Yollada Nok Suanyot è considerata la sfida maggiore per chi fa le strategie delle campagne elettorali.
Dopo tutto, di rado gli elettori si trovano di fronte candidati politici uomini, che nella loro adolescenza erano stati arrestati per aver usato una falsa carta di identità per entrare in un concorso di bellezza femminile.
Con le elezioni del 27 maggio, Nok potrebbe diventare il politico transgender di più alto rango della storia thailandese.
Se vince, uno scenario non impossibile avrà intrapreso una tra le vie più insolite per la politica: da reginetta di bellezza ribelle a cantante pop a difensore dei diritti umani e imprenditrice.
All’età di 28 anni Nok fa campagna elettorale nella sua provincia Nan ai remoti confini con il Laos, senza un sostegno di un partito alle spalle, in competizione contro il ben finanziato partito di maggioranza Puea Thai per una posizione di vertice nelle finanze della provincia.
Al posto della moneta Nok ha la notorietà. E’ conosciuta meglio come modella e per aver fatto parte di un gruppo pop transgender thailandese, Venus Flytrap, del genere da Spice Girls col nome di Posh Venus. Più recentemente Nok ha attratto l’attenzione formando un gruppo dei diritti civili, l’Associazione Trans femminile della Thailandia, chiedendo apertamente il cambiamento di sesso a spese dello stato. Non nasconde il suo desiderio di allevare dei bambini.
La piattaforma della sua campagna elettorale è classica: promesse di una spinta turistica, servizi educativi migliori per i giovani, servii di sostegno per gli anziani e una linea di aiuto di emergenza 24 ore al giorno. La corsa elettorale sarà osservata strettamente dagli altri transgender Thailandesi che si domandano se uno di loro possa aspirare al potere politico. Ora Nok prendendosi un attimo di respiro dalla campagna elettorale, concede un’intervista a GlobalPost. Parlando della sua notorietà, dei suoi affari e dell’atteggiamento della società della sua provincia nei confronti dei Transgender.
GP: Fai campagna elettorale in una provincia alquanto conservatrice. Come sei stata ricevuta ?
NOK: Ho ricevuto qualche buon commento. Gli altri candidati hanno messo in luce certo che sono di un genere differente, e per loro questa è un punto debole. Ma per quanto posso vedere, la gente di Nan crede nei diritti umani. Guardano la mia abilità a sviluppare la provincia più che al mio genere. Non punto neanche l’attenzione sul mio genere nella mia campagna, faccio un leggero accenno.
GP: Hai fatto tanti lavori di alto profilo. Cosa fai ora?
NOK: Gestisco una stazione televisiva, un canale di vendita sui gioielli, e gestisco ancora il mio negozio di gioielli. Faccio la voce narrante per Discovery e National Geographic.
GP: Ti si può prendere sul serio come politico? O sei vista piuttosto come star?
NOK: Sono nata e cresciuta qui in questa piccola provincia. Svilupparla è il mio obiettivo. Sono carina? Sono una star? Non importa. Che sia o no una star non influenza il fatto che possa o meno migliorare le condizioni di vita in questa area.
GP: Continuerai a fare la modella e fare pubblicità se sei eletta?
NOK: Probabilmente potrò lavorare nel mio tempo libero. Non intendo gettare via la mia carriera. Dividerò il mio tempo anche se è scarso. Ma rappresentare la gente non solo nella mia provincia ma in tutta la Thailandia sarà la mia priorità.
GP: Sei soddisfatta dei diritti dei Transgender nella legislazione thailandese ?
Delle buone leggi che proteggano i transessuali devono ancora essere fatte. Siamo ancora ai bordi. Guarda a me. Il mio ruolo nella società è quella di una donna, ma la legge mi riiconosce come un uomo. Non ha granché senso, vero? Forse ora siamo accettati di più nella società, ma non quando si parla di diritti legali.
GP: Fino a che punto spingerai, fino al diritto di crescere bambini?
NOK: Finora abbiamo ben pochi diritti. I nostri genitali non sono riconosciuti come femminili dopo l’operazione. Se andiamo in prigione andiamo nelle sezioni maschili. Non possiamo avere una vera e propria assicurazione sanitaria. Non possiamo sposarci. Abbiamo problemi nel viaggiare fuori del nostro paese e tanti guai quando dobbiamo avere a che fare con gli uffici pubblici e le banche.
GP: Una domanda per gli stranieri. Come vorresti che ti si chiamasse? Si sentono parole che vanno da transgender a ladyboy, ma non sanno cosa usare.
NOK: femmina o donna transessuale, la cosa migliore.
GP: I thailandesi usano il termine kathoei. E’ una parola cattiva?
NOK: Non mi piace, perché è per i travestiti.
GP: ma non hai scritto un libro intitolato “Kathoey Kathoey,”, un libro del 2007 sul cui retro di copertina la storia parlava di una Yollada che si fingeva donna per acchiappare la corona?
NOK: Fu il mio primo libro e quella era solo un titolo attraente. Sono cambiata da allora.
GP: La tua famiglia ti sostiene nella tua campagna elettorale?
NOK: Ceto, vivono ancora qui e sostengono tutto quello che faccio.
GP: Hai una relazione sentimentale ora?
NOK: No, sono sola. Puoi trovarmi qualcuno se vuoi!
GP: Pensi di vincere?
NOK: Ammetto di avere pochissima esperienza politica. Ho tante risposte positive ma non so se saranno sufficienti per assicurarmi la vittoria. Non posso risponderti ora.
GP: Cosa farai se perdi?
NOK: Ho la mia carriera. Continuerò il mio lavoro con l’associazione. Continuerò a fare la volontaria e a lavorare come un rappresentante della gente. Non mi sento che potrei perdere davvero qualcosa.
Il responso delle urne ha detto che Yollada Nok Suanyot ha conquistato abbastanza voti da diventare la prima donna politica transgender.
fonte http://terresottovento.altervista.org via GLOBALPOST, Patrick Winn
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giovedì 31 maggio 2012
giovedì 13 ottobre 2011
Lgbt Polonia: primo deputato trans al Sejm Anna Grodzka capolista a Cracovia per movimento Palikot, vera sorpresa voto

VARSAVIA: Anna Grodzka, capolista a Cracovia per il Movimento Palikot (MP), una nuova formazione radicale fortemente anticlericale che ha ottenuto un autentico exploit di consensi alle legislative di ieri in Polonia, sara' il primo deputato transessuale sui banchi del Sejm, la Camera bassa del parlamento nazionale.
Come ha confermato infatti la tv pubblica Tvp, la Grodzka figura tra i nuovi parlamentari eletti al voto ieri, che ha visto la larga affermazione del partito liberale di centro Piattaforma Civica (Po) del premier Donald Tusk (39,19% dei voti), a spese di quello conservatore Diritto e Giustizia (PiS) dell'euroscettico Jaroslaw Kaczynski (29,88%).
Il Movimento Palikot a sorpresa si e' piazzato al terzo posto col 10,01%, davanti al Partito dei contadini (Psl) all'8,36% e all'Alleanza della sinistra democratica (Sld) quinta con l'8,25%. Anna Grodzka, 57 anni, psicologa e produttore cinematografico, ha cambiato sesso da non molto dopo aver vissuto per anni da uomo con il nome di Ryszard.
Attualmente presiede la Fondazione Trans-Fuzja che si batte per la parita' dei diritti dei transessuali. Il Movimento Palikot, dal nome del fondatore Janusz Palikot - un ricco, eccentrico imprenditore, e' destinato ad esercitare un'azione dirompente nella societa' polacca, tradizionalmente conservatrice e cattolica.
fonte http://www.ansa.it
giovedì 6 ottobre 2011
Lgbt: Una transessuale al parlamento polacco?

Anna Grodzka si candida alle politiche con la lista Palikot
Si chama Anna Grodzka ed è la prima transessuale polacca candidata a Cracovia per le politiche in calendario domenica nella lista del Movimento anarchico-liberale di Januzs Palikot.
LA STORIA
Anna Grodzka, 57 anni, è fondatrice e presidente della Fondazione Trans-Fusion, è una psicologa, un’attivista per la responsabilizzazione dei transgender e produttore cinematografico.
Laureata all’Università di Varsavia, la Grodzka si è formata per combattere ogni sorta di discriminazione con l’organizzazione e la conduzione di un gruppo di sostegno per le persone transgender.
Oltre ad essere nota per il suo impegno politico (sempre a sinistra) e sociale, la donna è nota anche per aver deciso di cambiare sesso solo recentemente: l’operazione, avvenuta a Bangkok nel 2010, è stata oggetto di un documentario girato da un canale tv privato.
Da allora la Grodzka, che prima si chiamava Ryszard, si è sposata con un uomo e ha avuto un figlio.
La donna abbraccia la posizione di Palikot, 47 anni, un uomo d’affari e ex deputato del partito del premier Donald Tusk Piattaforma civica (Po), ha fondato un Movimento che secondo gli ultimi sondaggi potrebbe diventare la terza forza del parlamento polacco (dopo Po e il partito di Jaroslaw Kaczynski Pis).
IL PROGRAMMA
Anna diventa quindi la prima persona apertamente transessuale nella storia politica polacca e ha presentato un importante programma elettorale: la Grodzka propone l’equiparazione dei diritti delle persone GLBT a quelli delle persone eterosessuali, la separazione tra Chiesa e organizzazioni statali, l’interruzione dei finanziamenti pubblici alle organizzazioni religiosi, pari opportunità per le donne, ampliare la disponibilità di asili e asili nido per venire incontro alle madri lavoratrici, l’aumento del salario minimo e l’eliminazione dei contratti spazzatura, oltre alla cessazione del finanziamento delle iniziative dei partiti politici con i soldi presi dal bilancio statale.
Parliamo di una donna forte, con una grande personalità e con la priorità di innovare, di combattere per una vera e propria rivoluzione culturale in Polonia.
I fari sono puntati su di lei: ripongono in lei molte speranze i membri della comunità LGBT, ma non solo.
fonte http://www.giornalettismo.com, di Claudia Santini
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venerdì 23 settembre 2011
Lgbt: Luxuria e il "vezzo" di fare pipì nel bagno delle donne, queste e altre dichiarazioni dell' onorevole del Pdl Corsaro da Gad Lerner

L'onorevole del Pdl Corsaro, ospite a L'infedele ha citato l'elezione di Grillini, Concia e Luxuria (oltre al suo modo di andare in bagno) come controparte degli scandali sessuali di Berlusconi.
L'elezione di Grillini e di Paola Concia e l'uso dei bagni delle donne alla Camera da parte di Vladimir Luxuria sarebbero sullo stesso piano degli scandali sessuali che non cessano di venire alla luce a proposito di Berlusconi e del giro di ragazze che avrebbero frequentato le sue abitazioni.
Ospite ieri sera a L'infedele di Gad Lerner su La7, il vicecapogruppo del Pdl alla camera Massimo Corsaro, commentando le ultime sul leader del suo partito nonché presidente del consiglio, si è detto scandalizzato.
E non, come buon senso vorrebbe, per l'affair Trantini, le olgettine, Ruby e compagnia cantando, che definisce "vita privata", ma perché questo associato all'immagine di instabilità che dà di sé il governo, provoca indignazione in tantissima gente e fa perdere credibilità al paese al punto da spingere perfino Confindustria a chiederne le dimissioni.
"Siamo un paese strano - dice Corsaro - in cui generazioni intere si sono divise su battaglie di emancipazione, di liberalizzazione dei costumi, in cui ad un certo punto alcuni crinali sono diventati parossistici: se non sei per l'aborto sei un papista, se non appoggi il Gay Pride sei un rottame del passato.
E addirittura abbiamo registrato l'ingresso in parlamento di alcune figure, che non voglio aggettivare in modo né positivo né negativo, ma che sono diventate rappresentati massimi delle istituzioni nazionali per il fatto di interpretare una specificità sessuale". E
qui inizia l'elenco di quelle che Corsaro definisce "figure".
Parte dall'elezione di Cicciolina, nel 1983 e continua: "Abbiamo proseguito con l'elezione di Grillini, autorevole personaggio, ma diventato politico in quanto rappresentante della comunità degli omosessuali. Oggi c'è un'altra autorevolissima rappresentante, bravissima, mia collega in Parlamento, l'onorevole Concia, che però è diventata parlamentare perché rappresenta questo tipo di mondo.
Abbiamo avuto l'onorevole Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria che, lo dico in italiano, fa la pipì come me e come lei (dice rivolgendosi a Lerner) ma aveva il simpatico vezzo di volerla fare nel bagno delle signore in Parlamento".
Prosegue, l'onorevole, chiedendosi se gli italiani si siano scandalizzati altrettanto per la differenza d'età delle compagne di Moravia, Togliatti e Monicelli, che però, dimentica Corsaro, nessuno avrebbe definito "utilizzatore finale" allo scopo di difenderlo.
fonte http://www.gay.it
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domenica 24 luglio 2011
Lgbt Milano: assessore propone quote trans

Mentre la Giunta comunale di Milano approva le quote rosa, il consigliere radicale Marco Cappato spinge per le quote transessuali.
La giunta del comune di Milano ha appena approvato le quote rosa per tutte le società e gli enti amministrati dal Comune. D’ora in poi, è stato deciso, il 50% delle poltrone dei vari consigli d'amministrazione delle società comunali dovranno essere occupate da rappresentanti femminili.
Secondo il capogruppo del Partito democratico Carmela Rozza l'approvazione di questa norma: "Rappresenta un segnale importante per tutte le donne di questo paese, un paese che si trova ancora in una posizione di assoluta arretrattezza per quanto riguarda uguaglianza e pari opportunità".
Il consigliere comunale del Partito Radicale Marco Cappato ha colto l'occasione per cercare di attirare l'attenzione su un'altra problematica grave. Per lanciare una sfida ai colleghi, Cappato ha provocatoriamente votato contro l’ordinanza in questione e proposto invece le "quote trans".
Per il consigliere radicale il tema dell’integrazione delle persone transessuali e transgender è fondamentale e si chiede: "In che quota finirebbero le transessuali?".
Una chiara provocazione, ma importante per rilanciare nel dibattito politico una questione centrale per il mondo lgbt. Le persone transessuali sono vittime ancora oggi di fortissime discriminazioni nel mondo del lavoro e nella società. Secondo Cappato: "Una presa di posizione del Comune sarebbe certamente un passo importante verso l’integrazione".
La destra all'opposizione ha subito colto la palla al balzo per agitare lo spauracchio gay. Dopo la “Milano invasa dai gay” per tutta la campagna elettorale, dopo le esternazioni dell’assessore della Lega Massimiliano Bastone che trovava “preoccupante” il patrocinio da parte del Comune al Gay Pride, in quest' occasione ha voluto comunicare il proprio “sgomento” - con le parole di un altro assessore leghista, Morelli, che ritiene inutile: “Perdere tempo su questi finti problemi”.
Un provoacazione che mostra ancora una volta quanto siamo arretrati in questione di diritti umani e come lo zoccolo omofobo sia sempre più duro, anche in una giunta friendly come quella di Pisapia, che attendiamo al varco. Dopo le promesse elettorali ci aspettiamo tanto e per ora abbiamo visto solo un patrocinio.
fonte www.gay.tv
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domenica 17 luglio 2011
Lgbt Cuba: Fiori d'arancio per Wendy, la trans che imbarazza la famiglia Castro

La collaboratrice della figlia del Lider Maximo sposa un attivista gay e viene licenziata
Le sue nozze con un omosessuale e dissidente cubano hanno messo in imbarazzo Fidel Castro e la sua famiglia.
Wendy Iriepa Diaz, transessuale e storica collaboratrice della figlia del Lider maximo, Mariela, si sposerà il 13 agosto, giorno del compleanno di Fidel.
La decisione di sposare Ignacio Estrada le è costata il posto di lavoro al Cenesex, Centro nazionale di educazione sessuale gestito da Mariela.
Wendy lavorava per Mariela come addetto alla sicurezza. Il loro rapporto era strettissimo al punto che, prima di conoscere l’identità dello sposo, la donna aveva accettato di fare la sua testimone di nozze.
Una volta reso noto il nome del futuro coniuge, però, è scoppiato il caos.
Mariela si è tirata indietro e a Cuba sono scoppiate le polemiche.
Wendy è stata costretta alle dimissioni e la stessa Mariela, da sempre strenuo difensore dei diritti degli omosessuali, è stata costretta a rivedere la propria posizione.
E pensare che se Wendy oggi è una donna a tutti gli effetti lo deve proprio alla figlia del Lider Maximo: è stata lei ad accoglierla al Cenesex, a darle un lavoro,
a convincerla a cambiare sesso e a rendere possibile il cambio di identità all’anagrafe dell'Avana.
Data da molti come possibile erede, in salsa riformista, dello zio Raul Castro,
oggi al potere, ora Mirela appare in difficoltà dopo che, per opportunità politica e familiare, è stata costretta a sacrificare le proprie convinzioni libertarie in materia di sessualità.
Oltre al danno, Wendy ha anche preparato la beffa: si sposerà il 13 agosto, nel giorno dell’85esimo compleanno di Fidel.
La scelta dei futuri sposi non è casuale ma è un attacco diretto a Fidel Castro, accusato di aver compiuto atrocità contro la comunità omosessuale, soprattutto negli anni ’60.
Il ruolo di testimone delle nozze meno gradite della storia dell'isola è andato alla giornalista Yoani Sanchez, il cui blog non è raggiungibile da Cuba per le continue prese di posizione anti-Castro.
fonte www.tgcom.mediaset.it, foto Dal Web
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