Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
martedì 8 giugno 2010
Life, Uomini e donne: due modi di vivere la fine di un amore
Quando finisce un amore è sempre un momento di grande sofferenza per entrambi i partners: dirsi “basta” dopo anni e dopo aver fatto molti progetti insieme non è certo facile. Ma uomini e donne vivono la fine di un amore in modo diverso? Forse si, anche se naturalmente il dolore, manifestato o meno, è sempre lo stesso. Per una donna molto spesso, la fine di un amore viene vista un po’ come un fallimento: quando si fanno dei progetti non è facile accettare la realtà del cambiamento. Spesso poi entrambi i partner passano il fatidico momento in cui preferiscono non vedere e ragionare sulla realtà che hanno sotto gli occhi: quando un sentimento, o parte di esso, viene meno, la strada per ricostruire l’intesa è davvero lunga e impegnativa, sempre che sia possibile.
Gli uomini poi tendono sempre a mascherare i loro sentimenti: difficile che un uomo pianga per una delusione d’amore ma spesso ne risente profondamente per anni.
Per le donne è invece diverso: solitamente si aprono di più, ne parlano con le amiche e si sofgano, elaborando così la perdita e, in molti casi riuscendo a dimenticare davvero l’uomo che le ha fatte soffrire.
Conosco molti uomini che, dopo essere stati lasciati, idealizzano talmente l’ex fidanzata da non trovarne un’altra di cui innamorarsi per anni. Magari sono gli stessi uomini che non hanno versato una lacrima per la fine della storia ma che hanno portato dentro il doloroso fardello non riuscendo mai a liberarsene.
Ma capita anche spesso che gli uomini, davanti ad un abbandono non si rassegnino: telefonate, sms, regali …cercando disperatamente di riconquistare la loro donna e non capendo che i problemi di certo non si risolvono in quel modo.
fonte coppia.pourfemme. da Francesca Bottin
Lgbt, Stalking: Ragazza lesbica ricattata dall’ex fidanzato

In questo periodo l’omofobia e la violenza contro le persone omosessuali è un argomento che sta ricevendo la giusta attenzione da parte dei media. Solo in questi ultimi giorni sono emerse delle situazioni di ordinaria sofferenza, che coinvolgono sempre le persone appartenenti alla comunità Lgbt. Un caso che ha riscosso molta attenzione mediatica è senza dubbio quello del ragazzo omosessuale di Roma che è stato picchiato da una banda di vandali omofobi. Questo caso ha fatto emergere nuove segnalazioni da parte di persone che – per paura di ripercussioni in ambito familiare – non hanno voluto sporgere denuncia alle autorità. Un caso è quello di Alessandra, una ragazza lesbica di un paesino di provincia.
“L’ho capito a 18 anni. – inizia a raccontare Alessandra - Stavo con un ragazzo quando ho scoperto di essere innamorata di sua sorella”. Il fidanzato però la costringeva ad avere dei rapporti, con la minaccia di raccontare tutto alla sua famiglia.
“Era sempre più violento e ho deciso di dirlo ai miei. Mio padre mi ha chiamata schifosa. Non li sento da un anno”, racconta la povera Alessandra, la cui storia purtroppo è simile a quella di molte altre persone, che non hanno denunciato il ricatto omosessuale per paura delle conseguenze.
La ragazza omosessuale è scappata via, ed è andata a vivere in un monolocale a Roma, ma anche li i problemi non sono affatto finiti. “Una settimana fa abbiamo ritrovato la serratura cambiata e le nostre cose buttate sul pianerottolo”. Le due ragazze lesbiche purtroppo non hanno sporto denuncia.
fonte gaywave
Musica Lgbt, L’amore gay secondo Lady Gaga. L’ultimo video “Alejandro” dedicato all’amore gay

Senza dubbio Lady Gaga è l’icona gay più discussa e amata del momento.
Non solo per per la sua dichiarata bisessualità e per il suo impegno nelle cause a difesa dei diritti civili degli omosessuali, ma soprattutto per il suo modo di incarnare il ruolo della tipica “regina gay” nelle sue esibizioni: costumi di scena a dir poco faraonici, look estroso e quel fare che si riscontra tutte quelle artiste amate dalla comunità gay .
L’artista dedica il suo prossimo video al coraggio che i gay dimostrano quotidianamente nel vivere il proprio amore all’interno di una società piena di pregiudizi.
Nel video cercherà di sedurre una schiera di ragazzi che, però in quanto gay rifiuteranno le sue avances
Noi ci sentiamo di fare un forte applauso a Lady Gaga perché crediamo che le battaglie vadano combattute con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma.
il video ufficiale dal 7 Giugno,intanto ascoltiamo il brano in anteprima
fonte uomini.it
lunedì 7 giugno 2010
Lirica, Girotondo dei lavoratori Fondazione per proteggere l'Arena dai tagli del Decreto Bondi

«FURI...BONDI». In 200 hanno formato una catena umana e appeso nella parte più alta dell'anfiteatro uno striscione: «Palazzo Barbieri: nessun dorma!»
«Sollecitiamo un incontro con Tosi, siamo preoccupati e agitati così come lo sarà la stagione lirica alle porte»
La catena umana costituita dai lavoratori della Fondazione Arena per proteggere l'Arena dai tagli del decreto Bondi e ribadire l'importanza della cultura in Italia
«Noi siamo portatori sani di cultura». «Verona attenta siamo furi...Bondi». «Palazzo Barbieri: nessun dorma! Louvre perso, tranvia andata, Fondazione Arena???».
Questi gli slogan e gli striscioni esposti sull'Arena e gridati, anzi cantati, in piazza Brà sabato 5 giugno, da circa 200 lavoratori della Fondazione Arena che con una catena umana hanno abbracciato l'anfiteatro per proteggerlo dal decreto Bondi.
Maestri d'orchestra, ballerini, tecnici e impiegati si sono tenuti per mano facendo un virtuale girotondo intorno al vallo del monumento per protestare contro i tagli previsti per le Fondazioni Liriche.
«È un simbolico abbraccio all'Arena per difenderla dall'assalto della politica», dice Dario Carbone delle Rsu e segretario Fials. «Siamo preoccupati dal silenzio della città, dalla mancanza di risposte da parte del sindaco Tosi che è presidente della Fondazione e dallo snobbismo dei rappresentati economici. Meno di una settimana fa eravamo stati inseriti in un elenco di enti inutili: è solo grazie all'intervento del presidente Napolitano che la nostra posizione è stata stracciata e rispedita al ministro Bondi».
«Sollecitiamo un incontro urgente con Tosi per chiarire la complicata situazione della Fondazione che oggi pare non avere una sua identità conclamata», sottolinea Carbone. «Bondi ha ancora due mesi di tempo per stilare una nuova lista di enti da non sovvenzionare, noi vorremmo capire se questa spada di Damocle pende ancora sulla nostra testa».
E qui arriva l'acuto: «Se non ci saranno risposte soddisfacenti a breve resteremo agitati e preoccupati così come dovrà essere preoccupato il sovrintendente per la stagione lirica alle porte».
Mentre il girotondo prende forma, sotto gli sguardi curiosi di turisti, passanti e centurioni romani pronti a farsi immortalare, dall'interno dell'Arena arrivano le note delle prove del galà «Arena di Verona 2010, lo spettacolo sta per iniziare» che stasera sarà trasmesso in diretta su Raiuno e condotto Antonella Clerici. «Dal palco dell'anfiteatro la Clerici dovrebbe leggere un nostro comunicato concordato con la dirigenza Rai l'altro giorno. Staremo a vedere», dice il segretario Fials che annuncia: «Domani saremo invece in piazza Navona a Roma dove ci sarà una grande protesta contro i tagli promossa dalle segreterie nazionali». Carbone snocciola anche due dati sulla nostra Fondazione: «L'organico stabile è formato da 310 unità ma durante l'estate arriviamo a 1100 persone. Noi qui difendiamo tutti i lavoratori che producono cultura e il nostro teatro contro il disimpegno dello Stato».
fonte larena.it Giuseppe Mazzei
Qui sotto alcuni scatti della Manifestazione,
colti dalla Fotografa Antonella Giovampietro.
per ingrandire clicca sulla foto

Lgbt e Diritti, La Svezia è la nazione più gay friendly d’Europa

Ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, l’associazione non governativa ILGA traccia un bilancio complessivo sulla situazione della comunità glbt nei vari Stati europei. Il Rainbow Europe Country Index, lanciato originariamente nel luglio 2009, riflette la legislazione delle singole nazioni, affinchè protegga i diritti umani e garantisca l’uguaglianza alle persone gay e condanni leggi e pratiche che discriminano e violano i l’universo omo e transex.
In base a queste considerazioni generali, il rating pone un Paese su una scala compresa tra 10 (massimo punteggio positivo) a -4 (minimo punteggio negativo) costruendo una media di possibili casi. Quest’anno, la Svezia è risultato il Paese più gay friendly d’Europa davanti a Belgio, Olanda, Norvegia e Spagna. Ma vi starete chiedendo, e l’Italia? Dopo il salto, trovate i criteri di valutazione e la classifica completa, ma non vi aspettate particolari sorprese.
Punti positivi sono assegnati a un Paese se
. La legislazione che tutela la discriminazione per motivi di orientamento sessuale,
. Partnership riconosciute tra persone dello stesso sesso,
. Diritti genitoriali tra partner dello stesso sesso,
. L’omofobia, riconosciuta come espressioni di odio e criminalità.
fonte gayprider
Lgbt, Gay nel calcio: Marco Borriello ha qualche sospetto

Calcio ed omosessualità, un binomio che scatena sempre non poche polemiche, come se fosse impensabile che nel calcio possano esistere giocatori gay. Eppure le prove non mancano, e come vi sono persone omosessuali in politica, nel rugby, nel nuoto, ed in tanti altri sport, è più che possibile che anche il calcio possa vantare dei giocatori appartenenti alla comunità lgbt. Allora perché ci si stupisce tanto quando un calciatore del Milan, Marco Borriello (molto noto per i gossip che lo riguardano) ammette che – secondo lui – i calciatori gay o bisessuali esistono eccome?
Intervistato da GQ, Marco Borriello ha parlato di donne, e di omosessualità nel mondo del pallone, ed ha affermato: “Non ho mai conosciuto gay nel mio ambiente. Ma su alcuni ho avuto dei sospetti. Non faccio nomi, non sono omosessuali puri. Forse bisessuali“.
O più probabilmente si tratta di giocatori “omosessuali puri” (come li chiama lui), che fingono di essere eterosessuali? È una possibilità… ed è anche comprensibile, se si pensa al clamore intorno alle foto che immortalavano Zlatan Ibrahimovic e Gerard Piquè, mentre si accarezzano appoggiati su una macchina.
Borriello non intende fare nomi in merito a quali potrebbero essere questi calciatori omosessuali (o bisessuali), ma con queste parole ha fatto capire che qualcosa in più ci sarebbe, e che quel qualcosa rimane nascosto nel mondo del calcio, tanto riluttante ad ammettere che anche in campo vi sono giocatori gay, e che (incredibilmente) questi calciatori sanno giocare anche bene!
fonte virgilio
domenica 6 giugno 2010
Verona: dal Galà della Lirica appello in diretta contro Bondi Stasera su RaiUno. Il testo del comunicato sarà letto dalla Clerici

Non hanno mollato e alla fine qualcosa hanno ottenuto i lavoratori della Fondazione Arena di Verona protagonisti questa sera del “Galà della Lirica”,
che andrà in onda su Rai 1 alle 21.30,
condotto da Antonella Clerici: è stata una settimana piuttosto intensa di contrattazione su come attuare la protesta sulle ripercussioni al decreto Bondi.
Loro avevano chiesto di eseguire, in apertura di serata, l'inno di Mameli. Proposta bocciata.
Avevano rilanciato con la lettura del comunicato che pubblichiamo sotto in forma integrale.
Un appello alle istituzioni in diretta
Alla fine i lavoratori hanno dovuto accettare di poter fare solo un appello alle istituzioni .
“La Rai ci concede solo uno spazio per poter chiedere alle istituzioni politiche di ritirare il decreto Bondi al contrario non si entrerà nel merito della questione legata
alla precarizzazione di molti di noi “ commenta Dario Carbone segretario Fials.
Antonella Clerici durante "Carmen"La lettura del testo verrà fatta dalla conduttrice e non dai lavoratori; meglio di niente come invece sembrava prima della lunga trattativa.
Per l'inno d'Italia ci sarà tempo durante tutte le 50 repliche della stagione lirica estiva in Arena mentre domani l'appuntamento è a Roma in piazza Navona per la grande manifestazione contro i tagli alla cultura dei lavoratori e non ai manager che gestiscono: nel caso della fondazione Arena di Verona, ad esempio, il sovrintendente Girondini percepisce un compenso di 200 mila euro e la proposta di un premio di altri 50 mila.
IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO
"Questa sera i lavoratori della Fondazione Arena di Verona si uniscono a quelli di tutti i teatri lirici italiani nella protesta in atto contro il decreto legge emanato d’urgenza il 30 aprile dal Ministro dei Beni Culturali.
Il Consiglio dei Ministri, invece di approntare un iter parlamentare finalizzato a una seria e condivisa riforma dello spettacolo dal vivo, ha scelto di ricorrere ad un decreto che, anziché individuare gli sprechi VERI NELLA GESTIONE (e le responsabilità degli amministratori) dei teatri, sancisce di fatto la scomparsa dei Corpi di Ballo, la precarizzazione di migliaia di lavoratori, di arti e mestieri altamente specializzati, la decurtazione dei salari ed il blocco delle assunzioni.
La Costituzione, all’art. 9, promuove lo sviluppo della cultura: noi continueremo a far sentire la nostra voce e la nostra musica a sua difesa.
Siamo contrari alla mera classificazione di mercato dei teatri lirici come previsto nel decreto: devono restare patrimonio nazionale integro e intangibile ed in tal senso sostenuto e incentivato dallo Stato.
Vogliamo credere che i lavoratori, non solo dello spettacolo dal vivo ma dell’intero mondo del lavoro, siano considerati una risorsa e non un costo.
Per tali principi ci appelliamo alle massime cariche istituzionali dello Stato affinchè venga abrogato il decreto legge nr 64 e contestualmente venga attuata l’auspicata globale riforma dello spettacolo.
A nome di tutte le maestranze della Fondazione .Arena di Verona e delle rappresentanze sindacali CGIL CISL UIL E FIALS grazie per la Vs. cortese attenzione e buona serata".
CGIL/SLC/FISTel/UILCom/FIALS RSU
fonte ilsalvagente Elisabetta Reguitti
Lirica, Stasera Arena di Verona IL Galà in tv per conquistare un nuovo pubblico e «Portare il melodramma in tutte le case e far stupire»

Arena di Verona 2010, lo spettacolo sta per iniziare davvero. Oggi alle 20,30 le luci dell'anfiteatro si accenderanno per dare inizio al galà d'anteprima della stagione lirica areniana. Per la prima volta, nella lunga storia del Festival dell'Arena, giunto all'edizione numero 88, sarà una diretta televisiva nazionale, su Raiuno, a dare l'avvio, con uno spettacolo tra lirica e pop, ideato e prodotto da Arena Extra, emanazione della Fondazione.
Al di là degli ospiti, i cantanti pop e quelli lirici, le vere protagoniste della serata, condotta da Antonella Clerici, saranno le opere in cartellone: Carmen, Madama Butterfly, Il Trovatore, Turandot e Aida. Ma la star assoluta sarà l'Arena, utilizzata a 360 gradi, dal palco alla platea e alle gradinate.
L'azione, infatti, si svilupperà anche sul palco reale, dove la Clerici svolgerà le interviste ai suoi ospiti, molti dei quali si esibiranno proprio dal parterre. L'idea di base è la stessa che in questi giorni di prove e incontri hanno ribadito autori e presentatrice: avvicinare il pubblico di massa, quello della televisione, alla lirica; portare le eroine delle opere «in casa della gente», come ha detto Antonella, «per far capire a tutti la lirica» e per «suscitare stupore e ammirazione per uno spettacolo di alto livello, frutto di un lavoro imponente». Anche artisti «consumati» come Riccardo Cocciante e Gianni Morandi – ospiti pop insieme a Francesco Renga, Katherine Jenkins, Lucio Dalla e il trio di Tenorini del programma Ti lascio una canzone – sono rimasti impressionati, durante le prove di ieri, dalle scenografie e dall'orchestra, diretta, durante i momenti più «leggeri» dal maestro Marco Sabiu.
Vediamo dunque gli interventi e i duetti in programma per quanto riguarda la sezione pop (per la lirica, vedi l'articolo a destra): Cocciante canterà Verona, un'aria tratta dalla sua opera popolare Romeo e Giulietta; Dalla duetterà con Katherine Jenkins sulle note di Caruso; poi, lo stesso mezzosoprano inglese canterà Bring me to life, una rivisitazione operistica di una canzone gothic rock della band americana Evanescence; Gianni Morandi si esibirà in Tu che m'hai preso il cuor; mentre Francesco Renga riproporrà Un amore così grande, già nel suo ultimo album, Orchestraevoce. A chiudere, il Trio dei Tenorini con Mattinata, romanza di Leoncavallo, e Granada (saranno anche giovani, ma hanno scelto due cavalli di battaglia di, rispettivamente, Al Bano e Claudio Villa; la Jenkins, dunque, è di un altro pianeta). La parte pop della serata vedrà anche il debutto in Arena di Carmen Masola, la vincitrice della trasmissione tv «Italia's got talent», che nei prossimi giorni pubblicherà un album di arie famose. Per lei, l'Ave Maria di Schubert. Il galà Arena di Verona 2010 – Lo spettacolo sta per iniziare è un programma di Gianmarco Mazzi per Arena Extra, per la regia televisiva di Sergio Colabona; scritto da Ivano Balduini, Matteo Catalano, Eddy Martens (il compagno della Clerici) e Francesco Valitutti.
fonte larena.it Giulio Brusati
Politica Lgbt, Paola Concia: basta scontri destra e sinistra sull’omofobia

Anna Paola Concia, ci ritenta. Dopo gli ultimi fatti accaduti in questi giorni a Roma e a Milano, la relatrice della legge contro l’omofobia, cerca di ritessere la tela, cercando di portare a casa quel risultato che ci manca da troppo tempo. Scorrendo le dichiarazioni di esponenti di destra e di sinistra, che come al solito fanno a gara, ci si può far prendere dallo sconforto. Per questo la deputata del PD, giustamente rilancia: “Faccio un appello accorato alle forze politiche e ai rappresentanti di destra e di sinistra. Chiedo una moratoria sullo scontro ideologico che ogni volta che si parla di omofobia o di diritti degli omosessuali, scatta in tutti come un riflesso condizionato”. La parlamentare, unica lesbica dichiarata a Montecitorio, sottolinea: “quando accade un episodio di violenza omofoba ogni parte politica, così come ogni suo rappresentante, sente il dovere, invece di parlare del problema, di parlare alla propria parte politica, molto spesso quella più retriva -aggiunge- Voglio solo parlare a quelle e a quelli come il ragazzo che e’ stato aggredito l’altra sera a Roma, cioè ai gay e alle lesbiche italiani che hanno il diritto di vivere liberi dalla paura e dalla violenza ed essere considerati cittadini di serie A”. Speriamo che l’appello sia raccolto e che finalmente tutti e tutte ascoltino queste parole: “Come relatrice della legge contro l’omofobia chiedo a tutti di collaborare affinche’ questa legge venga approvata, per il bene dei suoi cittadini e non per il bene di una parte politica. Perche’, lo ricordo sommessamente -conclude Concia- questa legge se sarà, sarà una legge bipartisan. Sono ben accetti solo consigli da chi vorrà costruire e non distruggere”.
fonte gayfreedom
Libri "Brodo caldo per l'Anima" La storia del Buddha d’oro

Nell’autunno del 1988 Jack Canfield fu invitato a tenere una conferenza sull’amor proprio e sull’efficienza massima in un convegno ad Hong Kong.
Ciò che lo colpì maggiormente delle cose viste durante questo viaggio fu il tempio di Budda a Bangkok, un tempio molto piccolo che custodisce la statua di un Budda d’oro alto più di tre metri, del peso di oltre due tonnellate e mezza, valutato 196 milioni di dollari!
”Era una visione che incuteva timore: – commenta Canfield – un Budda d’oro massiccio dall’aria gentile ma imponente che ci sorrideva dall’alto”. Accanto alla statua c’era una bacheca in cui era riportata la sua storia:
Nel 1957 alcuni monaci di un monastero dovevano trasferire un Budda d’argilla dal loro tempio a una nuova sede. Il monastero doveva essere trasferito per far posto alla costruzione di una superstrada attraverso Bangkok.
Quando la gru cominciò a sollevare l’idolo gigantesco, il peso era così formidabile che la statua cominciò ad incrinarsi. Per di più cominciò a piovere. Il monaco superiore, preoccupato di non danneggiare il sacro Budda, decise di rimettere a terra la statua e di ricoprirla con un grande telone per proteggerla dalla pioggia.
Più tardi, quella sera, il monaco superiore andò a controllare il Budda. Accese la torcia elettrica sotto il telone per vedere se il Budda era asciutto. Quando la luce raggiunse l’incrinatura, il monaco notò uno strano riflesso.
Guardando meglio, si chiese se non potesse esservi qualcosa sotto l’argilla. A mano a mano che venivano via i pezzi d’argilla, il bagliore si faceva più vivido e più esteso.
Trascorsero molte ore di lavoro prima che il monaco si trovasse faccia a faccia con lo straordinario Budda in oro massiccio. Gli storici ritengono che diverse centinaia di anni prima della scoperta del monaco l’esercito birmano stesse per invadere la Thailandia (allora chiamata Siam).
I monaci siamesi, rendendosi conto che il loro Paese sarebbe stato ben presto attaccato, coprirono il prezioso Budda d’oro con uno strato esterno d’argilla per impedire che il loro tesoro venisse trafugato dai birmani. Purtroppo, a quanto pare, i birmani massacrarono tutti i monaci siamesi e il loro segreto ben custodito dal Budda d’oro rimase intatto fino a quel giorno fatale del 1957.
Tornando a casa – scrive Canfield – in aereo cominciai a pensare fra me: tutti siamo come il Budda d’argilla, coperti da una crosta di durezza costituita dalla paura, oppure sotto ciascuno di noi vi è un “Budda d’oro” o un “Cristo d’oro” o “un’essenza d’oro” che è il nostro vero Io.
A un certo punto della nostra vita, fra i due e i nove anni d’età, cominciamo a coprire la nostra “essenza d’oro”, il nostro io naturale. Più o meno come il monaco, con martello e scalpello, il nostro compito ora è di scoprire la nostra vera essenza.
tratto da “Brodo caldo per l’anima” ; editore Armenia; autori Canfield e Hansen.
fonte viverealmeglio
sabato 5 giugno 2010
Politica e Diritti, Obama “Giugno mese LGBT”

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, anche quest’anno ha proclamato giugno come il mese del Pride lesbico, gay, bisessuale e transessuale. Il suo toccante discorso di proclamazione è iniziato menzionando i diritti fondamentali dei cittadini americani dichiarati nella Costituzione. Da qui il presidente ha sempre ribadito il concetto che ogni americano ha il diritto ad esser trattato alla pari di tutti, sia a livello privato sia professionale. Il presidente ha poi ricordato come il paese sia cresciuto nel corso degli anni e quanto la comunità lgbt abbia contribuito alla sua formazione.
Obama non ha trascurato di ricordare l’impegno che è stato dato alla lotta contro il contagio dell’ HIV / AIDS sia da parte della comunità lgbt che dallo Stato. Ha anche sottolineato il suo orgoglio per avere nella sua Amministrazione collaboratori valorosi, professionali e apertamente dichiarati.
Il presidente ha ricordato inoltre gli impegni che sono stati messi in atto dalla sua amministrazione, in particolare la dura battaglia per l’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell nell’esercito americano.
Obama mette in chiaro che il lavoro da fare è ancora tanto, sebbene molto sia già stato fatto, ma bisogna portare ogni cittadino a sentirsi al sicuro, senza paura di molestie e le famiglie e i giovani lgbt devono essere messi in condizione di poter condurre le proprie vite con dignità e rispetto.
Di seguito la traduzione della dichiarazione originale del Presidente:
Come cittadini americani, è nostro diritto che tutte le persone siano uguali, pertanto meritano gli stessi diritti, benefici e opportunità. Dal primo giorno d’indipendenza, la nostra Nazione ha lottato per ottenere ciò che è stato promesso. Un importante capitolo nella nostra grande e infinita storia è il movimento per la giustizia e l’ugliaglianza in nome della comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale.
Questo mese, riconosciamo il grande contributo della comunità lgbt americana, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per uguali diritti agli americani della comunità lgbt e per porre fine ai pregiudizi e le ingiustizie ove ancora persistono. Gli americani della comunità lgbt hanno rafforzato il tessuto della nostra nazione. Dai leader degli affari, ai docenti gli atleti, la comunità lgbt americana da sola ha ottenuto successo e importanza in ogni settore. Sono le nostre madri, i nostri padri, i nostri figli e figlie, i nostri amici e i nostri vicini.
Durante la mia Amministrazione, gli impiegati apertamente dichiarati continuano a lavorare per la giustizia e stanno cambiando attraverso atti di sfida il nostro progresso e continuano a lottare per un’unione perfetta.
La mia Amministrazione ha contribuito a ciò firmando leggi contro i crimini di violenza come la Matthew Shepard and James Byrd, Jr., Hate Crimes Prevention Act, che rafforza le protezioni Federali contro i crimini basati sulle discriminazioni sessuali e le differenze di genere.
Ricordiamo, poi, l‘abrogazione Ryran White Care Act, permettendo alle persone sieropositive di entrare nel nostro Paese. È stata firmata una legge che conceda ai cittadini americani lgbt di poter assistere il proprio partner in Ospedale nel momento del bisogno e per prendere decisioni mediche per il proprio partner.
In altre aree il Dipartimento della Casa e dello Sviluppo Urbano (HUD) ha annunciato una serie di proposte per concedere alloggi a tutte le famiglie, indipendentemente dall’orientamento sessuale. HUD ha anche lanciato il primo studio nazionale della discriminazione contro i membri della comunità lgbt nell’affitto e nella vendita delle case.
In oltre il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati uniti (DHHS) ha anche creato un centro nazionale per gli anziani della comunità lgbt.
Molti sono i lavori che devono essere compiuti nella nostra nazione per concedere gli stessi diritti a livello legale alla comunità lgbt americana. Per questo motivo dobbiamo riconoscere alle coppie gay gli stessi diritti e responsabilità riconosciute alle coppie sposate e abrogare la Defense of Marriage Act.
Dobbiamo proteggere i diritti delle famiglie lgbt concedendo loro il diritto di adottare, ponendo fine alla discriminazione sessuale sul posto di lavoro e assicurandoci che i lavoratori federali ricevano tutti i benefici dovuti. Dobbiamo creare una scuola più sicura, dove i nostri bambini possano studiare in ambienti tranquilli.
Io inoltre sto lavorando molto con il Congresso e i nostri capi militari per porre fine al Don’t Ask Don’t Tell affinché la comunità lgbt possa essere libera di servire il nostro paese a testa alta, presto raggiungeremo quest’obiettivo.
Per onorare la comunità lgbt americana che ha contribuito molto per la nostra Nazione, se lavoriamo assieme per portare avanti i principi sui quali la nostra nazione è fondata, ogni americano ne trarrà beneficio. Così facendo ognuno con il suo piccolo annullerebbe la diversità.
Ora, pertanto, Io, Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America, in virtù dell’autorità attribuita a me dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, con questo documento: Proclamo Giugno 2010 Mese dell’Orgoglio Gay, Lesbico, Bisessuale e Transessuale.
Richiamo tutti i cittadini americani ad osservare questo mese lottando contro i pregiudizi e la discriminazione nelle loro vite ed ovunque si manifestino situazioni d’odio.
In Fede Di Ciò, ho apposto la mia firma, il ventotto maggio, nel corso dell’anno di nostro Signore duemila dieci e dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America il duecento trenta quattro.
fonte Advocate
Lgbt Parigi, Gay Pride: la marcia dell’orgoglio

in foto La Gay Pride di Parigi
La Marcia dell’orgoglio si é inizialmente chiamata Gay Pride, poi la Lesbian & Gay Pride, poi LGBT Pride (ogni volta rivendicando i diritti di una comunità supplementare) e alla fine ha preso il nome di Pride o Marcia dell’orgoglio. Si tratta di una manifestazione che promuove la libertà e l’uguaglianza per tutti gli orientamenti sessuali e identità di genere (etero, lesbiche, gay, bi, trans).
L’espressione anglofona Gay Pride puó essere tradotta come Orgoglio Gay.
La Marcia é caratterizzata da una coloratissima e quantomai eterogenea sfilata di partecipanti che mostrano senza alcun complesso il loro gusto sessuale.
Questa manifestazione si svolge nella maggior parte delle città del mondo, tutti gli anni, durante il mese di maggio o giugno, per ricordare gli scontri di Stonewall che avvenero nella Christopher Street a New York il 28 giugno 1969.
Nel 1969, un gruppo di lesbiche, gay e transessuali si ribellarono contro le forze dell’ordine che avevano fatto irruzione, in gran numero, allo Stonewall Inn, un bar gay di New York, e una dura lotta, durata ben tre giorni, si scatenò tra la polizia e gli omosessuali.
Da quel giorno, gli scontri di Stonewall vengono considerati come il punto di partenza delle rivendicazioni egualitarie degli omosessuali.
Brenda Howard, conosciuta come la ” Madre dell’Orgoglio”, alla testa del Gay Liberation Front e della Gay Activists Alliance, organizzò una prima commemorazione di quegli eventi a un mese dagli scontri. Marce commemorative si svolsero anche a San Francisco e Los Angeles.
Col passare degli anni, le marce si sono propagate in tutti i Paesi e sebbene ognuna presenti le sue peculiarità, si ritrova sempre la stessa simile organizzazione.
In testa al corteo si trovano i personaggi “ufficiali” : uomini politici della regione (Bertrand Delanoë, il sindaco di Parigi, per esempio), gli organizzatori della manifestazione, le associazioni partners e cosi via. Dietro questa prima rappresentanza del corteo si trova la maggior parte dei manifestanti riuniti attorno a dei carri i quali, spesso, sono dei camion dotati di potenti sistemi d’amplificazione che diffondono ogni tipo di musica, in prevalenza musica elettronica e house music.
Ogni anno a giugno. Da non perdere la trasgressiva sfilata che parte da Bastille.
Per informazioni:
www.gaypride.fr
fonte italianiaparigi
venerdì 4 giugno 2010
Lgbt, Luxuria? No, ira! Vladimir picchia fotografo che voleva fotografarla nuda, a "The Desk" il nuovo Talk Show di Italia 1

Tutto accade durante la registrazione del numero zero di The desk, il nuovo programma di interviste che Italia Uno testerà nella prossima primavera con la iena Gip alla conduzione, una sorta di mix tra Chi vuol essere milionario e Le invasioni barbariche di Daria Bignardi. Il format prevede la presenza do otto ospiti che si alternano al tavolo. Allo scadere, l’ospite di turno si dà il cambio con l’altro. Ma nessuno poteva prevedere che nei camerini di lì a poco sarebbe scoppiata una rissa.
Stando a quanto ha scritto il portale Davidemaggio.it, un fotografo sarebbe entrato nel camerino dell’ex onorevole Vladimir Luxuria per tentare di fotografarla. La vincitrice dell’Isola in quel momento si stava cambiando e ha avuto uno scatto d’ira nei confronti del paparazzo, con il quale per un pelo non è venuto alle mani, grazie al tempestivo intervento della produzione.
Nonostante sia fermamente contrario ad ogni forma di violenza, rinnovo a Vladimir tutta la mia stima. Innanzitutto trovo squallido voler fare eventuale mercimonio di una transessuale in déshabillé, e poi stava per avvenire il primo episodio di omofobia inversa! fonte gaywave
Cinema e Fashion Style, Swarovski collezione Sex and the city 2

Proprio in questi giorni uscirà nelle sale italiane il tanto atteso “Sex and the City 2“, l’attesissimo film cult che potremo vedere da venerdì 28 maggio 2010 al cinema. Insieme al film, ovviamente è partita anche la caccia al merchandising, che per il momento vede la firma di due importanti griffe di lusso come Moët & Chandon , che ha creato i quattro cocktail ispirati a Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, e Swarovski, con i suoi scintillanti prodotti in cristallo, ispirati a questa pellicola evento, presenti nelle oltre 800 boutique Swarovski presenti in tutto il mondo.
Nei negozi Swarovski sarà possibile scoprire tutte le ultime creazioni della griffe dedicate a Sex and the city, grazie alla partnership del marchio con la produzione del film.
Gli accessori disponibili sono dedicati ai quattro personaggi del film, scegliendo la personalità che più ci assomiglia o ci piace.
Ma non finisce qui, perché Swarovski è presente in diverse scene di Sex And The City 2, soprattutto con i bicchieri Crystalline e con i lampadari Swarovski Crystal Palace, inoltre, i più attenti potranno individuare il Cigno, logo della Casa svizzera, nella scena del tappeto rosso.
Per Nadja Swarovski, vicepresidente della Comunicazione Internazionale del brand. Swarovski è perfetta per il favoloso quartetto e rappresenta tutto ciò che il film evoca: moda, glamour, femminilità e una forte personalità di stile.
fonte pourfemme.
Televisione, MONICA SETTA SILURATA PER "GAFFE E FALSI SCOOP"

Nonostante i 2 anni di contratto in esclusiva che la legano alla Rai, Monica Setta è stata cancellata dai palinsesti della prossima stagione tv. La giornalista e conduttrice, classe ’64, perde così il programma quotidiano Il fatto del giorno e il settimanale di seconda serata Peccati (entrambi su Raidue) oltre alle ospitate a cui era obbligata - per contratto - durante tutto l’anno.
La Setta, voluta in quota dal direttore di Raidue Massimo Liofredi (che a breve sarà sostituito da Gianvito Lomaglio) è di umore nero, non andrà in onda ma resterà a casa con il minimo garantito. Sempre bei soldoni, non certo i 1000 euro al giorno garantiti finora. Il taglio è stato voluto dall’azienda (in particolare dal dg Mauro Masi) non per scarsi ascolti, ma per lo stipendio pesante a fronte di un giornalismo poco professionale. Mal digerite infatti, sono state alcune sue uscite: tra queste, lo scoop in stagione (a Il fatto del giorno) di un presunto vecchio flirt tra Massimo Giletti e Carla Bruni. Sembra si sia addirittura mossa l’ambasciata di Francia con una telefonata al vetriolo alla Direzione Generale di viale Mazzini (per scongiurare un caso diplomatico).
E ancora, l’intervista in studio a una trans nella giornata dei transessuali vittime di violenza: la Setta apostrofò l’ospite come prostituta, tale Bambola Perversa, cosa non vera e che rischiò di finire con una causa milionaria.
fonte leggo.it
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televisione e disinformazione
giovedì 3 giugno 2010
Lirica, ARENA DI VERONA il 6 giugno in prima serata su Rai Uno, Conduce Antonella Clerici

ARENA DI VERONA il 6 giugno in prima serata su Rai Uno serata imperdibile con Lucio Dalla, Francesco Renga, Katherine Jenkins, Gianni Morandi, i Tre Tenorini e Riccardo Cocciante. Conduce Antonella Clerici
Cast stellare per lo spettacolo del 6 giugno in Arena; insieme gli artisti già confermati, LUCIO DALLA, FRANCESCO RENGA, KATHERINE JENKINS ci saranno GIANNI MORANDI e RICCARDO COCCIANTE, tutti rigorosamente dal vivo con l’Orchestra il Coro e il Corpo di Ballo dell’Arena di Verona, aprirà l’evento IL TRIO dei “Tre tenorini”, Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone , che a Sanremo cantarono in onore di Rania di Giordania.
Una serata unica, imperdibile, di grande impatto artistico, dedicata allo spettacolo della lirica e al “bel canto”.
CARMEN, MADAMA BUTTERFLY, IL TROVATORE, TURANDOT e AIDA,le opere in cartellone per il 2010 saranno “protagoniste” e verranno rappresentate al massimo della loro bellezza e spettacolarità, con le scene più famose e le più belle “romanze”.
In ARENA una scena magnificente: l’Orchestra, il Coro, il Corpo di Ballo, le masse artistiche areniane, oltre 400 artisti nei loro splendidi costumi; un’ambientazione creata attraverso uno straordinario spettacolo di luci ed elementi scenografici personalizzati alle opere; finale con fuochi d’artificio;
grandi ospiti in platea; le migliori professionalità artistiche e tecniche dell’Arena e della RAI per una prima serata evento.
Per promuovere la partecipazione del pubblico, vista l’eccezionalità della serata, biglietti, nelle prevendite abituali, a prezzi popolari POLTRONISSIME 60 euro, POLTRONE 50 euro POLTRONCINE 40 euro e GRADINATA 20 euro.
Tutte le informazioni al numero 848 002 008 (al costo di una telefonata urbana) e sul sito www.geticket.it
fonte festival.blogosfere
"Qui un video con la splendida voce di Katherine Jenkins,
che sarà ospite del Galà in Arena,
a cui tempo fà dedicai un'intero articolo,
che potrete leggere cliccando sul link qui di seguito,
http://lisadelgreco.blogspot.com/search?q=Katherine+Jenkins
In questa serata evento si esibirà anche il Corpo di Ballo dell'Arena di Verona,
e ci sarò anche io..Lisa"
Cinema Lgbt, Clint Eastwood dirigerà Di Caprio in un noir gay

La notizia è di quelle appetitose per gli amanti del cinema e del cinema a tematica gay. Clint Eastwood, l’attore che ha appena compiuto 80 anni, colui che insieme a Sergio Leone ha dato vita al western all’italiana, ha intenzione di girare un film come regista, dando la parte interpretativa a Leonardo DiCaprio e facendo firmare la scenografia a Dustin Lance Black , quello di “Milk”. Tutto è ancora allo stato embrionale ma DiCaprio si è detto felice di poter lavorare con Eastwood e di interpretare un nuovo ruolo. Il nuovo film di Clint Eastwood si chiamerà Hoover e sarà un biopic sul direttore dell’FBI J.Edgar Hoover, figura parecchio controversa e chiaccherata nell’America anni ‘30. Di lui il ministro della giustizia Laurence Silberman dichiarò: «Era come una fogna che raccoglieva rifiuti. Ritengo che sia stato il peggior servitore pubblico della nostra storia».
Quello che più riguarda noi è quello che accompagnò Hoover nei suoi 48 anni alla direzione dell’FBI, temuto in privato e riverito in pubblico. Ne fece di tutti i colori, ricattando presidenti e coloro che lo osteggiavano. Odiava quelli che per lui erano i “comunisti” e riteneva un “pericoloso sovversivo” persino uno come Martin Luther King, spiato per anni fino a quando Hoover non saziò il suo odio, scoprendo una relazione adulterina del leader nero. Feccia tra le feccie, Hoover non si fermava davanti a niente, mettendo tra i suoi acerrimi nemici anche gli omosessuali.
Almeno fino a quando Truman Capote riuscì a soddisfare l’ira della comunità gay americana, rivelando l’omosessualità del direttore dell’FBI. Non solo, si disse che J.Edgar Hoover fosse dedito al cross-dresser, ovvero indossare abiti femminili.
Verità o leggenda, furono in tanti a dire che Hoover fosse un gay represso, dedito al travestitismo e che una volta avesse addirittura tentato di ricattare il Presidente Kennedy con un falso video di una presunta Marilyn Monroe in atteggiamenti intimi con lo stesso presidente. Si chiacchierò anche di una sua relazione sessuale con Clyde Tolson, direttore associato dell’FBI, con cui ha collaborato per anni. Lui diceva, a sua discolpa, di essere fiero di “sporcarsi le mani” pur di stanare traditori e nemici dell’America. Dopo la morte di Truman, imbastì una campagna diffamatoria contro un candidato democratico, un certo Adlai Stevenson, proprio sul tema dell’omosessualità, mettendo in giro la voce che in privato tutti lo chiamavano “Adeline”.
Continuò a ricattare presidenti, politici e magnati fino alla sua morte, durante il mandato Nixon, il 2 maggio 1972. Si salvò in tempo dallo scandalo che di lì a poco avrebbe coinvolto lo stesso Nixon il Watergate. Nonostante tutto gli furono tributati i funerali di Stato.
Il trio che ora si prepara a fare un film su Hoover, è di tutto rispetto e, crediamo e speriamo che il progetto di Eastwood vada in porto. Sarà un momento di grande cinema, raccontando questa volta la storia di un uomo importante, omosessuale represso, che è un po’ il segno di un’America per fortuna oramai scomparsa e irripetibile.
fonte queerblog
Lgbt, "Priscilla Show" a Milano

Dopo ben sette anni di assenza, “Priscilla, la regina del deserto” sarà disponibile dal nove giugno in DVD, il film cult che ha fatto conoscere ed amare il colorato mondo delle drag queen. In occasione del sospirato ritorno in DVD, la “20th Century Fox Home Entertainment” ha invitato tutti i fan delle tre Drag Queen della pellicola ad assistere all’inedito e trasgressivo “Priscilla Show” al Cinema Mexico di Milano.

Attori in costumi sgargianti, arroccati su tacchi vertiginosi e addobbati da parrucche monumentali, apriranno il sipario del “Priscilla Show”, uno spettacolo colorato, kitch, esagerato, sulle note di alcune tra le più celebri canzoni che hanno sancito il successo mondiale del film, tra le quali “Mamma Mia” degli ABBA, “Go West” dei Village People e “I Will Survive” di Gloria Gaynor. Il film australiano del 1994, con la regia di Stephen Elliot, aveva come protagonisti Hugo Weaving, Guy Pearce e Terence Stamp nel ruolo di tre Drag Queen che propongono il loro spettacolo in giro per l’Australia. I tre partono a bordo di “Priscilla”, un vecchio torpedone rosa shocking, che li vedrà protagonisti di avventure davvero uniche e singolari. Ovviamente per la serata che si terrà al Cinema Mexico di Via Savona a Milano, è richiesto un “dress code”, tutti, infatti dovranno tirare fuori la Priscilla che in loro.
fonte gayin.tv
Nancy Brilli choc: "Porto la parrucca" Da quando la nonna le fece rasare la testa!

«Da piccola mio padre mi fece tagliare i capelli, non gliel'ho mai perdonato: da allora porto la parrucca», così Nancy Brilli racconta per la prima volta la sua infanzia tormentata.
«Mia madre è morta quando avevo solo 10 anni. Mio padre era sempre via per lavoro e sono cresciuta con la nonna paterna, una donna molto dura. A un certo punto mi fece rasare i meravigliosi capelli biondo platino, che erano a boccoli e lunghi fino al sedere. Non gliel'ho mai perdonato. I capelli erano il ricordo più vivo che avevo di mia madre, che passava le ora a spazzolarli e a massaggiarli con il balsamo: erano le nostre coccole. Da allora, sono diventati crespi e preferisco indossare la parrucca».
È una confessione choc, che lascia emergere una Nancy diversa, rispetto alla donna sorridente che conosciamo: «Crescendo sono diventata una ragazzina insicura, chiusa e invidiosa della felicità altrui. Mio fratello mi soprannominò “la furibonda”. Ho dovuto imparare da sola l'importanza di sorridere e la forza dell'ironia. Sono una donna di buona volontà e facendomi aiutare da uno psicoterapeuta ho curato la rabbia. Adesso invece di distruggere costruisco e nemmeno morta vorrei tornare a 20 anni».
La Brilli parla anche del suo matrimonio: «Con il chirurgo plastico Roy de Vita stiamo insieme da 8 anni. Ci siamo conosciuti perché dopo essere stata operata per un cancro alle ovaie, mi volevo far togliere la cicatrice alla pancia. Con lui ho creato il rapporto più lungo della mia vita. Vorrei tanto sposarlo ma il mio ex Luca Manfredi, da cui sono separata dal 2002, non mi ha ancora concesso il divorzio».
fonte Libero-news.it
mercoledì 2 giugno 2010
Spot, La bevanda "del peccato" fa spogliare i calciatori.
Si chiama Jillz ed è il sidro di mele che, per sopperire al divieto di togliersi la maglietta dopo aver segnato un goal, fa spogliare i calciatori nello spot girato in occasione dei prossimi mondiali.
da gay.it
La Base, il ristorante notturno di Roma

Un ristorante sempre aperto fino alle 5 del mattino, in quel di Roma e a due passi dal Colosseo. Lo sanno tutti, a Roma, che dopo la discoteca, colti da quella fame che a volte si manifesta nel cuore della notte, la risposta può essere La Base.
Ristorante, pizzeria, bisteccheria, pub, fast food anni ‘50. La Base è tutto questo e molto altro. Da qui sono passati nomi e volti come quelli di Mikey Rourke, Naomi Campbell, Michele Placido, er Pupone – al secolo Francesco Totti, Lucio Dalla, ma anche Valeria Marini, Gerry Calà, Umberto Smaila, Franco Oppini, Max Pezzali, Ignazio La Russa, Vladimir Luxuria, Paolo Villaggio, Walter Nudo, o Vittorio Sgarbi. E Tiziano Ferro, Bernardo Bertolucci, Enrico Brignano, Valerio Mastandrea e la splendida Claudia Shiffer.Buona musica, sempre strapieno, lo stile oscilla tra il kitsch rigorosamente voluto e ricercato, fatto di mezzi busti, dipinti e foto, e live music. Si mangia bene e i prezzi sono abbordabili. Ma soprattutto è aperto in tutti i giorni, tutto l’anno, sempre fino alle 5 del mattino. Tra colori forti, rosso e grigio soprattutto, apparecchiati in stile osteria per mettere a vostra disposizione un menu variegato e interessante.
In pieno centro – ma fuori dalla zona a traffico limitato – nella trafficatissima e vivacissima via Cavour, strizzando l’occhio ai Fori imperiali e a piazza Venezia, alla Base, famosa tra tutti i romani e non, troverete pizza alla romana e pizza di ogni genere, per tutti i gusti. I dolci sono freschi e gustosi. Ma la vera specialità della casa è fatta di piatti che si chiamano fiamminghe: assaggi vari e ricchi disposti e serviti in un unico piatto. Li trovate di tre tipi: vegetariano, a base di carne o a base di pesce. Sul sito, per il parcheggio, consigliano di provare non tanto su via Cavour, quanto su via degli Annibaldi, dove trovare un posto per la propria macchina è altamente probabile.
fonte negozidiroma
martedì 1 giugno 2010
LGBT, LE CINQUE GIORNATE LESBICHE A ROMA

Dal 2 al 6 giugno, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, le lesbiche di tutta Italia si incontreranno per confrontarsi, discutere, ma anche conoscersi e divertirsi insieme, in cinque giorni che offriranno una gamma variegata di iniziative, che spaziano dagli workshop ai concerti, dal teatro ai dibattiti, dai concorsi per opere prime di musica e video alle tavole rotonde sulla scrittura e sulle pratiche politiche lesbiche, dalle letture di poesie e racconti alle proiezioni di fiction e cortometraggi italiani e stranieri.
Questo importante appuntamento, che vedrà di nuovo, a molti anni di distanza dall’ultima settimana lesbica, le lesbiche italiane riunite in un’iniziativa collettiva e in uno spazio non aperto agli uomini, sarà l’occasione per affrontare, indagare e confrontarsi su identità e immaginario, cultura e comunicazione, teoria e politica, diritti, sessualità e tanto altro.
La manifestazione si aprirà mercoledì 2 giugno alle ore 13, e proseguirà fino al pomeriggio di domenica 6 giugno. In questi cinque giorni, dal mattino alla notte, si potrà scegliere fra un’amplissima gamma di iniziative diverse e adatte a tutti gusti - impegnate, ludiche, socializzanti, di confronto, di scambio, di approfondimento - che si svolgeranno fra le sale e il meraviglioso giardino della Casa Internazionale delle Donne, in via San Francesco di Sales 1a a Roma. Tutte le sere, inoltre, saranno proposti spettacoli teatrali, musica dal vivo e proiezioni; il mercoledì e il sabato le donne convenute potranno ballare con la musica di varie artiste venute da varie parti d’Italia.
La manifestazione – a cui è possibile partecipare sia per tutta la durata che in singoli giorni o serate - è organizzata da volontarie, con il sostegno di gruppi e associazioni dilesbiche italiane, con un generoso supporto da parte di Birkenstock ed ha ottenuto il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.
Il programma dettagliato è visibile e scaricabile sul sito www.CinqueGiornateLesbiche.org
Il Coordinamento delle Cinque Giornate Lesbiche
fonte digayproject
Lgbt, I luterani italiani: "Benediremo noi le coppie omosessuali"

Si dice che “Le vie del Signore sono infinite”. Quelle di alcuni suoi discepoli, divulgatori del “verbo” a volte sono geniali. Oppure necessitano di nuove visibilità e fedeli da guardare con interesse temi importanti come l’unione delle coppie di fatto omosessuali. Succede che la minoranza religiosa dei luterani in Italia ha deciso di benedire le coppie gay che definiscono “unioni di vita”. Nessuna controversia o confusione con l’istituto del matrimonio, inviso alla chiesa cattolica e neppure una sfida alla politica che tace o nega diritti di unione. Che il tema stesso dell’omosessualità sia da parecchio sentito dal clero luterano, lo narrano molte cronache, tanto che qualche anno fa la conferenza episcopale della chiesa luterana di Norvegia votò perché i suoi pastori gay potessero svolgere il ruolo di cappellani, pastori, diaconi, vescovi. In merito alla decisione sulle “unioni di vita” degli italiani gay, l’assemblea del Sinodo dei luterani italiani, afferma:
“L’esperienza pastorale porta quotidianamente a contatto con queste diverse e nuove forme di convivenza, determinando la necessità di accompagnare persone che cercano supporto nel vivere la loro particolare situazione in Italia e sollecitando una comprensione più ampia e profonda da parte della Celi di questo fenomeno”.
Di questo ne discuteranno dal 30 aprile al 3 maggio, nel Centro Carraro di Verona, insieme all’elezione del Decano e del suo vice e alla presentazione del nuovo innario della Celi. Vedremo se e quale documento verrà fuori, perché magari poi una benedizione non la si nega a nessuno, ma discutere seriamente e serenamente di diritti omoaffettivi non basta solo una benedizione.
I luterani, che in Italia sono circa 7 mila, possono e debbono dialogare sul loro rapporto con le unioni civili gay; su come possono distanziarsi rispetto ad altri soggetti religiosi in temi che riguardano la vita e gli affetti di persone omosessuali e transessuali. Non tutte le questioni sul tema sono così limpide, almeno fuori dal nostro territorio; in molti casi le ragioni omosessuali, gli stessi aderenti alla chiesa luterana sono stati contestati proprio a causa della loro omosessualità e della loro unione di amore con altre persone dello stesso sesso.
Ora questa apertura dell’assemblea del Sinodo dei luterani italiani apre un varco importante sui diritti civili e probabilmente poco piacerà ai cugini cattolici. Potrebbe essere un passo importante se portato avanti e progredito nelle intenzioni. Vedremo!
fonte queerblog
Lgbt, Graziati i due omosessuali del Malawi I due ragazzi erano stati imprigionati e condannati a 14 anni per il loro orientamento sessuale

Il presidente del Malawi ha concesso la grazia dopo le forti pressioni della comunità internazionale
Lo scorso dicembre Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga furono arrestati dalle autorità del Malawi per il loro orientamento sessuale. Ad alcuni mesi dall’arresto, la coppia di omosessuali era stata condannata a 14 anni di carcere, ma grazie alle pressioni della comunità internazionale il presidente del paese africano, Bingu Wa Mutharika, ha deciso di graziare i due prigionieri. La decisione è giunta in seguito a un incontro con il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
Steven ha 26 anni, mentre Tiwonge ne ha 20: erano stati condannati perché in Malawi vige ancora una legge risalente al periodo coloniale britannico per la quale l’omosessualità è un reato. Alle norme previste nell’ordinamento si sovrappongono poi le credenze popolari: i leader religiosi equiparano spesso le relazioni tra individui dello stesso sesso al satanismo. La condanna per atti osceni e innaturali aveva aperto un dibattito internazionale sul paese africano ed era stata criticata da numerose associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali.
Mutharika ha graziato i prigionieri, ma ha comunque confermato la propria severa visione sulla vicenda:
«Questi ragazzi hanno commesso un crimine contro la nostra cultura, la nostra religione e le nostre leggi. Tuttavia, come capo dello stato li perdono e chiedo dunque il loro immediato rilascio senza alcuna condizione»
Le associazioni di volontariato e gli stati che ogni anno donano risorse per sostenere l’economia del Malawi attendevano da giorni la grazia del presidente. Il governo degli Stati Uniti non aveva esitato a definire la condanna un pericoloso passo indietro sul fronte dei diritti umani. Elton John, da tempo impegnato in una serie di campagne per combattere l’AIDS nei paesi africani, aveva inviato una lettera aperta al presidente del Malawi dalle pagine del Guardian, invitandolo a graziare i due detenuti.
fonte ilpost.it
lunedì 31 maggio 2010
Lgbt, Reazioni alla violenza omofobica accaduta a Roma ai danni di un ragazzo gay: tra loro Concia, Mancuso, Alemanno e Carfagna

Dopo la notizia dell’aggressione ad un ragazzo gay a Roma, nella notte tra il 25 e il 26 maggio che ha rischiato di perdere un occhio, ecco le parole di alcuni esponenti politici e di associazioni Lgbt italiane.
Fin dal commento di Aurelio Mancuso è evidente la necessità di agire concretamente e non parlare solo teoricamente di quanto sia criminale e feroce la violenza omofobica in Italia:
“Ricomincia l’estate e ricompaiono con più frequenza a Roma e in Italia le aggressione ai danni delle persone omosessuali. Non sappiamo se sia il caldo a dare la testa, di certo le bande composte spesso da giovani e giovanissime continuano ad agire indisturbate, sicure di non essere individuate e nel caso di non subire eccessive conseguenze. Nell’esprimere la mia solidarietà nei confronti del ragazzo aggredito, faccio appello al Governo, in particolar modo al ministro delle Pari Opportunità, affinchè come gesto di chiara volontà politica di agire, si approvi con urgenza un decreto legge che introduca l’aggravante per i reati da odio ai danni delle persone omosessuali e transessuali”
Dopo l’appello dell’esponente della comunità gay romana, anche il sostegno del Presidente della regione Lazio alla vittima:
“Al ragazzo va tutta la mia solidarietà, con l’augurio di una pronta guarigione. Si tratta di forme di violenza e intolleranza inaccettabili, che condanniamo con fermezza. Sono gesti di inciviltà che non devono rimanere impuniti. È importante che vengano accertate e punite le responsabilità, così come è necessario contrastare l’omofobia, e ogni altra forma di discriminazione, rafforzando la cultura del rispetto degli altri, anche tenendo alta l’attenzione”
Belle parole, ma purtroppo “solo parole”. Renata Polverini condanna le aggressioni omofobiche ai danni del mondo Lgbt, ma, per l’ennesima volta, è necessario ripetere che non si risolve tutto a condanne verbali e ammissioni di conforto. Servono fatti, leggi e non retorica che non porta assolutamente a nulla. Per poi ripetere la solita tiritera al prossimo caso di violenza
E la pensa così anche Imma Battaglia, il presidente di Di’ Gay Project:
“Di fronte alla notizia dell’aggressione denunciata da Arcigay Roma, c’è bisogno di una risposta urgente anche da parte delle istituzioni. Per questo sollecito un incontro urgente tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’assessore Umberto Croppi e tutte le realtà associative gay, lesbiche e trans di Roma. Siamo di fronte ad un ennesimo grave episodio al quale occorre dare una risposta politica concreta in termini di lotta all’omofobia”
Franco Grillini, presidente Gaynet, si interroga invece sulle responsabilità per la sicurezza di Roma città e adducendo la responsabilità alla politica di destra:
“Quello che è successo martedì notte a Roma poteva accadere a molti, io stesso ero nella gay street. Ci si chiede quindi se Roma sia ancora una città sicura, se si può per un omosessuale vivere con serenità nella capitale. Purtroppo è bene ricordare che la destra più l’Udc hanno respinto un anno fa la proposta di introdurre un’aggravante per i fatti di omofobia in Italia approvando una mozione, essa stessa violentemente omofoba e offensiva verso la comunità lgbt, dove la lotta alla violenza contro gli omosessuali è stata definita persino incostituzionale. Il veto alla legge contro l’omofobia, di cui la destra deve assumersi in toto la responsabilità, è una sorta di via libera alla violenza omofobica ed è bene ribadirlo perché qualcuno si assuma la propria responsabilità di fronte ad una violenza che sembra inarrestabile. La gravissima aggressione al grido “frocio di m…” - ha aggiunto Grillini - ci ricorda brutalmente che la violenza verso le persone lgbt in Italia è la più grave d’Europa. In nessun paese europeo infatti esiste un maschilismo criminale come da noi.”
Anna Paola Concia insiste e chiede di velocizzare l’iter legislativo per una legge contro l’omofobia, ammettendo il suo sconforto di fronte a questi continui casi di violenza.
“C’e una legge contro l’omofobia ferma per la seconda volta in commissione Giustizia alla Camera. Decidiamo insieme di dare un segnale di civiltà, approviamola presto. Facciamolo per fermare questa spirale di violenza omofoba impunita e per permettere ai nostri figli di sentirsi uguali ai loro coetanei e di non vivere nella paura. Faccio l’ennesimo appello ai miei colleghi di centro destra, prendiamoci questa responsabilità o quello di cui saremo responsabili in futuro, non potrà essere che violenza e discriminazione. Sono avvilita e stanca di sentire queste notizie - ha aggiunto Concia - avvilita perchè mi addolora sapere che un ragazzo di 22 anni e stato picchiato selvaggiamente perchè‚ omosessuale e stanca perchè non so più cosa fare, non ho più voce per dirlo”
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, condanna l’accaduto, dichiarando di essere disposto ad accogliere l’invito di Imma Battaglia:
“Esprimo la mia piena solidarietà al giovane aggredito in via Cavour. Questi sono episodi che non devono accadere in una città tollerante come Roma. Mi auguro che gli inquirenti individuino i responsabili di un atto di così grave violenza. Accogliamo la richiesta di Imma Battaglia e siamo disponibili, quanto prima, ad un incontro con le associazioni romane”
Seguono le parole di Livia Turco, responsabile politiche sociali e immigrazione del Pd:
“La notizia dell’aggressione è di una gravità inaudita, non solo per il fatto in sè, ma anche perchè‚ è purtroppo solo l’ultimo di una lunga serie di episodi simili che si sono verificati negli ultimi mesi nella capitale. Alla vittima di un gesto tanto vile, va la solidarietà del Pd, insieme all’augurio di una pronta guarigione”
Infine, Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, lancia l’appello a collaborare:
“Chi ha visto, parli. Lo faccia per assicurare alla giustizia una banda di delinquenti e, se non basta, per riparare all’errore di non essere intervenuto ad aiutare un ragazzo vittima di una barbara aggressione. Le istituzioni hanno bisogno dell’aiuto dei cittadini per svuotare le sacche di odio e di ignoranza che ancora resistono nel nostro Paese. Anche per questa ragione il ministero per le Pari opportunità ha voluto creare insieme al Comune di Roma un Osservatorio cittadino contro le discriminazioni, che entrerà presto a regime. Inoltre mi aspetto, come già ho avuto modo di dire in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e nell’attesa che il Parlamento ridiscuta le aggravanti per questi reati odiosi, che i magistrati, quando sarà il momento, diano pene esemplari”
Ce lo aspettiamo tutti Mara, credici… Siamo con il fiato sospeso (ed esausti).
fonte queerblog
Web, sesso e gioco d'azzardo: le dipendenze dei giovani per gli esperti, la trasversalità sociale, culturale e anche generazionale

FIRENZE - Internet, videogiochi, cellulare, sesso, shopping, gioco d'azzardo: queste le nuove dipendenze dei giovani, secondo gli esponenti della comunità scientifica psicoterapeutica, riuniti a Firenze per il 26/o congresso internazionale organizzato da Sepi (Society for the Exploration of Psychotherapy Integration) e Scuola di Psicoterapia Comparata.
"Le nuove dipendenze - affermano gli organizzatori - non riguardano l'uso o abuso di sostanze, ma non per questo sono meno pericolose: possono infatti portare a comportamenti e relazioni disfunzionali e problematici riferiti a oggetti, attività, stili di vita, gestione del tempo, difficoltà relazionali ed un distorto rapporto con la realtà ed il mondo esterno".
Per gli esperti, "la trasversalità sociale, culturale, generazionale delle nuove dipendenze e la loro pervasività nella vita di uomini e donne, anche di diversa estrazione sociale, testimoniano non solo la loro veloce diffusione nell'ultimo decennio, ma anche e soprattutto la loro potenza e pericolosità". Un rischio più elevato per bambini e giovani, dicono gli esperti. Soprattutto fra di loro si diffondono le nuove tecnologie: secondo l'Istat, l'uso del cellulare nella fascia tra 11 e 13 anni è passato dal 35,2% del 2000 all'83,7% del 2008. Per far fronte a questi nuovi problemi esiste la "Rete nuove dipendenze" promossa dal Mopi, coordinamento nazionale di professionisti, operatori socio-sanitari, associazioni, cooperative, enti pubblici e privati qualificati che operano in base alle loro specifiche competenze professionali.
fonte Ansa
Lgbt, Spot a tema gay per la McDonald's in Francia
Delicato e interessante spot a tematica gay di McDonald’s trasmesso in Francia sia in tv che nei cinema. Un ragazzo è seduto in un ristorante della famosa catena di fast food e guarda una foto dei suoi compagni di classe. Squilla il cellulare e il giovane risponde dicendo “ti pensavo e stavo guardando la nostra foto scolastica. Ora ti devo lasciare, che arriva papà. Ti amo”. Giunge il padre con i vassoi, vede la foto e chiede:
“È la foto della tua classe? Quando avevo la tua età ero molto simile a te: facevo impazzire tutte le ragazze. Peccato che la tua fosse una classe solo maschile…”
L’enigmatico sorriso del ragazzo che chiude il filmato è impagabile (e, ammettiamolo, pure lo slogan pubblicitario che invita ad andare da Mc’Donalds così come si è).
fonte queerblog
domenica 30 maggio 2010
Danza alla Scala, Francesco Ventriglia tenta la Scalata, Il giovane coreografo 32 anni: «Io, dal Teatro Greco al Piermarini..Accanto a Balanchine...»

Il coreografo di Immemoria Francesco Ventriglia in prova.
Foto: Marco Brescia. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala
Debutto scaligero nel prestigioso «Trittico Novecento»
Sei anni fa, alla sua prima prova d’autore al Teatro Greco, ad accoglierlo in camerino c’erano i topi. Nei prossimi giorni, sul palco della Scala, 60 ballerini porteranno in scena la sua danza. Ecco, il sogno milanese di Francesco Ventriglia si misura in quella distanza: dalle stalle (il Teatro Greco non ce ne voglia) alle stelle. E di star, il 32enne coreografo originario di Battipaglia — da anni trapiantato a Milano per studiare alla Scuola di ballo della Scala e poi in forze in compagnia dov’è tuttora «ballerino stagionale » – ne ha collezionate già parecchie.
Per l’étoile Svetlana Zakharova ha creato il balletto interattivo «Zakharova Super Game», sulle tavole del Bolscioi di Mosca. Per un’altra zarina della danza russa, Uliana Lopatkina, gemma del Mariinskij di San Pietroburgo, ha firmato «Contraddizioni» sulla violenza sulle donne, oggi inserito (con un’interprete italiana) nel documentario sullo stalking «Parla con lei» realizzato dal Ministero per le Pari Opportunità. Per il nostro Roberto Bolle si è inventato l’anomalo ruolo del padre morboso in «La Lotta», tratto da «Affabulazione» di Pasolini. L’attrazione per argomenti ruvidi, in apparente contrasto con la levità del balletto classico, ha spinto Ventriglia anche sul terreno impervio dell’eros sulla sedia a rotelle, cui ha dedicato «Il Mare in catene».
Una passeggiata rispetto a ciò che l’attende da venerdì sera alla Scala (dopo l’«anteprima giovani» del 21, seguirà la prima ufficiale del 27 con repliche fino al 12 giugno): il debutto come coreografo al Piermarini nelle serate «Trittico Novecento», in cui la sua creazione «Immemoria» figura accostata a due capolavori di un gigante immortale del balletto, George Balanchine.
«Paura? Di più, non ci dormo la notte», confessa Ventriglia. E ha i suoi buoni motivi. È stato il direttore del Ballo della Scala Makhar Vaziev a commissionargli il lavoro lasciandogli carta bianca, non rinunciando però a qualche messaggio “di stimolo”. «Quando vado a trovarlo nel suo ufficio al secondo piano – racconta il coreografo – apre la finestra che si affaccia su via Filodrammatici e mi chiede: “Francesco, sei bravo a fare il plié? Se il balletto sarà un flop, preparati a saltare da qui”. Scherza, ma insomma… ».
«Immemoria» è impegnativo quanto ambizioso. Sulla Sinfonia n.7 «Leningrado» composta da Šostakovic nel 1941 durante il bombardamento di San Pietroburgo da parte delle truppe naziste, il balletto denuncia la mancanza e la manipolazione della memoria storica partendo dal dramma della Shoah per giungere ai giorni nostri. «L’uomo dimentica gli orrori del passato e la lezione della storia – spiega Ventriglia -. L’eco della matrice dell’Olocausto la ritroviamo oggi sulle spiagge di Lampedusa, nei protocolli di contenimento d’immigrazione, persino nei centri commerciali che ci illudono di essere liberi di scegliere ma che in realtà omologano le nostre vite. Non pretendo di fornire risposte, lancio solo interrogativi».
La coreografia coinvolge quaranta danzatori scaligeri e venti allievi undicenni della Scuola di ballo. «Racconto i corpi e le violazioni che hanno subito pensando alla pittura di Bacon, attraverso il vuoto di luoghi abitati ciclicamente da paesaggi umani». Lo scenografo Angelo Sala ha aperto nel palcoscenico un antro sotterraneo di 3 metri per 3 e ha disegnato sei muri semoventi su cui sono stati affastellati oggetti che ricordano identità perdute, con riferimenti alle installazioni di Christian Boltanski cui si è ispirata anche Roberta Guidi di Bagno per i suoi costumi lacerati. «Quelle pareti plumbee – conclude Ventriglia – evocano le recinzioni del lager di Auschwitz, ma potrebbero essere anche il muro di Berlino o le facciate di via Padova a Milano».
fonte milano.corriere Valeria Crippa
«Trittico Novecento», Teatro alla Scala, tel.02.72.00.37.44.
Giugno 2010: 01 (20:00), 05 (20:00), 07 (20:00), 08 (20:00), 09 (20:00), 10 (20:00), 11 (20:00), 12 (20:00 - riservato)Durata spettacolo: 2 ore e 40 minuti
"Immemoria"
Nuova produzione Teatro alla Scala
Coreografia
Francesco Ventriglia
Assistente coreografa
Maria Pia Di Mauro
Musica
Dmitrij Šostakovič
Scene
Angelo Sala
Costumi
Roberta Guidi di Bagno
Luci
Andrea Taddei e Valerio Tiberi
Direttore
Aleksander Titov

Emanuela Montanari e Riccardo Massimi in "Immemoria". Foto: Rudy Amisano. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala

Stefania Ballone e Christian Fagetti in "Immemoria", coreografia di Francesco Ventriglia. Foto: Rudy Amisano. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala

Il corpo di ballo del Teatro alla Scala in Immemoria, coreografia di Francesco Ventriglia. Foto: Marco Brescia. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala
"Ho dedicato questo post con grande gioia
a Francesco Ventriglia,
che per me prima di essere stato
un Coreografo con il quale ho avuto il piacere di lavorare
in una sua creazione,
"Sogno di una notte di mezza estate"
è principalmente un Amico,
a cui Auguro di cuore una carriera luminosa
è piena di grandi Successi !!
con Affetto e Stima Lisa"
Lgbt, Rachel Weisz sarà un transgender, una donna che cambia sesso.

rachel weisz in una foto artistica con serpente
È un film con una lunga gestazione quello di Karyn Kusama: pare siano otto gli anni che hanno impegnato la regista indipendente di origini giapponesi ma nata a Brooklyn e passerà ancora un po’ di tempo prima di vedere l’attrice Rachel Weisz, protagonista del film, diventare un uomo. The Invisible X, questo il titolo della pellicola, è un horror psicologico incentrato sul concetto di sesso maschile e femminile e narra appunto la storia di una donna che cambia sesso. Il film trae ispirazione dalle turbolenze dell’adolescenza e dai cambiamenti che la crescita comporta, sia fisici che emotivi.
Nel frattempo Rachel Weisz è stata nelle sale italiane con il film Agora, biopic dedicato alla filosofa Ipazia di Alessandria e diretto da Alejandro Amenábar. Più avanti indosserà invece i panni di Jacqueline in una pellicola dedicata alla famiglia Kennedy.
fonte cinemaevideogiochi
Lgbt, Nasce "Bookout" la prima Fiera del Libro a tema lesbico gay e transgender in Italia.

Nasce Bookout la prima Fiera del Libro a tema LGBT (lesbico, gay, bisessuale e transgender) mai realizzata in Italia.
Il percorso che finalmente diventa realtà grazie all’interesse e all’impegno di associazioni, istituzioni, case editrici, scrittori e studiosi, donne e uomini che riconoscono l’importanza di valorizzare questi temi come parte della cultura di mainstream.
Cuore dell’evento è la Toscana, da sempre un luogo attento ai bisogni di tutti i cittadini, ma la prospettiva è quella di contagiare presto altre aree d’Italia, particolarmente quelle dove le persone LGBT hanno maggiori difficoltà ad affermare la propria esistenza.
La Fiera del Libro LGBT si svolgerà dal 12 al 14 novembre 2010 a Pisa, e vedrà la presenza di case editrici e librerie di rilievo nazionale e internazionale, accompagnate da conferenze, spettacoli, dibattiti, reading e laboratori, oltre alla premiazione di “Wordout” – un Concorso letterario rivolto agli allievi delle scuole superiori italiane.
Ma non basta: Bookout propone già dalle prossime settimane un calendario di iniziative (http://bookout.it/) che spianano la strada alla Fiera, ospitando interventi qualificati e dando voce a chi saprà parlare di buoni libri.
Per Marco Michelucci, responsabile di Bookout, “si tratta di un’occasione più unica che rara in Italia, che non riguarda solo le persone LGBT. Per usare una metafora – aggiunge Michelucci – quando compro un libro non lo scelgo dalla copertina; e quando comincio a leggere, mi aspetto solo che sia un buon libro.”
Bookout si apre proprio a Pisa con la presentazione del libro-documentario “Les Condamnés” del fotografo francese Philippe Castetbon (il 4 giugno, presso le Librerie Feltrinelli), che ha raccolto immagini e storie di persone che ancora oggi vengono perseguitate e condannate perché nel loro Paese essere gay è un crimine.
Bookout è un progetto ideato dai Comitati Arcigay della Toscana e realizzato con il contributo di Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana).
fonte gaynews24
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