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lunedì 25 novembre 2024

Libri: Whoopi Goldberg, si racconta nel memoir Frammenti di memoria. Esce in Italia a novembre per Longanesi

Uscirà in Italia per Longanesi, a fine novembre 2024, l'atteso memoir di Whoopi Goldberg, Frammenti di memoria.

Storia di una delle poche attrici che fanno parte della ristretta cerchia di vincitori e vincitrici dell'Egot (Emmy, Grammy, Oscar e Tony Awards), i quattro principali premi nel campo dell'intrattenimento degli Stati Uniti, Frammenti di memoria è il racconto intimo della formazione della Goldberg Dall'infanzia alla carriera, dai successi ai fallimenti, l'attrice di film come Il colore viola, Ghost e Sister Act, ripercorre la sua vita attraverso le figure cardine della madre Emma e del fratello Clyde, entrambi venuti a mancare negli ultimi anni.

Il memoir è nato proprio dall'esigenza di rielaborare il dolore della loro morte e testimonia il lascito di una madre che, nonostante la lotta per la sopravvivenza fronteggiata giorno dopo giorno, è riuscita a dare ai due figli un'infanzia meravigliosa e stimolante, insegnando loro che nella vita non basta accontentarsi di sopravvivere, ma cercare sempre di fiorire e risplendere. 

Caryn Johnson, vero nome dell'attrice, nata a New York nel 1955, non sarebbe mai diventata Whoopi Goldberg se non fosse stato per sua madre Emma Johnson. Orgogliosa, pratica e indomabile, Emma ha trasmesso ai figli l'amore e la saggezza necessari per riuscire nella vita, incoraggiandoli sempre a essere onesti almeno verso se stessi. Per la prima volta l'attrice condivide nel libro moltissimi aneddoti personali della vita della sua famiglia: cosa ha significato crescere nelle case popolari di New York, le gite a Coney Island, gli spettacoli di pattinaggio artistico sul ghiaccio e le visite ai musei. 

Attivista per i diritti umani, il sostegno della ricerca contro l'Aids e i diritti dell'infanzia, Goldberg è anche autrice della fortunata serie per bambini di Sugar Plum Ballerina, è apparsa in innumerevoli trasmissioni e serie tv americane e, tra le altre, ha condotto insieme a Billy Cristal e Robin Williams nove stagioni di Comic Relief, uno speciale televisivo benefico a favore dei più svantaggiati. Dal 2007 è una delle conduttrici della popolare trasmissione della Abc, The View.  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati  

lunedì 29 gennaio 2024

Sport > Sinner: da 'Apoteosi' a 'sembra Nadal', il mondo lo celebra

Sinner: da 'Apoteosi ' a 'sembra Nadal ', mondo lo celebra ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
Ampio spazio dalla Cnn, 'Ragazzo di montagna ha scalato un'altra cima'  

Il trionfo di Jannik Sinner agli Australian Open di tennis a Melbourne ha monopolizzato le prime pagine dei quotidiani, non solo sportivi, sia in Italia che all'estero.

"Sinner si traveste da Nadal per superare Medvedev ed essere incoronato campione", scrive in Spagna "Marca", facendo riferimento alla finale vinta dallo spagnolo rimontando due set contro il russo proprio come accaduto a Jannik.

"Apoteosi", titola l'Equipe aggiungendo: "Ancora e ancora. Sinner conquista il suo primo Grande Slam. Le promesse dell'italiano di fine 2023 sono state mantenute, in gran stile. Al termine di una folle finale degli Australian Open, Sinner ha domato Medvedev, dopo una rimonta strepitosa. E' tra i grandi".

E in Francia ne parlano anche i giornali generalisti come Le Figaro: "Seguendo le orme del padre, che era chef, Jannik Sinner sembra aver trovato sui campi le ricette giuste per invitarsi stabilmente alla tavola dei re". L'altoatesino - aggiunge Le Figaro citando anche il super finale di 2023 di Jannik, con la vittoria della Coppa Davis - ha fatto "la storia del suo paese". Per il generalista spagnolo El Mundo "Sinner vince in Australia e anticipa una grande rivalità con Alcaraz".

"L'italiano parte sotto di due set, poi vince al quinto. Prima finale del Grande Slam e prima vittoria: meglio di così non si può", si legge, in Germania, su "Bild".

Negli Una ne parlano i più importanti network a partire dalla dalla NBC: "Il primo italiano a vincere gli Australian Open in quello che potrebbe essere un cambio generazionale nel tennis".

Poi c'è la Cnn, che dedica ampio spazio alla vittoria in Australia, con anche un richiamo nella home page del suo sito. "Jannik Sinner rimonta due set per aggiudicarsi il suo primo titolo slam". E in Gran Bretagna sulla sempre istituzionale Bbc: "Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open dopo una grande rimonta". Sempre in Inghilterra il Daily Mail titola: "la rimonta del ragazzo", mentre The Australian chiude così: "La gloria appartiene a Sinner, il ragazzo della montagna ha scalato un'altra cima".  

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

venerdì 10 febbraio 2023

Cultura > Scala: nasce la piattaforma streaming del teatro milanese. Primo spettacolo in diretta I vespri siciliani a San Valentino

La Scala diventa anche un 'Netflix' dell'opera e non solo, ovvero una piattaforma streaming dove si potranno vedere gli spettacoli del teatro milanese.

Già ora è possibile iscriversi a LaScala.tv, mentre i primi contenuti saranno caricati dal 9 febbraio.

Il primo spettacolo in diretta sarà invece I vespri siciliani, che debutterà a San Valentino, in un nuovo allestimento con la regia di Hugo de Ana, la direzione di Fabio Luisi e il soprano Marina Rebeka come protagonista. Il 9 febbraio inizierà anche la vendita dei biglietti per la visione sul sito dei Vespri e di altri titoli on demand.

Chi è già iscritto alla newsletter del Teatro potrà utilizzare le stesse credenziali per accedere alla piattaforma. 

Si tratta di un modo per permettere a chi già frequenta il teatro di avere dei contenuti in più, rivedere alcuni spettacoli o recuperarne altri che non avevano ancora visto ma soprattutto un modo per ampliare il pubblico, non solo all'estero ma anche ad esempio per i ragazzi delle scuole per cui è in programma un progetto speciale con prove e spettacoli visibili in streaming, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo. 

Le dirette streaming di opere, balletti e concerti vengono effettuate con nove telecamere che sono state installate in teatro durante la pandemia. Negli intervalli gli spettatori, accomagnati dall'autore e regista Mario Acampa, potranno vedere il dietro le quinte a conoscere i protagonisti e i segreti dell'allestimento. Già ora c'è un catalogo di titoli che sono stati registrati nelle ultime stagione (inclusi gli spettacoli per i più piccoli e per le scuole) e una serie di contenuti speciali. 

Intesa Sanpaolo, sponsor principale della stagione della Scala, diventa anche sponsor principale della piattaforma LaScala.tv che rientra in un progetto di modernizzazione generale del teatro iniziato da anni. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

martedì 13 dicembre 2022

Internet & Socia > Twitter: da lunedì al via nuovo sistema abbonamenti premium

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/EPA
 La spunta blu verrà concessa previa verifica

 Dopo diverse false partenze, Twitter prevede di lanciare lunedì una nuova offerta di abbonamento, più costosa per gli utenti di dispositivi Apple, con un sistema per l'autenticazione degli account.

 "Lunedì rilanciamo @TwitterBlue: abbonati sul Web per 8 dollari al mese o su iOS (il sistema operativo Apple utilizzato su iPhone, ndr) per 11 dollari al mese per ottenere l'accesso alle funzionalità riservate agli abbonati, incluso il segno di spunta blu", ha detto il gruppo in un tweet.

La spunta blu verrà concessa previa verifica, precisa il gruppo. Cambierà in oro per le imprese e più avanti nella settimana in grigio per le organizzazioni governative. Gli abbonati avranno anche accesso alla funzione per correggere i tweet già pubblicati o per scaricare video di migliore qualità.

fonte: Redazione ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 4 dicembre 2022

Tv: Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco. Dal 12/12 su Rai2. Sanremo salto, poi magari da cantante chissà

Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco RIPRODUZIONE RISERVATA
La più elegante su tutti i red carpet dell'anno, la più ironica ma "nel limite del garbo", non si chiede a chi piace e fila dritto verso un futuro da cantante, ma applaude gioiosa a chi le dice che così com'è, classica e vintage, Drusilla Foer la vedrebbe benissimo in una riedizione del mitico Milleluci.

"Che gioia! Milleluci con altri programmi di quegli anni, magari con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, dove passavano tutte le grande personalità artistiche - da Totò, a De Sica a Sandra Milo - era un mondo irrorato di artisticità a cui non ho la pretesa di paragonarmi, ma quella tensione è dentro di me".

Con una tv altrettanto vintage torna intanto dal 12 dicembre dal lunedì al venerdì su Rai2 nella fascia preserale prima del Tg2 con Drusilla e l'Almanacco del giorno dopo.

"L'almanacco era una delizia che durava sette minuti - spiega in un'intervista all'ANSA - breve e fulminea in un'Italia che aveva forse meno attitudine alla tv. Ora che la tv è ricca di tante sollecitazioni, l'almanacco diventa un momento riposante di una mezz'ora per avere coscienza che il giorno dopo è successo qualcosa di buono o che ha segnato la storia in modo negativo, nella speranza che si possa andare meglio". 

Ad un pubblico anche di bambini "il programma si propone come una cosa carina, con una nonna supportata da uno staff evoluto ed informato, che ha la fortuna di avere tutta la libertà. Posso parlare di temi significativi in un format integrato da una parte di intrattenimento. Ho un microfono e un pianoforte in studio, è difficile per me stare zitta". 

Ci sarà ancora Topo Gigio? 

"Ci sarà un po' meno, nel mondo ha milioni di follower e sarà impegnato. Ci sarà una nuova rubrica in cui i ragazzi raccontano in brevi video gli strumenti della nostra politica: che cos'è il Parlamento, che cosa sono i grandi giganti che ci gestiscono. Poi ci sarà il momento cultura legato alla letteratura. Parleremo del futurismo e di Marinetti ad esempio anche con le pillole d'arte del nostro art influencer". E poi "non mancheranno i Santi: mi stanno simpatici. Abbiamo sempre celebrato coloro che hanno portato qualcosa all'umanità, ma vogliamo ricordare anche chi ha fatto qualcosa contro l'umanità, come ad esempio chi ha scritto le leggi razziali".

Tornando a Milleluci, lo farebbe ''con la Vanoni che mi è molto simpatica tra bacini e bisticci, oppure con Nada che è così integra e severa, con qualcuno schivo e poco televisivo dei giovani ce ne sono tanti che mi piacciono. Marco Mengoni per esempio. Io in tv sono una brontolona, mi lamento di tutto, ma mi è stata data l'enorme libertà di esprimere il mio personaggio anticonvenzionale, un segno di grande civiltà". 

Personaggio anche di enorme eleganza ed ironia. 

"L'eleganza è un fattore che non prendo in considerazione per l'aspetto, faccio figura, sono alta, ho i capelli bianchi. Per me l'eleganza è l'effetto e non la causa del pensiero. Preferirei parlare di garbo, quella robina che si bussa e si chiede 'disturbo'? Mi sembra un atto dovuto ad una nazione che esce da un periodo così doloroso ed ha una guerra a due passi. Cerchiamo di essere gentili. Così per me il limite sull'ironia è l'offensività fine a se stessa. Non mi va di deridere. Per fare un esempio, non direi mai vedendo una mia foto invecchiata 'sembro la Montalcini', perché è una signora bellissima ed ha fatto tantissimo, non la voglio deridere a pro di una battuta. Mi fermo dove la battuta è inutile ed offensiva, perché l'ovvietà è una scorciatoia furbesca". 

Una tv educata: "In Milleluci c'è mai stata aggressività o imbarazzo? Vediamo tutti i giorni programmi che trattano temi difficili con un linguaggio brusco, dove ognuno mette il cappello sul dolore dell'altro. Lo stesso fa la politica sulle difficoltà di un paese per dimostrare quanto si è bravi e non per risolvere il problema". 

Come donna ha mai subito discriminazioni? 

"Come artista, come soggetto umano che produce dell'intrattenimento, ho subito qualche volta in teatro della diffidenza. Ma Sanremo mi ha chiarito come personaggio a tutti. Io faccio il mio lavoro molto seriamente e penso molto le mie performance. Del resto sono un personaggio complesso e l'Italia di oggi si può pensare che tenda ad una regressione".

Cosa pensa dell'attuale quadro politico? 

"Se alla guida del nostro paese salisse Satana io inviterei tutti a scendere in piazza, ma non penso che la signora Meloni, forse il primo uomo politico italiano che ha un grosso carisma sia Satana, quindi vediamo il suo lavoro e giudichiamo quello. Poi c'è distrazione sui temi sociali e questo non mi piace. Siamo uno dei paesi in Europa più indietro dal punto di vista dei diritti lgbt e spero che i nostri signori là nelle loro stanze si occupino di ecologia, che è un'urgenza, e diritti umani". 

La vedremo quest'anno a Sanremo? 

"Forse meglio prendere una pausa dopo l'anno scorso, ma sto lavorando ad un bellissimo disco, facciamo uscire il disco poi se mi chiamano a cantare sono contenta". C'è insomma la musica nel suo futuro? "Ho due partecipazioni cinematografiche a cui tengo moltissimo, poi la prossima estate torno in teatro e nell'autunno del 2023 arriva il disco a cui seguirà un piccolo tour musicale, infine ancora in teatro con Venere nemica... e qui siamo già al 2025...". Lo dice la Drusilla che al momento vorrebbe dare il suo contributo concreto a chi lavora nelle onlus: "Coloro che si espongono per qualcosa di cui serve parlare, ora, confesso, mi piacerebbe occupami di questo, ci sto lavorando. Non servono solo le pur preziosissime donazioni, io voglio andare con le mani in pasta nei luoghi, ho voglia di uscire da me".

fonte: di Elisabetta Stefanelli ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

mercoledì 30 novembre 2022

Cinema: Simona Ventura, 'racconto gli ultimi 100 giorni di Pannella'. Documentario 'Marco inedito' in anteprima fuori concorso al TFF

L'uomo oltre il politico, un ritratto di Pannella attraverso immagini e audio inediti raccolti dal suo assistente degli ultimi 15 anni, Matteo Angioli.

E' 'Marco inedito: dagli ultimi cento giorni di Marco Pannella', secondo documentario diretto da Simona ventura, che sarà presentato in anteprima Fuori Concorso nella sezione Ritratti e Paesaggi al 40/o Torino Film Festival mercoledì 30 novembre (alle 16.30 al Cinema Romano).

Secondo lavoro di regia di Ventura - dopo Le 7 giornate di Bergamo - il documentario è stato realizzato a quattro mani con il suo compagno, Giovanni Terzi, che ne è ideatore e autore. La colonna sonora è un'opera originale di Saturnino Celani. La produzione è di Sive e VenturAcademy. Ad accompagnare il film al festival sarà presente la regista Simona Ventura. 

Nel 2016 Marco Pannella, in politica dal 1945, fondatore del Partito Radicale e guerriero in tante battaglie di libertà, decide di registrare in audio video gli ultimi 100 giorni della sua vita. Marco si fa aiutare da tre persone: Matteo Angioli, il suo assistente da 15 anni, Laura Harth, attivista radicale, e Mirella Parachini, compagna di una vita. 

Silvio Berlusconi, Vasco Rossi, Matteo Renzi, Franco Battiato, Renato Zero, Giorgio Napolitano, il Papa e tanti altri amici di Marco in quei 100 giorni ci sono stati e sono stati registrati. Con la regia di Simona Ventura, scritto da Giovanni Terzi, Francesco Boz, Matteo Angioli e Cecilia Keith, il documentario restituisce le parole e le emozioni inedite di quei momenti. 

"Attraverso i frammenti inediti degli ultimi 100 giorni di Marco Pannella -. spiega Simona Ventura - ho voluto trasmettere la passione con la quale ha vissuto tutta la sua vita. Il racconto è diviso in cinque capitoli: politica, religione, libertà, amore e vita. 

Ogni capitolo contiene un Marco inedito, un Marco che ho scoperto veramente solo durante la scrittura e il montaggio di questo documentario. Prima di cominciare avevo una domanda in testa: 'C'è differenza tra il Marco pubblico, quello della politica e delle lotte e il Marco più intimo?' Oggi sono convinta che la risposta sia no". 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 14 agosto 2022

Eurovision 2023 in Gb, sono sette le città candidate

Sei inglesi e una scozzese. Tra escluse Londra e Belfast

LONDRA, 12 AGO - Sono sette le città britanniche candidate per ospitare l'edizione 2023 di Eurovision dopo che il Regno Unito è subentrato nell'organizzazione dell'evento canoro in seguito a un accordo con l'Ucraina vincitrice nel 2022 ma costretta a rinunciare a causa della guerra in corso.

Come ha annunciato la Bbc, delle venti città che inizialmente avevano espresso interesse per la competizione, ne sono state selezionate sei inglesi, quindi Birmingham, Leeds, Liverpool, Manchester, Newcastle e Sheffield, e la scozzese Glasgow.

Grande esclusa Londra oltre a Belfast nell'Irlanda del Nord. La decisione finale sulla sede della prossima edizione sarà annunciata in autunno. Il Regno Unito non ospita l'Eurovision dal 1998, quando l'evento si tenne a Birmingham. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

mercoledì 3 agosto 2022

Da The Sandman a Echoes, le serie più attese su Netflix

Appena uscite, ma già in testa Keep Breathing e Uncoupled

Dall'attesa serie fantasy The Sandman (al via il 5 agosto), fino al thriller Echoes, in arrivo il 19, fino alla coreana A Model Family (il 12): sono tante le nuove storie a cui appassionarsi su Netflix, mentre altri titoli sono usciti a fine luglio ma già in testa alle classifiche tra i più visti.

E' il caso di Keep Breathing, per chi ama il genere storie di sopravvivenza, miniserie in sei episodi che affronta anche temi introspettivi.

Racconta la storia di una giovane donna che sopravvive da sola a un incidente aereo e fa di tutto per restare in vita in una foresta. Non deve, infatti solo sopravvivere fisicamente, ma anche affrontare tutti i suoi demoni personali. Grazie a numerosissimi flashback che riempiono gli episodi, Keep Breathing riesce a trattare diversi tematiche. La serie dà spazio al personaggio, della mamma della protagonista (attraverso i suoi ricordi di bambina), Liv, un'artista sopra le righe: "Sono una persona, sono un'artista e non solo una mamma" dice la donna al marito. Un tema delicato che viene messo in mostra in questa serie con l'esempio di quella che sarebbe considerata una "cattiva madre" ma che, alla fine, non fa altro che fare ciò che crede la cosa migliore per sua figlia: lasciarla a sua padre, un atto di amore perché sa che sarà un genitore migliore e la crescerà nel migliore dei modi. Anche se la figlia la vivrà sempre come un abbandono, e lo capirà alla fine. 

Per chi ha voglia di leggerezza ecco Uncoupled, la nuova comedy che vede il ritorno sul piccolo schermo di Neil Patrick Harris, conosciuto come "Barney Stinson" per il suo iconico personaggio in How I Met Your Mother. L'attore, infatti, torna protagonista di una storia divertente sulla vita da single a New York dopo i 40 anni. Michael (Harris) pensava che la sua vita fosse perfetta, ma poi il compagno lo sorprende lasciandolo dopo 17 anni. All'improvviso deve affrontare due incubi: perdere quella che pensava fosse la sua anima gemella e ritrovarsi a oltre quarant'anni da uomo single e gay a New York. 

Il 5 agosto debutta il fantasy mitologico The Sandman sulla storia del re dei sogni Morfeo, tratta da quello che viene considerato il fumetto più bello di sempre di Neil Gaiman. E' un connubio di mitologia e fantasy dark in cui la fiction moderna si intreccia con il dramma storico e la leggenda. La trama segue i personaggi e i luoghi finiti sotto l'influenza di Morfeo, il signore dei sogni che pone rimedio agli errori da lui commessi durante la sua lunga esistenza. In dieci episodi, racconta la storia di Morfeo (interpretato da Tom Sturridge) e trascina in un mondo dove la realtà si contrappone a una dimensione onirica gestita da un essere immortale che la governa. Questo, però, viene catturato e la sua assenza porterà alla rovina del mondo dei sogni e le conseguenze di ciò si riverseranno sugli esseri umani che cadranno in un sonno profondo da cui non riusciranno più a svegliarsi. 

Il 19 agosto sbarca su Netflix 'Echoes' una serie thriller con sfumature gialle su Leni e Gina, due gemelle identiche che condividono un pericoloso segreto. Creata dell'ideatore di Tredici Brian Yorkey, questa serie in sette episodi è pronta a incutere timore, coinvolgere e raccontare una storia che ha dell'incredibile. Lo scambio di ruolo iniziato di nascosto da bambine le ha portate a condurre una doppia vita da adulte: le sorelle condividono due case, due mariti e un bambino, ma il loro mondo perfettamente coreografato sprofonda nel caos quando una delle due scompare. 

Il 12 agosto esce A Model Family, la serie thiller coreana diretto da Kim Jin-woo ("Love Alarm 2"): un professore al verde ruba inconsapevolmente denaro a un cartello e scopre che l'unico modo per salvare la famiglia è lavorare come corriere della droga. E poi c'è l'uscita della terza stagione di due amatissime serie come Locke & Key e Non ho mai... (12 agosto).

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 30 giugno 2022

TV: Drusilla e l’almanacco del giorno dopo torna in autunno su Rai2 (Retroscena TvBlog)

Confermata una seconda serie di Drusilla e l’almanacco del giorno dopo nell’access time di Rai2, vediamo quando torna.

Siamo ad una media del 4,31% di share, per un programma il cui obbiettivo di ascolto era fissato al 4%, che è poi è il numerello di quella fascia oraria della seconda rete della Rai. Programma questo che tocca gli share più alti fra il pubblico con il livello d’istruzione più alto, idem per classe socio economica. Il riferimento è all’esperimento di fine primavera/inizio estate del dipartimento intrattenimento prime time di Stefano Coletta dal titolo Drusilla e l’almanacco dl giorno dopo. 

Un esperimento doveroso, per una rete come la due che non deve fare ascoltoni, ma portare nuovo pubblico e che ha portato la teatralità e la sicura presenza scenica di un personaggio in ascesa -televisivamente parlando- in un distretto orario cui questi elementi erano per lo più alieni.

E proprio come un alieno disceso sulla terra, Drusilla Foer ha piantato per bene le sue tende fra le 20 e le 20:30 facendo da traino al Tg2 delle 20:30 (meraviglioso il cambio d’immagine prima dei titoli del Tg2 da Drusilla a Maurizio Martinelli). Quando diciamo che ha piantato per bene le sue tende, intendiamo proprio che ha portato la sua cifra artistica -senza che subisca l’inquinamento dei meccanismi televisivi- in quel programma, che per qualcuno forse è anacronistico, ma è proprio sull’anacronismo virtuale su cui poggia le sue basi artistiche.

Dalla Rai, dai vertici di viale Mazzini, settimo piano tanto per capirci bene, l’imperativo è “andare avanti” e cosi sarà. Dopo un autunno a tutto game con il nuovo gioco a premi The box, anticipato proprio da questo sito, tornerà dunque in onda, sempre nella medesima collocazione oraria, cioè le ore 19:50 Drusilla e l’almanacco del giorno dopo, certamente con alcune novità e certamente con innesti editoriali di prossimo studio. Della cifra stilistica e artistica di Drusilla Foer dunque la Rai non vuole fare a meno e di questo la convinzione è generalizzata all’interno delle stanze decisionali della televisione di Stato.

Quando tornerebbe dunque in onda, dopo questa sperimentazione estiva, Drusilla e l’almanacco del giorno dopo? Stando alle convinzioni attuali, che ovviamente potranno essere emendate nei prossimi mesi, questa trasmissione dovrebbe tornare in onda con un nuovo ciclo di puntate il prossimo mese di dicembre. Ecco dunque che avremo in autunno, precisamente da ottobre, questo ciclo di una sessantina di puntate di The box, poi dovrebbe appunto tornare una nuova serie di Drusilla e l’almanacco del giorno dopo.

fonte: di Hit   www.tvblog.it

giovedì 11 marzo 2021

La storia (a dir poco) pazzesca di Anan Shishir, la prima conduttrice tv transgender del Bangladesh

"Vedere una persona come me in TV potrebbe essere rivoluzionario" 

In foto: Anan Shishir durante il suo debutto al telegiornale MUNIR UZ ZAMAN/Getty Images

Ecco qui la notizia che ci avrebbe fatte sorridere nella Giornata Internazionale della Donna. Tra i tanti dati e report allarmanti sulla condizione femminile che ci siamo trovate davanti per l'otto marzo ora abbiamo bisogno anche di storie positive e questa, arrivata direttamente dal Bangladesh, fa decisamente il caso nostro. L'attivista Tashnuva Anan Shishir lunedì ha fatto la storia del suo Paese diventando la prima conduttrice transgender di un telegiornale. Tre minuti di debutto e poi le lacrime e la gioia di far parte di una piccola grande rivoluzione per l'intera comunità LGBT+ bengalese. 

La storia di Shishir sa di dolore, discriminazioni, resistenza e riscatto. Inizia un paese sulla costa meridionale del Bangladesh e culmina negli studi televisivi della televisione privata Boishakhi. "Sono stata aggredita sessualmente e mi hanno bullizzata per anni", racconta ad Al Jazeera l'attivista che, fin da quando, in adolescenza, ha scoperto la sua identità di genere ha dovuto combattere con i pregiudizi del suo ambiente. “Il bullismo era così insopportabile che ho tentato il suicidio quattro volte. Mio padre ha smesso di parlarmi per anni. Quando non ce la facevo più, me ne andavo di casa ... non potevo sopportare che i vicini dicessero a mio padre come avrei dovuto comportarmi o che doveva insegnarmi a camminare in modo più mascolino". 

In foto: Le lacrime di Anan Shishir dopo il suo debutto. MUNIR UZ ZAMAN/Getty Images

Appena ha potuto Shishir si è trasferita definitivamente nella capitale Dhaka e poi nella città centrale di Narayanganj e lì ha iniziato la terapia ormonale e ha lavorato per enti di beneficenza e ha recitato in alcuni teatri, sempre continuando i suoi studi."Non ho mai lasciato la scuola" spiega alla BBC, "Il mio sesto senso mi ha sempre detto di continuare a studiare. Ho continuato i miei studi nonostante subissi centinaia di insulti giorno dopo giorno. Tutto quello che avevo in mente era che dovevo andare avanti".

A gennaio Shishir è diventata la prima persona transgender a studiare per un master in sanità pubblica presso la James P Grant School of Public Health di Dhaka. Poi è arrivato il contratto con Boishakhi TV. L'attivista ha raccontato di aver fatto dei provini anche per altri canali, ma solo Boishakhi è stata "abbastanza coraggiosa da accogliermi".  

In foto: Anan Shishir. MUNIR UZ ZAMAN/Getty Images

"Spero che questo porterà una maggiore accettazione e cambierà il modo in cui le persone vedono la comunità transgender", ha detto Tipu Alam direttore Boishakhi TV che in un comunicato ha ribadito di voler dare a Shishir la possibilità di brillare nonostante il rischio di contraccolpi da parte di alcuni telespettatori nel paese a maggioranza musulmana. 

Il governo stima che ci siano circa 11.500 persone transgender in Bangladesh, ma gli attivisti per i diritti LGBT+ affermano che la cifra reale è molto più alta arrivando probabilmente a 100.000 persone in un Paese con una popolazione di circa 160 milioni di abitanti. Nel 2013 il governo del Bangladesh ha riconosciuto le persone transessuali come "terzo genere" e cinque anni dopo gli ha concesso il diritto di voto. La comunità trans, però, è ancora fortemente discriminata e destinataria di violenze, molte persone vivono in estrema povertà chiedendo l'elemosina o lavorando come sex worker.

 "Vedere una persona come me in TV potrebbe essere rivoluzionario e creare una nuova consapevolezza nelle persone" ha dichiarato Shishir in occasione del suo debutto in televisione. Dopo aver letto le notizie, una volta spente le telecamere, la neo-conduttrice è scoppiata in lacrime tra gli applausi dei colleghi. Ha raccontato che, nonostante la sua esperienza nel teatro era "terrorizzata" e le gambe le tremavano per l'emozione. Shishir si dice orgogliosa di essere "una pioniera nella comunità LGBT+" e grazie a questa opportunità spera di dare nuova visibilità alla comunità trans bengalese: “Non voglio che alcun membro della comunità transgender soffra. Non voglio che vivano una vita miserabile. Spero che trovino lavoro in base alle loro capacità". 

fonte: di    www.cosmopolitan.com

sabato 30 novembre 2019

GLAAD: aumentano a dismisura i personaggi LGBT in televisione

Boom di personaggi LGBT nelle serie tv, per una televisione più inclusiva e aperta.

The L World, Pose, Batwoman. Sono solo le ultime tre serie che presentano anche dei personaggi LGBT. A trattare il tema è l’annuale Where We Are On TV di GLAAD, il report (diffuso ieri) che indica la “previsione completa dei personaggi LGBT previsti nella programmazione in prima serata nella stagione televisiva 2019-2020“.

Il rapporto, arrivato all’edizione numero il 24 e che da 4 anni analizza anche la presenza di contenuti più particolari e originali, conferma un trend positivo che ha visto aumentare i personaggi legati al mondo LGBT, proprio grazie alla decisione di molte produzioni di realizzare delle storie più inclusive. 

I dati sui personaggi LGBT di GLAAD

Ma l’inclusione non è solo per la comunità LGBT, ma anche per quanto riguarda il colore della pelle e il genere. Difatti, per la televisione americana, su 879 personaggi, 90 appartengono alla comunità LGBT, con un aumento dall’8,8% dello scorso anno al 10,2%. Se a questo numero si aggiungono i personaggio secondari, si arrivato a un totale di 120 di LGBT.
Per quanto riguarda il genere sessuale, il 53% di questi 120 sono donne, mentre il 47% uomini e non binari. Dati simili anche per il colore della pelle: mentre il 48% sono bianchi, il 42% sono personaggi LGBT di colore. Questo è un dato che è in aumento da due anni.


Per i canali a pagamento, i personaggi registrano un debole aumento, da 208 a 215. Ma a guadagnarsi il primo posto, è Netflix. La piattaforma si è dimostrata come più inclusiva, proponendo ai propri clienti un totale di 153 personaggi (ricorrenti e principali).

Male invece bisessuali e asessuati. Il primo ha isto un calo dell’1% (passando dal 27 al 26) mentre si è segnato un solo personaggio asessuale, nella serie BoJack Horseman di Netflix.

GLAAD chiede più impegno

I dati sono buoni, ma si può fare di meglio. E’ in pratica questo ciò che chiede GLAAD, che entro il 2025 vorrebbe che la percentuale di personaggi LGBT principali sia il 20%. Questo, spiega, sarebbe un modo per rappresentare meglio la società in cui viviamo. Inoltre, Megan Townsend, la direttrice di Entertainment Research & Analysis di GLAAD, ha spiegato che tutte le reti dovrebbero aprire all’inclusività, mentre adesso solo 3 reti hanno quasi la metà delle serie con personaggi legati alla comunità LGBT.
Un buon segnale viene invece dalla dichiarazione di Sarah Kate Ellis, presidente della GLAAD. La Ellis ha infatti spiegato che le serie tv con più successo e con personaggi LGBT  mostrano la realtà e la diversità, ottenendo una risposta positiva da parte degli spettatori, a cui almeno in Tv disinteressandosi all’orientamento sessuale dei personaggi.
fonte:  www.gay.it

lunedì 5 settembre 2011

Lgbt: "DìLucca" Comunicato stampa della Proprietà, letto al Tg, in merito alla decisione del giornalista di censurare le immagini di Miss Trans


1 Settembre, questo il comunicato letto in apertura della rassegna stampa a nome della totalità della proprietà di questa emittente.

La posizione espressa dal sig. Daniele Vanni nel Tg di lunedi sera 29 agosto 2011 in
merito alle manifestazioni Miss Italia Trans e Miss Gay Italia, è totalmente estranea
alla linea editoriale di questa emittente, che sino ad oggi ha sempre rispettato
qualunque posizione di natura politica, religiosa e sessuale.

La proprietà di questa emittente, all'unanimità, ha deciso di chiedere al sig. Vanni,
per le sue dichiarazioni, le scuse pubbliche e contemporaneamente le immediate e
irrevocabili dimissioni dal Suo incarico, ritenendo intollerabile nella forma e nel
contenuto i giudizi espressi nei confronti delle manifestazioni sopracitate.

La redazione e tutti i dipendenti di questa emittente si dissociano da tali posizioni e si scusano se tutti i giudizi espressi, dei quali erano totalmente all'oscuro, possano aver creato un danno ad una comunità che tanto si è impegnata per combattere ogni pregiudizio e discriminazione di orientamento sessuale.
fonte http://www.youtube.com/ e vimeo.com
DìNews Tg Sera 1 settembre 2011, lettura comunicato


DìNews Tg Sera 2 settembre 2011, ospiti Regina Satariano e Alessio De Giorgi

mercoledì 31 agosto 2011

Lgbt: RAI 3 PRESENTA TRANSITI "CON GLI OCCHI DI UNA TRANS" IL PRIMO PROGETTO TRANSMEDIALE DEL NETWORK PUBBLICO, STASERA ALLE 23:45


Per avvicinarci con sensibilità al mondo transgender
Italia Un documentario tv, una serie radiofonica, un video blog, una mini-serie web e uno sportello telematico di approfondimento Per avvicinarci con sensibilità al mondo transgender Essere trans è una condizione esistenziale. Molte volte archiviata con facili etichette, bollata di immoralità. Questo documentario è un invito a scendere sotto la crosta mediatica, a entrare in un microcosmo per lo più conosciuto attraverso giudizi scontati e quasi sempre denigranti.

Dietro a un/una trans, solitamente visto/a come ‘oggetto’ grottesco, innaturale, facile bersaglio di derisione, esiste una personalità: con i suoi sogni, le sue paure, le sue difficoltà, le sue aspirazioni. In poche parole: realizzare il desiderio di una vita normale. Alessandra, Angelo e Kathrina hanno deciso di raccontarsi in prima persona, senza filtri, commenti o giudizi esterni fuorvianti. Non rispondono alle solite domande, ma attraverso i loro percorsi simili e nello stesso tempo diversi, pongono delle domande a tutti noi.
Ci invitano a meditare con più profondità sulla loro condizione e, soprattutto, sulla nostra capacità di andare oltre la superficialità del pregiudizio. La domanda che resta alla fine della visione è: cosa è la normalità, chi puo' dirsi normale?

il primo progetto di sensibilizzazione transmediale
/ web / radio / tv / della Radiotelevisione Italiana
una produzione FargoFilm 2+1 e DocAbout
in associazione con Oltre lo Specchio/ Gruppo Abele
con la collaborazione di Rai 3, Radio 3, Rai Net
ideazione e direzione artistica Davide Tosco
coordinamento editoriale Alessandro Bernard
social media and transmedia strategist Giovanni Calia
testi di Alessandra Tria, Angelo Correale, Katherina Stecher
Alessandro Bernard, Paolo Ceretto, Davide Tosco
collaborazione ai testi Nicola Rondolino creative consultant Francesco Lanucara
musiche originali di Umberto Fantini mix audio Vito Martinelli
website Timmytag superficie di navigazione Carlo Emilio Zummo
produttori associati Roberto Stradella e Francesca Portalupi
prodotto da Davide Tosco e Ladis Zanini
capostruttura RAI 3 Annamaria Catricalà
capo progetto DOC3 Lorenzo Hendel produttrice esecutiva Monica Pacini
responsabile editoriale TRE SOLDI per Radio RAI 3 Fabiana Carobolante
responsabile editoriale per RAI NET Claudio Baldino
responsabile marketing e innovazione RAI 3 Federica Pitascio

TRANSITI è un percorso partecipato di creazione narrativa multipiattaforma che vuole porci di fronte ad una prospettiva estremamente personale sul mondo transgender. Lo sguardo è 'dal di dentro', il punto di vista diventa uno spazio 'conquistato' dai/dalle protagonisti/e che si impossessano di un ruolo mediatico nel quale essere in controllo della propria immagine. TRANSITI vuole essere un veicolo strumentale a riaffermare la dignità senza la paura del giudizio, abolendo o esaltando lo stereotipo a seconda della rappresentazione consapevole di se.

TRANSITI intende essere un aiuto a comprendere la complessità di un microcosmo conosciuto principalmente attraverso una dimensione mediatica limitata e troppo spesso discriminante. Concepito come un meccanismo di auto- rappresentazione transmediale TRANSITI è un dispositivo di documentazione dove eventi autobiografici diventano funzionali a stimolare nello spettatore un senso di empatia e prossimità.

TRANSITI, per la prima volta in Italia, si articola attraverso le piattaforme Web della RAI (radio, Web, tv) e un sito dedicato che diventa risorsa permanente di approfondimento e discussione. In anteprima assoluta per il network pubblico italiano viene sviluppato e presentato al pubblico, un nuovo genere narrativo nato dall´incontro tra Web, la produzione televisiva, radiofonica e l´Augmented Reality Game, che presuppone la transmedialità e l´interazione con il pubblico, insieme ad un documentario partecipato dal basso, la cui essenza è il racconto di tre personaggi che, quotidianamente hanno raccontato la loro condizione di transito.

I contenuti sono stati progettati e realizzati non per essere spostati da una piattaforma ad un´altra, bensi per integrarsi in un perfetto equilibrio comunicativo, offrendo di volta in volta nuovi spunti di riflessione ed approfondimento allo spettatore TV, all´utente Web e al radioascoltatore che diventano così i veri protagonisti di una storia vissuta in prima persona. La forte caratterizzazione Web del progetto e la sua nativa predisposizione al confronto e alla multicanalità, non ha potuto esimersi dal vivere anche sui principali social network, dove è stata attinta ulteriore capacità di scambio e riflessione.

Le discussioni, oltre che sul sito dedicato transiti.eu, sul sito di Rai 3 e durante 3Soldi, il programma radiofonico di Radio 3 dedicato all'audio documentario, sono state dunque sviscerate anche sui social network come Facebook e Twitter, in cui il progetto ha trovato ulteriore linfa vitale per spunti creativi e sociali, diventando a tutti gli effetti una lente di ingrandimento sulla società italiana e sul rapporto suo rapporto con queste tematiche.

• TRANSITI Documentario TV, 1 x 50min.
• POSIZIONI DI TRANSITO Serie radiofonica e podcast
interattivI, 5 x 20min.
• SPORTELLO TELEMATICO www.transiti.eu
• IO TRANS Mini-serie web, 5 x 3min.
• TU TRANS Video Blog

Non so se vi ho già detto che sto scrivendo un'autobiografia. Scrivo quello che mi accade o quello che mi è accaduto. Autobiografia... Non immaginavo dove poi sarei andata a finire. Non puoi inventare perchè non è un libro di fiabe o un libro di avventure. E' un libro della tua vita, di quello che hai fatto, di quello che vorresti fare e via dicendo. Noi vediamo le cose da ambo le parti, dalla parte maschile e dalla parte femminile, a volte siamo agevolati su questo caso e a volte ci crea dei seri problemi.
ALESSANDRA TRIA

Beh, prima di decidere di diventare uomo. Prima mi sono vissuto l'ambiguità, quella fase di 'non sai ne di carne ne di pesce'. E la gente ti guardava e non sapeva se eri uomo o donna... Perchè vivere in ambiguità non è bello. Cioè se hai un corpo che non ti appartiene... dentro sei un uomo... non è facile da combattere.

Ti devi comunque accettare. Sin da piccolino volevo essere un maschietto uomo, maschio... Questa cosa del seno e della vagina non fanno parte del mio corpo. Sarò solo uomo, non più ambiguo o trans che sia, uomo, basta, punto.
ANGELO CORREALE

Sono stata tutta la notte a pensare, ho avuto un po' di difficoltà a prendere sonno perchè io ho una certa sensibilità, mi preoccupo tante volte troppo per certe cose. io ho pensato che uno dei possibili responsabili di questa cosa puo' essere la cura ormonale che, mi è stato detto, influisce in modo anche rilevante. Certe volte io ho pensato di non riuscire a farcela.

Non bisogna mai perdere la speranza, darsi per vinti. Una volta tornata a casa mi sono sentita abbastanza presa dalla disperazione, il giorno dopo le cose sono andate decisamente meglio, sono tornata a pensare in modo più positivo. Anche grazie alla bella giornata e al piccolo giro in bici che mi è venuto da fare nel pomeriggio.
KATERINA STECHER

Facciamo un viaggio. Lo facciamo tutti. Da un luogo all’altro, da un passato a un futuro, da come eravamo prima a come siamo oggi… Un passaggio, un percorso, un movimento. Per qualcuno questo viaggio è più lungo, più difficile… Da uomo a donna, da donna a uomo. Un passaggio tra due persone che sono una sola…
TRANSITI è la storia di questi viaggi. Alessandra, Katherina, Angelo, del loro percorso da un sesso all’altro. Ogni viaggio ha le sue insidie, i suoi momenti bui. E ogni viaggio ha le sue gioie, quando vedi la meta, la senti, sai che sei vicino e non l’hai ancora raggiunta…

I nostri viaggiatori sono solo in transito. Il loro viaggio non è finito. Nelle valigie hanno vite, amori, amici, famiglie. Cercano di portare tutto con loro, da com’erano a come saranno. In mezzo, qui, c’è il loro ritratto di oggi, paure, timidezze, determinazione, le conquiste di una tappa intermedia, il sapore dell’arrivo.
Li vedrete raccontarsi, spostare la telecamera, guardarsi allo specchio nello stesso modo in cui il viaggiatore guarda una mappa del suo percorso. Con gli ostacoli e gli incidenti di ogni viaggio. Con l’orgoglio del viaggiatore che sa dove vuole andare, che conosce l’itinerario, e non si fermerà prima per niente al mondo… Ma ogni viaggio è anche un racconto di viaggio, un diario, uno scoprirsi, un rivelarsi.

Per ogni corpo da cui si vuole uscire c’è un nuovo corpo da costruire, da fabbricare, da abitare con naturalezza. In questi passaggi, e intorno a loro, c’è semplicemente la vita. Una vita fotografata nel lungo momento del passaggio, tra ieri e domani, cioè in una parola sola, oggi, durante il transito tra il prima e il dopo.
http://rumors.blog.rai.it/2011/08/29/%E2%80%9Ctransiti%E2%80%9D-il-primo-progetto-transmediale-rai/
fonte http://www.sassiland.com

mercoledì 15 giugno 2011

Lgbt televisione: "Tamarreide" alla prima puntata è già omofobia


"Io non ho niente contro i ricchioni, ma..." e così andando più di una volta per tutta la prima puntata della nuova docu-soap di Italia 1: otto tamarri in giro per l'Italia che alzano già polveroni.

Siamo ancora alla prima puntata e il nuovo programma di Italia 1, Tamarreide, ha già suscitato le ire della comunità lgbt.

Non è un reality e non è uno show, è una docu-soap in cui 8 tamarri, 4 ragazze e 4 ragazzi, girano per l'Italia a bordo di un autobus con tanto privé per i momenti più intimi.

Il modello, è evidente, è quello di Jersey Shore, il reality statunitense che spopola su Mtv e i cui protagonisti hanno di recente fatto un giretto anche a Firenze.

Ieri è andata in onda la prima puntata ed oltre ad avere la conferma che non si tratterà di un programma di particolare livello artistico o culturale, gli spettatori hanno anche già assistito ad una buona dose di omofobia televisiva.

Tanto per cominciare, dopo l'esibizione di Manuel, uno dei ragazzi, in una discoteca, davanti a un pubblico di ragazze che ha poi giudicato i maschietti, la concorrente Cristina Mirò ha detto: "Manuel è un po’ effemminato. Sembrava un ricchione. Io non ho niente contro i ricchioni, però hanno fatto bene a urlargli frocio".

La frase si commenta da sola, non fosse altro che per il "io non niente contro, ma": un classico. Sempre nel corso della puntata un tale Sparaco, una spece di mentore dei coatti, ha preso in giro il concorrente torinese Marco, giudicato un "tenerone", dicendogli: "Sennò così fai tutta la fighetta bella".
E anche in questo caso non servono spiegazioni.

E' vero che è un programma che si basa tutto sull'essere tamarro, ma non vorremmo dovere assistere all'ennesimo elogio dell'omofobia televisiva che passa inosservato.

Se può consolare, il programma non è piaciuto neanche a molti telespettatori etero che su Facebook hanno sottolineato l'esasperato maschilismo dei ragazzi, l'eccessiva "caccia al capo branco" delle ragazze e il generale disinteresse verso qualsiasi novità al motto di "io sono tamarro", quindi mi crogiolo nella mia ignoranza e ne faccio una bandiera. Sono in molti ad augurarsi che anche Tamarreide segua il destino di Uman Take Control, cancellato dopo la prima puntata.
fonte www.gay.it/

venerdì 27 maggio 2011

Lgbt TV: Luciana Littizzetto e la legge contro l'omofobia


Luciana Littizzetto risponde alla notizia che il Parlamento non ha fatto passare la legge che considera l'omofobia come un aggravante di reato.
fonte Pianetagay.com via youtube

lunedì 17 gennaio 2011

Lgbt TV: "Dance India Dance" boom di coppie gay ai casting


Dance India Dance è un talent show che va in onda, come dice il titolo stesso, nel paese che ha dato i natali al Mahatma Gandhi.

Si tratta di una trasmissione che intende scovare i migliori talenti nel campo della danza (obbiettivo finale, premiare la migliore coppia), può essere considerato come la versione nostrana di Ballando con le stelle senza né Milly Carlucci né i vip (o presunti tali).

I casting per la nuova edizione, che si stanno tenendo proprio in questi giorni, sono stati assaltati da gay pronti a prendere parte alla trasmissione. Tante le coppie di omosessuali che hanno deciso di farsi giudicare per il loro talento, una fra tutte quella formata da Mahesh e Rahul.

Mahesh, per risultare credibile come coppia etero, ha anche provato a travestirsi da donna, ricevendo i complimenti dai giurati.
fonte gayprider.com

martedì 9 novembre 2010

Lgbt Televisione: Luciana Littizzetto risponde a Rocco Buttiglione per l’insulto ai gay


Mi dispiace, ma sono sempre più convinto che l’Italia abbia un solo paladino dei gay attualmente e credo che di questo titolo possa fregiarsi solo Luciana Littizzetto.

Ha capito che con l’arma dell’ironia si può dire di tutto, perfino mandare al diavolo un politico, così come è successo domenica scorsa a “Che tempo che fa” quando ha commentato l’ennesima uscita di Rocco Buttiglione sui gay (“essere omosessuali è come evadere le tasse”).

“Rocco no Siffredi ma ti rendi conto di cosa dici? Non pagare le tasse è reato, si va in galera bottiglia! Ma cosa centra poi?

È come dire che l’Everest è il monte più alto e Parigi è la capitale della Francia, non c’è il nesso capisci?” – ha sentenziato Lucianina. E ha aggiunto: “Certe persone quando diventano politici dicono solo put*****”.

Bravissima Luciana.
Vali molto di più di quegli attivisti che si ritengono tali solo perchè vanno a gridare come pescivendoli da Barbara D’Urso.

Tu hai capito come puoi distruggere il nemico. E sono sicuro che lo farai anche domenica prossima nel commentare l’ultima uscita di “Sire nostro che è in the Sky” … Insomma, avete capito!
fonte http://www.gaywave.it/articolo/luciana-littizzetto-risponde-a-rocco-buttiglione-per-l-insulto-ai-gay/24155/

giovedì 29 luglio 2010

Nino Rizzo Nervo favorevole alla nascita di Rai Gay, la tv di Stato per il mondo lgbt


La proposta lanciata da Franco Grillini di realizzare un canale Rai a tematica gay sembra trovare accoglienza favorevole nel consigliere d’amministrazione, Nino Rizzo Nervo. Intervenuto durante il programma di Klaus Davi su Youtube, Klauscondicio, l’alto dirigente di Viale Mazzini non ha nascosto il proprio interesse per un progetto ambizioso e che sicuramente non dispiacerà alla comunità lgbt italiana

"Sono favorevole a qualsiasi nuova iniziativa editoriali, diciamo specializzata, se però non favorisce la ghettizzazione di alcuni temi. I temi e i problemi legati al mondo gay devono invece essere presenti in tutta la programmazione della televisione generalista come normalità: dall’informazione alla fiction. Su come si debba chiamare, non mi sembra francamente una priorità"

Dopo la scomparsa sul satellite di Gay.Tv e la nascita di piccole realtà su Internet come GLBT-TV, non vi sembra che sia arrivata finalmente l’ora per una rete all gay in grado di soddisfare le richieste di fette di mercato ancora inesplorate con il passaggio graduale al digitale terrestre?
fonte gayprider

venerdì 4 giugno 2010

Lgbt, Luxuria? No, ira! Vladimir picchia fotografo che voleva fotografarla nuda, a "The Desk" il nuovo Talk Show di Italia 1


Tutto accade durante la registrazione del numero zero di The desk, il nuovo programma di interviste che Italia Uno testerà nella prossima primavera con la iena Gip alla conduzione, una sorta di mix tra Chi vuol essere milionario e Le invasioni barbariche di Daria Bignardi. Il format prevede la presenza do otto ospiti che si alternano al tavolo. Allo scadere, l’ospite di turno si dà il cambio con l’altro. Ma nessuno poteva prevedere che nei camerini di lì a poco sarebbe scoppiata una rissa.

Stando a quanto ha scritto il portale Davidemaggio.it, un fotografo sarebbe entrato nel camerino dell’ex onorevole Vladimir Luxuria per tentare di fotografarla. La vincitrice dell’Isola in quel momento si stava cambiando e ha avuto uno scatto d’ira nei confronti del paparazzo, con il quale per un pelo non è venuto alle mani, grazie al tempestivo intervento della produzione.

Nonostante sia fermamente contrario ad ogni forma di violenza, rinnovo a Vladimir tutta la mia stima. Innanzitutto trovo squallido voler fare eventuale mercimonio di una transessuale in déshabillé, e poi stava per avvenire il primo episodio di omofobia inversa! fonte gaywave

mercoledì 17 febbraio 2010

Luciana Littizzetto La 'Lucianina' più amata dagli italiani


Piccola, sguardo curioso e una spiccata sfrontatezza sarcastica che lascia senza parole. Artista a tutto tondo, ha recitato a teatro, al cinema, in televisione, nei panni di se stessa e in quelli di numerosi personaggi comici che l'hanno resa celebre. È anche autrice di successi editoriali che colpiscono l'ipocrisia degli uomini e inneggiano alla riscoperta della femminilità, con autoironia e un forte senso di sincera indignazione.
Il cabaret degli esordi
Nata e cresciuta a Torino, nel quartiere San Donato, dove i genitori gestivano una latteria, Luciana Littizzetto si diploma in pianoforte nel 1984 presso il conservatorio della città. Comincia poi a insegnare musica in una scuola media della periferia di Torino, scrive per il mensile Gioc, legato al movimento Gioventù Operaia, e si iscrive alla facoltà di lettere della facoltà di Magistero. Si laurea nel 1990 con una tesi in storia del melodramma e nel frattempo frequenta la scuola di recitazione dell'Istituto d'Arte e Spettacolo al circolo Dravelli di Moncalieri, allora diretta da Arnoldo Foà. Qui inizia a proporre i suoi primi spettacoli di cabaret sui palcoscenici dei teatri locali della provincia di Torino. Si mette alla prova anche come doppiatrice, vince il premio "Ettore Petrolini" del Festival "Bravograzie!" di Aosta e viene finalmente notata anche da Serena Dandini che la vuole nel suo programma "Avanzi", dove ottiene numerosi consensi di pubblico e di critica.
Il sodalizio con Fabio Fazio e i film impegnati
La tv la vuole in numerosissime trasmissioni, da "Stasera pago io" di Fiorello al Festival di Sanremo dove si lancia in un appassionato bacio con Pippo Baudo, oltre che nella conduzione de "Le iene", assieme a Luca e Paolo. Nel 2006 prende parte del film sul precariato Cover Boy – L'ultima rivoluzione, dopodichè viene confermata come ospite fissa del programma "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, dove, per la prima volta, si presenta al pubblico come se stessa, abbandonando i personaggi che l'hanno resa celebre e prodigandosi in lunghi monologhi irriverenti sui temi d'attualità. Nel 2006 pubblica anche "Rivergination", seguito poi da "La jolanda furiosa" nel 2008, entrambi finiti in pochissimo tempo tra i primi posti dei libri più venduti dell'anno. Nel 2007 viene ricevuta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che le consegna il prestigioso premio De Sica, riservato alel personalità più in luce del momento nel mondo dello spettacolo e della cultura. L'anno dopo ritorna al cinema in veste di suora nella commedia musicale Tutta colpa di Giuda – Una commedia con musica di Davide Ferrario e in Matrimoni e altri disastri di Nina Di Majo, ed esordisce in una grossa produzione televisiva di fiction Pinocchio (2008), dov'è il grillo parlante, diretta da Alberto Sironi.
fonte: mymovies