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giovedì 29 novembre 2012

Il video sui diritti lgbt negli Emirati Arabi

Parlare di diritti lgbt negli Emirati Arabi Uniti è ancora pericoloso.

LGBT Rights UAE ha fatto questo video chiedendo di raccontare la loro storia a un poliziotto, un'ostetrica e un'insegnante.


Parlare di diritti lgbt in uno dei più popolosi paesi musulmani?
Solo con un video, per adesso.
Negli Emirati Arabi Uniti affrontare questi argomenti è ancora rischioso.
LGBT Rights UAE è un'associazione che si prefigge questo scopo ma che combatte nella clandestinità.

Per parlare di diritti lgbt ha chiesto di raccontare la loro storia a un poliziotto gay di Dubai, un'ostetrica lesbica e un'insegnante.
fonte http://www.gay.it/

martedì 2 ottobre 2012

Lgbt: La California vieta la terapia per “guarire” dall’omosessualità

La California è il primo Stato americano ad aver messo al bando una controversa terapia psichiatrica che punta a prevenire l’omossessualità tra i minori, come se fosse una malattia da curare.

Il governatore dello Stato, Jerry Brown, ha firmato il proveddimento, fortemente voluto dalla comunità omosessuale.

Con un messaggio su Twitter Brown ha detto di aver appoggiato il provvediment perché mette al bando “terapie non scientifiche” che hanno portato alcuni giovani alla depressione o al suicidio.

La legge proibisce a chi segue questa terapia di avere tra i pazienti ragazzi minori di 18 anni. Fino ad oggi i genitori potevano obbligare i figli adolescenti a sottoporsi alla cura. Contro questa cosiddetta “terapia del recupero” s’è schierata la stragrande maggioranza della comunità scientifica e soprattutto la American Psychiatric Association, che da anni sostiene che non ha alcuna base scientifica. Anzi, come si legge in un comunicato degli psichiatri Usa, “potrebbe provocare gravi disturbi psichici”.

Gioiscono le associazioni dei diritti umani: “Ora finalmente i giovani LGBT (lesbian, gay, bisexual and transgender) saranno protetti da pratica che è solo scienza da pattumiera” ha detto il presidente della Campagna per i diritti umani Chad Griffin.

Il relatore del progetto di legge, il senatore democratico Ted Lieu, ha invitato altri Stati a seguire l’esempio della California: “Se qualcuno ha dei dubbi sul fatto che queste pratiche siano malvagie si senta le testimonianze che sono state fornite al Congresso californiano”.

Durante la legislatura sono state numerose le persone che, avendo subito la terapia quando erano minorenni, hanno testimoniato le terribili conseguenze: “Da teenager – ha raccontato con le lacrime agli occhi Ryan Kendall – la pratica contro l’omosessualità, chiamata terapia di conversione, ha distrutto la mia vita e spaccato la mia famiglia”.

La terapia è poco conosciuta in Europa, è stata sviluppata nel 2001 dallo psicologo Robert Spitzer della Columbia University di New York, che solo quest’anno l’ha ripudiata e ha chiesto scusa alle comunità gay e lesbica.
fonte http://lepersoneeladignita.corriere.it ità di Monica Ricci Sargentini

martedì 11 settembre 2012

Diritti LGBT, Polonia verso la svolta

Non è solito parlare di diritti della comunità Lgbt all’interno dei confini dell’ex blocco sovietico, o almeno non ci sono sviluppi legislativi a riguardo, senza voler escludere la Russia, dove quest’anno tali sviluppi hanno preso piede, ma verso il peggio.

La Polonia invece si distacca, e prende una strada diversa. Il partito di sinistra anticlericale Palikot e i socialdemocratici ci avevano già provato, invano.

La proposta portata avanti da questo blocco parlamentare consisteva in un progetto per la regolazione legislativa delle nozze tra persone dello stesso sesso, che non comprendeva però l’adozione di minori.

L’interpretazione di stampo cristiano della parola matrimonio ha reso incostituzionale tale progetto, che saltò in immediato. Tuttavia, questa occasione fu necessaria per piantare un seme nel terreno della società polacca, fortemente religiosa, che al momento giusto darà i suoi frutti.

Ebbene, dal centro destra arriva il primo passo. Il partito di centro destra Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska/PO) che si trova al potere in Polonia, ha deciso di presentare un progetto di legge che possa tutelare le coppie dello stesso sesso.

Si tratta di un partenariato civile, rivolto a qualsiasi tipo di coppia, in grado di poter concedere dei diritti anche a quella fetta della popolazione che risulta esclusa da qualsiasi riconoscimento a livello legale. Le coppie che beneficeranno di tale partenariato civile potranno godere di diritti quali l’eredità, fondi pensione o diritti medici.

Il testo che la settimana prossima dovrebbe arrivare in Parlamento è stato definito “abbastanza conservatore” dall’autore stesso, in quanto non si tratta di matrimoni, bensì di riconoscimenti di alcuni diritti; insomma, una “caramella” per tranquillizzare parte della popolazione, e non adirare l’altra parte (fortemente cristiana).

Effettivamente il partenariato civile non concede né benefici fiscali né adozione; in fin dei conti si tratta di disuguaglianza, ma tuttavia è un passo che ravvicina i cittadini lgbt ai cittadini per così dire di primo livello.

E’ un passo significativo che contrasta le misure della Federazione Russa, e può portare ad una apertura anche ad altri paesi ex sovietici confinanti con la grande Polonia, confidando che l’effetto domino scaturito da quest’ultima porti un cambio anche nel Bel Paese, dove i partiti tendono a non prendere posizione.
fonte http://giornaleilreferendum.com di Leonardo Sartori

mercoledì 15 febbraio 2012

Lgbt: Essere gay in Cina, matrimoni etero per nascondere l’omosessualità

Essere gay, in alcuni Paesi del mondo, non è affatto una cosa semplice.

Vivere apertamente la propria omosessualità richiede talvolta una buona dose di coraggio, quella che purtroppo manca a molte persone, fra le quali, vi sono anche diverse persone omosessuali cinesi che, per nascondere la propria omosessualità, preferiscono addirittura sposare una donna, nella speranza di non essere emarginati da una società fondamentalmente omofoba e discriminatoria.

Sono questi i dati emersi da uno studio condotto da un esperto dell’Universita’ di Qingdao, secondo cui il 90% dei gay in Cina (dove lo scorso anno molte donne furono arrestate solo per aver scritto delle storie d’amore gay)si sposa con partner del sesso opposto, per nascondere la propria omosessualità.

Le donne cinesi sposate con uomini segretamente omosessuali sembrano essere davvero molte, e quasi sempre sono vittime di maltrattamenti (verbali o anche fisici) da parte dei loro mariti.

A confermare un trend tanto allarmante vi sono le parole di Xiao Yao, una editrice di 29 anni, una donna che ha trovato il coraggio di lasciare un marito segretamente omosessuale: “E’ verissimo – dichiara la ragazza – conosco molte donne che, come ho fatto io per un po’, soffrono in silenzio accanto ad un uomo che non solo non le ama, ma che spesso le maltratta sia fisicamente che verbalmente”.

Proprio per aiutare queste donne, Xiao ha deciso di creare un sito web, il cui nome è “La terra delle mogli dei gay“, che offre aiuto, o anche solo una valvola di sfogo, per tutte quelle donne che si trovano a dover affrontare questa spiacevole situazione, una situazione che – come ben saprete, potrebbe non esistere, se la società fosse meno omofoba e ipocrita.
fonte http://www.gaywave.it

giovedì 15 dicembre 2011

Lgbt: In Australia eletto primo sindaco intersessuale


Tony Briffa è il nuovo sindaco di un comune di Melbourne ed è intersessuale:
"Sono pronto a servire la comunità con entusiasmo e orgoglio".
In barba a quanti considerino l'intersessualità una deformazione da curare.

L'Australia ultimamente sta regalando grosse soddisfazioni alla comunità lgbt.

Il nuovo sindaco di Hobson Bay, un'area di Melbourne, si chiama Tony Briffa ed è intersessuale.

C'è ancora grande confusione per quanto riguarda questo tipo di condizione, che definisce quelle persone i cui cromosomi sessuali, caratteri sessuali secondari e/o organi riproduttivi non possono essere catalogati né come femminili né come maschili.

Il neosindaco ha affermato:
"Sono molto emozionato per il futuro della nostra comunità e non vedo l'ora di servire la città con entusiasmo e orgoglio".

Ha anche annunciato che parteciperà al prossimo Pride di Victoria in veste ufficiale di sindaco.

Un membro del consiglio d'amministrazione del "LGBTI Health Alliance" ha dichiarato ai media: "Tony è un meraviglioso esempio di come le persone intersessuali possono superare le cure mediche non devastanti e non necessarie a cui molti bambini intersessuali vengono sottoposti e diventare campioni di diritti umani per tutti".
Fonte: Advocate via http://www.gay.tv

martedì 13 dicembre 2011

Lgbt Pennsylvania: Se usare il bagno diventa un diritto

Un comune della fa passare un’ordinanza per prevenire la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale

La decisione di un comune della Pennsylvania di far passare un’ordinanza per prevenire la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale è stata accolta come una vittoria per la comunità che raccoglie lesbiche, i gay, i bisessuali e i transgender (LGBT) della zona, ma alcuni cittadini hanno espresso preoccupazione.

L’ORDINANZA
Come racconta l’Huffington Post, la città di Susquehanna ha votato la scorsa settimana, approvando un’ordinanza riguardo al libero utilizzo dei servizi igienici da parte dei transgender.

Il comune è quindi diventato la 26esima municipalità del Pennsylvania a difendere i diritti LGBT. L’ordinanza risulta particolarmente importante anche perché protegge i residenti dalla discriminazione nel trovare casa o lavoro, basata sull’orientamento sessuale.

Fred Engle, commissario dell’amministrazione di Susquehanna, ha spiegato: “Nel caso in cui ci trovassimo di fronte alla discriminazione di una persona, ora abbiamo un meccanismo in atto per affrontare il problema”.

Legge dello Stato vieta le discriminazioni basate su razza, colore, religione, sesso e disabilità, ma la proposta di estendere il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere e delle informazioni genetiche è rimasta in stallo a lungo nella legislatura.

LE PROTESTE
Tuttavia, alcuni residenti si oppongono al divieto dell’ordinanza sulle discriminazioni nei bagni pubblici, che permette ai transessuali (sia uomini che donne) di utilizzare servizi igienici maschili e femminili.

Debbie Hawkins Gray, residente nella zona, spiega: “Il mio problema non è nei confronti dei veri transgender … [ma] nei confronti degli uomini là fuori che sfruttano questa possibilità a loro vantaggio.

Chi può dire che un ragazzo non indossi vestiti femminili al solo scopo di entrare nel bagno delle donne per soddisfare una perversione personale?
fonte http://www.giornalettismo.com di Claudia Santini

venerdì 18 novembre 2011

Lgbt, Nuova legge in Russia: Ti dichiari gay lesbica o trans? Paghi una multa fino a 120 euro


MOSCA Quasi tornando ai tempi sovietici, quando l’omosessualita’ era un reato (depenalizzato solo nella Russia post-comunista nel 1993), il ‘parlamento’ di San Pietroburgo ha approvato in prima lettura una legge che prevede multe per i gay,
le lesbiche, i bisessuali o i transgender che professano apertamente il loro orientamento sessuale in presenza di minori, equiparando di fatto manifestazioni come i Gay-pride alla propaganda della pedofilia.

Un provvedimento aspramente criticato dagli attivisti gay, che lo hanno definito ”medioevale” e una ”trovata pre-elettorale” per rafforzare il partito putiniano Russia Unita (promotore dell’iniziativa), preannunciando ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

La legge, che richiede altre due letture dopo la recente approvazione (37 voti a favore e una astensione), prevede multe da 3000 a 5000 rubli (da 72 a 120 euro) per i singoli e sino a 50 mila rubli (1200 euro) per le organizzazioni che promuovono pubblicamente tali attivita’, come riferiscono alcuni media russi.

Ma il presidente del ‘parlamento’ di San Pietroburgo, Vadim Tiulpanov, ritiene che le sanzioni dovrebbero essere inasprite portando le multe sino a 500 mila rubli (12 mila euro). L’iniziativa e’ analoga a quelle gia’ varate nella regione di Arkhangelsk lo scorso settembre e nella regione di Riazan nel 2006.

Gli attivisti gay sono gia’ scesi in strada nell’antica capitale degli zar con singoli picchettaggi (l’unica forma di protesta che non richiede l’autorizzazione delle autorita’).

Da anni tentano di organizzare gay pride a Mosca e a San Pietroburgo ma le loro richieste vengono puntualmente respinte, in un Paese fortemente omofobo.

Pur essendo stata abolita nel 1993 come reato, l’omosessualita’ e’ rimasta in Russia sino al 1999 nella lista delle malattie mentali.
L’ex sindaco di Mosca Iuri Luzhkov aveva definito ”opera di Satana” le parate gay, regolarmente negate o represse a manganellate.
fonte http://www.blitzquotidiano.it

giovedì 13 ottobre 2011

Lgbt Brasile: In 700.000 sulla spiaggia di Copacabana per il Pride di Rio


Secondo le stime delle autorità, sono questi i numeri del sedicesimo Pride di Rio de Janeiro, mail più grande del mondo resta quello di San Paolo con i suoi 3 milioni di persone.

Domenica scorsa, in occazione del sedicesimo Gay Pride di Rio de Janeiro, 700.000 persone con bandiere rainbow, coloratissimi costumi o semplicemente tenendo per mano il proprio compagno o la propria compagna, si sono riversate per le strade della città del carnevale invadendo, come da tradizione, la spiaggia di Copacabana per chiedere a gran voce leggi più rigide contro l'omofobia.

E' quella della capitale San Paolo, però, ad essere considerata da sempre la manifestazione dell'orgoglio gay più partecipata del mondo.
Di solito, infatti, alla parata di San Paolo partecipano circa 3 milioni di persone.

L'omosessualità è legale in Brasile e la prima legge contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale risale al lontano 1988.

Adesso, le associazioni che si battono per i diritti delle persone lgbt hanno iniziato una serie di campagne per chiedere il riconoscimento delle nozze gay con pari diritti per le coppie etero e gay. In più, una battaglia importante è quella per chiedere allo Stato di intervenire contro le violenze ai danni delle persone lgbt.
fonte http://www.gay.it

giovedì 6 ottobre 2011

Lgbt: Una transessuale al parlamento polacco?


Anna Grodzka si candida alle politiche con la lista Palikot

Si chama Anna Grodzka ed è la prima transessuale polacca candidata a Cracovia per le politiche in calendario domenica nella lista del Movimento anarchico-liberale di Januzs Palikot.

LA STORIA
Anna Grodzka, 57 anni, è fondatrice e presidente della Fondazione Trans-Fusion, è una psicologa, un’attivista per la responsabilizzazione dei transgender e produttore cinematografico.

Laureata all’Università di Varsavia, la Grodzka si è formata per combattere ogni sorta di discriminazione con l’organizzazione e la conduzione di un gruppo di sostegno per le persone transgender.

Oltre ad essere nota per il suo impegno politico (sempre a sinistra) e sociale, la donna è nota anche per aver deciso di cambiare sesso solo recentemente: l’operazione, avvenuta a Bangkok nel 2010, è stata oggetto di un documentario girato da un canale tv privato.

Da allora la Grodzka, che prima si chiamava Ryszard, si è sposata con un uomo e ha avuto un figlio.
La donna abbraccia la posizione di Palikot, 47 anni, un uomo d’affari e ex deputato del partito del premier Donald Tusk Piattaforma civica (Po), ha fondato un Movimento che secondo gli ultimi sondaggi potrebbe diventare la terza forza del parlamento polacco (dopo Po e il partito di Jaroslaw Kaczynski Pis).

IL PROGRAMMA
Anna diventa quindi la prima persona apertamente transessuale nella storia politica polacca e ha presentato un importante programma elettorale: la Grodzka propone l’equiparazione dei diritti delle persone GLBT a quelli delle persone eterosessuali, la separazione tra Chiesa e organizzazioni statali, l’interruzione dei finanziamenti pubblici alle organizzazioni religiosi, pari opportunità per le donne, ampliare la disponibilità di asili e asili nido per venire incontro alle madri lavoratrici, l’aumento del salario minimo e l’eliminazione dei contratti spazzatura, oltre alla cessazione del finanziamento delle iniziative dei partiti politici con i soldi presi dal bilancio statale.

Parliamo di una donna forte, con una grande personalità e con la priorità di innovare, di combattere per una vera e propria rivoluzione culturale in Polonia.

I fari sono puntati su di lei: ripongono in lei molte speranze i membri della comunità LGBT, ma non solo.
fonte http://www.giornalettismo.com, di Claudia Santini

lunedì 3 ottobre 2011

Lgbt Washington: Obama applaudito dalla comunità gay


Obama con il presidente della Human Rights Campaign

Ieri ha anche festeggiato il 19esimo anniversario di matrimonio
"Di recente, durante una serata in California, ho avuto un colloquio bilaterale molto produttivo con la vostra leader... Lady Gaga".

E' la battuta con cui Barack Obama ha esordito nel suo applauditissimo discorso alla conferenza annuale della Human Rights Campaign.


"Di recente, durante una serata in California, ho avuto un colloquio bilaterale molto produttivo con la vostra leader... Lady Gaga". E' la battuta con cui Barack Obama ha esordito nel suo applauditissimo discorso alla conferenza annuale della Human Rights Campaign, una delle organizzazioni Lgbt, (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) piu' grandi d'America.

Al suo arrivo al centro congressi di Washington, un'enorme platea di almeno 3.000 persone gli ha tributato una fragorosa standing ovation. Il Presidente dell'organizzazione, Jo Solmonese, ha invitato tutti a sostenere Barack Obama, definendolo come "il presidente che ha fatto piu' di tutti nella storia d'America per migliorare la vita della comunita' gay".

Dopo la battuta su Lady Gaga, paragonata a una sorta di capo di Stato, Obama ha ribadito che "ogni americano, gay, bisessuale e transgender, merita di essere uguale davanti alla legge e godere degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini".

Quindi, tra l'entusiasmo generale, ha ricordato che grazie ai suoi sforzi e' stato abrogato l'odioso principio del 'Don't ask, don't tell', che costringeva i militari gay a vivere nell'ombra, senza poter dichiarare apertamente la propria identita' sessuale.

Infine ha parlato di un fenomeno che sta colpendo molto l'opinione pubblica americana, quello dei suicidi tra gli adolescenti gay, vittime di bullismo. "Nessun ragazzo gay - ha esclamato Obama - dovra' in futuro sentirsi solo e abbandonato a se' stesso".

L'anniversario
Barack e Michelle Obama hanno scelto un elegante ristorante di pesce per festeggiare il loro 19esimo anniversario di matrimonio. La 'First Couple' ha cenato al ristorante Eve di Alexandria, una deliziosa localita' a pochi chilometri dalla Casa Bianca, in Virginia, sulla sponda opposta del fiume Potomac.

I due hanno approfittato del sabato sera per celebrare la ricorrenza, malgrado la data esatta cada tra un paio di giorni. I due si fidanzarono nel 1991 e si sposarono il 3 ottobre dell'anno dopo, il '92, presso la Trinity United Church of Christ di Chicago, in una funzione officiata dal reverendo Jeremiah Wright.

E' stato uno dei suoi sermoni ad aver ispirato il titolo di uno dei libri piu' famosi di Barack Obama, "The Audacity of Hope", l'audacia della speranza. Dall'unione tra Barack e Michelle sono nate due figlie, Malia, nata nel 1998, e Sasha nel 2001.
fonte http://www.rainews24.rai.it

giovedì 22 settembre 2011

Lgbt, Eurovision 2012: l’Azerbaigian non discriminerà i gay


Da quando si è scoperto che l’Azerbaigian ospiterà l’Eurovision Song Contest 2012 in molti si sono detti contrari.

La manifestazione canora è una delle più amate del popolo omosessuale, ed essendo un paese che di certo non rispetta i diritti delle persone lgbt il dubbio è lecito porselo.

Tante persone appartenenti al popolo lgbt ogni anno si riversa nella città dove si svolge l’Eurovision per assistere di persona allo spettacolo.

In Azerbaigian che trattamento riceverà questa (grande) fetta di pubblico? Secondo i funzionari non ci sarà nulla di cui temere: recentemente hanno dichiarato che non vedono l’ora di ospitare gay e lesbiche, e che saranno trattati come tutte le altre persone.
Sarà davvero così?
fonte http://www.gayprider.com

domenica 24 luglio 2011

Lgbt: New York, due donne per le prime nozze gay: un sì sotto le cascate del Niagara


Sono state due donne le prime ad unirsi in un matrimonio omosessuale nello stato di New York, proprio nel giorno in cui entrava in vigore la legge sulle nozze gay. Kitty Lambert, 54 anni, e Cheryle Rudd, 53, si sono sposate poco dopo la mezzanotte alle cascate del Niagara, uno dei luoghi romantici più gettonati dagli americani per matrimoni e viaggi di nozze, davanti a oltre 100 invitati.

La prima indossava un vestito di un blu brillante e la seconda uno smoking bianco. Note attiviste per i diritti gay, le due novelle spose stavano assieme da dieci anni. Sono entrambe nonne e insieme totalizzano 12 nipotini.

Centinaia di coppie gay si sono allegramente messe in fila davanti all'ufficio matrimoni di Manahttan, per potersi sposare nel primo giorno in cui è entrata in vigore la legge approvata un mese fa.

Il sindaco di New York Michale Bloomberg assiterà ad alcuni matrimoni e ha messo a disposizione la sua residenza di Gracie Mansion per le nozze del suo collaboratore e amico, John Feinblatt, 60 anni. Inizialmente il comune di New York temeva che i matrimoni sarebbero stati troppi il primo giorno.

Era stata decisa così un'estrazione a sorte delle coppie: ma alla fine le richieste per oggi sono state 823, 59 in più di quanto previsto per un giorno, e si è deciso di fare uno sforzo per accontentare tutti.

In diverse città dello stato, da Buffalo a Brookhaven, sono stati aperti gli uffici per la concessione di licenze matrimoniali malgrado sia domenica. Oltre 100 giudici si sono presentati volontari per celebrare i matrimoni omosessuali.
fonte www.adnkronos.com, fonte foto e video http://tv.repubblica.it

Lgbt San Francisco: “Siete lesbiche? Non potete tenervi per la mano”


Brutta disavventura per una coppia di giovani ragazze omosessuali in un museo di San Francisco

L’omofobia si incontra in ogni città e in ogni luogo, anche nei più insospettabili. Anche a San Francisco, una delle città più progressiste sui diritti della comunità LGBT, notoriamente liberale nei confronti degli uomini di ogni colore ed orientamento sessuale, si può incontrare qualcuno che non sopporta gli omosessuali.

E’ quanto capitato ad una coppia di lesbiche, che è stata intimata di non fare il gesto più naturale e tenero del mondo, tenersi per la mano. Altrimenti sarebbero state allontanate dal museo che stavano visitando.

UNA VISITA SPIACEVOLE
Jane Levikow, una manager delle pubbliche relazioni, era andata al Museo Ebraico Contemporaneo di San Francisco per guardare un po’ di arte, ma ha visto un piccolo caso da manuale dei diritti civili. Di fronte a lei c’era una giovane coppia lesbica che discuteva molto animatamente con un guardiano della sicurezza.

Le due giovani omosessuali si tenevano la mano mentre guardavano i dipinti, e sono state avvicinate dal guardiano che le ha detto di non compiere quel tenero gesto, perchè non era appropriato al luogo. Le due lesbiche si sono sentite molto offese, ed hanno iniziato a discutere animatamente con il guardiano, che provava a convincerle ad allontanarsi. La baruffa aveva però suscitato l’attenzione degli altri avventori del museo, e si è formato un piccolo capannello.

SCUSE DEL MUSEO
Jane Lenikow è rimasta sconvolta dal caso, anche perchè al museo c’era una retrospettiva su un’artista dichiaratamente lesbica. Ironia del caso a parte, il portavoce del museo di San Francisco si è successivamente scusato per l’accaduto, evidenziando come la struttura sostenga senza se e senza ma i diritti della comunità LGBT.

L’addetto stampa ha inoltre evidenziato che il guardiano non era proprio un dipendente del museo, ma un guardiano di una società alla quale erano stati appaltati i servizi di sicurezza.
fonte /www.giornalettismo.com

martedì 12 luglio 2011

Lgbt: A Samoa il presidente Tuila’epa Sailele elogia le trans: "Sono un dono di Dio"


A Samoa le transessuali, meglio conosciute come fa'afafine, sono ben integrate nel territorio e il governo sembra non osteggiare la sessualità: indicativo che il primo ministro sia presidente della loro associazione.

Trans è bello, questo è il pensiero del Primo Ministro delle isole Samoa Tuila'epa Sailele, che ha tributato alti elogi alle transessuali, chiamandole ''miracoli gloriosi di Dio'', che ''noi uomini' non possiamo non trovare attraenti''.

A Samoa le transessuali, meglio conosciute come fa'afafine, sono ben integrate nel territorio e il governo sembra non osteggiare la sessualità: indicativo che il primo ministro sia presidente della loro associazione.

"Siete come diamanti, siete un genere speciale" questo quanto dichiarato, stando alle indiscrezioni del quotidiano Savali, da parte del presidente all'associazione trans: "voi afafine (transessuali) siete speciali, è per questo che avete speso così tanti soldi in operazioni così speciali".

E continua: "Ogni anno apparite diverse. Capelli biondi, labbra luccicanti di gloss, borse Gucci:gli uomini sono attratti dal vostro look curato.
Sono solo i vostri muscoli scolpiti, che avete guadagnato con anni e anni di duro allenamento, che date via".

Un elogio al genere trans che secondo il primo ministro vive in grazia di Dio: "Non è merito vostro-continua, se siete come siete.
Siete semplicemente scintillanti creature di Dio, un esempio dei suoi gloriosi miracoli".

Un riconoscimento alla natura trans ma anche al lavoro svolto dalle associazioni: il premier dello stato-arcipelago di Samoa ha applaudito le fa'afafine per l'opera esemplare a favore della beneficienza da parte della comunità trans e di quella lesbica.

"Il mio unico monito, conclude Tuila'epa Sailele, è quello di essere buoni cittadini, stare a casa e aver cura dei propri familiari.
Non vagabondate in giro la notte".
fonte www.gqitalia.it G.A.

giovedì 7 luglio 2011

Diritti LGBT: la top 5 dei Paesi Europei


Che siano gay, lesbiche, transessuali, bisessuali o semplicemente gay-friendly, marciano per rivendicare il rispetto dei loro diritti e il loro diritto a questo rispetto.

Da maggio ad agosto i Gay Pride mobilizzano a suon di musica e di colori centinaia di migliaia di cittadini.
E’ tempo anche per cafebabel.com di fare il punto sui diritti delle minoranze sessuali in Europa. Dopo il flop 5 ecco il top 5 dei paesi europei!

1) Il Regno Unito: God Save the Queer!

Il Pese di sua maestà è al primo posto della classifica; questo fatto potrebbe sorprendere molti, visto che qui è permessa solo l’unione civile fra coppie omosessuali, e non non il matrimonio, grazie ad una legge che risale al 2005 e della quale il cantante Elton John fu uno dei primissimi beneficiari. Ad una coppia gay non è neppure permesso di allevare dei figli. Ma il Regno Unito si distingue dagli altri Paesi per una migliore protezione dei transgender contro le discriminazioni. I transessuali non sono infatti obbligati ad affrontare un percorso di “riassegnazione sessuale” al fine di essere riconosciuti. Unico inconveniente: devono, in cambio, divorziare dal loro coniuge.

2) La Svezia : uniti al cospetto del Signore.

La Svezia, oltre ad autorizzare sia il matrimonio che l’omogenitorialità , è uno dei rari paesi dove le discriminazioni contro gli omosessuali sono proibite dalla Costituzione (come anche in Portogallo e in Kosovo). Tra l’altro, la legge proibisce anche di rifiutare il matrimonio religioso agli omosessuali; in altre parole le coppie omosessuali sono autorizzate a sposarsi in chiesa, una possibilità ben accolta dalla chiesa luterana svedese. Se solo si considerassero maggiormente i diritti dei transgender, la Svezia potrebbe essere considerata, ancora di più, come il paese modello.

3) La Spagna sorpassa il conservatorismo religioso

Le cose si sono mosse grazie ai governi regionali in questo Paese federale dove il cattolicesimo resta un’importante forza politica e sociale. Il governo socialista di José Luis Zapatero autorizzò il matrimonio e l’adozione per le coppie omosessuali nel 2005, e questo avvenne malgrado le manifestazioni di protesta da parte del Forum spagnolo della Famiglia, appoggiato dai vescovi e da altre lobby cattoliche e conservatrici. Sono stati celebrati 1.5000 matrimoni in soli tre anni. Anche le inseminazioni artificiali sono possibili, ma solamente in cliniche private. Come nel caso della Svezia, sono ancora attesi dei cambiamenti sul fronte dei transessuali.
4 e 5) Belgio e Paesi Bassi: dalla legge alla vita reale

Nel 2001 i Paesi Bassi furono il primo paese europeo ad autorizzare il matrimonio di coppie omosessuali e a garantirne tutti i diritti derivanti. In Belgio tutto ciò si realizzò in due tappe: dapprima, nel 2003, fu autorizzato il matrimonio, poi, tre anni più tardi, fu la volta dell’adozione da parte di coppie omoparentali.

Tuttavia, nella vita di tutti i giorni, la situazione è lontana dall’essere perfetta.

Se alcune lesbiche europee, in particolare francesi, approfittano di questo status giuridico per poter accedere all’inseminazione artificiale, le statistiche mostrano che le adozioni da parte di queste coppie in Belgio si contano sulle dita di una mano. Le donne non sono le sole a desiderare un figlio.

La storia di Samuel ha commosso l’opinione pubblica belga e la comunità omosessuale di tutto il mondo: figlio di padre belga, concepito grazie alla surrogazione di maternità (“utero in affitto”), ma nato in Ucraina, è stato messo in orfanotrofio (e c’è da pensare se questo sia veramente da considerarsi nell’interesse del bambino?!) mentre il padre e il suo compagno sono stati costretti a combattere una battaglia legale per ottenerne la custodia.

Nei Paesi Bassi, dopo 10 anni di esistenza, i matrimoni omosessuali finiscono in divorzio statisticamente 3 volte meno frequentemente che quelli eterosessuali. Si contano, tuttavia, due matrimoni per ogni unione civile fra coppie dello stesso sesso, in quanto questa formula è più semplice e grantisce gli stessi diritti alla coppia.

Ai fini pratici, ricordiamo che la situazione legale non è il solo indicatore di come l’omossessualità sia accettata in un paese. Infatti, per esempio, seppur le unioni civili siano autorizzate in Ungheria sin dal 2009, e le discriminazioni contro gli LGBT siano punite in Croazia, gli ultimi Gay Pride in questi Paesi sono stati turbati da militanti di estrema destra e la comunità gay preferisce spesso restare nascosta.

Questa top 5 è stata realizzata a partire dalla classifica svolta dall’Organizzazione Non Governativa ILGA-Europe (International Lesbian and Gay Association) in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia.
fonte www.cafebabel.it(IDAHO), di Thibaut Temmerman @ Traduzione: Valentina Gosetti @

martedì 20 aprile 2010

Ellen DeGeneres è il personaggio gay più influente d'America


La presentatrice lesbica Ellen DeGeneres è stata nominata personaggio gay più influente d’America. La star, che adesso è giudica ad American Idol, ha vinto la gara sulla rivista Out su 50 celebrità, tra cui Adam Lambert e la giornalista Rachel Maddow.

Proprio questa settimana, la Denegeres ha sottolineato come il matrimonio con l’attrice Portia DeRossi stia procedendo nel migliore dei modi e come sia ancora alto e costante l’amore tra le due donne, con l’invito della DeRossi alla compagna ad ingrassare un po’ di più:

“Lei mi ama comunque. Anche quando sono in un periodo buio o difficile, lei costantemente mi dice di non farci caso e che sembro bellissima comunque. Mi preferisce più robusta piuttosto che troppo magra e odia quando dubito di me stessa. Mi ama per come sono, vuole che io sia felice e che non mi faccia mai prendere dallo sconforto”
fonte queerblog

martedì 30 marzo 2010

Se annullano il "Don't Ask Don't tell", generale propone camerate a parte per i gay, lontani dagli etero.


Se annullano il "Don't Ask Don't tell", generale propone camerate a parte per i gay, separate dagli etero.
Negli Usa, si sta discutendo della possibilità di annullare finalmente la regola del “Don’t Ask Don’t Tell“, rendendo possibile il volontario coming out dei soldati che entrano nell’esercito. E, in un’intervista, il comandante del corpo dei Marines, generale James Conway, ha sottolineato come sarebbe necessario assegnare, a quest’ultimi, delle camerate a parte.

Secondo l’uomo, infatti, non sarebbe obbligatorio far dormire i suoi soldati nella stessa camera e nei letti accanto a quelli degli omosessuali. E sebbene queste parole sembrano talmente assurde da sembrare irreale, purtroppo sono reali e appartengono ad un generale “qualificato”.
fonte queerblog.