Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie.
Ormai sono i dati e non piú le cose concrete a influenzare le nostre vite. Le non-cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia. E cosí la realtà ci appare sempre piú sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie.
Con la sua consueta lucidità e veemenza, Byung-chul Han, critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo.
«Byung-chul Han, con una prosa che colpisce per il nitore, affonda la lama del suo pensiero nella carne del contemporaneo» («la Repubblica»). «Byung-chul Han si fa entomologo e con perizia disseziona la nostra epoca» («tuttolibri - La Stampa»).
Byung-Chul Han, nato a Seul, è considerato uno dei più interessanti filosofi contemporanei. Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane con questa motivazione: «La sua opera rivela una straordinaria capacità nel comunicare nuove idee in modo chiaro e diretto, fondendo armoniosamente le tradizioni filosofiche orientali e occidentali».
Già docente di Filosofia e Teoria dei Media presso la Staatliche Hochschule für Gastaltung di Karlsruhe, insegna ora Filosofia e Cultural Studies alla Universität der Künste di Berlino, ed è autore di saggi sulla globalizzazione e l’ipercultura. Per nottetempo ha pubblicato La società della stanchezza (2012), Eros in agonia (2013) La società della trasparenza (2014), Nello sciame. Visioni del digitale (2015), Psicopolitica. Il neoliberismo e le nuove tecniche del potere (2016), L'espulsione dell'altro (2017), Shanzhai. Pensiero cinese e decreazione (2025). Nel 2021ha pubblicato con Einaudi La società senza dolore.
fonte: www.lafeltrinelli.it

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