venerdì 31 ottobre 2014

Lgbt Roma: Cambio di sesso, la denuncia di 4 transgender "Rovinate a vita da una tecnica sperimentale"

Il caso di alcuni pazienti che hanno subito l'intervento al Policlinico Umberto I di Roma. "Non ci avevano detto dei rischi, il risultato è un'infibulazione". Dalla struttura si difendono: "Loro negligenza dopo l'intervento". E ora la procura indaga su 24 persone

Dopo gli articoli dell'Espresso, che aveva raccolto le denunce di quattro transgender, è arrivata la conferma: ventiquattro medici dell'Umberto I di Roma sono indagati per lesioni colpose aggravate, come riporta oggi la Repubblica. I legali delle trans sostengono che siano state attuate "sperimentazioni illegali come nel caso Stamina".

Una serie di interventi chirurgici dall’esito disastroso, che al posto dell'atteso cambio di sesso hanno portato infezioni e malformazioni invalidanti a quattro ragazze: la Procura di Roma ha avviato un'inchiesta su 24 medici e specializzandi del Policlinico Umberto I di Roma, dopo un esposto delle pazienti che accusa l'Ospedale di aver sperimentato su di loro nuove tecniche e farmaci senza le dovute autorizzazioni né un consenso debitamente informato.

Le ragazze, come accade in genere in questi casi, avevano già percorso tutto l'iter tipico delle persone transgender: cure ormonali, sostegno psicologico, trasformazione lenta e graduale del proprio corpo, il seno, i fianchi, la voce. Mancava solo il passo finale: ovvero la demolizione dei genitali maschili con la creazione di una vagina. Ora, secondo i protocolli tradizionali, in genere la vagina si ricostruisce rivoltando la pelle del pene (precedentemente rimosso, ma appositamente conservato) e ricoprendo con questo tessuto una cavità creata ad hoc.

Ma all'Umberto I i medici decidono di non applicare i protocolli consueti, e preferiscono una nuova via: nell'arco di due anni, dal 2011 al 2013, eseguono una serie di operazioni che definiscono innovative. Il metodo, poi da loro stessi celebrato in una rivista scientifica statunitense, e messo sotto accusa nell'esposto, consiste in questo: il tessuto per la ricostruzione dell'organo genitale viene prelevato dalla mucosa della bocca, poi coltivato in vitro, quindi rigenerato, per essere infine innestato nella cavità vaginale.

Un sistema, questo, che era stato sperimentato qualche anno prima dalla stessa equipe dell'Umberto I, ma solo su tre casi, peraltro del tutto differenti: tre donne che per una rara sindrome, la Mayer Rokitanski Kuster Hauser, non avevano sviluppato in modo completo la vagina.

La denuncia “Il risultato è un'infibulazione”
Evidentemente lo staff del Policlinico romano avrà pensato di trasporre quell'esperienza anche nell'ambito della transizione uomo-donna, utilizzando il tessuto della mucosa della bocca, il più simile in qualche misura a quello vaginale. Ma, secondo le accuse, l'innesto avrebbe causato infezioni, la necessità di riparare con interventi successivi e, infine, la chiusura dell'organo genitale, con gravissimo danno per tutte e quattro le ragazze. "Un'infibulazione", recita l'esposto alla Procura. Peraltro, i chirurghi hanno continuato a proporre questo metodo anche quando avevano già verificato numerose complicazioni nelle prime pazienti transgender.

Così i medici sono stati portati davanti alla magistratura, in due diversi procedimenti. Uno di carattere civile, visto che il risarcimento potrà servire a nuove operazioni riparatorie. Interventi che le ragazze hanno scelto di fare all'estero, da San Francisco a Bangkok, non fidandosi più della sanità italiana. E poi c'è il penale, che ha portato la procura di Roma a indagare i 24 sanitari.

Alessandra Gracis, avvocatessa che difende le quattro pazienti, spiega che "i medici hanno indotto le ragazze a scegliere questa operazione, prospettata come innovativa, aggiungendo un allettante incentivo: e cioè che poteva essere fatta subito. Al contrario, se si fosse optato per l'intervento classico, dissero che si sarebbe dovuto attendere la normale lista di attesa, ovvero oltre 2 anni".
"Non è stato comunicato a nessuna di loro - afferma la legale - che si sarebbe eseguita una tecnica ancora sperimentale, quindi non riteniamo completo il consenso informato acquisito dalle pazienti”.

Non basta: l'avvocatessa, nei suoi esposti, contesta ai medici di non aver acquisito né l'autorizzazione del Comitato etico, né dell'Aifa (Agenzia del Farmaco), "necessarie quando si sperimentano nuovi metodi e medicine". Il tessuto innestato, infatti, "non è né più né meno che una sorta di farmaco sperimentale, visto che si tratta di cellule manipolate e ingegnerizzate, dagli sviluppi imprevedibili". Gracis ha inviato all'Aifa una denuncia con le cartelle cliniche delle sue assistite, chiedendo di essere rassicurata sulla non pericolosità del materiale iniettato, “potenzialmente dannoso o addirittura cancerogeno”.

In uno scambio di mail che la legale ha incluso nella sua documentazione, Beatrice, una delle pazienti, si lamenta con la dottoressa che aveva operato inizialmente le tre donne prive di vagina, e che aveva ispirato quindi i successivi interventi sulle persone transgender. La studiosa alla fine ammette: "Cara Beatrice, mi dispiace ancora per la sua storia di cui non conosco il finale. Tuttavia posso dirle che mentre la mia tecnica è perfetta per le ragazze con la sindrome di Mayer Rokitanski Kuster Hauser è ancora sperimentale nelle riassegnazioni del sesso".

Il Policlinico: “Ragazze negligenti dopo le operazioni”
Dal Policlinico Umberto I per il momento i medici, i dirigenti e i legali preferiscono non rilasciare dichiarazioni: l’ufficio comunicazione del Direttore generale del nosocomio spiega che, come in altri casi analoghi, è stata avviata un’indagine interna, eseguita da una commissione creata ad hoc.

Nella memoria difensiva presentata alla magistratura dagli avvocati dell’ospedale, si legge che sui nove pazienti su cui è stata utilizzata la metodologia dell’innesto di cellule della mucosa orale in vagina (sei transgender e tre donne), in cinque si ritengono soddisfatti dei risultati (due transgender e le tre donne), mentre in altri quattro in effetti si sono riscontrate complicazioni: “In due casi questo è dovuto - recita la memoria - a un non corretto utilizzo del tutore vaginale nei tempi e nelle modalità consigliate” (si tratta di uno stent che serve a divaricare la neovagina, da portare diverse ore al giorno nei mesi successivi all’intervento, ndr). “In un altro caso, le infezioni sono da ascriversi a variabili esterne all’intervento (rapporti sessuali e scarsa igiene)”. Nell’ultimo caso, i medici si astengono dalla valutazione, “in quanto il paziente ha eseguito altra procedura chirurgica in altra sede che ne ha modificato irreversibilmente i caratteri”.

L'avvocatessa Gracis, anche lei transgender come le quattro pazienti che difende (ma ha scelto di operarsi in California), segue un'altra quindicina di casi simili in tutta Italia, pure loro in transizione da uomo a donna, presunte vittime di episodi di malasanità.

"E' il nostro sistema che è sbagliato alla radice - spiega - Si fanno pochi interventi l'anno in decine di ospedali, da Pietra Ligure a Ragusa, quindi non ci si può specializzare a fondo. Piuttosto, come accade all'estero - ad esempio a Ghent in Belgio, dove si registrano risultati di eccellenza - bisognerebbe puntare su un'unica struttura nazionale, in cui questo tipo di chirurgia diventi di routine, e dove si possa investire seriamente su ricerca, innovazione, formazione e aggiornamento. Si risparmierebbero tanti soldi pubblici, oggi forzatamente utilizzati per riparare a posteriori operazioni venute male: un danno per i singoli coinvolti ma anche per la sanità”.

“Sarebbe importante - conclude la legale - parlare di questi problemi con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, se solo volesse ricevere per un confronto me e le mie ragazze: abbiamo lanciato molti segnali e provocazioni, ma non abbiamo mai ricevuto risposta".
fonte http://espresso.repubblica.it di Antonio Sciotto
http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/07/09/news/cambio-di-sesso-la-denuncia-di-4-transgender-rovinate-da-una-tecnica-sperimentale-1.172742?ref=fbpe

Diritti Lgbt in Europa: l’Italia arranca, ma non molla

L’esito del sondaggio svolto dall’Agenzia dei diritti fondamentali (FRA) ed i dati forniti dall’Associazione internazionale lesbiche, gay, bisessuali, trans ed intersex mostrano l’arretratezza italiana. Ma Scalfarotto fa notare i passi avanti compiuti

Negli ultimi 12 mesi, in Italia il 54% delle persone Lesbiche, gay, bisessuali, transessuali (Lgbt) si sono sentite molestate sulla base proprio orientamento sessuale; il 93% dei giovani Lgbt ha sentito commenti negativi nei confronti di compagni di scuola percepiti al loro gruppo sociale; il 69% ha dichiarato di nascondere o mascherare sempre o spesso di avere preferenze sessuali non solo etero. Questi i risultati del sondaggio (che non considera una quinta categoria, gli intersex, (coloro i cui cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili) svolto dall’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Ue (FRA) e presentati oggi a Bruxelles in occasione della Conferenza “Affrontare la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e l’identità di genere”.

Per quanto riguarda l’Italia, il sondaggio ha rilevato in tutti e tre i campi d’indagine una percentuale superiore alla media europea. L’unica eccezione riguarda la discriminazione registrata dal gruppo Lgbt quando si ricerca un lavoro. In questo caso la media europea del 20% coincide con quella italiana.

A confermare la preoccupante situazione delle persone Lgbt in Italia vi sono i dati raccolti dall’ dall’Associazione internazionale lesbiche, gay, bisessuali, trans ed intersex (ILGA).
L’indice Europa arcobaleno,(http://www.glen.ie/attachments/Side_A_-_Rainbow_Europe_Map_May_2014.pdf) utilizzato dall’ILGA per definire la tutela nazionale dei diritti Lgbt, è estremamente basso per l’Italia e si attesta al 25%, ben lontano dall’82% del Regno Unito o al 78% del Belgio e 70% dell’Olanda. Peggio di noi fanno solo Lituania (22%), Andorra (21%), Bosnia Erzegovina (20%), Cipro (20%), Lettonia (20%), Lichtenstein (18%), Kosovo (17%), Moldavia (17%), Bielorussia (14%), San Marino (14%), Turchia (14%), Macedonia (13%), Ucraina (12%), Monaco (10%), Armenia (9%), Azerbaijan (7%) e Russia (6%).

L’esponente del Partito Democratico Ivan Scalfarotto riconosce la triste situazione italiana nel corso del suo intervento alla Conferenza, che è stata promossa dalla Presidenza semestrale italiana dell’unione europea. “In Italia sono un cittadino di serie B”, ha affermato il politico, che pure è sottosegretario al ministero per le Riforme Costituzionali. Scalfarotto ha ricordato un periodo di lavoro trascorso nel Regno Unito ed ha riconosciuto “amaramente” che come cittadino appartenente al gruppo Lgbt ha ricevuto un trattamento migliore nel paese britannico piuttosto che nella penisola.

Al contempo tuttavia ci sono segnali positivi per le persone Lgbt, come la stessa Conferenza FRA, organizzata dalla Presidenza Italiana del Consiglio, primo evento di questo tipo nella storia delle presidenze di turno.
Ciò dimostrerebbe una rinnovata volontà delle istituzioni europee di affrontare la discriminazione e l’ostilità fronteggiata tutt’oggi in Europa dalle persone Lgbt.
Secondo l’ambasciatore Stefano Sannino, rappresentante italiano presso l’Ue, l’Italia nel periodo di presidenza del Consiglio europeo vuole “aprire la porta in Europa alla questione Lgbt. Vogliamo discutere e cambiare la mentalità e l’atteggiamento nei confronti delle persone omosessuali, nelle scuole, nei posti di lavoro e nella società. Abbiamo bisogno di lavorare per dare voce a quella parte di società che non ne ha una”.

Della stessa opinione il direttore della Fra Morten Kjaerum, secondo il quale: “La corrente sta cambiando, molti stati membri stanno vivendo momenti positivi. Dobbiamo costruire su questa situazione. Il nuovo Parlamento e la nuova Commissione stanno per insediarsi, e il tempo è maturo per rimettere l’uguaglianza e la non discriminazione delle persone Lgbti nell’agenda Ue”.

Tuttavia, bisogna essere cauti sugli eventuali risultati raggiungibili perché “c’è un limite a quello che la Commissione è in grado di fare, considerato il rispetto per le leggi e le competenze degli stati membri” ha ricordato Martine Reicherts, commissaria Ue per la Giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza. “Se spingiamo troppo vi è il rischio di ottenere una forte opposizione”, ha sottolineato la Reicherts. Di conseguenza, secondo la commissaria “è necessario sviluppare un action plan in cooperazione con gli stati membri se vogliamo affrontare efficacemente le discriminazioni”. Al contempo, “si deve essere disponibili ad accettare compromessi. Perché poco è meglio di nulla”.

Riprendendo le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi, enunciate nelle Aule del Parlamento e nei dibattiti televisivi, Scalfarotto ha dichiarato che il Partito Democratico ha come progetto “quello di riconoscere le unioni civili tra persone omosessuali secondo un modello di legge simile a quello tedesco”.
I diritti delle coppie omosessuali “formali” verrebbero equiparati a quelli delle coppie etero sposate. Inoltre, sempre seguendo lo stampo tedesco, verrebbe riconosciuta anche l’adozione del figlio del partner altresì nota come “step child adoption”, che consente di tutelare il bambino cresciuto dalla coppia omossessuale mediante il riconoscimento del genitore non biologico.
In questo modo ad esempio, se il genitore biologico dovesse morire, “il minore non rimarrebbe abbandonato perché il genitore non biologico conserva il diritto a vedere il bambino che ha cresciuto”. Questo è l’impegno che ha preso il Presidente del Consiglio, il quale, “ha dichiarato di voler mettere in questo provvedimento la stessa energia spesa per il Jobs act” ha sottolineato Scalfarotto.

Quando viene fatta notare la diversa sensibilità mostrata sull’argomento dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, Scalfarotto ritiene che per “modernizzare il Paese è necessario rinunciare a parte della propria identità novecentesca. Così come il partito democratico ha fatto tale rinuncia, così tocca anche alla destra”. E le parole di Alfano sulle nozze gay? “Un eccesso di zelo” secondo Scalfarotto. In Italia le trascrizioni non producono effetti giuridici, ma “il tempo degli atti simbolici è passato. Oggi è il momento delle decisioni vere”.

Non vi sono scadenze precise in merito alla legge sulle unioni civili anche se il sottosegretario aspetta di concludere la riforma entro il 2018, sebbene Renzi abbia invece definito la data di scadenza subito dopo la seconda lettura della riforma costituzionale e l’approvazione della legge elettorale. “Noi siamo impegnati nella riforma costituzionale del bicameralismo, della legge elettorale, della giustizia, del fisco, della pubblica amministrazione, della scuola, quindi lo sforzo riformatore del governo comprende una serie enorme di attività che non possono essere fatte tutte quante nello stesso momento”. Dopotutto, ha sottolineato l’esponente del PD “sono 49 anni che aspetto, che siano 49 anni e 6 mesi oppure 50 non fa differenza. È più importante sottolineare che per la prima volta un presidente del consiglio dice queste cose, poiché nessuno lo aveva mai fatto prima”, ha concluso il Scalfarotto.

Il tema della tutela dei diritti Lgbt si inserisce nel quadro più ampio delle riforme legate ai diritti civili, come il divorzio breve, l’assegnazione ai bambini del cognome della madre, e alla modernizzazione dei diritti legati alla vita privata dei cittadini. Nuovi passi avanti stanno per essere compiuti e secondo Scalfarotto c’è da aspettarsi un effetto a valanga, frutto di “un percorso più laico più rispettoso delle differenze”.
fonte http://www.eunews.it-Daria Delnevo

giovedì 30 ottobre 2014

Arriva il nuovo social network "Ello" l'anti-Facebook e spopola nella comunita' Lgbt

Si chiama Ello ed e' gia' stato ribattezzato l'anti-Facebook, punta sull'assenza di pubblicita' e si presenta con un manifesto in cui promette di non trattare gli utenti come merce.

Il nuovo social network ha debuttato alcuni mesi fa, ma la sua popolarita' sta avendo un picco ora, soprattutto tra la comunita' Lgbt, in polemica con Facebook per la sospensione di alcuni account di drag queen 'colpevoli' di aver usato il loro nome d'arte al posto di quello reale.


Oggetto del contendere e' una nuova regola di Facebook che impone di usare - nei profili personali ma non nelle pagine pubbliche di artisti, enti e aziende - il nome che compare sulla carta d'identita'. La societa' di Mark Zuckerberg ha motivato l'adozione della 'Legal Name Policy' con la volonta' di mantenere il social sicuro, ma per alcune drag queen, che hanno bollato la scelta come ''ingiusta e discriminatoria'', non e' affatto cosi'. Per protestare hanno indetto una manifestazione, il 2 ottobre a San Francisco, pubblicizzandola anche su Facebook, dove l'iniziativa conta gia' l'adesione di oltre mille persone.

Ad approfittare di questa bagarre sembra essere proprio Ello, che sta registrando un boom di iscrizioni. Il social network e' ancora in versione beta e per farne parte occorre conoscere qualcuno che e' gia' dentro, oppure chiedere un invito sul sito internet. Stando al fondatore, il creatore di giochi Paul Budnitz, Ello sta ricevendo 4.000 richieste di invito all'ora. ''Non devi usare il tuo vero nome per essere su Ello. Noi incoraggiamo le persone a essere chi vogliono essere'', ha detto Budnitz. ''Ello da' il benvenuto alla comunita' Lgbtq. Siamo entusiasti di vedere che tante persone si stanno spostando sul nostro social network''.

E la liberta', sulla nuova rete sociale, e' anche dalla pubblicita'. ''Il tuo social network e' di proprieta' degli inserzionisti. Ogni post che condividi, ogni amicizia che stringi, ogni link su cui clicchi viene monitorato, registrato e convertito in dati'', si legge sul manifesto di Ello. ''Gli inserzionisti acquistano i tuoi dati in modo da poterti mostrare piu' annunci pubblicitari. Sei il prodotto che viene comprato e venduto. Noi crediamo che ci sia un modo migliore. Crediamo che un social network possa essere non uno strumento per ingannare, costringere e manipolare, ma un luogo per connettersi, creare e celebrare la vita. Tu non sei un prodotto''.
fonte http://www.ansa.it/RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA-foto Ansa

Lgbt: Danimarca cambiare genere sui documenti senza l’obbligo del chirurgo

A partire dal 1° settembre, in Danimarca, le persone trans che vorranno modificare la definizione di genere riportata nei loro documenti d’identità non saranno più tenute a sottoporsi a invasivi interventi chirurgici per cambiare il sesso.

Il Parlamento del paese scandinavo, infatti, ha introdotto una legge in base alla quale sarà sufficiente la sola autocertificazione del soggetto interessato. Gli unici requisiti richiesti saranno un’età minima di 18 anni e un periodo di sei mesi di attesa durante il quale gli interessati verranno invitati dagli psicologi a ponderare ulteriormente la loro scelta.

Con questa decisione la Danimarca diventa la nazione europea con la legislazione più avanzata in tema di cambiamento legale del genere nel quale ci si identifica.
Fino ad oggi – sottolineano le organizzazioni LGBT – solo l’Argentina aveva una normativa simile.
fonte http://www.west-info.eu/it/di Ivano Abbadessa

Lgbt: Daria Bignardi ai microfoni di “Oltre le Differenze” focus anche sulla transessualità tra piccoli riconoscimenti e vuoti legislativi, venerdì 31 ottobre

Venerdì 31 ottobre focus anche sulla transessualità tra piccoli riconoscimenti e vuoti legislativi con la testimonianza di Vittoria Agnese e il parere dell’avvocata Cathy La Torre

Sarà la scrittrice, giornalista e conduttice tv Daria Bignardi ad aprire la puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico di informazione sul mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, venerdì 31 ottobre alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) e in replica sabato 1° dalle ore 15.

Daria Bignardi dal programma tv di La7 “Le invasioni barbariche” ai microfoni di Oltre le Differenze per presentare il suo nuovo libro "L'amore che ti meriti" edito da Mondadori, quarto romanzo dell’autrice ferrarese in cui si racconta di segreti, amori, famiglie, indagini… e la giornalista approfitterà anche per parlare di tutti gli amori e di diritti civili. Daria Bignardi sarà inoltre a Pienza sabato 1 novembre alle 18 nell’ambito del Caffeina Festival, intervistata da Luca Sofri.

Approfondimento poi sul mondo transessuale, in particolare sulla battaglia per la rettifica del sesso anagrafico senza ricorso all’intervento chirurgico
in favore delle persone intrappolate in un corpo dal genere biologico diverso da quello psicologico. Ascolteremo la testimonianza di Vittoria Agnese, studentessa catanese che ha ottenuto il cambio di nome sul libretto universitario e il parere di Cathy La Torre, avvocata esperta in materia nonché vice-presidente del MIT di Bologna.
Non mancheranno i consigli su libri, serie tv, eventi lgbt e moda nella rubrica Rainbow Life Style.

E' sempre possibile interagire con la redazione del programma attraverso la mail redazione.oltreledifferenze@gmail.com, la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com.
fonte Redazione OLTRE LE DIFFERENZE

mercoledì 29 ottobre 2014

Lgbt Libri: “Le inutili vergogne” di Eduardo Savarese

Eduardo Savarese, magistrato di professione, è anche uno scrittore di romanzi a tematica lgbt: il suo primo romanzo “Non passare per il sangue”, storia omosessuale vissuta all’interno dell’esercito, rivisitazione da L’amore assente, ha avuto un buon successo.

E’ appena uscito il suo secondo romanzo “Le inutili vergogne”, edito sempre da E/O, presentato lo scorso giovedì 23 ottobre presso Rain, circolo culturale lgbt di Caserta, e la cui narrazione si focalizza sul rapporto difficile e ostile tra omosessualità e Chiesa.
Gli amori, gli affetti, il peccato, i sensi di colpa, la pressione di una cultura, quella cattolica, che inevitabilmente influenza vite ed esperienze di persone che vivono il nostro contesto, i corpi, la loro esaltazione, il loro mutamento, le questioni dell’identità di genere sono le parti portanti della storia su cui si evolve il romanzo: abbiamo intervistato Eduardo, affrontando anche questioni da lui affrontate attraverso la sua attività giurisprudenziale e giuridica in riferimento ai diritti lgbt.

Come è nata l’idea del libro?
L’idea è nata da tre nuclei, due immaginativi, l’altro più concettuale. Il primo nucleo: un personaggio di un certo peso sociale e di età matura, che “esplodesse” portando alla luce tutto quanto teneva nascosto; il secondo nucleo: una creatura transessuale, che fosse per certi versi inquietante e poco credibile, per altri l’ancora di salvezza del protagonista; il terzo nucleo, concettuale, fare narrativa intorno al rapporto tra corpo e anima.

Sei magistrato e ti occupi di diritti, spesso violati: quale è la situazione attuale a livello culturale e giuridico che il Paese sta affrontando in merito ai diritti Lgbt?
Il livello giuridico, se pensiamo alla mancanza di norme, è molto buono: i giudici cercano di tutelare i diritti e di trovare un concreto spazio di vita per essi: credo che a livello culturale ci sia ancora molta confusione, ed una comunicazione che stenta a fare chiarezza.

Diverse iniziative come affermazione civile promuovono i diritti nella loro affermazione, appunto, attraverso ricorsi e procedimenti giudiziari: quali sono gli effetti di questo percorso ormai affermato da più anni attraverso l’esperienza di diverse associazioni per i diritti Lgbt? È utile come metodo in un contesto giuridico basato sulla legge scritta e non sul precedente giurisprudenziale?
E’ utilissimo: viviamo in un sistema giuridico transnazionale e la creazione giurisprudenziale del diritto è ormai al centro.

Veniamo al libro che hai avuto modo di presentare presso Rain lo scorso giovedì, “Le inutili vergogne”: il titolo, perché una scelta così diretta, anticipatrice e manifesta del contenuto che il lettore si attende nella lettura? Esiste una scelta letteraria in questo?
Il titolo del romanzo è quasi didascalico, lo so: tuttavia, leggendolo fino all’epilogo, credo si comprenda che il percorso tracciato, e vissuto dai personaggi, è meno scontato e politicamente corretto di quanto il titolo lasci immaginare; direi, quindi, che è un procedimento letterario improntato all’ironia, nel senso più proprio del termine, quello che ha dato vita al titolo.

Le reazioni da parte del pubblico finora registrate?

Molto intense e appassionate: l’aggettivo più usato? Che è un libro “vero”, e che “riconcilia” con l’esistenza.

Come possiamo classificare, se così si può dire, “Le inutili vergogne”?
Un romanzo di formazione, ma non nel senso classico del termine: direi una formazione a ritroso, per ri-pensare e ri-fondare vite già vissute a fondo.

Gli amori, gli affetti, il peccato, i sensi di colpa, la pressione di una cultura, quella cattolica, che inevitabilmente influenza vite ed esperienze di persone che vivono il nostro contesto, i corpi, la loro esaltazione, il loro mutamento, le questioni dell’identità di genere: tutti questi temi come vengono calibrati e affrontati all’interno della narrazione del libro?
I temi che citi sono calati nelle esperienze di vita di tutti i personaggi che vivono nelle pagine del mio romanzo: solo un’esperienza esistenziale profondamente radicata nella realtà può dare vita a personaggi “pieni”, in grado di restare, ben al di là delle occasioni di trama; ho adoperato un duplice livello narrativo, uno nel presente, in terza persona, più lineare, ed anche grottesco e crudo; un altro nel passato, in un misterioso dario scritto in corsivo in prima persona, dove la visione mistica della vita è al centro … per riconnettersi, infine, alla preziosità irripetibile della carne di ciascuno di noi.

A chi hai voluto rivolgerti maggiormente attraverso la scrittura del tuo libro?
Mi rivolgo ai misteri che ciascuno di noi si porta nascosti, nel cuore.

Le fasi della composizione del testo: come sono avvenute e quali sono state?
Il romanzo è stato scritto e riscritto. Alla fine, è emersa (chissà da quale recesso nascosto di me) la voce del passato, quella che parla, al femminile, in prima persona. Con la quale ho tentato la mia riconciliazione e composizione armonica, narrativamente parlando, tra le pulsioni della carne, i bilanci di una vita, le occasioni e le rinunce, e il percorso che ci porta al Divino.

Cosa ti aspetti dal futuro come magistrato e come scrittore, soprattutto, in un cambiamento a favore dell’eguaglianza nelle differenze effettiva dei cittadini, auspicabile ma ancora altamente ostile nel suo verificarsi?
Mi aspetto un maggiore coinvolgimento delle persone omosessuali nell’affermazione della loro verità e dei loro diritti; da cattolico, mi aspetto una ventata di ossigeno nella concezione dell’amore omosessuale; e, a breve termine, una legge intelligente su matrimonio e filiazione. Ma, mi aspetto pure che si ricorra poi in concreto a questa legge e che non resti un trofeo di carta.
fonte http://www.pianetagay.com By Alessandro Rizzo

martedì 28 ottobre 2014

Lgbt: Anna Marchesini, ritorno a Teatro dopo la malattia: "La vita è sorprendente, mi sento una donna del '900"

La storia di un professore in pensione, dall'esistenza piatta e monotona.

E' con questa storia che torna a calcare le scene Anna Marchesini, per la prima volta a teatro da autrice e attrice dopo la malattia che l'ha colpita. "Solista" in un certo senso, lei che è stata uno dei volti dello storico Trio con Solenghi e Lopez, la Marchesini con "Cirino e Matilda" torna in scena al Teatro Piccolo di Milano con lo spettacolo-reading dopo sei anni di assenza. Come racconta in un'intervista al Corriere della Sera "la storia del povero pensionato è simile a tante altre: lui non vive ma si lascia vivere senza capire neanche il perché. E' uno che non ha. Sono quelle vite che scorrono piane, senza scosse, senza sogni né desideri...m a basta uno scivolone oppure una inaspettata carezza, o un incontro speciale, insomma una minima increspatura dell'ordinarietà e la vita può cambiare direzione".

Al centro del suo spettacolo, quindi c'è la solitudine: "Quella che viviamo tutti in questa società numericamente molto affollata, iper stimolata, super tecnologizzata e globalizzata, ma alla fine risulta solo la somma di tante solitudini". Ma tutto questo non basta per sentirsi parte di qualcosa: "Ci ritroviamo orfani di attenzioni, di rapporti interpersonali, di un confronto con l'altro". "Io rifuggo da iPhone, iPad, web persino dai computer. Stare davanti allo schermo mi dà l'ansia, mi fa venire caldo, basti dire che non uso nemmeno la macchina da scrivere, i miei libri li scrivo a penna. Non sono e non voglio essere aggiornata, non voglio conoscere i segreti di internet, io sono una donna del Novecento, anzi direi a cavallo tra '800 e '900. Non ho voglia di imparare questo genere di comunicazione che non comunica nulla. Desidero morire senza sapere nulla".
fonte http://www.huffingtonpost.it

venerdì 24 ottobre 2014

Lgbt Umbria: I genitori chiedono l'esonero dei figli dal corso di danza perché l'insegnante è gay

Il preside dell'istituto comprensivo di Passignano e Tuoro "Dalmazio Birago" si è visto recapitare una lettera firmata da alcuni genitori in cui si sosteneva che il nuovo professore di danza «non è la persona adatta all'insegnamento perché non ha i requisiti necessari».
Eppure il professore insegna danza da dodici anni e da cinque lavora nelle scuole come titolare di progetti formativi.... infatti a motivare quella richiesta non sarebbe stato tanto il curriculum quanto l'orientamento sessuale del giovane.

A seguito di quella lettera l'insegnante ha deciso di rinunciare all'incarico: «Per quanto riguarda la mia professionalità -ha scritto nella lettera di rinuncia- sostengo di non dovermi rimproverare nulla, in quanto conosco le mie capacità e i miei limiti, e nella mia vita non ho mai cercato di essere chi non sono. I miei diplomi ed attestati di danza mi permettono di insegnare le discipline che propongo in maniera amatoriale. Non è assolutamente vero che io non posso fare quello che faccio. La cosa più incresciosa riguarda però la mia sfera privata. Sapere che ci sono ancora persone che sarebbero disposte a fare l'esonero dei propri figli dal progetto da me presentato a causa del mio "stile di vita", lo ritengo davvero squallido; soprattutto quando nella mia vita ho sempre cercato di farmi conoscere per le mie capacità e non per altro. Non si tratta di un pettegolezzo, ma della mia vita».

Il dirigente scolastico, Massimo Mariani, ha deciso di schierarsi dalla parte dell'insegnate ed ha dichiarato: «Per noi il curriculum del ragazzo è perfettamente compatibile, poi una mamma ha sollevato un problema di carattere personale e cioè che non avrebbe iscritto il figlio al corso perché secondo lei la persona non era adatta, in quanto omosessuale. Per noi è un grande rammarico e un forte dispiacere - spiega Mariani - sapere che il ragazzo si sia dimesso dal progetto. Sappiamo anche che è molto amato dagli studenti e ora sarà difficile spiegare loro che il progetto danza quest'anno non si farà. Abbiamo deciso che se non sarà lui a farlo non lo farà nessuno. Il progetto rimane comunque nell'offerta formativa perché la scuola non si può rendere complice di un simile attacco alla sfera personale».
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/

Lgbt: "Transparent" la serie Amazon che ha rivoluzionato la tv. Amore, sesso e accettazione: "La salvezza del movimento trans"

"Non esiste dio, regole, giudizi morali, tranne quelli che accetti o che crei per te stesso. E quando è finita è finita, c'è una sola vita: perché non essere felici finché si è qui?". È una delle scene più memorabili di una delle serie più belle che la televisione americana ha saputo produrre: Six Feet Under. C'è la vita, la morte, l'amore e il suo contrario, e pure oltre, tutto in trenta secondi.

Da quell'avventura targata Hbo e capitanata da Alan Ball, papà di American beauty, è uscita un'autrice dal talento feroce: Jill Soloway. A molti il suo nome non dice nulla ma il suo curriculum parla per lei: dopo la saga della famiglia Fisher, è stata autrice per Dirty Sexy Money e Grey's Anatomy, poi executive producer per il sottovalutato United States of Tara.

Oggi, alla soglia dei cinquanta, Soloway arriva con un progetto tutto suo, ovviamente una serie televisiva. Si intitola Transparent, in Italia se ne parla ancora poco ma negli Stati Uniti è stata accolto come, né più e né meno, una rivoluzione. Andiamo per ordine: si tratta del primo telefilm prodotto e realizzato da Amazon, quindi non fatto per la tv, sulla linea tracciata da Netflix. E se due indizi non vi bastano per fare una prova, ecco la terza: Hbo ha deciso di lanciarsi nel meraviglioso mondo dello streaming. Il futuro è già arrivato, niente più attese settimanali, i telefilm si scaricano e si guardano quando si vuole, dove si vuole.

Ma la vera rivoluzione di Transparent sta nella vicenda che racconta, nelle storie della famiglia Pfefferman, una famiglia difficile, umana troppo umana, ripresa nella sua lotta quotidiana per l'amore, l'accettazione e la consapevolezza. I tre fratelli Shelley, Josh e Ali sono persone sole ed egoiste, incapaci di vivere una vita soddisfacente e di crescere, confusi dalle loro esistenze agiate da figli dell'occidente più evoluto. C'è mamma Sarah, una signora intelligente e logorroica che vent'anni fa ha lasciato papà.

Ecco papà Mort, l'occhio del ciclone attorno alla quale si muove tutta la vicenda. Mort è stato uno stimato professore di letteratura, un padre amorevole seppure spesso assente. Mort da sempre si sente donna, ma solo alla soglia dei settant'anni trova il coraggio (o quasi) di rivelarsi ai propri figli, di presentare loro Maura. La donna che ha fatto finire il matrimonio con Sarah, il tradimento per niente fisico che non c'è modo di perdonare. Insomma la trama del telefilm che ha fatto innamorare la critica e il pubbico (lo show è stato rinnovato per la seconda stagione), che ha fatto dire al Boston Globe che "c'è bisogno di parlarne" e chiedere al New York Times se non sia "la salvezza del movimento trans", (http://www.nytimes.com/2014/08/31/magazine/can-jill-soloway-do-justice-to-the-trans-movement.html?emc=edit_th_20140831&nl=todaysheadlines&nlid=43427833&_r=1) è semplice semplice: Maura inizia la sua nuova vita alla luce del sole.

Ed è proprio questo il punto: in Transparent c'è la vita così com'è, talmente semplice da sembrare quasi incredibile, roba da creare cortocircuiti al limite del ricovero in spettatori abituati a vivere le scelte vitali degli essere umani solo se presentati come macchiette da avanspettacolo. Qui si parla di identità, certo si parla di sesso, e se ne vede anche molto, ma bisogna sforzarsi di guardare la luna, evitando di stuzzicarsi col dito. Essere più del corpo che ci è stato dato, smontare tutte le convinzioni che si hanno non per ricostruirne altre ma per rendersi conto che la realtà è fluida, e dietro l'angolo non si nasconde proprio un bel niente. perché di angoli bui non ce ne sono. Transparent è amore, affetto, accettazione dell’altro. Quello che vediamo è un microcosmo che ricorda il "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore" di Raymond Carver, rivisitato da una mano più affettuosa, più complice, meno gelida e, ovviamente, più contemporanea.

Nota biografica: il padre della stessa ideatrice di Transparent si dichiarò transgender. E una battuta da ricordare della moglie divorziata dell’anziano protagonista trans che gli dice, con tenerezza “e così il nostro è stato un matrimonio gay, prima che diventasse di moda”. E i due si abbracciano, scoppiando a ridere.

I dieci episodi di Transparent sono disponibili sul sito di Amazon Prime in lingua originale
qui il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=yawvtaFwfZs&feature=youtu.be
Visto il successo ottenuto la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione che debutterà nel 2015.

Quindi guardate Transparent, non aspettatevi che qualche network ve lo faccia vedere. Perché abbiamo veramente bisogno di parlare dei Pfefferman.
fonte http://www.huffingtonpost.it/di Gianluca Ciucci

martedì 21 ottobre 2014

Eventi Lgbt: A Roma "THE RAINBOW WEDDING FASHION SHOW" Celli Alta Moda presenterà l'elegante "Linea Sposi Arcobaleno" giovedì 23 ottobre

Lei sposa Lei, Lui sposa Lui
La prima passerella di Alta Moda Italiana con coppie dello stesso sesso
.

In occasione dell’apertura della manifestazione romana dedicata al matrimonio, giovedì 23 ottobre alle ore 17.00 presso la Fiera di Roma, in via Portuense 1645/47, si terrà l’evento “The Rainbow Wedding Fashion Show”, la prima passerella di Alta Moda Italiana con coppie dello stesso sesso.

Iniziativa provocatoria che tocca il delicato dibattito politico e sociale dell’ attuale tematica sul riconoscimento dei matrimoni civili omosessuali in Italia. Proprio in questi giorni, diverse sono state le vicende che hanno determinato l’adiacente cambiamento e, a comunicarlo è stato proprio il Sindaco di Roma Ignazio Marino, registrando sedici matrimoni omosessuali celebrati all’ estero, nella mattina di Sabato 18 ottobre presso la sala piccola protomoteca, Campidoglio.

Dunque, chissà se il Ministro Angelino Alfano – in questi giorni bersaglio di polemiche per via delle sue dichiarazioni legate al non riconoscimento delle coppie dello stesso sesso – accetterà l’ invito da parte dell’ organizzazione della manifestazione “ForWedding 2014” per la prima sfilata dedicata ai matrimoni rainbow, quelli Lei/Lei e Lui/Lui.

La manifestazione – che si tiene dal 23 al 26 Ottobre presso i padiglioni della Fiera di Roma – Via Portuense 1645/47 – apre Giovedì 23 Ottobre alle ore 17.00 con la presentazione di una preziosa collezione sposi in cui i modelli e le modelle interpretano coppie gay, in passerella mano nella mano, per consigliare con professionalità ed eleganza l’ organizzazione del matrimonio.

“The Rainbow Wedding Fashion Show” è la prima sfilata di Alta Moda Italiana che presenta le ultime tendenze di haute couture della Maison Celli Alta Moda per sposi raffinati ed eleganti.
“ForWedding è aperto a tutti” – spiega l’organizzatore della manifestazione Fabio Ridolfi – “Quest’’anno ha voluto dedicare una particolare attenzione ad una nuova sfera di utenti in crescita. Sono molti i matrimoni contratti all’ estero da coppie gay che decidono di festeggiare in Italia al loro rientro. Per questo abbiamo ritenuto di dare un segnale di apertura su questo delicato tema.
L’evento di inaugurazione gode del sostegno de La Coppia Garbata di Elisabetta Malara (http://www.lacoppiagarbata.it/) – Rainbow Agency capitolina specializzata nella tutela e nell’ organizzazione di matrimoni civili omosessuali presente in uno stand all’interno della fiera“.

Il percorso ForWedding 2014 permette ai futuri sposi di esplorare le proposte di professionisti del settore, valutare tutte le ultime novità per un matrimonio da sogno, accedere a sfilate delle collezioni in anteprima, e raccogliere idee e suggerimenti di esperti per rendere unico il giorno del “SI”.
ForWedding offre ai suoi visitatori una panoramica completa ed attuale su tutto ciò riguarda il matrimonio.

La manifestazione si articola in due percorsi tematici: il primo dedicato alla moda, al gioiello e al beauty: quest’ area raccoglie un’esposizione di nuove collezioni.
Il secondo percorso illustra le parti del ricevimento, le opportunità su viaggi di nozze e numerosi altri servizi per il matrimonio: location, catering, bomboniere, liste di nozze, autonoleggio, foto e video, wedding planner, flower designers, musica ed intrattenimento, confetterie, agenzie di viaggio, tour operator, enti del turismo. L’ iter è guidato e caratterizzato da corridoi spaziosi e numerose aree relax.

A ForWedding 2014 è allestita una particolare area ideata e curata dalla rivista White Magazine: la White Room, uno spazio bianco, luminoso ed elegante.
Si ringrazia, per la fattiva collaborazione e per i preziosi bouquet sposa, i fioristi de Il Vizio dei Fiori.

Il programma ufficiale della manifestazione può essere consultato sul sito
http://www.forwedding.it/.
Ingresso: Giovedì e Venerdì dalle ore 15.00 alle 20.00;
Sabato e Domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00

fonte http://www.lesignorinediviabarberini.it-/
fonte evento FB: https://www.facebook.com/events/291156767744772/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming

venerdì 17 ottobre 2014

Lgbt: A New York per cambiare sesso non bisognerà operarsi

New York si appresta a semplificare la legislazione che regola il cambio di sesso. Il consiglio comunale discuterà, infatti, nelle prossime settimane un progetto di legge in base al quale a stabilire l’identità di un individuo non sarà più l’anatomia del corpo, ma la volontà del diretto interessato.

Una svolta epocale. La legislazione attualmente in vigore nella metropoli, infatti, obbliga tutti coloro che vogliono cambiare sesso sul certificato di nascita a fornire la prova di essersi sottoposti all’invasivo intervento chirurgico. Il cambiamento normativo, che trova la benedizione anche del sindaco Bill de Blasio, permetterà la modifica del proprio genere semplicemente sulla base di un’attestazione rilasciata da una vasta gamma di operatori sanitari tra cui medici, psicoterapeuti, ma anche infermieri e ostetriche.

In sostanza si tratterà della fine di un incubo per tutte quelle persone transgender il cui aspetto fisico non rispecchia l’identità sessuale riportata nei documenti. Una situazione che le vede costrette a muoversi all’interno di insidiosi labirinti burocratici tutte le volte che devono affrontare normalissime procedure come la ricerca di un’occupazione, la richiesta di una licenza di guida o fare domanda per la pensione.

Secondo il National Transgender Discrimination Survey, infatti, il 40% dei trans riferisce di subire molestie e pregiudizi quando mostrano un documento d’identità che non corrisponde alla propria identità di genere. Una realtà che, come emerge dallo stesso studio, genera elevati tassi di discriminazione. Specie quando si tratta della ricerca di occupazione o di un alloggio.
In questo modo la Grande Mela confermerebbe il cambio intrapreso già da altri uffici pubblici degli Stati Uniti. Nel 2010, ad esempio, il Dipartimento di Stato ha rimosso il requisito chirurgico per l’aggiornamento dei passaporti. Mentre diverse giurisdizioni tra cui Vermont, California e Oregon hanno recentemente eliminato l’obbligo dell’operazione per il cambio dei certificati di nascita.

In Europa il paese con la legislazione più avanzata su questo tema è la Danimarca
:
http://www.west-info.eu/it/cambiare-genere-senza-lobbligo-del-chirurgo/
Dove è addirittura sufficiente la sola autocertificazione del soggetto interessato al mutamento di genere.
fonte http://www.west-info.eu/it/di Ivano Abbadessa

Lgbt Cinema: Il Giovane Favoloso, Elio Germano: tutte le facce del novello Leopardi

Dallo studente neofascista in Mio Fratello è Figlio Unico a vedovo con prole ne La Nostra Vita, da pasticcere tra fantasmi teatranti in Magnifica Presenza a Leopardi ne Il Giovane Favoloso(dal 16 in sala), tutti i volti dell’anti-divo da Palmarès Elio Germano

Prima di declamare A Silvia dalla sua prigione dorata, l’antidivo romano esordisce 13enne come «Cotoletta» con gli occhiali degli «Intoccabili» pischelli di Ci hai rotto papà.

Elio Germano brilla nel nuovo millennio come esuberante neofascista in Mio Fratello è Figlio Unico, consacrandosi nel proletario da Palmarès de La Nostra Vita, con tanto di ringraziamento «anarchico» a Cannes, da autentico outsider.

Negli anni recenti, l’istrionico attore è una Magnifica Presenza omosessuale che convive con i fantasmi del teatro e L’Ultima Ruota del Carro che sbarca il lunario come traslocatore, ripercorrendo mezzo secolo d’Italia.

Oggi, il De Niro nostrano (condivide con il Taxi Driver le origini molisane) è lo «scienziato dell’anima» Giacomo Leopardi: Il Giovane Favoloso (da giovedì 16 ottobre in sala) che celava il suo scomodo anticonformismo nell’ombra dell’emarginazione.

Per vestire il ruolo più complesso della carriera, Elio Germano «ha abitato le sue emozioni» dormendo sul letto del poeta di Recanati, confinato tra i ventimila volumi della biblioteca di papà Monaldo dove il regista, Mario Martone, ha avuto l’onore e l’onere di piazzare la sua cinepresa.
fonte http://www.vanityfair.it di Francesca Pellegrini
Il Giovane Favoloso Trailer Ufficiale:
https://www.youtube.com/watch?v=kN-lCxEx0lo

Lgbt Radio: Ad “Oltre le Differenze” l'amore al tempo delle chat - oggi 17 ottobre alle 21

Bender, Grindr, GayRomeo, Lista Lesbica Italiana, Brenda, Gaydar... sono solo alcuni dei forum, chat e App dedicati alla comunità LGBT, a cui sarà dedicata la puntata di “Oltre le Differenze”, il format radiofonico di informazione sul mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer, condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, venerdì 17 ottobre alle 21 su Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10 o diretta online dal sito www.antennaradioesse.it) e in replica sabato 18 dalle ore 15.

Come influiscono siti, social networks e applicazioni sulla vita e sul modo di relazionarsi di gay, lesbiche e persone trans? Chi e quanto li utilizza? Quali sono gli aspetti positivi ma anche i rischi della comunicazione online? A queste domande proveremo a dare risposta attraverso le testimonianze dirette di ragazzi omosessuali che conoscono e fanno uso quotidiano di internet per conoscere ed incontrare altre persone, ma anche approfondendo il tema insieme al dott. Maurizio Palomba, psicologo e psicoterapeuta, fondatore dell'Istituto Gay Counselling e autore di molti saggi, tra cui il libro “Chat to chat – la comunicazione online. L'esperienza della comunità gay”.

Nella rubrica “viaggio tra le associazioni LGBT” incontreremo Rete Genitori Rainbow, l'associazione nazionale che riunisce genitori omosex o transgender con figli o figlie avuti da precedenti relazioni etero. Egon Botteghi, referente per la Toscana, illustrerà i vari servizi offerti dalla rete e in particolare i gruppi di auto-mutuo-aiuto costituiti nelle città di Firenze e Livorno.

Chiude la puntata la rubrica Rainbow Life Style con consigli su libri, musica e appuntamenti a tema. E' possibile interagire con la redazione del programma attraverso la mail redazione.oltreledifferenze@gmail.com, la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com.

Lgbt: "Gender Bender" Bologna 2014 date e novità del festival sull’identità di genere

Stanno per accendersi i riflettori sul Gender Bender, il grande festival di Bologna dedicato all’identità di genere. Scopri date e novità dell’edizione 2014

Il Gender Bender Festival ( http://www.genderbender.it/ ) torna a Bologna da sabato 25 ottobre a domenica 2 novembre 2014. Promosso da Il Cassero LGBT Center, che da oltre un trentennio si occupa di progetti legati all’identità di genere, la rassegna rappresenta uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al mondo dell’orientamento sessuale.

Anche questa 12esima edizione del festival sarà caratterizzata da una ricchissima offerta culturale, che porterà performance, incontri e proiezioni in vari luoghi della città: dal Cinema Lumière all’Arena del Sole, dal MamBO alle Librerie Ambasciatori.

Volete avere un assaggio del programma del 2014? Al Cassero sabato 25 ottobre è atteso il party che vede l’esibizione live del duo Hard Ton, con tanto di omaggio alla musica disco dello Studio 54 di New York; domenica 26 sarà il cinema Lumière a rendere omaggio al grande musicista e poeta Lou Reed, scomparso nel 2013; le librerie Coop Ambasciatori ospiteranno l’incontro con Eduardo Savarese, autore del libro “Le inutili vergogne” (martedì 28 ottobre 2014). Si ritorna al cinema Lumière per l’anteprima nazionale di “Menstrual Man”, per la regia di Amit Virmani, che narra la storia solitaria di un uomo che si è battuto perché le donne indiane facciano uso di assorbenti durante il ciclo mestruale, sfidando pregiudizi ed ignoranza che spingono solo una donna su dieci ad utilizzarne (giovedì 30).

Tra le novità di questa edizione c’è il Performing Gender, un progetto di danza contemporanea dove gli artisti provenienti da quattro paesi europei porteranno in scena la rappresentazione degli orientamenti sessuali, a cui è annessa anche una mostra di illustrazioni, fotografie e video. Un’altra iniziativa è il progetto pilota per persone anziane e con problemi di Parkinson che punta sulla danza come strumento di riabilitazione e socializzazione.

Consultate il programma completo:
http://www.genderbender.it/wp-content/uploads/2014/10/GB-14-programma.pdf
siamo pronti a scommettere che troverete certamente qualcosa di interessante in questa rassegna eclettica rivolta a tutti, senza distinzioni di gusti, generi ed età.
fonte http://urbanpost.it/ da Corinna Garuffi

mercoledì 8 ottobre 2014

Lgbt: Minori con varianza di genere un convegno a Napoli venerdì 17 ottobre

Si terrà a Napoli presso l’Istituto italiano degli studi filosofici il convegno “Minori con varianza di genere: buone prassi e dilemmi”, organizzato da Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford con SInAPSi - Centro di Ateneo Federico II e Fondazione Genere Identità Cultura.

Tra i temi toccati nel corso della mattinata: il benessere psicofisico e sociale dei minori con varianza di genere, l’autodeterminazione del minorenne e il consenso ai trattamenti medici, la giurisprudenza in materia di rettificazione dell’attribuzione di sesso di minori, l’identità di genere nel DSM-5 e nel ICD-11 con particolare riferimento alle controversie relative ai minori.

Aprirà i lavori Paolo Valerio, Professore di psicologia clinica Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Seguiranno gli interventi della Dott.ssa Fabiana Santamaria (Università degli Studi di Napoli), Luca Chianura (San Camillo-Forlanini, Roma), di Maddalena Mosconi (San Camillo-Forlanini, Roma), del Dott. Gennaro Mastrangelo (magistrato presso il Tribunale di Milano), della Dott.ssa Anna Lorenzetti (Università di Bergamo) e del Dott. Jack Drescher (New York Medical College). Modera l’Avv. Antonio Rotelli, co-presidente Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford.

La partecipazione al convegno è gratuita inviando una mail di iscrizione all’indirizzo: convegno@retelenford.it
Il convegno si svolgerà a partire dalle ore 9.00.
L'Istituto italiano degli studi filosofici si trova in via Monte di Dio 14 a Napoli.

fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt Napoli: A San Giorgio a Cremano la nuova stagione del Centro Teatro Spazio


Prenderà il via il 25 ottobre prossimo la nuova stagione del Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano (Na), nello stesso sottoscala in cui ha mosso i primi passi Massimo Troisi e che negli anni ha visto alternarsi Pupella Maggio, Tato Russo, Leopoldo Mastelloni, Peppe Lanzetta, Nuccia Fumo, Antonio Allocca, Alessandro Siani, Maria Bolignano, Nunzia Schiano, Gea Martire e tanti altri.

A presentare il cartellone, il direttore artistico Vincenzo Borrelli interprete e regista anche del primo spettacolo in programma “Morte di un commesso viaggiatore” da Arthur Miller. Sempre per la regia di Borrelli andranno in scena “Le serve” da Jean Genet con Con Marina Billwiller e Cristina Ammendola (22 e 23 novembre); “Mario e la donna dei mari neri” di Pasquale Ferro (18 e 19 aprile); “Ferdinando” di Annibale Ruccello con Maria Paola Marino Marina Billwiller (2, 3, 9 e 10 maggio).

Tra gli altri spettacoli che compongono la stagione: “Piccole incongruenze quotidiane” di Diego Sommaripa da Stefano Benni (8 e 9 novembre); “Francischiello. Un Amleto re di Napoli” di e con Carmine Borrino e le musiche di Lino Canavacciuolo (6 e 7 dicembre); “Eva vs. Eva” di Maurizio Tieri (31 gennaio e 1° febbraio).

Il Centro Teatro Spazio si trova in via San Giorgio Vecchio 23/31 a San Giorgio a Cremano (Na)
Per info: 081 574 49 36 | 338 74 05 819 | centroteatrospazio.net
fonte http://www.napoligaypress.it/

Lgbt Libri: "La morte della bellezza" di Giuseppe Patroni Griffi

Nella Napoli desolata ma vitalissima della Seconda guerra mondiale, durante i terribili bombardamenti del 1943, divampa l’amore tra due giovani: Eugenio, bellissimo adolescente napoletano lacerato tra una «normale» educazione sentimentale e le proprie pulsioni omosessuali, e Lilandt, giovane insegnante italo-tedesco rimasto solo, dopo la morte dei genitori, a vivere in una grande villa ormai in decadimento.
Eugenio inizialmente cerca di resistere al sentimento che lo lacera e che non vuole accettare, ma è infine costretto a cedere, fino a lasciarsi travolgere da una passione che sarà intensa, romantica, crudele.
In un mondo che pare essere arrivato al capolinea e avere smarrito il significato di che cosa vuol dire amare, il loro giovane desiderio, così intenso, così disperato, si trasfigura in un atto quasi eroico, di resistenza.

Giuseppe Patroni Griffi (1921-2005), napoletano, scrittore, regista teatrale e cinematografico, è stato una delle personalità più versatili del secondo Novecento italiano. Delle sue pièce teatrali ricordiamo: D’amore si muore(1958), Anima nera (1960), Metti una sera a cena (1967), Persone naturali e strafottenti (1973). Della sua narrativa: Ragazzo di Trastevere (1955), poi ampliato in Gli occhi giovani (1977), Scende giù per Toledo (1975), Del metallo e della carne (1992). Patroni Griffi è stato anche regista di opere liriche: Le nozze di Figaro, Tosca. La prima edizione di La morte della bellezza è del 1987.
fonte http://www.pianetagay.com By Mathieu Blank

Lgbt Musica: Antony and the Johnsons, in arrivo il DVD del film "Turning"

Turning, il documentario del 2011 che raccontava una serie di performance live di Antony and the Johnsons di cinque anni prima, diventerà ora un DVD.

Il film è diretto da Charles Atlas, che aveva curato anche l’allestimento degli show del 2006, concerti con l’orchestra e una serie di visual con protagonisti 13 transessuali. Turning sarà pubblicato l’11 novembre per la Secretly Canadian e, nelle parole dello stesso Antony, è “il lavoro più significativo della mia carriera”.

“Io e Charles Atlas abbiamo lavorato sette anni alla produzione del film e un altro anno e mezzo per mostrare la pellicola ad una serie di festival selezionati - racconta il musicista in un comunicato ufficiale. Negli ultimi tre anni soprattutto, il riconoscimento delle persone transgender e la rinascita della coscienza femminista sono esplosi nella cultura pop di tutto il mondo. Abbiamo piantato dei semi per questo Zeitgeist nel 2006, quando ho viaggiato con 13 donne coraggiose per tutta l’Europa e abbiamo presentato il concerto Turning, con l’intento di esplorare l’intersezione tra le immagini della trans-femminilità e le visioni di pionieristiche artiste femministe come Kembra Pfahler e Johanna Constantine”.

“Abbiamo condiviso questo circolo di femminilità moderna con il mondo, portandolo in giro dall’ultimo palco di New York ad alcuni dei più importanti teatri dell’Europa”, spiega Antony. Turning sarà accompagnato da un live album che racchiude tutta la performance del musicista del novembre 2006 al Barbican di Londra, e due registrazioni di studio di Whose are these e Tears tears tears, pubblicati come picture disk nel 2006.

Qui il link, di una versione dal vivo di Daylight in the sun contenuta nell’album
https://soundcloud.com/secretlycanadian/antony-the-johnsons-daylight-and-the-sun-live-1
Qui il TRAILER di Turning:
http://www.youtube.com/watch?v=2QpJpKzugAk
fonte http://www.labottegadihamlin.it/ di Marco Loprete

Lgbt: Nozze gay - I sindaci si scagliano contro la decisione di Alfano

Cancellare i matrimoni omosessuali, contratti all'estero, e inseriti nei registri del comune questo l'ordine di Alfano.
I sindaci di tutta Italia, o quasi, non ci stanno.

È muro contro muro tra i sindaci e il ministro dell’Interno Angelino Alfano, sulle nozze gay. L’annuncio della circolare che deve annullare d’ufficio le registrazioni alle anagrafi comunale, di quei sì pronunciati all’estero, ha scatenato la disobbedienza di molti sindaci che si sono detti contrari alla decisione del ministro.

A capeggiare il fronte dell’obiezione, il sindaco di Bologna Virginio Merola: "Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Io non obbedisco. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione". Gli fa eco il collega di Udine, Furio Honsell: "La nostra scelta è basata sul diritto internazionale privato e ha una forte valenza simbolica e culturale, perché sottolinea l’importanza delle pari opportunità nei confronti delle persone Lgbt. Una questione come questa non va risolta con circolari burocratiche, ma deve essere portata in Parlamento o davanti alla Corte costituzionale".
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, già una ventina di giorni fa, aveva chiesto ai partiti e alla presidenza dell’assemblea capitolina di avviare il processo per il riconoscimento dei matrimoni gay, aveva anche ricordato che "insieme con la Grecia siamo l’unico Paese dell’Unione europea a non avere una legge sulle unioni civili".

Il Comune di Napoli, dal canto suo, ha annunciato che ricorrerà contro la circolare che violerebbe il "principio costituzionale di uguaglianza dei diritti".
E anche Milano, dove lunedì il consiglio comunale aveva dato il via all’iter per arrivare al riconoscimento delle nozze gay, la decisione di Alfano non è stata gradita; Giuliano Pisapia ribadisce l'intenzione di andare avanti con la trascrizione dei matrimoni gay.

"Doveva impegnarsi perché il Parlamento approvasse una legge in un senso o nell’altro. Il potere esecutivo con una circolare non interpreta una legge che manca, ne’ può mettersi in contrasto con una sentenza del giudice", è stato il commento del sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi che ha registrato un matrimonio gay come effetto di una sentenza.
Anche la maggioranza di governo si spacca tra Ncd che sostiene Alfano e Pd e Sel che lo invitano a lasciar fare al Parlamento, mentre la comunità gay punta il dito contro il ministro.

Per il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto, "sarebbe auspicabile che Alfano prima di decidere sulle pari opportunità si coordinasse con il titolare della relativa delega, Matteo Renzi". Ironico il leader di Sel, Nichi Vendola: "Si dovrebbe dire ad Alfano di uscire dalle caverne".
"Alle domande in materia di diritti civili non si risponde a colpi di circolari", afferma Debora Serracchiani, vicesegretaria nazionale del Pd. "I diritti civili non sono un problema burocratico, ma un'esigenza della nostra società di cui la politica deve farsi carico: sono convinta che nel disegno di legge depositato in Senato vi sia una risposta adeguata". "Ho fiducia che l'approvazione entro fine anno di quel testo metterà fine a molte polemiche, più o meno strumentali, e porterà il Paese a un livello europeo di civiltà".

In serata arriva la replica del ministro Alfano: "Ho visto troppe polemiche ideologiche su una mia decisione che invece riguarda solo il rispetto della legge. Io ho inteso solo far rispettare la legge".
"La legge italiana – ha concluso Alfano – non prevede che due persone dello stesso sesso possano sposarsi". E "men che meno è possibile che due persone che si sposano all'estero, dello stesso sesso, trascrivano poi, nei registri dello Stato civile italiano, il loro matrimonio".
fonte http://www.articolotre.com/2014/10/nozze-gay-i-sindaci-si-scagliano-contro-la-decisione-di-alfano/

Lgbt: Facebook a breve si potrà comunicare rimanendo anonimi

Stando alle ultime indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti (ne ha parlato per primo in New York Times), il team di Facebook sarebbe al lavoro su una soluzione per garantire agli utenti di sfruttare le funzionalità del social network senza essere obbligati a utilizzare il proprio vero nome.

Si tratterebbe, in particolare, di una nuova app per smartphone e tablet che dovrebbe essere lanciata nelle prossime settimane. Non sono al momento disponibili dettagli sulla soluzione studiata da Facebook ma, da quanto emerge, potrebbe non essere più necessaria la procedura di verifica del proprio indirizzo email per interagire con gli altri utenti del social.

L'l’idea è quella di permettere agli iscritti al social di usare uno o più pseudonimi, all’interno dell’applicazione, per parlare di diversi argomenti su Internet senza essere identificati con il proprio nome e cognome. Lo sviluppatore incaricato del progetto, Josh Miller, pensa che in questo modo le persone potrebbero confrontarsi su temi particolarmente delicati con meno ritrosie, non dovendo mettere in gioco la loro identità.

Finora Facebook ha adottato politiche piuttosto rigide sull’anonimato, incentivando l’utilizzo della propria vera identità e penalizzando (o cancellando) gli account che non rispettano questa regola. Ma di recente si è impegnato a rivedere in parte le sue politiche di contrasto all’anonimato, rendendole meno categoriche.

La decisione è derivata, tra le altre cose, dopo le proteste di diversi membri della comunità Lgbt, che da tempo chiedono di potere usare i nomi con cui si sentono più a loro agio per manifestare la loro identità sessuale. Al momento non ci sono mote altre informazioni intorno all’applicazione.

Non è per esempio chiaro se ci saranno sistemi per impedire ai troll di disturbare le comunicazioni, o altre soluzioni per ridurre il più possibile il problema dello spam o del grado di commenti molesti, che alcune valutazioni legano all’anonimato.

Non si sa inoltre se l’app permetterà anche di inviare fotografie e altri contenuti, come avviene già con altre applicazioni simili già disponibili per Android e per iOs, il sistema operativo per iPhone e iPad Apple.
fonte http://www.caffeinamagazine.it/

lunedì 8 settembre 2014

Eventi: "Firenze" un progetto di Dimitri Milopulos, domani 9 settembre al Complesso di San Firenze

L’Associazione Culturale Teatro della Limonaia presenta all’interno dell’Estate Fiorentina 2014, domani martedì 9 settembre ore 19 e ore 21.15, presso il Complesso di San Firenze (Sala della Musica) Piazza San Firenze, Firenze



"FIRENZE"
un progetto di Dimitri Milopulos
collaborazione costruzione scene e movimenti scenici Amedeo Borelli, Iacopo Reggioli, Lorenzo Latini, Elena Poggioni, Cristiano Caria
collaborazione costruzione scene Gianni Bertoli, Lorenzo Lauro, Michele Lupi, Alida Favata
video maker Stefano Poggioni
effetti sonori Vanni Cassori

Evento sostenuto da Estate Fiorentina 2014 del Comune di Firenze
INGRESSO GRATUITO SOLO 2 REPLICHE - Non è necessaria prenotazione
Per info: 055 440852 / info@teatrodellalimonaia.it
fonte https://www.facebook.com/events/1457924921162548/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming

martedì 26 agosto 2014

Il film “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori in anteprima al Lido di Venezia il 3 settembre

Il nuovo film del Regista Daniele Sartori dal titolo “Contatto forzato”, un cortometraggio della durata di venti minuti ambientato durante la Seconda guerra mondiale, sarà presentato in concomitanza con la Mostra del Cinema in occasione dell’undicesima edizione della rassegna Venice Film Meeting.

L’iniziativa è organizzata dalla Venice Film Commission d’intesa con il Circuito Cinema Comunale di Venezia e con il patrocinio del Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e mira a dare massima visibilità alle realizzazioni cinematografiche e audiovisive di produzione, interesse o pertinenza territoriale.

Il cortometraggio, girato interamente al Forte Carpenedo di Mestre, narra la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco, catturati dai partigiani sul finire della Seconda Guerra Mondiale.
Gli attori Alberto Onofrietti e Diego Facciotti (in foto) sono gli interpreti principali con la partecipazione di Roger Mazzeo e Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon e Davide Strava, i tre partigiani, Guido Laurjni nei panni del loro informatore, Andrea Tonin e Mattia Breda, le sentinelle, completano il cast di bravissimi attori dando vita ad una storia complessa e intrigante. I soldati dell’esercito sono Jacopo Cossu, Mirco Costacurta, Federico Illesi, Marco Ludovico e Marco Mavaracchio.

Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, che ha supervisionato l’intero progetto e curato il casting, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, Enrico Lenarduzzi per il suono e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora, Anna Lazzarini e Mauro Tuveri al trucco, Cristina Morello e Paolo Simone alla produzione, Damiano Bertazzo e Studio Magoga di Mestre per gli effetti speciali. Le foto di scena (qui pubblicate) sono state scattate da Paola Baldari e Andrea Pizzalis. I costumi e le divise militari, curate dal consulente storico Remo Buosi, sono state fornite da Equipe Sartoria Storica di Ferrara. Hanno inoltre contribuito Silvia Minelli e Massimiliano Giunta del Florence Queer Festival, il Regista Mattia Berto e il Circolo Tralaltro di Padova.

SINOSSI
La Seconda Guerra Mondiale è appena terminata. Al Centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti) è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann (Diego facciotti), catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

BIOGRAFIA

Daniele Sartori, fonda l’Associazione Culturale Mismomatic e avvia il progetto Lost In Vauxhall per la produzione di videoclip e short film, ambito che predilige. Scrive e dirige i corti pluripremiati “L’appuntamento”, “Doris Ortiz”, “What about Alice?”.
Firma gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale Cinema di Venezia, cui partecipa come giurato e cura l’immagine ufficiale del Padova Pride Village, realizzando i videoclip di Panama Skyscrapers “Stage of life” e “I can live without you”. Affianca Daniele Vicari in giuria per Short in Venice e partecipa come giurato a numerosi altri concorsi. Parallelamente cura eventi e mostre di videoarte come Remix-Art, VideoHeart e Lord Byron per 3D Gallery. Scrive, produce e dirige “Contatto Forzato”, film ambientato durante la seconda guerra mondiale e proiettato al Venice Film Meeting del Lido di Venezia durante i giorni della 71° Mostra del Cinema.


INFO

La proiezione in anteprima di “Contatto forzato”, evento di chiusura del Venice Film Meeting 2014, è prevista per mercoledì 3 settembre alle ore 17.00 presso il Cinema Multisala Astra, sala 2, in via Corfù 12 Lido di Venezia, l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

fonte http://lostinvauxhall.com

mercoledì 16 luglio 2014

Lgbt: A Napoli prima trascrizione nozze coppia gay sposata in Spagna

Si è tenuta a Palazzo San Giacomo la prima trascrizione del matrimonio contratto in Spagna tra il napoletano Roberto e lo spagnolo Miguel.
Il Comune di Napoli ha dato la possibilità dio trascrivere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.

Il sindaco Luigi De Magistris mantenendo la sua promessa proietta così la città partenopea in vetta alla classifica dei comuni che hanno adottato misure a favore delle persone lesbiche, gay e trans.

"Roberto e Miguel sono sposi anche per l'Italia - dichiara Fabrizio Marrazzo Portavoce del Gay Center e testimone di nozze della coppia - ricordo il loro matrimonio a Madrid che dava il senso dell'esilio, ora finalmente anche in Italia hanno pari diritti, potranno adottare, assistersi ed amarsi come tutte le coppie. Da Napoli un primo segnale all'Italia, ora spero che anche i sindaci di altre grandi città come Roma, Milano, Bologna, Palermo, possano consentire presto anche alle loro coppie gay di trascrivere i matrimoni contratti all'estero".

"Con la trascrizione dei matrimoni Napoli è di fatto la capitale dei diritti civili in Italia; questo è il primo passo per strutturare una legge avanzata in tema di matrimonio egualitario che possa avere la più ampia condivisione in parlamento", Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli Antinoo, esprime in questo modo la sua soddisfazione, ½nella speranza che presto i cittadini e le cittadine gay e lesbiche per sposarsi non avranno più bisogno di andare oltrefrontiera. Per ora faccio i miei migliori auguri ai due sposi Roberto e Miguel".

"Mi tremavano le gambe, e come la prima volta che ci siamo sposati - dichiara Roberto lo sposo di Miguel - ringrazio il Sindaco de Magistris per il suo impegno, i cittadini di Napoli erano gia pronti al nostro matrimonio ricordo le decine di persone venute da Napoli a Madrid per vedere il nostro matrimonio, ora con questo gesto lo sono anche le istituzioni, ora sulla mia carta di identità sarò "Coniuge" come sui miei documenti spagnoli, mi sento orgoglioso di essere napoletano, sono emigrato per l'assenza di diritti, oggi finalmente la situazione sta cambiando, mi auguro che anche il parlamento dia presto la possibilità dei matrimoni gay".

Chi fosse interessato può inoltrare richiesta di trascrizione allo Stato Civile del Comune di Napoli - Ufficio trascrizioni matrimoni esteri – II traversa dell’Epomeo Parco Quadrifoglio 5° piano, Tel 081.7958552 previo appuntamento. http://www.comune.napoli.it
fonte http://www.mtvnews.it/

“DiverCity”a Napoli il primo sportello di ascolto per la comunità LGBT

Napoli continua a stupire per la sua sensibilità nei confronti della comunità LGBT.

Dopo l’istituzione del primo registro in Italia a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, continua la campagna a favore dei diritti civili.
Il comune della città annuncia oggi su Twitter un’iniziativa lanciata lo scorso 23 giugno, “DiverCity”

DiverCity è uno sportello di ascolto e consulenza LGBT che offre accoglienza, consulenza psicologica e legale gratuita da parte di un team di esperti ed operatori con chiara esperienza sul campo.
Un ufficio rivolto non solo alle persone lesbiche, gay, trans o bisessuali ma a tutti coloro che sentono la necessita di avere chiarimenti sulle questioni LGBT.

Il progetto è stato reaòizzato dal Centro di Ateneo Sinapsi dell’Università degòo Studi di Napoli Federico II, Arcigay di Napoli “Antinoo”, Arcilesbica “Le Maree”di Napoli, Coop. Soc. Dedalus e Arci Eventi.
Si tratta del primo servizio attivato nell’ambito di un ampio programma che prevede per i prossimi mesi attività di formazione, informazione e sensibilizzazione relativi alla prevenzione ed al contrasto dello ‘omo- transfobia, con la creazione di momenti di incontro rivolti a docenti, educatori, studenti, forze dell’irdune ed agli operatori istituzionali e del privato sociale.
fonte http://news.you-ng.it/di Chiara Amendola

Lgbt: Arezzo - Arriva “Rights Now Festival per i diritti” con McNill, UNA, 2Pigeons e Milla de la Ssoul dj

Teatro, workshop per bambini, presentazioni di libri, tanta musica dal vivo e dj set sono gli ingredienti della prima edizione di RIGHTS NOW, il Festival per i diritti in programma a Stia (AR) sabato 26 luglio.

Evento promosso da Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno”, Indie Pride – Indipendenti contro l’omofobia, Le Cose Cambiano e Teatro della Lana, il nuovo spazio culturale del Casentino, per combattere ogni forma di omofobia attraverso lo strumento della musica e delle arti.


Indie Pride – Indipendenti contro l’omofobia è l’iniziativa che unisce musicisti e addetti ai lavori dell’ambiente musicale per dire insieme NO all’omofobia e che quest’anno giunge alla sua terza edizione, con due date: una al TPO di Bologna il 18 ottobre e l’altra al Bloom di Mezzago (MB) il 25 ottobre in collaborazione con l’Ass. Meladailabrianza, appurando che il problema dell’omofobia e del bullismo omofobico è purtroppo ancora lontano da una risoluzione legislativa quanto sociale e culturale ha deciso di ampliarsi e togliersi dall’anonimato.

Indie Pride insieme a Le Cose Cambiano hanno deciso di unirsi e metterci la faccia e di farla mettere a tutti coloro che sostengono e sosterranno la lotta all’omofobia.

Insieme Indie Pride e Le Cose Cambiano stanno girando l’Italia per portare la loro testimonianza a sostegno della lotta all’omofobia e il 25 e 26 luglio faranno tappa anche ad Arezzo dove, grazie al supporto e all’entusiasmo del comitato Arcigay “Chimera Arcobaleno” e del Teatro della Lana, uniscono le forze per dare vita a “Rights Now – Festival per i diritti” che si terrà all’interno della bellissima cornice del Parco del Palagio, nel comune di Stia.

Il programma è ricchissimo e inizierà fin dal pomeriggio con laboratori e attività dedicati ai più piccoli a cura della libreria La Casa sull’Albero: alle ore 16 “Storie libere per crescere liberi: uno sguardo alla letteratura per bambini e ragazzi” un incontro rivolto a genitori, insegnanti, operatori del settore educativo e non solo, al quale interverrà anche Monica Martinelli per Settenove edizioni, e contemporaneamente per i bambini dai 5 anni in su laboratorio con le carte “Cuntala”. Alle ore 18 invece laboratori creativi ispirati alla figura di Frida Kalho rivolti a bambini dai 6 agli 11 anni.

Anche il teatro è presente tra le arti di Rights Now con lo spettacolo “Il Diario di David” tratto dai racconti di David Sedaris, a cura di R. Ciofini, M. Cucciniello e M. Sassoli, in programma alle ore 17.

Alle 18.15 sarà la volta della presentazione del libro “Madonna liberaci da Putin!” alla presenza dell’autore Daniele Paletta e a seguire l’incontro/dibattito a cura di Chiara Reali per LeCoseCambiano e Antonia Peressoni per Indie Pride – indipendenti contro l’omofobia.

Alle 21,30 scatterà l’ora dei concerti con: la rapper umbra Mc Nill, freestyler finalista del programma MTV Spit, la cantautrice UNA, al secolo Marzia Stano, che si esibirà in un live acustico e i 2 Pigeons, il duo composto da Kole Laca e Chiara Castello con le loro tastiere, synth, kaos pad e loop station.

La festa prosegue dalle 23,45 in poi con i dj set di Lemp, Debs e il gran finale di Milla de la Ssoul da “Le Strulle”, per una notte disco che vedrà sul palco anche l’animazione della Why Not Crew !!

Per tutta la giornata sarà attivo servizio bar e gastronomia, l’ingresso a tutte le attività è gratuito fino alle 22.

Aspettando Rights Now, venerdì 25 luglio ad Arezzo una speciale edizione dell’aperitivo lgbt-friendly G-Drink presso il locale Bistrò (parco Campo di Marte) con la presentazione del libro LeCoseCambiano insieme a Lorenza & Ingrid, le due spose fiorentine autrici del blog e film “Lei Disse Si”.Indie Pride dopo la campagna video con gli artisti e gli addetti ai lavori fa partire la campagna #affacciati. Tramite una foto “affacciata” nei posti e nelle situazioni più disparate, chiunque potrà diventare protagonista dell’evento dicendo il suo personalissimo NO all’omofobia.

#affacciati vuole sensibilizzare i fans e pubblico e far si che lo spirito sul quale si fonda Indie Pride diventi sentimento comune: un urlo, una foto, una canzone possono tanto se orchestrati in un coro a più voci, e le voci di tutti sono il motore che serve per sconfiggere il problema dell’omofobia.
fonte http://www.arezzoweb.it/by Redazione in Eventi

giovedì 3 luglio 2014

Lgbt Eventi Danza: Carolyn Carlson a Roma con "Dialogue with Rothko" Teatro di Villa Torlonia il 3-4-5- Luglio

SPETTACOLO/WORKSHOP/INCONTRO-CONFERENZA
3-4-5- LUGLIO 2014 Villa Adriana (Tivoli) – Teatro di Villa Torlonia (Roma)

Spettacolo "Dialogue with Rothko" solo di Carolyn Carlson
in PRIMA ITALIANA
3 luglio 2014 ore 21.00 – Villa Adriana (Tivoli)
Coreografia, interpretazione, testi | Carolyn Carlson

Assistente | Yoshi Oïda
Musiche e accompagnamento al violoncello | Jean-Paul Dessy
Voce | Juha Marsalo
Collaborazione musica registrata | Aleksi Aubry-Carlson, Pierre-Alain Samanni
Ideazione luci e scene | Rémi Nicolas
Costumi | Chrystel Zingiro

L’assolo si ispira a Dialogue avec Rothko, il libro-tributo di Carolyn Carlson al pittore. Parole e gesti si uniscono per rivelare la vera natura dell’essere. Poesia, musica, luci e danza vibrano insieme nell’opera di Rothko. Una nuova creazione raffinata, poetica, di grande qualità artistica così come le musiche originali di Jean-Paul Dessy. Il primo incontro di Carolyn Carlson con l’opera di Rothko è stato di grande impatto: un’immersione profonda nell’istante presente, una pittura avvolgente che aspira a un’infinita meditazione. Le forme quadrate dei suoi colori sono l’espressione più intensa di una semplicità che rimanda direttamente all’essenziale. Nessuna interpretazione è necessaria.
3 luglio 2014 ore 21.00 Festival Internazionale di Villa Adriana
Largo Marguerite Youcenar, 1 – Tivoli (Roma) Posto unico 30 euro

Workshop
Il 4 e 5 luglio 2014 Carolyn Carlson, una delle principali interpreti e autrici della scena internazionale, terrà un workshop a Roma nella splendida cornice del Teatro di Villa Torlonia.
Il workshop con Carolyn Carlson si svolge venerdì 4 luglio 2014 dalle ore 12:00 alle ore 17:00 e sabato 5 luglio 2014 dalle ore 11:00 alle ore 16:00.
In entrambe le giornate il workshop si articola in cinque ore di studio che comprendono una classe di tecnica contemporanea e un laboratorio di improvvisazione e composizione.

Le lezioni sono tenute da Carolyn Carlson con l’assistenza di Simona Bucci e con l’accompagnamento di musica dal vivo di Paki Zennaro.
Il workshop è rivolto a danzatori di livello avanzato e ad uditori.

La quota di partecipazione al workshop per i danzatori è pari a euro 180.
La quota di partecipazione per gli uditori (che consente loro di assistere al workshop per i danzatori) è pari a euro 70.
Il workshop è a numero chiuso ed è possibile iscriversi fino ad esaurimento posti disponibili.
Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato a tutti i partecipanti (danzatori e uditori) firmato da Carolyn Carlson.

Per informazioni e prenotazioni contattare Francesca Bernabini 348.3132438 info@danzaeffebi.com o gli uffici di Daniele Cipriani Entertainment 06.93663062.
4 luglio 2014 ore 12:00-17:00 e 5 luglio 2014 ore 11:00-16:00
Teatro di Villa Torlonia Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Wokshop per danzatori 180 euro-Workshop per uditori 70 euro

Incontro-Conferenza
Venerdì 4 luglio 2014 alle ore 17:30 si terrà l’incontro-conferenza Paesaggi contemporanei: TRA DANZA E ARTI VISIVE incontro con Carolyn Carlson e Achille Bonito Oliva condotto da Leonetta Bentivoglio al Teatro di Villa Torlonia di Roma. Via Lazzaro Spallanzani, 5 (Roma)
Ingresso libero
fonte http://dceblog.danielecipriani.it/

sabato 28 giugno 2014

Lgbt: Oggi 28 giugno il "Mediterranean Pride of Naples 2014" la festa per il diritto d’amare

Il pride partenopeo, un faro nel mediterraneo per la difesa dei diritti gay

Il Coordinamento Campania Rainbow (Arcigay Napoli e Salerno, Arcilesbica Napoli, Associazione Trans Napoli, Famiglie Arcobaleno, Maschile Plurale e altre associazioni, gruppi e collettivi lgbt e non), di intesa con l'Associazione iKen Napoli ed Avellino e con il supporto di tutti gli altri soggetti aderenti a questa piattaforma, intende promuovere attraverso il Mediterranean Pride of Naples 2014 (MPoN 2014) il protagonismo e la visibilità della popolazione lgbt cittadina e regionale, come unico ed efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l'arretratezza, l'odio e l'ignoranza.

L'iniziativa avrà una connotazione macroregionale in virtù della condizione storica, geografica e culturale di cerniera che la città di Napoli ha sempre svolto come centro geometrico del Mediterraneo, uno spazio che divide e che unisce al tempo stesso, uno spazio aperto verso il quale convergono gli sguardi ed i pensieri, un "cemento liquido" che ha permesso ed amplificato nel tempo la circolazione di merci e di idee.

Il Mediterraneo che nella storia ha costituito una opportunità di crescita e di scambio culturale, in questi giorni viene ricordato solo perché diventa, con drammatica regolarità, la tomba per centinaia di donne, uomini e bambini che fuggono da soprusi, violenza e dalla fame.

E' proprio sul piano del rispetto dei Diritti Civili che si rende possibile, infatti, recuperare la dimensione del Mediterraneo come spazio dell'opportunità: opportunità di crescita culturale, civile, sociale ed economica.

Per questa ragione Napoli si propone come luogo dal quale si proiettano verso il sud e l'est del Mediterraneo i segni di un rinnovamento civile del quale il movimento lgbt può essere protagonista e, allo stesso tempo, come luogo che raccoglie, elabora e trasferisce i segnali provenienti dall'esterno. Il Mediterranean Pride of Naples guarda dunque verso questa dimensione culturale, inserendosi con questa specifica connotazione nell' "Onda" dei Pride territoriali, e più in generale nel panorama dei pride internazionali, che proprio il 28 giugno, giornata internazionale dell'orgoglio lgbt, vedono in tutto il mondo il momento di maggiore diffusione.

Sarà presente alla manifestazione anche L’associazione Radicale “Per la Grande Napoli”, coerentemente col percorso intrapreso da qualche anno che l’ha portata ad elaborare diverse proposte in seno al movimento Radicali Italiani (come la SlutWalk) e al proprio interno all’inaugurazione del gruppo di lavoro e studio “La Suprema – diritto e sessualità”.

Dichiarano i radicali Roberto Gaudioso e Luigi Mazzotta (solo alcuni di quelli impegnati nella lotta all’affermazione e la difesa dei diritti delle persone LGBTI): “Riteniamo urgente lottare contro ogni sessuofobia, ovvero per chiedere il rispetto del diritto internazionale sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; perché si riconosca la peste omofoba delle nuove leggi omofobe in Nigeria, Russia e Uganda; per chiedere in Italia la riforma della legge 164/82 per le persone trans- e intersessuali, per chiedere una riforma laica del diritto di famiglia. I diritti delle persone LGBTI, sono una tappa fondamentale della lotta contro la sessuofobia, sono diritti di tutti, diritti sociali, che garantiscono una sopravvivenza dignitosa dell’individuo all’interno della sua comunità, permettendogli di potersi pienamente esprimere in tutte le sue potenzialità".

Percorso della manifestazione :
partenza da piazza Dante ed arrivo in Via Partenope (fronte Hotel Santa Lucia e fronte sede Università in prossimità di via Ugo Foscolo) Via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, Piazza Trieste. e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console, via Nazario Sauro, concludendosi in via Partenope;

dalle ore 13,30 fino alle ore 17,00, previsti carri allegorici in piazza Dante.

Strade chiuse al traffico: dalle ore 13,30 fino al passaggio dei carri allegorici: Piazza Dante, dalla confluenza con piazza VII Settembre alla confluenza con via Broggia, in entrambi i sensi di marcia;

dalle ore 17,00 alle ore 23,00 chiusa la pista ciclabile, per il tratto di via Nazario Sauro e via Partenope, fino alla confluenza con piazza Vittoria; il divieto di transito e di circolazione a tutti i veicoli in via Nazario Sauro e via Partenope, dalla cofluenza con via Santa Lucia, lato Hotel Vesuvio, fino alla confluenza con via Cesario Console

dalle ore 17.30 fino alle 23,00 e comunque fino a cessate esigenze, per la sosta dei carri allegorici.

dalle ore. 17.00 fino cessate esigenze, il divieto di transito veicolare nei seguenti tratti di strada di volta in volta interessati dal passaggio della manifestazione: piazza Dante, via Toledo, Piazza Salvo D'Acquisto, via Toledo, Piazza Trieste e Trento, Piazza Plebiscito, via Cesario Console.
PER MAGGIORI INFO:
E-mail info@napolipride.com
Sito WeB http://www.napolipride.com
fonte http://www.ilfioreuomosolidale.org/Scritto da Doriana Vriale