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lunedì 14 luglio 2025

Corso Introduttivo della Scuola di Danza ideato da Eleonora Abbagnato. Quarta edizione

Aperte le iscrizioni alle audizioni per l’accesso alla quarta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, un corso ideato dalla direttrice Eleonora Abbagnato che permetterà a allievi tra i 8 e i 15 anni di studiare a Roma per 4 week end, da gennaio a aprile 2026, con i docenti della Scuola. Il corso è aperto anche agli insegnanti. Le audizioni si svolgeranno il 27 e 28 settembre 2025 presso il Teatro Petruzzelli di Bari, il 4 e 5 ottobre 2025 presso il Teatro Verdi di Trieste, il 22 e 23 novembre 2025 nella Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, e il 6 e 7 dicembre 2025 nuovamente nella Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma.

Si svolgeranno a Bari, Trieste e Roma le audizioni per l’accesso alla quarta edizione del Corso Introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, un corso ideato e voluto dalla Direttrice della Scuola di danza capitolina Eleonora Abbagnato.

«Sono molto felice dei risultati ottenuti nelle tre precedenti edizioni del Corso Introduttivo» afferma Eleonora Abbagnato. «È un successo sempre crescente, sia sotto il profilo numerico che qualitativo. Se nelle prime due edizioni abbiamo registrato oltre 300 candidati alle audizioni, lo scorso anno abbiamo raggiunto un vero e proprio record: ben 475 iscritti. Di questi, sono stati selezionati 80 allievi nella prima edizione, 90 nella seconda e ben 170 nella terza. Una volta al mese, il sabato e la domenica, questi giovani talenti hanno studiato con rigore e passione con i Maestri della Scuola, affrontando tutte le discipline previste dal curriculum dei corsi professionali».

Un’esperienza formativa significativa, che per molti è stata una preziosa opportunità di crescita, e per altri un vero trampolino di lancio verso un futuro nella danza.
«Nella prima edizione – prosegue la direttrice – 19 allievi sono stati ammessi ai corsi regolari della Scuola; nella seconda edizione, 23; e anche quest’anno saranno numerosi. L’Italia è davvero ricca di giovani talenti, e per questo, con grande gioia, abbiamo deciso di confermare l’iniziativa anche per il prossimo anno scolastico, mantenendo le due importanti novità introdotte nell’ultima edizione: un livello aggiuntivo rivolto ai bambini di 8 e 9 anni, e una tappa in più nelle selezioni, così da poter rispondere meglio alle numerose richieste».

L’obiettivo del Corso Introduttivo è chiaro: offrire una concreta possibilità di studio a quei bambini e ragazzi che, per ragioni familiari o logistiche, non possono trasferirsi stabilmente a Roma.
«Vogliamo dare un’opportunità seria a chi non può lasciare la propria città e i propri genitori – spiega Eleonora Abbagnato – e al contempo individuare coloro che, per doti fisiche, tecniche e attitudinali, possono intraprendere un percorso più strutturato nei corsi professionali della nostra Scuola. Questi appuntamenti, che ho ideato con la consulenza di Michele Politi e Francesca Bernabini, nascono anche con l’intento di far conoscere da vicino la nostra realtà, i nostri insegnanti e il nostro metodo. Solo attraverso una conoscenza diretta si può costruire quella fiducia profonda tra noi, gli allievi e le loro famiglie. Una fiducia che rende più serena, per tutti, l’eventuale decisione di iscrivere i propri figli alla Scuola».

Anche quest’anno, come nella passata edizione, il Corso Introduttivo si svolgerà nella storica sede della Scuola, il villino di Via Ozieri 8.
«Il programma è molto ricco – afferma Eleonora Abbagnato – Prevede, oltre alla lezione di danza classica giornaliera, anche lezioni di danze di carattere, danze storiche, repertorio classico, oltre a discipline di supporto fondamentali come musica, fisiotecnica e Gyrokinesis®. Non mancheranno gli incontri di danza contemporanea, grazie a lezioni tecniche e laboratori coreografici. Anche quest’anno abbiamo affidato il coordinamento del Corso a Michele Politi, che prosegue la sua collaborazione con la Scuola del Teatro dell’Opera con incarico ufficiale di scouting e recruiting».

Corso introduttivo della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma

Il Corso si articola in 4 weekend secondo il seguente calendario di massima:

  • 17 e 18 gennaio 2026
  • 14 e 15 febbraio 2026
  • 21 e 22 marzo 2026
  • 18 e 19 aprile 2026

Durante ogni week end gli allievi selezionati, divisi in 4 livelli per fasce di età (8-9 anni; 10-11 anni; 12-13 anni; 14-15 anni), studieranno con i docenti del Teatro dell’Opera ogni giorno seguendo un programma adatto alla loro età.
I piccoli di 8 e 9 anni studieranno le basi della danza classica anche attraverso lezioni di fisiotecnica e sbarra a terra e parteciperanno a lezioni di danze storiche, di espressione artistica e di musica.
Le allieve e gli allievi più grandi frequenteranno ogni giorno lezioni di danza classica e, a rotazione, le altre materie tra quelle previste nei corsi normali della scuola capitolina per un totale di due o tre lezioni al giorno. Oltre alle lezioni di danza accademica sono infatti previste lezioni di danza di carattere, contemporanea, Gyrokinesis® e musica. Le allieve e gli allievi del 3° livello avranno inoltre lezioni di repertorio classico.

Saranno ammessi un massimo di 30 allievi per ogni fascia di età, con possibilità di raddoppio di alcune classi se il numero dei selezionati lo rendesse necessario.

Durante l’ultimo appuntamento (18 e 19 aprile 2026) saranno selezionati gli allievi meritevoli. Ad alcuni sarà offerto l’accesso diretto alla scuola per l’anno scolastico 2026-2027. Ad altri sarà consentito l’accesso diretto e gratuito al periodo di prova che si terrà nel mese di luglio 2026 al fine di dare loro una chance per entrare nella scuola. A tutti coloro che parteciperanno all’intero percorso sarà consegnato un attestato di partecipazione al Corso.

Il corso è aperto anche agli insegnanti di danza che hanno presentato gli allievi in una delle tappe di audizione. Saranno ammessi un massimo di 10 insegnanti dando priorità ai docenti degli allievi selezionati. Gli insegnanti assisteranno come uditori alle lezioni di danza di tutti e quattro i livelli in modo da avere maggiori strumenti per poter proseguire il lavoro con i loro allievi nelle loro sedi.

Costi:

  • propedeutica di avviamento al primo corso (8-9 anni): 550 euro per l’intero percorso di 4 appuntamenti
  • 1° livello (10-11 anni): 750 euro per l’intero percorso di 4 appuntamenti
  • 2° livello (12-13 anni): 800 euro per l’intero percorso di 4 appuntamenti
  • 3° livello (14-15 anni): 800 euro per l’intero percorso di 4 appuntamenti
  • insegnanti uditori: 650 euro per l’intero percorso di 4 appuntamenti.

Gli allievi selezionati riceveranno istruzioni sul pagamento del Corso dalla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma. Sarà possibile dividere il pagamento in due rate (la prima entro dicembre 2025; la seconda entro la fine di febbraio 2026).

www.operaroma.it

Audizioni per l’accesso al quarto Corso Introduttivo Tutte le info complete  QUI

fonte: www.operaroma.it 

giovedì 25 maggio 2023

Danza > Eleonora Abbagnato: la “Cenerentola” di Nureyev a Caracalla 2023

Lo spettacolo sostituisce Strictly Gershwin nelle stesse date previste, dal 1° al 4 luglio

Una ragazza maltrattata e in fuga da un padre alcolizzato; la scoperta da parte di un grande produttore cinematografico capace di trasformare una zucca in una fiammante Rolls Royce; il debutto sul grande schermo e la conquista del cuore dell’attore principale. È ambientata nell’universo hollywoodiano degli anni Trenta la versione del balletto Cenerentola firmata dal grande Rudolf Nureyev, che il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, propone nell’ambito del Caracalla Festival 2023 dal 1° al 4 luglio nel Teatro Grande delle antiche terme romane. Lo spettacolo sostituisce il previsto Strictly Gershwin, che non può andare in scena a causa di problemi di salute del coreografo Derek Deane. Gli anni Trenta voluti da Nureyev si accostano così idealmente agli anni Cinquanta della Dolce vita della regia della Traviata di Lorenzo Mariani, anch’essa nel cartellone del Caracalla Festival di quest’anno.

Creata nel 1986 per l’Opéra di Parigi, questa rilettura in chiave moderna di una delle fiabe più popolari, su musiche di Sergej Prokof’ev, è proposta per la prima volta dal Corpo di Ballo del Teatro capitolino.

Nel corso della sua storia, Cenerentola ha subìto vari adattamenti e Nureyev si è divertito a trasportare la trama di Cenerentola nell’universo hollywoodiano degli anni 30: scoperta da un produttore cinematografico, una fanciulla maltrattata, in fuga da un padre alcolizzato e da una matrigna odiosa, debutta sul grande schermo conquistando il cuore dell’attore principale.

«All’inizio temevo che la fiaba di Perrault sarebbe stata modificata abusivamente – aveva dichiarato Nureyev – ma i meccanismi della storia non sono cambiati. Tutto il dramma di Cenerentola nasce dalla paura di veder crollare il suo sogno, che qui è diventato un sogno cinematografico. Un sogno di un abito bianco, leggermente sfumato di rosa per rendere omaggio all’innocenza, e un tocco di glitter perché Cenerentola è un personaggio del mondo di oggi, sogna sola una cosa: diventare una star».

La musica di Sergej Prokof’ev è affidata alla bacchetta del giovane direttore Alessandro Cadario, al suo debutto con l’orchestra del Lirico capitolino.

Spetterà a Rebecca Bianchi far rivivere in scena le emozioni e i sogni di Cenerentola. Michele Satriano sarà il suo principe, mentre Alessio Rezza il produttore cinematografico. Le due sorellastre Alessandra Amato e Susanna Salvi prenderanno lezioni di danza dal maestro Claudio Cocino. L’allestimento dell’Opéra National di Parigi è firmato da Petrika Ionesco per le scene e Hanae Moriper i costumi. Le luci sono curate da Jean-Michel Désiré e i video da Igor Renzetti. Nella versione in tre atti di Nureyev, ripresa da Aleth Francillon, Gillian Whittingham e Benjamin Pech con la supervisione di Eleonora Abbagnato, la partitura di Prokof’ev è mantenuta nella sua interezza. «La musica – aveva affermato il musicista – introduce il personaggio di Cenerentola mediante tre temi: il primo dei quali raffigura Cenerentola umiliata, il secondo Cenerentola sognatrice, il terzo, un tema largo, Cenerentola innamorata e felice». Composto faticosamente tra il 1940 e il 1944, il balletto andò in scena al Teatro Bol’šoj di Mosca il 21 novembre 1945 con la coreografia di Rostislav Zakharov e il libretto di Nikolaj Volkov.

Dopo la prima di sabato 1° luglio, lo spettacolo sarà replicato domenica 2 e martedì 4. Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21.

fonte: di Sara Zuccari https://giornaledelladanza.com

venerdì 4 novembre 2022

Danza > Rai 5 l’8 dicembre in prima serata: Teatro dell’Opera di Roma, la Giselle di Carla Fracci

Andrà in onda in prima serata su Rai 5 l’8 dicembre 2022, Giselle di Carla Fracci la versione andata in scena recentemente al Teatro dell’opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato. La ripresa è stata realizzata da Rai Cultura la sera della prima al Teatro Costanzi.

Su Rai 5 per l’occasione verrà trasmessa la Giselle con l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano. Un omaggio alla grande danzatrice italiana con la sua meravigliosa versione coreografica di un classico del balletto romantico che ha chiude la stagione di danza dell’Opera di Roma.

La Giselle la sera della prima è stata anticipata dalle commosse parole di Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, sul palco insieme ad Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo capitolino, la prima di Giselle, balletto romantico proposto nellaversione coreografica creata nel 2004 da Carla Fracci, è andata in scena al Costanzi fino lo scorso ottobre.

Se il legame di Carla Fracci con il teatro romano è stato fortissimo (è stata direttrice del teatro per 10 anni, dal 2000 al 2010) il legame della danzatrice con Giselle è stato praticamente indissolubile perché Carla Fracci è stata la vera incarnazione di Giselle. 

È facile intuire perché la Giselle con la coreografia di Carla Fracci, che chiude la stagione di danza 2021-2022 del Costanzi, è stata semplicemente meravigliosa: una perla ripresa per l’occasione da Julio Bocca, ultimo partner della Fracci proprio in questo titolo e Gillian Whittingham, sua storica collaboratrice, che si ispira alla coreografia originale di Coralli e Perrot e inserisce anche le aggiunte di Petipa sulla base della partitura originale di Adolphe Adam recuperando anche i tagli che erano stati operati.

fonte: di Sara Zuccari https://giornaledelladanza.com

giovedì 26 maggio 2022

Carla Fracci, a un anno dalla scomparsa lo speciale di Sky Tg24 "La voce della danza"

E’ stata la più grande danzatrice italiana e tra le più importanti al mondo. Con le sue interpretazioni uniche ha rivoluzionato per sempre la storia della danza. 

Sky Tg24 ricorda Carla Fracci con uno speciale a cura di Chiara Ribichini. Per raccontare l’artista, la diva, la donna straordinaria e l’eredità che ha lasciato alle nuove generazioni. 

 

Con filmati e interviste esclusive. In onda venerdì 27 maggio alle 21 su Sky Tg24 e sabato 28 maggio alle 20.05 su Sky Arte

È stata la più grande danzatrice italiana della storia e tra le più importanti al mondo. Non soltanto per quella verità che è riuscita a portare sul palco ma anche per quella magia che, come un velo di tulle, l’ha sempre avvolta anche fuori dalla scena. A un anno dalla scomparsa di Carla Fracci Sky TG24 ricorda l’étoile con lo speciale “La voce della danza”, per raccontare l’artista, la diva, la donna straordinaria e l’eredità lasciata alle nuove generazioni.

Un talento immenso e purissimo costruito passo dopo passo con lavoro e sacrificio, come la stessa Carla Fracci aveva confessato in una lunga intervista rilasciata al canale di news poco prima di morire. Ed è proprio dalle sue parole che inizia lo speciale, per ripercorrere la vita eccezionale dell’étoile e cogliere i suoi insegnamenti. 

Nata nelle campagne lombarde da papà tranviere e mamma operaia, Carla Fracci si avvicina alla danza per caso su consiglio di un’amica dei genitori che nota la sua grazia e la sua musicalità. Comincia così il suo cammino sulle punte presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove supera l’esame di ammissione grazie al suo “bel faccin”. 

Una carriera unica che la porta ad essere definita dal New York Times prima ballerina assoluta e a danzare sui palcoscenici più importanti al mondo. Una vita fatta di grandi interpretazioni, come “Giselle”, il ruolo che più di tutti l’ha consacrata, di partner come Rudolf Nureyev o Mikhail Baryshnikov, di celebri coreografi di cui è stata musa ispiratrice, e di passione per la famiglia. Per Beppe Menegatti, il marito e regista che per lei ha composto tantissime opere, per suo figlio Francesco, che ha scelto di avere in piena carriera, e per i nipoti. 

Lo speciale “La voce della danza”, curato da Chiara Ribichini ed in onda domani alle 21 su Sky TG24, sabato 28 alle 20.05 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand, ripercorre la straordinarietà dell’icona della danza italiana nel mondo per scoprire l’eredità che ha lasciato attraverso contributi storici video e fotografici (gentilmente concessi dal Teatro alla Scala di Milano e dal Teatro dell’Opera di Roma) ed interviste esclusive per la regia di Flavio Maspes.

Nello speciale le testimonianze di Massimo Murru, étoile e maître del Teatro alla Scala che è stato il partner di Carla Fracci in “Chéri”, il balletto creato per lei da Roland Petit, Alessandra Ferri, prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala dal 1992 al 2007 ed étoile internazionale, Manuel Legris, direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Mario Marozzi, nominato étoile dalla stessa Carla Fracci negli anni in cui ha diretto il Teatro dell’Opera di Roma, i primi ballerini del Teatro alla Scala Martina Arduino, Claudio Coviello, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko che hanno lavorato in sala ballo con Carla Fracci in “Giselle” poco prima della sua scomparsa, Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, Francesco e Giovanni Menegatti, figlio e nipote dell’artista.

fonte: https://tg24.sky.it 

venerdì 8 aprile 2022

Lirica: Rai Cultura porta su Rai3 "La bohème", il terzo film-opera firmato Martone. Sul podio del Teatro dell'Opera di Roma, Michele Mariotti

Dopo i successi del "Barbiere di Siviglia" e della "Traviata", Mario Martone realizza il suo terzo film-opera, ancora una volta prodotto da Rai Cultura e dal Teatro dell'Opera di Roma. L'ultima tappa del progetto cinematografico nato durante la pandemia è "La bohème" di Giacomo Puccini, diretta da Michele Mariotti, che Rai Cultura propone in prima visione venerdì 8 aprile alle 21.20 su Rai 3, con un’introduzione di Corrado Augias. 

Per Rai – che ha partecipato all’intero progetto editoriale – è una ulteriore, importante tappa del percorso di creazione di nuovi linguaggi che permettano al grande pubblico di avvicinarsi alla lirica.
La vicenda dei giovani parigini di fine Ottocento viene raccontata attraverso lo sguardo di Martone che associa i loro amori, le amicizie, gli entusiasmi, le inquietudini e persino le sofferenze, a una realtà che è quella del nostro presente. I protagonisti dell’opera pucciniana sono immersi in un mondo che si rifà alla poetica della Nouvelle Vague francese. 

Il film – girato dalla squadra Esterna 1 del Cptv Rai di Napoli, con la ripresa musicale in presa diretta, affidata a 120 microfoni della Direzione Radiofonia - è ambientato nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, in via dei Cerchi: un affascinante edificio di archeologia industriale, tra officine per scenografi-pittori, depositi immensi di costumi e attrezzeria scenica e una falegnameria. Il set ideale per la rappresentazione della gioventù pucciniana e per affrontare il racconto operistico da un punto di vista nuovo: non più lo spazio vuoto della platea del teatro chiuso, ma il dietro le quinte, dove l’opera si costruisce. La stessa Orchestra, con il Direttore musicale del Teatro Michele Mariotti, è immersa negli immensi spazi del salone inondato di luce.

La Bohème di Gacomo Puccini, regia Mario Martone. Foto Fabrizio Sansoni
Rodolfo è interpretato da Jonathan Tetelman, Federica Lombardi veste i panni della dolce Mimì. Nelle parti di Musetta e Marcello sono impegnati rispettivamente Valentina Naforniţă e Davide Luciano. Schaunard è Roberto Lorenzi, Colline è Giorgi Manoshvili. Ancora nel cast troviamo Armando Ariostini (Benoît), Bruno Lazzaretti (Alcindoro), Giordano Massaro (un venditore ambulante), Vinicio Cecere (Parpignol), Daniele Massimi (un doganiere) e Alessandro Fabbri (sergente dei doganieri). Il Coro del Teatro è diretto da Roberto Gabbiani.

La produzione dell’opera, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger, è arricchita dai costumi di Anna Biagiotti. mentre Pasquale Mari firma le luci.

Per Rai, il progetto editoriale ed artistico è di Francesca Nesler, a cura di Nicola Pardini. Direttore della fotografia Sandro Carotenuto e collaborazione alla regia di Claudia De Toma. Il direttore di produzione è Giacomo Ramaglia, mentre i consulenti musicali sono Marco Diano e Gennaro Soldi. La produzione è a cura di Claudia Tarantino, produttore esecutivo Eleonora De Angelis. La ripresa musicale e la postproduzione audio è curata dalla Direzione Radiofonia con il coordinamento tecnico di Valeriano Battisti. 

fonte: www.rai.it/ufficiostampa

domenica 11 luglio 2021

Teatro dell'Opera di Roma: Aperte le selezioni per Tersicorei e Tersicoree di fila per la stagione 2021/2022

Ritorna una importante opportunità per tutti i ballerini maggiorenni che desiderino provare a lavorare con la Compagnia del Teatro dell’Opera.

Sono infatti aperte le selezioni finalizzate al reclutamento di Tersicorei e Tersicoree  di fila da impegnare per eventuali assunzioni a tempo determinato per le esigenze di produzione correlate alle prove e le rappresentazioni di singoli o più spettacoli programmati nella stagione 2021/2022.

C’è tempo fino al 16 agosto per presentare la propria candidatura. In bocca al lupo!

INFO: > Bandi di selezione per Tersicorei e Tersicoree di fila 2021-22

Bando di Selezione per Tersicorei di fila 2021/2022

La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma indice una Selezione per “Tersicorei e Tersicoree di fila” per eventuali assunzioni a tempo determinato per le esigenze di produzione correlate alle prove e le rappresentazioni di singoli o più spettacoli programmati nella stagione 2021/2022.

> Bando

> Dichiarazione per l’accesso presso le strutture della Fondazione – COVID 19

> Informativa COVID 19

Variazioni per la prova d’esame finale

Variazione maschile: Albrecht, Giselle II° Atto

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Bando di Selezione per Tersicoree di fila 2021/2022

La Fondazione Teatro dell’Opera di Roma indice una Selezione per “Tersicorei e Tersicoree di fila” per eventuali assunzioni a tempo determinato per le esigenze di produzione correlate alle prove e le rappresentazioni di singoli o più spettacoli programmati nella stagione 2021/2022.

> Bando

> Dichiarazione per l’accesso presso le strutture della Fondazione – COVID 19

> Informativa COVID 19

Variazioni per la prova d’esame finale

Variazione femminile: “La fata dei lillà”,  La Bella Addormentata nel Bosco, coreografia di Jean-Guillaume Bart

fonte:  www.operaroma.it

martedì 6 febbraio 2018

Lgbt: È morta la ballerina Elisabetta Terabust, direttrice onoraria dell'Opera di Roma

Aveva 71 anni. È stata prima ballerina dell'Opera di Roma e nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit. Ha scoperto Roberto Bolle

Non sono state tante, specie in passato, le protagoniste della danza italiana che hanno potuto vantare popolarità e autorevolezza anche all’estero, che abbiano conquistato un prestigio tale da rompere il muro della diffidenza che qui da noi ha da sempre il balletto e che hanno saputo guardare avanti, ai giovani, alle novità con passione e impegno. Insieme a Carla Fracci, Elisabetta Terabust è stata una delle più grandi étoile italiane ed è per questo che oggi il mondo della danza piange la sua morte, avvenuta oggi a 71 anni.

Bella, con un viso forte, i capelli corvini, temperamento pronunciato, da leader, Elisabetta Terabust una grande della danza: étoile dell'Opera di Roma, ha ballato con Rudolf Nureyev, musa di Roland Petit, direttrice del corpo di ballo del Teatro alla Scala, interprete delle più belle e celebri coreografie del balletto tra la fine degli anni Sessanta, gli anni Settanta e Ottanta.

Non solo: poche artiste come lei si sono impegnate per rinnovare il mondo della danza, svecchiarlo, renderlo meno burocratico, aprirlo a collaborazioni, dare prospettive nuove anche ai giovani danzatori. Non per niente fu la Terabust, quando era direttrice del Corpo di Ballo scaligero a nominare Roberto Bolle e Massimo Murru, all'epoca  giovanissimi, primi ballerini del Teatro alla Scala, aprendo loro la carriera che tutti conosciamo.

Diceva: “Lavoro, determinazione e umiltà: tutta la mia carriera è stata contraddistinta da questi elementi. Credo nell'impegno, il lavoro ripaga sempre… Ma il vero artista lo riconosci dalle emozioni che trasmette”.
Gran bella personalità Elisabetta Terabust, anche se non facile come dicevano di lei i collaboratori che l'amavano. Era nata a Varese nel '46 e si era formata alla Scuola di ballo della Scala. Presto era entrata a far parte del corpo di Ballo dove è nominata Prima Ballerina.

Ma subito con quel suo temperamento inquieto guarda e realizza collaborazioni con vari coreografi: il danese Erik Bruhn, Žarko Prebil, Aurel Milloss... Uno degli apici della sua carriera è quando nel 1973 danza come prima ballerina nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit, il coreografo che più ha inciso nella sua lunga carriera.

Il maestro francese crea apposta per lei Lo Schiaccianoci. Sempre insieme realizzeranno Le Loup, Carmen, Coppelia, Notre Dame de Paris. "Trovo che i suoi personaggi femminili siano complessi e nello stesso tempo affascinanti da interpretare, perché danno la possibilità di esprimere molteplici sfaccettature dell'animo umano. Ho avuto modo di danzare quasi tutti i suoi ruoli più importanti, lo ringrazio ancora e lo considero un genio", dirà in una intervista di Petit. Da Marsiglia Elisabetta si trasferisce a Londra con il London Festival Ballet dove fa suo il repertorio classico affrontare Il lago dei cigni a La Sylphide.

Ma tra le doti della Terabust c'è anche quello di essere stata una grande interprete di autori moderni Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, John Cranko (Onegin).

Negli anni Ottanta torna in Italia e diventa étoile ospite dell’Aterballetto, diventandone un po' "l'immagine": con l'Ater sarà protagonista di molti lavori di Amedeo Amodio, di William Forsythe, di Alvin Ailey e di Balanchine.

Nel '90, quando ormai la carriera di étoile è nella fase calante, passa alla direzione artistica, che era sempre stato un suo pallino anche per i talento a organizzare, dirigere.

Dal 1990 al 1992 guida il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma; dal 1993 al 1997 quello del Teatro alla Scala; dal 2000 al 2002 il MaggioDanza al Maggio Musicale Fiorentino; dal 2002 al 2006 il Corpo di Ballo al Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 2007 torna di nuovo, alla direzione del Corpo di Ballo scaligero, ma i tempi sono cambiati e non è per lei un impegno né facile, né soddisfacente. Signorilmente anni dopo dirà solo che tra i problemi dei Corpi di Ballo c’è "il sistema burocratico, troppo spesso e troppo orientato ad obiettivi più economici che di qualità artistica".  


Tra i giovani talenti che nella sua lunga carriera ha contribuito a far emergere c'è la star Roberto Bolle:
"Grazie Elisabetta per tutto ciò che mi hai trasmesso e insegnato. Grazie per la tua passione e dedizione. Grazie x aver creduto in me fin dall'inizio e per avermi spinto a superare i miei limiti. Sarai per sempre nel mio cuore. #ElisabettaTerabust pic.twitter.com/Sabnck5lWq 
— Roberto Bolle (@RobertoBolle) 5 febbraio 2018
 
Gli ultimi anni li ha passati in relativo isolamento, facendosi vedere pubblicamente in occasione di qualche prima di danza o quando pochi anni fa, nel 2013, ha presentato il libro Elisabetta Terabust l'assillo della perfezione scritto dal danzatore e scrittore Emanuele Burrafato (per Gremese): un titolo che è quello della sua intera carriera, perché la cura della tecnica è stata una delle sue ossessioni, insieme alla passione. Fonte: Articolo di
ANNA BANDETTINI per http://www.repubblica.it/

La camera ardente sarà allestita mercoledì 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in Via Ozieri 8 (vicino a Piazza Lodi). I funerali si terranno, lo stesso giorno alle ore 14.30, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, Piazza del Popolo 18 (nota come la Chiesa degli Artisti).