Visualizzazione post con etichetta Opera di Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Opera di Roma. Mostra tutti i post

martedì 2 aprile 2024

Teatro: Caracalla Festival 2024, celebra Puccini. Il cartellone estivo dell’Opera di Roma, dal 3 giugno al 10 agosto

©Bozzetto Massimiliano Fuksas

Il debutto all’opera dell’archistar Massimiliano Fuksas con Tosca e Turandot. L’eleganza di Dior nelle notti della danza con Eleonora Abbagnato. Il ritorno di Roberto Bolle. Il grande cinema di Walt Disney con le musiche eseguite dal vivo. Un omaggio ai cent’anni della Rhapsody in Blue di Gershwin con Wayne Marshall. Ma anche circo contemporaneo, teatro e una rassegna di film che celebrano Puccini nel centenario dalla sua morte. Grandi voci della lirica come Sonya Yoncheva, Vittorio Grigolo, Angela Meade e Brian Jadge. E poi star del pop come Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, John Legend, Antonello Venditti e molti altri. 

È il Caracalla Festival 2024, il cartellone estivo dell’Opera di Roma che, dal 3 giugno al 10 agosto, torna a far vivere gli storici spazi delle terme romane: l’arena con 4.500 posti e il Teatro del Portico, nell’area del cosiddetto tempio di Giove, che torna ad accogliere nuove e differenti esperienze artistiche.

Caracalla Festival 2024 e tutte le attività della Fondazione sono rese possibili grazie alla collaborazione con i Soci Privati della Fondazione Opera di Roma come Camera di Commercio di Roma e ACEA. Così come è fondamentale l’apporto di aziende che da anni – o anche più di recente – hanno scelto di sostenere le nostre attività in qualità di Mecenati e Sponsor: Banca del Fucino, Terna, BMW Roma e Aeroporti di Roma.

«Anche quest’anno opere e artisti prestigiosi torneranno ad arricchire il già ampio cartellone estivo dell’Estate Romana, continuando nella valorizzazione di un luogo magnifico e unico come le Terme di Caracalla – dice il Sindaco Roberto GualtieriÈ un lavoro prezioso quello portato avanti dall’Opera di Roma anche attraverso un appuntamento che è ormai un punto di riferimento, seguito ogni anno da oltre 100mila persone. Grazie davvero alla Fondazione e a questa bella collaborazione tra pubblico e privato, tutti uniti dall’obiettivo di promuovere iniziative culturali di qualità e la fruibilità di un altro spazio storico tra i tanti che stanno tornando protagonisti della vita cittadina, spesso dopo un grande lavoro di recupero».

«Per il secondo anno consecutivo, il Teatro dell’Opera di Roma torna a Caracalla con un vero e proprio Festival – dice il Sovrintendente Francesco GiambroneSi rafforza così l’idea di un progetto multidisciplinare che troverà pieno compimento nel 2025, anno del Giubileo, quando la programmazione sarà realizzata dal regista Damiano Michieletto, a cui abbiamo dato carta bianca. Per celebrare il centenario della morte di Puccini, abbiamo affidato all’architetto Massimiliano Fuksas il progetto creativo di entrambe le opere in cartellone, Tosca e Turandot; Fuksas ha realizzato per noi un’installazione specifica appositamente pensata per lo spazio del Teatro Grande di Caracalla, con Francesco Micheli che ne cura regia. Il successo di presenze ottenuto lo scorso anno, con 115.980 biglietti venduti, ci ha spinto ad aumentare da 50 a 60 il numero complessivo delle serate – in particolare crescono quelle d’opera, che passano da 10 a 16 – e a rinnovare l’ampia proposta che comprenda reading teatrali, cinema e quest’anno anche circo contemporaneo. Tutto nel segno di Puccini».

«Da 87 anni la musica, l’opera, il balletto popolano in estate le Terme di Caracalla – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – portando una ventata di spettacolo all’interno di uno dei siti archeologici più amati della Capitale. La collaborazione con l’Opera di Roma è dunque un momento rilevante delle attività di valorizzazione della Soprintendenza Speciale di Roma nell’impianto termale, che ha visto la presenza di importanti mostre, eventi culturali e un ampliamento degli spazi di visita, che si svilupperà ulteriormente nel prossimo futuro. Quest’anno la Soprintendenza e il Teatro dell’Opera offrono delle visite guidate speciali che precedono lo spettacolo e, inoltre, la sezione Caracalla Off si tiene nel nuovo spazio inaugurato l’anno scorso davanti al cosiddetto tempio di Giove, normalmente fuori dal circuito di visita. Il Festival Caracalla, grazie alla sua programmazione che vede coprotagoniste le Terme con la loro scenografia, è dunque uno stimolo alla crescita culturale della città sia per i romani sia per quanti sono in visita nella Capitale».

DANZA
La proposta coreutica si inaugura il 9 luglio – con replica il 10 – con Le notti romane di Dior, una serata che unisce moda, musica e danza. Protagonista Eleonora Abbagnato che, insieme alle étoile, ai primi ballerini, ai solisti e al Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, indossa le creazioni di Maria Grazia Chiuri della Maison Dior realizzate per due diversi balletti: Nuit Romaine di Angelin Preljocaj – con musiche su base registrata che vanno da Vivaldi ai Daft Punk – nato nel 2020 come progetto filmico ambientato nel cuore di Palazzo Farnese e poi messo in scena al Costanzi nel 2022; e Nuit Dansée di Giorgio Mancini, coreografia sui tre movimenti del Tirol Concert for piano and orchestra di Philip Glass, eseguito dal vivo. Quest’ultima è un nuova creazione. Lo spettacolo viene presentato per la prima volta in Italia a Caracalla dopo la tournée con il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma a Parigi e Dubai. Tra i principali interpreti l’étoile Rebecca Bianchi e il primo ballerino Michele Satriano. Sul podio dell’Orchestra della Fondazione sale Alvise Casellati.

Anche quest’anno la proposta coreutica si completa con la tradizionale serata di Roberto Bolle and Friends, che torna a Caracalla per due appuntamenti il 19 e il 20 luglio.

Continua a leggere il Programma Completo >> QUI

Credito: Progetto creativo e scene di Tosca e Turandot di Massimiliano e Doriana Fuksas

fonte: www.operaroma.it

lunedì 18 settembre 2023

Danza: Wheeldon, il mio balletto dall'oro di Klimt a Ezio Bosso. ''Within the Golden Hour'' nel trittico all'Opera di Roma

''Within the Golden Hour'' nel trittico all'Opera di Roma 

Una danza poetica e astratta ispirata dall'oro di Klimt e dalla musica di Ezio Bosso, un 'quadro' dalle storie che ognuno dei 14 ballerini è lasciato libero di creare con i suoi movimenti.

Christopher Wheeldon descrive così il suo ''Within the Golden Hour'' che dal 19 al 24 settembre sarà all' Opera di Roma per le serate dedicate alla scena contemporanea insieme con i lavori di altri due autori - Chacona di Goyo Montero e Bolero di Krzysztof Pastor - protagonisti étoiles, primi ballerini, solisti e il Corpo di Ballo della fondazione diretto da Eleonora Abbagnato.

Lo spettacolo in un atto unico creato dal coreografo britannico nel 2008 per il San Francisco Ballet vuole essere un omaggio a Ezio Bosso nel mese in cui anche in altre città italiane è stato ricordato il compleanno del musicista morto nel 2020. Il balletto si sviluppa sulla partitura per archi composta da Bosso e sul Movimento andante del Concerto per violino in si bemolle maggiore di Vivaldi, con i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Peter Mumford. 

''Inizialmente - dice Wheeldon all' ANSA - sono stato ispirato dai quadri dell'artista austriaco Klimt, che usa moltissimo l'oro nel suo lavoro. Quindi l'idea mi è arrivata prima di tutto da un'ispirazione visiva. In un secondo momento ho scoperto la musica di Ezio perché ho danzato un altro balletto firmato da un altro coreografo sulla sua musica e ho desiderato subito fortemente di lavorare con lui. In un secondo momento quindi ho scelto la musica per sviluppare questa idea di Klimt e del suo mondo, e solo alla fine ho messo da parte l'idea di trasporre letteralmente l'ambientazione dei dipinti di Klimt e ho preso solo alcuni spunti, alcuni colori e ovviamente l'oro per creare un balletto poetico, più astratto ispirato dalla musica''. 

L'elemento più affascinante del balletto ''è che dà la possibilità ai danzatori di avere lo spazio per creare quasi una storia a partire da ognuno dei movimenti, una collezione di pezzi che confluiscono in un tutt'uno. Ogni pezzo ha una piccola narrativa che ogni ballerino scopre da solo''. Il coreografo spiega di non voler condizionare i danzatori. ''Non dico mai esattamente 'ecco questo è quello di cui parla questo pezzo, questo dell'amore o questa della natura..' ogni tanto do loro qualche indizio, un abbozzo dell'idea e poi lascio che siano loro a dare la propria narrativa, diventa molto personale. Non stanno semplicemente ricreando la stessa cosa che altri ballerini hanno già danzato''. 

Christopher Wheeldon, 50 anni, è stato nel 1991 un ballerino del Royal Ballet e nel 1993 del New York City Ballet, dove nel 2001 ha mosso i primi passi da coreografo. Da allora ha creato e messo in scena produzioni premiate per molte delle principali compagnie di balletto del mondo. Con Within the Golden Hour, considerata una delle sue migliori creazioni, torna a Roma da cui mancava dal 2016 quando sempre al Teatro Costanzi propose la sua versione del Lago dei Cigni. 

''È davvero bellissimo essere tornato a Roma. Amo sempre questa città. Sono già venuto alcune volte come turista ma lavorare qui è diverso, è molto speciale. Lavorare all'Opera di Roma, con la compagnia, ti fa sentire parte della città''. Il coreografo attualmente è concentrato su un spettacolo che gli sta molto a cuore e che andrà in scena a novembre. ''Due anni fa a New York ho creato un musical basato sulla vita di Michael Jackson e ora stiamo preparando la compagnia per Londra, per il West End. Poi andrò in Australia per una nuova creazione con l'Australian Ballet sulla vita di Oscar Wilde. Comincerò a lavorare a novembre e il debutto sarà il prossimo anno, insomma sarò molto impegnato''. 

fonte: di Luciano Fioramonti www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

giovedì 25 maggio 2023

Danza > Eleonora Abbagnato: la “Cenerentola” di Nureyev a Caracalla 2023

Lo spettacolo sostituisce Strictly Gershwin nelle stesse date previste, dal 1° al 4 luglio

Una ragazza maltrattata e in fuga da un padre alcolizzato; la scoperta da parte di un grande produttore cinematografico capace di trasformare una zucca in una fiammante Rolls Royce; il debutto sul grande schermo e la conquista del cuore dell’attore principale. È ambientata nell’universo hollywoodiano degli anni Trenta la versione del balletto Cenerentola firmata dal grande Rudolf Nureyev, che il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, propone nell’ambito del Caracalla Festival 2023 dal 1° al 4 luglio nel Teatro Grande delle antiche terme romane. Lo spettacolo sostituisce il previsto Strictly Gershwin, che non può andare in scena a causa di problemi di salute del coreografo Derek Deane. Gli anni Trenta voluti da Nureyev si accostano così idealmente agli anni Cinquanta della Dolce vita della regia della Traviata di Lorenzo Mariani, anch’essa nel cartellone del Caracalla Festival di quest’anno.

Creata nel 1986 per l’Opéra di Parigi, questa rilettura in chiave moderna di una delle fiabe più popolari, su musiche di Sergej Prokof’ev, è proposta per la prima volta dal Corpo di Ballo del Teatro capitolino.

Nel corso della sua storia, Cenerentola ha subìto vari adattamenti e Nureyev si è divertito a trasportare la trama di Cenerentola nell’universo hollywoodiano degli anni 30: scoperta da un produttore cinematografico, una fanciulla maltrattata, in fuga da un padre alcolizzato e da una matrigna odiosa, debutta sul grande schermo conquistando il cuore dell’attore principale.

«All’inizio temevo che la fiaba di Perrault sarebbe stata modificata abusivamente – aveva dichiarato Nureyev – ma i meccanismi della storia non sono cambiati. Tutto il dramma di Cenerentola nasce dalla paura di veder crollare il suo sogno, che qui è diventato un sogno cinematografico. Un sogno di un abito bianco, leggermente sfumato di rosa per rendere omaggio all’innocenza, e un tocco di glitter perché Cenerentola è un personaggio del mondo di oggi, sogna sola una cosa: diventare una star».

La musica di Sergej Prokof’ev è affidata alla bacchetta del giovane direttore Alessandro Cadario, al suo debutto con l’orchestra del Lirico capitolino.

Spetterà a Rebecca Bianchi far rivivere in scena le emozioni e i sogni di Cenerentola. Michele Satriano sarà il suo principe, mentre Alessio Rezza il produttore cinematografico. Le due sorellastre Alessandra Amato e Susanna Salvi prenderanno lezioni di danza dal maestro Claudio Cocino. L’allestimento dell’Opéra National di Parigi è firmato da Petrika Ionesco per le scene e Hanae Moriper i costumi. Le luci sono curate da Jean-Michel Désiré e i video da Igor Renzetti. Nella versione in tre atti di Nureyev, ripresa da Aleth FrancillonGillian Whittingham e Benjamin Pech con la supervisione di Eleonora Abbagnato, la partitura di Prokof’ev è mantenuta nella sua interezza. «La musica – aveva affermato il musicista – introduce il personaggio di Cenerentola mediante tre temi: il primo dei quali raffigura Cenerentola umiliata, il secondo Cenerentola sognatrice, il terzo, un tema largo, Cenerentola innamorata e felice». Composto faticosamente tra il 1940 e il 1944, il balletto andò in scena al Teatro Bol’šoj di Mosca il 21 novembre 1945 con la coreografia di Rostislav Zakharov e il libretto di Nikolaj Volkov.

Dopo la prima di sabato 1° luglio, lo spettacolo sarà replicato domenica 2 e martedì 4. Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21.

fonte: di Sara Zuccari https://giornaledelladanza.com

venerdì 4 novembre 2022

Danza > Rai 5 l’8 dicembre in prima serata: Teatro dell’Opera di Roma, la Giselle di Carla Fracci

Andrà in onda in prima serata su Rai 5 l’8 dicembre 2022, Giselle di Carla Fracci la versione andata in scena recentemente al Teatro dell’opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato. La ripresa è stata realizzata da Rai Cultura la sera della prima al Teatro Costanzi.

Su Rai 5 per l’occasione verrà trasmessa la Giselle con l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano. Un omaggio alla grande danzatrice italiana con la sua meravigliosa versione coreografica di un classico del balletto romantico che ha chiude la stagione di danza dell’Opera di Roma.

La Giselle la sera della prima è stata anticipata dalle commosse parole di Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, sul palco insieme ad Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo capitolino, la prima di Giselle, balletto romantico proposto nellaversione coreografica creata nel 2004 da Carla Fracci, è andata in scena al Costanzi fino lo scorso ottobre.

Se il legame di Carla Fracci con il teatro romano è stato fortissimo (è stata direttrice del teatro per 10 anni, dal 2000 al 2010) il legame della danzatrice con Giselle è stato praticamente indissolubile perché Carla Fracci è stata la vera incarnazione di Giselle. 

È facile intuire perché la Giselle con la coreografia di Carla Fracci, che chiude la stagione di danza 2021-2022 del Costanzi, è stata semplicemente meravigliosa: una perla ripresa per l’occasione da Julio Bocca, ultimo partner della Fracci proprio in questo titolo e Gillian Whittingham, sua storica collaboratrice, che si ispira alla coreografia originale di Coralli e Perrot e inserisce anche le aggiunte di Petipa sulla base della partitura originale di Adolphe Adam recuperando anche i tagli che erano stati operati.

fonte: di Sara Zuccari https://giornaledelladanza.com

lunedì 8 agosto 2022

“Serata Preljocaj”: a settembre la grande danza con Eleonora Abbagnato

Dopo la pausa estiva, a settembre, una celebrazione di uno dei coreografi più creativi e innovativi della scena internazionale, ormai di casa al Costanzi nelle ultime stagioni. 

Dal 13 al 18 va in scena la Serata Preljocaj che si apre con la ripresa di Annonciation che il coreografo francese di origine albanese ha creato nel 1997. Sulle note del Magnificat di Vivaldi porta in scena un momento chiave della cultura cattolica, l’incontro tra la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele. 

Completa e impreziosisce la serata una creazione per la compagnia romana, Nuit Romaine, una nuova straordinaria collaborazione con l’Alta Moda di Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior. Musiche su base registrata, da Vivaldi e Händel a Bach, passando per Schubert e Rossini, fino ad arrivare a Wagner e Ligeti.

Nox, la dea della notte – interpretata da Eleonora Abbagnato, che è accompagnata dal primo ballerino Friedemann Vogel – mentre si muove attraverso i corridoi, le stanze di Palazzo Farnese, incontra vari individui: papi, duchi, nobildonne e altre figure che hanno vissuto in questo leggendario palazzo nel corso dei secoli.

In una successione di coreografie messe in scena come quadri viventi, e concepite da Angelin Preljocaj, i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma interagiscono con la dea.

fonte:  www.operaroma.it photo Fabrizio Sansoni / TOR

“Cinema Opera” sotto le stelle sul piazzale del Teatro Costanzi Dal 10 al 13 agosto i capolavori firmati da Martone e realizzati con Rai Cultura, insieme a una serata speciale con la danza

Il barbiere di Siviglia, La traviata e La bohéme con la regia di Mario Martone. Il suono della bellezzacon Rosa Feola e Eleonora Abbagnato che si esibiscono tra i capolavori di Galleria Borghese. Nuit Romaine diretto da Angelin Preljocaj con i costumi di Maria Grazia Chiuri della Maison Dior e ambientato a Palazzo Farnese.

Sono i cinque film proiettati nel piazzale antistante il Teatro Costanzi, che per quattro sere, dal 10 al 13 agosto alle 20.30, per la prima volta si trasforma in un’arena cinematografica sotto le stelle. Dopo il ritorno sul tradizionale palcoscenico delle Terme di Caracalla, l’Opera di Roma prosegue la sua attività con “Cinema Opera” la sua inedita proposta rivolta a cittadini e turisti che potranno assistere alla proiezione di capolavori del melodramma e della danza, con ingresso libero.

I tre film-opera e Il suono della bellezza sono stati realizzati in collaborazione con Rai Cultura nelle due passate stagioni, quando il teatro era chiuso a causa della pandemia. Diventano ora l’asse portante di questa proposta di Cinema all’aperto, che si apre la notte di San Lorenzo. Prima di ogni film-opera sarà proiettato un saluto del regista Martone.

Le serate di Cinema Opera arricchiscono ulteriormente la già ampia e vivace offerta culturale dedicata alle romane e ai romani e ai turisti in questi mesi estivi e rivestono un significato speciale per il loro contenuto. Questa iniziativa rafforza il percorso di crescita del Teatro dell’Opera e contribuisce al suo impegno per rivolgersi a pubblici nuovi e diversi e per rendere sempre più saldo il suo legame con la nostra città, i suoi spazi e le sue piazze”, ha dichiarato il Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri.

Abbiamo deciso quest’anno di continuare la nostra attività, anche dopo la conclusione della stagione estiva a Caracalla, – ha dichiarato il Sovrintendente Francesco Giambroneper ribadire la nostra attenzione per le tante romane e i tanti romani che restano in città in questo periodo e per i turisti che sono tornati ad animarla. E trasformiamo piazza Beniamino Gigli in un Cinema all’aperto che apriremo proprio la notte di San Lorenzo: quattro speciali serate che vogliono testimoniare il percorso difficile dei teatri degli ultimi due anni e dei risultati artistici meravigliosi che quelle difficoltà hanno prodotto. È una maniera per consolidare sempre di più quel progetto di apertura del Teatro, avviatocon Linea Opera, che ha iniziato a costruire una forte relazione con i tanti territori e che ci aiuta nellaricerca di nuovi pubblici. D’intesa con il primo Municipio, inizia anche un processo di valorizzazione di piazza Beniamino Gigli”.

Mercoledì 10 agosto Il barbiere di Siviglia

Girato in tutti gli spazi del Teatro vuoto, Il barbiere di Siviglia, nella visione di Martone, ha conquistato il XL Premio Abbiati, grazie alla sua innovazione e creatività. Figaro ha la voce di Andrzej Filończyk. Ruzil Gatin veste i panni del Conte d’Almaviva, Vasilisa Berzhanskaya quelli di Rosina. Ancora nel cast Alessandro Corbelli (Don Bartolo), Alex Esposito (Don Basilio), Patrizia Biccirè (Berta) e Roberto Lorenzi (Fiorello). Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma Daniele Gatti, mentre il Coro è diretto dal maestro Roberto Gabbiani.

Giovedì 11 agosto, La traviata

Lisette Oropesa è la protagonista Violetta Valéry; Saimir Pirgu il suo amato Alfredo Germont. Giorgio Germont è interpretato da Roberto Frontali, mentre Anastasia Boldyreva veste i panni di Flora e Roberto Accurso quelli del Barone Douphol. Molti gli artisti di “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma a essere coinvolti in questa produzione: Angela Schisano (Annina), Arturo Espinosa (Marchese D’Obigny) e Rodrigo Ortiz (Gastone), mentre Andrii Ganchuk sarà il Dottor Grenvil. Completano il cast Michael Alfonsi (Giuseppe), Leo Paul Chiarot (un domestico) e Francesco Luccioni (un commissario).

Dirige l’Orchestra Daniele Gatti. In scena anche il Coro dell’Opera di Roma, diretto dal maestro Roberto Gabbiani, e il Corpo di Ballo, diretto da Eleonora Abbagnato, interprete delle coreografie di Michela Lucenti.

Venerdì 12 agosto La bohème

Girata con la ripresa musicale in presa diretta, La bohème è ambientata nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, in via dei Cerchi: set ideale per la rappresentazione estemporanea e vera della gioventù pucciniana. La stessa Orchestra viene diretta da Michele Mariotti negli immensi spazi del salone inondato di luce. Rodolfo è interpretato da Jonathan Tetelman, Federica Lombardi veste i panni della dolce Mimì. Nel ruolo di Musetta e Marcello Valentina Naforniţă e Davide Luciano, Schaunard è Roberto Lorenzi, Colline è Giorgi Manoshvili. Ancora nel cast troviamo Armando Ariostini (Benoît), Bruno Lazzaretti (Alcindoro), Giordano Massaro (un venditore ambulante), Vinicio Cecere (Parpignol), Daniele Massimi (un doganiere) e Maurizio Cascianelli (sergente dei doganieri).

Sabato 13 agosto Il suono della bellezza – Nuit Romaine

Speciale collaborazione tra il Teatro dell’Opera di Roma e la Galleria Borghese con Rai Cultura, Il suono della bellezza è un viaggio musicale, diretto da Daniele Gatti che parte dal barocco di Händel e Vivaldi, passando da Paisiello e Mozart, fino ad arrivare al neoclassicismo di Stravinskij. Rosa Feola interpreterà alcune delle più belle pagine musicali, come Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini e Lascia la spina, cogli la rosa da Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Georg Friedrich Händel. Eleonora Abbagnato omaggia l’Apollo e Dafne di Bernini esibendosi in un passo a due creato appositamente per l’occasione sull’Apothéose tratta da Apollon Musagète di Igor’ Stravinskij.

Nuit Romaine, film diretto da Angelin Preljocaj con i costumi di Maria Grazia Chiuri della Maison Dior, è ambientato nel cuore di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e uno dei palazzi più belli di Roma. Nox, la dea della notte – interpretata da Eleonora Abbagnato, che è accompagnata dal primo ballerino Friedemann Vogel – entra nel palazzo e, mentre si muove attraverso i corridoi, le stanze e i giardini, incontra vari individui: papi, duchi, nobildonne e altre figure che hanno vissuto in questo leggendario palazzo nel corso dei secoli. In una successione di coreografie messe in scena come quadri viventi e concepite da Angelin Preljocaj, i ballerini del Teatro dell’Opera di Roma interagiscono con la dea.

fonte:  www.operaroma.it

mercoledì 15 dicembre 2021

Teatro: Roberto Bolle, 'La danza è vittima di scempio, bisogna cambiare'.

 
Roberto Bolle ascoltato alla Camera per l'indagine sulle fondazioni liriche
ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA
 L'etoile alla Camera: 'Il mio è un grido di dolore'. Franceschini: 'Ha ragione, basta tagli'

 Basta con lo scempio della danza", basta con i tagli dettati dall'ignoranza, con le risorse negate, i danzatori costretti a lasciare un Paese senza più sbocchi.

 Basta con un'Italia che "calpesta e dimentica il suo grande passato", con le eccellenze maltrattate.

 Arriva dalla sala del Mappamondo di Montecitorio il grido di dolore di Roberto Bolle per il balletto che muore tra l'indifferenza e l'ignoranza di politici e organizzatori. Un j'accuse durissimo che sembra impietrire i deputati della commissione cultura, tutti lì ad ascoltarlo nell'ultima tappa di un'indagine sui teatri lirici italiani. E che alla fine applaudono, sono tutti con lui, abbracciano l'invito a rilanciare un settore troppo a lungo mortificato e reietto, "la Cenerentola delle arti", va giù duro il danzatore, "con Opera lirica e musica sinfonica nel ruolo delle sorelle privilegiate, cui sono riservate le attenzioni e le cure delle Fondazioni". 

Eleganza minimal e tono sempre pacato a dispetto degli occhi che ne tradiscono la passione, Bolle che per entrare nel tempio della politica ha lasciato le prove di "Danza con me", lo show in onda da 5 anni su Rai 1 il primo dell'anno, disegna una realtà di abbandono che fa paura. 

Una situazione "sempre più difficile e arida - dice - fatta di compagnie teatrali sempre più scarne, di corpi di ballo che vengono chiusi, di assoluta mancanza di protezione per la categoria artistica, di ballerini che devono lasciare il proprio Paese per vivere della loro passione e cercare di realizzare i propri sogni". Delle 14 Fondazioni liriche italiane, solo 4 hanno mantenuto un loro balletto, "un depauperamento di cui ci si può solo vergognare", ripete citando quelli che resistono, l'eccellenza de La Scala, certo, e poi l'Opera di Roma, che tra cause e ricorsi ha mantenuto 60 ballerini. 

Due situazioni particolari, alle quali si aggiungono i casi molto meno felici del San Carlo di Napoli e del Massimo di Palermo definiti "in fin di vita", 15 ballerini il primo, 10 di cui 5 in part time il secondo. Una situazione, quella italiana, frutto di tagli sanguinosi, e non sempre dovuta ad una reale mancanza di soldi. Non è l'insostenibilità ma l'ignoranza, sostiene Bolle, il vero nemico del balletto in Italia, "scarsa conoscenza del settore e mancanza di visione di chi ne era responsabile sia a livello governativo che di gestione dei teatri". 

Dito puntato sulla politica, quindi, ma anche sui sovrintendenti, che troppo spesso ne capiscono di musica e non di danza. Il paradosso è un Paese che invece vede fiorire le scuole: in Italia ce ne sono 1.700, conta Bolle, per un totale di 1 milione e 400 ragazzini che vorrebbero danzare, molti di più persino di quelli iscritti alle scuole di calcio, che non superano il milione. 

Senza contare il successo dei talent e i grandi ascolti degli show in tv : "anch'io nel mio piccolo cerco di fare il possibile", minimizza la star, "ma l'interesse per la danza non manca in Italia, il problema semmai è che non c'è il lavoro, le compagnie hanno pochissimi posti, chi si ostina a seguire la sua passione è costretto a partire". 

Cita il caso "vergognoso" dell'Arena di Verona, che nel 2017 ha licenziato tutto il suo corpo di ballo, salvo poi richiamarlo da precario in produzioni tutte esternalizzate. Poi il Maggio a Firenze, che pure ha investito su un nuovo grande teatro, ma non ha più il balletto. Tant'è, è proprio da questi due teatri dove "le ferite sono più recenti" che si dovrebbe ripartire, incalza l'étoile dei due mondi - come l'hanno più volte chiamato - dalla restituzione di un corpo di ballo all'Arena di Verona e al Maggio

Non finisce qui, le richieste sono tante, si va da criteri più equi per la ripartizione delle risorse del Fus ad un Fondo apposito per la salvaguardia dei danzatori, incentivi ai teatri che investono sulla danza e tagli a quelli che invece esternalizzano. Un investimento dovuto, si appassiona Bolle, perché la danza è patrimonio culturale, eccellenza, identità, ma ha anche un'importanza economica e sociale, un grande impatto sui ragazzi. "E' davvero il momento", sorride il maestro ai politici, che poi lo sommergono di applausi e domande. "Bolle ha ragione", commenta in serata il ministro della cultura Franceschini. "In passato troppi tagli". E chissà che davvero stavolta, qualcosa si possa cambiare.

fonte: di Silvia Lambertucci www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 7 giugno 2020

Teatro dell’Opera di Roma dal 9 al 21 giugno con un click balletti, lezioni e tanto altro

Il Teatro Digitale dell’Opera di Roma prosegue nelle prossime settimane con due opere (Evgenij Onegin e Rigoletto) e due balletti (Marco Spada e Giselle) visibili in streaming gratuito grazie alla collaborazione con RaiPlay, e con gli immancabili spazi affidati al maestro Giovanni Bietti, una “Lezione di Opera” e quattro nuove puntate della rubrica “Opera in pillole”.



 Il programma si snoda dal 9 al 21 giugno offrendo, con un semplice cilck, ogni giorno un appuntamento.

Si parte martedì 9 giugno con Marco Spada (Marco Spada ou La fille du bandit), balletto rappresentato raramente e rivedibile in un’edizione molto speciale, quella storica del 1981 con regia, coreografia, scene e costumi di Pierre Lacotte e Rudolf Nureyev nel ruolo del protagonista. Accanto a lui Ghislaine Thesmar (Angela), Lucia Colognato (La marchesa Sampietri), Michaël Denard (Federici), Alfredo Rainò (Il conte Pipinelli). Dirige le musiche di Daniel François Esprit Auber il maestro Alberto Ventura.

Giorni di programmazione: martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno.

Nel week end, da venerdì 12 giugno, il sipario si rialza virtualmente su un recente successo: Evgenij Onegin, capolavoro di Čajkovskij, ultima opera andata in scena a febbraio in lingua originale prima del lockdown, affidato alla bacchetta di James Conlon. L’allestimento, creato da Robert Carsen nel 1997 per il Met di New York, ha visto la sua prima italiana proprio in questa occasione al Costanzi, con Peter McClintock regista collaboratore, scene e costumi di Michael Levine, luci di Jean Kalman, coreografia di Serge Bennathan. A dar voce ai personaggi un cast internazionale: Markus Werba (Onegin), Maria Bayankina (Tat’jana), Yulia Matochkina (Ol’ga), Saimir Pirgu (Lenskij), John Relyea (Gremin), Andrea Giovannini (Triquet), Anna Viktorova (Filipp’evna). In scena anche i talenti del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Irida Dragoti (Larina) e Andrii Ganchuk (Zareckij) della seconda edizione, Arturo Espinosa (Un capitano) della terza attualmente in corso.

Giorni di programmazione: venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno.

Da martedì 16 giugno è possibile rivedere il Rigoletto di Giuseppe Verdi nell’allestimento del 1991 con la direzione musicale del maestro Bruno Bartoletti e la regia di Silvia Cassini. Nel cast stellare Leo Nucci (Rigoletto), Vincenzo La Scola (Duca di Mantova), June Anderson (Gilda), Franco De Grandis (Sparafucile), Viorica Cortez (Maddalena), Anna Schiatti (Giovanna), Giancarlo Boldrini (Conte di Monterone). Le coreografie sono firmate da Derek Deane, le scene da Luigi Marchione, i costumi da Salvatore Russo.

Giorni di programmazione: martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 giugno.

Giselle, sintesi perfetta del balletto romantico, sarà visibile da venerdì 19 giugno nella memorabile interpretazione che Carla Fracci e Rudolf Nureyev ne hanno dato nel 1980 sul palcoscenico dell’Opera di Roma. La musica di Adolphe Adam è affidata al maestro Alberto Ventura, la coreografia di Leonid Lavrovsky, da Jean Coralli e Jules Perrot, è ripresa da Guido Lauri. Le scene sono di Camillo Parravicini, i costumi di Mario Giorsi.

Giorni di programmazione: venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno.

Nelle prossime due settimane di “Teatro digitale” non mancano gli appuntamenti con il maestro Giovanni BiettiLunedì 15 giugno, in vista del Rigoletto in streaming gratuito martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 giugno, si può ascoltare la “Lezione di Opera” con cui il maestro accompagna il pubblico nella comprensione di una delle opere più importanti della carriera di Verdi e una delle più importanti opere ottocentesche. L’“Opera in pillole”, nuova rubrica che prosegue sull’onda del successo che sta riscuotendo, si arricchisce di quattro nuovi episodi che vengono lanciati sui canali social del Teatromercoledì 10 giugno ‘Il Diabolus in musica’, sabato 13 giugno ‘La scena di magia’, mercoledì 17 giugno ‘Il concertato’, sabato 20 giugno ‘L’esotismo’. Lanciate sui social le “pillole”, di poco più di dieci minuti l’una, possono essere riviste anche da chi le avesse perse: la rubrica “Opera in Pillole” completa è sempre disponibile online sul canale You Tube dell’Opera di Roma.
fonte:  https://giornaledelladanza.com

martedì 7 gennaio 2020

A marzo 2020 debutterà al Teatro dell'Opera di Roma la Turandot con la regia di Ai Weiwei

La Turandot di Giacomo Puccini, in programma al Teatro dell’Opera di Roma a marzo 2020, avrà la regia, le scene e i costumi di Ai Weiwei (Pechino, 1957).

L’artista e attivista cinese si dedicherà infatti all’opera lirica ambientata a Pechino.

"Sarà una Turandot dal mio punto di vista“ ha affermato Ai Weiwei. ”Un’opera immersa nel mondo contemporaneo, nel presente culturale e politico rappresentato attraverso la storia di Puccini".

Lo scorso giugno l’artista ha fatto visita a Roma ai laboratori di scenografia e alla sartoria del Teatro per proporre una nuova regia. Ha accettato l’offerta di occuparsi della regia, dei costumi e della scenografia della Turandot al Teatro dell’Opera poiché quest’opera ha per lui un significato speciale: nel 1987 Ai Weiwei e suo fratello fecero le comparse in una speciale produzione della Turandot al Metropolitan Opera House diretta da Franco Zeffirelli.

"Non avrei mai accettato se non si fosse trattato della Turandot“ ha commentato ”perché mi sento piuttosto lontano dalla musica. Due sono gli aspetti che però mi hanno convinto. Uno generale, perché credo che l’opera racconti la contemporaneità, i problemi culturali e politici di oggi narrati, in questo caso, attraverso Turandot".

Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera, ha dichiarato: "Credo sia indispensabile programmare un teatro attento a tutti i fermenti artistici contemporanei e sempre alla ricerca del nuovo. E così, volendo proporre una nuova regia di un lavoro amatissimo come Turandot, ho ritenuto che la rilettura attuale da parte di uno degli artisti contemporanei più affermati, Ai Wei Wei, nato e cresciuto in Cina, potesse risultare di grandissimo interesse”.
fonte:  www.finestresullarte.info