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giovedì 17 novembre 2022

A Milano arriva la prima marcia Trans Lives Matter. Quando sarà, di cosa si tratta?

Sono passati quasi dieci anni dalla fondazione di Black Lives Matter, nato prima come un hashtag sui social network nel 2013 e poi diventato un vero e proprio movimento di protesta – che ha avuto una risonanza mondiale soprattutto dopo l’omicidio di George Floyd, il 25 maggio del 2020 –, mentre già a qualche anno prima risaliva la nascita negli Stati Uniti del Black Trans Lives Matter

Quest’ultima è un’iniziativa ancora più intersezionale, che ha come obiettivo la celebrazione delle vite di chi viene discriminato non solo in quanto afro-discendente, ma anche in quanto transgender: una sovrapposizione che per centinaia di persone ha reso ancora più difficile liberarsi da certi pregiudizi e non subire ingiustizie – com'è successo nel celebre caso della "drag mother" Marsha P. Johnson, l’attivista black e transessuale coinvolta nei moti di Stonewall.  Related Story Chi era Marsha P. Johnson, la “drag mother”

VUOI ADERIRE ALLA MARCIA?
SCRIVI A   INFO@ASSOCIAZIONETRANSGENERE.ORG

E ora che si sta avvicinando il 20 novembre, data in cui ricorre la Giornata internazionale della Memoria dei Transgender, istituita per commemorare proprio le vittime della transfobia, nella città di Milano è stato deciso di organizzare la prima manifestazione Trans Lives Matter con l’intento di inserirsi in questo filone mandando un messaggio chiaro alla società. Il corteo è stato fortemente voluto dall’attivista Antonia Monopoli dello Sportello ALA Trans Milano e da Laura Caruso dell’ACET Associazione Transgenere, supportate da Monica J. Romano, consigliera comunale di Milano e vicepresidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili. "In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio", è stata la loro dichiarazione ufficiale, "abbiamo deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese", che inizierà alle ore 17 in piazza Oberdan e arriverà in piazza della Scala, fuori da palazzo Marino, dove verrà dato spazio a diversi rappresentati delle istituzioni.

La lista delle realtà che aderiranno alla marcia, infatti, è in continuo aggiornamento e conta già diciassette enti partecipanti, oltre alla presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, alla presidente della Commissione per le pari opportunità, Diana De Marchi, e alla stessa Monica J. Romano, accompagnate dal primo sindaco transgender in Italia, Gianmarco Negri, e dalla prima parlamentare transgender in Europa, Vladimir Luxuria. 

“Porteremo le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie più centrali della città di Milano per dare un segnale preciso alla società, alla politica e alle istituzioni”, si legge nel comunicato. “Le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella società civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione”.

Un progetto simile è stato indetto a Napoli dal collettivo transfemminista I’m Queer Any Problem per le ore 16 a piazza del Gesù e a Bologna alle ore 18 in piazza XX Settembre, grazie all’associazione Rivolta PRIDE, mentre a Roma gli eventi in programma dureranno ben 48 ore e sono stati messi a punto dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Tutte idee che prendono vita in un momento particolarmente delicato, in cui sono sempre più all’ordine del giorno i casi di suicidio da parte di persone transgender che non si sentono accettate, preferendo farla finita anziché sottoporsi ad abusi e forme di emarginazione costante, come nel caso dell’insegnante Cloe Bianco – che ha suscitato un forte scalpore mediatico – o della più recente decisione di Chiara, una diciannovenne di Napoli che lo scorso 24 ottobre si è tolta la vita perché non sopportava più di essere presa in giro e umiliata. 

In Italia le stime al ribasso parlano di una comunità trans di almeno 400mila persone, come segnalato dalla ricercatrice del Centro di riferimento di Medicina di Genere dell'ISS, Marina Pierdominici, e la speranza è che scendere in piazza per rivendicare più tutele e diritti possa portare presto a delle condizioni di vita migliori per questa importante fetta della popolazione.  

fonte: Di

giovedì 3 novembre 2022

Milano: TRANS* LIVES MATTER il 20 novembre alle ore 17:00

TRANS* LIVES MATTER
DOMENICA 20 NOVEMBRE 2022 ALLE ORE 17:00
Piazza Guglielmo Oberdan, 20129 Milano MI, Italia
 
TRANS* LIVES MATTER (LE VITE DELLE PERSONE TRANS* CONTANO)
Il 20 novembre si terrà la prima marcia milanese per i diritti delle persone transgender e non binarie. Appuntamento alle ore 17:00 in Piazza Oberdan. La marcia si concluderà in Piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, con gli interventi di associazioni, istituzioni e attivist* trans*

In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio, abbiamo deciso di portare le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie più centrali della città di Milano per dare un segnale preciso alla società, alla politica e alle istituzioni: le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella società civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione. Intendiamo altresì dare un segnale al Sindaco – che abbiamo invitato a marciare con noi – e alla Giunta comunale affinché in tempi ragionevoli diano attuazione alla mozione approvata dal Consiglio comunale lo scorso maggio che istituisce il Registro di Genere.

«Cosa c’è di male nel voler essere me stessa?» domandava spesso Chiara, ragazza transgender di soli 19 anni che lunedì 24 ottobre si è tolta la vita nella sua abitazione, nel quartiere di Piscinola in provincia di Napoli, mentre la madre non era in casa. 
Chiara ha subìto una vita di sofferenza, violenza, bullismo ed emarginazione per il solo fatto di voler esprimere la sua identità femminile.
«Perché devo soffrire se voglio mettere un rossetto o truccarmi?» chiedeva agli operatori del Gay Center di Roma – numero verde contro l’omotransfobia – a cui si era rivolta già all’età di 17 anni per chiedere aiuto. 
«A volte mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me, in fondo sono solo un essere umano. Mi sento una donna, vorrei non avere paura. Ma sono in un labirinto senza uscita.»
 
Lo stesso labirinto in cui si è ritrovata Cloe Bianco, la professoressa che - dopo essere stata allontanata nel 2015 dal suo lavoro a scuola in provincia di Venezia per aver deciso di indossare abiti femminili - l’estate scorsa, a 58 anni, si è data fuoco nel suo camper.
 
A volte il labirinto senza uscita può essere una camera d’hotel dalla quale non si riesce a scappare, come quella in cui è stato ritrovato il corpo di Naomi Cabral, donna transgender argentina di 47 anni, sex worker, strangolata da un suo cliente a Marina di Tor San Lorenzo. 
 
Altre volte quel labirinto lo troviamo nelle scuole. Noah, ragazz* gender variant, nell’estate del 2021 ha deciso di togliersi la vita a soli 13 anni perché – ha raccontato la madre - in una scuola di Roma subiva bullismo e marginalizzazione. Lo stesso bullismo che ha colpito Elios, giovane persona non binaria di 15 anni, che l’anno scorso ha deciso di gettarsi dal quarto piano di una palazzina residenziale.
Il Trans Murder Monitoring Project (TMM) di Transgender Europe (TGEU)ha conteggiato un totale di 4042 persone transgender e gender-diverse uccise tra il 1° gennaio 2008 e il 30 settembre 2021 nel mondo, dato ampiamente sottostimato a causa dell’invisibilizzazione che la realtà transgender da sempre subisce.
 
Esiste un filo rosso che collega tutte queste terribili morti e si chiama transfobia.
Per questo - su proposta delle due attiviste di lungo corso per i diritti trans Antonia Monopoli e Monica J. Romano, quest’ultima è anche la prima persona transgender eletta a Milano nella storia della città – le realtà trans* del territorio milanese Sportello Trans di Ala Milano onlus e Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere (ACET) hanno deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese. 
 
Ispirandosi, in un’ottica intersezionale, alle lotte del movimento internazionale originatosi all'interno della comunità afroamericana impegnato nella lotta contro il razzismo Black Lives Matter, le associazioni hanno deciso di chiamare la marcia Trans Lives Matter (le vite trans* contano) e di organizzarla per il 20 novembre, Transgender Day Of Remembrance, (Giornata della Memoria Transgender) o TDOR, giornata nella quale ormai in tutto il mondo vengono organizzate veglie per commemorare le vittime di transfobia. 
 
Dopo il concentramento alle 17:00 in piazza Oberdan, la marcia partirà per ricordare e commemorare Chiara, Cloe, Naomi, Noah, Elios e tutte le vittime di transfobia in Italia e nel mondo. I partecipanti sfileranno reggendo delle candele e dei cartelli con i volti delle vittime, leggeranno i loro nomi e loro storie. La marcia si concluderà in Piazza della Scala, dove al microfono interverranno le associazioni promotrici, i rappresentanti delle istituzioni e attivist* trans*.

ASSOCIAZIONI ORGANIZZATRICI
Associazione per la Cultura e l'Etica Transgenere (ACET)
Sportello Trans di Ala Milano onlus

ASSOCIAZIONI, GRUPPI E SINGOLI CHE ADERISCONO ALLA MARCIA (IN AGGIORNAMENTO)
Associazione Tgenus
CIG Arcigay Milano
Gaynet
Gruppo Trans APS
I Sentinelli di Milano
Sat Pink di Verona, Padova e Rovigo