lunedì 27 marzo 2023

Books: "YVES SAINT LAURENT AT HOME. Life with Yves and Pierre" by Marianne Haas

Yves Saint Laurent and Pierre Bergé were worldbuilders of an unparalleled caliber; true tastemakers who approached each interior project with imagination and rigeur, crafting grand spaces infused with personality and provenance. 

Connoisseurs in every sense of the word with a deep knowledge and appreciation for art and interior design, the two built and lived among a spectacular and carefully-considered collection. In close collaboration with world-class designer Jacques Grange, they crafted private spaces full of wonder and enchantment.

Readers are invited to discover the couple’s savoir-faire through the most exquisite photographs of the interiors and gardens of Yves’s Château Gabriel, the dacha in Deauville; the Villa Majorelle in Marrakech; the apartment on rue de Babylone and his maison de couture on avenue Marceau. 

With photographs by Marianne Haas, and texts and special contributions from Jacques Grange, Catherine Deneuve, Betty Catroux, Laurence Benaïm, Louis Benech and other members of Yves’ tribe, the creative couple’s legacy lives on.

"Yves and Pierre are true collectors—the kind of humanists who have survived into the present—who collect with a concern for literary and historical knowledge. Their homes seem to be haunted by countless storybook characters."
Jacques Grange

Jacques Grange is an interior designer and decorator and a graduate of the École Boulle and the École Camondo in Paris. He began his career in the 1970s working alongside Henri Samuel, Didier Aaron and Alain Demachy. His interior design projects have included many private residences in Europe and the United States, including those of H.R.H. Princess Caroline of Hanover, Jean and Terry de Gunzburg, Israel Englander, Robert Agostinelli, Pauline Karpidas, Paloma Picasso, Daniela Memmo d’Amelio, Jérôme and Sophie Seydoux, François Pinault and Ronald Lauder; several hotels, including the Mark Hotel in New York, the Hotel Cappuccino in Palma de Mallorca, Francis Ford Coppola’s Palazzo Margherita in Bernalda in Italy, the Villa Maïa in Lyon and the Cheval Blanc St-Barth; and yachts such as the Pacha III and Pamela V.

Over the course of his long-standing friendship and collaboration with Yves Saint Laurent and Pierre Bergé, Jacques Grange oversaw the interior design of their homes in Paris, the Villa Majorelle in Marrakech, the Villa Mabrouka in Tangier, the Château Gabriel in Benerville as well as the décor of Yves Saint Laurent’s haute couture house in Paris. He has also staged several exhibits for Yves Saint Laurent around the world. Jacques Grange approaches each project with the same enthusiasm, be it a palace, a hotel or cabanas in Portugal.

Photographer Marianne Haas was born in Sursee, Switzerland, and is based between Paris and Zurich. She specializes in portraits of artists and designers, and interiors and gardens.Her work has appeared in Elle Décor, Elle Decoration, Elle, Vogue, Paris Match, Madame Figaro and Architectural Digest. She studied photography in Paris, working for photographer Jean-Marie Périer, before directing the short film “Point le Chat,” which was shown at Cannes Film Festival, the Montreal Film Festival and New York Film Festival, where it received the bronze medal. Her work has been shown at Pierre Passebon’s Galerie du Passage, Gallery Tino Zervudachi and Gallery Pierre-Alain Challier, among others.

Laurence Benaïm is a journalist, writer, publisher, fashion curator and expert who is based in Paris. She has written a number of books and biographies, on Yves Saint Laurent, Marie Laure de Noailles and Jean-Michel Frank, among other subjects. She has written a number of books for Assouline, including Orientalism Style, Yves Saint Laurent: The Impossible Collection, Dior by Yves Saint Laurent and other titles.

source:  https://eu.assouline.com

Roma: in occasione del Transgender Day of Visibility (TdOV) il film “C’è un soffio di vita soltanto” in memoria di Lucy Salani

In occasione del Transgender Day of Visibility (TdOV), venerdì 31 Marzo ore 20:30 al cinema Giulio Cesare per la proiezione speciale di “C’è un soffio di vita soltanto” in memoria di Lucy Salani.  Un evento di Arcigay Roma e Azione Trans con Circuito Cinema. 

Dopo la proiezione Q&A con gli autori Matteo Botrugno e Daniele Coluccini e con Vladimir Luxuria, modera Pietro Turano

Biglietti a prezzo speciale: https://bit.ly/40H2Z3h

 "C’e’ un soffio di vita soltanto"

Trama:

Lucy è una nonna di novantacinque anni.
Nella sua casa, le foto ingiallite dal tempo raccontano l’adolescenza di un ragazzo, che all’epoca si chiamava Luciano, e stava per vivere il periodo più terribile della sua vita.Lucy è la donna transessuale più anziana d’Italia. È una dei pochi sopravvissuti al campo di concentramento di Dachau ancora in vita.Lucy, tramite la sua vita, racconta la storia del Novecento.
Gli eventi della sua turbolenta esistenza diventano la metafora di un’umanità che non si arrende e che fa tesoro del più grande dono della Storia, la memoria, come unico ed imprescindibile punto di partenza.

NOTE DI REGIA:

Abbiamo visto Lucy per la prima volta in un’intervista su YouTube. Si presentava come una persona fuori dagli schemi e la sua storia era assolutamente unica.
È stata uomo e donna, figlio e madre, prigioniero nel campo di concentramento di Dachau, amica, amante, prostituta. La sua vita è stata un saliscendi di eventi, ora tragici, ora più sereni. L’abbiamo scovata nella sua casa popolare nella periferia bolognese, l’abbiamo conosciuta e abbiamo ascoltato per ore la storia della sua vita, decidendo così di realizzare un film su di lei, sulla sua umanità, sul suo coraggio e sul suo indistruttibile attaccamento alla vita.

Per un anno ci siamo immersi nella sua quotidianità fatta di ricordi, incontri e momenti di solitudine. Ci siamo interrogati spesso su come mettere mano su un materiale umano così delicato e prezioso e siamo giunti alla conclusione che la regia dovesse essere messa al servizio della storia e, soprattutto, di Lucy. Siamo rimasti attaccati a lei per far sì che anche lo spettatore potesse vivere quest’esperienza esattamente come l’abbiamo vissuta noi. Anche la scelta delle immagini di repertorio riflette questo approccio. Nessuna immagine di Dachau, né di guerra, né filmati di archivio del periodo nazi-fascista: il repertorio è diventato un modo per tuffarsi nella fantasia di Lucy, nei suoi sogni, nei suoi incubi. 

C’è un soffio di vita soltanto è la storia di un’identità che resiste e sopravvive, malgrado tutto, in un XXI secolo in cui il senso della Memoria sembra affievolirsi di fronte al lento incedere dei fantasmi del passato.

fonte: https://arcigayroma.it  www.azionetrans.org   www.circuitocinema.com

27 marzo Giornata Mondiale del Teatro 2023. Il messaggio di Samiha Ayoub

In occasione della giornata mondiale del Teatro 2023, AGIS si unisce al messaggio della celebre attrice egiziana Samiha Ayoub nel quale ricorda i valori fondativi del teatro e il suo importante ruolo nella comunità. L’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo si riconosce nella riflessione di Samiha Ayoub e per queste ragioni ne diffonde il messaggio fatto proprio anche dal Centro Italiano dell’International Theatre Institute-UNESCO.

Samiha Ayoub è un’attrice egiziana, nata nel quartiere Shubra del Cairo. Si è diplomata all’Istituto superiore di arti drammatiche nel 1953, dove ha seguito l’insegnamento del drammaturgo Zaki Tulaimat. Nel corso della sua carriera artistica ha recitato in circa 170 opere teatrali, tra cui Raba’a Al-Adawiya, Sekkat Al-Salamah, Blood on the Curtains of the Kaaba, Agha Memnon, Il Cerchio di Gesso del Caucaso. Sebbene abbia lavorato soprattutto nel mondo del teatro, ha interpretato molti ruoli anche nel cinema e in televisione. Nel cinema si è distinta per diversi film, tra cui The Land of Hypocrisy, The Dawn of Islam, With Happiness, Among the Ruins. E in televisione ha presentato molte opere importanti, tra cui Stray Light, Time for Rose, Amira ad Abdeen, Al-Masrawiya. Ha ricevuto molte onorificenze da diversi presidenti, tra cui Gamal Abdel Nasser e Anwar Sadat.

«A tutti i miei amici artisti di teatro di tutto il mondo,
Vi scrivo questo messaggio in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, e per quanto mi senta estremamente felice di rivolgermi a voi, ogni fibra del mio essere trema sotto il peso di ciò che tutti noi stiamo soffrendo – artisti di teatro e non- a causa delle pressioni schiaccianti e dei sentimenti contrastanti che suscita la condizione attuale del mondo. L’instabilità è il risultato diretto di ciò che il nostro mondo sta attraversando oggi in termini di conflitti, guerre e disastri naturali che hanno avuto effetti devastanti non solo sul nostro mondo materiale, ma anche sul nostro mondo spirituale e sulla nostra pace psicologica. Vi parlo oggi mentre ho la sensazione che tutto il mondo sia diventato come isole disperse, o come navi che fuggono in un orizzonte denso di nebbia, ciascuna spiegando le vele e navigando senza guida, senza riuscire a vedere nulla dell’orizzonte che dovrebbe guidarle e, nonostante ciò, continuando a navigare, sperando di raggiungere un porto sicuro che la accolga dopo le lunghe peregrinazioni in mezzo a un mare furioso.

Il nostro mondo non è mai stato così strettamente connesso come lo è oggi, ma allo stesso tempo non è mai stato più dissonante e non siamo mai stati così lontani gli uni dagli altri come lo siamo oggi. Qui sta il paradosso drammatico che ci impone la nostra contemporaneità. Nonostante ciò a cui assistiamo rispetto alla convergenza nella circolazione delle notizie e delle comunicazioni che ha portato ad infrangere tutte le barriere dei confini geografici, i conflitti e le tensioni a cui il mondo sta assistendo hanno superato i limiti della percezione logica, creando, in mezzo a questa apparente convergenza, una divergenza fondamentale che ci allontana dalla vera essenza dell’umanità nella sua forma più semplice.

Il teatro nella sua essenza originaria, è un atto puramente umano basato sulla vera essenza dell’umanità, che è la vita. Come diceva il grande pioniere Konstantin Stanislavskij: “Non entrate mai a teatro con il fango ai piedi. Lasciate la polvere e lo sporco fuori. Lasciate le vostre piccole preoccupazioni, i litigi, le piccole difficoltà alla porta assieme ai vostri indumenti esterni- tutte quelle cose che vi rovinano la vita e distolgono la vostra attenzione dalla vostra arte.” Quando saliamo sul palco, saliamo con la sola vita di un essere umano in noi, ma questa vita ha una grande capacità di scindersi e di riprodursi per trasformarsi in tante vite che diffondiamo in questo mondo affinché esso prenda vita, fiorisca e diffonda i suoi profumi.

Quello che facciamo nel mondo del teatro, come drammaturghi, registi, attori, scenografi, poeti, musicisti, coreografi e tecnici -tutti noi nessuno escluso- è un atto di creazione della vita che non esisteva prima di salire sul palcoscenico. Questa vita merita una mano premurosa che la tenga, un petto amorevole che la accolga, un cuore gentile che provi empatia per essa ed una mente sobria che le fornisca ragioni per continuare e sopravvivere.

Non esagero quando dico che quello che facciamo sul palco è l’atto stesso della vita, generata dal nulla, come una brace ardente che brilla nell’oscurità, illuminando le tenebre della notte e riscaldando la sua freddezza. Siamo noi che diamo alla vita il suo splendore. Siamo noi che la incarniamo. Siamo noi che la rendiamo vibrante e significativa. E siamo noi a fornire le ragioni per capirla. Siamo noi che usiamo la luce dell’arte per affrontare l’oscurità dell’ignoranza e dell’estremismo. Siamo noi che abbracciamo la dottrina della vita, affinché la vita si possa diffondere in questo mondo. Per questo mettiamo tutto il nostro impegno, tempo, sudore, lacrime, sangue e nervi, per raggiungere questo alto messaggio, per difendere i valori della verità, della bontà e della bellezza, nel convincimento che la vita meriti veramente di essere vissuta.

Vi parlo oggi, non così per parlare, e nemmeno per celebrare il padre di tutte le arti, il “teatro”, nella sua giornata mondiale. Vi invito piuttosto a stare insieme, tutti noi, mano nella mano, spalla a spalla, per gridare a squarciagola, come siamo abituati a fare sui palcoscenici dei nostri teatri, per far uscire le nostre parole, per risvegliare la coscienza del mondo, per cercare dentro di noi l’essenza perduta dell’umanità. L’essere umano libero, tollerante, amorevole, comprensivo, gentile ed accogliente, che rigetta questa vile immagine di brutalità, razzismo, di conflitti sanguinosi, di un pensiero unilaterale ed estremista. Gli esseri umani hanno
camminato su questa terra e sotto questo cielo per migliaia di anni e continueranno a camminare. Pertanto togliete i piedi dal fango delle guerre e dei conflitti sanguinosi e lasciate questi ultimi all’entrata del palcoscenico.

Forse allora la nostra umanità, che si è offuscata nel dubbio, diventerà di nuovo una certezza che ci renderà tutti orgogliosi di essere umani e di essere fratelli e sorelle nell’umanità.
È la nostra missione, di noi drammaturghi, portatori della fiaccola della luce, sin dalla prima apparizione del primo attore sul primo palcoscenico, di essere in prima linea nell’affrontare tutto ciò che è brutto, sanguinario e disumano, mettendolo a confronto con tutto ciò che è bello, puro e umano. Noi, e nessun altro, abbiamo la capacità di diffondere la vita. Diffondiamola insieme per il bene di un unico mondo e di un’unica umanità». 

fonte: www.teatrostabiletorino.it

martedì 7 marzo 2023

Libri: Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut

L’amour fou regna come non mai nelle pagine di questo libro, autentica rivelazione dell’ultima stagione letteraria francese.

«Degno erede di una tradizione di cui fanno parte Queneau, Prèvert e Romain Gary, Bourdeaut racconta la sua famiglia con ironia e commossa ingenuità, trasmettendo al lettore la sua gioia di vivere che vuole essere più forte di qualsiasi dramma.» - La Repubblica

«Questo romanzo è intriso di ironia e romanticismo e fa apparire la pazzia come un mezzo magico per sottrarsi alla banalità quotidiana.» - Il Foglio

«Nel sorprendente romanzo di Olivier Bourdeaut, mamma, papà e figlioletto travolgono il lettore con un fiume di felicità folle.» - L’Espresso

Ogni mattina Georgette si volta verso lo specchio e saluta la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou, per celebrare in vesti nuove un’altra giornata all’insegna del piacere e della fantasia. La vita per lei non è altro, infatti, che un tourbillon di poesia in cui non c’è posto per le tristezze del mondo. Eccola allora ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e malinconica allo stesso tempo. Eccola entusiasmarsi per ogni piccola cosa, e trovare incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. Eccola trattare il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento. 

Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 in una casa affacciata sull’Oceano atlantico, rigorosamente priva di televisore. Ha potuto così leggere e fantasticare molto. Prima di scrivere Aspettando Bojangles (Neri Pozza, 2016) è stato un disastroso agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici, raccoglitore di fior di sale di Guérande a Croisic. Nel 2018 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Pactum salis, edito in Italia da Neri Pozza.

fonte: www.ibs.it

Libri: Gaia Zucchi in libreria con La vicina di Zeffirelli

In occasione del centenario dalla nascita del famosissimo regista Franco Zeffirelli, ecco “La vicina di Zeffirelli”, l’esordio letterario di Gaia Zucchi disponibile da marzo 2023 in tutte le librerie. 

Pubblicato da De Nigris Editore, questo libro è una autobiografia dell’attrice romana, in cui si racconta del rapporto con il cineasta Zeffirelli, suo mentore e fonte di ispirazione.

Attraverso questo libro Gaia Zucchi si racconta con sincerità ed ironia, fughe dalla normalità, sogni infranti, ma anche segreti e aneddoti di una vita sopra le righe, vissuta però con delicatezza. Un racconto di un’amicizia speciale. 

“Sono molto ottimista, infatti il mio nome mi rappresenta alla perfezione. Sono nata e vissuta a Roma, ma di origini siciliane, quindi simpaticamente fumantina. Alla vita regalo sorrisi e tanto divertimento, ancora oggi si parla delle mie famosissime feste che animavano le notti sull’Appia Antica” – racconta l’autrice -.” Ogni tanto vengo ripagata da incontri casuali che segnano profondamente la mia persona, come quello con il Maestro Franco Zeffirelli che descrivo nel mio primo libro.”

Gaia Zucchi - Attrice romana di origini siciliane laureata in psicologia e successivamente diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, nel corso della sua carriera è stata la protagonista di svariate pellicole, tra cui spiccano “Fermo Posta” di Tinto Bras e “I Volontari” di Domenico Costanzo, e di spot pubblicitari firmati da Paolo Virzì e Marco Risi. Il suo successo come sex symbol lo deve alla sua collaborazione con Tinto Bras e alle copertine di famose riviste internazionali per cui ha posato. É attiva anche in televisione grazie a numerose partecipazioni a fiction di successo come “Carabinieri”, “Distretto di Polizia”, “La Squadra”, “Camera Café”, e al programma “Le Iene” per cui ha realizzato uno spumeggiante quanto iconico servizio coinvolgendo gli esercenti della sua città, Roma. In Teatro è stata diretta da grandi registi del calibro di Attilio Corsini e Luca Ronconi.
Oggi presenta al suo pubblico il suo primo romanzo, “La vicina di Zeffirelli”, edito da De Nigris editori, una sorta di autobiografia costellata da racconti inediti della sua vita privata e del suo brillante percorso professionale.
 
fonte: www.napoliclick.it  Author: Mario Ventre- Napoletano, è appassionato di scrittura, amante degli animali e della musica. Ha una passione sincera per il Calcio, che commenta con una visione molto romantica basata sui suoi veri valori, che non gli impediscono però di scherzarci su.

Cinema: Primadonna, giovane pioniera dei diritti femminili Ispirato a Franca Viola che rifiutò il 'matrimonio riparatore'

Ispirato a un fatto vero, avvenuto nella Sicilia anni Sessanta, arriva in sala dall'8 marzo con Europictures PRIMADONNA, sorprendente opera prima di Marta Savina.

Di scena il racconto romanzato della storia di Franca Viola che nel 1966 rifiutò il 'matrimonio riparatore', previsto dalle leggi dell'epoca dopo la cosiddetta 'fuitina', contestando al suo rapitore e stupratore di essere stata consenziente.

Bisognerà attendere però il 1981 perché il 'matrimonio riparatore', che estingueva il reato di stupro, venga definitivamente cancellato dal codice penale.     Girato in siciliano stretto (con tanto di sottotitoli) il film, già al London Film Festival e ad Alice nella Città (dove ha vinto il Concorso Panorama Italia), racconta appunto di Lia Crimi (Claudia Gusmano), ventun anni, una ragazza semplice e solida che ama dissodare i campi col padre (Fabrizio Ferracane) e ha una sola debolezza: una simpatia per Lorenzo Musicò (Dario Aita), figlio del boss locale. 

Quando Lorenzo, però, la rapisce e la violenta, seguendo il collaudato rituale della 'fuitina', lei non ci sta e lo denuncia ai carabinieri. Da qui iniziano per Lia e la sua famiglia l'inferno del tribunale e la persecuzione da parte di mafiosi e paesani.    

Prodotto da Capri Entertainment con Italia Francia con Medset Film, in associazione con Tenderstories, in collaborazione con Rai Cinema, Vision Distribution e Sky, il film, spiega la regista, "è soprattutto una storia di autodeterminazione femminile. Rispetto alla storia originale certo - aggiunge - è stata fatta un'operazione di lungo rimpasto tanto da far perdere i confini iniziali".     

E ancora Marta Savina, già autrice sullo stesso tema di un corto pluripremiato VIOLA, FRANCA (2017): "Sono partita dall'idea che gli esseri umani sbaglino, al di là del fatto di essere uomo e donna. Non c'è in questo film il vero cattivo. Lo stesso Lorenzo - continua la regista - non è un vero antagonista. Il fatto che si ritrovi a fare cose atroci non dipende neppure da lui. Per lui è normale, solo quando si ritrova in tribunale capisce forse di aver sbagliato".     

Spiega invece la bravissima Claudia Giusmano (La mafia uccide solo d'estate, Guida astrologica per cuori infranti): "Il mio è un personaggio contemporaneo nel quale mi sono completamente immedesimata. Non sono così andata indietro nel tempo, ho raccontato invece Lia come una donna moderna, una donna coraggiosa, una ragazza incosciente che ha subito un'ingiustizia enorme. PRIMADONNA è un film, forse, più per gli uomini che per le donne, perché noi donne conosciamo già tutto quello che la protagonista prova. Lei e il suo stupratore sono poi entrambi vittime, in modo diverso, della società in cui vivono, perché se non sei abbastanza uomo, come nel caso di Lorenzo, vieni comunque giudicato".     

Nel cast del film anche Paolo Pierobon, Francesco Colella, Manuela Ventura, Angelo Faraci e Thony

fonte: di Francesco Gallo www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

SKY > Masterchef, il vincitore Edoardo 'cittadino del mondo' In libreria con Daje!. Ai giovani: seguite il cuore

"Ascoltate il vostro cuore, voi stessi, lasciate stare i giudizi negativi degli altri, rimanete centrati su voi stessi e aperti ad ogni possibilità.

Ognuno è la salvezza di se stesso: picchiate la testa, fate cavolate, ma fate le vostre e siate sempre coscienti, non date retta a nessuno".

E' il consiglio che, rispondendo alle domande dei cronisti in conferenza stampa all'indomani della finale di Masterchef che lo ha incoronato, dà Edoardo Franco, 26 anni, il dodicesimo vincitore del cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy. Ha avuto la meglio sul giovane Antonio "Bubu" Gargiulo e Hue Thi, nella finalissima dello show di Sky. La proclamazione, nell'ultimo episodio di questa stagione, dalla voce di Antonino Cannavacciuolo, uno dei giudici del programma insieme a Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli. "Consegnavo pizze, mi sono licenziato, sono venuto qui, mi sono lasciato, ero disoccupato e ho vinto!".

Ispirato al murale di Keith Haring, nel suo menu Edoardo, entrato a Masterchef come disoccupato e uscito da trionfatore, ha portato i sapori dei tanti viaggi che hanno caratterizzato la sua vita, da Varese alla Scandinavia e la Germania, dove faceva il rider. Con la vittoria dell'edizione numero 12 di MasterChef Italia, Edoardo Franco porta a casa 100mila euro in gettoni d'oro, l'opportunità di pubblicare un libro di ricette che uscirà il 4 marzo dal titolo "Daje! La mia cucina senza confini" con la casa editrice Baldini+Castoldi. Avventuriero e nomade nell'animo, Edoardo ha vissuto per quattro anni ad Edimburgo, un anno a Milano e uno in Svezia, sempre alla costante ricerca di un riscatto. 

Decide di iscriversi a MasterChef Italia con la speranza di dare una svolta alla sua vita, trovare il giusto percorso per realizzarsi. E in previsione c'è anche un taglio di capelli in Piazza Duomo, per rispettare una scommessa fatta con Chef Barbieri, l'appuntamento è per sabato 4 marzo e chef Barbieri. Ci sono altri artisti che lo hanno ispirato, a parte Keith Haring? "Quel menu è stata la prima cosa costruita intorno a un concetto: i miei piatti o sono completamente a caso o ricordo qualcosa che ho assaggiato, pensando a come modificarlo. Ma non sono uno da cosa raffinata: un po' mi considero artista, ma la mia arte deve ancora crescere".

Alla domanda su progetti futuri risponde: "Sicuramente devo lavorare sulla mia autodisciplina e poi vorrei assaggiare tanto, di tante culture. Amo vedere la sostanza, sentirla tra le mani, non sono di quelli che fanno il molecolare, polverine. Alma, non so quando lo farò, devo organizzarmi. Mi piacerebbe anche uno stage in uno stellato, ma soprattutto cercherò l'equilibrio, quello mi manca". Edoardo Franco confessa: "Prima di entrare la mia più grande paura ero io... andiamo lì e vediamo come va. Volevo andare pronto, non sprovveduto. L'ho superata perché dopo due puntate mi trovavo a mio agio con la classe e con i giudici: non volevo tornare a casa. Il punto di forza credo fosse l'adattamento: la mia fortuna è di essere matto come un cavallo. Mi sorprendo tutti i giorni, per le cose più banali: mi ha sorpreso trovare persone così belle". 

Il concetto del menu Tutto Mondo spiega il vincitore di Masterchef Italia è che "tutti a casa mia si sentano a casa: che tu sia musulmano, cattolico, mediorientale, scandinavo, non importa. Voglio che tutti che siano accolti e siano amati". E infine "mi avete visto come casinista all'inizio, io mi sono presentato un po' per illuderli che faccio 'schifo' tanto peggio non poteva andare, mi hanno visto con la salopette (cui tengo tantissimo). Ma vivo da solo da quando ho 19 anni, e ho la passione per la cucina. E' stata una presa in giro positiva: l'attitudine è stata quella di 'Ride bene chi ride ultimo'".

I tre concorrenti, due dei quali, Bubu e Hue, si sono giocati il proprio menu fino alla fine, tirano le somme dell'esperienza. Hue, appena rientrata dal Vietnam, suo paese d'origine, dice: "Il nostro e' stato un percorso umano e culinario. Voglio aprire il mio ristorante, ma prima devo migliorare in cucina"; Bubu parla invece dei suoi impegni futuri: "Io ora voglio viaggiare tanto, scoprire tanto, fare esperienza nei ristoranti, credo che sia importante, sono giovane. Edoardo mi è stato vicino nel momento più delicato della mia esperienza a Masterchef". Mattia definisce il vincitore "un uomo dalle grandi qualità, e' un gentiluomo".

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 3 marzo 2023

Libri: "Compleanno di rivoluzione" di Marco Celada

IL PRIMO VOLUME ITALIANO ALLA SCOPERTA DELL'ASTROLOGIA ATTIVA: UN V IAGGIO TRA STELLE E PIANETI PER RIVOLUZIONARE IL PROPRIO FUTURO.

E se vi dicessero che, trascorrendo il vostro compleanno «nel posto giusto», potreste cambiare le sorti dell'anno a venire? E se vi dicessero che, a seconda di quando e dove siete nati, ci sono luoghi del mondo energeticamente forti, in cui è più probabile che accadano eventi fondamentali per la vostra vita? E se, ancora, vi dicessero che esiste un Indice Ciclico Planetario in grado di darci un'idea di ciò che dobbiamo aspettarci per il futuro del pianeta? (Spoiler: dal 2020 a oggi l'Indice non è proprio confortante!) 

Se non ci credete, sappiate che è scienza. O, meglio, Astrologia Attiva: la disciplina che, parlandoci di Compleanno di Rivoluzione Solare e Astrogeografia, dimostra che scienza e astrologia non sono due opposti inconciliabili ma, al contrario, si completano a vicenda; e ci insegna come, intervenendo attivamente sul nostro Tema Natale (la posizione dei pianeti al momento della nascita), possiamo potenziarne i punti di forza e mitigarne gli aspetti meno favorevoli. Insomma, migliorarci la vita! 

A spiegarci tutto ciò è lo «scienziato dello zodiaco » Marco Celada, fisico cibernetico ed esperto di Astrologia Attiva. Lui stesso, da trent'anni, seguendone i principi, gira il mondo in lungo e in largo - da Chicago a Seul, dall'Alaska alla Nuova Zelanda - per trascorrere il proprio compleanno ovunque, secondo le stelle, si trovi il luogo più favorevole per ri-nascere da un punto di vista astrologico. Curiosi di saperne di più? Allora lasciatevi accompagnare dalle pagine di questo volume in un viaggio rivoluzionario al seguito di stelle e pianeti, per scoprire che l'astrologia è molto più di un semplice oroscopo.

MARCO CELADA è nato a Varese nel 1959, Bilancia ascendente Scorpione. Laureato in fisica cibernetica all'Università degli Studi di Milano, ha lavorato nel settore delle telecomunicazioni per importanti multinazionali per trent'anni, di cui due in sede NATO a L'Aja. Esperto di tecniche di Astrologia Attiva (Rivoluzione Solare e Astrogeografia), è autore, con Antonella Enrica Gramone, del libro TipAstri: l'Italia e i suoi protagonisti visti dallo Scienziato dello Zodiaco, premiato al concorso letterario Casa Sanremo Writers 2016. È stato intervistato da varie testate nazionali e straniere e ha una scuola di astrologia.

fonte: ww.sperling.it

 

Tecnologia: Basta disinformazione su YouTube! Campagna contro la piattaforma di Google

YouTube è uno dei principali canali di disinformazione e misinformaszione online a livello mondiale e non sta prendendo le giuste contromisure per contrastare la diffusione di questa tipologia di contenuti sulla sua piattaforma. 

Lo si legge in una lettera firmata da oltre 80 associazioni che si occupano della diffusione della cultura dell’informazione e della verifica delle notizie, tra cui Full Fact nel Regno Unito e Fact Checker del Washington Post.

YOUTUBE INVITATA AD APPORTARE 4 MODIFICHE

Per disinformazione si intende la distribuzione deliberata di informazioni false con la volontà di ingannare le persone, mentre la misinformazione è quando un'informazione fuorviante, imprecisa o completamente falsa viene diffusa senza l'esplicita intenzione di ingannare. Entrambi questi termini, anche se spesso usati in modo intercambiabile, rappresentano certamente un pericolo per la società.

YouTube sta permettendo alla sua piattaforma di essere utilizzata come arma da parte di attori senza scrupoli per manipolare e sfruttare gli altri, e per organizzarsi e raccogliere fondi. Le misure attuali si stanno rivelando insufficienti.

Questo è un estratto della lettera inviata all'amministratore delegato di YouTube, Susan Wojcicki, in cui YouTube viene descritto come "principale veicolo" di notizie false e in cui la società di proprietà di Google, che nei mesi scorsi ha annunciato delle iniziative volte a contrastare le fake news, viene esortata ad apportare quattro importanti modifiche alle sue politiche:

  • un impegno a finanziare la ricerca indipendente sulle campagne di disinformazione sulla piattaforma
  • fornitura di collegamenti a confutazioni all'interno di video che distribuiscono disinformazione e misinformazione
  • impedire ai suoi algoritmi di promuovere i recidivi
  • fare di più per affrontare la disinformazione nei video anche in altre lingue, non solo quelli in lingua inglese

Ci auguriamo che prenderai in considerazione l'idea di implementare queste idee per il bene pubblico e al fine di rendere YouTube una piattaforma che fa davvero del suo meglio per impedire che la disinformazione e la misinformazione vengano utilizzate come armi contro i suoi utenti e la società in generale.

Nella lettera, inoltre, si sottolinea il fatto che YouTube non sia capace di prendere rimedi contro la disinformazione diffusa in modo particolare in Paesi dell'America Latina, dell'Asia e dell'Africa.

LA RISPOSTA DI YOUTUBE

Dal canto suo, YouTube ha sottolineato di avere delle precise linee guida volte a contrastare "alcuni tipi di contenuti fuorvianti o ingannevoli" che vengono banditi dalla piattaforma e che già a partire dalla fine del 2020 ha preso importanti provvedimenti per reprimere la disinformazione sul Covid e sulle vaccinazioni e da qualche mese ha del tutto vietato questo tipo di contenuti.

Elena Hernandez, portavoce di YouTube, ha risposto a questa lettera affermando che la società ha già investito molto in politiche volte alla riduzione della diffusione della disinformazione definita "borderline":

Nel corso degli anni, abbiamo investito molto in politiche e prodotti in tutti i Paesi in cui operiamo per connettere le persone a contenuti autorevoli, ridurre la diffusione della disinformazione borderline e rimuovere i video che violano le linee guida.

Come conseguenza, conclude la Hernandez, ci sono stati importanti progressi in tal senso e la società resta comunque impegnata a ricercare modalità significative per migliorare e rafforzare il lavoro con la comunità di fact checking.

fonte: >>  FONTE   Antonio Monaco www.hdblog.it

Libri: "Raffasofia. Per trovare la felicità-tà-tà (l'accento sulla A)" di Marina Visentin

Io sono qua
L’orchestra c’è
Maestro vai!
Felicità-tà-tà
L’accento sulla A

Se i filosofi che nei secoli si sono arrovellati sulla questione avessero avuto la tivù, avrebbero trovato in Raffaella Carrà l’anello mancante tra gli esseri umani e la felicità. Così spontaneamente libera da giudizi e pregiudizi e aperta all’inclusività da aver acceso arcobaleni su schermi ancora tutt i in bianco e nero.  
Così abilmente in equilibrio tra incoscienza e virtù – Tanti auguri docet – da rappresentare perfettamente il valore della medietà, uno dei fondamenti della felicità secondo la “gente più competente”.
Insieme alla condivisione, come canta in Chi l’ha detto: «Il segreto è che la luce sono quelli intorno», e qui persino Aristotele applaudirebbe.Ben prima che le Cinquanta sfumature solleticassero i desideri segreti delle donne, Raffa ha gettato i falsi pudori alle ortiche, perché «è bello far l’amore da Trieste in giù».
La verità è che in ognuno di noi sonnecchia una Carrà: una sfera di gioia e sete di libertà, di immense potenzialità e capacità di relazionarsi con gli altri, di autostima e rispetto per le differenze del mondo. Insomma proprio questioni da filosofi . Ed è una filosofa pop a svelarci la formula per far risplendere la Raffa che è in noi e trovare la strada della felicità (tàtà) al ritmo delle sue canzoni.


«La mia frase preferita è:
Puoi togliere tutti i fiori,
ma non puoi togliere
la primavera».
Raffaella Carrà


fonte: www.amazon.it  

martedì 28 febbraio 2023

Cinema: Giancarlo Giannini avrà la sua stella nella Walk of Fame di Hollywood

IPA
Il 6 marzo 2023 sul marciapiede che celebra le star dello spettacolo verrà posata la famosa mattonella con il suo nome

Giancarlo Giannini avrà la sua stella nella Walk of Fame di Hollywood.

Il 6 marzo 2023 sul marciapiede, che celebra le star dello spettacolo verrà posata la famosa mattonella con il nome del noto artista italiano. L'omaggio di Hollywood all'attore di "Mimi metallurgico ferito nell'onore", "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" e di molti altri classici della cinematografia italiana, era stato annunciato nel 2020, ma poi rimandato per la pandemia.

E adesso è giunto il momento di rispettare la parola data all'attore candidato all'Oscar per 'Pasqualino Settebellezze' di Lina Wertmüller. Per lui e per l'Italia si è quindi accesa una nuova meritata stella nella celebre "passeggiata hollywoodiana delle celebrità". Lo stesso riconoscimento è andato anche a Luciano Pavarotti: la sua stella rossa su fondo nero è stata posata nell'agosto del 2022.

Proprio alla regista e amica, morta a dicembre 2021, che lo ha diretto nella pellicola con cui è arrivato alle candidature per l'Oscar, Giannini ha dedicato questo riconoscimento, quando ormai tre anni fa gli era stato anticipato. La stessa Wertmüller è molto amata e celebrata nel cuore di Hollywood: nel 2019 ha vinto l'Oscar per la carriera e avuto anche lei la sua stella sulla Walk of fame. A questa coppia artistica verrà dedicata la giornata del 3 marzo, con due proiezioni al Chinese Theatre, a due passi dal Dolby Theatre dove si assegnano gli Oscar. L'attore e doppiatore, che sarà ovviamente presente, è il sedicesimo italiano a far brillare il suo nome sul marciapiede più famoso del cinema mondiale, il secondo attore dopo Rodolfo Valentino. 

Ecco quali sono le altre quattordici stelle tricolori che già brillano sulla celebre passeggiata: Gina Lollobrigida, Rodolfo Valentino, Sophia Loren, Enrico Caruso, Arturo Toscanini, Renata Tebaldi, Beniamino Gigli, Andrea Bocelli, Anna Magnani, Annunzio Paolo Mantovani, Ezio Pinza, Licia Albanese, Bernardo Bertolucci e Ennio Morricone.

Lo sbarco a Hollywood, nel 1975 con "Pasqualino Settebellezze", candidato a ben quattro Oscar e con Wertmuller prima donna a ricevere la nomination nella categoria della regia, fu per Giannini un vero e proprio trampolino verso una nuova vita artistica e personale da attore internazionale. E così ecco arrivare "Lili Marleen" di Fassbinder (1980) e poi le collaborazioni con registi quali Coppola, Ridley e Tony Scott, Richard Brooks e Alfonso Arau, fino a diventare personaggio fisso in due film della saga di James Bond nei panni dell'ambiguo francese Renè Mathis in "Casino Royale" e "Quantum of Solace". Fino a mettere al servizio di Barry Levinson il suo talento da inventore creando il mitico giubbotto elettronico per Robins Williams in "Toys" del 1992.

Giannini sarà anche uno dei prestigiosi protagonisti dell'ottava edizione di Filming Italy - Los Angeles che si terrà dal 28 febbraio fino al 3 marzo 2023 a Los Angeles, in collaborazione con APA (Associazione produttori audiovisivi) e sotto gli auspici del consolato generale d'Italia a Los Angeles.

Creato e organizzato da Tiziana Rocca, Agnus Dei e dall'Istituto italiano di cultura Los Angeles, Filming Italy - Los Angeles oltre a promuovere l'Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana attraverso il suo cinema, l'internazionalizzazione dei prodotti dell'audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali tra i vari registi, produttori ed artisti. 

Al grandissimo attore, orgoglio del Cinema italiano nel mondo, verrà consegnato il Filming Italy Achievement Award la sera del 3 marzo, mentre il 6 marzo avrà luogo la cerimonia di posa della Stella a lui dedicata. Per l'occasione, il Filming Italy proietterà una maratona di film a lui dedicati. Il Filming Italy - Los Angeles non può che essere dedicato alla memoria di Gina Lollobrigida, indiscussa diva e icona dell’italianità a livello globale. Grandissima amica del Filming Italy - che già nel 2018 si era adoperato per l'assegnazione della sua Stella sulla Walk of Fame - in suo ricordo avrà luogo una maratona di film che la vedono protagonista, come "Pane, amore e Fantasia" e "Pane, amore e gelosia" di Luigi Comencini. 

fonte: www.tgcom24.mediaset.it

Social, ecco Meta Verified. Dalla spunta blu all’assistenza, le novità per Fb e Instagram

Mark Zuckerberg ha annunciato il lancio di un servizio a pagamento per entrambe le piattaforme, che permetterà di avere gli account verificati, una protezione extra contro i furti di identità e anche un accesso rapido al servizio di assistenza. Una svolta che sembra ricalcare quella messa in atto da Elon Musk con Twitter Blue

Facebook e Instagram come Twitter. Il numero uno di Meta, Mark Zuckerberg, che controlla entrambi i social network, ha annunciato il lancio di un abbonamento a pagamento da 11,99 dollari al mese per autenticare il proprio account sulle piattaforme. 

Una svolta che assomiglia molto a Twitter Blue, il servizio a pagamento lanciato da Elon Musk nelle scorse settimane per il suo social che prevede la verifica dell’account e alcune funzioni premium, come la possibilità di modificare i tweet, scriverne di più lunghi e caricare video di 60 minuti.

Cosa sappiamo

Meta Verified sembra essere molto simile: infatti, permetterà di “autenticare il proprio account con un documento, avere una spunta blu, avere protezione extra contro i furti di identità e accesso rapido all'assistenza”, ha dichiarato Zuckerberg nel suo canale broadcast su Instagram. Il servizio, che sarà disponibile soltanto per gli utenti con più di 18 anni, debutterà già in settimana in Australia e Nuova Zelanda. Meta però ha specificato che non apporterà modifiche agli account già verificati e che le aziende non potranno ancora richiedere la spunta tramite il nuovo programma. Secondo “The Verge”, ci saranno adesivi esclusivi per storie e reel per gli iscritti al programma “Verified”, ma anche 100 stelle gratuite al mese, ovvero il coin digitale di Meta per donare ai creator sui social. Chi pagherà per un solo social si vedrà comunque coperto anche l'altro. 

La rottura di un tabù

Per Zuckerberg il passaggio ad una versione a pagamento sembra essere la rottura definitiva di un tabù, visto che sin dalla nascita di Facebook il suo fondatore ha sempre cercato di difendere l'idea che il social network dovesse quanto più a lungo restare gratuito, costruendo un modello di business fondato sulle inserzioni online. Zuckerberg aveva cominciato a parlare di un servizio a pagamento già nel 2018, senza però mai passare dalle parole ai fatti. L'annuncio, perciò, sembra aprire una nuova pagina nella storia di Meta. 

fonte: https://tg24.sky.it  ©IPA/Fotogramma

Libri: La mia vita con Dalí di Amanda Lear

«Da questo momento non ci lasceremo mai, lo sa?» 

Con queste parole Salvador Dalí saluta Amanda Lear dopo il loro primo pranzo insieme a Parigi. Si erano conosciuti soltanto la sera prima, un giorno d’ottobre del 1965, in un ristorante di rue Princesse: lei giovane studentessa di Belle Arti che aveva da poco cominciato a posare come modella per pagarsi l’affitto e le lezioni di disegno; lui genio indiscusso del surrealismo all’apice del successo internazionale.

Le prime impressioni che l’artista sortisce su Amanda Lear non sono affatto lusinghiere, lo considera presuntuoso nei suoi modi cerimoniosi e ridicolo con quei suoi baffi impomatati, ma il fascino che emana la sua figura, la sua estrema vitalità, il suo modo di osservare la realtà finiscono per conquistarla. 

«Lei ha proprio un bel cranio» sarà il primo, bizzarro complimento che le rivolgerà: nessuno le aveva mai detto che aveva un bel cranio. Comincia così una relazione che durerà più di quindici anni: Amanda Lear diventerà per Salvador Dalí una «musa», un «angelo», un «papavero orientale» da proteggere, amare e trasfigurare nei suoi dipinti.

La mia vita con Dalí racconta questa storia: l’incontro tra due destini che hanno saputo sconcertare il mondo, che lo hanno reso più visionario, che hanno cambiato il modo di pensare la parola «amore».

Amanda Lear è una pittrice, cantante, attrice e conduttrice televisiva.

fonte: www.ilsaggiatore.com 

Moda: Carmen Dell'Orefice posa nuda a 91 anni, 'si cresce ogni giorno'. Super model più anziana del mondo in copertina rivista New You

A 91 anni Carmen Dell'Orefice continua a stupire.

La modella statunitense posa infatti nuda per la rivista New You la quale le ha dedicato un profilo assieme ad un'altra icona della moda, Beverly Johnson, 69 anni.

Le due donne hanno parlato delle loro lunghe carriere e di come non lasciano che l'età detti legge sulle loro rispettive idee di bellezza. "Si cresce ogni giorno - ha detto Dell'Orefice - e non siamo finiti fino al giorno in cui siamo finiti. Si impara qualcosa ogni giorno e si cambia di continuo come le lancette di un orologio". Ha aggiunto che il tempo passa ma non si riesce a vedere le lancette che si muovono. 

"Ecco cosa accade agli esseri umani quotidianamente, sta tutto a come si gestisce e si accetta il cambiamento". Riguardo al suo nudo, la modella ha detto che si 'tratta della percezioni di ciò che gli altri vedono'. "Siamo qui - spiega - accade una sinergia e la si esalta. E' dove è la mente. La mente del fotografo è alta, non è spazzatura. E' tutta una proiezione. Siamo tutti attori silenziosi, ecco di cosa si tratta alla fine". (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA NEW YORK  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 17 febbraio 2023

Libri: Matcha al veleno di Stefania Viti

Un delitto durante la cerimonia del tè. La gratitudine può essere il miglior movente? La prima indagine della giornalista Nora Valli.

«Gigi sapeva che Nora non l’avrebbe deluso, che sarebbe andata fino in fondo. Sapeva che per lei non c’era in ballo solo la morte della Cattaneo. Nora aveva bisogno di fare i conti con la morte per fare i conti con se stessa e con tutto il mondo che si portava dentro»

Milano, fine febbraio. Nel cuore di Brera, il maestro Yamafuji Sowa inaugura la nuova sede della scuola del tè Tsubaki celebrando il koicha temae, l’esclusiva cerimonia durante la quale gli invitati degustano una miscela pregiatissima da un’unica tazza. Per l’occasione, sono state chiamate le personalità più in vista della comunità nipponica – cantanti liriche, attrici di teatro No- e altre esponenti del mondo della cultura – nonché alcune appassionate della Milano bene, tra le quali spicca Ludovica Cattaneo, mecenate e regina dei salotti cittadini. 

Ma, inaspettatamente, qualcosa va storto: dopo aver bevuto, la donna si accascia sui tatami in seguito a un malore. A prima vista sembrerebbe trattarsi di un infarto, ma Nora Valli – intrepida giornalista di moda, amante del Giappone e rigorosa cultrice dello smalto rosso – intuisce subito che l’espressione della vittima tradisce una sofferenza di altra natura. 

Ma quale potrebbe essere, allora, la causa del decesso? E chi, tra i raffinati ospiti della cerimonia, potrebbe essersi macchiato di un simile delitto? Costantemente in bilico tra passioni opposte – rincorsa da Agata, la sua direttrice, e spronata da Gigi, il suo mentore e caporedattore della cronaca –, Nora decide di seguire l’istinto per sbrogliare la matassa di un caso apparentemente irrisolvibile, cercando al tempo stesso di mettere ordine nel suo cuore in tumulto: ad avere la meglio sarà il fascino sfuggente del collega Arturo, oppure il misterioso charme del commissario Malacarne? 

Stefania Viti, giornalista, si è laureata in Lingua e Letteratura Giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e ha vissuto a Tokyo per circa dieci anni. Qui ha lavorato come editor nella rivista giapponese “amarena” e collaborato con numerose testate italiane. Si occupa di Giappone contemporaneo e i suoi articoli sono pubblicati su testate nazionali e internazionali. Segue, inoltre, progetti di comunicazione in ambito italo-giapponese. È vicedirettore della testata “ArteCibo” web-magazine in italiano, giapponese e inglese dedicato all’agroalimentare italiano d’eccellenza. È membro dell’AISTUGIA (Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi). Per Feltrinelli ha curato il volume Il Sushi uscito nella collana "Real Cinema" insieme al DVD "Jiro e l’arte del sushi". Con Gribaudo ha pubblicato L’arte del Sushi (2015), edizione ampliata, aggiornata e illustrata del primo volume, Il sushi tradizionale (2016) e Noto. Libro-taccuino per gli appassionati di viaggi e cultura giapponese (2021). Nel 2023 esce per Sonzogno, Matcha al veleno.

fonte: www.lafeltrinelli.it

Moda: Lavinia Biagiotti, torno al Piccolo con Abbagnato. Sfilata film Balletto con Tissi per 25 anni sinergia con teatro

"Sono grata di poter tornare al Piccolo Teatro, un luogo così amato, e di testimoniare la forza di un legame che dura da 25 anni insieme alla bellissima sinergia che lega la mia famiglia e la mia azienda ad uno dei luoghi simbolo della cultura italiana ed internazionale nella sua ottica più innovativa e sperimentale".

Lavinia Biagiotti, presidente e ceo del Biagiotti Group, ha annunciato oggi al telefono all'ANSA, che tornerà a presentare la sua moda nel Piccolo Teatro di Milano, con un evento che si terrà lunedì 20 febbraio sullo storico palcoscenico meneghino, dove oltre a presentare la collezione Laura Biagiotti autunno/inverno 2023/24, ospiterà con un format innovativo e immersivo, un evento di moda, teatro e danza.

Ad esibirsi sul palcoscenico del Piccolo sarà Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma e Jacopo Tissi, già primo ballerino del teatro Bolshoi, primo ballerino ospite del Teatro alla Scala, etoile ospite al teatro dell'Opera di Roma". 

La sinergia tra presentazione digital e show fisico verrà declinata con codici nuovi: un fashion film con l'intera collezione Autunno/Inverno verrà girato al Teatro Studio Melato e rivelato nell'ambito della Milano Fashion Week lunedì 27 febbraio alle ore 12.00. Un evento al termine delle riprese offrirà la visione di un'anteprima dell'inverno Biagiotti 23/24 e suggellerà i 25 anni delle sfilate del marchio romano nel Piccolo Teatro. (ANSA)

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Genova: al Teatro Akropolis, Bernardo Casertano in "Romeo e Giulietta" Sharing della residenza artistica

"ROMEO E GIULIETTA" di e con: Bernardo Casertano
Durata: 70 minuti

Bernardo Casertano affronta, assieme ai giovani attori e performer che lavoreranno con lui durante la residenza a Teatro Akropolis (info e candidature in questa pagina), il testo di una delle opere più famose di William Shakespeare.

Nato a Caserta, la formazione artistica di Bernardo Casertano è segnata da: Eugenio Barba, Giancarlo Sepe, Danio Manfredini, Sabino Civilleri, Manuela Lo Sicco (compagnia Sud Costa Occidentale di Emma Dante), Roberto Latini, Jean Paul Denizon, Roberto Castello.
Dino, prima prova alla regia, è il primo tassello di una trilogia sulla condizione umana, menzione speciale come miglior spettacolo straniero all’International Theatre Forum “Alter Ego” Sofia (Bulgaria); seguito da Caligola-Assolo.1 che apre la XV edizione del Festival Opera Prima (Rovigo) come vincitore del bando “IN METAMORFOSI – Residenze per la ricerca teatrale 2019”. Charta completa la trilogia, ispirandosi ad Affabulazione di P.P. Pasolini ed a Pinocchio nella trasposizione di Carmelo Bene.

Al cinema ha lavorato con Alessandro Dalatri, Paolo Genovese, Manetti bros, Paolo Vari, Carlo Verdone, Alessandro Avellino, Alessio Cremonini, Francesco Vicario.
La ricerca di Casertano in ambito teatrale è orientata verso la centralità del corpo come via primaria di espressione.

OPEN CALL

Bernardo Casertano, in occasione della residenza artistica che si svolgerà a Teatro Akropolis dal 3 al 10 marzo 2023 per la creazione del nuovo spettacolo Romeo e Giulietta, apre la sua ricerca a 5 attori/performer under 35, che avranno la possibilità di lavorare con lui condividendo il processo creativo alla base dello spettacolo. Al termine del lavoro uno o più partecipanti saranno coinvolti nella restituzione pubblica programmata a Teatro Akropolis il 10 marzo.

Date: 3-10 marzo 2023
Orari: dalle 11 alle 17 (con 1 ora di pausa)
Costo: gratuito


Esperienza richiesta: dimestichezza con il lavoro sul corpo e esperienza sull’uso della voce.
Per candidarsi è necessario compilare il form sottostante.
Scadenza candidature: 21 febbraio

I biglietti prenotati possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria presente nelle sedi di spettacolo a partire da 1 ora prima dell’inizio.
I biglietti prenotati e non acquistati entro 20 minuti dall’inizio dello spettacolo ritorneranno disponibili.

Tutti i campi contrassegnati con * sono obbligatori / All fields marked with with * are required.
 

Matilda De Angelis, farò scoprire Lidia Poet prima avvocata. Dal 15 febbraio su Netflix

Arriva su Netflix il 15 febbraio 'La legge di Lidia Poet', diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire.

La protagonista è Matilda De Angelis, nel ruolo della prima donna iscritta all'Albo degli Avvocati d'Italia.

Non è una biografia e neppure una ricostruzione storica, anche se è storica l'ambientazione nella Torino di fine Ottocento, in luoghi iconici e molto d'epoca della capitale subalpina, così come i costumi eleganti, perfetta riproduzione della moda di quegli anni, in mostra al Museo Nazionale del Cinema di Torino fino al 20 febbraio. 

C'è anche la denuncia, perché - sottolinea il regista Rovere - la parità di genere è ancora un obiettivo da raggiungere. Lidia Poet s'iscrive all'Ordine, ma la Corte d'appello di Torino dichiara illegittima l'iscrizione sostenendo che "una donna non può esercitare l'avvocatura". Lei non si arrende e collabora con il fratello Giovanni Enrico, mettendo al centro la difesa dei diritti dei minori, degli emarginati e delle donne. Solo nel 1920 - all'età di 65 anni - entra finalmente nell'Ordine, diventando ufficialmente la prima avvocata d'Italia. 

Ognuno dei sei episodi della serie, prodotta da Groenlandia, ruota intorno a un caso, un omicidio, su cui Lidia indaga con metodi moderni, come le impronte digitali, ma si scontra con un sistema legale rigido e maschilista. La sceneggiatura leggera, scorrevole, sempre con una punta di ironia, è di Guido Iuculano, Davide Orsini, Elisa Dondi, Daniela Gambaro e Paolo Piccirillo. 

Accanto a Matilda De Angelis, Eduardo Scarpetta, giornalista della Gazzetta Piemontese di cui si innamora e che a volte la affianca nelle indagini e Pier Luigi Pasino, il fratello di Lidia, Enrico, anche lui avvocato.     

Lidia rappresenta la trasgressione anche nella vita sessuale, libera, divisa tra il giornalista Jacopo Barberis (Scarpetta) e l'amante (Dario Aita). Sara Lazzaro è la moglie di Enrico Poet, Teresa, tradizionalista, mentre Sinéad Thornhill è la giovanissima Marianna Poët, che simpatizza con la zia, come lei ribelle.. "E' un grande onore potersi avvicinare alla caratura di una donna che ha fatto la storia del femminismo. Questa storia è il pretesto per farla conoscere. Di questa donna si sa davvero poco, abbiamo lavorato con fantasia, immaginazione, empatia, partendo da poche informazioni. 

Ho cercato di darle più sfumature possibili, di renderla determinata e leggera allo stesso tempo, anche fragile, fallibile", spiega Matilda De Angelis. "Questa serie è un prodotto popolare, che parla di temi attuali. Lidia soffre, ma si diverte, la sua è una battaglia che cerchiamo di raccontare con tono leggero. E' un personaggio contemporaneo, portatrice di un tema spesso, complesso" dice il regista Matteo Rovere. "Ci siamo divertiti, una bella squadra. Il mio è un personaggio di fantasia, non esiste. Mi sono rifatto al copione. C'è il gioco con lei: Lidia attinge alle mie notizie e io posso fare qualche scoop" aggiunge Scarpetta, mentre gli sceneggiatori raccontano di essersi imbattuti nella figura di Lidia Poet mentre stavano lavorando sulla Torino dell'800.

fonte: di Amalia Angotti ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

venerdì 10 febbraio 2023

Il Leone d'oro "Tutta la bellezza e il dolore" arriva al cinema La Compagnia di Firenze

In programma dal 12 febbraio il documentario intimo ed emozionante della regista premio Oscar 

Le hanno detto che la sua fotografia non era arte, le hanno detto di stare zitta, le hanno detto che per quelli come lei, nel mondo, non c’era posto. Nan Goldin si è fatta strada nella vita con le unghie e con i denti, fino ad affermarsi come una delle più influenti fotografe contemporanee e come attivista di fama internazionale.

Laura Poitras, regista vincitrice dell’Oscar come Miglior Documentario con Citizenfour (2015), in Tutta la bellezza e il dolore racconta - dal 12 febbraio al cinema La Compagnia di Firenze in lingua originale - l’epopea umana e artistica di Goldin a partire dalla sua battaglia contro la famiglia Sackler, tra le maggiori responsabili della crisi degli oppioidi che negli ultimi venticinque anni ha causato negli Stati Uniti un incremento costante di morti per overdose da farmaco. 

 

Il doc ha vinto il Leone d’oro come Miglior Film a Venezia 79 ed è candidato come Miglior Documentario ai prossimi Premi Oscar.
 

All’inizio sono stata attratta dalla storia terrificante di una famiglia miliardaria che ha consapevolmente creato un’epidemia e ha successivamente versato denaro ai musei, ottenendo in cambio detrazioni fiscali e la possibilità di dare il proprio nome a qualche galleria. Ma mentre parlavamo, ho capito che questa era solo una parte della storia che volevo raccontare, e che il nucleo del film è costituito dall’arte, dalla fotografia di Nan e dall’eredità dei suoi amici e della sorella Barbara. Un’eredità di persone in fuga dall’America.

In Tutta la bellezza e il dolore (All the Beauty and the Bloodshed) grazie all’utilizzo di diapositive, fotografie, dialoghi intimi e filmati finora inediti, le azioni del gruppo P.A.I.N., fondato da Goldin per denunciare i Sackler e togliere lo stigma sulla dipendenza, si intrecciano con le sue vicende biografiche passate.

Un percorso di vita tumultuoso e appassionante – dal difficile rapporto coi genitori al trauma per il suicidio della sorella Barbara, dalla fuga di casa alle difficoltà economiche, fino alla progressiva affermazione – che attraversa i decenni e i temi mescolando vicende personali e spaccato sociale. E che ha donato a Nan Goldin uno sguardo unico sulla realtà e la capacità di intravedere e sublimare con la sua arte ciò che la sua compianta sorella aveva sempre davanti agli occhi: tutta la bellezza del mondo, tutto il suo dolore.

VAI ALLA SCHEDA COMPLETA DEL FILM

IL PROGRAMMA AL CINEMA LA COMPAGNIA DI FIRENZE
DOMENICA 12 FEBBRAIO, ORE 15.00, 19.00 E 21.00
LUNEDÌ 13 FEBBRAIO, ORE 16.00, 18.30 E 21.00
MARTEDÌ 14 FEBBRAIO, ORE 15.00 E 17.15

LINGUA: v.o. sott. ita
INGRESSO: 6€ intero, 5€ ridotto, 3€ con tessera Firenze al Cinema (solo spettacoli segnalati nella newsletter di Firenze al Cinema)

fonte: www.mymovies.it

Libri: Sull'isola di Federico Baccomo

Marta sta per salire su un aereo. La meta è una piccola isola greca semidisabitata e battuta da una pioggia incessante, un posto incontaminato in cui è chiamata a realizzare un ambizioso progetto professionale destinato a cambiare le sorti del luogo e della sua carriera.

Ma questo viaggio, per Marta, è qualcosa di più di una trasferta di lavoro. Da quando si è spezzato qualcosa nel rapporto con il marito – precipitato in una depressione da cui sembra incapace di uscire – Marta si sente svuotata, priva di risorse. Le farà bene starsene lontana per un po’. A farle compagnia solo un vecchio romanzo ingiallito preso all’ultimo istante in aeroporto.

Lei e Diana, la protagonista, hanno molto in comune: sono entrambe in fuga, ed entrambe alla ricerca di qualcosa che le riporti in vita dopo un periodo di stallo. Ma la sovrapposizione non si ferma qui: le corrispondenze, all’inizio curiose, si moltiplicano in modo inquietante… Come inquietante, e affascinante al tempo stesso, è la presenza di un misterioso uomo che dell’isola sembra conoscere ogni segreto. Ben presto, quella che doveva essere una semplice parentesi – di lavoro, di riflessione – diventa per lei l’occasione di un’implacabile resa dei conti: con il marito, con il suo capo, con se stessa. Fino all’estremo delle sue possibilità.

In questo romanzo sorprendentemente generoso, Baccomo fa confluire i suoi molteplici talenti: una scrittura spigliata dai dialoghi perfetti, la finezza psicologica, l’arguzia, l’attitudine introspettiva coniugata alla capacità di concepire un intreccio in cui si alza sempre la posta per lasciare il lettore senza fiato.

Federico Baccomo è nato a Milano nel 1978. È autore di diversi romanzi, tra cui Studio illegale (Marsilio, 2009), Woody (Giunti, 2015) e Che cosa c’è da ridere (Mondadori, 2021). Oltre ai romanzi, scrive per il cinema, il teatro e la televisione

fonte: www.mondadori.it

Cultura > Scala: nasce la piattaforma streaming del teatro milanese. Primo spettacolo in diretta I vespri siciliani a San Valentino

La Scala diventa anche un 'Netflix' dell'opera e non solo, ovvero una piattaforma streaming dove si potranno vedere gli spettacoli del teatro milanese.

Già ora è possibile iscriversi a LaScala.tv, mentre i primi contenuti saranno caricati dal 9 febbraio.

Il primo spettacolo in diretta sarà invece I vespri siciliani, che debutterà a San Valentino, in un nuovo allestimento con la regia di Hugo de Ana, la direzione di Fabio Luisi e il soprano Marina Rebeka come protagonista. Il 9 febbraio inizierà anche la vendita dei biglietti per la visione sul sito dei Vespri e di altri titoli on demand.

Chi è già iscritto alla newsletter del Teatro potrà utilizzare le stesse credenziali per accedere alla piattaforma. 

Si tratta di un modo per permettere a chi già frequenta il teatro di avere dei contenuti in più, rivedere alcuni spettacoli o recuperarne altri che non avevano ancora visto ma soprattutto un modo per ampliare il pubblico, non solo all'estero ma anche ad esempio per i ragazzi delle scuole per cui è in programma un progetto speciale con prove e spettacoli visibili in streaming, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo. 

Le dirette streaming di opere, balletti e concerti vengono effettuate con nove telecamere che sono state installate in teatro durante la pandemia. Negli intervalli gli spettatori, accomagnati dall'autore e regista Mario Acampa, potranno vedere il dietro le quinte a conoscere i protagonisti e i segreti dell'allestimento. Già ora c'è un catalogo di titoli che sono stati registrati nelle ultime stagione (inclusi gli spettacoli per i più piccoli e per le scuole) e una serie di contenuti speciali. 

Intesa Sanpaolo, sponsor principale della stagione della Scala, diventa anche sponsor principale della piattaforma LaScala.tv che rientra in un progetto di modernizzazione generale del teatro iniziato da anni. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 9 febbraio 2023

Libri: "Appuntamento a Positano" di Goliarda Sapienza

Un libro capace di raccontare la fugacità dell'incanto come se l'incanto non dovesse mai finire.

«Una sfumata esplorazione della gioia, della colpa e della volubilità degli affetti umani»The New York Times Book Review

"Appuntamento a Positano" di Goliarda Sapienza
A. Pellegrino (Curatore)

Negli anni Cinquanta il lavoro cinematografico porta Goliarda Sapienza a Positano, rivelandole un angolo di mondo quasi intatto, popolato da un'umanità con una dolcezza sconosciuta. E lí, tra l'oro e l'azzurro del mare, in un'atmosfera fuori dal tempo, una figura di donna si muove a passo di danza sulle scalinate del paese. La gente del posto la chiama principessa, ha una bellezza antica, gli occhi che cambiano colore. 

Quello tra Erica e Goliarda è un incontro felice, immerso in una pace che si avvicina all'ebbrezza: l'inizio di un rapporto che nel corso degli anni si fa sempre piú intenso, tra i fantasmi del passato e le ombre imminenti. Un libro capace di raccontare la fugacità dell'incanto come se l'incanto non dovesse mai finire. Postfazione e cura di Angelo Pellegrino.

Goliarda Sapienza nacque a Catania da famiglia socialista rivoluzionaria. A partire dai sedici anni visse a Roma, dove studiò all'Accademia di Arte Drammatica. Negli anni Cinquanta e Sessanta recitò come attrice di teatro e di cinema lavorando, tra gli altri, con Luchino Visconti (in Senso), Alessandro Blasetti e Citto Maselli. Al suo primo romanzo, Lettera aperta (1967), seguirono Il filo di mezzogiorno (1969), L'Università di Rebibbia (1983), Le certezze del dubbio (1987) e, postumi, L'arte della gioia (Stampa Alternativa 1998 e Einaudi 2008 e 2009), Il destino coatto (2002), Io, Jean Gabin (2010), Il vizio di parlare a me stessa (2011), La mia parte di gioia (2013), la raccolta poetica Ancestrale (2013), Elogio del bar (2014), Tre pièces (2014) e il romanzo Appuntamento a Positano (2015).

fonte: www.ibs.it

Eventi: Nexo Digital "La grande arte al cinema 2023"

Il fenomeno della Grande Arte al Cinema che ha conquistato centinaia di migliaia di spettatori in tutta Italia torna da marzo nelle sale cinematografiche con un inedito cartellone di appuntamenti >> Elenco cinema 

L’OMBRA DI GOYA PRESENTATO ALL’ULTIMO FESTIVAL DI CANNES
LE CELEBRAZIONI DI PERUGINO A 500 ANNI DALLA MORTE
L’ETERNA SFIDA PER LA PERFEZIONE TRA BORROMINI E BERNINI 

6, 7, 8 marzo
L’OMBRA DI GOYA

3, 4, 5 aprile
PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE

8, 9, 10 maggio
BORROMINI E BERNINI. SFIDA ALLA PERFEZIONE

La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital tornerà nelle sale italiane a marzo con tre nuovi titoli che spazieranno dal Rinascimento elegante, equilibrato e ponderato di Perugino agli anni turbolenti del Barocco con l’eterna sfida alla ricerca della perfezione tra Borromini e Bernini, sino ad arrivare all’arte drammatica, oscura, ironica e dissacrante del genio assoluto di Goya.

Il primo appuntamento sarà il 6, 7, 8 marzo con il docu-film dedicato a uno dei più importanti artisti spagnoli di tutti i tempi, L’OMBRA DI GOYA, presentato al 75esimo Festival di Cannes, diretto da José Luis López-Linares e scritto da Jean-Claude Carrière e Cristina Otero Roth. Il regista di “Bosch. Il giardino dei sogni”, ha scelto un team di dodici specialisti di tutte le discipline per cercare di decifrare la ricca e sinuosa opera del pittore spagnolo in questo suo nuovo affascinante documentario corale. In testa al composito corteo di esperti e appassionati c’è Jean-Claude Carrière, storico amico e collaboratore di Luis Buñuel, sceneggiatore, scrittore, attore e regista, che López-Linares ha avuto la fortuna di filmare un anno prima della sua prematura scomparsa, ripercorrendo con lui le orme di Goya (1746-1828). Nel corso della narrazione ognuno degli intervistati fa luce a modo suo su un artista dall’incredibile ricchezza espressiva (un otorinolaringoiatra si cimenta, per esempio, nel rintracciare nei quadri le conseguenze della sordità del pittore) avvicinando tra loro i tasselli di un viaggio che esplora la relazione tra cultura ed emozioni, cinema e pittura. Invece di prediligere il percorso cronologico, L’OMBRA DI GOYA riesce a spaziare tra opere di periodi diversi con cui Goya smaschera vizi e ipocrisie della sua epoca, tutte collegate tra loro dalla guida acuta e dalle riflessioni illuminanti di Jean-Claude Carrière, che non manca di individuare i legami artistici tra il pittore e il regista di “Un chien andalou”, accomunati dall’essere originari dell’Aragona, dalla sordità e dalla predilezione per una narrazione di tipo surrealista. L’OMBRA DI GOYA è una produzione Mondex Films, Zampa Audiovisual, López Li Films, Fado Filmes, Milonga Productions.

A 500 anni dalla morte, il 3, 4, 5 aprile arriverà nelle sale PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE, prodotto da Ballandi e diretto da Giovanni Piscaglia, regista di Van Gogh. Tra il grano e il cielo e Napoleone. Nel nome dell’arte, su soggetto dello stesso Piscaglia con Marco Pisoni e Filippo Nicosia. Il documentario racconta l’evoluzione di un artista a cavallo tra due mondi: da una parte le architetture di Piero della Francesca fondamentali per la sua formazione, dall’altra la propensione per la pittura devozionale e lo studio fiorentino presso il Verrocchio. Pietro di Cristoforo Vannucci (1450 circa-1523), detto Perugino, nasce a Città della Pieve a metà del Quattrocento. Comincia a lavorare a Perugia ma si trasferisce a Firenze, dove lavora presso la fiorente bottega di Andrea del Verrocchio. Ha Leonardo come collega e Raffaello come allievo. Da artista, Perugino vive così il paradosso di essere “meno di sé stesso”: l’identità di “allievo di Piero della Francesca” e di “maestro di Raffaello” sono più forti della sua. Il suo genio e la sua importanza sono in seguito adombrati da quelli degli artisti a lui immediatamente precedenti e successivi e il suo – pur enorme – apporto viene considerato “di transizione”. Al contrario, grazie a riprese suggestive e all’intervento di storici ed esperti, PERUGINO. RINASCIMENTO IMMORTALE mette in luce le sue peculiarità e il suo ruolo fondamentale all’interno della storia del Rinascimento. Un viaggio attraverso l’Italia alla scoperta dei grandi capolavori, dagli affreschi della Cappella Sistina alle due sale a lui interamente dedicate alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Il tributo a un artista che è stato in grado di ispirare in maniera decisiva i pittori del suo tempo, dando vita a opere di una bellezza immortale.

L’8, 9, 10 maggio sarà il momento di BORROMINI E BERNINI. SFIDA ALLA PERFEZIONE, prodotto da Sky e Quoiat Films, diretto da Giovanni Troilo, già regista di Frida. Viva la vida, Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce e Power of Rome, e su soggetto di Luca Lancise. Borromini non ha ancora vent’anni quando arriva a Roma a piedi da Milano, lasciando i genitori e il suo lavoro di umile scalpellino al Duomo per inseguire il sogno di lavorare nel cantiere più prestigioso del suo tempo, la Fabbrica di San Pietro. È il 1619, Roma è il centro dell’arte occidentale, ‘the place to be’ per ogni pittore, scultore, architetto che desideri la gloria. Qui spuntano ogni giorno nuovi cantieri di chiese, fontane, palazzi nobiliari e sedi di giovani e ambiziose congregazioni religiose di tutta Europa: a cominciare dalla nuova Basilica di San Pietro, la Chiesa ha deciso di utilizzare l’arte e l’urbanistica come potente mezzo di fascino e persuasione e come simbolo di grandezza di fronte al mondo, per rilanciare il suo messaggio dopo lo shock provocato dalla Riforma protestante di Martin Lutero. Questa è la storia di Borromini, un uomo che si priva di tutto per inseguire un sogno, che si fa tutt’uno con la sua arte, senza altra ambizione che quella di riuscire a realizzarla lottando per affermarsi. È il racconto della rivoluzione architettonica di un genio solitario che cambia per sempre l’aspetto di Roma, attraverso una sfida personale alle convenzioni e ai pregiudizi, con l’umiltà di apprendere dal passato per inventare il futuro, con il coraggio di portare avanti un’idea pagandone il prezzo fino in fondo. Ma è anche la storia della rivalità artistica più famosa di sempre, quella tra Borromini (1599-1667) e Bernini (1598-1680) e soprattutto la storia della rivalità di Borromini con sé stesso: un genio talmente legato alla sua arte da trasformarla in un demone che lo divora dall’interno, fino a spingerlo a scegliere la morte pur di toccare l’eternità.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per il 2023 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

fonte: www.nexodigital.it