Il Carro dell’Orsa, in collaborazione con Di’ Gay Project, Circolo Mario Mieli e GaiaItalia presenta
SISSY BOY(La conferenza del Signor S.B.)
di Franca De Angelis
Con Galliano Mariani
Regia di Anna Cianca
Scene di Claudio Lopez – Video di Leonardo Ottaviani
Teatro Lo Spazio
Roma, Via Locri 42 - 06 77204149
dal 28 gennaio al 9 febbraio 2014
Un uomo, solo sulla scena, racconta, rivivendole, le tappe della propria vita in una tragicomica conferenza.
Il signor S. B., Sergio Bello, da bambino, ha subito una terapia correttiva a causa del suo amore per le Barbie e per Maga Maghella, l’allora popolare personaggio televisivo interpretato da una giovane Raffaella Carrà.
Da quel momento in poi, la sua esistenza diventa una costante e faticosa lotta per riappropriarsi della propria personalità e dei propri desideri.
Fra pesanti sconfitte e qualche piccola vittoria, ora il signor S. B. pensa di essere guarito dagli effetti della devastante terapia e la conferenza dovrebbe esserne la dimostrazione. Ma, ripercorrendo con il pubblico la propria vita, S.B. scivolerà in trappole emotive e la sua storia approderà verso un esito inaspettato.
Il testo è liberamente ispirato alla storia vera di Kirk Andrew Murphy, il quale nel 1974 fu sottoposto ad un esperimento condotto dallo psicologo George Rekers dell’Università di Los Angeles, California. Tale esperimento era volto a correggere i comportamenti effeminati nei bambini maschi prevenendo la loro eventuale omosessualità.
Lo spettacolo esplora il tema della manipolazione e del soffocamento di sogni e desideri in una versione, però, tutta italiana.
Il termine inglese sissy deriva da sister (sorella) e, associato a boy (ragazzo), sta ad indicare, con una connotazione negativa, un bambino o ragazzo che si pone in contrasto alle tradizionali regole di condotta del sesso di appartenenza. Il termine, sissyphobia denota una reazione culturale negativa verso i "sissy boys".
Teatro Lo Spazio.it - Roma, Via Locri 42/44, (traversa di Via Sannio)
Dal martedì al sabato ore 20.45 - Domenica ore 17.00 - Info Tel. 06 77076486
Intero € 13,00 Ridotto € 10,00 Tessera € 3,00
fonte Ufficio Stampa Carla Fabi
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
mercoledì 22 gennaio 2014
martedì 21 gennaio 2014
Lgbt: Robert De Niro: "Mio papà pittore era gay". Al Sundance Film Festival con "Remembering the Artist" doc a lui dedicato
Presentato al festival di Park City il doc "Remembering The Artist Robert De Niro Sr." di Perry Peltz e Geeta Gandbhir in cui si rivela l'omosessualità del padre del celebre attore.
Si chiamano entrambi Robert ma il figlio non ha certo bisogno di presentazioni. Robert De Niro ieri al Sundance Film Festival ha presentato il doc Remembering The Artist Robert De Niro Sr. diretto da Perry Peltz e Geeta Gandbhir per il canale televisivo via cavo HBO (lo stesso che ha finanziato Behind The Candelabra).
Pittore eclettico, prima espressionista e poi interessato all'astrattismo, oscurato dall'avvento della Pop Art che lo fece cadere in depressione, Robert De Niro Senior si separò dalla moglie Virginia Admiral, anche lei pittrice, poco dopo la nascita del figlio omonimo, nel 1943.
Nel documentario di quaranta minuti si parla esplicitamente della sua omosessualità e delle storie d'amore con Tennessee Williams e Jackson Pollock: "L'ho fatto per lui - ha dichiarato Robert figlio allo Yarrow Theatre dopo la proiezione (in sala era presente il celebre attore Bradley Cooper) -.
Volevo che i miei figli più giovani, che sono nati dopo la sua morte (nel 1993 a 71 anni, ndr), sapessero chi fosse loro nonno.
Ho persino lasciato intatto il suo studio di pittura intatto affinché lo potessero vedere. Ai miei occhi mio padre era un grande artista, mi piace tutto quello che ha dipinto. Non scendeva mai a compromessi, mandava al diavolo i galleristi se non gli piacevano. Non ho mai posato per lui: non avevo pazienza. Un po' mi dispiace. Non ho voluto ignorare la sua lotta con la propria sessualità. Spero che ne sia venuto a patti prima di morire".
"I movimenti artistici sono potenti - spiega una nota stampa promozionale -. Sono così potenti che possono oscurare grandi artisti che non collimano col loro genere. L'unica speranza dell'artista è essere 'riscoperto' dopo la morte. Questo è il caso di un pittore il cui lavoro è tornato sotto i riflettori grazie all'uomo che lo conosceva meglio, uno dei più famosi attori del mondo che è capitato essere il figlio dell'artista".
Il progetto inizialmente era stato concepito per un uso privato ma la HBO, entusiasta dell'idea, lo trasmetterà in tv a giugno.
È in corso a Park City una personale di De Niro senior presso la Julie Nestor Gallery e la consulente artistica Megan Fox Kelly ha annunciato che prossimamente ne verrà allestita un'altra a New York.
De Niro junior dedicò il suo primo film da regista, 'A Bronx Tale', proprio al padre scomparso durante la realizzazione.
fonte http://www.gay.it/di Roberto Schinardi
Si chiamano entrambi Robert ma il figlio non ha certo bisogno di presentazioni. Robert De Niro ieri al Sundance Film Festival ha presentato il doc Remembering The Artist Robert De Niro Sr. diretto da Perry Peltz e Geeta Gandbhir per il canale televisivo via cavo HBO (lo stesso che ha finanziato Behind The Candelabra).
Pittore eclettico, prima espressionista e poi interessato all'astrattismo, oscurato dall'avvento della Pop Art che lo fece cadere in depressione, Robert De Niro Senior si separò dalla moglie Virginia Admiral, anche lei pittrice, poco dopo la nascita del figlio omonimo, nel 1943.
Nel documentario di quaranta minuti si parla esplicitamente della sua omosessualità e delle storie d'amore con Tennessee Williams e Jackson Pollock: "L'ho fatto per lui - ha dichiarato Robert figlio allo Yarrow Theatre dopo la proiezione (in sala era presente il celebre attore Bradley Cooper) -.
Volevo che i miei figli più giovani, che sono nati dopo la sua morte (nel 1993 a 71 anni, ndr), sapessero chi fosse loro nonno.
Ho persino lasciato intatto il suo studio di pittura intatto affinché lo potessero vedere. Ai miei occhi mio padre era un grande artista, mi piace tutto quello che ha dipinto. Non scendeva mai a compromessi, mandava al diavolo i galleristi se non gli piacevano. Non ho mai posato per lui: non avevo pazienza. Un po' mi dispiace. Non ho voluto ignorare la sua lotta con la propria sessualità. Spero che ne sia venuto a patti prima di morire".
"I movimenti artistici sono potenti - spiega una nota stampa promozionale -. Sono così potenti che possono oscurare grandi artisti che non collimano col loro genere. L'unica speranza dell'artista è essere 'riscoperto' dopo la morte. Questo è il caso di un pittore il cui lavoro è tornato sotto i riflettori grazie all'uomo che lo conosceva meglio, uno dei più famosi attori del mondo che è capitato essere il figlio dell'artista".
Il progetto inizialmente era stato concepito per un uso privato ma la HBO, entusiasta dell'idea, lo trasmetterà in tv a giugno.
È in corso a Park City una personale di De Niro senior presso la Julie Nestor Gallery e la consulente artistica Megan Fox Kelly ha annunciato che prossimamente ne verrà allestita un'altra a New York.
De Niro junior dedicò il suo primo film da regista, 'A Bronx Tale', proprio al padre scomparso durante la realizzazione.
fonte http://www.gay.it/di Roberto Schinardi
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Lgbt: "Splendore" il libro sull’amore gay di Margaret Mazzantini
Una storia clandestina dall'autrice di "Non ti muovere" e "Venuto al mondo"
Un amore omosessuale.
Difficile, clandestino, a tratti straziante. È la storia raccontata da “Splendore”, l’ultimo libro della scrittrice, drammaturga e attrice Margaret Mazzantini.
L’autrice di “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” sperimenta la narrazione in prima persona nei panni di un uomo, discendente della migliore borghesia nostrana ma legato a un figlio della Roma proletaria.
I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio.
L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.
Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Una libro che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è.
fonte http://www.cinquequotidiano.it/
Un amore omosessuale.
Difficile, clandestino, a tratti straziante. È la storia raccontata da “Splendore”, l’ultimo libro della scrittrice, drammaturga e attrice Margaret Mazzantini.
L’autrice di “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” sperimenta la narrazione in prima persona nei panni di un uomo, discendente della migliore borghesia nostrana ma legato a un figlio della Roma proletaria.
I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio.
L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme.
Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d’amore non somiglia a nessun’altra storia d’amore. Una libro che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è.
fonte http://www.cinquequotidiano.it/
Danza: A Verona lo stage con Yanis Marshall l'eclettico ballerino KING OF HEELLS!!
Yanis Marshall, nazionalità inglese ma parigino di adozione, è uno dei massimi esponenti della moda del momento: HEELS ovvero danzare sui tacchi!
Tale moda conosciuta a livello mediatico grazie al gruppo Kazaki, e potenziata nel video Girl Gone Wild di Madonna che li ha voluti al suo fianco, trova una naturale evoluzione con YANIS MARSHALL eclettico ballerino con forte base classica e modern jazz.
Yanis insegna a Parigi durante la settimana e nel weekend gira il mondo intero, avendo in agenda workshops in Argentina, Brasile, Paesi Arabi e anche in Italia, e a VERONA dove insegnerà la prossima domenica, 26 gennaio 2014.
La location è lapalestra Athleta, in via Edison 8 a San Pietro in Cariano a 20 minuti da Verona.
Per info sulle lezioni di Yanis, telefonare al cell 348 2619927
o scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it
Le lezioni proposte a Verona sono: JAZZ FUNK alle 13:00 e la richiestissima lezione di HEELS alle 15:00.
Durante le sue classi, sarà presente l’agenzia di spettacolo SPOTLIGHT alla ricerca di ballerini/e per lavori nei più prestigiosi clubs della Cina.
La sera invece, Yanis e i suoi 2 ballerini con cui gira i suoi seguitissimi e apprezzatissimi video, saranno in scena alla festa MILORD organizzata da LUCLA’ CAFFE’ presso la discoteca BERFI’S in via Lussemburgo, 1 a Verona.
Per accedere al party, occorre ritirare l’invito al bar Luclà Caffè in via Bentegodi 4/a Verona.
Per info sulle lezioni di Yanis, scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it
Per info sul party MILORD scrivere a: luclacafeverona@yahoo.it o sul sito www.luclacafe.it
fonte palestra AthletaVerona/Nando De Bortoli
Tale moda conosciuta a livello mediatico grazie al gruppo Kazaki, e potenziata nel video Girl Gone Wild di Madonna che li ha voluti al suo fianco, trova una naturale evoluzione con YANIS MARSHALL eclettico ballerino con forte base classica e modern jazz.
Yanis insegna a Parigi durante la settimana e nel weekend gira il mondo intero, avendo in agenda workshops in Argentina, Brasile, Paesi Arabi e anche in Italia, e a VERONA dove insegnerà la prossima domenica, 26 gennaio 2014.
La location è lapalestra Athleta, in via Edison 8 a San Pietro in Cariano a 20 minuti da Verona.
Per info sulle lezioni di Yanis, telefonare al cell 348 2619927
o scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it
Le lezioni proposte a Verona sono: JAZZ FUNK alle 13:00 e la richiestissima lezione di HEELS alle 15:00.
Durante le sue classi, sarà presente l’agenzia di spettacolo SPOTLIGHT alla ricerca di ballerini/e per lavori nei più prestigiosi clubs della Cina.
La sera invece, Yanis e i suoi 2 ballerini con cui gira i suoi seguitissimi e apprezzatissimi video, saranno in scena alla festa MILORD organizzata da LUCLA’ CAFFE’ presso la discoteca BERFI’S in via Lussemburgo, 1 a Verona.
Per accedere al party, occorre ritirare l’invito al bar Luclà Caffè in via Bentegodi 4/a Verona.
Per info sulle lezioni di Yanis, scrivere a: nandodebortoli@yahoo.it
Per info sul party MILORD scrivere a: luclacafeverona@yahoo.it o sul sito www.luclacafe.it
fonte palestra AthletaVerona/Nando De Bortoli
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lunedì 20 gennaio 2014
Lgbt Libri: "DIRITTI IN TRANSITO. LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLE PERSONE TRANSESSUALI" di Anna Lorenzetti
Come cantava Fabrizio De Andrè in ‘Smisurata preghiera’ c’è “chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”.
È di questa umanità (o, meglio, della verità ultima che c’è nell’umanità di ognuno di noi) di cui discute Anna Lorenzetti nel percorso di analisi che emerge dalla sua brillante monografia ‘Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali’, di recente pubblicazione presso Franco Angeli.
Già il titolo dice molto: racconta della complessità di tale condizione, che si presta a molteplici letture testuali e semantiche. Così se i diritti sono di per sé materia viva, magmatica, mai vinta; i diritti delle persone transessuali, proprio per la loro condizione, divengono il paradigma di una transizione non conclusa, ancora da realizzare e che necessità di essere sedimentata nel sentire sociale e nel contesto giuridico.
Al contempo – come scrive l’Autrice – è proprio la stessa condizione della persona transessuale a far sì che i diritti che la riguardano vengano a proporsi come transitori, dovendosi adattare alla situazione di disallineamento fra genere, ossia la percezione che un individuo ha del proprio sé in quanto uomo o in quanto donna, e il sesso, cioè il dato biologico e cromosomico per cui convenzionalmente gli individui sono contrassegnati come maschi o come femmine.
Senza lasciare spazio alla poesia, l’Autrice ci offre un vivido affresco, a volte a tinte forti, della situazione di conflitto, anomala e speciale, che spesso comporta sensazioni di vulnerabilità, umiliazione e angoscia, in cui si vengono a trovare le persone transessuali annullate, appiattite dal conformismo sociale. Una condizione questa che necessita forza e tenacia (“direzione ostinata e contraria”) per veder affermati i propri diritti fondamentali (il cd. ‘caso Bernaroli’ ne è l’emblema).
Dalla lettura del volume si comprende inoltre l’inedita stratificazione di saperi, trasversale ai vari settori del diritto, che caratterizza la materia trattata: laddove, pur principiando e svolgendosi l’analisi entro le coordinate della scienza costituzionalistica, l’Autrice non dimentica di approfondire tutti i settori (salute, lavoro e famiglia) in cui il diritto si intreccia con il prisma esistenziale che è espressione della ‘nuda vita’ delle persone ‘in transito’.
Quello descritto dalla Lorenzetti è quindi un diritto prospettico che «uniforme nei suoi enunciati, anche se cangiante nell’interpretazione e nella concreta applicazione, sta al centro delle correnti evolutive che fanno nascere, maturare e tramontare atteggiamenti e credenze, e mentre anticipa e trascina i più lenti e vischiosi vortici del fiume, è anticipato e trascinato dal flusso del più vivace costume» (P. Zatti, Familia, Familiae – Declinazioni di un’idea. I. La privatizzazione del diritto di famiglia, in Familia, 2002, I, 11).
Al contempo il suo approccio alla tematica sembra ispirarsi a quel “diritto dal basso” che proprio Paolo Cendon ha teorizzato, laddove la protezione dei soggetti deboli è affidata più alle forme flessibili del diritto giurisprudenziale (dal basso) che non agli archetipi legislativi e codicistici (dall’alto) o ancora a quel “costituzionalismo dei bisogni”, proposto da Stefano Rodotà, che fa della lotta per i diritti l’unica vera grande narrazione del millennio appena iniziato.
Ma si tratta di suggestioni o di letture che aggiungono significati ad uno studio già di per sé ricco, e di cui – sono certo – l’Autrice rivendicherebbe fortemente l’impronta e il metodo proprio essenzialmente del diritto costituzionale, sia nell’approccio ai temi affrontati che nel rilievo conferito al dato normativo.
Rivendicazione che peraltro è espressione anche di appartenenza ad una ‘scuola’, quella costituitasi attorno a Barbara Pezzini, che dei temi dell’uguaglianza, declinata attraverso l’analisi di genere, del diritto alla salute sino ai cd. ‘nuovi diritti’ (dal matrimonio omosex al biodiritto) ha fatto oggetto di percorso collettivo di analisi critica volto ad esplorarne le frontiere.
Concludendo, come De Andrè in ‘Princesa’, anche la Lorenzetti analizza, con rigore, una condizione drammatica (Fernando è una donna nata con il corpo da uomo), racchiudendo nelle parole ‘miti’ della nostra Costituzione l’intera vita di persone reali, la loro fuga da una realtà bigotta, il sogno di una femminilità completa, le speranze prima nella chimica e poi nel bisturi, la ribellione/contraddizione di un corpo maschio che diventa corpo femminile. Tutto ciò è reso attraverso una narrazione chiara e piacevole, che rifugge dai dogmatismi dell’accademia per accostarsi alla concretezza della vita vissuta.
"Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali"
di Anna Lorenzetti, Franco Angeli Editore
fonte http://www.personaedanno.it/Rossi Stefano
È di questa umanità (o, meglio, della verità ultima che c’è nell’umanità di ognuno di noi) di cui discute Anna Lorenzetti nel percorso di analisi che emerge dalla sua brillante monografia ‘Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali’, di recente pubblicazione presso Franco Angeli.
Già il titolo dice molto: racconta della complessità di tale condizione, che si presta a molteplici letture testuali e semantiche. Così se i diritti sono di per sé materia viva, magmatica, mai vinta; i diritti delle persone transessuali, proprio per la loro condizione, divengono il paradigma di una transizione non conclusa, ancora da realizzare e che necessità di essere sedimentata nel sentire sociale e nel contesto giuridico.
Al contempo – come scrive l’Autrice – è proprio la stessa condizione della persona transessuale a far sì che i diritti che la riguardano vengano a proporsi come transitori, dovendosi adattare alla situazione di disallineamento fra genere, ossia la percezione che un individuo ha del proprio sé in quanto uomo o in quanto donna, e il sesso, cioè il dato biologico e cromosomico per cui convenzionalmente gli individui sono contrassegnati come maschi o come femmine.
Senza lasciare spazio alla poesia, l’Autrice ci offre un vivido affresco, a volte a tinte forti, della situazione di conflitto, anomala e speciale, che spesso comporta sensazioni di vulnerabilità, umiliazione e angoscia, in cui si vengono a trovare le persone transessuali annullate, appiattite dal conformismo sociale. Una condizione questa che necessita forza e tenacia (“direzione ostinata e contraria”) per veder affermati i propri diritti fondamentali (il cd. ‘caso Bernaroli’ ne è l’emblema).
Dalla lettura del volume si comprende inoltre l’inedita stratificazione di saperi, trasversale ai vari settori del diritto, che caratterizza la materia trattata: laddove, pur principiando e svolgendosi l’analisi entro le coordinate della scienza costituzionalistica, l’Autrice non dimentica di approfondire tutti i settori (salute, lavoro e famiglia) in cui il diritto si intreccia con il prisma esistenziale che è espressione della ‘nuda vita’ delle persone ‘in transito’.
Quello descritto dalla Lorenzetti è quindi un diritto prospettico che «uniforme nei suoi enunciati, anche se cangiante nell’interpretazione e nella concreta applicazione, sta al centro delle correnti evolutive che fanno nascere, maturare e tramontare atteggiamenti e credenze, e mentre anticipa e trascina i più lenti e vischiosi vortici del fiume, è anticipato e trascinato dal flusso del più vivace costume» (P. Zatti, Familia, Familiae – Declinazioni di un’idea. I. La privatizzazione del diritto di famiglia, in Familia, 2002, I, 11).
Al contempo il suo approccio alla tematica sembra ispirarsi a quel “diritto dal basso” che proprio Paolo Cendon ha teorizzato, laddove la protezione dei soggetti deboli è affidata più alle forme flessibili del diritto giurisprudenziale (dal basso) che non agli archetipi legislativi e codicistici (dall’alto) o ancora a quel “costituzionalismo dei bisogni”, proposto da Stefano Rodotà, che fa della lotta per i diritti l’unica vera grande narrazione del millennio appena iniziato.
Ma si tratta di suggestioni o di letture che aggiungono significati ad uno studio già di per sé ricco, e di cui – sono certo – l’Autrice rivendicherebbe fortemente l’impronta e il metodo proprio essenzialmente del diritto costituzionale, sia nell’approccio ai temi affrontati che nel rilievo conferito al dato normativo.
Rivendicazione che peraltro è espressione anche di appartenenza ad una ‘scuola’, quella costituitasi attorno a Barbara Pezzini, che dei temi dell’uguaglianza, declinata attraverso l’analisi di genere, del diritto alla salute sino ai cd. ‘nuovi diritti’ (dal matrimonio omosex al biodiritto) ha fatto oggetto di percorso collettivo di analisi critica volto ad esplorarne le frontiere.
Concludendo, come De Andrè in ‘Princesa’, anche la Lorenzetti analizza, con rigore, una condizione drammatica (Fernando è una donna nata con il corpo da uomo), racchiudendo nelle parole ‘miti’ della nostra Costituzione l’intera vita di persone reali, la loro fuga da una realtà bigotta, il sogno di una femminilità completa, le speranze prima nella chimica e poi nel bisturi, la ribellione/contraddizione di un corpo maschio che diventa corpo femminile. Tutto ciò è reso attraverso una narrazione chiara e piacevole, che rifugge dai dogmatismi dell’accademia per accostarsi alla concretezza della vita vissuta.
"Diritti in transito. La condizione giuridica delle persone transessuali"
di Anna Lorenzetti, Franco Angeli Editore
fonte http://www.personaedanno.it/Rossi Stefano
Lgbt Danza: Il 27 gennaio al cinema "Giselle" in diretta dalla Royal Opera House di Londra
Anche nel 2014 la Royal Opera House di Londra dà appuntamento sul grande schermo a tutti i curiosi e gli appassionati, con un ricco calendario di opere e balletti in diretta dal celebre teatro inglese.
Il 27 gennaio QMI porterà nei cinema di tutta Italia “Giselle”, uno dei più amati balletti romantici di tutti i tempi che vede protagonista la ballerina russa Natalia Osipova, e il 12 febbraio “Don Giovanni”, l’opera più celebre di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta dal maestro Nicola Luisotti, già direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli.
“Giselle” include una combinazione travolgente di passioni umane, forze sovrannaturali e il potere trascendente dell'amore. Questa è una delle più apprezzate e ammirate produzioni del Royal Ballet, fedele allo spirito originale del 1841, eppure sempre fresca e moderna.
Il “Don Giovanni” è interpretato da Mariusz Kwiecien, il sensuale baritono polacco, noto per aver eccezionalmente incarnato questo ruolo sui palchi dei più grandi teatri del mondo. Con lui in scena il bergamasco Alex Esposito nel ruolo di Leporello e l'acclamata soprano francese Véronique Gens, nel ruolo di Donna Elvira.
Questi i prossimi appuntamenti: il 19 marzo La bella addormentata; il 28 aprile Il racconto d'inverno; il 24 giugno Manon Lescaut.
Per tutte le informazioni, la lista dei cinema aderenti e per acquistare i biglietti, consultare il sito www.rohalcinema.it.
fonte http://www.primapress.it scritto da RED
Il 27 gennaio QMI porterà nei cinema di tutta Italia “Giselle”, uno dei più amati balletti romantici di tutti i tempi che vede protagonista la ballerina russa Natalia Osipova, e il 12 febbraio “Don Giovanni”, l’opera più celebre di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta dal maestro Nicola Luisotti, già direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli.
“Giselle” include una combinazione travolgente di passioni umane, forze sovrannaturali e il potere trascendente dell'amore. Questa è una delle più apprezzate e ammirate produzioni del Royal Ballet, fedele allo spirito originale del 1841, eppure sempre fresca e moderna.
Il “Don Giovanni” è interpretato da Mariusz Kwiecien, il sensuale baritono polacco, noto per aver eccezionalmente incarnato questo ruolo sui palchi dei più grandi teatri del mondo. Con lui in scena il bergamasco Alex Esposito nel ruolo di Leporello e l'acclamata soprano francese Véronique Gens, nel ruolo di Donna Elvira.
Questi i prossimi appuntamenti: il 19 marzo La bella addormentata; il 28 aprile Il racconto d'inverno; il 24 giugno Manon Lescaut.
Per tutte le informazioni, la lista dei cinema aderenti e per acquistare i biglietti, consultare il sito www.rohalcinema.it.
fonte http://www.primapress.it scritto da RED
Lgbt: Essere gay e vivere in provincia (al Sud): meglio scappare
Essere gay e vivere in provincia non è la stessa cosa che essere gay e vivere in città.
Ancora oggi è così.
E, ancora oggi, c’è chi decide di spostarsi dal paese in cui è nato solamente perché esausto da anni di umiliazioni e prepotenze scontate solo perché omosessuale.
E’ il caso di Pasquale (nella foto), studente 25enne nato a Canosa di Puglia ma che, ormai da quattro anni, vive a Milano.
“Ho iniziato a riflettere sulla mia omosessualità più o meno quando avevo 12 anni, certo, allora non avevo le idee chiare. La domanda che mi facevo era: perché non sono come gli altri ragazzi? Sapevo di essere diverso, ma non capivo in cosa”. “Diversità” è sempre stato il termine più sfruttato per definire l’omosessualità. Lo pensavano anche i suoi parrocchiani.
Pasquale racconta che, probabilmente soprattutto al Sud, “l’omosessualità è ancora un tabù, una cosa di cui è meglio non parlare. Tutti sanno cos’è, ovviamente, ma nessuno ha il coraggio di affrontare l’argomento. Senza contare che tutti credono che il gay sia l’incarnazione di una serie di stereotipi e non sia invece un individuo che vive la vita a modo suo”. L’iniziale ritrosia può diventare così nel tempo il terrore di vivere in un paese di appena 40.000 anime, in cui regna un’imbarazzante chiusura culturale e un senso religioso antico e mal interpretato.
In qeul contesto, Pasquale ha avuto le sue prime esperienze omosessuali. Sempre nella clandestinità. Poi, il primo passo: scappare da Canosa e trasferirsi a Sarzana, in provincia di La Spezia, lavorando come commesso nel negozio dello zio.
“In quel periodo della mia vita non mi andava di studiare. Il solo obiettivo era diventato quello di allontanarmi a tutti i costi dal mio paese, dove ero costretto a rispettare regole che non condividevo e non deludere le aspettative di chi mi conosceva fin da quando ero bambino”. Un’esistenza difficile in un posto dove se non parlavi di ragazze, se non eri appassionato di calcio e non prendevi di mira gli atteggiamenti dei ragazzi meno virili rischiavi di essere isolato o, peggio, vessato. Eppure, ripensando agli atti di bullismo subìti alle scuole medie, Pasquale sfodera un inatteso ottimismo:
“Sono stato picchiato, così dal nulla e senza un motivo, diverse volte, eppure, se rincontrassi oggi quel ragazzo che lo faceva, lo ringrazierei perché è stato anche grazie a lui che sono quello che sono”.
Che la discriminazione possa rendere più forti non è scontato e anche Pasquale ammette che la vita in una realtà più grande – come Sarzana prima e Milano dopo - è molto più facile e semplice. A Milano è arrivato nel 2010, per frequentare il Corso di Laurea Triennale in Infermieristica all’Ospedale San Paolo, senza rimpianti per aver lasciato il posto in cui è nato: “Me ne sono andato perché non riuscivo più a mentire e speravo di trovare una vita nuova, di crearmene una nuova, di incontrare persone differenti da quelle che avevo incontrato, e con una visione più simile alla mia”.
E’ bastato trasferirsi a Milano dunque, per farcela: “Milano è sempre stata il mio sogno. Ancora oggi, quando torno giù, al Sud, non mi sento libero, a prescindere dalla mia sessualità. Vivere a Milano è diverso e posso fare quello che mi pare senza il timore di essere giudicato”. Un fatto che non cancella le sporadiche manifestazioni di omofobia che, anche a Milano, hanno purtroppo dato prova dell’ignoranza e della violenza gratuita di alcune persone. Ma, ancora oggi, nel 2014, sembra che la città riesca ad assicurare quello che la provincia ancora non è riuscita a garantire: la libertà di vivere secondo il proprio orientamento sessuale. Pasquale conferma: “Non rinnego la mia terra, ma sono contento di essere qua adesso”.
Quindi è proprio così? Essere gay e vivere in provincia è ancora oggi complicato? Cambieranno le cose? O se si è giovani e gay non resta che trasferirsi in una città?
fonte http://solferino28.corriere.it/di MARIO MANCA
Ancora oggi è così.
E, ancora oggi, c’è chi decide di spostarsi dal paese in cui è nato solamente perché esausto da anni di umiliazioni e prepotenze scontate solo perché omosessuale.
E’ il caso di Pasquale (nella foto), studente 25enne nato a Canosa di Puglia ma che, ormai da quattro anni, vive a Milano.
“Ho iniziato a riflettere sulla mia omosessualità più o meno quando avevo 12 anni, certo, allora non avevo le idee chiare. La domanda che mi facevo era: perché non sono come gli altri ragazzi? Sapevo di essere diverso, ma non capivo in cosa”. “Diversità” è sempre stato il termine più sfruttato per definire l’omosessualità. Lo pensavano anche i suoi parrocchiani.
Pasquale racconta che, probabilmente soprattutto al Sud, “l’omosessualità è ancora un tabù, una cosa di cui è meglio non parlare. Tutti sanno cos’è, ovviamente, ma nessuno ha il coraggio di affrontare l’argomento. Senza contare che tutti credono che il gay sia l’incarnazione di una serie di stereotipi e non sia invece un individuo che vive la vita a modo suo”. L’iniziale ritrosia può diventare così nel tempo il terrore di vivere in un paese di appena 40.000 anime, in cui regna un’imbarazzante chiusura culturale e un senso religioso antico e mal interpretato.
In qeul contesto, Pasquale ha avuto le sue prime esperienze omosessuali. Sempre nella clandestinità. Poi, il primo passo: scappare da Canosa e trasferirsi a Sarzana, in provincia di La Spezia, lavorando come commesso nel negozio dello zio.
“In quel periodo della mia vita non mi andava di studiare. Il solo obiettivo era diventato quello di allontanarmi a tutti i costi dal mio paese, dove ero costretto a rispettare regole che non condividevo e non deludere le aspettative di chi mi conosceva fin da quando ero bambino”. Un’esistenza difficile in un posto dove se non parlavi di ragazze, se non eri appassionato di calcio e non prendevi di mira gli atteggiamenti dei ragazzi meno virili rischiavi di essere isolato o, peggio, vessato. Eppure, ripensando agli atti di bullismo subìti alle scuole medie, Pasquale sfodera un inatteso ottimismo:
“Sono stato picchiato, così dal nulla e senza un motivo, diverse volte, eppure, se rincontrassi oggi quel ragazzo che lo faceva, lo ringrazierei perché è stato anche grazie a lui che sono quello che sono”.
Che la discriminazione possa rendere più forti non è scontato e anche Pasquale ammette che la vita in una realtà più grande – come Sarzana prima e Milano dopo - è molto più facile e semplice. A Milano è arrivato nel 2010, per frequentare il Corso di Laurea Triennale in Infermieristica all’Ospedale San Paolo, senza rimpianti per aver lasciato il posto in cui è nato: “Me ne sono andato perché non riuscivo più a mentire e speravo di trovare una vita nuova, di crearmene una nuova, di incontrare persone differenti da quelle che avevo incontrato, e con una visione più simile alla mia”.
E’ bastato trasferirsi a Milano dunque, per farcela: “Milano è sempre stata il mio sogno. Ancora oggi, quando torno giù, al Sud, non mi sento libero, a prescindere dalla mia sessualità. Vivere a Milano è diverso e posso fare quello che mi pare senza il timore di essere giudicato”. Un fatto che non cancella le sporadiche manifestazioni di omofobia che, anche a Milano, hanno purtroppo dato prova dell’ignoranza e della violenza gratuita di alcune persone. Ma, ancora oggi, nel 2014, sembra che la città riesca ad assicurare quello che la provincia ancora non è riuscita a garantire: la libertà di vivere secondo il proprio orientamento sessuale. Pasquale conferma: “Non rinnego la mia terra, ma sono contento di essere qua adesso”.
Quindi è proprio così? Essere gay e vivere in provincia è ancora oggi complicato? Cambieranno le cose? O se si è giovani e gay non resta che trasferirsi in una città?
fonte http://solferino28.corriere.it/di MARIO MANCA
Lgbt: X-Factor Romania: italiano vittima di discriminazione perché gay
Paolo Lagana, 27enne italiano, è stato vittima di discriminazione ad X-Factor Romania dove ha preso parte.
Vittima di discriminazione, un italiano è stato offeso perché gay ad X-Factor Romania, dove ha preso parte: il nome del ragazzo in questione è Paolo Lagana, un ragazzo omosessuale che vive in Romania e che, per il momento, non ha alcuna intenzione di tornare in Italia.
“Sono gay. Non è un segreto e, quando l’anno scorso ho deciso di partecipare alle selezioni organizzate da X-Factor in Romania, l’ho dichiarato nel modulo online dedicato alle iscrizioni. Mai avrei immaginato di poter essere discriminato ed insultato a quel modo in diretta TV“, ha raccontato Paolo come riporta l’Huffington Post. Il 27enne immaginava, infatti, che la produzione avrebbe tentato di “sfruttare” la sua omosessualità per aumentare gli ascolti, ma non avrebbe mai immaginato un tale attacco per via del suo orientamento sessuale.
Lagana racconta di come sia stato offeso davanti a tutti e di essere stato eliminato dal talent show perché gay; l’accusa è arrivata ieri dal quotidiano “Il Mattino di Padova“, dove il ragazzo – originario di Monselice, in provincia di Padova – ha raccontato la vicenda che lo ha coinvolto.
Durante il programma musicale, infatti, Paolo è stato attaccato in diretta dal rapper Cheloo – componente della giuria e membro di un gruppo hip-hop – che pare abbia pronunciato le seguenti parole: “Io disprezzo tutto ciò che sei, quello che voi rappresentate e questa nazione ti manderà a casa“, rifiutandosi poi di esprimere un giudizio professionale sul 27enne.
Come se non bastasse, secondo quanto dichiarato da Lagana, anche il pubblico presente in studio lo avrebbe insultato ed il 27enne continuerebbe a ricevere insulti pesanti per strada, come l’episodio avvenuto in piazza a Bucarest, dove Paolo ha addirittura ricevuto degli sputi. Pare che il canale TV “Antenna 1” sia stato sanzionato con una multa dal CNA. Il 27enne non ha, comunque, intenzione di tornare in Italia, arrendendosi alle discriminazioni.
fonte http://www.ultimenotizieflash.com Scritto da Elena Arrisico
Vittima di discriminazione, un italiano è stato offeso perché gay ad X-Factor Romania, dove ha preso parte: il nome del ragazzo in questione è Paolo Lagana, un ragazzo omosessuale che vive in Romania e che, per il momento, non ha alcuna intenzione di tornare in Italia.
“Sono gay. Non è un segreto e, quando l’anno scorso ho deciso di partecipare alle selezioni organizzate da X-Factor in Romania, l’ho dichiarato nel modulo online dedicato alle iscrizioni. Mai avrei immaginato di poter essere discriminato ed insultato a quel modo in diretta TV“, ha raccontato Paolo come riporta l’Huffington Post. Il 27enne immaginava, infatti, che la produzione avrebbe tentato di “sfruttare” la sua omosessualità per aumentare gli ascolti, ma non avrebbe mai immaginato un tale attacco per via del suo orientamento sessuale.
Lagana racconta di come sia stato offeso davanti a tutti e di essere stato eliminato dal talent show perché gay; l’accusa è arrivata ieri dal quotidiano “Il Mattino di Padova“, dove il ragazzo – originario di Monselice, in provincia di Padova – ha raccontato la vicenda che lo ha coinvolto.
Durante il programma musicale, infatti, Paolo è stato attaccato in diretta dal rapper Cheloo – componente della giuria e membro di un gruppo hip-hop – che pare abbia pronunciato le seguenti parole: “Io disprezzo tutto ciò che sei, quello che voi rappresentate e questa nazione ti manderà a casa“, rifiutandosi poi di esprimere un giudizio professionale sul 27enne.
Come se non bastasse, secondo quanto dichiarato da Lagana, anche il pubblico presente in studio lo avrebbe insultato ed il 27enne continuerebbe a ricevere insulti pesanti per strada, come l’episodio avvenuto in piazza a Bucarest, dove Paolo ha addirittura ricevuto degli sputi. Pare che il canale TV “Antenna 1” sia stato sanzionato con una multa dal CNA. Il 27enne non ha, comunque, intenzione di tornare in Italia, arrendendosi alle discriminazioni.
fonte http://www.ultimenotizieflash.com Scritto da Elena Arrisico
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domenica 19 gennaio 2014
"NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..." Oltre 185.000 visitatori al nostro Blog...Un Grazie a tutti i nostri lettori
Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...
Ringrazio chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....
Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 19 gennaio 2014 nel momento in cui scrivo siamo a oltre 185.000 lettori...e 3906 articoli pubblicati.
Potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro in home-page, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e il secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.
Forse non sarà un record, ma per me è un successo..
Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post, con la speranza...e un pò col dubbio..che qualcuno li avesse mai letti.
Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...
Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori...
Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger vedere che è seguito, e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione di google è tradotto in 50 lingue.
Ringrazio inoltre le varie redazioni di Associazzioni, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed interessanti iniziative.
Un grazie speciale va alla mia famiglia e a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio, uno per uno per il vostro supporto.
E a tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più forza e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...
Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Ringrazio chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....
Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 19 gennaio 2014 nel momento in cui scrivo siamo a oltre 185.000 lettori...e 3906 articoli pubblicati.
Potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro in home-page, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e il secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.
Forse non sarà un record, ma per me è un successo..
Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post, con la speranza...e un pò col dubbio..che qualcuno li avesse mai letti.
Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...
Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori...
Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger vedere che è seguito, e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione, anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione di google è tradotto in 50 lingue.
Ringrazio inoltre le varie redazioni di Associazzioni, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed interessanti iniziative.
Un grazie speciale va alla mia famiglia e a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio, uno per uno per il vostro supporto.
E a tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più forza e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...
Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
venerdì 17 gennaio 2014
Regno Unito: atleti LGBT a Sochi?
Il Regno Unito è fermo nelle proprie posizioni a sostegno dei diritti LGBT e nella critica alle leggi russe contro la “propaganda di atti non tradizionali”, chiaramente persecutorie verso le persone LGBT, tanto che lo stesso premier conservatore, David Cameron, e il ministro agli Affari Esteri, William Hague, lo hanno ribadito, facendo intravedere la possibile presenza di atleti LGBT a Sochi.
Il Regno Unito tiene alto il livello di tutela dei diritti LGBT tanto da non abbassarla neppure difronte al rapporto diplomatico da intessere con la Russia di Putin, in vista, soprattutto, delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Ormai i sipari sulla freddissima città siberiana si apriranno tra qualche giorno portando ad accendere la storica fiaccola, da sempre espressione di pacificazione tra i popoli e di promozione della dignità della persona, che diventerà per l’occasione un po’ più fioca vista la presenza di una legislazione, quella russa, che perseguita le persone LGBT, anche se straniere.
Il CIO, comitato olimpico, aveva chiesto assicurazioni al governo russo sulla disapplicazione delle norme anti gay agli atleti, funzionari e giornalisti olimpici presenti durante le gare: le autorità russe avevano risposto, dopo aver confermato verbalmente la sospensione delle leggi, che le stesse leggi sarebbero state applicate anche per gli ospiti stranieri. Da quel momento in poi diversi presidenti di vari stati hanno annunciato la loro non partecipazione all’inaugurazione del 7 febbraio dei giochi olimpici: dal Presidente francese Francois Hollande al Presidente tedesco Joachim Gauck, per giungere all’inquilino della Casa Bianca, Barak Obama, che aveva annunciato la presenza di atleti omosessuali nella delegazione statunitense.
Billie Jean King , campionessa tennista dichiaratamente lesbica, la giocatrice lesbica di hockey su ghiaccio, Caitlin Cahow, e il pattinatore Brian Boitano, gay, saranno i componenti della nutrita delegazione statunitense: un segnale chiaro circa le posizioni della Casa Bianca di denuncia verso le leggi anti gay russe.
E il Regno Unito cosa farà? Cameron non parteciperà all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, seppure abbia confermato più volte la sua contrarietà al boicottaggio delle medesime, così come fatto dalla sua collega tedesca, la cancelliera Angela Merkel.
Il Ministro degli Esteri, William Hague, afferma a una trasmissione in onda su Murnaghan Sky News che la delegazione britannica a Sochi 2014 potrà avere degli atleti dichiaratamente omosessuali, seguendo l’esempio degli Stati Uniti: lo lascia intendere, in quanto il ministro licenzia l’intervistatore con una frase che apre un margine di possibilità.
«Lascia stare … nelle prossime settimane ci sarà più chiarezza su questo. Tieni sotto occhio questo tema»: la frase lascia alta l’attenzione su futuri risvolti che potrebbero portare a notizie interessanti sulla composizione della delegazione olimpica britannica.
Il Ministro degli Esteri non ha ombra di dubbio sulla chiarezza secondo cui si deciderà sulla composizione della delegazione olimpica britannica a Sochi, accogliendo le istanze che sono arrivate da parte della società civile e dallo stesso premier.
«Saremo molto chiari su tutto ciò che riguarderà le decisioni da prendersi in merito alla nostra delegazione di Sochi»: con queste parole il Ministro ha chiarito, quindi, la sua risposta.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha tentato invano di mettere le mani avanti per sconfessare l’idea, fondata, di un Paese, il suo, fortemente avverso alle persone LGBT, dichiarando che è sua intenzione contrastare l’”odio” contro gli esseri umani di “orientamento sessuale non tradizionale”, ma la stessa dizione, “orientamento non tradizionale”, sconfessa la precedente intenzione.
Una fonte del Ministero degli Esteri britannico ha anticipato che nella delegazione olimpica ci saranno noti nomi illustri di atleti dichiaratamente omosessuali: attendiamo i risvolti prossimi per verificare se tale indiscrezione sia fondata.
fonte http://www.pianetagay.com/By Alessandro Rizzo
Il Regno Unito tiene alto il livello di tutela dei diritti LGBT tanto da non abbassarla neppure difronte al rapporto diplomatico da intessere con la Russia di Putin, in vista, soprattutto, delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Ormai i sipari sulla freddissima città siberiana si apriranno tra qualche giorno portando ad accendere la storica fiaccola, da sempre espressione di pacificazione tra i popoli e di promozione della dignità della persona, che diventerà per l’occasione un po’ più fioca vista la presenza di una legislazione, quella russa, che perseguita le persone LGBT, anche se straniere.
Il CIO, comitato olimpico, aveva chiesto assicurazioni al governo russo sulla disapplicazione delle norme anti gay agli atleti, funzionari e giornalisti olimpici presenti durante le gare: le autorità russe avevano risposto, dopo aver confermato verbalmente la sospensione delle leggi, che le stesse leggi sarebbero state applicate anche per gli ospiti stranieri. Da quel momento in poi diversi presidenti di vari stati hanno annunciato la loro non partecipazione all’inaugurazione del 7 febbraio dei giochi olimpici: dal Presidente francese Francois Hollande al Presidente tedesco Joachim Gauck, per giungere all’inquilino della Casa Bianca, Barak Obama, che aveva annunciato la presenza di atleti omosessuali nella delegazione statunitense.
Billie Jean King , campionessa tennista dichiaratamente lesbica, la giocatrice lesbica di hockey su ghiaccio, Caitlin Cahow, e il pattinatore Brian Boitano, gay, saranno i componenti della nutrita delegazione statunitense: un segnale chiaro circa le posizioni della Casa Bianca di denuncia verso le leggi anti gay russe.
E il Regno Unito cosa farà? Cameron non parteciperà all’inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi, seppure abbia confermato più volte la sua contrarietà al boicottaggio delle medesime, così come fatto dalla sua collega tedesca, la cancelliera Angela Merkel.
Il Ministro degli Esteri, William Hague, afferma a una trasmissione in onda su Murnaghan Sky News che la delegazione britannica a Sochi 2014 potrà avere degli atleti dichiaratamente omosessuali, seguendo l’esempio degli Stati Uniti: lo lascia intendere, in quanto il ministro licenzia l’intervistatore con una frase che apre un margine di possibilità.
«Lascia stare … nelle prossime settimane ci sarà più chiarezza su questo. Tieni sotto occhio questo tema»: la frase lascia alta l’attenzione su futuri risvolti che potrebbero portare a notizie interessanti sulla composizione della delegazione olimpica britannica.
Il Ministro degli Esteri non ha ombra di dubbio sulla chiarezza secondo cui si deciderà sulla composizione della delegazione olimpica britannica a Sochi, accogliendo le istanze che sono arrivate da parte della società civile e dallo stesso premier.
«Saremo molto chiari su tutto ciò che riguarderà le decisioni da prendersi in merito alla nostra delegazione di Sochi»: con queste parole il Ministro ha chiarito, quindi, la sua risposta.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha tentato invano di mettere le mani avanti per sconfessare l’idea, fondata, di un Paese, il suo, fortemente avverso alle persone LGBT, dichiarando che è sua intenzione contrastare l’”odio” contro gli esseri umani di “orientamento sessuale non tradizionale”, ma la stessa dizione, “orientamento non tradizionale”, sconfessa la precedente intenzione.
Una fonte del Ministero degli Esteri britannico ha anticipato che nella delegazione olimpica ci saranno noti nomi illustri di atleti dichiaratamente omosessuali: attendiamo i risvolti prossimi per verificare se tale indiscrezione sia fondata.
fonte http://www.pianetagay.com/By Alessandro Rizzo
Lgbt: Asessuali nel mondo, un fenomeno in espansione
L’interesse dei media per il tema della sessualità pone spesso l’accento sui comportamenti più sfacciati ed esibizionisti, sia riguardo gli etero che gli omosessuali, oppure si concentra sulle varie sfumature presenti nel vasto mondo dei transgender.
Poco invece si parla degli asessuali, coloro che hanno pulsioni sessuali ma decidono di non soddisfarli attraverso rapporti intimi, un fenomeno sommerso ma in costante aumento, che vanta un forum specializzato negli Stati Uniti con oltre 70mila utenti registrati.
A dispetto di ciò che superficialmente si pensa, la religione ha un ruolo assai marginale se non inesistente in questa scelta che appare veramente trasgressiva in un mondo dove la sessualità è venduta ed esibita ovunque e in qualsiasi momento.
L’asessuale è una persona che non prova interesse ed attrazione per il sesso, ma esistono approcci diversi nel vivere questo rifiuto di intimità con l’altra persona: c’è chi non prova affatto alcuna eccitazione e chi invece ha desideri ma non li condivide con il partner.
Ovviamente un asessuale può avere profondo disagio nelle relazioni interpersonali, poiché l’assenza di rapporti nella maggior parte dei casi può essere un ostacolo insormontabile nella vita di coppia, a meno di non trovare un compagno, o compagna, di tendenze asessuali.
Grazie anche a questo forum statunitense gli asessuali stanno uscendo dall’oscurità in cui forse si erano autoreclusi, pretendendo il loro posto nella società come gli eterosessuali, gli omosessuali e i bisessuali, rivendicando una vita di coppia ‘diversa’ solo nella gestione dell’intimità, ma non in altri aspetti legati all’affetto, al divertimento, alla condivisione di varie attività insieme.
La scienza fino ad oggi si è occupata relativamente poco degli asessuali, tra questi uno studio realizzato nel 2011 intitolato Archives of Sexual Behavior, che attraverso alcuni esperimenti ha dimostrato che gli asessuali hanno assolutamente risposte fisiologiche a stimoli erotici, e che dunque non rientrano in quella fascia di patologie e disturbi legati alla negazione della sessualità come l’avversione sessuale o il desiderio sessuale ipoattivo, ma si tratta piuttosto di una forma di indifferenza verso l’atto sessuale vero e proprio.
Forse non è un caso che il fenomeno sia in espansione nell’era della mercificazione del corpo e nell’esibizione aggressiva della sessualità: un atto di ribellione e di trasgressione, nel senso etimologico del termine, come fu la liberalizzazione dei costumi nel ’68, una risposta al conformismo esasperante che vive la società contemporanea, seppure a parti rovesciate.
fonte http://attualita.tuttogratis.it
Poco invece si parla degli asessuali, coloro che hanno pulsioni sessuali ma decidono di non soddisfarli attraverso rapporti intimi, un fenomeno sommerso ma in costante aumento, che vanta un forum specializzato negli Stati Uniti con oltre 70mila utenti registrati.
A dispetto di ciò che superficialmente si pensa, la religione ha un ruolo assai marginale se non inesistente in questa scelta che appare veramente trasgressiva in un mondo dove la sessualità è venduta ed esibita ovunque e in qualsiasi momento.
L’asessuale è una persona che non prova interesse ed attrazione per il sesso, ma esistono approcci diversi nel vivere questo rifiuto di intimità con l’altra persona: c’è chi non prova affatto alcuna eccitazione e chi invece ha desideri ma non li condivide con il partner.
Ovviamente un asessuale può avere profondo disagio nelle relazioni interpersonali, poiché l’assenza di rapporti nella maggior parte dei casi può essere un ostacolo insormontabile nella vita di coppia, a meno di non trovare un compagno, o compagna, di tendenze asessuali.
Grazie anche a questo forum statunitense gli asessuali stanno uscendo dall’oscurità in cui forse si erano autoreclusi, pretendendo il loro posto nella società come gli eterosessuali, gli omosessuali e i bisessuali, rivendicando una vita di coppia ‘diversa’ solo nella gestione dell’intimità, ma non in altri aspetti legati all’affetto, al divertimento, alla condivisione di varie attività insieme.
La scienza fino ad oggi si è occupata relativamente poco degli asessuali, tra questi uno studio realizzato nel 2011 intitolato Archives of Sexual Behavior, che attraverso alcuni esperimenti ha dimostrato che gli asessuali hanno assolutamente risposte fisiologiche a stimoli erotici, e che dunque non rientrano in quella fascia di patologie e disturbi legati alla negazione della sessualità come l’avversione sessuale o il desiderio sessuale ipoattivo, ma si tratta piuttosto di una forma di indifferenza verso l’atto sessuale vero e proprio.
Forse non è un caso che il fenomeno sia in espansione nell’era della mercificazione del corpo e nell’esibizione aggressiva della sessualità: un atto di ribellione e di trasgressione, nel senso etimologico del termine, come fu la liberalizzazione dei costumi nel ’68, una risposta al conformismo esasperante che vive la società contemporanea, seppure a parti rovesciate.
fonte http://attualita.tuttogratis.it
Lgbt Belgrado: La clinica per trans più economica d’Europa
Belgrado come Casablanca. La capitale serba è diventata infatti tra le principali mete internazionali per gli interventi chirurgici di cambio sesso a basso costo.
Tutto nasce il 23 gennaio 2012 quando il Parlamento approva la legge che consente a qualunque cittadino di ridefinire la propria identità sessuale a spese quasi totalmente (2/3) del Servizio sanitario nazionale.
Il giorno dopo il primo paziente uomo si risveglia donna sotto i ferri dei chirurghi dell’ospedale Narodni Front.
E da allora un flusso continuo, in aumento soprattutto dall’estero. La chiave del successo, però, sta nel prezzo assai modesto, rispetto alle altre cliniche europee e americane: non supera difatti i 2-3.000 euro (tariffario) e nell’eccellenza clinica di un’équipe tra le migliori al mondo.
“Da quando c’è stata la liberalizzazione – spiega la dottoressa Marta Bizic -, andiamo al ritmo di almeno dieci stranieri al mese. Dopo americani, canadesi, russi, brasiliani, cominciano ad arrivare anche gli italiani: se ne contano già 15″.
fonte: http://www.west-info.eu/it/la-clinica-per-trans-piu-economica-deuropa/ di Nicola Dotto
Tutto nasce il 23 gennaio 2012 quando il Parlamento approva la legge che consente a qualunque cittadino di ridefinire la propria identità sessuale a spese quasi totalmente (2/3) del Servizio sanitario nazionale.
Il giorno dopo il primo paziente uomo si risveglia donna sotto i ferri dei chirurghi dell’ospedale Narodni Front.
E da allora un flusso continuo, in aumento soprattutto dall’estero. La chiave del successo, però, sta nel prezzo assai modesto, rispetto alle altre cliniche europee e americane: non supera difatti i 2-3.000 euro (tariffario) e nell’eccellenza clinica di un’équipe tra le migliori al mondo.
“Da quando c’è stata la liberalizzazione – spiega la dottoressa Marta Bizic -, andiamo al ritmo di almeno dieci stranieri al mese. Dopo americani, canadesi, russi, brasiliani, cominciano ad arrivare anche gli italiani: se ne contano già 15″.
fonte: http://www.west-info.eu/it/la-clinica-per-trans-piu-economica-deuropa/ di Nicola Dotto
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mercoledì 15 gennaio 2014
Lgbt: Diritti Civili Russia, 27 Nobel contro la legge omofoba di Putin
Decine di intellettuali di tutto il mondo hanno sottoscritto la lettera-appello per abolire le misure contro i gay. Ma tra loro nessun italiano.
Sono 27 i premi Nobel di tutto il mondo che hanno sottoscritto una lettera rivolta al presidente russo Vladimir Putin affinchè abroghi la controversa legge contro la propaganda omosessuale(http://www.lettera43.it/politica/russia-via-libera-a-legge-contro-propaganda-gay_43675100802.htm) che tante polemiche ha sollevato di recente, soprattutto a poche settimane dell'apertura dei Giochi olimpici invernali a Sochi.
L'appello, messo nero su bianco dall'attore britannico Ian McKellen e dal chimico Harry Kroto, è stato pubblicato dall'Independent.
«LA PROTESTA NON È MAI FACILE».
«La protesta non è mai facile», si legge nella lettera, «speriamo che esprimendo opposizione alla nuova legge sia possibile incoraggiare lo Stato russo ad abbracciare i principi umanitari, politici e democratici, tipici del 21esimo secolo, a cui Mikhail Gorbaciov ha lavorato con tanto impegno».
Fra i numerosi firmatari ci sono lo scrittore sudafricano John Maxwell Coetzee e il genetista britannico Paul Nurse.
Nella lettera si legge ancora che molti accademici internazionali vogliono esprimere la loro «solidarietà a politici, artisti, sportivi e molti altri che hanno già manifestato la loro ripugnanza per le azioni condotte dal governo russo contro i suoi cittadini omosessuali».
GAY CENTER: «LETTA BOICOTTI CERIMONIA DI SOCHI».
L'appello tuttavia non sembra sia stato recepito in Italia, secondo quanto ha affermato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay center, l'osservatorio italiano sui diritti degli omosessuali.
Marrazzo ha quindi chiesto a Dario Fo e a Carlo Rubbia di aderire all'appello.
«Purtroppo l'Italia sembra eccessivamente silente nei confronti della Russia», ha affermato Marrazzo, «su una legge che sta mettendo al bando l'omosessualità nel Paese e violando i diritti civili di molti gay russi. Facciamo appello a Dario Fo e a Carlo Rubbia affinché sottoscrivano anche loro l'appello e lo rilancino chiedendo al Governo italiano di fare pressione sulla Russia» ha dichiarato.
Gay center chiede anche al presidente del Consiglio Enrico Letta di boicottare l'inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi «come già hanno annunciato numerosi capi di Stato, a partire da Obama».
fonte http://www.lettera43.it/
Sono 27 i premi Nobel di tutto il mondo che hanno sottoscritto una lettera rivolta al presidente russo Vladimir Putin affinchè abroghi la controversa legge contro la propaganda omosessuale(http://www.lettera43.it/politica/russia-via-libera-a-legge-contro-propaganda-gay_43675100802.htm) che tante polemiche ha sollevato di recente, soprattutto a poche settimane dell'apertura dei Giochi olimpici invernali a Sochi.
L'appello, messo nero su bianco dall'attore britannico Ian McKellen e dal chimico Harry Kroto, è stato pubblicato dall'Independent.
«LA PROTESTA NON È MAI FACILE».
«La protesta non è mai facile», si legge nella lettera, «speriamo che esprimendo opposizione alla nuova legge sia possibile incoraggiare lo Stato russo ad abbracciare i principi umanitari, politici e democratici, tipici del 21esimo secolo, a cui Mikhail Gorbaciov ha lavorato con tanto impegno».
Fra i numerosi firmatari ci sono lo scrittore sudafricano John Maxwell Coetzee e il genetista britannico Paul Nurse.
Nella lettera si legge ancora che molti accademici internazionali vogliono esprimere la loro «solidarietà a politici, artisti, sportivi e molti altri che hanno già manifestato la loro ripugnanza per le azioni condotte dal governo russo contro i suoi cittadini omosessuali».
GAY CENTER: «LETTA BOICOTTI CERIMONIA DI SOCHI».
L'appello tuttavia non sembra sia stato recepito in Italia, secondo quanto ha affermato Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay center, l'osservatorio italiano sui diritti degli omosessuali.
Marrazzo ha quindi chiesto a Dario Fo e a Carlo Rubbia di aderire all'appello.
«Purtroppo l'Italia sembra eccessivamente silente nei confronti della Russia», ha affermato Marrazzo, «su una legge che sta mettendo al bando l'omosessualità nel Paese e violando i diritti civili di molti gay russi. Facciamo appello a Dario Fo e a Carlo Rubbia affinché sottoscrivano anche loro l'appello e lo rilancino chiedendo al Governo italiano di fare pressione sulla Russia» ha dichiarato.
Gay center chiede anche al presidente del Consiglio Enrico Letta di boicottare l'inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi «come già hanno annunciato numerosi capi di Stato, a partire da Obama».
fonte http://www.lettera43.it/
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martedì 14 gennaio 2014
Icone Lgbt: I primi 70 anni della mitica 'Raffa' a Bologna tutti pazzi per il "Passo Carrà"
Pubblicato sul profilo del Cassero LGBT Center ha subito riscosso un grande successo: "Carramba! Lo voglio!"
Da un'immagine di Francesco Capurso, professione copywriter, il singolare nuovo segnale di passo carrabile è stato diffuso sul profilo del Cassero: "Carramba! Lo voglio!"
Raffaella Carrà, al secolo Raffaella Maria Roberta Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 "è uno dei personaggi dello spettacolo maggiormente amato dal pubblico gay italiano" riferisce Quuerblog.it "sarà per la sua solarità, per la sua verve e la passione che la caratterizza fin dagli esordi, ma non c’è dubbio dell’affetto dalla maggior parte del mondo Lgbt".
Nel 2011, la cantante aveva rilasciato un messaggio per il decennale del Gay Village che stava per aprire le porte a Roma: "“Ogni creatura che rispetti le regole del vivere nella società e che non faccia del male a nessuno ha la libertà e il diritto di decidere le proprie scelte di vita. L’amore non ha sesso, età o condizione. Un grande abbraccio”.
Tra i commenti migliori: "Non SOSTARE senza te"...
fonte http://www.bolognatoday.it
Da un'immagine di Francesco Capurso, professione copywriter, il singolare nuovo segnale di passo carrabile è stato diffuso sul profilo del Cassero: "Carramba! Lo voglio!"
Raffaella Carrà, al secolo Raffaella Maria Roberta Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 "è uno dei personaggi dello spettacolo maggiormente amato dal pubblico gay italiano" riferisce Quuerblog.it "sarà per la sua solarità, per la sua verve e la passione che la caratterizza fin dagli esordi, ma non c’è dubbio dell’affetto dalla maggior parte del mondo Lgbt".
Nel 2011, la cantante aveva rilasciato un messaggio per il decennale del Gay Village che stava per aprire le porte a Roma: "“Ogni creatura che rispetti le regole del vivere nella società e che non faccia del male a nessuno ha la libertà e il diritto di decidere le proprie scelte di vita. L’amore non ha sesso, età o condizione. Un grande abbraccio”.
Tra i commenti migliori: "Non SOSTARE senza te"...
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Lgbt Cinema: Jared Leto versione trans vince un Golden Globe Award con il film "Dallas Buyers Club"
Jared Leto(in foto nel ruolo di Rayon) ha conquistato un Golden Globe Award per la sua performance in Dallas Buyers Club, dove interpreta una donna transessuale (Rayon) affetta da AIDS.
Sul palco del Beverly Hilton Hotel di Berverly Hills, l’attore e musicista statunitense non si è limitato al ringraziamento di circostanza – solitamente destinato a Dio e parenti vari – al contrario, Leto ha dedicato il premio a «tutte le Rayon del mondo».
Il riconoscimento tuttavia è costato un bel po’ di fatica ancor prima delle riprese: per entrare nei panni di Rayon, Leto ha dovuto perdere decine di chili e sottoporsi a continue cerette su ogni superficie del corpo (sopracciglia comprese); pene che in ogni caso ha avuto l’onore di affrontare in compagnia del collega Matthew McConaughey, anch’egli interprete di un sieropositivo (questa volta omofobo) e vincitore nella categoria di miglior attore in un film drammatico.
"Non giravo un film da quasi sei anni, inseguivo altri sogni. È un onore poter tornare indietro e riceve così tanto sostegno, non me lo sarei mai aspettato."
L’artista porta dunque a casa il 25° premio ottenuto con la sua interpretazione in Dallas Buyers Club; inoltre rimane uno dei favoriti per gli imminenti Oscar.
Il trionfo dei film LGBTQ è confermato anche nella categoria di migliore miniserie televisiva, dove ad incassare il riconoscimento è stato il film sul pianista gay Liberace, grazie al quale anche il protagonista Michael Douglas ha ottenuto la statuetta come miglior attore in una miniserie. Alla sua nomination era affiancata quella di Matt Damon, interprete del compagno di Liberace.
fonte http://aftersantana.altervista.org/"
Sul palco del Beverly Hilton Hotel di Berverly Hills, l’attore e musicista statunitense non si è limitato al ringraziamento di circostanza – solitamente destinato a Dio e parenti vari – al contrario, Leto ha dedicato il premio a «tutte le Rayon del mondo».
Il riconoscimento tuttavia è costato un bel po’ di fatica ancor prima delle riprese: per entrare nei panni di Rayon, Leto ha dovuto perdere decine di chili e sottoporsi a continue cerette su ogni superficie del corpo (sopracciglia comprese); pene che in ogni caso ha avuto l’onore di affrontare in compagnia del collega Matthew McConaughey, anch’egli interprete di un sieropositivo (questa volta omofobo) e vincitore nella categoria di miglior attore in un film drammatico.
"Non giravo un film da quasi sei anni, inseguivo altri sogni. È un onore poter tornare indietro e riceve così tanto sostegno, non me lo sarei mai aspettato."
L’artista porta dunque a casa il 25° premio ottenuto con la sua interpretazione in Dallas Buyers Club; inoltre rimane uno dei favoriti per gli imminenti Oscar.
Il trionfo dei film LGBTQ è confermato anche nella categoria di migliore miniserie televisiva, dove ad incassare il riconoscimento è stato il film sul pianista gay Liberace, grazie al quale anche il protagonista Michael Douglas ha ottenuto la statuetta come miglior attore in una miniserie. Alla sua nomination era affiancata quella di Matt Damon, interprete del compagno di Liberace.
fonte http://aftersantana.altervista.org/"
Lgbt: “Le” famiglia, un convegno a Napoli sabato 25 gennaio presso Aula Magna del Complesso Universitario
Si terrà sabato 25 gennaio presso Aula Magna del Complesso Universitario (in via Parthenope 36 a Napoli) il convegno “Le famiglia. Ieri, oggi e domani” a cui parteciperanno, tra gli alti, il prof. Paolo Valerio (Univeristà di Napoli “Federico II”), Francesco Bilotta (Università di Udine), Immacolata Amato e Alessia Schisano (ANFI Campania).
La famiglia è la prima comunità in cui la persona si sviluppa ed è ormai evidente che non esiste un solo tipo di famiglia. Nonostante questo, persistono numerosi stereotipi che condizionano la lettura di un fenomeno sociale articolato e variegato.
Di quali tutele, garanzie e riconoscimenti disponiamo per supportare le nuove configurazioni familiari? Il convegno vuole essere un momento di confronto e di riflessione per i professionisti che, a vario titolo, si trovano ad affrontare, dal punto di vista giuridico, psicologico e sociale, le complesse vicissitudini che investono oggi la famiglia.
Per entrare più nel vivo delle questioni e per dare a tutti l’opportunità di una partecipazione attiva, i lavori avranno inizio con un momento esperienziale che, attraverso la condivisione dei sogni, aiuterà i partecipanti ad affrontare in maniera più libera e creativa un tema coinvolgente quanto complesso.
La partecipazione è gratuita. Per iscriversi è necessario inviare la scheda di registrazione all’indirizzo email convegnolefamiglia2014@gmail.com (allo stesso indirizzo è possibile richiedere una scheda in formato .doc)
fonte http://www.napoligaypress.it/
La famiglia è la prima comunità in cui la persona si sviluppa ed è ormai evidente che non esiste un solo tipo di famiglia. Nonostante questo, persistono numerosi stereotipi che condizionano la lettura di un fenomeno sociale articolato e variegato.
Di quali tutele, garanzie e riconoscimenti disponiamo per supportare le nuove configurazioni familiari? Il convegno vuole essere un momento di confronto e di riflessione per i professionisti che, a vario titolo, si trovano ad affrontare, dal punto di vista giuridico, psicologico e sociale, le complesse vicissitudini che investono oggi la famiglia.
Per entrare più nel vivo delle questioni e per dare a tutti l’opportunità di una partecipazione attiva, i lavori avranno inizio con un momento esperienziale che, attraverso la condivisione dei sogni, aiuterà i partecipanti ad affrontare in maniera più libera e creativa un tema coinvolgente quanto complesso.
La partecipazione è gratuita. Per iscriversi è necessario inviare la scheda di registrazione all’indirizzo email convegnolefamiglia2014@gmail.com (allo stesso indirizzo è possibile richiedere una scheda in formato .doc)
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lunedì 13 gennaio 2014
Lgbt: Brasile il cortometraggio "Non voglio tornare da solo"
E’ un breve film, ricco di tenerezza e di sentimento questo “Eu não quero voltar sozinho” realizzato dal regista brasiliano Daniel Ribeiro, trentatreenne di San Paolo. La storia è ambentata in un liceo e ha soltanto tre protagonisti: Giovanna, Leo e Gabriel.
Leo è un ragazzo non vedente, Giovanna l’amica che lo assiste e che ha una cotta per lui. Non gli ha mai detto nulla, si limita a fare i compiti con lui e ad accompagnarlo a casa. Quando nella classe arriva Gabriel, la coppia diventa trio. E poco a poco tra i due maschi sboccia una forte attrazione.
I protagonisti sono come increduli, e frenati dalla timidezza. Poi capita che Leo, credendo di parlare con Giovanna con cui si è aperto poco prima, riveli i suoi sentimenti a Gabriel, che risponde con un appassionato bacio sulla bocca.
Il cortometraggio, che dura appena diciassette minuti, è girato con mano leggera e delicata, come si addice a una storia di adolescenti.
I tre protagonisti vestono casual,sono carini ma non bellissimi, acerbi, esitanti, e suscitano una immediata simpatia.
Non ci sono momenti drammatici, nè comici, ma solo uno scorcio di vita vissuta, con i suoi silenzi e le sue parole pronunciate sottovoce. Una piccola “chicca” da vedere assolutamente, perché ogni adolescente gay si potrà riconoscere nei personaggi del film, e sentirsi, appunto, meno solo.
A QUESTO LINK IL CORTOMETRAGGIO:
http://www.youtube.com/watch?v=1Wav5KjBHbI
(Ricordati di attivare i sottotitoli in Italiano)
fonte http://www.pianetagay.com By Mathieu Blank
Leo è un ragazzo non vedente, Giovanna l’amica che lo assiste e che ha una cotta per lui. Non gli ha mai detto nulla, si limita a fare i compiti con lui e ad accompagnarlo a casa. Quando nella classe arriva Gabriel, la coppia diventa trio. E poco a poco tra i due maschi sboccia una forte attrazione.
I protagonisti sono come increduli, e frenati dalla timidezza. Poi capita che Leo, credendo di parlare con Giovanna con cui si è aperto poco prima, riveli i suoi sentimenti a Gabriel, che risponde con un appassionato bacio sulla bocca.
Il cortometraggio, che dura appena diciassette minuti, è girato con mano leggera e delicata, come si addice a una storia di adolescenti.
I tre protagonisti vestono casual,sono carini ma non bellissimi, acerbi, esitanti, e suscitano una immediata simpatia.
Non ci sono momenti drammatici, nè comici, ma solo uno scorcio di vita vissuta, con i suoi silenzi e le sue parole pronunciate sottovoce. Una piccola “chicca” da vedere assolutamente, perché ogni adolescente gay si potrà riconoscere nei personaggi del film, e sentirsi, appunto, meno solo.
A QUESTO LINK IL CORTOMETRAGGIO:
http://www.youtube.com/watch?v=1Wav5KjBHbI
(Ricordati di attivare i sottotitoli in Italiano)
fonte http://www.pianetagay.com By Mathieu Blank
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Lgbt: Il tuffatore Ian Matos ha fatto coming out
Dopo Matthew Mitcham, Tom Daley e Greg Louganis, un altro tuffatore olimpico ha scelto di fare coming out.
Si tratta del 24enne brasiliano Ian Matos che, intervistato dal quotidiano Correio, ha dichiarato: «Fin da quando ero piccolo sapevo di essere gay, ma è qui a Rio de Janeiro che ho avuto modo di vivere la mia sessualità».
Il suo recente trasferimento nella capitale, dunque, gli ha offerto la possibilità di vivere la propria sessualità alla luce del sole, ed è quello il motivo -unito all'esempio fornitogli da Tom Daley. ad averlo spinto verso un coming out pubblico.
Nell'occasione ha anche precisato che qualcuno gli aveva suggerito di attendere la conclusione delle olimpiadi di Rio de Janeiro prima di dichiararsi pubblicamente gay in modo da non rischiare di perdere degli sponsor, ma l'essere costretto a vivere nell'ombra fino al 2018 gli era apparsa un'opzione troppo snervante.
Il tre volte campione brasiliano nel tuffo da un metro ha anche spiegato che secondo lui l'omofobia nello sport non è poi molto diverso dal bullismo omofobico che si può subire in un liceo, assumendola come una sfida nel voler dimostrare di non valere certo meno di chiunque altro.
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/
Si tratta del 24enne brasiliano Ian Matos che, intervistato dal quotidiano Correio, ha dichiarato: «Fin da quando ero piccolo sapevo di essere gay, ma è qui a Rio de Janeiro che ho avuto modo di vivere la mia sessualità».
Il suo recente trasferimento nella capitale, dunque, gli ha offerto la possibilità di vivere la propria sessualità alla luce del sole, ed è quello il motivo -unito all'esempio fornitogli da Tom Daley. ad averlo spinto verso un coming out pubblico.
Nell'occasione ha anche precisato che qualcuno gli aveva suggerito di attendere la conclusione delle olimpiadi di Rio de Janeiro prima di dichiararsi pubblicamente gay in modo da non rischiare di perdere degli sponsor, ma l'essere costretto a vivere nell'ombra fino al 2018 gli era apparsa un'opzione troppo snervante.
Il tre volte campione brasiliano nel tuffo da un metro ha anche spiegato che secondo lui l'omofobia nello sport non è poi molto diverso dal bullismo omofobico che si può subire in un liceo, assumendola come una sfida nel voler dimostrare di non valere certo meno di chiunque altro.
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/
Lgbt: Golden Globes, Sorrentino trionfa con "La grande bellezza" e punta agli Oscar
Sorrentino: «Grazie Italia, questo è davvero un Paese ben strano ma bellisimo. E ora feste e champagne!»
L'Italia torna a vincere a Hollywood: il «globo» per il miglior film straniero va alla Grande bellezza, che si candida anche per le statuette più importanti. Da DiCaprio a Cate Blanchett, ecco tutti i premiati (anche per le serie tv)
Dopo anni di delusioni, l'Italia torna a trionfare a Hollywood. Lo fa con La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore del Golden Globe per il miglior film straniero.
Il film con Toni Servillo si è preso così la sua rivincita anche su La vita di Adèle, presente tra i 5 candidati di Los Angeles, e vincitore a Cannes, dove invece La grande bellezza non ottenne alcun riconoscimento.
Ora il film italiano si candida ancora più seriamente per gli Oscar. Il 16 gennaio si sapranno le nomination, il 2 marzo verranno consegnate le statuette. Sorrentino, candidato dall'Italia, ha già superato la prima selezione. Vincitore degli Efa, gli Oscar europei, ha battuto, oltre al film Palma d'oro, The wind rises del giapponese Miyazaki, l'iraniano Il passato e il danese The hunt.
Il regista, in una Roma felliniana, fa muovere il suo attore preferito Toni Servillo (Jep Gambardella), viveur ultrasessantenne, tra mondanità, squallori attuali e meraviglia estetica della Città Eterna. Uscito a novembre negli Stati Uniti, è stato accolto letteralmente da un coro quasi unanime di consensi di pubblico e soprattutto di critica.
Ecco tutti i vincitori dei Golden Globes assegnati dall'associazione della stampa straniera a Hollywood:
MIGLIOR FILM - DRAMMATICO
12 anni schiavo
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Cate Blanchett (Blue Jasmine)
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)
MIGLIOR FILM NON DRAMMATICO
American Hustle
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM NON DRAMMATICO
Amy Adams (American Hustle)
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM NON DRAMMATICO
Leonardo DiCaprio (The Wolf Of Wall Street)
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Frozen
MIGLIOR FILM STRANIERO
La Grande Bellezza
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Lawrence (American Hustle)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Jared Leto (Dallas Buyers Club)
MIGLIOR REGISTA
Alfonso Cuarón (Gravity)
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Spike Jonze (Her)
MIGLIORE COLONNA SONORA
Alex Ebert (All Is Lost)
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Ordinary Love (Mandela: Long Walk to Freedom)
fonte http://www.vanityfair.it di Matteo Gamba
L'Italia torna a vincere a Hollywood: il «globo» per il miglior film straniero va alla Grande bellezza, che si candida anche per le statuette più importanti. Da DiCaprio a Cate Blanchett, ecco tutti i premiati (anche per le serie tv)
Dopo anni di delusioni, l'Italia torna a trionfare a Hollywood. Lo fa con La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore del Golden Globe per il miglior film straniero.
Il film con Toni Servillo si è preso così la sua rivincita anche su La vita di Adèle, presente tra i 5 candidati di Los Angeles, e vincitore a Cannes, dove invece La grande bellezza non ottenne alcun riconoscimento.
Ora il film italiano si candida ancora più seriamente per gli Oscar. Il 16 gennaio si sapranno le nomination, il 2 marzo verranno consegnate le statuette. Sorrentino, candidato dall'Italia, ha già superato la prima selezione. Vincitore degli Efa, gli Oscar europei, ha battuto, oltre al film Palma d'oro, The wind rises del giapponese Miyazaki, l'iraniano Il passato e il danese The hunt.
Il regista, in una Roma felliniana, fa muovere il suo attore preferito Toni Servillo (Jep Gambardella), viveur ultrasessantenne, tra mondanità, squallori attuali e meraviglia estetica della Città Eterna. Uscito a novembre negli Stati Uniti, è stato accolto letteralmente da un coro quasi unanime di consensi di pubblico e soprattutto di critica.
Ecco tutti i vincitori dei Golden Globes assegnati dall'associazione della stampa straniera a Hollywood:
MIGLIOR FILM - DRAMMATICO
12 anni schiavo
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Cate Blanchett (Blue Jasmine)
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)
MIGLIOR FILM NON DRAMMATICO
American Hustle
MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM NON DRAMMATICO
Amy Adams (American Hustle)
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM NON DRAMMATICO
Leonardo DiCaprio (The Wolf Of Wall Street)
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Frozen
MIGLIOR FILM STRANIERO
La Grande Bellezza
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jennifer Lawrence (American Hustle)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Jared Leto (Dallas Buyers Club)
MIGLIOR REGISTA
Alfonso Cuarón (Gravity)
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Spike Jonze (Her)
MIGLIORE COLONNA SONORA
Alex Ebert (All Is Lost)
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Ordinary Love (Mandela: Long Walk to Freedom)
fonte http://www.vanityfair.it di Matteo Gamba
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sabato 11 gennaio 2014
Farnesina: Nasce Globe-Mae, rete Lgbt dei dipendenti omosessuali degli Esteri
L'associazione si pone l'obiettivo di rimuovere nell'immediato "alcune evidenti e gravi disparità di trattamento che colpiscono i lavoratori gay del ministero".
Avviato dialogo con la Bonino. Nel mirino dei promotori, il ritardo del nostro Paese nell'adozione di una legge che riconosca le nozze e i diritti di coppia tra persone dello stesso sesso
ROMA: "Affermare con determinazione il principio inviolabile dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale, ma anche promuovere, in collaborazione con altre associazioni italiane ed internazionali, una cultura ispirata alle pari opportunità e alla parità dei diritti per le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) nell'attività quotidiana dell'amministrazione degli Esteri e dei suoi uffici".
Per queste ragioni è nata ufficialmente Globe-Mae,(http://www.globemae.it/) la 'rete' dei dipendenti Lgbt del ministero degli Affari Esteri. Per realizzare tale obiettivo, si legge in una nota, Globe-Mae ha da subito avviato un dialogo con l'amministrazione degli Esteri e con la ministro Emma Bonino "per verificare le possibilità di rimuovere nell'immediato alcune delle più gravi ed evidenti disparità di trattamento che colpiscono i dipendenti omosessuali del ministero degli Affari Esteri".
Leggi La lettera degli ambasciatori gay al ministro:
http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/24/news/pi_tutele_per_i_nostri_compagni_il_manifesto_degli_ambasciatori_gay_che_scuote_la_diplomazia_italiana-74388758/
"Il ritardo nell'adozione nel nostro Paese di una legge che riconosca il matrimonio tra persone dello stesso sesso e/o che tuteli le unioni tra persone dello stesso sesso - prosegue la nota del Globe-Mae- si traduce in una grave discriminazione ai danni dei cittadini Lgbt, con ripercussioni morali, pratiche ed economiche. Per i dipendenti Lgbt del ministero, "il mancato riconoscimento delle famiglie composte da persone Lgbt è fonte di concrete discriminazioni rispetto ai dipendenti eterosessuali e si traduce in un ostacolo e difficoltà ulteriori per la vita e l'attività lavorativa stessa dei dipendenti, in particolare quando sono in servizio all'estero".
La nota informa inoltre che, "allo scopo di illustrare i problemi concreti e quotidiani affrontati dai dipendenti omosessuali della Farnesina e di avanzare proposte e soluzioni concrete da subito", i rappresentanti dell'associazione sono stati ricevuti ieri dalla ministro Emma Bonino, "nella quale i membri di Globe-Mae confidano, soprattutto in considerazione del riconosciuto impegno pluriennale della ministro a favore della tutela dei diritti e delle libertà civili".
fonte http://www.repubblica.it/
Avviato dialogo con la Bonino. Nel mirino dei promotori, il ritardo del nostro Paese nell'adozione di una legge che riconosca le nozze e i diritti di coppia tra persone dello stesso sesso
ROMA: "Affermare con determinazione il principio inviolabile dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata sull'orientamento sessuale, ma anche promuovere, in collaborazione con altre associazioni italiane ed internazionali, una cultura ispirata alle pari opportunità e alla parità dei diritti per le persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) nell'attività quotidiana dell'amministrazione degli Esteri e dei suoi uffici".
Per queste ragioni è nata ufficialmente Globe-Mae,(http://www.globemae.it/) la 'rete' dei dipendenti Lgbt del ministero degli Affari Esteri. Per realizzare tale obiettivo, si legge in una nota, Globe-Mae ha da subito avviato un dialogo con l'amministrazione degli Esteri e con la ministro Emma Bonino "per verificare le possibilità di rimuovere nell'immediato alcune delle più gravi ed evidenti disparità di trattamento che colpiscono i dipendenti omosessuali del ministero degli Affari Esteri".
Leggi La lettera degli ambasciatori gay al ministro:
http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/24/news/pi_tutele_per_i_nostri_compagni_il_manifesto_degli_ambasciatori_gay_che_scuote_la_diplomazia_italiana-74388758/
"Il ritardo nell'adozione nel nostro Paese di una legge che riconosca il matrimonio tra persone dello stesso sesso e/o che tuteli le unioni tra persone dello stesso sesso - prosegue la nota del Globe-Mae- si traduce in una grave discriminazione ai danni dei cittadini Lgbt, con ripercussioni morali, pratiche ed economiche. Per i dipendenti Lgbt del ministero, "il mancato riconoscimento delle famiglie composte da persone Lgbt è fonte di concrete discriminazioni rispetto ai dipendenti eterosessuali e si traduce in un ostacolo e difficoltà ulteriori per la vita e l'attività lavorativa stessa dei dipendenti, in particolare quando sono in servizio all'estero".
La nota informa inoltre che, "allo scopo di illustrare i problemi concreti e quotidiani affrontati dai dipendenti omosessuali della Farnesina e di avanzare proposte e soluzioni concrete da subito", i rappresentanti dell'associazione sono stati ricevuti ieri dalla ministro Emma Bonino, "nella quale i membri di Globe-Mae confidano, soprattutto in considerazione del riconosciuto impegno pluriennale della ministro a favore della tutela dei diritti e delle libertà civili".
fonte http://www.repubblica.it/
Lgbt: Vivere accanto ad una persona transgender: una breve riflessione
Noi persone transgender ci raccontiamo addosso e lo facciamo spesso. Di contro, raramente accade che le persone che condividono con noi la quotidianità, la rabbia, le battaglie, la forza ma anche la nostra fragilità e la nostra unicità, prendano la parola e raccontino il loro percorso accanto a noi e dentro di noi. Ci dà sollievo pensare che l'amore incondizionato faccia da fondamenta e basti a realizzare alchimie con "chi ci vive" e ci supporta. Ma io credo ci sia dell'altro!
Ringrazio Isabella Stretti, per aver accolto e raccolto il mio invito a farlo. Buona lettura!
Una persona 'trans' la si incontra nella vita come si incontra qualsiasi altra persona: o la si conosce quando già manifesta la propria identità di genere, oppure la si conosce e ci si relaziona con lei da tempo quando, la rinuncia di sé, diventa insostenibile e si disvela a noi, amici, compagni, parenti o conoscenti di vecchia data.
A prima vista, potrebbe sembrare che le due modalità di conoscenza non abbiano nulla in comune; l'una presuppone magari un incontro fortuito, senza una memoria storica l'una dell'altra persona, mentre nel secondo caso c'è un cammino di condivisione, spesso molto profonda, fatta di confidenze e di intimità reciproche. Eppure, in entrambi i casi, ad essere chiamata in gioco è anzitutto la nostra stessa persona e con essa i presupposti delle relazioni che vive.
Infatti, cosa cambia e cosa accade nella nostra esistenza se un amico si disvela quale amicA, una figliA ti comunica d'essere tuo figlio, un marito di riconoscersi donna o una moglie di riconoscersi uomo … o se incontri una persona a te sconosciuta i cui tratti somatici ed anatomici sono, nella società e nella cultura in cui vivi, definiti entro il cosiddetto 'genere opposto' rispetto a quello che questa persona esprime?
Ci sono diversi tipi di reazione, spesso riconducibili però a pochi atteggiamenti:
1) il rifiuto totale e il successivo allontanamento della persona che ci era accanto, come cancellata dalla propria esistenza;
2) il rifiuto totale della persona, ma esplicato nel tentativo di ricondurre la persona che conosciamo entro i canoni in cui l'abbiamo sempre vissuta;
3) il rifiuto totale della persona, ma esplicato nel tentativo di portarla a nascondere il più possibile il percorso effettuato;
4) Il riconoscere di non saperne assolutamente nulla circa il transito di genere, se non il sentito dire, ma proseguire il cammino con questa persona nella volontà di capire, ascoltandola, lasciandoci spiegare e, nello stesso tempo, informandoci a nostra volta presso i Consultori di competenza, le Associazioni di riferimento, i seri Blogs informativi, le pubblicazioni sull'argomento ...
5) Se correttamente informati, sia conoscendo la persona da anni che da poco tempo, si prosegue il cammino, come con qualsiasi altra persona si desideri avere al proprio fianco perché le si vuole bene e la si stima. Spesso per arrivare a questo punto, grazie alla società e alla cultura in cui viviamo, bisogna passare per qualche atteggiamento precedente, anche se non tutti; tutto dipende dal presupposto che ci lega all'altra persona, la quale non è mai un nostro possesso, né la nostra padrona.
Molto, ovviamente, dipende anche dal grado di conoscenza, informazione e consapevolezza della persona a noi vicina, ma, non dimentichiamolo, il suo potrebbe essere il vissuto di una persona ancora nell'infanzia e, anche in questo caso, se non soprattutto, è saggio tener presente che ogni identità negata sarà una persona infelice e per nulla serena.
Bene è sottolineare che, per i rapporti molto ravvicinati, il percorso che porta ad ogni consapevolezza di sé non nasce come i funghi dopo la pioggia; la persona a noi vicina, se siamo attenti all'altro e alla sua serenità come alla nostra, già da tempo ci avrà dato dei segnali, quanto meno i segnali di un malessere, di una sofferenza, spesso ancor prima di comprendersi sino in fondo. Non far tacere il dolore dell'altro e liberarci dalla paura di perderlo/a è sicuramente una ricetta sana per affrontare questo cammino; chi nega l'altra persona, così come chi si nega, ha già perso tutto ciò che conta.
Continuare a vivere o comunque vivere accanto ad una persona che è riuscita a manifestare pienamente il genere che si è riconosciuta non è cosa facile; ogni percorso è diverso dall'altro, così come diverse sono le persone, ed unica ogni relazione con ogni singola persona.
Ma, le difficoltà maggiori le creano la società e la cultura; certo, quando queste ultime sono omologanti, quando categorizzano ciascuno di noi secondo delle precise categorie binarie e quando devono colpire chiunque manifesti l'inganno biopolitico insito nel binarismo di sesso e genere, allora ad andarci di mezzo è anche la persona che vive accanto ad una persona trans, questo perché tale persona rende evidente che un'amicizia ed un amore sono possibili anche con le persone trans, svelando oltremodo che essere una persona trans non è indice di pericolosità.
Così, anche a noi capiterà spesso di subire sulla pelle pregiudizi, stigmi, cattiverie, risatine ironiche e pungenti, sguardi di disapprovazione, gesti di condanna, abbandoni da parte di persone a noi care; si sa, purtroppo la mamma degli imbecilli e degli ignoranti è sempre incinta e, chissà perché … nel nostro Paese ogni tipo di relazione con una persona trans si riduce non di rado ad una sola domanda: ma fate sesso? …
E non importa se la cosa sia da ritenersi personale, o se tu sei solo amica o parente di una persona trans … sei una persona catalogata e schedata nella categoria 'perversione', a prescindere.
Spesso, nel caso la persona trans sia tuo figlio o tua figlia, o tu* nipote o il tuo ex o non ex compagno/a … si sprecano gli sguardi e i commenti pietosi di coloro che si rammaricano per la disgrazia che ti è capitata … sì, la disgrazia di avere accanto una persona che non sta negli schemi prefissati, che vuole autodeterminarsi al di là delle categorie generali … insomma, uno dei doni più grandi che questo mondo possa darti, avere accanto una persona che solo per il fatto di esserci ti pone di fronte alle contraddizioni che vivi giornalmente, chiamandoti a libertà.
Eh sì, perché anche nel caso in cui la persona trans cerchi di omologarsi il più possibile entro le norme sociali e culturali che regolano il genere nel quale si riconosce, anche in questo caso ti rivela che il riconoscimento sociale della persona che sei passa prima, se non solo, attraverso delle preletture della tua persona e non dall'ascolto del tuo pensiero, dal vedere la persona che realmente sei.
Questo lo si capisce molto bene vivendo il contesto sociale accanto ad una persona trans; poco alla volta capisci che la gente si rivolge anche a te a seconda di come ti ritiene, se un uomo o una donna, se avente un pene o una vagina.
Prima che tu esista per quel che hai da dire e da condividere, gli altri ti si rivolgono a seconda del genere che manifesti e a seconda della considerazione che hanno di questo genere.
Questo accade a ciascuno di noi, ed è veramente triste vedere la pluralità umana ridotta a soli due individui.
Accanto ad una persona trans impari molto; solo il pensiero che a te certe cose siano concesse e alla persona trans no e solo perché il genere che esprimi rientra nei canoni biopolitici di gestione, ti fa venire i brividi.
E questo accade spesso, quando entrate in un negozio di scarpe o di abbigliamento, quando andate a fare la spesa insieme, … pensate a non poter entrare con la vostra migliore amica in piscina o andare insieme dal parrucchiere … anche cose semplici … e poi provate solo a pensare cosa può vivere una persona trans in un ospedale … quando i suoi documenti non corrispondono alla sua persona … quello che sente lei solo le persone trans che l'hanno vissuto possono capirlo … ma ci si può avvicinare a quel dolore, a quell'offesa … a quella negazione ad esistere … basta esserci … accanto.
Spesso la persona vicina deve essere il mediatore culturale della situazione … spesso devi avere la forza che ad una persona costantemente rifiutata viene a mancare … e, dipende dai contesti, usare la rabbia non serve, molto meglio la pazienza di spiegare quanto a nostra volta abbiamo capito … ma sempre pronte a rispondere a tono se necessario e a difendersi …
Già, pensate ad una vita in cui siete 24 ore su 24 sempre all'erta e pronte a difendere voi stessi e chi vi sta accanto … a chi piacerebbe? … Sta di fatto che diventi anche tu una persona sovraesposta, costantemente sotto interrogatorio e chiamata spesso a dare spiegazioni … e non è facile.
Accade così che accanto ad una persona trans trovi la persona che sei, specie accanto ad una donna trans, le più evidenti e le più disvelanti, solo per il fatto di esserci … Ti chiedi chi sei, cosa vuoi, quante gabbie ti hanno costruito intorno per limitare il tuo personale ed unico percorso di vita … trovandoti mirabilmente anche tu a transitare, dalle gabbie culturali e sociali che ti sono imposte alla libera ricerca ed espressione di te … e, finalmente, ad essere in transizione sarà la consapevolezza di te e delle dinamiche che ti frenano … e questo ti condurrà finalmente nel tuo personale cammino liberante.
Apprezzerai a quel punto diecimila volte di più le persone che ti verranno incontro, a te e alla persona trans che è nella tua vita … persone le quali non guardano al genere che manifesti, ma alla persona che sei e che siete … e troverai tanti veri amici … intelligenti ed inaspettati …
E finisco dove più mi batte il cuore, ai bambini. L'unica domanda che rivolgono a te e alla persona trans che hai accanto è: come ti chiami? Il nome che ti sei dato o data a loro basta per chiamarti e pensarti e, diversamente dagli adulti, non si sbagliano mai da quel momento … e questo fa molto riflettere sulle sovrastrutture a cui siamo sottoposti … donandoti la consapevolezza che la categoria del 'genere' è una costruzione meramente sociale e culturale.
Isabella Stretti
Nasce a La Spezia nel 1962. Laureata presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma con la tesi dal titolo 'L'incongruenza di genere in Italia. Una proposta pastorale', attualmente lavora, principalmente in qualità di counselor, presso un consorzio italiano di imprese. Da oltre dieci anni è impegnata in attività di counseling ed accompagnamento con persone transgender, collaborando, accanto a diverse competenze ed Associazioni loro di supporto, a favore dell'istanza di diritto all'autodeterminazione di ogni singola persona.
fonte http://www.lauradenu.com
Ringrazio Isabella Stretti, per aver accolto e raccolto il mio invito a farlo. Buona lettura!
Una persona 'trans' la si incontra nella vita come si incontra qualsiasi altra persona: o la si conosce quando già manifesta la propria identità di genere, oppure la si conosce e ci si relaziona con lei da tempo quando, la rinuncia di sé, diventa insostenibile e si disvela a noi, amici, compagni, parenti o conoscenti di vecchia data.
A prima vista, potrebbe sembrare che le due modalità di conoscenza non abbiano nulla in comune; l'una presuppone magari un incontro fortuito, senza una memoria storica l'una dell'altra persona, mentre nel secondo caso c'è un cammino di condivisione, spesso molto profonda, fatta di confidenze e di intimità reciproche. Eppure, in entrambi i casi, ad essere chiamata in gioco è anzitutto la nostra stessa persona e con essa i presupposti delle relazioni che vive.
Infatti, cosa cambia e cosa accade nella nostra esistenza se un amico si disvela quale amicA, una figliA ti comunica d'essere tuo figlio, un marito di riconoscersi donna o una moglie di riconoscersi uomo … o se incontri una persona a te sconosciuta i cui tratti somatici ed anatomici sono, nella società e nella cultura in cui vivi, definiti entro il cosiddetto 'genere opposto' rispetto a quello che questa persona esprime?
Ci sono diversi tipi di reazione, spesso riconducibili però a pochi atteggiamenti:
1) il rifiuto totale e il successivo allontanamento della persona che ci era accanto, come cancellata dalla propria esistenza;
2) il rifiuto totale della persona, ma esplicato nel tentativo di ricondurre la persona che conosciamo entro i canoni in cui l'abbiamo sempre vissuta;
3) il rifiuto totale della persona, ma esplicato nel tentativo di portarla a nascondere il più possibile il percorso effettuato;
4) Il riconoscere di non saperne assolutamente nulla circa il transito di genere, se non il sentito dire, ma proseguire il cammino con questa persona nella volontà di capire, ascoltandola, lasciandoci spiegare e, nello stesso tempo, informandoci a nostra volta presso i Consultori di competenza, le Associazioni di riferimento, i seri Blogs informativi, le pubblicazioni sull'argomento ...
5) Se correttamente informati, sia conoscendo la persona da anni che da poco tempo, si prosegue il cammino, come con qualsiasi altra persona si desideri avere al proprio fianco perché le si vuole bene e la si stima. Spesso per arrivare a questo punto, grazie alla società e alla cultura in cui viviamo, bisogna passare per qualche atteggiamento precedente, anche se non tutti; tutto dipende dal presupposto che ci lega all'altra persona, la quale non è mai un nostro possesso, né la nostra padrona.
Molto, ovviamente, dipende anche dal grado di conoscenza, informazione e consapevolezza della persona a noi vicina, ma, non dimentichiamolo, il suo potrebbe essere il vissuto di una persona ancora nell'infanzia e, anche in questo caso, se non soprattutto, è saggio tener presente che ogni identità negata sarà una persona infelice e per nulla serena.
Bene è sottolineare che, per i rapporti molto ravvicinati, il percorso che porta ad ogni consapevolezza di sé non nasce come i funghi dopo la pioggia; la persona a noi vicina, se siamo attenti all'altro e alla sua serenità come alla nostra, già da tempo ci avrà dato dei segnali, quanto meno i segnali di un malessere, di una sofferenza, spesso ancor prima di comprendersi sino in fondo. Non far tacere il dolore dell'altro e liberarci dalla paura di perderlo/a è sicuramente una ricetta sana per affrontare questo cammino; chi nega l'altra persona, così come chi si nega, ha già perso tutto ciò che conta.
Continuare a vivere o comunque vivere accanto ad una persona che è riuscita a manifestare pienamente il genere che si è riconosciuta non è cosa facile; ogni percorso è diverso dall'altro, così come diverse sono le persone, ed unica ogni relazione con ogni singola persona.
Ma, le difficoltà maggiori le creano la società e la cultura; certo, quando queste ultime sono omologanti, quando categorizzano ciascuno di noi secondo delle precise categorie binarie e quando devono colpire chiunque manifesti l'inganno biopolitico insito nel binarismo di sesso e genere, allora ad andarci di mezzo è anche la persona che vive accanto ad una persona trans, questo perché tale persona rende evidente che un'amicizia ed un amore sono possibili anche con le persone trans, svelando oltremodo che essere una persona trans non è indice di pericolosità.
Così, anche a noi capiterà spesso di subire sulla pelle pregiudizi, stigmi, cattiverie, risatine ironiche e pungenti, sguardi di disapprovazione, gesti di condanna, abbandoni da parte di persone a noi care; si sa, purtroppo la mamma degli imbecilli e degli ignoranti è sempre incinta e, chissà perché … nel nostro Paese ogni tipo di relazione con una persona trans si riduce non di rado ad una sola domanda: ma fate sesso? …
E non importa se la cosa sia da ritenersi personale, o se tu sei solo amica o parente di una persona trans … sei una persona catalogata e schedata nella categoria 'perversione', a prescindere.
Spesso, nel caso la persona trans sia tuo figlio o tua figlia, o tu* nipote o il tuo ex o non ex compagno/a … si sprecano gli sguardi e i commenti pietosi di coloro che si rammaricano per la disgrazia che ti è capitata … sì, la disgrazia di avere accanto una persona che non sta negli schemi prefissati, che vuole autodeterminarsi al di là delle categorie generali … insomma, uno dei doni più grandi che questo mondo possa darti, avere accanto una persona che solo per il fatto di esserci ti pone di fronte alle contraddizioni che vivi giornalmente, chiamandoti a libertà.
Eh sì, perché anche nel caso in cui la persona trans cerchi di omologarsi il più possibile entro le norme sociali e culturali che regolano il genere nel quale si riconosce, anche in questo caso ti rivela che il riconoscimento sociale della persona che sei passa prima, se non solo, attraverso delle preletture della tua persona e non dall'ascolto del tuo pensiero, dal vedere la persona che realmente sei.
Questo lo si capisce molto bene vivendo il contesto sociale accanto ad una persona trans; poco alla volta capisci che la gente si rivolge anche a te a seconda di come ti ritiene, se un uomo o una donna, se avente un pene o una vagina.
Prima che tu esista per quel che hai da dire e da condividere, gli altri ti si rivolgono a seconda del genere che manifesti e a seconda della considerazione che hanno di questo genere.
Questo accade a ciascuno di noi, ed è veramente triste vedere la pluralità umana ridotta a soli due individui.
Accanto ad una persona trans impari molto; solo il pensiero che a te certe cose siano concesse e alla persona trans no e solo perché il genere che esprimi rientra nei canoni biopolitici di gestione, ti fa venire i brividi.
E questo accade spesso, quando entrate in un negozio di scarpe o di abbigliamento, quando andate a fare la spesa insieme, … pensate a non poter entrare con la vostra migliore amica in piscina o andare insieme dal parrucchiere … anche cose semplici … e poi provate solo a pensare cosa può vivere una persona trans in un ospedale … quando i suoi documenti non corrispondono alla sua persona … quello che sente lei solo le persone trans che l'hanno vissuto possono capirlo … ma ci si può avvicinare a quel dolore, a quell'offesa … a quella negazione ad esistere … basta esserci … accanto.
Spesso la persona vicina deve essere il mediatore culturale della situazione … spesso devi avere la forza che ad una persona costantemente rifiutata viene a mancare … e, dipende dai contesti, usare la rabbia non serve, molto meglio la pazienza di spiegare quanto a nostra volta abbiamo capito … ma sempre pronte a rispondere a tono se necessario e a difendersi …
Già, pensate ad una vita in cui siete 24 ore su 24 sempre all'erta e pronte a difendere voi stessi e chi vi sta accanto … a chi piacerebbe? … Sta di fatto che diventi anche tu una persona sovraesposta, costantemente sotto interrogatorio e chiamata spesso a dare spiegazioni … e non è facile.
Accade così che accanto ad una persona trans trovi la persona che sei, specie accanto ad una donna trans, le più evidenti e le più disvelanti, solo per il fatto di esserci … Ti chiedi chi sei, cosa vuoi, quante gabbie ti hanno costruito intorno per limitare il tuo personale ed unico percorso di vita … trovandoti mirabilmente anche tu a transitare, dalle gabbie culturali e sociali che ti sono imposte alla libera ricerca ed espressione di te … e, finalmente, ad essere in transizione sarà la consapevolezza di te e delle dinamiche che ti frenano … e questo ti condurrà finalmente nel tuo personale cammino liberante.
Apprezzerai a quel punto diecimila volte di più le persone che ti verranno incontro, a te e alla persona trans che è nella tua vita … persone le quali non guardano al genere che manifesti, ma alla persona che sei e che siete … e troverai tanti veri amici … intelligenti ed inaspettati …
E finisco dove più mi batte il cuore, ai bambini. L'unica domanda che rivolgono a te e alla persona trans che hai accanto è: come ti chiami? Il nome che ti sei dato o data a loro basta per chiamarti e pensarti e, diversamente dagli adulti, non si sbagliano mai da quel momento … e questo fa molto riflettere sulle sovrastrutture a cui siamo sottoposti … donandoti la consapevolezza che la categoria del 'genere' è una costruzione meramente sociale e culturale.
Isabella Stretti
Nasce a La Spezia nel 1962. Laureata presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma con la tesi dal titolo 'L'incongruenza di genere in Italia. Una proposta pastorale', attualmente lavora, principalmente in qualità di counselor, presso un consorzio italiano di imprese. Da oltre dieci anni è impegnata in attività di counseling ed accompagnamento con persone transgender, collaborando, accanto a diverse competenze ed Associazioni loro di supporto, a favore dell'istanza di diritto all'autodeterminazione di ogni singola persona.
fonte http://www.lauradenu.com
Lgbt Torino: Al via il progetto “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie”
Sono 9 i comuni dell’area metropolitana, oltre alla Città di Torino, che hanno aderito al progetto “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie”, che mira alla sensibilizzazione contro il fenomeno dell’omofobia.
Il progetto è indirizzato sia agli operatori turistici che agli esercenti, con l’unico obiettivo di diffondere la cultura del rispetto delle “differenze” contrastando l’omofobia e rendendo il territorio più accogliente e attrattivo da un punto di vista turistico. Friendly Piemonte. Omofobia no grazie nasce da un’idea di Quore, un’associazione di promozione sociale per i diritti lgbt (lesbian, gay, bisexual & transgender), ed è stato promosso in collaborazione con Ascom Torino, Gtt e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte.
Alla presentazione, avvenuta ieri 12 dicembre, presso la Città di Torino, ha preso parte, oltre ai sindaci e a gli assessori dei Comuni coinvolti nel progetto, l’Assessore alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, Ilda Curti, che ha dichiarato: «Un territorio capace di valorizzare le diversità dimostra di essere capace di affrontare le sfide del futuro. L’importanza di comunicare che i nostri territori sono accoglienti e di promuovere un turismo di qualità è sicuramente una risorsa anche in termini economici».
La nuova campagna sarà già avviata dal prossimo mese di gennaio con la distribuzione delle vetrofanie “Omofobia No Grazie” con il logo Friendly Piemonte presso gli esercizi commerciali e le strutture di accoglienza turistica dei comuni di Torino, Beinasco, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Rivoli e Venaria Reale. Si tratta sostanzialmente di uno slogan di facile comprensione per i cittadini, ma anche per i turisti stranieri, costituendo un segnale distintivo soprattutto per il “turista lgtb” che, nella scelta della meta, tende a privilegiare luoghi o paesi che tradizionalmente sostengono la diversità culturale accogliendo e valorizzando le differenze a sostengono dei diritti lgbt.Il pieghevole che verrà distribuito da gennaio 2014
Friendly Piemonte nasce nel 2009 per promuove il territorio torinese e piemontese verso il target di turisti omosessuali, una nicchia di mercato dalle grandi potenzialità di sviluppo. Queste le dichiarazioni di Alessandro Battaglia e Silvia Magino dell’associazione Quore: «Secondo i dati, in Italia costituisce il 7% del fatturato annuo complessivo, pari a 3.2 miliardi di euro. Le opportunità sono legate sia all'aspetto meramente numerico ed economico, sia ai contenuti sociali e culturali connessi alla qualità ed alla composizione di tale pubblico. Parlare di accoglienza del turista LGBT non significa pretendere trattamenti speciali ma parità di rispetto e considerazione. Talora sono piccoli gesti, sguardi, parole che marcano la soglia di una buona accoglienza o, al contrario, determinano una percezione di sgradevole disagio».
Anche l’Ascom Torino, Comfcommercio imprese per l’Italia, Torino e Provincia, tiene a ribadire, attraverso le dichiarazioni del presidente Maria Luisa Coppa, l’impegno nel garantire la promozione dell'iniziativa: «Come Ascom Torino e Confcommercio Piemonte non possiamo che guardare con interesse e dare il nostro appoggio e sostegno alla Campagna “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie”.
Torino e il Piemonte hanno da sempre dimostrato a livello istituzionale e nella stragrande maggioranza della popolazione, una particolare sensibilità e attenzione alla tutela dei diritti e delle libertà civili, religiose e sociali in genere di ognuno. Una campagna che si propone di sviluppare una cultura del rispetto delle differenze e di migliorare le pratiche di accoglienza di operatori turistici ed esercenti non poteva quindi che sfondare una porta da sempre aperta nel caso specifico della nostra Organizzazione. Il turismo ha da essere ‘per tutti’ e tutti i turisti, qualunque sia il loro vissuto e la loro storia personale, devono essere considerati e trattati nel migliore dei modi e in uguale maniera. La giusta Campagna di Quore servirà ancora di più a sensibilizzare i nostri operatori nel farsi interpreti, attraverso le loro strutture e la loro attività, di azioni tese a contrastare ogni tipo di intolleranza contro le varie “diversità” e contro l’omofobia nel caso particolare».
Modalità di partecipazione:
L’associazione Quore invita tutti a contribuire, come volontari, per la diffusione dei materiali della campagna “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie” sul territorio dei comuni coinvolti con modalità che saranno comunicate contattando l’associazione. Per farlo basterà scrivere all’indirizzo di posta elettronica segreteria@quore.org
fonte http://www.torinofree.it Scritto da Gianfranco Ingardia
Il progetto è indirizzato sia agli operatori turistici che agli esercenti, con l’unico obiettivo di diffondere la cultura del rispetto delle “differenze” contrastando l’omofobia e rendendo il territorio più accogliente e attrattivo da un punto di vista turistico. Friendly Piemonte. Omofobia no grazie nasce da un’idea di Quore, un’associazione di promozione sociale per i diritti lgbt (lesbian, gay, bisexual & transgender), ed è stato promosso in collaborazione con Ascom Torino, Gtt e con il patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte.
Alla presentazione, avvenuta ieri 12 dicembre, presso la Città di Torino, ha preso parte, oltre ai sindaci e a gli assessori dei Comuni coinvolti nel progetto, l’Assessore alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, Ilda Curti, che ha dichiarato: «Un territorio capace di valorizzare le diversità dimostra di essere capace di affrontare le sfide del futuro. L’importanza di comunicare che i nostri territori sono accoglienti e di promuovere un turismo di qualità è sicuramente una risorsa anche in termini economici».
La nuova campagna sarà già avviata dal prossimo mese di gennaio con la distribuzione delle vetrofanie “Omofobia No Grazie” con il logo Friendly Piemonte presso gli esercizi commerciali e le strutture di accoglienza turistica dei comuni di Torino, Beinasco, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Rivoli e Venaria Reale. Si tratta sostanzialmente di uno slogan di facile comprensione per i cittadini, ma anche per i turisti stranieri, costituendo un segnale distintivo soprattutto per il “turista lgtb” che, nella scelta della meta, tende a privilegiare luoghi o paesi che tradizionalmente sostengono la diversità culturale accogliendo e valorizzando le differenze a sostengono dei diritti lgbt.Il pieghevole che verrà distribuito da gennaio 2014
Friendly Piemonte nasce nel 2009 per promuove il territorio torinese e piemontese verso il target di turisti omosessuali, una nicchia di mercato dalle grandi potenzialità di sviluppo. Queste le dichiarazioni di Alessandro Battaglia e Silvia Magino dell’associazione Quore: «Secondo i dati, in Italia costituisce il 7% del fatturato annuo complessivo, pari a 3.2 miliardi di euro. Le opportunità sono legate sia all'aspetto meramente numerico ed economico, sia ai contenuti sociali e culturali connessi alla qualità ed alla composizione di tale pubblico. Parlare di accoglienza del turista LGBT non significa pretendere trattamenti speciali ma parità di rispetto e considerazione. Talora sono piccoli gesti, sguardi, parole che marcano la soglia di una buona accoglienza o, al contrario, determinano una percezione di sgradevole disagio».
Anche l’Ascom Torino, Comfcommercio imprese per l’Italia, Torino e Provincia, tiene a ribadire, attraverso le dichiarazioni del presidente Maria Luisa Coppa, l’impegno nel garantire la promozione dell'iniziativa: «Come Ascom Torino e Confcommercio Piemonte non possiamo che guardare con interesse e dare il nostro appoggio e sostegno alla Campagna “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie”.
Torino e il Piemonte hanno da sempre dimostrato a livello istituzionale e nella stragrande maggioranza della popolazione, una particolare sensibilità e attenzione alla tutela dei diritti e delle libertà civili, religiose e sociali in genere di ognuno. Una campagna che si propone di sviluppare una cultura del rispetto delle differenze e di migliorare le pratiche di accoglienza di operatori turistici ed esercenti non poteva quindi che sfondare una porta da sempre aperta nel caso specifico della nostra Organizzazione. Il turismo ha da essere ‘per tutti’ e tutti i turisti, qualunque sia il loro vissuto e la loro storia personale, devono essere considerati e trattati nel migliore dei modi e in uguale maniera. La giusta Campagna di Quore servirà ancora di più a sensibilizzare i nostri operatori nel farsi interpreti, attraverso le loro strutture e la loro attività, di azioni tese a contrastare ogni tipo di intolleranza contro le varie “diversità” e contro l’omofobia nel caso particolare».
Modalità di partecipazione:
L’associazione Quore invita tutti a contribuire, come volontari, per la diffusione dei materiali della campagna “Friendly Piemonte. Omofobia no grazie” sul territorio dei comuni coinvolti con modalità che saranno comunicate contattando l’associazione. Per farlo basterà scrivere all’indirizzo di posta elettronica segreteria@quore.org
fonte http://www.torinofree.it Scritto da Gianfranco Ingardia
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venerdì 10 gennaio 2014
Lgbt: L'Andalusia, primo territorio d'Europa ad approvare una legge contro la discriminazione dei transessuali
Il 12 dicembre 2012, il Parlamento Europeo aveva raccomandato agli Stati dell'Unione di modificare le leggi per evitare la discriminazione delle persone transessuali e per depatologizzare la transessualità; aveva proposto, come modello di riferimento la legge argentina, che dal 2012 è l'unica al mondo che riconosce l'autonomia dei transessuali, anche minorenni.
Un anno dopo, l'Andalusia sarà la prima regione dell'Europa ad approvare il Progetto di Legge integrale di non discriminazione per motivi di identità di genere e di riconoscimento dei diritti delle persone transessuali. Il progetto arriverà in Parlamento la prossima settimana e diventerà legge, seguendo l'iter parlamentare, in quattro o cinque mesi.
Il quotidiano digitale eldiario.es, spiega bene quali sono gli obiettivi della legge andalusa e quello che succederà dopo la sua approvazione: http://www.eldiario.es/andalucia/Claves-andaluza-transexualidad-vanguardia-europea_0_196680636.html
La legge intende "garantire il diritto delle persone che manifestano socialmente un'identità di genere diversa da quella del sesso assegnato alla nascita, a ricevere un'attenzione integrale e adeguata alle loro necessità sociali, mediche, giuridiche, lavorative ed educative, tra le altre, in effettive condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni rispetto al resto della cittadinanza".
Le Amministrazioni Pubbliche andaluse, con la collaborazione delle associazioni delle persone transessuali, dovranno "disegnare e valutare sistematicamente una politica pro-attiva per la migliore integrazione sociale, con una particolare attenzione alle donne transessuali, come collettivo a rischio di accumulare molteplici cause di discriminazione. Dovranno anche sviluppare programmi di sensibilizzazione e di capacità per il loro personale, in modo da evitare atteggiamenti discriminatori, pregiudizi e imposizione di stereotipi in relazione all'espressione della propria identità di genere; lanceranno campagne di sensibilizzazione dirette al pubblico in generale".
Cambierà, soprattutto, il trattamento nei centri sanitari. Le associazioni transessuali chiedevano che la transessualità fosse depatologizzata, cioè non venisse più considerata una malattia mentale. E con la nuova legge i transessuali avranno i trattamenti "a cui hanno accesso tutti i cittadini (ormoni, inibitori per i minorenni, operazioni chirurgiche…), senza dover superare le valutazioni a cui finora erano sottoposti.
Il Servicio Andaluz de Salud (SAS) garantirà ai transessuali di non essere segregati nell'accesso ai servizi comuni di attenzione primaria, includendo i trattamenti legati allo sviluppo puberale dei minorenni e ai servizi di attenzione specializzata più vicini, in particolare endocrinologia e chirurgia generale".
Inoltre, "nessuna persona potrà essere adesso obbligata a sottomettersi ad alcuna forma di trattamento, procedimento medico o esame psicologico per cercare di trattare o determinare la sua identità di genere".
Dunque, si garantirà in questo modo "l'autonomia responsabile del paziente-utente transessuale davanti ai prestatori di servizi sanitari, superando definitivamente l'anacronismo come le terapie 'curative' o il cosiddetto 'test o esperienza di vita reale'".
Con questa legge saranno decentralizzate tutte le cure a eccezione di quelle specializzate, come le chirurgie di ricostruzione genitale, che saranno eseguite sempre nell'Hospital Carlos Haya di Málaga. I trattamenti ormonali saranno invece decentalizzati nei centri di salute della regione.
La nuova legge stabilisce anche l'inclusione dei transessuali nei piani di lavoro diretti ai collettivi con particolari difficoltà di accesso all'impiego. Il 54% dei transessuali spagnoli è infatti disoccupato e per molti di loro, impossibilitati a trovare lavoro, soprattutto se immigrati, la prostituzione è l'unica soluzione possibile.
Per evitare la discriminazione la nuova legge faciliterà la documentazione amministrativa provvisoria, che sarà gratuita, in attesa del cambio del sesso e del nome e in nessun caso saranno richiesti documenti medici.
La legge dovrebbe essere approvata entro maggio o giugno.
fonte http://rottasudovest.blogspot.it
Un anno dopo, l'Andalusia sarà la prima regione dell'Europa ad approvare il Progetto di Legge integrale di non discriminazione per motivi di identità di genere e di riconoscimento dei diritti delle persone transessuali. Il progetto arriverà in Parlamento la prossima settimana e diventerà legge, seguendo l'iter parlamentare, in quattro o cinque mesi.
Il quotidiano digitale eldiario.es, spiega bene quali sono gli obiettivi della legge andalusa e quello che succederà dopo la sua approvazione: http://www.eldiario.es/andalucia/Claves-andaluza-transexualidad-vanguardia-europea_0_196680636.html
La legge intende "garantire il diritto delle persone che manifestano socialmente un'identità di genere diversa da quella del sesso assegnato alla nascita, a ricevere un'attenzione integrale e adeguata alle loro necessità sociali, mediche, giuridiche, lavorative ed educative, tra le altre, in effettive condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni rispetto al resto della cittadinanza".
Le Amministrazioni Pubbliche andaluse, con la collaborazione delle associazioni delle persone transessuali, dovranno "disegnare e valutare sistematicamente una politica pro-attiva per la migliore integrazione sociale, con una particolare attenzione alle donne transessuali, come collettivo a rischio di accumulare molteplici cause di discriminazione. Dovranno anche sviluppare programmi di sensibilizzazione e di capacità per il loro personale, in modo da evitare atteggiamenti discriminatori, pregiudizi e imposizione di stereotipi in relazione all'espressione della propria identità di genere; lanceranno campagne di sensibilizzazione dirette al pubblico in generale".
Cambierà, soprattutto, il trattamento nei centri sanitari. Le associazioni transessuali chiedevano che la transessualità fosse depatologizzata, cioè non venisse più considerata una malattia mentale. E con la nuova legge i transessuali avranno i trattamenti "a cui hanno accesso tutti i cittadini (ormoni, inibitori per i minorenni, operazioni chirurgiche…), senza dover superare le valutazioni a cui finora erano sottoposti.
Il Servicio Andaluz de Salud (SAS) garantirà ai transessuali di non essere segregati nell'accesso ai servizi comuni di attenzione primaria, includendo i trattamenti legati allo sviluppo puberale dei minorenni e ai servizi di attenzione specializzata più vicini, in particolare endocrinologia e chirurgia generale".
Inoltre, "nessuna persona potrà essere adesso obbligata a sottomettersi ad alcuna forma di trattamento, procedimento medico o esame psicologico per cercare di trattare o determinare la sua identità di genere".
Dunque, si garantirà in questo modo "l'autonomia responsabile del paziente-utente transessuale davanti ai prestatori di servizi sanitari, superando definitivamente l'anacronismo come le terapie 'curative' o il cosiddetto 'test o esperienza di vita reale'".
Con questa legge saranno decentralizzate tutte le cure a eccezione di quelle specializzate, come le chirurgie di ricostruzione genitale, che saranno eseguite sempre nell'Hospital Carlos Haya di Málaga. I trattamenti ormonali saranno invece decentalizzati nei centri di salute della regione.
La nuova legge stabilisce anche l'inclusione dei transessuali nei piani di lavoro diretti ai collettivi con particolari difficoltà di accesso all'impiego. Il 54% dei transessuali spagnoli è infatti disoccupato e per molti di loro, impossibilitati a trovare lavoro, soprattutto se immigrati, la prostituzione è l'unica soluzione possibile.
Per evitare la discriminazione la nuova legge faciliterà la documentazione amministrativa provvisoria, che sarà gratuita, in attesa del cambio del sesso e del nome e in nessun caso saranno richiesti documenti medici.
La legge dovrebbe essere approvata entro maggio o giugno.
fonte http://rottasudovest.blogspot.it
Lgbt Arte: A Firenze la mostra fotografica "Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento" Museo Bardini e Villa Bardini dal 10 gennaio al 16 marzo
Rende omaggio a un grande fotografo con un percorso creativo illustrato da oltre 200 fotografie spettacolari la mostra "Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento" che è ospitata da Villa Bardini a Firenze dal 10 gennaio.
Fallai vive a Firenze dov’è nato e ha studiato, e la mostra era in qualche modo dovuta a uno dei più talentuosi fotografi del nostro tempo.
Centrale la collaborazione con Giorgio Armani, per il quale ha realizzato le campagne fotografiche che hanno segnato gli anni d'oro del Made in Italy; in mostra fotografie degli anni compresi fra il 1978 e il 2013.
Quando la moda degli stilisti italiani si impose nel mondo, il tailleur Armani per donna divenne il simbolo di questa rivoluzione e Fallai la racconta come nessun’altro: mitiche le sue immagini in bianco e nero di donne bellissime: sguardo deciso e netto, tacco basso, pantalone morbido in seta, guanti di velluto.
Figure seducenti, ma protagoniste della propria vita e delle proprie decisioni.
Dalla moda Fallia si spinse poi verso altri tipi di ricerche, come gli studi sul tema della forma emozionata dallo sguardo, in un sodalizio artistico con Armani durato 28 anni.
Una sezione Rinascimento è ospitata invece al Museo Bardini ed è dedicata all'arte del Cinquecento toscano.
Aldo Fallai
Il boom del Made in Italy, con l’esigenza di stilisti e art director di un’immagine originale italiana, è di là da venire quando, negli anni Settanta, Fallai inizia a collaborare con Giorgio Armani.
Diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze, ha 30 anni e fa il grafico, ma in occasione di un servizio che Vogue dedica allo stilista si scopre fotografo.
Accade quasi per gioco, eppure il successo è così esplosivo da spalancargli il mondo della moda.
Gli esordi dell’epopea del Made in Italy sono, come noto, legati ad alcuni giovani stilisti, geniali e coraggiosi. Armani, Versace, Coveri, Ferrè, Krizia, Valentino sfuggono alle leggi elitarie e asfittiche della haute couture e ribaltano l’antico predominio francese imponendo uno stile inedito, moderno, legato però alla grande tradizione d’arte e di gusto del paese.
Il tailleur sobrio e maschile che, d’improvviso, rappresenta la donna Armani, ma anche il suo classicismo e il suo stile elegante si impongono al mondo intero come segno tipicamente italiano.
Fallai racconta tutto questo come nessun altro: mitiche le sue immagini in bianco e nero di donne bellissime, dallo sguardo deciso e netto, tacco basso, pantalone morbido in seta, guanti di velluto. Figure seducenti, ma protagoniste della propria vita e delle proprie decisioni.
L’artista usa modelle e attrici, anche le più ammirate e celebri, con naturalezza. Trasforma l’abito in immagine, la moda in storia del gusto.
Le sue foto descrivono l’essenza di un’epoca, il trionfo delle case di moda italiane.
Ma c’è anche il presente: i primi piani dal taglio squadrato, memori della pittura del quattrocento, che ritraggono gli allievi di Istituto Marangoni di Milano, sono il volto della continuità e dell’inesausta vitalità della creatività italiana nel campo della moda.
Centro d’eccellenza della formazione professionale nella moda e nel design, diffuso ormai in diverse sedi in tutto il mondo, Istituto Marangoni ha coinvolto Fallai in una serie di progetti ed esposizioni, e collaborerà all’itineranza della presente mostra a Milano e a Shangai, oggi centro della creatività mondiale.
"Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento"
Museo Bardini e Villa Bardini dal 10 gennaio al 16 marzo
Per informazioni: 055 20066206 / 055 2388616
Orario e ingressi (con riduzioni reciproche):
Villa Bardini: ore 10 – 19 (chiusa il lunedì); € 8, ridotto 6, scuole 4.
Museo Stefano Bardini: lun/ven/sab/dom ore 11 – 17, € 6, ridotto 4,50, scuole gratuito.
fonte http://www.firenzeturismo.it/ fonte BIO http://www.beniculturali.it/Renzo De Simone
Fallai vive a Firenze dov’è nato e ha studiato, e la mostra era in qualche modo dovuta a uno dei più talentuosi fotografi del nostro tempo.
Centrale la collaborazione con Giorgio Armani, per il quale ha realizzato le campagne fotografiche che hanno segnato gli anni d'oro del Made in Italy; in mostra fotografie degli anni compresi fra il 1978 e il 2013.
Quando la moda degli stilisti italiani si impose nel mondo, il tailleur Armani per donna divenne il simbolo di questa rivoluzione e Fallai la racconta come nessun’altro: mitiche le sue immagini in bianco e nero di donne bellissime: sguardo deciso e netto, tacco basso, pantalone morbido in seta, guanti di velluto.
Figure seducenti, ma protagoniste della propria vita e delle proprie decisioni.
Dalla moda Fallia si spinse poi verso altri tipi di ricerche, come gli studi sul tema della forma emozionata dallo sguardo, in un sodalizio artistico con Armani durato 28 anni.
Una sezione Rinascimento è ospitata invece al Museo Bardini ed è dedicata all'arte del Cinquecento toscano.
Aldo Fallai
Il boom del Made in Italy, con l’esigenza di stilisti e art director di un’immagine originale italiana, è di là da venire quando, negli anni Settanta, Fallai inizia a collaborare con Giorgio Armani.
Diplomato all’Istituto d’Arte di Firenze, ha 30 anni e fa il grafico, ma in occasione di un servizio che Vogue dedica allo stilista si scopre fotografo.
Accade quasi per gioco, eppure il successo è così esplosivo da spalancargli il mondo della moda.
Gli esordi dell’epopea del Made in Italy sono, come noto, legati ad alcuni giovani stilisti, geniali e coraggiosi. Armani, Versace, Coveri, Ferrè, Krizia, Valentino sfuggono alle leggi elitarie e asfittiche della haute couture e ribaltano l’antico predominio francese imponendo uno stile inedito, moderno, legato però alla grande tradizione d’arte e di gusto del paese.
Il tailleur sobrio e maschile che, d’improvviso, rappresenta la donna Armani, ma anche il suo classicismo e il suo stile elegante si impongono al mondo intero come segno tipicamente italiano.
Fallai racconta tutto questo come nessun altro: mitiche le sue immagini in bianco e nero di donne bellissime, dallo sguardo deciso e netto, tacco basso, pantalone morbido in seta, guanti di velluto. Figure seducenti, ma protagoniste della propria vita e delle proprie decisioni.
L’artista usa modelle e attrici, anche le più ammirate e celebri, con naturalezza. Trasforma l’abito in immagine, la moda in storia del gusto.
Le sue foto descrivono l’essenza di un’epoca, il trionfo delle case di moda italiane.
Ma c’è anche il presente: i primi piani dal taglio squadrato, memori della pittura del quattrocento, che ritraggono gli allievi di Istituto Marangoni di Milano, sono il volto della continuità e dell’inesausta vitalità della creatività italiana nel campo della moda.
Centro d’eccellenza della formazione professionale nella moda e nel design, diffuso ormai in diverse sedi in tutto il mondo, Istituto Marangoni ha coinvolto Fallai in una serie di progetti ed esposizioni, e collaborerà all’itineranza della presente mostra a Milano e a Shangai, oggi centro della creatività mondiale.
"Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento"
Museo Bardini e Villa Bardini dal 10 gennaio al 16 marzo
Per informazioni: 055 20066206 / 055 2388616
Orario e ingressi (con riduzioni reciproche):
Villa Bardini: ore 10 – 19 (chiusa il lunedì); € 8, ridotto 6, scuole 4.
Museo Stefano Bardini: lun/ven/sab/dom ore 11 – 17, € 6, ridotto 4,50, scuole gratuito.
fonte http://www.firenzeturismo.it/ fonte BIO http://www.beniculturali.it/Renzo De Simone
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giovedì 9 gennaio 2014
Lgbt Radio: Maura Chiulli e Matteo B.Bianchi, scrittori per i diritti. Il loro augurio per il 2014 a “Oltre le Differenze”
Torna in onda il venerdì sera il format radiofonico sul mondo LGBTQ condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, prima puntata dell'anno il 10 gennaio alle 21
Torna in onda il venerdì sera Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – che nella prima puntata del 2014 in programma il 10 gennaio alle 21, ospita due importanti scrittori a favore dei diritti per tutti: Maura Chiulli e Matteo B.Bianchi sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .
Dopo un resoconto di tutte le principali notizie che hanno riguardato il mondo LGBT accadute nel 2013, Maura Chiulli, scrittrice e attuale responsabile cultura di Arcigay nazionale e Matteo B.Bianchi, autore di programmi tv e libri quali “Generation of love” e “Apocalisse a domicilio” lanceranno i loro messaggi di buon auspicio per il nuovo anno con il gioco “Vorrei che...” e “Non vorrei che...”. Consiglieranno inoltre a tutti gli ascoltatori una lettura contro tutti i pregiudizi per il 2014.
Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione Oltre le Differenze
Torna in onda il venerdì sera Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – che nella prima puntata del 2014 in programma il 10 gennaio alle 21, ospita due importanti scrittori a favore dei diritti per tutti: Maura Chiulli e Matteo B.Bianchi sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it .
Dopo un resoconto di tutte le principali notizie che hanno riguardato il mondo LGBT accadute nel 2013, Maura Chiulli, scrittrice e attuale responsabile cultura di Arcigay nazionale e Matteo B.Bianchi, autore di programmi tv e libri quali “Generation of love” e “Apocalisse a domicilio” lanceranno i loro messaggi di buon auspicio per il nuovo anno con il gioco “Vorrei che...” e “Non vorrei che...”. Consiglieranno inoltre a tutti gli ascoltatori una lettura contro tutti i pregiudizi per il 2014.
Chiudono la puntata, come sempre, i suggerimenti su libri, film e appuntamenti a tema LGBT. I contatti della redazione sono: redazione.oltreledifferenze@gmail.com, oppure il telefono 366 2809050, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com nel quale sono archiviate tutte le puntate già andate in onda.
fonte Redazione Oltre le Differenze
mercoledì 1 gennaio 2014
Lgbt Fashion: Pitti Uomo 2014, a Firenze la moda è rock, dal 7 al 10 gennaio
Il 2013 è finito e la moda si prepara al primo grande appuntamento del nuovo anno.
Dal 7 al 10 gennaio 2014, infatti, a Firenze sarà Pitti Uomo, l’evento “più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo e per il lancio dei nuovi progetti sulla moda maschile“.
1.030 espositori, il 40% dei quali stranieri, sveleranno tendenze e stili per lui per la (ormai) prossima Primavera Estate 2014, insieme a un assaggio della moda donna, rappresentata da 70 collezioni.
L’edizione numero 85 – che si svolgerà come sempre nelle location della Fortezza da Basso – avrà come tema Rock me Pitti e proporrà al pubblico una serie di importanti novità, numerosi eventi e alcuni graditi ritorni. Tra le prime si segnalano l’ampliamento dello spazio di Brunello Cucinelli, al piano inferiore del Padiglione Centrale, la presentazione in anteprima assoluta nella Sala dell’Orologio di Atelier Scotch, eclettica tailoring collection by Scotch & Soda, il lancio della capsule collection disegnata dallo stilista USA Todd Snyder (proprietario di un marchio omonimo e collaboratore in passato, tra gli altri, di Ralph Lauren e GAP) con l’azienda di sportswear Champion e il nuovo spazio di Roy Roger’s al Padiglione Centrale.
Per quanto riguarda gli eventi, anche quest’anno Pitti Uomo ospiterà Alternative Set, in spazi dedicati all’interno della Fortezza, mentre in collaborazione con L’Uomo Vogue e GQ Italia nella Sala Ottagonale sarà presentato il progetto The Latest Fashion Buzz, vetrina per alcuni tra i più promettenti stilisti internazionali.
Carrera invece porterà a Firenze un team di city biker, che con indosso il Carrera Foldable Helmet e gli occhiali da sole del brand si muoverà per la città, toccando i vari hub dedicati alla manifestazione e regalando la guida Carrera Cyclotown Firenze (che sarà poi resa disponibile anche in versione APP), e Peuterey mercoledì 8 gennaio a partire dalle 22 offrirà a stampa e top buyer un esclusivo cocktail party nella location de Le Pagliere, accompagnato da performance live di Saturnino e Nicola Guiducci, dal Plastic di Milano.
Tra gli stilisti, torneranno a Pitti Alessandro dell’Acqua, che presenterà la collezione uomo di N. 21, Special Projects della Fondazione Pitti Discovery, e Chiara Boni, che mercoledì 8 gennaio porterà in passerella alla Dogana di via Valfonda la sua Petite Robe. Infine, Guest Designer dell’edizione numero 85 sarà Andreas Melbostad di Diesel Black, mentre Pitti W vedrà la partecipazione nello stesso ruolo della giovane stilista di origini brasiliane Barbara Casasola.
fonte http://velvetstyle.it/Foto by http://www.pittimmagine.com
Dal 7 al 10 gennaio 2014, infatti, a Firenze sarà Pitti Uomo, l’evento “più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo e per il lancio dei nuovi progetti sulla moda maschile“.
1.030 espositori, il 40% dei quali stranieri, sveleranno tendenze e stili per lui per la (ormai) prossima Primavera Estate 2014, insieme a un assaggio della moda donna, rappresentata da 70 collezioni.
L’edizione numero 85 – che si svolgerà come sempre nelle location della Fortezza da Basso – avrà come tema Rock me Pitti e proporrà al pubblico una serie di importanti novità, numerosi eventi e alcuni graditi ritorni. Tra le prime si segnalano l’ampliamento dello spazio di Brunello Cucinelli, al piano inferiore del Padiglione Centrale, la presentazione in anteprima assoluta nella Sala dell’Orologio di Atelier Scotch, eclettica tailoring collection by Scotch & Soda, il lancio della capsule collection disegnata dallo stilista USA Todd Snyder (proprietario di un marchio omonimo e collaboratore in passato, tra gli altri, di Ralph Lauren e GAP) con l’azienda di sportswear Champion e il nuovo spazio di Roy Roger’s al Padiglione Centrale.
Per quanto riguarda gli eventi, anche quest’anno Pitti Uomo ospiterà Alternative Set, in spazi dedicati all’interno della Fortezza, mentre in collaborazione con L’Uomo Vogue e GQ Italia nella Sala Ottagonale sarà presentato il progetto The Latest Fashion Buzz, vetrina per alcuni tra i più promettenti stilisti internazionali.
Carrera invece porterà a Firenze un team di city biker, che con indosso il Carrera Foldable Helmet e gli occhiali da sole del brand si muoverà per la città, toccando i vari hub dedicati alla manifestazione e regalando la guida Carrera Cyclotown Firenze (che sarà poi resa disponibile anche in versione APP), e Peuterey mercoledì 8 gennaio a partire dalle 22 offrirà a stampa e top buyer un esclusivo cocktail party nella location de Le Pagliere, accompagnato da performance live di Saturnino e Nicola Guiducci, dal Plastic di Milano.
Tra gli stilisti, torneranno a Pitti Alessandro dell’Acqua, che presenterà la collezione uomo di N. 21, Special Projects della Fondazione Pitti Discovery, e Chiara Boni, che mercoledì 8 gennaio porterà in passerella alla Dogana di via Valfonda la sua Petite Robe. Infine, Guest Designer dell’edizione numero 85 sarà Andreas Melbostad di Diesel Black, mentre Pitti W vedrà la partecipazione nello stesso ruolo della giovane stilista di origini brasiliane Barbara Casasola.
fonte http://velvetstyle.it/Foto by http://www.pittimmagine.com
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Lgbt: Un anno in 13 parole chiave
Ripercorriamo gli ultimi 12 mesi attraverso le notizie di napoligaypress.it raggruppate in 13 parole chiave in rigoroso ordine alfabetico. Buon anno a tutti i lettori.
CALCIO | Vengono ufficialmente presentati i Pochos, la prima squadra gay di Napoli, che scende in campo contro il razzismo e contro l’omofobia. Non manca la polemica a bordo campo mentre a novembre esce “Il Pallonaro” di L.R. Carrino.
FAMIGLIE | La Cassazione apre ai figli nelle coppie gay. Ai più piccoli si rivolge la rassegna di cortometraggi “Con occhi nuovi”. Al Parco Virgiliano si tiene la tradizionale Festa della Famiglie organizzata dall’associazione Famiglie Arcobaleno.
FEDE | E’ l’anno della Chiesa Ecumenica che partecipa ad un incontro su fede e omoaffettività, celebra un “patto d’amore” e l’unione simbolica di Jessica e Michela. A Caserta intanto si tiene un seminario sulla “legge-trappola” anti-omofobia promosso dalla Diocesi. Ma la “base” si dimostra più aperta delle gerarchie vaticane.
FRANCIA | Mentre oltralpe approvano una legge per il matrimonio e le adozioni gay (con gran disappunto del Presidente della Provincia di Salerno), M. Christian Thimonier, Console Generale e direttore dell’Institut Français di Napoli partecipa a un incontro su fede e laicità e ne ospita un altro su arte e letteratura gay. A dicembre al Grenoble si tiene la sesta edizione del festival Omovies.
LETTURE | Presentata la quinta edizione di Poetè: un tè contro la discriminazione. Il progetto “Le cose cambiano” arriva Napoli. Il caso Ronga in un libro presentato a Napoli e a Casoria.
MASCHIO | Il Maschio Angioino si tinge di rosa nella Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Ospita inoltre un incontro con le scuole nell’ambito della IX Settimana di Azione contro il Razzismo ed un seminario rivolto ai giornalisti su omofobia e media.
OMOFOBIA | Mentre alla Camera si discute la legge contro l’omofobia, anche a Napoli si scende in piazza. A Salerno si tiene una fiaccolata per ricordare tutte le vittime di omofobia che termina con un incontro in Prefettura. E’ rivolto agli Agenti di Polizia il seminario organizzato dall’Università Federico II presso la Questura di Napoli.
PRIDE | Viene presentato ufficialmente a Salerno il Campania Pride 2013 che vede scendere in piazza circa 10 mila persone: a guidare il corteo la madrina Isa Danieli. Anche la ditta di pompe funebri Bellomunno sostiene, a suo modo, la manifestazione. Pride nazionale 2014: Arcigay sostiene la candidatura di Napoli.
REGISTRO | Anche Torre del Greco ha il suo Registro delle Unioni Civili mentre a Pozzuoli il Consiglio Comunale preferisce astenersi. Intanto a Napoli, dopo un anno, ci sono solo 20 coppie iscritte.
RUSSIA | Anche Napoli scende in piazza in occasione della manifestazione globale contro le leggi anti-gay in Russia. E il Comune prende posizione: l’Assessore alle Pari Opprotunità Pina Tommasielli, in rappresentanza del Sindaco, presenzia con un simbolo rainbow alla prima del “Il Lago dei Cigni” della Compagnia del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo.
SINDACI | Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è in testa al corteo del Campania Pride e candida la città per il Pride nazionale 2014; intervenendo al Congresso di Certi Diritti si impegna a promuovere un appello a favore del matrimonio egualitario da rivolgere a tutti i sindaci. L’“orgogliosamente etero” Sindaco di Caserta, invece, non esclude di poter ospitare un pride.
STUDENTI | Con un flash-mod il collettivo WAND intende sensibilizzare l provincia di Benevento sul tema dell’omofobia. Si chiama “Gender Diversity” il ciclo di seminari rivolto agli studenti del Campus di Fisciano (Sa). Gli studenti dell’UDI-Unione degli Universitari realizzano la campagna “Diversamente Uguali” in occasione del Campania Pride. Presentato al Marano Spot Festival il progetto BFree realizzato da iKen onlus con l’Istituto Adelaide Ristori di Napoli.
TRANS | In occasione della Candelora, l’ATN-Associazione Trans Napoletani porta all’attenzione dei media la storia di Anita mentre in occasione del TDoR 2013 si tiene la tradizionale fiaccolata anticipata da un seminario. All’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici si tiene un convegno sulle varianze di Genere. Nasce la fondazione Genere Identità Cultura e vengono resi noti i risultati del progetto AltriLuoghi. Dedicato all’inserimento dei Trans del mondo del lavoro il seminario napoletano nell’ambito del progetto nazionale Diversitalavoro. Il festival Diver//Genti fa tappa a Napoli.
PER LEGGERE TUTTI I LINK DI RIFERIMENTO VAI QUI:
http://www.napoligaypress.it/?p=7596
fonte http://www.napoligaypress.it
CALCIO | Vengono ufficialmente presentati i Pochos, la prima squadra gay di Napoli, che scende in campo contro il razzismo e contro l’omofobia. Non manca la polemica a bordo campo mentre a novembre esce “Il Pallonaro” di L.R. Carrino.
FAMIGLIE | La Cassazione apre ai figli nelle coppie gay. Ai più piccoli si rivolge la rassegna di cortometraggi “Con occhi nuovi”. Al Parco Virgiliano si tiene la tradizionale Festa della Famiglie organizzata dall’associazione Famiglie Arcobaleno.
FEDE | E’ l’anno della Chiesa Ecumenica che partecipa ad un incontro su fede e omoaffettività, celebra un “patto d’amore” e l’unione simbolica di Jessica e Michela. A Caserta intanto si tiene un seminario sulla “legge-trappola” anti-omofobia promosso dalla Diocesi. Ma la “base” si dimostra più aperta delle gerarchie vaticane.
FRANCIA | Mentre oltralpe approvano una legge per il matrimonio e le adozioni gay (con gran disappunto del Presidente della Provincia di Salerno), M. Christian Thimonier, Console Generale e direttore dell’Institut Français di Napoli partecipa a un incontro su fede e laicità e ne ospita un altro su arte e letteratura gay. A dicembre al Grenoble si tiene la sesta edizione del festival Omovies.
LETTURE | Presentata la quinta edizione di Poetè: un tè contro la discriminazione. Il progetto “Le cose cambiano” arriva Napoli. Il caso Ronga in un libro presentato a Napoli e a Casoria.
MASCHIO | Il Maschio Angioino si tinge di rosa nella Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Ospita inoltre un incontro con le scuole nell’ambito della IX Settimana di Azione contro il Razzismo ed un seminario rivolto ai giornalisti su omofobia e media.
OMOFOBIA | Mentre alla Camera si discute la legge contro l’omofobia, anche a Napoli si scende in piazza. A Salerno si tiene una fiaccolata per ricordare tutte le vittime di omofobia che termina con un incontro in Prefettura. E’ rivolto agli Agenti di Polizia il seminario organizzato dall’Università Federico II presso la Questura di Napoli.
PRIDE | Viene presentato ufficialmente a Salerno il Campania Pride 2013 che vede scendere in piazza circa 10 mila persone: a guidare il corteo la madrina Isa Danieli. Anche la ditta di pompe funebri Bellomunno sostiene, a suo modo, la manifestazione. Pride nazionale 2014: Arcigay sostiene la candidatura di Napoli.
REGISTRO | Anche Torre del Greco ha il suo Registro delle Unioni Civili mentre a Pozzuoli il Consiglio Comunale preferisce astenersi. Intanto a Napoli, dopo un anno, ci sono solo 20 coppie iscritte.
RUSSIA | Anche Napoli scende in piazza in occasione della manifestazione globale contro le leggi anti-gay in Russia. E il Comune prende posizione: l’Assessore alle Pari Opprotunità Pina Tommasielli, in rappresentanza del Sindaco, presenzia con un simbolo rainbow alla prima del “Il Lago dei Cigni” della Compagnia del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo.
SINDACI | Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è in testa al corteo del Campania Pride e candida la città per il Pride nazionale 2014; intervenendo al Congresso di Certi Diritti si impegna a promuovere un appello a favore del matrimonio egualitario da rivolgere a tutti i sindaci. L’“orgogliosamente etero” Sindaco di Caserta, invece, non esclude di poter ospitare un pride.
STUDENTI | Con un flash-mod il collettivo WAND intende sensibilizzare l provincia di Benevento sul tema dell’omofobia. Si chiama “Gender Diversity” il ciclo di seminari rivolto agli studenti del Campus di Fisciano (Sa). Gli studenti dell’UDI-Unione degli Universitari realizzano la campagna “Diversamente Uguali” in occasione del Campania Pride. Presentato al Marano Spot Festival il progetto BFree realizzato da iKen onlus con l’Istituto Adelaide Ristori di Napoli.
TRANS | In occasione della Candelora, l’ATN-Associazione Trans Napoletani porta all’attenzione dei media la storia di Anita mentre in occasione del TDoR 2013 si tiene la tradizionale fiaccolata anticipata da un seminario. All’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici si tiene un convegno sulle varianze di Genere. Nasce la fondazione Genere Identità Cultura e vengono resi noti i risultati del progetto AltriLuoghi. Dedicato all’inserimento dei Trans del mondo del lavoro il seminario napoletano nell’ambito del progetto nazionale Diversitalavoro. Il festival Diver//Genti fa tappa a Napoli.
PER LEGGERE TUTTI I LINK DI RIFERIMENTO VAI QUI:
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Lgbt: "The Vampire Diares" personaggio gay in arrivo nella quinta stagione
Nella quinta stagione di The Vampire Diares vedremo l’apparire di una new entry. Ce lo svela in anteprima il sito web E!Online, che non solo descrive il ragazzo come una persona ironica, ma ne dice anche il nome: Luke.
Luke è un ragazzo sarcastico, e gay. E’ la prima volta, in quattro anni, che appare un personaggio apertamente omosessuale. The Vampire Diares è una serie televisiva statunitense che ha avuto, e tutt’ora ha, un grandissimo successo sin dalla prima messa in onda (10 Settembre 2009).
La quinta stagione è composta da ben 22 episodi. Dieci di questi sono già stati trasmissi negli Stati Uniti d’America. L’Italia assisterà al primo episodio solo nel nuovo anno, esattamente il 13 Febbraio 2014. Con la comparsa di Luke, anche The Vampire Diares finirà nel calderone dei cult americani che accettano e parlano di omosessualità. Possono esserne degli esempi Glee, Queer as folk, The Fosters. Grandissime fiction, che hanno alle spalle un grandissimo successo televisivo.
fonte http://www.pianetagay.com By Carlo Bartolini
Luke è un ragazzo sarcastico, e gay. E’ la prima volta, in quattro anni, che appare un personaggio apertamente omosessuale. The Vampire Diares è una serie televisiva statunitense che ha avuto, e tutt’ora ha, un grandissimo successo sin dalla prima messa in onda (10 Settembre 2009).
La quinta stagione è composta da ben 22 episodi. Dieci di questi sono già stati trasmissi negli Stati Uniti d’America. L’Italia assisterà al primo episodio solo nel nuovo anno, esattamente il 13 Febbraio 2014. Con la comparsa di Luke, anche The Vampire Diares finirà nel calderone dei cult americani che accettano e parlano di omosessualità. Possono esserne degli esempi Glee, Queer as folk, The Fosters. Grandissime fiction, che hanno alle spalle un grandissimo successo televisivo.
fonte http://www.pianetagay.com By Carlo Bartolini
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