giovedì 1 dicembre 2022

Cinema > Chris Hemsworth scopre di avere il gene dell’Alzheimer: stop alla recitazione

Chris Hemsworth ha deciso di dire basta alla recitazione. Almeno per un po’.

L’attore interprete di Thor, il dio del tuono dell’Universo cinematico Marvel e protagonista di Extraction, film prodotto e distribuito dalla piattaforma streaming Netflix, si è imbarcato recentemente in un nuovo viaggio lavorativo. Hermsworth è infatti al centro di Limitless, la nuova docuserie di National Geographic: il tema centrale dello show è quello dell’invecchiare bene e come vivere più a lungo, approfittando delle nuove tecnologie e conoscenze.

Nel corso degli episodi, l’attore 39 enne, si è messo in gioco al 100%, come è suo solito fare, venendo a scoprire una notizia che l’ha portato a decidere di dire stop alla recitazione, almeno per il prossimo periodo.

Chris Hemsworth ha scoperto di avere il gene dell’Alzheimer.

Durante le riprese di Limitless, l’attore si è sottoposto ad una serie di analisi genetiche per vedere cosa gli prospetta il futuro. La sua composizione comprende due copie del gene APOE4, una proveniente dalla madre e l’altra dal padre, che gli studi hanno collegato a un maggior rischio di malattia di Alzheimer. Una persona su quattro è portatrice di una singola copia del gene, ma solo il 2-3% della popolazione le possiede entrambe, secondo uno studio del 2021 del National Institutes of Health.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Vanity Fair, Chris Hemsworth ha voluto sottolineare che non si tratta di una diagnosi certa di Alzheimer, ma è motivo di preoccupazione, poiché la doppia presenza del gene lo colloca in una categoria di rischio molto più elevata di essere colpito dalla malattia (oltre al fatto di avere già un caso in famiglia):

La mia preoccupazione è stata quella di non voler manipolare la cosa e drammatizzarla in modo eccessivo, facendola diventare una sorta di buffa presa di empatia, o qualsiasi altra cosa, per intrattenere il pubblico“.

Secondo l’attore australiano questa notizia è “una benedizione“; potrà iniziare a prendere le giuste precauzioni, mantenendo in salute non solo il fisico ma soprattutto la mente. Ma come sono andate le cose, nel momento della scoperta?

“Mi hanno fatto tutti gli esami del sangue e una serie di test e il piano era quello di dirmi tutti i risultati davanti alla telecamera e poi parlare di come si può migliorare questo e quello. E Peter Attia, che è il medico della longevità in quell’episodio e che supervisiona gran parte dello show, ha chiamato Darren Aronofsky, creatore del documentario e gli ha detto: “Non voglio dirglielo davanti alla telecamera. Dobbiamo avere una conversazione fuori dal set e vedere se vuole che questo sia presente nello show”. È stato piuttosto scioccante perché mi ha chiamato e me l’ha detto.”

Ma non vi allarmate! Questa notizia non significa che Chris Hemsworth lascerà le scene e si ritirerà definitivamente dalla recitazione; il suo piano, ha spiegato, è scegliere con molta più cura i progetti futuri ai quali prenderà parte come, per esempio, il sequel di Mad Max: Furiosa.
Non ci resta che supportarlo e vedere i suoi prossimi progetti futuri!

fonte: di     www.hallofseries.com

Aids, Unicef: ogni giorno muoiono 301 bambini e adolescenti. Sono 850 i nuovi contagi nella fascia di età tra zero e 19 anni. Sono i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids

World AIDS Day in Nepal RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/EPA
Ogni giorno muoiono 301 bambini e adolescenti (0-19 anni) per cause legate all'Aids e si verificano 850 nuovi contagi nella stessa fascia d'età.

Nonostante rappresentino solo il 7% di tutte le persone che convivono con l'Hiv, i bambini e gli adolescenti rappresentano il 17% - ovvero 110.000 - di tutte le morti legate all'Aids e il 21% - ovvero 310.000 - dei nuovi contagi da Hiv nel 2021. Le ragazze hanno un tasso di nuovi contagi da Hiv tre volte superiore rispetto ai loro coetanei maschi.

A livello globale, circa tre quarti (77%) dei nuovi contagi tra gli adolescenti avvengono tra le ragazze. Sono i dati del raporto dell'Unicef, "Addressing inequities in the global response. Children, adolescents and Aids in 2022", lanciato in occasione della Giornata Mondiale contro l'Aids che ricorre oggi.

La maggior parte dei decessi per Aids tra i bambini - spiega Unicef -si è verificata nell'Africa orientale e meridionale (47% del totale) e nell'Africa occidentale e centrale (39% del totale). Nell'Africa subsahariana, l'HIV rimane una delle principali cause di morte tra gli adolescenti, soprattutto a causa del ritardo nell'identificazione e nel trattamento degli adolescenti. 

Secondo le stime globali del 2021, solo 878.000 degli 1,68 milioni di bambini sotto i 15 anni con Hiv in tutto il mondo hanno ricevuto terapie antiretrovirali, il che significa una copertura del 52%. Inoltre, solo il 59% dei bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni) che convivono con l'Hiv conosce il proprio stato, e, tra quelli in terapia, uno su cinque non è viralmente soppresso.

Questi dati sottolineano quanto i bambini - afferma Unicef - siano svantaggiati all'interno della comunità delle persone colpite dall'HIiv Sebbene anche le stime globali comparabili per gli adulti di 15 anni e più siano inferiori agli obiettivi, la copertura delle terapie antiretrovirali fra gli adulti è sostanzialmente migliore: l'86% degli adulti che convivono con l'Hiv conosce il proprio stato, il 76% è in trattamento con terapie antiretrovirali e, tra quelli in trattamento, il 92% è viralmente soppresso. 

Per Unicef, "per quanto drammatici, questi dati rappresentano un progresso rispetto alla situazione del 2010, quando si stimavano 320.000 nuovi contagi fra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni e 240.000 decessi per cause correlate all'Hiv in questa fascia di età".

fonte: Redazione ANSA ROMA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

mercoledì 30 novembre 2022

Cultura & Arte: riparte la Firenze Card

Nuovamente disponibile il pass museale ufficiale per scoprire il patrimonio culturale di Firenze e dell'area metropolitana

La Firenze Card compie 11 anni e torna a pieno regime dopo i vari stop and go legati al periodo Covid. È ripartita infatti la vendita dall’inizio di ottobre e con una novità: non ci sono costi aggiuntivi per la formula Restart, che consente al visitatore di riattivare online la card per 48 ore nell’arco di un anno. Chi fa qualche giorno di vacanza a Firenze ma poi ha intenzione di tornare e visitare altri musei, oppure chi soggiorna non solamente tre giorni ma fino a cinque, può quindi riattivare online il pass senza nessun costo, aggiungendo le ulteriori 48 ore in modalità digitale.

Firenze Card è il pass museale ufficiale per scoprire il patrimonio culturale di Firenze e dell'area metropolitana, costa 85 euro con 72 ore a disposizione per visitare i musei del circuito, prenotazione inclusa, è utilizzabile in formato fisico oppure digitale, con ingresso gratuito per i minori di 18 anni appartenenti al nucleo familiare del possessore della card. La Firenze Card comprende al momento 58 musei a Firenze e nell’area metropolitana. Si può acquistare online o in 13 punti vendita tra cui musei civici, musei statali e i tre infopoint Stazione, Cavour e Aeroporto.

Il servizio Firenze Card è gestito da Firenze Smart e promosso da Comune di Firenze, Direzione Regionale Musei della Toscana, Gallerie degli Uffizi, Galleria dell'Accademia di Firenze, Musei del Bargello, Opificio delle Pietre dure, Città Metropolitana di Firenze e Camera di Commercio di Firenze.

Tutte le informazioni sono sul sito ufficiale firenzecard.it

Cultura: da Van Gogh a Leonardo, passando per Rembrandt: torna l’album di figurine che celebra la storia dell’arte

Dal 13 dicembre torna nella sua quarta edizione l’album di figurine dedicato ai capolavori del mondo dell’arte

È ufficiale, Artonauti torna nelle edicole italiane con un nuovo album di sticker (il quarto) interamente dedicato al mondo dell’arte. Destinatari dell’iniziativa sono i più piccoli (bambini di età compresa tra i 7 e i 14 anni), invitati a completare la propria raccolta ispirata ai capolavori artistici del passato, anche se, dopo il successo delle precedenti edizioni, si prepara a conquistare fasce d’età anche più adulte.

L’album degli Artonauti sarà disponibile nelle edicole e online su www.artonauti.it a partire dal prossimo 13 dicembre. E sembra profilarsi come un originale strumento alternativo da affiancare a tomi e documentari, per un fantasioso viaggio alla scoperta della bellezza nell’arte.

Ecco che, sfogliando le pagine dell’album, i bambini, accompagnati dai protagonisti della saga Ale, Morgana e il cane Argo (00-Setter), potranno entrare in contatto diretto con i più grandi artisti della storia, apprendere le tradizioni e le leggende delle grandi civiltà, indagare i capolavori dell’architettura mondiale, in modo originale e divertente. Fulcro della narrativa del nuovo albo è la natura; distribuite in sessantotto pagine, le cinquantasei opere d’arte sono, infatti, ispirate ai quattro elementi naturali: terra, fuoco, vento e acqua.

Ideato da Daniela Re e Marco Tatarella, in collaborazione con Sightsavers Italia Onlus – associazione umanitaria che combatte la cecità dei bambini nelle zone più povere del mondo – , la quarta edizione dell’album degli Artonauti prende spunto dalla leggenda dell’anello di re Salomone e raccoglie anche diverse attività ludiche e multimediali a cui si accede tramite Qr code, che permettono di proseguire il viaggio nella storia dell’arte al di là dei confini della pagina.

Dagli artefatti dall’Antico Egitto alla Notte stellata di Van Gogh, passando per Zefiro, personificazione del vento che soffia da ponente in primavera nel grande dipinto di Botticelli e il mare raffigurato dei dipinti di Rembrandt, fino al fuoco che si sprigiona in tutta la sua forza nelle tele di William Turner, via via che i piccoli collezionisti ricomporranno l’album applicando nelle parti mancanti le figurine necessarie a completare l’opera, dovranno risolvere indovinelli, riconoscere le opere partendo dai dettagli, stimolando la memoria e la fantasia.

fonte: di  Elena Lazzerini  https://artness.it

Cinema: Simona Ventura, 'racconto gli ultimi 100 giorni di Pannella'. Documentario 'Marco inedito' in anteprima fuori concorso al TFF

L'uomo oltre il politico, un ritratto di Pannella attraverso immagini e audio inediti raccolti dal suo assistente degli ultimi 15 anni, Matteo Angioli.

E' 'Marco inedito: dagli ultimi cento giorni di Marco Pannella', secondo documentario diretto da Simona ventura, che sarà presentato in anteprima Fuori Concorso nella sezione Ritratti e Paesaggi al 40/o Torino Film Festival mercoledì 30 novembre (alle 16.30 al Cinema Romano).

Secondo lavoro di regia di Ventura - dopo Le 7 giornate di Bergamo - il documentario è stato realizzato a quattro mani con il suo compagno, Giovanni Terzi, che ne è ideatore e autore. La colonna sonora è un'opera originale di Saturnino Celani. La produzione è di Sive e VenturAcademy. Ad accompagnare il film al festival sarà presente la regista Simona Ventura. 

Nel 2016 Marco Pannella, in politica dal 1945, fondatore del Partito Radicale e guerriero in tante battaglie di libertà, decide di registrare in audio video gli ultimi 100 giorni della sua vita. Marco si fa aiutare da tre persone: Matteo Angioli, il suo assistente da 15 anni, Laura Harth, attivista radicale, e Mirella Parachini, compagna di una vita. 

Silvio Berlusconi, Vasco Rossi, Matteo Renzi, Franco Battiato, Renato Zero, Giorgio Napolitano, il Papa e tanti altri amici di Marco in quei 100 giorni ci sono stati e sono stati registrati. Con la regia di Simona Ventura, scritto da Giovanni Terzi, Francesco Boz, Matteo Angioli e Cecilia Keith, il documentario restituisce le parole e le emozioni inedite di quei momenti. 

"Attraverso i frammenti inediti degli ultimi 100 giorni di Marco Pannella -. spiega Simona Ventura - ho voluto trasmettere la passione con la quale ha vissuto tutta la sua vita. Il racconto è diviso in cinque capitoli: politica, religione, libertà, amore e vita. 

Ogni capitolo contiene un Marco inedito, un Marco che ho scoperto veramente solo durante la scrittura e il montaggio di questo documentario. Prima di cominciare avevo una domanda in testa: 'C'è differenza tra il Marco pubblico, quello della politica e delle lotte e il Marco più intimo?' Oggi sono convinta che la risposta sia no". 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Parla l'unico qatarino che ha fatto coming out pubblico: “La comunità Lgbtq+ in Qatar è in pericolo"

Nasser Mohamed ha ottenuto asilo negli Usa: "Infantino non sa – o sceglie di ignorare – che i gay sono fisicamente torturati". E durante i Mondiali "tutti sono sotto controllo"

La comunità Lgbtq+ in Qatar è in pericolo. Aiutate le persone che vogliono andare via a trovare asilo. E parlate con i governi dei vostri Paesi”.
 

E’ questo l’appello che arriva da Nasser Mohamed, l’unico qatarino ad aver fatto coming out in maniera pubblica. In foto: Nasser Mohamed, Qatar

Ha 35 anni. E 11 fa ha deciso di lasciare il proprio Paese per completare la propria formazione come medico negli Stati Uniti, ma anche per essere finalmente libero di dichiararsi pubblicamente omosessuale.

“Nel 2015 ho chiesto asilo perché sono gay, e mi è stato ufficialmente riconosciuto nel 2017, per ‘ragioni di orientamento sessuale’ “.
Tutta la sua famiglia è in Qatar: “Quando nel 2015 ho deciso di dire loro che sono gay, loro hanno interrotto ogni rapporto con me, mi hanno tagliato fuori dalla famiglia.
Quindi ora per me è impossibile tornare nel mio Paese. Perché la mia famiglia sa. Perché ora il mio orientamento sessuale è pubblico. E quindi sarei in pericolo”.
In Qatar l’omosessualità è considerata un reato.

“Nel mese di maggio ho deciso di rendere pubblico che sono gay perché la comunità Lgbtq+ in Qatar è realmente in pericolo. Se sei gay e vivi in Qatar o vivi nel silenzio o devi andare via. Io non sono l’unico ad essere andato via. Molte persone si sono rifugiate negli Stati Uniti, in Canada, in Germania.
Ho deciso di parlare pubblicamente perché fino a pochi mesi fa non esistevano rapporto ufficiali sul trattamento riservato agli omosessuali in Qatar. E anche la campagna di comunicazione della Fifa in vista dei mondiali non dice la verità, non racconta tutta la storia, non dice ciò che subiamo realmente.

Così quest’anno c’era l’opportunità per dire: ok, ci sono i mondiali in Qatar, ma voi dovete sapere anche quello che accade qui agli omosessuali e il motivo per cui noi continuiamo a scappare. Era una opportunità unica per far uscire dal silenzio il tema della persecuzione dei gay in Qatar.
Io ho parlato con il governo americano, con il Dipartimento di Stato, con alcuni governi europei. E alcuni realmente non sapevano qual è la situazione nel mio Paese. E questo ha permesso di inviare dei ricercatori. E ora finalmente esistono dei rapporti ufficiali. Dei documenti. Delle prove”.

Dicevi che anche altre persone sono scappate dal Qatar perché gay. Ma tu sei l’unico che parla pubblicamente. Perché?
“Anche altre persone stanno parlando. Ma preferiscono non mostrare il loro viso e il loro nome perché sono spaventati. Se le loro famiglie scoprono in quale Paese sono andati, corrono il rischio di essere raggiunti da loro per essere riportati in Qatar. Conosco casi in cui è successo. In particolare, a donne.

Nel mio caso, invece, io ho potuto parlare pubblicamente perché la mia famiglia ha deciso di non volerne sapere più nulla di me, di tagliarmi fuori. Non abbiamo più alcun tipo di rapporto. E questo mi ha dato la possibilità di fare coming out pubblicamente”.

In questo momento in Qatar ci sono migliaia di giornalisti. Perché fino ad ora nessuno della comunità Lgbtq+ ha parlato?
“In questo momento parlare con gay che ancora vivono in Qatar è impossibile. In vista dei Mondiali, il governo di Doha ha aumentato la cyber-sorveglianza su tutti i cittadini. Tutti sono sotto controllo. Anche le conversazioni provate vengono lette. E se un abitante del Qatar parla con un giornalista per qualunque motivo può essere accusato di ‘crimine informatico’, e per questo rischierebbe la prigione”.

Ma quando dopo la finale si spegneranno i riflettori, il rischio è che la persecuzione della Comunità Lgbtq+ tornerà nel silenzio.
“La speranza è che ora le organizzazioni per i diritti umani, i governi continuino a tenere accesa l’attenzione. Quella dei media andrà calando, lo sappiamo. Ma ora che esistono rapporti ufficiali speriamo che prosegua la pressione sul Qatar da parte di ong e governi stranieri”.

In occasione della conferenza stampa alla vigilia dei mondiali, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha detto che ‘oggi si sente gay’. Cosa hai pensato ascoltando quel discorso?
“Quel discorso è così sbagliato. E’ così lontano dalla realtà. Dicendo ‘oggi mi sento qatarino, arabo, disabile, gay’, ha paragonato diversi tipi di discriminazione. Ma non c’è tra di loro alcuna analogia. Infantino non sa – o sceglie di ignorare – che i gay qatarini sono fisicamente torturati e alcuni hanno perso la vita per questo”.

Però, in quella occasione il responsabile dei rapporti con la stampa, Bryan Swanson, che era con lui ha detto pubblicamente di essere gay
“Nessuno nega che il Qatar tratti in maniera diversa i gay stranieri rispetto a quelli qatarini. Il Qatar ha sempre un doppio standard. Voi pensate che un americano o un britannico che lavora in Qatar venga minacciato come accade a un nepalese o un filippino? No.
Perché il Qatar ha un modo diverso di trattare le persone in base al Paese di provenienza e ai rapporto con i governi di quei Paesi.
Il Qatar non perseguita i gay di altri Paesi. Noi invece siamo vittime di una vera persecuzione”.

Quando eri in Qatar sei stato fidanzato?
“No. Allora vivevo nel silenzio. Perché era un rischio troppo grande. Esistevano chat per incontri, per appuntamenti. Ma già allora sapevo che erano frequentate anche dalla polizia che le usava per invididuare gay, e arrestarli quando si incontravano. E’ successo ad alcuni miei amici. Per questo non ho mai provato. Era un rischio troppo grande”.

Cosa può fare la comunità internazionale per la comunità Lgbtq+ del Qatar?
“Prima di tutto aiutare le persone. Se ci sono Paesi pronti ad ospitarle, aiutarle ad andare via.
Poi sostenere e diffondere il lavoro delle organizzazioni in difesa dei diritti umani che raccontano quello che accade nel mio Paese.
E, infine, parlare con i governi. Perché la diplomazia può fare molto”.

fonte: di Vittorio di Trapani, inviato a Doha  www.rainews.it

Cultura: Le 5 librerie (europee) più belle della storia del cinema (e tante curiosità)

Spesso, nel cinema, le librerie sono la location ideale per incontri speciali (romantici, ma non solo). Da Londra a Parigi, da “Notting Hill” a “Midnight in Paris” di Woody Allen, Cristina Prasso ha selezionato per IlLibraio.it alcune librerie europee (reali o frutto dell’immaginazione di registi e sceneggiatori) protagoniste di film di oggi e di ieri (e c’è anche l’Italia…) – Lo speciale, con tante curiosità

1 – Travel Book Company

Dove: A Londra
Appare in: Notting Hill (1999) di Richard Curtis
Proprietario: Hugh Grant (William Thacker)
Frequentata da: Julia Roberts (Anna Scott)

È il luogo in cui: Avviene il primo incontro fra Anna, star del cinema e William, libraio spiantato e un po’ eccentrico. E in cui si deciderà il futuro di entrambi…
Esiste davvero? Sì e no. Nel film, la libreria di William è su Portobello Road e, nella realtà, è stata prima un negozio di antiquariato, poi di mobili e infine di scarpe. Ma basta girare l’angolo e andare al numero 13 di Blenheim Crescent per trovare la diretta ispirazione per la libreria nel film. The Travel Bookshop è stata chiusa nel 2011 – dopo più di trent’anni di attività – ma adesso è stata riaperta e si chiama (ovviamente) The Notting Hill Bookshop.

2 – ?

Dove: A Parigi, nella Gare Montparnasse
Appare in: Hugo (2011) di Martin Scorsese
Proprietario: Monsieur Labisse (Christopher Lee)
Frequentata da: Hugo (Asa Butterfield), Isabelle (Chloe Moretz)
È il luogo in cui: Monsieur Labisse dà a Hugo una copia di Robin Hood, un romanzo molto amato dal padre, e presta libri a Isabelle, la nipote di Georges Méliès. E sarà grazie a Monsieur Labisse che Hugo scoprirà i segreti della Film Academy Library e dello stesso Méliès.
Esiste davvero? No. È stata ricostruita interamente in studio sotto la supervisione della scenografa Francesca Lo Schiavo. I volumi che la riempiono sono circa 40.000, tuttavia, dato che sarebbe stato troppo difficoltoso gestire una tale massa di carta, molti di essi non sono veri, bensì realizzati in fibra di vetro e poi dipinti.

libreria hugo cabaret scorsese

3 – Shakespeare and Company

Dove: A Parigi, in rue de la Bûcherie, 37
Appare in: Prima del tramonto (Before Sunset, 2004) di Richard Linklater
Proprietario: George Whitman (nel 2004)
Frequentata da: Jesse (Ethan Hawke) e Céline (Julie Delpy)
È il luogo in cui: Si ritrovano i protagonisti di Prima dell’alba (Before Sunrise, 1995): lui sta presentando This Time, il suo bestseller ispirato alla notte trascorsa a Vienna con Céline; lei vuole rivederlo e scoprire cos’è successo nei nove anni trascorsi da quell’incontro. E, prima del tramonto, molte cose accadranno…
Esiste davvero? Sì. È una delle librerie più famose di Parigi, specializzata in opere in lingua inglese. Considerata da sempre più un rifugio che una semplice libreria, ha ospitato negli anni innumerevoli scrittori e artisti, da Henry Miller ad Allen Ginsberg, seguendo quello che si può considerare il suo motto: «Non essere scortese con gli sconosciuti, potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie».
Nota: Shakespeare and Company appare anche in Midnight in Paris (2011) di Woody Allen

4 – Marks & Co.

Dove: A Londra, all’84 di Charing Cross Road
Appare in: 84, Charing Cross Road (1987) di David Jones
Proprietario: Frank Doel (Anthony Hopkins)
Frequentata da: Helene Hanff (Anne Bancroft)
È il luogo in cui: Nel 1949, Frank riceve la lettera della newyorkese Helene, una bibliofila che cerca oscuri testi di letteratura inglese e che, da un’inserzione pubblicitaria, ha scoperto come Marks & Co. possa procurarglieli e spedirglieli a un costo non esorbitante. Una lettera che avvia una corrispondenza durata oltre vent’anni, durante i quali i due stringono una profonda amicizia senza incontrarsi mai.
Esiste davvero? Sì e no. Esiste ancora il palazzo a cinque piani che ospitava Marks & Co., ma il negozio è stato chiuso intorno al 1970. Al suo posto, al momento, c’è un ristorante. E soltanto una targa quasi invisibile ricorda che quello era il luogo in cui sorgeva la celebre libreria.

5- I quattro canti

Dove: A Genova, in piazza delle Scuole Pie
Appare in: Agata e la tempesta (2004) di Silvio Soldini
Proprietaria: Agata (Licia Maglietta)
Frequentata da: Nico (Claudio Santamaria)
È il luogo in cui: Il giovane Nico bacia Agata, alla fine di una lunga schermaglia nata dalla perplessità di Agata sul fatto che lui abbia letto tutti i libri che ha comprato. E, proprio in quel momento, squilla il telefono: il fratello di Agata, Gustavo, ha una rivelazione che cambierà la vita di entrambi…
Esiste davvero? No. «[È] un luogo inventato [dalla scenografa Paola Bizzarri], che però ha suscitato la curiosità dei genovesi al tempo delle riprese: la gente entrava per comprare libri ed era delusa quando scopriva che era tutto finto… magari esistesse una libreria così!» ha dichiarato all’epoca Silvio Soldini.

*L’autrice, grande appassionata di cinema, è direttore editoriale della casa editrice Nord

fonte:  *   www.illibraio.it

venerdì 25 novembre 2022

Cinema: "Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza" nelle sale solo il 28, 29 e 30 novembre.

Con migliaia di visitatori che ogni giorno si recano ad ammirare capolavori come la Primavera e la Nascita di Venere è diventato uno degli artisti simbolo del Rinascimento

 

Dal 28 al 30 novembre un viaggio attraverso i capolavori del Maestro racchiusi in quel Museo a cielo aperto che è Firenze: un itinerario inedito per scoprire l’inventore di un nuovo modello di bellezza capace di superare la barriera dei secoli e ispirare i contemporanei. CON LA VOCE NARRANTE DI JASMINE TRINCA

 

 DOPO IL GRANDE SUCCESSO DI “FIRENZE E GLI UFFIZI” ARRIVA IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA AL CINEMA: BOTTICELLI E FIRENZE. LA NASCITA DELLA BELLEZZA 

TRAILER "BOTTICELLI E FIRENZE. LA NASCITA DELLA BELLEZZA": solo il 28, 29, 30 novembre al cinema. Il Trailer >> QUI

Da Terry Gilliam a Andy Warhol, da David LaChapelle a Jeff Koons e Lady Gaga: pittori, stilisti, fotografi contemporanei sono rimasti abbagliati dal fascino eterno di Botticelli e delle sue opere, continuamente rilette e re-inventate fino a entrare a pieno titolo nel nostro immaginario collettivo, lo stesso che porta ogni anno migliaia di visitatori di fronte ai suoi capolavori. Eppure, per più di trecento anni dopo la sua morte, il pittore fiorentino fu quasi completamente dimenticato, sino alla riscoperta che di lui fecero nel XIX Secolo Ruskin e i Pre-Raffaelliti. Del resto, Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, detto Botticelli (Firenze 1445 c.-1510), è forse colui che più di ogni altro ha saputo carpire lo spirito del suo tempo.

Sono proprio la sua storia, la sua arte e la sua riscoperta contemporanea ad essere le protagoniste di Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza, il docufilm, con la voce narrante di Jasmine Trinca, prodotto da Sky, Ballandi e Nexo Digital con il patrocinio del Comune di Firenze, ideato e scritto da Francesca Priori e diretto da Marco Pianigiani, in arrivo al cinema solo il 28, 29 e 30 novembre.

In Botticelli e Firenze. La Nascita della Bellezza rievocazioni oniriche, immagini suggestive della città e riprese di opere straordinarie si alternano alle voci dei massimi esperti, studiosi, storici dell’arte internazionali che narrano splendore e contraddizioni della Firenze di Lorenzo de’ Medici, alla scoperta di uno degli artisti simbolo del Rinascimento italiano

Con Lorenzo il Magnifico l’equivalenza Arte & Potere si manifesta in ogni ambito economico, politico e sociale e si concretizza in dipinti, affreschi, palazzi, chiese e cappelle. Gli straordinari artisti che operano con le loro botteghe nel cuore della città trasformano Firenze in un museo a cielo aperto: sono gli anni della primavera fiorentina, della scoperta dell’America, dei contrasti con il Papa, delle lotte tra le grandi famiglie di banchieri e commercianti. 

A fine Quattrocento, Firenze è paragonabile alla New York degli anni Ottanta, fatta di espansione economica e culturale, con commerci e scambi da ogni dove. Il docufilm permetterà di ripercorrere quel periodo mitico attraverso lo sguardo di Botticelli, che rappresenta quegli anni nelle sue opere, esprimendo il carattere dei suoi concittadini nella passione per il lavoro, nell’estrema competitività e intraprendenza, nel saper tessere le giuste relazioni sociali e nel saper soddisfare sempre i desideri dei committenti pubblici e privati.

Dalle meravigliose Madonne alle pitture dei responsabili della Congiura dei Pazzi giustiziati e impiccati fuori dalla Porta della Dogana al Palazzo Vecchio, dall’Inferno Dantesco alle Pietà, dagli antichi dei della mitologia ellenica sino al Dio apocalittico del Savonarola, l’arte di Botticelli sarà indagata attraverso gli interventi di esperti: Alessandro Cecchi, Direttore del museo Casa Buonarroti di Firenze; Ana Debenedetti, curatrice della sezione disegni e dipinti del Victoria & Albert Museum di Londra; Franco Cardini, professore di Storia Medievale all’Università di Firenze; Jonathan Nelson, professore di storia dell’arte presso la Syracuse University di Firenze; Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle pietre dure di Firenze; Kate Bryan, storica dell’arte; Chiara Cappelletto, professore associato di estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano; Edward Buchanan, Direttore creativo di Sansovino 6.

Ma nella memoria comune, lo spirito di Botticelli è prima di tutto racchiuso in due suoi capolavori: la Primavera (1478-82) e la Nascita di Venere (1483-85). Grazia e armonia germogliano nella Primavera, tanto quanto le centinaia di fiori diversi magistralmente rappresentati dal maestro: nontiscordardimé, iris, fiordaliso, ranuncolo, papavero, margherita, viola, gelsomino. Etereo e perfetto, il giardino della Primavera è la sintesi della filosofia neoplatonica in voga alla “corte” del Magnifico. Col Rinascimento è infatti giunto il momento del ritorno degli antichi dei: Botticelli regala nuova vita ai miti creando così le sue opere più famose ed enigmatiche oggi conosciute come “mitologie botticelliane”. 

Con Pallade e il Centauro (1482 circa) e Venere e Marte (1483 circa) il pittore porta le dee e gli dei dell’antica Grecia nel cuore di Firenze del Quattrocento, nella costante e febbrile ricerca di un modello di bellezza che va oltre la rappresentazione della realtà, oltre l’accademia. La Nascita di Venere (1483-85) è emblema e realizzazione concreta della sua aspirazione. Figure longilinee, curve morbide e armoniose: i volti delle veneri di Botticelli si specchiano in quelli delle sue madonne e viceversa. Simili eppure uniche, sono destinate a imprimersi nella memoria collettiva come prototipo della bellezza ideale, sfidando i secoli e le mode.

Nel 1492, la morte di Lorenzo Il Magnifico sancisce la fine di un’epoca d’oro. Le prediche apocalittiche di Girolamo Savonarola infiammano le folle fiorentine. Ardono i falò delle vanità che sacrificano i simboli del tempo, opere d’arte comprese. È questione di poco, prima che i gusti dei fiorentini si adeguino ai precetti del frate domenicano. Le committenze cambiano e Botticelli stesso si adatta realizzando altri capolavori come la Natività Mistica (1501) e il Compianto sul Cristo Morto (1495-1500), lasciando che sinuosità e morbidezza delle forme cedano il posto a linee spezzate e contrasti cromatici violenti.

Dopo un oblio di oltre tre secoli, nel XIX secolo la sua riscoperta avverrà ad opera dei Pre-Raffaelliti: il poeta e pittore Dante Gabriel Rossetti acquisterà per poche sterline il Ritratto di Smeralda Bandinelli (1472) traendovi ispirazione per alcune delle sue opere più affascinanti. È solo l’inizio di un’autentica Botticelli-mania, che dal XIX secolo si protrae fino a oggi toccando la fotografia, la moda, il mondo dello spettacolo. Le opere del Maestro hanno superato le barriere dello spazio e del tempo per arrivare fino a noi e folle entusiaste continuano a riempire le sale degli Uffizi per incontrare lui, Sandro Botticelli, l’inventore della Bellezza.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per il 2022 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei. 

Si informano gli spettatori che i cinema dei circuiti The Space non aderiscono alle convenzioni. 

fonte: www.nexodigital.it

lunedì 21 novembre 2022

Film: Slumberland - Nel mondo dei sogni, su Netflix in streaming da oggi

Slumberland - Nel mondo dei sogni, il nuovo film a tinte fantastiche con Jason Momoa tra i protagonisti, arriva su Netflix in streaming dal 18 novembre 2022. 

Foto: Locandina di Slumberland - Nel mondo dei sogni

Slumberland - Nel mondo dei sogni, il nuovo film di Francis Lawrence a tinte fantastiche con Jason Momoa tra i protagonisti, arriva su Netflix in streaming da oggi 18 novembre 2022 per tutti gli utenti abbonati al servizio.

Slumberland - Nel mondo dei sogni apre le porte a un universo magico e fantastico in cui la precoce Nemo (Marlow Barkley) e il suo eccentrico compagno Flip (Jason Momoa) intraprendono un'avventura indimenticabile. Dopo che il padre Peter (Kyle Chandler) resta inaspettatamente disperso in mare, la vita idillica della giovane Nemo nel Pacifico nord occidentale è messa sottosopra quando è mandata a vivere in città con Phillip (Chris O'Dowd), lo zio ben intenzionato ma profondamente impacciato. 

Di giorno Nemo fatica ad affrontare una nuova scuola e una nuova routine, ma di notte una mappa segreta verso il fantastico mondo dei sogni la mette in contatto con Flip, un fuorilegge rozzo ma simpatico che diventa ben presto suo compagno di viaggio e guida. Insieme a Flip si troverà presto coinvolta in un incredibile viaggio attraverso i sogni e in fuga dagli incubi, nella speranza di poter ritrovare il padre. 

Slumberland - Nel mondo dei sogni è diretto da Francis Lawrence (Io sono leggenda, Hunger Games: La ragazza di fuoco e Il canto della rivolta), sceneggiato da David Guion e Michael Handelman (Notte al museo - Il segreto del faraone) e prodotto da Peter Chernin, Jenno Topping, David Ready e Francis Lawrence. Il cast del film include anche Weruche Opia, India De Beaufort e Humberly Gonzalez. 

fonte: NOTIZIA di   https://movieplayer.it 

Fotografi > David LaChapelle torna a Milano: "Con la mia arte voglio toccare le persone"

www.deodato.com
Per mesi protagonista della personale al Mudec, David LaChapelle torna a Milano con la mostra ‘Poems and Fever’. Per un mese a partire dal 17 novembre la Galleria Deodato Arte ospita una selezione dei suoi scatti inconfondibili, curata da Gianni Mercurio.

GUARDA L'INTERVISTA > QUI

“Sono interessato alla comunicazione, al raccontare storie, soprattutto a connettermi con le altre persone. Non considero l’opera finita fino a quando lo spettatore non si connette con l’immagine e comprende la storia che tento di raccontare. Cerco di fare fotografie che siano comprensibili. Non mi interessa l’astrattismo, ma storie che si possano comprendere facilmente. E’ proprio questa connessione che mi interessa di più.”

A parlare è David LaChapelle, uno dei più famosi e discussi fotografi al mondo. Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione della mostra alla Galleria Deodato Arte di Milano.

Una selezione di oltre ventisei pezzi significativi di vari periodi dell'opera dell'artista, quadri figurativi, nature morte ritratti, oltre alle più recenti fotografie ispirate alla fede dell'artista.

Fotografie che dialogano con la pittura, soprattutto con il Rinascimento.

“Sono sempre stato impressionato da Michelangelo, fin da quando ero bambino e molto prima di visitare la Cappella Sistina”, ci racconta David LaChapelle durante la nostra intervista.

“Amo il Rinascimento, soprattutto Michelangelo, da prima di diventare un fotografo. Ho sempre avuto l’ossessione di riprodurre la scena della Cappella Sistina e quando sono stato invitato a visitarla, senza folla con il museo chiuso, ho provato qualcosa di magico.”

Temi differenti ma un unico obiettivo, connettersi con le persone

Dai ritratti di Britney Spears, Leonardo Di Caprio e David Hockney realizzati attraverso un approccio ironico, alle opere piiù spirituali in cui pittura e fotografia si mescolano insieme, fino alle più recenti, quelle in cui protagonista è la natura incontaminata

La sua fotografia è difficile da etichettare in un genere, difficile da definire. Ma lessi una volta una definizione che mi è sembrò azzeccata e vorrei sapere se si trova d’accordo: “La fotografia di David LaChapelle è la vivisezione del presente per suggerire il futuro:’

"Sì, è fantasia, è spiritualità, è umorismo, sono lacrime. E’ un mondo di realtà ma anche un mondo di possibilità, di sogni."

Nelle sue opere più recenti è predominante il dialogo con la natura.

"La natura è religione, la natura è la cattedrale di Dio. Quando voglio incontrare Dio, io cerco la solitudine.

Le sue fotografie hanno ritratto negli anni temi differenti, ma in tutte c'è una sorta di fragilità umana. E’ però anche vero che alla fine quello che emerge è la fiducia nel futuro.

"Lo spero. Qui è dove entra in gioco la responsabilità dell’artista. Voglio portare ottimismo e speranza, voglio lasciare alle persone che guardano la mia opera una buona sensazione, voglio toccarle."

E’ influenzato oggi da quello che sta succedendo nel mondo? Dalla situazione internazionale?

"Molto. Viviamo in un momento storico particolare, un momento che non abbiamo mai vissuto. Siamo sull’orlo del precipizio. Si parla di bomba atomica, di terza guerra mondiale; il cambiamento climatico sta conducendo gli esseri umani all’estinzione e nessuno ha mai pensato che avrebbe potuto succedere così velocemente. Sono tempi molto complicati, pesanti. Le nuove fotografie che sto facendo sono molto più responsabili, voglio portare amore, vita."

fonte: di Nicoletta Di Feo https://tg24.sky.it/spettacolo

sabato 19 novembre 2022

Mondiali di calcio in Qatar: sei cose da sapere. Firma la petizione di Amnesty International

Dal 20 novembre, quando inizieranno i Mondiali di calcio, il Qatar sarà sotto i riflettori del mondo. Dal 2010, anno dell’assegnazione del torneo da parte della Federazione internazionale delle associazioni calcistiche, la drammatica condizione del lavoro migrante è stata oggetto di crescente attenzione. I lavoratori e le lavoratici migranti continuano a essere vittime di sfruttamento e lavoro forzato e a non ricevere salari.  
IN FOTO: il logo della FIFA per i mondiali di calcio di Qatar 2022

Ma quella ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici migranti è solo una delle violazioni dei diritti umani in Qatar: le autorità reprimono la libertà d’espressione, di stampa e di associazione; quello dei processi iniqui continua a essere tema di preoccupazione; le donne subiscono discriminazioni nelle leggi e nella prassi così come le persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+.

Ecco sei cose da sapere

 

Libertà d’espressione e di stampa 

Le autorità del Qatar utilizzano leggi repressive nei confronti di chi critica le istituzioni, tanto cittadini locali quanto lavoratori migranti. Cittadini del Qatar sono stati arrestati arbitrariamente per aver criticato il governo e poi condannati al termine di processi iniqui.

Malcolm Bidali, addetto alla sicurezza, attivista per i diritti dei lavoratori migranti e blogger originario del Kenya, è stato sottoposto a sparizione forzata e poi detenuto in isolamento per un mese solo per aver rivelato le sofferenze patite dai suoi colleghi.

In Qatar c’è poco spazio per l’informazione indipendente. La libertà di stampa è limitata da crescenti vincoli imposti agli organi d’informazione, come ad esempio il divieto di girare riprese in edifici governativi, ospedali, università, alloggi per lavoratori migranti e abitazioni private.

Libertà d’associazione e di manifestazione

I lavoratori migranti non possono formare sindacati né aderirvi. Possono far parte dei cosiddetti comitati congiunti, organismi diretti dai datori di lavoro nei quali è consentita una rappresentanza dei lavoratori. I comitati congiunti non sono imposti per legge e oggi ne fa parte solo il due per cento dei lavoratori.

Cittadini locali e lavoratori migranti rischiano ripercussioni se vogliono esercitare il diritto alla libertà di manifestazione. Nell’agosto 2022 centinaia di lavoratori migranti sono stati arrestati ed espulsi per aver fatto un corteo nella capitale Doha contro l’azienda che non aveva versato loro i salari.

Processi iniqui 

Nell’ultimo decennio vi sono stati processi iniqui nei quali gli imputati hanno denunciato di essere stati torturati e condannati sulla base di “confessioni” estorte. Spesso le persone arrestate vengono interrogate in assenza degli avvocati, isolate dal mondo esterno e senza neanche l’ausilio di un interprete.

Diritti delle donne 

Le donne continuano a subire discriminazioni per legge o nella prassi. Il sistema del tutore maschile (di solito il marito, il padre, un fratello, un nonno o uno zio) prevede che le donne debbano chiedere il permesso per sposarsi, studiare all’estero, lavorare nell’amministrazione pubblica, viaggiare all’estero se hanno meno di 25 anni e accedere ai servizi di salute riproduttiva.

Il diritto di famiglia rende molto complicato il divorzio che, nei pochi casi in cui viene ottenuto, produce ulteriori discriminazioni di natura economica. Le donne non sono protette adeguatamente dalla violenza domestica e sessuale.

Diritti delle persone Lgbtqia+ 

L’articolo 296.3 del codice penale criminalizza vari atti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso e prevede il carcere, ad esempio, per chi “guidi, induca o tenti un maschio, in qualsiasi modo, a compiere atti di sodomia o di depravazione”. L’articolo 296.4 criminalizza chiunque “induca o tenti un uomo o una donna, in qualsiasi modo, a compiere atti contrari alla morale o illegali”.

Nell’ottobre 2022 le organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato casi in cui le forze di sicurezza hanno arrestato persone Lgbtqia+ in luoghi pubblici, solo sulla base della loro espressione di genere, controllando i contenuti dei loro telefoni. Le transgender arrestate sono obbligate a seguire terapie per la conversione come condizione per la loro scarcerazione.

Diritti dei lavoratori e delle lavoratrici

Nonostante i tentativi in corso di riformare il sistema del lavoro, mancato o ritardato versamento dei salari, condizioni di lavoro insicure, diniego dei giorni di riposo, ostacoli alla ricerca di un nuovo lavoro e accesso limitato alla giustizia restano una costante nella vita di migliaia di lavoratori. La morte di migliaia di lavoratori non è mai stata indagata. Sebbene sia stato istituito un fondo locale per risarcire i salari non versati, centinaia di migliaia di lavoratori migranti devono ancora ricevere un risarcimento per i danni subiti nello scorso decennio.

Il lavoro forzato domina ancora, soprattutto ai danni dei lavoratori del settore della sicurezza privata e delle lavoratrici domestiche. Il pagamento di somme sproporzionate per ottenere un impiego (da 1000 a 3000 euro) è causa di debiti che a ripagarli ci vogliono mesi se non anni, contribuendo così a intrappolare i lavoratori in un ciclo di sfruttamento.

Manca poco all'inizio della Coppa del mondo, è tempo che FIFA e Qatar risarciscano i lavoratori migranti che sono stati sfruttati e maltrattati per rendere possibile questa competizione. È tempo che Qatar e FIFA paghino! 

PETIZIONE >  FIRMA ORA

La Coppa del Mondo della Federazione internazionale delle associazioni calcistiche (Fifa) in Qatar si avvicina rapidamente e le squadre si preparano a competere per un posto nella storia. Manca poco, è tempo che Fifa e Qatar risarciscano i lavoratori migranti che sono stati sfruttati e maltrattati per rendere possibile questa competizione.

Nel maggio di quest’anno, una coalizione di organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, gruppi di tifosi e sindacati hanno lanciato una campagna globale chiedendo al Qatar e alla Fifa di risarcire i lavoratori migranti per le violazioni dei diritti umani subite per trasformare la Coppa del mondo in realtà.

La nostra campagna è stata pubblicamente supportata da diverse associazioni calcistiche, gruppi di tifosi e sponsor della Coppa del Mondo Fifa. Il nostro sondaggio d’opinione globale ha anche dimostrato che la campagna è sostenuta dalla stragrande maggioranza del pubblico, ma nonostante ciò, né la Fifa né il Qatar hanno ancora risposto.

Sebbene il Qatar abbia fatto importanti passi avanti in materia di diritti dei lavoratori negli ultimi cinque anni, è del tutto chiaro che c’è ancora molta strada da fare. Con l’imminente Coppa del Mondo, il lavoro di tutela dei lavoratori migranti dallo sfruttamento è solo a metà, mentre quello di risarcire chi ha subito violenze è appena iniziato.

È imperativo che il Qatar si impegni a migliorare le condizioni di lavoro a lungo termine. I progressi non devono fermarsi una volta che lo show della Coppa del Mondo lascerà Doha.

A un mese dal calcio d’inizio, il tempo stringe. Firma ora la petizione e invita Qatar e FIFA a fare la cosa giusta. 

 QUI > FIRMA LA PETIZIONE 

fonte:  www.amnesty.it foto: www.grafigata.com

giovedì 17 novembre 2022

Paris: Théâtre des Bouffes du Nord "Misericordia" Texte et mise en scène Emma Dante

Autore: Christophe Raynaud de aLage Ringraziamenti: Christophe Raynaud
"Misericordia" Texte et mise en scène Emma Dante
Lumière Cristian Zucaro
Avec Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

Théâtre des Bouffes du Nord,  37 bis Bd de la Chapelle, 75010 Paris, Francia

Du 23 au 30 novembre 2022
Du mardi au samedi à 20h
Le dimanche à 16h

Dans leur maison misérable qu'elles quittent chaque soir pour aller vendre leur corps, Bettina, Nuzza et Anna s'occupent d'Arturo, un enfant en situation de handicap qu'elles ont pris sous leurs ailes. C'est une vie difficile, où chaque geste du quotidien est un combat et où toutes passent des éclats de voix aux éclats de rires, de la tendresse à la rage et des travaux d'aiguille au trottoir. Pourtant si elles s'aiment et aiment Arturo, celui-ci grandit, et l'inconstante harmonie de leur déséquilibre ne semble plus suffire... Mêlant douceur et brutalité, humour et gravité, Emma Dante explore le thème de la maternité. L'histoire d'une famille indigente et atypique réunie autant par la misère que par un grand coeur : Misericordia. Sur un plateau presque nu, elle brosse un triple portrait de femmes dont les mots rudes répondent au mutisme d'Arturo, incarné sur scène par le danseur Simone Zambelli. Et offre ainsi un hommage aux femmes et aux mères. « Pour moi, ce sont trois Parques, trois êtres mythologiques qui parviennent à faire des miracles au moyen de l'amour et de la résistance ».

Spectacle en italien surtitré en français
Durée du spectacle : 1h

Contact presse 

MYRA / Rémi Fort et Lucie Martin
01 40 33 79 13 / myra@myra.fr / www.myra.fr


Texte et mise en scène Emma Dante
Lumière Cristian Zucaro
Assistant de production Daniela Gusmano
Diffusion Aldo Miguel Grompone
Surtitrage Franco Vena
Traduction en français pour le surtitrage Juliane Regler Avec Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli

source: www.bouffesdunord.com

Cinema-Televisione: 5 cose da vedere in streaming su Netflix a novembre 2022

Jason Momoa in Slumberland – Nel mondo dei sogni
Una selezione di film e serie tv, d’animazione e live-action, tra le novità che saranno rese disponibili in streaming su Netflix a novembre 2022.

Calciatori contro mutanti – film animato – 9 novembre
Le bizzarre avventure sportive di quattro ragazzini che adorano il calcio e si uniscono per aiutare i loro idoli a recuperare le abilità di cui uno scienziato malvagio li ha privati.

1899 – serie live action – 17 novembre
Ideata da Baran bo Odar (creatore di Dark) e Jantje Friese, la serie ha per protagonista un gruppo di emigranti che, durante la traversata in nave verso New York, si imbatte in una misteriosa imbarcazione.

Inside Job (seconda parte) – serie animata – 18 novembre
Una serie animata statunitense di genere comedy creata da Shion Takeuchi, la cui prima stagione è stata pubblicata a ottobre 2021 su Netflix. La storia è ambientata in un mondo uguale al nostro, dove però ogni teoria complottista è in realtà vera. Qui c’è il trailer.

Slumberland – Nel mondo dei sogni – film live-action – 18 novembre
Il film ispirato alla striscia Little Nemo in Slumberland di Winsor McCay, grande classico dei primi del Novecento e tra le opere più importanti del fumetto. Il film si prende delle libertà rispetto al fumetto: invece di un bambino (Nemo), la protagonista sarà una bambina (Nema), interpretata da Marlow Barkley. La storia è inoltre ambientata nel mondo onirico e surreale della striscia, ma invece di cercare la Principessa di Slumberland, figlia del Re Morfeo, Nema va alla ricerca del proprio padre. Qui c’è il trailer.

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A Milano arriva la prima marcia Trans Lives Matter. Quando sarà, di cosa si tratta?

Sono passati quasi dieci anni dalla fondazione di Black Lives Matter, nato prima come un hashtag sui social network nel 2013 e poi diventato un vero e proprio movimento di protesta – che ha avuto una risonanza mondiale soprattutto dopo l’omicidio di George Floyd, il 25 maggio del 2020 –, mentre già a qualche anno prima risaliva la nascita negli Stati Uniti del Black Trans Lives Matter

Quest’ultima è un’iniziativa ancora più intersezionale, che ha come obiettivo la celebrazione delle vite di chi viene discriminato non solo in quanto afro-discendente, ma anche in quanto transgender: una sovrapposizione che per centinaia di persone ha reso ancora più difficile liberarsi da certi pregiudizi e non subire ingiustizie – com'è successo nel celebre caso della "drag mother" Marsha P. Johnson, l’attivista black e transessuale coinvolta nei moti di Stonewall.  Related Story Chi era Marsha P. Johnson, la “drag mother”

VUOI ADERIRE ALLA MARCIA?
SCRIVI A   INFO@ASSOCIAZIONETRANSGENERE.ORG

E ora che si sta avvicinando il 20 novembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale della Memoria dei Transgender, istituita per commemorare proprio le vittime della transfobia, nella città di Milano è stato deciso di organizzare la prima manifestazione Trans Lives Matter con l’intento di inserirsi in questo filone mandando un messaggio chiaro alla società. Il corteo è stato fortemente voluto dall’attivista Antonia Monopoli dello Sportello ALA Trans Milano e da Laura Caruso dell’ACET Associazione Transgenere, supportate da Monica J. Romano, consigliera comunale di Milano e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili. "In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio", è stata la loro dichiarazione ufficiale, "abbiamo deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese", che inizierà alle ore 17 in piazza Oberdan e arriverà in piazza della Scala, fuori da palazzo Marino, dove verrà dato spazio a diversi rappresentati delle istituzioni.

La lista delle realtà che aderiranno alla marcia, infatti, è in continuo aggiornamento e conta già diciassette enti partecipanti, oltre alla presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, alla presidente della Commissione per le pari opportunità, Diana De Marchi, e alla stessa Monica J. Romano, accompagnate dal primo sindaco transgender in Italia, Gianmarco Negri, e dalla prima parlamentare transgender in Europa, Vladimir Luxuria. 

“Porteremo le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie più centrali della città di Milano per dare un segnale preciso alla società, alla politica e alle istituzioni”, si legge nel comunicato. “Le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella società civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione”.

Un progetto simile è stato indetto a Napoli dal collettivo transfemminista I’m Queer Any Problem per le ore 16 a piazza del Gesù e a Bologna alle ore 18 in piazza XX Settembre, grazie all’associazione Rivolta PRIDE, mentre a Roma gli eventi in programma dureranno ben 48 ore e sono stati messi a punto dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Tutte idee che prendono vita in un momento particolarmente delicato, in cui sono sempre più all’ordine del giorno i casi di suicidio da parte di persone transgender che non si sentono accettate, preferendo farla finita anziché sottoporsi ad abusi e forme di emarginazione costante, come nel caso dell’insegnante Cloe Bianco – che ha suscitato un forte scalpore mediatico – o della più recente decisione di Chiara, una diciannovenne di Napoli che lo scorso 24 ottobre si è tolta la vita perché non sopportava più di essere presa in giro e umiliata. 

In Italia le stime al ribasso parlano di una comunità trans di almeno 400mila persone, come segnalato dalla ricercatrice del Centro di riferimento di Medicina di Genere dell'ISS, Marina Pierdominici, e la speranza è che scendere in piazza per rivendicare più tutele e diritti possa portare presto a delle condizioni di vita migliori per questa importante fetta della popolazione.  

fonte: Di

Il 19 novembre "StarT 2022 - Trans Celebration Night" Transgender Day of Remembrance TDoR. Aula Magna del Politecnico di Torino

Il 19 novembre, ore 21. Aula Magna del Politecnico di Torino (Corso Duca degli Abruzzi 24).

INGRESSO LIBERO: fino ad esaurimento dei posti disponibili).
Il Transgender Day of Remembrance (TDoR) è una ricorrenza della comunità LGBTQIA+ per commemorare le vittime dell'odio e del pregiudizio anti-transgender (transfobia). 
 
L'evento venne introdotto in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead" e, nel 1999, a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’appuntamento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.
A Torino quest’anno il Coordinamento Torino Pride celebrala la ricorrenza con la terza edizione di Star.T, il 19 novembre alle 21, presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino

Organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino – Star.T | Trans Celebration Night, è una serata pensata per lanciare un messaggio di positività e per premiare e valorizzare i talenti di persone trans che si siano contraddistinte in vari ambiti.
Durante la serata verranno insigniti del riconoscimento, unico in Italia, persone che si sono distinte nei loro ambiti che hanno avuto un impatto o che rappresentano la causa Trans.
Evento organizzato con il contributo della Città di Torino
 
- Comunicato Stampa - Una serata per valorizzare i talenti di persone trans
Vladimir Luxuria presentatrice e Don Luigi Ciotti premiato come persona alleata.

Il  Transgender  Day  of  Remembrance  (TDoR) è  una  ricorrenza  della  comunità LGBTQI (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer e intersessuale) per commemorare le vittime dell'odio e del  pregiudizio anti-transgender (transfobia). L'evento venne introdotto  in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead" e, nel 1999, a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’appuntamento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo. A Torino il Coordinamento Torino Pride celebra la ricorrenza con la terza edizione di Star.T, il 19 novembre alle 21, presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino. Organizzata in collaborazione con l’ Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino –Star.T  |  Trans  Celebration  Night,  è  una  serata  pensata per lanciare un messaggio di positività e per premiare e valorizzare i talenti di persone trans che si siano contraddistinte in vari ambiti. Durante la serata, presentata dalla direttrice del Lovers Film Festival Vladimir Luxuria, quest’anno verranno insigniti del riconoscimento, unico in Italia:

Christian Leonardo Cristalli (Premio categoria Attivismo)
Attivista transgender, formatore diversity, coordinatore e operatore peer di innovativi progetti in supporto alla persona. Cofondatore di associazioni come Gruppo Trans e Affetti oltre il Genere, impegnato in Arcigay Rete Trans Nazionale in prima linea per la depatologizzazione e il riconoscimento dei diritti delle libere soggettività’ trans e non binarie, recentemente eletto nella Segreteria Nazionale di Arcigay con delega Diritti persone trans.

Don Luigi Ciotti – Gruppo Abele (Premio categoriaAlleat*)
Con l’obiettivo di “saldare la terra con il cielo”, don Luigi Ciotti ha fondato nel 1965 a Torino il  Gruppo  Abele,  espressione  di  un  impegno  sociale  fatto  di  accoglienza,  servizi  alle persone, ma insieme di proposta culturale, educativa e “politica”. Negli  anni  il  Gruppo Abele ha avviato numerosi progetti volti al sostegno e all’accoglienza di persone trans in difficoltà. in special modo, attraverso lo sportello Oltre lo specchio, è diventato un punto di riferimento per molte persone trans in tutta Italia.

Studentǝ del Liceo Scientifico Ulisse Dini di Pisa (Premio categoria Alleat*)
L’anno scorso, verso metà novembre, il liceo Dini è stato occupato dastudentǝper  la mancanza di aule e per opporsi a un sistema  scolastico  inadatto ed  antiquato. Questǝ studentǝhanno  deciso  di alzare la voce  e di lottare insieme per un ambiente scolastico migliore, nel quale sentirsi  accettati  e  compresi. Uno  dei  punti  cruciali  della  lotta era l’attivazione della Carriera Alias, che un ragazzo della scuola, Geremia, aveva richiesto più volte senza  ottenere. È stato  quindi  fatto  ricorso  a  un  atto  di  protesta  molto  forte, quale l’occupazione, grazie alla quale la Carriera Alias è stata inserita nel regolamento d’istituto.

Luana Della Gatta  (Premio categoria Musica)
Pianista poliedrica, con un ampio background di studi ed esperienze musicali, spazia dalla musica classica al jazz, al gospel, al pop, rock e colonne sonore. È arrangiatrice, compone, dirige orchestre e big band jazz, cori ed ensemble strumentali. Ha realizzato e arrangiato le musiche per il film “Nuovomondo” di E. Crialese, Leone d'Argento al Festival del Cinema di Venezia 2006 e del documentario “Che Saccio” di C. D'Arcimoles (Venezia 2008).

Simone Cangelosi (Premio categoria Cinema)
Laureato  in  Filmologiapresso l’Università di Bologna. Dal 1998 al 2010 ha lavorato come tecnico  restauratore  per  la  Cineteca di Bologna.  Nel  2007  ha  portato  a  termine  il cortometraggio documentario “Dalla testa ai pied”i (Mostra Internazionale Nuovo Cinema di  Pesaro,  Torino  Gay&Lesbian Film Festival). Nel 2010 firma con Luki Massa “Felliniana” l’ultima intervista a Marcella Di Folco e sempre su di lei gira il documentario “Una nobile rivoluzione” nel 2014. Ha fondato e dirige OUT-TAKES LGBTQ  Audiovisual  Archive, archivio che  sipone  l'obiettivo  di  restaurare  e  recuperare  la  memoria  visiva  del  movimento  per  i diritti civili delle persone LGBTQ.

Martina Panini (Premio categoria Makeup artist)
Diplomata  all’Accademia  nazionale  del  cinema e dello  spettacolo  di  Bologna come makeup  artist, ha  lavorato nel  campo del trucco per Salvatore  Ferragamo, del cinema con vari   personaggi collaborando con la   RAI,   MEDIASET.   Truccatrice,   consulente d’immagine e insegnante di autotrucco. Il fatto di essere una donna transessuale e sorda non l’hannomai  fermata,  nonostante  le  difficoltà, nel raggiungimento  dei  suoi  traguardi professionali.

Gianna Parenti (Premio categoria La nostra Memoria)
Scomparsa  nel  2009  è  stata  attrice, modella,  pittrice, attivista  e  militante  politica.Con  lo pseudonimo  di  Eva Von Pigalle negli anni ’70 si esibiva nei teatri parigini.In Italia  è  stata protagonista ne “La Mandragola” con la regia di Carlo Cecchi e, al cinema, con il film italo-francese “Splendori e miserie di Madame Royale” con Ugo Tognazzi.La sua vita artistica si è alternata all’attivismo politico, militando nel Partito Radicale dal 79 all’ 86 e fondando nel 79  il MIT (Movimento Identità Trans). Ospite artistico della serata il coro Vocal Excess, diretto da Roberta Magnetti e nato tra le mura della Casa del quartiere di San Salvario. Con un repertorio rock, il coro conta circa 100 elementi di età variabile tra gli 11 e i 70 anni" Confermo l'impegno  dell'Università di Torino nella lotta  contro ogni  discriminazione" dichiara il Rettore Stefano Geuna"a  partire dall'introduzione della carriera alias,  estesa quest'anno a tutto il personale e a chiunque faccia parte della comunità universitaria. La scienza dimostra che  lottare contro le discriminazioni  non  è  solo  giusto, ma porta risultati positivi concreti."

“Quest’anno, secondo le stime  TGEU, sono state uccise nel  mondo 381 persone trans. Questo dato ci parla di una transfobia  della  società che inizia col pregiudizio e con lo stereotipo e culmina con episodi di discriminazione che arrivano fino all’omicidio.
 
Questo premio vuole lanciare un messaggio di empowerment per le persone trans e non binarie, soprattutto delle generazioni più giovani. Ma vogliamo anche ricordare le persone che  hanno perso la vita per la sola colpa di voler essere  sé  stesse e troppo  spesso,  non trovando aiuto, ricorrono al suicidio, come la recente triste storia di Chiara, studentessa di soli 19 anni.” dichiara Christian Ballarin, referente del progetto.“STAR.t capovolge gli stereotipi sulle persone trans valorizzando percorsi di successo. Per contribuire  a  questo  cambiamento  culturale,  il  coordinamento Torino Pride  lavorerà  al riconoscimento della carriera alias in tutte le scuole del territorio” dichiara Monica Cerutti, responsabile Tavolo genere del Coordinamento Torino Pride.  
 
La  manifestazione  è  organizzata  dal Coordinamento  Torino  Pride con il Patrocinio della Città metropolitana di Torino, Città di Torino, dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino e dei rispettivi C.U.G.
 
 

domenica 13 novembre 2022

Libri: "Ti aspetto a Central Park" di Felicia Kingsley

Dall’autrice dei bestseller Due cuori in affitto e Bugiarde si diventa

Knight Underwood ha tutto: un elegante loft nell'Upper East Side, una fila di donne alla porta e il lavoro dei suoi sogni. O quasi. È l'editor che detiene il record di bestseller pubblicati dalla Pageturner Publishing e la promozione a direttore editoriale è dietro l'angolo. 

Purtroppo, non ha fatto i conti con quella che è destinata a diventare la sua spina nel fianco: Victoria Wender. Anche lei è un'ottima editor e le case editrici di tutto il Paese hanno fatto a gara per averla: non solo ha scommesso sul romance, ma ha trasformato la sua autrice di punta, Miranda Stoller, nella regina delle vendite. 

Victoria è appena atterrata a New York dal Texas ed è pronta a rivoluzionare il catalogo della Pageturner per consolidarne il traballante bilancio. Ma... non con l'aiuto di Knight! Lui non ci sta ad arrivare secondo, detesta il romance, ed è deciso a riprendersi il posto che gli spetta in ogni modo, lecito o meno. Victoria non è una che si ferma al primo ostacolo, è del tutto immune al suo fascino ed è pronta a fargli sudare tutte le sue costose camicie. Tra sabotaggi e schermaglie, però, Knight e Victoria vengono a conoscenza di un segreto che potrebbe mettere a rischio le loro carriere. E da rivali giurati potrebbero doversi alleare per salvare la casa editrice. Non è impossibile, dovranno solo sopportarsi per un po'... o no? 

Felicia Kingsley è una scrittrice di romanzi rosa italiana. Lavora come architetto, professione che alterna alla scrittura. Ha esordito con il romanzo Matrimonio di convivenza, inizialmente autopubblicato, e poi riproposto da Newton Compton. La casa editrice ha pubblicato anche, Stronze si nasce (2020), Una Cenerentola a Manhattan (2020), La verità è che non ti odio abbastanza (2021), Bugiarde si diventa (2021), Due cuori in affitto (2022), Non è un paese per single (2022), Ti aspetto a Central Park (2022) e i romanzi brevi Il mio regalo inaspettato (2022) e Appuntamento in terrazzo (2022).
Scrive sotto pseudonimo, «Felicia è un nome molto simile al mio vero, e mi ha sempre ispirato un buon auspicio, un augurio di felicità. Kingsley è un cognome che usavo spesso per i miei personaggi di fantasia quando scrivevo fanfiction, ai tempi delle superiori, e l'ho tenuto per affetto.»

fonte: www.ibs.it

TV: Daniele Luchetti, primo ciak per Raffa, docuserie sulla Carrà. Prodotta da Fremantle, produzione originale Disney+

(ANSA) - Disney+ annuncia la produzione originale Raffa, la prima docu-serie dedicata a Raffaella Carrà, che ripercorrerà la straordinaria vita di una delle icone della cultura pop in tutto il mondo.

Raffa, le cui riprese sono iniziate in questi giorni, sarà disponibile in tutto il mondo su Disney+.

La docuserie, prodotta da Fremantle, sarà diretta da Daniele Luchetti e scritta da Cristiana Farina con Barbara Boncompagni. 

Saranno 3 episodi da un'ora. Chi è Raffaella Carrà? Chi si nasconde dietro l'immagine della star italiana più famosa e amata all'estero, dietro i 60 milioni di dischi venduti, i successi televisivi, i film e le tournée internazionali? Simbolo di libertà e di parità tra i sessi negli anni '70, regina della TV pubblica negli anni '80 e icona LGBTQ+ negli anni '90, Raffaella è un mito che supera ogni barriera culturale e generazionale e che il pubblico di tutto il mondo ha amato per oltre 50 anni. 

Eppure, Raffaella è un mistero di cui nessuno possiede la chiave. Riservata per natura e gelosissima del suo privato, Raffaella è una donna che ha lottato per affermarsi in un mondo di uomini, ma anche una donna che ha amato e sofferto. La docuserie ripercorrerà la vita pubblica e privata dell'artista, a partire dall'infanzia in Romagna segnata dall'abbandono del padre, fino al flirt "da copertina" con Frank Sinatra, i suoi due grandi amori, il rimpianto per una maternità mancata, moltissimi trionfi e qualche insuccesso, crisi e rinascite."Sono orgoglioso di poter annunciare questa nuova produzione italiana dedicata a un'icona come Raffaella Carrà ed è un piacere poterla realizzare grazie alla collaborazione con Fremantle", ha dichiarato Daniel Frigo, Country Manager, The Walt Disney Company Italia. 

"Le produzioni italiane rappresentano per Disney+ una ricchezza e un'opportunità per esplorare e avvicinare in modo ancora più esclusivo il pubblico a personaggi e storie che hanno fatto parte della cultura del Paese". "Come ogni innovatore, Raffaella Carrà ha ispirato milioni di persone, in Italia, in Spagna e nel mondo. Raccontare storie speciali come la sua è la nostra quotidianità a Fremantle. 

Farlo in collaborazione con Disney+ ci rende particolarmente orgogliosi", ha detto Andrea Scrosati, Fremantle Group COO e CEO Continental Europe. Raffa - docuserie in 3 episodi da 1 ora - è prodotta da Gabriele Immirzi e Alessandro De Rita per Fremantle Italia in collaborazione con Fremantle Spagna. Regia di Daniele Luchetti. Scritta da Cristiana Farina con Barbara Boncompagni, Salvo Guercio e Carlo Altinier. 

Nella sola area EMEA, il team International Content and Operations di Disney ha in programma la realizzazione di 60 produzioni locali entro il 2024, continuando a collaborare con creatori d'eccellenza e produttori di alto livello, come parte dell'impegno della Company a ideare, sviluppare e realizzare produzioni originali di alta qualità in tutto il mondo. (ANSA). 

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA