venerdì 9 dicembre 2022

Danza, alla Scala Tissi protagonista di Schiaccianoci di Nureyev

la star internazionale Jacopo Tissi
Nel trentennale della scomparsa del grande danzatore russo l'omaggio del Piermarini con uno dei capolavori della letteratura coreografica del '900

Nel nome di Nureyev, di cui nel 2023 ricorre il trentesimo anniversario della scomparsa, si apre la nuova stagione di balletto, con il grande ritorno, dopo sedici anni, del suo Schiaccianoci, dal 15 dicembre all'11 gennaio, di nuovo sul palcoscenico della Scala dove fu presentato la prima volta nel 1969 (non molto lontano dal debutto a Stoccolma nel 1967 e al Covent Garden l’anno successivo con il Royal Ballet) e l’ultima volta nel 2006. 

Lo schiaccianoci risplenderà ancora nell’allestimento di Nicholas Georgiadis, rinnovato nel décor e nei costumi proprio dalla Scala nel 1987, e affascinerà anche i più piccoli, nella magica atmosfera natalizia, ideale cornice per ripresentare questo capolavoro di maestria. Accanto alle étoile, i primi ballerini, il corpo di ballo scaligero e l'Orchestra della Scala diretta da Valery Ovsyanikov, il Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala l'artista ospite Jacopo Tissi 

In scena a rivivere il capolavoro cajkovskiano, dalle danze dei bambini delle casalinghe celebrazioni del Natale, la musica e la coreografia convogliano verso i celebri valzer e verso gli straordinari passi a due ricchi di prodezze tecniche, di rigore, linee ed equilibri. 

Accademismo ma anche verve, tecnica ma anche espressività teatrale che ben si addicono allo stile del Balletto scaligero, con il quale Nureyev aveva un legame speciale, tanto da destinare alla Scala la maggior parte delle riletture dei classici ed essere lui stesso tante volte in scena al Piermarini a interpretare Drosselmeyer, che si trasforma in uno splendente Principe.Per l'appuntamenmto con Prima delle prime – Balletto il 15 dicembre in cartellone 'Un sogno color della notte' condotto dal critico e giornalista Elisa Guzzo Vaccarino.

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La delusione di Stefano Accorsi: “Il Governo si è dimenticato della cultura”

Lo sfogo di Stefano Accorsi per i mancati fondi alla cultura: "Nella legge di bilancio non c’è traccia di fondi"

BOLOGNA – “La Prima della Scala è una serata importante, dimostra quanto in Italia la cultura abbia un peso specifico importante ed è bene ricordarselo anche nella legge di Bilancio, quest’anno se ne sono un po’ dimenticati, un po’ parecchio”. 

È l’accusa arrivata ieri sera, in occasione della Prima del teatro La Scala, dall’attore e regista Stefano Accorsi, che ha speso parole per il settore dello spettacolo, dove i lavoratori sono stati “tartassati” negli ultimi anni e non hanno avuto il dovuto sostegno da parte del mondo politico. Lo sfogo di Accorsi è stato raccolto da Corriere Tv.

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“Il Parlamento – ha proseguito Accorsi – aveva approvato l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo che hanno già tanto sofferto. Una categoria molto ampia, di attori ma anche di maestranze che sono molte specializzate. Però nella legge di bilancio non c’è traccia di fondi, per quanto il ministro avesse detto che anzi voleva aumentarla. Il mondo dello spettacolo è stato tartassato in questi ultimi anni, anche in modo atroce. C’è gente che ha smesso di fare questo mestiere, tanta“, conclude Accorsi.

RENZI: SERVONO SOLDI PER CULTURA NON REGALI A PRESIDENTI SERIE A

Sullo sfogo di Accorsi ha preso parola Matteo Renzi: “Le parole di Stefano Accorsi spiegano meglio di qualsiasi emendamento la follia di una legge di bilancio che taglia sulla cultura- ha scritto oggi su Twitter il leader di Iv-. Lo dicevo ieri sera a Rete4, lo dirò in tutte le sedi in Senato. Servono soldi per la cultura, non regali ai presidenti di Serie A”.

fonte: Autore: Agenzia DIRE www.dire.it

Moda: Fashion Awards, Piccioli per Valentino Designer dell'anno. Premiazione a Londra del British Fashion Council

Il premio come Designer dell'anno ai Fashion Awards 2022, premi del British Fashion Council (BFC) presentati da Diet Coke, è stato assegnato a Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino.

La cerimonia di consegna c'è stata il 5 dicembre a Londra.

L'evento va ad aumentare i fondi per l'ente benefico BFC Foundation che assegna borse di studio, sovvenzioni e tutoraggio per i talenti dell'industria della moda. La manifestazione, spiega un comunicato della Valentino, "celebra il ruolo della moda nell'espressione di sé, evasione e ottimismo. 

Riconosce anche gli individui, i marchi e le aziende eccezionali la cui immaginazione e creatività hanno aperto nuovi orizzonti nella moda a livello globale negli ultimi 12 mesi, trasformando le possibilità della moda oggi". 

Nel corso della serata, presentata dall'attrice britannica e giamaicana Jodie Turner-Smith, sono stati assegnati ventitré premi tra cui quindici Leaders of Change. Candidati e vincitori dei Fashion Awards sono votati da una giuria internazionale composta da oltre 1000 esperti del settore. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

domenica 4 dicembre 2022

Tv: Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco. Dal 12/12 su Rai2. Sanremo salto, poi magari da cantante chissà

Drusilla, entro nelle case col garbo dell'Almanacco RIPRODUZIONE RISERVATA
La più elegante su tutti i red carpet dell'anno, la più ironica ma "nel limite del garbo", non si chiede a chi piace e fila dritto verso un futuro da cantante, ma applaude gioiosa a chi le dice che così com'è, classica e vintage, Drusilla Foer la vedrebbe benissimo in una riedizione del mitico Milleluci.

"Che gioia! Milleluci con altri programmi di quegli anni, magari con Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, dove passavano tutte le grande personalità artistiche - da Totò, a De Sica a Sandra Milo - era un mondo irrorato di artisticità a cui non ho la pretesa di paragonarmi, ma quella tensione è dentro di me".

Con una tv altrettanto vintage torna intanto dal 12 dicembre dal lunedì al venerdì su Rai2 nella fascia preserale prima del Tg2 con Drusilla e l'Almanacco del giorno dopo.

"L'almanacco era una delizia che durava sette minuti - spiega in un'intervista all'ANSA - breve e fulminea in un'Italia che aveva forse meno attitudine alla tv. Ora che la tv è ricca di tante sollecitazioni, l'almanacco diventa un momento riposante di una mezz'ora per avere coscienza che il giorno dopo è successo qualcosa di buono o che ha segnato la storia in modo negativo, nella speranza che si possa andare meglio". 

Ad un pubblico anche di bambini "il programma si propone come una cosa carina, con una nonna supportata da uno staff evoluto ed informato, che ha la fortuna di avere tutta la libertà. Posso parlare di temi significativi in un format integrato da una parte di intrattenimento. Ho un microfono e un pianoforte in studio, è difficile per me stare zitta". 

Ci sarà ancora Topo Gigio? 

"Ci sarà un po' meno, nel mondo ha milioni di follower e sarà impegnato. Ci sarà una nuova rubrica in cui i ragazzi raccontano in brevi video gli strumenti della nostra politica: che cos'è il Parlamento, che cosa sono i grandi giganti che ci gestiscono. Poi ci sarà il momento cultura legato alla letteratura. Parleremo del futurismo e di Marinetti ad esempio anche con le pillole d'arte del nostro art influencer". E poi "non mancheranno i Santi: mi stanno simpatici. Abbiamo sempre celebrato coloro che hanno portato qualcosa all'umanità, ma vogliamo ricordare anche chi ha fatto qualcosa contro l'umanità, come ad esempio chi ha scritto le leggi razziali".

Tornando a Milleluci, lo farebbe ''con la Vanoni che mi è molto simpatica tra bacini e bisticci, oppure con Nada che è così integra e severa, con qualcuno schivo e poco televisivo dei giovani ce ne sono tanti che mi piacciono. Marco Mengoni per esempio. Io in tv sono una brontolona, mi lamento di tutto, ma mi è stata data l'enorme libertà di esprimere il mio personaggio anticonvenzionale, un segno di grande civiltà". 

Personaggio anche di enorme eleganza ed ironia. 

"L'eleganza è un fattore che non prendo in considerazione per l'aspetto, faccio figura, sono alta, ho i capelli bianchi. Per me l'eleganza è l'effetto e non la causa del pensiero. Preferirei parlare di garbo, quella robina che si bussa e si chiede 'disturbo'? Mi sembra un atto dovuto ad una nazione che esce da un periodo così doloroso ed ha una guerra a due passi. Cerchiamo di essere gentili. Così per me il limite sull'ironia è l'offensività fine a se stessa. Non mi va di deridere. Per fare un esempio, non direi mai vedendo una mia foto invecchiata 'sembro la Montalcini', perché è una signora bellissima ed ha fatto tantissimo, non la voglio deridere a pro di una battuta. Mi fermo dove la battuta è inutile ed offensiva, perché l'ovvietà è una scorciatoia furbesca". 

Una tv educata: "In Milleluci c'è mai stata aggressività o imbarazzo? Vediamo tutti i giorni programmi che trattano temi difficili con un linguaggio brusco, dove ognuno mette il cappello sul dolore dell'altro. Lo stesso fa la politica sulle difficoltà di un paese per dimostrare quanto si è bravi e non per risolvere il problema". 

Come donna ha mai subito discriminazioni? 

"Come artista, come soggetto umano che produce dell'intrattenimento, ho subito qualche volta in teatro della diffidenza. Ma Sanremo mi ha chiarito come personaggio a tutti. Io faccio il mio lavoro molto seriamente e penso molto le mie performance. Del resto sono un personaggio complesso e l'Italia di oggi si può pensare che tenda ad una regressione".

Cosa pensa dell'attuale quadro politico? 

"Se alla guida del nostro paese salisse Satana io inviterei tutti a scendere in piazza, ma non penso che la signora Meloni, forse il primo uomo politico italiano che ha un grosso carisma sia Satana, quindi vediamo il suo lavoro e giudichiamo quello. Poi c'è distrazione sui temi sociali e questo non mi piace. Siamo uno dei paesi in Europa più indietro dal punto di vista dei diritti lgbt e spero che i nostri signori là nelle loro stanze si occupino di ecologia, che è un'urgenza, e diritti umani". 

La vedremo quest'anno a Sanremo? 

"Forse meglio prendere una pausa dopo l'anno scorso, ma sto lavorando ad un bellissimo disco, facciamo uscire il disco poi se mi chiamano a cantare sono contenta". C'è insomma la musica nel suo futuro? "Ho due partecipazioni cinematografiche a cui tengo moltissimo, poi la prossima estate torno in teatro e nell'autunno del 2023 arriva il disco a cui seguirà un piccolo tour musicale, infine ancora in teatro con Venere nemica... e qui siamo già al 2025...". Lo dice la Drusilla che al momento vorrebbe dare il suo contributo concreto a chi lavora nelle onlus: "Coloro che si espongono per qualcosa di cui serve parlare, ora, confesso, mi piacerebbe occupami di questo, ci sto lavorando. Non servono solo le pur preziosissime donazioni, io voglio andare con le mani in pasta nei luoghi, ho voglia di uscire da me".

fonte: di Elisabetta Stefanelli ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Libri: "Una vita in alto" di Sara Simeoni con Marco Franzelli

Sara Simeoni è amata come pochi altri campioni dello sport italiano. Per i risultati che ha saputo raggiungere nella sua lunga carriera, per aver aperto la strada alle donne nell’atletica ad alto livello, combattendo per far cadere tabù e pregiudizi, per l’atteggiamento sorridente che nasconde una forza di carattere che le ha permesso di superare non solo l’asticella in pedana, ma anche le piccole e grandi difficoltà della vita.

Un personaggio, quello di Sara, che è prima di tutto persona. Lo ha dimostrato riscuotendo grande favore di pubblico per l’allegria e l’autoironia con cui ha conquistato milioni di telespettatori nella trasmissione di Rai 2 “Il circolo degli anelli” dedicata all’Olimpiade di Tokyo del 2021. È sempre lei, l’eterna ragazza di Rivoli Veronese, ma è tornata popolarissima sui social e sulle prime pagine dei giornali, così come le accadeva quando vinceva negli anni 70 e 80.

Nel libro, con la stessa divertita leggerezza, Sara Simeoni si racconta in prima persona a Marco Franzelli, storico giornalista sportivo Rai, attraverso i retroscena, molti inediti, di una carriera che l’ha portata ad essere eletta “Atleta del Centenario” nel 2014 in occasione dei 100 anni del CONI. E poi aneddoti imprevedibili, comici, bizzarri; insospettabili curiosità e originali ritratti dei personaggi dello sport, e non solo, le cui storie sono intrecciate alla sua.

fonte: www.railibri.rai.it

Cinema: Questo mese su Nexo+ arriva "Decumano Maximo" il film-dossier con la regia di Alessio Consorte

E' disponibile su >> Nexo+ "Decumano Maximo" con la regia di Alessio Consorte.

Decumano Maximo è un innovativo documentario storico che narra il viaggio del regista nel percorso dell'antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all'88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma.  

Il regista ci porta sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana, offrendo allo spettatore una visione inedita del panorama storico e naturalistico abruzzese.  

Tantissime le testimonianze di ricercatori non ufficiali che il regista ha accuratamente documentato verificando sul campo le informazioni e i resoconti anche di scavi e ritrovamenti clandestini. Il documentario è anche uno studio accurato sul territorio tenendo presenti le indicazioni tratte dai libri di Tito Livio, di Strabone e di altri illustri storici dell'epoca.

A sostegno del film si sono mobilitate molte eccellenze nel campo dell'archeologia e dell'astronomia, come il docente Adriano Gaspani, archeoastronomo e ricercatore dell'INAF, l'astronoma Silvia Motta, Adriano La Regina Presidente dell'Istituto di archeologia e storia dell'Arte, nonché Soprintendente archeologo di Roma dal 1976 al 2004. 

Vanno menzionati anche Lorenzo Dell'Aquila archeologo, Paolo Poccetti professore dell'Università Tor Vergata ed esperto di lingue antiche, Andrea Frediani massimo esperto di battaglie romane, Ezio Mattiocco ricercatore e archeologo, gli archeologi Glauco Angeletti e Giuseppe Grossi. Inoltre va sottolineata la stretta collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo per la recente scoperta sul Solstizio che interessa l'Anfiteatro Flavio e con il funzionario archeologo del comune di Roma Antonio Insalaco

Un viaggio nel percorso dell’antica Via Valeria, segnato dalle cruente fasi della Guerra sociale dal 91 all’88 a.C, epico conflitto che oppose le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli contro Roma. È il tragitto che conduceva i soldati alla gloria e la gloria alla guerra, ai tempi della Guerra Sociale (91-88 a.C.). 

Il regista ci porta sui reali campi di battaglia che furono teatro dei sanguinosi scontri fra gli alleati italici e la Repubblica romana, offrendo allo spettatore una visione inedita del panorama storico e naturalistico abruzzese. 

Un'avventura da non perdere su  >> Nexo+
 

“Decumano Maximo”, il film-dossier diretto da Alessio Consorte, coprodotto da CF Studio, dalla Fondazione Pescarabruzzo e dallo stesso regista. 

DECUMANO MAXIMO - Official Trailer >> QUI

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Un docufilm nevralgico e innovativo, girato soprattutto in Abruzzo, con spettacolari riprese aeree e una minuziosa ricostruzione storica, e sul campo, lunga cinque anni. Consorte ha raccolto e verificato centinaia di testimonianze, intervistando, tra l’altro, eccellenze dell’archeologia nazionale, docenti universitari e grandi esperti della storia e della lingua pre-romane.

Nell’antica Roma, il Decumano costituiva la via principale di attraversamento della penisola da est a ovest. Prendendo idealmente le mosse dal tracciato della mitica via Valeria, il mediometraggio (la durata è di 67 minuti) è un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della misconosciuta Guerra sociale, il conflitto epocale che vide opporsi, dal 91 all’88 a.C., le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma. Contro il suo dominio indiscriminato, il suo
giogo, il suo centralismo di rado illuminato. Gli italici venivano trattati alla stregua di cittadini di seconda classe, e rivendicavano gli stessi diritti dei parigrado romani; o perlomeno, una loro integrazione sostanziale, non di facciata.

Non a caso, sulle monete italiche dell’epoca è raffigurato un toro (simbolo italico) intento ad azzannare una lupa, l’effigie romana per antonomasia. Furono proprio i nostri fieri e coraggiosi antenati abruzzesi, i Marsi, a decidere di marciare sulla via Valeria, giungendo alle porte di Roma. Oltre a loro, si fecero valere gli altri intrepidi popoli italici radicati nella nostra regione: gli Equi, i Peligni, i Vestini, i Marrucini, i Pretuzi, i Frent ani, i Carricini, federati coi vicini Sanniti, Piceni, Irpini, Sabini, Lucani. La guerra, molto sanguinosa, si concluse con la vittoria (ottenuta con machiavellica diplomazia) dei romani. Ciò non toglie che era stato proprio l’Abruzzo l’epicentro, il set di questa pluriennale ed epica battaglia, che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia d’Italia.

Asciutto ma vibrante, ricco di emozioni e trovate stilistiche, Decumano Maximo ci riporta a quei giorni e in quei remoti luoghi bellici abruzzesi rupestri, arcaici e magici, oggi completamente dimenticati. Da Alba Fucens al tempio italico di Pescosansonesco, dal Monte Ocre al Monte Pallano: siti, fortezze, acropoli, necropoli floride di reperti dal valore inestimabile, ma lasciate nell’oblio. Un ruolo di primo piano nel docufilm è esercitato da Corfinio, in provincia dell’Aquila, dove venne forgiata per la prima volta una moneta autonoma con la scritta Italia.
Corfinio fu persino indicata, durante la Guerra sociale contro Roma, capitale della Lega italica e di una porzione territoriale chiamata Italia.

Tant’è che in quel periodo venne ribattezzata, temporaneamente, Italica. Corfinio è stata quindi la prima capitale italiana. «L’origine del nome Italia fa ovviamente gola a tutti, ma le sue origini assolute dimorano nella Majella, nel Gran Sasso, in Abruzzo, a Corfinio – spiega il regista Alessio Consorte -. Oggi la vulgata vuole che le sue radici siano in Calabria: ma il cuore italico batteva nell’Appennino, e nella nostra regione, solo successivamente quelle genti e quei guerrieri sono scesi a sud». 

Su alcune favolose cinture montane dell’Aquilano, simili ora a paesaggi lunari e dove al tempo sorgevano diverse cittadelle fortificate (e questo è uno dei risvolti più sorprendenti del suo film), sono stati rinvenuti tesoretti italici, comprensivi di monete con sopra stampigliata la parola Italia. Molti residui e scoperte le ha fatte il regista medesimo, in collaborazione con appassionati e cercatori amatoriali, inerpicandosi di persona su quelle sommità. 

Come i proiettili delle frombole, in piombo, “ghiandole letali” sopravvissute più di 2 mila anni. Saette di metallo capaci di sfondare una corazza nemica. Non mancano, sul finire dell’opera cinematografica, rivelazioni inedite sul guerriero di Capestrano, emerso in epoca fascista, nonché interessanti scoperte di matrice astrologica. Decumano Maximo è una pietra miliare nel suo genere, destinata a far parlare di sé e a lanciare una nuova potenziale narrazione del territorio abruzzese. 

"Decumano Maximo" Film dossier sui popoli italici in guerra contro Roma. Soggetto e regia di Alessio Consorte. Italia 2021

Alessio Consorte - Nato a Pescara nel 1980 è un poliedrico professionista nel campo della fotografia, della moda e dell’audiovisivo. Per oltre dieci ha lavorato come modello a livello internazionale per Armani, Versace, Zegna e molti altri. Passa dall’altra parte dell’obiettivo dopo l’esperienza con il fotografo e regista Bruce Weber.
Nel 2012 e nel 2013 realizza tre edizioni di D’Annunzio & Friends, mostra fotografica che reinventa luoghi e atmosfere di Gabriele D’Annunzio in chiave multimediale. Foto originali sospese fra poesia e arte d’avanguardia recensiti da tutti i media italiani.
Lavora ad un originale docufilm dedicato a Pescara, Il Traghettatore: raccontando la sua terra d'origine con lo stile corrosivo di Ennio Flaiano e molte suggestioni neorealiste.
Realizza con il Rotary distretto 2090 un documentario sui musei della Provincia di Pescara dal titolo “Filo percorso museale” per dare rilevanza ai luoghi d’arte “Progetto oltre il Covid”.
Nell’ottobre 2021 pubblica il film dossier “Decumano Maximo” un viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce della misconosciuta Guerra sociale, il conflitto epocale che vide le città italiche dei Marsi, dei Sanniti e di altri popoli “periferici” allo strapotere di Roma. Una ricerca durata cinque anni che ha portato alla luce situazioni e luoghi inediti della terra e della storia d’Abruzzo.

fonte: Ufficio Stampa Consorte e https://play.nexoplus.it  https://nexoplus.it/

giovedì 1 dicembre 2022

Cinema > Chris Hemsworth scopre di avere il gene dell’Alzheimer: stop alla recitazione

Chris Hemsworth ha deciso di dire basta alla recitazione. Almeno per un po’.

L’attore interprete di Thor, il dio del tuono dell’Universo cinematico Marvel e protagonista di Extraction, film prodotto e distribuito dalla piattaforma streaming Netflix, si è imbarcato recentemente in un nuovo viaggio lavorativo. Hermsworth è infatti al centro di Limitless, la nuova docuserie di National Geographic: il tema centrale dello show è quello dell’invecchiare bene e come vivere più a lungo, approfittando delle nuove tecnologie e conoscenze.

Nel corso degli episodi, l’attore 39 enne, si è messo in gioco al 100%, come è suo solito fare, venendo a scoprire una notizia che l’ha portato a decidere di dire stop alla recitazione, almeno per il prossimo periodo.

Chris Hemsworth ha scoperto di avere il gene dell’Alzheimer.

Durante le riprese di Limitless, l’attore si è sottoposto ad una serie di analisi genetiche per vedere cosa gli prospetta il futuro. La sua composizione comprende due copie del gene APOE4, una proveniente dalla madre e l’altra dal padre, che gli studi hanno collegato a un maggior rischio di malattia di Alzheimer. Una persona su quattro è portatrice di una singola copia del gene, ma solo il 2-3% della popolazione le possiede entrambe, secondo uno studio del 2021 del National Institutes of Health.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Vanity Fair, Chris Hemsworth ha voluto sottolineare che non si tratta di una diagnosi certa di Alzheimer, ma è motivo di preoccupazione, poiché la doppia presenza del gene lo colloca in una categoria di rischio molto più elevata di essere colpito dalla malattia (oltre al fatto di avere già un caso in famiglia):

La mia preoccupazione è stata quella di non voler manipolare la cosa e drammatizzarla in modo eccessivo, facendola diventare una sorta di buffa presa di empatia, o qualsiasi altra cosa, per intrattenere il pubblico“.

Secondo l’attore australiano questa notizia è “una benedizione“; potrà iniziare a prendere le giuste precauzioni, mantenendo in salute non solo il fisico ma soprattutto la mente. Ma come sono andate le cose, nel momento della scoperta?

“Mi hanno fatto tutti gli esami del sangue e una serie di test e il piano era quello di dirmi tutti i risultati davanti alla telecamera e poi parlare di come si può migliorare questo e quello. E Peter Attia, che è il medico della longevità in quell’episodio e che supervisiona gran parte dello show, ha chiamato Darren Aronofsky, creatore del documentario e gli ha detto: “Non voglio dirglielo davanti alla telecamera. Dobbiamo avere una conversazione fuori dal set e vedere se vuole che questo sia presente nello show”. È stato piuttosto scioccante perché mi ha chiamato e me l’ha detto.”

Ma non vi allarmate! Questa notizia non significa che Chris Hemsworth lascerà le scene e si ritirerà definitivamente dalla recitazione; il suo piano, ha spiegato, è scegliere con molta più cura i progetti futuri ai quali prenderà parte come, per esempio, il sequel di Mad Max: Furiosa.
Non ci resta che supportarlo e vedere i suoi prossimi progetti futuri!

fonte: di     www.hallofseries.com

Aids, Unicef: ogni giorno muoiono 301 bambini e adolescenti. Sono 850 i nuovi contagi nella fascia di età tra zero e 19 anni. Sono i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids

World AIDS Day in Nepal RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/EPA
Ogni giorno muoiono 301 bambini e adolescenti (0-19 anni) per cause legate all'Aids e si verificano 850 nuovi contagi nella stessa fascia d'età.

Nonostante rappresentino solo il 7% di tutte le persone che convivono con l'Hiv, i bambini e gli adolescenti rappresentano il 17% - ovvero 110.000 - di tutte le morti legate all'Aids e il 21% - ovvero 310.000 - dei nuovi contagi da Hiv nel 2021. Le ragazze hanno un tasso di nuovi contagi da Hiv tre volte superiore rispetto ai loro coetanei maschi.

A livello globale, circa tre quarti (77%) dei nuovi contagi tra gli adolescenti avvengono tra le ragazze. Sono i dati del raporto dell'Unicef, "Addressing inequities in the global response. Children, adolescents and Aids in 2022", lanciato in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids che ricorre oggi.

La maggior parte dei decessi per Aids tra i bambini - spiega Unicef -si è verificata nell'Africa orientale e meridionale (47% del totale) e nell'Africa occidentale e centrale (39% del totale). Nell'Africa subsahariana, l'HIV rimane una delle principali cause di morte tra gli adolescenti, soprattutto a causa del ritardo nell'identificazione e nel trattamento degli adolescenti. 

Secondo le stime globali del 2021, solo 878.000 degli 1,68 milioni di bambini sotto i 15 anni con Hiv in tutto il mondo hanno ricevuto terapie antiretrovirali, il che significa una copertura del 52%. Inoltre, solo il 59% dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni) che convivono con l'Hiv conosce il proprio stato, e, tra quelli in terapia, uno su cinque non è viralmente soppresso.

Questi dati sottolineano quanto i bambini - afferma Unicef - siano svantaggiati all'interno della comunità delle persone colpite dall'HIiv Sebbene anche le stime globali comparabili per gli adulti di 15 anni e più siano inferiori agli obiettivi, la copertura delle terapie antiretrovirali fra gli adulti è sostanzialmente migliore: l'86% degli adulti che convivono con l'Hiv conosce il proprio stato, il 76% è in trattamento con terapie antiretrovirali e, tra quelli in trattamento, il 92% è viralmente soppresso. 

Per Unicef, "per quanto drammatici, questi dati rappresentano un progresso rispetto alla situazione del 2010, quando si stimavano 320.000 nuovi contagi fra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e 240.000 decessi per cause correlate all'Hiv in questa fascia di età".

fonte: Redazione ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

mercoledì 30 novembre 2022

Cultura & Arte: riparte la Firenze Card

Nuovamente disponibile il pass museale ufficiale per scoprire il patrimonio culturale di Firenze e dell'area metropolitana

La Firenze Card compie 11 anni e torna a pieno regime dopo i vari stop and go legati al periodo Covid. È ripartita infatti la vendita dall’inizio di ottobre e con una novità: non ci sono costi aggiuntivi per la formula Restart, che consente al visitatore di riattivare online la card per 48 ore nell’arco di un anno. Chi fa qualche giorno di vacanza a Firenze ma poi ha intenzione di tornare e visitare altri musei, oppure chi soggiorna non solamente tre giorni ma fino a cinque, può quindi riattivare online il pass senza nessun costo, aggiungendo le ulteriori 48 ore in modalità digitale.

Firenze Card è il pass museale ufficiale per scoprire il patrimonio culturale di Firenze e dell'area metropolitana, costa 85 euro con 72 ore a disposizione per visitare i musei del circuito, prenotazione inclusa, è utilizzabile in formato fisico oppure digitale, con ingresso gratuito per i minori di 18 anni appartenenti al nucleo familiare del possessore della card. La Firenze Card comprende al momento 58 musei a Firenze e nell’area metropolitana. Si può acquistare online o in 13 punti vendita tra cui musei civici, musei statali e i tre infopoint Stazione, Cavour e Aeroporto.

Il servizio Firenze Card è gestito da Firenze Smart e promosso da Comune di Firenze, Direzione Regionale Musei della Toscana, Gallerie degli Uffizi, Galleria dell'Accademia di Firenze, Musei del Bargello, Opificio delle Pietre dure, Città Metropolitana di Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

Tutte le informazioni sono sul sito ufficiale firenzecard.it

Cultura: da Van Gogh a Leonardo, passando per Rembrandt: torna l’album di figurine che celebra la storia dell’arte

Dal 13 dicembre torna nella sua quarta edizione l’album di figurine dedicato ai capolavori del mondo dell’arte

È ufficiale, Artonauti torna nelle edicole italiane con un nuovo album di sticker (il quarto) interamente dedicato al mondo dell’arte. Destinatari dell’iniziativa sono i più piccoli (bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni), invitati a completare la propria raccolta ispirata ai capolavori artistici del passato, anche se, dopo il successo delle precedenti edizioni, si prepara a conquistare fasce d’età anche più adulte.

L’album degli Artonauti sarà disponibile nelle edicole e online su www.artonauti.it a partire dal prossimo 13 dicembre. E sembra profilarsi come un originale strumento alternativo da affiancare a tomi e documentari, per un fantasioso viaggio alla scoperta della bellezza nell’arte.

Ecco che, sfogliando le pagine dell’album, i bambini, accompagnati dai protagonisti della saga Ale, Morgana e il cane Argo (00-Setter), potranno entrare in contatto diretto con i più grandi artisti della storia, apprendere le tradizioni e le leggende delle grandi civiltà, indagare i capolavori dell’architettura mondiale, in modo originale e divertente. Fulcro della narrativa del nuovo albo è la natura; distribuite in sessantotto pagine, le cinquantasei opere d’arte sono, infatti, ispirate ai quattro elementi naturali: terra, fuoco, vento e acqua.

Ideato da Daniela Re e Marco Tatarella, in collaborazione con Sightsavers Italia Onlus – associazione umanitaria che combatte la cecità dei bambini nelle zone più povere del mondo – , la quarta edizione dell’album degli Artonauti prende spunto dalla leggenda dell’anello di re Salomone e raccoglie anche diverse attività ludiche e multimediali a cui si accede tramite Qr code, che permettono di proseguire il viaggio nella storia dell’arte al di là dei confini della pagina.

Dagli artefatti dall’Antico Egitto alla Notte stellata di Van Gogh, passando per Zefiro, personificazione del vento che soffia da ponente in primavera nel grande dipinto di Botticelli e il mare raffigurato dei dipinti di Rembrandt, fino al fuoco che si sprigiona in tutta la sua forza nelle tele di William Turner, via via che i piccoli collezionisti ricomporranno l’album applicando nelle parti mancanti le figurine necessarie a completare l’opera, dovranno risolvere indovinelli, riconoscere le opere partendo dai dettagli, stimolando la memoria e la fantasia.

fonte: di  Elena Lazzerini  https://artness.it

Cinema: Simona Ventura, 'racconto gli ultimi 100 giorni di Pannella'. Documentario 'Marco inedito' in anteprima fuori concorso al TFF

L'uomo oltre il politico, un ritratto di Pannella attraverso immagini e audio inediti raccolti dal suo assistente degli ultimi 15 anni, Matteo Angioli.

E' 'Marco inedito: dagli ultimi cento giorni di Marco Pannella', secondo documentario diretto da Simona ventura, che sarà presentato in anteprima Fuori Concorso nella sezione Ritratti e Paesaggi al 40/o Torino Film Festival mercoledì 30 novembre (alle 16.30 al Cinema Romano).

Secondo lavoro di regia di Ventura - dopo Le 7 giornate di Bergamo - il documentario è stato realizzato a quattro mani con il suo compagno, Giovanni Terzi, che ne è ideatore e autore. La colonna sonora è un'opera originale di Saturnino Celani. La produzione è di Sive e VenturAcademy. Ad accompagnare il film al festival sarà presente la regista Simona Ventura. 

Nel 2016 Marco Pannella, in politica dal 1945, fondatore del Partito Radicale e guerriero in tante battaglie di libertà, decide di registrare in audio video gli ultimi 100 giorni della sua vita. Marco si fa aiutare da tre persone: Matteo Angioli, il suo assistente da 15 anni, Laura Harth, attivista radicale, e Mirella Parachini, compagna di una vita. 

Silvio Berlusconi, Vasco Rossi, Matteo Renzi, Franco Battiato, Renato Zero, Giorgio Napolitano, il Papa e tanti altri amici di Marco in quei 100 giorni ci sono stati e sono stati registrati. Con la regia di Simona Ventura, scritto da Giovanni Terzi, Francesco Boz, Matteo Angioli e Cecilia Keith, il documentario restituisce le parole e le emozioni inedite di quei momenti. 

"Attraverso i frammenti inediti degli ultimi 100 giorni di Marco Pannella -. spiega Simona Ventura - ho voluto trasmettere la passione con la quale ha vissuto tutta la sua vita. Il racconto è diviso in cinque capitoli: politica, religione, libertà, amore e vita. 

Ogni capitolo contiene un Marco inedito, un Marco che ho scoperto veramente solo durante la scrittura e il montaggio di questo documentario. Prima di cominciare avevo una domanda in testa: 'C'è differenza tra il Marco pubblico, quello della politica e delle lotte e il Marco più intimo?' Oggi sono convinta che la risposta sia no". 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Parla l'unico qatarino che ha fatto coming out pubblico: “La comunità Lgbtq+ in Qatar è in pericolo"

Nasser Mohamed ha ottenuto asilo negli Usa: "Infantino non sa – o sceglie di ignorare – che i gay sono fisicamente torturati". E durante i Mondiali "tutti sono sotto controllo"

La comunità Lgbtq+ in Qatar è in pericolo. Aiutate le persone che vogliono andare via a trovare asilo. E parlate con i governi dei vostri Paesi”.
 

E’ questo l’appello che arriva da Nasser Mohamed, l’unico qatarino ad aver fatto coming out in maniera pubblica. In foto: Nasser Mohamed, Qatar

Ha 35 anni. E 11 fa ha deciso di lasciare il proprio Paese per completare la propria formazione come medico negli Stati Uniti, ma anche per essere finalmente libero di dichiararsi pubblicamente omosessuale.

“Nel 2015 ho chiesto asilo perché sono gay, e mi è stato ufficialmente riconosciuto nel 2017, per ‘ragioni di orientamento sessuale’ “.
Tutta la sua famiglia è in Qatar: “Quando nel 2015 ho deciso di dire loro che sono gay, loro hanno interrotto ogni rapporto con me, mi hanno tagliato fuori dalla famiglia.
Quindi ora per me è impossibile tornare nel mio Paese. Perché la mia famiglia sa. Perché ora il mio orientamento sessuale è pubblico. E quindi sarei in pericolo”.
In Qatar l’omosessualità è considerata un reato.

“Nel mese di maggio ho deciso di rendere pubblico che sono gay perché la comunità Lgbtq+ in Qatar è realmente in pericolo. Se sei gay e vivi in Qatar o vivi nel silenzio o devi andare via. Io non sono l’unico ad essere andato via. Molte persone si sono rifugiate negli Stati Uniti, in Canada, in Germania.
Ho deciso di parlare pubblicamente perché fino a pochi mesi fa non esistevano rapporto ufficiali sul trattamento riservato agli omosessuali in Qatar. E anche la campagna di comunicazione della Fifa in vista dei mondiali non dice la verità, non racconta tutta la storia, non dice ciò che subiamo realmente.

Così quest’anno c’era l’opportunità per dire: ok, ci sono i mondiali in Qatar, ma voi dovete sapere anche quello che accade qui agli omosessuali e il motivo per cui noi continuiamo a scappare. Era una opportunità unica per far uscire dal silenzio il tema della persecuzione dei gay in Qatar.
Io ho parlato con il governo americano, con il Dipartimento di Stato, con alcuni governi europei. E alcuni realmente non sapevano qual è la situazione nel mio Paese. E questo ha permesso di inviare dei ricercatori. E ora finalmente esistono dei rapporti ufficiali. Dei documenti. Delle prove”.

Dicevi che anche altre persone sono scappate dal Qatar perché gay. Ma tu sei l’unico che parla pubblicamente. Perché?
“Anche altre persone stanno parlando. Ma preferiscono non mostrare il loro viso e il loro nome perché sono spaventati. Se le loro famiglie scoprono in quale Paese sono andati, corrono il rischio di essere raggiunti da loro per essere riportati in Qatar. Conosco casi in cui è successo. In particolare, a donne.

Nel mio caso, invece, io ho potuto parlare pubblicamente perché la mia famiglia ha deciso di non volerne sapere più nulla di me, di tagliarmi fuori. Non abbiamo più alcun tipo di rapporto. E questo mi ha dato la possibilità di fare coming out pubblicamente”.

In questo momento in Qatar ci sono migliaia di giornalisti. Perché fino ad ora nessuno della comunità Lgbtq+ ha parlato?
“In questo momento parlare con gay che ancora vivono in Qatar è impossibile. In vista dei Mondiali, il governo di Doha ha aumentato la cyber-sorveglianza su tutti i cittadini. Tutti sono sotto controllo. Anche le conversazioni provate vengono lette. E se un abitante del Qatar parla con un giornalista per qualunque motivo può essere accusato di ‘crimine informatico’, e per questo rischierebbe la prigione”.

Ma quando dopo la finale si spegneranno i riflettori, il rischio è che la persecuzione della Comunità Lgbtq+ tornerà nel silenzio.
“La speranza è che ora le organizzazioni per i diritti umani, i governi continuino a tenere accesa l’attenzione. Quella dei media andrà calando, lo sappiamo. Ma ora che esistono rapporti ufficiali speriamo che prosegua la pressione sul Qatar da parte di ong e governi stranieri”.

In occasione della conferenza stampa alla vigilia dei mondiali, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha detto che ‘oggi si sente gay’. Cosa hai pensato ascoltando quel discorso?
“Quel discorso è così sbagliato. E’ così lontano dalla realtà. Dicendo ‘oggi mi sento qatarino, arabo, disabile, gay’, ha paragonato diversi tipi di discriminazione. Ma non c’è tra di loro alcuna analogia. Infantino non sa – o sceglie di ignorare – che i gay qatarini sono fisicamente torturati e alcuni hanno perso la vita per questo”.

Però, in quella occasione il responsabile dei rapporti con la stampa, Bryan Swanson, che era con lui ha detto pubblicamente di essere gay
“Nessuno nega che il Qatar tratti in maniera diversa i gay stranieri rispetto a quelli qatarini. Il Qatar ha sempre un doppio standard. Voi pensate che un americano o un britannico che lavora in Qatar venga minacciato come accade a un nepalese o un filippino? No.
Perché il Qatar ha un modo diverso di trattare le persone in base al Paese di provenienza e ai rapporto con i governi di quei Paesi.
Il Qatar non perseguita i gay di altri Paesi. Noi invece siamo vittime di una vera persecuzione”.

Quando eri in Qatar sei stato fidanzato?
“No. Allora vivevo nel silenzio. Perché era un rischio troppo grande. Esistevano chat per incontri, per appuntamenti. Ma già allora sapevo che erano frequentate anche dalla polizia che le usava per invididuare gay, e arrestarli quando si incontravano. E’ successo ad alcuni miei amici. Per questo non ho mai provato. Era un rischio troppo grande”.

Cosa può fare la comunità internazionale per la comunità Lgbtq+ del Qatar?
“Prima di tutto aiutare le persone. Se ci sono Paesi pronti ad ospitarle, aiutarle ad andare via.
Poi sostenere e diffondere il lavoro delle organizzazioni in difesa dei diritti umani che raccontano quello che accade nel mio Paese.
E, infine, parlare con i governi. Perché la diplomazia può fare molto”.

fonte: di Vittorio di Trapani, inviato a Doha  www.rainews.it

Cultura: Le 5 librerie (europee) più belle della storia del cinema (e tante curiosità)

Spesso, nel cinema, le librerie sono la location ideale per incontri speciali (romantici, ma non solo). Da Londra a Parigi, da “Notting Hill” a “Midnight in Paris” di Woody Allen, Cristina Prasso ha selezionato per IlLibraio.it alcune librerie europee (reali o frutto dell’immaginazione di registi e sceneggiatori) protagoniste di film di oggi e di ieri (e c’è anche l’Italia…) – Lo speciale, con tante curiosità

1 – Travel Book Company

Dove: A Londra
Appare in: Notting Hill (1999) di Richard Curtis
Proprietario: Hugh Grant (William Thacker)
Frequentata da: Julia Roberts (Anna Scott)

È il luogo in cui: Avviene il primo incontro fra Anna, star del cinema e William, libraio spiantato e un po’ eccentrico. E in cui si deciderà il futuro di entrambi…
Esiste davvero? Sì e no. Nel film, la libreria di William è su Portobello Road e, nella realtà, è stata prima un negozio di antiquariato, poi di mobili e infine di scarpe. Ma basta girare l’angolo e andare al numero 13 di Blenheim Crescent per trovare la diretta ispirazione per la libreria nel film. The Travel Bookshop è stata chiusa nel 2011 – dopo più di trent’anni di attività – ma adesso è stata riaperta e si chiama (ovviamente) The Notting Hill Bookshop.

2 – ?

Dove: A Parigi, nella Gare Montparnasse
Appare in: Hugo (2011) di Martin Scorsese
Proprietario: Monsieur Labisse (Christopher Lee)
Frequentata da: Hugo (Asa Butterfield), Isabelle (Chloe Moretz)
È il luogo in cui: Monsieur Labisse dà a Hugo una copia di Robin Hood, un romanzo molto amato dal padre, e presta libri a Isabelle, la nipote di Georges Méliès. E sarà grazie a Monsieur Labisse che Hugo scoprirà i segreti della Film Academy Library e dello stesso Méliès.
Esiste davvero? No. È stata ricostruita interamente in studio sotto la supervisione della scenografa Francesca Lo Schiavo. I volumi che la riempiono sono circa 40.000, tuttavia, dato che sarebbe stato troppo difficoltoso gestire una tale massa di carta, molti di essi non sono veri, bensì realizzati in fibra di vetro e poi dipinti.

libreria hugo cabaret scorsese

3 – Shakespeare and Company

Dove: A Parigi, in rue de la Bûcherie, 37
Appare in: Prima del tramonto (Before Sunset, 2004) di Richard Linklater
Proprietario: George Whitman (nel 2004)
Frequentata da: Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy)
È il luogo in cui: Si ritrovano i protagonisti di Prima dell’alba (Before Sunrise, 1995): lui sta presentando This Time, il suo bestseller ispirato alla notte trascorsa a Vienna con Céline; lei vuole rivederlo e scoprire cos’è successo nei nove anni trascorsi da quell’incontro. E, prima del tramonto, molte cose accadranno…
Esiste davvero? Sì. È una delle librerie più famose di Parigi, specializzata in opere in lingua inglese. Considerata da sempre più un rifugio che una semplice libreria, ha ospitato negli anni innumerevoli scrittori e artisti, da Henry Miller ad Allen Ginsberg, seguendo quello che si può considerare il suo motto: «Non essere scortese con gli sconosciuti, potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie».
Nota: Shakespeare and Company appare anche in Midnight in Paris (2011) di Woody Allen

4 – Marks & Co.

Dove: A Londra, all’84 di Charing Cross Road
Appare in: 84, Charing Cross Road (1987) di David Jones
Proprietario: Frank Doel (Anthony Hopkins)
Frequentata da: Helene Hanff (Anne Bancroft)
È il luogo in cui: Nel 1949, Frank riceve la lettera della newyorkese Helene, una bibliofila che cerca oscuri testi di letteratura inglese e che, da un’inserzione pubblicitaria, ha scoperto come Marks & Co. possa procurarglieli e spedirglieli a un costo non esorbitante. Una lettera che avvia una corrispondenza durata oltre vent’anni, durante i quali i due stringono una profonda amicizia senza incontrarsi mai.
Esiste davvero? Sì e no. Esiste ancora il palazzo a cinque piani che ospitava Marks & Co., ma il negozio è stato chiuso intorno al 1970. Al suo posto, al momento, c’è un ristorante. E soltanto una targa quasi invisibile ricorda che quello era il luogo in cui sorgeva la celebre libreria.

5- I quattro canti

Dove: A Genova, in piazza delle Scuole Pie
Appare in: Agata e la tempesta (2004) di Silvio Soldini
Proprietaria: Agata (Licia Maglietta)
Frequentata da: Nico (Claudio Santamaria)
È il luogo in cui: Il giovane Nico bacia Agata, alla fine di una lunga schermaglia nata dalla perplessità di Agata sul fatto che lui abbia letto tutti i libri che ha comprato. E, proprio in quel momento, squilla il telefono: il fratello di Agata, Gustavo, ha una rivelazione che cambierà la vita di entrambi…
Esiste davvero? No. «[È] un luogo inventato [dalla scenografa Paola Bizzarri], che però ha suscitato la curiosità dei genovesi al tempo delle riprese: la gente entrava per comprare libri ed era delusa quando scopriva che era tutto finto… magari esistesse una libreria così!» ha dichiarato all’epoca Silvio Soldini.

*L’autrice, grande appassionata di cinema, è direttore editoriale della casa editrice Nord

fonte:  *   www.illibraio.it

venerdì 25 novembre 2022

Cinema: "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza" nelle sale solo il 28, 29 e 30 novembre.

Con migliaia di visitatori che ogni giorno si recano ad ammirare capolavori come la Primavera e la Nascita di Venere è diventato uno degli artisti simbolo del Rinascimento

 

Dal 28 al 30 novembre un viaggio attraverso i capolavori del Maestro racchiusi in quel Museo a cielo aperto che è Firenze: un itinerario inedito per scoprire l’inventore di un nuovo modello di bellezza capace di superare la barriera dei secoli e ispirare i contemporanei. CON LA VOCE NARRANTE DI JASMINE TRINCA

 

 DOPO IL GRANDE SUCCESSO DI “FIRENZE E GLI UFFIZI” ARRIVA IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA AL CINEMA: BOTTICELLI E FIRENZE. LA NASCITA DELLA BELLEZZA 

TRAILER "BOTTICELLI E FIRENZE. LA NASCITA DELLA BELLEZZA": solo il 28, 29, 30 novembre al cinema. Il Trailer >> QUI

Da Terry Gilliam a Andy Warhol, da David LaChapelle a Jeff Koons e Lady Gaga: pittori, stilisti, fotografi contemporanei sono rimasti abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, continuamente rilette e re-inventate fino a entrare a pieno titolo nel nostro immaginario collettivo, lo stesso che porta ogni anno migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori. Eppure, per più di trecento anni dopo la sua morte, il pittore fiorentino fu quasi completamente dimenticato, sino alla riscoperta che di lui fecero nel XIX Secolo Ruskin e i Pre-Raffaelliti. Del resto, Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto Botticelli (Firenze 1445 c.-1510), è forse colui che più di ogni altro ha saputo carpire lo spirito del suo tempo.

Sono proprio la sua storia, la sua arte e la sua riscoperta contemporanea ad essere le protagoniste di Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza, il docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto da Marco Pianigiani, in arrivo al cinema solo il 28, 29 e 30 novembre.

In Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza rievocazioni oniriche, immagini suggestive della città e riprese di opere straordinarie si alternano alle voci dei massimi esperti, studiosi, storici dell’arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de’ Medici, alla scoperta di uno degli artisti simbolo del Rinascimento italiano

Con Lorenzo il Magnifico l’equivalenza Arte & Potere si manifesta in ogni ambito economico, politico e sociale e si concretizza in dipinti, affreschi, palazzi, chiese e cappelle. Gli straordinari artisti che operano con le loro botteghe nel cuore della città trasformano Firenze in un museo a cielo aperto: sono gli anni della primavera fiorentina, della scoperta dell’America, dei contrasti con il Papa, delle lotte tra le grandi famiglie di banchieri e commercianti. 

A fine Quattrocento, Firenze è paragonabile alla New York degli anni Ottanta, fatta di espansione economica e culturale, con commerci e scambi da ogni dove. Il docufilm permetterà di ripercorrere quel periodo mitico attraverso lo sguardo di Botticelli, che rappresenta quegli anni nelle sue opere, esprimendo il carattere dei suoi concittadini nella passione per il lavoro, nell’estrema competitività e intraprendenza, nel saper tessere le giuste relazioni sociali e nel saper soddisfare sempre i desideri dei committenti pubblici e privati.

Dalle meravigliose Madonne alle pitture dei responsabili della Congiura dei Pazzi giustiziati e impiccati fuori dalla Porta della Dogana al Palazzo Vecchio, dall’Inferno Dantesco alle Pietà, dagli antichi dei della mitologia ellenica sino al Dio apocalittico del Savonarola, l’arte di Botticelli sarà indagata attraverso gli interventi di esperti: Alessandro Cecchi, Direttore del museo Casa Buonarroti di Firenze; Ana Debenedetti, curatrice della sezione disegni e dipinti del Victoria & Albert Museum di Londra; Franco Cardini, professore di Storia Medievale all’Università di Firenze; Jonathan Nelson, professore di storia dell’arte presso la Syracuse University di Firenze; Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle pietre dure di Firenze; Kate Bryan, storica dell’arte; Chiara Cappelletto, professore associato di estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano; Edward Buchanan, Direttore creativo di Sansovino 6.

Ma nella memoria comune, lo spirito di Botticelli è prima di tutto racchiuso in due suoi capolavori: la Primavera (1478-82) e la Nascita di Venere (1483-85). Grazia e armonia germogliano nella Primavera, tanto quanto le centinaia di fiori diversi magistralmente rappresentati dal maestro: nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola, gelsomino. Etereo e perfetto, il giardino della Primavera è la sintesi della filosofia neoplatonica in voga alla “corte” del Magnifico. Col Rinascimento è infatti giunto il momento del ritorno degli antichi dei: Botticelli regala nuova vita ai miti creando così le sue opere più famose ed enigmatiche oggi conosciute come “mitologie botticelliane”. 

Con Pallade e il Centauro (1482 circa) e Venere e Marte (1483 circa) il pittore porta le dee e gli dei dell’antica Grecia nel cuore di Firenze del Quattrocento, nella costante e febbrile ricerca di un modello di bellezza che va oltre la rappresentazione della realtà, oltre l’accademia. La Nascita di Venere (1483-85) è emblema e realizzazione concreta della sua aspirazione. Figure longilinee, curve morbide e armoniose: i volti delle veneri di Botticelli si specchiano in quelli delle sue madonne e viceversa. Simili eppure uniche, sono destinate a imprimersi nella memoria collettiva come prototipo della bellezza ideale, sfidando i secoli e le mode.

Nel 1492, la morte di Lorenzo Il Magnifico sancisce la fine di un’epoca d’oro. Le prediche apocalittiche di Girolamo Savonarola infiammano le folle fiorentine. Ardono i falò delle vanità che sacrificano i simboli del tempo, opere d’arte comprese. È questione di poco, prima che i gusti dei fiorentini si adeguino ai precetti del frate domenicano. Le committenze cambiano e Botticelli stesso si adatta realizzando altri capolavori come la Natività Mistica (1501) e il Compianto sul Cristo Morto (1495-1500), lasciando che sinuosità e morbidezza delle forme cedano il posto a linee spezzate e contrasti cromatici violenti.

Dopo un oblio di oltre tre secoli, nel XIX secolo la sua riscoperta avverrà ad opera dei Pre-Raffaelliti: il poeta e pittore Dante Gabriel Rossetti acquisterà per poche sterline il Ritratto di Smeralda Bandinelli (1472) traendovi ispirazione per alcune delle sue opere più affascinanti. È solo l’inizio di un’autentica Botticelli-mania, che dal XIX secolo si protrae fino a oggi toccando la fotografia, la moda, il mondo dello spettacolo. Le opere del Maestro hanno superato le barriere dello spazio e del tempo per arrivare fino a noi e folle entusiaste continuano a riempire le sale degli Uffizi per incontrare lui, Sandro Botticelli, l’inventore della Bellezza.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per il 2022 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei. 

Si informano gli spettatori che i cinema dei circuiti The Space non aderiscono alle convenzioni. 

fonte: www.nexodigital.it

lunedì 21 novembre 2022

Film: Slumberland - Nel mondo dei sogni, su Netflix in streaming da oggi

Slumberland - Nel mondo dei sogni, il nuovo film a tinte fantastiche con Jason Momoa tra i protagonisti, arriva su Netflix in streaming dal 18 novembre 2022. 

Foto: Locandina di Slumberland - Nel mondo dei sogni

Slumberland - Nel mondo dei sogni, il nuovo film di Francis Lawrence a tinte fantastiche con Jason Momoa tra i protagonisti, arriva su Netflix in streaming da oggi 18 novembre 2022 per tutti gli utenti abbonati al servizio.

Slumberland - Nel mondo dei sogni apre le porte a un universo magico e fantastico in cui la precoce Nemo (Marlow Barkley) e il suo eccentrico compagno Flip (Jason Momoa) intraprendono un'avventura indimenticabile. Dopo che il padre Peter (Kyle Chandler) resta inaspettatamente disperso in mare, la vita idillica della giovane Nemo nel Pacifico nord occidentale è messa sottosopra quando è mandata a vivere in città con Phillip (Chris O'Dowd), lo zio ben intenzionato ma profondamente impacciato. 

Di giorno Nemo fatica ad affrontare una nuova scuola e una nuova routine, ma di notte una mappa segreta verso il fantastico mondo dei sogni la mette in contatto con Flip, un fuorilegge rozzo ma simpatico che diventa ben presto suo compagno di viaggio e guida. Insieme a Flip si troverà presto coinvolta in un incredibile viaggio attraverso i sogni e in fuga dagli incubi, nella speranza di poter ritrovare il padre. 

Slumberland - Nel mondo dei sogni è diretto da Francis Lawrence (Io sono leggenda, Hunger Games: La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta), sceneggiato da David Guion e Michael Handelman (Notte al museo - Il segreto del faraone) e prodotto da Peter Chernin, Jenno Topping, David Ready e Francis Lawrence. Il cast del film include anche Weruche Opia, India De Beaufort e Humberly Gonzalez. 

fonte: NOTIZIA di   https://movieplayer.it 

Fotografi > David LaChapelle torna a Milano: "Con la mia arte voglio toccare le persone"

www.deodato.com
Per mesi protagonista della personale al Mudec, David LaChapelle torna a Milano con la mostra ‘Poems and Fever’. Per un mese a partire dal 17 novembre la Galleria Deodato Arte ospita una selezione dei suoi scatti inconfondibili, curata da Gianni Mercurio.

GUARDA L'INTERVISTA > QUI

“Sono interessato alla comunicazione, al raccontare storie, soprattutto a connettermi con le altre persone. Non considero l’opera finita fino a quando lo spettatore non si connette con l’immagine e comprende la storia che tento di raccontare. Cerco di fare fotografie che siano comprensibili. Non mi interessa l’astrattismo, ma storie che si possano comprendere facilmente. E’ proprio questa connessione che mi interessa di più.”

A parlare è David LaChapelle, uno dei più famosi e discussi fotografi al mondo. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione della mostra alla Galleria Deodato Arte di Milano.

Una selezione di oltre ventisei pezzi significativi di vari periodi dell'opera dell'artista, quadri figurativi, nature morte ritratti, oltre alle più recenti fotografie ispirate alla fede dell'artista.

Fotografie che dialogano con la pittura, soprattutto con il Rinascimento.

“Sono sempre stato impressionato da Michelangelo, fin da quando ero bambino e molto prima di visitare la Cappella Sistina”, ci racconta David LaChapelle durante la nostra intervista.

“Amo il Rinascimento, soprattutto Michelangelo, da prima di diventare un fotografo. Ho sempre avuto l’ossessione di riprodurre la scena della Cappella Sistina e quando sono stato invitato a visitarla, senza folla con il museo chiuso, ho provato qualcosa di magico.”

Temi differenti ma un unico obiettivo, connettersi con le persone

Dai ritratti di Britney Spears, Leonardo Di Caprio e David Hockney realizzati attraverso un approccio ironico, alle opere piiù spirituali in cui pittura e fotografia si mescolano insieme, fino alle più recenti, quelle in cui protagonista è la natura incontaminata

La sua fotografia è difficile da etichettare in un genere, difficile da definire. Ma lessi una volta una definizione che mi è sembrò azzeccata e vorrei sapere se si trova d’accordo: “La fotografia di David LaChapelle è la vivisezione del presente per suggerire il futuro:’

"Sì, è fantasia, è spiritualità, è umorismo, sono lacrime. E’ un mondo di realtà ma anche un mondo di possibilità, di sogni."

Nelle sue opere più recenti è predominante il dialogo con la natura.

"La natura è religione, la natura è la cattedrale di Dio. Quando voglio incontrare Dio, io cerco la solitudine.

Le sue fotografie hanno ritratto negli anni temi differenti, ma in tutte c'è una sorta di fragilità umana. E’ però anche vero che alla fine quello che emerge è la fiducia nel futuro.

"Lo spero. Qui è dove entra in gioco la responsabilità dell’artista. Voglio portare ottimismo e speranza, voglio lasciare alle persone che guardano la mia opera una buona sensazione, voglio toccarle."

E’ influenzato oggi da quello che sta succedendo nel mondo? Dalla situazione internazionale?

"Molto. Viviamo in un momento storico particolare, un momento che non abbiamo mai vissuto. Siamo sull’orlo del precipizio. Si parla di bomba atomica, di terza guerra mondiale; il cambiamento climatico sta conducendo gli esseri umani all’estinzione e nessuno ha mai pensato che avrebbe potuto succedere così velocemente. Sono tempi molto complicati, pesanti. Le nuove fotografie che sto facendo sono molto più responsabili, voglio portare amore, vita."

fonte: di Nicoletta Di Feo https://tg24.sky.it/spettacolo

sabato 19 novembre 2022

Mondiali di calcio in Qatar: sei cose da sapere. Firma la petizione di Amnesty International

Dal 20 novembre, quando inizieranno i Mondiali di calcio, il Qatar sarà sotto i riflettori del mondo. Dal 2010, anno dell’assegnazione del torneo da parte della Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, la drammatica condizione del lavoro migrante è stata oggetto di crescente attenzione. I lavoratori e le lavoratici migranti continuano a essere vittime di sfruttamento e lavoro forzato e a non ricevere salari.  
IN FOTO: il logo della FIFA per i mondiali di calcio di Qatar 2022

Ma quella ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici migranti è solo una delle violazioni dei diritti umani in Qatar: le autorità reprimono la libertà d’espressione, di stampa e di associazione; quello dei processi iniqui continua a essere tema di preoccupazione; le donne subiscono discriminazioni nelle leggi e nella prassi così come le persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+.

Ecco sei cose da sapere

 

Libertà d’espressione e di stampa 

Le autorità del Qatar utilizzano leggi repressive nei confronti di chi critica le istituzioni, tanto cittadini locali quanto lavoratori migranti. Cittadini del Qatar sono stati arrestati arbitrariamente per aver criticato il governo e poi condannati al termine di processi iniqui.

Malcolm Bidali, addetto alla sicurezza, attivista per i diritti dei lavoratori migranti e blogger originario del Kenya, è stato sottoposto a sparizione forzata e poi detenuto in isolamento per un mese solo per aver rivelato le sofferenze patite dai suoi colleghi.

In Qatar c’è poco spazio per l’informazione indipendente. La libertà di stampa è limitata da crescenti vincoli imposti agli organi d’informazione, come ad esempio il divieto di girare riprese in edifici governativi, ospedali, università, alloggi per lavoratori migranti e abitazioni private.

Libertà d’associazione e di manifestazione

I lavoratori migranti non possono formare sindacati né aderirvi. Possono far parte dei cosiddetti comitati congiunti, organismi diretti dai datori di lavoro nei quali è consentita una rappresentanza dei lavoratori. I comitati congiunti non sono imposti per legge e oggi ne fa parte solo il due per cento dei lavoratori.

Cittadini locali e lavoratori migranti rischiano ripercussioni se vogliono esercitare il diritto alla libertà di manifestazione. Nell’agosto 2022 centinaia di lavoratori migranti sono stati arrestati ed espulsi per aver fatto un corteo nella capitale Doha contro l’azienda che non aveva versato loro i salari.

Processi iniqui 

Nell’ultimo decennio vi sono stati processi iniqui nei quali gli imputati hanno denunciato di essere stati torturati e condannati sulla base di “confessioni” estorte. Spesso le persone arrestate vengono interrogate in assenza degli avvocati, isolate dal mondo esterno e senza neanche l’ausilio di un interprete.

Diritti delle donne 

Le donne continuano a subire discriminazioni per legge o nella prassi. Il sistema del tutore maschile (di solito il marito, il padre, un fratello, un nonno o uno zio) prevede che le donne debbano chiedere il permesso per sposarsi, studiare all’estero, lavorare nell’amministrazione pubblica, viaggiare all’estero se hanno meno di 25 anni e accedere ai servizi di salute riproduttiva.

Il diritto di famiglia rende molto complicato il divorzio che, nei pochi casi in cui viene ottenuto, produce ulteriori discriminazioni di natura economica. Le donne non sono protette adeguatamente dalla violenza domestica e sessuale.

Diritti delle persone Lgbtqia+ 

L’articolo 296.3 del codice penale criminalizza vari atti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso e prevede il carcere, ad esempio, per chi “guidi, induca o tenti un maschio, in qualsiasi modo, a compiere atti di sodomia o di depravazione”. L’articolo 296.4 criminalizza chiunque “induca o tenti un uomo o una donna, in qualsiasi modo, a compiere atti contrari alla morale o illegali”.

Nell’ottobre 2022 le organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato casi in cui le forze di sicurezza hanno arrestato persone Lgbtqia+ in luoghi pubblici, solo sulla base della loro espressione di genere, controllando i contenuti dei loro telefoni. Le transgender arrestate sono obbligate a seguire terapie per la conversione come condizione per la loro scarcerazione.

Diritti dei lavoratori e delle lavoratrici

Nonostante i tentativi in corso di riformare il sistema del lavoro, mancato o ritardato versamento dei salari, condizioni di lavoro insicure, diniego dei giorni di riposo, ostacoli alla ricerca di un nuovo lavoro e accesso limitato alla giustizia restano una costante nella vita di migliaia di lavoratori. La morte di migliaia di lavoratori non è mai stata indagata. Sebbene sia stato istituito un fondo locale per risarcire i salari non versati, centinaia di migliaia di lavoratori migranti devono ancora ricevere un risarcimento per i danni subiti nello scorso decennio.

Il lavoro forzato domina ancora, soprattutto ai danni dei lavoratori del settore della sicurezza privata e delle lavoratrici domestiche. Il pagamento di somme sproporzionate per ottenere un impiego (da 1000 a 3000 euro) è causa di debiti che a ripagarli ci vogliono mesi se non anni, contribuendo così a intrappolare i lavoratori in un ciclo di sfruttamento.

Manca poco all'inizio della Coppa del mondo, è tempo che FIFA e Qatar risarciscano i lavoratori migranti che sono stati sfruttati e maltrattati per rendere possibile questa competizione. È tempo che Qatar e FIFA paghino! 

PETIZIONE >  FIRMA ORA

La Coppa del Mondo della Federazione internazionale delle associazioni calcistiche (Fifa) in Qatar si avvicina rapidamente e le squadre si preparano a competere per un posto nella storia. Manca poco, è tempo che Fifa e Qatar risarciscano i lavoratori migranti che sono stati sfruttati e maltrattati per rendere possibile questa competizione.

Nel maggio di quest’anno, una coalizione di organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, gruppi di tifosi e sindacati hanno lanciato una campagna globale chiedendo al Qatar e alla Fifa di risarcire i lavoratori migranti per le violazioni dei diritti umani subite per trasformare la Coppa del mondo in realtà.

La nostra campagna è stata pubblicamente supportata da diverse associazioni calcistiche, gruppi di tifosi e sponsor della Coppa del Mondo Fifa. Il nostro sondaggio d’opinione globale ha anche dimostrato che la campagna è sostenuta dalla stragrande maggioranza del pubblico, ma nonostante ciò, né la Fifa né il Qatar hanno ancora risposto.

Sebbene il Qatar abbia fatto importanti passi avanti in materia di diritti dei lavoratori negli ultimi cinque anni, è del tutto chiaro che c’è ancora molta strada da fare. Con l’imminente Coppa del Mondo, il lavoro di tutela dei lavoratori migranti dallo sfruttamento è solo a metà, mentre quello di risarcire chi ha subito violenze è appena iniziato.

È imperativo che il Qatar si impegni a migliorare le condizioni di lavoro a lungo termine. I progressi non devono fermarsi una volta che lo show della Coppa del Mondo lascerà Doha.

A un mese dal calcio d’inizio, il tempo stringe. Firma ora la petizione e invita Qatar e FIFA a fare la cosa giusta. 

 QUI > FIRMA LA PETIZIONE 

fonte:  www.amnesty.it foto: www.grafigata.com

giovedì 17 novembre 2022

Paris: Théâtre des Bouffes du Nord "Misericordia" Texte et mise en scène Emma Dante

Autore: Christophe Raynaud de aLage Ringraziamenti: Christophe Raynaud
"Misericordia" Texte et mise en scène Emma Dante
Lumière Cristian Zucaro
Avec Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

Théâtre des Bouffes du Nord,  37 bis Bd de la Chapelle, 75010 Paris, Francia

Du 23 au 30 novembre 2022
Du mardi au samedi à 20h
Le dimanche à 16h

Dans leur maison misérable qu'elles quittent chaque soir pour aller vendre leur corps, Bettina, Nuzza et Anna s'occupent d'Arturo, un enfant en situation de handicap qu'elles ont pris sous leurs ailes. C'est une vie difficile, où chaque geste du quotidien est un combat et où toutes passent des éclats de voix aux éclats de rires, de la tendresse à la rage et des travaux d'aiguille au trottoir. Pourtant si elles s'aiment et aiment Arturo, celui-ci grandit, et l'inconstante harmonie de leur déséquilibre ne semble plus suffire... Mêlant douceur et brutalité, humour et gravité, Emma Dante explore le thème de la maternité. L'histoire d'une famille indigente et atypique réunie autant par la misère que par un grand coeur : Misericordia. Sur un plateau presque nu, elle brosse un triple portrait de femmes dont les mots rudes répondent au mutisme d'Arturo, incarné sur scène par le danseur Simone Zambelli. Et offre ainsi un hommage aux femmes et aux mères. « Pour moi, ce sont trois Parques, trois êtres mythologiques qui parviennent à faire des miracles au moyen de l'amour et de la résistance ».

Spectacle en italien surtitré en français
Durée du spectacle : 1h

Contact presse 

MYRA / Rémi Fort et Lucie Martin
01 40 33 79 13 / myra@myra.fr / www.myra.fr


Texte et mise en scène Emma Dante
Lumière Cristian Zucaro
Assistant de production Daniela Gusmano
Diffusion Aldo Miguel Grompone
Surtitrage Franco Vena
Traduction en français pour le surtitrage Juliane Regler Avec Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

source: www.bouffesdunord.com