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lunedì 26 maggio 2025

Moda: Il Teatro della Cometa rinasce con Maria Grazia Chiuri. Stilista riapre alle arti il "salotto" di Mimì Pecci Blunt

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I colori eletti: bianco, verde e oro.
    La massima cura per ogni dettaglio, quasi fosse un abito sartoriale, con quella stella che ricorre dallo stemma del casato Pecci.

E poi il palcoscenico, unico nel suo genere, con le finestre che affacciano direttamente sul Campidoglio.

Riapre così, dopo anni di triste chiusura, e grazie al lavoro di Maria Grazia Chiuri, il Teatro della Cometa, per oltre mezzo secolo salotto di Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì, nipote di Papa Leone XIII, e "casa" di artisti da Monica Vitti a Eugène Ionesco La direttrice creativa di Dior lo ha acquistato e, dopo un anno di demolizioni e ricostruzioni e un lungo lavoro di ricerca negli archivi Pecci Blunt, seguendo i progetti originali dell'architetto Tommaso Buzzi, debutta ora come nuovo centro dedicato alle arti: non solo prosa, ma anche mostre, musica, eventi, presentazioni, sotto la guida di un comitato scientifico guidato da Rachele Regini. 

Primo appuntamento, la performance curata da Lorenzo Salveti, dal 25 al 28 maggio. E la mostra dedicata a Mimì Pecci Blunt e alla storia del teatro, fino al 25 luglio. 

"Mimì era una donna che ha veramente seguito le sue passioni - dice Chiuri - Oltre all'idea di restaurare il teatro c'è anche la voglia di raccontare lei". La riapertura, commenta il sindaco Roberto Gualtieri, "è una bellissima notizia per tutta la città", soprattutto per "uno spazio da sempre votato all'innovazione e alla sperimentazione". Il teatro aggiunge l'assessore al Turismo, Grandi Eventi e Sport, Alessandro Onorato, "sarà anche un hub di riferimento in occasione della sfilata Dior a Villa Albani il 27 maggio, con l'opportunità di portare qui invitati da ogni parte del mondo".  

fonte: di Redazione ANSA   www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati     

giovedì 12 gennaio 2023

Moda: Addio a Tatjana Patitz, una delle prime supermodelle

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/EPA
 NEW YORK: Per Anna Wintour, era "un incrocio tra Romy Schneider e Monica Vitti"

 Tatjana Patitz, una modella di Vogue la cui ascesa nel mondo della moda inaugurò negli anni Ottanta e Novanta l'epoca delle supermodelle, è morta a 56 anni.

 Ne dà notizia la rivista americana diretta ad Anna Wintour. Cresciuta in Svezia da madre estone e padre tedesco, la Patitz cominciò a posare a 17 anni: "E' sempre stata il simbolo europeo di cosa è chic", ha detto la Wintour paragonando la modella a "un mix tra Romy Schneider e Monica Vitti".

 Tatjana, la più riservata tra le dive della passerella, non aveva scelto New York, Londra o Parigi come base, ma un ranch in California nella Santa Ynez Valley dove Peter Lindbergh, il suo mentore fin dagli esordi, l'aveva fotografata con il figlio Jonah.

E' con Jonah la sua ultima immagine pubblica scattata da Tina Barney alla fine del 2019. Parlando del figlio l'anno scorso, la Patitz aveva detto che era la sua "fonte di felicità".

fonte: Redazione ANSA  www.ansa.it  ANSA RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

sabato 6 agosto 2022

Omaggio a Monica Vitti in piazza Maggiore a Bologna Cineteca la ricorda con tre film dal 6 all'8 agosto

(ANSA) - BOLOGNA La Cineteca di Bologna rende omaggio a una delle più grandi attrici del cinema italiano, scomparsa lo scorso febbraio: tre film con Monica Vitti in piazza Maggiore a Bologna, per il cartellone di 'Sotto le stelle del cinema' (inizio proiezioni ore 21.30).

Si inizia sabato 6 agosto con 'L'eclisse' di Michelangelo Antonioni, per proseguire domenica 7 con 'Dramma della gelosia' di Ettore Scola e lunedì 8 con 'La Tosca' di Luigi Magni.

 "Tra le attrici di maggior talento, Monica è certamente la prima", ha detto Antonioni. E con L'eclisse (1962) si è nel pieno del 'periodo antonioniano' di Monica Vitti: il regista ferrarese la pone al fianco di Alain Delon in "un film - disse la stessa attrice - difficile da capire anche per me. Attraverso le storie di Michelangelo maturavo anche io, in fretta. 

L'eclisse non era solo un film, una storia, era anche una particolare visione della vita, dei rapporti uomo-donna". 

'Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)' porta al 1970, con l'attrice protagonista di un triangolo amoroso con Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini ("Monica - raccontava Scola - è l'unica attrice entrata di diritto a far parte del ristretto gruppo dei colonnelli della commedia italiana, che è un cinema di autori, cioè registi, sceneggiatori e anche attori: Sordi, Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, e Vitti, non possono considerarsi soltanto degli attori"). 

Chiude il ciclo la commedia musicale che Luigi Magni trasse nel 1973 da Victorien Sardou, quella Tosca che ispirò anche una delle più celebri opere di Giacomo Puccini: questa volta le musiche sono di Armando Trovajoli e gli interpreti sono Monica Vitti nei panni di Tosca, Gigi Proietti in quelli di Cavaradossi e Vittorio Gassman in quelli del crudele Scarpia. (ANSA). 

fonte: www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

giovedì 3 febbraio 2022

E' morta Monica Vitti, icona assoluta del cinema italiano del '900

La grande attrice aveva compiuto 90 anni il 3 novembre. Da anni si era ritirata a vita privata a causa di una malattia neurodegenerativa, venerdì la camera ardente in Campidoglio e sabato i funerali. Foto Ansa

E' morta Monica Vitti. La notizia è stata data dal compagno dell'attrice, Roberto Russo. Nata Maria Luisa Ceciarelli a Roma, il 3 novembre del 1931, aveva compiuto da qualche mese 90 anni. Attrice icona del cinema italiano, era assente dalle scene dal 2001, quando per l'ultima sua apparizione ufficiale fu ricevuta al Quirinale per i David di Donatello. Musa di Michelangelo Antonioni, regina della commedia all'italiana al fianco di Alberto Sordi. 

Venerdì 4 febbraio verrà allestita la camera ardente in Campidoglio, mentre sabato 5, alle 15:00, si terranno i funerali nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo, a Roma.

L'attrice era affetta da una malattia neuro degenerativa simile all'Alzheimer, che l'ha isolata da tutti, protetta dal marito Roberto Russo. E proprio lui, che ha sempre combattuto le false notizie su di lei che popolavano la rete, ha dovuto dare oggi la triste notizia.>>  QUI

Scelse un nome d'arte con cui rimpiazzare il nomignolo di "Setti vistini" con cui la chiamavano amici e familiari per la sua capacità di cambiarsi in fretta e furia come un personaggio di Fregoli. Un cognome che le ricordasse la madre amatissima (Adele Vittiglia) e un nome che le "suonasse bene" e non andasse ancora di moda.

Il debutto al cinema nel '55 con un piccolo ruolo nell'"Adriana Lecouvreur" di Guido Salvini a fianco di mostri sacri come Valentina Cortese, Gabriele Ferzetti e Memo Benassi, ma 5 anni dopo si incarna nella silenziosa musa di Antonioni per il primo dei quattro film che vanno sotto il segno dell'"incomunicabilità": "L'avventura".

Nei successivi quattro anni diventerà una diva internazionale grazie a titoli indimenticabili come "La notte", "L'eclisse", "Deserto rosso", ma l'incontro con Antonioni data già dal 1957 quando presta la voce a Dorian Gray ne "Il grido". Tutti i grandi registi internazionali la vogliono anche perché oltre a un volto bellissimo e misterioso sfoggia una voce roca e pastosa che (proprio come Claudia Cardinale negli stessi anni) afferma una diversità dalla scuola tradizionale di dizione.

Negli stessi Anni 60 si è cimentata più volte con la tv ed ha avuto un riconoscimento speciale con la partecipazione alla tormentata giuria del festival di Cannes del 1968 quando si dimette dal suo ruolo in solidarietà ai contestatori della Nouvelle Vague. E' in questo momento che decide di dare un taglio alla sua immagine più consolidata e abbraccia l'idea della commedia grazie a Mario Monicelli che la vuole protagonista de "La ragazza con la pistola". Il successo è popolare.

Monica Vitti ha dominato nel cinema italiano degli Anni 70, permettendosi stravaganze di qualità (come nei ruoli cuciti sul suo fascino da Miklos Jacsò, Luis Bunuel, André Cayatte), lavorando coi grandi italiani (da Dino Risi a Ettore Scola, da Monicelli al Luigi Magni de "La Tosca"), affiancando Antonioni nella sperimentazione elettronica de "Il mistero di Oberwald"), trionfando in coppia con Alberto Sordi (specie grazie a "Polvere di stelle" diretto da Albertone), spingendo al debutto dietro la macchina da presa prima Carlo Di Palma (il grande direttore della fotografia che è diventato il suo compagno) e poi il fotografo Roberto Russo che con lei debutta da regista con "Flirt" che le fa vincere il premio come migliore attrice a Berlino nel 1983.

Memorabile il suo sodalizio con Michelangelo Antonioni negli Anni 60,  spettacolare la sua intesa con Alberto Sordi nel cuore della migliore stagione della commedia italiana.

Monica era l'incarnazione vivente dell'epoca d'oro del cinema italiano: bifronte come le grandi attrici: volto, voce, carisma che nessun'altra ha saputo ripetere.

Cresciuta in Sicilia prima della guerra a causa del lavoro del padre (ispettore al commercio), innamorata della recitazione fin dall'adolescenza (quando metteva in scena spettacolini casalinghi per distrarre i fratelli dagli orrori delle bombe negli ultimi anni di guerra), si era diploma nel 1953 all'Accademia d'arte drammatica sotto la guida di Silvio d'Amico e con un maestro-sodale d'eccezione come Sergio Tofano.

C'erano già tutti i segni della sua duttilità d'interprete: il primo la spinse in palcoscenico per affrontare grandi ruoli drammatici (Shakespeare, Moliére, "La nemica" di Nicodemi con cui conquista il pubblico), il secondo la portò a liberare la sua verve istrionica nella riuscita serie di commedie ispirate al personaggio del Signor Bonaventura, allora popolarissimo eroe dei fumetti.

Il Leone d'oro alla carriera, che nel 1995 le venne dato da Gillo Pontecorvo alla Mostra di Venezia, è uno dei maggiori riconoscimenti internazionali ricevuti, insieme ai 5 David, 12 Globi d'oro e i 3 Nastri d'argento guadagnati in patria.

Ha conquistato anche le platee televisive insieme a Mina ("Milleluci" nel '74 e "Domenica in" vent'anni dopo), scritto due libri autobiografici, firmato la sua unica regia ("Scandalo segreto") nel 1990, portato in teatro la grande commedia americana da "La strana coppia" a "Prima pagina". 

All'alba del nuovo secolo il vulcano si spegne, quasi inavvertitamente e solo la dedizione del marito Roberto Russo la protegge dalla curiosità morbosa dei paparazzi. Così oggi la possiamo vedere e ricordare, immortale, nella pienezza della sua arte e della sua vitalità : con quella risata calda, di gola, senza affettazione, che estrarrebbe dal cilindro vedendo le mille celebrazioni, mostre, omaggi a lei dedicati ancora nei mesi della fine del 2021in occasione dei suoi 90 anni.

fonte: https://www.tgcom24.mediaset.it

Movie: Monica Vitti, Italian Film Icon, Dies at 90

Monica Vitti at the Cannes Film Festival in 1992. Courtesy of Getty Images
Michelangelo Antonioni's 'L’Avventura' (1960) and 'La Notte' (1961) died after a long battle with Alzheimer's disease. 

Monica Vitti, an Italian cinema icon and muse to legendary director Michelangelo Antonioni, has died. She was 90.

Italian news agency ANSA reported the news on Wednesday, citing a Twitter post by the former mayor of Rome, Walter Veltroni. Agence France-Presse later reported that the Italian culture ministry has confirmed her death, calling her “an icon best known for her starring roles in films by Michelangelo Antonioni.”

Best known for her roles in the 1950s and 1960s, particularly Antonioni collaborations L’Avventura (1960) and La Notte (1961), Vitti died after a long battle with Alzheimer’s disease, Italian media reported Wednesday.

Italian director and politician Walter Veltroni confirmed her death via Twitter on behalf of Vitti’s longterm partner, Roberto Russo.

Veltroni tweeted: “Roberto Russo, her companion in these years, asks me to communicate that Monica Vitti is no more. I do so with great grief, affection, and nostalgia”.

Born Maria Luisa Ceciarelli in Rome in 1931, Vitti shot to international fame with her starring role in Antoninoni’s L’Avventura, playing a woman who starts up a relationship with the lover of her missing girlfriend. Her cool, detached performance wowed audiences and critics, and she became a muse for Antonioni, appearing in several of his films, including La Noche (1961) alongside Jeanne Moreau and Marcello Mastroianni, and Red Desert (1964) with Richard Harris.

Vitti appeared in several international productions, including James Bond spoof Modesty Blaise (1966) alongside Terence Stamp and Dirk Bogarde, and the comedy On My Way to the Crusades, I Met a Girl Who… (1967) with Tony Curtis.

Later, Vitti became the on-screen partner of great comic actor Alberto Sordi, making several films together, including Polvere di stelle (1973) and I Know That You Know That I Know (1982).

She won five David di Donatello Awards for Best Actress, Italy’s equivalent of the Oscar, as well as a career Golden Lion award at the Venice Film Festival in 1995. Her performance in L’Avventura secured her a BAFTA nomination for Best Foreign Actress in 1961.

Vitti had been absent from public life due to Alzheimer’s since 2001.

source: By Scott Roxborough, Georg Szalai  www.hollywoodreporter.com