Visualizzazione post con etichetta Stelle della Danza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stelle della Danza. Mostra tutti i post

domenica 3 aprile 2022

Firenze: Al Teatro Verdi "GRAZIE RUDY" gala di danza in omaggio a Rudolf Nureyev. Con la straordinaria partecipazione dell'étoile Daniil Simkin, domenica 15 maggio

Gala di danza "GRAZIE RUDY" tributo a Rudolf Nureyev. Al Teatro Verdi di Firenze, domenica 15 maggio 2022 ore 20:45. Organizzato da Antico Teatro Pagliano

Domenica 15 maggio la danza è protagonista con una serata dedicata al più grande ballerino di tutti i tempi: RUDOLF NUREYEV..

DANIIL SIMKIN, primo ballerino dell’American Ballet sul palcoscenico del Teatro Verdi per una prestigiosa serata di danza con etoiles internazionali dedicata al “tartaro volante”, il più grande ballerino di tutti i tempi!

 Unica data in toscana GRAZIE RUDY

Galà di danza in omaggio a Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev, il cui talento rimane ancora oggi ineguagliato, ha segnato un’epoca dal  punto di vista interpretativo e creativo nella storia della danza del ‘900: eccelso danzatore, virtuoso talento ed irrequieta genialità, si univano ad un incredibile carisma ed una presenza scenica unica.

Le sue coreografie, hanno saputo infondere nuova linfa ai classici del repertorio, rivitalizzando con un perfetto equilibrio tra  modernità e tradizione. Nureyev ha saputo motivare alla passione per la danza e alla ricerca per la perfezione tecnica tante giovani promesse, che arricchite dal suo prezioso bagaglio artistico, gli rendono omaggio.

In scena celebri pas de deux del repertorio classico e assoli contemporanei portati in scena da etoiles e primi ballerini provenienti dall’ American Ballet Theater, City Ballet di New York, National Ballet Theatre of Ukraine-Kiev, Hungarian National Ballet.

Ad arricchire la serata sarà la straordinaria partecipazione di una grande stella della danza mondiale Daniil Simkin, etoile dell’American Ballet di New York e vincitore di numerosi riconoscimenti, Daniil Simkin, ha già conquistato i palcoscenici di tutto il mondo con la sua tecnica dai virtuosismi mozzafiato, pirouettes interminabili, salti dotati del momento della magica sospensione in aria.

Daniil Simkin
 I celebri pas de deux tratti da LO SCHIACCIANOCI, IL LAGO DEI CIGNI, LA BELLA ADDORMENTATA, GISELLE, LE CORSAIRE, DON CHISCIOTTE ed interpretati da:

 Daniil Simkin / American Ballet Theatre New York
Tanya Bolotova / Hungarian National Ballet
Young Gyu Choi / Dutch National Ballet
Maia Makhateli / Dutch National Ballet
Ana Sophia Scheller/ New York City Ballet, Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Viktor Ishchuk / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Natalia Matsak / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Sergiy Kryvokon / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev

Galà di danza con Etolies del Royal Ballet di Londra, Teatro alla Scala di Milano, New York City Ballet e Teatro Nazionale dell'Opera di Kiev

Rudolf Nureyev, il cui talento rimane ancora oggi ineguagliato, ha segnato un’epoca dal punto di vista interpretativo e creativo nella storia della danza del ‘900.

Eccelso danzatore, le cui doti espressive e virtuosistiche hanno esaltato talento ed irrequieta genialità, si univano ad un’ incredibile carisma ed una presenza scenica unica ed ammaliante.
In scena i più celebri pas de deux del repertorio classico in cui lo stesso Nureyev eccelleva interpretati da solisti di compagnie di balletto internazionale.
Lo spettacolo, già applaudito nei più prestigiosi teatri italiani, torna ad emozionare il pubblico in una nuova brillante produzione.

LO SCHIACCIANOCI, IL LAGO DEI CIGNI, LA BELLA ADDORMENTATA,
GISELLE, DIANA E ATTONE, LE CORSAIRE, DON CHISCIOTTE

interpretato dalle Étoile

Natalia Osipova / Royal Ballet di Londra
Osiel Gouneo / Bayerisches Staatsballett
Martina Arduino / Teatro alla Scala di Milano
Marco Agostino / Teatro alla Scala di Milano
Ana Sophia Scheller/ New York City Ballet, Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Viktor Ishchuk / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Ilona Kravchenko – Aleksander Skulkin / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev
Natalia Matsak – Sergiy Kryvokon / Teatro Nazionale dell’Opera di Kiev

Teatro Verdi, Via Ghibellina, 99/R, 50122 Firenze Apri su Google Maps 
domenica 15 maggio 2022 ore 20:45 
Tel. 055 212320  info@teatroverdionline.it
Biglietti anche su ticketone >>  QUI

fonte: www.teatroverdifirenze.it  www.anticoteatropagliano.it

venerdì 25 marzo 2022

Danza: Scala, ci sarà Bolle ma niente Zakharova al Gala Fracci

Parata di stelle per la prima edizione del tributo a Carla

(ANSA) - MILANO, 23 MAR - Svetlana Zakharova, una delle ballerine più famose al mondo, étoile del Bolshoi, non parteciperà al gala in memoria di Carla Fracci in programma alla Scala il prossimo 9 aprile con grandi star del calibro di Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Marianela Nuñez e Carsen Jung.

Dal teatro hanno spiegato che vista la situazione politica mondiale e il conflitto fra Russia e Ucraina, Zakharova "ha deciso di ridurre i suoi impegni e, di comune accordo con il Teatro alla Scala, di rinviare la sua presenza" a Milano.

Al Gala Fracci non potrà essere presente nemmeno un'altra danzatrice russa, Olga Smirnova, in questo caso però il motivo è che da poco è stata nominata prima ballerina Dutch National Ballet, incarico che non le lascia il tempo per le prove. Si tratta solo del primo Gala dedicato a una donna che "è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, personaggio di riferimento per il Teatro alla Scala e per tutta la cultura italiana" come hanno spiegato dal Piermarini.

Il programma è un tributo ai balletti che Carla Fracci ha saputo rendere unici: Excelsior, Giselle, Chéri, Romeo e Giulietta, la Vedova allegra, ma anche La strada, Cachucha. Per la prima volta alla Scala, Ferri e Jung si esibiranno un estratto da L'heure exquise, ma non mancherà La bella addormentata e nemmeno Onegin con protagonisti Bolle e Nuñez. 

fonte: www.ansa.it RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

sabato 2 gennaio 2021

Dance stars from the UK, US, Europe & Australia judge creativity competition to help students through lockdown

To counter the negative impact of lockdown on the psychological and emotional state of young people, dance stars from the UK, US, Europe, and Australia have come together to judge a creative competition:

  • Cynthia Harvey, Artistic Director of the American Ballet Theatre School and former ABT and Royal Ballet Principal
  • Alexzandra Sarmiento, Dance Captain for the West End Hamilton
  • Steven McRae, Royal Ballet Principal
  • Carrie-Anne Ingrouille, Choreographer of Six the Musical
  • Liam Francis, Rambert Principal
  • Tommy Franzen, Choreographer for Strictly Come Dancing and bbodance alumnus

Hosted by bbodance, the online competition is open to all non-professional dancers of any age and ability. The organisation’s previous competition, held this summer, engaged more than 150 students from seven countries and resulted in a choreographic film about their experience.

“Your competition was just what my daughter needed. Lockdown has been the first time she’s struggled with her confidence, motivation, and inspiration. As a parent, it’s been quite worrying. It’s been so uplifting for us to see her creating, choreographing, and having the confidence to dance again,” one parent said.

The dance film was available on the NHS mental health app, MeeTwo, a safe place where teens discuss their challenges.

A 90-year-old organisation, bbodance has moved its entire educational offering online to help students through lockdown.

Find out how to enter here: https://bbo.dance/news/creativity-unlocked-is-now-open

Competition closes: 18 January 2021   #bbodance

source:  www.onedanceuk.org

lunedì 7 ottobre 2019

"Yuli - Danza e Libertà" La storia di Carlos Acosta, in arte Yuli, vera e propria leggenda della danza

La storia di Carlos Acosta, ballerino cubano ritiratosi dalle scene nel 2015 dopo una straordinaria carriera nelle più grandi compagnie del mondo, in particolare presso la Royal Ballet di Londra. 

Bambino indisciplinato che vive coi genitori e le due sorelle a L’Havana, Carlos viene costretto dal padre – che lo ha soprannominato Yuli in onore di una divinità afroamericana – a frequentare la rinomata Escuela Nacional Cubana de Ballet, assecondando così un naturale talento per la danza. 
Dopo anni di esercizi e scontri gli insegnanti, di difficoltà economiche e piccole umiliazioni, Carlos riuscirà a vincere un’importante concorso a Losanna, e da lì a conquistare il mondo, senza mai dimenticare le origini e il legame con la famiglia.

La regista basca Icíar Bollaín porta sullo schermo l’autobiografia di Acosta ‘No Way Home’ replicando nel film la struttura del testo di partenza: lo stesso Acosta è presente in scena come una sorta di narratore interno, commentando la sua vita con alcuni numeri di danza di cui è coreografo o direttamente protagonista.

Nella mitologia yoruba e nei culti afroamericani, Yuli è il figlio di Ogun, semidio della guerra e del fuoco: un combattente, un guerriero. Carlos Acosta, oggi ex ballerino alle soglie dei cinquant’anni, nel mondo della danza contemporanea è stato il primo “principal” di colore del Royal Ballet, un guerriero anche lui, un ballerino rivoluzionario.

Il paragone tra il protagonista e la figura mitologica a cui è stato accostato dal padre («Un uomo che mi ha amato alla sua maniera e secondo le sue regole», dice Acosta), è ribadito a ogni passaggio come la principale chiave di lettura del film: Yuli - Danza e libertà è la storia di una battaglia interiore, la conquista del mondo da parte di un eroe di strada. Dai vicoli di L’Havana e dalla breakdance ballata sull’asfalto, Carlos approda alla danza classica e ai grandi palcoscenici; impara a controllare l’esuberanza caratteriale e traduce la potenza esplosiva del suo fisico in una compostezza di estrema eleganza. Il suo percorso conduce dal caos al controllo assoluto, dall’anarchia all’arte.
Costruito come un classico racconto di formazione, il film è giocato su un doppio binario espressivo: la ricostruzione della vita di un bambino (e poi di un ragazzo) mezzosangue cresciuto in una Cuba impoverita dall’embargo americano – figlio di genitori separati, legato alle due sorelle maggiori e da adulto costretto a soffrire da lontano per la schizofrenia di una delle due – e il lavoro del vero Acosta, che coreografa ed esegue con la sua compagnia una serie di numeri che funzionano da commento alle scene di finzione.

L’intento della regista non è però quello di mostrare la forza scenica della danza di Acosta (magari provando ad avvicinare l’operazione che Wenders ha fatto con l’opera di Pina Bausch), ma di prolungare le emozioni costruite ad arte dalla sceneggiatura: il conflitto tra padre e figlio, tra singolo e autorità, tra libertà e costrizione, e poi, nel corso della vita del protagonista, tra ambizione e amore, vicinanza e oblio.

Il Carlos Acosta raccontato dal film è un personaggio monolitico come il semi-dio a cui s’ispira. Nella parabola narrativa tracciata, la sua debolezza è la sua forza, la sua energia alimenta la sua grazia. Lo stile senza fronzoli di Bollaín, che gestisce abilmente toni e colori, momenti di tensione e di scoramento, di felicità e di dolore, serve semplicemente a illustrare un cammino di gloria. Il risultato è un ritratto onesto, molto simile all’album di ritagli di giornale e di fotografie del figlio che il padre di Carlos ha custodito gelosamente per tutta la vita, guarda caso la prima cosa a vedersi nel film…
fonte: Recensione di Roberto Manassero  www.mymovies.it

martedì 6 febbraio 2018

Lgbt: È morta la ballerina Elisabetta Terabust, direttrice onoraria dell'Opera di Roma

Aveva 71 anni. È stata prima ballerina dell'Opera di Roma e nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit. Ha scoperto Roberto Bolle

Non sono state tante, specie in passato, le protagoniste della danza italiana che hanno potuto vantare popolarità e autorevolezza anche all’estero, che abbiano conquistato un prestigio tale da rompere il muro della diffidenza che qui da noi ha da sempre il balletto e che hanno saputo guardare avanti, ai giovani, alle novità con passione e impegno. Insieme a Carla Fracci, Elisabetta Terabust è stata una delle più grandi étoile italiane ed è per questo che oggi il mondo della danza piange la sua morte, avvenuta oggi a 71 anni.

Bella, con un viso forte, i capelli corvini, temperamento pronunciato, da leader, Elisabetta Terabust una grande della danza: étoile dell'Opera di Roma, ha ballato con Rudolf Nureyev, musa di Roland Petit, direttrice del corpo di ballo del Teatro alla Scala, interprete delle più belle e celebri coreografie del balletto tra la fine degli anni Sessanta, gli anni Settanta e Ottanta.

Non solo: poche artiste come lei si sono impegnate per rinnovare il mondo della danza, svecchiarlo, renderlo meno burocratico, aprirlo a collaborazioni, dare prospettive nuove anche ai giovani danzatori. Non per niente fu la Terabust, quando era direttrice del Corpo di Ballo scaligero a nominare Roberto Bolle e Massimo Murru, all'epoca  giovanissimi, primi ballerini del Teatro alla Scala, aprendo loro la carriera che tutti conosciamo.

Diceva: “Lavoro, determinazione e umiltà: tutta la mia carriera è stata contraddistinta da questi elementi. Credo nell'impegno, il lavoro ripaga sempre… Ma il vero artista lo riconosci dalle emozioni che trasmette”.
Gran bella personalità Elisabetta Terabust, anche se non facile come dicevano di lei i collaboratori che l'amavano. Era nata a Varese nel '46 e si era formata alla Scuola di ballo della Scala. Presto era entrata a far parte del corpo di Ballo dove è nominata Prima Ballerina.

Ma subito con quel suo temperamento inquieto guarda e realizza collaborazioni con vari coreografi: il danese Erik Bruhn, Žarko Prebil, Aurel Milloss... Uno degli apici della sua carriera è quando nel 1973 danza come prima ballerina nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit, il coreografo che più ha inciso nella sua lunga carriera.

Il maestro francese crea apposta per lei Lo Schiaccianoci. Sempre insieme realizzeranno Le Loup, Carmen, Coppelia, Notre Dame de Paris. "Trovo che i suoi personaggi femminili siano complessi e nello stesso tempo affascinanti da interpretare, perché danno la possibilità di esprimere molteplici sfaccettature dell'animo umano. Ho avuto modo di danzare quasi tutti i suoi ruoli più importanti, lo ringrazio ancora e lo considero un genio", dirà in una intervista di Petit. Da Marsiglia Elisabetta si trasferisce a Londra con il London Festival Ballet dove fa suo il repertorio classico affrontare Il lago dei cigni a La Sylphide.

Ma tra le doti della Terabust c'è anche quello di essere stata una grande interprete di autori moderni Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, John Cranko (Onegin).

Negli anni Ottanta torna in Italia e diventa étoile ospite dell’Aterballetto, diventandone un po' "l'immagine": con l'Ater sarà protagonista di molti lavori di Amedeo Amodio, di William Forsythe, di Alvin Ailey e di Balanchine.

Nel '90, quando ormai la carriera di étoile è nella fase calante, passa alla direzione artistica, che era sempre stato un suo pallino anche per i talento a organizzare, dirigere.

Dal 1990 al 1992 guida il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma; dal 1993 al 1997 quello del Teatro alla Scala; dal 2000 al 2002 il MaggioDanza al Maggio Musicale Fiorentino; dal 2002 al 2006 il Corpo di Ballo al Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 2007 torna di nuovo, alla direzione del Corpo di Ballo scaligero, ma i tempi sono cambiati e non è per lei un impegno né facile, né soddisfacente. Signorilmente anni dopo dirà solo che tra i problemi dei Corpi di Ballo c’è "il sistema burocratico, troppo spesso e troppo orientato ad obiettivi più economici che di qualità artistica".  


Tra i giovani talenti che nella sua lunga carriera ha contribuito a far emergere c'è la star Roberto Bolle:
"Grazie Elisabetta per tutto ciò che mi hai trasmesso e insegnato. Grazie per la tua passione e dedizione. Grazie x aver creduto in me fin dall'inizio e per avermi spinto a superare i miei limiti. Sarai per sempre nel mio cuore. #ElisabettaTerabust pic.twitter.com/Sabnck5lWq 
— Roberto Bolle (@RobertoBolle) 5 febbraio 2018
 
Gli ultimi anni li ha passati in relativo isolamento, facendosi vedere pubblicamente in occasione di qualche prima di danza o quando pochi anni fa, nel 2013, ha presentato il libro Elisabetta Terabust l'assillo della perfezione scritto dal danzatore e scrittore Emanuele Burrafato (per Gremese): un titolo che è quello della sua intera carriera, perché la cura della tecnica è stata una delle sue ossessioni, insieme alla passione. Fonte: Articolo di
ANNA BANDETTINI per http://www.repubblica.it/

La camera ardente sarà allestita mercoledì 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in Via Ozieri 8 (vicino a Piazza Lodi). I funerali si terranno, lo stesso giorno alle ore 14.30, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, Piazza del Popolo 18 (nota come la Chiesa degli Artisti).