Arriva per la prima volta in Italia "The Swann Lake" con le coreografie della grande danzatrice sudafricana: una estrosa rilettura con musiche di vari autori e l'ombra dell'omosessualità nella storia. L'appuntamento al Ravenna Festival.
Poi in autunno sarà ospite del festival Romaeuropa
Dalle sue origini il Ravenna Festival ha espresso la determinata volontà di scambio e confronto con le diversità culturali, al punto da farle diventare in molte sue edizioni passate un punto centrale, esperienze essenziali nel cartellone.
Quest' anno suscita interesse l' apertura verso la cultura africana con concerti e spettacoli e soprattutto la presenza di alcuni degli artisti più interessanti che hanno rispecchiato le proprie origini nere nel confronto con l' Europa. Autentica star, è Dada Masilo, ventisettenne coreografa e danzatrice di origini sudafricane, vero portento della natura: fascinosa nel gesto e nella presenza, studi di danza a Città del Capo, perfezionamento a Bruxelles, è una delle nuove personalità più sorprendenti del balletto contemporaneo, invitata in tutto il mondo, con collaborazioni eccellenti a cominciare da quella con il multi-artista William Kentridge.
La cultura africana. A Ravenna porta una sua versione audace del Lago dei cigni di Ciaikovskij, Swan Lake già applaudita in Europa e ora in esclusiva per l' Italia il 2 luglio a Palazzo Mauro De André, che intreccia omofobia e amore e già si annuncia iconoclasta rispetto alla tradizione, carica dell' esotismo e dell' energia della cultura gestuale africana senza cancellare la memoria del balletto classico.
«Mi piace vedere come due culture totalmente diverse possano coesistere», dice Dada Masilo.«È chiaro che il mio lavoro sia influenzato dal fatto di vivere in Sud Africa. Quando mi alleno, indubbiamente nel mio training c'è un po' di danza africana. E quando poi lavoro a uno spettacolo è come se estraessi dalla mia scatola artistica parti della danza africana che diventano la base della mia creazione. Ma il Sud Africa è ricca di tante culture da cui imparare. Io poi sono molto influenzata anche dalle culture popolari, voglio dire dall'ultimo genere di danza che la gente balla ai party, ai matrimoni.Credo che un artista debba stare attento a quello che accade intorno a lui» .
Il cambiamento. Il risultato di tutto questo in scena è radicale. «È un cambiamento nel balletto classico e dà al movimento una dinamica interessante. In questo Swan Lake mi ha influenzato anche la musica di Ciaikovskij, così universale, a cui ho aggiunto brani di Steve Reich, Camille Saint Saens, Arvo Part». Buffo, pazzo, malinconico, eccessivo, il suo Swan lake stupisce anche per il Siegfried dichiaratemente gay.
Omosessualità. «Non l' ho fatto per fare un balletto "politico". È che cercavo uno spunto narrativo: chi guarda il balletto pensa sempre chei ballerini siano gay, Ciaikovskij lo era. Dunque mi sono detta che l' omosessualità non era estranea alla storia. L' omosessualità di Siegfried è così diventata il punto di partenza narrativo. La scelta del tutù, di far danzare maschi e femmine in tutù, se vogliamo è conseguente: mi interessava rompere altri stereotipi, compreso quello degli uomini in tight che sollevano per tutto il tempo le ballerine. Volevo creare degli androgini, in modo che il pubblico non capisca il genere del danzatore, e trovi nuovi sentimenti».
Contaminazioni e ibridazioni sono lo stile stesso della meravigliosa danza di Dada Masilo che ha un corpo scenico unico, snodato, carico di energia. Un maestro che l'ha influenzata più di tutti? «Credo che la persona che più mi ha influenzato è Suzette le Sueur, il mio più grande supporto organizzativo e la persona più importante della mia vita».
fonte http://www.repubblica.it di ANNA BANDETTINI
Questo Blog è un aggregatore di notizie, nasce nel 2010, per info e news dall'Italia e dal mondo, per la Danza, Teatro, Cinema, Fashion, Tecnologia, Musica, Fotografia, Libri, Eventi d'Arte, Sport, Diritti civili e molto altro. Ogni articolo riporterà SEMPRE la fonte delle news nel rispetto degli autori e del copyright. Le rubriche "Ritratto d'artista" e "Recensioni" sono scritte e curate da ©Lisa Del Greco Sorrentino, professional dancer e autrice di questo blog
martedì 2 luglio 2013
Lgbt: Omofobia e transfobia, convegno a Salerno venerdì 5 luglio alle ore 18 presso il Museo dello Sbarco
Omofobia e Transfobia, la lunga strada verso la libertà è il titolo del convegno che si terrà venerdì 5 luglio presso il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale organizzato dall’antenna territoriale UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui Lorenzo Forte è operatore regionale Arcigay.
Il convegno vuole contribuire positivamente al dibattito relativo alla necessità di una legge nazionale contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà l’occasione per realizzare, negli enti locali, iniziative e scelte politiche per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini e le cittadine lgbt.
All’incontro interverranno, tra gli altri, l’On. Ivan Scalfarotto, PD, primo firmatario della proposta di legge n° 245 su Omofobia e Transfobia; l’On. Annalisa Pannarale, SEL, segretario dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati; il Sen. Andrea Cioffi, Movimento 5stelle; Michele Giarratano, responsabile sportello legale Arcigay nazionale; Paolo Patanè, già presidente Arcigay nazionale; l’avv. Miguel Coraggio, esecutivo “Rete Lenford”, Avvocatura dei diritti LGBT; Ottavia Voza, segretario nazionale Arcigay delegata ai diritti delle persone trans.
Inoltre, il convegno sarà momento di riflessione e commemorazione delle vittime dell’omocausto, l’eccidio degli omosessuali operato per mano nazista durante il secondo conflitto bellico: in ricordo di una delle pagine più tristi della nostra storia, verrà deposta una corona di fiori davanti a uno dei vagoni utilizzati dai nazifascisti per la deportazione ad Auschwitz di ebrei, zingari, omosessuali, disabili, e presente al Museo di Via Generale Clark.
Per permettere la partecipazione alla cittadinanza, è prevista una navetta gratuita che effettuerà tre corse a partire dalle ore 17.00 in direzione Museo dello Sbarco con le seguenti fermate: Piazza Malta (XXIV Maggio), Lungomare Trieste (altezza Palazzo di Città), piazza della Concordia, Torrione (altezza Forte la Carnale), Pastena (altezza Ristorante Cinese Giapponese), Mercatello (di fronte la Cornetteria).
Lo stesso servizio di mobilità sostenibile è previsto a fine convegno, con le stesse modalità, a partire dalle ore 20.00.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare al 3311460221.
Inizio convegno: ore 18.00. Il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale si trova in via Generale Clark a Salerno.
fonte http://www.napoligaypress.it
Il convegno vuole contribuire positivamente al dibattito relativo alla necessità di una legge nazionale contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarà l’occasione per realizzare, negli enti locali, iniziative e scelte politiche per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini e le cittadine lgbt.
All’incontro interverranno, tra gli altri, l’On. Ivan Scalfarotto, PD, primo firmatario della proposta di legge n° 245 su Omofobia e Transfobia; l’On. Annalisa Pannarale, SEL, segretario dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati; il Sen. Andrea Cioffi, Movimento 5stelle; Michele Giarratano, responsabile sportello legale Arcigay nazionale; Paolo Patanè, già presidente Arcigay nazionale; l’avv. Miguel Coraggio, esecutivo “Rete Lenford”, Avvocatura dei diritti LGBT; Ottavia Voza, segretario nazionale Arcigay delegata ai diritti delle persone trans.
Inoltre, il convegno sarà momento di riflessione e commemorazione delle vittime dell’omocausto, l’eccidio degli omosessuali operato per mano nazista durante il secondo conflitto bellico: in ricordo di una delle pagine più tristi della nostra storia, verrà deposta una corona di fiori davanti a uno dei vagoni utilizzati dai nazifascisti per la deportazione ad Auschwitz di ebrei, zingari, omosessuali, disabili, e presente al Museo di Via Generale Clark.
Per permettere la partecipazione alla cittadinanza, è prevista una navetta gratuita che effettuerà tre corse a partire dalle ore 17.00 in direzione Museo dello Sbarco con le seguenti fermate: Piazza Malta (XXIV Maggio), Lungomare Trieste (altezza Palazzo di Città), piazza della Concordia, Torrione (altezza Forte la Carnale), Pastena (altezza Ristorante Cinese Giapponese), Mercatello (di fronte la Cornetteria).
Lo stesso servizio di mobilità sostenibile è previsto a fine convegno, con le stesse modalità, a partire dalle ore 20.00.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare al 3311460221.
Inizio convegno: ore 18.00. Il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale si trova in via Generale Clark a Salerno.
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Lgbt: Nozze gay, quel dibattito da Washington a Bologna
Oggi le coppie omosessuali si possono sposare negli Stati Uniti (lo stato di Washington, il Maryland e il Maine hanno appena detto sì tramite referendum), in Spagna, in Francia, in Portogallo, in Argentina, in Norvegia, in Danimarca e pure in Albania.
Il fatto che se ne parli anche a Bologna, e che un sindaco invochi il riconoscimento delle unioni gay come auspicio (oltre non può fare), francamente non sembra degno di scomunica. Eppure ieri il vescovo Caffarra - fresco di riconferma - lo ha duramente ripreso per quella tutto sommato innocua (nel senso di inefficace) dichiarazione.
Ognuno fa il suo mestiere, quindi niente di sorprendente nelle diverse posizioni. Più sorprendente semmai che il dibattito apertosi in città come nel resto del mondo, per altro -, prosegua ancora a colpi di anatemi.
La Chiesa forse difenderà fino allo stremo il matrimonio tradizionale, per intendersi, ma certo non può non accorgersi che tutto intorno quella convinzione si va via via sgretolando. È nei fatti, ancor più e ancor prima che nelle opinioni.
Analoga scomunica toccò in sorte alla regione, quando varò una sorta di "Dico" all'emiliana, per sostenere e agevolare le coppie di semplici conviventi a vario titolo. E da lì, in questi 4 anni, non ci siamo mossi. Gli amministratori - di tutto il mondo, vale ripeterlo - spingono per cercare di adeguarsi almeno un po' alla società civile (senza mai riuscire a prenderla, più che mai su questo tema) e le gerarchie ecclesiastiche gli tuonano contro.
Non vogliamo, come scrive Caffarra, "riempirci la bocca di laicità dello Stato", argomento in effetti sempre molto sbandierato e sempre poco vissuto. Vogliamo solo augurarci che a Bologna si possa discutere, anche se da posizioni opposte e probabilmente inconciliabili, su un dibattito così globale e sentito. Crediamo che un sindaco, o più in generale un amministratore pubblico, abbia il diritto di esprimere la propria opinione senza essere incenerito.
Crediamo anche che da un vescovo di cultura spessa come lo è Carlo Caffarra, sarebbe bello sentire usare i moltissimi argomenti che certo possiede - oltre all'anatema - per mettere in difficoltà le ragioni di chi sostiene unioni e adozioni gay. Per ora, però, il dibattito resta sostanzialmente bloccato al botta e risposta.
Anche se a leggere fino in fondo la nota di via Altabella, si scopre che Caffarra aggiunge con rammarico: "Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose". Leggi che non spettano a un sindaco, ma a uno Stato. E che in effetti sì, dovrebbero anche stabilire alcune verità delle cose, degli usi, dei costumi. Negli stati non confessionali, naturalmente.
fonte http://bologna.repubblica.it/di GIOVANNI EGIDIO
Il fatto che se ne parli anche a Bologna, e che un sindaco invochi il riconoscimento delle unioni gay come auspicio (oltre non può fare), francamente non sembra degno di scomunica. Eppure ieri il vescovo Caffarra - fresco di riconferma - lo ha duramente ripreso per quella tutto sommato innocua (nel senso di inefficace) dichiarazione.
Ognuno fa il suo mestiere, quindi niente di sorprendente nelle diverse posizioni. Più sorprendente semmai che il dibattito apertosi in città come nel resto del mondo, per altro -, prosegua ancora a colpi di anatemi.
La Chiesa forse difenderà fino allo stremo il matrimonio tradizionale, per intendersi, ma certo non può non accorgersi che tutto intorno quella convinzione si va via via sgretolando. È nei fatti, ancor più e ancor prima che nelle opinioni.
Analoga scomunica toccò in sorte alla regione, quando varò una sorta di "Dico" all'emiliana, per sostenere e agevolare le coppie di semplici conviventi a vario titolo. E da lì, in questi 4 anni, non ci siamo mossi. Gli amministratori - di tutto il mondo, vale ripeterlo - spingono per cercare di adeguarsi almeno un po' alla società civile (senza mai riuscire a prenderla, più che mai su questo tema) e le gerarchie ecclesiastiche gli tuonano contro.
Non vogliamo, come scrive Caffarra, "riempirci la bocca di laicità dello Stato", argomento in effetti sempre molto sbandierato e sempre poco vissuto. Vogliamo solo augurarci che a Bologna si possa discutere, anche se da posizioni opposte e probabilmente inconciliabili, su un dibattito così globale e sentito. Crediamo che un sindaco, o più in generale un amministratore pubblico, abbia il diritto di esprimere la propria opinione senza essere incenerito.
Crediamo anche che da un vescovo di cultura spessa come lo è Carlo Caffarra, sarebbe bello sentire usare i moltissimi argomenti che certo possiede - oltre all'anatema - per mettere in difficoltà le ragioni di chi sostiene unioni e adozioni gay. Per ora, però, il dibattito resta sostanzialmente bloccato al botta e risposta.
Anche se a leggere fino in fondo la nota di via Altabella, si scopre che Caffarra aggiunge con rammarico: "Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose". Leggi che non spettano a un sindaco, ma a uno Stato. E che in effetti sì, dovrebbero anche stabilire alcune verità delle cose, degli usi, dei costumi. Negli stati non confessionali, naturalmente.
fonte http://bologna.repubblica.it/di GIOVANNI EGIDIO
Lgbt Stati Uniti: Concessa la carta verde alle coppie gay, nessuna discriminazione per la domanda di residenza permanente
La carta verde, che concede diritto di soggiorno permanente negli Stati Uniti, potrà essere richiesta ora anche da coppie omosessuali.
Questa decisione governativa è una conseguenza di quella che la Corte suprema aveva preso la settimana precedente e che estende diritti e aiuti sociali anche alle coppie gay.
"Ho domandato ai servizi dell'immigrazione di esaminare ogni domanda in maniera imparziale", ha comunicato la segretaria alla sicurezza interna. Il documento è stato concesso a una coppia gay colombiana residente a New York. I due sarebbero stati altrimenti espulsi.
fonte http://info.rsi.ch/ (Red.MM/afp)
Questa decisione governativa è una conseguenza di quella che la Corte suprema aveva preso la settimana precedente e che estende diritti e aiuti sociali anche alle coppie gay.
"Ho domandato ai servizi dell'immigrazione di esaminare ogni domanda in maniera imparziale", ha comunicato la segretaria alla sicurezza interna. Il documento è stato concesso a una coppia gay colombiana residente a New York. I due sarebbero stati altrimenti espulsi.
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Eventi Venezia: All'Hotel Cipriani il Fotografo Marco Rizzo presenta "Città sommersa" dal 1 all’8 luglio 2013
L’Hotel Cipriani ha il piacere di dedicare uno dei suoi spazi ad una rassegna fotografica dell’artista Marco Rizzo, giovane interprete veneziano di una città surreale.
Con una innata propensione all’arte ed un master in Scenografia e scenotecnica, realizzò ancora giovanissimo Nero Pece, un documentario sperimentale che indagava la Venezia notturna filtrata dalle emozioni attraverso immagini rappresentanti un viaggio meditativo in una città fatta di luci, ombre suoni, colori e sfumature, come in una sorta di intimo dialogo con i palazzi che emergevano dalla laguna.
Dopo aver creato il documentario Roma e i Barbari per il Palazzo Grassi e la realizzazione di un corto per Francois Pinault che approfondiva il restauro di Punta della Dogana, venne ricercato da Furla per la realizzazione di un video prodotto dalla Fondazione Furla in onore della nota artista Mona Hatoum.
All’Hotel Cipriani, per una sola settimana, espone alcune fotografie di grande impatto emotivo dedicate a Venezia che portano il titolo Città sommersa.
La sua interpretazione a riguardo si percepisce nelle seguenti parole:
“Nell’ultimo periodo guardo la mia città con uno sguardo diverso, cerco luoghi da immergere. Una grande massa di “Acqua purificatrice” lava lo sporco che ci attanaglia, rendendo Venezia un paradiso sommerso e irraggiungibile. Il tempo e la natura logora la città che conosciamo, lasciando intatto solo ciò che merita essere ricordato.
Una breve pausa, causata dalla paura di ciò che è avvenuto, per poi scatenare una nuova ondata di turismo subacqueo curioso e inarrestabile.
Non amo la realtà, spesso mi immergo nei miei sogni e nuoto in un mondo liquido. Poi mi sveglio e torno alla realtà, mi guardo allo specchio e osservo i miei occhi lucidi e rossi di cloro. Sogno o realtà? Quello che rimane dei miei sogni sono questi scatti, un opaco e annacquato ricordo di quel mondo magico. Armonia, condivisione del mondo, ma essenzialmente, pace. “
I quadri saranno 6 su carta fotografica 50x70 e 10 su plexiglas ed alluminio.
La visita è aperta a tutti coloro che abbiano il desiderio di conoscere Venezia attraverso gli occhi onirici e sognanti di Marco Rizzo.
Per ulteriori informazioni
Laura Di Bert
Public Relations Manager Hotel Cipriani
ldibert@hotelcipriani.it
fonte hotel Cipriani evento
Con una innata propensione all’arte ed un master in Scenografia e scenotecnica, realizzò ancora giovanissimo Nero Pece, un documentario sperimentale che indagava la Venezia notturna filtrata dalle emozioni attraverso immagini rappresentanti un viaggio meditativo in una città fatta di luci, ombre suoni, colori e sfumature, come in una sorta di intimo dialogo con i palazzi che emergevano dalla laguna.
Dopo aver creato il documentario Roma e i Barbari per il Palazzo Grassi e la realizzazione di un corto per Francois Pinault che approfondiva il restauro di Punta della Dogana, venne ricercato da Furla per la realizzazione di un video prodotto dalla Fondazione Furla in onore della nota artista Mona Hatoum.
All’Hotel Cipriani, per una sola settimana, espone alcune fotografie di grande impatto emotivo dedicate a Venezia che portano il titolo Città sommersa.
La sua interpretazione a riguardo si percepisce nelle seguenti parole:
“Nell’ultimo periodo guardo la mia città con uno sguardo diverso, cerco luoghi da immergere. Una grande massa di “Acqua purificatrice” lava lo sporco che ci attanaglia, rendendo Venezia un paradiso sommerso e irraggiungibile. Il tempo e la natura logora la città che conosciamo, lasciando intatto solo ciò che merita essere ricordato.
Una breve pausa, causata dalla paura di ciò che è avvenuto, per poi scatenare una nuova ondata di turismo subacqueo curioso e inarrestabile.
Non amo la realtà, spesso mi immergo nei miei sogni e nuoto in un mondo liquido. Poi mi sveglio e torno alla realtà, mi guardo allo specchio e osservo i miei occhi lucidi e rossi di cloro. Sogno o realtà? Quello che rimane dei miei sogni sono questi scatti, un opaco e annacquato ricordo di quel mondo magico. Armonia, condivisione del mondo, ma essenzialmente, pace. “
I quadri saranno 6 su carta fotografica 50x70 e 10 su plexiglas ed alluminio.
La visita è aperta a tutti coloro che abbiano il desiderio di conoscere Venezia attraverso gli occhi onirici e sognanti di Marco Rizzo.
Per ulteriori informazioni
Laura Di Bert
Public Relations Manager Hotel Cipriani
ldibert@hotelcipriani.it
fonte hotel Cipriani evento
lunedì 1 luglio 2013
Lgbt San francisco: Al Gay Pride spunta anche Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook per la prima volta prende parte alla manifestazione con i dipendenti di Menlo Park
Tra i carri che sono sfilati domenica per Market Street, a San Francisco, in occasione del Gay Pride ce n'era uno che ha attirato l'attenzione più di altri. Era una carrozza dei celebri cable car, i tram trainati a cavo che si inerpicano per le salite della città californiana, e a bordo aveva un passeggero-manifestante di prim'ordine: Mark Zuckerberg. Il fondatore di Facebook non era solo, con lui circa settecento dipendenti del libro delle facce, riconoscibili da una maglietta creata per l'occasione con lo slogan PrideConnectUs, l'orgoglio ci unisce.
HI-TECH GLBT
Da sempre sia Facebook che l'industria hi-tech hanno dimostrato larghe vedute in fatto di tolleranza, di qualunque genere e specie. E le partecipazioni ufficiose e ufficiali da parte di rappresentanze dei colossi tecnologici alle parate di orgoglio delle differenze di orientamento sessuale (Gay-Lesbian-Bisex-Transgender, o GLBT) sono quasi routine. Anche Xerox e Apple hanno sfilato a San Francisco e i dipendenti Google erano numericamente il doppio di quelli di Facebook. Però c'era Zuckerberg, per la prima volta, e gli altri no; e ha partecipato ballando e dispensando timbri con il celebre Like blu accompagnato dal pollice in su.
SOSTEGNO
Il committment dell'azienda a sostegno del Gay Pride è stato totale, con una campagna sotto il vessillo (in hashtag) #PrideConnectUs, iniziata qualche giorno fa e un bel video che racconta la storia di un outing, faticoso e doloroso come tutti gli altri. Sull'insegna che campeggia sul quartier generale dell'azienda a Menlo Park è stato affissa una bandiera con l'arcobaleno (simbolo della libertà e della pace) e un anello – sempre arcobaleno – è stato disegnato sul cartello con il pollice in su all'ingresso del campus. Ci si interroga in rete sul motivi di tale partecipe adesione, visto che solo due anni fa allo stesso Gay Pride la presenza di Facebook era stata picaresca: una settantina di dipendenti, una jeep e un impianto hi-fi scassato e inutilizzabile (la playlist che avrebbe dovuto suonare era di fatto l'unica prova di una programmazione della partecipazione).
POLITICA
Cosa è cambiato in due anni? Sicuramente l'azienda è più consapevole e matura, sicuramente le esperienze passate hanno convinto Zuckerberg a esplicitare il sostegno. Certo è anche che prendere parte a questo Gay Pride era più semplice che tutte le altre volte. La parata è avvenuta a tre giorni dalla storica sentenza della Corte Suprema statunitense che ha bocciato il disegno di legge che legittimava esclusivamente il matrimonio eterosessuale. Questa volta salire su quel carro era un po' salire sul carro dei vincitori. L'attivismo politico che Zuckerberg ha manifestato da qualche mese a questa parte, con la creazione del gruppo di interesse FWD.us, spiegherebbe tanta consapevolezza da parte di un genio del software che sta imparando anche il mestiere del politico. Molto in fretta.
fonte http://www.corriere.it/ di Gabriele De Palma
HI-TECH GLBT
Da sempre sia Facebook che l'industria hi-tech hanno dimostrato larghe vedute in fatto di tolleranza, di qualunque genere e specie. E le partecipazioni ufficiose e ufficiali da parte di rappresentanze dei colossi tecnologici alle parate di orgoglio delle differenze di orientamento sessuale (Gay-Lesbian-Bisex-Transgender, o GLBT) sono quasi routine. Anche Xerox e Apple hanno sfilato a San Francisco e i dipendenti Google erano numericamente il doppio di quelli di Facebook. Però c'era Zuckerberg, per la prima volta, e gli altri no; e ha partecipato ballando e dispensando timbri con il celebre Like blu accompagnato dal pollice in su.
SOSTEGNO
Il committment dell'azienda a sostegno del Gay Pride è stato totale, con una campagna sotto il vessillo (in hashtag) #PrideConnectUs, iniziata qualche giorno fa e un bel video che racconta la storia di un outing, faticoso e doloroso come tutti gli altri. Sull'insegna che campeggia sul quartier generale dell'azienda a Menlo Park è stato affissa una bandiera con l'arcobaleno (simbolo della libertà e della pace) e un anello – sempre arcobaleno – è stato disegnato sul cartello con il pollice in su all'ingresso del campus. Ci si interroga in rete sul motivi di tale partecipe adesione, visto che solo due anni fa allo stesso Gay Pride la presenza di Facebook era stata picaresca: una settantina di dipendenti, una jeep e un impianto hi-fi scassato e inutilizzabile (la playlist che avrebbe dovuto suonare era di fatto l'unica prova di una programmazione della partecipazione).
POLITICA
Cosa è cambiato in due anni? Sicuramente l'azienda è più consapevole e matura, sicuramente le esperienze passate hanno convinto Zuckerberg a esplicitare il sostegno. Certo è anche che prendere parte a questo Gay Pride era più semplice che tutte le altre volte. La parata è avvenuta a tre giorni dalla storica sentenza della Corte Suprema statunitense che ha bocciato il disegno di legge che legittimava esclusivamente il matrimonio eterosessuale. Questa volta salire su quel carro era un po' salire sul carro dei vincitori. L'attivismo politico che Zuckerberg ha manifestato da qualche mese a questa parte, con la creazione del gruppo di interesse FWD.us, spiegherebbe tanta consapevolezza da parte di un genio del software che sta imparando anche il mestiere del politico. Molto in fretta.
fonte http://www.corriere.it/ di Gabriele De Palma
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Lgbt: «Il governo francese inserisca nel diritto l’identità di genere per porre fine alla discriminazione delle persone trans»
L’appello della Commissione nazionale consultiva per i diritti dell’uomo perché Hollande sostituisca l’espressione “identità sessuale” con “identità di genere”. Esultano le lobby LGBT
Il governo di Francois Hollande deve inserire la nozione di “identità di genere” nel diritto francese insieme ad altre proposizioni per porre fine alla discriminazione dei transessuali e rendere più semplice la modifica del loro stato civile. Il richiamo perentorio ai socialisti non arriva da un’associazione LGBT ma dalla Commissione nazionale consultiva per i diritti dell’uomo (Cncdh).
«DIRITTI DEI TRANS».
Il Cncdh, il cui parere è molto influente in Francia, è stato interpellato dal ministro della Giustizia Christiane Taubira, prima relatrice della legge sul matrimonio gay, e il ministro dei diritti delle donne Najat Vallaud. Nicolas Gougain, portavoce di Inter-LGBT, ha esultato: «È un parere storico perché è la prima volta che un’istituzione francese così importante si pronuncia in modo positivo per migliorare i diritti dei trans».
«IDENTITÀ DI GENERE».
Il Cncdh, «cosciente della situazione estremamente precaria e di discriminazione notoria delle persone transessuali, inquietata dalla grande vulnerabilità sociale di questa categoria della popolazione, troppo spesso stigmatizzata, per rimediare a questa situazione e ridare ai trans la loro dignità ritiene necessario» che il governo francese sostituisca nel diritto «i termini “identità sessuale” con “identità di genere”» come indicato anche «dalla giurisprudenza europea e internazionale».
STATO CIVILE.
Oltre a questo richiamo, dettato dalla consapevolezza che «dichiararsi uomo o donna non è una decisione arbitraria ma legata a convinzioni profonde», chiede anche al governo di facilitare le procedure giuridiche e civili per quelle persone che vogliano farsi riconoscere il cambiamento di sesso. Oggi il trans per cambiare stato civile deve presentarsi davanti al giudice con tutti le cartelle mediche che indichino l’avvenuto cambio di sesso.
Domani, propone il Cncdh, bisogna separare il processo medico da quello giuridico: deve bastare presentarsi dal giudice con due testimoni per farsi riconoscere il cambio di sesso, in vista di un controllo da parte delle autorità.
PROTESTE.
Se, come detto, da una parte le associazioni LGBT e il governo esultano per il primo passo della «liberazione transessuale», Olivier Vial, a capo dell’Osservatorio della teoria del gender, ha reagito duramente affermando che il Cncdh «nega il legame tra il corpo e l’identità sessuale e considera la natura come un ostacolo alla libertà».
fonte http://www.tempi.it/Leone Grotti
Il governo di Francois Hollande deve inserire la nozione di “identità di genere” nel diritto francese insieme ad altre proposizioni per porre fine alla discriminazione dei transessuali e rendere più semplice la modifica del loro stato civile. Il richiamo perentorio ai socialisti non arriva da un’associazione LGBT ma dalla Commissione nazionale consultiva per i diritti dell’uomo (Cncdh).
«DIRITTI DEI TRANS».
Il Cncdh, il cui parere è molto influente in Francia, è stato interpellato dal ministro della Giustizia Christiane Taubira, prima relatrice della legge sul matrimonio gay, e il ministro dei diritti delle donne Najat Vallaud. Nicolas Gougain, portavoce di Inter-LGBT, ha esultato: «È un parere storico perché è la prima volta che un’istituzione francese così importante si pronuncia in modo positivo per migliorare i diritti dei trans».
«IDENTITÀ DI GENERE».
Il Cncdh, «cosciente della situazione estremamente precaria e di discriminazione notoria delle persone transessuali, inquietata dalla grande vulnerabilità sociale di questa categoria della popolazione, troppo spesso stigmatizzata, per rimediare a questa situazione e ridare ai trans la loro dignità ritiene necessario» che il governo francese sostituisca nel diritto «i termini “identità sessuale” con “identità di genere”» come indicato anche «dalla giurisprudenza europea e internazionale».
STATO CIVILE.
Oltre a questo richiamo, dettato dalla consapevolezza che «dichiararsi uomo o donna non è una decisione arbitraria ma legata a convinzioni profonde», chiede anche al governo di facilitare le procedure giuridiche e civili per quelle persone che vogliano farsi riconoscere il cambiamento di sesso. Oggi il trans per cambiare stato civile deve presentarsi davanti al giudice con tutti le cartelle mediche che indichino l’avvenuto cambio di sesso.
Domani, propone il Cncdh, bisogna separare il processo medico da quello giuridico: deve bastare presentarsi dal giudice con due testimoni per farsi riconoscere il cambio di sesso, in vista di un controllo da parte delle autorità.
PROTESTE.
Se, come detto, da una parte le associazioni LGBT e il governo esultano per il primo passo della «liberazione transessuale», Olivier Vial, a capo dell’Osservatorio della teoria del gender, ha reagito duramente affermando che il Cncdh «nega il legame tra il corpo e l’identità sessuale e considera la natura come un ostacolo alla libertà».
fonte http://www.tempi.it/Leone Grotti
Lgbt: Milano, nasce la Casa dei diritti contro le discriminazioni sessuali
Dopo il registro delle unioni civili, arriva lo sportello di prevenzione e contrasto alla discriminazione di identità e di genere. Ospiterà anche un ufficio Lgbt. Sabato per le vie della città sfila il corteo della 'Milano Pride Week', da piazza Duca D'Aosta a piazza Oberdan
Milano avrà una 'Casa dei diritti', ospiterà associazioni e coordinerà le attività di prevenzione e contrasto alla discriminazione di identità di genere e orientamento sessuale. Aprirà in autunno in uno spazio del Comune e sarà anche la sede di uno sportello Lgbt (lesbiche, gay, bisex e transgender), realizzato in collaborazione con l'Unar (Ufficio nazionale per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica). Lo annuncia l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino in occasione della "Milano Pride Week" che ha ricevuto il patrocinio del Comune.
Sabato 29 giugno dalle 16.30 per le vie della città sfilerà la decima edizione della "parade", da piazza Duca D'Aosta a piazza Oberdan, lungo corso Buenos Aires. E' organizzata dal Coordinamento Arcobaleno delle associazioni Lgbt di Milano. "Dopo anni di buio e di silenzio la nostra città si conferma laboratorio di diritti civili e punto di riferimento per la lotta alle discriminazioni - ha detto Majorino - Il Comune riconferma il suo impegno a rendere Milano sempre più aperta e attiva nel contrastare ogni forma di discriminazione, anche di genere e di identità sessuale".
A settembre il Comune ha istituito il registro delle unioni civili che conta già più di 1.300 iscritti, tra cui 168 coppie omosessuali. A gennaio Palazzo Marino ha aperto la casella di posta elettronica antidiscriminazioni@comune.milano.it per segnalare casi di discriminazione. Lo scorso maggio, inoltre, il Consiglio comunale ha approvato, dopo più di vent'anni, una delibera di iniziativa popolare per la realizzazione di un Piano contro le discriminazioni che intende attuare entro l'anno.
fonte http://milano.repubblica.it
Milano avrà una 'Casa dei diritti', ospiterà associazioni e coordinerà le attività di prevenzione e contrasto alla discriminazione di identità di genere e orientamento sessuale. Aprirà in autunno in uno spazio del Comune e sarà anche la sede di uno sportello Lgbt (lesbiche, gay, bisex e transgender), realizzato in collaborazione con l'Unar (Ufficio nazionale per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica). Lo annuncia l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino in occasione della "Milano Pride Week" che ha ricevuto il patrocinio del Comune.
Sabato 29 giugno dalle 16.30 per le vie della città sfilerà la decima edizione della "parade", da piazza Duca D'Aosta a piazza Oberdan, lungo corso Buenos Aires. E' organizzata dal Coordinamento Arcobaleno delle associazioni Lgbt di Milano. "Dopo anni di buio e di silenzio la nostra città si conferma laboratorio di diritti civili e punto di riferimento per la lotta alle discriminazioni - ha detto Majorino - Il Comune riconferma il suo impegno a rendere Milano sempre più aperta e attiva nel contrastare ogni forma di discriminazione, anche di genere e di identità sessuale".
A settembre il Comune ha istituito il registro delle unioni civili che conta già più di 1.300 iscritti, tra cui 168 coppie omosessuali. A gennaio Palazzo Marino ha aperto la casella di posta elettronica antidiscriminazioni@comune.milano.it per segnalare casi di discriminazione. Lo scorso maggio, inoltre, il Consiglio comunale ha approvato, dopo più di vent'anni, una delibera di iniziativa popolare per la realizzazione di un Piano contro le discriminazioni che intende attuare entro l'anno.
fonte http://milano.repubblica.it
giovedì 27 giugno 2013
Lgbt: Si terrà sabato 29 giugno il Napoli Campania Pride 2013. Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo testimonial speciali per lo spot promozionale
Mancano davvero pochissime ore al prossimo Campania Pride 2013 che si terrà a Napoli sabato 29 giugno. In questo stesso giorno le comunità del mondo gay e del movimento LBGTQI sfileranno per rivendicare i propri diritti in cinque città italiane: Milano, Bologna, Catania, Napoli, Sardegna, in un unica parata chiamata Onda Pride.
L’obiettivo è quello di smuovere un paese ancora arretrato e restio ad accettare la libertà di orientamento sessuale e dove sono sempre più numerosi gli episodi di razzismo e violenza contro gli omosessuali.
Il Campania Pride 2013 partirà alle ore 17 da piazza Cavour per poi dilagare nelle strade e nelle piazze della città, attraversando piazza Dante, via Toledo, piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito, sfilando per tutto il lungomare arrivando fino a piazza Vittoria. La parata si concluderà con una grande festa di fronte a Castel dell’Ovo, dove al borgo marinari si tiene già ogni venerdì il gay village.
Come viene sottolineato nel manifesto dell’iniziativa:
"Il Pride delle lesbiche, dei gay, delle persone trans, bisessuali, queer, intersessuali, è l’affermazione delle nostre differenze e di tutte le differenze.
Ed è il progetto di una società che su quelle differenze investe, nella ferma convinzione che proprio nelle differenze si trovi la ricetta per uscire da qualsiasi crisi, tappa ineludibile per proiettare questo Paese in un futuro degno della sua Storia."
Per la prima volta al Campania Pride parteciperanno tutte le associazioni Lgbt della regione, che hanno incontrato il sindaco De Magistris e l’assessore alle pari opportunità Giuseppina Tomaselli che ha dichiarato:
"La battaglia per i diritti appartiene allo spirito di questa amministrazione che tra i primi atti compiuti ha posto la costituzione del Registro delle unioni civili e altre iniziative che ci hanno fatto accreditare come città dove i diritti e la lotta per la loro attuazione hanno un forte impegno istituzionale"
Madrina d’eccezione dell’iniziativa Campania Pride sarà l’attrice Isa Danieli, ed altri due celebri testimonial hanno “sposato” l’evento comparendo come protagonisti nello spot promozionale che sta girando in rete: Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo. Entrambi hanno deciso di prestare gratuitamente la propria immagine per un video che, in poco più di minuti, ci fa comprendere l’assurdità di una discriminazione che ancora avviene in Italia e in tutto il mondo nei confronti di chi ha scelto liberamente di amare persone del proprio sesso.
Lo spot è prodotto dal Festival di cinema omosessuale di Napoli OMOVIES organizzato dall’associazione i Ken ONLUS, in collaborazione con Metronapoli ed il Comune di Napoli.
Il corto non è parlato e quindi accessibile anche ai cittadini non italiani, a sottolineare il messaggio che diritti, sentimenti ed orgoglio usano il linguaggio universale della dignità umana.
Un’altra interessante campagna di comunicazione in favore del Napoli Campania Pride 2013 è quella realizzata da Arcigay in collaborazione con Bellomunno, la famosa ditta partenopea di pompe funebri. Finché morte non vi separi è il titolo, ironico ma allo stesso tempo arguto, del claim di questa pubblicità che rivendica il diritto al matrimonio per tutti, e a trascorrere con la persona amata tutti i giorni della propria vita, anche dopo la morte.
Come ha commentato Arcigay Napoli:
"Questo slogan, intenzionalmente dissacrante, accompagnato da un’immagine altrettanto ironica ed irriverente, è stato scelto dalla ditta specializzata in trasporti funebri per sottolineare il paradosso che contraddistingue la vita di tanti omosessuali a cui è ingiustamente negata la”livella” dei diritti"
Per tutte le info sull’iniziativa Napoli Campania Pride 2013 visitare il sito ufficiale:
http://www.napolipride.com/
fonte http://www.napolike.it by Valentina D'Andrea
L’obiettivo è quello di smuovere un paese ancora arretrato e restio ad accettare la libertà di orientamento sessuale e dove sono sempre più numerosi gli episodi di razzismo e violenza contro gli omosessuali.
Il Campania Pride 2013 partirà alle ore 17 da piazza Cavour per poi dilagare nelle strade e nelle piazze della città, attraversando piazza Dante, via Toledo, piazza Trieste e Trento, piazza del Plebiscito, sfilando per tutto il lungomare arrivando fino a piazza Vittoria. La parata si concluderà con una grande festa di fronte a Castel dell’Ovo, dove al borgo marinari si tiene già ogni venerdì il gay village.
Come viene sottolineato nel manifesto dell’iniziativa:
"Il Pride delle lesbiche, dei gay, delle persone trans, bisessuali, queer, intersessuali, è l’affermazione delle nostre differenze e di tutte le differenze.
Ed è il progetto di una società che su quelle differenze investe, nella ferma convinzione che proprio nelle differenze si trovi la ricetta per uscire da qualsiasi crisi, tappa ineludibile per proiettare questo Paese in un futuro degno della sua Storia."
Per la prima volta al Campania Pride parteciperanno tutte le associazioni Lgbt della regione, che hanno incontrato il sindaco De Magistris e l’assessore alle pari opportunità Giuseppina Tomaselli che ha dichiarato:
"La battaglia per i diritti appartiene allo spirito di questa amministrazione che tra i primi atti compiuti ha posto la costituzione del Registro delle unioni civili e altre iniziative che ci hanno fatto accreditare come città dove i diritti e la lotta per la loro attuazione hanno un forte impegno istituzionale"
Madrina d’eccezione dell’iniziativa Campania Pride sarà l’attrice Isa Danieli, ed altri due celebri testimonial hanno “sposato” l’evento comparendo come protagonisti nello spot promozionale che sta girando in rete: Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo. Entrambi hanno deciso di prestare gratuitamente la propria immagine per un video che, in poco più di minuti, ci fa comprendere l’assurdità di una discriminazione che ancora avviene in Italia e in tutto il mondo nei confronti di chi ha scelto liberamente di amare persone del proprio sesso.
Lo spot è prodotto dal Festival di cinema omosessuale di Napoli OMOVIES organizzato dall’associazione i Ken ONLUS, in collaborazione con Metronapoli ed il Comune di Napoli.
Il corto non è parlato e quindi accessibile anche ai cittadini non italiani, a sottolineare il messaggio che diritti, sentimenti ed orgoglio usano il linguaggio universale della dignità umana.
Un’altra interessante campagna di comunicazione in favore del Napoli Campania Pride 2013 è quella realizzata da Arcigay in collaborazione con Bellomunno, la famosa ditta partenopea di pompe funebri. Finché morte non vi separi è il titolo, ironico ma allo stesso tempo arguto, del claim di questa pubblicità che rivendica il diritto al matrimonio per tutti, e a trascorrere con la persona amata tutti i giorni della propria vita, anche dopo la morte.
Come ha commentato Arcigay Napoli:
"Questo slogan, intenzionalmente dissacrante, accompagnato da un’immagine altrettanto ironica ed irriverente, è stato scelto dalla ditta specializzata in trasporti funebri per sottolineare il paradosso che contraddistingue la vita di tanti omosessuali a cui è ingiustamente negata la”livella” dei diritti"
Per tutte le info sull’iniziativa Napoli Campania Pride 2013 visitare il sito ufficiale:
http://www.napolipride.com/
fonte http://www.napolike.it by Valentina D'Andrea
mercoledì 26 giugno 2013
Lgbt: Al via la 56a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, dal 28 giugno al 14 luglio 2013 si alterneranno teatro, danza, musica e opera
Giunge alla sua 56esima edizione il prestigioso Festival dei Due Mondi di Spoleto che si terrà dal 28 giugno al 14 luglio 2013.
Teatro, danza, musica e opera si alterneranno sulla scena del Festival che da sempre porta in Umbria artisti e celebrità internazionali.
Ad inaugurare la 56esima edizione del Festival sarà il grande ritorno alle scene dell’étoile Alessandra Ferri con lo spettacolo “The piano upstairs” con Boyd Gaines e la regia di Giorgio Ferrara.
Seguirà l’opera “Il matrimonio segreto”, un dramma giocoso in due atti di Domenico Cimarosa, per la regia di Quirino Conti. Per l’occasione l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari sarà diretta dal Maestro Ivor Bolton.
Tra gli appuntamenti immancabili “The old woman” per la regia di Robert Wilson con Mikhail Baryshnikov e Willem Dafoe, dal racconto di Daniil Kharms, uno dei pù grandi autori russi d’avanguardia, “Il ritorno a casa” di Harold Pinter diretto da Peter Stein, uno dei lavori più cupi dell’autore sul rapporto precario tra i sessi, “Pornografia” tratto da un’opera Witold Gombrowicz per la regia di Luca Ronconi e con “La Trilogie Des Iles – Tre storie di vendetta, perdono, amore e libertà”di Irina Brook composta da “Une Odysee”, “Tempéte” e “L’ile des escalves”, un’avventura piena d’azione alla ricerca di se stessi.
Grande attesa per lo spettacolo di Adriana Asti che porta in scena “La voce umana” e “Il bell’indifferente” di Jean Cocteau, diretto da Benoit Jacquot.
Continua la collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, che dopo aver portato in scena Oriana Fallaci e Indro Montanelli, quest’anno presenta un progetto dedicato al Cardinale Carlo Maria Martini con lo spettacolo “Martini: il Cardinale e gli altri”, di Marco Garzonio, con Paolo Bonacelli e Lucilla Giagnoni, per la regia di Felice Cappa.
Dopo il grandissimo successo dell’anno passato, si riconferma l’appuntamento con il ciclo di Prediche che prenderanno spunto dalle Opere di Misericordia.
Da un testo di Pietro Grasso, Presidente del Senato, Sebastiano Lo Monaco e Anna Galiena portano in scena “Dopo il silenzio” con la regia di Alessio Pizzech, un dialogo acceso e vibrante che mette di fronte due generazioni.
Tra gli spettacoli da segnalare anche “Green Porno”di Isabella Rossellini, una particolare indagine sul sesso nel mondo animale, dai pachidermi agli insetti e “La sciantosa” con Serena Autieri, un viaggio alle radici della canzone napoletana.
Per la Danza il Festival rinnoverà il suo appuntamento con le maggiori compagnie al mondo. Ad esibirsi quest’anno sul palco del Teatro Romano “Dance Group Mmdg Music Ensemble” di Mark Morris che porterà in scena il suo profondo e sofisticato amore per la musica che ha cambiato il modo in cui il pubblico guarda alla danza moderna e “L. A. Dance Project” di Benjamin Millepied, Nuovo Direttore del Corpo di Ballo dell’Opera de Paris, che presenta la sua compagnia in un programma in prima italiana assoluta in esclusiva per il Festival dei Due Mondi.
Chiuderà il Festival l’immancabile Concerto Finale “Verdi Wagner Gala” diretto quest’anno dal grande Maestro James Conlon, con la Filarmonica della Scala
Per la musica da segnalare anche “Carlos Kleiber - Il titano solitario” scritto da Valerio Cappelli e Mario Sesti , un intrecciarsi di musica e video che ritrae un artista che ha profondamente segnato il Novecento., il concerto in Piazza Duomo di Raphael Gualazzi, “Croquefer & Tulipatan” e le operette buffe di Jacques Offenbach con la direzione musicale di Christophe Grapperon.
Maggiori informazioni: www.festivaldispoleto.com
fonte http://www.fermataspettacolo.it
Teatro, danza, musica e opera si alterneranno sulla scena del Festival che da sempre porta in Umbria artisti e celebrità internazionali.
Ad inaugurare la 56esima edizione del Festival sarà il grande ritorno alle scene dell’étoile Alessandra Ferri con lo spettacolo “The piano upstairs” con Boyd Gaines e la regia di Giorgio Ferrara.
Seguirà l’opera “Il matrimonio segreto”, un dramma giocoso in due atti di Domenico Cimarosa, per la regia di Quirino Conti. Per l’occasione l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari sarà diretta dal Maestro Ivor Bolton.
Tra gli appuntamenti immancabili “The old woman” per la regia di Robert Wilson con Mikhail Baryshnikov e Willem Dafoe, dal racconto di Daniil Kharms, uno dei pù grandi autori russi d’avanguardia, “Il ritorno a casa” di Harold Pinter diretto da Peter Stein, uno dei lavori più cupi dell’autore sul rapporto precario tra i sessi, “Pornografia” tratto da un’opera Witold Gombrowicz per la regia di Luca Ronconi e con “La Trilogie Des Iles – Tre storie di vendetta, perdono, amore e libertà”di Irina Brook composta da “Une Odysee”, “Tempéte” e “L’ile des escalves”, un’avventura piena d’azione alla ricerca di se stessi.
Grande attesa per lo spettacolo di Adriana Asti che porta in scena “La voce umana” e “Il bell’indifferente” di Jean Cocteau, diretto da Benoit Jacquot.
Continua la collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, che dopo aver portato in scena Oriana Fallaci e Indro Montanelli, quest’anno presenta un progetto dedicato al Cardinale Carlo Maria Martini con lo spettacolo “Martini: il Cardinale e gli altri”, di Marco Garzonio, con Paolo Bonacelli e Lucilla Giagnoni, per la regia di Felice Cappa.
Dopo il grandissimo successo dell’anno passato, si riconferma l’appuntamento con il ciclo di Prediche che prenderanno spunto dalle Opere di Misericordia.
Da un testo di Pietro Grasso, Presidente del Senato, Sebastiano Lo Monaco e Anna Galiena portano in scena “Dopo il silenzio” con la regia di Alessio Pizzech, un dialogo acceso e vibrante che mette di fronte due generazioni.
Tra gli spettacoli da segnalare anche “Green Porno”di Isabella Rossellini, una particolare indagine sul sesso nel mondo animale, dai pachidermi agli insetti e “La sciantosa” con Serena Autieri, un viaggio alle radici della canzone napoletana.
Per la Danza il Festival rinnoverà il suo appuntamento con le maggiori compagnie al mondo. Ad esibirsi quest’anno sul palco del Teatro Romano “Dance Group Mmdg Music Ensemble” di Mark Morris che porterà in scena il suo profondo e sofisticato amore per la musica che ha cambiato il modo in cui il pubblico guarda alla danza moderna e “L. A. Dance Project” di Benjamin Millepied, Nuovo Direttore del Corpo di Ballo dell’Opera de Paris, che presenta la sua compagnia in un programma in prima italiana assoluta in esclusiva per il Festival dei Due Mondi.
Chiuderà il Festival l’immancabile Concerto Finale “Verdi Wagner Gala” diretto quest’anno dal grande Maestro James Conlon, con la Filarmonica della Scala
Per la musica da segnalare anche “Carlos Kleiber - Il titano solitario” scritto da Valerio Cappelli e Mario Sesti , un intrecciarsi di musica e video che ritrae un artista che ha profondamente segnato il Novecento., il concerto in Piazza Duomo di Raphael Gualazzi, “Croquefer & Tulipatan” e le operette buffe di Jacques Offenbach con la direzione musicale di Christophe Grapperon.
Maggiori informazioni: www.festivaldispoleto.com
fonte http://www.fermataspettacolo.it
Lgbt Cinema: I vincitori del Festival MIX Milano 2013, concorso Lungometraggi
La Giuria del 27° Festival MIX Milano – Concorso Lungometraggi, composta da Ida Bozzi, Mattia Carzaniga, Giuseppe Isgrò, Elena Russo Arman, Luca Scarlini, assegna i premi:
Miglior Film a
IN THE NAME OF (in foto) di Malgorzata Szumowska / Polonia 2013 / 102’
Con la seguente motivazione: Perché affronta un paesaggio umano e naturale ostile, fortemente segnato dalle stimmate di un cattolicesimo antico, illuminando una fisionomia umana schiacciata fra desiderio e ubbidienza. Balla coi papi!
Menzione Speciale (per il contributo artistico) a:
NOOR di Guillaume Giovanetti, Cagla Zencirci / Francia-Pakistan 2012 / 79′
Con la seguente motivazione: Un viaggio tra antropologia e misticismo ai confini del gender. Quando i sessi non bastano, l'anarchia del sogno trionfa.
Menzione Speciale (per la migliore interpretazione delle due attrici) a:
FACING MIRRORS di Negar Azarbayjani / Iran 2011 / 102′
Con la seguente motivazione: Perché incarnano nella naturalezza del quotidiano, l'avventura senza scampo del proprio destino.
Concorso Documentari
La Giuria del 27° Festival MIX Milano – Concorso Documentari, composta da Valeria Muscolino, Alcide Pierantozzi, Sara Sagrati, Matteo Scarduelli, Paolo Soravia, assegna i premi:
Miglior Documentario a
LES INVISIBLES di Sébastien Lifshitz / Francia, 2012 / 115′
Con la seguente motivazione: Ci sono film che precorrono i tempi, altri che restituiscono una parziale visione della Storia. Con LES INVISIBLES, Sébastien Lifshitz costruisce un toccante mosaico di storie riportandoci in una natura, ambientale ma anche di identità, che punta i riflettori della memoria su un passato, oggi più che mai necessario conoscere e ricordare.
Menzioni speciali a
LE COCCINELLE - SCENEGGIATA TRANSESSUALE di Emanuela Pirelli / Italia 2011 / 60′
Con la seguente motivazione: Per la naturalità con cui Emanuela Pirelli racconta le sue protagoniste.
LE LESBICHE NON ESISTONO di Giovanna Selis e Laura Landi / Italia 2013 / 60′
Con la seguente motivazione: Film necessario per conoscere una realtà troppo spesso ignorata ricercando allo stesso tempo le parole giuste per darle voce.
Concorso Cortometraggi
La Giuria del 27° Festival MIX Milano – Concorso Cortometraggi, composta da Lucia Andreucci, Luca Donnini, Pasquale Marrazzo, Giulia Sbernini, assegna i premi:
Miglior Cortometraggio a
IT'S NOT A COWBOY MOVIE di Benjamin Parent / Francia 2011 / 12’
Con la seguente motivazione: Squisita fotografia di adolescenti chiusi in bagno durante l'intervallo a scambiarsi impressioni sul film "Brokeback mountain" passato in tv la sera prima. Con ironia e delicatezza lentamente emergono emozioni fuori dagli schemi in quell'età in cui tutto è ancora da scoprire.
Menzione speciale "Sguardi italiani" a
RE(L)AZIONI A CATENA di Silvia Novelli - Badhole Video / Italia 2012-2013 / 27’
Con la seguente motivazione: Perchè è una sit com originale, che ci ha offerto uno sguardo fresco e inedito. Scritto, girato e interpretato bene, Relazioni A Catena è bello da guardare, perché riesce a elevare il linguaggio e gli standard qualitativi di genere. Ed è un progetto di respiro internazionale, che porta finalmente sullo schermo un immaginario profondamente italiano.
Menzione speciale a
UNDRESS ME di Victor Lindgren / Svezia 2013 / 9’
Con la seguente motivazione: Un incontro che racconta con delicatezza e ironia la difficoltà di conoscere e accettare un corpo sconosciuto. Un gioco di provocazioni che porta in scena la sofferenza, ma anche la naturalezza, di chi fa un percorso per cambiare e finalmente riconoscersi nel proprio corpo. Anche quando, negli occhi degli altri, c'è più curiosità che interesse.
fonte http://www.cinemaitaliano.info
Miglior Film a
IN THE NAME OF (in foto) di Malgorzata Szumowska / Polonia 2013 / 102’
Con la seguente motivazione: Perché affronta un paesaggio umano e naturale ostile, fortemente segnato dalle stimmate di un cattolicesimo antico, illuminando una fisionomia umana schiacciata fra desiderio e ubbidienza. Balla coi papi!
Menzione Speciale (per il contributo artistico) a:
NOOR di Guillaume Giovanetti, Cagla Zencirci / Francia-Pakistan 2012 / 79′
Con la seguente motivazione: Un viaggio tra antropologia e misticismo ai confini del gender. Quando i sessi non bastano, l'anarchia del sogno trionfa.
Menzione Speciale (per la migliore interpretazione delle due attrici) a:
FACING MIRRORS di Negar Azarbayjani / Iran 2011 / 102′
Con la seguente motivazione: Perché incarnano nella naturalezza del quotidiano, l'avventura senza scampo del proprio destino.
Concorso Documentari
La Giuria del 27° Festival MIX Milano – Concorso Documentari, composta da Valeria Muscolino, Alcide Pierantozzi, Sara Sagrati, Matteo Scarduelli, Paolo Soravia, assegna i premi:
Miglior Documentario a
LES INVISIBLES di Sébastien Lifshitz / Francia, 2012 / 115′
Con la seguente motivazione: Ci sono film che precorrono i tempi, altri che restituiscono una parziale visione della Storia. Con LES INVISIBLES, Sébastien Lifshitz costruisce un toccante mosaico di storie riportandoci in una natura, ambientale ma anche di identità, che punta i riflettori della memoria su un passato, oggi più che mai necessario conoscere e ricordare.
Menzioni speciali a
LE COCCINELLE - SCENEGGIATA TRANSESSUALE di Emanuela Pirelli / Italia 2011 / 60′
Con la seguente motivazione: Per la naturalità con cui Emanuela Pirelli racconta le sue protagoniste.
LE LESBICHE NON ESISTONO di Giovanna Selis e Laura Landi / Italia 2013 / 60′
Con la seguente motivazione: Film necessario per conoscere una realtà troppo spesso ignorata ricercando allo stesso tempo le parole giuste per darle voce.
Concorso Cortometraggi
La Giuria del 27° Festival MIX Milano – Concorso Cortometraggi, composta da Lucia Andreucci, Luca Donnini, Pasquale Marrazzo, Giulia Sbernini, assegna i premi:
Miglior Cortometraggio a
IT'S NOT A COWBOY MOVIE di Benjamin Parent / Francia 2011 / 12’
Con la seguente motivazione: Squisita fotografia di adolescenti chiusi in bagno durante l'intervallo a scambiarsi impressioni sul film "Brokeback mountain" passato in tv la sera prima. Con ironia e delicatezza lentamente emergono emozioni fuori dagli schemi in quell'età in cui tutto è ancora da scoprire.
Menzione speciale "Sguardi italiani" a
RE(L)AZIONI A CATENA di Silvia Novelli - Badhole Video / Italia 2012-2013 / 27’
Con la seguente motivazione: Perchè è una sit com originale, che ci ha offerto uno sguardo fresco e inedito. Scritto, girato e interpretato bene, Relazioni A Catena è bello da guardare, perché riesce a elevare il linguaggio e gli standard qualitativi di genere. Ed è un progetto di respiro internazionale, che porta finalmente sullo schermo un immaginario profondamente italiano.
Menzione speciale a
UNDRESS ME di Victor Lindgren / Svezia 2013 / 9’
Con la seguente motivazione: Un incontro che racconta con delicatezza e ironia la difficoltà di conoscere e accettare un corpo sconosciuto. Un gioco di provocazioni che porta in scena la sofferenza, ma anche la naturalezza, di chi fa un percorso per cambiare e finalmente riconoscersi nel proprio corpo. Anche quando, negli occhi degli altri, c'è più curiosità che interesse.
fonte http://www.cinemaitaliano.info
Lgbt: VI edizione del Padova Pride Village, tre giorni di grande musica e spettacolo, Venerdì 28 giugno l'inaugurazione con Loredana Bertè
Dal 28 al 30 giugno tre giorni di grande musica e spettacolo apriranno la sesta edizione del Padova Pride Village alla Fiera di Padova.
Venerdì 28 giugno, a tagliare il nastro di apertura sarà Loredana Bertè, indomita rocker italiana, che ha scelto il palco della “festa di tutti” come prima data della sua nuova tournè “Bandabertè 2013”, dopo il successo della data zero di Rapallo.
Per il nuovo tour, definito dall’amico Renato Zero, in occasione dei Wind Music Awards 2013 del 3 giugno scorso, come una «nuova tournée new-age, una cosa incredibile», Loredana Bertè ha riunito attorno a sè una nuova e giovane band chiamata, appunto “Banda Bertè 2013”, a rievocare quella mitica di fine anni ’70, nella quale facevano parte Mario Lavezzi, Bob Callero e Walter Calloni.
Insieme alla storica vocalist Aida Cooper, la Bertè canterà sul palco canzoni bellissime e intense, riproponendo alcuni dei suoi più grandi successi firmati da autori quali Ivano Fossati, Mario Lavezzi, Enrico Ruggeri, Maurizio Piccoli, Bruno Lauzi, Djavan, Pino Daniele, Edoardo Bennato. Da “Non sono una signora” a “E la luna Bussò” fino a “Sei bellissima” e “il Mare d’inverno”. Interpretate con la grinta che caratterizza la cantante, in maniera passionale e viscerale. Perché nonostante la sua vita personale tormentata, Loredana Berté resta un’artista straordinaria che interpreta grandi canzoni con il talento ed il carisma che la contraddistinguono, rendendola da sempre la più grande rocker italiana.
Quasi a voler rivivere quel Sanremo del 2008 che le ha viste duettare insieme sulle note di “Musica e Parole”, nonchè l’EP “Lola & Angiolina Project “ del 2009, domenica 30 giugno sul palco del Pride Village si esibirà un’altra voce storica della musica italiana, Ivana Spagna, impegnata nel “Four Tour”. La tournée prende il nome dell’omonimo disco,“Four“, ultimo album in inglese uscito lo scorso inverno che vede, tra gli altri, collaborazioni di pregio internazionale come Dominique Miller, già chitarrista di Sting, il trombettista Fabrizio Bosso e il grande Ronnie Jones. Accompagnata da una band di sei musicisti, l’artista proporrà oltre due ore di spettacolo con il meglio del suo repertorio , dal periodo “Inglese” a quello “Italiano” passando da “Easy Lady” e “Call Me” a “Gente come noi” e “Il cerchio della vita” (dal film cartoon della Walt Disney “Il Re Leone”) in un crescendo di spettacolo e di emozioni.
Sabato 29 giugno ritornano, invece, due appuntamenti di grande successo delle precedendi stagioni del Padova Pride Village. Riparte, infatti, CineVillage, rassegna cinematografica in collaborazione con il Queer Lion Award di Venezia.
Evento speciale sabato alle 21.00 con la presentazione del video “What about Alice?” del regista Daniele Sartori, già autore del video di “Stage of life” dei Panama Skyscrapers, colonna ufficiale del Village 2013. Installato all’esposizione “Sapere aude- circuito off” della 55ma Biennale d’Arte di Venezia, “What about Alice?” è una reinterpretazione video art del notissimo testo di Carroll, un’irriverente versione queer-dark di una Alice invecchiata e ormai lontana dal paese delle meraviglie.
A seguire la proiezione del documentario “Il Rosa Nudo”, diretto da Giovanni Coda, lavoro di cinema sperimentale ispirato alla vita di Pierre Seel, deportato a 17 anni nel campo di Schimerck dove assistette all’atroce morte del compagno.
Entrambe le proiezioni saranno introdotte dal giornalista e critico cinematografico italiano Vincenzo Patanè.
Grande ritorno, sabato 29, anche per il “Village Talent”, concorso per nuovi talenti condotto da Leonardo Feltrin e Federica Fabbri. Particolarmente importanti i premi di questa edizione 2013. Il primo classificato si aggiudicherà, infatti, un ingaggio offerto dalla società di promozione cinematografica musicale e fotografica PRM Communication Los Angeles-Roma e da PH Corrado Ferrante Press Office.
Chi arriverà al secondo posto vincerà un book fotografico professionale offerta dalla Bookin’Agency di Milano. Nel corso della serata finale del Talent, sabato 31 agosto, verrà inoltre consegnato il premio “Talento emergente” a una persona o un gruppo dotato di una potenzialità, a insindacabile giudizio della giuria, meritevole di essere coltivata: una borsa studio offerta dalla Dreaming Academy.
Tutte le sere, inoltre, a partire dalle 20.00, riparte Radiovillage, momento in infotaiment condotto dalla speaker di Radio Company Loredana Forleo con Giusva, Leonardo, Manuel e Lia. Nelle due piste del Village si balla con Enrico Meloni DJ, Graziano Diesis DJ, Mr. Roger DJ, Marshall Fent DJ e Andrea De Luca DJ.
Padova Pride Village è anche sinonimo di socializzazione e buona cucina.
I visitatori potranno usufruire di sei aree food: un ristorante di pesce, un ristorante specializzato in carne alla griglia, un ristorante egiziano, una paninoteca, una pizzeria e un’enoteca.
Confermano inoltre la loro presenza anche storici bar padovani quali Anima, Perché no, Vidrò, Flexo Club, Candy Bar, Caligola, G People, P Bar che si alterneranno nel corso della manifestazione. Completano il tutto aree relax appositamente attrezzate e un’area shop lungo il Boulevard.
fonte http://www.spettacolinews.it/di Cristian Pedrazzini
Venerdì 28 giugno, a tagliare il nastro di apertura sarà Loredana Bertè, indomita rocker italiana, che ha scelto il palco della “festa di tutti” come prima data della sua nuova tournè “Bandabertè 2013”, dopo il successo della data zero di Rapallo.
Per il nuovo tour, definito dall’amico Renato Zero, in occasione dei Wind Music Awards 2013 del 3 giugno scorso, come una «nuova tournée new-age, una cosa incredibile», Loredana Bertè ha riunito attorno a sè una nuova e giovane band chiamata, appunto “Banda Bertè 2013”, a rievocare quella mitica di fine anni ’70, nella quale facevano parte Mario Lavezzi, Bob Callero e Walter Calloni.
Insieme alla storica vocalist Aida Cooper, la Bertè canterà sul palco canzoni bellissime e intense, riproponendo alcuni dei suoi più grandi successi firmati da autori quali Ivano Fossati, Mario Lavezzi, Enrico Ruggeri, Maurizio Piccoli, Bruno Lauzi, Djavan, Pino Daniele, Edoardo Bennato. Da “Non sono una signora” a “E la luna Bussò” fino a “Sei bellissima” e “il Mare d’inverno”. Interpretate con la grinta che caratterizza la cantante, in maniera passionale e viscerale. Perché nonostante la sua vita personale tormentata, Loredana Berté resta un’artista straordinaria che interpreta grandi canzoni con il talento ed il carisma che la contraddistinguono, rendendola da sempre la più grande rocker italiana.
Quasi a voler rivivere quel Sanremo del 2008 che le ha viste duettare insieme sulle note di “Musica e Parole”, nonchè l’EP “Lola & Angiolina Project “ del 2009, domenica 30 giugno sul palco del Pride Village si esibirà un’altra voce storica della musica italiana, Ivana Spagna, impegnata nel “Four Tour”. La tournée prende il nome dell’omonimo disco,“Four“, ultimo album in inglese uscito lo scorso inverno che vede, tra gli altri, collaborazioni di pregio internazionale come Dominique Miller, già chitarrista di Sting, il trombettista Fabrizio Bosso e il grande Ronnie Jones. Accompagnata da una band di sei musicisti, l’artista proporrà oltre due ore di spettacolo con il meglio del suo repertorio , dal periodo “Inglese” a quello “Italiano” passando da “Easy Lady” e “Call Me” a “Gente come noi” e “Il cerchio della vita” (dal film cartoon della Walt Disney “Il Re Leone”) in un crescendo di spettacolo e di emozioni.
Sabato 29 giugno ritornano, invece, due appuntamenti di grande successo delle precedendi stagioni del Padova Pride Village. Riparte, infatti, CineVillage, rassegna cinematografica in collaborazione con il Queer Lion Award di Venezia.
Evento speciale sabato alle 21.00 con la presentazione del video “What about Alice?” del regista Daniele Sartori, già autore del video di “Stage of life” dei Panama Skyscrapers, colonna ufficiale del Village 2013. Installato all’esposizione “Sapere aude- circuito off” della 55ma Biennale d’Arte di Venezia, “What about Alice?” è una reinterpretazione video art del notissimo testo di Carroll, un’irriverente versione queer-dark di una Alice invecchiata e ormai lontana dal paese delle meraviglie.
A seguire la proiezione del documentario “Il Rosa Nudo”, diretto da Giovanni Coda, lavoro di cinema sperimentale ispirato alla vita di Pierre Seel, deportato a 17 anni nel campo di Schimerck dove assistette all’atroce morte del compagno.
Entrambe le proiezioni saranno introdotte dal giornalista e critico cinematografico italiano Vincenzo Patanè.
Grande ritorno, sabato 29, anche per il “Village Talent”, concorso per nuovi talenti condotto da Leonardo Feltrin e Federica Fabbri. Particolarmente importanti i premi di questa edizione 2013. Il primo classificato si aggiudicherà, infatti, un ingaggio offerto dalla società di promozione cinematografica musicale e fotografica PRM Communication Los Angeles-Roma e da PH Corrado Ferrante Press Office.
Chi arriverà al secondo posto vincerà un book fotografico professionale offerta dalla Bookin’Agency di Milano. Nel corso della serata finale del Talent, sabato 31 agosto, verrà inoltre consegnato il premio “Talento emergente” a una persona o un gruppo dotato di una potenzialità, a insindacabile giudizio della giuria, meritevole di essere coltivata: una borsa studio offerta dalla Dreaming Academy.
Tutte le sere, inoltre, a partire dalle 20.00, riparte Radiovillage, momento in infotaiment condotto dalla speaker di Radio Company Loredana Forleo con Giusva, Leonardo, Manuel e Lia. Nelle due piste del Village si balla con Enrico Meloni DJ, Graziano Diesis DJ, Mr. Roger DJ, Marshall Fent DJ e Andrea De Luca DJ.
Padova Pride Village è anche sinonimo di socializzazione e buona cucina.
I visitatori potranno usufruire di sei aree food: un ristorante di pesce, un ristorante specializzato in carne alla griglia, un ristorante egiziano, una paninoteca, una pizzeria e un’enoteca.
Confermano inoltre la loro presenza anche storici bar padovani quali Anima, Perché no, Vidrò, Flexo Club, Candy Bar, Caligola, G People, P Bar che si alterneranno nel corso della manifestazione. Completano il tutto aree relax appositamente attrezzate e un’area shop lungo il Boulevard.
fonte http://www.spettacolinews.it/di Cristian Pedrazzini
venerdì 21 giugno 2013
Paper Project affida la sua nuovissima rubrica Lgbt all'attore Giovanni Rho
Dai palchi di New York a quelli italiani, dalle recensioni positive del New York Times ai complimenti del Boston Edge, dalle partecipazioni in serie TV come Ugly Betty, Gossip Girl, Rescue me, Sex & the City 2 al mondo della pubblicità…
Paper Project affida la sua nuovissima rubrica dedicata al mondo LGBT al carismatico e poliedrico attore italiano Giovanni Rho, ultima new entry nella sempre più animata redazione del primo ed unico blog-magazine italiano a trazione corale (oltre 60 le firme di rilievo che hanno già aderito al progetto, tra blogger, web star e giornalisti provenienti dalla stampa nazionale).
“Porterò su Paper Project il mio umorismo pungente, la mia personalità egocentrica e il mio stile scanzonato”, questo il ‘taglio editoriale’ dichiarato da Giovanni Rho al varo della sua nuova rubrica chiamata G's world che, dopo un debutto d’approfondimento, dedicato all’app Grindr, ultimo ritrovato per appuntamenti al buio per utenti gay/bisex, seguirà in esclusiva per Paper Project la ventisettesima edizione del Festival MIX Milano (19-24 giugno Teatro Strehler), lo storico festival internazionale dedicato al Cinema Gaylesbico e queer colture.
L’apertura di una rubrica espressamente dedicata al mondo Gay e più in generale a quello LGBT arricchisce la già variegata offerta editoriale di Paper Project che amplia così la propria platea che day by day segue gli ultimi aggiornamenti nel campo Lifestyle, Design, Food, Sport, Mamme, Viaggi, Fashion, Beauty, Cinema, Lavoro, Sesso, Musica, Diritti rosa, Libri, Cultura e Green.
Paper Project è il primo magazine on-line firmato da più di 60 blogger, donne e uomini, coordinati dalla giornalista fondatrice Chiara Fornari. Lifestyle, Design, Food, Sport, Mamme, Viaggi, Fashion, Beauty, Cinema, Lavoro, Sesso, Musica, Diritti Rosa, Libri, Cultura, Green sono le categorie trattate quotidianamente dalla redazione che oltre a vantare il meglio dal Web, numerosi influencer e star della Rete, annovera numerosi giornalisti provenienti dalle principali testate editoriali nazionali. Nato da un’idea di Chiara Fornari, Paola Toia e Francesca Bello, Paper Project è la prima ed unica cross news platform a trazione corale mai realizzata in Italia. http://paperproject.it/
fonte http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=15285
Paper Project affida la sua nuovissima rubrica dedicata al mondo LGBT al carismatico e poliedrico attore italiano Giovanni Rho, ultima new entry nella sempre più animata redazione del primo ed unico blog-magazine italiano a trazione corale (oltre 60 le firme di rilievo che hanno già aderito al progetto, tra blogger, web star e giornalisti provenienti dalla stampa nazionale).
“Porterò su Paper Project il mio umorismo pungente, la mia personalità egocentrica e il mio stile scanzonato”, questo il ‘taglio editoriale’ dichiarato da Giovanni Rho al varo della sua nuova rubrica chiamata G's world che, dopo un debutto d’approfondimento, dedicato all’app Grindr, ultimo ritrovato per appuntamenti al buio per utenti gay/bisex, seguirà in esclusiva per Paper Project la ventisettesima edizione del Festival MIX Milano (19-24 giugno Teatro Strehler), lo storico festival internazionale dedicato al Cinema Gaylesbico e queer colture.
L’apertura di una rubrica espressamente dedicata al mondo Gay e più in generale a quello LGBT arricchisce la già variegata offerta editoriale di Paper Project che amplia così la propria platea che day by day segue gli ultimi aggiornamenti nel campo Lifestyle, Design, Food, Sport, Mamme, Viaggi, Fashion, Beauty, Cinema, Lavoro, Sesso, Musica, Diritti rosa, Libri, Cultura e Green.
Paper Project è il primo magazine on-line firmato da più di 60 blogger, donne e uomini, coordinati dalla giornalista fondatrice Chiara Fornari. Lifestyle, Design, Food, Sport, Mamme, Viaggi, Fashion, Beauty, Cinema, Lavoro, Sesso, Musica, Diritti Rosa, Libri, Cultura, Green sono le categorie trattate quotidianamente dalla redazione che oltre a vantare il meglio dal Web, numerosi influencer e star della Rete, annovera numerosi giornalisti provenienti dalle principali testate editoriali nazionali. Nato da un’idea di Chiara Fornari, Paola Toia e Francesca Bello, Paper Project è la prima ed unica cross news platform a trazione corale mai realizzata in Italia. http://paperproject.it/
fonte http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=15285
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LGBT: PALERMO PRIDE DOMANI 22 GIUGNO: LA MINISTRA FRANCESE TAUBIRA "TOCCATA DALLE PAROLE DI ELOGIO..."
Palermo, Christiane Taubira, ministra francese della Giustizia e promotrice della legge che ha allargato a tutti il matrimonio in Francia, ha inviato un messaggio all’associazione Rete Lenford - avvocatura per i diritti LGBT in merito al Palermo pride.
Il Palermo pride nazionale 2013, che si è aperto con la ministra Idem e con la terza carica dello Stato, Laura Boldrini, grazie al patrocinio dell'Ambasciata degli Stati
Uniti, che ha inviato un videomessaggio visibile ala fine del post, allapartecipazione tra i relatori di attivisti ugandesi, algerini, russi, francesi, etc, e con il messaggio della ministra Taubira, acquisisce una dimensione ed un rilievo sempre più internazionale.
Di seguito il messaggio della ministra Taubira :
Caro Presidente
Christiane Taubira, Ministra della Giustizia, Guardasigilli ha ricevuto la Sua lettera con La quale La invitava ad aprire il convegno internazionale dedicato alla Tutela dei diritti umani delle persone lgbti che Rete Lenford organizza a Palermo insieme ad Amnesty international.
La Ministra è estremamente sensibile e interessata alle questioni che saranno discusse, è stata toccata dalle parole di elogio che avete indirizzato nei suoi riguardi e tiene molto a ringraziarvene.
Purtroppo i vincoli stringenti della sua agenda di impegni le impediscono di partecipare a questa iniziativa.
Le sarei grata se facesse parte del suo dispiacere di non essere con voi a tutti i partecipanti al convegno cui la Ministra chiede di voler trasmettere i suoi più cordiali pensieri.
La Ministra tiene molto, inoltre, a manifestare il suo apprezzamento per le azioni condotte dall’Associazione che Lei presiede e di cui ha preso conoscenza con grande attenzione attraverso i documenti ricevuti.
Voglia gradire, Caro Presidente i miei più distinsti saluti
Florence GOUACHE
Capo di Gabinetto della Ministra della Giustizia francese
fonte http://parcodeinebrodi.blogspot.it
Il Palermo pride nazionale 2013, che si è aperto con la ministra Idem e con la terza carica dello Stato, Laura Boldrini, grazie al patrocinio dell'Ambasciata degli Stati
Uniti, che ha inviato un videomessaggio visibile ala fine del post, allapartecipazione tra i relatori di attivisti ugandesi, algerini, russi, francesi, etc, e con il messaggio della ministra Taubira, acquisisce una dimensione ed un rilievo sempre più internazionale.
Di seguito il messaggio della ministra Taubira :
Caro Presidente
Christiane Taubira, Ministra della Giustizia, Guardasigilli ha ricevuto la Sua lettera con La quale La invitava ad aprire il convegno internazionale dedicato alla Tutela dei diritti umani delle persone lgbti che Rete Lenford organizza a Palermo insieme ad Amnesty international.
La Ministra è estremamente sensibile e interessata alle questioni che saranno discusse, è stata toccata dalle parole di elogio che avete indirizzato nei suoi riguardi e tiene molto a ringraziarvene.
Purtroppo i vincoli stringenti della sua agenda di impegni le impediscono di partecipare a questa iniziativa.
Le sarei grata se facesse parte del suo dispiacere di non essere con voi a tutti i partecipanti al convegno cui la Ministra chiede di voler trasmettere i suoi più cordiali pensieri.
La Ministra tiene molto, inoltre, a manifestare il suo apprezzamento per le azioni condotte dall’Associazione che Lei presiede e di cui ha preso conoscenza con grande attenzione attraverso i documenti ricevuti.
Voglia gradire, Caro Presidente i miei più distinsti saluti
Florence GOUACHE
Capo di Gabinetto della Ministra della Giustizia francese
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Lgbt: Teatro alla Scala, ecco i titoli della stagione 2013-2014, protagonista assoluto Roberto Bolle
Presentata a Milano la stagione 2013-2014 della Scala
Prosegue l’omaggio a Giuseppe Verdi, con ben tre titoli in cartellone; protagonista assoluto Roberto Bolle: l’étoile interpreta il “Romeo e Giulietta” e una nuova produzione firmata da Alexei Ratmansky.
Si chiude l’anno delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Si apre all’insegna del compositore di Busseto la nuova stagione della Scala. Svelati i programmi 2013-2014 dello storico teatro milanese: la tradizionale prima del 7 dicembre vede in cartellone La traviata diretta da Daniele Gatti, con l’esordio della soprano tedesca Diana Damrau nel ruolo di Violetta, parte congeniale allo straordinario colore della sua voce.
Dieci le opere in programma, con grande attenzione agli autori italiani. Verdi, appunto – oltre a La traviata anche il Simon Boccanegra diretto da Daniel Barenboim e interpretato da Placido Domingo e Il trovatore – e poi Mascagni, Rossini e Donizetti; ma non manca anche il Così fan tutte di Mozart, l’ultima delle tre opere italiane del genio austriaco, scritta su libretto di Lorenzo da Ponte. Inevitabile infine l’omaggio a Richard Strauss, celebrato nel centocinquantesimo anniversario della nascita.
Prevista a maggio la messa in scena del capolavoro del compositore austriaco: l’Elektra , opera lirica su libretto di Hugo von Hofmansthal prodotta in collaborazione con il Metropolitan di New York.
Grandi firme sul fronte del balletto: c’è attesa per il Romeo e Giulietta coreografato da Kenneth McMillan e interpretato da étoile del calibro di Roberto Bolle e Svetlana Zacharova, che tornano insieme sul palco della Scala dopo il successo del Giselle del 2012.
I due ballerini sono protagonisti assoluti anche nel corso della serata speciale dedicata ad Alexei Ratmansky, in uno spettacolo che vede il debutto di Opera , nuova produzione creata in esclusiva a Milano.
Ospiti importanti per una stagione che promette altissima qualità.
Tra le bacchette più celebri quelle di Riccardo Chailly e Daniel Harding, ormai passato da giovane promessa ad autentica star della classica; tra le voci più intense e amate quelle di Rolando Villàzon e Piotr Beczala.
fonte http://arte.sky.it/
Prosegue l’omaggio a Giuseppe Verdi, con ben tre titoli in cartellone; protagonista assoluto Roberto Bolle: l’étoile interpreta il “Romeo e Giulietta” e una nuova produzione firmata da Alexei Ratmansky.
Si chiude l’anno delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Si apre all’insegna del compositore di Busseto la nuova stagione della Scala. Svelati i programmi 2013-2014 dello storico teatro milanese: la tradizionale prima del 7 dicembre vede in cartellone La traviata diretta da Daniele Gatti, con l’esordio della soprano tedesca Diana Damrau nel ruolo di Violetta, parte congeniale allo straordinario colore della sua voce.
Dieci le opere in programma, con grande attenzione agli autori italiani. Verdi, appunto – oltre a La traviata anche il Simon Boccanegra diretto da Daniel Barenboim e interpretato da Placido Domingo e Il trovatore – e poi Mascagni, Rossini e Donizetti; ma non manca anche il Così fan tutte di Mozart, l’ultima delle tre opere italiane del genio austriaco, scritta su libretto di Lorenzo da Ponte. Inevitabile infine l’omaggio a Richard Strauss, celebrato nel centocinquantesimo anniversario della nascita.
Prevista a maggio la messa in scena del capolavoro del compositore austriaco: l’Elektra , opera lirica su libretto di Hugo von Hofmansthal prodotta in collaborazione con il Metropolitan di New York.
Grandi firme sul fronte del balletto: c’è attesa per il Romeo e Giulietta coreografato da Kenneth McMillan e interpretato da étoile del calibro di Roberto Bolle e Svetlana Zacharova, che tornano insieme sul palco della Scala dopo il successo del Giselle del 2012.
I due ballerini sono protagonisti assoluti anche nel corso della serata speciale dedicata ad Alexei Ratmansky, in uno spettacolo che vede il debutto di Opera , nuova produzione creata in esclusiva a Milano.
Ospiti importanti per una stagione che promette altissima qualità.
Tra le bacchette più celebri quelle di Riccardo Chailly e Daniel Harding, ormai passato da giovane promessa ad autentica star della classica; tra le voci più intense e amate quelle di Rolando Villàzon e Piotr Beczala.
fonte http://arte.sky.it/
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Lgbt Eventi: "Letti di notte 2013" oggi 21 Giugno la notte bianca dei libri, in tante città italiane ed alcune capitali europee
L’idea è venuta in mente “per scherzo” a due librari di “Piazza Repubblica Libri”, a Cagliari, Daniela e Patrizio Zurru che, nel Giugno del 2012, insieme a Claudia Tarolo e Marco Zapparoli di Marcos y Marcos, hanno dato inizio a uno degli eventi più interessanti dell’ultimo periodo: Letti di notte, un festival, anzi un fenomeno di costume nato nella nostra Penisola e diffusosi, quest’anno, oltre confine coinvolgendo grandi capitali europee come Amsterdam, Bruxelles, Canton Ticino, Londra e Parigi.
La sera del 21 Giugno ad accogliere l’estate ci sarà una vera e propria festa del libro collettiva, la seconda in ordine di tempo, condivisa e organizzata insieme a 40 editori, più di 190 librerie, 20 biblioteche, tantissimi autori e artisti, e che quest’anno si esprimerà con la regia dell’associazione Lettura rinnovabile, grazie a una nutrita e ben distribuita lista di eventi collegati.
In poche parole sarà un venerdì imperdibile per gli amanti della lettura sparsi nel Belpaese che potranno, soprattutto nelle grandi città, approfittare di un bell’insieme di curiosità, incontri e rendez-vous a tema letterario e libresco.
Tra gli scaffali delle librerie sarà possibile sorprendere, in veste di librai per una notte, autori, sindaci o volti noti come Gino & Michele, o trovare spazi dedicati a Mercatini di notte dove si potranno scambiare libri e oggetti, o frequentare corsi lampo di magia e tornei di parole magnetiche, o ancora prendere parte a momenti dedicati a letture bendate con tanto di mascherine per godersi la letteratura a occhi chiusi e partecipare a una serie di eventi, per grandi e piccini, dal tramonto all’alba.
Protagonista assoluta della grande notte del libro sarà la “voce” della letteratura con tanti bei momenti di letture ad alta voce, insieme a personaggi di alto livello come Paolo Nori, Alba Rohrwacher, Sergio Rubini che legge Tabucchi e Laura Curino i discorsi di Adriano Olivetti; e protagonisti anche i traduttori che daranno voce agli autori stranieri.
Da nord a sud, insomma, saranno tantissimi gli appuntamenti nel nostra Paese ai quali non si potrà mancare e che sarà possibile scoprire sul sito ufficiale della manifestazione www.letteraturarinnovabile.com.
E per coloro che desiderano scoprire che faccia hanno alcuni tra i più attivi promotori dell’iniziativa, basta recarsi sulla relativa pagina facebook o in alcuni luoghi specifici, dove saranno disponibili i blocNotte offerti da Fabriano, appositi port-folio di cartoline con le Facce di notte (foto e caricature dei volti più celebri che animano Letti di notte) e speciali buste, “Gli introvabili”, contenenti libri rari e attrezzi introvabili del mestiere.
fonte http://noigiovani.it/
La sera del 21 Giugno ad accogliere l’estate ci sarà una vera e propria festa del libro collettiva, la seconda in ordine di tempo, condivisa e organizzata insieme a 40 editori, più di 190 librerie, 20 biblioteche, tantissimi autori e artisti, e che quest’anno si esprimerà con la regia dell’associazione Lettura rinnovabile, grazie a una nutrita e ben distribuita lista di eventi collegati.
In poche parole sarà un venerdì imperdibile per gli amanti della lettura sparsi nel Belpaese che potranno, soprattutto nelle grandi città, approfittare di un bell’insieme di curiosità, incontri e rendez-vous a tema letterario e libresco.
Tra gli scaffali delle librerie sarà possibile sorprendere, in veste di librai per una notte, autori, sindaci o volti noti come Gino & Michele, o trovare spazi dedicati a Mercatini di notte dove si potranno scambiare libri e oggetti, o frequentare corsi lampo di magia e tornei di parole magnetiche, o ancora prendere parte a momenti dedicati a letture bendate con tanto di mascherine per godersi la letteratura a occhi chiusi e partecipare a una serie di eventi, per grandi e piccini, dal tramonto all’alba.
Protagonista assoluta della grande notte del libro sarà la “voce” della letteratura con tanti bei momenti di letture ad alta voce, insieme a personaggi di alto livello come Paolo Nori, Alba Rohrwacher, Sergio Rubini che legge Tabucchi e Laura Curino i discorsi di Adriano Olivetti; e protagonisti anche i traduttori che daranno voce agli autori stranieri.
Da nord a sud, insomma, saranno tantissimi gli appuntamenti nel nostra Paese ai quali non si potrà mancare e che sarà possibile scoprire sul sito ufficiale della manifestazione www.letteraturarinnovabile.com.
E per coloro che desiderano scoprire che faccia hanno alcuni tra i più attivi promotori dell’iniziativa, basta recarsi sulla relativa pagina facebook o in alcuni luoghi specifici, dove saranno disponibili i blocNotte offerti da Fabriano, appositi port-folio di cartoline con le Facce di notte (foto e caricature dei volti più celebri che animano Letti di notte) e speciali buste, “Gli introvabili”, contenenti libri rari e attrezzi introvabili del mestiere.
fonte http://noigiovani.it/
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giovedì 20 giugno 2013
Lgbt: "Lavoro per l’Italia. Appartengo alla danza" Firma la petizione
A governo e parlamento italiano
LAVORO PER L'ITALIA. APPARTENGO ALLA DANZA.
Lanciata da Federazione Sistema Danza
La danza muove il corpo, commuove l'anima e mette in movimento l'economia.
La danza è cultura che crea lavoro.
Noi apparteniamo alla danza, la danza appartiene all'Italia, noi lavoriamo per l'Italia.
La crisi attuale che attraversa il nostro Paese non è solo di natura economica, politica, sociale.
Prima ancora è una crisi culturale e sulla cultura è necessario far leva per superarla.
La cultura italiana e le sue professioni costituiscono un capitale infinito da valorizzare, ampiamente riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La danza in Italia ha una tradizione secolare e ancora oggi raggiunge livelli qualitativi elevatissimi, conservando una reputazione di assoluto rilievo internazionale.
La danza veicola valori educativi e sociali fondamentali, non a caso promossi dall'UNESCO con l'istituzione della Giornata Mondiale della Danza.
Per favore unisciti a questa campagna firmando qui:
http://chn.ge/12i7Yrv
La danza, inoltre, coinvolge molti settori lavorativi e potrebbe essere un importante volano di sviluppo economico.
Eppure, le sue grandi potenzialità di creare ricchezza e lavoro sono oggi notevolmente sottovalutate dalle pubbliche istituzioni.
Siamo convinti che l'arte del movimento e il suo linguaggio universale possano contribuire concretamente a rimettere in moto il nostro Paese.
Adottando questa prospettiva, i firmatari della presente petizione auspicano il rilancio della danza in Italia e propongono una serie di provvedimenti utili al Governo, al Parlamento e a tutte le pubbliche istituzioni italiane:
- assegnare maggiori risorse finanziarie al comparto della danza e dello spettacolo dal vivo, da considerare parte fondante del sistema produttivo nazionale;
- riservare maggiore spazio agli spettacoli di danza nei cartelloni in abbonamento dei teatri, in misura non inferiore al 5%;
- introdurre l'insegnamento della danza nelle scuole di ogni ordine e grado, al pari di altre discipline artistiche e motorie.
- favorire una maggiore interazione tra Enti lirici e operatori della formazione primaria della danza;
- riequilibrare la distribuzione delle performance liberalizzando la circuitazione nelle Regioni;
- semplificare la normativa per le performance in spazi alternativi ai teatri, ad esempio piazze, musei, scuole, gallerie d’arte e residenze storiche;
- incrementare le occasioni di scambio e lavoro all'estero;
- prevedere spazi di formazione relativi all'uso delle tecnologie multimediali per coreografi e danzatori;
- offrire nuovi spazi comunicativi per la promozione della danza che superino i confini della stampa specializzata;
- concretizzare un nuovo sistema previdenziale per i danzatori che tenga conto della specificità della professione e salvaguardi i periodi di attività in caso di cambio lavorativo.
La danza è il nostro orgoglio e la nostra identità.
Firma la nostra petizione a sostegno della danza!
Per favore unisciti a questa campagna firma qui:
http://chn.ge/12i7Yrv
Un passo per la cultura, un passo per l'Italia.
fonte: http://www.change.org/it/organizzazioni/federazione_sistema_danza
LAVORO PER L'ITALIA. APPARTENGO ALLA DANZA.
Lanciata da Federazione Sistema Danza
La danza muove il corpo, commuove l'anima e mette in movimento l'economia.
La danza è cultura che crea lavoro.
Noi apparteniamo alla danza, la danza appartiene all'Italia, noi lavoriamo per l'Italia.
La crisi attuale che attraversa il nostro Paese non è solo di natura economica, politica, sociale.
Prima ancora è una crisi culturale e sulla cultura è necessario far leva per superarla.
La cultura italiana e le sue professioni costituiscono un capitale infinito da valorizzare, ampiamente riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La danza in Italia ha una tradizione secolare e ancora oggi raggiunge livelli qualitativi elevatissimi, conservando una reputazione di assoluto rilievo internazionale.
La danza veicola valori educativi e sociali fondamentali, non a caso promossi dall'UNESCO con l'istituzione della Giornata Mondiale della Danza.
Per favore unisciti a questa campagna firmando qui:
http://chn.ge/12i7Yrv
La danza, inoltre, coinvolge molti settori lavorativi e potrebbe essere un importante volano di sviluppo economico.
Eppure, le sue grandi potenzialità di creare ricchezza e lavoro sono oggi notevolmente sottovalutate dalle pubbliche istituzioni.
Siamo convinti che l'arte del movimento e il suo linguaggio universale possano contribuire concretamente a rimettere in moto il nostro Paese.
Adottando questa prospettiva, i firmatari della presente petizione auspicano il rilancio della danza in Italia e propongono una serie di provvedimenti utili al Governo, al Parlamento e a tutte le pubbliche istituzioni italiane:
- assegnare maggiori risorse finanziarie al comparto della danza e dello spettacolo dal vivo, da considerare parte fondante del sistema produttivo nazionale;
- riservare maggiore spazio agli spettacoli di danza nei cartelloni in abbonamento dei teatri, in misura non inferiore al 5%;
- introdurre l'insegnamento della danza nelle scuole di ogni ordine e grado, al pari di altre discipline artistiche e motorie.
- favorire una maggiore interazione tra Enti lirici e operatori della formazione primaria della danza;
- riequilibrare la distribuzione delle performance liberalizzando la circuitazione nelle Regioni;
- semplificare la normativa per le performance in spazi alternativi ai teatri, ad esempio piazze, musei, scuole, gallerie d’arte e residenze storiche;
- incrementare le occasioni di scambio e lavoro all'estero;
- prevedere spazi di formazione relativi all'uso delle tecnologie multimediali per coreografi e danzatori;
- offrire nuovi spazi comunicativi per la promozione della danza che superino i confini della stampa specializzata;
- concretizzare un nuovo sistema previdenziale per i danzatori che tenga conto della specificità della professione e salvaguardi i periodi di attività in caso di cambio lavorativo.
La danza è il nostro orgoglio e la nostra identità.
Firma la nostra petizione a sostegno della danza!
Per favore unisciti a questa campagna firma qui:
http://chn.ge/12i7Yrv
Un passo per la cultura, un passo per l'Italia.
fonte: http://www.change.org/it/organizzazioni/federazione_sistema_danza
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VENEZIA: DANIELE SARTORI E IL CAST DI "WHAT ABOUT ALICE ?" OSPITI A SAPERE AUDE | ART NIGHT PARTY, SABATO 22 GIUGNO
E’ previsto per sabato 22 giugno, dalle ore 20 in poi, presso il palazzo nobile Ca’ Zanardi a Venezia, l’appuntamento con l’esclusivo Party di Sapere Aude | Circuito Off | 55ma Biennale d’Arte, esposizione collettiva d’arte moderna organizzata da Vernice Contemporanea.
Il programma prevede gli interventi artistici di Armenia con “Caterina cercatrice di porte” (performance), di Chiara Vighetto e Flavio Moro con “Ventaglio e soggetto” (performance) e di Sara Puliani con la jewellery installation intitolata “Slavery-Desire”.
Il videoartista Daniele Sartori sarà l’ospite d’eccezione della serata con “What about Alice?” le cui rielaborazioni computerizzate faranno da backdrop all’attesissimo Dj set – deep sound di Loris Camerini.
Le Morton Corporation al gran completo ed Erik Strauss, protagonisti del videoarte del regista veneziano, distribuito da The Open Reel e installato in numerosi eventi d’arte e gallerie, animeranno la serata fino alla mezzanotte.
All’evento esclusivo, organizzato in concomitanza con l’Art Night lagunare,
è possibile partecipare solo su prenotazione inviando una mail a vernicecontemporanea@gmail.com
fonte http://www.theopenreel.com/
Il programma prevede gli interventi artistici di Armenia con “Caterina cercatrice di porte” (performance), di Chiara Vighetto e Flavio Moro con “Ventaglio e soggetto” (performance) e di Sara Puliani con la jewellery installation intitolata “Slavery-Desire”.
Il videoartista Daniele Sartori sarà l’ospite d’eccezione della serata con “What about Alice?” le cui rielaborazioni computerizzate faranno da backdrop all’attesissimo Dj set – deep sound di Loris Camerini.
Le Morton Corporation al gran completo ed Erik Strauss, protagonisti del videoarte del regista veneziano, distribuito da The Open Reel e installato in numerosi eventi d’arte e gallerie, animeranno la serata fino alla mezzanotte.
All’evento esclusivo, organizzato in concomitanza con l’Art Night lagunare,
è possibile partecipare solo su prenotazione inviando una mail a vernicecontemporanea@gmail.com
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Macerata "Lost in library" appuntamento dell’Osservatorio di genere sulle "Letture LGBT" oggi 20 e 21 giugno, alle ore 18
Macerata, il 20 e 21 giugno, alle ore 18, doppio appuntamento nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi Borgetti con Letture LGBT, la serie di incontri promossa dall’Osservatorio di genere nell’ambito del progetto Lost in Library, con l’obiettivo di diffondere e alimentare una cultura della parità di cittadinanza.
Giovedì a discutere saranno la presidente dell’Osservatorio di genere, Claudia Santoni, e Fabio Corbisiero autore del libro Comunità omosessuali. Le scienze sociali sulla popolazione LGBT (Franco Angeli 2013).
Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Persone "diversamente etero" le cui identità, rivendicazioni e peculiarità si compongono e ricompongono nel mosaico LGBT. Ma cosa significa appartenere ad una comunità omosessuale? Quali sono le rivendicazioni e i diritti per cui gli omosessuali oggi ancora si battono?
Cos'è l'eterosessismo? Perché Berlino, Madrid e Tel Aviv sono città gay-friendly? Il volume di Corbisiero offre alle lettrici e ai lettori la risposta a queste e ad altre domande, attraverso un'inedita prospettiva sul tema offerta dalle scienze sociali.
Accantonando ogni tentazione voyeuristica, tipica del vecchio paradigma scientifico, gli studiosi chiamati a scrivere in questo volume, antropologi, giuristi, sociologi, linguisti, psicologi e teologi, sdoganano vincoli e paradossi della società eterosessista, descrivendo l'omosessualità come una condizione "plurale" e "diffusa" del comportamento umano.
Fabio Corbisiero è docente all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna discipline sociologiche. Le sue aree di ricerca riguardano la sociologia, con particolare riferimento ai contesti urbani nella dimensione della disuguaglianza sociale e delle minoranze.
Il giorno seguente (21 giugno) toccherà invece a Natascia Mattucci dell’Osservatorio di genere, Anna Zoli e Francesco Rocchetti dell’Università di Macerata, che dialogheranno con Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta, autrice del volume Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento (Carrocci Faber 2012).
II libro presenta un'analisi aggiornata e scientificamente fondata sul fenomeno dell'omofobia sociale e analizza. le forme che assume l’omofobia/transfobia ed esamina quali sono i meccanismi psicosociali sottesi, in particolare illustra come si manifesta il fenomeno nei vari contesti, educativi, istituzionali, lavorativi, sanitari e così via, delineando le buone pratiche che possono essere attuate a scuola, in famiglia, nelle istituzioni religiose e sul posto di lavoro.
Pur essendo il tema dell'orientamento omosessuale di costante attualità nel dibattito nazionale, mancano infatti informazioni accurate che chiariscano le dimensioni coinvolte nel processo di esclusione/inclusione sociale, siano esse di natura individuale, sociale e culturale.
L’ultimo appuntamento con le Letture LGBT è per il 25 giugno con la presentazione del volume di Lia Viola Al di là del genere. Modellare i corpi nel Sud Africa urbano. Ne discuteranno insieme Anna Zoli, Francesco Billotta e Natascia Mattucci.
fonte http://www.quimacerata.corrierenazionale.it
Giovedì a discutere saranno la presidente dell’Osservatorio di genere, Claudia Santoni, e Fabio Corbisiero autore del libro Comunità omosessuali. Le scienze sociali sulla popolazione LGBT (Franco Angeli 2013).
Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Persone "diversamente etero" le cui identità, rivendicazioni e peculiarità si compongono e ricompongono nel mosaico LGBT. Ma cosa significa appartenere ad una comunità omosessuale? Quali sono le rivendicazioni e i diritti per cui gli omosessuali oggi ancora si battono?
Cos'è l'eterosessismo? Perché Berlino, Madrid e Tel Aviv sono città gay-friendly? Il volume di Corbisiero offre alle lettrici e ai lettori la risposta a queste e ad altre domande, attraverso un'inedita prospettiva sul tema offerta dalle scienze sociali.
Accantonando ogni tentazione voyeuristica, tipica del vecchio paradigma scientifico, gli studiosi chiamati a scrivere in questo volume, antropologi, giuristi, sociologi, linguisti, psicologi e teologi, sdoganano vincoli e paradossi della società eterosessista, descrivendo l'omosessualità come una condizione "plurale" e "diffusa" del comportamento umano.
Fabio Corbisiero è docente all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna discipline sociologiche. Le sue aree di ricerca riguardano la sociologia, con particolare riferimento ai contesti urbani nella dimensione della disuguaglianza sociale e delle minoranze.
Il giorno seguente (21 giugno) toccherà invece a Natascia Mattucci dell’Osservatorio di genere, Anna Zoli e Francesco Rocchetti dell’Università di Macerata, che dialogheranno con Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta, autrice del volume Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento (Carrocci Faber 2012).
II libro presenta un'analisi aggiornata e scientificamente fondata sul fenomeno dell'omofobia sociale e analizza. le forme che assume l’omofobia/transfobia ed esamina quali sono i meccanismi psicosociali sottesi, in particolare illustra come si manifesta il fenomeno nei vari contesti, educativi, istituzionali, lavorativi, sanitari e così via, delineando le buone pratiche che possono essere attuate a scuola, in famiglia, nelle istituzioni religiose e sul posto di lavoro.
Pur essendo il tema dell'orientamento omosessuale di costante attualità nel dibattito nazionale, mancano infatti informazioni accurate che chiariscano le dimensioni coinvolte nel processo di esclusione/inclusione sociale, siano esse di natura individuale, sociale e culturale.
L’ultimo appuntamento con le Letture LGBT è per il 25 giugno con la presentazione del volume di Lia Viola Al di là del genere. Modellare i corpi nel Sud Africa urbano. Ne discuteranno insieme Anna Zoli, Francesco Billotta e Natascia Mattucci.
fonte http://www.quimacerata.corrierenazionale.it
martedì 18 giugno 2013
Venezia: Al Palazzo Storico Ca' Zanardi, Vernice Contemporanea presenta "Sapere Aude|Art Night Party" Sabato 22 Giugno dalle ore 20.00 alle 24.00

Vernice Contemporanea presenta
SAPERE AUDE|ART NIGHT PARTY Sabato 22 Giugno dalle ore 20.00 alle 24.00
DJ SET|FOOD & BEVERAGE|SHOW
Guests:
ARMENIA
Caterina cercatrice di porte/Performance
SARA PULIANI
Slavery-Desire/Jewellery Installation
CHIARA VIGHETTO E FLAVIO MORO
Ventaglio e Soggetto Sottovento/Performance
LORIS CAMERINI
Deep Sound/Dj Set
Special Guest:
DANIELE SARTORI
What About Alice?/Video Art
(Parteciperanno i Performers del video: Morton Corporation, Erik Strauss, Donato Ceron, Mark Fabrique e Adolfina de Stefani che indosseranno i costumi originali)
INGRESSO 15€ OPEN BAR|BUFFET
Per partecipare a SAPERE AUDE ART NIGHT PARTY
prenotate a: vernicecontemporanea@gmail.com
Info e prenotazioni: vernicecontemporanea@gmail.com
+39. 348 29 18 251
fonte evento FB
Lgbt: Padova, «Pride Village» al via e l'Ultima Cena diventa queer, inaugurazione venerdì 28 giugno

Da Oxa a Vergassola, venerdì parte la «festa di tutti».
«Il convivio di Leonardo? Nessuna provocazione, solo citazione iconografica»
«La festa di tutti», si chiama così quest’anno il Pride Village di Padova: due mesi di concerti, teatro, cinema, talk show.
La kermesse apre venerdì 28 a padovaFiere e continuerà fino all’1 settembre all’insegna del divertimento alla Fiera di Padova.
Dal 2008 ad oggi sono più di 500mila le persone che si sono alternate alla manifestazione padovana, oltre 140mila solo l’anno scorso.
Colonna sonora ufficiale 2013, il brano “Stage of life” di Paolo Micioni, con il video del regista veneziano Daniele Sartori, che ha scelto un messaggio “forte”, re-interpretatando in chiave “queer” l’ultima cena di Leonardo Da Vinci, il video è già da una settimana su youtube e in versione integrale sul sito.
La scena “rivista” è un allegro convivio a cui partecipano anche le drag queen.
«Un messaggio di accoglienza, pace e condivisione», spiega il regista Sartori.
«Nessuna provocazione – ci tiene a sottolineare Claudio Malfitano, presidente Arcigay Tralatro, tra gli organizzatori del Pride Village, non compaiono volutamente simboli religiosi, è solo una citazione iconografica, è pop art alla Andy Warhol, vuole rappresentare la condivisione e l’accoglienza».
Nei quasi diecimila metri quadrati (coperti e scoperti) a PadovaFiere, il Pride Village schiera da Loredana Bertè che torna a cantare live per il Pride e venerdì alle 20 inaugurerà la kermesse, a Anna Oxa (domenica 30 giugno), Serena Dandini (domenica 7 luglio), poi Irene Grandi, Dario Vergassola, Massimo Lopez, Eva Robin’s, Paola Turci, Gene Gnocchi, Alessandro Fullin, e molti altri.
Ci sarà il «cabaret village» che ogni sera proporrà comici e intrattenitori della scuderia di Zelig e Colorado, presentati da Alessandro Fullin e il “village talent”: cantanti, ballerini, attori e performers potranno dimostrare il loro talento. Sfavillanti drag queen ogni venerdì sera nello show condotto da Dayama, serata speciale il 19 luglio per l’elezione di Miss Drag Queen Triveneto 2013.
Tra gli ospiti dei talk show Lory Del santo (4 luglio), Eva Robin’s (1 agosto), Mara Maionchi (29 agosto). Cinevillage, film ogni sabato sera, poi teatro, discoteca, dj set, mostre, dibattiti.
Un’ampia area food: carne alla griglia, ristorante di pesce, cibo etnico egiziano, centrifughe di frutta e verdura e ricette vegetariane, pizzeria, paninoteche, bar, birrerie.
L’ingresso al Pride Village è gratis tre giorni su cinque, gli altri giorni si paga 5 euro.
IlPride Village è organizzato dall’Associazione Be Proud e da PadovaFiere, in collaborazione con Circolo Arcigay Tralaltro, con il patrocinio di Comune e Provincia di Padova.
fonte http://corrieredelveneto.corriere.it/di Francesca Visentin
Nike lancia #BETRUE, la linea in sostegno dei diritti LGBT
Nike rinnova il sostegno alla causa dei diritti di omosessuali e transessuali con una nuova collezione di scarpe e abbigliamento “gay-friendly”, i cui ricavi saranno donati alla LGBT Sports Coalition. La linea prende il nome di #BETRUE ed è già disponibile per la vendita nel negozio ufficiale del marchio.
http://store.nike.com/us/en_us/pw/betrue-collection/cfp
Dopo aver ingaggiato la cestista lesbica Brittney Griner come testimonial, la Nike ha voluto lasciare il proprio segno anche al Gay Pride di Boston, dove Jason Collins – primo giocatore NBA a fare coming out – ha indossato la t-shirt della linea.
Intanto a Portland, in Oregon, atleti e attivisi giungono alla conclusione del Nike LGBT Sports Summit. Fondato da Cyd Zeigler (Outsports), Helen Carroll (National Center for Lesbian Rights Sports Project) e Pat Griffin, l’evento mira alla promozione di una cultura dello sport più aperta ed inclusiva.
fonte http://aftersantana.altervista.org
http://store.nike.com/us/en_us/pw/betrue-collection/cfp
Dopo aver ingaggiato la cestista lesbica Brittney Griner come testimonial, la Nike ha voluto lasciare il proprio segno anche al Gay Pride di Boston, dove Jason Collins – primo giocatore NBA a fare coming out – ha indossato la t-shirt della linea.
Intanto a Portland, in Oregon, atleti e attivisi giungono alla conclusione del Nike LGBT Sports Summit. Fondato da Cyd Zeigler (Outsports), Helen Carroll (National Center for Lesbian Rights Sports Project) e Pat Griffin, l’evento mira alla promozione di una cultura dello sport più aperta ed inclusiva.
fonte http://aftersantana.altervista.org
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iniziative supporto diritti lgbt
Lgbt Cinema: Il sesso mutevole nel pluripremiato film "Facing mirrors"
«Mentre scrivevamo la sceneggiatura non pensavamo di avere speranze: il tema dei transgender è uno di quelli su cui le autorità della Repubblica islamica non avrebbero voluto accendere i riflettori.
Operavamo in una zona proibita, e non solo per il censore: gli iraniani non vogliono saperne, preferiscono ignorare la questione», racconta Fereshteh Taerpour, coraggiosa produttrice del pluripremiato Facing mirrors (Iran/Germania, 102') che sabato 22 giugno alle 22,30 sarà proiettato nella Sala Grande del Teatro Strehler nell'ambito del 27° Festival MIX Milano di cinema gaylesbico e queer culture (http://www.festivalmixmilano.com/).
L'opera prima della regista Negar Azerbayjani, 39 anni, è l'unico lungometraggio prodotto in Iran con protagonista un transgender. «Temevamo provocasse contestazioni e per questo ci siamo messi nei panni di coloro che non accettano la transessualità», continua la produttrice, classe 1953.
«Abbiamo cercato fin da subito di prevenire contestazioni delle autorità e del cittadino comune. Mettendo a confronto Edi, benestante in attesa del passaporto per affrontare l'operazione di cambio sesso in Germania contro la volontà del padre; e Rana, credente e ingenua, che lotta contro i propri tabù, obbligata a fare la tassista per far fronte alle difficoltà economiche mentre il marito sconta una pena detentiva». Edi e Rana sono agli antipodi ed è questa contrapposizione a convincere il pubblico iraniano: «in un certo senso abbiamo accontentato tutti».
Personaggi completamente diversi, destinati ad allearsi perché in questa battaglia contro il sistema patriarcale a vincere sarà l'amicizia.
A vestire i panni di Edi è Shayesteh Irani, che in Offside di Jafar Panahi interpretava il ruolo di una ragazza intrufolatasi nello stadio, vestita da maschio perché lì le donne non possono entrare. «Non era una parte difficile, anzi era divertente – osserva l'attrice –.
Il pubblico sapeva che ero una ragazza travestita da maschio. Non c'erano dubbi né per me né per lo spettatore. Quello in Facing mirrors è stato invece un ruolo emotivamente difficile, perché interpreto un ragazzo intrappolato in un corpo da donna. È stato impegnativo perché dovevo rendere la cosa credibile, a me stessa e al pubblico. Non ho incontrato reazioni negative ma la gente si stupisce del mio aspetto, perché nella realtà non sono come il personaggio che interpreto».
Se tanti erano inizialmente i timori e le perplessità, sorprendente è stata l'accoglienza a Teheran, dove la programmazione è stata prolungata e alla fine il film è stato proiettato in quattro sale per cento giorni.
«In Iran viviamo in modo schizofrenico: una fatwa dell'Ayatollah Khomeini autorizza queste operazioni chirurgiche per il cambio di sesso e il nostro sistema sanitario rimborsa un quarto delle spese mediche, ma chi cambia sesso resta emarginato.
Il nostro film contribuisce a cambiare la mentalità degli iraniani», conclude ottimista la produttrice.
fonte http://www.ilsole24ore.com di Farian Sabahi
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-06-16/sesso-mutevole-iran-083813.shtml?uuid=AbavyQ5H
Operavamo in una zona proibita, e non solo per il censore: gli iraniani non vogliono saperne, preferiscono ignorare la questione», racconta Fereshteh Taerpour, coraggiosa produttrice del pluripremiato Facing mirrors (Iran/Germania, 102') che sabato 22 giugno alle 22,30 sarà proiettato nella Sala Grande del Teatro Strehler nell'ambito del 27° Festival MIX Milano di cinema gaylesbico e queer culture (http://www.festivalmixmilano.com/).
L'opera prima della regista Negar Azerbayjani, 39 anni, è l'unico lungometraggio prodotto in Iran con protagonista un transgender. «Temevamo provocasse contestazioni e per questo ci siamo messi nei panni di coloro che non accettano la transessualità», continua la produttrice, classe 1953.
«Abbiamo cercato fin da subito di prevenire contestazioni delle autorità e del cittadino comune. Mettendo a confronto Edi, benestante in attesa del passaporto per affrontare l'operazione di cambio sesso in Germania contro la volontà del padre; e Rana, credente e ingenua, che lotta contro i propri tabù, obbligata a fare la tassista per far fronte alle difficoltà economiche mentre il marito sconta una pena detentiva». Edi e Rana sono agli antipodi ed è questa contrapposizione a convincere il pubblico iraniano: «in un certo senso abbiamo accontentato tutti».
Personaggi completamente diversi, destinati ad allearsi perché in questa battaglia contro il sistema patriarcale a vincere sarà l'amicizia.
A vestire i panni di Edi è Shayesteh Irani, che in Offside di Jafar Panahi interpretava il ruolo di una ragazza intrufolatasi nello stadio, vestita da maschio perché lì le donne non possono entrare. «Non era una parte difficile, anzi era divertente – osserva l'attrice –.
Il pubblico sapeva che ero una ragazza travestita da maschio. Non c'erano dubbi né per me né per lo spettatore. Quello in Facing mirrors è stato invece un ruolo emotivamente difficile, perché interpreto un ragazzo intrappolato in un corpo da donna. È stato impegnativo perché dovevo rendere la cosa credibile, a me stessa e al pubblico. Non ho incontrato reazioni negative ma la gente si stupisce del mio aspetto, perché nella realtà non sono come il personaggio che interpreto».
Se tanti erano inizialmente i timori e le perplessità, sorprendente è stata l'accoglienza a Teheran, dove la programmazione è stata prolungata e alla fine il film è stato proiettato in quattro sale per cento giorni.
«In Iran viviamo in modo schizofrenico: una fatwa dell'Ayatollah Khomeini autorizza queste operazioni chirurgiche per il cambio di sesso e il nostro sistema sanitario rimborsa un quarto delle spese mediche, ma chi cambia sesso resta emarginato.
Il nostro film contribuisce a cambiare la mentalità degli iraniani», conclude ottimista la produttrice.
fonte http://www.ilsole24ore.com di Farian Sabahi
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-06-16/sesso-mutevole-iran-083813.shtml?uuid=AbavyQ5H
Lgbt: Amnesty Teramo organizza il convegno “Amare è un diritto umano” oggi 18 giugno alle ore 17
Oggi pomeriggio si terrà a Teramo il convegno, organizzato da Amnesty International, sul tema “Amare è un diritto umano.
La lotta per il riconoscimento dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate” (Lgbti).
L'appuntamento è previsto presso la Sala Polifunzionale della Provincia alle ore 17 e vedrà la partecipazione di tre ospiti internazionali: Anton Kuzmin, attivista dell’associazione Comingout di San Pietroburgo (Russia), Kasha Jacqueline Nabagesera, attivista ugandese di Freedom & Roam (Uganda) e vincitrice del premio per i difensori dei diritti umani Martin Ennals, e Mathieu Nocent dell’associazione Inter- Lgbti (Francia).
“Vogliamo creare, attraverso le loro testimonianze dirette, uno spazio di riflessione e azione per denunciare e lottare contro ogni discriminazione e violenza motivata dall’odio fondato sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere in Italia e nel mondo – ha dichiarato Elena Talamonti, responsabile del Gruppo teramano di Amnesty International - Siamo convinti che occorra anzitutto un intervento culturale volto a infrangere falsi cliché e pregiudizi che stanno alla base degli atti e dei comportamenti omofobici”.
Interverranno inoltre Fernando Chironda, coordinatore campagne Amnesty International Italia, e i rappresentanti di Arcigay, Collettivo universitario “La mala educación”, Jonathan – Diritti in movimento e Amnesty International Teramo.
fonte http://abruzzoblog.blogspot.it
La lotta per il riconoscimento dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate” (Lgbti).
L'appuntamento è previsto presso la Sala Polifunzionale della Provincia alle ore 17 e vedrà la partecipazione di tre ospiti internazionali: Anton Kuzmin, attivista dell’associazione Comingout di San Pietroburgo (Russia), Kasha Jacqueline Nabagesera, attivista ugandese di Freedom & Roam (Uganda) e vincitrice del premio per i difensori dei diritti umani Martin Ennals, e Mathieu Nocent dell’associazione Inter- Lgbti (Francia).
“Vogliamo creare, attraverso le loro testimonianze dirette, uno spazio di riflessione e azione per denunciare e lottare contro ogni discriminazione e violenza motivata dall’odio fondato sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere in Italia e nel mondo – ha dichiarato Elena Talamonti, responsabile del Gruppo teramano di Amnesty International - Siamo convinti che occorra anzitutto un intervento culturale volto a infrangere falsi cliché e pregiudizi che stanno alla base degli atti e dei comportamenti omofobici”.
Interverranno inoltre Fernando Chironda, coordinatore campagne Amnesty International Italia, e i rappresentanti di Arcigay, Collettivo universitario “La mala educación”, Jonathan – Diritti in movimento e Amnesty International Teramo.
fonte http://abruzzoblog.blogspot.it
lunedì 17 giugno 2013
Lgbt Salerno: Attivo lo sportello legale ad ARCIGAY MARCELLA DI FOLCO
Salerno attiva uno sportello di assistenza legale per ogni controversia di tipo civile, penale e amministrativo legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Il servizio di prima consulenza gratuita sarà garantito e gestito dall’avv. Miguel Coraggio (già operatore di Rete Lenford, Avvocatura per i diritti lgbti): grazie al know how acquisito in materia, l’avvocato salernitano offrirà in remoto un supporto di tipo giuridico a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di Salerno e provincia.
“Lo sportello – spiega l’avvocato Coraggio - offre assistenza legale e tutela giudiziaria nei percorsi di transizione e riattribuzione anagrafica del sesso, riconoscimento delle unioni delle coppie omosessuali, successione ereditaria, discriminazioni sul luogo di lavoro e, in generale, in qualsiasi altro ambito in cui la propria identità e l’orientamento sessuale possano rappresentare cause ostative al pieno godimento dei propri diritti”
“Una misura importante e concreta – conferma Ottavia Voza, presidente del comitato di Salerno dell’Arcigay - per la tutela e il sostegno dei diritti delle persone lgbt, promossa dal nostro coordinamento provinciale. Siamo soddisfatti della sinergia creatasi con l’avvocato Coraggio, che si è offerto di fornire un primo supporto legale gratuito a quanti ne faranno richiesta”
Lo sportello sarà operativo il lunedì e mercoledì pomeriggio dalle ore 16.00 alle 21.00: chiamando il 349 36 15 857 o scrivendo una mail all’indirizzo sportellolegale@arcigaysalerno.it
fonte http://www.napoligaypress.it/
Il servizio di prima consulenza gratuita sarà garantito e gestito dall’avv. Miguel Coraggio (già operatore di Rete Lenford, Avvocatura per i diritti lgbti): grazie al know how acquisito in materia, l’avvocato salernitano offrirà in remoto un supporto di tipo giuridico a gay, lesbiche, bisessuali e transessuali di Salerno e provincia.
“Lo sportello – spiega l’avvocato Coraggio - offre assistenza legale e tutela giudiziaria nei percorsi di transizione e riattribuzione anagrafica del sesso, riconoscimento delle unioni delle coppie omosessuali, successione ereditaria, discriminazioni sul luogo di lavoro e, in generale, in qualsiasi altro ambito in cui la propria identità e l’orientamento sessuale possano rappresentare cause ostative al pieno godimento dei propri diritti”
“Una misura importante e concreta – conferma Ottavia Voza, presidente del comitato di Salerno dell’Arcigay - per la tutela e il sostegno dei diritti delle persone lgbt, promossa dal nostro coordinamento provinciale. Siamo soddisfatti della sinergia creatasi con l’avvocato Coraggio, che si è offerto di fornire un primo supporto legale gratuito a quanti ne faranno richiesta”
Lo sportello sarà operativo il lunedì e mercoledì pomeriggio dalle ore 16.00 alle 21.00: chiamando il 349 36 15 857 o scrivendo una mail all’indirizzo sportellolegale@arcigaysalerno.it
fonte http://www.napoligaypress.it/
"NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO..." Oltre le 175.000 visite ! Un Grazie a tutti i nostri lettori
Volevo ringraziare tutte le persone che passano da questo mio Blog...
Ringrazio a chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....
Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 17 giugno 2013 nel momento in cui scrivo siamo oltre le 175.000 visite...
Potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e il secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.
Forse non sarà un record, ma per me è un successo..
Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post, con la speranza...e un pò col dubbio..che qualcuno li avesse mai letti.
Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...
Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori...
Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger vedere che è seguito, e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione,anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione di google è tradotto in 50 lingue.
Colgo l'occasione per ringraziare anche i collaboratori del mio blog.
Ringrazio inoltre le varie redazioni, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.
Un grazie speciale va anche a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio, uno per uno per il vostro apporto !
E a tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più forza e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...
Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Ringrazio a chi passa casualmente...
Ringrazio chi passa regolarmente...
Ringrazio tutt*, ma proprio tutte le persone che passano da qui....
Ho aperto questo Blog il 26 dicembre 2009, e oggi 17 giugno 2013 nel momento in cui scrivo siamo oltre le 175.000 visite...
Potrete vedere sempre il numero aggiornato delle visite nel contatore rosso sul lato destro, iniziato dal primo giorno di pubblicazione, e il secondo contatore messo a Settembre 2011 rileva anche le nazioni.
Forse non sarà un record, ma per me è un successo..
Ricordo benissimo quando pubblicavo i miei primi post, con la speranza...e un pò col dubbio..che qualcuno li avesse mai letti.
Ho iniziato a gestire questo Blog come qualcosa di emozionante e fragile, visto il fine e gli argomenti trattatati, poi è stato un crescendo di stimoli a proseguire, con la vostra fedeltà nel seguirlo e a partecipare, ma mai avrei creduto in tanta attenzione...
Poi via via, post dopo post e tanti commenti, siamo arrivati fino a qui, e a questo splendido risultato..Grazie a tutti voi lettori...
Sul Blog come saprete, potrete leggere informazioni in vari settori dal mondo Lgbt, ma anche Danza, Cinema, Teatro, Eventi, Musica, Libri, Arte, etc..
Credetemi, è fondamentale per qualsiasi blogger vedere che è seguito, e NEWS DAL MONDO LGBT E NON SOLO...oltre che dall'Italia, con molta soddisfazione,anche dal resto del mondo grazie alla translitterazione di google è tradotto in 50 lingue.
Colgo l'occasione per ringraziare anche i collaboratori del mio blog.
Ringrazio inoltre le varie redazioni, che spesso attraverso i loro uffici stampa mi segnalano notizie ed iniziative.
Un grazie speciale va anche a tutti i miei Amici e Amiche, che mi hanno sempre incoraggiata a continuare...Vi ringrazio, uno per uno per il vostro apporto !
E a tutti i lettori dico, che le vostre visite e commenti, mi danno sempre più forza e convinzione di continuare, il mio successo lo fate voi, che siete la parte più importante del mio impegno qui...
Ad i miei tanti amici che conosco, e anche chi non conoscerò mai...
Non posso che dirvi Grazie...Thank you, Merçi, Danke, Choukran, Tighmmi, Gracias, Obrigada, Spasiba, Asante, Tack...
fonte http://lisadelgreco.blogspot.com/
Lgbt Napoli: Gay Village al Borgo Marinari appuntamento ogni venerdì
Sul lungomare di via Caracciolo, affianco all’ingresso di Castel dell’Ovo, c’è uno dei posti più belli di Napoli, il Borgo Marinari.
Per tutti i venerdì estivi (ed in particolare il 29 giugno 2013 in occasione del primo Gay pride Nazionale di Napoli) il borgo si trasformerà nel più grande gay village del Sud Italia.
L’accesso sarà gratuito e saranno organizzate varie iniziative cui saranno invitati a partecipare tutti (a prescindenre dal proprio orientamento). In particolare alcuni locali, quali Le Bar, MarSal, Transatlantico e Megaride, parteciperanno nelle giornate di venerdì organizzando spazi dibattito, happening, presentazioni di libri ecc…
Dunque la vecchia marina dei pescatori della zona di Santa Lucia, costruita sull’antico isolotto di Megaride, si trasformerà nei venerdì in un grande Gay village. La cittadella è piena di bar, ristoranti, pizzerie ed è un angolo a parte della città che sembra uscito dalle vecchie foto di Alinari.
In quei giorni, tra i vecchi e importanti ristoranti e locali come la Zi Teresa, la Bersagliera, il Transatlantico dove una volta si vedevano ai tavoli personaggi quali Totò, Sofia Loren e i grandi attori del cinema internazionale di passaggio per Napoli, ci saranno iniziative ed happening (per tutti) che culmineranno nella grande festa finale del Gay Pride nazionale di Napoli.
La “colorata festa” terminerà nella vecchia marina dei pescatori ed è annunciata la presenza di Sara Carbone con Michael Massi, degli Angels of Love, Ego Differece dell’Aperipride, Coming Out e Miss Priscilla Drag Quenn. L’accesso al Borgo Gay Village sarà comunque sempre gratuito con iniziative a cui potrà partecipare chiunque.
fonte http://www.napolidavivere.it Rino Mastropaolo
Per tutti i venerdì estivi (ed in particolare il 29 giugno 2013 in occasione del primo Gay pride Nazionale di Napoli) il borgo si trasformerà nel più grande gay village del Sud Italia.
L’accesso sarà gratuito e saranno organizzate varie iniziative cui saranno invitati a partecipare tutti (a prescindenre dal proprio orientamento). In particolare alcuni locali, quali Le Bar, MarSal, Transatlantico e Megaride, parteciperanno nelle giornate di venerdì organizzando spazi dibattito, happening, presentazioni di libri ecc…
Dunque la vecchia marina dei pescatori della zona di Santa Lucia, costruita sull’antico isolotto di Megaride, si trasformerà nei venerdì in un grande Gay village. La cittadella è piena di bar, ristoranti, pizzerie ed è un angolo a parte della città che sembra uscito dalle vecchie foto di Alinari.
In quei giorni, tra i vecchi e importanti ristoranti e locali come la Zi Teresa, la Bersagliera, il Transatlantico dove una volta si vedevano ai tavoli personaggi quali Totò, Sofia Loren e i grandi attori del cinema internazionale di passaggio per Napoli, ci saranno iniziative ed happening (per tutti) che culmineranno nella grande festa finale del Gay Pride nazionale di Napoli.
La “colorata festa” terminerà nella vecchia marina dei pescatori ed è annunciata la presenza di Sara Carbone con Michael Massi, degli Angels of Love, Ego Differece dell’Aperipride, Coming Out e Miss Priscilla Drag Quenn. L’accesso al Borgo Gay Village sarà comunque sempre gratuito con iniziative a cui potrà partecipare chiunque.
fonte http://www.napolidavivere.it Rino Mastropaolo
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Lgbt: Pedro Almodovar: «Lobby gay in Vaticano? Potrei farci una commedia»
Parla il regista spagnolo, simbolo di una certa cultura laica: «La Chiesa dovrebbe abolire il celibato. Mi piacerebbe confessarmi e ricevere la Comunione da una suora»
Quando Pedro Almodovar nacque nel villaggio de La Mancha 64 anni fa, il padre semi-analfabeta aveva un’ambizione per lui: voleva che diventasse prete.
Il piccolo Pedro frequentò le scuole cattoliche, a 17 anni finì in un collegio cattolico.
Poi, come si sa, a 19 si spostò a Madrid e seguì tutt’altro percorso, diventando il piu’ noto e il piu’ iconoclasta regista spagnolo, un simbolo della Spagna libera del post-franchismo che non ha mai avuto problemi a riconoscere apertamente la sua omosessualità’.
Ma Almodovar la Chiesa e la sua cultura le conosce bene e quando ieri lo abbiamo incontrato a Los Angeles, dove è di passaggio per presentare il suo ultimo film,
“Gli amanti passeggeri”, gli abbiamo chiesto la sua reazione alla rivelazione che papa Francesco avrebbe ammesso la presenza di “Una lobby gay in Vaticano”.
Allora Pedro, è sorpreso?
“Sorpreso non lo so, ma certo e’ la prima volta che un Papa parla di una lobby gay in Vaticano e adesso dobbiamo vedere che cosa succede perche’ suppongo che questa lobby che sono sicuro che esiste e’ anche molto potente. E si’ sono molto curioso sulla sessualita’ in Vaticano, c’e’ il tema per una commedia o ma anche per un dramma. O forse sarebbe piu’ appropriata una tragedia.”
Che cosa pensa di papa Francesco?
“Penso che dovrebbe riflettere sul fatto che la gente, almeno in Spagna, sta abbandonando il culto per la ragione che la Chiesa ormai e’ troppo lontana dalla realta’ e dai problemi contemporanei.
E penso che dovrebbero finirla con questa storia del celibato. Dovrebbero abolirlo, annullarlo. I preti sono esseri umani, la sessualità e’ un dono che ci e’ stato dato dalla natura e anche se loro pensano che sia una punizione la sentono perche’ sono umani.
Insomma, penso che con l’abolizione del celibato molti dei problemi della Chiesa cattolica , molti degli abusi che vediamo nei seminari e in tutte le altre situazioni , andrebbero via”.
Ha altre raccomandazioni?
“Oltre ad annullare il celibato penso che sarebbe ora di pensare alle donne.
Almeno in Europa, non c’e’ istituzione che tratta peggio le donne, peggio nel senso di considerarle degli esseri inferiori.
Rinunciano alle loro vite per diventare delle persone religiose ma non possono confessare e non possono dare l’Eucarestia che e’ uno dei miracoli della Chiesa. Penso dovrebbero almeno aver questo diritto e se potessi esprimere un desiderio al Papa ecco, vorrei un giorno potermi confessare con una suora e ricevere la Comunione da una donna.
Trovo incredibile che siamo in un mondo pieno di problemi e che siamo ancora qui a doverci occupare della sessualità degli altri”.
fonte http://vaticaninsider.lastampa.it/Lorenzo Soria Los Angeles
Quando Pedro Almodovar nacque nel villaggio de La Mancha 64 anni fa, il padre semi-analfabeta aveva un’ambizione per lui: voleva che diventasse prete.
Il piccolo Pedro frequentò le scuole cattoliche, a 17 anni finì in un collegio cattolico.
Poi, come si sa, a 19 si spostò a Madrid e seguì tutt’altro percorso, diventando il piu’ noto e il piu’ iconoclasta regista spagnolo, un simbolo della Spagna libera del post-franchismo che non ha mai avuto problemi a riconoscere apertamente la sua omosessualità’.
Ma Almodovar la Chiesa e la sua cultura le conosce bene e quando ieri lo abbiamo incontrato a Los Angeles, dove è di passaggio per presentare il suo ultimo film,
“Gli amanti passeggeri”, gli abbiamo chiesto la sua reazione alla rivelazione che papa Francesco avrebbe ammesso la presenza di “Una lobby gay in Vaticano”.
Allora Pedro, è sorpreso?
“Sorpreso non lo so, ma certo e’ la prima volta che un Papa parla di una lobby gay in Vaticano e adesso dobbiamo vedere che cosa succede perche’ suppongo che questa lobby che sono sicuro che esiste e’ anche molto potente. E si’ sono molto curioso sulla sessualita’ in Vaticano, c’e’ il tema per una commedia o ma anche per un dramma. O forse sarebbe piu’ appropriata una tragedia.”
Che cosa pensa di papa Francesco?
“Penso che dovrebbe riflettere sul fatto che la gente, almeno in Spagna, sta abbandonando il culto per la ragione che la Chiesa ormai e’ troppo lontana dalla realta’ e dai problemi contemporanei.
E penso che dovrebbero finirla con questa storia del celibato. Dovrebbero abolirlo, annullarlo. I preti sono esseri umani, la sessualità e’ un dono che ci e’ stato dato dalla natura e anche se loro pensano che sia una punizione la sentono perche’ sono umani.
Insomma, penso che con l’abolizione del celibato molti dei problemi della Chiesa cattolica , molti degli abusi che vediamo nei seminari e in tutte le altre situazioni , andrebbero via”.
Ha altre raccomandazioni?
“Oltre ad annullare il celibato penso che sarebbe ora di pensare alle donne.
Almeno in Europa, non c’e’ istituzione che tratta peggio le donne, peggio nel senso di considerarle degli esseri inferiori.
Rinunciano alle loro vite per diventare delle persone religiose ma non possono confessare e non possono dare l’Eucarestia che e’ uno dei miracoli della Chiesa. Penso dovrebbero almeno aver questo diritto e se potessi esprimere un desiderio al Papa ecco, vorrei un giorno potermi confessare con una suora e ricevere la Comunione da una donna.
Trovo incredibile che siamo in un mondo pieno di problemi e che siamo ancora qui a doverci occupare della sessualità degli altri”.
fonte http://vaticaninsider.lastampa.it/Lorenzo Soria Los Angeles
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Lgbt Cinema: “Lei è mio marito” il film su un’avvocatessa trans e sul suo matrimonio con una donna
"Lei è mio marito" è un film documentario, prodotto dalla Kenzi Productions di Milano e diretto da Annamaria Gallone, che verrà presentato ai festival internazionali di cinema.
Parla di Alessandra Gracis, un’avvocatessa civilista transessuale, che, dopo il cambio di sesso, ha sposato civilmente la sua compagna, ora moglie, Roberta, perché all’anagrafe il suo genere non è stato ancora rettificato.
Alessandra Gracis è un’affermata avvocatessa civilista di Treviso, di famiglia borghese, figlia di un famoso primario. Alessandra fino a qualche anno fa, però, era Alessandro (e per lo Stato lo è ancora, come vedremo). La sua storia ha ispirato un film documentario, Lei è mio marito, che ha seguito gli ultimi 3 anni della sua vita, fino all’operazione per il cambiamento di sesso e al matrimonio con la sua compagna.
La vicissitudini personali di Alessandra raccontano una storia in cui molte persone transessuali si potranno riconoscere: la curiosità da ragazzini per gli abiti femminili della madre, il turbamento della maturazione sessuale, il disagio nell’affrontare la vita nei panni di un uomo, la repressione.
Fino a quando, a Carnevale del 2005, Alessandra si fece convincere da un’amica a travestirsi da donna: “Ha scoperchiato una pentola che sapevo piena di sconvolgenti verità… Quando mi struccai, piansi.
Sapevo che il giorno dopo sarei tornata ad essere Kent, mentre io volevo conservarmi Superman, anzi Superwoman”. Alessandra desiderava fortemente esprimere la sua femminilità ed arrivò a organizzare un calendario di beneficenza in cui si fece ritrarre vestita e truccata da donna: “Nessuno avrebbe dubitato di me ed intanto avrei potuto rivedermi truccata e vestita”.
Poi, grazie anche all’aiuto del Mit, il Movimento di Identità Transessuale, di Bologna, Alessandra acquistò fiducia in se stessa e decise di cominciare a girare in abiti femminili, e all’inizio non fu facile, con i soci del suo studio che le voltarono le spalle.
Tuttavia, ricevette il supporto dell’ambiente giuridico, per esempio quando fu invitata ad un convegno a Pisa: “È stato commovente l’applauso dei presenti. Non lo dimenticherò mai. Non c’è stato alcun pregiudizio, anzi…
E poi l’Ordine degli Avvocati di Treviso che mi diede due tesserini professionali per agevolarmi: uno con la mia foto da uomo e l’altro con quella da donna.
Un apripista che mi ha permesso di avere in seguito la carta d’identità e il passaporto con foto femminile e nome maschile”.
Una cosa che l’ha sorpresa molto è stata il sostegno da parte dei clienti, sia quelli grandi, come Benetton, sia quelli piccoli, come un agricoltore di 70 anni, che, dopo aver appreso la notizia, le disse: “Avvocato, se lei ha avuto questo coraggio, allora la mia causa è davvero in buone mani”.
La famiglia non ha avuto la stessa reazione: “I miei genitori appartengono a un’altra generazione per loro è difficile capire.
Continuano a chiamarmi Sandro e per la mamma sono e sarò sempre il suo unico figlio maschio… Mi spiace aver causato tanto dolore ai miei: la mia non è una passeggiata sul tappeto della Croisette, ma una navigazione in un mare pieno di onde”.
Un posto speciale nel documentario, e nella vita di Alessandra, ovviamente, è occupato da Roberta.
La storia tra di loro era iniziata come una relazione eterosessuale, che si era interrotta quando Alessandra aveva iniziato il suo percorso verso il cambio di sesso. Roberta però le assicurò che le sarebbe sempre stata vicina, e così è stato.
Le due hanno convolato a nozze il 21 dicembre 2012, perché per lo Stato italiano Alessandra è ancora un uomo. È stata lei stessa a non formalizzare ancora il cambio di genere: “Il ritardo è per tutelare il mio matrimonio.
Il cambiamento di sesso in Italia è causa di scioglimento del vincolo. E io voglio tutelarlo”. Ironicamente il matrimonio è stato fissato nella data che per i Maya doveva significare la fine del mondo e che per lei è stata un nuovo inizio.
Molto soddisfatta della riuscita della pellicola è la regista Annamaria Gallone: “Ho incontrato Alessandra a Milano, mi era stata raccontata la sua storia e ne ero rimasta colpita…
Abbiamo parlato per cinque ore. E il suo personaggio mi ha affascinato.
Non è la solita storia di trans, ma il racconto dell’evoluzione di una persona accanto alla sua compagna. Devo dirlo: sono molto orgogliosa di questo film. Abbiamo parlato di un tema difficile senza mai cadere nella morbosità”.
fonte http://www.gaywave.it
Parla di Alessandra Gracis, un’avvocatessa civilista transessuale, che, dopo il cambio di sesso, ha sposato civilmente la sua compagna, ora moglie, Roberta, perché all’anagrafe il suo genere non è stato ancora rettificato.
Alessandra Gracis è un’affermata avvocatessa civilista di Treviso, di famiglia borghese, figlia di un famoso primario. Alessandra fino a qualche anno fa, però, era Alessandro (e per lo Stato lo è ancora, come vedremo). La sua storia ha ispirato un film documentario, Lei è mio marito, che ha seguito gli ultimi 3 anni della sua vita, fino all’operazione per il cambiamento di sesso e al matrimonio con la sua compagna.
La vicissitudini personali di Alessandra raccontano una storia in cui molte persone transessuali si potranno riconoscere: la curiosità da ragazzini per gli abiti femminili della madre, il turbamento della maturazione sessuale, il disagio nell’affrontare la vita nei panni di un uomo, la repressione.
Fino a quando, a Carnevale del 2005, Alessandra si fece convincere da un’amica a travestirsi da donna: “Ha scoperchiato una pentola che sapevo piena di sconvolgenti verità… Quando mi struccai, piansi.
Sapevo che il giorno dopo sarei tornata ad essere Kent, mentre io volevo conservarmi Superman, anzi Superwoman”. Alessandra desiderava fortemente esprimere la sua femminilità ed arrivò a organizzare un calendario di beneficenza in cui si fece ritrarre vestita e truccata da donna: “Nessuno avrebbe dubitato di me ed intanto avrei potuto rivedermi truccata e vestita”.
Poi, grazie anche all’aiuto del Mit, il Movimento di Identità Transessuale, di Bologna, Alessandra acquistò fiducia in se stessa e decise di cominciare a girare in abiti femminili, e all’inizio non fu facile, con i soci del suo studio che le voltarono le spalle.
Tuttavia, ricevette il supporto dell’ambiente giuridico, per esempio quando fu invitata ad un convegno a Pisa: “È stato commovente l’applauso dei presenti. Non lo dimenticherò mai. Non c’è stato alcun pregiudizio, anzi…
E poi l’Ordine degli Avvocati di Treviso che mi diede due tesserini professionali per agevolarmi: uno con la mia foto da uomo e l’altro con quella da donna.
Un apripista che mi ha permesso di avere in seguito la carta d’identità e il passaporto con foto femminile e nome maschile”.
Una cosa che l’ha sorpresa molto è stata il sostegno da parte dei clienti, sia quelli grandi, come Benetton, sia quelli piccoli, come un agricoltore di 70 anni, che, dopo aver appreso la notizia, le disse: “Avvocato, se lei ha avuto questo coraggio, allora la mia causa è davvero in buone mani”.
La famiglia non ha avuto la stessa reazione: “I miei genitori appartengono a un’altra generazione per loro è difficile capire.
Continuano a chiamarmi Sandro e per la mamma sono e sarò sempre il suo unico figlio maschio… Mi spiace aver causato tanto dolore ai miei: la mia non è una passeggiata sul tappeto della Croisette, ma una navigazione in un mare pieno di onde”.
Un posto speciale nel documentario, e nella vita di Alessandra, ovviamente, è occupato da Roberta.
La storia tra di loro era iniziata come una relazione eterosessuale, che si era interrotta quando Alessandra aveva iniziato il suo percorso verso il cambio di sesso. Roberta però le assicurò che le sarebbe sempre stata vicina, e così è stato.
Le due hanno convolato a nozze il 21 dicembre 2012, perché per lo Stato italiano Alessandra è ancora un uomo. È stata lei stessa a non formalizzare ancora il cambio di genere: “Il ritardo è per tutelare il mio matrimonio.
Il cambiamento di sesso in Italia è causa di scioglimento del vincolo. E io voglio tutelarlo”. Ironicamente il matrimonio è stato fissato nella data che per i Maya doveva significare la fine del mondo e che per lei è stata un nuovo inizio.
Molto soddisfatta della riuscita della pellicola è la regista Annamaria Gallone: “Ho incontrato Alessandra a Milano, mi era stata raccontata la sua storia e ne ero rimasta colpita…
Abbiamo parlato per cinque ore. E il suo personaggio mi ha affascinato.
Non è la solita storia di trans, ma il racconto dell’evoluzione di una persona accanto alla sua compagna. Devo dirlo: sono molto orgogliosa di questo film. Abbiamo parlato di un tema difficile senza mai cadere nella morbosità”.
fonte http://www.gaywave.it
Lgbt: A Civitanova Danza "La notte della stella" il Gala di Svetlana Zakharova
Il Festival Internazionale Civitanova Danza compie vent’anni e per questa edizione 2013 lo slogan che l’accompagnerà è: Da 20 a 2.0.
L’evento è promosso dal Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche e Provincia di Macerata.
Fiore all’occhiello di questa edizione la presenza dell’étoile russa Svetlana Zakharova (in foto) che si esibirà il 15 agosto al Teatro Rossini con un Gala intitolato La notte della stella.
Sarà proprio la Zakharova, dopo la travolgente esibizione allo Sferisterio nel 2011, anche in quell’occasione nell’ambito di Civitanova Danza, a concludere questa ventesima edizione di Civitanova Danza con lo spettacolo che la vede protagonista.
Svetlana Zakharova entra a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1996 e l’anno seguente viene nominata prima ballerina. Dal 1999 è regolarmente étoile ospite presso le più prestigiose compagnie di balletto del mondo, tra cui: New York City Ballet, Bayerisches Staatsballett, Teatro dell’Opera di Roma, Opéra di Parigi, Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, Teatro San Carlo di Napoli, American Ballet Theatre, Hamburg Ballet, Teatro alla Scala.
Nel 2003 entra a far parte del Balletto del Teatro Bolshoi, è stata allieva di Ljudmila Semenjanka. Nel 2009 Francesco Ventriglia, coreografo apprezzato in tutto il mondo, ha creato per lei il balletto Zakharova Supergame. Dal 2007 Svetlana Zakharova ricopre il ruolo di ballerina étoile del Balletto del Teatro alla Scala di Milano.
INFO
15 agosto ore 21.30
Teatro Rossini
Via Buozzi 6, Civitanova Marche
www.civitanovadanza.it
fonte http://giornaledelladanza.com Alessandro Di Giacomo
L’evento è promosso dal Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Camera di Commercio di Macerata, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Marche e Provincia di Macerata.
Fiore all’occhiello di questa edizione la presenza dell’étoile russa Svetlana Zakharova (in foto) che si esibirà il 15 agosto al Teatro Rossini con un Gala intitolato La notte della stella.
Sarà proprio la Zakharova, dopo la travolgente esibizione allo Sferisterio nel 2011, anche in quell’occasione nell’ambito di Civitanova Danza, a concludere questa ventesima edizione di Civitanova Danza con lo spettacolo che la vede protagonista.
Svetlana Zakharova entra a far parte del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1996 e l’anno seguente viene nominata prima ballerina. Dal 1999 è regolarmente étoile ospite presso le più prestigiose compagnie di balletto del mondo, tra cui: New York City Ballet, Bayerisches Staatsballett, Teatro dell’Opera di Roma, Opéra di Parigi, Nuovo Teatro Nazionale di Tokyo, Teatro San Carlo di Napoli, American Ballet Theatre, Hamburg Ballet, Teatro alla Scala.
Nel 2003 entra a far parte del Balletto del Teatro Bolshoi, è stata allieva di Ljudmila Semenjanka. Nel 2009 Francesco Ventriglia, coreografo apprezzato in tutto il mondo, ha creato per lei il balletto Zakharova Supergame. Dal 2007 Svetlana Zakharova ricopre il ruolo di ballerina étoile del Balletto del Teatro alla Scala di Milano.
INFO
15 agosto ore 21.30
Teatro Rossini
Via Buozzi 6, Civitanova Marche
www.civitanovadanza.it
fonte http://giornaledelladanza.com Alessandro Di Giacomo
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