giovedì 24 marzo 2016

Lgbt:: "Sei la mia vita" il libro di Ferzan Ozpetek

“Sei la mia vita. Così mi avevi scritto, ricordi?”

Comincia tutto con questa frase. La magia, l’incanto, l’amore. Ferzan Ozpetek in questo libro ripercorre i suoi anni romani, lo fa con una leggerezza che non è superficialità ma intensità.
Gioca con le luci, il tavolo, la cucina, le sedie. Il senso della famiglia è accogliere e lui nella sua Estate romana si sente accolto e a suo modo apre, spalanca la porta agli amici.
La libertà lo renderà ancora di più abitante di un mondo che vuole scoprire. Si sente parte di una generazione spensierata, non c’erano censure o limiti. Nessuno dei protagonisti del libro immaginava che quel loro senso di volare si poteva infrangere in un qualunque modo.


I baci sono lunghi, notturni. Gli amici entrano ed escono dalla porta. Vera. È stata la prima ad arrivare. Una trans estrosa, il corpo tozzo e muscoloso e un miniabito che l’avvolgeva. Vera era al centro di un palcoscenico invisibile ma che tutte le sere veniva allestito. La sua vita era a cavallo tra due realtà che la rendeva unica. Vera.

Valerio, destinato a restare. Con una profonda prima persona Valerio diventa il fulcro da dove partire. Sono i rami e radici di un albero che ha voglia solo di spalancare finestre. E mentre la città, Roma è rumorosa, il loro appartamento sembra essere immerso in qualcosa che nel cinema è quasi finzione. Surreale realtà.

“E’ solo quando riesci a mettere radici in un luogo che puoi davvero andare lontano. Perché sapere da dove vieni ti aiuta a tenere a mente chi sei, ovunque ti trovi.”

L’amore è dipinto come un battito d’ali di farfalle che si libera nell’aria ma anche che rimane dentro due anime leggiadre. Una reazione a catena che da amore porta solo altro amore. Ci troviamo di fronte a due persone gay eppure quello che l’amore traduce è lo steso sentimento potente che accumuna tutti. E’ speciale, mai banale.

“La vita mi ha insegnato che non sempre desideriamo davvero ciò che crediamo di volere.”


A volte è il caso a determinare un evento e sulla casualità giochi, bari, rimetti carte che potevi nascondere ma quando la vita sorprende non puoi che riprenderti. Reinventarti. E la fama di un regista si incontra con la vita vera. Rimane fermo sui suoi amori, amici. Rimane timoroso. La paura che ti impedisce di pensare a qualsiasi cosa.

“Una paura che vedi guardandoti allo specchio, ma che riconosci anche sul volto dei tuoi amici più cari, tanto da diventare uno stato d’animo collettivo.”

E poi arriva l’Aids. Un mostro che miete vittime, fa perdere l’amore, i cari, spegne le vite. Sergio e Adriano. La mancanza, il coraggio di essere se stessi. Il destino che si diverte a creare ostacoli ma che poi è solo una palestra d’allenamento. E il ricordo di quando ha girato il film d’esordio. Quel destino poi che ha tifato solo per lui.

“Perché ogni film è una storia d’amore che finisce.”


Le emozioni sono quelle che rimangono nel cuore della gente. E le emozioni sono i luoghi cari che si scontrano con la malattia di Valerio. Il rifugiarsi per destreggiarsi con l’impotenza. “Sei la mia vita”, gli aveva scritto una sera e il libro a suo modo si chiude.

“Ogni volta che cerco di salire la china, che mi sforzo di vedere le cose in un’ottica migliore, che inizio ad illudermi che, per incanto, forse ce l’abbiamo fatta, ecco che affondo di nuovo nelle sabbie mobili di una realtà che non potrà mai cambiare.”


Per ricordare. Per vivere ogni istante come fosse l’ultimo. Per amare come se non ci fosse un domani. La verità è che non esiste amore senza follia.
fonte: Scritto da Samantha Terrasi http://www.ilcaffevitruviano.it

Lgbt: "Who wants to #BeFavolosa Staff?" organizzato dal MIT - Movimento Identità Transessuale

Ti interessi di tematiche LGBTQI? Ti piacciono i contesti internazionali e mastichi l'inglese?
Sai fare accoglienza e ami conoscere persone nuove?
Hai tanta voglia di fare e tempo libero da regalare?

Allora vieni a far parte dello staff del VI Concilio TGEU!
Il MIT parte attiva nell'organizzazione e gestione del Concilio, ha bisogno di amici e amiche che si spendano per gli eventi di promozione di marzo, aprile e maggio e durante l'incontro, dal 2 al 5 giugno 2016.

Richieste fondamentali: voglia di fare e un pizzico di autonomia in inglese!
Scrivi a: bolognacouncil2016@mit-italia.it entro il 10 Aprile con una tua breve presentazione e sarai parte del BeFavolosa Staff!
MIT - Movimento Identità Transessuale - Via Polese 22, 40122 Bologna

Dal 2 al 5 Giugno 2016 Bologna ospiterà il Consiglio Europeo Transgender TGEU, il più grande e importante raduno di attivist* trans in Europa. Il meeting prevede la partecipazione di più di 300 delegat*, scienziat* ed espert* di primo piano sulle tematiche legate alla transessualità. Il MIT Movimento Identità Transessuale sarà impegnato attivamente nella costruzione del Consiglio e coordinerà le attività per la realizzazione di un evento che vorremmo lasciasse un segno evidente nell’agenda politica nazionale ed europea.
fonte:http://www.mit-italia.it/

martedì 22 marzo 2016

Lgbt: Il Cirque Du Soleil torna a Firenze

Dopo Expo 2015, dove sono stati in scena con Alla Vita!, la compagnia canadese del Cirque Du Soleil torna in Italia a ottobre con il primo tour italiano della produzione di Varekai.

Quattro le date fiorentine, dove la celebre compagnia circense tornerà ad essere protagonista nei principali palazzetti italiani.

Appuntamento al Nelson Mandela Forum di Firenze che, nelle date del 27, 28, 29 e 30 ottobre ospiterà un nuovo, spettacolare show a partrire dalle ore 20.00 firmato dal Cirque Du Soleil. Nel cuore di una foresta, sulla cima di un vulcano, esiste un mondo straordinario dove tutto è possibile.

Un mondo chiamato Varekai. Dal cielo scende un giovane uomo solitario, e così ha inizio la storia di Varekai. Paracadutato all’interno di una magica foresta, in un mondo caleidoscopico popolato da creature fantastiche, il giovane uomo intraprende un’avventura assurda quanto straordinaria. In questo giorno ai confini del tempo, in questo luogo dalle pure possibilità, inizia un incantesimo ispirato alla vita ritrovata e ai meravigliosi misteri del mondo e della mente. Il nuovo show del Cirque du Soleil ti aspetta.
fonte: http://www.firenzetoday.it

Evento Speciale per i 40 anni del MOVIMENTO LGBT ITALIANO al Nuovo Teatro Sanità di Napoli giovedì 24 marzo

Arcigay Napoli, Arcigay Campania, Coordinamento Campania Rainbow e ntS’ presentano:
FELIX COSSOLO
40 ANNI IN MOVIMENTO 1975-2015

Con:
FELIX COSSOLO,FRANCO GRILLINI,PORPORA MARCASCIANO,VANNI PICCOLO

Interventi di LUIGI AMODIO, VINCENZO CAPUANO, CIRO CASCINA, EDDY PALESCANDOLO, ANTONELLO SANNINO, SALVATORE SIMIOLI

Performance di GIANCARLO GROSSO e VINCENZO VENERUSO
Coreografie di DANILO DI LEO
Canta MASSIMO MASIELLO Coordina CLAUDIO FINELLI

Il Movimento LGBTQIA* italiano è il frutto dell’azione di tante vite e della somma di tanti momenti importanti. Alcuni hanno avuto la fortuna, la determinazione, la capacità di occuparne un ruolo più rilevante. Tra questi Felix Cossolo, che da inquieto pioniere del movimento gay, “frocia metalmeccanica” alla Fiat Mirafiori, è diventato direttore storico di “Lambda”, cofondatore di “Babilonia”, ideatore e promotore della Libreria Babele, organizzatore di campeggi gay, imprenditore di diversi locali e molto altro.
Felix Cossolo, dopo 40 anni di militanza nel movimento LGBTQIA* ripercorre i suoi percorsi di vita condividendoli e fissandoli in un libro, sui suoi 40 anni in movimento, 1975-2015.

Ingresso Libero
Nuovo Teatro Sanità – piazzetta San Vincenzo 1 (Rione Sanità)
govedì 24 marzo ore 20.30
Per Info: 349.4784545 -claudiofinelli1@gmail.com - claudio@arcigaynapoli.org

fonte: http://www.arcigaynapoli.org

Lgbt: A roma dal 29 marzo “COSTANO CARI GLI DEI” scritto e diretto da Giampiero Cicciò con Marco Rea al Teatro Stanze Segrete

Al Teatro Stanze Segrete di Trastevere, dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto dal suo recente spettacolo “Lei e lei”, dal 29 marzo al 3 aprile 2016 torna a Roma Giampiero Cicciò con l’atteso “Costano cari gli dei” del quale è autore e regista.
In scena Marco Rea, attore e danzatore noto per essere uno dei più apprezzati ballerini italiani di Tip-Tap.

Un uomo affaccendato forse vivo o forse no, si trucca, si strucca, fa ginnastica, danza in un luogo indefinito ma stracolmo di preziosi oggetti riconoscibili.
Il suo sudore e la sua nudità, la sua fatica e la sua carnalità, sembrano tentativi di dar vita a una vita ormai sfinita, stracolma di ricordi che, rievocati in un inarrestabile crescendo, diventano fessure dalle quali si intravedono la sua anima e la sua storia.

Una marchetta spaccona o forse un lord Alfred Douglas di borgata con un Oscar Wilde come chiodo fisso nella sua coscienza sporca.

Fin da adolescente consapevole di piacere, il suo mestiere è dar piacere.
Uomini di genio e danarosi i compratori di quel corpo la cui anima inesplorabile intrappola come una gogna. Costa caro quest’uomo. Il carcere, la follia…
O, per i più fortunati, un milione di dollari in pietre preziose e 30 automobili, tra Cadillac e Rolls-Royce, come quelle regalate da Wladziu Valentino Liberace al giovane Scott Thorson. E la sua lotta adesso è contro l’età che avanza. Un combattimento perso in partenza malgrado l’ostinazione, l’ossessione di restare giovane per sempre. Come un morto affaccendato nella sua palestra.

INFO: Teatro Stanze Segrete, Roma
Via della Penitenza 3 (Trastevere)
Dal 29 marzo al 3 aprile 2016 (Da martedì a sabato ore 21, domenica ore 19)

fonte: da Francesco per http://www.checedinuovo.it/

Lgbt: A Verona mercoledì 23 marzo "IL DISTACCO IMPOSSIBILE" la mostra fotografica di Alfred Ejll

Si presenta con questa mostra fotografica per dare forma a livello visivo ad una realtà, dove si mette a nudo perché tratta di un vissuto personale: la nascita, da grande.
Spogliato, avvolto in una membrana trasparente bagnata per far sentire nel suo corpo questa “epidermide”.
La metafora è di un adulto che deve trovare la forza di aprire il proprio mondo al mondo.
Il tema proposto è il legame con la madre.

A 23 anni ho accudito mia madre in ospedale e ho avuto l’opportunità di vivere un rapporto stretto con il corpo di lei: l’ho assistita, pulita, lavata… Così tutto è cambiato: vedere il suo corpo nudo significava vedere il mio corpo nudo. Ho vissuto momenti di nostalgia, di curiosità .. e ho cercato di capire: chi è la madre? Io, da figlio, ho sentito anche la mia parte “anima” (il femminile).

Un enorme ringraziamento a tutti i miei collaboratori (amici che hanno preso a cuore questa mia esperienza e lavoro personale condiviso ormai anche con voi tutti amici social );Grazie a Giuliana Magalini ,Giampaolo Mazzara,Galleria Incornicarte che mi presenta,Pietro Paolo Simoncelli ,ecc...
Dedicato a te Madre. Grazie a tutti :)
INFO:
La mostra si terrà a Verona dal 23 al 30 marzo dalle 17 alle 20 presso la Sala Birolli Via Macello 17

fonte: https://roundtown.com

giovedì 17 marzo 2016

Lgbt: Progetto fotografico “Tra le nuvole”

“TRA LE NUVOLE“ progetto fotografico di Paola Arpone e Georgia Garofalo

In origine tutto era semplice, avevano delle domande dirette, e si aspettavano risposte dirette:
Chi sono le persone transessuali?
Perchè “scelgono” di affrontare il percorso della transessualità?
Come vengono visti dalla comunità?
Perchè non se ne parla mai in maniera esaustiva?


In realtà le risposte che hanno trovato sono altre domande a risposte molteplici. Si parla di esseri umani, animi in conflitto, sentimenti tormentati, aspettative di vita, proiezioni future. 

Si parla di te, di me, di noi. Si parla di difficoltà, i dubbi , i contrasti interni, i contrasti esterni, la burocrazia, l’amore che viene dagli altri, l’amore verso noi stessi, la felicità nella conquista, consapevolezza. Mentre s’incamminano continuano a scoprire mondi all’interno del mondo Transgenderche apre più interpretazioni. E’ a questo punto che hanno deciso la loro interpretazione, il primo approccio a tutto ciò per loro è allegorico.
Un’immagine simbolica portata dalla consapevolezza, dalle decisioni forti e dalle rivalse.

Quindi il loro scenario fotografico sarà surreale, sfondo azzurro, nuvole definite, vestiti da uomo, bombetta per gli uomini e tacchi a spillo per le donne. Immagini belle e chiare, volti ironici e sorridenti. Liberamente ispirate alle immagini di Renè Magritte e all’ironia di Charlie Chaplin, nell’immagine si vedrà positività, uomini e donne affascinanti, consapevoli e forti.

Il pubblico troverà nelle didascaliche spiegazioni, alternate alle foto, le nozioni reali riguardante la fatica della transessualità, che in maniera diretta e schietta si contrappongono alle immagini ironiche e solari dei modelli Male to Female ed Female to Male; 10 immagini (5 MtoF, 5 FtoM) con sotto descrizione del modello, 8 pannelli con spiegazioni.

Ogni modello/a terrà in mano un palloncino nel quale verrà scritto una caratteristica che rappresenta, ha rappresentato o rappresenterà lo/a stesso/a modello/a.

Inoltre si cerca due volontari, una MtoF e uno FtoM, disposti a rilasciare un’intervista sulla tematica che sarà visualizzata in uno o due monitor a loop, questo elemento video permetterà, secondo noi, allo spettatore di avvicinarsi empaticamente ai modelli fotografati e alla tematica affrontata. “Tra le nuvole” rappresenta il primo passo per avvicinarsi al mondo della transessualità il titolo in maniera voluta, anticipa sia l’interpretazione fotografica, sia il concetto. Elementi dissacranti rappresentati come angeli terreni.

Per chi è interessato/a a partecipare a questo progetto fotografico può contattare direttamente le autrici via mail: Georgia Garofalo georgia_garofalo@virgilio.it - Paola Arpone paola.arpone@libero.it

Con il contributo di: Sportello Trans ALA Milano-Con il patrocinio di: ALA Milano Onlus
fonte: www.sportellotransalamilano.it

Lgbt: “La passione di Frida” arriva in Sicilia direttamente dal MoMa di New York.

La Sicilia si prepara ad allestire una mostra con la collezione del MoMa di New York dedicata a Frida Kahlo: “La Passione di Frida”.

Leo Matiz, fotografo colombiano, presenta al pubblico le sue storiche foto al Fam Gallery, il nuvo spazio espositivo ospitato in un’ antica farmacia, a pochi passi dalle Fabbriche Chiaramontane. Saranno esposti i ritratti dedicati appunto alla pittrice messicana, incontrata a Città del Messico negli anni 40, durante un periodo abbastanza travagliato a causa della guerra e della rivoluzione.

I ritratti rappresentano la pittrice in varie dimensioni: in primo piano, a mezzo busto, poi con un intero; laddove presente, lo sfondo ha lo scopo di catturare l’ambiente di lavoro tanto caro all’artista, che le permise di attraversare l’esperienza altamente dolorosa dell’incidente del 1925. L’ambiente per l’appunto ritrae lo studio, lo specchio che serviva a Frida per gli autoritratti, la sedia a rotelle e i suoi amati strumenti di lavoro. Inoltre l’espressione del volto ha la funzione di rendere gli stati emotivi della pittrice, dai cui occhi traspare la volontà di non abbattersi e la nobiltà e fermezza d’animo, nonostante il corpo rechi i gravissimi segni dell’incidente.

Il reportage fotografico continua con “Frida e Diego Rivera”, “Frida nella casa blu” e infine “Frida ed i suoi allievi”. La mostra sarà ospitata nella città di Agrigento e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 20 marzo con possibilità di visitarla dal martedì alla domenica dalle 17.30 alle 20.30.

fonte: di Roberta Costanzo http://catania.liveuniversity.it

Lgbt: Due musei per Yves Saint Laurent da Parigi a Marrakech

Da Parigi a Marrakech: due musei raccontando l’opera immortale di Yves Saint Laurent

Cinquemila creazioni couture. Quindicimila accessori. E poi ancora migliaia e migliaia di disegni, fotografie, oggetti… un tesoro enorme, un’eredità mastodontica che il genio di Yves Saint Laurent ha lasciato dietro di sé. E che oggi può finalmente avere non una ma ben due “case”: una a Parigi e l’altra a Marrakech.

Due grandi musei raccoglieranno e racconteranno l’opera e il genio di Saint Laurent e questo grazie anche alla lungimirante scelta dello stesso grande couturier che ha, unico nella sua generazione, deciso di catalogare in maniera sistematica il suo intero lavoro a partire dal suo esordio datato 1961. Il primo sarà allestito nell’atelier storico di 5 avenue Marceau, dove Yves Saint Laurent ha lavorato per 30 anni (dal 1974 al 2002) e che dal 2004 è la casa della Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent.

Uno spazio che verrà ripensato completamente da Nathalie Crinière e Jacques Grange (già collaboratori della fondazione) e che vedrà esposizioni in costante aggiornamento. All’opening -che avverrà nel 2017- del museo parigino corrisponderà anche l’apertura del secondo spazio espositivo a Marrakech, città che Saint Laurent, dal 1966, aveva ribattezzato come sua seconda casa e fonte di ispirazione. Quattromila metri quadri in Rue Yves Saint Laurent conterranno un’esposizione permanente curata da Christophe Martin, uno spazio per delle mostre temporanee, un auditorium, una bibliteca per la ricerca, e un ristorante. I due musei saranno aperti a partire dal 2017
fonte: http://www.vogue.it/

Lgbt: "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986" alla Galleria degli Uffizi di Firenze fino al 10 aprile

In foto Andy Warhol alla Factory di New York nel 1977

Dal 4 marzo al 10 aprile in mostra nella galleria fiorentina dieci immagini frutto dell'incontro tra il grande fotografo pistoiese e il maestro della pop art

Andy Warhol sbarca per la prima volta alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il maestro della pop art è infatti il soggetto della mostra "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986", che raccoglie dieci immagini frutto dell'incontro tra il fotografo pistoiese di fama internazionale e l'artista statunitense.
Le fotografie furono scattate durante due visite di Amendola alla Factory a New York, la prima nel 1977 e l'ultima nel 1986, pochi mesi prima della scomparsa di Warhol.

Otto degli scatti sono a colori, due in bianconero e proprio due di queste fotografie saranno donate da Amendola al museo fiorentino e, in pratica, segneranno l'ingresso di Andy Warhol agli Uffizi. "Con le donazioni dei ritratti di Warhol - commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - vengono significativamente incrementate due sezioni: quella dell'arte del ventesimo secolo, e quello dei ritratti di artisti eseguiti da altri artisti, un genere questo strettamente connesso a quello dell'autoritratto vero e proprio, di cui gli Uffizi hanno la collezione più antica e più grande al mondo".

Le fotografie per la donazione sono state scelte dall'ex direttore degli Uffizi Antonio Natali. L'esposizione dedicata ad Andy Warhol resterà aperta dal 4 marzo fino al 10 aprile nella Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 18.50, con il biglietto di ingresso agli Uffizi.
fonte: http://www.intoscana.it

Lgbt: 31 marzo – Giornata Internazionale della Visibilità Transgender

La Giornata Internazionale della Visibilità Transgender (International Transgender Day of Visibility) promossa a partire dal 2009 dalla militante Rachel Crandall (Michigan), ricorre il 31 marzo. Durante questa giornata, conosciuta soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra e ancora molto poco in Italia, celebriamo la visibilità delle persone transgender nella società.

Il senso di questa celebrazione può essere efficacemente reso utilizzando le parole di Laverne Cox, attrice transgender americana:

“It is revolutionary for any trans person to choose to be seen and visible in a world that tells us we should not exist.” (In un mondo che dice che noi non dovremmo esistere, per ogni persona trans è rivoluzionario scegliere di essere visibile). La scelta della parola “revolutionary” non sembra ardita se consideriamo un sistema culturale occidentale moderno che riconosce e legittima soltanto due generi, “uomo” e “donna”.
Per i dissidenti di genere esistono solo due alternative possibili: l’adeguamento al dogma binario1, o la marginalizzazione.
O ci adeguiamo ad essere “donne e uomini a tutti gli effetti”, espressione che ricorre spesso nella dinamica discorsiva associata alla condizione trans, aderendo il più possibile a ciò che l’immaginario collettivo pretende da noi, o siamo esclusi, stigmatizzati e spinti verso la morte sociale.
Ricordiamo che, fino a pochissimo tempo fa (solo recentemente, a più di trent’anni dall’approvazione della legge 164/82, diverse sentenze hanno riconosciuto la riattribuzione anagrafica a persone transgender in assenza di interventi demolitivi agli organi sessuali primari.
Un orientamento ufficializzato e rafforzato da recentissime sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale), la prassi giurisprudenziale ha fatto sì che una persona trasgender italiana che volesse ottenere un documento conforme alla sua identità reale, unico lasciapassare per l’esercizio di un pieno diritto di cittadinanza, a partire dall’esercizio del diritto al lavoro, dovesse obbligatoriamente sottoporsi ad una vera e propria “sterilizzazione forzata”.
Solo chi aveva rimosso le gonadi (ghiandole sessuali), mettendosi nella definitiva impossibilità di procreare, vedeva riconosciuti i suoi diritti civili. La pressione che subiamo verso l’omologazione è costante e violenta.
“Sei un uomo/una donna a tutti gli effetti ormai”, ci sentiamo dire con paternalistica approvazione, ma solo quando soddisfiamo completamente le aspettative sociali, pagando l’obolo di interventi chirurgici demolitivi e ricostruttivi sui nostri organi genitali e smettendo di rivendicare il nostro percorso, la nostra identità T*, negando una parte di noi.

In questo quadro, la rivendicazione di una visibilità transgender, se non addirittura di un orgoglio, è sovversiva, liberante e rivoluzionaria sul piano sociale e culturale, oltre che salvifica sul piano personale. Poter finalmente dire: “Sono una persona transgender e rivendico la mia visibilità” significa permetterci di esistere al di fuori dello schema binario, di legittimarci, di amarci.

Un amore verso noi stess* che, portato nel mondo, assume una valenza culturale e politica. E’ anzitutto amando noi stess* per quello che siamo e non per ciò che la società ci impone di essere, che mettiamo in discussione e relativizziamo l’ordine binario, sovvertendo gli stereotipi ricevuti. Un processo, quello della relativizzazione della visione assoluta, limitata e limitante di un mondo a due colori, che riveste una grande importanza per ogni persona transgender. Una persona trans* che ha fatto un lavoro su di sé (un esempio è la vecchia ma sempre validissima “autocoscienza”) per uscire dalle logiche di “adeguamento” e sposare quelle di “affermazione”, non accetterà di sottoporsi ad interventi chirurgici o trattamenti ormonali non desiderati, non cadrà nella trappola del “passing” 2, prenderà posizione e si difenderà dagli episodi di transfobia, difenderà la sua dignità. Vivrà, insomma, una vita migliore.

Ben venga quindi la “Giornata internazionale della visibilità transgender” che, a differenza del 20 novembre, “Transgender Day Of Remembrance” (Giornata della Memoria Transgender), giorno in cui commemoriamo le vitttime di odio transfobico, ci offre l’occasione per sorridere, festeggiare, affermarci con fierezza.

1 Chi non si riconosce nel sesso di nascita ha come unica alternativa il passaggio al sesso opposto, come in Italia prevede la legge 164/82, “Norme in materia di retticazione di attribuzione di sesso”.

2 La convinzione secondo la quale solo la donna o l’uomo transgender che “passino”/”sembrino” donne biologicamente femmine o uomini biologicamente maschi, possibilmente aderenti ai correnti canoni estetici di bellezza e desiderabilità, siano davvero “riusciti”, “venuti bene”. Questa convinzione porta molte persone transgender a sottoporsi ad importanti interventi chirurgici, spesso dannosi per la salute, di chirurgia ricostruttiva. Il fine è la piena “mimetizzazione” nella società, o “modalità stealth”, espressione importata dal linguaggio bellico, che indica gli aerei capaci di rendersi invisibili ai radar.
fonte: http://transgenderfreedom.com di Monica Romano Articolo pubblicato sulla rivista di cultura LGBT “Il Simposio”

Lgbt: Convegno "Le persone transessuali: bisogni sanitari, psicologici e sociali" a Milano il 23 marzo

“Convegno - Le persone transessuali: bisogni sanitari, psicologici e sociali.” Accreditato ECM-CPD e CROASS. Mercoledì 23 marzo 2016 dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 16, presso la Biblioteca Comunale Lentate sul Seveso via Monte Santo 2 Camnago raggiungibile tramite FFS/Trenord, fermata Camnago.

Panoramica: Questo percorso formativo si trova inserito all’interno del progetto “Connessioni di Cambiamento” per l’inclusione sociale delle persone che si prostituiscono sul territorio di Lentate sul Seveso. Nasce dalla considerazione e dall’evidenza che i bisogni delle persone transessuali risultano scoperti sul territorio e che i servizi fanno talvolta fatica a rispondere efficacemente alle problematiche emergenti. La situazione di precarietà, l’alto tasso di marginalità, le problematiche sanitaria (terapie ormonali fai da te, rischio di malattie MTS), il forte abuso di sostanze (in particolare alcool), la situazione di essere vittime dell’usura, la condizione di clandestinità, la forte discriminazione sociale, sono tutti potenziali aspetti di un’unica problematica, i quali non riescono a trovare risposta né parzialmente né tanto meno a livello complessivo.

Obiettivi:
Aumentare la conoscenza da parte degli operatori sanitari della tipologia della domanda e della specificità dei bisogni di salute delle persone transessuali;
Offrire un quadro di riferimento teorico rispetto a omosessualità, transessualità, transgenderismo e bisessualità;
Sviluppare le competenze di ciascun operatore nell’accogliere le richieste e nell’instaurare una corretta relazione d’aiuto, tenendo conto della specificità dell’utenza transessuale

Relatori:
Responsabile scientifico Giovanni Fioni Responsabile MTS ATS Brianza
Antonia Monopoli Responsabile Sportello Trans di Ala Milano Onlus
Antonio Prunas Psicologo e dottore di ricerca in psicologia clinica Università degli Studi di Milano – Bicocca
Chiara Repetto Psicologa del lavoro
Arianna Vecchi Psicologa e operatrice del progetto Connessioni di Cambiamento

Programma:
9,00/9,30 Saluti delle Autorità
9,30/13,30 I Sessione
Proiezione video “O sei uomo o sei donna…Chiaro?!” di E. Vanni
Storia del fenomeno transessuale e del movimento ad esso connesso
Aspetti, problematiche e realtà sociale dell’omosessualità, transessualità e transgenderismo
Immaginario delle persone transessuali nei riguardi dei servizi: difficoltà nell’utilizzo
Immaginario comune nei confronti delle persone transessuali
Le tecniche di comunicazione e gli ostacoli comunicativi più comuni nel rapportarsi con persone transessuali
Difficoltà nell’inserimento lavorativo
14,00/16,00 II Sessione
Percorso di cambio di genere, con particolare attenzione al periodo definito di “transizione”
Problematiche sanitarie e psicologiche legate a tale percorso
Lo sviluppo dell’identità e del ruolo sessuale
Aspetti giuridico-legislativi
ECM-CPD – Compilazione della verifica dell’apprendimento e della scheda di valutazione del gradimento.

Informazioni utili:
Accreditamento: Secondo le indicazioni contenute nella D.G.R. n. 11839 del 23.12.2015 all’evento saranno stati preassegnati n. 4,2 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie L’attestato crediti sarà rilasciato a chi avrà raggiunto la soglia minima di partecipazione (oggettivata dalla firma di presenza), risposto correttamente ad almeno l’80% delle domande e compilato il questionario di gradimento.
L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del Progetto “Connessioni di Cambiamento” cofinanziato da Regione Lombardia (bando emanato con decreto n. 8861/2014).
Segreteria Organizzativa UO Sviluppo e Formazione RU – ATS della Brianza Viale Elvezia 2 – 20900 Monza Tel. 039.2384288/9 fax 039.2384839
per la compilazione del modulo di iscrizione: https://www.ats-brianza.it (iscrizioni on line)
Potete scaricare la locandina con il programma
fonte: http://www.sportellotransalamilano.it

mercoledì 27 gennaio 2016

Lgbt: David Bowie, i ricavi dell’ultimo album in donazione alla ricerca contro il cancro

L’etichetta di David Bowie ha annunciato che i profitti legati alla vendita del suo ultimo album “Blackstar” verranno riversati nella ricerca contro il cancro. Milioni di fan si sono svegliati lunedì mattina con una notizia di una tristezza assoluta. L’artista è morto, colpa di un cancro che aveva combattutto per 18 lunghi mesi.

Sono stati numerosi gli artisti e sconosciuti che hanno deciso di rendere omaggio all’icona del rock e del pop. Tutti in uno stile diverso, ma con uno stesso messaggio di fondo: il grande Bowie rimarrà per sempre una leggenda della musica. D’altronde ci ha sempre sorpreso, così come con il suo ultimo album, il 25esimo, intitolato “Blackstar”.

Che si sia trattata di una sua ultima volontà oppure di un’iniziativa spontanea degli eredi del cantante, al momento non lo sappiamo, ma tutti i profitti legati alle vendite di questo album verranno riversati a istituti di ricerca contro il cancro. Tanto di capello. Rough Trade l’ha annunciato su Twitter. Un bel gesto che trasformerà l’amore dei fan in un aiuto concreto alle persone affette da questa malattia.
fonte: http://www.darlin.it/cultura-pop

Lgbt: Triangoli rosa e neri per non dimenticare

Il 27 gennaio è la giornata individuata dall’Assemblea internazionale delle Nazioni unite per ricordare le vittime della sterminio nazifascista. insieme a Ebrei, Rom, Sinti, Jenisch e testimoni di Geova, anche numerosi omosessuali furono internati nei campi di concentramento durante il Terzo Reich.
Secondo i dati rinvenuti negli archivi di diversi lager, presso i tribunali e gli uffici di polizia, nel 1943 i campi di concentramento avevano già ospitato 46.436 persone omosessuali. A distinguere gli omosessuali dagli altri prigionieri era, nel caso degli uomini, un triangolo rosa cucito sulla divisa all’altezza del petto; nel caso delle donne, un triangolo nero. Contrariamente a quanto avvenne in Germania, in Italia il regime fascista, nel replicare le persecuzioni naziste, preferì ignorare l’omosessualità.
Sulla base di questa politica del silenzio, il codice penale italiano non previde mai la penalizzazione dell’omosessualità, demandandone la repressione alla sfera morale e religiosa. Qualora fosse stato necessario intervenire, si affermò, le forze dell’ordine possedevano già gli strumenti necessari.
Tali strumenti erano tre tipi di provvedimenti: la diffida (una sorta di avvertimento pubblico a abbandonare un comportamento “criminoso”, pena l’incorrere in provvedimenti più severi), l’ammonizione (una specie di arresti domiciliari della durata di due anni) e soprattutto il confino, cioè la residenza coatta in un luogo lontano da quello in cui la persona viveva, con limitazioni della libertà personale.

La condanna al confino significava l’allontanamento da parenti, amici, compagni, ma anche la condanna pubblica e l’ostracismo sociale. L’arresto portava con sé traumatiche conseguenze: molti parenti rifiutarono di avere contatti con i confinati per omosessualità; vittime di una mentalità in cui l’omosessualità era un peccato imperdonabile, gli omosessuali stessi soffrirono per il disonore gettato sulle proprie famiglie. Nessun riconoscimento spettò agli ex confinati omosessuali alla fine della guerra. Alcuni di loro chiesero la pensione come ex confinati. Nulla però risultava dai loro dossier, dove solo un numero in codice indicava la loro reale condizione. Nessuno riuscì ad ottenerla, così come nessuno riuscì ad ottenere la riabilitazione da parte dello Stato. In occasione della Giornata della Memoria, diversi circoli Arcigay mettono in capo iniziative per divulgare la memoria dell’Omocausto.

A Udine, ad esempio, il Comitato Territoriale Arcigay Friuli Nuovi Passi dà appuntamento alle 19:15 in Piazzetta Lionello (davanti alla sede del Comune di Udine) per mettere in atto la performance teatrale DISCORSI d’ODIO a cura del gruppo teatrale CCFT, seguito degli interventi dei rappresentanti di Arcigay e Arcilesbica, il sindaco di Udine Furio Honsell e il presidente di ANPI Udine Dino Spanghero.
A Bologna, alle 10 le associazioni lgbt parteciperanno alla commemorazione ufficiale delle vittime LGBT del nazifascismo, alla presenza di autorità e istituzioni presso il monumento a loro dedicato nei Giardini di Villa Cassarini. Durate la giornata, inoltre, verranno distribuiti segnalibri con triangoli rosa e neri, a ricordo dei deportati gay e delle deportate lesbiche nei campi di concentramento.
A Roma, nella sede del Gay center, è in programma dalle 19 il laboratorio di caviardage sulle vittime omosessuali del nazifascimo. In quegli stessi spazio è allestita fino al 31 gennaio una mostra sull’Olocausto.
A Torino, CasArcobaleno ospita fino al 30 gennaio due mostre dedicate all Giornata della memoria: la prima, Adelmo e gli altri – omosessuali al confino nel Materano, a cura di Cristoforo Magistro, raccoglie documenti risalenti al periodo fascista, quando le persone omosessuali venivano mandate al confino.
I dossier recuperati, contenenti le testimonianze fotografiche non solo delle persone omosessuali, ma anche delle forze dell’ordine, sono stati catalogati e sono esposti per la prima volta in Italia; la seconda mostra, Rosa cenere, a cura di Jacopo Campagni e prodotta da Arcigay Il Cassero di Bologna, raccoglie le tavole di diciannove giovani artisti, attivi nel campo dell’illustrazione e del fumetto, alle prese con il racconto per immagini di raccontano undici storie di gay e lesbiche perseguitati durante il nazifascismo.
Il 27 gennaio, alle 20.30, sempre a CasaArcobaleno verrà proiettato film Aimée & Jaguar, ispirato alla storia vera di Lilly Wust e della sua relazione con Felice, una ragazza ebrea che militava nella resistenza berlinese durante la fine della seconda guerra mondiale. Infine, venerdì 29 gennaio alle 20.30 verrà proiettato il documentario Le rose di Ravensbrück – Storia di deportate italiane, con la regia di Ambra Laurenzio.
A Trento per la prima volta quest’anno la celebrazione ufficiale della Giornata della Memoria del Comune sarà dedicata all’omocausto: il 27 gennaio alle 17, nella Sala Falconetto di Palazzo Geremia (via Belenzani 20) Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino. Parlerà di “La persecuzione nazi-fascista dell’omosessualità“; giovedì 28 gennaio alle 21 al Cinema Astra Multisala (corso Buonarroti 16) è in programma la proiezione del film “Bent” di Sean Mathias.
A Perugia il 27 gennaio alle 19.30 è in programma l’incontro “Omosessuali: dalla deportazione di ieri alla negazione dei diritti di oggi” in collaborazione con Circolo Arci Island, ANPI Perugia e ANPI Studentesca UniPG. Il 29 gennaio alle 21 si terrà al Teatro di Figura Umbro lo spettacolo teatrale Le fate della notte.
A Pavia lunedì 1 febbraio alle 21 in Aula del ‘400, Piazza Leonardo da Vinci, Arcigay Pavia “Coming-aut” e Universigay presentano “La Memoria sono anch’io”, una serata per tributare a ciascuna minoranza, a ciascuna vittima, il doveroso ricordo.
A Mantova venerdì 5 febbraio alle 21 allo Spazio Studio Sant’Orsola (via Bonomi 3), Arcigay la Salamandra di Mantova con ars Creazione e Spettacolo presenta “Un’altra memoria – un reading per ricordare”, Iniziativa didattica aperta al pubblico delicata agli allievi delle per medie e superiori.
A Genova resta allestita nella Sala Dogana di Palazzo Ducale fino al 7 febbraio la mostra Diritti e pregiudizi – ieri e oggi a cura di Alice Merlo e Valentina Marzi (da martedì a domenica, dalle 15 alle 20. Ingresso libero).
fonte: http://www.arcigay.it/triangoli-rosa-e-neri-per-non-dimenticare/

giovedì 21 gennaio 2016

"Lgbt: È ora di essere civili" #svegliatitalia Il 23 gennaio in piazza

#svegliatitalia. Ddl Cirinnà, la discussione in Senato si avvicina. E il tema dei diritti civili sarà al centro di una giornata di mobilitazione prevista per sabato 23 gennaio. Lo slogan è “Svegliatitalia”: oltre cento piazze. Poi un presidio permanente all’esterno del Senato della Repubblica. Parte della piattaforma programmatica è costruita intorno a un appello diffuso da Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit. Perché “che piaccia o no è già famiglia”.

Questo il testo dell’appello:
«L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.
Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti».


Qui
l’elenco delle piazze in cui, il 23 gennaio, si terranno le iniziative
fonte: http://saviano.blogautore.repubblica.it twitter: @carminesaviano

Lgbt: Corte Costituzionale, transessualismo, diritto alla salute e diritto all’identità di genere - segnalazione dell'avv. Nicola Posteraro

Corte Costituzionale, 21 ottobre 2015, n. 221
Pres. A. Criscuolo – Red. G. Amato - giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso), promosso dal Tribunale ordinario di Trento, nel procedimento vertente tra D.B. e Pubblico ministero presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Trento, con ordinanza del 20 agosto 2014, iscritta al n. 228 del registro ordinanze 2014 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 52, prima serie speciale, dell’anno 2014.

Transessualismo – Art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) – necessità di modificazione chirurgica dei tratti sessuali primari al fine di ottenere la rettificazione anagrafica del sesso – non sussiste.
Con un’ordinanza del 20 agosto 2014, il Tribunale ordinario di Trento sollevava – in riferimento agli artt. 2, 3, 32, 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 14 aprile 1982, n. 164 (Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso).

Tale disposizione prevede che “La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali”.
Ad avviso del giudice rimettente, la disposizione censurata si poneva in contrasto con gli artt. 2 e 117, primo comma, Cost., in relazione all’art. 8 della CEDU, poiché la previsione della necessità, ai fini della rettificazione anagrafica dell’attribuzione di sesso, dell’intervenuta modificazione dei caratteri sessuali primari attraverso trattamenti clinici altamente invasivi, “pregiudicherebbe gravemente l’esercizio del diritto fondamentale alla propria identità di genere”.

Veniva, inoltre, denunciato il contrasto con gli artt. 3 e 32 sottoposizione della persona a trattamenti sanitari (chirurgici o ormonali), estremamente invasivi e pericolosi per la salute. Il Tribunale rimettente, chiamato a fare applicazione dell’art. 1 della legge n. 164 del 1982, escludeva la possibilità di interpretare la disposizione in esame nel senso di ritenere ammissibile la rettificazione dell’attribuzione di sesso, anche in assenza della modificazione dei caratteri sessuali primari. In particolare, il giudice a quo osservava che l’art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), prevedendo che “Quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo autorizza con sentenza passata in giudicato”, sembra consentire che il trattamento medico-chirurgico sia solo eventuale. Il rimettente ha ritienuto, tuttavia, che la previsione di tale eventualità non significasse che la rettificazione di attribuzione di sesso potesse essere ottenuta a prescindere dall’adeguamento dei caratteri sessuali primari, bensì soltanto che potessero esservi casi concreti nei quali gli stessi fossero già modificati (ad esempio, per un intervento già praticato all’estero, ovvero per ragioni congenite).

Il giudice a quo ha osservato, inoltre, che l’imposizione di un determinato trattamento medico, sia esso ormonale, ovvero di riassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali, costituirebbe una grave ed inammissibile limitazione del diritto all’identità di genere. Ad avviso del rimettente, il raggiungimento dello stato di benessere psico-fisico della persona si realizza attraverso la rettificazione di attribuzione di sesso, e non già con la riassegnazione chirurgica sul piano anatomico (dalla persona non sempre voluta).

Nel merito, i giudici, con una interpretativa di rigetto, affermano la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge n. 164 del 1982 non è fondata. Ciò in quanto la disposizione in esame costituisce l’approdo di un’evoluzione culturale ed ordinamentale volta al riconoscimento del diritto all’identità di genere quale elemento costitutivo del diritto all’identità personale, rientrante a pieno titolo nell’ambito dei diritti fondamentali della persona (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU). >>CONTINUA A LEGGERE CLICCANDO QUESTO LINK

lunedì 11 gennaio 2016

Lgbt: TANTE PIAZZE PER L'UGUAGLIANZA Sabato 23 tutte e tutti in piazza per l'uguaglianza!

Il 26 Gennaio il senato inizierà a votare la legge sulle unioni civili. Il momento di far sentire la nostra voce è ora!
Organizza nella tua provincia una manifestazione o parecipa a quelle che saranno organizzate.
Le pubblicizzeremo qui! Tutte e tutti in Piazza!: https://m.facebook.com/events/888317714571052?acontext={%22ref%22%3A3%2C%22action_history%22%3A%22null%22}&aref=3&ref=bookmarks

UNIONI CIVILI, ASSOCIAZIONI LGBT COMPATTE: "TANTE PIAZZE PER RACCONTARE L'UGUAGLIANZA"
Il 23 gennaio mobilitazione nazionale in numerose città italiane. Dal 26 gennaio presidio nei pressi del Senato.
Non una ma tante piazze in tutta Italia per dare forza al traguardo dell'uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese.

Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 26 gennaio, è previsto un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l'attenzione e l'apprensione per il dibattito in corso. "Non rispondiamo alla provocazione di chi in queste ore cerca di organizzare il solito schema delle piazze contrapposte: noi ci rivolgiamo al Paese intero", mettono in chiaro i portavoce delle associazioni.

"Abbiamo individuato il prossimo 23 gennaio come giornata di mobilitazione nazionale: stiamo lavorando sui territori, coinvolgendo sia le forze della società civile sia il mondo associativo delle realtà lgbt, per costruire le reti necessarie per far esprimere a gran voce la domanda di diritti e di uguaglianza che in questo Paese da troppo tempo rimane inascoltata. Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell'uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico. Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone".

Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:
"L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.
Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.
La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti."

Nei prossimi giorni saranno forniti i dettagli relativi alle manifestazioni.
fonte:evento fb TANTE PIAZZE PER L'UGUAGLIANZA

Lgbt: David Bowie, capace di trasformare in arte persino la propria morte

In cinque decenni di musica e cultura l'artista inglese ha attraversato generi e anticipato mode, con la rara dote di rinascere dai propri errori

Per qualcuno era ancora il Duca Bianco, altri non possono fare a meno di ricordarlo come Ziggy Stardust. Per la critica “Heroes” e la trilogia berlinese sono uno dei punti più alti del pop moderno, ma la gente è impazzita soprattutto per le hit laccate come “Let’s Dance” e “China Girl”, i suoi veri successi stellari a livello di numeri.

Ognuno ha avuto il proprio David Bowie, perché David Bowie ha attraverso cinque decenni di musica muovendosi continuamente tra stili, personaggi, ispirazioni.

Non solo musicista ma anche attore e mimo, allievo di Lindsay Kemp e protagonista di film di culto come “L’uomo che cadde sulla terra” e “Miriam si sveglia a mezzanotte”. Popstar e rockstar sono definizioni limitanti per uno dei pochi che si è guadagnato a ragion veduta l’appellativo di artista. Parlando di lui si utilizza spesso il termine “camaleonte” per riassumerne le continue mutazioni.
Ma il camaleonte si adegua ai colori dello sfondo per mimetizzarsi, lui i colori invece li sceglieva e a volte sembrava inventarli.
Perché i molteplici mondi che ha attraversato sono sempre stati filtrati attraverso la sua visione, il suo modo di fare musica con un marchio di fabbrica indelebile nel creare melodie e impastare armonie. Da “Space Oddity” (1969) all’ultimo “Blackstar” c’è un filo rosso che unisce tutti i lavori di Bowie, ed è rappresentato dalla sua voce e dalla sua scrittura. Capaci di far propri stili e generi diversissimi: dal glam rock sessualmente ambiguo di Ziggy e “Aladdin Sane” alle atmosfere black fumose del philly sound di “Young Americans”; dall’algida elettronica di “Low” e “Heroes” (realizzati con Brian Eno) al pop di avanguardia di “Scary Monsters”.

Moltissimi personaggi chiave del rock moderno sono passati da Bowie e a lui devono qualcosa: ha lanciato Lou Reed dopo la fine dei Velvet Underground producendo quel capolavoro che è “Transformer”, ha fatto rinascere Iggy Pop mettendosi persino al suo servizio come tastierista nei concerti. I Queen e Mick Jagger hanno duettato con lui, i Nirvana hanno portato ai ragazzi degli anni 90 un pezzo ("The Man Who Sold The World") che lui si era permesso il lusso di aver dimenticato.

Nei suoi anni 70 c’è tutto: una furia creativa che portò a 12 album, talmente vari e pieni di perle che molti artisti, anche blasonati non riuscirebbero a eguagliare in tre vite. Eppure alla fine di quel decennio Bowie aveva solo 33 anni. E infatti ricominciò da zero, per ottenere quello che ancora gli mancava: il successo planetario. Con “Let’s Dance” l’artista di culto (e dei culti esoterici) si trasformò nella popstar capace di riempire stadi e sbancare le classifiche.
Un successo tale da fargli perdere contatto con la propria realtà artistica, al punto che lui stesso confessò che in quegli anni “perdeva più tempo a correre dietro alle ragazzine che a scrivere canzoni”. Ma se Bowie è passato indenne da una generazione all’altra, capace di resistere anche a rivoluzioni come quella punk e grunge, è stato per la capacità di utilizzare anche i momenti bui come spunto creativo, per rinascere.

I suoi anni 90 sono stati caratterizzati da un album sperimentale e coraggioso come “Outside” (ancora con l’aiuto di Brian Eno), e da fughe in avanti in generi in non certo pop come l’industrial (con uno straordinario tour insieme a Nine Inch Nails) o il drum’n’bass con “Earthling”.

A differenza di altri artisti la sua perdita lascia un vuoto non solo per il passato ma anche per il presente. Se ci aveva in qualche modo abituati alla sua assenza con un silenzio di dieci anni dopo l’attacco di cuore del 2004, il ritorno era stato così artisticamente vitale da rimetterlo al centro della scena come punto di riferimento, ben sapendo che in realtà giocava in un campionato tutto suo. Così come il suo amico Freddie Mercury, consumato dall’Aids, aveva continuato a cantare fino all’ultimo con una voce potente e cristallina, in 18 mesi di malattia Bowie invece che essere offuscato, ha tirato fuori la testimonianza definitiva di ciò che è stato: “Blackstar” è un album diverso da ciò che si sente in giro, spiazzante. Profondamente suo. Capace di trasformare in arte persino la morte.

A volerlo leggere era tutto lì, dalla stella nera del titolo all’ultimo video di “Lazarus”: il viso tirato e scavato, che in alcune inquadrature non nascondeva nulla del male che lo consumava. Il Bowie uomo con la morte ci è venuto a patti, dopo averci persino flirtato, consumato dalla cocaina a metà anni 70. Ma l’arte di Bowie la morte non sa cosa sia.
fonte: http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?/spettacolo/speciale-david%20bowie/david-bowie-capace-di-trasformare-in-arte-persino-la-propria-morte_2153556-201602a.shtml

Lgbt: Jaden Smith, il figlio 17enne di Will Smith, è stato scelto come testimonial della nuova linea femminile di Louis Vuitton: 'Indossare una gonna per lui è naturale'

In foto Jaden Smith(primo da destra) indossa la gonna negli scatti realizzati da Bruce Weber per la nuova campagna Louis Vuitton

Jaden Smith è stato scelto come testimonial della nuova linea di abbigliamento femminile di Louis Vuitton. Il figlio 17enne di Will Smith nel servizio fotografico realizzato a Tampa, in Florida, indossa la gonna.


Il ragazzo posa con disinvoltura insieme alle modelle. Capelli raccolti, chiodo nero, maglia bianca traforata con frange, gonna a pieghe e mocassini: questo il look che sfoggia in alcune foto del servizio realizzato da Bruce Weber per la nuova campagna femminile primavera-estate 2016 di Louis Vuitton.

E' stato Nicolas Ghesquière, il direttore creativo della nota casa di moda, a sceglierlo come testimonial: "Perché Jaden Smith compare in questa campagna? Perché rappresenta una generazione che ha assimilato i codici della vera libertà, uno che è libero dai manifesti e dalle domande - ha spiegato - Indossare una gonna è per lui così naturale come per una donna che si è conquistata la libertà di indossare un trench o un tuxedo da uomo. Jaden Smith esprime qualcosa di molto interessante sull'integrazione del guardaroba globale, trova un equilibrio istintitivo, che rende il suo atteggiamento fuori dal comune, la nuova norma. Questo ispira fortemente nel processo creativo di una collezione".

La carriera di Jaden nel mondo dello spettacolo è iniziata molto presto: nel 2006 ha debuttato al fianco del padre nel film di Gabriele Muccino "La ricerca della felicità". Due anni dopo ha lavorato in "Ultimatum alla Terra". Nel 2010 ha preso il posto di Ralph Macchio nel remake di "Karate Kid" e nel 2013 ha condiviso di nuovo il set con il famoso papà in "After Earth". Da Will Smith ha ripreso anche la passione per la musica e ha duettato insieme a Justin Bieber nella canzone "Never Say Never".
Ora Louis Vuitton l'ha voluto come testimonial di una linea femminile e Jaden non ha avuto nessun problema a indossare la gonna.
fonte: http://www.gossip.it scritto da Francesca Romana Domenici

lunedì 4 gennaio 2016

Lgbt: A Roma dal 9 gennaio parte il progetto "No Gender Zone"

No Gender Zone è uno spazio costituito all'interno del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e pensato per riunire, accogliere e tutelare le persone senza alcun pregiudizio o giudizio sul genere di elezione, difendendone i diritti umani, realizzando e promuovendo benessere, cultura e informazione.

PER MAGGIORI INFO: No Gender Zone
https://m.facebook.com/groups/829398467170386


Il 9 gennaio rappresenterà la prima occasione di incontro per persone transessuali e non, al fine di creare un gruppo di auto-aiuto rispetto al proprio percorso, all'inserimento sociale e lavorativo, ma anche per discorrere piacevolmente di arte, cultura, letteratura, cinema e per confrontarsi vicendevolmente. Tutto ciò avverrà senza alcuna discriminazione di "gender", cosa che troppo spesso accade e che ci proporremo di combattere.

Gli incontri inizieranno dalle 17.30 fino alle ore 21 e si terranno un sabato si ed un sabato no, e di volta in volta affronteremo temi di interesse comune, proiezione di film a tematica transessuale, corsi di teatro come supporto al percorso trans e dibattiti.

Agli incontri di volta in volta parteciperanno psicologi, endocrinologi, medici chirurghi ed avvocati che hanno gia' seguito e supportato percorsi di transizione disposti al dibattito e ad aiutare, non solo con consigli verbali.
Interverranno inoltre anche autori di libri inerenti al DIG e si terra' anche un corso di teatro come supporto alla transizione.


PER INFO:
Il progetto "No Gender Zone" è ospitato dal Circolo Mario Mieli- via Efeso 2A Roma
fonte: evento No Gender Zone.

sabato 26 dicembre 2015

"News dal mondo lgbt..Fashion and much more" HAPPY BIRTHDAY 6 YEARS!

Oggi 26 dicembre 2015 il nostro blog compie 6 anni!!!

Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...
Ringrazio a chi passa casualmente...
Ringrazio chi c'è regolarmente...
Ringrazio tutti, ma proprio tutti i lettori....

Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009 e oggi, dopo 6 anni, proprio nel momento in cui scrivo, il primo contatore segnala 206.867 lettori...

Nel primo contatore (rosso) sul lato destro in home page, si può vedere (dal 26 dicembre 2009) il numero aggiornato delle visite.
Nel secondo, da settembre 2012, si rilevano anche le nazioni collegate.

Ricordo benissimo quando nel 2009 pubblicai i miei primi post, con la speranza (e un pò col dubbio) che qualcuno li avesse letti.
Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...

Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori.

Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Interviste Esclusive, Danza, Moda e Stile, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, e tanto altro...

Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger essere seguiti e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, essendo tradotto in circa 50 lingue, anche dal resto del mondo.


Colgo l'occasione per ringraziare anche i collaboratori del mio blog: le Redazioni, i Registi, i Festival, le Associazioni lgbt, gli Artisti, gli altri Blogger e le tantissime altre realtà, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.

Un grazie speciale va anche a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio uno per uno per il vostro apporto !

A tutti i lettori dico che le vostre visite e commenti mi danno sempre più voglia e la convinzione di continuare. Il mio successo lo fate voi, la parte più importante del blog..

Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/

lunedì 14 dicembre 2015

Lgbt: Cos’è “Carol” il film con più nomination ai Golden Globes

È un dramma sentimentale con Rooney Mara e Cate Blanchett: racconta l'amore tra due donne nella New York degli anni Cinquanta, se ne parla benissimo

Nel primo pomeriggio del 10 novembre sono state annunciate tutte le nomination ai i Golden Globes 2016. Il film che ha ricevuto più nomination è Carol: è un dramma sentimentale diretto da Todd Haynes – il regista di Io non sono qui e Lontano dal paradiso – e uscirà in Italia il 5 gennaio. Carol ha ottenuto cinque nomination: per il miglior film nella categoria drama, per la miglior regia, per la miglior colonna sonora originale e due nomination (su cinque complessive) per il ruolo di miglior attrice in film di genere drama – una per Cate Blanchett e una per Rooney Mara, le due attrici protagoniste del film.

Negli Stati Uniti Carol è uscito a novembre ed è stato apprezzato sia dal pubblico che dalla critica cinematografica: è ambientato nella New York degli anni Cinquanta e racconta la storia d’amore tra una ragazza di diciannove anni (Therese) e Carol, una donna con più anni di lei (interpretata da Blanchett) e in crisi con il marito (interpretato da Kyle Chandler). Therese è invece interpretata da Rooney Mara, che dopo che il film è stato presentato a Cannes ha vinto il Premio per la miglior attrice in un film in concorso al Festival. Carol è tratto dall’omonimo romanzo scritto nel 1952 da Patricia Highsmith, che al tempo usò lo pseudonimo “Claire Morgan”.

Su IMDB il voto medio tra quelli dati a Carol da oltre 4mila utenti è 7,8 su 10. Ai critici cinematografici il film è in genere piaciuto ancora di più: il Metascore del film – un voto ottenuto facendo una media delle principali recensioni fatte da critici professionisti – è di 94 su 100. Peter Bradshaw, il più noto critico del Guardian ha dato a Carol cinque stelle su cinque e ha scritto che il film «è un denso e sensuale, molto ben studiato, molto dettagliato e “ben arredato”. Tutto è presentato in modo superbo: gli abiti, le acconciature, le automobili, i vagoni dei treni, i giradischi, i rossetti e le sigarette. La combinazione di tutti gli elementi dà dipendenza». Su Variety Justin Chang ha scritto che «nemmeno le alte aspettative sono sufficienti a preparare al notevole impatto di Carol, una storia d’amore costruita in modo squisito e molto sentito, che è capace di mostrare ogni ombra e sfumatura delle vite interiori dei suoi protagonisti». Chang spiega che il film è girato «con intelligenza suprema e incredibile compostezza» e scrive che il film riesce a essere allo stesso tempo sia sofisticato che accessibile.

I Golden Globes sono i premi televisivi e cinematografici che verranno assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association, un’associazione di giornalisti statunitensi che si occupano di cinema e televisione: quelli che votano sono 90. A differenza degli Oscar i Golden Globe riguardano quindi sia cinema che televisione, sono comunque il secondo più importante premio cinematografico dopo gli Oscar e sono spesso molto indicativi per provare a capire come andranno gli Oscar. I Golden Globes saranno assegnati il 10 gennaio 2016.
Al link Carol Trailer Italiano Ufficiale:
https://www.youtube.com/watch?v=WFn2MFQcHWw
fonte: http://www.ilpost.it/2015/12/10/carol-golden-globes/

venerdì 4 dicembre 2015

Lgbt: Apple guadagna ancora il punteggio perfetto nel questionario Corporate Equality Index

Apple ha ottenuto un ulteriore riconoscimento, oltre alla prima posizione nella classifica delle aziende più innovative al mondo. Per il 14esimo anno consecutivo, Apple ha ottenuto un punteggio perfetto nel sondaggio Corporate Equality Index della fondazione Human Rights Campaign a favore dell’uguaglianza sessuale.

Per il 14esimo anno di fila quindi Apple riesce a registrare un punteggio perfetto. Questo sondaggio, lo ricordiamo per chi non avesse mai seguito le notizie sull’argomento negli anni passati, serve a valutare le aziende statunitensi in base all’uguaglianza bisessuale, gay e transgender. Apple ha raggiunto il punteggio perfetto insieme ad altre 20 aziende tech in USA come Facebook, Intel, Microsoft, Tesla e Twitter.

Tra i criteri utilizzati per valutare le compagnie troviamo politiche non discriminanti, benefici per i dipendenti, competenza organizzativa dimostrata e inclusione circa la diversità LGBT, nonché impegno pubblico verso l’uguaglianza LGBT.
Risultato importante per Apple che si è sempre distinta in questo campo e che da 14 anni si trova ad essere un esempio nella lotta alla discriminazione.
fonte: di Francesco Siciliani http://www.iphoneitalia.com via http://appleinsider.com

Lgbt: Daniele Sartori a Lecce per il "SALENTO RAINBOW FILM FEST" con il film “Contatto forzato” e i nuovi docu-shorts “Gloria Darling” e “Priscilla in Mykonos“

Dall’11 al 13 dicembre 2015 presso lo Spazio Manifatture Knos di Lecce si terrà la seconda edizione del Salento Rainbow Film Fest, rassegna cinematografica queer ideata dall’Associazione “LEA – Liberamente e Apertamente” e curata con la preziosa collaborazione di Giovanni Minerba, direttore del Festival di Torino TGLFF.
Sabato 12 dicembre alle ore 19.15 allo Spazio K, il regista Daniele Sartori dialogherà col pubblico e incontrerà la giornalista Alessandra Lupo.
A seguire saranno proiettati “Contatto forzato”, film ambientato durante la Seconda guerra mondiale, vincitore al Macon Film Festival 2015 di due premi (Best LGBT Short & Best Cinematography) e i nuovi docu-shorts “Gloria Darling” e “Priscilla in Mykonos“, dedicati alle due drag queen italiane protagoniste assolute della queer island greca per eccellenza: Mykonos. Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale del Festival: http://www.salentorainbowfilmfest.com

IL FILM “CONTATTO FORZATO”
Recensione a cura del Critico cinematografico Vincenzo Patanè: “In Contatto forzato Daniele Sartori evidenzia la sua non comune versatilità, che lo vede capace di affrontare con uguale piglio generi estremamente differenti fra di loro, e soprattutto una sempre maggiore efficacia, frutto anche di una piena padronanza di sé e dei propri mezzi espressivi.
Il corto racconta di due soldati fascisti, imprigionati dai partigiani nei giorni precedenti la liberazione, nell’aprile 1945: il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti), comandante di una brigata, e il soldato altoatesino Detlef Hagermann (Diego Facciotti).
I due vengono portati in una stalla, bendati e legati saldamente assieme da corde strette e opprimenti che li obbligano a una vicinanza coatta. L’arma vincente del film è l’ambiguità di una sceneggiatura calibrata e senza sbavature e di un team di persone in stato di grazia – in primis il supervisore artistico Ivan Stefanutti, il direttore della fotografia Flavio Zattera e la musicista Marina Penzo – che fanno di questo racconto un gioiello, curato in ogni particolare e denso di significato.
Un significato che si esalta soprattutto nel rapporto profondo e autentico che si viene a creare fra i due protagonisti, legati – non a caso la corda è un elemento visivo costante, dalle evidenti valenze simboliche – da un senso di complicità e di umana pietas, che permette di attenuare il dolore e lo scoramento. Pur accomunati dal caso, i due protagonisti – ritratti in più occasioni in pose sensuali, di plastica bellezza, ravvivata da una luce caravaggesca – trovano infatti assieme il coraggio per superare quel momento tremendo; merito delle parole ma anche del contatto fisico perché talora, grazie ad esso, anche se “forzato”, tocchiamo un angelo, destinato magari ad aiutarci nella nostra risalita”

DOCU-SHORTS “GLORIA DARLING” & “PRISCILLA IN MYKONOS”
“Si tratta di due corti nati e cresciuti a Mykonos, due work in progress sviluppati durante la mia permanenza sull’isola – dice Daniele Sartori – Ho raccolto tantissimo materiale, indipendentemente dal suo utilizzo. In passato ho lavorato con artisti drag per il Queer Lion, il Padova Pride Village, nel film Doris Ortiz e in What about Alice. Molti di loro sono ragazzi artisticamente davvero seri e preparati. Le drag queen sono i classici della queer culture e Mykonos è da sempre un riferimento. Lì, ho incontrato i due performer più talentuosi: Gloria Darling e Priscilla. Due interpreti italiani stilisticamente agli antipodi ma accomunati da talento e da qualcosa di veramente interessante da raccontare, sia artisticamente che umanamente parlando”

LINK Trailer “CONTATTO FORZATO”
https://www.youtube.com/watch?v=5XUDmuKw278

LINK Trailer “GLORIA DARLING”
https://vimeo.com/146488007

LINK Trailer “PRISCILLA IN MYKONOS”
https://vimeo.com/146487298
fonte: http://lostinvauxhall.com

Lgbt: Twizz investe in formazione, a Torino focus sul Giappone

È il Giappone l’ultimo arrivato in casa Twizz, il brand di Tau Viaggi specializzato nel segmento lgbt. Ed è proprio a questa meta, in continua crescita sul mercato italiano, che l’operatore ha dedicato, a Torino, il 60esimo evento di formazione per i dettaglianti.

“Nei confronti delle agenzie - spiega l’a.d. Franco Fumagalli - abbiamo assunto un impegno concreto, che si va rafforzando di anno in anno. Rispetto al trend di oggi, che spinge gli operatori sempre più verso i webinar, noi abbiamo deciso di fare un passo indietro e investire su incontri diretti con i dettaglianti, in collaborazione con gli enti del turismo. Una modalità di fare formazione che piace ancora agli adv, come dimostra l’alta adesione anche a questo incontro di Torino, che ha visto intervenire oltre 60 partecipanti”.

L’impegno dell’operatore proseguirà anche per il prossimo anno: “Per il 2016 - sottolinea Fumagalli - abbiamo previsto di organizzare almeno altri 40 incontri sulle diverse nostre mete in programmazione. Gli agenti di viaggi sono per noi fondamentali e, anche se il consumer può consultare il nostro portale costruendosi su misura il proprio viaggio, poi deve sempre finalizzare la pratica in agenzia”.

Intanto Twizz stima di chiudere il 2015 con un incremento considerevole del fatturato: “Dal 2102, anno di nascita del brand, l’aumento è stato costante - dichiara Fumagalli - e quantificabile in un più 20, 25 per cento rispetto all’anno precedente. I prodotti più richiesti sono Israele, Canarie ma anche gli Stati Uniti. Per quanto riguarda, invece, il Giappone, l’interesse della nostra clientela sta aumentando perché si tratta di una meta versatile, che è ricca di spunti interessanti e si presta anche ad essere abbinata, ad esempio, alle Cook e agli Stati Untii per un giro del mondo”.
fonte: di Stefania Galvan http://www.ttgitalia.com/

Lgbt: Giornata Mondiale contro l’AIDS, a Ragusa l’importanza della prevenzione spiegata dai ragazzi

In foto al centro il dottore Francesco Gebbia responsabile del reparto di malattie infettive dell'ospedale di Modica provincia di Ragusa,a sinistra padre Giorgio Occhipinti, a destra Gloria Gramaglia referente per la Sicilia, dell’Associazione Libellula.

Sensibilizzare ma soprattutto informare per prevenire. Questi i concetti chiave attorno cui ha ruotato l’iniziativa, organizzata, ieri pomeriggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’A.I.D.S, dall’U.O.C. di Malattie Infettive dell’Ospedale Civile di Ragusa – Asp 7 in collaborazione con il Centro Commerciale Le Masserie e gli Istituti d’Istruzione Secondaria ITC Fabio Besta, indirizzo Sistemi informativi Aziendali e l’Istituto G. Ferraris di Ragusa – Liceo Artistico ad indirizzo grafico.

“In realtà – spiega il dott. Francesco Gebbia, infettivologo – con questa iniziativa ci siamo posti l’obiettivo di risensibilizzare i cittadini, e soprattutto i giovani, alle problematiche legate alla diffusione del virus dell’HIV nonché alla necessità di attuare pratiche di prevenzione. Purtroppo negli ultimi anni i mass media hanno notevolmente abbassato la loro attenzione su questa tematica, per cui si ha l’impressione che sia la condizione di infezione che della malattia stessa siano sotto controllo da parte della sanità. Alla luce dei riscontri epidemiologici si evidenzia invece una recrudescenza di tali condizioni patologiche legate soprattutto ai flussi migratori sia comunitari che extracomunitari. Da qui nasce quindi l’esigenza di sensibilizzare le giovani popolazioni alla problematica e renderli partecipi di un processo informativo che li veda protagonisti e non semplici spettatori. Ecco perché quest’anno abbiamo coinvolto nell’iniziativa un gruppo di studenti che devo dire hanno fatto un ottimo lavoro. A loro, al corpo insegnanti e ai dirigenti un grazie di cuore per aver sposato questa iniziativa che spero possa essere un primo tassello verso la costruzione di qualcosa di più grande”.

I lavori degli studenti sono stati esposti in uno spazio che la direzione del centro commerciale ha messo a disposizione per l’occasione; nello specifico gli studenti del liceo artistico hanno esposto alcuni pannelli informativi sul tema dell’HIV e sull’ importanza della prevenzione mentre i ragazzi dell’Istituto Fabio Besta hanno realizzato un documentario.

“E’ stata un’esperienza importante per noi – dicono Simone, Maria Antonietta e Massimiliano – soprattutto perché abbiamo compreso come a volte alcuni nostri atteggiamenti, dettati dalla spensieratezza e incoscienza della nostra età, possano portarci a conseguenze negative per il nostro futuro. Oggi sappiamo molto di più su questo virus del quale non si sente parlare spesso ma che è sempre presente. Siamo inoltre consapevoli dell’importanza che ha la prevenzione e il messaggio che vogliamo lanciare soprattutto ai nostri coetanei è quello di fare molta attenzione al proprio stile di vita e vedere la prevenzione come forma di tutela della nostra vita e di coloro che amiamo e non come qualcosa da rifuggire. Sarebbe inoltre opportuno che anche i giornali e le televisioni tornassero a parlare di questo problema anziché tacerlo. Se da un lato è vero che il cancro è il male del secolo, dall’altro è anche vero che il virus dell’HIV non è superato e bisogna informare e sensibilizzare con più accuratezza la popolazione”.

Don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della Diocesi di Ragusa ha poi evidenziato come a volte la scarsa conoscenza di determinate patologie possa ingenerare atteggiamenti sbagliati nelle persone: “Il non sapere, il non essere informati è spesso anche causa di un fenomeno anche più brutto di questa malattia: l’emarginazione. La non conoscenza genera paura nelle persone e così appena si apprende che un amico, un parente o un conoscente ha contratto questo virus, ancora oggi, in molti tendono ad emarginarlo anziché supportarlo e aiutarlo spiritualmente. Ecco perché è necessario informarsi e soprattutto avere sete di conoscenza. Se da un lato i media devono contribuire in questo dall’altro noi dobbiamo superare le barriere dell’indifferenza”.

Presente all’iniziativa anche Gloria Gramaglia, referente per la Sicilia, dell’Associazione Libellula che si occupa delle problematiche sociali legate al transessualismo ed al transgenderismo:”Ci rendiamo sempre più conto che negli ultimi anni, relativamente a questa problematica, si è abbassata un po’ la guardia. A questo si aggiunga lo stile di vita dei giovani di oggi che è notevolmente cambiato e crea condizioni di rischio maggiore. Crediamo, ed è quello che facciamo giornalmente con la nostra associazione, che sia importante riportare queste tematiche anche nelle scuole. Bisogna ricominciare a parlare con i ragazzi. Non è sempre facile soprattutto per la diversità di linguaggio tra noi adulti e loro. Diventa quindi importante, da parte nostra, capire che il primo passo da fare è mettersi alla pari con loro, entrare nel loro sistema. Una volta riusciti in questo far capire loro l’importanza di amare se stessi”.

Coinvolto nella manifestazione anche il mondo dello sport ragusano. È stato infatti conferito ad alcuni ragazzi, provenienti da diverse discipline sportive e che si sono distinti sia sotto il profilo della conoscenza che della sensibilità verso questa tematica, il titolo di Ambasciatore della lotta contro l’AIDS nello sport.
fonte: articolo e foto di Francesca Bocchieri per http://www.italreport.it/

martedì 1 dicembre 2015

Lgbt: Giornata Mondiale contro l'AIDS, 1 dicembre 2015: film e doc solo su Sky e MTV8

Edizione 27 per la Giornata Mondiale contro l'AIDS, ma la tv italiana la celebra solo grazie a Sky, mentre MTV lancia la campagna Safe Sexting.

1 dicembre, Giornata Mondiale contro l'AIDS: un appuntamento che unisce il pianeta dal 1988, dopo anni di difficili lotte per accendere i riflettori su un'epidemia a lungo considerata dai bigotti come una 'punizione divina' per le comunità gay. L'attenzione sulla malattia, affievolitasi negli ultimi anni nel 'mondo occidentale', si è riaccesa proprio nelle ultime settimane dopo la confessione dell'attore Charlie Sheen, dichiaratosi sieropositivo in una intervista in diretta tv. Ma la tv italiana non sembra ricordarsi della ricorrenza, lasciando solo a Sky e ai suoi canali DTT il 'compito' di ricordare al pubblico che l'AIDS non è debellato.

The Normal Heart, Ryan Murphy torna ad occuparsi di diritti gay
Il film è ambientato nell'America degli anni Ottanta, dopo i primi casi di Aids che portano un gruppo di omosessuali a chiedere aiuto al Governo
Il taglio della proposta Sky è comunque piuttosto 'glam', poco documentaristica, piuttosto incentrata sul (bellissimo e) pluripremiato The Normal Heart, film tv diretto da Ryan Murphy, prodotto da HBO e interpretato da Mark Ruffalo e Matt Bomer, in onda alle 21.05 in prima tv in chiaro su MTV8. Il film tv porta sul piccolo schermo l'omonima pièce teatrale di Larry Kramer che ha raccontato i primi anni dell'epidemia e la sua diffusione nella comunità gay di New York: al centro della storia il giornalista Ned Weeks alle prese con i pregiudizi sulla malattia e l'ostilità dell'opinione pubblica e della stessa comunità gay, alla ricerca di un riconoscimento pubblico e soprattutto di un protocollo sanitario utile alla lotta contro il male.

A seguire, intorno alle 23.05, sempre su MTV8 va in onda il doc in prima tv Larry Kramer per amore e per rabbia, di Jean Carlomusto, incentrato sul celebre attivista e drammaturgo statunitense, simbolo nella lotta per i diritti omosessuali e autore della versione teatrale di The Normal Heart, che debuttò nel 1985. Il doc, anche questo targato HBO, sarà trasmesso in contemporanea anche su Sky Cinema Cult HD.

Dal canto proprio Sky Cinema Cult HD integra e inverte la programmazione free di MTV8: il canale pay, infatti, offre alle 21.05 Dallas Buyers Club, film vincitore di tre premi Oscar incentrato sulla storia di un uomo incapace di accettare la condanna a morte, che decide di sperimentare delle medicine alternative e di renderle disponibili per i malati di AIDS, sfidando la comunità scientifica. A seguire il doc su Larry Kramer e in chiusura la replica di The Normal Heart.

Niente di davvero nuovo, quindi, nella tv italiana, che continua a offrire davvero poco in occasione della Giornata Mondiale sulla Lotta all'AIDS. A parte indossare qualche fiocchetto rosso, frutto della sensibilità dei singoli autori/conduttori che di una vera partecipazione di rete, le tv generaliste 'ignorano' da tempo la ricorrenza del 1° dicembre. Non sono sole, però. Se Sky Tg24 oggi dedica almeno un suo titolo ai dati sulla diffusione del male nel mondo, mi stupisco (ancora) di non trovare nient'altro in tv, su nessuno dei tanti canali DTT e Pay che ora arricchiscono la nostra offerta.

In fondo già nel 2013 notavamo come solo Cielo (e uno speciale Tg1) ricordasse l'AIDS e come negli anni si siano affievolite anche le campagne anti-Aids in tv, di cui finora non ho visto neppure traccia sui canali mainstream. MTV, invece, lancia proprio oggi la campagna Safe Sexting con la messa in onda di uno spot di 30 secondi, Sext Life, realizzato da MTV Staying Alive Foundation e Y&R New York. Un video ironico in cui delle gigantesche emojis a tema sessuale prendono vita per promuovere sempre l'uso del preservativo. Il claim è chiaro:“Fai dei preliminari una cosa a tre. Aggiungi un preservativo”. Il promo, però, andrà in onda su MTV Next (Sky, 133) e MTV Music (DTT, 67).
Almeno una novità nell'ormai distratta tv italiana.
fonte: Di Giorgia Iovane per http://www.tvblog.it/

Lgbt: O.M.S. mai così tanti casi di HIV in Europa, primo bersaglio i giovani. Nel 2014 aumento dei casi a livelli degli anni '80

Il rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità rileva che nei 53 Paesi europei presi in esame ci sono stati oltre 140 mila nuovi casi di infezione da Hiv, di cui 30 mila nell'Unione europea. L'11% dei casi riguarda giovani tra 15 e 24 anni. L'Italia è 12/ma in classifica ma 7 malati su 10 non sanno di essere sieropositivi.

In Europa mai così tante nuove diagnosi di Hiv come nel 2014, afferma il rapporto annuale di Oms Europa e Centro europeo controllo malattie (Ecdc). Ci sono stati nuovi 142mila mila casi di infezioni nei 53 paesi della regione europea dell'Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto dagli anni '80.

In aumento nuove infezioni da rapporti omosessuali (42%), mentre quelle dovute a rapporti eterosessuali sono al 32%. Quelle da tossicodipendenti che usano droghe iniettabili sono il 4,1%. L'11% delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni.

Contagio tra giovani italiani
Anche in Italia la situazione per quanto riguarda i giovani è allarmante. Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni i bersagli preferiti dal virus dell'Hiv e, nonostante anni di campagne informative, si contagiano nell'84% dei casi, ovvero più di 8 volte su 10, attraverso rapporti sessuali senza preservativo. Rapporti che avvengono nel 40% casi dei tra omosessuali maschi. E' quanto emerge dal rapporto dal Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha pubblicato l'aggiornamento annuale della sorveglianza sulle nuove diagnosi di Hiv e i casi di Aids.

Italia 12/ma, senza variazioni
Secondo il rapporto, pubblicato in vista della Giornata Mondiale di Lotta contro l'Aids che si celebra il primo dicembre, nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere Hiv positive. Un'incidenza pari a 6,1 nuovi casi ogni 100 mila residenti, che non mostra particolari variazioni rispetto ai tre anni precedenti e colloca il nostro Paese al 12/esimo posto nell'Unione Europea. Le regioni che hanno mostrato un'incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l'Emilia-Romagna. Il virus colpisce prevalentemente gli uomini, che rappresentano il 79,6% dei casi nel 2014, mentre continua a diminuire l'incidenza delle nuove diagnosi nelle donne.

Meno Aids più Hiv
Quanto alle diagnosi di Aids conclamato, dall'inizio dell'epidemia (nel 1982) a oggi in Italia sono stati segnalati oltre 67.000 casi e 43.000 decessi. Nel 2014, le nuove diagnosi sono state 858, ovvero 1,4 per 100.000 residenti. Diminuiscono i decessi di persone con Aids ma una quota crescente di persone positive all'Hiv è inconsapevole della propria condizione: tra il 2006 e il 2014 è aumentata dal 20,5% al 71,5% la proporzione delle persone che arrivano allo stadio di Aids conclamato ignorando la propria sieropositività e, nel 2014, meno di un quarto delle persone ha eseguito la terapia antiretrovirale prima della diagnosi.
fonte: http://www.rainews.it/