Visualizzazione post con etichetta documentari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta documentari. Mostra tutti i post

lunedì 5 gennaio 2026

Tutte le ultime uscite Sky di gennaio: serie, programmi e film da vedere assolutamente

Serie da vedere: le prossime uscite di gennaio da non perdere su Sky

Si parte il 9 gennaio con Gomorra – Le Origini, l’atteso prequel Sky Original ispirato al bestseller di Roberto Saviano. Ambientata nelle strade di Napoli, battute dallo scontro tra potere, ambizione e violenza, Gomorra – Le Origini racconta l’alba di un impero criminale, prima che la sua leggenda fosse scritta. Al centro c’è un giovane uomo, il cui nome è destinato a diventare temuto: Pietro Savastano.

Dal 26 gennaio in esclusiva su Sky arriva The Paper, lo spin-off di The Office che racconta con tono brillante le disavventure di un piccolo giornale del Midwest sull’orlo della chiusura, seguito da una troupe di documentaristi che ne immortala tentativi, speranze e caos quotidiano. In più dal 17 al 26 gennaio arrivano su Sky anche tutte le stagioni di The Office: un gruppo di impiegati affronta la routine d’ufficio guidato da un capo goffo, dando vita a situazioni imbarazzanti, rivalità assurde e momenti di inaspettata umanità.

Per gli amanti del dramma storico, dal 3 gennaio debutta The Spanish Princess, la serie che segue la giovane Caterina d’Aragona tra intrighi, ambizioni e giochi di potere nella corte inglese del 1500. Seconda stagione in arrivo dal 31 gennaio.

Dal 19 gennaio torna in esclusiva su Sky anche un classico amatissimo, NCIS, con la sua ventiduesima stagione fatta di nuove indagini ad alta tensione e sfide personali per l’iconico team.

Chiude la programmazione un grande ritorno: dal 27 gennaio tutte le stagioni di Dr. House, il medical drama che ha rivoluzionato il genere grazie al suo protagonista, Gregory House, medico specializzato in diagnosi complesse, che con il suo fare clinico e provocatorio, risolve casi misteriosi sfidando regole e convenzioni. 

I film da vedere a gennaio 2026 su Sky

Il grande cinema torna su Sky anche a gennaio, con nuove prime visioni e storie Sky Original che accendono l’inizio dell’anno.

Si parte il 1° gennaio con Jurassic World: La rinascita, il nuovo capitolo diretto da Gareth Edwards con Scarlett Johansson e Mahershala Ali: una missione su un’isola remota alla ricerca del DNA di tre dinosauri si trasforma in una corsa contro il tempo, svelando un segreto nascosto da decenni. Per celebrare l’uscita del film, dal 1° al 9 gennaio Sky Cinema Collection si trasforma in Sky Cinema Jurassic World, proponendo l’intera saga: dai cult di Steven Spielberg fino a Jurassic World – Il dominio, disponibile anche in versione estesa.

Dal 5 gennaio, per tre lunedì, tornano su Sky Cinema 3 nuove storie de I Delitti del BarLume, la collection Sky Original prodotta da Sky Studios e Palomar, liberamente ispirata ai romanzi della serie “I delitti del BarLume” di Marco Malvaldi. Nel primo episodio, Il Gioco delle Coppie, la scomparsa di una donna è la nuova grana per la Fusco, mentre Pasquali cerca di scampare al matrimonio con Susanita e Massimo ritrova una vecchia collega di università, Olivia. Il secondo giallo, Il Matrimonio di Pasquali, ci porta in Calabria dove tutto è pronto per il matrimonio tra Susanita e Pasquali, mentre a Pineta Massimo dovrà vedersela con uno scherzo dei bimbi degno di Amici miei. Nel terzo appuntamento, La Danza dello Squalo, un pescecane terrorizza Pineta, mentre il BarLume brulica di amori incrociati e complotti.

Il mese continua il 18 gennaio con Drop: Accetta o rifiuta. Christopher Landon (Auguri per la tua morte) dirige un thriller Blumhouse carico di suspense con Meghann Fahy. Un appuntamento si trasforma in incubo quando Violet riceve inquietanti messaggi anonimi.

Dal 22 gennaio arriva M3GAN 2.0, nuovo capitolo horror targato Blumhouse. Dopo il successo del primo capitolo, la bambola assassina che ha conquistato la cultura pop nel 2023 è tornata in uno spettacolare sequel… e questa volta non è sola! Per affrontare una nuova IA più crudele e incontrollabile, Gemma dove riportare in vita M3gan e renderla più letale.

Il 25 gennaio debutta Elisa, intenso dramma presentato in concorso a Venezia e diretto da Leonardo Di Costanzo. Il film esplora colpa e memoria con un’eccezionale Barbara Ronchi e la partecipazione di Valeria Golino. Condannata per l’omicidio della sorella, Elisa vive in un centro di recupero. L’incontro con un criminologo la spinge a riaprire ferite e ricordi sepolti, in un fragile percorso verso la verità.

Infine, il mese si chiude con I Peccatori in arrivo il 26 gennaio. Il regista di Creed - Nato per combattere e Black Panther Ryan Coogler, dirige nuovamente Michael B. Jordan in un originale fanta-thriller. Due fratelli gemelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle le vite precedenti e ricominciare da capo, ma ad attenderli ci sono ombre e segreti. 

Gli show da non perdere a gennaio

erChef Italia, il talent culinario più amato d’Italia, dove Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli guidano gli aspiranti chef verso la conquista del titolo: due episodi ogni giovedì per scoprire chi sarà il 15° MasterChef italiano.

Continua anche il viaggio on the road di Alessandro Borghese – 4 Ristoranti, con nuove sfide tra ristoratori, sapori regionali e location mozzafiato, alla ricerca del miglior ristorante.

Da gennaio arriva una nuova stagione di competizione ad alta tensione con Hell’s Kitchen USA. Dal 19 gennaio arriva la Battaglia degli Stati: aspiranti chef provenienti da luoghi diversi dell'America si affrontano nel leggendario ristorante di Gordon Ramsay, in una battaglia senza esclusione di colpi che mette in palio un ruolo da Executive Chef.

Infine, dal 7 gennaio torna anche la seconda stagione di Foodish. Joe Bastianich in un viaggio lungo l'Italia per assaggiare proposte differenti della stessa ricetta e scegliere la versione migliore. dove solo un piatto potrà conquistare il titolo. 

I documentari da vedere a gennaio

I documentari di gennaio su Sky aprono lo sguardo su storie, persone e paesaggi che rivelano nuovi punti di vista sul mondo.

Dal 13 gennaio arriva Oliviero Toscani – Chi mi ama mi segua, documentario Sky Original che traccia un ritratto intimo di uno dei più influenti fotografi italiani del Novecento: un viaggio nella sua vita, nel suo pensiero e nel suo impegno sociale, attraverso immagini e testimonianze che raccontano come la fotografia possa cambiare lo sguardo collettivo su società, politica e costume.

Sempre il 13 gennaio arriva anche Banda della Magliana – La vera storia, in esclusiva Sky, che ripercorre l’ascesa criminale del gruppo attraverso la figura di Franco Giuseppucci, con interviste inedite e documenti esclusivi che tornano su una delle pagine più oscure della storia romana.

Dal 20 gennaio debutta in esclusiva su Sky Life Beyond the Pine Curtain, che ci porta nell’East Texas, terra di foreste fitte e paludi misteriose. l film ci accompagna nelle vite di quattro personaggi, tentando di leggere le ragioni profonde di una realtà complessa e di restituire un ritratto inedito dell'America contemporanea.

Dal 26 gennaio viaggia invece nel cuore della natura con L’Italia dei vulcani, dove Dara Ó Briain si lascia incantare dalle fontane laviche dell’Etna, assaggia vini nati sui pendii vulcanici, incontra le persone che vivono all’ombra del Vesuvio e scopre come i vulcani abbiano plasmato la storia e la cultura del nostro Paese. 

fonte: https://programmi.sky.it 

lunedì 7 luglio 2025

Musica: BECOMING MADONNA, il documentario sull'ascesa della regina del pop su Sky e NOW

Attraverso interviste esclusive, registrazioni inedite e filmati d'archivio rari e mai visti prima, il documentario Sky Exclusive racconta l'avvincente storia di come Madonna sia diventata la donna più potente del pop. Il 18 giugno su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW

Arrivata a New York con 35 dollari, Madonna Louise Veronica Ciccone cambia la sua vita. Attraverso interviste esclusive, registrazioni inedite e filmati d'archivio rari e mai visti prima, questo coinvolgente documentario d'archivio racconta l'avvincente storia di come Madonna sia diventata la donna più potente del pop.

“Becoming Madonna” è il documentario Sky Exclusive in onda il 18 giugno su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW.

Dalla perdita della madre all'arrivo a New York 

Dalla devastante perdita della madre, ferventemente cattolica, a causa di un cancro quando Madonna aveva solo cinque anni, al suo arrivo a New York nel 1978 a diciannove anni come ballerina squattrinata del Michigan, Madonna sapeva di essere destinata alla grandezza, ma non sapeva esattamente come.

La trasformazione di Madonna 

Ambientato sullo sfondo dell'America di Reagan e della misoginia dell'industria musicale degli anni '80, il film, diretto da Michael Ogden, ripercorre la sorprendente trasformazione di Madonna da adolescente del Midwest a paladina per le giovani donne e per le comunità gay. Con le sue canzoni e i suoi video da sfondo, come Like a Prayer o Material Girl, rivela come la perdita di amici intimi a causa della pandemia di AIDS abbia rafforzato il suo messaggio di libertà creativa, a qualunque costo.

Questa è la storia degli eventi che hanno plasmato Madonna e di come lei, a sua volta, ha plasmato il mondo.

BECOMING MADONNA, il documentario Sky Exclusive prodotto da Optomen in associazione con All3Media International per Sky Documentaries, è in esclusiva il 18 giugno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Approfondimento

Madonna, in arrivo il nuovo album Veronica Electronica

fonte:  https://tg24.sky.it 

lunedì 26 febbraio 2024

Cinema > Nastri D'Argento Documentari 2024, tutti i vincitori

Con il Nastro dell’anno a Mario Martone vincono Kasia Smutniak con "Mur" per il cinema del reale e "Io, noi e Gaber" di Riccardo Milani per Cinema, Spettacolo, Cultura. 

A "Borromini e Bernini. Sfida alla perfezione", il Premio per il miglior documentario d’Arte. Premi speciali a "Roma, santa e dannata" di Daniele Ciprì, Roberto D’Agostino e Marco Giusti e a "Un altro domani" di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi. 

La premiazione stasera, lunedì 26 Febbraio ore 18:00 al Cinema Barberini  

L’opera prima di Kasia Smutniak Mur, viaggio tra Polonia e Bielorussia nel lungo tratto di confine che impedisce il passaggio ai migranti e Io, noi e Gaber di Riccardo Milani, ritratto del ‘Signor G’ tra musica, teatro e quel vibrante impegno intellettuale che ha attraversato tutta la sua vita, sono i film vincitori dei Nastri d’Argento Documentari 2024 assegnati dai Giornalisti Cinematografici italiani. Hanno vinto rispettivamente per il ‘Cinema del Reale’ e nella sezione dedicata a ‘Cinema Spettacolo, Cultura’ nel palmarès di un’edizione che assegna il ‘Nastro dell’anno’ per i Documentari a Mario Martone – per Laggiù qualcuno mi ama, dedicato a Massimo Troisi e Un ritratto in movimento. Omaggio a Mimmo Jodice.

Premi speciali sono andati a Roma, santa e dannata, il viaggio nelle notti romane di Roberto D’Agostino, Marco Giusti e Daniele Ciprì e al film di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi Un altro domani, sulla violenza contro le donne indagata anche attraverso le voci degli uomini.

Completano il palmarès 2024 i riconoscimenti per il Miglior Docufilm, Enigma Rol di Anselma Dell’Olio, indagine sulla figura e gli straordinari poteri del sensitivo torinese che fu vicino a Federico Fellini e, ancora, il Nastro d’Argento alla scrittrice e sceneggiatrice Edith Bruck, sopravvissuta alla deportazione, per Edith, emozionante testimonianza autobiografica sulla Shoah, da un’idea di Giovanna Boursier, con la regia di Michele Mally fortemente voluto su La 7 da Andrea Purgatori in uno degli ultimi numeri del suo Atlantide.

Per la Cultura, oltre il Nastro d’Argento a Monica Bellucci, protagonista dell’anno nei Documentari per l’intensa interpretazione di Maria Callas: Lettere e Memorie, due i Premi speciali assegnati: a Lucio Amelio, film di Nicolangelo Gelormini che celebra il critico e gallerista grande protagonista della vita intellettuale napoletana e a Oceano Canada, affettuoso ‘director’s cut” di Andrea Andermann di un viaggio alla scoperta del rapporto con la natura tanto caro a Ennio Flaiano che ne fu con lui autore e che morì prima di vederne, cinquant’anni fa, la prima messa in onda in un formato televisivo che definiremmo oggi ‘seriale’. Premiato allora proprio dai Nastri d’Argento il film, nella sintesi di oggi, è di nuovo segnalato oggi nelle quattro storie che s’intrecciano nella nuova edizione, rimontata e trasmessa da Rai Cultura dando voce e vita all’ “anima” del Canada, ma non solo.

Una menzione speciale, infine è stata assegnata a Bosco Martese di Fariborz Kamkari, che ricorda il primo scontro in campo aperto della Resistenza italiana contro l’Esercito tedesco: un episodio abruzzese poco noto nella storia di quegli anni che riemerge nel documentario coprodotto da Adriana Chiesa Di Palma con l’Associazione Teramo Nostra guidata da Piero Chiarini – che ogni anno dedica agli Autori della Fotografia il Premio Di Venanzo – ed è appassionata custode della memoria di quell’episodio.

Sul palco del cinema Barberini - partner di quest’edizione - con i vincitori dei Nastri d’Argento anche i finalisti nelle tre ‘cinquine’- 15 film nelle due categorie dedicate al racconto del ‘Reale’, ai film su ‘Cinema, Spettacolo, Cultura’ e all’Arte selezionati tra gli oltre 130 documentari ammessi e i 175 visionati tra i titoli editi nel 2023, proposti dai Festival più importanti o nelle rassegne specializzate e poi usciti in sala o trasmessi su reti o piattaforme televisive. Ed è stato anche annunciato a Roma  anche il Premio Valentina Pedicini in omaggio alla giovane regista prematuramente scomparsa: va al film  About last year scritto, diretto e interpretato da Dunja Lavecchia, Beatrice Surano e Morena Terranova. Presentato con successo - unico film italiano in concorso - alla Settimana della Critica all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, il documentario riceverà il Premio a Palermo, in collaborazione con la sede del Centro Sperimentale di Cinematografia dedicato al documentario e diretto dalla regista e sceneggiatrice Costanza Quatriglio.

“In selezione un panorama di temi, storie e personaggi - ricorda a nome del Direttivo Nazionale Laura Delli Colli, Presidente - che non dimentica il passato ma neanche la Storia recente con uno sguardo particolare all’attualità in un anno drammatico tra migrazioni, guerre, femminicidi, allarme per le mutazioni climatiche e, nel mondo dello Spettacolo e nella Cultura, rivela un’attenzione speciale, con il Cinema, ai protagonisti della musica.”

La selezione ufficiale 2024 è stata firmata dal Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI): Laura Delli Colli (Presidente), Fulvia Caprara (Vicepresidente), Oscar Cosulich, Maurizio di Rienzo, Susanna Rotunno, Paolo Sommaruga e Stefania Ulivi.

Nastri d'Argento documentari 2024, tutti i premi


> Nastro dell’anno Mario Martone

Laggiù qualcuno mi ama

Un ritratto in movimento. Omaggio a Mimmo Jodice

> Protagonista dell’anno Monica  Bellucci

Maria Callas: lettere e memorie

> Cinema del Reale

Mur di Kasia Smutniak

> Cinema, Spettacolo, Cultura

Io, noi e Gaber di Riccardo Milani

> Edith Bruck

Edith di Michele Mally

> Cinquina speciale  Arte

Borromini e Bernini. Sfida alla perfezione di Giovanni Troilo

PREMI SPECIALI

Cinema del Reale

Roma, santa e dannata di Daniele Ciprì, Roberto D’Agostino, Marco Giusti

Un altro domani di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi

> Menzione speciale

Bosco Martese di Fariborz Kamkari

> Miglior Docufilm

Enigma Rol di Anselma dell’Olio

> Cultura

Lucio Amelio di Nicolangelo Gelormini

Oceano Canada di Andrea Andermann

> Premio Valentina Pedicini

About last year di Dunja Lavecchia, Beatrice Surano, Morena Terranova

fonte: https://tg24.sky.it

sabato 8 ottobre 2022

Musica: Mina, la Tigre di Cremona torna a mostrarsi in un documentario

Italy Photo Press
Lo ha annunciato il figlio Massimiliano Pani spiegando che l'evento sarà tratto da oltre 100 ore di girato realizzate in studio a Lugano nel 2001

Mina torna a mostrarsi in pubblico. L'occasione per rivedere la cantante in viso sarà un documentario sulla sua vita di prossima pubblicazione. Lo ha annunciato il figlio di Mina, Massimiliano Pani, in un'intervista al "Messaggero". "L'uscita sarà un evento - ha spiegato Pani che ha paragonato l'operazione a quella fatta sui Beatles con "Get Back" -. Questo documentario permetterà al pubblico di tornare a vedere Mina in faccia". Il documentario sarà diviso in quattro episodi e le immagini sono tratte da un girato di oltre 100 ore realizzato nel 2001 nello studio di registrazione di Lugano della cantante. 

Per Mina si era a lungo vociferato di un tentativo di Amadeus di portarla sul palco dello scorso Festival di Sanremo. Tentativo mai confermato e comunque non realizzato anche se qualcuno spera di nuovo per la prossima edizione del Festival. Intanto i fan della Tigre di Cremona potranno consolarsi con questo documentario che promette di mostrare quello che dal 1978, ovvero dal suo ritiro dalle uscite pubbliche, Mina ha tenuto il più possibile celato o mascherato dietro le foto elaborate per le copertine dei suoi dischi: il suo volto.

Il documentario, che finirà su una piattaforma streaming, attinge a oltre cento ore di girato risalenti al 2001. In quell'occasione la cantante, che all'epoca aveva 60 anni, accettò di essere ripresa nel suo studio a Lugano. Ne risultarono una clip trasmessa sul portale Wind, che fece 20 milioni di contatti, per quegli anni un record assoluto, e un dvd "Mina in studio". In entrambi i casi però si vide molto poco... 

"Per cinque giorni riprendemmo tutto quello che fece Mina in sala d'incisione, insieme ai suoi musicisti - ha spiegato Pani al "Messaggero" -, ma di tutto quel materiale pubblicammo solo una piccolissima parte". In questo caso il risultato sarà ben diverso, promette il produttore, "rivelerà aspetti inediti della sua quotidianità: sarà come trascorrere cento ore accanto a lei".

In arrivo un nuovo album di inediti - Il documentario è però non è l'unica novità in arrivo in casa Mina. La cantante starebbe preparando anche un nuovo disco di inediti in uscita per i primi mesi del 2023. Si tratterebbe del primo lavoro di questo tipo a cinque anni da "Mina Fossati". 
Dopo quel lavoro infatti Mina ha solo pubblicato solo raccolte, ovvero i due album "Italian Songbook" (Orione e Cassiopea) e i complete recordings delle sessioni con Adriano Celentano. 
 

venerdì 16 settembre 2022

Cinema: a Firenze "Franco Zeffirelli, conformista ribelle" documentario scritto e diretto da Anselma Dell’Olio. Il 16 settembre alle 20.30

Venerdì 16 settembre alle 20.30 in Piazza Santo Spirito la proiezione in anteprima del documentario scritto e diretto da Anselma Dell’Olio

La serata evento aperta al pubblico è organizzata da Bang! associazione culturale in collaborazione con La Casa Rossa e RS Productions e dal Comune di Firenze.

Il documentario racconta i momenti decisivi, i punti di svolta e le montagne russe di una brillante, movimentata carriera internazionale e la rocambolesca esistenza di un grande artista italiano. Dalle sue origini come figlio di N.N. alla conquista di una grande fama internazionale come regista, art director, pittore, ideatore di cinema, teatro e opera lirica.

 

Attraverso interviste originali e d’epoca con alcune delle star più acclamate che l’hanno conosciuto, ammirato e amato e con familiari, amici e collaboratori più stretti, questo coinvolgente racconto rende giustizia alla persona e all’artista Franco Zeffirelli – non solo “il maestro” – in tutte le sue multiformi e anche opposte sfaccettature. 

Il suo carattere composito si manifesta nella sua vasta produzione artistica, ma anche nelle sue scelte politiche, nella sua spiritualità e nell’amore per il mistero, nelle amicizie e nelle leggendarie polemiche con critici avversari. 

Questo scontro offre un ritratto a tutto tondo, con alti e bassi continui, di un artista che ha promosso e onorato la cultura italiana, la più alta e la più popolare, nelle grandi capitali mondiali per molti decenni.

fonte: https://cultura.comune.fi.it

venerdì 2 settembre 2022

Lady Diana “presagì la sua morte”, in una nota: “Tenteranno di uccidermi in un incidente”

Il documentario “Investigating Diana: Death in Paris” tenta di fare chiarezza sulla Mishcon Note, la lettera che comunicava la certezza della principessa che qualcuno volesse ucciderla. Il suo legale pensò che fosse paranoica: “Quel biglietto arrivò nelle mani delle autorità francesi solo sei anni dopo la morte di Lady D”.

Investigating Diana: Death in Paris è il nome della nuova serie che si propone di fare luce sui punti oscuri della morte di Lady Diana Spencer. Realizzata da Channel4 e Discovery Plus, torna a quel 31 agosto 1997, quando la Principessa di Galles – inseguita dai fotografi – rimase vittima di un incidente stradale a Parigi insieme al compagno Dodi Al-Fayed e all'autista Henri Paul. Nella docuserie, spunta la nota che Diana avrebbe lasciato al suo legale, nel quale "presagiva la sua morte".

Cos'è la Mishcon Note

La Mishcon Note fa riferimento a un colloquio che sarebbe avvenuto tra Diana Spencer, il suo segretario personale Patrick Jephson e il suo consulente legale Victor Mishcon (da qui il nome Mishcon Note). 

Durante questo incontro, che avrebbe avuto luogo il 30 ottobre 1995, Diana avrebbe comunicato loro di avere appreso da una fonte che sarebbero stati compiuti dei tentativi di "sbarazzarsi di lei" entro aprile 1996. 

La fonte le avrebbe anche comunicato in che modo avrebbero tentato di ucciderla: attraverso un incidente in auto, che avrebbe messo fine alla sua vita o le avrebbe causato dei traumi gravissimi.

Leggi anche
La BBC si scusa per l’intervista estorta a Lady Diana con l’inganno: “Abbiamo deluso il pubblico”


 

Il biglietto sarebbe stato consegnato agli inquirenti 6 anni dopo la morte di Diana

Nel 1997, il legale di Lady Diana – Victor Mishcon – avrebbe dato a Scotland Yard la nota che conteneva i dettagli rivelati dalla principessa, circa i presunti tentativi di ucciderla. Secondo quanto sostenuto nel documentario "Investigating Diana: Death In Paris", Mishcon l'avrebbe consegnata al commissario Paul Condon, che l'avrebbe conservata in cassaforte. John Stevens, il commissario che venne dopo di lui, ha raccontato a Daily Beast: 

La lettera venne consegnata da Lord Mishcon al mio predecessore, Paul Condon, e lui la mise in cassaforte. Ho saputo della sua esistenza, solo quando sono diventato commissario a mia volta. Mi è stato detto che Lord Mishcon aveva detto che non aveva dato troppa importanza a quella nota. […] Ho visto Lord Mishcon un mese prima della sua morte e ha ribadito il fatto che pensasse che Diana fosse paranoica e non aveva creduto alle sue parole.

Stando a quanto si sostiene nel documentario, la nota sarebbe arrivata nelle mani delle autorità francesi solo sei anni dopo l'incidente.

fonte: A cura di Daniela Seclì  www.fanpage.it

venerdì 26 agosto 2022

The Princess, il documentario dedicato a Lady D è in arrivo su Sky

A 25 anni dalla sua improvvisa scomparsa, Diana Spencer continua a incuriosire e rappresentare la quintessenza della bella favola finita male. In occasione dell’anniversario della sua morte, il 31 agosto, Sky Documentaries e Sky Uno celebrano l’amata principessa dedicandole un’intera giornata di programmazione, disponibile anche on demand e in streaming su NOW, per svelare nuovi e sorprendenti aspetti della sua, tragicamente breve, storia.

Un documentario ipnotico e unico nel suo genere

Il documentario THE PRINCESS, che lo scorso giugno ha aperto il Biografilm Festival e che arriva in prima visione assoluta alle 21:15 del 31 agosto su Sky Documentaries, si contraddistingue per il suo stile narrativo inedito, raccontando la storia di Diana, ormai radicata nella cultura popolare, con un approccio unico e coinvolgente: più che un resoconto di vita, è un’immersione viscerale nell’esperienza di Lady D, costretta a vivere nel bagliore costante e spesso invadente dei riflettori. Il pubblico sperimenta le sensazioni provate dalla principessa, privilegiata e al tempo stesso vittima della sua posizione e della costante pressione mediatica. 

Attraverso una moltitudine di materiali d’archivio, comprese le reazioni del popolo rispetto alle scelte della principessa, il film riflette sulla società dell’epoca e sulla percezione esterna dell’universo interiore di Diana. 

L’originalità del documentario sta nel fatto di raccontare la storia come se si svolgesse nel presente, con le immagini d’archivio che svelano i tanti aspetti della vicenda in modo diretto, molto intimo e non attraverso gli espedienti classici solitamente utilizzati per questo tipo di documentari. 

Il documentario, ipnotico e unico nel suo genere, è prodotto da Lightbox in collaborazione con HBO, Sky e Altitude Films ed è diretto da Ed Perkins (Tell Me Who I Am, Black Sheep), secondo il quale, questo stile interpella più direttamente il pubblico, che è chiamato in causa non solo come mero spettatore, ma come parte attiva di tutta la vicenda. La morbosità intorno alla figura di Lady D, che all’epoca mise in discussione il ruolo della monarchia, oggi fa riflettere sul nostro rapporto simbiotico – e spesso tossico – con le celebrità.  

Una programmazione speciale

Alle 22:45, la principessa continua a vivere su Sky Documentaries grazie a DIANA AT SIXTY, l’opera del regista Robin Bextor che, chiedendosi come sarebbe oggi Diana Spencer, ha cercato una risposta nelle testimonianze di chi la conosceva meglio, dando vita a un collage di interviste che raccontano la principessa da nuovi, inediti punti di vista.

Accanto ai documentari di prima e seconda serata, Sky Uno presenta LADY DIANA STORY, una programmazione speciale in daytime che raccoglie filmati di repertorio, serie e documentari che nel corso degli anni hanno saputo raccontare la vita, gli amori e gli scandali familiari della principessa del Galles.

Si inizia alle 13:15 con gli episodi dedicati a Diana e prodotti da LaPresse della serie The Royals. Il primo episodio, Diana, una madre, esplora il lato materno di Diana: come ha cresciuto William e Harry, proteggendoli dai riflettori, come ha sostenuto le loro ambizioni e come il suo divorzio, e poi la sua morte, hanno cambiato per sempre le loro vite. Il secondo episodio, Diana, L’ultima estate, si concentra sull’ultimo anno di vita della principessa: da un lato la libertà derivata dall’abbandono della vita reale, dall’altro la crescente pressione mediatica, alimentata dalle sue nuove, enigmatiche storie d’amore. Il terzo episodio, Diana, regina di cuori, ruota intorno all’attivismo di Lady D, che oltre alle donazioni e al sostegno agli enti benefici imposti dal suo ruolo, si spendeva personalmente e anche segretamente per chi era in difficoltà. Il quarto episodio, Diana, la rivoluzione, analizza l’impatto della figura di Diana sulla Corona, trasformata per sempre dall’interazione della principessa con il popolo in modi unici per un reale, e di conseguenza l’importanza di Diana per la storia della Gran Bretagna e del mondo intero.

A seguire, dalle 16:55, il documentario Carlo e Diana – I retroscena  esplora l’atmosfera di paura e esitazione che hanno respirato Carlo e Diana prima di sposarsi, attraverso un racconto dettagliato dei 7 giorni che hanno preceduto quel famoso 29 luglio 1981, una data più gioiosa per il paese che per i novelli sposi. Proseguendo, L’intervista a Diana illumina il retroscena delle scioccanti rivelazioni rilasciate dalla principessa alla BBC nel 1995, che hanno profondamente scosso la famiglia reale. Infine, Lady Diana La Biografia, in due episodi, racconta le ombre dell’apparentemente fiabesca vita della principessa: le stressanti regole di corte e la caduta nella bulimia; il burrascoso matrimonio con Carlo, padre dei suoi figli ma innamorato di un’altra donna; la depressione e i numerosi tentativi di suicidio; le relazioni segrete, come quella con James Gilbey,  e gli scandali da esse derivati; il tanto desiderato, quanto faticoso, divorzio e la battaglia mediatica con il principe Carlo; infine la relazione col milionario Dodi Al Fayed, che quel 31 agosto del 1997, esattamente 25 anni fa, ha incontrato la morte insieme alla sua amata, schiantandosi in un tunnel nel tentativo di seminare i paparazzi, a 121 miglia all'ora. 

fonte: https://tg24.sky.it

sabato 29 gennaio 2022

Sky Original: "Essere Hikikomori. La mia vita in una stanza" un documentario fuori dalla realtà

Si tratta di un documentario Sky Original, prodotto da Sky e Fidelio, scritto e diretto da Michele Bertini Malgarini e Ugo Piva, in onda sabato 29 gennaio alle 21.15 su Sky Documentaries, disponibile anche on demand e in streaming su NOW

Stare in disparte, isolarsi, tagliando fuori il mondo e la realtà. È questa la traduzione dal giapponese del termine Hikikomori. 

Con questa parola ci si riferisce in gergo a quei ragazzi che decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi, da alcuni mesi fino a diversi anni, rinchiudendosi nella propria stanza da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno, talvolta nemmeno con i propri genitori. In Italia ci sono più di 100.000 Hikikomori. 

Ma essendo un fenomeno sommerso potrebbero essere molti di più. Essere Hikikomori. La mia vita in una stanza è un documentario Sky Original, prodotto da Sky e Fidelio, scritto e diretto da Michele Bertini Malgarini e Ugo Piva, in onda sabato 29 gennaio alle 21.15 su Sky Documentaries, disponibile anche on demand e in streaming su NOW.

Il documentario segue quattro ragazzi: Eva, Alessio, Alessandro e Davide che hanno scelto di non uscire mai più dalla loro stanza. Non hanno uno scopo nella vita. Non pensano più al futuro. Non hanno date sul calendario. Vivono alla giornata. Il loro mondo sono le loro stanze da letto e i loro computer sono le loro finestre. Di giorno, dormono. Di notte, vivono, isolandosi dai ritmi normali. Non riuscendo ad avere rapporti con persone reali, ma solo rapporti online dove si sentono meno giudicati.

Essere Hikikomori. La mia vita in una stanza è la storia di 4 poco più che ventenni, delle loro speranze, delle loro aspirazioni, dei difficili rapporti con le famiglie e dei loro coraggiosi tentativi di venirne fuori. Vite complicate e incastrate nel buio delle loro stanze. Il documentario traccia un percorso narrativo personale per raccontare le cause sociali-familiari-caratteriali del loro isolamento, le caratteristiche del loro quotidiano, il vivere al buio come vampiri, il non mangiare, la perdita della percezione del tempo, la dipendenza da internet e infine, le speranze di rinascita personale.

Spazio anche ad altri, fondamentali, punti di vista. Quello dei genitori che racconteranno le loro drammatiche testimonianze e i loro difficili tentativi di creare un dialogo con i figli, nel tentativo di aiutarli a uscire e quello di Marco Crepaldi, fondatore dell’associazione nazionale "Hikikomori Italia", che da anni si occupa di sensibilizzazione, supporto e formazione sul tema dell'isolamento sociale volontario giovanile.

Il documentario è caratterizzato dalla presenza di animazioni grafiche: un graphic novel dal titolo “Deep”, suddiviso in quattro capitoli che si alternano alle storie dei quattro ragazzi, nato durante una serie di incontri online e di persona con i 4 protagonisti.

"Essere Hikikomori. La mia vita in una stanza" il trailer  >> QUI

fonte: https://tg24.sky.it

domenica 23 gennaio 2022

Documentari: Nel mio nome ci parla dell’autodeterminazione di genere

Il documentario di Nicolò Bassetti, selezionato dalla Berlinale 2022 in Panorama, segue quattro amici che hanno intrapreso la transizione da identità femminile a maschile

Nic, Leo, Andrea e Raff sono un gruppo di amici molto unito. Vengono da tutta Italia e si sono trovati e conosciuti a Bologna. Hanno intrapreso in momenti diversi la transizione di genere da identità femminile a maschile. Giorno dopo giorno affrontano con coraggio le tante difficoltà che un mondo rigidamente binario frappone al loro bisogno e diritto di essere ciò che sono. 

 Nel mio nome, documentario dell’italiano Nicolò Bassetti, è stato selezionato dalla Berlinale 2022 in Panorama Dokumente.

I protagonisti sono Leonardo Arpino, Raffaele Baldo, Andrea Ragno, Nicolò Sproccati. Quattro amici, ognuno con la propria solitaria passione salvifica: Nic esplora luoghi urbani in transizione, dove si sente al sicuro; Leo lavora a un podcast sulla relazione e il rapporto di ognuno tra identità adolescente e identità matura; Andrea scrive racconti; Raff costruisce la sua bicicletta. Condividono un piccolo grande sogno: fare una vacanza insieme, anche se solo per qualche giorno. Un’idea che rinvigorisce la loro complicità e che finalmente diventa realtà.

Paesaggista, autore del libro da cui era stato tratto Sacro GRA [+] di Gianfranco Rosi, Leone d’Oro a Venezia 2013, Nicolò Bassetti aveva già firmato un documentario nel 2018, Magnifiche sorti.

Nel mio nome è prodotto da Nuovi Paesaggi Urbani, con il sostegno di Emilia-Romagna Film Commission.

fonte:  di 

sabato 6 febbraio 2021

Cinema > Fame: l’amica geniale Ludovica Nasti nel corto di Giuseppe Alessio Nuzzo

Nel cortometraggio prodotto da Rai Cinema, la giovane interprete della serie HBO insieme ad altri grandi attori italiani.

Prodotto da Paradise Pictures e Rai Cinema, Fame è il nuovo cortometraggio di Giuseppe Alessio Nuzzo. Con una scrittura altamente lirica, composta da immagini e azioni, il regista napoletano mette in scena il dramma della povertà e della scelta tra onestà e criminalità, in una sorta di Sliding Doors partenopeo. Un corto che si sviluppa in otto minuti di musica orchestrale (il brano è stato registrato dalla Budapest Scoring Symphonic Orchestra e mixata nei mitici Abbey Road Studios di Londra) e praticamente senza dialoghi, per raccontare un paradigma umano che non necessita di ulteriori verbalizzazioni.

La fame, l’impossibilità di nutrire se stessi e i propri figli. Questo è all’origine del dramma di Nuzzo, per il quale si avvale di alcuni interpreti estremamente efficaci nella loro espressività pura. Per il ruolo del padre, interviene Massimiliano Rossi (Il Vizio della Speranza di Edoardo de Angelis), per quello della madre Bianca Nappi (Sirene di Davide Marengo). La piccola protagonista, invece, è Ludovica Nasti, vista (e molto apprezzata) nel grande successo TV L’amica geniale.

Il cortometraggio Fame è in concorso alla 18esima edizione dell’Ischia Film Festival.

Dopo il primo lungometraggio Le verità, con Francesco Montanari, Nuzzo torna a cimentarsi con il cortometraggio e – per farlo – sceglie Napoli come unica location. Una città che si apre su grandi spazi del lungomare e di Castel Dell’Ovo, tanto quanto si chiude nei vicoli e nei “bassi”, dove si consumano storie intime e segrete. Un contrasto che si evince anche dalla panoramica sui volti della “nuova” Napoli, una città multietnica e accogliente dove è facile sentirsi a casa.

Chi è Ludovica Nasti? Carriera e biografia della giovane attrice

Fame fa quello che deve fare un buon cortometraggio: trasmettere un concetto semplice, sperimentando nella tecnica e nella narrazione. In particolare, Nuzzo si serve della summa estetica della città, giocando con la sofferenza e la precarietà degli interni che si infrangono nell’infinita bellezza dei paesaggi. In entrambi i casi si parla di estremi, perché la rappresentazione della fame e dell’umiliazione che ne deriva è resa con vivida sincerità e risulta, quindi, particolarmente struggente. Specialmente perché se ne osserva l’effetto tragico sui bambini e – di conseguenza – sui genitori. Lungi dal giustificare o giudicare, Nuzzo rappresenta l’umanità per quella che è, dipingendo due possibili scenari: quello di un padre e una figlia benestanti, che comprano le caldarroste sul lungomare partenopeo, e quello di un padre che è pronto ad aggredire, pur di procurarsi il necessario per sé e per la famiglia. Non c’è una scala di valori, ma una pura necessità e proprio il cambio di personaggio dello stesso interprete (Massimiliano Rossi) indica come – tante volte – siamo la risultante delle situazioni in cui ci troviamo.

fonte: Di Francesca Romana Torre   www.cinematographe.it

lunedì 13 aprile 2020

“Franca: Chaos & Creation”: il documentario di Franca Sozzani arriva su Netflix

Il ritratto dell’ex direttrice di Vogue Italia diretto dal figlio Francesco Carrozzini, è ora in programmazione su Netflix. Il link QUI

Non è solo un film sull’affascinante mondo di Vogue o su una delle sue direttrici più note. “Franca: caos & creation” è il ritratto di un figlio che vede sua madre con occhi nuovi. O forse che vede sua madre davvero per la prima volta. Il film di Francesco Carrozzini dopo aver partecipato alla 73esima edizione del Festival del Cinema di Venezia nel 2016, ora arriva su Netflix.
Racconterà l’amore per un lavoro che ha richiesto non pochi sacrifici, ma che ha dato tanto a Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia dal 1988 al 2016, anno in cui è venuta a mancare.

 Come è nata l’idea del film lo ha raccontato il figlio Francesco Carrozzini:
 “Era il 2010. Mio padre, Francesco, stava morendo, l’impressione era non averlo conosciuto, sapere troppo poco di lui. Per reazione ho sentito il bisogno di catturare mia madre. Non volevo succedesse anche con lei”.

E così ecco che è nata l’idea di guardare attentamente la donna più importante della sua vita non con gli occhi, ma col cuore. E quali occhi se non quelli di un figlio possono descrivere meglio una mamma?

Francesco è nato nel 1982 e grazie al lavoro di sua mamma ha conosciuto sin da piccolo volti noti del jet set e del mondo della moda, da Naomi Campbell a Gianni Versace.
Privilegio che Francesco ha inizialmente avvertito come una stranezza, perché la sua vita era differente da quella dei coetanei, visto che è cresciuto in mezzo a super top model, che gli hanno fatto un po’ anche da baby sitter.

Per il trailer clicca QUI     Clicca QUI per il profilo instagram    

Oggi è felicemente sposato accanto a Bee Shaffer che, ironia della sorte, è la figlia della direttrice di Vogue America Anna Wintour, nonché amica intima della mamma.
Abbiamo visto il documentario e non vediamo l’ora di rivederlo su Netflix.
fonte: Scritto da:      www.361magazine.com

martedì 29 ottobre 2019

Danza: Lo spettacolo "Palermo Palermo" di Pina Bausch diventa un film

A distanza di trent’anni dal debutto dello spettacolo di Pina Bausch(in foto) "Palermo Palermo", torna al Teatro Biondo il lavoro della grande coreografa tedesca in un docu-film inedito.

Un’inedita versione cinematografica dello spettacolo Palermo Palermo, considerato uno dei capolavori della fertile produzione di Pina Bausch, sarà presentata in esclusiva mondiale il 3 novembre al teatro Biondo.

S’intitola palermoWpalermo - dove la W sta per Wuppertal, città tedesca dove hanno sede la compagnia e la Fondazione Bausch - e s’inserisce in una serie di iniziative che il teatro dedica alla coreografa nel decennale della scomparsa.
Ma la collaborazione fra la città siciliana, con la quale la coreografa aveva un rapporto personale molto forte e creativo, il teatro e la Fondazione Bausch prosegue anche con la realizzazione di uno spettacolo che vedrà insieme giovani artisti del Biondo e del Tanztheater Wuppertal.

Il film in prima mondiale

Il film è tratto dalle riprese effettuate durante alcune esibizioni dello spettacolo, che ha debuttato in anteprima a Wuppertal alla fine del 1989 e pochi giorni dopo, nel 1990, al Teatro Biondo.

Interviste, documenti storici, riprese inedite di back stage e scene tratte dalle varie rappresentazioni.
La mostra fotografica Macerie e tacchi a spillo - E cadde un muro… Palermo Palermo 1989-2019 propone invece le immagini scattate da Piero Tauro, che ha fotografato per anni il lavoro di Pina Bausch. Una ventina di scatti, che raccontano la storica edizione dello spettacolo e la recente riedizione interpretata da giovani danzatori e da alcuni storici membri della compagnia.

Ad affiancare la mostra anche il breve documentario Quello che ci muove - Gli spettatori del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch ricordano, presentato a Torino in occasione dei 40 anni dalla creazione di Café Müller (1978), il pezzo che fece di Pina Bausch l’icona del teatro danza.

Il documentario dà uno spaccato di ciò che rimane vivo dell’opera della coreografa nell'immaginario e nella memoria individuale e collettiva del pubblico italiano ed è l’esito delle interviste condotte dall'antropologa visiva Rossella Schillaci con gli spettatori che hanno assistito alle produzioni del Tanztheater Wuppertal in Italia, tra cui Palermo Palermo.

Gli artisti storici del Wuppertal Tanztheater e il nuovo progetto di spettacolo

Nei giorni successivi alla proiezione, i danzatori storici del Tanztheater Wuppertal Beatrice Libonati e Jan Minarik incontreranno gli allievi attori e gli ex allievi della Scuola dei mestieri dello spettacolo del Teatro Biondo diretta da Emma Dante per un primo confronto e per la selezione di un gruppo di interpreti che a primavera lavorerà al fianco dei danzatori della compagnia di Pina Bausch. Prima a Palermo e poi a Wuppertal, in vista  del nuovo spettacolo palermoWpalermo, che debutterà nella stagione 2020-2021.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut Palermo, si snoderà in diverse tappe che porteranno ad una nuova edizione dello spettacolo: un palermoWpalermo interpretato sia dai danzatori della compagnia di Wuppertal, sia da danzatori siciliani scelti dalla compagnia tedesca. Sarà l’inizio di un percorso artistico che proseguirà nel triennio successivo e riporterà la danza contemporanea alla ribalta.

 
Il muro come metafora: l'abbattimento delle distanze

"Sono passati 30 anni dalla prima mondiale di Palermo Palermo di Pina Bausch, andata in scena pochi giorni dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989 a Wuppertal e poi a Palermo – spiega il sindaco Leoluca Orlando - La primavera di Palermo era alle porte. Il rinascimento della città, segnato dal passaggio cruento delle stragi, passava dalla riqualificazione e rigenerazione urbana, che ha abbattuto i confini che per mezzo secolo hanno diviso la città e i suoi abitanti tra centro storico, periferie e quartieri nuovi della borghesia".

Pina Bausch crea Palermo Tanztheater Italia 1990 LO RACCONTA CLICCA QUI

E aggiunge. “Palermo ha abbattuto, non solo simbolicamente, i muri che la dividevano dal resto del mondo e ha aperto i suoi porti sul Mediterraneo, tornando ad essere città dell’accoglienza e dei diritti di tutti. Il progetto speciale di una nuova edizione di Palermo Palermo coltiva l’aspirazione di un rilancio del messaggio di rottura delle barriere sociali, economiche e culturali".
fonte: 

lunedì 20 luglio 2015

Lgbt: Due film di Marco Simon Puccioni all'Arena di Piazza Vittorio a Roma, giovedì 23 luglio alle 21.15

Giovedì 23 luglio 2015, nello splendido scenario dell'Arena di Piazza Vittorio nei giardini Nicola Calipari a Roma, si svolgerà la proiezione del documentario “Prima di Tutto” del regista Marco Simon Puccioni.

Un lungo ed emozionante viaggio vissuto in prima persona, che ha portato Marco e il suo compagno Giampietro a diventare padri in California per poi vivere in Italia come famiglia omogenitoriale. L'evento sarà arricchito da alcuni piccoli "extra" girati da Puccioni per le Famiglie Arcobaleno.

In sala saranno presenti il regista Marco Simon Puccioni, il produttore Giampietro Preziosa, il presidente di SEL Nichi Vendola, la consigliera comunale Imma Battaglia e la presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno Giuseppina La Delfa.

Al termine del documentario è previsto un dibattito con il regista Marco Simon Puccioni e il produttore Giampietro Preziosa.

A seguire, alle 22.30 verrà inoltre proiettato il film “Come il Vento”, del regista Marco Simon Puccioni, ispirato alla vita di Armida Miserere, interpretata da Valeria Golino e con Filippo Timi. Il prezzo del biglietto è di 5 euro.

Il documentario “Prima di Tutto” e il film “Come il Vento” sono prodotti da INTHELFILM società di produzione di Marco Simon Puccioni e Giampietro Preziosa che quest’anno compie vent’anni e ha in cantiere nuovi progetti per il cinema e la televisione.
fonte: http://www.cinemaitaliano.info

venerdì 10 luglio 2015

A Roma "MARINA ABRAMOVIĆ-THE ARTIST IS PRESENT" alla Casa Internazionale Delle Donne, lunedì 13 luglio ore 21

MARINA ABRAMOVIĆ: "THE ARTIST IS PRESENT"
Casa Internazionale Delle Donne-via San francesco di Sales 1/a Roma

Seducente, senza paura, oltraggiosa, Marina Abramović ha stravolto il significato della parola ARTE in quasi 40 anni di attività. Usando il proprio corpo come medium fino a farlo diventare l’Opera d’Arte stessa e spingendosi oltre i propri limiti fisici e mentali, Marina ha creato performance che sfidano, scioccano ed emozionano profondamente.

Il film documentario MARINA ABRAMOVIĆ-THE ARTIST IS PRESENT ci fornisce l’occasione preziosa di un accesso totale al mondo di Marina, seguendola nella preparazione del momento più importante della sua vita come artista, l’inaugurazione della retrospettiva che l’ha celebrata nel 2010 al MoMA - Museum of Modern Art - di New York, luogo eletto forse anche per mettere a tacere l’assillante brusio che aveva sempre accompagnato il suo lavoro: “Ma questa è arte?

La proiezione speciale si inserisce in una settimana che vedrà protagonista Marina Abramović a Milano con il suo nuovo inedito lavoro “The Abramović Method” pensato per il Padiglione d’Arte Contemporanea. Una serie di living installation che il pubblico, guidato e motivato dall'artista, sarà invitato a percorrere e sperimentare. In mostra per la prima volta anche la monumentale installazione della performance del MoMA ricostruita nel film, insieme ad opere recenti collegate alla tematica del nuovo lavoro.

Il film comincia con Marina che allestisce la performance. La vediamo spostarsi nel museo, consultare curatori, galleristi e designer, scherzare e affascinare chiunque incroci il suo cammino. Klaus Biesenbach, curatore del MoMA e vecchio amico di Marina, afferma: “Marina non sta mai non eseguendo una performance.”

L’allestimento della retrospettiva e l’esibizione quotidiana, durata tre mesi, sono la colonna narrativa di MARINA ABRAMOVIĆ THE ARTIST IS PRESENT.
L’esibizione, appositamente intitolata “L’artista è presente”, sarà la performance solista più lunga della carriera della Abramović, nonché l’impresa più faticosa che abbia mai sostenuto, sia fisicamente che emotivamente.
Quando l’aveva concepita si era immaginata subito quello che avrebbe rappresentato per lei perché solo nel pensarla “ le provocava la nausea”.

Le persone che hanno partecipato sono state 1400: alcune per pochi minuti, altri anche per un giorno intero. Non sono mancate le celebrità, come Marisa Tomei, Isabella Rossellini, Lou Reed, Rufus Wainwright.

La performance diventa la vita, e la vita diventa arte, i confini sono permeabili. Un principio reso vivido dal film che scava indietro nel tempo per esplorare la genesi di “The Artist is Present”, dall’iniziale carriera solista fino alla relazione/collaborazione, durata dodici anni, con Ulay, una figura nevralgica per Marina. Dalla storia del loro rapporto e del loro riavvicinamento emotivamente intensissimo, nel periodo precedente la retrospettiva del MoMA, emerge di lei una figura parallela, una diapositiva in carne ed ossa dell’artista/icona: una donna guidata dalla passione, esasperatamente divorata dalle contraddizioni, con un bisogno disperato di essere ammirata.

Il critico d’arte Arthur Danto sottolinea come “The Artist is Present” rappresenti un’esperienza completamente nuova nella storia dell’arte. “La gente rimane di fronte a gran parte dei capolavori per trenta secondi. Monna Lisa? trenta secondi. Ma qui la gente viene e si siede per tutto il giorno”.

Un ipnotizzante viaggio cinematografico nel mondo di un’artista radicale che non traccia distinzioni tra vita e arte. In occasione della sua nuova mostra al PAC di Milano dal 21 marzo, GA&A e Feltrinelli presentano il film rivelazione della Berlinale: ritratto intimo di una donna incredibilmente magnetica e infinitamente intrigante acclamata tra le artiste più significative dei nostri tempi.
Una produzione Show of Force per HBO, in coproduzione con AVRO Television e in collaborazione con GA&A Productions
Distribuito in Italia da GA&A Productions e Feltrinelli Real Cinema
Presentato al Sundance Film Festival 2012 - US Documentary Category
PANORAMA AUDIENCE AWORD - 62 Berlinale 2012

Il trailer del film è visionabile al link:
https://www.youtube.com/watch?v=aBROmNaRE3k&feature=em-share_video_user
fonte: https://www.facebook.com/events/978484882203073/

martedì 26 agosto 2014

Il film “CONTATTO FORZATO” del regista Daniele Sartori in anteprima al Lido di Venezia il 3 settembre

Il nuovo film del Regista Daniele Sartori dal titolo “Contatto forzato”, un cortometraggio della durata di venti minuti ambientato durante la Seconda guerra mondiale, sarà presentato in concomitanza con la Mostra del Cinema in occasione dell’undicesima edizione della rassegna Venice Film Meeting.

L’iniziativa è organizzata dalla Venice Film Commission d’intesa con il Circuito Cinema Comunale di Venezia e con il patrocinio del Gruppo Triveneto del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e mira a dare massima visibilità alle realizzazioni cinematografiche e audiovisive di produzione, interesse o pertinenza territoriale.

Il cortometraggio, girato interamente al Forte Carpenedo di Mestre, narra la vicenda di due soldati, un italiano e un tedesco, catturati dai partigiani sul finire della Seconda Guerra Mondiale.
Gli attori Alberto Onofrietti e Diego Facciotti (in foto) sono gli interpreti principali con la partecipazione di Roger Mazzeo e Andrea Pizzalis, Pierdomenico Simone, Isacco Tognon e Davide Strava, i tre partigiani, Guido Laurjni nei panni del loro informatore, Andrea Tonin e Mattia Breda, le sentinelle, completano il cast di bravissimi attori dando vita ad una storia complessa e intrigante. I soldati dell’esercito sono Jacopo Cossu, Mirco Costacurta, Federico Illesi, Marco Ludovico e Marco Mavaracchio.

Hanno affiancato Sartori, il Regista Ivan Stefanutti, che ha supervisionato l’intero progetto e curato il casting, il Direttore della Fotografia Flavio Zattera, Enrico Lenarduzzi per il suono e Marina Penzo che ha composto la suggestiva colonna sonora, Anna Lazzarini e Mauro Tuveri al trucco, Cristina Morello e Paolo Simone alla produzione, Damiano Bertazzo e Studio Magoga di Mestre per gli effetti speciali. Le foto di scena (qui pubblicate) sono state scattate da Paola Baldari e Andrea Pizzalis. I costumi e le divise militari, curate dal consulente storico Remo Buosi, sono state fornite da Equipe Sartoria Storica di Ferrara. Hanno inoltre contribuito Silvia Minelli e Massimiliano Giunta del Florence Queer Festival, il Regista Mattia Berto e il Circolo Tralaltro di Padova.

SINOSSI
La Seconda Guerra Mondiale è appena terminata. Al Centro di riconoscimento dei prigionieri di guerra, il tenente Antonio Graziani (Alberto Onofrietti) è accusato ingiustamente d’aver ordinato la morte di dieci civili. Può scagionarlo solo il tedesco Detlef Hagermann (Diego facciotti), catturato con Graziani dai partigiani nei giorni della strage, ma una promessa segreta da mantenere gli impedisce fino all’ultimo di raccontare la verità.

BIOGRAFIA

Daniele Sartori, fonda l’Associazione Culturale Mismomatic e avvia il progetto Lost In Vauxhall per la produzione di videoclip e short film, ambito che predilige. Scrive e dirige i corti pluripremiati “L’appuntamento”, “Doris Ortiz”, “What about Alice?”.
Firma gli spot del Queer Lion Award, premio collaterale della Biennale Cinema di Venezia, cui partecipa come giurato e cura l’immagine ufficiale del Padova Pride Village, realizzando i videoclip di Panama Skyscrapers “Stage of life” e “I can live without you”. Affianca Daniele Vicari in giuria per Short in Venice e partecipa come giurato a numerosi altri concorsi. Parallelamente cura eventi e mostre di videoarte come Remix-Art, VideoHeart e Lord Byron per 3D Gallery. Scrive, produce e dirige “Contatto Forzato”, film ambientato durante la seconda guerra mondiale e proiettato al Venice Film Meeting del Lido di Venezia durante i giorni della 71° Mostra del Cinema.


INFO

La proiezione in anteprima di “Contatto forzato”, evento di chiusura del Venice Film Meeting 2014, è prevista per mercoledì 3 settembre alle ore 17.00 presso il Cinema Multisala Astra, sala 2, in via Corfù 12 Lido di Venezia, l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

fonte http://lostinvauxhall.com