sabato 6 agosto 2022

Cinema: 'Diabolik 2' arriva il sequel dei Manetti. A novembre 'Ginko all'attacco!'

Sotto la maschera, al posto di Luca Marinelli, c'è Giacomo Gianniotti. Confermati Miriam Leone e Valerio Mastandrea.

Sarà nelle sale a novembre il secondo capitolo della saga dei Manetti Bros, Diabolik. Sotto la maschera del Re del Terrore non c'è più Luca Marinelli, che è stato Diabolik nel primo capitolo, ma l'attore italiano naturalizzato canadese Giacomo Keaton Gianniotti (già dottor Andrew DeLuca nella serie Grey’s Anatomy).

Confermati Miriam Leone e Valerio Mastandrea che tornano a vestire i panni dell’affascinante Eva Kant e dell’instancabile ispettore Ginko, mentre Monica Bellucci sarà Altea, eterna fidanzata dell’ispettore, nobildonna stravagante e anticonvenzionale, dal carattere forte e dal grande carisma.

Il film uscirà nelle sale il 17 novembre 2022 distribuito da 01 Distribution e avrà un ulteriore seguito con gli stessi protagonisti (le riprese degli episodi 2 e 3 sono state fatte contemporaneamente)

Soggetto scritto dai Manetti bros. e Mario Gomboli, tratto dalla storia originale di Angela e Luciana Giussani, la sceneggiatura a firma dei Manetti bros. e Michelangelo La Neve, Diabolik Ginko all'attacco è una produzione Mompracem con Rai Cinema, prodotto da Carlo Macchitella, Manetti bros., Pier Giorgio Bellocchio in associazione con Astorina e Bleidwin, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e di Friuli Venezia Giulia Film Commission.

fonte: www.repubblica.it  

Libri: "Mio fratello" di Daniel Pennac, tradotto da Yasmina Mélaouah

Urgente, intenso, diretto. Daniel Pennac ci sorprende con un romanzo come non ne aveva mai scritti. Un omaggio a un fratello molto amato e perduto. Un romanzo ispirato che resterà nel cuore dei lettori.


"Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso. Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell'umorismo, ho perso la quiete. Ho perso quel po' di tenerezza che c'era ancora al mondo. Ma chi ho perso?"

Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, «Bartleby lo scrivano». 

Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando qui gli estratti del suo adattamento teatrale di Bartleby e gli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati, battute piene di humour e di lucidità, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. E al contempo mette in luce una singolare affinità tra i due personaggi. 

Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritrarsi deliberatamente dalla vita sociale, a un rifiuto categorico di aggravare l'entropia. A questa testimonianza di affetto fraterno, Pennac affianca riflessioni appassionate sul teatro, la recitazione e le maschere sociali. Il tutto costituisce un singolare libro d'amore, insieme profondo, lucido e toccante. 

fonte: www.ibs.it

venerdì 5 agosto 2022

Cinema > Lady Gaga sarà nel nuovo film Joker Folie à Deux: il video

Dopo A Star Is Born e House of Gucci Lady Gaga tornerà al cinema con un altro film. Da mesi circolano rumor sulla presenza della Germanotta nel sequel di Joker, ‘Folie à Deux’ e oggi la popstar americana ha confermato le indiscrezioni con un video pubblicato su Instagram. Non solo una breve clip, Lady Gaga ha anche rivelato la data d’uscita della pellicola, che è il 4 ottobre 2024.

Lady Gaga sarà nel nuovo film di Joker: il video

 
La cantante di Born This Way dovrebbe vestire i panni di Harley Quinn, la ‘partner’ di Joker. Il ruolo era stato precedentemente rivestito da Margot Robbie in ‘Suicide Squad’ e in ‘Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn’. In Joker Folie à Deux Lady Gaga non si limiterà a recitare, perché il sequel di Joker sarà un musical.

I media americani parlavano del possibile arrivo di Gaga in questo sequel già un mese fa: “La cantante è fortemente corteggiata per il ruolo di Harley Quinn. Il regista pensa che lei sia perfetta per recitare nei panni di quel personaggio. Il corteggiamento è andato avanti a lungo e le cose sono andate a buon fine. La trattativa adesso è a buon punto. Sembra infatti che Lady Gaga abbia già detto di essere interessata e si stanno finalizzando gli ultimi accordi. La presenza della popstar è anche giustificata dal fatto che questo film sarà una sorta di musical. Ci saranno molte canzoni e Gaga sembra essere la scelta più giusta per questa nuova Harley. Potrebbe essere l’occasione per lei di tornare agli Oscar ancora una volta. Per adesso il portavoce dell’artista non ha risposto alle nostre domande. Ormai è quasi sicuro che la rivedremo al cinema“.

Pronti a vedere la Mother Monster nei panni di Harley Quinn?

fonte: Anthony Festa  www.biccy.it

Università di Bologna, intervista al Rettore: “Da noi alta istruzione e inclusione sociale”

Robert Evans / Alamy Stock Photo
 L'università più antica del mondo occidentale crede nel diritto allo studio. E grazie ad alcuni fattori, è l'unica in Italia a crescere. Scopriamo perché

 L'Università di Bologna punta su internazionalizzazione, innovazione e ricerca.

 La prima cosa che ha fatto quando è diventato Rettore è stata abbassare le tasse universitarie. La seconda, abolire la didattica online. La terza, incrementare le risorse per le borse di studio. Eletto nel giugno 2021, Giovanni Molari, ingegnere agrario, prepara il terreno per il futuro dell’università di Bologna, fondata nel 1088 e oggi uno dei più grandi atenei pubblici dell’Occidente con i suoi 90mila iscritti. Nel nome del diritto allo studio. 

 «Credo molto nell’articolo 34 della Costituzione. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Un ateneo come l’Alma Mater deve tenere insieme anime all’apparenza contraddittorie: l’alta qualità didattica e la massima inclusione sociale», afferma. 

Via Zamboni, cuore pulsante della vita universitaria bolognese

E i numeri gli danno ragione: l’università sotto le torri ha visto crescere nell’ultimo anno le iscrizioni del 4%, un dato in netta controtendenza con quello nazionale dove le iscrizioni sono calate del 3%. 

 A Bologna si studia e si studia bene, come attesta il QS World University Rankings, tra le più note classifiche mondiali, che ha visto l’Unibo piazzarsi al 167° posto, seconda in Italia dopo il Politecnico di Milano. Ancor più rilevante è il Times Higher Education Impact Rankings, che valuta l’impatto degli atenei sul tessuto sociale e il loro impegno per lo sviluppo sostenibile, dove l’Alma Mater Studiorum svetta al primo posto. 

Cerimonia di Graduation 2021 in Piazza Maggiore, Bologna.Giacomo Maestri
 «Vogliamo contribuire al sistema Paese, la responsabilità sociale è tra i nostri principi cardine», sottolinea Molari. Puntando dritto all’innovazione, al futuro, all’internazionalità da sempre nel dna di Unibo. «Nell’ultimo triennio abbiamo inaugurato trenta nuovi corsi, una decina solo per il prossimo anno accademico». 

«Credo molto nell’articolo 34 della Costituzione. I meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».

Come il corso di laurea European Studies: il primo congiunto di Una Europa, sviluppato da otto atenei del Vecchio continente, una laurea triennale che consente agli studenti iscritti di frequentare fino a tre diversi atenei. «Quasi il 50% delle nostre lezioni sono in inglese o possono essere frequentate nella doppia lingua». 

Un approccio globale, con i piedi saldamente ancorati al territorio, al suo tessuto produttivo. Così gli ingegneri del futuro studiano alla Muner, la Motorvehicle University of Emilia-Romagna, unica nel panorama internazionale, nata dalla collaborazione tra le case motoristiche e gli atenei della regione. Il corso di Moda a Rimini dialoga con le aziende del tessile e con il Fashion Research Italy di Alberto Masotti, l’ex patron di La Perla. Fortemente legata all’universo aziendale è poi la Bologna Business School, scuola di alta formazione manageriale fondata da Unibo nel 2001, che lo scorso settembre ha conquistato il riconoscimento Equis, ottenuto da appena l’1% delle business school del pianeta. Ogni anno Piazza Maggiore ospita la graduation – in puro stile Usa – degli oltre 1.500 partecipanti accompagnandola con il discorso di un protagonista del business: il 9 settembre toccherà a Marco Bizzarri, Ceo di Gucci. Non a caso: il corso Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods della BBS è uno dei più performanti.

La vera sfida però si chiama Tecnopolo: farà di Bologna la capitale dei Big Data. Un hub italiano ed europeo di avanguardia su nuove tecnologie, climatologia, sviluppo umano scelto per ospitare due infrastrutture strategiche: il Data Center del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) e il super calcolatore Leonardo. «È un’opportunità da non perdere, l’ateneo deve portare qui la ricerca avanzata su questi temi». 

Spina nel fianco del Rettore è invece Patrick Zaki, lo studente Unibo egiziano incarcerato al Cairo il 7 febbraio del 2020, detenuto fino allo scorso dicembre, ancora in attesa di una sentenza che forse arriverà (salvo ulteriori rinvii) il 27 settembre. «Nell’articolo 5 del nostro statuto c’è la difesa dei diritti della persona – osserva Molari – ma basterebbe vedere le manifestazioni di piazza a favore di Patrick a Bologna, spesso nate dal basso, per comprendere con quanto affetto e trepidazione lo aspettiamo. Riportarlo nelle nostre aule è in cima all’agenda del mio mandato».

Palazzo Poggi, che ospita la sede dell'Alma Mater Studiorum e altri musei universitari, quali il Museo della Specola e il Museo Europeo degli Studenti.

Teatro Anatomico di Bologna, ubicato nell'Archiginnasio, è stato costruito nel 1636-68, e usato per lezioni di anatomia della facoltà di Medicina

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Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale

Milano celebra Avedon con 106 scatti a Palazzo Reale RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalle immagini icone della moda a scrittori e cantanti

MILANO - Centosei scatti che raccontano oltre 60 anni di carriera di uno dei maestri delle fotografia del Novecento: dalle icone della moda ai ritratti delle celebrità, in bianco e nero, come i Beatles, Bob Dylan o lo scrittore Truman Capote. Milano celebra Richard Avedon, scomparso nel 2004, con una mostra a Palazzo Reale che si potrà visitare dal 22 settembre al 29 gennaio 2023.

Richard Avedon: Relationships, il titolo scelto per l'esposizione promossa dal Comune di Milano e Skira Editore, ripercorre la carriera dell'artista con le immagini provenienti dalla collezione del Center for Creative Photography di Tucson e dalla Richard Avedon Foundation. Avedon ha rivoluzionato il modo di fotografare le modelle, trasformandole da soggetti statici ad attrici protagoniste del set, mostrando il loro lato umano. Una sezione della mostra infatti è dedicata alla collaborazione con Gianni Versace, iniziata con la campagna per la collezione primavera/estate 1980, che decretava l'esordio dello stilista. 

Molte sono le top model con cui Avedon ha lavorato intensamente, da Dovima a China Machado, da Suzy Parker a Jean Shrimpton, da Penelope Tree a Twiggy, a Veruschka. Dalla straordinaria affinità che aveva con Dovima, ad esempio, sono scaturite immagini spettacolari, come l'iconica Dovima con gli elefanti, Abito da sera Dior, Cirque d'Hiver, Parigi 1955. 

Il fotografo americano nella sua carriera ha ritratto i personaggi più famosi, in bianco e nero, su sfondo bianco e da vicino, per enfatizzare la qualità della posa. Ne è un esempio la fotografia del 1981, scelta come immagine guida della mostra, che ritrae Nastassja Kinski, distesa sul pavimento e abbracciata da un serpente. Alcuni personaggi sono stati ritratti più volte a distanza di anni: il caso più eclatante è quello di Truman Capote ritratto per la prima volta nel 1949 e poi più volte fino all'ultimo ritratto del 1974, con lo scrittore cinquantenne. 

Il percorso espositivo propone una selezione di ritratti di celebrità dello spettacolo ma anche di attivisti per i diritti civili, politici e scrittori, tra cui quelli dei Beatles, di Bob Dylan, di Michelangelo Antonioni, Allen Ginsberg, Sofia Loren, Marylin Monroe, del Dalai Lama e due di Andy Warhol. 

fonte:Redazione ANSA www.ansa.it/canale_viaggiart/it  RIPRODUZIONE RISERVATA© Copyright ANSA  

Carrara > CarMi: ingresso gratuito alla mostra su Michelangelo

Domenica 7 agosto, in concomitanza con le domeniche gratuite nei musei, sarà possibile visitare gratuitamente anche la mostra 1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. 

La vitalità del marmo, curata da Marco Ciampolini ed Emanuela Ferretti e allestita al CARMI- Villa Fabbricotti fino al prossimo 15 settembre.

L' esposizione è dedicata alla vicenda progettuale del Memoriale in onore di Michelangelo, promosso nei primi anni Settanta, che vide impegnato l'architetto Giovanni Michelucci.

Celebrazione antiretorica del rapporto dell'artista con Carrara, il progetto è stato elaborato fra il 1972 e il 1975 da Giovanni Michelucci (1891-1990), figura di assoluto rilievo dell'architettura del Novecento. La proposta del maestro pistoiese - fra architettura e scultura, memoria e trasferimento di saperi, celebrazione delle maestranze carraresi e valorizzazione delle cave– si sarebbe dovuta arricchire con il coinvolgimento dello scultore Henry Moore (1898-1986), presenza significativa nell'area apuana fin dagli anni Cinquanta.
 
La narrazione espositiva che adotta diversificati media (disegni originali, stampe, modelli, fotografie e filmati multimediali) si snoda su tre nuclei tematici, individuati dalla professoressa Emanuela Ferretti: lo sviluppo dell'idea iniziale di un 'monumento' a Michelangelo da parte del Circolo Arturo Dazzi e del suo presidente Pierantonio Balli (1904-1987); la genesi e il percorso progettuale del Memoriale a Michelangelo di Michelucci, in tutte le sue articolazioni; la focalizzazione, con materiali inediti, sulla grande mostra antologica di Moore al Forte Belvedere (1972), come tassello evocativo del contesto di riferimento.

A completamento della mostra, all'interno del percorso museale permanente del CARMI, vengono presentate una serie di sculture, pitture e disegni - inediti o poco conosciuti - dei secoli XVI-XIX, selezionati dal professore Marco Ciampolini con l'intento di esemplificare l'immensa fortuna del maestro e delle sue opere: l'allestimento prende in esame opere di "ispirazione" michelangiolesca, a partire dal XVI secolo, fino a dipinti di tono spiccatamente narrativo, tipici dell'età Romantica.

Mostra e museo sono visitabili con il seguente orario: 9.30-12.30/17.00-20.

Ricordiamo, inoltre, che domenica 7 agosto saranno aperti al pubblico in modalità gratuita anche il Museo Civico del Marmo e il mudaC, che è stato recentemente oggetto di un accurato riallestimento.

Orari e indirizzi sono i seguenti:
CARMI e mostra 1972. Michelucci, Moore e Michelangelo. La vitalità del marmo. Villa Fabbricotti, Via di Sorgnano, orario 9.30-12.30/17.00-20.
Museo Civico del Marmo Viale XX Settembre 85, orario 11-17;
mudaC, Via Canal del Rio, orario 17- 21.
 
fonte: Scritto da Redazione www.lagazzettadimassaecarrara.it

mercoledì 3 agosto 2022

Il cinema di Disney in sala, tutte le uscite

Dal sequel di Avatar alla versione live-action La Sirenetta, passando per Black Panther e Empire of Light, The Walt Disney Company Italia ha annunciato le date di uscita dei film nelle sale italiane.

Ecco alcuni dei titoli: si parte il 22 settembre con la riedizione di AVATAR, in attesa del sequel e si prosegue con OMICIDIO NEL WEST END il 29 settembre, con Sam Rockwell e Saoirse Ronan ambientato a Londra negli anni Cinquanta.

AMSTERDAM di David O. Russel, arriverà il 3 novembre, crime originale su tre grandi amici che si trovano al centro di uno dei complotti segreti più scioccanti della storia americana. 

Tra gli altri nel cast Christian Bale, Margot Robbie, Zoe Saldaña, Rami Malek e Robert De Niro. BLACK PANTHER: WAKANDA FOREVER, diretto da Ryan Coogler, arriverà il 9 novembre. Nel film Marvel Studios, la Regina Ramonda (Angela Bassett) e le altre lottano per proteggere la nazione dalle invadenti potenze mondiali dopo la morte di Re T'Challa. THE MENU arriverà il 17 novembre: una coppia (Anya Taylor-Joy e Nicholas Hoult) si reca su un'isola per mangiare in un ristorante dove lo chef (Ralph Fiennes) ha preparato un menù sontuoso. 

Dal sequel di Avatar al live action La Sirenetta

AVATAR: LA VIA DELL'ACQUA, primo sequel di Avatar diretto da James Cameron, il film con il maggior incasso di tutti i tempi arriverà il 14 dicembre. E' interpretato tra gli altri da Zoe Saldaña, Sam Worthington, Sigourney Weaver e Kate Winslet. 

GLI SPIRITI DELL'ISOLA (THE BANSHEES OF INISHERIN) di Martin McDonagh sarà presentato in anteprima a Venezia 79 il prossimo 5 settembre 2022 e arriverà nelle sale il 2 febbraio 2023. Ambientato su un'isola dell'Irlanda, segue vecchi due amici, Padraic (Colin Farrell) e Colm (Brendan Gleeson). 

TITANIC, il grande successo del 1997, torna il 9 febbraio 2023. ANT-MAN AND THE WASP: QUANTUMANIA il 15 febbraio. EMPIRE OF LIGHT ambientato nei primi anni '80 in una cittadina balneare inglese, con la regia di Sam Mendes arriverà il 23 febbraio 2023 e vanta un cast con Olivia Colman, Micheal Ward, Colin Firth. 

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3 il 3 maggio 2023. Infine LA SIRENETTA, la versione live-action del classico d'animazione diretta da Rob Marshall, arriverà il 24 maggio 2023: protagonista la cantante e attrice Halle Bailey. 

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Da The Sandman a Echoes, le serie più attese su Netflix

Appena uscite, ma già in testa Keep Breathing e Uncoupled

Dall'attesa serie fantasy The Sandman (al via il 5 agosto), fino al thriller Echoes, in arrivo il 19, fino alla coreana A Model Family (il 12): sono tante le nuove storie a cui appassionarsi su Netflix, mentre altri titoli sono usciti a fine luglio ma già in testa alle classifiche tra i più visti.

E' il caso di Keep Breathing, per chi ama il genere storie di sopravvivenza, miniserie in sei episodi che affronta anche temi introspettivi.

Racconta la storia di una giovane donna che sopravvive da sola a un incidente aereo e fa di tutto per restare in vita in una foresta. Non deve, infatti solo sopravvivere fisicamente, ma anche affrontare tutti i suoi demoni personali. Grazie a numerosissimi flashback che riempiono gli episodi, Keep Breathing riesce a trattare diversi tematiche. La serie dà spazio al personaggio, della mamma della protagonista (attraverso i suoi ricordi di bambina), Liv, un'artista sopra le righe: "Sono una persona, sono un'artista e non solo una mamma" dice la donna al marito. Un tema delicato che viene messo in mostra in questa serie con l'esempio di quella che sarebbe considerata una "cattiva madre" ma che, alla fine, non fa altro che fare ciò che crede la cosa migliore per sua figlia: lasciarla a sua padre, un atto di amore perché sa che sarà un genitore migliore e la crescerà nel migliore dei modi. Anche se la figlia la vivrà sempre come un abbandono, e lo capirà alla fine. 

Per chi ha voglia di leggerezza ecco Uncoupled, la nuova comedy che vede il ritorno sul piccolo schermo di Neil Patrick Harris, conosciuto come "Barney Stinson" per il suo iconico personaggio in How I Met Your Mother. L'attore, infatti, torna protagonista di una storia divertente sulla vita da single a New York dopo i 40 anni. Michael (Harris) pensava che la sua vita fosse perfetta, ma poi il compagno lo sorprende lasciandolo dopo 17 anni. All'improvviso deve affrontare due incubi: perdere quella che pensava fosse la sua anima gemella e ritrovarsi a oltre quarant'anni da uomo single e gay a New York. 

Il 5 agosto debutta il fantasy mitologico The Sandman sulla storia del re dei sogni Morfeo, tratta da quello che viene considerato il fumetto più bello di sempre di Neil Gaiman. E' un connubio di mitologia e fantasy dark in cui la fiction moderna si intreccia con il dramma storico e la leggenda. La trama segue i personaggi e i luoghi finiti sotto l'influenza di Morfeo, il signore dei sogni che pone rimedio agli errori da lui commessi durante la sua lunga esistenza. In dieci episodi, racconta la storia di Morfeo (interpretato da Tom Sturridge) e trascina in un mondo dove la realtà si contrappone a una dimensione onirica gestita da un essere immortale che la governa. Questo, però, viene catturato e la sua assenza porterà alla rovina del mondo dei sogni e le conseguenze di ciò si riverseranno sugli esseri umani che cadranno in un sonno profondo da cui non riusciranno più a svegliarsi. 

Il 19 agosto sbarca su Netflix 'Echoes' una serie thriller con sfumature gialle su Leni e Gina, due gemelle identiche che condividono un pericoloso segreto. Creata dell'ideatore di Tredici Brian Yorkey, questa serie in sette episodi è pronta a incutere timore, coinvolgere e raccontare una storia che ha dell'incredibile. Lo scambio di ruolo iniziato di nascosto da bambine le ha portate a condurre una doppia vita da adulte: le sorelle condividono due case, due mariti e un bambino, ma il loro mondo perfettamente coreografato sprofonda nel caos quando una delle due scompare. 

Il 12 agosto esce A Model Family, la serie thiller coreana diretto da Kim Jin-woo ("Love Alarm 2"): un professore al verde ruba inconsapevolmente denaro a un cartello e scopre che l'unico modo per salvare la famiglia è lavorare come corriere della droga. E poi c'è l'uscita della terza stagione di due amatissime serie come Locke & Key e Non ho mai... (12 agosto).

fonte: di Nicoletta Tamberlich www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Sport: L’ATP attiverà un programma di inclusione LGBT+

LGBT+ flag- Queen's 2022 (Photo by Luke Walker:Getty Images for LTA)
 Dopo aver fatto un sondaggio, l’ATP ha annunciato una nuova partnership con il progetto “You Can Play” con lo scopo di migliorare l’inclusività LGBT nello sport

 Nel 2021 l’ATP ha effettuato per la prima volta un sondaggio LGBT con alcuni giocatori che hanno anche accettato di prendere parte a interviste one-to-one

Il questionario era disponibile su base anonima per i giocatori, con un totale di 65 partecipanti. La maggior parte degli intervistati era classificata tra i primi 250 al mondo, ma l’esatto resoconto non è stato pubblicato. 

Promosso da Pride Sports e dai ricercatori della Monash University di Melbourne, il sondaggio si proponeva di raccogliere informazioni sui comportamenti e gli atteggiamenti nei confronti della comunità LGBT+. I risultati sono stati poi analizzati in modo indipendente. 

Dal sondaggio è emerso un diffuso utilizzo nel circuito di un linguaggio omofobico, peraltro a livelli non dissimili dagli altri sport.

Questa definizione fa riferimento all’utilizzo di espressioni omofobe in generale, non utilizzate in maniera specifica per insultare una persona in particolare.  Il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver sentito frasi omofobe usate da altri giocatori. Si è quindi concluso che questi termini vengono utilizzati in quanto “socialmente accettati” e conformi a norme sociali e atteggiamenti scherzosi.

Un’altra risposta chiave data dal test rivela che i giocatori siano totalmente d’accordo sul fatto che tutto ciò crei un ambiente negativo. Tutti i dati sottolineano che i giocatori sono riluttanti a parlare delle loro preferenze sessuali, proprio per il timore di un possibile “rifiuto, isolamento dagli atri giocatori e senso di solitudine”. Non stupisce quindi, e fa riflettere, il fatto che attualmente non ci sia nessun giocatore apertamente gay nell’ATP Tour.

Per affrontare queste questioni che sono emerse, l’ATP ha lanciato un programma educativo in collaborazione con “You Can Play”, un’organizzazione che si concentra sulla sicurezza e l’inclusione di coloro che praticano sport, in particolare dalla comunità LGBT+. I loro partner includono MLS, NFL e NHL.

I passi che l’ATP ha deciso di intraprendere sull’inclusione sono impressionanti: non solo dimostrano la loro volontà di individuare le sfide di oggi e affrontarle, ma anche di trovare opportunità future e sfruttarle. Proprio questa è la ragione del nostro entusiasmo per questa partnership”, così ha dichiarato in conferenza stampa Kurt Weaver, il CEO di You Can Play.

L’importanza dell’ATP e quindi del tennis è di portata mondiale e la loro abilità nell’utilizzare quella voce per sostenere l’inclusività nel tennis, farà in modo che il gioco sia aperto ed accogliente per ogni partecipante, indipendentemente dalla sessualità o identità di genere.”

Il programma sarà improntato su “contenuti educativi basati sulla scienza” e rilasciato allo staff, ai tornei e ai giocatori dell’ATP nelle prossime stagioni. Il contenuto sarà legato ai risultati del loro sondaggio LGBT. 

“Il tennis è uno degli sport più globali al mondo e attraverso ATP Serves, il nostro obiettivo è garantire che la cultura del tennis sia la più inclusiva e accogliente possibile. Questo deve farci guardare dentro noi stessi per continuare a porci le domande giuste”, ha dichiarato Massimo Calvelli, CEO dell’ATP. Il nostro sondaggio LGBT+ ci ha mostrato un supporto incondizionato tra i giocatori dell’ATP per una maggior azione in questo settore e per l’identificazione di aree dove tutti possiamo fare molto meglio. Vorremmo ringraziare tutti per il loro contributo in questo processo e, insieme a You Can Play, guardiamo a un futuro pieno di progressi significativi negli anni a venire.”

Il 95% dei giocatori al di sotto dei 31 anni, che hanno preso parte al sondaggio, hanno confermato il pieno supporto all’ATP nell’attivarsi contro l’omofobia.

Traduzione di Luca Gori, di Adam Addicott, Ubitennis.net, 22/07/2022

fonte: www.ubitennis.com

martedì 2 agosto 2022

Quante novità per Netflix: chiuso account storico, nuovo pulsante iOS e stop condivisione

La questione dell'abbonamento con pubblicità di Netflix è sicuramente quella che sta facendo maggiormente discutere per quel che concerne il rinnovato focus della piattaforma di Reed Hastings e soci. Tuttavia, si tratta di un periodo di novità in generale per Netflix, visto anche quanto emerso nel corso degli ultimi giorni.

Infatti, stando anche a quanto riportato da Variety, l'azienda ha scelto di chiudere un popolare account Twitter, ovvero Netflix CS (conosciuto anche come Netflixhelps). Quest'ultimo ha cessato le sue attività senza troppi annunci da parte di Reed Hastings e soci, ma la questione sta attirando l'attenzione per via del fatto che si trattava di un profilo attivo da oltre 13 anni, che nel corso di questo lasso di tempo ha aiutato gli utenti di Netflix fungendo da supporto.

Un portavoce dell'azienda ha spiegato ai microfoni di Variety che la chiusura del servizio non sarebbe legata ai recenti tagli dei costi. Tuttavia, vedere la scritta "Questo account non è più attivo" relativamente a un profilo che già nel lontano 2009 forniva supporto persino sui DVD non può che far scendere una lacrimuccia sul volto di alcune persone. In ogni caso, chiaramente le modalità per ottenere supporto relativamente al servizio non mancano, come potete approfondire tramite il Centro assistenza di Netflix.

Nel frattempo, stando anche a quanto riportato da 9to5Mac, su iOS è iniziato ad apparire il pulsante per effettuare la sottoscrizione in modo esterno all'App Store. In parole povere, ora Netflix sta rimandando al suo sito Web (l'utente vede a schermo un apposito avviso). Ricordiamo che si tratta di una novità, in quanto in precedenza la società di Reed Hastings, per indicare la possibilità di abbonarsi su iOS, avrebbe dovuto per forza di cose passare per gli abbonamenti in-app legati al sistema di pagamenti di Apple, pagando una commissione di base del 30%. 

Adesso, invece, la già preannunciata svolta di Apple sta permettendo a Netflix di procedere esternamente.

Per il resto, stando anche a quanto riportato da GSMArena, sono emersi alcuni screenshot legati alla ormai ben nota funzionalità di aggiunta delle abitazioni su Netflix. Per intenderci, alcuni test condotti dalla piattaforma, per ora solamente in mercati specifici come l'Argentina, stanno facendo pagare un extra per ogni abitazione ulteriore in cui si utilizza l'account. In parole povere, si tratta della mossa che vuole mettere fine alla condivisione dei profili.

In ogni caso, dagli screenshot apprendiamo che viene aggiunta, tra le opzioni legate all'account, una sezione "Case". Premendo sul pulsante "Gestisci case", sarà possibile gestire le abitazioni, dando inoltre un'occhiata ai dispositivi connessi legati alle singole case. Insomma, sembra proprio trattarsi di un momento di novità per la società di Reed Hastings.

Ricordiamo d'altronde che il periodo non è dei migliori per la piattaforma. A tal proposito, di recente è emerso che la crisi di Netflix potrebbe comportare la vendita di alcune serie originali ad altre emittenti. Se volete informarvi ulteriormente sulla questione, che ha portato anche a tagli del personale, potete fare riferimento al nostro approfondimento sulla crisi di Netflix.

fonte: di Andrea Zanettin  https://tech.everyeye.it

Cinema, l'esordio di Elodie in concorso al Festival di Venezia: "Ti mangio il cuore" nella sezione 'Orizzonti'

Elodie in Ti mangio il cuore
La pellicola, tratta dall'omonimo libro inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, uscirà nelle sale il 22 settembre 

Ti mangio il cuore, il film che segna l'esordio di Elodie sul grande schermo, sarà presentato alla settantanovesima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Si tratta della prima pellicola italiana in concorso annunciata durante la conferenza stampa della rassegna in programma dal 31 agosto al 10 settembre. 

La pellicola in bianco e nero, che concorrerà nella sezione "Orizzonti", è made in Puglia: è diretta dal regista di Bitonto Pippo Mezzapesa ed è stata girata sul Gargano. E proprio di questa terra racconta le faide: Ti mangio il cuore è tratto dall'omonimo libro inchiesta scritto dal vicedirettore di Repubblica Carlo Bonini e dall'inviato Giuliano Foschini - edito da Feltrinelli - che ripercorre la guerra tra le famiglie della Società foggiana e le sue pratiche. E qui, in particolare, viene narrata una tragica storia d'amore della quale sono protagonisti la stessa cantante romana e Francesco Patanè.

La sceneggiatura del film, in sala il 22 settembre e distribuito da 01 distribution, è firmata dalla giornalista di Repubblica Bari Antonella Gaeta, lo stesso Mezzapesa e Davide Serino. Nel cast ci sono anche Michele Placido, Brenno Placido, Tommaso Ragno, Francesco Di Leva e Linda Vitale.

fonte: https://bari.repubblica.it/

Libri: "Anche per te" di Nicolò Madia

Angela, una giovane novizia colta da forti dubbi esistenziali, si ritrova a riflettere sulla sincerità della sua vocazione. 

Irina, invece, è fuggita dalla povertà del suo Paese natio ed è giunta in Italia in cerca di fortuna;  finisce però in balia di un uomo senza scrupoli che la costringe a prostituirsi per pagare i propri debiti di gioco. 

Infine Giulia, ragazza madre, deve crescere suo  figlio senza alcun sostegno, rinunciando agli studi e maturando un sentimento di diffidenza nei confronti dell’altro sesso. Le loro vite incroceranno quella di Claudio, un uomo brillante e generoso con alle spalle una vita familiare difficile, ma con la vocazione ad aiutare il prossimo.


L'AUTORE
Nicolò Madia è nato a Roma nel 1988. Ristoratore, dopo le prime esperienze letterarie è passato alla stesura di canzoni, tra cui Non è un calcolo matematico, con la quale è arrivato in  finale allo Star Music Festival nel 2011. Successivamente si è cimentato nella scrittura di racconti. Anche per te è la sua prima pubblicazione. 

fonte: www.edizionidialoghi.it

Serie TV > Queer as Folk, la recensione: essere LGBTQIA+ oggi

La nostra recensione del nuovo Queer as Folk, il reboot del 2022 che re-immagina la vita di un gruppo eterogeneo di amici nella New Orleans di oggi, tra identità di genere, ricerca di se stessi e una tragedia comune da affrontare, dal 31 luglio su STARZPLAY con appuntamento settimanale.

Era con un misto di curiosità e apprensione che ci apprestavamo alla visione e poi alla recensione del nuovo Queer as Folk, dal 31 luglio su STARZPLAY con appuntamento settimanale: una re-immaginazione di ciò che fece successo e scalpore con la serie originale britannica di Russell T. Davies per Channel 4 prima e con il remake statunitense poi, durato cinque stagioni su Showtime.

Sei l'LGBT al mio QIA+

Viviamo in un momento storico in cui si sta cercando di acquisire sempre più consapevolezza - e soprattutto farla acquisire agli altri - sul mondo queer e soprattutto sulle tante sigle che animano la parola LGBTQIA+, che va ad indicare tutte le sfumature e identificazioni per le persone nella sfera sessuale e sentimentale. Serviva quindi una serie che potesse rispecchiare tutto ciò e, se in Italia sembra che proveremo a farlo con Prisma in arrivo su Prime Video, oltreoceano possiamo dire che Stephen Dunn ci sia riuscito con questo nuovo Queer As Folk, almeno dai primi episodi visti. Anche perché una delle critiche mosse alla serie statunitense era stata proprio il non esplorare a fondo la sfera, mostrando quasi solamente omosessuali bianchi e benestanti, con una visione riduttiva di lesbiche e trans. Questo reboot tenta di ispirarsi alla storia originale (sarà possibile trovare rimandi e riferimenti qui e là) ma re-immaginando il tutto nella società contemporanea. 

Ambientata a New Orleans, perfetta location colorata e dal vivacissimo battito notturno per le vite dei personaggi che va a raccontare la storia, Queer as Folk 2022 si concentra sull'incontro tra il giovanissimo Mingus (Fin Argus, The Gifted), che vorrebbe tanto diventare una drag queen, e il complicato Brodie (Devin Way, Grey's Anatomy), tornato in città dopo aver mollato medicina scontrandosi con un mondo cambiato mentre lui non c'era. Il suo ex storico, Noah (Johnny Sibilly, Hacks), un giovane e complessato avvocato nero, pare essersi rifatto una vita, così come l'amico Daddius (Chris Renfro, Reno 911!), mentre la migliore amica trans Ruthie (Jesse James Keitel, Big Sky) insegna inglese e sta per avere due gemelli insieme alla compagna Shar (CG), che porta in grembo i figli avuti grazie allo sperma donato proprio da Brodie.  

A completare il quadro ci sono l'apparentemente timido fratello di Brodie, Julian, affetto da lieve paralisi celebrale (Ryan O'Connell, già adorato in Special e che anche qui ha contribuito con la sceneggiatura di alcuni episodi oltre che con la recitazione) e Marvin (Eric Graise, Step Up: High Water), giovane gay nero che vuole rendere la vita notturna cittadina più accessibile alle persone con disabilità, dato che lui per primo deve muoversi su una carrozzina. Non mancano le guest star tra gli adulti, come i genitori di Brodie e Julian, interpretati da una sempre spumeggiante Kim Cattrall e un granitico Ed Begley Jr. e una mamma spirito libero come quella di Mingus, che supporta in tutto e per tutto il percorso del figlio, col volto di Juliette Lewis (di recente tornata alla ribalta con Yellowjackets).

Trauma queens

Una novità sostanziale apportata alla trama di questo reboot, sempre nell'ottica di riscriverlo in chiave attuale rispetto all'originale e al primo remake, è che nel pilot accade una tragedia che colpirà tutti i personaggi e che dovranno affrontare negli episodi successivi. Non si parla solo di identità di genere e di scoperta di se stessi, ma anche di disturbo da stress post-traumatico, di crimini d'odio e ovviamente di omofobia. Non c'è più solo il triangolo Mingus-Brodie-Noah ma anche qualcos'altro ad arricchire la narrazione e a tenere alta l'attenzione degli spettatori, che potrebbero aprire la mente sul mondo queer vedendo lo show. Gli ambienti sono altrettanto importanti per raccontare i protagonisti: non solo la New Orleans che si respira in ogni inquadratura, coi suoi colori e la sua musica, ma anche il Babylon, il locale della serie originale qui riproposto anche come palco per le drag queen. La musica è un altro elemento fondamentale del serial, in cui i brani scelti accuratamente raccontano coi propri versi ciò che stiamo vedendo davanti ai nostri occhi e ci guidano nei pensieri e nelle sensazioni dei personaggi. Proprio come nella serie originale, le scene esplicite non sono mai gratuite ma volte a spiegare un determinato sviluppo legato a un personaggio, o a presentarlo, o a far semplicemente vedere un mondo che esiste a tutti gli effetti, proprio come quello etero. Deal with it.

Conclusioni

È stato fatto un lavoro attento e rispettoso di ricostruzione e attualizzazione, come abbiamo cercato di spiegare nella nostra recensione del nuovo Queer as Folk, almeno dai primi episodi visti. Si è tentato di riempire i buchi della sfera sessuale e sentimentale queer che non erano stati coperti nella serie originale, mostrando un variegato ed eterogeneo gruppo di personaggi determinati a trovare se stessi nella società contemporanea, in una New Orleans perfetto specchio delle vite coloratissime eppure nerissime che vive ognuno di loro.

fonte:  RECENSIONE di   https://movieplayer.it

Netflix: uno studio rivela l'importanza di film e serie tv per l'inclusione LGBT+

Secondo una ricerca firmata Netflix e Diversity, l'intrattenimento rappresenta un mezzo fondamentale per una maggiore comprensione del mondo LGBT+.

Netflix e Diversity hanno condotto uno studio i cui risultati sottolineano quanto film e serie tv riescano a migliorare la comprensione del mondo LGBT+ e a favorirne l'inclusione.

Nel corso degli anni, sono sempre di più i film e le serie tv in cui interviene almeno un personaggio appartenente alla comunità LGBT+. Rispetto a trenta o venti anni fa, quando l'orientamento omo, bi o transessuale poteva rappresentare ancora un tabù, le opere cinematografiche o seriali possono contare su un pubblico più progressivo e proprio questo aspetto ha spinto Netflix a condurre uno studio per analizzare quanto sia importante la rappresentazione LGBT+ nel mondo dell'intrattenimento. 

Lo streamer si è unito a Diversity per presentare la ricerca "LGBT+ inclusion nelle serie TV e nei film" che, come intuibile, si concentra soprattutto su quello che viene proposto nel catalogo Netflix. Ebbene, dallo studio è emerso che secondo l'82% delle persone intervistate i film e le serie tv hanno una funzione cruciale e trasversale di inclusività a livello collettivo. In definitiva, 7 persone su 10 pensano che determinate opere, proprio presentando al loro interno uno o più personaggi LGBT+, aiutino le persone a conoscere meglio persone e situazioni legate alla comunità. Il 72% degli intervistati ha quindi ammesso che vedere personaggi LGBT+ sullo schermo li ha aiutati a sentirsi più a proprio agio con le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer che conoscono.

Lo studio celebra anche quei prodotti che non sono esclusivamente "LGBT+ oriented" ma che sono comunque stati in grado di raccontare e includere il mondo LGBT+ nella propria storyline, basti pensare ai casi de La casa di carta, Sex Education ed Orange is the new black. Gli utenti Netflix che fanno parte della comunità LGBT+ hanno infine sottolineato quanto sia importante anche il modo in cui determinati personaggi vengano rappresentati, e quindi senza che questi risultino troppo stereotipati o poco carismatici. La loro profondità individuale, invece, aiuta ben l'82% del pubblico LGBT+ ad identificarsi, come nel caso di Omar in Élite, Robin Buckley in Stranger Things e della coppia composta da Eric e Adam in Sex Education. 

Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity, associazione non profit impegnata nella promozione di una cultura dell'inclusione, ha dichiarato: "Oggi la rappresentazione sullo schermo è più importante che mai. Netflix e i narratori di tutto il mondo hanno l'opportunità di aumentare l'inclusione della comunità LGBT+ attraverso l'intrattenimento. Una percentuale dell'82% in un'analisi su campione rappresentativo è una conferma schiacciante di quanto siano importanti storie in cui, non solo potersi riconoscere, ma attraverso le quali poter comprendere la realtà vissuta dalle altre persone. A conferma di questo, un altro dato eclatante è che il 75% delle persone coinvolte1 vorrebbe vedere ancor più rappresentate sullo schermo le relazioni genitoriali e familiari delle persone LGBT+".

fonte: del 04/12/2020  NOTIZIA di     https://movieplayer.it

Sex and the City: la casa di Carrie Bradshaw è su Airbnb (inclusa la cabina armadio)

>>> (L'articolo è stato scritto il 3 novembre 2021) Dormire nell’appartamento dell’Upper East Side di Sarah Jessica Parker e provare i suoi vestiti scintillanti (gli stessi sfoggiati nell’iconica e amatissima serie tv), oggi si può. Per celebrare l’imminente uscita del nuovo capitolo di Sex and the City, And Just Like That... su HBO Max Original, la pluripremiata attrice e produttrice collabora infatti con Airbnb e Warner Bros e apre le porte della sua casa in mattoni rossi. 

Fashioniste di tutto il mondo, tenetevi pronte. Sono passati più di vent’anni da quando gli editoriali sulle faccende di cuore di Carrie Bradshaw sono entrati nelle nostre vite con la serie Sex and the City. Ma il tempo sembra essersi fermato. 

Il grande amore, il matrimonio, la passione, i flirt, i rimorsi, i rancori. Nulla è cambiato (a parte qualche ruga in più). 

E se un tempo le grandi appassionate della serie tv in gita a New York non potevano fare a meno di scattarsi un selfie davanti alle scale dell’appartamento di Sarah Jessica Parker (i look strepitosi che ha sfoggiato andando incontro al suo Mr. Big non si contano) ora potranno perfino soggiornarci. In attesa infatti di And Just Like That..., il nuovo capitolo che la vedrà nuovamente nei panni del suo amato personaggio, l’attrice e produttrice aggiunge l’attività di host al suo repertorio per offrire ai fan l’occasione unica di soggiornare nell’appartamento di Carrie.

«Tengo molto al personaggio di Carrie Bradshaw e sono molto felice di poter visitare nuovamente il suo mondo per il nuovo capitolo della storia di Sex and the City» ha detto Sarah Jessica Parker

«Sono entusiasta che il nostro pubblico possa vivere la New York di Carrie come mai prima d’ora e mettersi nei suoi panni, letteralmente, per la prima volta».  Photo: Kate Glicksberg

Un soggiorno per veri appassionati, che potranno sedersi nella scrivania davanti alla finestra dove Carrie si dedicava alla scrittura delle sue celebri column; entrare nella cabina armadio, dove ammirare e indossare gli outfit più iconici del guardaroba della star (tra cui il celebre tutù firmato Patricia Field, la stylist che ha creato uno stile iconico e generazionale) scarpe incluse.

Sorseggiare un Cosmopolitan (il cocktail più amato dalle Sex and the City’s girls) nel living room per un brindisi tra amici; prendere parte a una sessione di styling e photoshooting per trasformarsi in veri fashionisti. Queste sono le opportunità che include la prenotazione. Last but not least: gli ospiti verranno accolti con un check-in virtuale dall’host Sarah Jessica Parker. 

Le richieste di prenotazione sono attive sul sito airbnb.com/sexandthecity

giovedì 14 luglio 2022

Danza: Jacopo Tissi inizia la sua nuova avventura al Teatro alla Scala con Giselle. Video

Pochi mesi fa, subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina, aveva lasciato il Bolshoi di Mosca di cui era diventato, primo italiano nella storia, principal dancer. 

Ora per il giovane danzatore comincia un nuovo capitolo come primo ballerino ospite della Scala. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal suo debutto. L’INTERVISTA

>> VIDEO 

“I balletti raccolgono sempre qualcosa di te. Per fare uscire fuori determinate emozioni ci scaviamo sempre dentro… probabilmente dopo questo periodo c’è qualcosa di più, per me”. Era stato appena nominato principal dancer del Bolshoi. Prima di lui, nessun italiano era mai riuscito neanche a entrare in quella che è considerata tra le più prestigiose e ambite compagnie al mondo. Poi l’inizio della guerra in Ucraina e la scelta, difficile e sofferta, di lasciare Mosca e il suo teatro.
Ora, per Jacopo Tissi, comincia una nuova avventura come primo ballerino ospite del Teatro alla Scala. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal debutto in Giselle, grande classico del repertorio in scena fino al 16 luglio. Un ritorno a casa per il giovane danzatore, 27 anni, nato a Landriano, un paesino in provincia di Pavia, che dopo essersi diplomato con lode alla Scuola di Ballo dell’Accademia della Scala ha danzato nel corpo di ballo scaligero agli inizi della sua carriera, dopo una breve parentesi a Vienna, per poi volare a Mosca.

Jacopo, la tua carriera riparte dal Teatro dove un po’ tutto è iniziato con un titolo simbolo del romanticismo. È un ruolo che senti vicino a te?

È un balletto che mi è sempre piaciuto molto sia guardare che interpretare. La parte di Albrecht è molto complessa e la vera difficoltà consiste nel trasmettere l’evoluzione psicologica del personaggio. Ogni gesto deve riuscire a esprimere il lato interiore. Sono contento di averlo affrontato un po’ più avanti nella mia carriera, è uno di quei ruoli che cresce con te, e sono felice che sia questo il primo passo di questo mio nuovo capitolo qui al Teatro alla Scala di Milano. 

Avevi già danzato Albrecht?
Sì, ho debuttato nella versione di Alexei Ratmansky a Mosca.

Avrai accanto la prima ballerina della Scala Nicoletta Manni che, l’ultima volta che ha danzato Giselle su questo palco, aveva avuto l’opportunità unica di preparare questo ruolo con Carla Fracci…

Con Nicoletta ci siamo ritrovati. Abbiamo ballato insieme nel mio primo anno di compagnia quando ero qui alla Scala. Più volte Nicoletta ha menzionato ciò che voleva Carla, io le ho parlato di quello che mi avevano trasmesso al Bolshoi e dell’idea dell’interpretazione che avevo pensato. C’è stato un bello scambio tra noi e ora aspettiamo lo spettacolo per incontrarci in scena.

Carla Fracci è stata la più grande Giselle di tutti i tempi. Cosa aveva di straordinario?

Il suo approccio spontaneo ma anche molto forte. Questa incredibile sincerità in ogni suo gesto, una grande profondità per cui qualunque sfumatura diventava un modo per dire qualcosa. Per i danzatori della Scala studiare in sala con lei è stata un’esperienza unica.

È la prima volta che affronti questa versione di Giselle firmata da Yvette Chauviré che negli anni è diventata un po’ un cavallo di battaglia del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Cosa ti piace?

Tante cose. Prima di tutto la scenografia e i costumi, c’è una bella coordinazione di colori. E poi il fatto che la linea interpretativa sia molto chiara sempre, nel primo e nel secondo atto.

Sei stato il primo italiano nella storia ad essere nominato principal dancer del Bolshoi e anche l’unico che è riuscito ad entrare nella prestigiosa compagnia. Cosa ti manca dei cinque anni trascorsi a Mosca?

Mi manca la mia vita che è stata un po’ stravolta all’improvviso. Uno strappo che non potevo aspettarmi. Tuttavia non mi lascio abbattere da quello che sto cercando di guardare come qualcosa che appartiene al passato, anche se mi ha segnato. Ora mi sto concentrando al massimo e sto dando tutto me stesso per quello che verrà.

L’ultima volta che hai danzato qui alla Scala è stato pochi mesi fa. Eri stato invitato a fine gennaio a danzare la Bayadére nella versione di Rudolf Nureyev. Avevi accanto Svetlana Zakharova, tua collega a Mosca e tua grande amica. Sei ancora in contatto con lei e con i tuoi maestri del Bolshoi?

Sì ci sentiamo, sono persone a cui io tengo molto così come loro tengono a me. Sono contenti dei miei spettacoli e delle mie nuove possibilità.

Come primo ballerino ospite del Teatro alla Scala, nella prossima stagione danzerai diversi titoli, tra cui anche Schiaccianoci. Tra l’altro proprio al termine di una recita di Schiaccianoci avevi ricevuto la nomina lo scorso anno…

Già, proprio il 31 dicembre… e combinazione sarà il primo balletto della prossima stagione. Sarà per me una nuova sfida perché conosco meno il repertorio di Rudolf Nureyev ed è anche un grande onore poterlo danzare visto che ricorrono i 30 anni dalla scomparsa di Rudy.

Ormai da alcuni mesi, da quando hai lasciato Mosca a inizio marzo, stai studiando con la compagnia della Scala. Cosa ti colpisce?

Tante persone le conosco, alcuni sono stati miei colleghi ma ci sono anche tanti ragazzi nuovi. Tante personalità diverse. è un nuovo gruppo che ha tanta voglia di spingere e di fare. Stanno sperimentando anche diverse cose nuove. Vedo che c’è un bell’affiatamento anche con il direttore Manuel Legris. Sono sicuramente su una buona onda.

 Durante la masterclass di Giselle, Carla Fracci ha detto alla prima ballerina Martina Arduino: “Libera quello che senti, in scena ogni giorno si crea”. Per te cosa accade sul palco e cosa cambia rispetto al lavoro in sala?
In sala è un lavoro lungo, di ricerca dei movimenti, dei passi. Della ricerca dei perché, del perché oggi ho deciso di guardare prima da questa parte o di fare una pausa più lunga. Poi, quando arrivi in scena, è un po’ come se fosse la prima e l’ultima volta. Non esiste uno spettacolo che assomigli a un altro. Ogni volta che scendi dal palco sei sempre un po’ un’altra persona. Io, quando inizia uno spettacolo, ho sempre la sensazione che sia un momento di calamità naturale. Come se stesse arrivando un uragano, qualcosa capace di sconvolgere tutto. Poi, quando finisce, ti rendi conto che tutto è rimasto al proprio posto. Eppure questa cosa è avvenuta… dentro di te.

fonte:  Chiara Ribichini https://tg24.sky.it/

Sindaco Tommasi parteciperà a Pride 2022 di Verona

Proclamazione Damiano Tommasi sindaco Verona RIPRODUZIONE RISERVATA
 Manifestazione 16 luglio con partenza per le 17 da Piazza Bra
Il nuovo Sindaco di Verona Damiano Tommasi sarà al Verona Pride 2022.

 Lo annuncia il Comitato Promotore della manifestazione che oggi ha illustrato in Comune l'iniziativa in programma il 16 luglio, con partenza prevista per le 17 da Piazza Bra.

 Dopo la conferenza stampa le associazioni e i gruppi promotori, è detto in una nota, hanno avuto un incontro con il sindaco scaligero che ha confermato la sua presenza alla partenza della manifestazione. "Crediamo che questo fatto - annotano - sia per noi e per Verona tutta un buon inizio, quel cambio di passo che ci si aspettava, possiamo dire un fatto storico per Verona: il sindaco al Pride.

In tante e tanti ci hanno chiesto cosa ci aspettiamo da questa amministrazione, intanto dialogo e apertura. Crediamo che l'amministrazione Tommasi - aggiungono - debba lavorare proprio sui temi dell'inclusività. Tante sono le emergenze a Verona a partire proprio da diritti, casa, lavoro, autodeterminazione".

Durante l'incontro il sindaco Tommasi, proseguono gli organizzatori " ci ha ribadito l'impegno della Giunta a togliere le mozioni omofobe del 1995, che domani compiono 27 anni dall'approvazione, e l'ingresso nella rete Ready.Verona Pride 2022 (ANSA).  

fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 10 luglio 2022

Libri: "Audrey. Gli anni '60" di David Wills e Sthephen Schmidt, tradotto da I.Katerinov

L'attrice che negli anni '50 aveva conquistato il pubblico con la sua personalità irriverente e spontanea si trasforma nel decennio seguente in diva sofisticata e trend-setter inarrivabile. 

Gli anni '60 sono il momento di massimo splendore per Audrey, un decennio in cui il suo stile dal fascino essenziale e chic farà di lei un'icona dell'immaginario collettivo, nonché la star più imitata al mondo. 

Per questo volume, il curatore David Wills ha selezionato una delle raccolte di scatti più esclusivi della diva, con ritratti di fotografi del calibro di Richard Avedon, Bert Stern, Cecil Beaton, Douglas Kirkland, William Klein, Terry O'Neill, Bob Willoughby e molti altri. 

Fra le perle del libro, immagini rare ottenute dai negativi originali, scatti rubati sui set di Colazione da Tiffany, Sciarada, My Fair Lady, Come rubare un milione di dollari e vivere felici e immagini di photo session di moda, comparse prima d'ora soltanto su "Vogue". 

Le immagini, accompagnate da riflessioni e ricordi di amici, fotografi, stilisti, colleghi e da commenti della stessa Audrey, contribuiscono a comporre un ritratto a più voci della diva e offrono un toccante omaggio alla sua bellezza e al suo stile intramontabile. 

fonte: www.lafeltrinelli.it

Apre a Firenze il Mundi, Museo Nazionale dell’Italiano

FIRENZE – Inaugura mercoledì 6 luglio 2022 la prima sezione del Museo Nazionale dell’Italiano (Mundi), presso l’ex monastero della Santissima Concezione, all’interno del complesso di Santa Maria Novella, a Firenze.  Sarà presente all’inaugurazione, oltre al sindaco di Firenze Dario Nardella, anche il ministro della cultura Dario Franceschini.

In mostra nelle prime due sale del Museo alcuni cimeli straordinari, tra cui un’iscrizione pompeiana che testimonia i cambiamenti del latino parlato, preludio ai volgari d’Italia; il “Placito capuano”,  in prestito dall’Abbazia di Montecassino, l’atto giuridico del 960 nel quale appare la prima testimonianza ‘ufficiale’ redatta in italiano: “Sao ko kelle terre…“; il manoscritto Riccardiano 1035 nel quale Giovanni Boccaccio, a pochi anni dalla morte di Dante, copia di propria mano la Divina Commedia. 

Il Mundi sottolinea il rapporto con il latino, lingua madre, ma nello stesso tempo rimanda all’italiano come lingua del mondo, ricordando come il patrimonio linguistico italiano sia considerato un bene culturale di interesse internazionale. 

Il nome del Museo, si legge in una nota, “vuole segnalare il legame tra le radici latine della nostra lingua e la sua presenza nel mondo globale di oggi”.

Il Comitato scientifico del Mundi è coordinato dallo storico della lingua italiana Luca Serianni e composto da Giuseppe Antonelli, Francesco Bruni, Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Nicoletta Maraschio, Marco Mancini e Lucilla Pizzoli.

Anche l’Accademia della Crusca, che fa parte del comitato scientifico e organizzativo, collabora al progetto con il prestito di opere di primaria importanza, provenienti dalla propria Biblioteca e dall’Archivio storico. Si tratta di due capisaldi editoriali come la prima edizione delle “Prose della volgar lingua” di Pietro Bembo, pubblicate a Venezia nel 1525, opera che codifica il modello linguistico del fiorentino trecentesco, la “Quarantana” dei Promessi Sposi, edizione definitiva del capolavoro di Alessandro Manzoni e un volume della bella copia del “Vocabolario degli Accademici della Crusca”, manoscritto autografo di Bastiano De’ Rossi (l’accademico Segretario), da lui portato a Venezia per la stampa della prima edizione del Vocabolario (1612). Altro vero monumento della nostra lingua, mai uscito prima dall’archivio dell’Accademia.

Le prime due sale del Mundi saranno aperte al pubblico da giovedì 7 luglio.  L’orario di apertura a regime dal mercoledì alla domenica è dalle ore 10 alle 17 (resta chiuso lunedì e martedì). L’ingresso è in Piazza della Stazione 6. 

fonte:   https://artemagazine.it

Nervi Music Ballet Festival 2022: gli spettacoli

Si svolge fino a venerdì 29 luglio 2022 il Nervi Music Ballet Festival 2022, dedicato agli appassionati di balletto classico-romantico e di balletto contemporaneo, oltre che del grande repertorio sinfonico. 16 appuntamenti e un’anteprima, con spettacoli in prima e in unica data italiana, in un contesto che conferma la sua vocazione quale luogo elettivo d’incontro del grande pubblico con le arti performative.

«I Parchi di Nervi ritornano a essere protagonisti con il festival del balletto. Un festival che è un appuntamento irrinunciabile per Genova e la Liguria, un tassello fondamentale per la cultura e lo spettacolo» dichiara il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

«Il balletto torna protagonista preponderante di questo Festival come com’è giusto che sia con nomi d’eccellenza come Roberto Bolle e Eleonora Abbagnato – afferma Ilaria Cavoassessore alle Politiche culturali della Regione Liguria – ma credo che sia molto bello che a Nervi arrivi anche il corpo di ballo dall’Ucraina, un corpo composto da artisti provenienti da Kiev Kharkiv, Lviv, Odessa che si uniranno in uno spettacolo unico e da vedere».

«Il Nervi Music Ballet Festival è espressione della particolare attenzione che la Fondazione Teatro Carlo Felice rivolge alla grande tradizione del balletto classico e alla scena coreutica contemporenea a livello internazionale – afferma il Sovrintendente Claudio Orazi; un’asse portante della mission istituzionale del teatro, che completa la sua vocazione musicale».

PROGRAMMA DANZA

Il festival si inaugura domenica 26 giugno 2022 con il gala dello Youth America Grand Prix Stars of Today meet the Stars of Tomorrow, che ritorna a Nervi dopo il successo riscosso nel 2021 in occasione dalla sua prima edizione italiana. Nel corso della serata, aperta da un grand défilé de ballet intepretato dai partecipanti alle master class in corso dal 20 al 25 giugno al Teatro Carlo Felice, le promesse del balletto condivideranno il palcoscenico con alcuni dei ballerini solisti e dei primi ballerini di alcuni tra i maggiori corpi di ballo: Polina Semionova (Berlin State Ballet), Jacopo Tissi (Teatro alla Scala), Marcelo Gomes e Alejandro Martínez (Dresden Semperoper Ballett), Luca AcriCesar Corrales Meaghan Grace Hinkis (Royal Ballet), Benjamin Freemantle (San Francisco Ballet), Elisabeth Beyer e Yuma Matsuura (ABT Studio Company), Vsevelod Maievskyi.

Domenica 3 luglio 2022, il capolavoro del balletto classico-romantico Giselle sarà interpretato dal Balletto nazionale ucraino, che nasce dall’incontro delle compagnie e dei solisti dei Corpi di ballo dei Teatri dell’Opera e Balletto di Kiev, Kharkiv, Lviv e Odessa. Ad interpretare  i ruoli dei protagonisti saranno Karyna Shatkovskaya (Giselle) e Yan Vana (Albrecht).

Venerdì 8 luglio, la Compañía Antonio Gades fa rivivere in scena il mito di Carmen nell’iconico spettacolo di Antonio Gades e Carlos Saura, che si ispira all’opera di Prosper Merimée, su musiche tratte dall’opera di George Bizet e dei massimi autori della tradizione flamenca. Il programma è presentato a Nervi in unica data italiana.

Giovedì 14 luglio 2022, per la prima volta in Italia e in data unica a Nervi, Cuba Vibra!, travolgente spettacolo della compagnia Lizt Alfonso Dance Cuba rivela lo «spirito di Cuba» in un’inedita sintesi delle tradizioni di danza e di balletto che compongono la ricca cultura coreutica e musicale dell’isola.

Martedì 19 luglio 2022 il Béjart Ballet Lausanne rende omaggio all’arte e alle figure del fondatore e del direttore artistico della compagnia, con un dittico firmato rispettivamente da Maurice Béjart, con Béjart fête Maurice e con il leggendario Boléroe da Gil Roman, con t ’M et variations… . Il programma è presentato in esclusiva italiana a Nervi.

Sabato 23 luglio 2022 Eleonora Abbagnato è la protagonista principale della suite Giulietta, un inedito ritratto coreografico del personaggio shakespeariano che più di tutti ha fatto sognare generazioni di ballerine, e di donne, in tutto il mondo, su coreografie di Sasha Riva e Simone Repele, Uwe Scholz (riprese da Giovanni di Palma).

Mercoledì 27 luglio il gala cult dell’Étoile dei due Mondi, Roberto Bolle and Friends approda per la prima volta a Nervi in un’edizione speciale realizzata da Artedanza srl in collaborazione con il Teatro Carlo Felice.

fonte:  Redazione https://giornaledelladanza.com