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| L'inizio del Milano Pride 2022 con la parata LGBTQIA, Milano, 2 luglioRIPRODUZIONE RISERVATA |
Cortei anche in altre città. Arcigay, mobilitazione contro venti oscurantisti che arrivano da Oltreoceano
"I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di
tutti, sennò chiamateli privilegi": la pensa come Gino Strada il
sindaco di Milano Giuseppe Sala che, dal palco del Pride, ha annunciato
ai 300mila manifestanti che da ieri è stato riattivato il riconoscimento
dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali.
Una
notizia accolta con gioia dalla comunità Lgbt, a partire dalle famiglie
arcobaleno che, con le loro bici e i loro bambini, hanno aperto il
colorato e chiassoso corteo partito poco dopo le 15 dalla Stazione
Centrale.
Insieme a loro, arrivati da tutta la Lombardia, giovani e non, per
disegnare un mondo di 'diritti senza conflitti" come recita lo slogan
del pride. Un'onda che travolge anche Napoli, Bari, Catania, Sassari e
domani Padova. Un mondo senza conflitti lo chiedono anche gli attivisti
arrivati nel capoluogo lombardo dalla Russia e dall'Ucraina per
partecipare al Pride.
"In questo momento a causa della guerra non
possiamo cooperare con gli attivisti russi, ma li supportiamo perché si
battono contro il regime di Putin" spiega Olena Shevchenko, leader di
Inside, arrivata da Kiev. "Per noi è molto importante supportare i
rifugiati e ricordare che i temi Lgbt sono nell'agenda del nostro Paese
che, prima della guerra, aveva raggiunto molti risultati per la
comunità".
E' scappato invece dalla Russia Alexande Voconov, presidente
di Coming out: "ci sono tante persone comuni nel nostro Paese che
sentono la responsabilità per quello che fa il nostro governo, la mia
organizzazione è impegnata per i diritti umani e per questo viene
perseguitata". "Ancora un fine settimana attraversato dalle
rivendicazioni di diritti e uguaglianza - sottolinea Gabriele Piazzoni,
segretario generale di Arcigay, parlando del Pride -.
Se l'Italia non
arretrerà in tema di diritti non è per le promesse di qualche politico,
ma perché le persone di questo Paese non lo permetteranno. La nostra
onda è stimolo, rivendicazione ma anche monito per la politica: la
retromarcia sui diritti qui non passerà".
"Si deve lottare ancora per la
completa applicazione dell'uguaglianza delle persone come scolpito in
Costituzione, soprattutto di fronte a un Parlamento che non ha la
volontà di prevedere diritti per coloro che ne sono ancora privi", dice
Luigi de Magistris, ex sindaco di Napoli, sceso in piazza ricordando che
Napoli "è città dei diritti e delle libertà civili".
La pensa allo
stesso modo Antonio Decaro, sindaco di Bari, dove hanno sfilato in
6mila: "Bari è la città dei diritti - scrive -. Il diritto di amare. Il
diritto di essere se stessi". Quello che è stato negato a Cloe, la
professoressa suicida, cui i Sentinelli hanno dedicato il loro flashmob:
"Voi esultate, Noi moriamo" il messaggio scritto sui cartelli innalzati
dagli attivisti, mentre dal carro dell'associazione venivano diffuso le
risate e gli applausi che si sono sentiti in Senato quando è stato
bocciato il Ddl Zan.
Agenzia ANSA > Pride: in 10mila a Bari, 'nostre voci contro blocco di odio' - Puglia
fonte: Redazione ANSA www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA