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venerdì 27 febbraio 2026

Mostre: "ANDY WARHOL. Ladies and Gentlemen" Ferrara, Palazzo dei Diamanti. Dal 14 marzo al 19 luglio 2026

Ferrara si prepara ad ospitare nella primavera 2026 un evento di portata internazionale. Ricorrono i 50 anni dall’epocale mostra Ladies and Gentlemen del 1975-76 che ha portato a Palazzo dei Diamanti una delle più carismatiche figure del Novecento: Andy Warhol.

La città estense celebra l’evento accogliendo nella stessa sede i capolavori del padre della pop art. Non sarà solo una mostra su Warhol, ma una riedizione della trasgressiva esposizione che Warhol in persona aveva presentato in Italia e che aveva segnato un punto di svolta nella sua produzione e nell’arte del tempo. 

Con Ladies and Gentlemen, infatti, l’artista aveva per la prima volta eletto a protagonisti del proprio lavoro anonime drag queen afro-americane e portoricane, piuttosto che icone della società dello spettacolo come Marilyn Monroe e Liz Taylor sulle quali si era concentrato fino a quel momento, spostando l’attenzione sull’individuo e sulla sua identità. Un’energia nuova emerge da quei ritratti vividi ed esuberanti, dando vita a una coloratissima galleria di effigi glam-queer che sembrano annunciare tendenze dell’estetica del terzo millennio.

La mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, ideata e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, vanta il prestigioso sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh. Palazzo dei Diamanti torna ad accogliere alcune tra le creazioni più provocatorie del grande artista, in un’immersiva rievocazione dell’esposizione del 1975-76 a cui si accompagna un appassionante viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana. La mostra propone, infatti, una eccezionale selezione di oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid, provenienti da importanti musei e collezioni, europei e americani.

La duplice ambizione è quella di riscoprire la forza iconica di quelle immagini esplosive e, parallelamente, mettere alla prova la sorprendente attualità della ricerca di Warhol, che ha anticipato l’era della comunicazione globale e ha acceso i riflettori su temi tuttora aperti come la manipolazione estetica, l’identità di genere, il multiculturalismo, l’artificialità mediatica, la creazione e diffusione di un’identità sociale.

A un’estesa narrazione dedicata alla serie Ladies and Gentlemen segue una selezione di alcuni dei ritratti e autoritratti più iconici prodotti tra gli anni Sessanta e gli Ottanta: dalla serie di Marilyn che codifica l’archetipo della star, alla parodia dell’iconografia ufficiale di Mao Tse-tung, dalle silhouette di Mick Jagger e Liza Minnelli, emblemi globali di una sensualità disinibita e teatrale, alle effigi fluide e smaterializzate di Robert Mapplethorpe e Grace Jones, che annunciano l’avvento delle immagini digitali, per culminare con una spettacolare sala di autoritratti con cui l’artista esplora i confini della sua stessa identità.

Il percorso espositivo segue le tappe della radicale reinvenzione del ritratto tradizionale operata da Warhol prendendo a prestito i codici della comunicazione di massa, l’estetica tecnologica, gli idiomi del glam rock e della cultura camp, le immagini amatoriali scattate con la Polaroid, il linguaggio filmico e persino il reality televisivo. Il pubblico potrà immergersi nel processo creativo del genio warholiano, grazie a un esteso nucleo di dipinti ad acrilico, molti dei quali mai mostrati in Italia, e a una rassegna dei diversi media che l’artista ha sperimentato. Filmati e fotografie arricchiscono il racconto per far rivivere l’artista nelle sale di Palazzo dei Diamanti ma anche l’energia irripetibile della scena pop di cui Warhol ha incarnato il mito. 

Mostra a cura di Chiara Vorrasi
organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it  sito Palazzo dei Diamanti

Photo: Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross), 1975
Pittsburgh, the Andy Warhol Museum, Founding Collection, Contribution The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc., 1998.1.167
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2025

fonte e Info: www.palazzodiamanti.it 

lunedì 20 gennaio 2025

Moda > Il genio di Versace in una grande retrospettiva. La Spagna celebra lo stilista in una mostra dal 7 febbraio

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
E' attesa come uno dei maggiori eventi dell'anno in Spagna la grande retrospettiva dedicata a Gianni Versace, che sarà inaugurata il prossimo 7 febbraio a Malaga al Centro Cultural Fundacion Unicaja.

Ventotto anni dopo la morte dello stilista italiano, la città andalusa che ha dato i natali a Pablo Picasso rende onore al genio visionario e rivoluzionario, che con il suo stile eccentrico e sensuale ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo della moda.

La mostra, patrocinata dall'ambasciata d'Italia in Spagna, dove è stata presentata ieri sera, offrirà fino al 30 giugno un'esperienza immersiva, trasportando i visitatori nell'universo Versace. In un itinerario attraverso 500 pezzi originali, provenienti da collezioni private, soprattutto europee, che includono abiti e accessori, bozzetti, prototipi, tessuti stampati e fotografie inedite. Ripercorre dalle prime creazioni di Versace ai modelli divenute icone negli anni 90, inclusa l'ultima collezione autunno-inverno 1997/78 presentata prima della tragica uccisione, come ha spiegato Karl Von der Ahé, curatore dell'esposizione. 

La retrospettiva si snoda lungo i diversi periodi creativi e le tendenze che l'iconico stilista visse a Milano, New York e Miami. Nel corso della serata - presentata dalla consigliera culturale dell'ambasciata Teodora Danisi e alla quale è intervenuto anche il direttore delle attività culturali della Fondazione Unicaja José María Luna - l'ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha evidenziato quanto il designer italiano sia stato rivoluzionario e come "rappresenti ancora oggi una eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello mondiale". 

"La sua moda è stata molto più di uno stile. Era un misto di diverse culture e ispirazioni: dal Barocco siciliano alle tendenze punk e rock, dalla cultura classica ai riferimenti alla mitologia greca, fino alla pop-art di Andy Warhol", ha osservato Karl Von der Ahé, segnalando i quattro storici modelli esposti per l'occasione al palazzo de Amboage, nell'ambasciata d'Italia. 

Un assaggio dei 120 look esclusivi dalle stampe preziose e audaci e dai colori vivaci, che saranno ospitati in nove sale della Fondazione Unicaja Riflettono il legame fra la moda e l'arte, inclusa l'influenza che ebbe l'architettura andalusa sullo stilista, ai cui canoni si ispirò per costruire la sua villa di Miami Beach, ha ricordato il curatore. Ma anche il rapporto di Versace con la cultura pop, influenzata dalle sue creazioni divenute simbolo di status, che hanno ispirato il mondo della musica e del cinema, a cominciare da Pedro Almodovar. "Il filo narrativo che sottende l'esposizione è l'emozione di penetrare l'universo creativo di Gianni Versace", ha anche detto all'ANSA Von der Ahé. 

"Fin dall'inizio del percorso c'è lo stilista al lavoro, che nel suo caso realmente esprime la sua personalità, con una dedizione quasi religiosa. Il visitatore può sentirne le emozioni e poi tornare sui suoi passi a leggere i testi". A partire dalle sale iniziali, che propongono un'incursione nell'infanzia di Versace a Reggio Calabria, nel laboratorio della madre modista, dalla quale imparò tanto e al quale restò legato durante tutta la vita.  

fonte: di Paola Del Vecchio ANSA www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati  

giovedì 26 gennaio 2023

Mostre: "Andy Warhol. Serial Identity" al Museo MA*GA, dal 22.01—18.06 /2023 a Gallarate (VA)

Il MA*GA inaugura nel gennaio 2023 una grande mostra che conferma l’interesse del museo per le grandi figure della storia dell’arte contemporanea: Andy Warhol. Serial Identity, mostra a cura di Emma Zanella e Maurizio Vanni, prodotta in collaborazione con Spirale d'Idee, dedicata a uno dei più importanti protagonisti della Pop Art e della cultura contemporanea mondiale, pittore, illustratore, scultore, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo, regista, direttore della fotografia e attore egli stesso, figura che ha radicalmente mutato il modo di vedere e percepire il nostro mondo.

Le 200 opere esposte avvicineranno il grande pubblico a comprendere una delle personalità più influenti e complesse che ha operato nella seconda metà del XX secolo e soprattutto a cogliere l’evoluzione continua della sua identità, manifestata in una città che cambiava aspetto e “concetto” quotidianamente. La mostra apre con il confronto tra alcuni disegni generici e i primi raffinatissimi disegni pubblicitari realizzati negli anni Cinquanta, importanti anche dal punto di vista estetico e di consapevolezza del mondo pubblicitario.

Dai primissimi anni Sessanta Warhol inizia a produrre opere con il procedimento della matrice serigrafica fotografica: la serialità permette a Warhol di scaricare il valore irripetibile dell’opera d’arte. Il soggetto viene ripetuto come un oggetto. In questi anni fanno la propria comparsa nell’opera di Warhol alcune tematiche fondamentali attorno alle quali l’artista produce una enorme quantità di opere: le celebrità come Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy, iconici ritratti in cui spesso riecheggia la consapevolezza della catastrofe, della morte, della perdita identitaria; i Death and Disasters, i Flowers, le Cow, le Campbell’s Soup, i Dollar Sign. Nel 1975 Warhol realizza la serie intitolata Ladies and Gentlemen dedicata ai travestiti di colore, personaggi adatti a chi come Warhol voleva indagare sui vari aspetti della “Società dello Spettacolo”.

Dagli anni Settanta fino alla morte, Warhol produce una fitta serie di ritratti di personaggi famosi nel mondo della moda, intrattenimento e arte. Molti di questi ritratti venivano realizzati per persone a lui vicine, come Liza Minnelli e Joseph Beuys, ed una parte consistente del suo lavoro è dedicata alle figure mitiche dello scenario americano della seconda metà del Novecento, come Topolino e Superman.

Per permettere al pubblico di conoscere tutti gli aspetti creativi di Warhol, il progetto della mostra includerà la completa serie delle cover dei vinili prodotte per band iconiche come i Velvet Underground e i Rolling Stones; i libri più famosi che lo vedono in veste di autore e illustratore; un focus sul mitico Interview Magazine, fondato da Warhol stesso nel 1969.

Una sezione esclusiva della mostra sarà dedicata alla sperimentazione filmica e video di Warhol come regista e produttore televisivo. Tra i conosciutissimi Silent movies, verranno proiettate le versioni integrali di Empire (1964) e Kiss (1963), così come quattro Screen Test aventi per protagonisti celebrità del mondo dell’arte e della musica. Per dare al pubblico un assaggio dell’estetica modaiola e camp dell’universo warholiano, è stata inclusa nel percorso la serie completa degli episodi dello show televisivo Andy Warhol Fifteen Minutes (1985-87) e gli estratti del celebre Saturday Night Live in cui l’artista compare. Tutta la produzione filmica e televisiva è stata concessa in prestito dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh.

Per la prima volta in Italia, in collaborazione con l’Archivio di Ronald Nameth, verrà presentata l’installazione immersiva del video di Nameth Andy Warhol’s Exploding Plastic Inevitable with The Velvet Underground and Nico, documentazione della fantastica performance del 1966 che Warhol orchestrò creando una combinazione dove luci, musica ed arte diedero vita ad uno spettacolo unico.

La mostra vedrà lo sviluppo di un progetto speciale presso lo spazio denominato Porta di Milano all’Aeroporto di Milano Malpensa - Terminal 1 in collaborazione con SEA, main partner della mostra, con una spettacolare installazione ed una compilation degli estratti più coinvolgenti dello show Andy Warhol’s T.V (1980-83)

L’allestimento sia al MA*GA sia all’Aeroporto di Malpensa è a cura della scenografa Margherita Palli, che annovera collaborazioni con il Teatro alla Scala e la Biennale di Venezia.

Tutte le opere in mostra e i saggi storico-critici di Maurizio Vanni, Emma Zanella, Luciano Bolzoni per la produzione legata all’industria discografica, Federica Crespi per la biografia, Michela Guasco per Interview Magazine, Michele Lombardelli per la produzione editoriale, Luca Palermo per un focus su Exploding Plastic Inevitable, Marco Senaldi per la produzione filmica e televisiva, sono pubblicati nel catalogo bilingue italiano-inglese, edito Nomos Edizioni.

La mostra è prodotta dal Museo MA*GA e da Spirale d’Idee (MI), in collaborazione con la Città di Gallarate, patrocinata da Regione Lombardia e sostenuta da Ricola, SEA e Missoni in qualità di main partner. Radio Ufficiale: Radio Monte Carlo.

Andy Warhol (1928-1987), è stato un artista emblematico e padre della Pop Art americana. Nato a Pittsburgh da immigrati slovacchi, lavora inizialmente come illustratore per magazine di moda come Glamour e Harper’s Bazaar. Dai primi anni Sessanta intraprende un vero e proprio percorso di artista visivo abbracciando la tecnica sperimentale della serigrafia fotografica. Per quasi tre decenni Warhol harivoluzionato il mondo delle arti in ogni sua forma, raggiungendo l’apice della fama come pittore, regista, disegnatore, produttore musicale e televisivo. Il mito di Andy Warhol si accosta ai grandi nomi dello spettacolo nel XX Secolo, come Marilyn Monroe, Liza Minnelli, i Velvet Underground e i Rolling Stones, iconici protagonisti della sua incomparabile produzione artistica.

N.B. Tutti gli spazi del museo sono dedicati alla mostra monografica di Andy Warhol. Il nuovo allestimento della collezione permanente del museo verrà aperto al pubblico a partire dall'8 luglio 2023.

I bigletti sono in vendita su TicketOne. Clicca qui per l'acquisto

Tutte le informazioni relative alla visita sono consultabili in questa pagina

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Tutte le informazioni relative alle visite guidate a data fissa sono consultabili in questa pagina

Crediti per le immagini:
© The Andy Warhol Museum, Pittsburgh, PA, a museum of Carnegie Institute. All rights reserved. Film still courtesy The Andy Warhol Museum.
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. by SIAE 2022. Courtesy collezione privata.
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. by SIAE 2022. Courtesy collezione D.P - L.R.

fonte: www.museomaga.it

lunedì 8 agosto 2022

Film: Hari Nef To Portray Candy Darling In Biopic From ‘Transparent’ Writer Stephanie Kornick

 L to R: Hari Nef Courtesy of Emilio Tamez, Everett
 EXCLUSIVE: Hari Nef (Transparent)   is set to portray LGBTQ+ icon and Andy Warhol superstar Candy Darling in the as-yet-untitled biopic penned by Transparent writer Stephanie Kornick. Deadline exclusively announced the project in 2019.

  Nef’s role encompasses Candy’s rise from childhood in Long Island beauty pageantry to her years alongside Holly Woodlawn and Jackie Curtis as a member of the East Village experimental theater group, La Mama Etc., to starring in Warhol’s groundbreaking film, Women In Revolt.

Christian D. Bruun, Louis Spiegler, and Katrina Wolfe are producing alongside executive producer, Zackary Drucker (Transparent, Lady and the Dale). A director search is currently underway.

Although considered a cult figure by some, Candy has been a cultural touchstone for decades, inspiring the lyrics for songs by Lou Reed, The Velvet Underground, and St. Vincent, as well as a featured character in Patti Smith’s memoir, Just Kids.

“The dream was always to play Candy, and it is the honor of my life to get the chance to do it,” said Nef in an exclusive statement to Deadline. “Candy bridged the gap between her dreams and a reality stacked so consummately against her—a transsexual glamour girl and indie icon reigning over Warhol’s Manhattan and Nixon’s America. She burned fast, and bright. More than anything, she wanted to be taken seriously as an actress. She taught girls like me how to dream—perhaps even how to be at all. She’s the blueprint.”

Added producer Bruun, “Having Hari join team Candy is exciting for us in every way imaginable. We all knew that Candy’s story deserved to be told on film, but it’s truly amazing to imagine what Hari will bring to the role and we’re incredibly excited about embarking on this journey with her.”

‘Transparent’s Stephanie Kornick And Zackary Drucker Board Candy Darling Biopic

To prepare for the role, Nef is not only reaching deep into her own life experiences but consulting with those who knew Candy well, including Jeremiah Newton, one of Candy’s best friends and an unofficial custodian of her legacy.

“In preparation for the role,” shared Nef, “I have consulted her friends, her diaries—every frame of celluloid I can find with her within it. I’m calling up theatre archives to read the scripts of the plays she performed downtown! Thankfully, the producers have already amassed a treasure trove of archival riches. We’re attacking it! I’m so excited!”

Up next for Nef is the release of Greta Gerwig’s upcoming Barbie film and HBO’s The Idol from Sam Levinson. Other credits include Amazon originals, Transparent and The Marvelous Mrs. Maisel, HBO Max’s And Just Like That, and Sam Levinson’s Assassination Nation.

Nef is repped by The Gersh Agency and Untitled.

source: By Rosy Cordero  https://deadline.com

martedì 18 febbraio 2020

Mostre: La scintillante storia dello Studio 54, in mostra al Brooklyn Museum

Minigonne e stivali, lustrini e paillette, cappelli stravaganti e atteggiamenti provocanti e, soprattutto, le persone più incredibili della New York degli anni ’70 e ’80, vale a dire il centro del mondo.


Tutto ciò accadeva allo Studio 54, lo storico club al numero 254 della 54ma strada ovest a Manhattan, che sarà al centro di una grande mostra organizzata dal Brooklyn Museum. “Studio 54: Night Magic” aprirà il 13 marzo 2020 e ripercorrerà la radiosa epopea di quella che è considerata la discoteca più iconica di tutti i tempi.

Infatti, nel giro di soli tre anni, tra il 1977 e il 1980, lo Studio 54 diventò il luogo di ritrovo di artisti, scrittori, attori e cantanti come Andy Warhol, Truman Capote, Elizabeth Taylor, Liza Minnelli, John Travolta, Grace Jones, Paloma Picasso, Michael Jackson, Diana Ross, Elton John, Elio Fiorucci, Lou Reed, Tom Ford, Michail Baryšnikov, solo per citare alcuni tra i più famosi. Ci andava anche Madonna, prima di diventare Madonna, e ci si poteva incontrare anche Loredana Bertè e Amanda Lear.

L’idea di Steve Rubell e Ian Schrager, i gestori del locale, era piuttosto semplice, bastava proporre ogni sera «la festa più grande del mondo», letteralmente. E quindi, tra 54 luci diverse, via a scenografie e performance degne di una Biennale d’Arte a scelta. Come l’intervento di Bianca Jagger, attrice, ex modella, attivista e moglie del front man dei Rolling Stones, Mick Jagger, che entrava in pista sul dorso un cavallo bianco senza sella oppure accompagnata da colombe. L’età dell’oro durò poco, fino a quando Schrager e Rubell furono accusati di evasione fiscale. Il locale cambiò gestione e rimase aperto fino al 1986 ma non sarebbe stata più la stessa cosa.

Comunque, lo Studio 54 fu anche uno spazio di creatività e controcultura, negli anni della Guerra del Vietnam e delle lotte per i diritti femminili e LGBTQ. Tutti potevano sentirsi non solo accettati ma anche protagonisti di un fermento sociale e intellettuale e la sua immagine rimane scintillante e innovativa ancora oggi.

Per “Studio 54: Night Magic”, il Brooklyn Museum presenterà un ricco percorso cronologico, tra fotografie, costumi, illustrazioni, progetti scenografici e film, per contestualizzare la discoteca nella più ampia storia di New York, dal proibizionismo agli anni ‘70. Una sezione della mostra racconterà anche gli anni successivi alla chiusura della discoteca, descrivendo la costante influenza dello Studio 54 sui canoni estetici.
fonte:  www.exibart.com

giovedì 17 marzo 2016

Lgbt: "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986" alla Galleria degli Uffizi di Firenze fino al 10 aprile

In foto Andy Warhol alla Factory di New York nel 1977

Dal 4 marzo al 10 aprile in mostra nella galleria fiorentina dieci immagini frutto dell'incontro tra il grande fotografo pistoiese e il maestro della pop art

Andy Warhol sbarca per la prima volta alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Il maestro della pop art è infatti il soggetto della mostra "Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986", che raccoglie dieci immagini frutto dell'incontro tra il fotografo pistoiese di fama internazionale e l'artista statunitense.
Le fotografie furono scattate durante due visite di Amendola alla Factory a New York, la prima nel 1977 e l'ultima nel 1986, pochi mesi prima della scomparsa di Warhol.

Otto degli scatti sono a colori, due in bianconero e proprio due di queste fotografie saranno donate da Amendola al museo fiorentino e, in pratica, segneranno l'ingresso di Andy Warhol agli Uffizi. "Con le donazioni dei ritratti di Warhol - commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt - vengono significativamente incrementate due sezioni: quella dell'arte del ventesimo secolo, e quello dei ritratti di artisti eseguiti da altri artisti, un genere questo strettamente connesso a quello dell'autoritratto vero e proprio, di cui gli Uffizi hanno la collezione più antica e più grande al mondo".

Le fotografie per la donazione sono state scelte dall'ex direttore degli Uffizi Antonio Natali. L'esposizione dedicata ad Andy Warhol resterà aperta dal 4 marzo fino al 10 aprile nella Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 18.50, con il biglietto di ingresso agli Uffizi.
fonte: http://www.intoscana.it