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mercoledì 21 settembre 2011

Lgbt Parma: Sabato "Yes we are" documentario sulla condizione delle lesbiche in Polonia, di Magda Wystub


Sabato alla Casa Cantoniera si terrà la prima del documentario sulla condizione delle lesbiche in Polonia con la regista Magda Wystub.

E' la prima produzione tedesca che mette a fuoco la situazione delle donne lesbiche-femministe in Polonia, nella loro lotta sociale e politica per il riconoscimento e documenta la loro lotta quotidiana contro l'omofobia e la discriminazione.

Per questo progetto la regista Magda Wystub, che vive a Berlino, ha messo insieme un piccolo team e ha seguito con la camera nove donne in sei diverse citta' polacche. Il risultato e' un documentario di 70 minuti, che è stato mostrato in film festivals della Germania e della Polonia, e adesso giunge anche in Italia.

Il film punta l'attenzione su lesbiche mentalmente emancipate e sulla molteciplita' di strategie che usano per affermarsi in un ambiente omofobo.La molteciplità di sensibilità e analisi, come pure le eterogenee quotidianita' delle protagoniste, portano allo stesso tempo ad una vasta visione del clima politico e del degrado sociale in Polonia.

Di conseguenza il film e' anche un invito a capire e a osservare un paese che si trova nel mezzo di un processo di trasformazione. Un paese, il cui confine si trova solo a 80 km dalla capitale tedesca, ma tutt'ora per la maggior parte delle persone sembra che si trovi nel profondo est europa.

Il documentario ritrae la variegata scena lesbica polacca, personaggi come la famosa giornalista-radio femminista Anna Laszuk (che circa tre anni fa e' stata la seconda donna in Polonia che ha fatto coming out pubblicamente), attiviste politiche come il gruppo "kvir sfera", che due anni fa ha aperto un centro queer-femminista a Varsavia e non per ultime due attiviste piu' anziane che raccontano degli inizi del movimento lesbico negli anni '90.

Biografia della regista:
Magda Wystub e' nata nel 1972 in Polonia e nel 1981 si e' trasferita in Germania. Nella meta' degli anni '90 penso' di tornare a vivere in Polonia e provo' per un periodo a vivere a Varsavia per poi prendere una decisione definitiva. La decisione arrivo' molto presto: la generale atmosfera omofoba e le volgarita' verbali e fisiche erano continue, inoltre spazi queer-lesbici erano molto pochi.
Quindi la regista torno' in Germania.

Qualche anno dopo, nell'aprile 2006, ha organizzato insieme ad un'amica una iniziativa a scopo informativo sulla crescente furia omofoba appoggiata dal governo nazional-conservatore polacco. Durante l'evento, al relatore appartente al gruppo attivista LGBT polacco venne chiesto perche' aveva parlato esclusivamente dei gay e la risposta fu: "In Polonia non ci sono lesbiche".

Questa esternazione ignorante provoco' rabbia ma allo stesso tempo fece riflettere le organizattrici dell'evento: "perche' un attivista gay afferma una cosa simile e perche' non abbiamo invitato nessuna attivista lesbica?" La risposta fu di ammettere che loro stesse conoscevano pochissime lesbiche polacche che vivono in Polonia a parte quelle che vivono a Berlino o in altri paesi.

L'insicurezza delle lesbiche in Polonia e' costante. Quindi la regista inizo' a fare delle ricerche e pubblico' un lungo articolo su questo tema e cio' che ne venne fuori e' che la situazione in Polonia e' cambiata. Nonostante o proprio a causa della forte omofobia nel paese, sempre piu' lesbiche hanno iniziato a far sentire la propria voce, solo che qui non arrivano abbastanza informazioni su questa situazione.

La regista insieme con altre attiviste hanno quindi deciso di girare un documentario per cambiare la situazione e mettere in luce una realta' qui da noi poco conosciuta.
fonte http://www.parmadaily.it

martedì 2 agosto 2011

Lgbt: Lesbiche pestano una trans, la rete: transfobia o stupidità?


Un gruppo di lesbiche avrebbe picchiato una trans che ha poi raccontato l'episodio su FB. Il tam tam è veloce e in rete nasce un dibattito.
Se per alcuni è transfobia, per altri è soltanto stupidità

L'episodio raccontato su Facebook:
"Anche se sono sinceramente esausta mi sembra doveroso intervenire: sono entrata al pronto soccorso alle 19:42 e ne sono uscita alle 00:59".
Inizia così il racconto di Net, una transesuale romana che ieri ha raccontato un episodio di violenza ai suoi danni da parte di un gruppo di ragazze.

Con una di loro, in particolare, avrebbe parlato "incuriosita dalla lunghezza dei suoi capelli superdecolorati", ma "per il semplice fatto di averle rivolto la parola la sua compagna mi si è scagliata contro pensando che ci stessi provando".
Da lì la situazione si è complicata con tanto di "spedizione punitiva alla trans impertinente".

"Per concludere, al di là dei generi, dei gusti, etc. mi sono ritrovata incredula con 6 ragazze tutte più impostate e avvezze alla rissa di me che a breve m'hanno messa K.O. buttata a terra e presa a calci e pugni...soprattutto nella schena, in pancia e in testa...urlandomi 'travone di merda...MUORI!'".

I commenti su Facebook - La gelosia sarebbe dunque alla base di un brutto episodio di violenza. Ma se c'è chi parla apertamente di episodio transfobico, per alcuni non va confuso con la "semplice" violenza, come scrive in un commento Andrea Contieri: "Come fai notare tu l'hanno pestata, se è autentico il racconto, perché pensavano ci provasse con la tipa, non perchè trans.

Il motivo per cui 'ogni violenza, ogni cosa fatta nei confronti dei gay diventa omofobica (o transfobica) per cui non se può più dire o fare nulla' è uno dei motivi che ci girano contro quando parliamo di leggi e aggravanti contro l'omofobia.

È ovvio che se neanche tu gay, lesbica, trans riesci a stabilire con decisione cosa sono l'omofobia e la transfobia e spesso, purtroppo, a non marciarci sopra poi diventa difficile vincere su questo fronte"

Cristiana Alicata scrive: "Se le hanno urlato 'travone di merda' è transofobia pura. Se non c'è matrice transfobica c'è solo cretinaggine.....di cui neanche gli lgbt sono immuni. La domande che vi faccio: avrebbero fatto lo stesso con un maschio etero? Sì. Con una lesbica? Sì". Domande alle quali Elena Trimarchi risponde diversamente: "siamo proprio sicuri che se fosse stata una donna ad avvicinarsi alla ragazza sarebbe stata menata? Magari con lei ci poteva scappare na scopata!"

Secondo Imma Battaglia l'omofobia e la transfobia non c'entrano nulla e anzi il problema starebbe addirittura nella società ormai drogata: "ormai siamo una comunità di privilegiati questa è la verità perchè per una bambina di 5 anni stuprata da 3 maschi 15enni cosa dovremmo chiedere?? aggravanti e giustizialismo?? pena di morte?? e poi perchè per quella bambina a cui è stata distrutta una vita non ci sono state le prime pagine dei giornali?? perchè non c'è nessuno in parlamento a chiedere STOP a tutta questa violenza?? perchè non si fanno campagne serie contro droghe che esaltano la bestialità che c'è negli esseri umani??la droga è di stato!"
fonte http://www.gay.it/

mercoledì 29 giugno 2011

Lgbt: Fiction TV "Un posto al Sole" e l’amore gay: il bacio lesbico di Marina e Aurora


L’amore gay approda anche in “Un posto al sole“!
Ebbene si, nella famosa soap opera in onda RaiTre, due protagoniste scopriranno una reciproca attrazione omosessuale!
La determinata Marina Giordano ha scoperto di essere infatti innamorata della new entry Aurora Iodice!

A commentare questa svolta omosessuale del suo personaggio è stata proprio l’attrice Nina Soldano, che veste i panni della donna senza scrupoli Marina Giordano.
Nei giorni scorsi l’attrice italiana ha commentato questa storia d’amore omosessuale.

“Una vera storia, anche se più raccontata che mostrata: baci, sguardi, carezze… Io credo nell’Amore e nella libertà di pensiero. È anche per questo che sono molto vicina alle battaglie di Paola Concia“, ha spiegato la brava attrice!

Un bel gesto da parte di un’attrice che, ormai da diverso tempo, cerca di fare il possibile per spalleggiare la lunga battaglia della comunità Lgbt alla conquista dei propri sacrosanti diritti, primo fra tutti il riconoscimento delle coppie omosessuali da parte dello Stato!

“Nel mio piccolo faccio quel che posso per contribuire a sensibilizzare il pubblico che mi segue sul tema dei diritti civili per le coppie omosessuali, l’amore tra due donne o due uomini è comunque amore con la A maiuscola”, ha spiegato l’attrice, e noi la apprezziamo molto per questo!
fonte www.gaywave.it

martedì 1 giugno 2010

LGBT, LE CINQUE GIORNATE LESBICHE A ROMA


Dal 2 al 6 giugno, presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, le lesbiche di tutta Italia si incontreranno per confrontarsi, discutere, ma anche conoscersi e divertirsi insieme, in cinque giorni che offriranno una gamma variegata di iniziative, che spaziano dagli workshop ai concerti, dal teatro ai dibattiti, dai concorsi per opere prime di musica e video alle tavole rotonde sulla scrittura e sulle pratiche politiche lesbiche, dalle letture di poesie e racconti alle proiezioni di fiction e cortometraggi italiani e stranieri.

Questo importante appuntamento, che vedrà di nuovo, a molti anni di distanza dall’ultima settimana lesbica, le lesbiche italiane riunite in un’iniziativa collettiva e in uno spazio non aperto agli uomini, sarà l’occasione per affrontare, indagare e confrontarsi su identità e immaginario, cultura e comunicazione, teoria e politica, diritti, sessualità e tanto altro.

La manifestazione si aprirà mercoledì 2 giugno alle ore 13, e proseguirà fino al pomeriggio di domenica 6 giugno. In questi cinque giorni, dal mattino alla notte, si potrà scegliere fra un’amplissima gamma di iniziative diverse e adatte a tutti gusti - impegnate, ludiche, socializzanti, di confronto, di scambio, di approfondimento - che si svolgeranno fra le sale e il meraviglioso giardino della Casa Internazionale delle Donne, in via San Francesco di Sales 1a a Roma. Tutte le sere, inoltre, saranno proposti spettacoli teatrali, musica dal vivo e proiezioni; il mercoledì e il sabato le donne convenute potranno ballare con la musica di varie artiste venute da varie parti d’Italia.

La manifestazione – a cui è possibile partecipare sia per tutta la durata che in singoli giorni o serate - è organizzata da volontarie, con il sostegno di gruppi e associazioni dilesbiche italiane, con un generoso supporto da parte di Birkenstock ed ha ottenuto il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.

Il programma dettagliato è visibile e scaricabile sul sito www.CinqueGiornateLesbiche.org
Il Coordinamento delle Cinque Giornate Lesbiche
fonte digayproject

domenica 9 maggio 2010

The L Word, il reality per il mondo lesbico


Bando ai moralismi, ci viene da dire. Il “sesso debole” e le preferenze omosessuali saranno ora anche i protagonisti di uno show tv, oltre ad aver raccolto moltissimi consensi in tv.

Il sesso lesbo arriva negli States con il reality show ispirato alla serie The L Word, giunto ormai alla sesta stagione. L’ideatrice del telefilm ora è decisa a fare doppietta proponendo alla tv un programma che vedrà sei ragazze, di età compresa tra i 27 e i 37 anni, partecipare al reality e mettere in piazza il loro amore lesbo e le relazioni interpersonali che si creeranno nel corso del programma.

Le ragazze dovranno convivere insieme 24 ore su 24 e la prima edizione partirà già questo 20 giugno. Niente in contrario con le preferenze sessuali delle donne certo, quello che lascia forse un po’ perplessi è il crescente voyeurismo che ormai dilaga in tv. E’ lecito mettere il sesso sul piccolo schermo e presentarlo come uno show televisivo?
fonte hot.blog