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lunedì 3 agosto 2026

Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky. La storia basata sul libro della figlia, dopo il film di Scott

>ANSA-FOCUS/ Gabriele Muccino firma la serie su Gucci per Sky - RIPRODUZIONE RISERVATA
(di Marisa Alagia) Cominceranno a primavera 2026 le riprese di quella che si preannuncia come una delle serie originali Sky più attese, dedicata a Maurizio Gucci, l'imprenditore ucciso nel 1995, basata sul libro scritto dalla figlia Allegra, Gucci-Fine dei giochi.

Sei episodi prodotti da Sky Studios e Lucky Red e diretti da Gabriele Muccino, annunciati durante il lancio dei palinsesti della piattaforma televisiva a Milano, presenti il regista e l'autrice.

    "Ho iniziato a scrivere il libro approfittando del periodo del Covid e devo dire che il motore è stato mio marito che mi ha spronato a scrivere la verità", ha spiegato Allegra Gucci. 

 "La verità, ripeto, perché soprattutto con House of Gucci io sono rimasta molto delusa - ha aggiunto riferendosi al film di Ridley Scott con Lady Gaga - si è persa l'occasione di raccontare un'importante storia, una storia vera potente. La verità è molto meglio della finzione che è stata raccontata". 

"Io ho vissuto dei momenti molto intensi - ha continuato -. Nel raccontarli mi sono basata solo ed esclusivamente sui fatti per poter lasciare come una sorta di testamento di verità per le future generazioni, ma soprattutto per i miei figli". 

"E' una vicenda complessissima che parte lontano nel tempo, ma che che noi raccontiamo dal punto di vista di Allegra - ha detto Muccino -. E' stata la bussola per una vicenda così ampia, piena di conflitti, di sgomitate fortissime tra tanti membri della famiglia, conflitti che fanno implodere padri, i figli che poi si vendicano, madri che non riescono sopportare". 

Proprio la madre, l'ex moglie di Gucci Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni di reclusione per l'omicidio dell'imprenditore, sarà 'il contrappunto di Allegra con la sua verità che alla fine diventerà una sola verità'. "Questa è una storia che ha tanto dolore, ma anche tanto glamour tanti soldi, tanto potere che poi è il motivo per cui l'aggregazione familiare arriva a cannibalizzarsi - ha concluso il regista -. E' la fine di un impero, di un matrimonio anche di molto altro e i Gucci hanno sempre fatto tutto il massimo, sono cresciuti al massimo della loro possibilità e dell'umana possibilità e sono caduti anche altrettanto al massimo". 

Il cast sarà interamente italiano e molto interesse l'annuncio della serie sta suscitando anche all'estero. 

fonte: di Marisa Alagia  www.ansa.it  RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati   

lunedì 12 gennaio 2026

Cinema - La fine di Downton Abbey, ma 'con possibilità di ritorno'. Fellowes: "Ma per il cast originale sicuramente è un addio"

Abbiamo detto addio a questi personaggi già sei o sette volte.

Dopo la serie TV pensavamo fosse la fine, poi ci sono stati i film.

In questo settore non devi mai dire mai. Ma stavolta penso sia la conclusione, quantomeno per il cast originale". Julian Ferrowes, l'ideatore di Downton Abbey, parla così durante la presentazione dell'ultimo film della trilogia legata alla fortunatissima serie, 'Downton Abbey 3 - Il gran finale', in uscita l'11 settembre. Lascia così uno spiraglio di speranza per i fan irriducibili, perché un sequel o un remake non dev'essere per forza con gli stessi attori. 

Che questa sia o meno l'ultima volta che sentiremo parlare di Downton Abbey è difficile dirlo. Il regista del film, Simon Curtis, intanto commenta che "è stato un vero privilegio poter raccontare l'ultimo capitolo di questa storia straordinaria". 

Ma forse è proprio la predisposizione al colpo di scena ad essere la ragione del grande successo della saga. "Quello che ho imparato negli ultimi 15 anni è che bisogna aspettarsi l'inatteso quando si parla di Downton Abbey", sostiene Kevin Doyle, il volto di Mr. Molesley, personaggio che all'inizio sarebbe dovuto durare due, massimo tre episodi. E toccherà essere pronti a stupirsi pure stavolta, a partire dall'aggiunta di un personaggio reale alla storia, ossia il commediografo Noel Coward. 

Ed è proprio da questo decennio che la storia riparte, con la famiglia Crawley che si ritrova ad affrontare da un lato lo scandalo che colpisce Mary, fresca di divorzio, dall'altro le difficoltà finanziarie, che fanno temere la disgrazia sociale. 

Qualcosa dovrà cambiare per loro, mentre pure il personale di servizio si prepara ad affrontare un nuovo capitolo, con la nuova generazione che prenderà il posto della vecchia alla guida di Downton Abbey. 

Mentre "il personaggio di Maggie Smith aveva avuto un finale fantastico nel secondo film - racconta il produttore Garreth Neame - non sentivamo fosse arrivata la fine per il resto del cast". L'omaggio collettivo a Smith arriva da più voci nel corso dell'incontro: tutti promettono che pure nel film - nonostante la sua assenza - si senta lo "spirito" dell'attrice. 

fonte: di Redazione ANSA    www.ansa.it   RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati