i francobolli mancanti, decidere se regalarli inviandoli con una ecard o rivenderli nel Marketplace che sarà̀ aperto tra pochi mesi.

Il primo francobollo digitale dedicato a CARLA FRACCI è disponibile a partire dal 30 LUGLIO scaricando la App BITSTAMPS, emesso con una tiratura limitata 2.000 pezzi al prezzo unitario di € 9,99.
I francobolli sono acquistabili direttamente ed esclusivamente tramite l’App BITSTAMPS.

fonte: Sara Zuccari Direttore www.giornaledelladanza.com

giovedì 27 febbraio 2020

Danza: Carla Fracci al Senato per il premio “Genio ed eccellenza italiana nel mondo”

Sabato 14 marzo, nell’Aula di Palazzo Madama, avrà luogo un evento culturale della durata di circa un’ora, che avrà come tema un omaggio alle donne.

Nel corso dell’evento, che inizierà alle ore 11.00, con la conduzione di Andrea Delogu, il Presidente del Senato consegnerà il premio “Genio ed eccellenza italiana nel mondo” a Carla Fracci.

E’ prevista l’esibizione dei primi ballerini e solisti dei corpi di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro alla Scala di Milano, del Teatro Massimo di Palermo e del Teatro dell’Opera di Roma, nonché delle attrici Margherita Mazzucco e Gaia Girace. E’ prevista altresì la partecipazione di alcune scienziate italiane, che si sono particolarmente distinte nelle loro rispettive attività di ricerca.
Accrescere la conoscenza del patrimonio artistico-culturale italiano.

Valorizzare i giovani talenti e le eccellenze del nostro paese. Mettere a frutto le potenzialità di Palazzo Madama come spazio culturale aperto ai cittadini e renderlo parte attiva della vita artistica nazionale.
Sono questi gli obiettivi di Senato&Cultura, la rassegna di eventi – concerti, recital, balletti e incontri coi grandi protagonisti italiani dell’arte e dello spettacolo – con cui, dal febbraio 2019, il Senato apre al pubblico le porte della propria Aula legislativa.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, è realizzata sulla base di un protocollo d’intesa con la Rai-Radio televisione italiana.
fonte:  Sara Zuccari  Direttore www.giornaledelladanza.com

martedì 20 agosto 2019

Buon compleanno alla nostra regina della danza Carla Fracci

Il mio non fu proprio un bell’esordio. Fui quasi scartata. A distanza di anni di lavoro, di danza appunto, sono sicura che ci debba essere qualcosa di innato che conduca a fare la ballerina.“ 
Carla Fracci


Oggi Carla Fracci compie ottantatre anni!
Era il 1954 quando si diplomava alla scuola di ballo della Scala divenendo solo quattro anni più tardi prima ballerina della compagnia e da lì fino ad oggi circa sessant’anni di straordinaria carriera in tutto il mondo. :_“Il suo curriculum è una specie di storia della danza…” scrive Fernanda Pivano, nell’introduzione al testo della fotografa artista Lucia Baldini che l’ha seguita e ritratta dal nelle tappe che vanno dal ’96 al 2005.
In foto: Carla fracci Ritratta da Fiorenzo Niccoli

Immagini dell’eleganza e della bellezza in movimento, la danzatrice sessantenne ancora all’apice di una fulgida carriera! “Sorriso fanciullesco”, “occhi lucidi di passione”, “tanta dedizione alla professione” peculiarità che hanno fatto di lei la più amata danzatrice degli italiani e che, ancora oggi, continuano a contraddistinguerla.

Della sua ricca e lunga carriera mi piace ricordare il suo grande successo nell’interpretazione dei ruoli romantici tale da essere paragonata alla Taglioni. Definita da Alberto Testa la Giselle per antonomasia. Favorita senza dubbio anche dalla sua fisicità, essa ha dedicato tutta la sua carriera allo studio di questo difficile ruolo facendone uno dei suoi cavalli di battaglia per tanti anni, nel mondo. Considerata la danzatrice che più si è avvicinata al personaggio di Giselle, con essa l’interprete scompariva e sulla scena lasciando spazio al solo personaggio. Lei è la vera Giselle!  Compenetrata interamente da tutte le passioni del personaggio, la Fracci ha sublimemente messo in scena i momenti salienti dell’opera come l’assolo d’esordio, la scena della margherita, memorabile è la scena della pazzia dove ha raggiunto il culmine espressivo con un’ineguagliabile pantomima drammatica!

Tra le numerose messe in scena di Giselle, la Fracci ha danzato con il grande Rudolf Nureyev (Teatro alla Scala, 1970), e con Vladimir Vassiliev col quale ha formato una coppia molto affiatata, ma il partner d’eccezione resta senza dubbio il danese Erik Bruhn.
La Giselle danzata con Bruhn sarebbe rimasta indimenticabile tanto che ne è stato realizzato un film nel 1969. Paragonata alle grandi attrici tragiche dell’ottocento, la Ristori e la Duse, é stata definita “danzattrice” per le sue grandi capacità mimiche e attoriali che l’hanno portata negli anni sessanta a cimentarsi anche con il teatro drammatico shakespeariano e non solo, interpretando Titania in Sogno di una notte di mezza estate, Ariel in La tempesta e Nozze di sangue di Garcia Lorca.

Pari predisposizione ha avuto per la televisione in cui è apparsa in numerose trasmissioni e per la pellicola cinematografica, la si ricorda creatrice del personaggio di Giuseppina Strepponi nel film Giuseppe Verdi di Castellani, divina interprete di Tamara Karsavina nel film Nijinsky di Herbert Ross e di una celebre diva del passato nel film Ballerine di P. Ustinov. Icona della danza italiana nel mondo, sempre accanto a suo marito, il regista Beppe Menegatti, ha calcato i palcoscenici più prestigiosi affiancando altre stelle come lei della danza mondiale: invitata a Cuba da Alicia Alonso nel 1974, al Bolscioi di Mosca nel 1986, in Giappone, a New York, a Londra e Parigi. In Italia ha danzato insieme a grandi della danza come Vassiliev, Bortoluzzi, Baryshnikov e Nureyev.

La sua vita è paragonabile ad un leggendario viaggio in compagnia di altri miti della danza e dell’arte. Dieci anni fa affermava:
Ho avuto incontri straordinari, come Visconti, burbero e dolcissimo. Come Herbert Ross, per cui ho fatto la Karsavina nel film Nijinsky. O come Peter Ustinov, con cui ho girato Le ballerine. E la Cederna, e Manzù. E il magnifico Eduardo. In un galà in suo onore, a Viareggio, interpretai Filumena Marturano, proprio il ruolo di Titina, e lui mi mandò un biglietto con su scritto: “ora posso chiamarti sorella”. Ricordo il fascino e l’ironia di De Sica. Voleva affidarmi ne La vacanza il ruolo che poi fece la Bolkan. E rammento le estati con Montale, a Forte dei Marmi. Ci si trovava ogni giorno tra persone come Henry Moore, Marino Marini, Guttuso. Montale disegnava sempre: il mare, le Apuane… Usava tutto, dal vino al rossetto. Mi dedicò una bellissima poesia: La danzatrice stanca. No, io a settant’anni non mi sento affatto stanca. E sono quello che sono anche grazie a loro. 

Un pensiero ancora attuale e adeguato ad esprimere l’essenza del lavoro e del temperamento di questa grande donna della danza mondiale.
fonte:  Fabiola Pasqualitto per www.campadidanza.it